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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

mercoledì 20 giugno 2018

SINISTRA E AMBIENTE DI MEDA E LEGAMBIENTE DI SEVESO HANNO INCONTRATO LA FLA SULLO STUDIO DI RISCHIO DA ESPOSIZIONE A DIOSSINA



Il 7 maggio 018 il gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda e il Circolo "Laura Conti" di Legambiente di Seveso hanno congiuntamente ed unitariamente chiesto informazioni e aggiornamenti alla Fondazione Lombardia per l'Ambiente (FLA) circa l'indagine di valutazione di rischio da esposizione alla diossina residua dell'incidente ICMESA di cui era stata incaricata la FLA ai sensi della DGR X/5268.
A seguito della disponibilità della FLA, negli uffici milanesi della Fondazione, in data 11 giugno 2018 si è tenuto un incontro tra i rappresentanti di Sinistra e Ambiente (Alberto Colombo) e Legambiente circolo Laura Conti di Seveso (Gemma Beretta) e la FLA, presente con il Direttore Dr. Fabrizio Piccarolo, il Prof. Antonio Ballarin Denti del Comitato Scientifico, il Dr Gianni Del Pero del Comitato Scientifico "Progetto Icmesa", l'Ing. Giuseppe Pastorelli - Resp Settore Rischio e componente del Comitato Scientifico "Progetto Icmesa" e la presenza del Dr. Nicola Di Nuzzo della Direzione Generale Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile di di Regione Lombardia.
Il primo quesito posto dai referenti delle associazioni ambientaliste ha riguardato le cause del ritardo nella consegna della ricerca, prevista nella DGR X/528 per dicembre 2017.
Il team della FLA ha  evidenziato che il ritardo è da attribuire alla metodologia di lavoro proposta e agli eventi “imprevisti” che si sono interposti tra la previsione e quanto riscontrato di fatto.
FLA ha infatti scelto di utilizzare un metodo di ricostruzione e confronto "storico" rispetto a quella che è stata la precedente "Analisi del Rischio relativa alla presenza di diossina residua nella zona B di Seveso" del 2003 - ce ne siamo occupati qui – campionando nuovamente il suolo, laddove possibile, negli stessi punti di allora e cercando di coprire le maglie della griglia 150x150 (del 1999) allora rimaste incomplete o scoperte.
Tuttavia, in molti punti “storici” oggi non esiste più verde ma cemento quindi non è stato possibile effettuare  il carotaggio; altri punti si trovano in zone di proprietà privata e qui in molti casi è stato lento e difficoltoso l’ottenimento del consenso a procedere da parte dei proprietari.
Due situazioni tutt’altro che irrilevanti e che dovrebbero far riflettere e forse avrebbero dovuto essere previsti da chi ha impostato la ricerca. In ogni caso, per certo, elementi che sono stati causa (a dire della Fla) di ritardi nell'iter dello studio con conseguente proroga nei tempi di consegna dell'elaborato finale.
Come nel 2003, anche ora lo studio della FLA riguarderà la sola zona B e utilizzerà anche le analisi dellaCaratterizzazione dei suoli della soc. Autostrada Pedemontana Lombarda considerate compatibili e in sovrapposizione alla griglia originale del 1999.
Su questo punto i referenti delle associazioni ambientaliste hanno evidenziato che è limitante occuparsi solo del rischio in zona B  e che sarebbe stato opportuno ampliare lo studio anche alla zona R, in particolare alle aree direttamente confinanti con il perimetro della B.
Il lavoro della FLA prenderà dunque in considerazione circa 30 nuovi punti di analisi di cui circa i 2/3 sono in sovrapposizione per confronto con  quelli identificati nella maglia del 1999 e nel rapporto del 2003.
I punti "storici" non ripetibili sono stati sostituiti predisponendo una decina di nuovi punti di campionamento suddivisi tra Seveso (2), Desio (5), Cesano Maderno (4).
Tutte le nuove analisi sono in fase di certificazione da parte del laboratorio ARPA.
Nell’incontro abbiamo sottolineato che sarebbe stato auspicabile avere un numero maggiore di campionamenti, visto che la stessa DGR X/528 definisce "indagini sul top soil, almeno in 50 punti dell’area vasta, a carico dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente(ARPA Lombardia)".
In questo momento FLA è in attesa dei risultati delle ultime analisi chimiche effettuate e sta predisponendo e impostando il testo sul rischio da esposizione cui seguirà il lavoro sulla compatibilità d'uso dei suoli presi in considerazione a fini di eventuali prescrizioni per attività di pascolo animali da latte, orticolo (piante ipogee e a contatto del suolo), da allevamento domestico, agricolo (piante epigee), verde pubblico e privato, residenziale e commerciale/industriale.
E' ipotizzato il termine dell'attività di elaborazione testuale con presentazione all'istituzione regionale entro l'anno.
Come gruppi operanti sul territorio, abbiamo chiesto una diversa metodologia di presentazione e diffusione rispetto al precedente studio del 2003. 
Metodologia che tenga conto anche di un coinvolgimento dei gruppi e delle associazioni ambientaliste oltrechè delle amministrazioni, con un'azione di trasparenza e restituzione pubblica.

Sinistra e Ambiente Meda
Legambiente Seveso circolo "Laura Conti".

La planimetria con le concentrazioni di diossina dell'indagine FLA del 2003

sabato 9 giugno 2018

IN CC A MEDA ARRIVA LA MOZIONE ANTIFASCISTA: DIBATTITO SCARNO E BLINDATO DAL SINDACO CON MOZIONE RESPINTA

Nel Consiglio Comunale del 7-6-018 è andata in discussione anche la mozione Antifascista, “Rispetto dei valori della Costituzione Repubblicana e condanna dei movimenti di ispirazione neo fascisti“ presentata con la dovuta e opportuna illustrazione da Marcello Proserpio per il PD e la Lista Civica Caimi.
Il documento è stato condiviso anche da realtà sociali medesi quali l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI), l'Associazione Cattolica Lavoratori Italiani (ACLI), i sindacati CGIL-CISL-UIL e da Sinistra e Ambiente che ha dato un contributo attivo alla stesura del testo, aderendo convintamente.
La mozione (vedi sotto) è nata in assenso agli appelli dell'ANPI nazionale per combattere fascismo e intolleranza e far pronunciare anche le Istituzioni  (vedi qui)  aveva l'obiettivo di  togliere agibilità politica alle organizzazioni neofasciste, xenofobe, omofobe e razziste, subordinando l’ottenimento di spazi e luoghi pubblici, l’occupazione di suolo pubblico, il Patrocinio del Comune e i contributi comunali, alla sottoscrizione di una specifica dichiarazione.
Dichiarazione, debitamente implementata in un regolamento comunale,  ove esplicitare l'assoluta adesione ai principi della Costituzione nata dalla Resistenza, il diniego dell'ideologia fascista e della  sua simbologia e l'assicurazione di non essere promotore e diffusore di discriminazioni di carattere etnico, religioso, linguistico e sessuale.
Altri punti qualificanti della mozione erano la promozione della Memoria Storica della Resistenza, delle origini antifasciste della nostra Repubblica e la sensibilizzazione sui pericoli e sulle degenerazioni rappresentate dai nuovi fascismi.


Durante il dibattito, il Consigliere Taveggia, noto per il suo "conservatorismo tradizionalista" ha sfoderato le previste e provocatorie richieste di emendamenti (giustamente non accettati dai presentatori) chiedendo l'inserimento dell'equiparazione tra fascismo e comunismo.
Lui ha palesemente dimenticato che la legislazione italiana reprime la ricostituzione e l'apologia del fascismo e non il comunismo, sorvolando sul dato storico del nostro Paese che vide i Partigiani d'ispirazione comunista essere tra i principali protagonisti della lotta di Liberazione al nazifascismo.
Sue anche altre "perle" sulla difesa della famiglia tradizionale che nulla c'entravano con i contenuti della mozione.
Molto ecumenico, poco aderente alla realtà e lontano dal merito della mozione l'argomentare del Consigliere Busnelli di Meda per Tutti con un generico appello alla volontà di dialogo che deve sempre prevalere e di condanna degli estremismi. Certo, il dialogo è sempre un auspicio ma ha poco a che vedere con chi pretende di utilizzare spazi di Democrazia per diffondere odio, mistificazioni, contenuti, azioni e comportamenti fuori dal vivere civile e dai principi Costituzionali di uguaglianza e rispetto.
La maggioranza di Lega + FI + FdI è stata globalmente zittita nelle sue componenti dall'intervento del  Sindaco Luca Santambrogio, fatto a nome dei tre gruppi politici.
Santambrogio ha ritenuto la mozione superflua e ridondante perchè - a dir suo - l'amministrazione già si muove nel rispetto della Costituzione e dei suoi principi fondanti oltre che delle normative in materia e sostenendo che molte autorizzazioni prevedono il parere della Prefettura e non dell'amministrazione comunale.
Dichiarazione quest'ultima che non rappresenta appieno la realtà poichè è comunque l'amministrazione che decide in prima istanza la concessione di sale pubbliche comunali, patrocini o contributi comunali.
L'intervento unico del Sindaco a nome della sua maggioranza è stata una presa di posizione per evitare un dibattito allargato in Consiglio Comunale dove, evidentemente per alcuni, è ancora un pronlema riconoscere che fascismo, discriminazioni, razzismo, omofobia  non sono "opinioni" ma crimini e aberrazioni.
La mozione è stata respinta con 12 voti contrari (Lega Nord + FI + FdI + Lega Taveggia Sindaco), 4 favorevoli (Pd + Lista Civica Caimi) e 1 astenuto (Meda per Tutti).

giovedì 7 giugno 2018

A MEDA I CONFINI DEL PARCO REGIONALE NON COINCIDONO ESATTAMENTE CON QUELLI STABILITI DAL CONSIGLIO COMUNALE

Il 12-2-2015, dopo un passaggio in Commissione Territorio e Ambiente, allora presieduta dal rappresentante e Consigliere di Sinistra e Ambiente Alberto Colombo, il Consiglio Comunale di Meda si espresse favorevolmente sulla delibera che chiedeva l'inserimento della porzione medese del PLIS Brughiera nel Parco Regionale delle Groane.
Un simile atto era stato approvato o lo sarà a seguire, da altri Comuni (in totale 13 di cui 8 del PLIS Brughiera) che fecero altrettanto per il territorio di loro competenza.
La Delibera Consiliare n° 1 del 12-2-015 era ed è composta anche dalla Planimetria delle aree da includere nel parco regionale delle Groane che includeva fedelmente tutto quanto già compreso entro i confini della porzione medese del PLIS Brughiera. (vedi mappa sotto).

https://photos.google.com/share/AF1QipMZ7Qh_4Mjfi79kbeDbCcbmeOHciETCTl1vtOgdQPosRNirXjBHAQPz631TiI0vCg/photo/AF1QipMAyEaMrsZaszrpXV6NT1D64mlT8xgtnkGUhk0W?key=NUFpbDY3TjgxQlhISmNPV1hYT3Rvc0daX3g5MmN3
In verde, la Planimetria delle aree da includere nel parco regionale delle Groane 
parte della Delibera di Consiglio n° 1 del 12-2-015 (cliccare sopra per ingrandire)
La Delibera, espressione di un organo politico/amministrativo sovrano quale è il Consiglio Comunale, è stata successivamente inviata alla Regione Lombardia e all'Ente Parco Regionale delle Groane per esplicitare la volontà di adesione alla tutela regionale delle aree rappresentate nella cartografia allegata e avviare così l'iter di ampliamento e inclusione nel Parco Groane.
Il nuovo perimetro del Parco Regionale è stato quindi definito con la Legge Regionale n° 39 del 28-12-2017 sulla base della perimetrazione trasmessa dal Comune consguentemente alla deliberazione del Consiglio Comunale n. 1 del 12/02/2015.
Però .... però strada facendo, è successo qualcosa che ancora non si riesce a comprendere.
Un'analisi di dettaglio della mappa webgis presente sul sito del PLIS Brughiera evidenzia delle incongruenze relativamente alla corrispondenza tra i confini del PLIS e quelli del Parco Regionale.
I confini del PLIS (in verde) e quelli arancio del Parco Regionale Groane (di cui il PLIS è ormai parte) in alcuni punti non coincidono - vedi sotto -.
Questo esclude evidentemente alcune aree medesi dalla tutela regionale, differentemente da quanto stabilito nella Delibera Consiliare del 12-2-015.

La mappa webgis con le aree più evidenti escluse dalla tutela regionale per difformità di confini 
(verde PLIS, arancio Regionale)
Questo aspetto, emerso anche in sede della Commissione Territorio e Ambiente il 4-6-018, merita indubbiamente un approfondimento per sapere chi e perchè ha apportato modifiche, quando ciò è avvenuto, se queste modifiche in riduzione dell'area protetta con esclusione di alcune proprietà siano o meno legittime poichè difformi rispetto alla volontà consiliare.
Per questo, Sinistra e Ambiente ha scritto agli attuali amministratori chiedendo e attendendosi ufficialmente ragguagli di merito.

martedì 5 giugno 2018

IL RINGHIO RAZZISTA DI UN MINISTRO CHE NON VUOL VEDERE LE REALTA' DI SFRUTTAMENTO E NEGAZIONE DELLA DIGNITA' UMANA


Nel paese dell'ipocrisia, un ministro, non degno di tale carica, ogni giorno, in continua campagna elettorale, si scaglia costantemente contro migranti, richiedenti asilo e profughi, bollandoli come soggetti non desiderati e sproloquiando di "pacchia finita" per loro.

Così, mentre in molte aree di quest'Italia chi proviene da altri Paesi e cerca un lavoro, è spesso sottoposto a sfruttamento, negazione della dignità umana e intimidazioni, lo stesso ministro non spende nemmeno una parola per Soumayla Sacko, un ragazzo del Mali, un attivista sindacale dellUSB, ucciso a fucilate in una zona del Paese dove alcuni "italianissimi" con contorno di organizzazioni criminali, tengono ostaggio i migranti, forza lavoro a bassissimo costo, ipersfruttata e continuamente ricattabile.

La rabbia degli schiavi,

sciopero e corteo ricordando Soumayla

Cronache di ordinario razzismo. La protesta dei migranti della Piana di Gioia Tauro dopo l’omicidio del sindacalista maliano ucciso domenica a fucilate. Gli amici del 29enne del Mali parlano «omicidio razzista». La pista delle ’ndrine

SAN FERDINANDO (RC)
«Al campo di San Ferdinando la notte di domenica è stata di mestizia e rabbia. 
I maliani volevano sfogare la loro inquietudine. Hanno acceso qualche copertone ed eretto qualche estemporanea barricata di cartone. Nulla più. 
Quanto basta, tuttavia, per allertare il Viminale che di notte ha cinto la tendopoli di uno spropositato plotone di militari. Si temevano tumulti. 
Nulla di più esagerato. 
LA GIORNATA DI IERI È STATA quella del ricordo e della lotta. Uno sciopero dei braccianti, indetto dalla Usb, e, a seguire, un’assemblea che si è poi trasformata in un pacifico corteo direzione municipio. Il dolce viso di Soumayla Sacko restava impresso nei tanti cartelli che i suoi amici hanno impugnato nel lungo percorso di 5 km che dalla zona industriale porta nel centro del paese. San Calogero, il luogo dell’agguato, invece, sta altrove. Lontano 20 km, un’ora di cammino e in un’altra provincia, Vibo Valentia.

ALL’EX FORNACE, «La tranquilla», la fabbrica dismessa, abbandonata e posta sotto sequestro perché divenuta sede di stoccaggio di tonnellate di rifiuti tossici, Soumayla Sacko era andato insieme ad altri due braccianti per prendere un po’ di lamiere. Servivano per costruire una baracca nella favela di San Ferdinando. Non per lui ma per un altro raccoglitore maliano. Era anche questo Soumayla, un generoso che aiutava tutti. In prima linea nelle mobilitazioni, era alla testa del corteo per Becky Moses, la nigeriana arsa viva nel tragico rogo di qualche mese fa. A queste latitudini, ormai, le tragedie sono rituali. A cadenza continua ci sono stati morti per assideramento, per denutrizione, per incendi dolosi. Ora per fucilate con armi da caccia grossa, di quelle usate per ammazzare i cinghiali. Probabilmente per mano delle ‘ndrine.

SOUMAYLA, 29 ANNI, è stato freddato in pieno giorno nella campagna vibonese davanti a quella fabbrica maledetta. E così, Soumayla sarà nei prossimi giorni «rimpatriato», ma in una bara, destinazione Bamoko. Ad attendere la salma, una bimba di 5 anni e una compagna di 30. «Poteva essere una strage e solo per caso non ci hanno rimesso la vita Madiheri Drame e Madoufoune Fofana. E non ci vengano a dire, come qualcuno ha provato a fare, che si è trattato di un furto visto che si trattava di un luogo abbandonato. E’ stato un agguato premeditato e xenofobo», dice Giuseppe Tiano, del movimento antirazzista della Piana. Gli inquirenti non formulano un’ipotesi precisa, ma le indiscrezioni portano alla criminalità organizzata per cui Soumalya potrebbe aver pagato una «invasione di campo». Il procuratore di Vibo, Bruno Giordano, da poco a capo degli inquirenti vibonesi (prima era a Paola e istruì la pratica sulle navi dei veleni), conferma: «In zona avevamo ricevuto diverse segnalazioni. Più di qualcuno era infastidito dalla presenza dei migranti».

D’ALTRONDE, meno di un anno fa, i carabinieri gioiesi avevano arrestato quattro ragazzi per una lunga serie di aggressioni. Di sera andavano a caccia di neri. Salivano su una Fiat Punto e iniziavano la ronda con i bastoni sotto ai sedili. Stavolta la macchina è una Alfetta, non ci sono bastoni ma una lupara. Ieri, la reazione dei migranti è stata ferma. «Non era un terrorista, non era un criminale, non aveva armi e gli hanno sparato alla testa come una bestia» dice Idris, ivoriano di 40 anni, amico della vittima.

I RAGAZZI IN CORTEO SONO tutti regolari ma vivono una condizione di lavoro irregolare schiavistico. Come braccianti, secondo il contratto nazionale di lavoro, avrebbero diritto ad un alloggio. I più sono invece costretti a vivere nella tendopoli, rinata come una brutta fenice dalle ceneri del vecchio insediamento andato a fuoco. «Bisognerebbe dare le case sfitte a questi lavoratori – s’infervora Maria Francesca D’Agostino, professoressa all’Unical ed esperta di migrazioni – e invece proliferano i megacampi. Il sindaco ci ha avvertiti che nei prossimi mesi sgombereranno la tendopoli. Ma cosa ne sarà di questi lavoratori quando in autunno torneranno per la raccolta delle arance? Le istituzioni procedono in ordine sparso. E’ tutto improvvisato. Dopo la morte di Becky non è cambiato nulla. I braccianti sono costretti a restare perchè in attesa del rinnovo della questura di Gioia e sono domiciliati qui a San Ferdinando, altri sono in attesa di ricorrere contro i dinieghi delle commissioni. Ma c’è anche una responsabilità politica e non solo del Viminale.

Grave è il comportamento della regione Calabria e del presidente Oliverio che avrebbero piena competenza ad attuare politiche di inclusione e invece non fanno nulla. Avrebbero fondi comunitari da investire ma preferiscono le passerelle per le inaugurazioni delle tendopoli». Soumayla viveva proprio nel nuovo campo, la soluzione «temporanea» in attesa di dare il via ai progetti di accoglienza diffusa. Che non si sono mai visti. Il corteo non è imponente perchè non è alta stagione. La manodopera bracciantile in perenne transumanza nelle campagne meridionali ora si è spostata nel foggiano e nell’agro nocerino. «Ci hanno comunicato che in Puglia 2mila raccoglitori hanno incrociato le braccia in onore di Soumalya. Lo sciopero è riuscito» grida al microfono Aboubakar Soumaulo, il leader dei braccianti. La rabbia è contro i giornalisti e organi istituzionali che avevano derubricato il fatto a furtarello di lamiere. Quasi che se la fossero andata a cercare.

«CHI TOCCA UNO, tocca tutti», «mai più schiavi», urlano in corteo. C’è chi porta un mazzo di fiori rossi, chi un drappo bianco in segno di lutto, sono quasi tutti ragazzi giovani, sotto i 40 anni, alcuni indossano magliette di squadre di calcio , un melting pot che trasuda angoscia e disperazione. «Questi lavoratori sono trattati in condizioni disumane, contro le regole, con salari da fame. Le istituzioni proteggono questo sistema – spiega Guido Lutrario – dell’esecutivo nazionale Usb – Queste persone non sono illegali piuttosto sono vittime di illegalità». È quanto andrà a reclamare una delegazione ricevuta dal questore di Reggio Calabria. Al termine, nel primo pomeriggio, il corteo si scioglie, i migranti defluiscono e ritornano nel campo. «La pacchia è finita, ma per il ministro Salvini» dicono mentre vanno via. 

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Dello sfruttamento ce ne siamo occupati anche su:

IMMIGRATI: SFRUTTAMENTO E CAPORALATO

martedì 22 maggio 2018

IL 28-5-018 a MOZZATE RICORDANDO L' AMBIENTALISTA AMBROGIO GUGLIELMETTI

Il 25 agosto 2014 ci lasciava Ambrogio Guglielmetti, rappresentante storico del Comitato Mozzatese “Salute e Ambiente” fino all'ultimo attivista attento alla vita politica e sociale, ambientalista generoso e appassionato sempre in prima linea nelle battaglie per la tutela del territorio mozzatese contro le discariche e le devastazioni portate dall'autostrada Pedemontana Lombarda.
Proprio per contrastare la devastante ed inutile autostrada, Ambrogio e il Comitato "Salute e Ambiente" di Mozzate erano entrati nel coordinamento Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile spendendosi con continuità in un lavoro continuo di denuncia ed informazione costante sulle criticità generate dall'infrastruttura.
Ambrogio se ne è andato quasi 4 anni fa ma ci ha lasciato una preziosa testimonianza del suo impegno e del suo amore per il suo Paese e per la Natura.
La moglie, Carla Contardi con il supporto della famiglia e con l'aiuto di Gemma Beretta, anch'essa appartenente ad Insieme in Rete, ha raccolto i suoi scritti e ha pubblicato un libro dove Ambrogio racconta Mozzate  - suo paese natale - negli anni, focalizzando storia, vita sociale e questioni ambientali.
Ciao Ambrogio, sei andato avanti ma ci continui a mostrare come una vita può essere ben spesa per la collettività, cercando un mondo migliore.

Ad un presidio dinanzi alla sede di Regione Lombardia, Ambrogio Guglielmetti è il terzo da sx

Sempre al presidio

sabato 12 maggio 2018

VALUTAZIONE DI RISCHIO DA ESPOSIZIONE ALLA DIOSSINA DELL' ICMESA: SINISTRA E AMBIENTE E LEGAMBIENTE SEVESO CHIEDONO INFORMAZIONI SULLO STUDIO DELLA FLA


Il 6 giugno del 2016 l'allora Giunta Regionale Lombarda ha approvato la deliberazione X/5268 avente argomento e titolo "schema di accordo attuativo tra Regione Lombardia e Fondazione Lombardia per l'Ambiente (FLA) per l'indagine di valutazione di rischio da esposizione alla diossina residua dell'incidente ICMESA".

In quella delibera di Giunta Regionale X/5268 era definito uno stanziamento di fondi e previsto un Protocollo d'Intesa con la Fondazione Lombardia per l'Ambiente (FLA con sede a Seveso) per avviare un'indagine che doveva concludersi entro 8 mesi a partire dal ricevimento dei dati delle analisi chimiche sulle concentrazioni di Diossina TCDD e congeneri, presenti nel documento della Caratterizzazione dei suoli portata a compimento dalla soc. Autostrada Pedemontana Lombarda APL nelle aree interferite dal progettato tracciato autostradale in quelle che furono classificate come zone A, B, R dopo la fuoriuscita della Diossina TCDD dall'ICMESA di Meda.
I risultati della Caratterizzazione sono stati resi noti ad Ottobre 2016 e il lavoro di indagine di valutazione del rischio affidato alla FLA avrebbe dovuto concludersi a fine 2017.
A questi risultati - 129 superamenti del limite dei 10 ng/kg e 21 superamenti del limite dei 100 ng/kg e altri punti dove la diossina è stata comunque rilevata anche se con valori più bassi - la DGR prevedeva di aggiungere altri campionamenti e analisi ("almeno 50" è scritto nel testo).
I dati dovevano servire all'elaborazione di un'indagine di valutazione del rischio da esposizione alla Diossina, indagine ritenuta altresì necessaria per un successivo "Studio di Fattibilità Urbanistica" per definire le compatibilità di destinazione d'uso di quei suoli, in funzione del loro livello di contaminazione.
E' passato del tempo e visitando il sito della FLA  e la loro pagina sull'amministrazione trasparente, si evince: che è stata firmata una convenzione con Regione Lombardia con un contributo regionale di 100.000 euro e un cofinanziamento FLA di altri 124.000 euro; che l'attività è compresa tra i progetti in essere , che sono stati affidati alcuni incarichi di consulenza per importi di 25.000 euro, 24.000 euro, 12.00 euro; che s'è costituito un Comitato Scientifico che si riunisce periodicamente con gettone di presenza di 500 euro;
che c'è stato un affidamento diretto per un "Servizio di campionamento del suolo progetto ICMESA" ad Aeiforia srl per 4.250 euro.
Quest'ultimo punto ci fa supporre che, purtroppo, le analisi chimiche aggiuntive realmente effettuate siano di molto inferiori al numero delle 50 inizialmente previste.
Una volta verificata l'esistenza di quest'attività disciplinata nel quadro della DGRX/5268, ritenendo importante essere messi a conoscenza dei risultati degli studi effettuati e delle documentazioni prodotte, il gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda, e il Circolo "Laura Conti" di Legambiente di Seveso,  hanno deciso di inviare una richiesta di accesso agli atti e di ricezione d'informazioni alla Direzione della FLA.


La richiesta ha ottenuto una prima risposta da parte del Direttore della FLA che ci ha informato sommariamente sullo stato del procedimento.
FLA ha scritto che la metodologia scelta rispetto alle analisi chimiche (quante siano numericamente non ci è stato specificato ndr) effettuate in corrispondenza degli stessi punti di precedenti indagini, ha comportato ritardi e qualche difficoltà.
La Fondazione ha esplicitato di aver scelto di condividere il percorso scientifico con il più ampio numero di soggetti istituzionali del sistema regionale coinvolgibili e anche questo ha di fatto "leggermente rallentato i lavori".
La fase conclusiva è stata dunque prorogata per avere  "la completezza di dati e informazioni che ci sentiamo (FLA ndr) di dover assicurare non solo dal punto di vista scientifico, ma anche etico-morale".
FLA conta di consegnare in Regione i risultati definitivi entro breve tempo e s'è dichiarata disponibile ad incontrarci per informarci sulle attività svolte.
Chiaramente, interessati ad avere maggiori dettagli, Sinistra e Ambiente e Legambiente di Seveso hanno risposto esplicitando la loro volontà positiva per una riunione ove entrare nel merito dello studio sulla valutazione di rischio.
Vi terremo informati.

sabato 21 aprile 2018

RIPARTE IL CAROSELLO PEDEMONTANA


In questi giorni è ripartito il carosello Pedemontana.
Dopo la rescissione del contratto con ATI STRABAG cui era stato affidata la costruzione del secondo lotto della Pedemontana, mancando un pronunciamento "politico" differente dal solito leit motiv di "granitica certezza" e consueta ostinazione nel voler completare l'inutile autostrada, la società APL riprende il dossier e l'iter riparte con le fasi propedeutiche per una gara che assegnerà ad un nuovo soggetto l'elaborazione del progetto esecutivo e a seguire i lavori realizzativi delle tratte rimanenti. 
E' stata quindi ufficializzata sul sito della Soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) la "Procedura ex art. 36 c. 2 lett. b) del D.Lgs. 50/2016 per l’affidamento del servizio di verifica finalizzata al conseguimento della validazione del Progetto Definitivo relativamente alla Seconda Parte dell’Opera".
Il bando di gara, di importo pari a 150.000 euro e con due partecipanti, ha assegnato i punteggi e definito la graduatoria utile a conferire un incarico per  VALIDARE il PROGETTO DEFINITIVO 2018.
Questo "Progetto definitivo 2018" è un'elaborazione del precedente progetto definitivo del 2010 poi revisionato nel 2012 e sarà base per indire "successiva gara con la quale verrà affidata la progettazione ESECUTIVA e la realizzazione dei relativi lavori della seconda parte dell'opera" (Tratta B2, C e D).


Tra gli atti allegati, c'è  il documento del 20/3/2018 denominato "Linee guida per l'aggiornamento  del progetto definitivo da porre a base della gara di appalto 2018 tratte B2-C-D" dove sono esplicitati modifiche e aggiornamenti da implementare nel nuovo Definitivo. (vedi sotto testo integrale).
Nel documento sono ipotizzate delle date:
entro il 30 giugno 2018 la definizione del "nuovo" progetto definitivo e entro il 31 luglio 2018 la sua validazione.

Secondo le volontà di APL le modifiche devono comunque rientrare nei costi del Quadro Economico approvato.
Vengono posticipate/congelate le previste stazioni di servizio di Desio e Bellusco e la tratta nord della varesina, eliminandole dal Progetto Definitivo.
Sono definite modifiche sostanziali per la tratta B2 con l'eliminazione di rampe, la modifica del tracciato atto ad evitare l'interessamento delle aree del Bosco delle Querce (questo passaggio si rifà evidentemente alle decisioni prese ad aprile 2012 con la variante progettuale), la riduzione dimensionale di rotatorie o la loro soppressione, cambiamenti per i percorsi delle ciclopedonali connesse.
Alcuni aggiornamenti sono inseriti con l'evidente intento di fare economie.
Nei contenuti del testo balza tuttavia evidente all'occhio del lettore attento la totale mancanza di qualsivoglia richiamo alla campagna di Caratterizzazione del suolo che ha certificato contaminazione da Diossina TCDD (129 superamenti del limite di 10 ng eq/kg e 29 del limite di 100 ng eq/kg) nelle aree dove dovrebbe transitare l'autostrada.
Eppure su questo argomento s'è tenuta una Conferenza dei Servizi il 28-2-017 cui è seguito il 23-11-017 un Decreto Regionale che perimetrava alcune zone contaminate.
Nelle "linee guida" APL si limita alla scontata annotazione della presentazione del "Piano di Utilizzo delle Terre" ai sensi del DM 152/06.
Pare che per APL il RISCHIO DIOSSINA continui ad essere considerato un mero e marginale "incidente di percorso" che non serve nemmeno riportare o richiamare negli atti basilari per l'iter realizzativo.
Andrà sicuramente monitorato con attenzione se e come questo "nuovo Progetto Definitivo 2018 " si correla con la procedura del Decreto Regionale n° 14300.
 

sabato 24 marzo 2018

A DESIO APPROVATA IN CC UNA MOZIONE ANTIFASCISTA PER LA CONCESSIONE DEGLI SPAZI PUBBLICI

Il giorno 15-3-2018, il Consiglio Comunale di Desio ha approvato, con i voti favorevoli dei 16 consiglieri di PD, Sinistra per Desio, Movimento 5 Stelle e Desio Viva, una mozione unitaria degli stessi gruppi.
La mozione impegna l'amministrazione Comunale a non concedere spazi, patrocini e contributi a coloro che in violazione dei contenuti della Costituzione professano e/o praticano comportamenti fascisti, razzisti e che incitano alle discriminazioni di sesso, di gruppo etnico, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni sociali.
Il testo approvato prevede che l’assegnazione o concessione di spazi, suolo pubblico e sale di proprietà del Comune, i patrocini e i contributi di qualsiasi natura siano subordinati ad una dichiarazione esplicita di rispetto dei valori e dei principi fondanti della Costituzione Italiana repubblicana e antifascista.
La Mozione dispone che tale dichiarazione sia inserita nel Regolamento Comunale che disciplina la concessione di spazi e aree pubbliche.

La Dichiarazione è così formulata:

Una proposta, divenuta atto amministrativo, sicuramente da condividere che auspichiamo venga  approvata anche in altri Consigli Comunali.
Una Delibera Consiliare e dunque un pronunciamento istituzionale, utile ad arginare quei gruppi che costantemente e senza nessuna remora praticano l'apologia del fascismo, la costante diffusione di odio razziale e discriminazione utilizzando  spesso alla bisogna anche gli spazi che la democrazia prevede di concedere per la libera espressione.
Libera espressione che però nulla ha a che vedere e che è altra cosa rispetto alle azioni intimidatorie, alle mistificazioni e all'avvelenamento informativo che caratterizza l'operare di questi gruppi.


Singolare in CC la posizione della Lega Nord che ha presentato un emendamento teso a ribaltare il significato della Mozione, cercando di annacquare la gravità di azioni caratterizzatesi da evidente squadrismo fascista, puntando più ad una generalizzazione testuale che non contemplasse aggettivi quali "fascismo, razzismo, antisemitismo, discriminazione", cancellando l'intera parte della mozione che richiama il contributo dato da Desio alla Resistenza nel combattere il fascismo.
L' emendamento è  stato votato solo da Lega Nord e Forza Italia e respinto dalla maggioranza consiliare, con i due gruppi d'opposizione che hanno poi abbandonato l'assise al momento del voto sulla mozione.
Del resto, ad avvelenare le menti con richiami costanti ad inesistenti "invasioni" o a farneticazioni di stampo razzista mica sono solo quelli della "galassia nera".
Il Consiglio Comunale del 15-3-018 ha visto anche la presenza "coreografica" delle "felpe nere" con atteggiamenti tipici di chi è evidentemente poco propenso ad accettare qualsivoglia dichiarazione di condivisione dei valori antifascisti della Costituzione.

sabato 17 marzo 2018

POTENZIAMENTO LINEA FERROVIE NORD NODO SEVESO- MEDA-CAMNAGO: PRIMA DISCUSSIONE IN CC A SEVESO

La Delibera di Giunta Regionale X/4423 del 30/11/2015 prevede e pianifica una serie di interventi per potenziare la rete ferroviaria lombarda in concessione.
Tra gli interventi, rivestono particolare importanza quelli relativi al nodo ferroviario di Seveso, al ramo verso Camnago e a quello verso Meda.
In particolare la DGR X/4423 configura una serie di interventi di breve e lungo termine:
  • Nodo di Seveso con ammodernamento tecnologico e infrastrutturale
  • Linea S2: ripristino dell’attestamento a Meda (ogni 30’) e Mariano (ogni 60’)
  • Raddoppio ramo Seveso – Camnago
  • Raddoppio ramo Seveso – Meda
  • Nuovo segnalamento Palazzolo - Seveso
Sono interventi definiti come urgenti e prioritari ma non ancora del tutto coperti economicamente poichè legati a risorse regionali e a trasferimenti dello Stato.
Giovedì 15-3-018 il Consiglio Comunale di Seveso ha discusso ed approvato a maggioranza il progetto presentato da Ferrovie Nord relativo alla  fattibilità tecnico economica del potenziamento del nodo ferroviario di Seveso e della predisposizione per il futuro raddoppio sulle linee Milano-Asso (tratto da Seveso a Meda) e Seveso-Camnago.
Si tratta della prima fase progettuale, coperta da finanziamento, attinente le strutture ferroviarie comprese nel Comune di Seveso e che comporterà:
  • Adeguamento della stazione di Seveso con configurazione a Bivio;
  • Raddoppio parziale della tratta Seveso-Meda fino al PL di via S.Carlo;
  • Raddoppio parziale della tratta Seveso-Camnago fino all’altezza dell’ingresso al Parco ferroviario a nord della stazione di Seveso;
  • Sostituzione dell’apparato ACEI con un nuovo Apparato Centrale Computerizzato di tipo statico con implementazione in logica di apparato multistazione (ACCM);
  • Adeguamento dell’impiantistica ferroviaria legata alle modifiche di piazzale (TE, segnalamento);
  • Realizzazione delle opere di sede per l’ampliamneto dell’attuale sedime ferroviario nei tratti a singolo binario
Lo studio di fattibilità tecnico/economico definisce anche un cronoprogramma delle attività con un progetto definitivo (ipotizzato per settembre 2018) cui dovrà seguire un esecutivo da elaborare ed approvare (previsione a gennaio 2019). La conclusione teorica dei lavori è ipotizzata per il giugno 2021.
Difficile verificare se i benefici prospettati per il Comune di Seveso e i pendolari (diminuzione del 30% dei tempi di attesa ai passaggi a livello e aumento della capacità di linea) siano frutto di una stima fatta su simulazioni matematiche o solo un obiettivo che ci si prefigge di raggiungere.

Pensiamo sia importante seguire tutti questi passaggi, che dovrebbero poi estendersi ai raddoppi completi delle tratte verso Camnago e verso Meda.
Il potenziamento della linea di Ferrovie Nord, con i raddoppi, è sicuramente una scelta positiva che però ha delle criticità innegabili di non facile soluzione poichè la linea taglia in due parti distinte centri fortemente urbanizzati ove permangono i  problemi degli attraversamenti della linea ferroviaria.
Sono una costante a Seveso, ma anche a Meda, le code e gli intasamenti veicolari determinate dalla chiusura dei passaggi a livello.
Il Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) di Meda fotografa questa situazione, identificando già ora condizioni di difficile viabilità cittadina.
Il raddoppio della tratta Seveso-Meda introduce per il territorio una variabile tuttavia ancora non contemplata dal PGTU medese poichè si tratta di uno scenario di un "futuro" non lontano.
Nel merito, il gruppo di Sinistra e Ambiente tra le osservazioni (purtroppo tutte bocciate), aveva chiesto che nel PGTU venisse considerato meritorio di enunciazione  (e successiva analisi) proprio il raddoppio ferroviario Seveso-Meda.
Lo scenario futuro comporterà necessariamente la probabile riduzione del calibro della via Busnelli e impatterà sul comparto di via Cadorna, via Piave e viale Francia.
Un comparto dove il concentrato di incognite e di dubbie e problematiche realizzazioni è alto essendo lì previsti un complicato sottopasso della ferrovia con spostamento dell'alveo del Tarò da realizzare con i fondi inesistenti dell'inutile autostrada Pedemontana  e un altrettanto inutile centro commerciale sull'area ex Medaspan che richiamerà traffico veicolare aggiuntivo e la cui apertura è condizionata da una prescrizione della Regione Lombardia proprio sul superamento della linea ferroviaria.
E' comunque evidente che la soluzione per il superamento della ferrovia all'altezza di via Cadorna/Seveso e la pianificazione urbanistica dell'ex area Medaspan andrebbero completamente riviste.

La presentazione del progetto di Seveso