Benvenuti !

BENVENUTI nel blog di SINISTRA e AMBIENTE.
Con questo blog, vogliamo aggiornare tutti sull'attività,
le proposte, le idee del gruppo.

Per chi volesse contattarci o inviarci materiale da pubblicare, cliccare QUI

La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

-------------------------------------------------




CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
Visualizzazione post con etichetta Rifiuti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rifiuti. Mostra tutti i post

martedì 20 novembre 2018

DAL GRUPPO IMPULSI UN ARTICOLO SU SACCO MICROCHIPPATO E RACCOLTA DIFFERENZIATA A MEDA

Rilanciamo un interessante articolo/post pubblicato sul sito di IMPULSI - SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ che tratta dell'introduzione a Meda del sacco con microchip, allargando l'orizzonte informativo sullo stato della raccolta differenziata. 
Oltre alla completezza dei dati richiamati, l'articolo contiene valutazioni e suggerimenti di merito per una migliore implementazione del sacco e per una riduzione dei rifiuti prodotti.
Leggetelo tutto, ne vale la pena.

-----------------------------------------------------------------------------------------------
 
SUL SACCO CON MICROCHIP 
SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA A MEDA


Nell'intero territorio comunale di Meda è previsto, dal primo gennaio 2019, l'avvio, con sacchi dotati di RFID (Radio Frequency Identification) cioè di un microchip identificativo di ogni utenza, per la raccolta della frazione residua del secco che non viene riciclata ma smaltita presso l'inceneritore di Desio. Si tratta di uno strumento che l'amministrazione ritiene necessario per ridurre la quantità dell’indifferenziato e raggiungere e superare il traguardo di legge fissato, già dal 2012, del 65% di raccolta differenziata.
E’ un aumento considerevole rispetto all’ultimo dato (del 2016) del 57% , dato tra i più bassi della provincia di MB.
In altri comuni, anche a noi vicini, si sono già raggiunte, con le attuali modalità, percentuali vicine al 70% grazie all'impegno e costanza dei loro cittadini e della volontà e vigilanza delle loro amministrazioni. Dovendo provvedere a colmare quanto meno l'attuale divario, sarebbe opportuno tentare di analizzarne le cause.
Questo esercizio potrebbe fornire indicazioni importanti su come raggiungere gli obiettivi prefissati e spingersi oltre, fino a, sarebbe auspicabile, ZERORIFIUTI.
Il quadro normativo attuale prevede, sinteticamente e per quel che può riguardare l’argomento trattato, che è compito dei Comuni fornire alla cittadinanza un servizio di pulizia e raccolta rifiuti urbani adeguato, sia in termini di efficienza che di economicità con costi sostenuti unicamente dalle utenze.
I Comuni devono altresì individuare le modalità di raccolta e conferimento, verificandone il corretto svolgimento, garantendo, come gestori, che l’azienda appaltatrice provveda ad effettuare il servizio secondo le procedure previste dal contratto e dallo specifico regolamento comunale.
Spetta pertanto loro la buona o cattiva performance.
Gli scarsi risultati, relativamente a Meda e specificatamente alla differenziata, si sono ripetuti negli anni senza che venissero messe in atto misure significative per porre rimedio.
Neanche le forze politiche hanno saputo o potuto incidere affinchè il tema meritasse la giusta considerazione e si imponesse un serio confronto con le amministrazioni.
Questo è un fatto da non trascurare qualora gli stessi soggetti si proponessero di governare il ciclo integrato dei rifiuti in Brianza.
Si sarebbe potuto sensibilizzare i cittadini, convocare assemblee, monitorare situazioni di criticità, incoraggiare e premiare pratiche virtuose per ridurre la produzione pro capite di rifiuti urbani (nel 2016 a Meda pari a 384kg a persona e in crescita del 2,7%).
Per diminuire l’uso di acqua in bottiglie di plastica, un sicuro miglioramento si conseguirebbe implementando nuove case dell’acqua pubblica e preferendo l’acqua del rubinetto.
L’istallazione a Meda della seconda “casa dell’acqua”, pur essendo ipotizzata nel Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile (PAES) rimane per ora una mera enunciazione di principio.
Serve incrementare il compostaggio domestico, serve diminuire drasticamente l’uso di imballaggi di plastica riutilizzando per la spesa i sacchetti e acquistando prodotti con meno imballaggio, ricaricabili e di contro evitare gli usa e getta e i monousi.
Nulla oggi impedisce di realizzare tutto questo.
In aggiunta a queste azioni e sulla base delle esperienze di altri comuni che già hanno intrapreso il percorso dell’adozione della tariffazione puntuale riassumibile con il concetto “chi differenzia risparmia, chi inquina paga”, si possono considerare una serie di suggerimenti migliorativi applicabili:
  • Valutare la consegna dei sacchi RFID a domicilio piuttosto che il ritiro con il duplice scopo di informare capillarmente ed individuare tutte le possibili utenze, comprese quelle non registrate, potenzialmente evasori della tassa (TARI).
  • Esporre e diffondere opuscoli multilingue presso municipio, scuole, oratori, centro per gli anziani, Medateca ed esercizi commerciali e professionali. Responsabilizzare chi in queste strutture lavora perchè anche in queste realtà venga applicata correttamente la raccolta.
  • Porre attenzione alla qualità della raccolta eliminando, laddove possibile, le parti estranee a ciascuna tipologia, per es. carta dalla plastica (da essa dipende l’importo del contributo ambientale CONAI)
  • Chiedere la collaborazione degli amministratori di condominio, luogo in cui più di altri si sono riscontrate difficoltà organizzative per oggettive difficoltà (vedi numero di utenze, fenomeni di litigiosità etc). Utile anche ricercare tra i condomini figure di riferimento per la soluzione di problemi e per tenere i contatti con l’ufficio ecologia cui affidare consigli e proposte.
  • Distribuire sacchi speciali alle famiglie che ricorrono all’utilizzo di pannolini e pannoloni monouso. Allo stesso tempo contare su chi ha sviluppato maggiori attenzioni per la sostenibilità per il passaggio ai pannolini lavabili.
  • Definire fin da ora un limite temporale, dopo il quale passare a sacchi RFID con capienza ridotta a fronte di una diminuita e certa quantità di indifferenziata raccolta (non dovrebbe risultare difficile stabilire una data se, come sostenuto, si prevedono fin da ora gli sviluppi). Si eviterebbe di tenere per troppo tempo presso le abitazioni i sacchi o di consegnarli per il ritiro non completamente pieni.
  • Coinvolgere associazioni, scuole per il riuso dei giochi per bambini
  • Avviare e potenziare un attento controllo territoriale per impedire l’abbandono dei rifiuti.

Gli obblighi di legge per i Comuni non terminano con la sola raccolta. S’impone che quanto differenziato venga, ovviamente, avviato al riciclo e ad un’ulteriore valorizzazione.
Nella provincia di Monza e Brianza saranno a disposizione del consorzio per il recupero, più carta e cartone, più plastica ed alluminio, più organico e meno indifferenziata destinata ai forni inceneritori. Al momento, l’intera frazione riciclabile va tutta fuori Provincia, negli impianti di Seruso SpA a Verderio (LC), società partecipata da BEA SPA – SILEA SPA – CEM. Per la frazione organica (FORSU) gli impianti di riferimento sono stati per anni quelli di Territorio Risorse SRL a Santhià (VC) e oggi sono quelli di Montello SpA (BG).

Il sistema di trasporto ed impianti di stoccaggio e trasformazione sarà in grado di gestire il crescere dei volumi conferiti?

Si deve evitare che l'incremento della differenziata sia vanificato o da impianti di separazione e lavorazione della materia seconda insufficienti o dalle crisi del mercato del riciclo.

In Italia, dopo la chiusura del mercato cinese molti impianti sono saturi anche a causa di un materiale di qualità inferiore, difficilmente vendibile su altri mercati.

Occorre dunque lavorare e investire per creare e sviluppare una filiera comprendente anche utilizzatori locali del materiale da riciclo per non incorrere nel rischio di dover distruggere ciò che è differenziato ma non viene riutilizzato.
Il legislatore deve agire per la riduzione degli imballaggi e si devono fissare obiettivi non solo quantitativi ma anche di qualità della merce differenziata.
E' tempo che la gestione integrata si trasformi e scelga soluzioni flessibili che siano in grado di sostenere carichi maggiori laddove vi è un aumento ed al contempo imposti una seria, aperta e partecipata riflessione laddove vi è una flessione.
Ai sindaci spetta il controllo e la verifica che gli sforzi chiesti ai cittadini si traducano in un’effettiva riduzione dell’impatto ambientale e l’obbligo della comunicazione dei risultati.
Se sono certi i benefici per l'ambiente e di conseguenza per tutti noi, per il cittadino utente il risparmio derivante dall’introduzione dell’RFID sembrerebbe al momento non quantificabile, in quanto sull'imposta pesano le componenti di spazzamento e pulizia delle strade, della raccolta dei rifiuti ingombranti e dei contratti in essere.
Sarebbe auspicabile se non doveroso, provvedere quanto prima fornendo una proiezione a breve e a lungo termine degli importi.
L’ultimo pensiero va alla politica locale, che per conservare margini di credibilità, dovrebbe essere più attenta e rispettosa del territorio in cui opera.
Sappia dunque assumere il compito di governare i fenomeni, di formulare proposte ed impegnarsi per creare le condizioni affinchè i progressi tecnologici e scientifici accompagnino e riprogettino l’intera società verso una sostenibilità economica ed ambientale.

Per i dati relativi alla raccolta differenziata:
http://ita.arpalombardia.it/ITA/servizi/rifiuti/grul/estrifiuti2016.asp
http://ita.arpalombardia.it/ITA/servizi/rifiuti/grul/estrattoGRUL2016/ReportComuniDett_Monza2016.pdf

Per quanto è avvenuto a Seveso con l’introduzione dell’RFID:
https://robertofumagalli.wordpress.com/2017/05/21/sacco-blu-con-microchip-come-e-cambiata-la-raccolta-differenziata-a-seveso-mb/

Per chi volesse approfondire il tema rifiuti zero:
http://www.rifiutizerocapannori.it/rifiutizero/

venerdì 31 marzo 2017

MEDA: RACCOLTA DIFFERENZIATA ANCORA AL PALO

Il Consiglio Comunale del 30-3-017 ha discusso tra gli Odg anche il Piano Finanziario e  Tariffario per l'applicazione della TARI, la tassa sui rifiuti.
Per la cronaca, l'argomento è arrivato in Consiglio Comunale dopo la chiusura del contenzioso tra Gelsia Ambiente S.r.l. e Comune di Meda, conseguente all'impugnazione al TAR del bando di gara di igiene urbana (raccolta rifiuti).
Al proposito, dopo ripubblicazione del bando, Gelsia Ambiente ha manifestato la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso ed il TAR ha dichiarato l'improcedibilità con compensazione delle spese della fase di merito.
Espletate le procedure di gara, l'appalto per la raccolta rifiuti è stato quindi assegnato per un quinquennio (2017-2022) ancora alla Econord S.p.A.

Il punto all'OdG era accompagnato dalla tradizionale relazione d'illustrazione delle attività e dei servizi correlati alla raccolta dei rifiuti (allegata a fine post).
Oltre ai dati economici, un aspetto appare evidente in tutta la sua negatività: dopo 4 ANNI e 6 MESI dall’insediamento della Giunta Caimi LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E’ ANCORA INCHIODATA PRESSOCHE’ ALLA STESSA PERCENTUALE.
Nel 2015, -anno del rilevamento delle tabelle ARPA prese a riferimento nella relazione- è al 56.3 %, in PENULTIMA POSIZIONE trai Comuni della Provincia di MB.
Dietro di noi solo Nova Milanese con il 55,6% e vicino a noi ma sopra, Lentate Sul Seveso con il 56,5%
Salvo Monza al 58,5%, Seregno al 59,1% gli altri Comuni sono tutti saldamente BEN OLTRE il 60% con alcune amministrazioni anche oltre il 70%.
A Seveso, Comune a noi prossimo, con un numero pressochè identico di abitanti, dopo l’implementazione della TARIFFA PUNTUALE con il sacco blu microcippato la percentuale è salita al 71,5 %.
In tabella, fonte ARPA, la quantità di rifiuti pro-capite e la percentuale di raccolta differenziata
A MEDA, nell’arco di questi anni l'amministrazione e l'assessorato all'Ecologia, sulla raccolta differenziata hanno attuato solo una politica di mera sopravvivenza e di piccolo cabotaggio sull'esistente senza mai attivarsi per soluzioni innovative addizionali, oltretutto senza mai promuovere adeguati momenti di approfondimento, di raccolta di contributi e di verifica della loro applicabilità in sede di deputata Commissione.
Ancora una volta nel piano, sulla raccolta differenziata, si sono limitati solo a un generico richiamo all’INFORMAZIONE senza nemmeno sforzarsi d'identificare un metodo efficace.
Unica nota positiva, la prosecuzione e il monitoraggio della raccolta differenziata in ambito mercati comunali, senza però esplicitare i risultati sinora raggiunti.
Decisamente poco.

EPPURE CI SONO MARGINI PER SPINGERE PIU’ IN ALTO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA !

Tra le tipologie attualmente previste nella raccolta a domicilio o con conferimento alla piattaforma ecologica di via Canturina, un’ulteriore separazione potrebbe riguardare i contenitori Tetrapack, le plastiche di qualità e potrebbe essere implementata la raccolta a domicilio di PILE e OLII.
Proprio sulla raccolta degli OLII, recentemente a Lentate Sul Seveso è stato avviato il  servizio di raccolta a domicilio per evitare che gli stessi finiscano negli scarichi domestici.
Mentre Comuni a noi prossimi hanno programmato, introdotto e infine consolidato la tariffa puntuale, a Meda nemmeno s'è valutata una sperimentazione in alcuni quartieri.
Oltretutto, sulle politiche di gestione dei rifiuti durante il mandato della Giunta Caimi, l'unico "appuntamento" di verifica, se così si può definire, è stato quello del resoconto finale con asettici numeri in occasione dell'approvazione della TARI.

Per questo, il gruppo di Sinistra e Ambiente ha espresso voto contrario sulla delibera e sulla relazione presentata in Consiglio.

sabato 11 giugno 2016

CC DI MEDA: LE COMUNICAZIONI DI SINISTRA E AMBIENTE SU BEA INFASTIDISCONO LA GIUNTA


Il 9-6-016 s'è tenuto a Meda il consiglio Comunale con all'OdG il Bilancio Consuntivo, alcune variazioni di Bilancio, la proposta di Brianzacque per il contenimento dei costi, la mozione unitaria per l'adesione a BrianzaSicura e la mozione per il ripristino dei treni S2.
Durante la presentazione della relazione di Bilancio, l'assessore Cecchetti definendola "rientrante negli argomenti del Rendiconto" poichè "riguarda un settore di sicuro interesse generale e pertanto è bene non lasciare senza risposta opinioni, che possono allarmare i nostri concittadini" ha esplicitato una replica alle precedenti comunicazioni di Sinistra e Ambiente nel cc del 23-5-016 relative alle vicende di Brianza Energia Ambiente (BEA) - vedi post  LE INCONDIVISIBILI DECISIONI DI BEA E L'OPACITA' DELL'AMMINISTRAZIONE MEDESE  -  e ha pesantemente attaccato definendo in premessa questo tipo di comunicazioni (sia quella di Sinistra e Ambiente sia quella di altri gruppi consiliari) come  "interventi il cui confine con un comizio è di difficile individuazione" e come "critiche che possono determinare una immagine negativa e infondata delle Istituzioni in quanto tali" e chiedendo espressamente al "saggio Presidente" un "buon utilizzo della regola" prevista all'art 34 del regolamento consiliare.
Vedremo che seguito avrà questo "appello al saggio Presidente" (Molteni del PdL/Ncd) il cui "supporto amichevole" all'attuale maggioranza del Pd è noto da tempo e riscontrabile anche nell'atteggiamento poco garantista rispetto al ruolo dei Consiglieri, tanto che alcuni di questi sono spesso oggetto di immotivate censure da parte dello stesso.
Pare dunque che i contenuti delle comunicazioni preliminari che il Consigliere di Sinistra e Ambiente dedica alle tormentate vicende di BEA poco piacciano all'esecutivo di Caimi tanto dall'essere etichettate come "fatti che giustificano il dubbio che certe denunce, esposte con toni da Savonarola, siano sinceramente pro interesse generale quanto le condoglianze di un titolare delle pompe funebri !". 
Fantastico il volo pindarico d'eloquio dell'assessore Cecchetti. Si rimane dunque in attesa di "scomunica e rogo finale".
Sarà forse perchè di tutte queste notizie nemmeno si parlerebbe nell'assise istituzionale medese visto che sinora, senza le illustrazioni del Consigliere di Sinistra e Ambiente le vicende di BEA sarebbero rimaste "invisibili" ai più ?
Il nostro Consigliere oltre a ritenere importante fornire aggiornamenti documentali a tutta l'assise consiliare affinchè anche gli altri Consiglieri abbiano materia e spunti d'approfondimento, ha più volte evidenziato la necessità di dare un'informazione puntuale, completa e dettagliata sulle vicende di BEA proponendo di farlo in sede di apposita Commissione, esattamente come avviene nelle amministrazioni a noi vicine e non solo nell'occasione obbligata di delibere di consiglio.
L'esigenza e la proposta non sono mai state accolte, confermando l'atteggiamento di opacità dell'amministrazione medese.
L'argomento è evidentemente considerato dalla Giunta di "esclusiva proprietà".
Proprio nel cc del 9-6-016, a scopo informativo il Consigliere di Sinistra e Ambiente ha esplicitato la seguente comunicazione:
C’E’ UN RICORSO AL TAR DI GELSIA SUL BANDO PER LA RACCOLTA RIFIUTI.

A Maggio 016 è andato in scadenza il contratto con la società ECONORD che a Meda si occupa del SERVIZIO DI IGIENE URBANA, RACCOLTA, TRASPORTO RIFIUTI E PULIZIA DEL TERRITORIO COMUNALE.
Per questo l’AREA INFRASTRUTTURE E GESTIONE DEL TERRITORIO del Comune di Meda ha indetto un Bando di Gara (con SCADENZA il 10 GIUGNO 016) a base d’asta di 5.969.000 euro pubblicato sulla gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 20-4-016 e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana il 27-4-016.
Ora, alla data del 1-6-016, con delibera di giunta, SI APPRENDE che s’è dato mandato ad uno studio legale per resistere ad un RICORSO al TAR proprio rispetto ai condenuti del Bando di Gara e del disciplinare di gara.
Il ricorso, notificato il 30-5-016 al protocollo del Comune di Meda e di cui abbiamo letto il testo dopo averlo richiesto, è di GELSIA e le motivazioni del ricorso lì contenute fanno riferimento a numeri e cifre costituenti i requisiti economici finanziari per partecipare al Bando che per il ricorrente sono palesemente errati, a successive correzioni non pubblicate sulla Gazzetta Europea e sulla Gazzetta della Repubblica Italiana nonché una mancata rispondenza a quanto richiesto dal NUOVO CODICE PER GLI APPALTI entrato in vigore il 19-4-016.
Il ricorrente chiede pertanto che il TAR si pronunci sulla SOSPENSIONE del Bando e nel merito sull’annullamento degli atti.
Noi non siamo i deputati a definire se vi siano o meno illegittimità nel Bando del Comune di Meda e come tutti, attenderemo il pronunciamento del TAR e/o dell’istanza successiva se qualcuno ricorrerà.
Certo che questo ricorso avrà un costo (ndr: 6300 euro come comunicato dall'assessore in CC) e perciò, anche in vista dell’esito del Bando di Gara (10 Giugno), qualora il TAR non si sia ancora espresso e per l’importanza dell' argomento in oggetto, SAREBBE OPPORTUNO QUALCHE CHIARIMENTO IN MERITO DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE.  

ADESIONE A BRIANZASICURA
Nella cronaca consiliare va registrata  l'approvazione all'unanimità della mozione unitaria sull'adesione del Comune di Meda al manifesto di BrianzaSiCura. 
Sull'argomento il nostro Consigliere Comunale s'è speso molto nell'elaborazione del testo per una mozione condivisa da tutti.
La lotta alla colonizzazione del territorio da parte delle organizzazioni criminali e alla corruzione è qualcosa che ci riguarda direttamente. Per questo l'adesione non deve essere un puro formalismo ma ad essa deve seguire un'attività e un'operatività dell'Amministrazione e dei Consiglieri Comunali dentro il coordinamento BrianzaSiCura.

MOZIONE PER IL RIPRISTINO CORSE LINEE S2 - STAZIONE DI MEDA
Approvata all'unanimità, dopo essere stata emendata, anche la mozione della Lega Nord che chiede a sindaco e giunta di attivarsi presso Regione Lombardia per ripristinare le corse dei treni "S2" nella loro totalità. Incomprensibile l'astensione del sindaco Caimi pare infastidito dalla discussione sugli emendamenti.
Sinistra e Ambiente ha votato "laicamente" a favore di questa mozione perchè alla situazione dell'attuale riduzione delle corse S2 va data una soluzione considerato l'alta frequentazione di pendolari sulla linea di Trenord.
Va però data una soluzione anche agli incompleti lavori per il rifacimento della stazione di Meda e su questo Sinistra e Ambiente ha evidenziato la grave responsabilità dello spostamento degli ascensori dalla fase realizzativa 2 (finanziata) alla fase 3 di incerta copertura economica. 

BILANCIO CONSUNTIVO E VARIAZIONI DI BILANCIO
Voto contrario di Sinistra e Ambiente sul Bilancio Consuntivo del 2015 e sulle voci di variazione.
L'elevato livello delle imposte comunali deciso nel bilancio previsionale è stato applicato senza che le richieste di rimodulazione delle aliquote o di meccanismi d'esenzione per le fasce deboli da noi avanzata sia stata presa in esame. Non s'è fatto nemmeno nessuno sforzo innovativo per introdurre e sperimentare una quota di bilancio partecipato rifacendosi all'esperienza di amministrazioni vicine.
Astensione su una variazione di bilancio dagli obiettivi non completamente comprensibili: lo stanziamento per uno studio geologico supplementare (12.500 euro), sicuramente propedeutico alla variante al PGT e riguardante le aree di esondazione la cui mappatura va inserita e considerata per il Piano delle Regole ai sensi delle ultime normative Rregionali.
Non s'è però compreso il dettaglio degli obiettivi concreti che lo studio intende perseguire rispetto ad una cartografia regionale, già esistente, delle aree medesi a rischio esondazione.

INDIRIZZI BRIANZACQUE PER IL CONTENIMENTO DEI COSTI
Voto contrario di Sinistra e Ambiente sulla proposta di delibera di indirizzo finalizzata al contenimento dei costi del personale della società partecipata Brianzacque.
Un documento d'indirizzo che, purtroppo, come da manuale, per contenere i costi mette al primo posto il taglio delle dinamiche salariali della contrattazione integrativa aziendale e l'incentivo all'esodo del personale con anzianità elevate. 
Certo, in Brianzacque, dopo l'incorporazione mediante fusione di altre società a partecipazione pubblica (ALSI, IDRA, ACSM-AGAM Reti Acqua e Gas) il personale è salito da 216 a 304 unità con conseguente aumento del costo da 12.283.000 a 16.946.000 euro e condizioni di ridondanza delle figure professionali.
Ci pare quantomeno semplicistico e anomalo chiedere ORA un voto favorevole su queste misure ANTICIPANDOLE rispetto all'elaborazione di un completo piano industriale prevista solo per il 30-6-016. 
Significa preordinare degli indirizzi che scaricano principalmente sui lavoratori gli oneri più gravosi di quella che di fatto sarà una ristrutturazione aziendale ancor prima di un piano industriale completo.
    
MOZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE SULLA MEMORIA DEL DISASTRO DIOSSINA DELL'ICMESA
Nonostante la mozione sia depositata e a conoscenza di tutti i gruppi consiliari da più di 25 giorni, il Pd ha pensato bene di presentare alcuni emendamenti solo poco prima della discussione.
Il nostro Consigliere Comunale ha pertanto chiesto ed ottenuto il rinvio della discussione sulla mozione al prossimo Consiglio Comunale per poter valutare con i presentatori degli emendamenti motivazioni e significato degli stessi. 

Da non dimenticare l'intervento pirotecnico del "granitico sindaco" che dispensa meriti e medaglie sul suo operato, etichetta come "sciocchezze" gli interventi fatti dall'opposizione e chiede loro dove mai fossero il 2 giugno, Festa della Repubblica e data d'inaugurazione ufficiale a Meda di Pza della Repubblica. 
Bene ora bisogna anche giustificarsi come scolaretti. E le giustifiche in cc arrivano e son tutte d'alto livello. Chissà se anche il "granitico sindaco" sarà in grado di fare altrettanto laddove lui non c'era. 
Ah già dimenticavamo, queste affermazioni "son solo sciocchezze".

domenica 15 novembre 2015

SUL BANDO GARA DI BEA PER LA TURBINA DEL FORNO INCENERITORE QUALCUNO NUTRE SERI DUBBI


Abbiamo seguito tempo fa le vicende relative al forno inceneritore di Desio gestito da Brianza Energia Ambiente (BEA) di cui il Comune di Meda è socio al 7,34 %
Lo abbiamo fatto esprimendo i nostri dubbi e le nostre critiche per la totale mancanza a  Meda di un dibattito approfondito e con tempi adeguati sul piano di "revamping" presentato da BEA e approvato in fretta dall'amministrazione di Caimi e dai consiglieri Pd medesi.

Ora i riflettori si sono riaccesi proprio su uno degli aspetti del piano: il bando di gara per il rifacimento della turbina, assegnato alla società COMEF, unica partecipante al bando.
Per il Consigliere Regionale dell'M5S Gianmarco Corbetta, nel bando ci sono molti aspetti che proprio non vanno, incongruenze, inesattezze, anomalie e stranezze.
Le illustra e le denuncia in un lungo e dettagliato post dopo aver analizzato i contenuti di una serie di atti, bando compreso, con l'aiuto e il supporto di tecnici.
Per capire meglio le contestazioni mosse, ve ne proponiamo la lettura al link sotto

Riassumendo e riprendendo sotto testualmente i punti esplicitati nel suo blog, per Corbetta e l'M5S il lotto 2 della gara a doppio oggetto di Bea per il rifacimento della turbina presenta queste anomale caratteristiche:

1) Un piano di rientro dall’investimento della fornitura della turbina da parte di Comef (la società che ha vinto il bando) del tutto strampalato, con l’esborso ingiustificato da parte di Bea di oltre 1 milione e 700 mila euro.
2) Una correzione sospetta del valore della potenza elettrica della turbina richiesta nei documenti di gara.
3) Numeri che ballano anche sulla produzione dell’energia termica tra il bando di gara e l’offerta della ditta che si è aggiudicata l’appalto. Comef fa un’offerta peggiorativa rispetto a quanto richiesto. Il bando per legge andava ripubblicato, invece è stato aggiudicato.
4) L’unica offerta pervenuta è incompleta sul piano delle caratteristiche tecniche.
5) La commissione Bea che ha giudicato l’offerta ha ritenuto superfluo l’attribuzione del punteggio, necessaria per la verifica della congruità dell’offerta stessa.
6) Nel bando vengono richieste esperienze pregresse non in linea con l’oggetto del bando stesso.
7) Comef non è in possesso di tutte le attestazioni richieste dal bando per comprovare i requisiti tecnici necessari per svolgere i lavori. Nella sua offerta Comef non indica nemmeno eventuali suoi fornitori dotati di certificazione e questo, per legge, è motivo sufficiente per escluderla dalla gara.
8) Contratto Bea-Comef top secret: divieto ai consiglieri degli enti soci di visionare l’atto, Bea viola il diritto di accesso agli atti sancito dalla legge.
9) Nonostante il bando di gara richiedesse un servizio “chiavi in mano” (fornitura, installazione e gestione della turbina per 15 anni), Bea nei mesi successivi pubblica un nuovo bando di gara per la fornitura di servizi di ingegneria per la turbina stessa. Perché pagare due volte gli stessi servizi?
10) Alberto Cambiaghi è contemporaneamente Direttore Generale di Bea, Membro del Consiglio di Amministrazione di Bea Gestioni, Amministratore Delegato di Bea Gestioni, Responsabile Anticorruzione di Bea.
Nel Disciplinare di Gara Cambiaghi viene nominato Responsabile Unico del Procedimento (Rup) ma non risulta in possesso dei requisiti previsti dalla legge (laurea in ingegneria e abilitazione tecnica). Cambiaghi viene poi nominato membro della Commissione di Gara, l’organismo che doveva valutare le offerte. Il Codice degli Appalti prevede l’incompatibilità tra la figura del Commissario di Gara e figure come quella del Rup.

La vicenda è stata ripresa anche dalla stampa e, sinora, BEA non ha ancora replicato, chiudendosi in un assoluto silenzio.


Il comune di Desio ha convocato i vertici di BEA per un Consiglio Comunale che si terrà probabilmente il 3-12-015.

Sinistra e Ambiente pur avendo una differente identità rispetto all'M5S, non può tuttavia esimersi dall'interessarsi alle azioni attuate dal CdA di BEA perchè BEA vede come enti soci più Comuni tra cui Meda.
Prendiamo pertanto in seria considerazione quanto scritto dal Consigliere Regionale Corbetta anche perchè ci pare frutto di un'attenta disamina documentale.
Vogliamo pertanto capire se l'Amministrazione medese stia o meno valutando e considerando le presunte anomalie del "bando turbina" denunciate, se ha di par suo intenzione di chiedere delucidazioni a BEA  analizzando la documentazione e se relazionerà nel merito.

sabato 7 marzo 2015

LA VICENDA BEA e CEM TORNERA' IN CONSIGLIO COMUNALE ?

Articolo de Il Cittadino del 7-03-015

Dopo alcuni mesi, ritorna sulle pagine della stampa la questione della fusione BEA-CEM.
Le notizie riportano le intenzioni della Provincia di MB di creare un ATO (Ambito Territoriale Ottimale) che si occupi dei rifiuti e che, giocoforza, coinvolga anche GELSIA.
Come si è arrivati a questo punto ?
Facciamo un po' di informazione sull'argomento.
In questi mesi alcuni accadimenti hanno pesantemente influito sull'iter di quella che voleva essere il progetto di fusione tra BEA e CEM.
Innanzi tutto una "clamorosa svista" dettata dalla fretta di attuare uno scambio reciproco di azioni tra le due società, facendolo ratificare dalle due assemblee dei soci di CEM e BEA che si sono tenute il 18-12-2014.
Però... però..... lo scambio di azioni è saltato visto e considerato che si violava l’articolo 2360 del codice civile che vieta la sottoscrizione reciproca di azioni:

"E’ vietato alle società di costituire o di aumentare il capitale mediante sottoscrizione reciproca di azioni, anche per tramite di società fiduciaria o per interposta persona."

Quindi, in una confusione totale, il 18-12-014 l'assemblea dei soci di CEM modificava l'ODG togliendo il passaggio relativo allo scambio di azioni mentre in quella di BEA veniva approvato l'OdG comprensivo dell'illecito scambio azionario.
Eppure alcuni Comuni soci di BEA (Seveso, Bovisio Masciago, Desio e Lentate S/S) avevano chiesto il rinvio dell'assemblea per approfondire. 
Nella votazione sul punto dello scambio azionario, nel verbale, è registrata la contrarietà dei Comuni di Bovisio M, Seveso, Desio, la non partecipazione al voto di Varedo oltrechè l'assenza di Lentate.

Anche in alcuni Consigli Comunali (laddove svolti prima del 18-12-014) s'era rimarcata l'insufficienza del livello informativo e di confronto.
A Meda, nel CC del 27-11-014, Sinistra e Ambiente aveva proprio evidenziato la necessità di un approfondimento in Commissione Territorio e Ambiente e la inappropriata fretta con cui si voleva trattare l'argomento, in stile "last minute".
Un approfondimento da fare anche sugli aspetti del Piano Industriale che NON CONTEMPLA accantonamenti per la dismissione del forno inceneritore. Come da previsione, siamo rimasti inascoltati.

La vicenda si complica ulteriormente con la Sentenza del TAR n. 00287/2015 del 23/01/015, inviata perarltro anche alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Milano per eventuali loro competenze.
In essa, il TAR della Lombardia ha accolto il ricorso avanzato da Gelsia Ambiente Srl contro il Comune di Limbiate, annullando tutti gli atti mediante i quali l’Amministrazione limbiatese intendeva affidare direttamente a Bea i servizi di igiene ambientale a partire dal dal 1° gennaio 2015.
Oltre alle motivazioni con cui il TAR ha annullato la Delibera di Giunta e di Consiglio di Limbiate, quella del TAR risulta essere una sentenza oltremodo pesante per BEA perchè vi si scrive che per come risulta configurata la società, (mista con capitale al 90% pubblico ma con presenza al 10% di COMEF srl, un privato gestore del rifacimento turbina) questa non è conforme alla assegnazione secondo il modello del Partenariato Pubblico Privato Istituzionalizzato (PPPI) in quanto il partner privato non è "un soggetto selezionato per svolgere operativamente il servizio integrato di gestione dei rifiuti".
A causa della presenza in Bea Gestione di un socio privato, non si può configurare nemmeno l’ipotesi dell’affidamento diretto a società interamente pubblica, e anche questo il TAR lo dice molto chiaramente:
Oltretutto, la presenza in BEA del socio privato, non consente nemmeno l’ipotesi dell’affidamento diretto a società che deve essere interamente pubblica.
BEA, per tentare di aggiudicarsi il servizio di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti ha dunque una sola strada, quella di partecipare all'apposito bando di gara che deve essere indetto dai Comuni.
Una strada che non piace molto a BEA che preferisce evidentemente il modello d'affidamento PPPI e quello diretto.


Intanto dopo che BEA ha scelto di diventare una società mista, anche GELSIA, dopo il fallimento della fusione con ACSM-AGAM è alla ricerca di un patner privato. 
Qui, il rischio è che GELSIA cerchi di nuovo (come per la vicenda del tentativo di fusione con ACSM-AGAM) un socio con un impianto di incenerimento di cui essa è priva.

Insomma, una vicenda complicata, da esaminare in tutte le sue criticità con un adeguato confronto in tutte le assise.
Una partita dove è in atto anche uno scontro di livello politico cui partecipano attivamente i Cda di Bea e Gelsia.
Una partita dove oltre alla creazione di un soggetto pubblico che gestisca i rifiuti, deve essere contemplato e non ignorato l'obiettivo dello spegnimento del forno inceneritore di Desio e dell'implementazione di nuove tecnologie per il recupero dei rifiuti. 
Su quest'aspetto, come ambientalisti, la nostra attenzione sarà sempre alta.

Alcune amministrazioni hanno messo in calendario un Consiglio Comunale per annullare le parti dispositive della delibera di Consiglio riguardante lo scambio di azioni (vedi sotto).

L'OdG del Cons. Comunale di Brugherio del 6 e 9 marzo 015

Se l'argomento dovesse essere oggetto di Consiglio Comunale a Meda, verificheremo se cambierà o meno il metodo che finora è stato eclusivamente VERTICISTICO e senza alcuna volontà di approfondimento e dialogo.
Con risultati, a dire il vero, non certo entusiasmanti, anzi, decisamente pasticciati e sicuramente frutto di un'eccessiva fiducia malriposta rispetto agli organi di governo di BEA.

Per Meda, in un futuro non lontano, si dovrà altresì decidere, possibilmente senza soluzioni pasticciate, in merito alla scadenza al 1 maggio del 2016 del contratto con Econord, azienda che si occupa della raccolta rifiuti con conferimento all'impianto di smaltimento di Desio.
Insomma siamo di fronte all’ennesima – questa volta davvero grave – prova di dilettantismo e dabbenaggine dei vertici di Bea e di tutto il cocuzzaro di sindaci brianzoli che ha continuato a fidarsi ciecamente di chi governa questa società pubblica. -

sabato 20 dicembre 2014

LICENZA DI DISASTRO AMBIENTALE E IMPUNITA'

Dopo le assoluzioni dei dirigenti di Eternit per le morti da amianto, a Pescara vengono assolti gli ex dirigenti Montedison per la mega discarica di rifiuti tossici di Bussi che ha inquinato pure le falde che alimentavano gli acquedotti. 
Anche per le vittime della fabbrica tessile della Marlane di Praia a Mare (107 morti) ancora non c'è giustizia. 
Così in questo paese, dove ancora non esiste IL DELITTO AMBIENTALE, i responsabili restano quasi sempre impuniti perchè i reati loro contestati vanno in prescrizione o perchè i tempi lunghissimi delle inchieste e dei processi rendono difficilissima la ricerca della verità. 
Eppure .... eppure, al Senato giace un disegno di legge, il n°1345, già approvato alla Camera che prevede 4 nuovi delitti ambientali PENALMENTE PERSEGUIBILI che, come sempre, è fortemente avversato dalle lobby di quegli industriali più retrivi, quelli che vogliono sempre rimanere impuniti.
Disastro Bussi senza colpevoli
Abruzzo.
Tutti assolti i vertici Montedison, gestori della discarica «più grande d’Europa» nei pressi del fiume Tirino e tra le più inquinate d’Italia. L'avvelenamento delle acque, dunque, non c'è e non c’è stato, anche se controlli e prelievi dimostrano altro. Sarebbero circa 700mila i cittadini della Val Pescara contaminati.

Manifestazione contro la mega discarica di Bussi
Dal disa­stro ambien­tale a quello giu­di­zia­rio. Tutti assolti i ver­tici della Mon­te­di­son finiti alla sbarra nel pro­cesso per la mega­di­sca­rica di tos­sine di Bussi sul Tirino, pae­sello i cui ter­reni sono stati riem­piti di rifiuti tos­sici, inzep­pati in un depo­sito di 25 ettari sco­perto nel 2007. Per la «più grande disca­rica d’Europa», per una delle 37 aree più inqui­nate d’Italia, per una delle emer­genze ambien­tali più impo­nenti del Bel­paese… nes­sun col­pe­vole. Que­sto ha sen­ten­ziato ieri pome­rig­gio la Corte d’Assise di Chieti. Due i reati con­te­stati: avve­le­na­mento delle acque e disa­stro ambien­tale. Il dispo­si­tivo a firma del pre­si­dente Camillo Roman­dini recita: «Visti gli arti­coli 442 e 530 Cpp (Codice di pro­ce­dura penale), assolve gli impu­tati dal reato loro ascritto  ‘avve­le­na­mento acque’ per­ché il fatto non sus­si­ste. Visti gli arti­coli 521 e 531 Cpp pre­via deru­bri­ca­zione del reato con­te­stato B (disa­stro ambien­tale doloso) in quello di disa­stro col­poso ex art.449 Cp (Codice Penale, ndr) dichiara di non doversi pro­ce­dere nei con­fronti degli impu­tati per inter­ve­nuta pre­scri­zione». Le moti­va­zioni ver­ranno depo­si­tate entro 45 giorni. L’avvelenamento delle acque, quindi, stando al ver­detto emesso, non c’è e non c’è stato, anche se con­trolli e pre­lievi dimo­strano altro. Men­tre il disa­stro c’è, ma non è stato inten­zio­nale, non è stato voluto, e, sic­come è pas­sato tanto troppo tempo, nes­suno pagherà, almeno a livello penale, per esso. «Teme­vamo che finisse così — dicono alcuni cit­ta­dini di Bussi -. Que­sto è il posto dei veleni e intorno ci viviamo noi, che aspet­tiamo la boni­fica. La paura è che non si venga a capo di nulla, ora più che mai».
I pm — Giu­seppe Bel­lelli e Anna Rita Man­tini — ave­vano chie­sto con­danne che anda­vano dai 12 anni e 8 mesi ai 4 anni. Gli impu­tati erano 19, fra ex diri­genti e tec­nici dell’allora colosso chi­mico Mon­te­di­son: Camillo Di Paolo, Mau­ri­lio Agug­gia, Vin­cenzo San­ta­mato, Guido Angio­lini, Carlo Cogliati, Nicola Saba­tini, Dome­nico Angelo Alleva, Naz­za­reno San­tini, Luigi Guar­ra­cino, Gian­carlo Morelli, Giu­seppe Qua­glia, Carlo Vas­sallo, Luigi Fur­lani, Ales­san­dro Masotti, Bruno Parodi, Mauro Moli­nari, Leo­nardo Capo­grosso, Mau­ri­zio Piaz­zardi e Sal­va­tore Bon­co­ra­glio. Erano 27 le parti civili costituite.
Per la Corte l’avvelenamento delle acque è, dun­que, una favola. Eppure una rela­zione recente dell’Istituto supe­riore di sanità dichiara che i corsi d’acqua che costeg­giano e cor­rono sotto le disca­ri­che di Bussi potreb­bero aver con­ta­mi­nato, nel tempo, e fino al 2007, circa 700mila cit­ta­dini della Val Pescara. Sem­pli­ce­mente bevendo l’acqua, uti­liz­zan­dola in casa, negli ospe­dali, nelle scuole. Ottan­ta­quat­tro pagine che ana­liz­zano, scien­ti­fi­ca­mente la que­stione, a comin­ciare dalle 250 mila ton­nel­late di sco­rie e scarti della pro­du­zione di cloro, soda, vare­china, for­mal­deide, per­co­lati, clo­ruro di vinile, tri­clo­roe­ti­lene e clo­ruro di ammo­nio sepolti dalla mul­ti­na­zio­nale nel corso della pro­pria atti­vità. Il danno ambien­tale sti­mato è di circa 8 miliardi e mezzo men­tre per la boni­fica occor­re­ranno da 600 — 800 milioni. L’elenco dei veleni sco­vati è lungo… clo­ruro di vinile, tri­clo­roe­ti­lene, esa­clo­roe­tano, tetra­clo­ruro di car­bo­nio, clo­ro­for­mio, diclo­roe­ti­lene: tutti can­ce­ro­geni. E ancora… l’esaclorobutadiene («can­ce­ro­geno e geno-tossico»), gli idro­car­buri clo­ru­rati («can­ce­ro­geni») che supe­rano tal­volta migliaia di volte i limiti di legge, soprat­tutto nei son­daggi e cam­pio­na­menti delle acque in pro­fon­dità. E ancora piombo e mer­cu­rio, che hanno con­ta­mi­nato «in maniera mas­siva il suolo».
«Il disa­stro ce l’abbiamo e ce lo teniamo -, afferma Augu­sto De Sanc­tis, del Forum Acque Abruzzo -. Non ci sono col­pe­voli pur di fronte all’acqua piena di sostanze dan­nose e a un disa­stro accer­tato. Ci siamo scor­dati dei pozzi Sant’Angelo, quelli a valle della mega­di­sca­rica, che furono chiusi nel 2007, dopo le nostre bat­ta­glie, quelli che ancora oggi inquinano?».
«Mi auguro — dichiara Sal­va­tore La Gatta, sin­daco di Bussi — che come per la vicenda dell’amianto cre­sca lo sde­gno nella pub­blica opi­nione». Il primo cit­ta­dino ram­menta anche che, davanti al Con­si­glio di Stato, ad opera della Mon­te­di­son, pende un ricorso con­tro il mini­stero dell’Ambiente che, per via di una sen­tenza del Tar, aveva obbli­gato l’azienda chi­mica ad avviare le ope­ra­zioni di boni­fica del sito. Se ne discu­terà il 4 gen­naio. «Non vor­rei che que­sta sen­tenza — aggiunge La Gatta — possa in qual­che modo pesare sul Con­si­glio di Stato, aspet­tiamo fiduciosi».
«Il fatto che sia stato rico­no­sciuto il disa­stro col­poso — inter­viene il pre­si­dente della Regione, Luciano D’Alfonso — ci legit­tima ad atti­vare una causa per il risar­ci­mento dei danni da parte di chi ha ridotto le acque e le terre dell’Abruzzo in que­ste condizioni».
«Da quanto acca­duto in aula — dice l’avvocato Cri­stina Gerar­dis, dell’avvocatura dello Stato e parte civile nel pro­cesso — posso con­sta­tare che le acque sot­ter­ra­nee, le falde acqui­fere che costi­tui­scono una risorsa fon­da­men­tale per l’uomo, non sono oggetto di tutela. Per­ples­sità e un grande punto inter­ro­ga­tivo ci sono per­ché, stu­diando bene le carte, abbiamo potuto con­sta­tare la gra­vità della situa­zione ambien­tale di quest’area, che ha biso­gno di un giu­sto ristoro».
Afferma invece l’avvocato della difesa Carlo Bac­ca­redda: «Espri­miamo grande sod­di­sfa­zione. C’erano tante aspet­ta­tive da parte dell’opinione pub­blica. È stata esclusa, dalla sen­tenza, qual­siasi fat­ti­spe­cie di dolo».

Centosette morti alla Marlane, ma «il fatto non sussiste»
Calabria.
Sette dirigenti della famosa fabbrica tessile di Praia a Mare erano accusati di disastro ambientale, omicidio colposo plurimo e lesioni. Tra gli imputati principali il conte Marzotto. La difesa annuncia il ricorso in appello
Manifestazione dei familiari delle vittime della Marlane
«Il fatto non sus­si­ste». Nes­suno è col­pe­vole della lenta car­ne­fi­cina che sarebbe avve­nuta nella fab­brica tes­sile Mar­lane di Praia, in pro­vin­cia di Cosenza. Non esi­ste un nesso di causa ed effetto tra le sostanze tos­si­che ina­late e le decine di tumori con­tratti dai 107 ope­rai che all’interno della fab­brica hanno lavo­rato per anni. Non ci sono respon­sa­bi­lità tra quanti avreb­bero dovuto vigi­lare e garan­tire minime con­di­zioni di sicurezza.
A sta­bi­lirlo, dopo un lungo e tor­men­tato dibat­ti­mento e una camera di con­si­glio pro­trat­tasi fino a tarda sera, è stato il tri­bu­nale di Paola che ieri ha assolto tutti gli impu­tati, tra cui il diri­gente di fab­brica non­ché già sin­daco di Praia a Mare, Carlo Lomo­naco. Assolto anche il padrone dell’azienda, il Conte Pie­tro Marzotto.
Cadono dun­que nel vuoto le denunce dei comi­tati ambien­ta­li­sti del Tir­reno cosen­tino e dei fami­liari delle vit­time, a lungo igno­rati dalle isti­tu­zioni pre­po­ste al con­trollo del ter­ri­to­rio e dai sin­da­cati con­fe­de­rali. Il pro­cesso di primo grado non ha accolto le richie­ste della pub­blica accusa che aveva richie­sto pene pesanti per 7 diri­genti e per il tito­lare della fab­brica, impu­tati a vario titolo dei reati di disa­stro ambien­tale, omi­ci­dio col­poso plu­rimo e lesioni gravissime.
Lacrime di rab­bia, urla di indi­gna­zione hanno attra­ver­sato le strade di Paola subito dopo la let­tura della sentenza.
Lunga e tra­va­gliata è stata la vicenda Mar­lane. Durante tutto il pro­cesso, un pre­si­dio per­ma­nente ha sta­zio­nato nei pressi del tri­bu­nale, denun­ciando a gran voce il rischio che un’eventuale pre­scri­zione ponesse gli impu­tati al riparo da pos­si­bili con­danne. La sen­tenza di ieri suona come un’ulteriore beffa per quanti hanno perso la vita, la salute, gli affetti.
Un anno fa Eni-Marzotto aveva rag­giunto un accordo con i fami­liari degli ope­rai dece­duti, otte­nendo la revoca delle costi­tu­zioni di parti civili. Circa sette milioni di euro sareb­bero stati ver­sati com­ples­si­va­mente ai con­giunti delle vit­time ed ai loro avvo­cati. Cia­scuna parte civile ha rice­vuto una somma oscil­lante tra le 20mila e le 30mila euro. Se sull’entità del risar­ci­mento si rag­giunse un accordo, invece in merito alle respon­sa­bi­lità penali ovvia­mente il pro­ce­di­mento è andato avanti, fino al ver­detto di ieri. Per cono­scere nel det­ta­glio le moti­va­zioni che hanno spinto la corte ad assol­vere gli impu­tati, biso­gnerà atten­dere il depo­sito della sen­tenza. Nella requi­si­to­ria della pub­blica accusa, l’arco delle respon­sa­bi­lità si pre­sen­tava ampio. A pro­vo­care danni irre­ver­si­bili alla salute umana ed all’ambiente, secondo il pm, sarebbe stato l’uso di colo­ranti azoici nella fase di pro­du­zione. E, ancora, l’amianto pre­sente sui freni dei telai. Infine, da non sot­to­va­lu­tare la que­stione del pre­sunto sver­sa­mento delle diverse ton­nel­late di rifiuti indu­striali mai smal­tite, che a parere della pub­blica accusa sareb­bero state sep­pel­lite impu­ne­mente nella zona cir­co­stante, a poche decine di metri dal cen­tro abi­tato e da uno dei tratti bal­neari più rino­mati della costa tir­re­nica cala­brese, di fronte alla mera­vi­gliosa isola di Dino.
La sen­tenza di ieri rap­pre­senta una pro­fonda delu­sione per ope­rai corag­gio­sis­simi come Luigi Pac­chiano ed Alberto Cunto, ma soprat­tutto per gli atti­vi­sti della costa tir­re­nica cosen­tina. Anzi­tutto lo scrit­tore Fran­ce­sco Cirillo che a que­sta vicenda ha dedi­cato accu­rate con­tro­in­chie­ste, sfi­dando il clima di osti­lità che si sca­tena ogni qual volta qual­cuno denunci l’impatto deva­stante dell’industrializzazione nel sud Ita­lia e in altre regioni del Paese. Vani­fi­cato anche il ruolo della pro­cura di Paola.
Negli uffici diretti dal pro­cu­ra­tore Bruno Gior­dano, a par­tire dalla seconda metà del decen­nio scorso, sono state avviate inchie­ste giu­di­zia­rie impor­tanti su reati ambien­tali di enorme gra­vità, come quelle sulle navi dei veleni, la cemen­ti­fi­ca­zione dei corsi d’acqua, il man­cato smal­ti­mento dei fan­ghi da depu­ra­zione, l’inquinamento di un mare che di fatto oggi non è più bal­nea­bile per decine di chilometri.

martedì 16 dicembre 2014

UOVA CON DIOSSINA


Della problematica delle "uova con diossine" ce ne eravamo già occupati il 23-11-2013 qui.
Adesso, a distanza di un anno, il fatto torna alla ribalta delle cronache, anche grazie al risalto dato alla vicenda da parte del Consigliere Regionale dell'M5S Gianmarco Corbetta ripreso anche dalla stampa (articoli de Il Giorno).
Ora, ci sono più dettagli in merito.
Dalla documentazione che alleghiamo, come avevamo già descritto nel 2013, si evince che la campagna di monitoraggio è parte di un piano triennale curato dalle ASL su uova di gallina prodotte nelle aree interrelate con i Siti di Interesse Nazionale (SIN), luoghi molto estesi e contaminati dalla presenza di diverse sostanze tossiche (diossine, idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti, solventi, policlorobifenili etc).
Si tratta esattamente del "Piano Nazionale di monitoraggio dei contaminanti ambientali in alimenti di origine animale prodotti nei Siti di Interesse Nazionale (SIN)".

Il SIN prossimo ai comuni della Provincia di MB è quello dell'area ex FALCK di Sesto S. Giovanni.
Sul territorio di competenza della ASL Monza e Brianza, le analisi di laboratorio sul grasso delle uova di gallina di allevamenti PER AUTOCONSUMO (che, in teoria non dovrebbero essere commercializzate) hanno evidenziato valori superiori ai limiti previsti dalle normative di riferimento per Policlorbifenili (PCB) nonchè per le Policlorodibenzodiossine e Policlorodibenzofurani (PCDD/F) in dieci allevamenti su undici monitorati (unico conforme quello di Muggiò).
Elevati i valori riscontrati per i Policlorobifenili NDL (non dioxin like), cioè dei PCB che non sono diossine ma congeneri.
Dati preoccupanti.

Il comune interessato a noi più vicino, dove sono state testate le uova prodotte dalle galline di un avicoltore, è quello di DESIO
In questo allevamento, se si prende in considerazione il valore di PCDD/F espresso in pg TEQ/g (picogrammi di tossicità equivalente per grammo), il valore riscontrato risulta essere di 52,43 pg TEQ/g cioè più di 20 volte il limite stabilito dalle normative (2,5 pg TEQ/g).

La tabella riassuntiva con i dati del monitoraggio nei comuni della prov. di MB;
(in rosso i superamenti, in giallo la soglia d'attenzione)
Tabella dettagliata delle analisi PCDD/Furani e PCB Dioxin Like di Desio
Se poi si va a controllare il dettaglio analitico, (sopra) sempre relativamente ai valori espressi in pg TEQ/g, si scopre che i 52,43 pg TEQ/g sono composti dalla somma di più tipi di diossine, tra le quali con un incidenza pari a 20,99 pg TEQ/g, la tetraclorodibenzodiossina (TCDD) meglio conosciuta come la diossina dell'ICMESA.
Il resto sono altri tipi di diossine e furani, tra le quali quelle che concorrono maggiormente alla sommatoria ponderata risultano essere tra le diossine: il pentaclorodibenzodiossina (6,27), l'esaclorodibenzodiossina (1,95); tra i furani: il pentaclorodibenzofurano (7,25), l'esaclorodibenzofurano (4,19) e il tetraclorodibenzofurano (1,16). Ora, se è nota la provenienza della TCDD, più oscura la presenza e la provenienza delle altre diossine e furani. Pure i valori riguardanti i PCB DL (dioxin like - diossina simili) risultano essere fuori dalle norme, con un valore di 19,3 pg TEQ/g cioè circa 4 volte il limite consentito (5 pg TEQ/g).
La tabella analitica di dettaglio -dove abbiamo per comodità accorpato in sequenza i dati- evidenzia le composizioni dei PCB (vedi sopra).

Anche introducendo nel calcolo il cosidetto "limite di incertezza", i valori pur abbassandosi, restano comunque abbondantemente oltre la soglia (vedi parte bassa della tabella riassuntiva).

A questo punto, due considerazioni sono d'obbligo.

La prima è che la TCDD dell'ICMESA risulta ancora essere presente tanto da potersi concentrare nel grasso delle uova dell'allevamento monitorato.
Questo significa che il suolo di Desio (allora compreso nella ex zona R di rispetto), è ancora contaminato dalla diossina del disastro ICMESA.
Pertanto, anche per Desio oltre che sulle aree classificate ex zona A e B nei Comuni di Meda, Barlassina, Seveso, Cesano Maderno e Bovisio Masciago, esiste il rischio concreto che i lavori di costruzione dell'autostrada Pedemontana movimentino terra contaminata. Questo il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE lo dice da tempo.
PRUDENZA CONSIGLIEREBBE DI FERMARSI CON LA PEDEMONTANA dove è arrivata ora, senza altri e pericolosi sbancamenti.

La seconda considerazione riguarda la localizzazione dell'avicoltore monitorato che è prossimo al forno inceneritore di Desio. Un forno inceneritore operativo dal 1976.
Noi non mettiamo in dubbio che le emissioni dal camino del forno di composti PCDD-F siano adesso entro le norme previste dalla legislazione nazionale.
Ma va considerato il possibile ACCUMULO negli anni di queste sostanze nel terreno e nei ricettori.
Certo, le analisi effettuate su un singolo allevamento non sono elemento sufficiente per trarre conclusioni definitive.
Sicuramente però, il campanello d'allarme non va ignorato e per avere dati certi, vanno indagate le cause della presenza di diossine oltre i limiti nel grasso delle uova e il monitoraggio va quindi esteso, prevedendo anche campionamenti chimici per la caratterizzazione del suolo nelle aree attorno all'impianto d'incenerimento, proprio perchè l'inceneritore non può che essere considerato uno delle possibili cause di contaminazione.

Comunque, indipendentemente da questo, BEA o la nuova società che nascerà dalla fusione (se fusione sarà) con CEM, dovrebbe porsi l'obbiettivo di un nuovo piano industriale che preveda una ragionevole e ragionata tempistica per un'opzione di spegnimento dell'inceneritore con l'implementazione di nuove tecnologie per la raccolta differenziata spinta.

Sotto, i DOCUMENTI UFFICIALI dei risultati dettagliati delle analisi e la presentazione del monitoraggio.