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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
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sabato 12 luglio 2025

10 LUGLIO, DIOSSINA, BOSCO DELLE QUERCE: QUANDO LA MEMORIA NON DEVE ANNACQUARSI E DEVE PARLARE ANCHE DELLE MINACCE DEL PRESENTE


Il 10 luglio 2025, data in cui si ricorda il disastro della diossina dell'ICMESA di Meda, fabbrica chimica del gruppo Givaudan-la Roche, è stato un appuntamento vivo, dove come negli altri anni, i gruppi ambientalisti locali e le liste civiche che da tempo lavorano e agiscono insieme, hanno proposto momenti di ricordo, di Memoria e anche di informazione sul presente.

L'INIZIATIVA DI SEVESO FUTURA "(attra) VERSO IL 10 LUGLIO" 

S'è cominciato il 6-7-025 con (attra)VERSO IL 10 LUGLIO, una iniziativa di Seveso Futura, soggetto che da tempo opera ed agisce con i gruppi di Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda e con Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso.

Un programma che, seppur guastato dal maltempo che ha impedito la visita narrante pomeridiana al Bosco delle Querce, nella serata ha ripreso le parti e i contenuti della stessa, arricchita dall'esposizione di Alberto Colombo attivista di Sinistra e Ambiente di Meda, di Emanuela Macelloni, sociologa, che ha illustrato il lavoro coordinato da FARE sulla Memoria, la percezione del BdQ e le pratiche socio-ecologiche che coinvolgono e uniscono l'attività di custodia del Bosco.
É stato proiettato "Seveso 45" documentario realizzato dai giovani della Scuola di Formazione Politica Alisei.
Ai cittadini e alla stampa presente è stata illustrata anche la situazione del Bosco delle Querce che, a breve, correrà il concreto pericolo dello sbancamento di 2 ettari con il taglio di più di 3200 alberi per far posto all'autostrada Pedemontana Lombarda con anche l'occupazione di una consistente porzione dell'area libera di potenziale ampliamento di via della Roggia a Seveso da parte di una vasca di laminazione e della viabilità complementare dell'infrastruttura. 
Aspetti che non possono e non devono essere taciuti e ricordati anche in occasione dell'anniversario del disastro Diossina del 1976 perchè la Memoria comporta anche lo sguardo sul presente.
Sotto le schede della Storia del Bosco delle Querce e delle attuali minacce. 

 L'INCONTRO PUBBLICO "SEVESO INCONTRA STAVA" 

del 10 luglio 2025

Nella serata del 10 luglio 2025, promossa da FARE e Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, in collaborazione con i gruppi del Progetto "Insieme per il Bosco", è proseguito il dialogo aperto tra comunità segnate da colpevoli disastri ambientali e dove sono in corso emblematici percorsi di riparazione.

Dopo gli incontri del 16-1-024 con la Memoria del Vajont, e del 29-5-025 con quella di Bhopal, la serata ha trattato  del disastro di Stava, avvenuto il 19 luglio 1985 con Christine Stufferin e Marzio Marzorati della Fondazione Alexander Langer e con Graziano Lucchi della Fondazione Stava 1985.

Anche in questa serata s'è evidenziato che non v'è stata alcuna casualità in quanto accaduto a Stava ma che il disastro è stato il frutto di una progettazione, costruzione e gestione priva di margini di sicurezza, di mancati controlli, di autorizzazioni concesse con leggerezza, di interventi al risparmio sui bacini di decantazione della miniera di Prestavel.
Bacini che erano vere e proprie discariche con un terrapieno di contenimento. 
Bacini con una instabilità strutturale riempiti al massimo della loro capienza con gli scarti del minerale ridotti a fanghiglia per essicare e consolidarsi.
Tutte questi fattori furono causa del cedimento del terrapieno, con 180.000 mc di fanghiglia che si riversò improvvisamente sull'abitato di Stava, causando 268 morti e molti feriti oltrechè la distruzione di molti edifici.
Stava non fu dunque una fatalità, come dal giorno dopo rappresentanti del Governo tentarono malamente di far credere, ma - come il Vajont, Bhopal, Seveso e altri disastri -, una tragedia causata dalla volontà di profitto a ogni costo. 
 
Di nuovo, l'arroganza di chi non ha cura della Natura né rispetto delle comunità umane e animali ha fatto pagare un prezzo altissimo ai cittadini. 
Più che mai condivisibile il pensiero di Alex Langer che al proposito chiedeva l'inversione di rotta da una società del DI PIU' a una società del PUÒ BASTARE.
Bisogna invertire dunque la corsa autodistruttiva, PRATICANDO i LIMITI e passando da una cultura del superamento dei limiti a una cultura del rispetto dei limiti. 
Ancora oggi, pur avendo istituito dal 2011 il 9 ottobre come Giornata della Memoria dei Disastri industriali, lo Stato continua a non celebrarla. 
La Fondazione Stava ha portato la testimonianza di una presenza continua sul territorio ferito con un'azione di promozione, di cura e di rinnovo della Memoria.
La Fondazione ha tra i suoi soci fondatori i familiari delle vittime del disastro ambientale e la sua sede istituzionale è concessa in comodato gratuito dal Comune di Tesero.

LA MEMORIA ISTITUZIONALE 

DELL'AMMINISTRAZIONE SEVESINA

Purtroppo l'attività intensa dei gruppi Ambientalisti e delle Liste Civiche per non dimenticare il disastro Diossina del 1976, le sue conseguenze, le responsabilità e il minaccioso presente fatto da un'Autostrada Pedemontana Lombarda che andrà ad intaccare pesantemente il Bosco delle Querce non è molto gradito dall'amministrazione sevesina che con la sindaca Alessia Borroni ha rilasciato in un'intervista a MBNews dichiarazioni imbarazzanti e poco rispettose verso chi ha a cuore la tutela dell'ambiente.

 "Mi dispiace che ci siano sempre attacchi o polemiche – sottolinea Borroni– – trovo sbagliato andare a ricordare questa data solo e sempre in senso negativo, facendo ‘terrorismo’. Il 10 luglio 1976 rappresenta un dramma, una caduta, è vero, ma deve essere ricordata anche come la data di inizio di un percorso di rinascita. In un certo senso dovremmo dire anche grazie a Pedemontana e a Regione Lombardia, senza le quali non avremmo mai potuto andare a bonificare quei terreni. Che piaccia o non piaccia la Pedemontana ci sarà e questi interventi vanno a favore di tutta la popolazione. Posso garantire – aggiunge – che i lavori di bonifica sono effettuati nella massima sicurezza, sia per gli operai che lavorano, sia per l’ambiente che per i sevesini”.

In questa surreale visione si dovrebbe smettere "di ricordare il 10 luglio in senso negativo facendo terrorismo" (terrorismo ?????) e si dovrebbe ringraziare Pedemontana e Regione Lombardia per la Bonifica in corso. 

Un ribaltamento della realtà con una dimensione omissiva della Memoria e dell'attualità dove lo sbancamento e il disboscamento di 2 ettari del Bosco delle Querce per la Pedemontana scompare, i tagli di alberi a Cesano, Seveso e Meda per fare la Bonifica non esistono, dove l'occupazione di suolo libero per la vasca di laminazione e per le rotonde accessorie a Pedemontana che si mangerà buona parte dell'area libera di via della Roggia da includere nel BdQ  è rimossa e dove i motivi di una bonifica fatta non per restituire territorio alla natura (come accadde per il Bosco delle Querce), ma per spalmare cemento e asfalto, si possono candidamente ignorare. 

Per la Bonifica da diossina "garantisce" poi la sindaca di Seveso, con buona pace del lavoro indipendente, critico, serio e preparato svolto dai gruppi Ambientalisti e dalle Liste Civiche presenti al Tavolo Permanente.

Ci rimane solo da ringraziare in coro Pedemontana e Regione Lombardia. Insomma non ci resta che piangere, per citare un grande regista e attore.

Ecco un primo "antipasto" rispetto a quello che ci attende per il prossimo anno, 50° anniversario del disastro Diossina dell'ICMESA di Meda. 

giovedì 11 luglio 2024

IL 10 LUGLIO 2024, L'INIZIATIVA "PASSI DI MEMORIA" HA SUSCITATO INTERESSE TRA I CITTADINI


L'iniziativa "Passi di Memoria" nata dalla collaborazione tra il Circolo "Laura Conti" di Legambiente Seveso, Seveso Futura e Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda per ricordare il disastro diossina dell'ICMESA del 1976 ha suscitato interesse e una buona partecipazione da parte dei cittadini.

Oltre a illustrare i contenuti dei pannelli al muro dell'ICMESA a Meda e quelli del Ponte della Memoria nel Bosco delle Querce, il momento di parola ha arricchito l'iniziativa con uno sguardo sulla Storia di quello che nel recente passato fu ilpesante fardello di danno alla salute e all'ambiente generato dal comparto della chimica in questa parte di Brianza, con un'informazione e un confronto sulle buone pratiche partecipative sia per fare Memoria sia per attivare azioni che guardano alla conservazione ambientale e al futuro.

Lo raccontano i promotori dell'iniziativa con una comunicazione sulla serata.


Seveso-Meda 10 luglio 2024: Passi di Memoria

Il 10 luglio 2024 ha segnato i 48 anni trascorsi dal grave disastro ambientale provocato nel 1976 con la fuoriuscita di Diossina dall’ICMESA di Meda. Una data che è stata ricordata con l’iniziativa pubblica “PASSI DI MEMORIA” nata dalla collaborazione tra il Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso e i gruppi di Seveso Futura, Sinistra e Ambiente e Impulsi di Meda. 
Soggetti che da anni lavorano insieme per dare continuità e futuro al percorso della Memoria avviato dal Circolo “Laura Conti” al principio di questo nuovo millennio.
Associazioni e gruppi si sono ritrovati con i cittadini la sera del 10 luglio per il primo “passo di Memoria” illustrativo, davanti al pannello che l’Amministrazione Comunale di Meda – facendo propria e rilanciando la proposta dell’allora consigliere comunale Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente – ha apposto sul muro dell’ICMESA di Meda, reperto di archeologia industriale, unico manufatto rimasto dell’unità produttiva chimica allora allocata in questa porzione di territorio al confine con Seveso.
Maurizio Zilio, Presidente del Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso ha ricordato che è stata una strategia delle industrie inquinanti quelle di collocarsi sui confini tra comuni diversi, cosi da ostacolare il collegamento tra infrazione e sanzione.
Nel distretto della chimica che si costituì negli anni Cinquanta sul territorio brianteo, Seveso divenne una vera e propria “area di sacrificio” che si assunse di conseguenza anche tutto lo stigma tanto pesante che ancora oggi abbina il disastro ambientale al nome di Seveso invece di associarlo, più correttamente – come ha sottolineato la sociologa Emanuela Macelloni – alla industria Icmesa del gruppo Giavaudan-La Roche che ne fu responsabile.
Dal pannello del muro dell’Icmesa il gruppo di cittadini presenti all’iniziativa ha camminato fino al Bosco delle Querce per la seconda tappa dell’itinerario: il primo dei pannelli del Ponte della Memoria apposti da Legambiente, Innova 21, Comune di Seveso dopo una lunga rielaborazione della memoria e della narrazione degli eventi, facilitata da un gruppo di psicologi di comunità.
Grazie a questo percorso oggi chi entra al Bosco delle Querce per fruire del prezioso verde che ci ristora nelle giornate più calde può apprendere la storia del luogo e continuare a ringraziare la cittadinanza che con determinazione indirizzò le scelte politiche delle istituzioni impedendo la realizzazione in questa area di un forno inceneritore, aprendo la strada a quella che poi è stata una importante e riuscita opera di bonifica rigenerativa e fondativa di questo polmone verde.
Nella assise che si è poi svolta presso il Centro Visite del Bosco delle Querce, la pratica di memoria e di contro-narrazioni è stata proposta come un modello di lavoro che si può adottare per scoperchiare il sommerso della memoria del danno ambientale e della resilienza di una comunità che non abbandona il territorio martoriato dall’impresa votata al profitto e irrispettosa della salute dei lavoratori, dei cittadini e dell’ambiente.
Gemma Beretta
del Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso ha invitato la comunità cesanese a prendersi cura per esempio del deposito dove si trovano gran parte delle 80.000 carcasse di animali domestici, da cortile e da allevamento soppressi nel 1976 che oggi è diventata un’area rinaturalizzata dove però non v’è traccia dell’origine e del contenuto di quanto custodito sotto terra.
Seveso ha avuto la sventura di un gravissimo danno, ma non meno danneggiate furono le altre cittadine vicine che hanno ospitato i siti della chimica, tra i più estesi e impattanti quelli dell’ACNA e della SNIA.
Industrie che hanno portato lavoro ma anche avvelenato in modo diffuso, invisibile e continuo.
Ne ha parlato Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente di Meda e l’intervento ha avuto eco in storie narrate da alcuni cittadini presenti all’incontro, memoria di famiglie operaie segnate dal lavoro e dalla mancanza di consapevolezza di quello che attraverso il lavoro progressivamente si stava perdendo nei termini di qualità di vita e di ambiente.
Giada Nardozza
ha raccontato del valore della memoria a partire dalla sua esperienza personale di trentenne che è venuta in contatto con la storia del territorio solo alla fine della scuola superiore mentre ha verificato la potenza dello stigma legato al nome Seveso tuttora vigente.
Pier Guagnetti di Altra Bovisio ha ricordato che la contaminazione del nostro territorio è una responsabilità collettiva da assumersi come impegno quotidiano. Andrea Pusineri e Giorgio Garofalo hanno portato l’esperienza di Seveso Futura che fin dall’origine ha trovato alimento dal raccordo con le associazioni ambientaliste del territorio, guadagnando una consapevolezza che oggi intende rilanciare per la generazione che si affaccia al futuro.
Passi di Memoria
è stato il giusto titolo di questa iniziativa nel corso della quale e stato possibile rivedere scene del film “Seveso una storia da raccontare” di Fabio Tosetto, con immagini e parole toccanti della comunità sevesina prima del disastro ICMESA e immediatamente dopo.
Sollecitati dalla emozione e dalla pratica di narrazione in cui si sono cimentati le relatrici e i relatori – non esperti accademici ma donne e uomini che cercano di tenere insieme la parola e l’azione – molti dei presenti hanno cominciato a condividere storie importanti da rilanciare e approfondire e che indicano la strada per una ricerca e per l’agire futuro nel contesto brianzolo, proprio a partire dalla pratica di resistenza adottata in questi anni da una parte della cittadinanza in risposta al grave disastro ambientale della Diossina.

“Passi di Memoria”  con Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso, 
Seveso Futura, Sinistra e Ambiente-Impulsi Meda
 

sabato 6 luglio 2024

IL 10 LUGLIO 2024, ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA DELL'ICMESA, INIZIATIVA AMBIENTALISTA "PASSI DI MEMORIA"

Ed è di nuovo un altro 10 luglio.
Sono trascorsi 48 anni dalla fuoriuscita della Diossina dalla fabbrica chimica ICMESA allora allocata nel Comune di Meda.
Ancora una volta, come nei passati anni, i gruppi ambientalisti di Meda e Seveso - Sinistra e Ambiente -Impulsi, il Circolo "Laura Conti" di Legambiente e Seveso Futura che lavorano collegialmente sulle criticità ambientali che riguardano il territorio, hanno deciso di organizzare un'iniziativa che sia Memoria ma anche occasione di informazione e confronto sul presente.
Un presente difficile dove la Provincia di MB, la più cementificata d'Italia con il 41% di suolo consumato, si ritroverà ad essere attraversata dal completamento dell'autostrada Pedemontana Lombarda che si divorerà altre aree verdi e boscate sulle tratte B2 e C.
I Comuni di Seveso, Meda e Cesano Maderno saranno conseguentemente interessati dalla Bonifica da Diossina nelle superfici ancora contaminate, poste lungo il tracciato dell'autostrada.
Dunque un presente in cui non si può e non si deve dimenticare il passato e non ci si deve limitare a facili, semplici e sterili momenti celebrativi o autocelebrativi in totale solitudine organizzativa.
Un presente in cui si deve agire per rinnovare la Memoria e proporre azioni virtuose per tutelare un territorio che è stato preda di una industrializzazione pesante, irrispettosa della salute dei lavoratori e dell'Ambiente e di una urbanizzazione incontrollata.
Per questo è necessario conservare le poche oasi di verde e di naturalità rimaste.
Per questo, anche questo 10 luglio ci saremo, con i nostri contenuti.

Il Comunicato degli organizzatori di "Passi di Memoria".

 
10 LUGLIO 2024 INIZIATIVA “PASSI DI MEMORIA”
con le associazioni e i gruppi ambientalisti di Seveso e Meda per la  Memoria,
per il futuro e la tutela del  territorio.
 
Il 10 luglio arriva, inesorabile come tutti gli anni, data di lutto e di ricordo.
In questi 48 anni dal disastro ambientale della fuoriuscita di Diossina dall’Icmesa nel 1976 molte cose sono successe a Seveso e Meda a partire dal basso, ossia dalla cittadinanza attiva, dai gruppi ambientalisti anche in raccordo con le istituzioni locali e regionali.
É un agire che può dare speranza e guarda a un futuro sostenibile anche se, purtroppo, altri accadimenti calati dall’alto preoccupano i gruppi e le associazioni ambientaliste. Un presente contraddittorio quindi di cui, noi che abbiamo a cuore il territorio intendiamo parlare in un confronto aperto e veritiero proprio la sera del 10 luglio.

“Passi
di Memoria” è una iniziativa, organizzata e promossa dal Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, Sinistra e Ambiente - Impulsi di Meda e Seveso Futura, che prevede un primo appuntamento alle ore 20.15 del 10 luglio al Muro dell’Icmesa per una visita guidata ai luoghi della Memoria, a partire da ciò che resta della azienda che causò il gravissimo danno ambientale del 1976, fino al Bosco delle Querce di Seveso e Meda, luogo restituito alla vivibilità, polmone verde e spazio per animali ed umani, grazie a un impegnativo lavoro di bonifica e di ricostruzione naturalistica, oggi minacciato nuovamente e sacrificato per due ettari al passaggio della autostrada Pedemontana.
Dopo i passi nella memoria – dal Muro dell’Icmesa al Bosco delle Querce dell’ingresso di via Adua - l’evento del 10 luglio prosegue nel Centro Visite con la visione del film di Fabio Tosetto “Memorie dal Sotto il Bosco” e una tavola rotonda su quello che può essere definito “il distretto della chimica” per la presenza importante nel passato di industrie chimiche della portata della SNIA, ACNA, LA ROCHE, degli impatti ambientali che ne sono conseguiti e ne conseguono e sulle buone pratiche delle comunità per continuare a vivere e a rendere vivibile il territorio.
L’arrivo dell’autostrada Pedemontana, a partire dai lavori di bonifica che ne saranno la premessa per realizzare la Tratta B2, sembra ormai prossimo.
La bonifica da diossina nelle aree dove dovrà passare l’autostrada, non sarà come negli anni ottanta il preludio di una riqualificazione ambientale ma sarà il passaggio dovuto per adempiere alle normative.
La bonifica non sarà a rischio zero nemmeno con tutte le cautele previste nel Piano Operativo e sarà il preludio di una nuova cementificazione con nuovi chilometri di asfalto. Moltissimi alberi verranno sacrificati per questo, compromessi gli ecosistemi e le aree libere, ridotto lo spazio verde del Bosco delle Querce e la superficie di sua potenziale espansione in via della Roggia.

I gruppi e le associazioni che promuovono questo evento parleranno di questo, aggiornando la cittadinanza rispetto alle ultime notizie che riguardano l’autostrada ma non parleranno solo di questo.
A tema anche le buone pratiche di comunità cui sono – o sono stati – co-promotori e cui partecipano: il Ponte della Memoria che al principio del nuovo millennio permise la creazione dell’Archivio della Memoria conservato dal Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso;
Insieme per il Bosco che oggi anima e si prende cura del senso da dare agli eventi che si svolgono nel Parco Naturale del Bosco delle Querce, e per stare nella attualità il Patto Educativo di Comunità che verrà sottoscritto questo stesso dieci luglio nell’ambito del progetto Seveso4Future ideato e condotto da Legambiente Lombardia, ai cui incontri e momenti di lavoro collegiale, abbiamo partecipato attivamente e con continuità.

Meda e Seveso
06-07-2024

Legambiente Circolo Laura Conti Seveso, Seveso Futura, 
Sinistra e Ambiente-Impulsi Meda
 



mercoledì 12 luglio 2023

10-7-023: LA MEMORIA DEL DISASTRO DIOSSINA DELL'ICMESA AL BOSCO DELLE QUERCE

Il 10 luglio 2023, giornata in cui si fa Memoria del disastro della Diossina dell'ICMESA,  quali gruppi locali del progetto INSIEME PER IL BOSCO, ideato da FARE e dal Circolo Legambiente “Laura Conti” di Seveso, abbiamo partecipato all'incontro presso il Centro Visite del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.
Un Bosco "creato" in quella che fu la zona A, quella maggiormente contaminata dalla Diossina TCDD, poi bonificata con asportazione del terreno inquinato, con riporto di terreno pulito e successiva piantumazione.
All'incontro erano presenti la sindaca di Seveso Alessia Borroni, Roberto Curati Comandante della Polizia Locale e dirigente del settore Ecologia, l'amministrazione di Meda con gli assessori Andrea Bonacina e Andrea Boga, Antonio Mambriani per l'Ente Regionale Servizi Agricoltura e Foreste (ERSAF), Umberto Tolino per la Fondazione Politecnico di Milano, Patrizia Colombo e Oriana Oliva per Legambiente Lombardia.


G
LI INTERVENTI DEI GRUPPI CHE HANNO LAVORATO PER IL BOSCO DELLE QUERCE
Dopo Beatrice Oleari di FARE che ha illustrato le attività svolte nel 2022/23 con INSIEME PER IL BOSCO, hanno preso parola i gruppi e le associazioni con Maurizio Zilio del circolo Laura Conti di Legambiente Seveso, Gemma Beretta di Natur&, Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente Meda e con Cristina Minà di Seveso Futura, approfondendo le tematiche espresse nei "Semi di Bosco".
 
Seme Respiro
É il seme che scopre i ritmi della Natura e del Bosco (macrocosmo) cui appartiene anche l'Essere Umano (microcosmo). Il rispetto della natura equivale al rispetto per sé stessi.

Seme Equilibri
Il Bosco delle Querce co-abita con la comunità umana. Vi deve essere comprensione della sua natura speciale e dei suoi fragili equilibri, del bisogno di cura, rispetto e tutela di questo luogo. Il Bosco non è un palcoscenico per le attività umane ma un ecosistema con cui interagire.

Seme Memoria

Un seme utile per ricostruire la storia del Bosco, creato dall'uomo e ineludibilmente legato al disastro della Diossina fuoriuscita dalla fabbrica ICMESA di Meda, proprietà della multinazionale svizzera Givaudan - La Roche. La Memoria è una linea del tempo che deve restituirci non solo la storia di un danno ambientale ma anche il rapporto tra il Bosco e la sua collettività.

Seme Evoluzione
É l'impegno a far crescere la consapevolezza della specificità e della storia del Bosco delle Querce.
É sensibilizzare ed agire per la sua cura, con la difesa e tutela dell’ambiente, della biodiversità, della buona gestione. É pensare al suo Futuro promuovendone l'ampliamento con l'estensione dei suoi confini diffondendo il significato che rappresenta e i suoi semi su tutto il territorio.

Seme Conoscenza
Frequentare il Bosco facendosi permeare dalla sua natura. Conoscere, sviluppare consapevolezza, ascolto e generare nuove sensibilità. C'è una storia che mostra la potenza della natura, che da un deserto compromesso dall'uomo, cresce, evolve e diventa un bene comune.

Su questi Semi, gli interventi hanno hanno riportato la necessità ineludibile di continuare a fare MEMORIA su ciò che è successo prima e dopo il 10 luglio 1976, ricostruendo la linea temporale che vide momenti alti di partecipazione della cittadinanza, arrivata a bocciare l'inadeguato insediamento di un forno inceneritore in loco ove bruciare i materiali contaminati e preferendo la strada d'una bonifica con stoccaggio nelle due vasche poi realizzate dentro quello che diverrà il Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce.



Le date significative per il Bosco delle Querce (clicca sopra per ingrandire)

É stata poi posta l'attenzione sul Bosco che va gestito non come divertimentificio o luogo a totale e subalterna disposizione alle attività dell'umano. Per questo all'apertura della porzione medese, fatto di per sè positivo poichè costringerà l'amministrazione medese ad un maggior impegno, deve seguire una gestione controllata che mantenga la vocazione Naturalistica dell'area utilizzando la sentieristica minimale esistente senza interventi o percorsi invasivi.

Anche l'evoluzione e il futuro di questo polmone verde è stato preso in considerazione e riportato dai gruppi durante l'incontro.
Va dato seguito alla possibilità di ampliamento del Bosco nella porzione sevesina in corrispondenza della zona ad ovest prospicente via Redipuglia/Masciadri e sopratutto ad est in via della Roggia, quest'ultima più ampia ma purtroppo interessata da opere complementari del progetto Pedemontana che se realizzata la ridurranno.
L'idea di ampliamento viene da lontano poichè già nel 1993 era caldeggiata dal dott. Mario Di Fidio in uno studio commissionato da Regione Lombardia.
Le amministrazioni di Meda e Seveso devono cogliere e impegnarsi per concretizzare questa possibilità.

L'area di ampliamento del Bosco delle Querce
 
Ampliamento e aggregazione del PLIS GRuBRia