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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

venerdì 28 maggio 2021

POTENZIAMENTO LINEA FERROVIE NORD NODO SEVESO-MEDA-CAMNAGO: PARTE L'ITER SUL PROGETTO DEFINITIVO


Ci eravamo già occupati nel 2018 del progetto di potenziamento della linea Ferroviaria di Trenord al nodo di Seveso-Meda-Camnago.
Ci sono ora delle novità.
In data 18/5/2021 Regione Lombardia ha dato avviso e pubblicato la documentazione relativa all’avvio del procedimento di approvazione del progetto definitivo relativo all’intervento per la realizzazione dei raddoppi ferroviari nelle tratte Seveso-Meda e Seveso-Camnago e delle opere sostitutive del Passaggio a Livello PL in comune di Seveso (prog. km 20+297 – 21+426), sulle linee ferroviarie Milano - Seveso – Asso e Seveso - Camnago.
Gli interventi previsti ricadono nei territori dei comuni di Barlassina, Lentante sul Seveso, Meda e Seveso.
Si tratta del raddoppio della linea ferroviaria da Seveso a Meda, del prolungamento a doppio binario a partire da Seveso sino a Camnago, della chiusura dei due passaggi a livello posti prima (corso Montello) e dopo la stazione di Seveso (via Manzoni) con realizzazione di un sottopasso veicolare e di una passerella ciclo-pedonale.

SEVESO
Le soluzioni progettuali identificate sono state molto dibattute e hanno suscitato parecchie perplessità tra alcune forze politiche presenti in Consiglio Comunale. Rispetto alla precedente ipotesi, molto è cambiato. L'attuale soluzione prospetta un sottopasso a doppio senso di marcia realizzato con imbocco sulla via Zeuner (parallela alla linea ferroviaria) e passaggio sotto l'area della stazione stessa per sbucare in via R. Sanzio, dalla parte opposta. Evidentemente verrà ridisegnata la viabilità della zona poichè la chiusura dei due PL interromperà la continuità attuale di via Montello e di via Manzoni. Nel complesso ex Schwarzenbach un edificio dovrebbe essere demolito parzialmente e verrà creata una nuova viabilità d'accesso.

Il sottopasso a Seveso

La passerella ciclopedonale con rampe di accesso e ascensori dovrebbe invece collegare via Sanzio con via Corridoni consentendo anche l'accesso alla banchina centrale della stazione.
 
La passerella ciclopedonale a Seveso

Parte delle opere è in ambito "Comparti Storici, Centri Storici e Nuclei di antica formazione" e nella fascia di rispetto fluviale. Si rende pertanto necessario il parere preventivo della Commissione per il Paesaggio e quella dell'Ente competente.

CAMNAGO
Gli interventi di ampliamento del sedime ferroviario occuperanno parzialmente alcune aree parte della rete ambientale comunale e provinciale. Nel documento d'inquadramento generale Ferrovienord promette che  la progettazione dovrebbe minimizzarne l'uso di suolo. Nel cronoprogramma è evidenziata anche la chiusura del passaggio a lovello (PL) di via Leoncavallo in zona Farga.

MEDA
Per quanto riguarda il raddoppio da Seveso verso Meda, anche in questo caso, parte dell'ampliamento del sedime ferroviario occuperà parzialmente alcune superfici della rete ambientale comunale e provinciale.  Il raddoppio da Seveso all'ingresso stazione di Meda comporterà il rifacimento del sottopasso dell'attuale superstrada ex ss35, del sottopasso della linea ferroviaria Milano-Como-Chiasso e del sifone di bypass lì presente. In corrispondenza dei due sottopassi, la sede del tracciato ferroviario verrà variata.
Oltre a questo, l'allargamento della sede ferroviaria per posare il secondo binario necessiterà di spazio e per questo, in Piazza della Chiesa verrà ridotto il calibro dell'attuale carreggiata parallela alla sede ferroviaria, risagomata l'area di verde urbano e rivista la viabilità. Una serie di aree lungo il tracciato ferroviario attuale verranno espropriate.
La zona P.za della Chiesa con il progetto di riduzione della strada

Alla stazione di Meda verrà ampliato il fabbricato del magazzino merci esistente con un locale dedicato ai dispositivi di segnalazione.
Il prolungamento dell'edifici Magazzino alla stazione di Meda

Sotto, le mappe con l'allargamento della sede ferroviaria a Meda, con le aree da espropriare.

Nel cronoprogramma (vedi sotto) sono anche comprese le "opere sostitutive del Passaggio a Livello di via Cadorna a Meda" che includono lo spostamento dell'alveo del Tarò/Certesa per il sottopasso lì localizzato.
Qui puoi scaricare la relazione generale.

lunedì 17 maggio 2021

FERMIAMO PEDEMONTANA: 23 MAGGIO 2021 DALLE ORE 10 PRESIDIO AMBIENTALISTA A SEVESO IN VIA DELLA ROGGIA/VIA DEI VIGNEE


Il 23-05-021 i gruppi medesi di Sinistra e Ambiente, di Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà con Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso e l'Associazione Seveso Futura organizzano un presidio presso l'area libera compresa tra via della Roggia, via dei Vignee e la superstrada Milano - Meda - Lentate S.S.
Si tratta di uno degli spazi residui rimasti liberi dalla cementificazione ma minacciato dal completamento dell'autostrada Pedemontana Lombarda, qui denominata Tratta B2.
La Pedemontana passerà sul sedime dell'attuale superstrada, debitamente allargata con sbancamenti che riguarderanno per 2 ettari anche il Bosco delle Querce.
Nei campi di via della Roggia  v'è la previsione di realizzare la viabilità di accesso all'infrastruttura, una vasca di laminazione a servizio e di dislocare il cantiere.
Tutto questo comprometterebbe irrimediabilmente l'area e la possibilità di includerla nel Parco Regionale Naturale del Bosco delle Querce.
Oltretutto, come è noto, nei campi di via della Roggia (già zona B), così come nei vicini svincoli medesi della superstrada e su tutta la tratta B2 comprendente Meda, Seveso, Cesano Maderno e Bovisio Masciago, le analisi chimiche della Caratterizzazione dei suoli del 2016 e le precedenti analisi del 2008 e 2012 sui terreni interferiti dal percorso autostradale hanno fotografato uno stato di contaminazione diffusa da Diossina TCDD, quella del disastro Icmesa del 1976.
La Caratterizzazione del 2016 era stata fortemente voluta dai gruppi ambientalisti locali (allora riuniti nel coordinamento Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile) e aveva restituito per la tratta B2 ben 219 superamenti della soglia per l'uso a verde/residenziale (10 ng eq/kg) e 21 superamenti del limite per l'uso industriale (100 ng eq/kg) mentre ad inizio tratta C, a Desio, i valori di diossina TCDD, pur presenti erano al di sotto di tali soglie.
Nell'area di via della Roggia sono presenti superamenti di entrambe le soglie.
Ai sensi del DL 152/06, per realizzare la Pedemontana, allorquando passerà nelle zone inquinate dal potente tossico, dovrà essere attuata una bonifica. Per questo la soc Autostrada Pedemontana lombarda (APL) ha  predisposto un Progetto Operativo di Bonifica (POB), approvato da Regione Lombardia.
Del POB, Sinistra e Ambiente e Legambiente Seveso  hanno seguito tutti i passaggi dell'iter leggendone con attenzione i contenuti e divulgandoli. E' un Progetto Operativo di Bonifica "al risparmio" e insufficiente su più punti che non risolverà comunque il rischio legato alla movimentazione di terreno contaminato.
In alcuni appezzamenti dove pure v'è presenza di Diossina TCDD oltre i 10 ng eq/kg, essendo le stesse considerate ad uso industriale (così è classificato l'intero perimetro autostradale e quindi con soglia a 100 ng eq/kg) e non ad uso verde/residenziale, non vi sarà scarifica con asportazione del terreno così come su altri suoli contaminati nello strato superficiale (Top Soil) oggetto di obbligo bonifica non verrà applicata la "franchigia di sicurezza" con un'asportazione maggiore rispetto ai primi 20 cm.
L'autostrada Pedemontana è dunque un'infrastruttura che causerà la scomparsa delle residue aree verdi ancora presenti sulla tratta B2, con annesso rischio Diossina TCDD, che verrebbe rimessa in circolazione dagli scavi. La zona di via della Roggia è esemplificativa di quel che qui accadrà e ne tratteremo al presidio in loco.

La Tratta C da Bovisio Masciago a Vimercate sarà interessata da occupazione e devastazione di aree libere verdi e boscate di pregio alcune delle quali comprese in Parchi. Lo stesso avverrà per la D da Vimercate a Dalmine, anche se per ora questa tratta non è contemplata nell'affidamento d'incarico realizzativo a Webuild.

Dinanzi a tale rovinoso scenario, serve fermarsi, serve rinunciare al completamento dell’infrastruttura.

Oltre a quello di Seveso, gli altri presidi, organizzati il 23 maggio evidenzieranno il danno che la Pedemontana potrebbe infliggere al territorio brianzolo.

Sinistra e Ambiente e Legambiente Circolo Laura Conti Seveso

Breve Rassegna Stampa:




sabato 15 maggio 2021

IL 23-05-021 PRESIDI SUL TERRITORIO DEI GRUPPI E DELLE ASSOCIAZIONI CHE CHIEDONO DI FERMARE IL COMPLETAMENTO DELLA PEDEMONTANA


I gruppi e le associazioni ambientaliste dopo il videoconfronto con i politici locali di sabato 8-5-021 sulla Pedemontana, promuovono un'altra iniziativa per comunicare la propria contrarietà al completamento dell'autostrada.

Si tratta di una serie di presidi che si terranno in più località lungo il progettato tracciato delle tratte B2, C e inizio D dell'infrastruttura. Qui puoi cliccare e vedere la mappa e aprire le descrizioni sui presidi.
L'evento sarà adeguatamente diffuso con diretta su FB e ad ogni presidio, i gruppi locali evidenzieranno le pesanti criticità di questa inutile, dispendiosa e impattante autostrada.

Per Meda e Seveso, Sinistra e Ambiente, Impulsi Sostenibilità e Solidarietà, Legambiente circolo Laura Conti di Seveso e Seveso Futura organizzeranno e saranno presenti al presidio nell'area libera di via della Roggia, via dei Vignee, via Senofonte - potenziale zona di ampliamento del Bosco delle Querce.
Questo spazio verrebbe totalmente compromesso dalle opere di viabilità complementare, dalla vasca di laminazione e, in fase realizzativa, dal cantiere.
Da non dimenticare: lì come altrove, il suolo è ancora contaminato dalla Diossina TCDD del disastro Icmesa del 1976. Su quest'area produrremo presto una scheda informativa correlata all'iniziativa del 23-05-021.


PEDEMONTANA: FERMIAMOLA.

Rieccoci con Pedemontana, un’autostrada che si aggiunge a strade già presenti e che poi porterà a chiedere altre strade.
In Brianza c'è molta ricchezza, ma un basso livello di qualità della vita, a causa dell'eccessiva urbanizzazione, del traffico caotico e della mortifera qualità dell’aria.
E' un modello di sviluppo da cambiare perché la Brianza non può e non deve essere un deserto di asfalto e cemento.
Sul tracciato dell’autostrada da completare, le criticità si sommano e le soluzioni non sono all’altezza.
Si pensa di affrontare il problema della Diossina TCDD, prodotta dal disastro dell'ICMESA e presente sulla tratta B2 (da Meda a Bovisio Masciago) con un Progetto Operativo di Bonifica “al risparmio”, insufficiente e comunque rischioso a causa della movimentazione di terreno contaminato.
Occupazione e devastazione di aree libere verdi e boscate di pregio interesseranno la tratta C (da Cesano Maderno a Vimercate) che nella prima parte attraversa pure un territorio particolarmente antropizzato. Lo stesso avverrà per la D (da Vimercate a Dalmine).
Non va dimenticato, per le tratte A e B1 già in esercizio, il bilancio economico insostenibile, con percorrenze ben lontane da quelle inizialmente previste e un resoconto ambientale disastroso con lo
sventramento del Bosco della Moronera a Lomazzo, il dimezzamento di quello della Battù a Lazzate e coi terreni agricoli distrutti. A questo va aggiunto il mancato completamento di tutte le compensazioni ambientali previste, alcune delle quali sono state ridotte o snaturate rispetto al progetto originale.
Dinanzi a tale rovinoso scenario, serve fermarsi, serve rinunciare al completamento dell’infrastruttura.
L'idea di Pedemontana è vecchia di 40 anni ed è da sempre sostenuta dagli interessi economici forti, rappresentati non solo dalle imprese legate alle costruzioni, ma anche da quelle che traggono profitto dalla costante urbanizzazione conseguente ad ogni nuova strada.
Pedemontana è ferma da tempo per mancanza di finanziamenti dagli investitori privati.
Regione Lombardia continua però a volerne ostinatamente il completamento, cercando, di attirare capitale privato con ambigue operazioni di supporto a mezzo di risorse pubbliche e sperando di attingere alla montagna di soldi in gioco anche per le infrastrutture.
In Brianza queste risorse economiche sarebbero molto più utili per realizzare infrastrutture non stradali, quali tramvie e metropolitane, per rafforzare la rete ferroviaria e la ciclabilità e per la scuola, per il welfare, per il sistema sanitario territoriale e la prevenzione.
Il dopo Covid sarà – ce lo auguriamo e operiamo per questo fine - un mondo diverso da quello di prima, anche in termini di mobilità e viabilità, si progetta il futuro guardando avanti e non indietro.
Pedemontana devasterebbe ulteriormente il territorio e aggiungerebbe problemi a problemi per l'ulteriore antropizzazione che essa induce. Non rappresenta la soluzione più adeguata ai bisogni di mobilità della Brianza, diversi secondo le aree.
Servono interventi differenti da quelli offerti da un'autostrada a pagamento, meno frequentata di quanto previsto anni fa e che congestionerà ulteriormente il traffico locale invece di alleggerirlo.
Chi si ostina a volere il completamento di questa impattante autostrada che ha un bilancio economico e ambientale disastroso, ci inganna perpetuando un modello di sviluppo sconsiderato e insostenibile e certo non vuole una vera transizione ecologica.

Si informa della possibilità di sottoscrivere la petizione “Fermiamo Pedemontana” su change.org e la petizione europea n. 0321/2020 ''No alla costruzione dell'A.P.L.''
 

Associazioni e gruppi ambientalisti per una mobilità sostenibile 
invitano i cittadini ai presidi
DOMENICA 23 MAGGIO 2021 DALLE ORE 9.00/10.00 
lungo il progettato tracciato autostradale:


1. SEVESO all’area verde prossima al Bosco delle Querce 
di via della Roggia, via dei Vignee, via Senofonte
2. BOVISIO MASCIAGO in via Cantù angolo corso Milano
3. DESIO presso parcheggio di via Michelini
in zona futuro svincolo di Pedemontana
4. BIASSONO 1 al sentiero delle Valli, 
svincolo tra futura autostrada e nuova SP6
5. BIASSONO 2 via Parco angolo via Madonna delle Nevi 
ad ovest del Lambro e della ferrovia MI/LC
6. ARCORE in Piazza Durini
7. VELASCA fraz. di Vimercate in Piazza Giordano Bruno
8. CARNATE in Via Gargantini sul sentiero di Passirano – Carnate
9. VIMERCATE/SULBIATE in Via Cascina Ca 
ingresso da via San Nazzaro di Vimercate

Ai presidi, gestiti dai gruppi locali, verranno illustrate 
le pesanti criticità indotte dall’autostrada

Promuovono:

Ass. Colli Briantei, Alternativa Verde Desio, Casa della Sinistra Seregno, 
Comitato Parco Groane Brughiera, Coordinamento No Pedemontana, 
Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Legambiente Biassono,
Legambiente circolo Gaia Usmate e Velate, Legambiente Seregno, 
Legambiente circolo Laura Conti di Seveso, Legambiente Desio, 
Lista per Biassono, Lista Altra Bovisio, Lista Passione Civica Cesano M,
Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi Sostenibilità e Solidarietà Meda, 
Gruppo Valle Nava Casatenovo, ImmaginArcore, Meltingpot Arcore, 
Monza per un Buon Clima, 
Fridays For Future Brianza, Fridays For Future Vimercate, Fridays For Future Bellusco
Seveso Futura, Sinistra per Desio, Un Parco per Bernareggio
 

martedì 4 maggio 2021

L' 8-5-021, SULLA PEDEMONTANA I GRUPPI E LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE SI INCONTRANO CON POLITICI E AMMINISTRATORI

Da aprile 2021, una serie di gruppi ed associazioni operanti sul territorio della Provincia di MB, tra cui anche i gruppi locali di SINISTRA E AMBIENTE di MEDA e LEGAMBIENTE CIRCOLO LAURA CONTI di SEVESO, hanno deciso di attivare momenti di confronto per identificare un percorso comune fatto di azioni ed eventi con lo scopo di informare e mostrare la contrarietà al completamento dell’autostrada Pedemontana Lombarda.
Una contrarietà argomentata e fondata sull'inefficacia di questa infrastruttura nel risolvere i problemi viabilistici della Brianza, sul rischio diossina TCDD del disastro Icmesa che ancora contamina le aree interferite dalla tratta B2 dell’autostrada e per l’occupazione e devastazione di spazi liberi e di aree verdi e boscate nella tratta C e D che il completamento comporterebbe.
Questi gruppi ed associazioni, anche con storie e pratiche differenti, intendono verificare la possibilità di un lavoro comune, augurandosi di riuscire a coinvolgere altre identità presenti sul territorio.
Tra le iniziative è programmato un momento di interlocuzione con partiti politici, alcuni dei quali presenti nell’assise regionale.

Per questo, sabato 8 maggio dalle ore 10, in videoconferenza pubblica, ripreso anche dalle pgine fb dei gruppi, si parlerà della Pedemontana con alcuni soggetti politici, auspicando un confronto anche con gli amministratori.

Lo scopo è di tenere alto il livello di attenzione su quest’inutile, dispendiosa ed impattante autostrada che Regione Lombardia continua ostinatamente a voler completare nonostante la sua realizzazione vada in direzione contraria alla necessità di un cambiamento radicale per la mobilità e ad una vera transizione ecologica.

L'elenco dei gruppi e delle associazioni che si stanno attualmente confrontando per definire momenti comuni di azione:

  • Associazione Colli Briantei
  • Lista per Biassono 
  • Legambiente Biassono
  • Legambiente Seveso
  • Legambiente Seregno
  • Legambiente Desio
  • Legambiente circolo GAIA Usmate Velate
  • Sinistra e Ambiente Meda
  • Impulsi Meda
  • Gruppo Valle Nava Casatenovo 
  • Sentieri e Cascine Casatenovo
  • Immaginarcore
  • Monza per un Buon Clima
  • Comitato Parco Groane Brughiera
  • Friday for Future Vimercate e MB
  • Coord. No Pedemontana
  • Seveso Futura
  • Comitato Ambiente di Bovisio Masciago
  • Lista Altra Bovisio
  • Lista Passione Civica Cesano M.
  • Alternativa Verde Desio
  • Sinistra per Desio
  • Un Parco per Bernareggio

Sul Giornale di Seregno dell'11-05-021 un servizio speciale che riprende i contenuti del videoconfronto sulla pedemontana.

Su MBNews un reportage dello stesso videoincontro che ha visto anche la partecipazione, come moderatore, del Direttore Matteo Speziali.

https://www.mbnews.it/2021/05/pedemontana-dibattido-plitico-sigle-ambientaliste/

domenica 11 aprile 2021

IL COLPEVOLE DISINTERESSE DEL SINDACO DI SEVESO CHE VUOLE LASCIARE LA GESTIONE DEL BOSCO DELLE QUERCE

Pochi giorni fa, il sindaco di Seveso Allievi, con il dissenso esplicito di una parte della sua maggioranza, ha espresso alla stampa locale la sua intenzione di affidare l'intera gestione (e i fondi) del Bosco delle Querce di Seveso e Meda (già Parco Naturale Regionale) all'ente Parco Regionale delle Groane.
Il pronunciamento di Allievi arriva dopo il recente e infelice tentativo di passare il monitoraggio delle vasche della diossina alla Regione. Regione che però, nel verbale del Comitato Tecnico Scientifico del Bosco delle Querce  (BdQ), chiede una verifica per probabile competenza della Provincia.
Prosegue quindi l'operazione di Allievi e della Lega per sganciarsi dalla responsabilità di conduzione di un'area verde che riveste aspetti di Memoria importantissimi essendo indissolubilmente legata al disastro diossina dell' ICMESA di Meda nel 1976.
Con la politica perseguita da Allievi si rischia la diluizione della memoria, la perdita dei presidi ambientali locali dedicati a un corretto esercizio di questo polmone verde.
Quello del sindaco di Seveso, con la complicità silente dell'amministrazione medese è un totale e colpevole disinteresse nel valorizzare e gestire questo luogo "simbolo",nel pianificare il corretto utilizzo dei fondi regionali stanziati, nel definire gli appropriati programmi di educazione ambientale. C'è un'unica volontà: quella di smantellare tutto per "cedere una Storia" ad altri. Non comprende o vuole ignorare il significato che ha il Bosco delle Querce.
È un'operazione miope e incondivisibile.
È invece importante che il governo del Bosco delle Querce e delle due vasche della diossina continui a rimanere in capo alle strutture locali, ripristinandone la loro efficienza.
Prima si torna a una corretta e efficace gestione, poi si dibatte con il territorio su prospettive future.
Dopo questa introduzione, curata da Sinistra e Ambiente per inquadrare l'argomento, pubblichiamo il comunicato elaborato congiuntamente da Sinistra e Ambiente di Meda e da Legambiente circolo "Laura Conti" di Seveso e dato alla stampa.

 
LA CUSTODIA DELLA MEMORIA DEL BOSCO DELLE QUERCE DI SEVESO E MEDA

Nel vuoto di gestione del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce che è la diretta conseguenza delle scelte fatte dal sindaco Allievi in questi due anni con lo smantellamento dei presidi ambientali e operativi per la sua gestione (se ne è parlato poco più di 15 giorni fa a proposito delle vasche con i rifiuti tossici della diossina che si trovano all’interno dell’area verde) il Sindaco stesso ora comunica alla stampa l’ipotesi di passarne in toto la gestione al Parco delle Groane.
Una intervista alla stampa è ben diversa da una interlocuzione – che sarebbe dovuta – con le associazioni ambientaliste del territorio e con la cittadinanza: una discussione aperta, coerente con la storia di questo luogo nato anche per l’impegno civico di una cittadinanza sconvolta dal danno ambientale del 1976 e altresì attenta a guidare dal basso e attivamente le scelte istituzionali. 
Memori della forza della cittadinanza sevesina che chiese a gran voce di non realizzare il forno inceneritore in quest’area, spingendo verso la più adeguata scelta di una bonifica, le amministrazioni Cassetta e Galbiati mantennero viva questa interlocuzione chiamando le associazioni del territorio a discuterne il futuro quando essa diventò finalmente proprietà di Regione Lombardia succedendo alla Givaudan La Roche che ne era prima titolare.
Governare una Città significa anche correre il rischio di un confronto leale e aperto e quindi assumersi le responsabilità delle scelte senza nascondersi dietro il formale rispetto delle procedure o, peggio, delegando ai tecnici – nel caso specifico al dirigente dell'area territorio del Comune – decisioni che sono politiche e che permettono ai cittadini e alle cittadine di giudicare l'operato di chi amministra.

Prima di cercare soluzioni per "esternalizzare" quello che le precedenti amministrazioni – in dialogo con la città – hanno gestito con cura e sguardo rivolto alle nuove generazioni – sarebbe doveroso conservare le buone pratiche consolidate con tanta fatica. 
Quel lavoro ha prodotto memoria condivisa: percorsi di educazione ambientale, una narrazione collettiva fissata su pannelli accessibili a tutti, un’ampia fruizione del Bosco delle Querce.
Quel lavoro, attento alle scadenze amministrative, ha confermato la presenza costante di ERSAF facendo del Bosco un luogo di ricostruita naturalità in città e, al contempo, un luogo di sperimentazione scientifica di biodiversità e un luogo di memoria.
Quel lavoro, con una struttura tecnica adeguatamente dimensionata, ha tutelato la salute della cittadinanza con il monitoraggio costante delle vasche che contengono i rifiuti contaminati dalla diossina. Ha permesso l’apertura di un centro visite – oggi chiuso non solo per il Covid ma per una irresponsabile scelta amministrativa – e ha contribuito ad accogliere giornalisti e visitatori da tutto il mondo confermando che Seveso è non solo il luogo del danno ma anche il segno di una possibile rinascita.
Quel lavoro ha contribuito a tenere vivo il senso di appartenenza di una comunità locale che, insieme alle associazioni e ai gruppi ambientalisti, ha saputo esprimere la sua forza nel grande abbraccio al Bosco delle Querce che, il 10 luglio del 2012, ci vide in più di 1000 a contrastare lo scellerato progetto di una autostrada all’interno dell’area del Parco.
Questo compito di tutela, trasmissione e custodia della memoria è dunque proprio della comunità locale e deve trovare adeguata espressione nella amministrazione che la governa.
Invece, in poco più di quattro mesi l’amministrazione Allievi ha inanellato una infelice serie di azioni: smantellamento dell’Ufficio ecologia con la conseguente drastica riduzione dell’operatività sulle attività inerenti il Bosco; mancata nomina della figura del direttore del BDQ, vacante da febbraio 2020; chiusura del Centro Parco allo Chalet; tentativo di delegare alla Regione la cura delle due vasche; accettazione supina del trasferimento della Fondazione Lombardia per l'Ambiente da Seveso e Milano e, da ultimo, ora, l’intenzione espressa sulla stampa locale di passare l’intera gestione del Bosco delle Querce al Parco delle Groane.
A tutto questo, si aggiunge l'assordante silenzio del Comune di Meda, nei cui confini si trova una porzione del Bosco delle Querce e una delle vasche. Il Sindaco di Meda, che è anche Presidente della Provincia, cosa pensa di tutto questo?

Seveso/Meda 11-04-2021

Sinistra e Ambiente Meda
Legambiente circolo “Laura Conti” Seveso
 
 
 


venerdì 2 aprile 2021

SOGLIA DI RIDUZIONE DEL CONSUMO DI SUOLO IN PROVINCIA DI MB: SERVE UNA VARIANTE AL PTCP PIÙ INCISIVA

Il 1 marzo 2021 si è tenuta la seconda Conferenza di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) che dovrà essere adeguato per recepire la soglia regionale di riduzione del consumo di suolo, così come definito nella LR 31/2014.
Questo adeguamento, previsto entro due anni dall’integrazione del Piano Territoriale Regionale (PTR), a sua volta avvenuta in ritardo di un anno (il 19 dicembre 2018 con pubblicazione sul BURL il 13 marzo 2019) arriva ben oltre la scadenza.
La Provincia non ha ancora approvato e adeguato il proprio PTCP e siamo solo nella fase di VAS: occorreranno ancora mesi prima di chiudere l'iter.
Dall'approvazione della L.R del 2014, sono passati quindi più di sei anni nel corso dei quali, gli immobiliaristi e i privati han potuto continuare a consumare suolo libero, in una Provincia che continua a mantenere il triste primato di territorio più cementificato d'Italia.
La documentazione della VAS evidenzia due dati importanti:
1) un fabbisogno di alloggi negativo (-5316), ovvero una eccedenza di offerta già al 2019 rispetto alla proiezione di crescita della popolazione al 2025. Questo significa che non c’è necessità di nuove superfici per l'edificazione di altri alloggi.

2) anche il fabbisogno di superfici per le altre funzioni, tipicamente il produttivo e il terziario presenta un segno “meno” nella simulazione di uno scenario sia basso che medio di crescita degli addetti e diventa positivo solo con uno scenario di crescita alto, situazione quest'ultima irreale sopratutto in questa fase di emergenza pandemica cui seguiranno certamente condizioni di contrazione del mercato. Anche in questo caso la realizzazione di nuova edificazione non è giustificata da reali esigenze.

 
È molto preoccupante la "fotografia" della Provincia di MB con ben il 54,90% di territorio occupato da aree antropizzate, il 33,19% da aree agricole, l'11,9% da zone boscate e ambienti seminaturali, lo 0,23% da corpi idrici, lo 0,04% da zone umide. L' Indice di Consumo di Suolo ha un valore medio provinciale del 53,90% ma con Lissone all'80,7%, Giussano all'80,3 %, Biassono al 75,3%, Nova Milanese al 71,7%, Sovico al 70,6 %, Bovisio Masciago al 70,25, Seregno al 70%, Cesano Maderno al 69,5% e molti Comuni oltre il 65%.
Per questo e altri indicatori, i Comuni sono stati raggruppati in 10 "Quadri Ambientali di Riferimento Provinciale" (QAP) suddivisi per livello di criticità (non critico con indice di CS <20%, poco critico con indice CS 20-35%, mediamente critico con indice CS 35-50%, critico con indice CS 50-65%, molto critico con indice CS <65%). 
-vedi anche il documento della Provincia qui
 

Nessun comune ha un livello non critico, solo 6 Comuni sono in fascia poco critica, 21 Comuni hanno un livello mediamente critico, 11 Comuni rientrano nel livello critico e 17 Comuni in quello molto critico.
Nonostante questi numeri, la Provincia ha fissato obiettivi quantitativi, al 2025, con soglie MASSIME di riduzione del 45% della superficie complessiva degli Ambiti di trasformazione (AT) a prevalenza residenziale e del 40% della superficie complessiva degli Ambiti di trasformazione (AT) per le altre destinazioni. Considerando però come riferimento gli AT vigenti al 2 dicembre 2014. Le soglie saranno poi definite e articolate tra i 10 QAP in cui sono raggruppati i Comuni.

ll dispositivo provinciale prevede però alcuni meccanismi di "premialità" per i Comuni: premialità che non è altro che un abbassamento della soglia stabilita di riduzione del consumo di suolo. Non si tratta di riduzione ma di possibilità di consumare di più.
Una scelta che i gruppi ambientalisti non condividono, considerato che le condizioni in cui versa il territorio provinciale, pesantemente edificato e antropizzato, non sono tali da consentire queste flessibilità che rendono meno stringente l'attuazione della norma.

La stima dei mq di riduzione del consumo di suolo, con le massime percentuale di riduzione, (45% e 40% rispettivamente) riferito su quelle che furono le previsioni di AT al dicembre 2014 sul residenziale, terziario, produttivo è di 4.150.000 mq.
Il criterio adottato di riferirsi agli AT non tiene purtroppo conto della scappatoia, scelta da molti Comuni, di inserire e prevedere l’edificabilità su suoli liberi anche nel Piano delle Regole (PdR), pur senza assoggettarli a Piano Attuativo.
È chiaro che, anche in questi casi, vengono inopinatamente consumate aree attualmente libere da edificazioni che non rientrano però nel computo della riduzione fissata. Questo aspetto va invece considerato e quantificato.
Per la Provincia, questa introduzione della soglia ha l’obiettivo di riduzione dell’indice di consumo di suolo nel 2025 del 1% (da 54% a 53%). Un valore irrisorio, decisamente insufficiente e puramente simbolico.
Attuare solamente un parziale rallentamento del consumo di suolo non può essere un risultato soddisfacente visti i livelli elevatissimi già raggiunti dalla nostra provincia.

Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB, di cui fanno parte comitati, associazioni e gruppi ambientalisti della Brianza, ha formulato e protocollato una serie di contributi, osservazioni e proposte ai fini di un apporto collaborativo al perfezionamento e alla semplificazione della variante.

Sotto, il contributo inviato alla Provincia di MB

 

 




mercoledì 24 marzo 2021

IL SEGNO POLITICO DI LAURA CONTI NELL'ATTUALITÀ

Il 31 marzo 2021 saranno 100 anni dalla nascita di Laura Conti.

A Laura Conti dobbiamo molto poichè le sue battaglie hanno posto le basi per un agire ambientalista mai disgiunto dalla politica, dalla lotta per la salute umana compatibile con la salute del resto del mondo animale e vegetale. Rileggere la sua azione ci permette di riportarci ai giorni nostri per individuare e indicare la via della transizione ecologica, necessaria per salvare il nostro pianeta portato sull'orlo della catastrofe da un modello di sviluppo insostenibile.
A 100 anni dalla sua nascita, il Circolo Legambiente di Seveso che porta il suo nome, in collaborazione con NATUR&, Musicamorfosi e Sinistra e Ambiente di Meda, si trova a ricordarla.

Angela Alioli ne parla con:
Valeria Fieramonte, autrice del libro La via di Laura Conti, Enciclopedia delle donne 2021, Luana Zanella (Esecutivo Federazione Verdi Italiani), Damiano Di Simine (Legambiente Lombardia), Carlo Monguzzi (Consigliero Comunale a Milano), Enzo Ferrara (Medicina Democratica), Laura Centemeri (sociologa e docente universitaria).
Modera Stefano Carbone.

Appuntamento il 31 marzo ore 18.00 in diretta dalla pagina Facebook del Circolo Legambiente "Laura Conti" di Seveso (https://www.facebook.com/legambienteseveso)

Sul Cittadino del 27-3-021



domenica 21 marzo 2021

PEDEMONTANA: LA REGIONE BUTTA ALTRO DENARO PUBBLICO PER IL COMPLETAMENTO DI UN' INFRASTRUTTURA INSOSTENIBILE


In questi giorni la maggioranza di Regione Lombardia ha varato un emendamento nell’ambito del progetto di legge denominato ‘Interventi a sostegno del tessuto economico lombardo’. L'emendamento consente l’acquisto delle azioni di Pedemontana prima detenute da Banca Intesa con un esborso di 62 milioni di euro.
La notizia ci raggiunge portata da Marco Fumagalli, Consigliere Regionale dell'M5S.
La società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), con un'operazione pagata con risorse pubbliche, sgrava dalla partecipazione diretta in Pedemontana Banca Intesa che prima deteneva l’8,03% del capitale sociale.
Con le azioni acquistate da Banca Intesa e con il controllo al 96% da parte di FNM (al 57,7 % di Regione Lombardia) della società Milano Serravalle (MISE), la società Autostrada Pedemontana Lombarda, dunque, è oggi quasi interamente a capitale pubblico.
Va da sé che con questa configurazione, il rischio impresa grava esclusivamente sull'ente regionale.
Questa operazione, come le precedenti, è attuata per cercare di rendere appetibile ai privati un finanziamento per il completamento dell'autostrada, cui mancano le tratte B2, C e D.
Altro denaro pubblico che, sempre con lo stesso scopo, si va a sommare

L'ostinazione con cui si persegue l'obiettivo di realizzare il completamento è forte. Gli attuali amministratori di Regione Lombardia e in particolare dalla Lega continuano a considerare questa autostrada come strategica e cercano un rilancio dell’opera anche in vista dell'arrivo di grandi finanziamenti per le infrastrutture dal Recovery Fund a cui  - in perfetto stile commedia dell’arte italiana - agganciare anche l'evento olimpico del 2026.
È una visione miope, che vuole privilegiare il trasporto su gomma, in un territorio dove la viabilità è problematica, applicando una ricetta vecchia, quella della costruzione di pesanti e impattanti arterie autostradali.
Una ricetta che comunque non può risolvere i problemi viabilistici ma che servirà solo ad attirare traffico veicolare aggiuntivo, rendendo più invivibile il territorio.
Addirittura sulle tratte A e B1 in esercizio, le percorrenze sono ben lontane da quelle inizialmente previste.
I transiti attuali (pre Covid) sono infatti attestati attorno ai 22.000 veicoli/giorno, un numero lontanissimo dalle 60.000 e più percorrenze stimate inizialmente dallo studio di fattibilità che giustificava necessità e redditività della Pedemontana.
Il completamento porterebbe a intercettare il traffico sull'attuale superstrada Milano-Lentate S.S (futura tratta B2) che attualmente supera i 100.000 veicoli/giorno. Un flusso veicolare che però non è a lunga percorrenza est-ovest ma in buona parte la somma di brevi percorrenze, un movimento cioè fatto di spostamenti locali.
Oltretutto, con l'esigenza di trasferimenti meramente territoriali, la realizzazione della tratta B2 (a pedaggio) sul sedime dell'attuale superstrada, provocherà una "fuga" alla ricerca di percorsi alternativi sulla viabilità comunale con incrementi di circolazione insostenibili. Questi numeri e questa situazione erano già evidenziati nello studio sul traffico, commissionato dalla provincia di MB e realizzato dalla soc. META e dall'Ing Debernardi nel 2016.
Già solo le considerazioni sull'analisi di viabilità e sulle percorrenze mostrano che non serviva (e non serve) una nuova autostrada di tale impatto e costo nel collegamento est/ovest. È folle fare un'autostrada solo per soddisfare spostamenti prevalentemente locali.
Se poi lo sguardo e l'analisi si amplia all'aspetto ambientale, le criticità e le ricadute, alcune delle quali già concretizzate, sono pesantissime e il "cahier des doléance" è corposo.
Ad Arcore in questi giorni
Con la realizzazione delle tratte A e B1 che perlopiù si è limitata al solo nastro d'asfalto con limitata viabilità complementare, si sono spazzate via intere aree verdi e agricole, il grande Bosco della Moronera a Lomazzo è stato sventrato, dimezzato quello della Battù a Lazzate. Poche le compensazioni ambientali realizzate, alcune completamente snaturate rispetto a un progetto di ricucitura del territorio.
Per la tratta B2 c'è l'invasività nel Bosco delle Querce, incombe il rischio della movimentazione del terreno ancora contaminato dalla Diossina TCDD del disastro Icmesa del 1976 con un Progetto Operativo di Bonifica "al risparmio" e insufficiente sotto molti aspetti. 
Sulla tratta C e D l'asfalto e le opere di viabilità complementare e accessoria occuperebbero e sventrerebbero aree agricole, boscate e di pregio, alcune ricomprese in ambiti di tutela.
In un territorio già fortemente urbanizzato, con traffico caotico, trasporto pubblico insufficiente, pessima qualità dell'aria, naturalità deturpata e assediata non serve un'autostrada, serve il potenziamento e l'efficientamento delle linee ferroviarie sia per i pendolari sia per le merci, spostando la priorità del trasporto su gomma al ferro, serve il ripristino e la realizzazione di tranvie e di nuove tratte di metropolitana, serve attenzione e salvaguardia del territorio.
Chi si ostina a volere il completamento di questa impattante autostrada che ha un bilancio economico e ambientale disastroso, ci inganna perpetuando un modello di sviluppo sconsiderato e insostenibile e certo non vuole una vera transizione ecologica. 
 
21-03-2021
 
Sinistra e Ambiente Meda
Circolo "Laura Conti" Legambiente Seveso
 

 

sabato 6 marzo 2021

IN CONSIGLIO COMUNALE A MEDA, LA MAGGIORANZA NON HA NESSUN DUBBIO SULLA CESSIONE DEL MONITORAGGIO DELLE VASCHE DELLA DIOSSINA


Il 4 marzo 2021 s'è tenuto a Meda il Consiglio Comunale dove si è discusso della Convenzione tra Regione Lombardia, i Comuni di Seveso e Meda e l'ERSAF per la gestione del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce.
Avevamo già trattato e denunciato in precedenza (qui e qui) l'assenza nella convenzione dell'assegnazione di risorse per il monitoraggio delle due vasche di Seveso e Meda (contenenti i materiali contaminati dalla diossina TCDD del disastro ICMESA del 1976) con analisi chimiche sulla falda e sul percolato.
Una assenza di fondi conseguente alla rinuncia dell'amministrazione sevesina nello svolgere questa preziosa attività e parte d'una azione costante di smantellamento dei presidi ambientali necessari ad un corretto utilizzo di quest'area, con un ufficio ecologia sevesino ormai presidiato da una sola persona, la mancanza di un direttore del Parco, la difficoltà nel gestire attività di educazione ambientale.
A Meda, il Consigliere di opposizione Paolo Tagliabue, ha accolto le nostre preoccupazioni, unendole alle sue e riportandole nell'assise.
Un'assise, con la maggioranza di Lega e F.I (assente FdI) purtroppo sorda e volutamente cieca rispetto alla realtà che prima ha respinto la richiesta di Paolo Tagliabue e dei consiglieri del PD di un rinvio del punto all'odg affinchè venisse definito con certezza chi si occuperà del monitoraggio delle vasche e del deposito di Cesano Maderno (dove furono sepolti gli animali abbattuti) e poi ha approvato la convenzione (10 favorevoli e 5 contrari) senza alcuna preoccupazione di merito rispetto all'azione di disinvestimento dal Bosco delle Querce come luogo della comunità.
Sull'argomento discusso nel CC di Meda, silenzio totale e nessun intervento da parte del sindaco Luca Santambrogio, evidentemente allineato alle infelici e discutibili scelte sevesine.
Con ogni probabilità, ha pesato la necessità di non creare una situazione critica per il sindaco di Seveso Allievi, già alle prese con un dissenso, esplicitato anche sulla stampa locale, di parte della sua maggioranza.

 L'intervento del Consigliere Paolo Tagliabue

Va altremodo evidenziato che nel verbale dell'ultimo Comitato Scientifico (tenutosi il 21-12-2020 e sotto pubblicato), appare chiara la volontà di rinuncia da parte dei rappresentanti sevesini, mentre non è certo che l'attribuzione di competenze gestionali sia in carico a Regione Lombardia o alla Provincia di Monza e Brianza.



lunedì 22 febbraio 2021

VASCHE DELLA DIOSSINA NEL BOSCO DELLE QUERCE (MA NON SOLO): AZIONI AMMINISTRATIVE POCO CONDIVISIBILI

E' stata ripresa dalla stampa locale la comunicazione di Sinistra e Ambiente di Meda sul mancato stanziamento da parte di Regione Lombardia nella DGR 4069 (e nell'allegato schema di convenzione) di risorse economiche assegnate al Comune di Seveso per il monitoraggio analitico e la manutenzione delle due vasche di Meda e Seveso, contenenti materiali contaminati dalla diossina TCDD e del deposito di Cesano Maderno - dove furono sepolte le carcasse degli animali abbattuti nel 1976.
Nello stesso articolo, Luca Allievi, sindaco di Seveso, ha rilasciato dichiarazioni dove dà evidenza che "l'attività di gestione tecnica e amministrativa delle vasche passerà a Regione Lombardia".
Informa anche circa l'esistenza di una lettera congiunta sua e del sindaco di Meda, Luca Santambrogio, alla Regione, dove però non è chiaro se questo passaggio di consegne sia stato da loro esplicitamente chiesto e se solo ratificato.
Allievi giudica questa decisione "una scelta oculata" anche se nella DGR 4069 non v'è traccia di definizioni di dettaglio ma si rimanda a generiche "successive determinazioni della competente Direzione Generale Ambiente e Clima" .

Qualche riflessione e valutazione è dunque d'obbligo perchè questa vicenda va inquadrata insieme ad altre infelici scelte amministrative che hanno ultimamente caratterizzato l'amministrazione sevesina rispetto all'operatività delle strutture del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.

Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda è divenuto di proprietà di Regione Lombardia dopo essere stato acquisito alla originaria proprietaria, la ditta Hoffman- La Roche, responsabile del disastro diossina ed è oggi "Parco Naturale Regionale". 
Nella città di Seveso, grazie a un lavoro intenso delle associazioni ambientaliste, tra cui in particolare il Circolo Legambiente Laura Conti e Legambiente Lombardia, si  è investito molto sulla cura del Parco e sulla sua restituzione alla città e ai cittadini tenendo viva la memoria di questo luogo. 
Il Bosco delle Querce è stato teatro dell'unico progetto che la Fondazione Lombardia per l'Ambiente (FLA) ha finanziato a un soggetto del territorio, il Ponte della Memoria, percorso di comunità con il quale sono stati scritti e poi allestiti i Pannelli della Memoria che permettono oggi al visitatore di conoscere la storia del Bosco. Rispondendo alle sollecitazioni di queste realtà del territorio, la passata  Amministrazione Galbiati investi sull'ufficio Ecologia e Ambiente, che fu reso anche responsabile della Direzione del Bosco delle Querce anche per nome e conto del Comune di Meda. 
Lo chalet del parco, all'ingresso di via Ada Negri, divenne un centro visite dedicato alla conservazione della memoria del disastro Icmesa e alla storia della riparazione del danno. 
Erano in capo all' ufficio Ecologia e alla Direzione del Bosco anche le attività di monitoraggio chimico/analitico e la manutenzione delle vasche nonchè il presidio dell'area nel suo complesso con un lavoro di cura durato più di 15 anni svolto con risultati egregi. 
Oggi, senza alcuna logica, l'amministrazione Allievi - in accordo con l'amministrazione Santambrogio di Meda - rinuncia al monitoraggio sulle due vasche di Seveso e Meda.
C'è un'azione di disinvestimento dal Bosco come luogo della comunità. 
Infatti a Seveso non esiste più un ufficio Ecologia (praticamente dismesso dall'Amministrazione Allievi) e da più di un anno, nel silenzio della Amministrazione comunale di Meda non esiste nemmeno un incaricato per la direzione del Bosco delle Querce.
Anche il trasferimento degli uffici operativi della FLA da Seveso a Milano è stato accettato senza particolari obiezioni, lasciando all'amministrazione sevesina i soli costi elevati dell'edificio.
Questo disinvestimento sottende un disegno o è pura e semplice assenza di pensiero? 
Certo è che tutto questo sembra intersecarsi con le azioni di Regione Lombardia, o quantomeno dell'attuale assessore regionale all'ambiente Raffaele Cattaneo che già 10 anni fa fu protagonista del primo attacco frontale al Bosco delle Querce: una deroga sul vincolo di inedificabilità della legge regionale di tutela del Bosco per far passare l'impattante e inutile autostrada Pedemontana all'interno dell'area verde protetta.
Successivamente, la modifica al progetto definitivo dell'autostrada Pedemontana ridusse (da 8 ha a 2 ha) ma non annullò completamente l'invasività e lo sbancamento sull'area.

Questo, comunque, grazie alla pressione costante di un movimento cittadino che nel 2011 vide più di mille donne e uomini riuniti nel Bosco delle Querce per abbracciarlo e proteggerlo da quei poteri pubblici che sarebbero i primi deputati a farlo ma che, talvolta, rispondono a interessi che ignorano il bene comune. 
Perchè oggi le amministrazioni locali abdicano dal loro compito di cura dellle vasche nel Bosco delle Querce senza la certezza di chi assumerà questo compito? 
Il Sindaco Allievi dice che il monitoraggio e la manutenzione delle vasche saranno fatte da Regione Lombardia, ma al momento non esiste un atto che certifichi questa presa in carico, anche perchè l'art 16 della LR 26/2003 sembra rimandare questa competenza alla Provincia. 
Una situazione dunque  incerta, tutt’altro che risolta. 
Perchè allora questo disinvestimento o quanto meno questa leggerezza rispetto a un luogo della memoria e della cittadinanza?
 
Sinistra e Ambiente Meda
Legambiente Seveso - circolo Laura Conti. 

Sulla stampa:
 


venerdì 12 febbraio 2021

VASCHE DELLA DIOSSINA NEL BOSCO DELLE QUERCE DI MEDA E SEVESO: NELLA CONVENZIONE BIENNALE NON C'É IL FINANZIAMENTO PER I MONITORAGGI ANALITICI E LA MANUTENZIONE

La giunta regionale lombarda nella seduta del 21-12-2020, ha approvato, la delibera n 4069 comprendente lo schema di convenzione 2021-2022 per la gestione del Parco Regionale Naturale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.

Un passaggio formale che ogni due anni assegna le risorse regionali per la gestione, il mantenimento e l'utilizzo di questa area naturale, ricostruita dall'intervento umano dopo il disastro dell'Icmesa di Meda.
Disastro che contaminò di diossina TCDD molte superfici di Meda, Seveso, Barlassina, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio.
Per il biennio 2021-2022 sono previsti 120.000 euro a favore del Comune di Seveso per la gestione e l'apertura del Parco Naturale del Bosco delle Querce e 160.000 euro all'Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste (ERSAF) per la gestione e manutenzione del verde.
Questa volta, rispetto agli anni passati, nel testo della convenzione, che dovrà successivamente passare per l'approvazione nei Consigli comunali di Meda e Seveso, manca però una parte.
E' quella relativa alle due vasche di Meda e di Seveso dove sono sepolti i materiali pesantemente  contaminati dalla diossina TCDD e dove in precedenza veniva affidato al Comune di Seveso, con uno stanziamento dedicato di 30.000 euro, il monitoraggio ambientale con analisi chimiche sul percolato e sulla falda e la manutenzione .
Nella DGR, nelle considerazioni, si rimanda la gestione delle due vasche e del deposito di Cesano Maderno a generiche "successive determinazioni della competente Direzione Generale Ambiente e Clima" .
Giusto porsi alcune domande:

Perchè questo finanziamento è stato eliminato dalla DGR e dalla Convenzione ?
Perchè il Comune di Seveso non è più incaricato dell'attività di controllo sulle due vasche?
Chi eseguirà ora questa preziosa attività ?
Se ne farà carico Regione Lombardia ?
Con quale struttura, con quali fondi e con quale frequenza ? 

Val la pena che in Commissione e in Consiglio Comunale a Meda e a Seveso, quando si discuterà la Convenzione, qualcuno proponga i nostri quesiti, chiedendo chiarimenti.

Qui la Delibera di Giunta n° 4096

Sotto lo schema di convenzione che dovrà passare nei Consigli Comunali di Meda e di Seveso

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