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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

lunedì 15 gennaio 2018

PEDEMONTANA E CARATTERIZZAZIONE DELLA CONTAMINAZIONE DA TCDD: UN DECRETO REGIONALE FORMALIZZA LA PERIMETRAZIONE DELLE AREE CONTAMINATE LUNGO IL TRACCIATO MA .……. NON C’E’ ANCORA ALCUN PROGETTO ESECUTIVO


Dopo un dettagliato lavoro di analisi e studio che ci ha impegnati per più tempo anche in collaborazione con tecnici di settore, presentiamo una relazione di sintesi relativa agli ultimi documenti di Regione Lombardia e di Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) connessi all'iter della Caratterizzazione delle zone contaminate da Diossina TCDD interferite dal tracciato del progetto autostradale.
Lo facciamo perchè riteniamo questa partita troppo importante per l'ambiente e il territorio tanto da non dover rimanere appannaggio dei soli tecnici o confinata tra le mura degli uffici regionali.
Certo, potremmo essere incappati in alcune imprecisioni ma comunque riteniamo di aver dato un'illustrazione basata sulla lettura il più possibile genuina e attenta dei documenti ufficiali e ancora una volta, un contributo affinchè i riflettori restino accesi sul rischio Diossina TCDD e sull'inutile Pedemontana.

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Sul Bollettino Ufficiale Regione Lombardia (BURL) è stato pubblicato in data 23-11-017 ed è quindi operativo in tutti i suoi contenuti il DECRETO della Direzione Generale Ambiente, energia e territorio n°14300 riguardante l'iter della Caratterizzazione dei suoli contaminati da Diossina TCDD interferiti dal tracciato dell'Autostrada Pedemontana lombarda.
Il provvedimento approva il documento di Modello Concettuale di Sito e Analisi di Rischio unitamente alla proposta di riperimetrazione del sito elaborati da APL "secondo le risultanze conclusive della Conferenza dei Servizi del 28-2-2017".
Importante quindi ricordare i contenuti della richiamata Conferenza dei Servizi, che abbiamo riportato in : PEDEMONTANA E RISCHIO DIOSSINA: LA CONFERENZA DEI SERVIZI DEL 28-2-017 .
La planimetria della riperimetrazione delle aree è quella elaborata da APL, trasmessa e protocollata da Regione Lombardia il 22-9-2017.
Detta riperimetrazione evidenzia le aree che "potranno essere interessate dalle successive fasi procedurali".
Sono 6 aree identificate come "lotti funzionali"
  • Lotto 1 pari a 89.076 mq a Meda
  • Lotto 2 pari a 143.380 mq a Seveso
  • Lotto 3 pari a 168.917 mq tra Seveso e Cesano Maderno
  • Lotto 4 pari a 15.020 mq a Cesano Maderno
  • Lotto 5 pari a 18.061 mq a Cesano Maderno
  • Lotto 6 pari a 34.074 mq a Cesano Maderno
Si tratta di una superficie totale di 468.528 mq all'interno della quale sono delimitate le zone “sorgente di potenziale contaminazione“ da parte dell’inquinante TCDD nel Top Soil, nel livello Intermedio e nella sovrapposizione tra Top Soil e livello Intermedio.
Tutti questi lotti, nel caso di passaggio e realizzazione dell'autostrada Pedemontana, secondo il Decreto Regionale, dovranno essere assoggettati a quanto prevede l'art. 242 del DL 152, cioè alla Bonifica con intervento per singole aree o lotto funzionale.
Sempre secondo il Decreto Regionale "le rimanenti aree non individuate dai lotti funzionali sono escluse dalle procedure disposte dall'art. 242".
E' evidente che leggendo i documenti prodotti da APL costituiti dal Modello di Sito, dall' Analisi del Rischio e dalle mappe allegate, (vedi qui), in altri punti lungo il tracciato i valori di TCDD superano i limiti delle Concentrazioni di Soglia di Contaminazione (CSC).
In quegli elaborati, secondo APL, nelle aree in cui dovrebbe essere realizzata l'autostrada, l'asportazione di terreno fino ad almeno 0,8 mt (Bonifica Geotecnica) per i tratti in rilevato e fino alla profondità di "fondo scavo" per i tratti in trincea, costituirà opera di bonifica laddove il terreno è risultato contaminato.
Tuttavia, il richiamo nel Decreto regionale alle "risultanze conclusive della Conferenza dei Servizi del 28-2-2017" dovrebbe comportare anche il recepimento delle puntuali prescrizioni di ARPA e ATS formulate nella Conferenza dei Servizi del 28-2-017 (qui il verbale) così come le richieste dei Comuni interessati.
Tra queste prescrizioni, l’ATS chiede comunque un’Analisi del Rischio anche sulle aree oggetto di scotico a 0,8 mt, quelle definite da APL come Bonifica Geotecnica, mentre ARPA esplicita la necessità di un nuovo studio di Analisi del Rischio qualora vi siano variazioni significative rispetto alla documentazione progettuale finora presentata.

Al momento attuale, la riperimetrazione delle aree con le “sorgenti di potenziale contaminazione”, presentata da APL si basa sui dati delle analisi chimiche e su un progetto del tracciato che risulta però essere quello “Definitivo Revisionato del 27-4-2012” quindi non su un progetto esecutivo validato di cui ancora non si hanno notizie.
In buona sostanza, ancora nessuno conosce esattamente quale sarà la configurazione esecutiva strutturale dell’autostrada né l’esatto e finale posizionamento del tracciato né le tecnologie costruttive adottate, tutti fattori che potrebbero mutare l’uso delle aree e conseguentemente i volumi di movimentazione del terreno inquinato a varie concentrazioni. Il livello d’incertezza è quindi alto.
Nonostante questo la regione ha approvato una perimetrazione proposta da APL.
Evidentemente il rispetto totale di quanto riportato nel Verbale della Conferenza dei Servizi del 28-2-2017 potrà essere verificato solo negli step successivi (se ci saranno) poiché anche dopo il passaggio formale del Decreto regionale, continua a mancare agli atti qualsivoglia Progetto Esecutivo della tratta B2 oltre al correlato Piano Operativo di Bonifica.
Piano di bonifica che richiede, a nostro avviso, anche una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) corredata da una valutazione sul rischio sanitario.

In questa confusa situazione, l’unica certezza è che in aree interessate al tracciato autostradale è stata rilevata e certificata la presenza di Diossina TCDD e servirebbe dunque che le Amministrazioni interessate verifichino la compatibilità d’uso di quelle aree e, laddove necessario attuino azioni per tutelare la cittadinanza e prevenire il rischio d'esposizione al potente tossico. Questa sollecitazione d'intervento è già stata formalizzata il 3-7-017 da Insieme in Rete al Comune di Seveso e al suo Sindaco.
Oltre ad aver  da tempo e per tempo evidenziato il rischio diossina TCDD, continuiamo a pensare e ad operare affinché, nonostante l'ostinazione di chi vuole ad ogni costo quest'autostrada inutile ed impattante per ambiente e territorio, si rinunci al suo completamento senza ulteriore dispendio di risorse, consci che al territorio non servono faraoniche infrastrutture ma un nuovo modello di viabilità e di mobilità sostenibile che va adeguatamente pianificato.

SINISTRA E AMBIENTE Meda
– gruppo aderente ad Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile

Sotto il Decreto Regionale e a seguire la mappa di riperimetrazione dei "lotti funzionali" dove è presente contaminazione da Diossina TCDD.

giovedì 11 gennaio 2018

INQUINAMENTO ATMOSFERICO, COMBUSTIBILI FOSSILI E AUTO ELETTRICA

Viviamo in un'area geografica dove l'inquinamento atmosferico da POLVERI SOTTILI - Particulate Matter o PM10e PM2.5, è pesantissimo, avendo superato nel 2017 nel capoluogo di Provincia della città di Monza le soglie di legge per ben 86 giorni consecutivi (nel 2016 erano 61).
I dati raccolti in un primo, seppur sommario, rapporto di Legambiente non lasciano spazio a dubbi.
Con molta probabilità, la situazione rilevata dalla centralina di Meda è ancora peggiore, visto i risultati negli anni precedenti. (NB il rapporto completo 2017 di ARPA non è ancora disponibile).
Tra i composti inquinanti, il trasporto su strada incide per il 51% per le emissioni di NOx- Ossidi di Azoto, per il 25% sul particolato PM10 (biomasse e pellet pesano per il 45%) e per il 24% sulla CO2 equivalente.
Da tempo si parla e si scrive dell'impatto dei combustibili fossili usati per l'autotrazione e della necessità impellente di una loro sostituzione con mezzi a trazione elettrica.
Sul tema e su suggerimento di un concittadino molto sensibile alle tematiche ambientali, vi proponiamo alcune riflessioni tratte da Saperescienza curate dal suo direttore Nicola Armaroli, ricercatore del CNR

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Da SAPERE Scienza RUBRICA - L'opinione di...
L'auto dei sogni
di 
    Trent’anni fa possedevo una Fiat 127 usata, a metano. Motore eccezionale, finiture spartane, carrozzeria penosa. Rappresentava un modello produttivo destinato a scomparire nel giro di pochi anni, sotto i colpi della qualità totale di stampo giapponese. All’epoca sognavo che i miei figli avrebbero guidato un’auto “spaziale”: sexy come la Batmobile e a inquinamento zero. Non fui un gran profeta: guidano una Fiat Punto usata a benzina, degna nipote della mia 127.
    Qualche settimana fa Sergio Marchionne, amministratore delegato di FCA (ex Fiat), ha gettato molti dubbi sulle prospettive dell’auto elettrica: la sua azienda punta con decisione sull’auto a metano. Ma guarda un po’ – ho pensato – negli anni ’80 scarrozzavo fidanzata e amici su un’auto fantascientifica, e non lo sapevo. Davvero sorprendente questo filosofo prestato all’industria automobilistica, altro che Batmobile dei miei sogni! Naturalmente sto scherzando, e vorrei usare il poco spazio che mi resta per parlare di cose serie.

    Negli stessi giorni in cui le affermazioni di Marchionne riempivano giornali, siti, televisioni e radio, si è tenuto a Bruxelles un evento largamente ignorato dai media italiani. Consapevole del rischio di perdere la partita del trasporto elettrico contro i colossi asiatici e nordamericani, la Commissione Europea ha convocato governi e aziende per gettare le basi per un grande consorzio sulle batterie. L’obiettivo è replicare il successo del consorzio europeo Airbus, un’iniziativa che, cinquant’anni fa, evitò il monopolio degli Stati Uniti nel settore aeronautico. Tutti i colossi dell’auto europei erano presenti all’incontro. Non c’era FCA, che pure ha sede legale in Olanda. Chissà, forse sono concentrati sulla progettazione di un nuovo tipo di bombola a gas?

    È iniziata una rivoluzione irreversibile nel settore dei trasporti. Era nell’aria da tempo, ma a un certo punto è scoccata la scintilla perfetta, il cosiddetto Dieselgate, che ha mostrato l’impossibilità di “pulire” ulteriormente i motori tradizionali, se non con l’inganno. Esiste un solo modo per risanare l’aria delle metropoli e porre fine a un’emergenza sanitaria mondiale: cambiare radicalmente sistema.

    Il passaggio al trasporto elettrico è diventato non solo necessario, ma anche possibile. La produzione da fonti rinnovabili cresce ovunque in maniera esponenziale; eolico e fotovoltaico sono sempre più competitivi nei confronti di tutte le altre tecnologie. Le automobili elettriche vanno già e andranno sempre più a fonti rinnovabili: non ci sarà nessun effetto devastante sull’ambiente, come paventato da Marchionne. In Italia, la produzione rinnovabile si attesta da anni attorno al 40% e la quota sarebbe ancora più alta se, in questi anni, i governi avessero avuto più coraggio nei confronti della lobby dei combustibili fossili, sempre ben collocata nei ministeri.
    Come ho scritto qui più di tre anni fa, il passaggio all’auto elettrica non richiede un aumento esorbitante della produzione energetica. In Italia occorre incrementare del 50% la quota rinnovabile, un obiettivo assolutamente realistico sulla scala temporale di venti anni, quella necessaria per abbandonare definitivamente i motori tradizionali, come già pianificato in Francia e Regno Unito.
    Il mio vecchio sogno si sta avverando: la prima auto dei miei nipoti sarà finalmente elettrica. Un’auto progettata dal genio dei ragazzi che oggi sono sui banchi di scuola: riciclabile in ogni suo componente e collegata a una rete intelligente che gestisce le ricariche su larga scala. Si può fare e si deve fare, senza voltare lo sguardo all’indietro.

    PS: Indovinello. Pare che all’evento di Bruxelles fossero stati invitati 14 governi e uno solo non si è presentato. Qual era?

    lunedì 1 gennaio 2018

    PUBBLICATA SUL BURL LA LEGGE REGIONALE 39 CHE AMPLIA IL PARCO GROANE ALLE AREE DELLA BRUGHIERA


    Dopo il passaggio e l'approvazione in Consiglio Regionale il 21-12-2017 dell'ampliamento del Parco Regionale delle Groane alle aree della Brughiera (vedi qui) è stata successivamente pubblicata anche sul Bollettino Ufficiale Regione Lombardia (BURL) il testo della Legge Regionale n° 39 del 28-12-2017 “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 16 luglio 2007,  n. 16 (Testo unico delle leggi regionali in materia di istituzione di Parchi). Ampliamento dei confini del parco regionale delle Groane e accorpamento della riserva naturale Fontana del Guercio e del parco locale di interesse sovracomunale (PLIS) della Brughiera Briantea”.

    L'area di Brughiera dei 13 Comuni (Cantù, Cermenate, Cucciago, Fino Mornasco, Vertemate con Minoprio, Cabiate, Carimate, Carugo, Figino Serenza, Lentate Sul Seveso, Meda, Mariano Comense, Novedrate) diventa ufficialmente parte integrante del Parco Regionale delle Groane insieme alla Riserva Naturale della Fontana del Guercio di Carugo.
    Come abbiamo già scritto, restano ancora escluse, per mancata adesione delle locali amministrazioni, le aree nei Comuni di Alzate Brianza, Brenna, Capiago–Intimiano, Casnate con Bernate, Como, Lipomo, Montorfano, Orsenigo, Senna Comasco e Tavernerio
    Alle Groane si aggiungono anche due ampliamenti nei Comuni di Arese e Garbagnate Milanese.
    L'Ente Parco Groane gestirà ora la Riserva Fontana del Guercio (Riserva dei Fontanili).
    Sempre l'Ente Parco Groane dovrà adottare entro 2 anni dalla data di entrata in vigore della legge  39 (cioè dal 31-12-017) una Variante al Piano Territoriale di Coordinamento che comprenda anche le nuove aree incorporate.
    L'attuale PLIS della Brughierà continuerà ad essere individuato nel Parco Regionale delle Groane fino alla sua estinzione, che deve intervenire, con apposite deliberazioni consiliari dei comuni appartenenti al PLIS, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

    Sotto il testo della Legge Regionale 39 del 28-12-2017 pubblicata sul BURL


    La mappa intera dell'ampliamento del Parco Regionale delle Groane

    La mappa ufficiale Cliccare sopra per ingrandire

    giovedì 21 dicembre 2017

    IL 21-12-017 IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVA L'AMPLIAMENTO DEL PARCO REGIONALE DELLE GROANE SULLE AREE DELLA BRUGHIERA

    Dopo il passagio in Commissione Agricoltura, Montagna Foreste e Parchi la Proposta di Legge 372 "Modifiche e integrazioni alla legge regionale 16 luglio 2007, n. 16 (Testo unico delle leggi regionali in materia di istituzione di parchi) - Ampliamento dei confini del parco regionale delle Groane e accorpamento della riserva naturale Fontana del Guercio e del parco locale di interesse sovracomunale (PLIS) della Brughiera Briantea" è approdata il 21-12-2017 al Consiglio Regionale della Lombardia ed è stata approvata con 48 voti a favore, un contrario e una mancata partecipazione su 50 presenti.
    Con questa atto, una serie di aree della Brughiera nel territorio di 13 comuni (Cantù, Cermenate, Cucciago, Fino Mornasco, Vertemate con Minoprio, Cabiate, Carimate, Carugo, Figino Serenza, Lentate Sul Seveso, Meda, Mariano Comense, Novedrate) entrano a far parte del Parco Regionale delle Groane con le tutele previste. Grandate resta purtroppo escluso per la frammentarietà delle sue aree verdi.
    Sinistra e Ambiente, da anni presente attivamente e propositivamente nel Comitato per il Parco Regionale della Brughiera accoglie positivamente questa notizia, frutto di un duro e continuo lavoro svolto da tutti i gruppi aderenti.
    La nostra attività continuerà comunque con l'obiettivo di ottenere la tutela regionale anche sulle aree della Brughiera comprese nei Comuni di Alzate Brianza, Brenna, Capiago–Intimiano, Casnate con Bernate, Como, Lipomo, Montorfano, Orsenigo, Senna Comasco e Tavernerio al momento rimaste escluse dall'ampliamento a causa della mancata adesione delle amministrazioni.
    Seguiremo con attenzione anche l'attività operativa dell'Ente Parco Regionale Groane nella sua nuova configurazione.

    Sotto il comunicato del Comitato per il Parco Regionale della Brughiera
    La mappa con le aree incluse nella tutela regionale delle Groane (verde chiaro) e di quelle escluse (rosa). Cliccare per ingrandire


    La mappa ufficiale allegata alla delibera di Consiglio Regionale approvata il 21-12-017. Cliccare sopra per ingrandire

    sabato 9 dicembre 2017

    Il 9-12-017 a COMO CONTRO TUTTI I FASCISMI


    Una manifestazione riuscita e partecipata quella del 9-12-017 a Como.
    Una manifestazione contro il fascismo e le azioni squadristiche di questi ultimi giorni, tra le quali l'irruzione di un gruppo di neofascisti con la lettura di un farneticante volantino e con un atteggiamento intimidatorio nella sede di Como Senza Frontiere, coordinamento che si occupa di Profughi e Migranti.

    Alla manifestazione erano presenti alcuni Ministri del Governo.
    Ma non è di loro che vogliamo parlare, anche perchè per qualcuno l'appuntamento poteva costituire una facile  passerella mediatica.
    Dal palco nessun intervento dei big, ma spazio ai rappresentanti dei gruppi e delle associazioni che, in prima linea, si occupano di Profughi e persone migranti e alla presidente dell'Anpi nazionale, Carla Nespolo.
    Letture dei giovani poi di brani dei Resistenti e ispirati all'antifascismo. Tutto con la colonna sonora dei SetteGrani.

    Ecco, oltre a visionare le foto del gruppo di Sinistra e Ambiente, presente alla manifestazione, vi invitiamo a leggere l'intervento di Anna Francescato di Como Senza Frontiere.


    Emergency
    Uno sguardo in zona palco
    L'ANPI presente con molte sezioni
    Un messaggio inequivocabile
    Dopo un raccolto ne viene un altro - Alcide Cervi
    Niente frontiere, stop alla deportazione, rifugiati benvenuti
    Tra la gente e i gruppi
    Tra la gente e i gruppi
    Ora e sempre Resistenza.
    Il gruppo di Sinistra e Ambiente c'è. CONTRO OGNI FASCISMO
    Le medaglie al valore Partigiano della Valsesia
    Con l' ANPI della Valsesia, insieme ai Partigiani caduti.
    Dal palco suonano e, tra la gente qualcuno accompagna
    Sul palco si parla di Resistenza
    Dietro lo stadio di Como, una lapide ricorda un grande Resistente comasco torturato e fucilato dai nazifascisti
    L'intervento di Como Senza Frontiere

    sabato 2 dicembre 2017

    ESCO: ALLA SCUOLA ANNA FRANK MENO CONSUMO ENERGETICO MA PIU' PM10


    Dopo aver assegnato i lavori alla soc. Carbotermo, unica partecipante e vincitrice del bando ESCO (Energy Service Company) la ex giunta di Caimi, in data 27/5/2017 con la delibera 154 ha approvato il progetto definitivo/esecutivo elaborato dalla soc. Carbotermo per la "Riqualificazione e gestione energetica degli edifici di proprietà comunale".
    Un progetto verificato e validato dall'Ufficio Tecnico del Comune il 24/5/2017 il cui obiettivo è di migliorare ed abbattere i consumi energetici di 8 edifici attaverso molteplici azioni ed interventi.
    Tutti interventi posti in capo alla Carbotermo che investirà 2.554.080 euro ricevendo in cambio la gestione ventennale degli edifici pubblici con corrispettivo versamento da parte del Comune di Meda di un canone annuo di 416.000 euro basate sulle tariffe energetiche delle fatture d'utenza.
    Una scelta amministrativa complessa che, purtroppo, non ha avuto, nonostante i molteplici solleciti, gli adeguati e tempestivi livelli di informazione per poterla valutare nei dettagli.
    Fin qui la cronaca.

    Ora però ci occupiamo dei lavori, contemplati nel bando ESCO, avviati e ultimati presso la scuola Anna Frank di via Giovanni XXIII previsto negli interventi ESCO.
    Lì, tra gli interventi previsti, è stata ristrutturata la centrale termica e  sostituito il generatore di calore.
    Purtroppo la scelta non è certo ottimale poichè come da progetto definitivo/esecutivo è stato installato un nuovo generatore di calore alimentato a biomassa e pellet che utilizzerà esclusivamente pellet, stoccati in due silos di carica esterni.

    E' ormai noto a tutti che l'aria a Meda, sopratutto per il particolato PM10 e PM2.5, risulta di pessima qualità superando ampiamente e per periodi consecutivi i limiti previsti dalla normativa.
    Tra i fattori che concorrono pesantemente a portare oltre i limiti la concentrazione di Polveri Sospese vi è proprio la combustione dei pellet.
    L'incidenza della combustione dei pellet e in generale delle biomasse, è trattata dalla relazione 2015 dell'ARPA e dal rapporto annuale per la Provincia di MB del 2016.
    Pertanto, la scelta dell'uso dei pellet come combustibile rischia di andare a contribuire al peggioramento dell'aria costituendo una vera e propria sorgente di emissioni di particolato oltretutto con una installazione in un luogo sensibile quale un edificio scolastico, parte del plesso Anna Frank-Diaz.
    Insomma c'è una chiara ed evidente contraddizione: da un lato si punta a ridurre i consumi degli edifici più energivori per combattere l'emissione di CO2 ma dall'altra si introduce una sorgente d'inquinamento pressochè certa di PM10.

    Indubbiamente il progetto definitivo/esecutivo presentato dalla Carbotermo meritava, quand'era ancora possibile, una valutazione e un'analisi più attenta e approfondita, chiedendo anche di vagliare l'uso e l'istallazione di tecnologia di riscaldamento a POMPA DI CALORE, una tecnologia pulita, ormai utilizzata pure in impianti per edifici scolastici, anche in ciclo combinato.

    sabato 18 novembre 2017

    CONA: I RICHIEDENTI ASILO IN MARCIA PER LA DIGNITA'


    Del sovraffollamento e delle pessime condizioni del centro di prima accoglienza (CPA) di Cona, ex base militare in provincia di Venezia dove allora risultavano stipati 1400 richiedenti asilo ne avevamo parlato in QUESTA NON E' ACCOGLIENZA.
    A distanza di quasi un anno, nonostante le promesse, la situazione è rimasta pressochè immutata, fatto salvo una diminuzione delle persone lì concentrate , comunque oltre le mille unità rispetto ai 540 consentiti dalle abilitazioni della locale ASL (ora ATS).
    Così, in questi giorni, esasperati dalle immutate condizioni, circa 250 richiedenti asilo hanno deciso di abbandonare il CPA di Cona e insieme, di raggiungere con una marcia la Prefettura di Venezia.
    Una protesta civile e pacifica, purtroppo funestata dalla morte d'un ragazzo ivoriano investito da un'auto, di sera, mentre raggiungeva i compagni in marcia.
    Una marcia che ha avuto l'appoggio e la solidarietà delle associazioni locali, della gente e delle parrocchie che hanno aperto le porte delle loro strutture e che ha strappato il risultato della ricollocazione in strutture migliori per i 250 partecipanti alla protesta.
    Il Manifesto lo racconta.
    Ecco, leggete l'articolo che ancora ora come allora, denuncia situazioni intollerabili e insostenibili che nulla hanno a che fare con una sana accoglienza.



    di Ernesto Milanesi VENEZIA Edizione del 18.11.2017

    Organizzati si vince:
    ricollocati i migranti in marcia per Venezia


    A Conetta, almeno loro, non ci torneranno più. E hanno aperto la strada giusta a tutti gli altri, perché l’accoglienza significa dignità.
    Le centinaia di migranti che per giorni camminavano a cavallo delle province di Venezia e Padova, alla fine hanno vinto: un letto vero, uno spazio umano e forse perfino un corso d’italiano o tempo da impegnare concretamente. 
    Adesso è davvero possibile immaginare di svuotare la struttura, aperta come «accogliente» e rivelatasi semplicemente sbagliata. Va finalmente chiusa per non provare altra vergogna, guardando negli occhi la marea di profughi.
    Loro, i vincitori, erano usciti alla spicciolata dal cancello dell’ex base militare Silvestri nella frazione di Cona. A piedi, con la valigia in testa o con il trolley trascinato insieme alla bici. In tre giorni sono diventati un esodo, lungo gli argini del Bacchiglione e del Brenta. Circa 250 migranti «in marcia per la dignità», una specie di piccola Selma nel cuore del Veneto come l’ha definita Gianfranco Bettin.
    Soltanto Salif Traore, ivoriano di 35 anni, mancava all’appello: è morto mercoledì sera. Investito da un’auto mentre pedalava verso Codevigo, dove il parroco don Michele Fanton aveva appena aperto la chiesa.
    Nell’hub dell’emergenza formato business, nessuno voleva più tornare. 
    Per mesi hanno sopportato la gestione delle coop Ecofficina-Edeco (sinonimo dei coniugi Sara Felpati e Simone Borile) tutt’altro che in grado di reggere gli «ospiti». Il 2 gennaio in uno dei bagni si era registrata una morte atroce: Sandrine Bakayoko, 25 anni, ivoriana.
    Poi il piccolo municipio era diventato il miraggio di un documento d’identità, prima del sogno di un permesso vero e proprio. Ma il sindaco Alberto Panfilio doveva fare i conti con un ufficio abituato a 2.985 abitanti: al massimo cinque pratiche alla settimana per certificare la «convivenza anagrafica» di oltre mille migranti. E nonostante visite d’autorità, ispezioni parlamentari, processioni di avvocati con attivisti e volontari, a Conetta la vita quotidiana restava un incubo. Prigione a cielo aperto, dimenticata in mezzo alla campagna, nell’indifferenza delle istituzioni.
    Finché lunedì il primo drappello dell’ennesima «rivolta» ha mosso il primo passo. «Qui ci trattano come animali. Basta. Andiamo dal prefetto…»: sembrava impossibile, invece si è aperto lo spiraglio con le autorità. La lunga marcia era cominciata, fuori dal piccolo paese, verso Venezia. Cona era l’inferno: non avevano più niente da perdere. La dignità, invece, è stata la molla che ha spinto decine e poi centinaia di migranti verso Codevigo e la mattina dopo verso Mira. 
    Con loro all’inizio i militanti dell’Usb di Bologna, i centri sociali del Nord Est, ma anche la Caritas padovana e la gente della Bassa. In marcia, come nei Balcani nell’estate 2015 e verso la tendopoli della vergogna europea di Idomeni nella primavera 2016.
    Stesse immagini, identiche storie, uguale umanità senza alternative. La «marcia della dignità» ha messo il Veneto (che sogna l’autonomia, coltiva la piccola patria e raccoglie veleni) davanti allo specchio più nitido per la coscienza e meno adatto a riflettere favole. 
    Così i rifugiati di Cona, immobili sul ponte di Bojon davanti all’esercito di poliziotti, hanno incarnato le parole di un papa nel cuore dei vescovi.
    Il patriarca Francesco Moraglia – come già il vescovo di Padova Claudio Cipolla- ha risolto in diretta telefonica lo stallo che rischiava di travolgere tutto e tutti. Chiese e strutture parrocchiali spalancate a Mira, Borbiago, Oriago e Gambarare. 
    Poi ieri il «censimento» indispensabile a predisporre con la prefettura il definitivo trasferimento in luoghi più consoni. Nel pomeriggio 151 migranti a bordo di bus hanno raggiunto strutture diverse in tutta la regione. Un’altra decina di richiedenti asilo ospitata dalla diocesi, mentre per gli ultimi 90 si stavano completando le operazioni da parte della task force coordinata dal prefetto Carlo Boffi.
    Aboubakar dell’Usb ha perso la voce, ma ha vinto la partita dei suoi fratelli africani: «Sono ragazzi che dopo quasi due anni non sanno ancora esprimersi in italiano. È integrazione?».

    domenica 12 novembre 2017

    INTERESSANTE E RIUSCITA SERATA DELL'ANPI DI SEVESO CONTRO I FASCISMI


    Una bella e intensa serata quella organizzata dall'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI) di Seveso con l'adesione delle sezioni di Bovisio Masciago, Limbiate, Cesano Maderno e Meda) e il patrocinio dell'Amministrazione Comunale.
    SAVERIO FERRARI ha relazionato sui "nuovi volti del fascismo".
    Un lavoro attento, approfondito e costante quello di Ferrari e dell'Osservatorio sulle nuove destre.
    Un lavoro che seguendo costantemente la cronaca, la storia e scrivendo sempre basandosi su materiali, atti e documenti ufficiali, comprese le relazioni, le indagini e i testi delle sentenze dei Tribunali ricostruisce i dettagli, le evoluzioni, i collegamenti e le modalità di azione proprie dei gruppi che in Italia e in Europa direttamente o velatamente si richiamano al nazifascismo.
    Informazioni precise che potete trovare anche sul sito de l'Osservatorio (qui) che vi invitiamo a visitare.






    Come prevedibile, con il Comune di Seveso prossimo alle elezioni amministrative, il patrocinio concesso all'iniziativa da parte dell'Amministrazione ha scatenato alcune forze politiche locali (Lega Nord in primis) evidentemente più interessate ad acquisire visibilità con una sterile quanto fantasiosa polemica invece d'essere preoccupate per l'insorgere di azioni da parte di gruppi neofascisti, azioni le cui caratteristiche sono tra l'altro la discriminazione, l'intolleranza il razzismo e il negazionismo.

    L'ANPI di Seveso ha così commentato l'niziativa:

    venerdì 3 novembre 2017

    CONTRO I FASCISMI, IL 9-11-017 INIZIATIVA DELL'ANPI A SEVESO CON SAVERIO FERRARI


    Proseguono le iniziative dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI) per sensibilizzare, informare, creare e rafforzare la coscienza antifascista in una situazione che vede frequentemente balzare alla cronaca per le loro squallide azioni i gruppi che si rifanno al nazifascismo.
    Gruppi che alimentano in continuo l'odio razziale, la discriminazione e l'apologia all'infausto ventennio di dittatura nera che ha portato privazione della libertà, persecuzioni, guerra, morte e orrori.
    Sul territorio della Brianza, l'ANPI di Seveso, con l'adesione delle altre sezioni di zona (Cesano Madero, Limbiate, Bovisio Masciago e Meda) ha promosso ed organizzato un incontro pubblico GIOVEDI 9-11-2017 dalle ore 21.00 presso il Centro Civico in via Silvio Pellico a Seveso con SAVERIO FERRARI ricercatore de L'Osservatorio sulle nuove destre .
    Un incontro utile per capire e non farsi trarre in inganno dai trasformismi e dalle mimetizzazioni della galassia neofascista, composta da gruppi e da "associazioni" affini da loro create e dirette.


    La lettera di invito dell'ANPI di Seveso

    lunedì 30 ottobre 2017

    28 OTTOBRE CONTRO I FASCISMI: A SEVESO, TRIBUTO A UN PARTIGIANO

    Il 28-10-2017 la sezione dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI) di Seveso ha organizzato un incontro alla Cascina Farga per consegnare la tessera ad Honorem al Partigiano Carlo Visconti, nome di battaglia "Lupo".
    E' l'Ottobre 1943, poche settimane dopo l'8 settembre, quando a Seveso, nella Cascina Farga, si costitutisce il primo nucleo partigiano che diventerà poi l'8° distaccamento della 185 Brigata Garibaldi. Tra i componenti del gruppo c'è il giovanissimo Carlo Visconti che con i suoi fratelli e le altre famiglie, fecero della Cascina Farga la base della resistenza a Seveso e dintorni.
    Oggi Carlo Visconti "Lupo" ha 94 anni e vive ancora alla Farga.
    Così mentre nelle scorse settimane i rigurgiti neri, in occasione della infausta "marcia su Roma" del 1922, tentavano di assicurarsi con subdoli tentativi la possibilità di sfilare a Roma, l'ANPI ha proclamato la GIORNATA CONTRO I FASCISMI .
    La sezione di Seveso ha dunque dedicato la sua giornata antifascista ad un Partigiano, affinchè con questo gesto, con questo riconoscimento formale si radichi ancora di più la consapevolezza che la Democrazia è stata ottenuta con il generoso sacrificio di molti uomini e donne e va mantenuta, applicata e difesa con il nostro impegno quotidiano e con la capacità di indignarsi dinanzi ai soprusi, alle pulsioni autoritarie, razziste e discriminatorie.
    Due chiacchere con il Partigiano "Lupo"
    Il cortile di Cascina Farga tra Seveso, Barlassina e Meda
    Molte generazioni insieme.
    Insieme per un tributo a Carlo Visconti "Lupo"
    Al centro, Carlo Visconti "Lupo" nei giorni della Liberazione, durante un pattugliamento a Seveso con due suoi compagni.

    Il discorso di Giulia Spada, Presidente dell'ANPI di Seveso

    giovedì 19 ottobre 2017

    TUTELA REGIONALE SULLE AREE DELLA BRUGHIERA: UN PRIMO PASSO ISTITUZIONALE IN REGIONE

    Sono più di 30 anni che il Comitato per il Parco Regionale della Brughiera (di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva) si batte per conservare e tutelare il grande polmone verde della Brughiera, chiedendo a gran voce l'istituzione su queste aree di un Parco Regionale.
    Dopo l'incontro/convegno dell'aprile 2016 sul futuro delle aree protette, tenutosi presso la sede del Parco Groane e conclusosi con l'Assemblea Programmatica e l'approvazione del documento per l'ampliamento del Parco Groane con parte della Brughiera (vedi qui), la Regione Lombardia ha finalmente dato inizio al processo Istituzionale.

    Nella seduta del 17 ottobre 2017 la Giunta Regionale ha approvato la Proposta di Progetto di Legge (PdL) denominato "MODIFICHE E INTEGRAZIONI ALLA LEGGE REGIONALE 16 LUGLIO 2007, N. 16 (TESTO UNICO DELLE LEGGI REGIONALI IN MATERIA DI ISTITUZIONE DI PARCHI”). AMPLIAMENTO DEI CONFINI DEL PARCO REGIONALE DELLE GROANE E ACCORPAMENTO DELLA RISERVA NATURALE FONTANA DEL GUERCIO E DEL PARCO LOCALE DI INTERESSE SOVRACOMUNALE (PLIS) DELLA BRUGHIERA BRIANTEA"

    E' il Progetto di Legge che amplia i confini del Parco Regionale delle Groane con l'inserimento delle aree di Brughiera di quei Comuni del Comasco (Cantù, Cermenate, Cucciago, Fino Mornasco, Vertemate con Minoprio) che hanno espresso con Delibera di Consiglio la loro volontà di entrare nel Parco Regionale delle Groane, accorpando anche il territorio compreso nel PLIS della Brughiera Briantea, composto da 8 Comuni - Cabiate, Carimate, Carugo, Figino Serenza, Lentate Sul Seveso, Meda, Mariano Comense, Novedrate - anch'essi deliberanti e la Riserva Naturale della Fontana del Guercio. Pur avendo deliberato, è stato purtroppo escluso purtroppo il Comune di Grandate perchè il suo territorio appare "troppo discontinuo e frammentato rispetto agli altri ambiti".
    L'approvazione i Giunta Regionale è un passo importante ma che ancora non è formalmente completo poichè servirà anche un passaggio di analisi e approvazione prima nella deputata Commissione Agricoltura, Montagna Foreste e Parchi e successivamente in Consiglio Regionale.
    C'è però, purtroppo, tutta una vasta zona della Brughiera nei Comuni di Alzate Brianza, Brenna, Capiago–Intimiano, Casnate con Bernate, Como, Lipomo, Montorfano, Orsenigo, Senna Comasco e Tavernerio che per ora non rientra nell'iter per la tutela regionale perchè, contraddicendo ciò che erano stati passati pronunciamenti, ora per svariate ragioni -localismi, indifferenza, scarsa sensibilità ambientale, difficoltà amministrative etc.- ha deciso di non condividere la realizzazione di questo grande Parco che vorremmo chiamare Groane -Brughiera.
    Insomma, c'è comunque altra strada da fare per l'inclusione di tutte le superfici verdi.

    https://photos.google.com/share/AF1QipMZ7Qh_4Mjfi79kbeDbCcbmeOHciETCTl1vtOgdQPosRNirXjBHAQPz631TiI0vCg/photo/AF1QipMezF9dbBok4NHRqOnXI4daZZU_kPZ-JyFvcu-0?key=NUFpbDY3TjgxQlhISmNPV1hYT3Rvc0daX3g5MmN3
    La mappa del Parco Groane-Brughiera con le Groane in Verde, 
    in azzurro i Comuni e il PLIS inclusi e in rosso le parti non accorpate 
    per mancata adesione dei Comuni 
    (cliccare sopra per ingrandire)

    venerdì 13 ottobre 2017

    PGTU DI MEDA: LE FASI REALIZZATIVE PREVISTE E LE OSSERVAZIONI PRESENTATE DA SINISTRA E AMBIENTE E DA ALCUNI CITTADINI ATTIVI

    Dei contenuti del Piano Generale del traffico Urbano (PGTU) ne abbiamo sommariamente trattato nel precedente post.
    L'estensore, dopo aver relazionato sulla situazione attuale (pur priva a nostro avviso di alcuni necessari approfondimenti), ha identificato gli obiettivi da perseguire e le azioni necessarie da attuarsi in tre fasi. Fasi che sono considerate comunque modificabili.
    La prima fase contempla quelli che sono valutati come "interventi urgenti e realizzabili in tempi brevi":


    ad essi seguiranno gli interventi previsti nella seconda fase che consistono in:


    Infine la terza fase definita di "medio periodo " con le sottoelencate azioni:

    Appare evidente che i contenuti operativi e le azioni di ogni fase sono legati alle volontà politiche dell'Amministrazione che dovrà trovare e destinare le necessarie risorse economiche per attuare le previste realizzazioni.
    Diversamente il PGTU rimarrebbe un mero atto d'indirizzo puramente teorico.
    Il gruppo di Sinistra e Ambiente, in collaborazione con alcuni cittadini attivi, ha esaminato attentamente il PGTU valutando che lo stesso sia un buon punto di partenza per cercare di innescare trasformazioni positive per la viabilità e la vivibilità urbana.
    Serve infatti un cambiamento, non più derogabile, poichè la città non può continuare ad essere calibrata e configurata "a misura d'auto".
    Questo PGTU può e deve anche essere migliorato e rafforzato con alcune integrazioni nella parte analitica, con l'aggiunta di opere da portare a compimento nella sezione progettuale, con più azioni nella fase iniziale e una concreta definizione per una verifica puntuale che coinvolga anche soggetti territoriali e cittadini attivi.
    Per questo abbiamo presentato Osservazioni puntuali.
    Evidenziando alcune carenze nella fase di analisi, abbiamo chiesto l'aggiunta di un capitolo dedicato all'inquinamento atmosferico causato dal traffico nonchè l'implementazione di alcune previsioni urbanistiche che potrebbero modificare configurazioni stradali e modificare numericamente le percorrenze.
    Tra gli obiettivi e gli strumenti, serve poi porsi in una logica d'interlocuzione con le aziende del territorio e le scuole per promuovere forme di mobilità sostenibile e calibrare gli spazi a parcheggio a loro servizio.
    Per la fase propositiva e progettuale, abbiamo identificato possibili percorsi ciclabili e pedonali in addizione a quelli presi in considerazione dal PGTU nonchè la necessità dell'implementazione, in tempi non più procrastinabili, della Velostazione presso la fermata FNM di Meda.
    Suggerimenti anche per migliorare il Trasporto Pubblico.
    Serve inoltre l'implementazione di più azioni previste già nella prima fase d'attuazione e la definizione di un Rapporto di Valutazione sulle azioni intraprese e sulle opere realizzate.

    Sotto, le osservazioni di Sinistra e Ambiente e di un gruppo di cittadini attivi di Meda

    domenica 24 settembre 2017

    VARIANTE AL PTCP DELLA PROVINCIA DI MB: QUANDO LE SEMPLIFICAZIONI PREOCCUPANO GLI AMBIENTALISTI


    Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB (di cui Sinistra e Ambiente è parte) continua con attenzione ad occuparsi dell'argomento CONSUMO DI SUOLO nella Provincia di MB ed è intervenuto con le sue valutazioni e con una serie di osservazioni per cercare di migliorare la Variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della Provincia di Monza e Brianza.
    Una variante che il coordinamento ambientalista non condivide per alcuni aspetti.

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    Variante al PTCP della Provincia di Monza e Brianza: 
    semplificare aiuta a consumare suolo

    https://photos.google.com/share/AF1QipMZ7Qh_4Mjfi79kbeDbCcbmeOHciETCTl1vtOgdQPosRNirXjBHAQPz631TiI0vCg?key=NUFpbDY3TjgxQlhISmNPV1hYT3Rvc0daX3g5MmN3

    Esclusioni, scorciatoie e decisioni concentrate nelle mani del solo Presidente.
    Con le modifiche proposte alle norme del piano si rischia di indebolire le tutele 
    e di disattendere l’obiettivo di limitare il consumo di suolo.

    Dopo le osservazioni presentate a luglio in occasione dell’adeguamento del Piano Territoriale Regionale il coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP di MB ha protocollato lo scorso 15 settembre le osservazioni alla variante normativa al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della Provincia di Monza e Brianza.
    Ecco una sintesi dei contenuti delle osservazioni inoltrate con l’intento di perfezionare il nuovo testo normativo, adottato con DCP n. 15 del 31 maggio 2017.

    Secondo la Provincia di MB e gli uffici proponenti, la variante dovrebbe semplificare alcune procedure del piano, in particolare nei casi d’intesa per le aree ricadenti in Ambiti d’Interesse Provinciale (AIP) o in Rete Verde.
    In realtà le modifiche introdotte indeboliscono di fatto i livelli di tutela previsti nella classificazione delle aree e aumentano il rischio di consumo di suolo invece di contenerlo.
    Nel dettaglio le osservazioni proposte dal Coordinamento ambientalista puntano, in primo luogo, a mantenere le tutele esistenti sui corridoi ecologici (che non devono essere in nessun caso ridotti o interrotti), sugli elementi geomorfologici e sui Parchi Locali di Interesse Comunale (PLIS).
    Per questi ultimi ogni modifica deve essere vietata a meno che non si tratti di ampliamenti.

    In più si ribadisce che è importante che le richieste di variante siano di competenza del Consiglio Provinciale e discusse con possibilità di presentare osservazioni.
    Con la variante invece tutto il potere decisionale sarebbe in mano al solo Presidente.

    Così come è opportuno che le richieste d’intesa avanzate dai comuni vengano formulate con Delibera di Consiglio Comunale al fine di rendere edotti e consapevoli tutti i livelli Istituzionali e non tramite la sola iniziativa del Sindaco e della sua Giunta.
    Non sono inoltre accettabili esclusioni al confronto (tramite il passaggio facilitato da variante ordinaria a semplificata) per quei casi genericamente liquidati come errori materiali, modifiche su aree di completamento o interventi di piccola entità.
    E’ fondamentale riconoscere come suolo consumato solo quello collegato a piani attuativi approvati e vigenti a tutti gli effetti di legge e non considerare ormai perse le aree interessate da piani semplicemente adottati.

    Coordinamento OSSERVATORIO PTCP di MB
    SALVIAMO IL PAESAGGIO

    Sotto il testo delle osservazioni protocollate.