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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
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lunedì 3 agosto 2026

LE OSSERVAZIONI AMBIENTALISTE SULLA VARIANTE AL PTCP DELLA PROVINCIA DI MB, IL FOTOVOLTAICO A TERRA, I DATA CENTER

I gruppi ambientalisti facenti parte del Coordinamento Osservatorio PTCP di MB hanno protocollato in Provincia di MB le osservazioni alla Variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) e prodotto un comunicato che vi proponiamo.
 
VARIANTE AL PTCP DELLA PROVINCIA DI MB: 
SERVONO PIÙ TUTELE PER IL SUOLO LIBERO E LA RETE VERDE
 
La variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della Provincia di Monza e della Brianza entra nella fase conclusiva delle osservazioni e il mondo ambientalista torna a richiamare l’attenzione su una questione fondamentale: il futuro di un territorio tra i più urbanizzati d’Italia.
Il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di Monza e Brianza, di cui Sinistra e Ambiente fa parte, realtà che da anni segue con attenzione l’evoluzione della pianificazione provinciale  lo aveva già fatto con una serie di suggerimenti affinchè la Variante fosse sottoposta alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS)
Purtroppo il nostro suggerimento non è stato accolto dalla Provincia di MB e così l’impatto di buona parte delle varizioni introdotte resta un fattore incognito anche se immaginabile. 
Dopo l’adozione della variante al PTCP, avvenuta con deliberazione consigliare del 28/4/026 e pubblicazione sul BURL il 3-6-2026, abbiamo presentato nei termini previsti dalla legge un articolato documento con 11 osservazioni. 

Un lavoro approfondito che conferma il ruolo svolto negli anni dal Coordinamento e dal suo referente Giorgio Majoli, la cui competenza e continuità nell’analisi degli strumenti urbanistici provinciali hanno rappresentato un punto di riferimento per molte associazioni ambientaliste brianzole. 
In una Provincia come la nostra  dove il consumo di suolo ha raggiunto livelli elevati, pensiamo che il lavoro e l’azione del Coordinamento sia importante e sia vitale una presenza attenta e competente capace di analizzare gli strumenti urbanistici e proporre alternative concrete.

Il primo tema posto dal Coordinamento riguarda gli Ambiti Agricoli Strategici (AAS) e la Rete Verde di ricomposizione paesaggistica. 
La richiesta è chiara: la variante del PTCP deve recepire integralmente gli ampliamenti delle aree agricole e della rete ecologica già approvati dai Comuni nei rispettivi PGT dal 2013 ad oggi. 
In un territorio dove gli spazi liberi sono sempre più frammentati, non è sufficiente fotografare la situazione esistente: occorre riconoscere e rafforzare le tutele già deliberate dagli enti locali. 
Da qui anche la richiesta di escludere nuove previsioni edificatorie su suolo libero, evitando ulteriori incrementi dei carichi urbanistici, del traffico e dell’impermeabilizzazione del territorio.
Particolare attenzione viene dedicata agli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP), che seppur introdotti per tutelare spazi rimasti liberi,  hanno mostrato la loro debolezza rivelandosi uno strumento per localizzare nuove edificazioni, seppur con intese con la Provincia per lenirne l’impatto.
Secondo il Coordinamento, la quota minima di territorio libero da mantenere all’interno degli AIP dovrebbe essere portata all’80%, superando l’attuale criterio del 51%, ritenuto insufficiente per garantire una reale prevalenza della tutela ambientale. 
Un tema particolarmente importante perché molti AIP rappresentano oggi alcune delle ultime connessioni verdi tra centri abitati, aree agricole e sistemi naturalistici.
Un altro capitolo riguarda la crescita degli insediamenti produttivi e logistici. 
Abbiamo quindi chiesto che il PTCP censisca e rappresenti in modo completo i poli esistenti e quelli previsti, valutando nella VAS (Valutazione Ambientale Strategica) gli effetti complessivi su traffico, qualità dell’aria e rumore. 
La Brianza conosce già gli effetti della progressiva trasformazione del territorio in una piattaforma infrastrutturale e logistica: nuove strutture non possono essere valutate singolarmente senza considerare l’impatto cumulativo.
Una delle osservazioni più rilevanti riguarda i procedimenti SUAP (Sportello Unico Attività Produttive), spesso utilizzati per introdurre varianti urbanistiche finalizzate alla realizzazione di nuovi insediamenti produttivi
Il Coordinamento evidenzia una possibile contraddizione: da un lato la variante al PTCP dichiara di voler rafforzare la tutela del sistema rurale e ridurre il consumo di suolo; dall’altro alcune procedure semplificate potrebbero consentire trasformazioni proprio nelle aree agricole strategiche o nelle aree libere. 
Si chiedono pertanto criteri più restrittivi, privilegiando il recupero delle aree dismesse e impedendo nuovo consumo di suolo negli ambiti maggiormente tutelati.
Le osservazioni affrontano anche il tema della tutela dei boschi, dei corridoi vallivi e degli elementi geomorfologici. 
Il Coordinamento ritiene si debba riconoscere nel PTCP il valore strategico delle aree forestali individuate dal futuro Piano di Indirizzo Forestale dell’Alta Pianura e si debba sostenere il percorso di riconoscimento del Parco Regionale PANE. La richiesta è di considerare boschi e aree verdi non come spazi residuali, ma come vere infrastrutture ecologiche fondamentali per la qualità ambientale della Brianza.

Due osservazioni riguardano infine le modifiche introdotte dalla variante sugli impianti da fonti energetiche rinnovabili (FER) e sui nuovi Servizi di Interesse Provinciale (SIP). 
Il Coordinamento non mette in discussione la necessità della transizione energetica, ritiene però che non si possa correre il rischio di allocazioni di impianti fotovoltaici a terra o nuove manufatti con funzioni sovra comunali anche all’interno di aree agricole strategiche e della Rete Verde. 
Per questo viene chiesto che siano definiti criteri chiari di compatibilità ambientale e che venga sempre garantita la continuità ecologica dei corridoi verdi.

Le osservazioni presentate dal Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP rappresentano un contributo articolato al dibattito sul futuro territoriale della provincia. 
Oltre a difendere ciò che resta del territorio libero serve proporre e agire per un diverso modello di sviluppo: Assumendo una serie di priorità: 
non consumare più suolo; attuare una rigenerazione urbana non di pura premialità edificatoria ma con interventi per migliorare la qualità della vita, della viabilità e dell’urbanizzato;  preservare  le aree agricole e le connessioni ecologiche; valorizzare il  paesaggio;  pianificare con più attenzione evitando o limitando gli effetti cumulativi delle trasformazioni. 

Il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di MB

QUALCHE ULTERIORE NOSTRA VALUTAZIONE SU FOTOVOLTAICO A TERRA E DATA CENTER
Il comunicato del Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di MB, mette a fuoco una serie di criticità nella Variante al Piano di Coordinamento Territoriale Provinciale (PTCP) che con la revisione delle norme rischia di indebolirlo  in alcune sue parti laddove si consentono interventi che, se attuati, toglieranno ulteriore suolo libero a una Brianza fortemente urbanizzata e antropizzata.
In particolare vogliamo soffermarci su quelli, per ora solo in fase progettuale ma con iter d'approvazione in essere, avanzati da grosse imprese private che intendono realizzare campi fotovoltaici a terra e Data Center.
Questi progetti contano di ottenere le autorizzazioni necessarie grazie alla recente normativa regionale che non ha fissato regole particolarmente stringenti.
Tra Bovisio Masciago e Desio si stanno pianificando ben tre impianti fotovoltaici a terra.

La localizzazione dei tre campi fotovoltaici a terra tra Boviso Masciago e Desio
Il primo nel Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) GruBia, a fianco dell’area su cui sorge il forno inceneritore a Desio, sulla ex cava Farina, dove l’attività estrattiva è terminata alla fine degli anni ‘80 ed era previsto un piano di ripristino con il riempimento completo della discarica, un’area a bosco e a prato. 
Brianza Energia Ambiente (BEA), ora proprietaria, chiede 80.000 metri quadrati di fotovoltaico a terra. 
Il secondo impianto, sempre nel Plis GruBria, di 8MW di potenza su circa 100.000 metri quadrati, è proposto dalla società Open Solar su un’area a nord di via San Rocco, in zona Cascina Bertacciola e se realizzato, priverebbe il Comune di Bovisio Masciago dell’ultima area naturale e agricola ancora integra e di uno dei pochissimi corridoi verdi ancora esistenti tra il Parco Regionale delle Groane-Brughiera e quello della Valle del Lambro.
É attiva una raccolta firme contro questo intervento.
Infine, appena fuori dal Plis, si ipotizza un terzo impianto a terra, sempre a Bovisio, nell’ex Terna, oggi sede della Protezione Civile.
Complessivamente circa 200.000 metri quadrati di impianti solari a terra.

Anche il territorio dei Comuni circostanti la Prov. di MB che è in continuità e con un'antropizzazione non dissimile, è oggetto di interessamento di soggetti privati alla ricerca di spazi liberi per poter concretizzare i loro progetti che devono essere valutati, sulla base della normativa regionale, dall'Area Metropolitana di Milano, aventi le stesse funzioni dell'Ente Provincia.
A Solaro, Comune appartenente all'Area Metropolitana di Milano che condivide con la Provincia di MB l'adesione al Parco Regionale delle Groane-Brughiera, sull'area agricola alle spalle di Cascina Emanuela e Cascina Colombera, v'è un progetto di Orta Energy con fotovoltaico a terra su 15 ettari, 150mila metri quadrati, 17.500 pannelli solari installati con potenza totale di 18,21 gigawatt annui che potrebbe spazzare via un corridoio ecologico tra il Parco Regionale Groane-Brughiera e il PLIS del Lura andando anche a modificare i coltivi dei campi interessati poichè l'altezza dal suolo dei pannelli consentirebbe la sola coltura di erba medica, necessaria per mantenere la classificazione di "agrivoltaico" dell’impianto.

L'area a Solaro dove è previsto l'"agrivoltaico" ovvero fotovoltaico a terra
Come Ambientalisti riteniamo il fotovoltaico, Fonte Energetica Rinnovabile (FER) una tecnologia importante, necessaria  e centrale nella transazione per soppiantare l'uso del fossile, produttore di CO2.
La scelta dei luoghi di istallazione non può però essere determinata dai parametri di convenienza del mercato o da leggi regionali raffazzonate e poco tutelanti che non tengono conto della necessità primaria di conservare gli spazi liberi e i prati stabili e che favoriscono la ricerca non di tetti o di aree dismesse per le installazioni bensì quella di campi da occupare perennemente con l'impiantistica.
Ancora una volta stanno prevalendo le condizioni dettate dai privati e dal mercato laddove si preferisce l'investimento facile acquisendo terreni a bassi costi di vendita ove allocare i pannelli e nei fatti, sacrificare suolo libero prezioso. 

C'è poi l'assalto per insediare sul territorio i Data Center  che non sono normali insediamenti produttivi ma strutture fortemente energivore.

Quello previsto a Cesate, Comune anch'esso dell'area Metropolitana di Milano ma facente parte del Parco Groane-Brughiera, su UN PRATO LIBERO DA EDIFICAZIONI il proposto Data center richiederebbe una potenza elettrica di 100 megawatt e necessiterebbe di un edificio lungo circa 300 metri e alto 22,5 metri, oltre che della presenza di 63 chiller destinati al raffreddamento e 48 gruppi elettrogeni a gasolio per le emergenze.
Strutture insostenibili e incompatibili con la crisi climatica in atto poichè generano calore con necessità di consumare energia elettrica e acqua per dissiparlo.

É evidente che consentire questi insediamenti vanifica anni di attività in cui s'è cercato, anche riuscendoci, di conservare quei residui spazi rimasti in una Brianza dove ormai la naturalità e gli ambiti liberi ed aperti sono confinati ai margini ed è divorata un boccone dopo l'altro.  

Le Osservazioni alla Variante al PTCP della Provincia di MB protocollate:

 

lunedì 24 novembre 2025

VARIANTE AL PTCP PROVINCIALE: IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB CHIEDE CHE SIA SOTTOPOSTA ALLA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA (VAS)

La Provincia di Monza e Brianza con Decreto Dirigenziale n. 893 del 03/04/2025, ha avviato il procedimento di Verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) relativo alla variante del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) e ha prodotto il Rapporto Preliminare di verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica.

Nel rapporto, per la Provincia sussistono le condizioni per una procedura semplificata che eviti l'assoggettazione alla VAS.

L'Ente classifica la Variante e le modifiche da apportare ai documenti e alle norme del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale come semplici revisioni delle norme per garantire una maggiore adattività del piano, come aggiornamenti cartografici e normativi conseguenti a nuove disposizioni normative e a tematiche emergenti e come adempimento correlato agli impegni assunti dalla Provincia nell’ambito di protocolli d’intesa per gli Ambiti d'Interesse Provinciale (AIP).
In buona sostanza per la Provincia si tratta di modifiche minori la cui futura applicazione non avrà effetti significativi sull'ambiente e il patrimonio culturale

Il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di MB, - di cui Sinistra e Ambiente di Meda è parte attiva, che aveva già presentato il 5-10-024 un contributo e suggerimenti propositivi per la Variante, dopo aver esaminato il Rapporto ha assunto valutazioni differenti rispetto agli intendimenti della Provincia e ha protocollato una serie di osservazioni argomentando e chiedendo che la Variante al PTCP sia sottoposta alla procedura di VAS.

Le osservazioni sono accompagnate da un comunicato per i media. 

 

La Variante 2025 al PTCP
rischia di aumentare il consumo di suolo e indebolire le tutele ambientali.
Va sottoposta a Valutazione Ambientale Strategica completa

L’Osservatorio PTCP di Monza e Brianza ha presentato alla Provincia una serie di osservazioni formali sulla “Variante 2025” al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), nell’ambito della procedura di verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
La variante non è una semplice “modifica minore”: dall’analisi dei documenti emergono criticità rilevanti che, secondo il Coordinamento, non possono essere valutate attraverso un semplice screening e rendono necessaria una VAS completa, trasparente e partecipata.

Perché una VAS completa ?
Secondo l’Osservatorio, la Variante — presentata come un insieme di aggiornamenti cartografici e tecnici e di adattività — può produrre effetti significativi e cumulativi sull’ambiente, sul consumo di suolo e sulla sicurezza del territorio.
Le osservazioni riguardano in particolare:

1. Flessibilità normativa che rischia di indebolire le tutele
Il nuovo impianto proposto introduce margini di interpretazione ampi nelle aree tutelate, con il rischio di aprire la strada a deroghe e trasformazioni difficili da controllare.
L'intenzione di rendere la disciplina più "interpretabile" e "flessibile" rischia di ridurre la certezza delle norme di salvaguardia e di favorire deroghe.
Secondo l’Osservatorio, serve maggiore chiarezza e stabilità delle norme per evitare arretramenti nella tutela del territorio.

2. Possibili nuove edificazioni in zone sensibili
Le modifiche all’art. 11 potrebbero consentire nuovi interventi edilizi anche in ambiti geomorfologicamente fragili, come valloni, orli di terrazzo e scarpate, se questi ricadono all’interno delle aree urbanizzate.
In Brianza, dove molte zone sensibili sono già inglobate nella città, ciò potrebbe aumentare il rischio idraulico e il consumo di suolo nelle aree meno adatte.

3. Impianti a fonti rinnovabili in aree agricole strategiche e in rete ecologica
Pur accogliendo positivamente lo sviluppo delle energie rinnovabili, il Coordinamento segnala che la Variante non definisce criteri chiari per l’installazione di impianti in ambiti agricoli strategici o nei corridoi verdi. 
Non è quindi valutabile l’impatto dei diversi interventi. “Senza regole precise – si legge nel documento – anche un intervento positivo può produrre danni alla continuità ecologica”.

4. Servizi di Interesse Provinciale non definiti
La Variante introduce una nuova categoria di interventi, i SIP – Servizi di Interesse Provinciale, ma non ne definisce la tipologia. 
Non sono quindi valutabili in modo trasparente gli impatti di funzioni potenzialmente collocabili anche nella Rete Verde, che è l’ossatura ecologica del territorio, in contrapposizione con l’obiettivo di non comprometterne la funzionalità.

5. Compensazioni ambientali troppo generiche
Il nuovo articolo sulla compensazione ambientale-territoriale non indica criteri misurabili né standard minimi.
Senza indicatori chiari, la compensazione rischia di diventare “una formalità che non garantisce un reale equilibrio ecologico”. 
Servono inoltre meccanismi certi di applicazione delle compensazioni.

6. Partecipazione insufficiente
La messa a disposizione dei documenti per soli 30 giorni è considerata insufficiente per permettere un confronto pubblico consapevole su scelte che influenzeranno il territorio per decenni.
L’Osservatorio chiede un incontro pubblico e un ampliamento delle forme di partecipazione.

La richiesta finale: più trasparenza e più tutela del territorio
Alla luce delle criticità esposte, l’Osservatorio PTCP chiede alla Provincia di assoggettare la Variante 2025 a Valutazione Ambientale Strategica completa, così come previsto dalle norme europee e nazionali quando un piano può avere impatti rilevanti sull’ambiente.
“Non siamo contrari agli aggiornamenti del PTCP – precisa il Coordinamento – ma riteniamo che qualsiasi modifica alle tutele ambientali debba essere valutata con massima attenzione.
La Brianza è già una delle aree più consumate d’Italia: ogni passo avanti verso una maggiore flessibilità urbanistica deve essere accompagnato da garanzie solide e verificabili.”

Monza, 24-11-2025

Coordinamento Ambientalista OSSERVATORIO PTCP di MB

Le osservazioni protocollate alla Provincia di MB:

giovedì 9 gennaio 2025

PROVINCIA DI MB: I DATI DELLE INTESE CHE HANNO CONSENTITO CONSUMO DI SUOLO NEGLI AMBITI DI INTERESSE PROVINCIALE.

Il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di MB di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva, dopo vari solleciti, ha ricevuto dalla Provincia di MB una presentazione che illustra la situazione delle Intese approvate sugli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP) sino al 2024.
Con un comunicato, il Coordinamento illustra i contenuti di questo documento accompagnandolo con sue valutazioni di merito riguardanti la scarsa efficacia dello strumento degli AIP che consentirà comunque un consumo di suolo.


LE INTESE SUGLI AMBITI DI INTERESSE PROVINCIALE
HANNO CONSENTITO CONSUMO DI SUOLO.

Uno dei compiti che ci siamo preposti come coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP è quello di una valutazione delle intese siglate dalla Provincia di MB sugli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP).
Per questo abbiamo più volte chiesto al Presidente della Provincia e agli uffici tecnici un elaborato che faccia il punto sulle intese frutto dei tavoli tecnici e sulla loro attuazione.
A distanza di circa 2 anni dopo un iniziale semilavorato incompleto e insoddisfacente, è stata ora presentata una tabella riassuntiva con i dati sulle intese finora siglate
Sono 30 i protocolli d’intesa sugli AIP sottoscritti dalla Provincia con i proponenti da aprile 2015 a marzo 2024
Si tratta di una superficie complessiva pari a 4.752.311 mq di cui 1.857.893 mq era già urbanizzata.
Sulla restante superficie libera pari a 2.894.418 mq le intese portano ad un consumo di suolo per le trasformazioni proposte pari a 900.529 mq, mantenendo liberi 1.993.889 mq.
Il suolo mantenuto libero è stato inserito per 1.686.205 mq in RETE VERDE, per 186.195 in Aree Agricole Strategiche e per 86.480 mq con impegni a  recepire nel PGT la previsione di ampliamento dei PLIS.
In buona sostanza le intese hanno consentito un potenziale ed ulteriore consumo di suolo di 900.529 mq pari al 31,9% del suolo libero presente negli AIP e traslato 1.993.889 mq pari al 68,8% del suolo libero presente negli AIP in una condizione di momentanea tutela in Rete Verde e nei PLIS.
Alle intese in AIP si aggiungono anche tre accordi dal 2018 al 2021 su 116.990 mq in CORRIDOIO TRASVERSALE DELLA RETE VERDE con un consumo di suolo di 46.410 mq pari al 39,6% della superficie interessata.
Vi sono poi 4 intese, dal 2020 al 2024, non ancora completate per AMPLIAMENTO ATTIVITÀ INDUSTRIALE ad Arcore, Biassono-Macherio e Ceriano Laghetto.

Per la Provincia di MB, l’intesa si assume come ATTUATA nel momento in cui il PGT del Comune è allineato con i contenuti definiti dall’intesa stessa.
Il controllo di coerenza viene esercitato in occasione della valutazione di compatibilità dei PGT.
La tabella non fotografa però il dettaglio dello stato di attuazione delle intese e questo non consente di conoscere l’effettiva concretizzazione di quanto definito nei contenuti dell’intesa, molte delle quali risultano senza piani attuativi.
Mancano elementi per conoscere e valutare le motivazioni delle mancate applicazioni delle Intese non portate a conclusione.
Un limite è poi determinato dalla mancanza di un termine temporale entro cui le intese vanno attuate  con la realizzazione di quanto definito per gli interventi di compensazione ambientale, di accorpamento volumetrico, di permute di terreni da inserire nella Rete Verde e nelle Aree Agricole Strategiche.
Non è condivisibile che le parti compensative dell’intesa quali le cessioni di aree libere per ambiti a maggior tutela, le piantumazioni, i filari alberati, siano in subordine rispetto alla concretizzazione delle Intese e abbiano quindi incerta e indefinita applicazione.
Le intese raggiunte non realizzate e quelle proposte non possono divenire una sorta di “diritto acquisito” per nuove edificazioni e ulteriore consumo di suolo libero.

Nei fatti, gli AIP si sono rivelati come un anello debole del PTCP, trattandosi di ambiti in cui è comunque consentita la trasformazione e il consumo di suolo ed è decisamente insufficiente l’interpretazione attuata dagli uffici di mantenere in esse una percentuale di suolo libero di almeno il 51% per definirle conformi al PTCP.
Con la Variante al PTCP annunciata, proprio sugli AIP il Coordinamento Osservatorio PTCP di MB ha inoltrato contributi e suggerimenti per rendere più stringente ed efficace la parte che li norma.

Monza e Brianza 8 gennaio 2025

Il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di MB

La tabella dei Protocolli d'Intesa tra Comuni proponenti Ambiti di Trasformazione in AIP e la Provincia di MB.


martedì 19 aprile 2022

IL VERDE E LE INTESE SUGLI AIP NEL PTCP PROVINCIALE

 

Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) contempla che nelle aree qualificate come Ambiti di Interesse Provinciale (AIP) qualora siano oggetto di pianificazione da parte dei comuni con nuove edificazioni (residenziale, commerciale, terziario, produttivo) le stesse siano oggetto di un confronto con la Provincia di MB. Affinchè la pianificazione (e l’edificazione) si concretizzi nell’iter del Piano di Governo del Territorio (PGT) il confronto tra il Comune (cui spesso si affianca il privato promotore) deve chiudersi con una Procedura d’Intesa formalizzata con decreto del Presidente della provincia di MB.
Negli AIP è purtroppo consentito il consumo di suolo pur se assoggettato ad una Procedura d’Intesa dove le volumetrie vengono accorpate per avere una prevalenza dello spazio libero e vengono definiti elementi naturali per attenuare l’impatto degli edifici con filari e fasce arboree, nuove piantumazioni e a volte il trasferimento di aree che vengono inserite in Rete Verde o in Ambiti Agricoli Strategici (AAS). Le prime Intese sono datate 2015, subito dopo l’adozione del PTCP.
Il coordinamento ambientalista“Osservatorio PTCP di Monza e Brianza” ha passato al setaccio le Intese e ha purtroppo rilevato, a distanza di tempo, che alla data in cui scriviamo, molte delle opere ambientali previste non hanno ancora preso forma. La normativa provinciale non prevede infatti un obbligo temporale entro cui debbano essere realizzate.
I contenuti delle intese sono visibili sul sito della Provincia di MB in  Schemi di protocollo approvati e in Protocolli d'intesa sottoscritti.

Così, dopo aver esaurito la procedura d'Intesa l’edificazione con nuovo cemento sulle aree è consentito e può partire una volta completato l’iter del PGT comunale avente come atti finali il Piano Attuativo e il Permesso di Costruire, le prescrizioni ambientali possono restare, come se fossero sospese in un limbo, con il rischio di perdersi nel tempo e di risultare solo negli atti delle Intese.
Citando un caso tra i tanti esaminati, a Concorezzo nell'intesa del 2017 sono previste 30.000 mq di consumo di suolo e tra le altre opere compensative è previsto la realizzazione di un bosco di 10.000 mq. Alla data attuale, il bosco non è stato piantumato e pare che il Comune voglia ridiscutere l’Intesa.

A chi dunque compete il controllo sulla realizzazione delle opere di compensazione ambientale previste nelle Intese ? Entro quale limite temporale debbono essere realizzate ?

Vi proponiamo un breve e sintetico sunto degli interventi ambientali definiti nei PROTOCOLLI DI INTESA tra Comuni e Provincia di Monza e Brianza.

-Albiate DDP 27/2020
fascia arborea profonda 10 metri di circa 2000 mq (Via Cesare Battisti Albiate)
-Bellusco-Mezzago sett-2016
-Bellusco : Rimboschimento di 5600 mq (Via Roma Bellusco)
-Mezzago: area 3 sud nuovi parchi 3580 mq e area 3 nord parco da 1640 mq
Rilocalizzazione attività incongrue (e bonifica?) 3000 mq, 12200 mq di territorio da rinaturalizzare
bonifica area degradata 1900 mq circa
-Carate Brianza DDP 146/2018
Forestazione di 33.000 mq (Via del Pozzone Carate B.)
-Ceriano Laghetto maggio 2017
Percorso ciclo-pedonale di 1315 mt, filari arborei 2630 mt
verde pubblico 26.000 mq (Zona Vie Pellico-Giannetti-Sant'Ambrogio )
-Cesano Maderno DDP 45/202 Bonifica di 950 mq, Filare alberato 600 mt, Riqualificazione via Anna Frank
-Cogliate DDP 9/2018 Imboschimento di 9,700 mq (entro 2019 ?)
Progressivo imboschimento di 61,800 mq (V.le Rimembranze Cogliate)
-Concorezzo DDP 133/2017
Riqualificazione fasce boscate esistenti 22,600 mq
Potenziamento sup. boscata (voce A) 10,000 mq (via De Gasperi ang. Kennedy Concorezzo)
Filari alberati 650 mq, Percorso ciclo-pedonale 1000 mt
-Cornate D'Adda sett. 2017
Imboschimento 6300 mq (Via Berlinguer Cornate D'Adda)
-Desio genn. 2018
Realizzazioni forestazione per 18,000 mq contestuale alla edificazione (Via San Giuseppe Desio)
Fascia di mitigazione di 2460 mt (10 mt di profondità) contestuale alla cementificazione
(Via San Giuseppe -Filippo da Desio Desio)
-Giussano DDP 53/2019
Forestazione di 4700 mq (Via Orcelletto strada vicinale della Puradella Seregno)
-Limbiate DDP 29/2019
Nuovo bosco 3320 mq, Filari arborei 525 mt, Percorso ciclo-pedonale di 200 mt (Via Brindisi Limbiate)(Cimitero)
-Misinto DDP 45/2018 Fasce di mitigazione arborea profondità 10 mt
-Misinto DDP 121/2019 fascia di mitigazione arbustiva di 6 mt profondità
de-impermeabilizzazione e contestuale rinaturalizzazione di un’area degradata 325 mt
Percorso ciclopedonale- fatto (Via M. Bianco V. Misentasca Misinto)
-Varedo 26/11/2020
forestazione imboschimento (area A 1.2) (via Pastrengo Varedo)
Riqualificazione area boscata esistente, Percorso ciclo-pedonale, Filare (abbattuto)
Acquisizione Area libera 4550 mq (dove?), aree degradate da riqualificare attesa progetti (dove-quali ?)
-Varedo 2015
area di mitigazione 1000 mq, Percorso ciclo-pedonale 273 mt (zona Via Ravenna Varedo)

Articolo del Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP curato da: Sergio Arienti (Alternativa Verde), Colombo Alberto (Sinistra e Ambiente), Giorgio Majoli (Legambiente Monza), Gemma Beretta (Legambiente Seveso), Luca D'Achille (Un Parco per Bernareggio).

venerdì 18 febbraio 2022

APPROVATA UNA VARIANTE AL PTCP PROVINCIALE POCO INCISIVA: SERVIVA PIU’ CORAGGIO

In data 15-2-2022 si è conclusa in sede di Consiglio della Provincia di Monza e Brianza la discussione relativa alla variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) per l'adeguamento alla soglia regionale di riduzione del consumo di suolo, così come definito nella Legge Regionale 31/2014.
La maggioranza di centrodestra ha approvato il testo della Variante al PTCP nella versione precedentemente adottata e con sole pochissime modifiche conseguenti all'accoglimento di alcune osservazioni. Il gruppo Brianza Rete Comune si è espresso con un voto contrario.

Il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP, di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva, il 28-3-2021, aveva protocollato una serie di osservazioni atte a rendere più stringente e incisiva la variante.
Le osservazioni presentate sono state controdedotte dai tecnici della Provincia e, purtroppo, respinte con la motivazione di non essere pertinenti e/o tecnicamente non accoglibili. Le controdeduzioni le trovi qui. 
Un'impostazione tecnica rigida che non ha tenuto conto della necessità politica impellente di andare verso una riduzione significativa del consumo di suolo nella nostra Provincia.

Per poter dare voce alle nostre argomentazioni in sede di Consiglio Provinciale durante il momento di discussione delle osservazioni, delle controdeduzioni e della valutazione finale sui documenti della Variante, ci siamo interfacciati direttamente con i Consiglieri Francesco Facciuto e Giorgio Garofalo di di Brianza Rete Comune con cui abbiamo fatto un lavoro di approfondimento e commento sul nostro lavoro e anche su altri contributi.
Come era prevedibile, la Provincia di MB non ha saputo o voluto mettere in campo un provvedimento coraggioso e deciso per invertire la tendenza in un territorio dove il consumo di suolo, il degrado e la perdita delle funzioni dei nostri ecosistemi continuano a un ritmo insostenibile, che nemmeno questi due anni di pandemia hanno frenato.
Con una superficie urbanizzata attualmente stimata al 51% e la previsione di un'estensione al 54%, è dunque sul 3% di nuove previsioni edificatorie e di nuova urbanizzazione che interverranno di fatto i complessi meccanismi di applicazione della soglia di riduzione regionale previsti nella Variante.
Per la Provincia, questa introduzione della soglia ha l’obiettivo di riduzione dell’indice di consumo di suolo nel 2025 del 1% (da 54% a 53%). Un valore irrisorio, decisamente insufficiente e puramente simbolico.
Il provvedimento di Variante approvato non è sufficiente per affrontare i gravi problemi ambientali e climatici che abbiamo di fronte.

Non possiamo infatti dimenticare che consumare nuovo suolo significa anche privarci dei servizi ecosistemici quali la riduzione della permeabilità dei suoli, le perdite di produzione agricola e di materiali, il minor contenimento dell'inquinamento e dell'erosione,la riduzione dell'assorbimento di CO2 e della capacità di mitigazione dei cambiamenti climatici la perdita di impollinazione etc che le aree libere e/o boscate offrono.

Il dibattito in Provincia ha portato anche all'approvazione di un OdG che chiede il rafforzamento del sistema di tutele della Rete verde di ricomposizione paesaggistica, degli Ambiti agricoli strategici (AAS) e degli Ambito di interesse provinciale AIP) agendo su aspetti quantitativi e qualitativi.
Per ora e fino alla programmazione e approvazione di altri provvedimenti normativi, rimane una mera "dichiarazione d'intenti" che necessiterà di atti applicativi dipendenti dalla volontà politica di chi amministra la Provincia di MB.

Il Coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB

venerdì 2 aprile 2021

SOGLIA DI RIDUZIONE DEL CONSUMO DI SUOLO IN PROVINCIA DI MB: SERVE UNA VARIANTE AL PTCP PIÙ INCISIVA

Il 1 marzo 2021 si è tenuta la seconda Conferenza di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) che dovrà essere adeguato per recepire la soglia regionale di riduzione del consumo di suolo, così come definito nella LR 31/2014.
Questo adeguamento, previsto entro due anni dall’integrazione del Piano Territoriale Regionale (PTR), a sua volta avvenuta in ritardo di un anno (il 19 dicembre 2018 con pubblicazione sul BURL il 13 marzo 2019) arriva ben oltre la scadenza.
La Provincia non ha ancora approvato e adeguato il proprio PTCP e siamo solo nella fase di VAS: occorreranno ancora mesi prima di chiudere l'iter.
Dall'approvazione della L.R del 2014, sono passati quindi più di sei anni nel corso dei quali, gli immobiliaristi e i privati han potuto continuare a consumare suolo libero, in una Provincia che continua a mantenere il triste primato di territorio più cementificato d'Italia.
La documentazione della VAS evidenzia due dati importanti:
1) un fabbisogno di alloggi negativo (-5316), ovvero una eccedenza di offerta già al 2019 rispetto alla proiezione di crescita della popolazione al 2025. Questo significa che non c’è necessità di nuove superfici per l'edificazione di altri alloggi.

2) anche il fabbisogno di superfici per le altre funzioni, tipicamente il produttivo e il terziario presenta un segno “meno” nella simulazione di uno scenario sia basso che medio di crescita degli addetti e diventa positivo solo con uno scenario di crescita alto, situazione quest'ultima irreale sopratutto in questa fase di emergenza pandemica cui seguiranno certamente condizioni di contrazione del mercato. Anche in questo caso la realizzazione di nuova edificazione non è giustificata da reali esigenze.

 
È molto preoccupante la "fotografia" della Provincia di MB con ben il 54,90% di territorio occupato da aree antropizzate, il 33,19% da aree agricole, l'11,9% da zone boscate e ambienti seminaturali, lo 0,23% da corpi idrici, lo 0,04% da zone umide. L' Indice di Consumo di Suolo ha un valore medio provinciale del 53,90% ma con Lissone all'80,7%, Giussano all'80,3 %, Biassono al 75,3%, Nova Milanese al 71,7%, Sovico al 70,6 %, Bovisio Masciago al 70,25, Seregno al 70%, Cesano Maderno al 69,5% e molti Comuni oltre il 65%.
Per questo e altri indicatori, i Comuni sono stati raggruppati in 10 "Quadri Ambientali di Riferimento Provinciale" (QAP) suddivisi per livello di criticità (non critico con indice di CS <20%, poco critico con indice CS 20-35%, mediamente critico con indice CS 35-50%, critico con indice CS 50-65%, molto critico con indice CS <65%). 
-vedi anche il documento della Provincia qui
 

Nessun comune ha un livello non critico, solo 6 Comuni sono in fascia poco critica, 21 Comuni hanno un livello mediamente critico, 11 Comuni rientrano nel livello critico e 17 Comuni in quello molto critico.
Nonostante questi numeri, la Provincia ha fissato obiettivi quantitativi, al 2025, con soglie MASSIME di riduzione del 45% della superficie complessiva degli Ambiti di trasformazione (AT) a prevalenza residenziale e del 40% della superficie complessiva degli Ambiti di trasformazione (AT) per le altre destinazioni. Considerando però come riferimento gli AT vigenti al 2 dicembre 2014. Le soglie saranno poi definite e articolate tra i 10 QAP in cui sono raggruppati i Comuni.

ll dispositivo provinciale prevede però alcuni meccanismi di "premialità" per i Comuni: premialità che non è altro che un abbassamento della soglia stabilita di riduzione del consumo di suolo. Non si tratta di riduzione ma di possibilità di consumare di più.
Una scelta che i gruppi ambientalisti non condividono, considerato che le condizioni in cui versa il territorio provinciale, pesantemente edificato e antropizzato, non sono tali da consentire queste flessibilità che rendono meno stringente l'attuazione della norma.

La stima dei mq di riduzione del consumo di suolo, con le massime percentuale di riduzione, (45% e 40% rispettivamente) riferito su quelle che furono le previsioni di AT al dicembre 2014 sul residenziale, terziario, produttivo è di 4.150.000 mq.
Il criterio adottato di riferirsi agli AT non tiene purtroppo conto della scappatoia, scelta da molti Comuni, di inserire e prevedere l’edificabilità su suoli liberi anche nel Piano delle Regole (PdR), pur senza assoggettarli a Piano Attuativo.
È chiaro che, anche in questi casi, vengono inopinatamente consumate aree attualmente libere da edificazioni che non rientrano però nel computo della riduzione fissata. Questo aspetto va invece considerato e quantificato.
Per la Provincia, questa introduzione della soglia ha l’obiettivo di riduzione dell’indice di consumo di suolo nel 2025 del 1% (da 54% a 53%). Un valore irrisorio, decisamente insufficiente e puramente simbolico.
Attuare solamente un parziale rallentamento del consumo di suolo non può essere un risultato soddisfacente visti i livelli elevatissimi già raggiunti dalla nostra provincia.

Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB, di cui fanno parte comitati, associazioni e gruppi ambientalisti della Brianza, ha formulato e protocollato una serie di contributi, osservazioni e proposte ai fini di un apporto collaborativo al perfezionamento e alla semplificazione della variante.

Sotto, il contributo inviato alla Provincia di MB

 

 




lunedì 7 settembre 2020

ULTERIORE CONTRIBUTO DEL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB PER L'ITER DI VARIANTE AL PTCP PROVINCIALE

La Provincia di Monza e Brianza sta espletando la fase preliminare della Conferenza di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) riguardante la variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) di MB per l'adeguamento alla soglia regionale di riduzione del consumo di suolo (ai sensi della Lr 31/2014) e del Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS).
Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB (con Sinistra e Ambiente di Meda parte attiva) sta seguendo da tempo tutti i passaggi formali che riguardano gli aspetti connessi alla gestione del territorio provinciale, cercando, laddove possibile, d'intervenire con propri contributi.
Il 24-9-2019, l'Osservatorio aveva già inviato alla Provincia di MB una serie di suggerimenti propedeutici al Documento di indirizzo per l'adeguamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) alla soglia regionale di riduzione del consumo di suolo. 
Ora si tratta di contributi al documento di "scoping" cioè l'elaborato "di orientamento" nel quale vengono espressi i fondamenti e le metodologie sui quali verrà costruito il Rapporto Ambientale (RA) e che contiene la ricognizione dei primi dati ambientali, dai quali derivano le criticità e le problematiche che il RA successivamente tratterà in modo dettagliato.
Il documento di scoping riguarda anche l'iter di elaborazione e stesura del Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS), di cui sono fissati i Macro-obiettivi minimi obbligatori e i principali temi di approfondimento.
Va rimarcato che la Legge Regionale 31 sul consumo di suolo, non è particolarmente restrittiva, contiene moratorie e, pur essendo in vigore dal 2014, non ha certamente ne fermato ne rallentato l'aumento della cementificazione.


sabato 8 agosto 2020

LE OSSERVAZIONI DEL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB SULLA VERIFICA DI ASSOGGETABILITÀ A VAS DELLA VARIANTE AL PTCP PROVINCIALE SU INFRASTRUTTURE E MOBILITÀ

In Provincia di Monza e Brianza due sono le scadenze temporali che riguardano la gestione del territorio.

Il 12-8-020 è la data di scadenza per la presentazione di osservazioni/proposte sulla "Verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della Variante al PTCP in materia di infrastrutture per la mobilità" mentre il 10-09-020 è il termine limite per osservazioni/proposte per la "Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della Variante del PTCP per l’adeguamento alla soglia regionale di riduzione del consumo di suolo".

Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB (di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva e propositiva) ha rilanciato il suo contributo collegiale su alcuni aspetti riguardanti le infrastrutture e la mobilità, chiedendo anche un differimento dei termini temporali a settembre al fine di consentire la presentazione di ulteriori e più approfonditi contributi.

martedì 23 giugno 2020

IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP E I COMITATI MONZESI IN CONFERENZA STAMPA PER AVERE MONZA NEL PLIS GRUBRIA


Il 23-06-020, applicando le precauzioni di distanziamento, s'è tenuta a Monza la conferenza stampa del Coordinamento ambientalista Osservatorio Ptcp di MB e dei Comitati monzesi per promuovere l'adesione di Monza (con le aree verdi  del Villoresi, di S. Fruttuoso e del Casignolo) al PLIS Grugnotorto - Villoresi - Brianza Centrale (GRuBRia).
da sx: Maddalena Viola (Legambiente Circolo di Monza), Giorgio Majoli (coord. Osservatorio Ptcp), 
Alberto Colombo (Sinistra e Ambiente Meda e coord. Osservatorio PTCP di MB ), 
Giacomo Correale (Comitato via Boito e Comitati di Monza).
Alla stampa è stato consegnato il comunicato unitario ed è stata data l'informazione che la petizione on-line ha raccolto l'adesione di 1076 cittadini che vogliono Monza nel PLIS GRuBRia.
La petizione, con l'elenco dei sottoscrittori, è stata protocollata presso gli uffici del Comune di Monza affinchè Sindaco, Giunta e Consiglieri comunali ne prendano visione.



La rassegna stampa:




venerdì 6 marzo 2020

COMITATI LOCALI, GRUPPI AMBIENTALISTI E OSSERVATORIO PTCP DI MB CHIEDONO CHE MONZA CONCRETIZZI LA SUA ADESIONE AL PLIS GRUBRIA

Il 24-10-2016, Monza, con la deliberazione n° 77 approvata in Consiglio Comunale con 23 favorevoli, 1 contrario e 6 astenuti chiedeva l'entrata nel PLIS del Grugnotorto - Villoresi identificando con apposita cartografia allegata alla delibera, alcune aree libere da aggregare alla superficie del PLIS Grugnotorto - Villoresi.
Le aree monzesi aggregate nel 2016 al PLIS Grugnotorto-Villoresi
Per Monza veniva anche definita e attribuita la quota annuale di adesione.
La decisione veniva poi avallata dalla Provincia di MB in data 9 marzo 2017.
A distanza di tre anni, il PLIS Grugnotorto-Villoresi si è accorpato con il PLIS Brianza Centrale dando origine al nuovo PLIS GruBria.
Purtroppo, nel frattempo, Monza non ha mai versato al Plis Grugnotorto-Villoresi le quote annuali  previste.
Anche il percorso che ha portato alla nascita del GruBria non è stato seguito e ne tantomeno partecipato dall'attuale amministrazione di Monza, e la passata adesione è rimasta inapplicata e sospesa.
Per questo, i comitati cittadini, i gruppi e le associazioni ambientaliste della Provincia monzese e del Coordinamento Osservatorio PTCP di MB con un comunicato chiedono che l'amministrazione monzese concretizzi quanto prima l'adesione e la partecipazione nel PLIS GruBria.
Tra i firmatari, sono presenti anche SINISTRA E AMBIENTE e IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ di Meda che condividono e auspicano un'azione collegiale per inserire le aree monzesi nel GruBria, ricordando inoltre che anche all'amministrazione medese è stata avanzata una richiesta di aggregazione di superfici libere di Meda Sud e di adesione al Plis.

Il comunicato:

La petizione da firmare:

PETIZIONE PER AVERE MONZA NEL PARCO GRUGNOTORTO-VILLORESI-BRIANZA CENTRALE

Rassegna stampa






venerdì 17 gennaio 2020

L'OSSERVATORIO PTCP CHIEDE UNA LEGGE NAZIONALE CHE FERMI IL CONSUMO DI SUOLO E ATTI CONCRETI ALLA PROVINCIA DI MB E AI COMUNI


Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB (di cui Sinistra e Ambiente è parte) ha scritto alla Provincia di Monza e Brianza e diffuso un comunicato stampa per chiedere interventi istituzionali che sollecitino l'approvazione della legge nazionale sul consumo di suolo e azioni degli amministratori più incisive.

La lettera alla Prov di MB:

Proposta di mozione per sollecitare l'approvazione della 
LEGGE NAZIONALE SUL CONSUMO DI SUOLO

Alla C.A. 
Presidente della Provincia di Monza e Brianza
Consigliere delegato alla Pianificazione del Territorio
Consigliere delegato all'Ambiente 
Settore Territorio della Provincia di Monza e Brianza
Servizio Pianificazione e politiche territoriali

Considerata la riconosciuta emergenza collegata all'elevato livello di consumo di suolo della nostra provincia e le relative conseguenze in termini di salute, vivibilità e degrado ambientale, il  coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP Monza e Brianza, a nome del  Forum Salviamo il Paesaggio (Rete civica nazionale formata da oltre 1.000 organizzazioni e decine di migliaia di singoli aderenti individuali), ha proposto a tutti i Consigli Comunali una MOZIONE per sollecitare il Parlamento alla rapida ripresa del dibattito di approvazione del DDL a contrasto del consumo di suolo.
Chiediamo all'Amministrazione Provinciale, che da tempo ha avviato la variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale nell'ottica della riduzione del consumo di suolo, di valutare l'approvazione di tale testo e di avviare concrete azioni per il raggiungimento degli obiettivi dichiarati.

In attesa di cortese riscontro, l'occasione è gradita per porgere 
Cordiali Saluti.

Coordinamento ambientalista  OSSERVATORIO PTCP Monza e Brianza

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Il Comunicato stampa -


La Brianza non può aspettare: 
fermare da subito il consumo di suolo, con o senza una legge nazionale 

E' interesse dei nostri cittadini e del nostro territorio che i comuni mettano in atto azioni ed iniziative a sostegno della proposta di legge nazionale per l’arresto del consumo di suolo e per il riuso dei suoli urbanizzati.
Questo in sintesi il contenuto della proposta di mozione che il coordinamento ambientalista  OSSERVATORIO PTCP Monza e Brianza ha inviato  a tutti i Sindaci e Assessori all’urbanistica e all’ambiente dei comuni della provincia di Monza e Brianza nei giorni scorsi. 
L’iniziativa, attivata a nome del  Forum  Salviamo il Paesaggio, una Rete civica nazionale formata da oltre 1.000 organizzazioni e decine di migliaia di singoli aderenti individuali, vuole sollecitare i consigli comunali della provincia più urbanizzata d’Italia affinché riconoscano l’emergenza collegata all'elevato livello di consumo di suolo e le relative conseguenze in termini di salute, vivibilità e degrado ambientale.
E' fondamentale comprendere cosa sia realmente il consumo di suolo e quali siano gli effetti dell’impermeabilizzazione delle aree libere. Si tratta di costi sociali e ambientali in continuo aumento:  è un errore credere di fermare il fenomeno semplicemente riducendo parte delle sovradimensionate previsioni urbanistiche dei Piani di Governo del Territorio. Così facendo non si arresta il degrado che, seppur rallentato, avanza inesorabilmente verso una situazione già compromessa.   
E’ opportuno invece che i comuni, anche in assenza di questa legge, adottino da subito  scelte coerenti inserendo negli indirizzi politico-programmatici le finalità, gli obiettivi e le disposizioni contenute nella proposta di legge presentata dal Forum Salviamo il Paesaggio (il  Disegno di Legge  AS 164, in discussione al Senato, Commissioni congiunte Agricoltura e Ambiente).
La mancanza di una norma nazionale non è più accettabile. Confidiamo nella presentazione e nell’approvazione della mozione da parte dei comuni che si dimostreranno più attenti al problema. Ma soprattutto  confidiamo nei comuni che hanno riconosciuto e dichiarato l’emergenza climatica e in una loro azione coerente con gli intenti dichiarati.
Chiederemo inoltre alla Provincia, che da tempo ha avviato la variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale nell'ottica della riduzione del consumo di suolo, cosa è stato concretamente fatto per questo obiettivo. Al momento non ci risulta nulla.
Cordiali Saluti.

17-1-020

Coordinamento ambientalista  OSSERVATORIO PTCP Monza e Brianza

Sulla stampa:
 

domenica 24 settembre 2017

VARIANTE AL PTCP DELLA PROVINCIA DI MB: QUANDO LE SEMPLIFICAZIONI PREOCCUPANO GLI AMBIENTALISTI


Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB (di cui Sinistra e Ambiente è parte) continua con attenzione ad occuparsi dell'argomento CONSUMO DI SUOLO nella Provincia di MB ed è intervenuto con le sue valutazioni e con una serie di osservazioni per cercare di migliorare la Variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della Provincia di Monza e Brianza.
Una variante che il coordinamento ambientalista non condivide per alcuni aspetti.

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Variante al PTCP della Provincia di Monza e Brianza: 
semplificare aiuta a consumare suolo

https://photos.google.com/share/AF1QipMZ7Qh_4Mjfi79kbeDbCcbmeOHciETCTl1vtOgdQPosRNirXjBHAQPz631TiI0vCg?key=NUFpbDY3TjgxQlhISmNPV1hYT3Rvc0daX3g5MmN3

Esclusioni, scorciatoie e decisioni concentrate nelle mani del solo Presidente.
Con le modifiche proposte alle norme del piano si rischia di indebolire le tutele 
e di disattendere l’obiettivo di limitare il consumo di suolo.

Dopo le osservazioni presentate a luglio in occasione dell’adeguamento del Piano Territoriale Regionale il coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP di MB ha protocollato lo scorso 15 settembre le osservazioni alla variante normativa al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della Provincia di Monza e Brianza.
Ecco una sintesi dei contenuti delle osservazioni inoltrate con l’intento di perfezionare il nuovo testo normativo, adottato con DCP n. 15 del 31 maggio 2017.

Secondo la Provincia di MB e gli uffici proponenti, la variante dovrebbe semplificare alcune procedure del piano, in particolare nei casi d’intesa per le aree ricadenti in Ambiti d’Interesse Provinciale (AIP) o in Rete Verde.
In realtà le modifiche introdotte indeboliscono di fatto i livelli di tutela previsti nella classificazione delle aree e aumentano il rischio di consumo di suolo invece di contenerlo.
Nel dettaglio le osservazioni proposte dal Coordinamento ambientalista puntano, in primo luogo, a mantenere le tutele esistenti sui corridoi ecologici (che non devono essere in nessun caso ridotti o interrotti), sugli elementi geomorfologici e sui Parchi Locali di Interesse Comunale (PLIS).
Per questi ultimi ogni modifica deve essere vietata a meno che non si tratti di ampliamenti.

In più si ribadisce che è importante che le richieste di variante siano di competenza del Consiglio Provinciale e discusse con possibilità di presentare osservazioni.
Con la variante invece tutto il potere decisionale sarebbe in mano al solo Presidente.

Così come è opportuno che le richieste d’intesa avanzate dai comuni vengano formulate con Delibera di Consiglio Comunale al fine di rendere edotti e consapevoli tutti i livelli Istituzionali e non tramite la sola iniziativa del Sindaco e della sua Giunta.
Non sono inoltre accettabili esclusioni al confronto (tramite il passaggio facilitato da variante ordinaria a semplificata) per quei casi genericamente liquidati come errori materiali, modifiche su aree di completamento o interventi di piccola entità.
E’ fondamentale riconoscere come suolo consumato solo quello collegato a piani attuativi approvati e vigenti a tutti gli effetti di legge e non considerare ormai perse le aree interessate da piani semplicemente adottati.

Coordinamento OSSERVATORIO PTCP di MB
SALVIAMO IL PAESAGGIO

Sotto il testo delle osservazioni protocollate.