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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

mercoledì 1 aprile 2020

TRATTA B2 DI PEDEMONTANA: PRONTO IL PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA REVISIONATO, MA ANCORA NULLA VIENE COMUNICATO

E' passato del tempo da quando l' 11-10-2019 è stato emanato e successivamente pubblicato sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia (BURL) il Decreto 14639 della Direzione di Settore (DDS) Struttura Bonifiche avente oggetto l'ADOZIONE DELLA DETERMINAZIONE DI CONCLUSIONE POSITIVA DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI DECISORIA del 17-9-2019 riguardante il Progetto Operativo di Bonifica elaborato da Autostrada Pedemontana Lombarda.
Il citato Decreto Regionale ha formalizzato i contenuti della Conferenza dei Servizi del 17-9-019 disponendo che "tutte le osservazioni e prescrizioni impartite dalle Amministrazioni presenti in Conferenza di Servizi, per quanto non modificate e/o integrate dalla determinazione di conclusione della stessa ed evidenziate nei punti precedenti dovranno essere recepite dalla Società Autostrada Pedemontana Lombarda, attraverso la presentazione di un documento di aggiornamento del Progetto Operativo di Bonifica (P.O.B.) che sarà oggetto di valutazione da parte delle Amministrazioni interessate circa la congruità delle prescrizioni impartite; le eventuali difformità a quanto prescritto e approvato potranno eventualmente essere oggetto di una nuova indizione di Conferenza di Servizi".
I gruppi di Sinistra e Ambiente di Meda e il circolo Legambiente "Laura Conti" di Seveso hanno pertanto chiesto al Consigliere Regionale dell'M5S Marco Fumagalli, sempre disponibile a fornirci supporto, di verificare se nel frattempo sia stata elaborata un'integrazione al Progetto Operativo di Bonifica, così come previsto nel Decreto Regionale 14639.
L'accesso agli atti ci ha reso edotti che il Progetto Operativo di Bonifica Revisionato è già stato elaborato ed è stato acquisito ai protocolli degli Enti e delle Amministrazioni interessate sin dal 20 dicembre 2019.
Alcuni enti (ARPA, Provincia di Monza e Brianza, Comune di Cesano Maderno) si sono già espressi "prendendo atto dei riscontri alle prescrizioni".
Successivamente – per la precisione, il 12-3-2020 - la Direzione Generale Ambiente, Clima e Bonifiche di Regione Lombardia ha trasmesso la sua nota ad APL, CAL, ARPA, ATS, Provincia di MB, Comuni di Barlassina, Meda, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago, Desio, Parco Reg. Bosco delle Querce e altri uffici regionali.
Nella nota degli uffici di Regione Lombardia, si certifica che il Decreto regionale 14639 non necessita di modifiche e integrazioni.
Nei fatti risulta dunque pressochè chiusa la fase di elaborazione del Progetto Operativo di Bonifica, fatto salvo l’adeguamento delle garanzie finanziarie, in riferimento all’aggiornamento del quadro economico del progetto connesso ad un aggiustamento del quadro economico (spesa stimata per il POB salita ora a circa 10,2 milioni di euro).
L'accesso agli atti in Regione Lombardia non ci ha consentito di avere, al momento, disponibilità del Progetto Operativo di Bonifica Revisionato.
Il progetto è protocollato e depositato in formato cartaceo e CD presso gli uffici regionali e dei Comuni ma non è accessibile in Regione poichè "stante le disposizioni impartite dal Segretario generale della Giunta regionale in merito alle modalità organizzative straordinarie legate all’emergenza Covid-19, non risulta al momento possibile accedere da parte del dirigenti e funzionari della Struttura Bonifiche agli uffici per effettuare la copia del progetto richiesto e dei relativi allegati".
Sinistra e Ambiente di Meda e il Circolo Legambiente "Laura Conti" di  Seveso hanno nel frattempo provveduto ad avanzare richiesta di accesso agli atti presso i Comuni di Seveso e Cesano Maderno auspicando tempi più celeri per ottenerne copia.
Non ci attendiamo comunque grossi cambiamenti poichè l'elaborato non può che aver recepito e implementato le parziali accettazioni delle richieste, per noi timide e insufficienti, che i Comuni interessati hanno avanzato in Conferenza dei Servizi e le più puntuali prescrizioni della Provincia e di ATS. (Ne avevamo scritto in:  DECRETO REGIONALE E DOCUMENTAZIONE DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI SUL PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA DI PEDEMONTANA) .
Sui contenuti del Progetto Operativo di Bonifica s'erano insieme espressi  Sinistra e Ambiente di Meda, il Circolo "Laura Conti" di Legambiente Seveso, Legambiente Lombardia e il Dr. Edoardo Bai dell'Associazione Medici per l’Ambiente - ISDE e Comitato Scientifico di Legambiente Lombardia, presentando ai Comuni una serie di dettagliate osservazioni congiunte, purtroppo non valutate con la dovuta attenzione. (vedi: PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA DI PEDEMONTANA: GLI AMBIENTALISTI SCRIVONO AI SINDACI).
Sembra che le istituzioni locali si siano accontentate di un Progetto Operativo di Bonifica dettato principalmente da esigenze di "risparmio". Rammarica poi constatare il loro adeguarsi alla modalità opaca con cui Regione Lombardia fa procedere l'iter di Pedemontana, comprensivo del Progetto Operativo di Bonifica, non sentendosi in dovere di tenere costantemente informata la cittadinanza sui contenuti di questa importante procedura che si concretizzerà, pesando sulla vita quotidiana e probabilmente anche sulla nostra salute, qualora APL trovasse i fondi per il completamento dell'inutile e impattante autostrada.
Intanto, all'oggi, sula pagina dedicata del Comune di Seveso (vedi sotto) solo titoli ma .... nessun documento e anche altrove, sui siti di comunicazione ufficiali, il nulla.

Sinistra e Ambiente Meda e Circolo Legambiente Seveso "Laura Conti" 


I documenti richiamati nel comunicato





martedì 31 marzo 2020

PER I GRUPPI AMBIENTALISTI, A MARIANO NESSUNA TANGENZIALE DEVE DETURPARE IL PARCO GROANE-BRUGHIERA

L'area prossima a Cascina Belvedere dove è previsto il passaggio della tangenziale
(foto di sfondo di Viaggiare in Brianza)
Prosegue l'azione dei gruppi ambientalisti del territorio (tra loro i medesi di Sinistra e Ambiente e di Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà) che si oppongono al progetto della tangenziale di Mariano Comense il cui tracciato passa nelle aree libere incluse nel Parco Regionale Groane-Brughiera.
E' una strada fortemente voluta dall'amministrazione a trazione leghista e contro la cui realizzazione auspichiamo cresca la contrarietà della gente.
I gruppi e le associazioni ambientaliste rilanciano con un comunicato contrario alla tangenziale nel Parco ove sono evidenziati i mancati interventi sulle criticità viabilistiche reali di Mariano e con una nota danno solidarietà a chi ha esposto uno striscione, su proprietà privata,  celermente fatto rimuovere dalla polizia locale con tanto di sanzione
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Mariano Comense, 30 marzo 2020

TANGENZIALE DI MARIANO

“NON RESTEREMO A GUARDARELA DISTRUZIONE DI UN PEZZO DEL PARCO
PER COSTRUIRE UNA STRADA INUTILE!”

Come gruppi e associazioni vogliamo ribadire la nostra contrarietà a questo progetto per le tante motivazioni già più volte espresse.
L’amministrazione di Mariano Comense insiste con una costante campagna mediatica per promuovere e far passare la bontà di questo progetto, considerandolo indispensabile per togliere traffico veicolare di passaggio dal centro cittadino riducendo l’inquinamento dell’aria.
Se non fosse tragica la situazione che Mariano si presta ad affrontare, sarebbe ridicolo anche solo pensare che costruire nuove strade diminuisca l’utilizzo e il passaggio delle auto e soprattutto che passando con una tangenziale in un Parco Regionale, si vuole tutelare l’ambiente!!!!!  
Ma c’è veramente qualcuno che ci crede?
E’ risaputo, anche negli ambiti accademici che studiano i fenomeni di urbanizzazione, che costruire nuove strade innesca anche un processo di incentivazione al traffico privato veicolare. Soprattutto in territori congestionati e altamente urbanizzati come i nostri, interventi come questo non portano automaticamente quel beneficio di “respiro” per la città che viene tanto sbandierato dai politici che amministrano il Comune di mariano. Certo, un bel “respiro”... però carico di polveri sottili PM 10!
Costruire nuove strade, senza intervenire sulla rete viaria esistente con interventi di manutenzione o con progetti per rendere i percorsi più fluidi e senza una concreta politica di investimento sul trasporto pubblico, è un vero e proprio sperpero di risorse pubbliche che invece DEVONO essere dirottate su altri capitoli di spesa delle Amministrazioni Comunali!
  • Perché non si vuole affrontare in modo strutturale il trasporto pubblico nei nostri comuni?
  • Come mai sul territorio di Mariano Comense passano diverse linee di bus della ASF Autolinee (C80, C81, C82 ...) utilizzate quasi esclusivamente dagli studenti mentre i cittadini non sono coinvolti in una campagna di promozione per utilizzare questi mezzi durante la settimana compreso la domenica per spostarsi anche verso gli altri comuni?
  • Come mai non si attiva un serio progetto per incentivare l’utilizzo di altre forme di trasporto eco-sostenibile per esempio partendo dalla messa in sicurezza delle vie cittadine per promuovere l’utilizzo della bicicletta con spazi di parcheggio protetti ecc..?
  • Come mai il progetto per mettere in sicurezza il collegamento tra la stazione ferroviaria di Mariano Comense e il plesso scolastico dell’Istituto Jean Monnet, è ancora solo lettera morta in uno sperduto documento del PGT di Mariano? Perché, invece di “sperperare” milioni di euro in una tangenziale inutile, non viene attivato nessun finanziamento per opere come questa che veramente potrebbero risolvere i problemi di congestionamento da traffico nella città, incentivando anche l’utilizzo dei mezzi pubblici o una mobilità dolce?
  • Come mai gli Amministratori non si attivano con le Ferrovie Nord Milano per ridurre i tempi di chiusura dei passaggi a livello cittadini che generano grossi disagi e inquinamento dell’aria?
  • Come mai si sceglie di mantenere il passaggio del traffico in paese costruendo una nuova strada e non si studia invece a livello intercomunale una soluzione per adeguare e sfruttare meglio le potenzialità trasportistiche della Novedratese con interventi migliorativi sul tracciato che si trova poco più a nord?
Sono queste le domande a cui la scelta di costruire una tangenziale in un Parco Regionale non dà alcuna risposta!!!

Chiediamo inoltre all’ente Parco Regionale delle Groane e della Brughiera Briantea una urgente, esplicita e pubblica presa di posizione su questo progetto insensato che investe una porzione del Parco Regionale di grande valore ambientale e a ridosso del nucleo rurale della Cascina Belvedere. Un progetto che prevede un nuovo ponte sulla Roggia Vecchia e uno sul torrente Terrò quando invece i corsi d’acqua dovrebbero essere lasciati liberi da costruzioni che possono modificarne le condizioni di scorrimento durante i fenomeni temporaleschi e alluvionali a cui negli ultimi anni siamo soggetti.
Sempre al Parco (ma anche agli amministratori di Mariano Comense) facciamo presente che il progetto di tangenziale impatta in modo devastante anche con il sentiero storico della Meda - Montorfano; lungo tale sentiero recentemente è stata completata dal Parco la nuova cartellonistica che individua a Mariano un nuovo percorso dello stesso (dopo il tratto che passa davanti alla Cascina Belvedere) proprio per evitare di attraversare la Novedratese al ponte del Lottolo, punto molto pericoloso. Trovato un sistema per permettere ai cittadini di godersi in sicurezza i nostri magnifici luoghi della Brughiera, ci ritroviamo subito dopo a dover contrastare un nuovo e devastante progetto stradale nel Parco.... sembra che al peggio non ci sia mai fine!
Una decisione amministrativa come questa dimostra grande disprezzo per gli ultimi ambiti a verde rimasti e di recente inserimento in un Parco Regionale il quale deve essere difeso e tutelato nella sua unicità territoriale e non compromesso da inutili interventi che consumano ancora suolo.

Parlano tutti di voler “rivalutare la cultura locale della Brianza storica”, ma nel concreto si lasciano crollare le bellissime cascine come la Belvedere e in più ci si passa davanti con una tangenziale di ipotizzata grande percorrenza senza il minimo rimorso.

E’ questa la “promozione dei luoghi naturali e della cultura locale della Brianza”?

NOI NON SIAMO D’ACCORDO! Pensiamo che siano altri i problemi seri da risolvere per la mobilità a Mariano Comense.

Le associazioni firmatarie:

Amici della Brughiera - Mariano
Circolo Arci Noerus - Como
Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” - Alzate Brianza
Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera
Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale
Comitato Stop al consumo di Territorio - Mariano
Circolo Legambiente di Cantù - Green Station
Circolo Legambiente Laura Conti - Seveso
Legambiente Seregno
Fridays for Future - Como
Fridays for Future - Desio
Gruppo naturalistico della Brianza - Canzo
Il Gambero - Capiago Intimiano

L’Ontano - Montorfano
Associazione Marianoduepuntozero
WWF Lombardia
WWF Insubria
Sinistra e Ambiente - Meda
Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà - Meda

Il tracciato della tangenziale
Venerdì 27-3-020 alcuni cittadini marianesi hanno esercitato il loro legittimo diritto di opinione esponendo, in una proprietà privata, uno striscione contro la realizzazione della tangenziale.
Dopo poco tempo, probabilmente a seguito di qualche segnalazione, la polizia locale giunta sul posto ha fatto rimuovere lo striscione e ha pesantemente sanzionato chi lo ha esposto.
Una reazione decisamente spropositata. 
Forse chi vuole la tangenziale ad ogni costo teme che il dissenso su questo progetto stradale possa dilagare in città. 

L'articolo da La Provincia
Il comunicato di solidarietà con i cittadini sanzionati per lo striscione

SOLIDARIETÀ A CHI ESPRIME CONTRARIETÀ ALL'ASFALTO NEL PARCO

In questi giorni abbiamo assistito ad una brutta vicenda che ha coinvolto dei cittadini di Mariano Comense che hanno manifestato il loro disaccordo rispetto alla volontà dell’amministrazione di realizzare la tangenziale esponendo, nella loro proprietà, uno striscione con la scritta “NO ALLA STRADA NEL PARCO”.
Non appena la notizia si è diffusa, è intervenuta la Polizia Locale, che ha fatto rimuovere lo striscione e sanzionato il responsabile.
Esprimiamo la nostra solidarietà ai cittadini che hanno voluto solo affermare il loro diritto di libertà di parola su un tema così importante come quello della tutela del verde all’interno di un Parco Regionale.

Le associazioni firmatarie:
Circolo Arci Noerus - Como, Amici della Brughiera - Mariano,
Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” - Alzate Brianza, 
Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, Comitato Stop al consumo di Territorio - Mariano,
Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale, Legambiente Seregno,
Circolo Legambiente di Cantù - Green Station, Circolo Legambiente Laura Conti - Seveso,
Fridays for Future - Como, Fridays for Future - Desio, Il Gambero - Capiago Intimiano,
Gruppo naturalistico della Brianza - Canzo, WWF Lombardia, WWF Insubria,
L’Ontano - Montorfano, Associazione Marianoduepuntozero,
Sinistra e Ambiente - Meda, Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà - Meda

Mariano Comense, 30 marzo 2020

domenica 22 marzo 2020

UN ARTICOLO E UNO STUDIO CHE IPOTIZZA CORRELAZIONI TRA ARIA PESSIMA E VELOCITÀ DI DIFFUSIONE DEI VIRUS


Anna Donati è persona competente che da anni si occupa di viabilità e tematiche ambientali. Con lei, come gruppi ambientalisti del territorio, abbiamo organizzato qualche anno fa anche un incontro pubblico raccontando dell'inutile e impattante autostrada Pedemontana.
Ci fa piacere dunque rilanciare questo suo articolo su "Sbilanciamoci" che riprende lo studio della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) che ha incrociato i dati sulle emissioni di PM10 e PM2,5 delle Agenzie Regionali per la protezione ambientale, con i casi di contagio riportati dalla Protezione Civile.
L'articolo con dati e riflessioni rende accessibile anche lo studio di SIMA.
Prendetevi del tempo, ora che ne abbiamo di più, e leggetelo tutto.




La pessima aria che alimenta il coronavirus
A livelli più alti di inquinamento atmosferico corrisponde una più larga diffusione del coronavirus: uno studio SIMA illustra l’ipotesi, dati sulla Pianura Padana alla mano. Ambiente e salute sono facce della stessa medaglia: un vero Green Deal per ripensare il nostro modello di sviluppo non è mai stato così urgente.
In questi giorni di emergenza coronavirus la priorità è salvare le persone contagiate in grave difficoltà respiratoria predisponendo strutture sanitarie adeguate, tutelare i lavoratori del sistema sanitario e dei servizi essenziali, mentre ognuno di noi restando a casa deve contribuire a ridurre l’espandersi del contagio.
Seguendo il dibattito pubblico e la comunicazione, molti esperti si interrogano sul fenomeno, sulle cause scatenanti, emergono studi che parlano di pandemia annunciata, di come la globalizzazione e il trasporto veloce di lunga distanza abbiano accelerato il contagio globale, facendoci trovare completamente impreparati. Si ragiona di nuovi farmaci e vaccini, di ricerca e lavoro, del rapporto antropocentrico uomo e animali da rivedere profondamente, sulla popolazione e il loro stato di salute, sui tagli alla sanità che mostrano gli effetti nefasti sui livelli di assistenza quando ben pochi tra istituzioni e politica si sono opposti. Si ragiona anche sulle diseguaglianze che contagio, assistenza, crisi economica e lavoro possono produrre ulteriormente sul sistema italiano, già così fortemente diseguale.
E si ragiona infine su come la riduzione della biodiversità e i mutamenti climatici abbiano alterato gli equilibri sul pianeta terra ormai abitato da 8 miliardi di persone, aumentando rischi e fragilità, come ben motivato nel rapporto WWF Italia “Pandemia, l’effetto boomerang della distruzione degli ecosistemi”.
È una dura lezione per tutti/e che costringe ad aggiornare l’agenda, rivalutare il ruolo della sanità pubblica, ripensare alle politiche di prevenzione per l’ambiente e la salute. Dove molte cose sul contagio coronavirus sono ancora da studiare, comprendere e mettere in correlazione per darci indicazioni motivate e rigorose sulle politiche per il futuro.
Polveri sottili come tappeto volante per il coronavirus nella Pianura Padana?
Un Position Paper pubblicato in questi giorni dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) redatto in collaborazione alle Università di Bari e di Bologna (scaricabile alla fine di questo articolo), ha esaminato i dati sulle emissioni di PM10 e PM2,5 delle Agenzie Regionali per la protezione ambientale, incrociandoli con i casi di contagio riportati dalla Protezione Civile. Il lavoro di ricerca – intitolato “Relazione circa l’effetto dell’inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione di virus nella popolazione” – è frutto di uno studio no-profit che vede insieme ricercatori ed esperti provenienti da diversi gruppi di ricerca italiani, ed è indirizzato in particolar modo ai decisori pubblici.
Lo Studio parte dal richiamare diverse ricerche scientifiche che descrivono il ruolo del particolato atmosferico come “carrier”, cioè come vettore di trasporto e diffusione per molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus. Questa è una teoria generale piuttosto consolidata per chi studia i problemi di emissioni inquinanti e qualità dell’aria.
Nello Studio si legge: “Il particolato atmosferico, oltre ad essere un carrier, costituisce un substrato che può permettere al virus di rimanere nell’aria in condizioni vitali per un certo tempo, nell’ordine di ore o giorni. Il tasso di inattivazione dei virus nel particolato atmosferico dipende dalle condizioni ambientali: mentre un aumento delle temperature e di radiazione solare influisce positivamente sulla velocità di inattivazione del virus, un’umidità relativa elevata può favorire un più elevato tasso diffusione del virus cioè di virulenza.”
Il rapporto tra concentrazioni di particolato atmosferico e diffusione dei virus era stato già indagato: nel 2010 si era visto che l’influenza aviaria poteva essere veicolata per lunghe distanze attraverso tempeste asiatiche di polveri che trasportavano il virus. I ricercatori avevano dimostrato che c’è una correlazione di tipo esponenziale tra le quantità di casi di infezione e le concentrazioni di polveri sottili. Nel 2016 era stata osservata una relazione tra la diffusione del virus respiratorio sinciziale umano nei bambini e le concentrazioni di particolato. Questo virus causa polmoniti nei bambini e viene veicolato attraverso il particolato in profondità nei polmoni e la velocità di diffusione del contagio è correlata alla concentrazione di PM10 e PM2,5.
Sulla base di questi studi pregressi i ricercatori italiani hanno esaminato i dati delle centraline di rilevamento attive sul territorio nazionale, registrando il numero di episodi di superamento dei limiti di legge del PM10 (50 microg/m3 di concentrazione media giornaliera) nelle province italiane. Parallelamente, sono stati analizzati i casi di contagio da COVID-19 riportati sul sito della Protezione Civile. Dall’analisi è emersa una relazione tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di PM10 registrati nel periodo tra il 10 e il 29 febbraio e il numero di casi infetti da COVID-19 aggiornati al 3 marzo, considerando quindi il tempo di incubazione del virus fino alla identificazione della infezione contratta dalle persone.
Secondo il Position Paper, nella Pianura Padana si sono osservate le curve di espansione dell’infezione che hanno mostrato accelerazioni anomale, in coincidenza, a distanza di due settimane, con le più elevate concentrazioni di particolato atmosferico, che hanno esercitato un’azione di “boost”, cioè di incremento alla diffusione virulenta dell’epidemia. Secondo i ricercatori, quindi, “le alte concentrazioni di polveri registrate nel mese di febbraio in Pianura Padana hanno prodotto un’accelerazione alla diffusione del Covid-19. L’effetto è più evidente in quelle province dove ci sono stati i primi focolai”.
 Ma sono gli stessi ricercatori, per voce del presidente della SIMA Alessandro Miani, a sottolineare che “in attesa del consolidarsi di evidenze a favore di questa ipotesi presentata nel nostro Position Paper, in ogni caso la concentrazione di polveri sottili potrebbe essere considerata un possibile indicatore o ‘marker’ indiretto della virulenza dell’epidemia da Covid-19. Inoltre, in base ai risultati dello studio in corso l’attuale distanza considerata di sicurezza potrebbe non essere sufficiente, soprattutto quando le concentrazioni di particolato atmosferico sono elevate”.
Il Position Paper chiude richiedendo alle istituzioni pubbliche misure restrittive per il contenimento dell’inquinamento, come azione di prevenzione a tutela della salute e dell’ambiente in cui viviamo.
Sembra evidente che questa ipotesi di correlazione andrà approfondita ed estesa sulla base di dati e indagini di lungo periodo, insieme a molte altre ricerche che andranno svolte su quanto sta accadendo a livello mondiale e locale con la pandemia da coronavirus, per fornire motivazioni e soluzioni alla crisi che stiamo vivendo.
Di certo già sappiamo che l’inquinamento dell’aria provoca numerosi morti premature in Europa, molto spesso nell’indifferenza generale, in particolare della comunicazione e delle istituzioni, come ci dice il “Rapporto sulla qualità dell’aria 2019” dell’Agenzia Europea per l’Ambiente. Secondo il Rapporto, il particolato fine PM2,5 da solo ha causato circa 412.000 decessi prematuri di persone in 41 paesi europei nel 2016, di cui circa 374.000 di questi decessi si sono verificati in Europa a 28.
L’Italia ha il valore più alto dell’Ue di decessi prematuri per biossido di azoto (NO2, 14.600 persone), seguita da Germania (11.900 persone) e Regno Unito (11.800 persone). E il nostro paese è primo anche per le conseguenze da esposizione all’ozono O3: 3.000 morti premature, contro 2.400 della Germania e 1.400 della Francia. Mentre per il PM2,5 è secondo con 58.600 morti premature, dopo la Germania che ne ha 59.600.
Rispetto ai dati degli anni precedenti vi sono segni di miglioramento, ma siamo ancora ben lontani da una tutela efficace della salute umana e questo ha enormi conseguenze sulla vita e il benessere delle persone, sui costi sociali, sanitari e ambientali di questo degrado.
Serve il Green Deal per sostenere lavoro e servizi
In questi giorni di #iorestoacasa come misura fondamentale per prevenire il contagio – che dobbiamo giustamente rispettare – il traffico veicolare è diminuito, così come sono stati ridotti i treni, il trasporto pubblico, il trasporto aereo e marittimo, e anche la mobilità a piedi, in bicicletta e scooters delle persone.
Il trasporto delle merci su strada (tanto) e su ferrovia (poco) prosegue le sue attività, ma ancora non sono stati resi noti i dati dei flussi: certamente anche questi, a causa della chiusura di molte attività, avranno subito una contrazione.
Ne consegue che, come abbiamo già visto in Cina, si riduce la congestione e l’incidentalità stradale, la qualità dell’aria migliora e anche le emissioni di C02 potrebbero momentaneamente ridursi. Già si affacciano i primi studi che indicano come si sono ridotti i flussi di traffico e i chilometri percorsi.
Voglio sottolineare che mobilità sostenibile non equivale a “stare fermi”, ma a muoversi con mezzi a basso o zero impatto, eliminando gli spostamenti inutili e dando la preferenza a soluzioni smart. Camminare, usare la bicicletta e la sharing mobility, utilizzare il treno, un autobus, scooters, auto e micromobilità elettrica, usare un veicolo commerciale elettrico per la consegna delle merci, affollare strade, piazze e spazi pubblici, è la visione per la città del futuro.
Di questi tempi lo smart working è diventato una realtà per lavorare da remoto per molti cittadini/e con Skype, Zoom, MTeams e altre piattaforme che funzionano davvero. Una soluzione innovativa che c’è da augurarsi prosegua anche dopo l’emergenza, eliminando gli spostamenti inutili. Certo, anche qui è apparso in tutta la sua evidenza il digital divide, avere o non avere una connessione wifi e un computer a casa, saper maneggiare le nuove tecnologie, avere l’alfabeto giusto per stare nella rete e in collegamento con il mondo, misurare l’efficienza della pubblica amministrazione e delle imprese. Basta guardare la giusta protesta di piccoli comuni, comunità montane e aree interne scarsamente connessi e quindi oggi in maggiore difficolta a garantire servizi e coesione sociale per la popolazione.
Un altro effetto dell’emergenza coronavirus è la crescita dell’e-commerce e delle consegne a casa mediante furgoni e riders, anche se da prime valutazioni sembrerebbe che non ci sia un boom delle consegne in bicicletta a causa della chiusura di molte attività (anche su questo vedremo i dati). Un sistema logistico per l’e-commerce che stava già crescendo vistosamente e che adesso è esploso, tant’è che se provate a ordinare online a Roma, in diverse catene di supermercati propongono consegne dopo una decina di giorni (esperienza personale). Del resto, per chi effettua le consegne in questo momento vi sono condizioni ottimali, con le strade liberate dal traffico e tutte le persone ferme a casa in attesa delle consegne – come mi ha fatto notare con un po’ di ironia un esperto di logistica.
Se in questo frangente è certamente una soluzione non dobbiamo dimenticare che c’è un intero sistema logistico che ha bisogno di regole serie, per imporre diritti dei lavoratori, per far pagare i costi esterni che questo traffico genera con i suoi impatti ambientali e sociali (che ci fanno credere siano gratis), per introdurre maggiore sicurezza e utilizzare veicoli elettrici.
Avrete anche notato che per rilanciare l’economia, causata dalla grave crisi dell’emergenza coronavirus che sarà purtroppo pesante, si ripropongono nel dibattito pubblico vecchie ricette che non hanno mai funzionato, come grandi opere, commissari straordinari, sospensione del codice appalti per fare presto. Misure che non hanno mai portato soluzioni efficaci, in genere hanno aumentato il debito pubblico, limitato ricerca e innovazione, quasi sempre portato a grandi inchieste della magistratura per corruzione.
C’è da augurarsi che questa non sia la strada che il Governo percorrerà nei prossimi decreti e diventi invece una opportunità reale per cambiare strada, anche snellendo le procedure se serve. È necessario puntare sui lavori legati al Green Deal, l’economia circolare, le rinnovabili, contro il dissesto e la rigenerazione del territorio, per la mobilità sostenibile e la decarbonizzazione dei trasporti. Un piano per il potenziamento di un efficace sistema sanitario pubblico, per potenziare ricerca, formazione e sistema scolastico, per rigenerare le città, riqualificare l’edilizia anche contro il pericolo sismico, per il risanamento dei siti inquinanti e la riconversione e innovazione industriale.
In questi tempi di pandemia in molti dicono che niente sarà come prima. Ma non diamo per scontato che possano emergere solo soluzioni smart, innovative, eque e sostenibili, perché il vecchio e l’inerzia del passato sono sempre in agguato. Quindi anche ora servono, idee innovative, impegno e confronto pubblico per le scelte del nostro Paese.
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mercoledì 11 marzo 2020

PETIZIONE PER AVERE MONZA NEL PARCO GRUGNOTORTO-VILLORESI-BRIANZA CENTRALE

Una petizione dei gruppi e delle associazioni del coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB (di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva) chiede che Monza concretizzi la sua adesione al Parco Locale di Interesse Sovraccomunale Grugnotorto-Villoresi-Brianza Centrale (GruBria).
Firma anche tu.

Per firmare, clicca sull'immagine o qui.

venerdì 6 marzo 2020

COMITATI LOCALI, GRUPPI AMBIENTALISTI E OSSERVATORIO PTCP DI MB CHIEDONO CHE MONZA CONCRETIZZI LA SUA ADESIONE AL PLIS GRUBRIA

Il 24-10-2016, Monza, con la deliberazione n° 77 approvata in Consiglio Comunale con 23 favorevoli, 1 contrario e 6 astenuti chiedeva l'entrata nel PLIS del Grugnotorto - Villoresi identificando con apposita cartografia allegata alla delibera, alcune aree libere da aggregare alla superficie del PLIS Grugnotorto - Villoresi.
Le aree monzesi aggregate nel 2016 al PLIS Grugnotorto-Villoresi
Per Monza veniva anche definita e attribuita la quota annuale di adesione.
La decisione veniva poi avallata dalla Provincia di MB in data 9 marzo 2017.
A distanza di tre anni, il PLIS Grugnotorto-Villoresi si è accorpato con il PLIS Brianza Centrale dando origine al nuovo PLIS GruBria.
Purtroppo, nel frattempo, Monza non ha mai versato al Plis Grugnotorto-Villoresi le quote annuali  previste.
Anche il percorso che ha portato alla nascita del GruBria non è stato seguito e ne tantomeno partecipato dall'attuale amministrazione di Monza, e la passata adesione è rimasta inapplicata e sospesa.
Per questo, i comitati cittadini, i gruppi e le associazioni ambientaliste della Provincia monzese e del Coordinamento Osservatorio PTCP di MB con un comunicato chiedono che l'amministrazione monzese concretizzi quanto prima l'adesione e la partecipazione nel PLIS GruBria.
Tra i firmatari, sono presenti anche SINISTRA E AMBIENTE e IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ di Meda che condividono e auspicano un'azione collegiale per inserire le aree monzesi nel GruBria, ricordando inoltre che anche all'amministrazione medese è stata avanzata una richiesta di aggregazione di superfici libere di Meda Sud e di adesione al Plis.

Il comunicato:

La petizione da firmare:

PETIZIONE PER AVERE MONZA NEL PARCO GRUGNOTORTO-VILLORESI-BRIANZA CENTRALE

Rassegna stampa






sabato 29 febbraio 2020

MARIANO COMENSE: INSIEME, SERVE FERMARE L'ASFALTO NEL PARCO REGIONALE GROANE-BRUGHIERA

La neonata tutela sulla Brughiera, concretizzatasi con la L.R 39 del 28-12-2017 con l'accorpamento al Parco Regionale Groane di una parte delle aree verdi e boscate (escluse quelle di comuni di Alzate Brianza, Brenna, Capiago Intimiano, Casnate con Bernate, Como, Lipomo, Montorfano, Orsenigo, Senna Comasco e Tavernerio che si sono chiamati fuori non aderendo) comincia a subire i primi attacchi alla sua integrità ambientale.
Il Comune di Mariano, guidato dalla giunta  di Giovanni Alberti (Lega+FdI+Forza Italia) sta perseguendo con ostinazione il progetto di una strada ad uso di tangenziale il cui tracciato ad ovest entrerebbe nelle aree verdi e boscate del Parco Regionale Groane - Brughiera.
Roboanti in merito le affermazioni sulla stampa del sindaco marianese che considera questa sia una soluzione per portare il traffico fuori dall'abitato sia un'opera utile a .... "riqualificare il Parco".
L'amministrazione marianese ha già affidato la progettazione ancora in fase di stesura e in questi giorni, con il primo incontro, ha illustrato le sue volontà anche all'Ente Parco Groane-Brughiera che sarà il principale soggetto dell'iter autorizzativo.
I gruppi e le associazioni ambientaliste del territorio - compresa Sinistra e Ambiente che è parte del Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera hanno già dato alla stampa un primo comunicato che esprime un parere negarivo e l'opposizione al progetto.
In questa difficile partita, serve costruire unità d'intenti, senza primogeniture o smanie di protagonismo, per una complessa battaglia a difesa dell'ambiente.
Serve ampliare il fronte dei contrari, gestendo collegialmente iniziative e momenti mediatici prossimi a venire, coinvolgendo la cittadinanza.

Il tracciato della tangezialina di Mariano

Il primo comunicato di una serie di gruppi ambientalisti del territorio:


LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE DICONO DI NO 
ALLA TANGENZIALINA OVEST DI MARIANO COMENSE.
MARIANO MERITA DI MEGLIO E CHIEDE LA SOLUZIONE 
DEI PROBLEMI DI VIABILITA’ URBANA 
SENZA SACRIFICARE IL PARCO REGIONALE GROANE - BRUGHIERA.
Non sono ancora passati due anni dalla costituzione del parco Regionale delle Groane e Brughiera che Mariano Comense già conferma di volerne tagliare un pezzo! L’amministrazione di Mariano è intenzionata a costruire una nuova strada che andrà ad intaccare pesantemente le aree verdi del parco.
La “Strada del parco”, di cui è stato anticipato il tracciato di 5 km da via per Cabiate, passando dal Cimitero e da Via Sant’Agostino raggiungerà da Via Cattabrega la Novedratese, passando nelle aree verdi del Parco senza alcun rispetto è stata “battezzata” dal Sindaco Alberti al quale è stata attribuita l'incredibile e insensata dichiarazione: IN ACCORDO CON IL PARCO DELLE GROANE SI CHIAMERA' "STRADA DEL PARCO"!
Addirittura? Non possiamo però pensare ad uno scherzo, essendo certi che il Parco delle Groane e della Brughiera non abbiano mai avallato questa "scelta".
Realizzare nuove strade, ormai lo sappiamo, è il modo più semplice per creare traffico. Pensare di risolvere un problema di viabilità sovraccomunale e provinciale, con ripercussioni nell'attraversamento urbano di Mariano, è il risultato di una visione miope che non riesce ad affrontare i reali problemi della mobilità urbana di Mariano, a partire da quelli relativi ai plessi scolastici. Sacrificare aree di pregio paesaggistico e ambientale del Parco Regionale delle Groane e della Brughiera è una scelta doppiamente incoerente per un comune che ha tutelato con passione il suo territorio ed è riuscito ad ottenere il Parco dopo un'attesa di oltre trent'anni. Avere poi il coraggio di chiamarla con lo spregevole ossimoro "Strada del Parco" qualcosa di inaudito!
Mariano non ha bisogno di altre strade. Quelle che ci sono hanno bisogno di una manutenzione straordinaria, che da troppo tempo non viene effettuata; una strada non manutenuta è causa di “traffico”, rallentamenti, con emissioni di inquinanti concentrate, e incidenti.
Mariano ha gravi problemi di viabilità urbana: si deve risolvere il problema dei passaggi a livello che sono causa di interminabili code; code che generano anch’esse gravi problemi per la qualità dell’aria della Città.
Mariano ha un gravissimo problema legato agli attraversamenti, anche della provinciale, degli studenti del Jean Monnet. E’ necessario e urgente progettare un percorso protetto parallelo alla ferrovia dalla stazione all’Istituto, anche con un sottopassaggio della provinciale. Un intervento semplice e poco costoso ma effettivamente risolutivo di questo problema.
E invece si vorrebbero spendere milioni di euro per una strada inutile in quanto non risolverebbe alcun problema di mobilità, anzi creerebbe ulteriore traffico ma con la devastazione del Parco delle Groane e della Brughiera: uno scempio che i cittadini di Mariano e della Brianza tutta non possono permettersi.
E’ nostra intenzione organizzare nel mese di marzo un primo incontro pubblico sull’argomento al quale invitiamo a partecipare tutti i cittadini e tutti gli amanti della Brughiera.
Mariano 22.02.2020

Comitato Parco Groane-Brughiera
(composto da Gruppo Naturalistico della Brianza, l'Ontano di Montorfano, Sinistra e Ambiente di Meda, Lavori in corso di Cantù, La Puska di Lentate S/S, WWF, Brianza Domani di Meda)
Amici della Brughiera di Mariano
Fridays for Future Como
Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” Alzate Brianza


martedì 18 febbraio 2020

ACCORDO A2A-AEB: PER UN'ALTRA SEREGNO, SINISTRA PER DESIO, SINISTRA E AMBIENTE e IMPULSI DI MEDA, IL PRC DI MUGGIO' E NOVA MILANESE , DICONO LA LORO

E' ormai di domino pubblico l'accordo di PARTNERSHIP INDUSTRIALE  tra A2A e la soc. AEB (Ambiente Energia Brianza).
Il 27-01-020, un comunicato congiunto delle due aziende ne ha definito i contorni. (vedi qui).
AEB è una società partecipata con quote di una serie di Comuni della Brianza (quota maggioritaria con il 54,6 % di Seregno mentre Meda detiene il 2,28%) una società a capitale pubblico che si occupa di offrire una serie di servizi al territorio e che nel vicino futuro, con l'accordo con A2A, avrà con ogni probabilità prospettive e configurazioni differenti.

La composizione di AEB
A2A è una multiutility con 12.000 dipendenti strutturata come Società per azioni, con quote azionarie così suddivise:
25% al Comune di Brescia, 25% al Comune di Milano, 49,2% di azionisti privati/mercato e 0,8% di A2A S.p.A. (azioni proprie).
Alcuni gruppi (Per un’Altra Seregno a Sinistra, Sinistra per Desio, Sinistra e Ambiente  e Impulsi di Meda e il PRC di Muggiò e di Nova Milanese) presenti nei Comuni soci di AEB, si sono ritrovati per un approfondimento ed un confronto e hanno stilato sull'argomento un comunicato congiunto inoltrato anche alla stampa.


La rassegna stampa:


lunedì 3 febbraio 2020

A MEDA, SUL VERDE URBANO, IL GRUPPO IMPULSI CHIEDE UNA STRATEGIA D'AZIONE


Dopo la mozione del 15-12-2016 che chiedeva lastesura di un Regolamento del Verde, allora presentata da Sinistra e Ambiente e approvata dal Consiglio Comunale ma purtroppo rimasta inapplicata, il 30-1-2020 l’assise consiliare ha nuovamente discusso e approvato una mozione degli attuali gruppi di minoranza. Un testo alla cui stesura ha dato un contributo anche il gruppo di Sinistra e Ambiente, pur se esterno al Consiglio comunale.
Nel comunicare il voto favorevole della maggioranza, il sindaco ha parlato di un affidamento di un incarico esterno per elaborare una proposta di regolamento, senza però indicare alcuna tempistica certa. Verificheremo se questa volta l’impegno sarà o meno mantenuto.

Il gruppo di IMPULSI - SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ ha sull'argomento elaborato un suo contributo centrato sulla necessità che un Regolamento del Verde Urbano vada accompagnato con l'applicazione di tutto quanto previsto nella legge 14 gennaio 2013, n.10, intitolata Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani.



VERDE URBANO A MEDA: SERVE UNA STRATEGIA

Nell'affrontare il tema della tutela e dello sviluppo del verde urbano il gruppo di Impulsi-Sostenibilità e Solidarietà ha posto recentemente l'attenzione sulla necessità che sul nostro territorio fortemente urbanizzato (con una densità abitativa di 2824 abitanti per kmq e un consumo di suolo pari al 52%) si rispettino gli obblighi e le enunciazioni che la legge 14 gennaio 2013, n.10, intitolata Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani impone, seppur senza sanzioni, ai comuni con più di 15000 abitanti, Meda compresa.
Sinora a Meda, invece di dare piena rispondenza alla menzionata legge, si preferisce percorrere soluzioni improvvisate quali quelle che hanno portato nello scorso novembre alla decisione di far tagliare una dozzina di pini in buone condizioni lungo la via Trieste e in via Cialdini, angolo via Tiziano.
Il tutto senza nemmeno un parere tecnico qualificato.
Anche la successiva piantumazione con alberi giovani non ha certo compensato il danno causato dall’abbattimento di alberi adulti. Il taglio è stato generalmente ritenuto eccessivo e privo di adeguate informazioni alla cittadinanza e ha indotto le minoranze, presenti in Consiglio comunale, a protocollare una mozione che, riprendendo quella presentata da Sinistra e Ambiente, purtroppo rimasta inapplicata anche se approvata il 15-12-2016 dal Consiglio Comunale, impegni il sindaco e la giunta alla stesura di un regolamento del verde pubblico e privato.
Il 30 gennaio 2020 la nuova mozione è stata condivisa e votata all'unanimità, senza però definire una data certa d'avvio della procedura.
Noi riteniamo che, per quanto indispensabile, il regolamento del verde rappresenti, come piano delle regole, solo una parte, sicuramente la più delicata per via delle questioni disciplinari e prescrittive che richiedono equilibrio ed intelligenza, di una strategia che prevede altri dispositivi per una corretta progettazione e per una gestione sostenibile ambientalmente, economicamente e socialmente del verde urbano.
Questi ulteriori strumenti, non alternativi ma complementari, individuati dal Comitato per lo Sviluppo del verde pubblico, istituito ai sensi dell’art. 3 della legge per monitorarne l'applicazione e promuoverne l'attuazione, sono: il Censimento del Verde, strumento conoscitivo essenziale per il bilancio arboreo (art.2), per la programmazione dei servizi, per la progettazione e per la stima degli investimenti economici.
Il Sistema Informativo del Verde, strumento volontario per la gestione informatizzata dei dati inventariati e il Piano Comunale del Verde che è lo strumento che, oltre a disegnare una visione strategica dell’assetto naturale della città, definisce i principi e fissa i criteri d’indirizzo per la realizzazione di aree verdi pubbliche nell’arco della futura pianificazione urbanistica generale (art. 6, comma 1 lettera e della Legge 10/2013). E' evidente a questo punto che a tutti i soggetti direttamente coinvolti, come il municipio, e a quelli che si sentissero chiamati in causa, come i gruppi d’interesse locali e i cittadini attivi sull’ambiente, sarà chiesto uno sforzo anzitutto nell'approccio che non potrà non prescindere dalla prospettiva, dagli obiettivi e dalla metodologia delineati dalla strategia.   
In secondo luogo nello stanziamento di risorse che a regime dovrà auspicabilmente essere pari al 3% del bilancio ordinario comunale.
Per far sì che i costi d'avvio si evolvano in investimenti produttivi (affermazione verificata e avvalorata in numerose pubblicazioni e convegni scientifici), occorrerà inevitabilmente investire nelle persone; in tutte quelle attente e interessate all'ambiente e più in generale alla collettività e disposte a collaborare e a essere utili.
All'amministrazione il compito di individuare le più preparate professionalmente e quindi a separare, a nostro avviso, l'ufficio ecologia/ambiente dall’Area Infrastrutture e Gestione del Territorio da cui oggi dipende, nominando, se le condizioni di legge lo permettessero, un responsabile del servizio verde che abbia competenze tecniche in materia (un dottore agronomo o forestale) o se ciò non fosse attualmente possibile, in attesa di pubblicare il bando, si formino uno o più tecnici del verde tra coloro che si proponessero per il ruolo.
Perché la sfida sia accettabile e i risultati attesi alla portata, sarà importante ricercare la collaborazione del Comitato per lo Sviluppo che per legge deve supportare i comuni; si utilizzi la comunicazione per sensibilizzare i cittadini mediante azioni mirate e differenziate a seconda dei soggetti.
Decisivo sarà il loro attivo coinvolgimento, come pure delle scuole, dei gruppi, delle associazioni, dell'ente parco Groane-Brughiera nella gestione e valorizzazione partecipata di questo importante bene comune.
Ci auguriamo che si giunga al prossimo 21 novembre, Giornata Nazionale degli Alberi, senza altri inutili e dannosi tagli affinché possa anche a Meda essere celebrata con un effettiva e concreta volontà di tutela e con azioni reali che accrescano e proteggano il nostro patrimonio arboreo.
Esistono dunque opportunità innovative che andrebbero colte e applicate anche se sinora a Meda, continua a mancare, tanto nelle discussioni che nelle decisioni, la consapevolezza dell'importanza di una politica ambientale pubblica non separata da quelle di controllo dello sviluppo economico.

Meda 3-2-2020

Per il gruppo di IMPULSI – SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ

I portavoce
Gianluigi Cambiaghi
Alberto Colombo

venerdì 17 gennaio 2020

L'OSSERVATORIO PTCP CHIEDE UNA LEGGE NAZIONALE CHE FERMI IL CONSUMO DI SUOLO E ATTI CONCRETI ALLA PROVINCIA DI MB E AI COMUNI


Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB (di cui Sinistra e Ambiente è parte) ha scritto alla Provincia di Monza e Brianza e diffuso un comunicato stampa per chiedere interventi istituzionali che sollecitino l'approvazione della legge nazionale sul consumo di suolo e azioni degli amministratori più incisive.

La lettera alla Prov di MB:

Proposta di mozione per sollecitare l'approvazione della 
LEGGE NAZIONALE SUL CONSUMO DI SUOLO

Alla C.A. 
Presidente della Provincia di Monza e Brianza
Consigliere delegato alla Pianificazione del Territorio
Consigliere delegato all'Ambiente 
Settore Territorio della Provincia di Monza e Brianza
Servizio Pianificazione e politiche territoriali

Considerata la riconosciuta emergenza collegata all'elevato livello di consumo di suolo della nostra provincia e le relative conseguenze in termini di salute, vivibilità e degrado ambientale, il  coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP Monza e Brianza, a nome del  Forum Salviamo il Paesaggio (Rete civica nazionale formata da oltre 1.000 organizzazioni e decine di migliaia di singoli aderenti individuali), ha proposto a tutti i Consigli Comunali una MOZIONE per sollecitare il Parlamento alla rapida ripresa del dibattito di approvazione del DDL a contrasto del consumo di suolo.
Chiediamo all'Amministrazione Provinciale, che da tempo ha avviato la variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale nell'ottica della riduzione del consumo di suolo, di valutare l'approvazione di tale testo e di avviare concrete azioni per il raggiungimento degli obiettivi dichiarati.

In attesa di cortese riscontro, l'occasione è gradita per porgere 
Cordiali Saluti.

Coordinamento ambientalista  OSSERVATORIO PTCP Monza e Brianza

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Il Comunicato stampa -


La Brianza non può aspettare: 
fermare da subito il consumo di suolo, con o senza una legge nazionale 

E' interesse dei nostri cittadini e del nostro territorio che i comuni mettano in atto azioni ed iniziative a sostegno della proposta di legge nazionale per l’arresto del consumo di suolo e per il riuso dei suoli urbanizzati.
Questo in sintesi il contenuto della proposta di mozione che il coordinamento ambientalista  OSSERVATORIO PTCP Monza e Brianza ha inviato  a tutti i Sindaci e Assessori all’urbanistica e all’ambiente dei comuni della provincia di Monza e Brianza nei giorni scorsi. 
L’iniziativa, attivata a nome del  Forum  Salviamo il Paesaggio, una Rete civica nazionale formata da oltre 1.000 organizzazioni e decine di migliaia di singoli aderenti individuali, vuole sollecitare i consigli comunali della provincia più urbanizzata d’Italia affinché riconoscano l’emergenza collegata all'elevato livello di consumo di suolo e le relative conseguenze in termini di salute, vivibilità e degrado ambientale.
E' fondamentale comprendere cosa sia realmente il consumo di suolo e quali siano gli effetti dell’impermeabilizzazione delle aree libere. Si tratta di costi sociali e ambientali in continuo aumento:  è un errore credere di fermare il fenomeno semplicemente riducendo parte delle sovradimensionate previsioni urbanistiche dei Piani di Governo del Territorio. Così facendo non si arresta il degrado che, seppur rallentato, avanza inesorabilmente verso una situazione già compromessa.   
E’ opportuno invece che i comuni, anche in assenza di questa legge, adottino da subito  scelte coerenti inserendo negli indirizzi politico-programmatici le finalità, gli obiettivi e le disposizioni contenute nella proposta di legge presentata dal Forum Salviamo il Paesaggio (il  Disegno di Legge  AS 164, in discussione al Senato, Commissioni congiunte Agricoltura e Ambiente).
La mancanza di una norma nazionale non è più accettabile. Confidiamo nella presentazione e nell’approvazione della mozione da parte dei comuni che si dimostreranno più attenti al problema. Ma soprattutto  confidiamo nei comuni che hanno riconosciuto e dichiarato l’emergenza climatica e in una loro azione coerente con gli intenti dichiarati.
Chiederemo inoltre alla Provincia, che da tempo ha avviato la variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale nell'ottica della riduzione del consumo di suolo, cosa è stato concretamente fatto per questo obiettivo. Al momento non ci risulta nulla.
Cordiali Saluti.

17-1-020

Coordinamento ambientalista  OSSERVATORIO PTCP Monza e Brianza

Sulla stampa: