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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

sabato 7 marzo 2015

LA VICENDA BEA e CEM TORNERA' IN CONSIGLIO COMUNALE ?

Articolo de Il Cittadino del 7-03-015

Dopo alcuni mesi, ritorna sulle pagine della stampa la questione della fusione BEA-CEM.
Le notizie riportano le intenzioni della Provincia di MB di creare un ATO (Ambito Territoriale Ottimale) che si occupi dei rifiuti e che, giocoforza, coinvolga anche GELSIA.
Come si è arrivati a questo punto ?
Facciamo un po' di informazione sull'argomento.
In questi mesi alcuni accadimenti hanno pesantemente influito sull'iter di quella che voleva essere il progetto di fusione tra BEA e CEM.
Innanzi tutto una "clamorosa svista" dettata dalla fretta di attuare uno scambio reciproco di azioni tra le due società, facendolo ratificare dalle due assemblee dei soci di CEM e BEA che si sono tenute il 18-12-2014.
Però... però..... lo scambio di azioni è saltato visto e considerato che si violava l’articolo 2360 del codice civile che vieta la sottoscrizione reciproca di azioni:

"E’ vietato alle società di costituire o di aumentare il capitale mediante sottoscrizione reciproca di azioni, anche per tramite di società fiduciaria o per interposta persona."

Quindi, in una confusione totale, il 18-12-014 l'assemblea dei soci di CEM modificava l'ODG togliendo il passaggio relativo allo scambio di azioni mentre in quella di BEA veniva approvato l'OdG comprensivo dell'illecito scambio azionario.
Eppure alcuni Comuni soci di BEA (Seveso, Bovisio Masciago, Desio e Lentate S/S) avevano chiesto il rinvio dell'assemblea per approfondire. 
Nella votazione sul punto dello scambio azionario, nel verbale, è registrata la contrarietà dei Comuni di Bovisio M, Seveso, Desio, la non partecipazione al voto di Varedo oltrechè l'assenza di Lentate.

Anche in alcuni Consigli Comunali (laddove svolti prima del 18-12-014) s'era rimarcata l'insufficienza del livello informativo e di confronto.
A Meda, nel CC del 27-11-014, Sinistra e Ambiente aveva proprio evidenziato la necessità di un approfondimento in Commissione Territorio e Ambiente e la inappropriata fretta con cui si voleva trattare l'argomento, in stile "last minute".
Un approfondimento da fare anche sugli aspetti del Piano Industriale che NON CONTEMPLA accantonamenti per la dismissione del forno inceneritore. Come da previsione, siamo rimasti inascoltati.

La vicenda si complica ulteriormente con la Sentenza del TAR n. 00287/2015 del 23/01/015, inviata perarltro anche alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Milano per eventuali loro competenze.
In essa, il TAR della Lombardia ha accolto il ricorso avanzato da Gelsia Ambiente Srl contro il Comune di Limbiate, annullando tutti gli atti mediante i quali l’Amministrazione limbiatese intendeva affidare direttamente a Bea i servizi di igiene ambientale a partire dal dal 1° gennaio 2015.
Oltre alle motivazioni con cui il TAR ha annullato la Delibera di Giunta e di Consiglio di Limbiate, quella del TAR risulta essere una sentenza oltremodo pesante per BEA perchè vi si scrive che per come risulta configurata la società, (mista con capitale al 90% pubblico ma con presenza al 10% di COMEF srl, un privato gestore del rifacimento turbina) questa non è conforme alla assegnazione secondo il modello del Partenariato Pubblico Privato Istituzionalizzato (PPPI) in quanto il partner privato non è "un soggetto selezionato per svolgere operativamente il servizio integrato di gestione dei rifiuti".
A causa della presenza in Bea Gestione di un socio privato, non si può configurare nemmeno l’ipotesi dell’affidamento diretto a società interamente pubblica, e anche questo il TAR lo dice molto chiaramente:
Oltretutto, la presenza in BEA del socio privato, non consente nemmeno l’ipotesi dell’affidamento diretto a società che deve essere interamente pubblica.
BEA, per tentare di aggiudicarsi il servizio di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti ha dunque una sola strada, quella di partecipare all'apposito bando di gara che deve essere indetto dai Comuni.
Una strada che non piace molto a BEA che preferisce evidentemente il modello d'affidamento PPPI e quello diretto.


Intanto dopo che BEA ha scelto di diventare una società mista, anche GELSIA, dopo il fallimento della fusione con ACSM-AGAM è alla ricerca di un patner privato. 
Qui, il rischio è che GELSIA cerchi di nuovo (come per la vicenda del tentativo di fusione con ACSM-AGAM) un socio con un impianto di incenerimento di cui essa è priva.

Insomma, una vicenda complicata, da esaminare in tutte le sue criticità con un adeguato confronto in tutte le assise.
Una partita dove è in atto anche uno scontro di livello politico cui partecipano attivamente i Cda di Bea e Gelsia.
Una partita dove oltre alla creazione di un soggetto pubblico che gestisca i rifiuti, deve essere contemplato e non ignorato l'obiettivo dello spegnimento del forno inceneritore di Desio e dell'implementazione di nuove tecnologie per il recupero dei rifiuti. 
Su quest'aspetto, come ambientalisti, la nostra attenzione sarà sempre alta.

Alcune amministrazioni hanno messo in calendario un Consiglio Comunale per annullare le parti dispositive della delibera di Consiglio riguardante lo scambio di azioni (vedi sotto).

L'OdG del Cons. Comunale di Brugherio del 6 e 9 marzo 015

Se l'argomento dovesse essere oggetto di Consiglio Comunale a Meda, verificheremo se cambierà o meno il metodo che finora è stato eclusivamente VERTICISTICO e senza alcuna volontà di approfondimento e dialogo.
Con risultati, a dire il vero, non certo entusiasmanti, anzi, decisamente pasticciati e sicuramente frutto di un'eccessiva fiducia malriposta rispetto agli organi di governo di BEA.

Per Meda, in un futuro non lontano, si dovrà altresì decidere, possibilmente senza soluzioni pasticciate, in merito alla scadenza al 1 maggio del 2016 del contratto con Econord, azienda che si occupa della raccolta rifiuti con conferimento all'impianto di smaltimento di Desio.
Insomma siamo di fronte all’ennesima – questa volta davvero grave – prova di dilettantismo e dabbenaggine dei vertici di Bea e di tutto il cocuzzaro di sindaci brianzoli che ha continuato a fidarsi ciecamente di chi governa questa società pubblica. -

giovedì 26 febbraio 2015

ESONDAZIONI A MEDA E MANUTENZIONI CORSI D'ACQUA: LA RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE


Sinistra e Ambiente, dopo le inondazioni dell’ 8 Luglio e del 15 Novembre 014, ha verificato che nessun intervento di manutenzione del Tarò (o Terrò) e dei torrenti che scendono dall’altopiano del Parco della Brughiera è stato successivamente attuato. Abbiamo allora stimolato l’Amministrazione con una interrogazione nella quale, subdolamente, si anticipavano anche alcune possibili azioni.

L’assessore Nava, competente per la Protezione Civile, ma non per i Lavori Pubblici ( assessorato che forse avrebbe dovuto battere un colpo per segnalare la sua presenza in attività utili alla città), ha risposto confermando che quello che Sinistra e Ambiente chiedeva si è provato a farlo.
Almeno sulla carta. O meglio, purtroppo ancora solo sulla carta.

Nonostante il sindaco abbia più volte rilasciato dichiarazioni e comunicazioni approssimative e contraddittorie, denotando inadeguatezza nella gestione della situazione, Nava informa che il comune di Meda ha richiesto, con due delibere di giunta, la partecipazione ad un bando di Regione Lombardia per il finanziamento delle attività di  progettazione per la "pulizia"  del Tarò tra Cabiate e Cesano, che peraltro sarebbe di competenza della Regione, e per la messa in sicurezza di una frana nel bacino della Valle di Cabiate, detta anche Valle di Mezzo.
C’è però una pesante limitazione in questa richiesta: il bando regionale finanzia solo la progettazione ma non la realizzazione degli interventi. E a Meda non ha bisogno di ulteriori progetti non realizzabili. Già ce ne sono nei cassetti del Comune.

In un altro passaggio Nava informa anche che sono stati attivati contatti con la Protezione Civile (come Sinistra e Ambiente, sommessamente, suggeriva) e questo è sicuramente un’iniziativa molto positiva. E speriamo di vederla presto tramutata in attività.

Ma sia che si voglia considerare tali operazioni come attinenti alla Protezione Civile, oppure veri e propri Lavori Pubblici, andrebbero stanziate nel Bilancio Comunale le relative risorse economiche e serve quindi, diciamo noi, mettere lì due soldi per cominciare a lavorare da subito.
Basterebbero una ruspa/escavatore con un camion per fare, chiaramente con attenzione per l'alveo e l'ambiente circostante, una prima manutenzione grossolana delle vallette di competenza comunale.
L'affiancamento di volontari della protezione civile e operai del comune consentirebbe anche di "lavorare di fino" con motoseghe, rastrelli, pale e vanghe. Tutto per una prima rimozione del materiale d'ostruzione e dei rifiuti portati dalla passata piena.
Senza aspettare che qualcuno, da qualche parte, decida di farsi carico della manutenzione dei nostri corsi d’acqua che se lasciati ad un progressivo degrado sapranno ricompensarci alla prossimo piena.

Sotto, il testo dell'interrogazione e la risposta dell'assessore alla Cultura, allo Sport e alla Protezione Civile Massimo Nava.



martedì 24 febbraio 2015

PEDEMONTANA: UN'INFRASTRUTTURA INUTILE E SENZA FONDI, MA A MEDA ..........


Sulla Pedemontana, da circa 15 giorni la stampa locale riporta la notizia dell'ufficializzazione della totale mancanza di fondi per l'avanzamento dei lavori oltre Lentate sul Seveso.
In particolare, i sindaci della tratta B2 che avevano richiesto l'anticipazione a Regione Lombardia dei fondi per realizzare anticipatamente i lavori di una serie di cosidette "misure compensative" VIABILISTICHE (art 51. delle prescrizioni CIPE) sono stati nei fatti e come del resto prevedibile, prima ammansiti con la promessa della Regione sulla fattibilità di questo stanziamento e poi, nel Collegio di Vigilanza dell'11-02-015, è stato loro comunicato definitivamente CHE QUESTI FONDI PROPRIO NON CI SONO E TANTOMENO POTRANNO ESSERE ANTICIPATI.

Le motivazioni e il giudizio di contrarietà sull'inutilità dell'autostrada Pedemontana di SINISTRA E AMBIENTE e del coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE (di cui siamo parte attiva) è nota da tempo.
Quanto è successo proprio non ci stupisce.
Ora, due valutazioni.
La prima è generale rispetto all'atteggiamento dei sindaci che dovrebbero prendere atto di essere stati illusi sui sessanta milioni per le opere viabilistiche , superare la posizione di volere "la pedemontana fatta bene" e fare i conti con la realtà e cioè che questa infrastruttura oltre che inutile, zeppa di criticità, devastante per ambiente e territorio ha come corollario dei soggetti politici e istituzionali che la vogliono a tutti i costi, senza credibilità alcuna.
Si chieda quindi, molto realisticamente che CI SI FERMI con questo progetto autostradale e unitamente ai sindaci delle tratte A e B1 che, laddove l'autostrada ormai c'è, siano realizzate le COMPENSAZIONI AMBIENTALI per tentare un minimo di ricucitura rispetto ai danni causati.

La seconda considerazione è locale.

Non ci piace che a Meda, un problema di tale portata continui a restare confinato, anche a titolo di relazione e comunicazione, nelle sole stanze dell'esecutivo.
A Meda dobbiamo infatti accontentarci di leggere notizie sulla convocazione, altrove, di Commissioni proprio sul tema Pedemontana, dove gli assessori alla partita perlomeno relazionano sui passaggi avvenuti.
Già perchè a Meda, anche sulla Pedemontana,  il sindaco Caimi e l'assessore Buraschi non ritengono utile essere presenti o chiedere loro la convocazione di una Commissione Territorio e Ambiente  e proseguire così con gli incontri precedentemente attivati dal Presidente della Commissione stessa, incontri che si sono interrotti per l'indisponibilità a presenziare proprio di sindaco e assessore.
Eppure ci sarebbe molto su cui interloquire, a partire dall'iter dell'esecutivo della B2, della criticità DIOSSINA, di quel che accadrà rispetto alla viabilità complementare di Meda che non potrà essere realizzata nè con i fondi di Pedemontana nè tantomeno con "gli anticipi virtuali e inesistenti" di Regione Lombardia.
Su questo punto, nei precedenti incontri di Commissione Territorio e Ambiente, il gruppo di Sinistra e Ambiente aveva sollevato il problema di cominciare a ragionare su soluzioni differenti, svincolate dai fondi di Pedemontana. Risposta non pervenuta.
Insomma, Meda, buco nero della trasparenza e della partecipazione.


Gli articoli in oggetto:

Articolo de Il Giornale di Seregno 24-02-015 pagina di Cesano M.

Articolo de il Cittadino 21-02-015

Articolo de Il Giornale di Seregno 17-02-015

Articolo de Il Giorno 12-02-015





domenica 22 febbraio 2015

AMBITI DI TRASFORMAZIONE AC4 e AT1: LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE ALL'INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE


Vista la "non disponibilità" del sindaco Caimi e dell'assessore Buraschi a relazionare sugli Ambiti di Trasformazione e la variante al PGT in sede di Commissione Territorio e Ambiente, il gruppo di Sinistra e Ambiente ha presentato alcune interrogazioni per avere informazioni in merito.
Il fatto che non si voglia rapportarsi in sede di Commissione, è già di per se stesso GRAVE e conferma l'atteggiamento ESCLUDENTE che l'esecutivo di Caimi applica nel suo operare.
La risposta dell' assessore all'interrogazione lascia molti punti oscuri ed è singolare per alcuni richiami.
Si fa infatti riferimento alle osservazioni al PGT del 2012 del PD - che con altre avrebbero consentito lo STRALCIO degli Ambiti di Trasformazione.
Peccato che le stesse furono BOCCIATE dallo stesso PD (il voto di Sinistra e Ambiente fu invece favorevole al loro accoglimento).
Risultato: nel 2012 venne APPROVATO DAL PD un PGT con gli ambiti di trasformazione e quindi LA POTENZIALE POSSIBILITA' DI CONSUMARE ALTRO SUOLO LIBERO.
Nulla si dice sul dettaglio del Piano Attuativo dell'AC4 in termini di VOLUMETRIE ne tantomeno sulle planimetrie degli edifici lì previsti, nascondendosi dietro il passaggio formale e burocratico della "non esistenza" di decisioni finali prese.
Però, però ........ è dall'ottobre 2013 che la proprietà ha chiesto l'avvio dell'iter e quindi esiste una proposta e una procedura avviata con relativa documentazione. Di quanto sta avvenendo si deve dunque sapere solo a Piano Attuativo APPROVATO ?
Oltretutto, ricordiamolo  ancora: l'iter per l'AC4, così come altri ambiti di trasformazione, può partire GRAZIE AL FATTO CHE IL PD HA APPROVATO il PGT dell'Amministrazione di Taveggia COSI COM'ERA.
C'è' quindi una responsabilità politica del Pd medese e dell'esecutivo di Caimi qualora l'avvio degli ATR e la loro successiva adozione e approvazione produca ulteriore CONSUMO DI SUOLO in una Meda già PESANTEMENTE URBANIZZATA.
Sull' AT1 (area ex Medaspan + campo sportivo PUBBLICO di via Busnelli), anche qui si continua a perseguire una gestione ESCLUSIVA e circoscritta su quello che si sta facendo e la risposta dell'assessore chiarisce ben poco.
Cosa si vuole fare sull'AT1 ? Con quali volumetrie ?
Domande legittime che continuano a non avere una risposta ufficiale.
Come gruppo consiliare di Sinistra e Ambiente abbiamo inoltrato anche una richiesta di ACCESSO AGLI ATTI sia sull'iter dell'AC4 sia sull'AT1.

L'interrogazione di Sinistra e Ambiente sugli Ambiti di Trasformazione AC4 e altri (AT1 in particolare)



La risposta dell'assessore alla pianificazione Territoriale e Lavori Pubblici Simona Buraschi.

15-02-20 Risposta Scritta Interrogazione Sinistra e Ambiente (AC4 e Altri ATR) by Sinistra E Ambiente

venerdì 13 febbraio 2015

MEDA: CRONACHE CONSIGLIARI


Giovedì 12-02-015, in Consiglio comunale, il nostro rappresentante Colombo, nei due minuti previsti per comunicazioni, ha evidenziato nella sede Istituzionale, la grave situazione delle ultime vicende relative alla Commissione Regolamento e Statuto e alle inaccettabili chiusure da parte di Caimi e della sua Giunta rispetto agli argomenti da affrontare nel lavoro delle Commissioni Consiliari.

Ecco il testo del suo intervento nella versione completa:

Meda 12-02-015

Mentre amministrazioni di comuni a noi prossimi o vicini danno spazio al lavoro delle commissioni sia sugli aspetti inerenti argomenti di delibera consiliare sia su temi non direttamente legati ad un pronunciamento del consiglio ma importanti per le tematiche concernenti la gestione del Comune e lo fanno con la disponibilità a relazionare e ad interagire dei soggetti istituzionali deputati, dandone comunicazione sui siti comunali e rendendone pubblici i verbali, a Meda si percorrono strade differenti che chiudono gli spazi alla partecipazione e alla condivisione anziché ampliarli.

Così si passa dalla volontà di controllo sull’agire della commissione con richieste “alla bisogna”, di modifica di articoli già approvati o addirittura già operativi, che inficiano il lavoro portato avanti con volontà di sintesi unitaria nella commissione Regolamento e Statuto, arrivando persino  A ELEGGERE UN NUOVO PRESIDENTE CON SOLO 2 VOTANTI SU 7, procedura la cui legittimità ci riserviamo di verificare nelle opportune sedi, al chiedere interpretazioni del regolamento laddove vi sia un’intenzione espressa da un Presidente di Commissione, (Territorio e ambiente) che dopo aver verificato l’interesse anche di altri commissari, vorrebbe portare in quell’assise la possibilità di avere scambi informativi e di merito su aspetti essenziali che riguardano la variante al PGT e ciò che si sta muovendo rispetto agli Ambiti di Trasformazione (ATR) del vigente PGT, dove paiono in avvio piani attuativi.
Sembra che l’interlocuzione su questi aspetti, così come lo è stato per la pedemontana ove nonostante solleciti consecutivi, i passaggi in commissione sono stati di fatto stoppati PER L’INDISPONIBILITA’ A PRESENZIARE DEL SINDACO E DELL’ASSESSORE (con buona pace delle dichiarazioni del capogruppo Pd che per ben due volte in sede di consiglio comunale dichiarava che la sede di discussione su quel tema era la commissione territorio e ambiente) sia qualcosa di inaccettabile per questo sindaco e per questo esecutivo.

E’ INVECE INACCETTABILE PER NOI CONSIGLIERI COMUNALI NON ESSERE MESSI A PARTE DI CIO’ CHE STA SUCCEDENDO SULLA VARIANTE AL PGT E SUGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE !

Perché, se è pur vero che è l’esecutivo che ha il compito e la funzione di decidere, è anche vero che non può essere accettata una gestione “proprietaria” che esclude qualsivoglia possibilità di interazione.
DOVE E QUANDO SI POTRA’ DISCUTERE DI QUESTI GRANDI TEMI CHE NON SONO DI MERA PROPRIETA' INDIVIDUALE ?
DI COSA SI HA PAURA ?
DI DOVER APPLICARE IL PRINCIPIO DELLA TRASPARENZA DEL PROPRIO OPERARE ?
DI “NEMICI” CHE POSSONO SCALFIRE IL METODO DA CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE CHE QUESTO ESECUTIVO USA DA TEMPO ?


Per chi ha letto "il Deserto dei Tartari" di Dino Buzzati, questo esecutivo da’ proprio l’immagine d’essere ossessivamente chiuso dentro la sua fortezza Bastiani in attesa eterna di un Nemico, un nemico che non c'è.

Che utilità hanno le commissioni se devono solo, con stanche liturgie, ratificare quanto già deciso senza un minimo di lavoro che possa essere di stimolo per noi tutti ?
LE AZIONI E I COMPORTAMENTI DI QUESTO SINDACO E DEL SUO ESECUTIVO MOSTRANO CHIARAMENTE COME SI VOGLIA SCIENTEMENTE ridurre gli strumenti di lavoro di cui dispone il cc a sole strutture puramente di cornice, utili solo a sfornare acriticamente pareri (solo e strettamente se richiesti) che siano perfettamente in linea con l’operato della giunta.
Per questo hanno bisogno di soldatini ubbidienti che si fidino CIECAMENTE. 
Esattamente quello che NON DEVE ESSERE UN CONSIGLIERE COMUNALE che deve essere preparato ed esercitare il suo DIRITTO a DARE CONTRIBUTI.

Eppure nel programma elettorale Caimi e il PD parlavano di TRASPARENZA, di dialogo costante con i cittadini di “apertura al costante confronto con la cittadinanza”.

EBBENE A DISTANZA DI TEMPO PRENDIAMO ATTO CHE UNA DERIVA COSTANTE VERSO UNA GESTIONE ESCLUDENTE HA PRESO IL SOPRAVVENTO.

RIVOLGO PERTANTO UN APPELLO AI COLLEGHI CONSIGLIERI DEL PD a RAGIONARE E AD APPROPIARSI DEL PROPRIO RUOLO, DIFFERENTE DA QUELLO DELL'ESECUTIVO.

Alberto Colombo Consigliere di SINISTRA e AMBIENTE


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ADESIONE AL PARCO REGIONALE GROANE PER UN GRANDE PARCO

Sempre in consiglio comunale, s'è approvata con il voto di tutti i consiglieri (1 Sinistra e Ambiente, 8 PD, 2 Lega Nord, 1 Meda per Tutti, 1 Ncd - non votante la cons. Galimberti della Lista Buraschi per il dubbio di un conflitto d'interessi) la Delibera di "inclusione nel perimetro del Parco Regionale delle Groane delle aree (di Meda ndr) attualmente interessate dal PLIS Brughiera Briantea".

Meda si aggiunge quindi ai Comuni di Cantù, Carimate, Fino Mornasco, Grandate, Lentate sul seveso, Mariano Comense, Vertemate con Minoprio e Carugo che hanno già deliberato in merito.

Un passo in più per avere un grande Parco Regionale che comprenda l'attuale Groane cui si sommano i territori della brughiera, con l'idea e l'auspicio di avere tutti i 24 Comuni della originaria proposta istitutiva del Parco Regionale Brughiera, con un nome differente ma con la tutela Regionale che è quella che ci interessa.
Un'idea di tutela su cui da anni lavora instancabile il COMITATO PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA.

L'auspicato Parco Regionale Groane+Brughiera
Sotto, la proposta di delibera poi approvata nel Consiglio Comunale:

mercoledì 11 febbraio 2015

MEDA: DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA O OLIGARCHIA DECISIONALE ?


Continua la telenovela della Commissione Regolamento e Statuto con il tandem Daelli (Pd) e Molteni (Ncd) in piena attività.
Il 9-02-015, il sindaco Gianni Caimi ha convocato la Commissione per procedere alle elezioni del nuovo Presidente e del Vicepresidente essendosi Santambrogio dimessosi dalla carica a seguito delle vicende precedentemente relazionate.
Colpo di scena, il voto per l'elezione deve essere segreto, anche se segreto non è poichè le schede distribuite sono "pesate" e quindi riconducibili a chi esercita il voto.
Pesate cioè: quella di Daelli (Pd) vale 9, quella per Santambrogio (Lega) vale 3 e tutte le altre, quelle di Sinistra e Ambiente, Meda per Tutti, Lista Buraschi, Ncd e IdV valgono 1.
In pratica è come se il rappresentante del Pd e della Lega, firmassero il loro "voto segreto". Quindi, la segretezza del voto è un puro esercizio di pensiero.
Ma non è finita qui.
Santambrogio della Lega non si presenta, Zannin dell'IdV non c'è da tempo e Daelli (Pd) legge una dichiarazione che è una sua autocandidatura alla Presidenza "per la maggioranza" e indica Molteni Ncd (che caso ) per la Vicepresidenza.
Viste le premesse poco garantiste, Colombo (Sinistra e Ambiente) e Busnelli (Meda per Tutti) dichiarano di non voler partecipare al voto. 
Logico quindi porsi il problema della liceità della votazione visto che per il Presidente hanno votato in 2 componenti su 7 e per il Vicepresidente in 3 (è entrata la Cons. Galimberti della Lista Buraschi) componenti su 7.
Qualcuno obietterà che per la validità del voto, si considera il voto pesato cioè 9 (Daelli Pd) + 1 (Molteni NcD) ma di fatto, il Regolamento non dice nulla in merito e, ritenere valida una seduta di Commissione con soli 2 componenti su 7, oltretutto con all'odg l'elezione di Presidente e Vice, ci pare un azzardo e l'ennesima forzatura.

Ora invece focalizziamoci sulla dichiarazione di Daelli menzionata poco sopra che  contiene un ultimatum a nome della "maggioranza" verso tutte "le minoranze" a trovare un accordo tra loro per la nomina della Presidenza altrimenti ........
Una dichiarazione dove si mostra di non aver ancora compreso che è il ruolo di Consigliere Comunale, con le sue attribuzioni,  ad essere al centro dell'attività della Commissione, indipendentemente dall'appartenenza ad uno schieramento di "maggioranza" o "minoranza".
Sorgono altresì spontanee alcune domande da rivolgere al rappresentante del Pd: ma di quale "maggioranza" parla ?
Quella uscita dalle urne del 2012 ? Se si, s'è dimenticato di consultare Sinistra e Ambiente.
Se la "maggioranza" è altra, qual'è la sua composizione ? Pd da solo ? Pd con Molteni ?
Andiamo avanti.
Nella dichiarazione di Daelli c'è la volontà del Pd (tutto ?) o meglio, dell'esecutivo a trazione Caimi e con supporter Molteni, di concretizzare finalmente il tanto agognato controllo su TUTTE le commissioni Recita l'ultimo capoverso:
"verranno a costituirsi, se approvate, nuove commissioni con la rappresentanza di tutti i gruppi consiliari, con conseguente e successiva elezione dei presidenti e vicepresidenti ",
intendendo che la configurazione di TUTTE le commissioni, quindi anche delle 4 permanenti sarà "pesata", come da emendamento proposto da Molteni nella seduta del 27-01-015.
Così, si realizzerà l'obiettivo dell'esecutivo di Caimi: avere commissioni dove il Presidente è possibilmente espressione del Pd e dove, comunque, i numeri sono tali dal garantirsi da qualsivoglia sorpresa rispetto ai pareri, pur non vincolanti, della commissione su argomenti di delibera. 
Avremo Commissioni "svuotate" delle loro potenzialità di interazione e di elaborazione propositiva, senza la facoltà di chiedere approfondimenti su argomenti specifici importanti e quindi assise "pesantemente blindate" e di finta consultazione solo su delibere consiliari definite dalla giunta.
Eh si, perchè solo su questo l'esecutivo vuole che siano convocate le commissioni, con buona pace della tanto sbandierata trasparenza e del tanto richiamato coinvolgimento.
Certo, nell'attività amministrativa medese esistono problemi più concreti da affrontare, ma sono le regole che, di comune accordo, ci si da che definiscono metodo e luoghi ove trattare anche questi problemi, per evitare che argomenti "importanti" che determinano il destino della nostra città - Variante al PGT, Ambiti di Trasformazione, Urbanistica, Infrastrutture, Viabilità, Ambiente etc, restino di esclusiva proprietà di pochi, senza possibilità di condivisione. 
Questa si chiama oligarchia ed è il metodo che stanno applicando gli attuali amministratori medesi.

La dichiarazione scritta del rappresentante Pd in Comm. Reg stat

martedì 10 febbraio 2015

BRIANZA: BASTA CONSUMO DI SUOLO, MANTENERE LE AREE AGRICOLE STRATEGICHE DI VILLASANTA

Il coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP di MB - di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva, venuto a conoscenza del rilancio di un progetto del Gigante e della soc. Rialto per un insediamento commerciale/logistico e di confezionamento prodotti a cavallo dei comuni di Arcore e Villasanta, esprime il proprio parere di contrarietà e la propria preoccupazione per il rischio di nuovo ed ulteriore CONSUMO DI SUOLO nella Provincia di MB.
Il comunicato è già stato ripreso nella pagina provinciale de Il Giorno che alleghiamo.

In giallo l'area interessata da progetto Gigante/Rialto, in marroncino e perimetrate di rosso, 
le Aree Agricole Strategiche (AAS) tutelate dal PTCP Provinciale


No a ulteriore consumo di suolo: 
mantenere le Aree Agricole Strategiche a Villasanta

Era il 2010.
"Apprendiamo dalla stampa che la Società Rialto S.r.L avrebbe richiesto all’amministrazione comunale di Arcore l’autorizzazione alla costruzione di un nuovo centro outlet su un vasto terreno di sua proprietà al confine tra Arcore e Villasanta. Secondo i dati riportati dalla stampa locale si tratterebbe di una struttura commerciale di ben 26.500 metri quadrati che andrebbe a ricoprire di cemento buona parte dei 35 mila metri quadrati del terreno in questione".
Sul progetto esprimemmo immediatamente la nostra contrarietà. "La costruzione dell’outlet si inserirebbe in un’area già densamente abitata portando ad un incremento del traffico e dell’inquinamento già oggi poco sostenibili. Il commercio locale affronta oggi una crisi strutturale molto pesante. L’apertura di nuovi outlet e centri commerciali potrebbe rappresentare il colpo di grazia per tanti piccoli commercianti arcoresi e dei paesi vicini, davvero si vuole questo? Ricordiamo inoltre che i negozi di vicinato sono fondamentali per il mantenimento di un tessuto urbano vivo e sano, a misura d'uomo."
Il progetto outlet fu sospeso, anche perché l'amministrazione di Villasanta non acconsentì alle richieste e anzi fece inserire i terreni  negli Ambiti Agricoli Strategici del  Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) di Monza e Brianza.

Siamo nel 2015
Apprendiamo dalla stampa: "Un grande centro di produzione per la merce a marchio Il Gigante, uffici e 300 nuovi posti di lavoro. È questo il progetto che la società Rialto, madre del centro commerciale di Villasanta, si propone di realizzare e il suolo su cui dovrebbe sorgere è arcorese. Si parla dell’area già di proprietà del privato che si trova sotto il cavalcavia della Sp 45,in prossimità del quadrifoglio viabilistico del Gigante.
I vertici della Rialto hanno incontrato sia l’amministrazione comunale di Arcore che quella di Villasanta.
A Villasanta, per ora, il Pgt parla chiaro, l’area è agricola, ma approfondimenti non sono esclusi".
Sembrerebbe dunque che la società Rialto S.r.L sia tornata al progetto originario di sito produttivo.

Edificare solo su aree dismesse e senza consumare altro terreno verde o agricolo.
Riteniamo non sia accettabile la proposta di derubricare dalle Aree Agricole Strategiche la porzione delimitata nel comune di Villasanta, inserita nel 2010 nel Ptcp di Monza e Brianza su espressa richiesta dell'amministrazione comunale di Villasanta. La salvaguardia dei pochi terreni agricoli rimasti in Monza e Brianza è stata una prerogativa essenziale per la stesura del PTCP provinciale strumento urbanistico che pur contenendo alcuni aspetti carenti che ci auguriamo siano migliorati quanto prima,  abbiamo ritenuto comunque essere un passo avanti per un riequilibrio territoriale nell'ambito della provincia più urbanizzata d'Italia. 

In coerenza con quanto espresso dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di MB, chiediamo alla Provincia di Monza e Brianza, o Area Vasta di Monza e Brianza e al Comune di Villasanta di non acconsentire alle richieste per il cambio di destinazione d'uso dell'area agricola strategica di Villasanta e al contrario di assumere un ruolo chiaro e netto e rilanciare nelle ulteriori trattative, come unica soluzione praticabile, l’individuazione  di altra collocazione negli innumerevoli siti  produttivi dismessi presenti in provincia e in particolare ad Arcore e Villasanta.

Monza 09-02-015
Coordinamento Osservatorio Ptcp Monza e Brianza


mercoledì 4 febbraio 2015

I PROFUGHI IN PROVINCIA DI MB

Il 29-01-015 a Monza, s'è tenuto un interessante seminario di studio sui richiedenti asilo in Provincia di MB.
Presenti rappresentanti istituzionali di Provincia e Prefettura, del sindacato, del terzo settore e dell'associazionismo.
I numeri e le relazioni fatte, smantellano totalmente le mistificazioni dei "megafoni della paura" costruite su  informazioni false propinate di proposito. Comportamenti gravi e irresponsabili che generano volutamente confusione e un clima di intolleranza da condannare.
Nella nostra Provincia, una rete comprendente terzo settore e associazioni sta gestendo e governando la situazione in modo più che soddisfacente, con al centro dell'operare la dignità della persona.
Le persone arrivate in Brianza sono state saggiamente diluite sul territorio, evitando la creazione di concentrazioni anomale a rischio ghettizzazioni.
In Provincia, come è noto, il centro di prima accoglienza di via Spallanzani a Monza risulta ormai saturo e da ripristinare alla sua destinazione di dormitorio pubblico. Per questo, si sta cercando di identificare strutture per dei piccoli centri di prima accoglienza da utilizzare solo durante la prima fase di arrivo.
Si cerca poi di prediligire la formula dell'ospitalità in case di piccoli gruppi, con l'attivazione di corsi di italiano e con progetti di attività sul territorio. Attualmente sono stati resi disponibili e sono utilizzati 35 alloggi
Tutto con la copertura economica fornita dal Ministero dell'Interno con il fondo a contributo europeo per i richiedenti asilo. Perchè, ricordiamolo, l'accoglienza e l'integrazione di queste persone sono oltrechè un obbligo derivante dalla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, anche un dovere di civiltà e solidarietà.
A controprova che il progetto funziona, una notizia che sarebbe da prima pagina ma che nessuno pubblica: nel 2014 non è stato registrato nessun problema di sicurezza.


Sotto, uno dei contributi durante il seminario.

Report accoglienza richiedenti asilo 2014
Brianza terra di speranza
“Diamo una chance a chi arriva in Italia”


La suddivisione dei 650 migranti rich. asilo in Prov di MB

Creare un fondo di solidarietà che favorisca l’accoglienza e i progetti di rientro nei paesi d’origine


Sono circa 650 i migranti presi in carico da marzo 2014 a oggi dalle imprese sociali e dalle associazioni della provincia di Monza e Brianza (un territorio che conta complessivamente oltre 850.000 abitanti) nell’ambito del progetto Emergenza richiedenti asilo 2014. Di questi, 311 sono attualmente presenti nelle strutture di accoglienza predisposte, mentre per i restanti l’Italia è stata un semplice punto di transito, una tappa sul percorso verso altri paesi europei.

Le trecento persone attuali sono provenienti da nazioni di Africa subsahariana e Medio Oriente (Nigeria, Mali, Congo, Ghana, Gambia, Eritrea, Sudan, Somalia, Siria) ed asiatici (Pakistan e Bangladesh): sono persone con storie spesso drammatiche e inimmaginabili, accolte in un paese democratico come l’Italia, paese che insieme ai partner europei ha sottoscritto la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
Il progetto viene attuato su mandato ( bando pubblico ) della Prefettura di Monza MB ed è stato discusso e promosso dal Consiglio territoriale della Immigrazione .
Progressivo tra ingressi e uscite


I numeri: gli stranieri in Italia e in provincia di MB

 

Al primo gennaio 2013, in Italia, gli stranieri con regolare permesso di soggiorno sono, secondo i dati ISTAT, 4.387.721, pari al 7% della popolazione. A Monza sono 13.111, pari al 11% circa della popolazione complessiva, mentre in Brianza gli stranieri sono 65.792, pari a circa l’8% del totale dei residenti.
Gli immigrati presenti nelle strutture di accoglienza temporanee in Italia sono 32.471 (fonte Ministero degli Interni settembre 2014).Per quanto riguarda l’Unione Europea, all'inizio del 2013, la popolazione complessiva è di circa 503 milioni, di cui 20,4 milioni sono cittadini di paesi terzi, pari al 4 % della popolazione totale.

I migranti in Europa


Secondo i dati forniti da EuroStat riferiti al 1 gennaio 2013, nell’ Europa dei 27, al Lussemburgo spetta il primato come stato che, con il 37% di stranieri, mostra la più alta presenza percentuale straniera. L’Italia con il suo 7% si situa un po’ più in basso della metà classifica preceduta da Olanda, Germania, Lituania, Spagna. Nei primi posti di questa classifica compaiono subito Lussemburgo, Cipro, Malta, Belgio, Irlanda.


La rete di accoglienza in Provincia di MB


La rete ha costituito il 29 aprile 2014 un RTI ( Raggruppamento Temporaneo di Impresa ) e propone un progetto condiviso dal punto di vista organizzativo , economico e gestionale.

Le Imprese sociali , le Associazioni , gli Enti che vi partecipano sono: CCB-Consorzio Comunità Brianza; Consorzio Sociale CS&L; ARCI Monza e Brianza;CARITAS Zona Pastorale V; Croce Rossa Italiana;Aeris coop soc; Buena Vista coop. Soc; Fraternità Capitanio coop soc; Associazione Il Mosaico Interculturale onlus; La Grande Casa coop soc; Lotta Contro L’Emarginazione coop soc ; META coop soc; La Meridiana 2 di Mezzago coop soc; Il Melograno coop. Soc. ; Natur& onlus, Novo Millennio coop soc; San Vincenzo coop soc.; Spazio Giovani coop.soc; Parrocchia Santo Stefano protomartire di Cesano Maderno ; Piccolo Cottolengo Don Orione Seregno.

Altre realtà del Terzo Settore della Brianza hanno manifestato la volontà di unirsi alla rete nel 2015 e potranno farlo sottoscrivendo il progetto .


Il progetto e il metodo di lavoro: diffusione , collaborazione, trasparenza, apertura


I migranti sono alloggiati in vari comuni della Brianza. Le storie si assomigliano: i migranti arrivano in Italia dopo una lunga fuga dai paesi che violano sistematicamente libertà e diritti umani, o dove sono in corso conflitti terribili e sanguinosi; oppure persone alla ricerca di un riscatto sociale ed economico difficilmente realizzabile nei paesi d’origine.
Il costo del viaggio mediamente è di circa 3 mila dollari, una cifra che corrisponde ai risparmi di una vita. I richiedenti asilo sono giovani, in media hanno 23 anni, e portano avanti un progetto migratorio che in genere non è individuale e i cui benefici ricadranno sulla famiglia e sulle comunità d’origine.

Il progetto e il metodo di lavoro di questo gruppo di imprese sociali, vuole essere innovativo rispetto alla precedente gestione dell’Emergenza Profughi del Nord Africa; ricalca il precedente progetto provinciale Zaccaria che si è caratterizzato da un accordo tra Enti pubblici di diverso livello (Prefettura, ASL, Provincia, Comuni) con Enti di Terzo Settore di diversa natura (Fondazione di Comunità, Parrocchie, Consorzi e Cooperative Sociali, Associazioni ed Enti di volontariato, ed Enti di rappresentanza sindacale e datoriale).


Il progetto SPRAR


Oltre alla risposta emergenziale, alcuni di questi enti (Consorzio CS&L, Consorzio CCB, Arci, Cooperativa Monza 2000) hanno la gestione del progetto SPRAR, (Servizio Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) che ha come capofila il Comune di Monza e che prevede anche l’inserimento socio lavorativo per periodi stabiliti (circa 6 mesi) e che ad oggi riguarda 30 persone .


Il Fondo di solidarietà Hope


Attraverso “ Hope” si desidera creare attività mirate di formazione e inserimento dei migranti nella rete territoriale, attraverso l’iscrizione alle scuole di italiano per stranieri, l’orientamento ai servizi del territorio e l’attivazione di percorsi di volontariato e lavori socialmente utili.
Il Fondo è gestito e monitorato in maniera condivisa e trasparente da rappresentanti del terzo settore, dell’ente pubblico e avrà l’obiettivo di favorire progetti individuali di imprenditorialità anche in altri paesi.

I comuni della Provincia di MB che accolgono i rifugiati

martedì 3 febbraio 2015

AMBITI DI TRASFORMAZIONE: PARTE L' AC4 ?


Quando noi del gruppo di Sinistra e Ambiente decidemmo di votare contro il PGT elaborato dalla passata Giunta di Taveggia, uno dei motivi che ci guidò in quella scelta fu la presenza degli Ambiti di Trasformazione (AT) previsti nel PGT che, se non stralciati, rischiavano di essere attivati dalle proprietà.

Per questa ragione chiedemmo l'accoglimento delle osservazioni che volevano lo stralcio degli ATR.

Il PD decise invece di approvare quel PGT così com'era, rimandando eventuali modifiche alla Variante Generale al PGT.
Ebbene, alla data in cui scriviamo, la Variante è partita, ma non essendo ancora stata nè adottata nè approvata, sugli ATR sono possibili richieste di attivazione a mezzo dei Piani Attuativi.

Ed è proprio quello che, in sordina e sottotraccia, sta succedendo.

Dopo la determina sull'AT1, in data 28-01-015 è stata pubblicata una Delibera di Giunta dove appare che la proprietà, a partire dalla data del 04-10-2013 con richiesta di attivazione della procedura, aveva già mosso i primi passi sull'AC4.

L'AC4 è l'area di via Piave, contigua all'altro ambito di trasformazione (AC3) di via Indipendenza.
l'AC4 ha un indice volumetrico di 1,5 metro cubo su metro quadro per un volume totale di 19.314 metri cubi.
La destinazione d'uso è "Produttivo".
La delibera di Giunta (che alleghiamo sotto) richiede solo di modificare la proposta di convenzione che è stata presentata.
Il progetto discende dalla fattibilità ammessa dal PGT vigente.


Si fa sempre più concreto il rischio della realizzazione degli ATR (o perlomeno di parte di essi) presenti nel PGT vigente, indipendentemente dalle scelte attuate con la Variante.
Un'opportunità consentita da questo PGT approvato dal PD così come era stato redatto dalla giunta leghista.
Ricordiamolo: il comparto AC3 e l' AC4 fanno parte di una delle ultime zone verdi nell'area urbana di Meda, dove, al netto del PLIS Brughiera, il consumo di suolo supera abbondantemente l'80%.

Il gruppo di Sinistra e Ambiente ha chiesto in più occasioni conto sullo stato procedurale degli ATR, lo ha fatto anche in occasione della presentazione della Variante, senza mai avere risposte di dettaglio.
Insomma, anche in questo caso, l'Amministrazione di Caimi si sta muovendo senza minimamente relazionare, nelle opportune sedi, su quanto sta avvenendo.

Certamente non siamo ancora in presenza di un piano attuativo adottato o approvato, ma l'iter è partito e questo può sottrarre aree alla revisione degli ambiti di trasformazione, vanificando l'obiettivo dichiarato nella variante di fermare il consumo di suolo. (vedi sotto)


giovedì 29 gennaio 2015

COMMISSIONE REGOLAMENTO E STATUTO: LE FORZATURE CONVERGENTI DI PD E NCD FANNO SALTARE IL LAVORO COLLEGIALE


Da un anno la Commissione Regolamento e Statuto stava lavorando per la modifica del Regolamento del Consiglio Comunale anche con l'obiettivo di elaborare un nuovo Statuto.

E' stato, sino a un certo punto, un lavoro collegiale: vagliate le proposte, si cercava una sintesi con formulazioni condivise.
Usiamo il tempo passato perché le cose sono cambiate e questo lavoro collegiale è stato vanificato per responsabilità di due soggetti.

Il rappresentante del PD, Gianni Daelli, ha presentato una richiesta di modifica all'art. 15 che regola attribuzioni, competenze e modalità operative delle Commissioni.

Questo articolo era già stato esaminato e modificato con tanto di votazione (verbalizzata) d'approvazione in ben due incontri della Commissione (il 9-10-014 e il 6-11-014).
Ciò, di fatto, oltre ad essere poco corretto in assoluto, annulla il lavoro della commissione per un ripensamento tardivo di una parte. Ma questo per il rappresentante del Pd (il cui voto "pesato" è alto e vale per il numero dei Consiglieri Comunali del Pd, 8) pare non avere alcuna importanza.
Cosa chiede il rappresentante del Pd ?
Chiede di mettere sotto il controllo del Presidente del Consiglio Comunale, Molteni, gli argomenti che possono essere trattati nelle Commissioni, affidandogli un potere che non ha ne potrebbe avere.
Obiettivo, neanche tanto velato, limitare se non evitare, che le Commissioni si occupino "di argomenti importanti per il Consiglio Comunale" quindi non solo quelli programmati per le delibere di Consiglio, ma comunque "importanti" per Meda (es. la Pedemontana.)

A supporto del maldestro tentativo è arrivato poi l'NCD (o ex PdL) Molteni (anche Presidente del Consiglio Comunale) con richieste di modifica di altri articoli, alcuni, guarda caso, sempre riguardanti composizione, ruoli e competenze delle commissioni e anch’essi GIÀ DISCUSSI ED APPROVATI IN PASSATE SEDUTE (addirittura nel caso dell'art. 14, già passati all'approvazione del CC e già operativi) su cui tutti i componenti della commissione avevano trovato un comune denominatore di condivisione.
Insomma, una volontà convergente di riscrivere una parte del Regolamento in base alle proprie esigenze, ignorando il lavoro svolto e sorvolando sul fatto che il Regolamento deve essere uno strumento atto a garantire l'operato del Consiglio Comunale e dei Consiglieri in tutte le loro attribuzioni.
Così, nella seduta del 27-01-015 nonostante tutti i rappresentanti dei gruppi consiliari, eccetto PD e NCD sottolineassero l'illegittimità, inopportunità e la scarso rispetto delle regole democratiche in questo modo di operare, sempre PD e NCD hanno insistito per votare i loro "emendamenti postumi" con la sola arroganza dei numeri a disposizione per cercare di imporre volontà non condivise.

Per coerenza, per non consentire che lo stravolgimento del lavoro sino a quel momento fatto fosse attribuito a decisione della Commissione, il consigliere di Sinistra e Ambiente, Colombo, ha lasciato l’assise, non partecipando alla votazione assieme al consigliere Busnelli di Meda x Tutti. Galimberti, della Lista Buraschi, votava contro, così come il Presidente della Commissione Santambrogio della Lega Nord.
A quel punto, Santambrogio comunicava le sue dimissioni da Presidente della Commissione, prendendo atto che lo spirito collaborativo era venuto a mancare con il tentativo di modificare le “regole” proprio parlando di Regolamenti.

Cosa ha scatenato questa "involuzione"?
Probabilmente Sindaco e Assessori sono infastiditi dall'attività del nostro Consigliere (Presidente della Commissione Territorio e Ambiente) che da tempo chiede che le Commissioni siano frequenti ma soprattutto, messe nelle condizioni di lavorare in un ottica PROPOSITIVA e non di mera ratifica.
Tali condizioni sono fondamentali soprattutto in questa fase, dove c'è una Variante al PGT in elaborazione e dove altri passaggi delicati, riguardanti la Pedemontana e l’ambito di trasformazione AT1 non devono prendere strade a gestione individuale bensì essere correttamente valutate nelle opportune sedi.
Per questo si vuole "controllare" meglio la situazione ?

L’intenzione dei due soggetti responsabili della rottura svela molte cose, tra le quali la mancanza di un ruolo politico dei Consiglieri del Pd, in difficoltà nel comprendere appieno la distinzione e l'autonomia dell’agire consiliare rispetto all'esecutivo e di come il Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale debba essere strumento atto a garantire in primis le prerogative del Consiglio e dei Consiglieri per non avere squilibri.

Pare evidente che il tentativo di "controllo" si avvalga del rapporto personale e di stretta collaborazione tra Sindaco Gianni Caimi e Presidente del Consiglio Bruno Molteni (NCD).
Anomalia soprattutto per i contenuti politici che sottende, certamente non coerenti con gli obiettivi programmatici del centrosinistra che, qualcuno forse ricorda, ha vinto le elezioni a Meda consentendo a Caimi di diventare sindaco.
L'intera vicenda mostra poi come il Presidente del Consiglio sia più "supporter" del Sindaco che "garante" del Consiglio.

Ora, se chi amministra Meda con i voti di una coalizione di centrosinistra tra cui quelli determinanti di Sinistra e Ambiente, intende per sua volontà e convenienza avvalersi di altri soggetti politici estranei alla coalizione, lo dica apertamente, così come aveva dichiarato in CC che per lui Sinistra e Ambiente non è più parte della maggioranza.
Ma dica anche che, con metodi da oligarchia ristretta, s’è decisa l’alleanza con l’NCD, snaturando la volontà degli elettori, la coerenza politica e i contenuti del centrosinistra.

Il gruppo di SINISTRA E AMBIENTE

lunedì 26 gennaio 2015

PEDEMONTANA, SI TAGLIANO NASTRI MA ........ IL TERRITORIO E' DEVASTATO

In occasione dell'"inaugurazione"della tangenziale di Varese e della tratta A di Pedemontana e , anche su richiesta della rivista on-line MBNews, INSIEME IN RETE ha elaborato un comunicato sotto allegato.
Intanto il Maroni, e l'allegra compagnia dei filoautostrada, insiste nel tentare di propinare all'opinione pubblica la necessità e l'impellenza di questa inutile e dispendiosa infrastruttura.
Lo fa promuovendo un'operazione di "offerta speciale" per gli utenti: niente pedaggio sino alla fine di Expo. 
Così, giusto per evitare che si finisca come per la Brebemi, dove il traffico veicolare è pressochè inesistente e i soldi pubblici sono stati buttati per un'autostrada doppione dell'A4. Ma questo mancato introito peserà comunque.
Oltretutto tratta A terminata MA SENZA NESSUNA DELLE COMPENSAZIONI AMBIENTALI PREVISTE (qui l'elenco completo di tutti i progetti di compensazioni ambientali su tutte le tratte)
Intanto, anche il segretario (renziano) Regionale del PD Alfieri dice la sua sull'autostrada e lo fa, nei fatti, associandosi al coro di quelli per cui questa infrastruttura è indispensabile e va fatta tutta, dimenticandosi delle devastazioni ambientali connesse e delle criticità, contaminazione da DIOSSINA sulla tratta B2 compresa.
 
Il comunicato di INSIEME IN RETE

 
L'articolo de Il Corriere della Sera del 22-01-015 con le dichiarazioni di Maroni, Cattaneo e ....... Alfieri, tutti ostinatamente convinti dell'utilità e della bontà della Pedemontana.
 

Il nostro comunicato è stato ripreso da MBNEWS con due articoli che vi proponiamo sotto:

Pedemontana è realtà. Aperta da ieri la tratta A
Pedemontana (o, almeno, il suo primo tratto) è realtà. Dopo l’inaugurazione di sabato della tangenziale di Varese, nella mattinata di domenica 25 gennaio è stata aperta la carreggiata in direzione Ponte di Vedano/Varese, e, nel pomeriggio, quella in direzione Gazzada/Schianno/A8.
La nuova autostrada, indicata come A60, resterà senza pedaggio fino alla fine del 2015. A partire dall’anno prossimo, invece, entrerà in vigore un sistema di tipo “free flow” (senza caselli né barriere, è un sistema basato su portali elettronici che riconoscono il veicolo, assegnando il pedaggio che potrà essere pagato in automatico, o, in un secondo momento, tramite fattura o via internet).
A tagliare il nastro, Roberto Maroni e l’eurodeputata Lara Comi: grande la soddisfazione di Regione Lombardia per l’inaugurazione. «È stato fatto un lavoro di squadra straordinario – ha commentato il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo, ex assessore a infrastrutture e mobilità, che ha voluto ringraziare anche maestranze e lavoratori che hanno contribuito a realizzare “un’infrastruttura che la Lombardia attendeva dal 1965″ -. Siamo riusciti a rompere una parte di quel muro del ghiaccio che abbiamo simbolicamente abbattuto il 6 febbraio 2010: la giornata di oggi è certamente un momento di festa per tutti, ma ci richiama anche alla necessità di guardare avanti e pensare al completamento dell’intera opera che deve essere terminata fino al Gaggiolo, per quanto riguarda le tangenziali, e fino a Osio Sotto per l’asta principale».
Più critici gli ambientalisti. «Per la tratta A Varese-Lomazzo era previsto un pedaggiamento che non potrà essere applicato per problemi tecnici non risolti in tempo utile – ha commentato in proposito il Coordinamento Insieme in Rete -: per questo l’opera, già finanziariamente deficitaria, non potrà contare su quegli introiti. D’altro lato la tratta A sarà aperta senza che sia stata realmente completata». Non sono ancora state realizzate infatti, le compensazioni ambientali previste dal progetto. «Anche nella tratta B1 da Lomazzo a Lentate – conclude il portavoce di Insieme in Rete – i lavori di Pedemontana sono stati avviati in assenza delle opportune autorizzazioni ministeriali e continuano a procedere in sfregio alle prescrizioni del Cipe che riguardano le opere di connessione, di compensazione e di mitigazione, ma anche agli aspetti connessi con la salute dei cittadini, come la movimentazione delle terre dei cantieri».

Pedemontana al via, ecco le voci contro:
il vero timore è la diossina a Seveso

La tratta A di Pedemontana è stata inaugurata: nonostante le proteste, l’autostrada lombarda è ormai realtà. Ci si potrebbe chiedere a cosa servano ormai le manifestazioni e le iniziative di sensibilizzazione (tra le ultime, quella dei manifesti “Sindaco, ferma Pedemontana”): ma il Coordinamento Insieme in Rete non è del tutto d’accordo.
Cosa possono fare i sindaci? «Hanno ancora delle carte da giocare contro Pedemontana – ci ha risposto Alberto Colombo, portavoce di Insieme in Rete -. Il progetto esecutivo dell’opera, molto diverso da quello originario, è oggi un ecomostro costruito a spizzichi e bocconi, nella modalità più retriva che continua a prediligere le faraoniche e costose infrastrutture autostradali, devastanti per il territorio, l’ambiente, la viabilità, la vivibilità e con un dispendio di ingenti risorse economiche praticamente solo pubbliche -. E rimane drammaticamente aperta la questione delle compensazioni ambientali, come spiega Colombo -: Il sindaco di Cislago, Luciano Biscella, ha dichiarato che, dal momento che non è ancora stata realizzata nessuna delle compensazioni prospettate, non concederà l’apertura del tunnel di sicurezza della Pedemontana. Se sarà veramente intenzionato a giocare la sua partita avrà dalla sua la legge: infatti il Cipe ha prescritto che le compensazioni ambientali, e le altre opere di mitigazione e di connessione siano realizzate in contemporanea, quando non prima, della realizzazione del nastro autostradale. Ma la legge non è più cosa in Italia: e infatti anche nella tratta B1 i lavori di Pedemontana sono stati avviati in assenza delle opportune autorizzazioni ministeriali».
Altre azioni sono possibili: Legambiente Lombardia si è rivolta alla magistratura: «Ha fatto bene – risponde sempre Colombo -, ma sarebbe stato meglio che sindaci e uffici comunali si fossero adeguatamente attrezzati, visto l’agire poco trasparente adottato da Pedemontana e da Cal, per verificare la conformità delle procedure alla legge chiedendone il rispetto. Quest’attenzione non c’è stata nei sindaci della tratta B1 e l’ecomostro è entrato senza autorizzazioni sul loro territorio, lo ha sventrato, ha cancellato la Moronera, un bosco di grande pregio ambientale, realizzando 7,5 km di solo nastro d’asfalto, che giace ora in attesa di completamento, di collaudo e di seguenti e immancabili inaugurazioni, un’opera senza le necessarie connessioni, mitigazioni e senza compensazioni ambientali».
E la questione diossina? «A novembre, in una conferenza stampa tenuta con il sindaco di Seveso Paolo Butti e il consigliere regionale Gianmarco Corbetta, abbiamo ribadito il monito a verificare, come da prescrizioni, il livello di contaminazione da Tcdd. Su questo – continua Colombo – chiediamo ai sindaci di esercitare tutto il loro potere e dimostrare la loro responsabilità nei confronti della salute dei cittadini. I sindaci della tratta B2 sarebbero facilitati nel loro doveroso compito, se a monte quella della tratta A e B1 cominciassero finalmente a prendere coscienza di quello che è accaduto sulle loro teste e contribuissero a fermare il prosieguo di un’opera monca chiedendo che i residui finanziamenti siano indirizzati alla realizzazione delle compensazioni ambientali e delle mitigazioni laddove l’autostrada è già in essere».

Articolo de il Giorno del 28-01-015