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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
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lunedì 24 novembre 2025

VARIANTE AL PTCP PROVINCIALE: IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB CHIEDE CHE SIA SOTTOPOSTA ALLA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA (VAS)

La Provincia di Monza e Brianza con Decreto Dirigenziale n. 893 del 03/04/2025, ha avviato il procedimento di Verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) relativo alla variante del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) e ha prodotto il Rapporto Preliminare di verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica.

Nel rapporto, per la Provincia sussistono le condizioni per una procedura semplificata che eviti l'assoggettazione alla VAS.

L'Ente classifica la Variante e le modifiche da apportare ai documenti e alle norme del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale come semplici revisioni delle norme per garantire una maggiore adattività del piano, come aggiornamenti cartografici e normativi conseguenti a nuove disposizioni normative e a tematiche emergenti e come adempimento correlato agli impegni assunti dalla Provincia nell’ambito di protocolli d’intesa per gli Ambiti d'Interesse Provinciale (AIP).
In buona sostanza per la Provincia si tratta di modifiche minori la cui futura applicazione non avrà effetti significativi sull'ambiente e il patrimonio culturale

Il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di MB, - di cui Sinistra e Ambiente di Meda è parte attiva, che aveva già presentato il 5-10-024 un contributo e suggerimenti propositivi per la Variante, dopo aver esaminato il Rapporto ha assunto valutazioni differenti rispetto agli intendimenti della Provincia e ha protocollato una serie di osservazioni argomentando e chiedendo che la Variante al PTCP sia sottoposta alla procedura di VAS.

Le osservazioni sono accompagnate da un comunicato per i media. 

 

La Variante 2025 al PTCP
rischia di aumentare il consumo di suolo e indebolire le tutele ambientali.
Va sottoposta a Valutazione Ambientale Strategica completa

L’Osservatorio PTCP di Monza e Brianza ha presentato alla Provincia una serie di osservazioni formali sulla “Variante 2025” al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), nell’ambito della procedura di verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
La variante non è una semplice “modifica minore”: dall’analisi dei documenti emergono criticità rilevanti che, secondo il Coordinamento, non possono essere valutate attraverso un semplice screening e rendono necessaria una VAS completa, trasparente e partecipata.

Perché una VAS completa ?
Secondo l’Osservatorio, la Variante — presentata come un insieme di aggiornamenti cartografici e tecnici e di adattività — può produrre effetti significativi e cumulativi sull’ambiente, sul consumo di suolo e sulla sicurezza del territorio.
Le osservazioni riguardano in particolare:

1. Flessibilità normativa che rischia di indebolire le tutele
Il nuovo impianto proposto introduce margini di interpretazione ampi nelle aree tutelate, con il rischio di aprire la strada a deroghe e trasformazioni difficili da controllare.
L'intenzione di rendere la disciplina più "interpretabile" e "flessibile" rischia di ridurre la certezza delle norme di salvaguardia e di favorire deroghe.
Secondo l’Osservatorio, serve maggiore chiarezza e stabilità delle norme per evitare arretramenti nella tutela del territorio.

2. Possibili nuove edificazioni in zone sensibili
Le modifiche all’art. 11 potrebbero consentire nuovi interventi edilizi anche in ambiti geomorfologicamente fragili, come valloni, orli di terrazzo e scarpate, se questi ricadono all’interno delle aree urbanizzate.
In Brianza, dove molte zone sensibili sono già inglobate nella città, ciò potrebbe aumentare il rischio idraulico e il consumo di suolo nelle aree meno adatte.

3. Impianti a fonti rinnovabili in aree agricole strategiche e in rete ecologica
Pur accogliendo positivamente lo sviluppo delle energie rinnovabili, il Coordinamento segnala che la Variante non definisce criteri chiari per l’installazione di impianti in ambiti agricoli strategici o nei corridoi verdi. 
Non è quindi valutabile l’impatto dei diversi interventi. “Senza regole precise – si legge nel documento – anche un intervento positivo può produrre danni alla continuità ecologica”.

4. Servizi di Interesse Provinciale non definiti
La Variante introduce una nuova categoria di interventi, i SIP – Servizi di Interesse Provinciale, ma non ne definisce la tipologia. 
Non sono quindi valutabili in modo trasparente gli impatti di funzioni potenzialmente collocabili anche nella Rete Verde, che è l’ossatura ecologica del territorio, in contrapposizione con l’obiettivo di non comprometterne la funzionalità.

5. Compensazioni ambientali troppo generiche
Il nuovo articolo sulla compensazione ambientale-territoriale non indica criteri misurabili né standard minimi.
Senza indicatori chiari, la compensazione rischia di diventare “una formalità che non garantisce un reale equilibrio ecologico”. 
Servono inoltre meccanismi certi di applicazione delle compensazioni.

6. Partecipazione insufficiente
La messa a disposizione dei documenti per soli 30 giorni è considerata insufficiente per permettere un confronto pubblico consapevole su scelte che influenzeranno il territorio per decenni.
L’Osservatorio chiede un incontro pubblico e un ampliamento delle forme di partecipazione.

La richiesta finale: più trasparenza e più tutela del territorio
Alla luce delle criticità esposte, l’Osservatorio PTCP chiede alla Provincia di assoggettare la Variante 2025 a Valutazione Ambientale Strategica completa, così come previsto dalle norme europee e nazionali quando un piano può avere impatti rilevanti sull’ambiente.
“Non siamo contrari agli aggiornamenti del PTCP – precisa il Coordinamento – ma riteniamo che qualsiasi modifica alle tutele ambientali debba essere valutata con massima attenzione.
La Brianza è già una delle aree più consumate d’Italia: ogni passo avanti verso una maggiore flessibilità urbanistica deve essere accompagnato da garanzie solide e verificabili.”

Monza, 24-11-2025

Coordinamento Ambientalista OSSERVATORIO PTCP di MB

Le osservazioni protocollate alla Provincia di MB:

giovedì 9 gennaio 2025

PROVINCIA DI MB: I DATI DELLE INTESE CHE HANNO CONSENTITO CONSUMO DI SUOLO NEGLI AMBITI DI INTERESSE PROVINCIALE.

Il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di MB di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva, dopo vari solleciti, ha ricevuto dalla Provincia di MB una presentazione che illustra la situazione delle Intese approvate sugli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP) sino al 2024.
Con un comunicato, il Coordinamento illustra i contenuti di questo documento accompagnandolo con sue valutazioni di merito riguardanti la scarsa efficacia dello strumento degli AIP che consentirà comunque un consumo di suolo.


LE INTESE SUGLI AMBITI DI INTERESSE PROVINCIALE
HANNO CONSENTITO CONSUMO DI SUOLO.

Uno dei compiti che ci siamo preposti come coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP è quello di una valutazione delle intese siglate dalla Provincia di MB sugli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP).
Per questo abbiamo più volte chiesto al Presidente della Provincia e agli uffici tecnici un elaborato che faccia il punto sulle intese frutto dei tavoli tecnici e sulla loro attuazione.
A distanza di circa 2 anni dopo un iniziale semilavorato incompleto e insoddisfacente, è stata ora presentata una tabella riassuntiva con i dati sulle intese finora siglate
Sono 30 i protocolli d’intesa sugli AIP sottoscritti dalla Provincia con i proponenti da aprile 2015 a marzo 2024
Si tratta di una superficie complessiva pari a 4.752.311 mq di cui 1.857.893 mq era già urbanizzata.
Sulla restante superficie libera pari a 2.894.418 mq le intese portano ad un consumo di suolo per le trasformazioni proposte pari a 900.529 mq, mantenendo liberi 1.993.889 mq.
Il suolo mantenuto libero è stato inserito per 1.686.205 mq in RETE VERDE, per 186.195 in Aree Agricole Strategiche e per 86.480 mq con impegni a  recepire nel PGT la previsione di ampliamento dei PLIS.
In buona sostanza le intese hanno consentito un potenziale ed ulteriore consumo di suolo di 900.529 mq pari al 31,9% del suolo libero presente negli AIP e traslato 1.993.889 mq pari al 68,8% del suolo libero presente negli AIP in una condizione di momentanea tutela in Rete Verde e nei PLIS.
Alle intese in AIP si aggiungono anche tre accordi dal 2018 al 2021 su 116.990 mq in CORRIDOIO TRASVERSALE DELLA RETE VERDE con un consumo di suolo di 46.410 mq pari al 39,6% della superficie interessata.
Vi sono poi 4 intese, dal 2020 al 2024, non ancora completate per AMPLIAMENTO ATTIVITÀ INDUSTRIALE ad Arcore, Biassono-Macherio e Ceriano Laghetto.

Per la Provincia di MB, l’intesa si assume come ATTUATA nel momento in cui il PGT del Comune è allineato con i contenuti definiti dall’intesa stessa.
Il controllo di coerenza viene esercitato in occasione della valutazione di compatibilità dei PGT.
La tabella non fotografa però il dettaglio dello stato di attuazione delle intese e questo non consente di conoscere l’effettiva concretizzazione di quanto definito nei contenuti dell’intesa, molte delle quali risultano senza piani attuativi.
Mancano elementi per conoscere e valutare le motivazioni delle mancate applicazioni delle Intese non portate a conclusione.
Un limite è poi determinato dalla mancanza di un termine temporale entro cui le intese vanno attuate  con la realizzazione di quanto definito per gli interventi di compensazione ambientale, di accorpamento volumetrico, di permute di terreni da inserire nella Rete Verde e nelle Aree Agricole Strategiche.
Non è condivisibile che le parti compensative dell’intesa quali le cessioni di aree libere per ambiti a maggior tutela, le piantumazioni, i filari alberati, siano in subordine rispetto alla concretizzazione delle Intese e abbiano quindi incerta e indefinita applicazione.
Le intese raggiunte non realizzate e quelle proposte non possono divenire una sorta di “diritto acquisito” per nuove edificazioni e ulteriore consumo di suolo libero.

Nei fatti, gli AIP si sono rivelati come un anello debole del PTCP, trattandosi di ambiti in cui è comunque consentita la trasformazione e il consumo di suolo ed è decisamente insufficiente l’interpretazione attuata dagli uffici di mantenere in esse una percentuale di suolo libero di almeno il 51% per definirle conformi al PTCP.
Con la Variante al PTCP annunciata, proprio sugli AIP il Coordinamento Osservatorio PTCP di MB ha inoltrato contributi e suggerimenti per rendere più stringente ed efficace la parte che li norma.

Monza e Brianza 8 gennaio 2025

Il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di MB

La tabella dei Protocolli d'Intesa tra Comuni proponenti Ambiti di Trasformazione in AIP e la Provincia di MB.


venerdì 11 ottobre 2024

PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA: SERVE UNA VARIANTE AL PTCP CORAGGIOSA PER FERMARE IL CONSUMO DI SUOLO

La Provincia di Monza e Brianza con la pubblicazione sul BURL dell'11-9-024 del Decreto Deliberativo del Presidente Santambrogio e della Relazione d'Avvio ha formalizzato l'inizio dell'iter del procedimento di variante del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale per revisioni, aggiornamenti, adempimenti, ai sensi dell’art.17 della L.R. 12/2005 e dell’art. 3.1 delle Norme del PTCP e contestuale procedimento di valutazione ambientale strategica (VAS).
Il Coordinameto Ambientalista Osservatorio PTCP di MB - di cui Sinistra e Ambiente di Meda è parte attiva- considera importante ora, così come fece più di 11 anni fa durante le sue fasi di stesura, continuare ad occuparsi del PTCP, uno strumento che potrebbe consentire, con le sue indicazioni e norme, una supervisione e un indirizzo alla pianificazione urbanistica dei Comuni della Provincia di MB con l'obiettivo di fermare il consumo di suolo in un territorio fortemente antropizzato che continua a detenere il triste primato di prima Provincia in Italia con il 41% di suolo consumato.

Monza e Brianza 9-10-024
 
COMUNICATO STAMPA
 
SERVE UNA VARIANTE CORAGGIOSA PER FERMARE IL CONSUMO DI SUOLO
 
Il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di Monza e Brianza ha presentato, il 7-10-2024, i suoi contributi e suggerimenti nell'ambito dell'avvio del procedimento di variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.
Condividendo la necessità di aggiornamento di un piano che ha ormai 11 anni, l'auspicio è che non sia solo una variante normativa ma occasione per aumentare le tutele sulle aree libere e rigettare tutte quelle proposte che sono causa di un maggior consumo di suolo libero nella provincia più cementificata d'Italia secondo i dati del Rapporto ISPRA 2023.

Sugli Ambiti vallivi, nei quali andrebbe favorito il naturale scorrimento delle acque, fluviali e meteoriche, mantenendo gli obiettivi di delocalizzazione delle edificazioni esistenti, incombe invece la proposta di realizzare nuove edificazioni.
Incombe anche i rischio di nuovi poli produttivi, di centri della logistica e di data center, che il piano potrebbe individuare su aree libere e necessitano fin da subito opportune valutazioni in termini di ricadute ed effetti indotti su traffico comunale e intercomunale, inquinamento dell’aria e acustico.
Questi sono alcuni degli elementi di preoccupazione espressi dal Coordinamento a cui si aggiunge la richiesta di fare finalmente chiarezza sulle intese approvate e raggiunte relative agli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP), su cui la Provincia ha più volte promesso un rapporto ufficiale con dati completi che però non è mai stato stilato.
Sulle intese è importante conoscere quante si sono concretizzate e avere informazioni sugli accorpamenti volumetrici, sulle compensazioni ambientali concordate, sulle permute di aree da inserire negli Ambiti Agricoli Strategici e nella Rete Verde.  
Sempre sugli AIP è indispensabile chiedere una percentuale di suolo libero da conservare superiore al minimo solitamente applicato del 51%, del tutto insufficiente per la tutela del territorio.
Per le aree dismesse  occorre evitare la speculazione fondiaria e immobiliare e prevedere standard urbanistici e a verde da cedere in loco per impedire che chi ha lasciato andare in rovina un'area possa, per assurdo, essere premiato con maggiori volumetrie e minori cessioni, spesso monetizzate Questi contributi, il cui testo completo è disponibile a questo link, costituiranno la base per ulteriori osservazioni nelle successive fasi del procedimento della Variante.
 
IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB
 
Le proposte e i suggerimenti protocollati in Provincia di MB:

martedì 30 gennaio 2024

EX LOMBARDA PETROLI: PER GLI AMBIENTALISTI DELLA PROVINCIA DI MB PRIORITÀ ALLA BONIFICA E AD UN AMPIO PARCO URBANO

In questi ultimi mesi si è tornati a scrivere dell'area ex Lombarda Petroli di Villasanta.
La Lombarda Petroli era una raffineria che terminò la sua attività alla fine degli anni '80.
Il luogo in cui era insediata divenne poi tristemente noto nei giorni tra il 23 e il 27 febbraio del 2010 per la  fuoriuscita di una grande quantità di idrocarburi stoccati nei suoi serbatoi e finiti nel fiume Lambro e nel Po.
Dopo la chiusura dell'azienda ed il suo fallimento, dell'ampia area dismessa se ne è occupato il PGT del Comune di Villasanta.
Proprio sulle previsioni di pianificazione urbanistica sul comparto, si sono levate le polemiche e le contestazioni da parte della curatela fallimentare che vorrebbe ridurre l'area inedificabile verde a 37mila metri quadrati aumentando a 127mila metri quadrati la destinazione d'uso a comparto produttivo.
Il tutto con la necessità di una complicata e costosa bonifica che più soggetti cercano di usare strumentalmente al fine di accontentare chi chiede più superfici edificabili.

Sul tema è intervenuto il Coordinamento Ambientalista "Osservatorio PTCP di MB" - di cui Sinistra e Ambiente fa parte, che ha siglato un comunicato insieme con il Comitato Oasi del Sole di Villasanta


Difendiamo l'area verde di rigenerazione naturale 
nell'ex Lombarda Petroli di Villasanta

Sull’area ex Lombarda Petroli di Villasanta, pari a 150mila metri quadri, da cui si originò nel 2010 uno dei più gravi disastri ambientali in Italia, poi accertato dalla Magistratura essere di natura dolosa, è nata e perdura una complicata vicenda che val la pena illustrare.
Siamo in presenza di un fallimento con un curatore cui è stato demandato il compito di gestire la procedura e amministrare il patrimonio dell’imprenditore fallito, i cui creditori sono in gran parte enti pubblici.
Sinora la curatela del fallimento non è riuscita o non ha voluto procedere nel mettere all'asta il patrimonio, come si fa normalmente in queste situazioni, per poi ricompensare con il ricavato i creditori.
É presumibile supporre che non lo abbia fatto perché il valore attuale dell'area è inferiore alle somme da risarcire ai creditori e abbia perciò preferito tentare di valorizzare l'area per farle acquisire un valore nominale superiore.
Per ottenere questo risultato, ha sollecitato a più riprese una diminuzione di 28 mila mq della superficie libera, chiedendo che tale superficie vada ad ampliare il comparto edificabile con 20 mila mq.
In questa intricata situazione sono stati poi avviati una serie di ricorsi legali, uno vertente proprio sull'area non trasformabile.
Nel complesso si tratta di circa a una ventina di contenziosi giudiziari in corso, alcuni dei quali creati al solo scopo di rallentare l’iter di bonifica che il Comune è riuscito ad avviare, tramite complesse relazioni con Regione Lombardia.
Per la bonifica vi sono risorse economiche complessive che possono arrivare fino a 7 milioni di euro, comprensive di fondi del PNRR.
C’è però opposizione da parte della curatela fallimentare poiché con la bonifica fatta dalla Regione, quest’ultima ha la facoltà di addebitare i costi alla proprietà. Proprietà che però non può far fronte al pagamento e che conseguentemente potrebbe incorrere in una procedura di esproprio per il valore corrispondente.
La strategia della curatela è dunque quella di ricercare l’aumento del valore immobiliare del comparto ex Lombarda Petroli, da ottenere con la riduzione degli oltre 60000 mq di terreno non trasformabile previsti dal PGT di Villasanta e con il contemporaneo aumento della superficie e delle volumetrie dell’edificabile.
Questa operazione, per noi incondivisibile, è ritenuta necessaria per trovare un operatore che acquisterebbe l'area, accollandosene anche gli oneri di bonifica.
A dicembre 2023, è poi arrivata la sentenza del Consiglio di Stato in merito alla causa intentata dalla curatela fallimentare contro l’amministrazione di Villasanta proprio sulla quantificazione di 90mila metri quadrati a standard, ossia a usi collettivi, tra i quali figurano i noti 60 mila mq non trasformabili.
Anche se non viene adeguatamente chiarito ed è invece opportuno qui rimarcarlo, la sentenza lascia comunque intatta la facoltà dell’amministrazione di determinare questa destinazione chiedendone una “adeguata motivazione”, cosa che il Comune sta provvedendo a fare, essendo in corso la variante al Pgt.
Dopo quest’ultimo accadimento, la curatela, in assonanza con altri incauti soggetti, ha pensato bene di sostenere la realizzazione di un fantomatico hub ferroviario, con un contorno di altre mirabolanti ipotesi.
Nell’arena si gettano suggerimenti senza valutarli seriamente, senza stimarne l’utilità e la redditività, senza considerare il complesso iter e la necessità di una verifica di fattibilità e senza un approfondito e mirato studio di viabilità e traffico merci che un simile progetto richiederebbe, dovendo essere contemplato in un piano d'area con il coinvolgimento di enti, azienda ferroviaria, istituzioni e investitori, tenendo nel dovuto peso anche l’opinione della cittadinanza.
Una proposta del resto non nuova e del tutto simile a quella fatta nel 2004 dalla Ex Dogana di Concorezzo e ora come allora priva di fondamento operativo.

I gruppi firmatari del presente comunicato, ritengono che sia prioritario e indispensabile procedere da subito alla bonifica del comparto e che sia necessario tutelare il verde della rinaturalizzazione attualmente già spontaneamente in atto come risarcimento ambientale per il disastro subito dalla comunità nel 2010.
Sottolineano inoltre che le soluzioni proposte per le altre porzioni del comparto vadano perseguite con necessari, inevitabili e seri approfondimenti per poterne valutare la reale fattibilità.
Nell’area ex Lombarda Petroli va confermata una robusta aliquota di recupero a verde, evitando una cementificazione sconsiderata.
La trasformazione in un parco di cintura urbana, proprio a partire dalla porzione a verde attualmente lì prevista dal PGT comunale, consentirebbe altresì di ampliare il corridoio ecologico in essere.

Monza e Brianza 30-01-024

Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di MB
Comitato Oasi del Sole Villasanta


Nella foto, a dx l'area dei serbatoi ex Lombarda Petroli, a sx i capannoni dell'ex insediamento Addamiano


venerdì 9 dicembre 2022

I SUGGERIMENTI DEL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP ALLA VAS DEL PIANO URBANO DELLA MOBILITÁ SOSTENIBILE DELLA PROVINCIA

IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP di Monza Brianza, di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva,  raggruppa molte sigle del movimento ambientalista della provincia e ha protocollato lo scorso 7 dicembre 2022, venti suggerimenti e proposte nell'ambito della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS).
Analizzando la corposa documentazione elaborata dalla Provincia, è stato fatto rilevare inizialmente come sia passato molto tempo dai precedenti piani sulla mobilità (Moving Better del 2013 e Piano Strategico della Mobilità Ciclistica del 2014) e che di detti piani non si conosce quali siano stati i passaggi di reale implementazione. Dove sono gli obiettivi e i risultati raggiunti?
Rilevare gli spostamenti con le province confinanti, quantificare i parametri Reddito- Popolazione e Tendenza insediativa – Mobilità e il numero degli addetti delle unità locali sono le prime richieste essenziali per la valutazione della mobilità provinciale utilizzando anche i dati ricavati dal censimento ISTAT
Non vanno trascurati gli impatti sul suolo e sull'ambiente. Quantificare le intese approvate e sottoscritte negli Ambiti di Interesse Provinciale, le previsioni dei PGT dei singoli comuni e le aree che saranno consumate da Pedemontana, devastante dal punto di vista ambientale in particolare per molte aree verdi di pregio comprese nei Parchi.
Il completamento di questa autostrada è al centro di un acceso dibattito con l'opposizione dei territori perchè preferita ad ogni altro tipo di investimento sul trasporto pubblico e di messa in sicurezza dei tratti stradali esistenti. Non possono nemmeno essere trascurate dal PUMS le emissioni inquinanti e climalteranti indotte dall'infrastruttura e soprattutto servono nuovi studi sugli effetti per il traffico locale, oggi carenti come da dichiarazione della provincia stessa dello scorso 3 dicembre.

Il PUMS, secondo il coordinamento, deve essere chiaramente monitorato in termini di attuazione per evitare l'ennesimo bel documento riposto in un cassetto. Opportuno reperire esempi di soluzioni al traffico di città medie, come Monza, evitando di concentrarsi solo sul modello di Milano
In conclusione è stato suggerito uno scenario di sviluppo più equilibrato, moderno e con analisi in tempo reale, oggi possibili, affiancando a tutto questo adeguati vincoli sulle aree che attualmente sono ancora agricole e libere da edificazioni.

martedì 19 aprile 2022

IL VERDE E LE INTESE SUGLI AIP NEL PTCP PROVINCIALE

 

Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) contempla che nelle aree qualificate come Ambiti di Interesse Provinciale (AIP) qualora siano oggetto di pianificazione da parte dei comuni con nuove edificazioni (residenziale, commerciale, terziario, produttivo) le stesse siano oggetto di un confronto con la Provincia di MB. Affinchè la pianificazione (e l’edificazione) si concretizzi nell’iter del Piano di Governo del Territorio (PGT) il confronto tra il Comune (cui spesso si affianca il privato promotore) deve chiudersi con una Procedura d’Intesa formalizzata con decreto del Presidente della provincia di MB.
Negli AIP è purtroppo consentito il consumo di suolo pur se assoggettato ad una Procedura d’Intesa dove le volumetrie vengono accorpate per avere una prevalenza dello spazio libero e vengono definiti elementi naturali per attenuare l’impatto degli edifici con filari e fasce arboree, nuove piantumazioni e a volte il trasferimento di aree che vengono inserite in Rete Verde o in Ambiti Agricoli Strategici (AAS). Le prime Intese sono datate 2015, subito dopo l’adozione del PTCP.
Il coordinamento ambientalista“Osservatorio PTCP di Monza e Brianza” ha passato al setaccio le Intese e ha purtroppo rilevato, a distanza di tempo, che alla data in cui scriviamo, molte delle opere ambientali previste non hanno ancora preso forma. La normativa provinciale non prevede infatti un obbligo temporale entro cui debbano essere realizzate.
I contenuti delle intese sono visibili sul sito della Provincia di MB in  Schemi di protocollo approvati e in Protocolli d'intesa sottoscritti.

Così, dopo aver esaurito la procedura d'Intesa l’edificazione con nuovo cemento sulle aree è consentito e può partire una volta completato l’iter del PGT comunale avente come atti finali il Piano Attuativo e il Permesso di Costruire, le prescrizioni ambientali possono restare, come se fossero sospese in un limbo, con il rischio di perdersi nel tempo e di risultare solo negli atti delle Intese.
Citando un caso tra i tanti esaminati, a Concorezzo nell'intesa del 2017 sono previste 30.000 mq di consumo di suolo e tra le altre opere compensative è previsto la realizzazione di un bosco di 10.000 mq. Alla data attuale, il bosco non è stato piantumato e pare che il Comune voglia ridiscutere l’Intesa.

A chi dunque compete il controllo sulla realizzazione delle opere di compensazione ambientale previste nelle Intese ? Entro quale limite temporale debbono essere realizzate ?

Vi proponiamo un breve e sintetico sunto degli interventi ambientali definiti nei PROTOCOLLI DI INTESA tra Comuni e Provincia di Monza e Brianza.

-Albiate DDP 27/2020
fascia arborea profonda 10 metri di circa 2000 mq (Via Cesare Battisti Albiate)
-Bellusco-Mezzago sett-2016
-Bellusco : Rimboschimento di 5600 mq (Via Roma Bellusco)
-Mezzago: area 3 sud nuovi parchi 3580 mq e area 3 nord parco da 1640 mq
Rilocalizzazione attività incongrue (e bonifica?) 3000 mq, 12200 mq di territorio da rinaturalizzare
bonifica area degradata 1900 mq circa
-Carate Brianza DDP 146/2018
Forestazione di 33.000 mq (Via del Pozzone Carate B.)
-Ceriano Laghetto maggio 2017
Percorso ciclo-pedonale di 1315 mt, filari arborei 2630 mt
verde pubblico 26.000 mq (Zona Vie Pellico-Giannetti-Sant'Ambrogio )
-Cesano Maderno DDP 45/202 Bonifica di 950 mq, Filare alberato 600 mt, Riqualificazione via Anna Frank
-Cogliate DDP 9/2018 Imboschimento di 9,700 mq (entro 2019 ?)
Progressivo imboschimento di 61,800 mq (V.le Rimembranze Cogliate)
-Concorezzo DDP 133/2017
Riqualificazione fasce boscate esistenti 22,600 mq
Potenziamento sup. boscata (voce A) 10,000 mq (via De Gasperi ang. Kennedy Concorezzo)
Filari alberati 650 mq, Percorso ciclo-pedonale 1000 mt
-Cornate D'Adda sett. 2017
Imboschimento 6300 mq (Via Berlinguer Cornate D'Adda)
-Desio genn. 2018
Realizzazioni forestazione per 18,000 mq contestuale alla edificazione (Via San Giuseppe Desio)
Fascia di mitigazione di 2460 mt (10 mt di profondità) contestuale alla cementificazione
(Via San Giuseppe -Filippo da Desio Desio)
-Giussano DDP 53/2019
Forestazione di 4700 mq (Via Orcelletto strada vicinale della Puradella Seregno)
-Limbiate DDP 29/2019
Nuovo bosco 3320 mq, Filari arborei 525 mt, Percorso ciclo-pedonale di 200 mt (Via Brindisi Limbiate)(Cimitero)
-Misinto DDP 45/2018 Fasce di mitigazione arborea profondità 10 mt
-Misinto DDP 121/2019 fascia di mitigazione arbustiva di 6 mt profondità
de-impermeabilizzazione e contestuale rinaturalizzazione di un’area degradata 325 mt
Percorso ciclopedonale- fatto (Via M. Bianco V. Misentasca Misinto)
-Varedo 26/11/2020
forestazione imboschimento (area A 1.2) (via Pastrengo Varedo)
Riqualificazione area boscata esistente, Percorso ciclo-pedonale, Filare (abbattuto)
Acquisizione Area libera 4550 mq (dove?), aree degradate da riqualificare attesa progetti (dove-quali ?)
-Varedo 2015
area di mitigazione 1000 mq, Percorso ciclo-pedonale 273 mt (zona Via Ravenna Varedo)

Articolo del Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP curato da: Sergio Arienti (Alternativa Verde), Colombo Alberto (Sinistra e Ambiente), Giorgio Majoli (Legambiente Monza), Gemma Beretta (Legambiente Seveso), Luca D'Achille (Un Parco per Bernareggio).

venerdì 18 febbraio 2022

APPROVATA UNA VARIANTE AL PTCP PROVINCIALE POCO INCISIVA: SERVIVA PIU’ CORAGGIO

In data 15-2-2022 si è conclusa in sede di Consiglio della Provincia di Monza e Brianza la discussione relativa alla variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) per l'adeguamento alla soglia regionale di riduzione del consumo di suolo, così come definito nella Legge Regionale 31/2014.
La maggioranza di centrodestra ha approvato il testo della Variante al PTCP nella versione precedentemente adottata e con sole pochissime modifiche conseguenti all'accoglimento di alcune osservazioni. Il gruppo Brianza Rete Comune si è espresso con un voto contrario.

Il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP, di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva, il 28-3-2021, aveva protocollato una serie di osservazioni atte a rendere più stringente e incisiva la variante.
Le osservazioni presentate sono state controdedotte dai tecnici della Provincia e, purtroppo, respinte con la motivazione di non essere pertinenti e/o tecnicamente non accoglibili. Le controdeduzioni le trovi qui. 
Un'impostazione tecnica rigida che non ha tenuto conto della necessità politica impellente di andare verso una riduzione significativa del consumo di suolo nella nostra Provincia.

Per poter dare voce alle nostre argomentazioni in sede di Consiglio Provinciale durante il momento di discussione delle osservazioni, delle controdeduzioni e della valutazione finale sui documenti della Variante, ci siamo interfacciati direttamente con i Consiglieri Francesco Facciuto e Giorgio Garofalo di di Brianza Rete Comune con cui abbiamo fatto un lavoro di approfondimento e commento sul nostro lavoro e anche su altri contributi.
Come era prevedibile, la Provincia di MB non ha saputo o voluto mettere in campo un provvedimento coraggioso e deciso per invertire la tendenza in un territorio dove il consumo di suolo, il degrado e la perdita delle funzioni dei nostri ecosistemi continuano a un ritmo insostenibile, che nemmeno questi due anni di pandemia hanno frenato.
Con una superficie urbanizzata attualmente stimata al 51% e la previsione di un'estensione al 54%, è dunque sul 3% di nuove previsioni edificatorie e di nuova urbanizzazione che interverranno di fatto i complessi meccanismi di applicazione della soglia di riduzione regionale previsti nella Variante.
Per la Provincia, questa introduzione della soglia ha l’obiettivo di riduzione dell’indice di consumo di suolo nel 2025 del 1% (da 54% a 53%). Un valore irrisorio, decisamente insufficiente e puramente simbolico.
Il provvedimento di Variante approvato non è sufficiente per affrontare i gravi problemi ambientali e climatici che abbiamo di fronte.

Non possiamo infatti dimenticare che consumare nuovo suolo significa anche privarci dei servizi ecosistemici quali la riduzione della permeabilità dei suoli, le perdite di produzione agricola e di materiali, il minor contenimento dell'inquinamento e dell'erosione,la riduzione dell'assorbimento di CO2 e della capacità di mitigazione dei cambiamenti climatici la perdita di impollinazione etc che le aree libere e/o boscate offrono.

Il dibattito in Provincia ha portato anche all'approvazione di un OdG che chiede il rafforzamento del sistema di tutele della Rete verde di ricomposizione paesaggistica, degli Ambiti agricoli strategici (AAS) e degli Ambito di interesse provinciale AIP) agendo su aspetti quantitativi e qualitativi.
Per ora e fino alla programmazione e approvazione di altri provvedimenti normativi, rimane una mera "dichiarazione d'intenti" che necessiterà di atti applicativi dipendenti dalla volontà politica di chi amministra la Provincia di MB.

Il Coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB

venerdì 2 aprile 2021

SOGLIA DI RIDUZIONE DEL CONSUMO DI SUOLO IN PROVINCIA DI MB: SERVE UNA VARIANTE AL PTCP PIÙ INCISIVA

Il 1 marzo 2021 si è tenuta la seconda Conferenza di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) che dovrà essere adeguato per recepire la soglia regionale di riduzione del consumo di suolo, così come definito nella LR 31/2014.
Questo adeguamento, previsto entro due anni dall’integrazione del Piano Territoriale Regionale (PTR), a sua volta avvenuta in ritardo di un anno (il 19 dicembre 2018 con pubblicazione sul BURL il 13 marzo 2019) arriva ben oltre la scadenza.
La Provincia non ha ancora approvato e adeguato il proprio PTCP e siamo solo nella fase di VAS: occorreranno ancora mesi prima di chiudere l'iter.
Dall'approvazione della L.R del 2014, sono passati quindi più di sei anni nel corso dei quali, gli immobiliaristi e i privati han potuto continuare a consumare suolo libero, in una Provincia che continua a mantenere il triste primato di territorio più cementificato d'Italia.
La documentazione della VAS evidenzia due dati importanti:
1) un fabbisogno di alloggi negativo (-5316), ovvero una eccedenza di offerta già al 2019 rispetto alla proiezione di crescita della popolazione al 2025. Questo significa che non c’è necessità di nuove superfici per l'edificazione di altri alloggi.

2) anche il fabbisogno di superfici per le altre funzioni, tipicamente il produttivo e il terziario presenta un segno “meno” nella simulazione di uno scenario sia basso che medio di crescita degli addetti e diventa positivo solo con uno scenario di crescita alto, situazione quest'ultima irreale sopratutto in questa fase di emergenza pandemica cui seguiranno certamente condizioni di contrazione del mercato. Anche in questo caso la realizzazione di nuova edificazione non è giustificata da reali esigenze.

 
È molto preoccupante la "fotografia" della Provincia di MB con ben il 54,90% di territorio occupato da aree antropizzate, il 33,19% da aree agricole, l'11,9% da zone boscate e ambienti seminaturali, lo 0,23% da corpi idrici, lo 0,04% da zone umide. L' Indice di Consumo di Suolo ha un valore medio provinciale del 53,90% ma con Lissone all'80,7%, Giussano all'80,3 %, Biassono al 75,3%, Nova Milanese al 71,7%, Sovico al 70,6 %, Bovisio Masciago al 70,25, Seregno al 70%, Cesano Maderno al 69,5% e molti Comuni oltre il 65%.
Per questo e altri indicatori, i Comuni sono stati raggruppati in 10 "Quadri Ambientali di Riferimento Provinciale" (QAP) suddivisi per livello di criticità (non critico con indice di CS <20%, poco critico con indice CS 20-35%, mediamente critico con indice CS 35-50%, critico con indice CS 50-65%, molto critico con indice CS <65%). 
-vedi anche il documento della Provincia qui
 

Nessun comune ha un livello non critico, solo 6 Comuni sono in fascia poco critica, 21 Comuni hanno un livello mediamente critico, 11 Comuni rientrano nel livello critico e 17 Comuni in quello molto critico.
Nonostante questi numeri, la Provincia ha fissato obiettivi quantitativi, al 2025, con soglie MASSIME di riduzione del 45% della superficie complessiva degli Ambiti di trasformazione (AT) a prevalenza residenziale e del 40% della superficie complessiva degli Ambiti di trasformazione (AT) per le altre destinazioni. Considerando però come riferimento gli AT vigenti al 2 dicembre 2014. Le soglie saranno poi definite e articolate tra i 10 QAP in cui sono raggruppati i Comuni.

ll dispositivo provinciale prevede però alcuni meccanismi di "premialità" per i Comuni: premialità che non è altro che un abbassamento della soglia stabilita di riduzione del consumo di suolo. Non si tratta di riduzione ma di possibilità di consumare di più.
Una scelta che i gruppi ambientalisti non condividono, considerato che le condizioni in cui versa il territorio provinciale, pesantemente edificato e antropizzato, non sono tali da consentire queste flessibilità che rendono meno stringente l'attuazione della norma.

La stima dei mq di riduzione del consumo di suolo, con le massime percentuale di riduzione, (45% e 40% rispettivamente) riferito su quelle che furono le previsioni di AT al dicembre 2014 sul residenziale, terziario, produttivo è di 4.150.000 mq.
Il criterio adottato di riferirsi agli AT non tiene purtroppo conto della scappatoia, scelta da molti Comuni, di inserire e prevedere l’edificabilità su suoli liberi anche nel Piano delle Regole (PdR), pur senza assoggettarli a Piano Attuativo.
È chiaro che, anche in questi casi, vengono inopinatamente consumate aree attualmente libere da edificazioni che non rientrano però nel computo della riduzione fissata. Questo aspetto va invece considerato e quantificato.
Per la Provincia, questa introduzione della soglia ha l’obiettivo di riduzione dell’indice di consumo di suolo nel 2025 del 1% (da 54% a 53%). Un valore irrisorio, decisamente insufficiente e puramente simbolico.
Attuare solamente un parziale rallentamento del consumo di suolo non può essere un risultato soddisfacente visti i livelli elevatissimi già raggiunti dalla nostra provincia.

Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB, di cui fanno parte comitati, associazioni e gruppi ambientalisti della Brianza, ha formulato e protocollato una serie di contributi, osservazioni e proposte ai fini di un apporto collaborativo al perfezionamento e alla semplificazione della variante.

Sotto, il contributo inviato alla Provincia di MB

 

 




lunedì 7 settembre 2020

ULTERIORE CONTRIBUTO DEL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB PER L'ITER DI VARIANTE AL PTCP PROVINCIALE

La Provincia di Monza e Brianza sta espletando la fase preliminare della Conferenza di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) riguardante la variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) di MB per l'adeguamento alla soglia regionale di riduzione del consumo di suolo (ai sensi della Lr 31/2014) e del Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS).
Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB (con Sinistra e Ambiente di Meda parte attiva) sta seguendo da tempo tutti i passaggi formali che riguardano gli aspetti connessi alla gestione del territorio provinciale, cercando, laddove possibile, d'intervenire con propri contributi.
Il 24-9-2019, l'Osservatorio aveva già inviato alla Provincia di MB una serie di suggerimenti propedeutici al Documento di indirizzo per l'adeguamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) alla soglia regionale di riduzione del consumo di suolo. 
Ora si tratta di contributi al documento di "scoping" cioè l'elaborato "di orientamento" nel quale vengono espressi i fondamenti e le metodologie sui quali verrà costruito il Rapporto Ambientale (RA) e che contiene la ricognizione dei primi dati ambientali, dai quali derivano le criticità e le problematiche che il RA successivamente tratterà in modo dettagliato.
Il documento di scoping riguarda anche l'iter di elaborazione e stesura del Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS), di cui sono fissati i Macro-obiettivi minimi obbligatori e i principali temi di approfondimento.
Va rimarcato che la Legge Regionale 31 sul consumo di suolo, non è particolarmente restrittiva, contiene moratorie e, pur essendo in vigore dal 2014, non ha certamente ne fermato ne rallentato l'aumento della cementificazione.


sabato 8 agosto 2020

LE OSSERVAZIONI DEL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB SULLA VERIFICA DI ASSOGGETABILITÀ A VAS DELLA VARIANTE AL PTCP PROVINCIALE SU INFRASTRUTTURE E MOBILITÀ

In Provincia di Monza e Brianza due sono le scadenze temporali che riguardano la gestione del territorio.

Il 12-8-020 è la data di scadenza per la presentazione di osservazioni/proposte sulla "Verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della Variante al PTCP in materia di infrastrutture per la mobilità" mentre il 10-09-020 è il termine limite per osservazioni/proposte per la "Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della Variante del PTCP per l’adeguamento alla soglia regionale di riduzione del consumo di suolo".

Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB (di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva e propositiva) ha rilanciato il suo contributo collegiale su alcuni aspetti riguardanti le infrastrutture e la mobilità, chiedendo anche un differimento dei termini temporali a settembre al fine di consentire la presentazione di ulteriori e più approfonditi contributi.

martedì 23 giugno 2020

IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP E I COMITATI MONZESI IN CONFERENZA STAMPA PER AVERE MONZA NEL PLIS GRUBRIA


Il 23-06-020, applicando le precauzioni di distanziamento, s'è tenuta a Monza la conferenza stampa del Coordinamento ambientalista Osservatorio Ptcp di MB e dei Comitati monzesi per promuovere l'adesione di Monza (con le aree verdi  del Villoresi, di S. Fruttuoso e del Casignolo) al PLIS Grugnotorto - Villoresi - Brianza Centrale (GRuBRia).
da sx: Maddalena Viola (Legambiente Circolo di Monza), Giorgio Majoli (coord. Osservatorio Ptcp), 
Alberto Colombo (Sinistra e Ambiente Meda e coord. Osservatorio PTCP di MB ), 
Giacomo Correale (Comitato via Boito e Comitati di Monza).
Alla stampa è stato consegnato il comunicato unitario ed è stata data l'informazione che la petizione on-line ha raccolto l'adesione di 1076 cittadini che vogliono Monza nel PLIS GRuBRia.
La petizione, con l'elenco dei sottoscrittori, è stata protocollata presso gli uffici del Comune di Monza affinchè Sindaco, Giunta e Consiglieri comunali ne prendano visione.



La rassegna stampa:




giovedì 14 maggio 2020

IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB CONTRARIO AI CONTENUTI DEL PIANO INTEGRATO D’INTERVENTO DELL’AREA EX-SCHIATTI A LENTATE SUL SEVESO

Tra le attività del coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP di MB, soggetto al quale aderiscono 15 associazioni, gruppi e comitati della Brianza (tra loro Sinistra e Ambiente di Meda), vi è anche quella di analizzare (laddove possibile) e valutare procedimenti di politica urbanistica dei Comuni del territorio.
L'OSSERVATORIO PTCP ha dunque protocollato una serie di osservazioni al Piano d'Intervento Integrato, riguardante l'area ex tessitura Schiatti nel Comune di Lentate sul Seveso.
Le osservazioni saranno, unitamente ad altre presentate dai gruppi di opposizione, dal locale Comitato Schiatti e da singoli cittadini, valutate e discusse in Commissione e in  Consiglio Comunale in occasione dell'iter di approvazione.
E' un PII che non convince, adottato in fretta e furia dalla Giunta della sindaca Laura Ferrari con contenuti che, se approvati e realizzati, inciderebbero pesantemente sulla configurazione urbanistica di Lentate sul Seveso.
Quella dell'Osservatorio PTCP è stata un'attività generosa di analisi approfondita e senza primogeniture di sigle. Chi ci ha lavorato ha scelto la collegialità evitando la presentazione di osservazioni distinte e separate da parte dei gruppi ambientalisti.

Sotto il comunicato del coordinamento.

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IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB
CONTRARIO AI CONTENUTI DEL PIANO INTEGRATO D’INTERVENTO (PII)
SULL’AREA EX-SCHIATTI A LENTATE SUL SEVESO

Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB (soggetto al quale aderiscono 15 associazioni, gruppi e comitati della Brianza), è stato coinvolto per valutazioni su di un Piano Integrato d’Intervento (PII) elaborato in fretta e furia dalla giunta di Lentate sul Seveso. Si tratta del PII riguardante l’area dismessa ex Schiatti, dove era attiva un’industria tessile nata nei primi anni del ‘900 e ora realtà concreta di archeologia industriale segnalata come tale, nel 2015, dal FAI (Fondo Ambiente Italiano).
Il sito è posto in posizione centrale e potrebbe costituire una cerniera, attraverso alcuni percorsi ciclabili, anche col Parco delle Groane e alcuni edifici pubblici, salvaguardando gli immobili per l’indiscutibile valore storico, testimoniale, urbanistico e sociale.
Purtroppo nulla di queste peculiarità è stato oggetto di ispirazione nell’elaborazione della proposta del PII adottato (con esigua maggioranza) dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 22 del 19 marzo 2020. 
Tutto viene demolito per fare spazio al solito capannone commerciale sede dell’ennesimo supermercato. Viene inserita anche una Residenza Socio Assistenziale (RSA) con un progetto altrettanto anonimo che potrebbe essere realizzato identico altrove, ma non così in un nucleo di antica formazione.
Scompare la memoria storica e nulla di quegli edifici viene mantenuto e salvaguardato.
Il progetto adottato creerebbe un “non luogo” incapace di cogliere gli aspetti storici, urbanistici e sociali, collocandovi una funzione commerciale inutile e dannosa soprattutto per il piccolo commercio di vicinato che ancora permane in quella parte del comune.
Il progetto non è nemmeno stato sottoposto alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) così come richiesto dalla Provincia di MB.
Abbiamo pertanto elaborato e protocollato 9 osservazioni che dovranno essere vagliate dall’amministrazione e discusse in sede di Consiglio Comunale.
Due osservazioni chiedono di non approvare il PII, così come adottato, per l’incompatibilità del PII stesso rispetto al valore storico e architettonico della struttura tenendo invece in considerazione le richieste puntuali  dal locale Comitato Area Schiatti, promotore di  una petizione online.
Altre due osservazioni riguardano gli aspetti agronomici e la tutela del verde lì esistente. 
Si fa richiesta di una dettagliata relazione agronomica con una perizia sulle condizioni degli alberi presenti e la valutazione della qualità del patrimonio arboreo nonché la conservazione delle essenze esistenti e la loro valorizzazione per l’importanza ambientale e storica.
L’inserimento nel PII di una nuova media struttura di vendita (in una zona già satura di tali strutture) desta ulteriori preoccupazioni: per la viabilità, per l’inquinamento acustico e atmosferico da traffico indotto e per le ricadute negative sui negozi di prossimità. 
Questo ci ha portato a formulare tre osservazioni che sollecitano relazioni d’approfondimento su queste criticità, non trattate nella documentazione del PII adottato.
Importanti le ultime due osservazioni con la richiesta di annullamento della deliberazione del CC n. 22/2020,  il riavvio del procedimento assoggettando il progetto a Valutazione Ambientale Strategica (VAS). 
E’ stata infatti riscontrata la mancata stesura della (VAS) pur richiesta dalla Provincia di MB e anche ai sensi della LR 12/2005 che lo prevede qualora, come avvenuto nel caso in esame, si attuino varianti al Documento di Piano che è atto costitutivo del Piano di Governo del Territorio (PGT) vigente.

13-05-2020

IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP  DI MB

Email: osservatorio.ambientalista.mb@gmail.com

mercoledì 1 aprile 2020

TRATTA B2 DI PEDEMONTANA: PRONTO IL PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA REVISIONATO, MA ANCORA NULLA VIENE COMUNICATO

E' passato del tempo da quando l' 11-10-2019 è stato emanato e successivamente pubblicato sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia (BURL) il Decreto 14639 della Direzione di Settore (DDS) Struttura Bonifiche avente oggetto l'ADOZIONE DELLA DETERMINAZIONE DI CONCLUSIONE POSITIVA DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI DECISORIA del 17-9-2019 riguardante il Progetto Operativo di Bonifica elaborato da Autostrada Pedemontana Lombarda.
Il citato Decreto Regionale ha formalizzato i contenuti della Conferenza dei Servizi del 17-9-019 disponendo che "tutte le osservazioni e prescrizioni impartite dalle Amministrazioni presenti in Conferenza di Servizi, per quanto non modificate e/o integrate dalla determinazione di conclusione della stessa ed evidenziate nei punti precedenti dovranno essere recepite dalla Società Autostrada Pedemontana Lombarda, attraverso la presentazione di un documento di aggiornamento del Progetto Operativo di Bonifica (P.O.B.) che sarà oggetto di valutazione da parte delle Amministrazioni interessate circa la congruità delle prescrizioni impartite; le eventuali difformità a quanto prescritto e approvato potranno eventualmente essere oggetto di una nuova indizione di Conferenza di Servizi".
I gruppi di Sinistra e Ambiente di Meda e il circolo Legambiente "Laura Conti" di Seveso hanno pertanto chiesto al Consigliere Regionale dell'M5S Marco Fumagalli, sempre disponibile a fornirci supporto, di verificare se nel frattempo sia stata elaborata un'integrazione al Progetto Operativo di Bonifica, così come previsto nel Decreto Regionale 14639.
L'accesso agli atti ci ha reso edotti che il Progetto Operativo di Bonifica Revisionato è già stato elaborato ed è stato acquisito ai protocolli degli Enti e delle Amministrazioni interessate sin dal 20 dicembre 2019.
Alcuni enti (ARPA, Provincia di Monza e Brianza, Comune di Cesano Maderno) si sono già espressi "prendendo atto dei riscontri alle prescrizioni".
Successivamente – per la precisione, il 12-3-2020 - la Direzione Generale Ambiente, Clima e Bonifiche di Regione Lombardia ha trasmesso la sua nota ad APL, CAL, ARPA, ATS, Provincia di MB, Comuni di Barlassina, Meda, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago, Desio, Parco Reg. Bosco delle Querce e altri uffici regionali.
Nella nota degli uffici di Regione Lombardia, si certifica che il Decreto regionale 14639 non necessita di modifiche e integrazioni.
Nei fatti risulta dunque pressochè chiusa la fase di elaborazione del Progetto Operativo di Bonifica, fatto salvo l’adeguamento delle garanzie finanziarie, in riferimento all’aggiornamento del quadro economico del progetto connesso ad un aggiustamento del quadro economico (spesa stimata per il POB salita ora a circa 10,2 milioni di euro).
L'accesso agli atti in Regione Lombardia non ci ha consentito di avere, al momento, disponibilità del Progetto Operativo di Bonifica Revisionato.
Il progetto è protocollato e depositato in formato cartaceo e CD presso gli uffici regionali e dei Comuni ma non è accessibile in Regione poichè "stante le disposizioni impartite dal Segretario generale della Giunta regionale in merito alle modalità organizzative straordinarie legate all’emergenza Covid-19, non risulta al momento possibile accedere da parte del dirigenti e funzionari della Struttura Bonifiche agli uffici per effettuare la copia del progetto richiesto e dei relativi allegati".
Sinistra e Ambiente di Meda e il Circolo Legambiente "Laura Conti" di  Seveso hanno nel frattempo provveduto ad avanzare richiesta di accesso agli atti presso i Comuni di Seveso e Cesano Maderno auspicando tempi più celeri per ottenerne copia.
Non ci attendiamo comunque grossi cambiamenti poichè l'elaborato non può che aver recepito e implementato le parziali accettazioni delle richieste, per noi timide e insufficienti, che i Comuni interessati hanno avanzato in Conferenza dei Servizi e le più puntuali prescrizioni della Provincia e di ATS. (Ne avevamo scritto in:  DECRETO REGIONALE E DOCUMENTAZIONE DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI SUL PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA DI PEDEMONTANA) .
Sui contenuti del Progetto Operativo di Bonifica s'erano insieme espressi  Sinistra e Ambiente di Meda, il Circolo "Laura Conti" di Legambiente Seveso, Legambiente Lombardia e il Dr. Edoardo Bai dell'Associazione Medici per l’Ambiente - ISDE e Comitato Scientifico di Legambiente Lombardia, presentando ai Comuni una serie di dettagliate osservazioni congiunte, purtroppo non valutate con la dovuta attenzione. (vedi: PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA DI PEDEMONTANA: GLI AMBIENTALISTI SCRIVONO AI SINDACI).
Sembra che le istituzioni locali si siano accontentate di un Progetto Operativo di Bonifica dettato principalmente da esigenze di "risparmio". Rammarica poi constatare il loro adeguarsi alla modalità opaca con cui Regione Lombardia fa procedere l'iter di Pedemontana, comprensivo del Progetto Operativo di Bonifica, non sentendosi in dovere di tenere costantemente informata la cittadinanza sui contenuti di questa importante procedura che si concretizzerà, pesando sulla vita quotidiana e probabilmente anche sulla nostra salute, qualora APL trovasse i fondi per il completamento dell'inutile e impattante autostrada.
Intanto, all'oggi, sulla pagina dedicata del Comune di Seveso (vedi sotto) solo titoli ma .... nessun documento.
Anche altrove, sui siti di comunicazione ufficiali, il nulla.

Sinistra e Ambiente Meda e Circolo Legambiente Seveso "Laura Conti" 


I documenti richiamati nel comunicato





mercoledì 11 marzo 2020

PETIZIONE PER AVERE MONZA NEL PARCO GRUGNOTORTO-VILLORESI-BRIANZA CENTRALE

Una petizione dei gruppi e delle associazioni del coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB (di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva) chiede che Monza concretizzi la sua adesione al Parco Locale di Interesse Sovraccomunale Grugnotorto-Villoresi-Brianza Centrale (GruBria).
Firma anche tu.

Per firmare, clicca sull'immagine o qui.