Dopo l'evento del 4 luglio 2026 sul Sapere Operaio e la Nocività, anche la serata, sempre organizzata dal Coordinamento di gruppi ed associazioni INSIEME PER LA MEMORIA E IL FUTURO DEL BOSCO DELLE QUERCE, tenutasi a meda il 23-9-026 con il patrocinio delll'amministrazione medese e della Fondazione Monza e Brianza, ha raccolto un'ottima presenza di cittadini e cittadine interessati all'argomento sulla salute dei viventi dopo il disastro della diossina dell'ICMESA del 10 luglio 1976.
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| Beatrice Oleari di Fare e Gemma Beretta di Legambiente Seveso |
Tutte le iniziative, avviate ormai da 4 anni, hanno seguito due filoni ben definiti: far vivere con attività compatibili e non impattanti il Bosco delle Querce facendo comprendere il significato di questo luogo indissolubilmente legato al disastro della Diossina dell'ICMESA del 1976 e rinnovare con eventi mirati la Memoria, senza alcun annacquamento in occasione del 50° anniversario di quella tragedia.
| Al centro Luigi Losa della Fondazione monza e brianza |
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| L'intervento del Sindaco di Meda Luca Santambrogio (a sx) |
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| Alberto Colombo |
Ha informato sulle campagne di monitoraggio sanitario effettuate dal 1976 in avanti, riprendendo da esse i dati sugli effetti acuti con i casi di cloracne, sull'aumento dei fattori d'incidenza per una serie di patologie, dalle malattie cardiovascolari alle leucemie, ai linfomi non-Hodgkin, ai tumori etc. nonchè sulle conseguenze sulla salute generativa e mentale, sul sistema riproduttivo e su quello generativo, con il dramma delle interruzioni di gravidanza.
Tutti aspetti e dati delicati e anche controversi, poco trattati in eventi pubblici e ripresi solo in consessi medici o su riviste specializzate ma che meritano maggiore diffusione e approfondimento, così come s'è cercato di fare durante la serata.
| Dario Consonni |
La sua è stata una relazione basata esclusivamente sull'evidenza degli studi di cui si è occupato direttamente.
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| La sintesi degli studi epidemiologici presentati da Dario consonni |
Oltre alle reticenze dell'ICMESA-Givudan-Hoffman-La Roche ha sottolineato le assenze, dimenticanze, tolleranze, delle diverse autorità (Sindaco, Ufficiale Sanitario, Medico Provinciale, CRIAL) che avrebbero dovuto vigilare e intervenire preventivamente prima dell’inizio della nuova produzione del Triclorofenolo.
Il panorama legislativo nel 1976 consentiva attività di controllo applicando le normative vigenti quali il Testo Unico LL. SS. del R.D. del 1934 articoli 216 e 217, la Costituzione della Repubblica con gli articoli 32 e 41, il Codice Penale articoli 674 e la Legge 615 del 1966 sull' inquinamento atmosferico.
Anche le fasi post fuoriuscita della Diossina furono come è noto caratterizzate da molti errori, omissioni e scelte politiche più che tecniche.
Quaianni ha ricordato come il lavoro degli operatori sanitari non fu semplice e non sempre fu facilitato. Spesso infatti l'Ufficio Speciale e Regione Lombardia imposero metodologie e tempi non condivisi dai sanitari, ignorando anche un confronto di merito.
| Giusi Bonacina |
| Pubblico numeroso e attento alle relazioni. |

























