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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
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domenica 21 ottobre 2018

DAL CONVEGNO DI MEDICINA DEMOCRATICA SU LUIGI MARA LE TESTIMONIANZE DI SINISTRA E AMBIENTE E DI LEGAMBIENTE SEVESO

Il 20-10-018 il gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda, insieme con Legambiente circolo "Laura Conti" di Seveso ha dato il suo contributo attivo al convegno di Medicina Democratica a ricordo di Luigi Mara.
Luigi Mara s'è speso per tutta la sua vita nelle battaglie contro la nocività in fabbrica, per la salute e la prevenzione nei luoghi di lavoro e all'esterno di essi, per la modifica di cicli produttivi pericolosi e intervenendo a supporto di vertenze ambientali.
Il suo cammino è passato anche da Seveso, negli anni del disastro Icmesa, con una dettagliata e puntuale informazione tecnica e con approfondite analisi sul rischio effettivo corso dai cittadini causato dalla contaminazione e dall'esposizione alla diossina  TCDD.
Ci unisce a lui e al suo gruppo di lavoro un "filo rosso" che è quello di un metodo di intervento e azione fatto anche da un'analisi approfondita documentale da non delegare, indispensabile per creare consapevolezza e per un "sapere diffuso" e non ristretto.
Sessione "Il Modello Operaio"
Sessione "Processi e Giustizia" con Gemma Beretta (Pres. Legambiente Seveso) che introduce e modera

L'intervento di Gemma Beretta Presidente del circolo Laura Conti di Legambiente Seveso

Enzo Ferrara (direttore della rivista Medicina Democratica ndr) ha voluto fortemente che sedessi qui a facilitare i lavori della terza sessione del Convegno, dedicata alla questione del perseguimento penale del danno ambientale. Non a caso questo, sono infatti presidente del Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso e Seveso ha molto a che fare con la questione. A Seveso nel 1976 si assistette a un crimine di pace, per citare Giulio Maccacaro e  Luigi Mara, e la sentenza che emerse dal processo fu una sentenza che, usando una espressione cara a Laura Conti, definirei senza radici nel futuro. La sentenza infatti contribuì a generare una separazione profonda nella comunità locale, creando una ferita sopra una ferita, non rimarginata ancora oggi. Ma mi permetto di dire anche che altri fili legano la realtà del nostro Circolo Legambiente Laura Conti a questa giornata dedicata a Luigi Mara.
Luigi Mara è ricordato da pochi tra quegli uomini e donne, nel 1976 giovani e ora per lo più sessantenni, che furono aiutati dal Comitato Tecnico Scientifico ad acquisire strumenti di lotta politica per reagire al disastro che si abbatté sulle loro vite. Più noto e ricordato è Giulio Maccacaro mentre la gratitudine della memoria collettiva di quella cerchia di amici e amiche che negli anni Novanta ha poi costituito il Circolo Legambiente a Seveso è andata a Laura Conti. Questo contesto di pratica politica che ancora opera a Seveso e in Brianza ha tenuto viva la traccia disegnata dai passi del Comitato Tecnico Scientifico nella interlocuzione con Laura Conti che sedeva allora sui banchi del consiglio di Regione Lombardia (su questo si veda Luigi Mara, Laura Conti, una compagna, Medicina Democratica maggio/giugno/luglio 1993): una pratica politica che cerca nella precisione della lettura tecnica e scientifica di quanto accade il luogo comune sul quale stabilire un dialogo possibile con chi occupa un ruolo di potere e verso cui attrarre con metodo e con passione il resto della cittadinanza. In questa pratica vedo il filo che ci lega a Luigi Mara e a chi oggi lo ricorda.



Sessione "Scenari lavoro e ambiente" con Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente che relaziona
su Pedemontana e rischio DiossinaTCDD
Le slide di Sinistra e Ambiente utilizzate per illustrare l'intervento al Convegno di Medicina Democratica su Luigi Mara


Slide di Sinistra e Ambiente
Slide di chiusura intervento di Sinistra e Ambiente
La biografia di Luigi Mara


L'intervento di Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente di Meda al convegno.

lunedì 15 ottobre 2018

SINISTRA E AMBIENTE E LEGAMBIENTE SEVESO AL CONVEGNO PER RICORDARE LUIGI MARA E PER IL SAPERE DIFFUSO NELLE BATTAGLIE CONTRO LE NOCIVITA'


Un interessante convegno di Medicina Democratica si terrà sabato 20 ottobre a Milano presso l'Aula Magna dell'Università in via Festa del Perdono.
E' un convegno dedicato a LUIGI MARA, protagonista storico  di molte battaglie per la prevenzione, la sanità e la salubrità a partire dall’ambiente di fabbrica, contro ogni monetizzazione del rischio per salute e l'ambiente, attivista e promotore delle lotte contro le nocività chimiche.
Medicina Democratica ha invitato all'evento alcune voci del nostro territorio per raccontare il lavoro fatto sulla Pedemontana e il rischio diossina, con un particolare "filo rosso" di continuità con chi promuoveva il sapere diffuso nelle battaglie contro le nocività.
Saranno infatti presenti il circolo "Laura Conti" di Legambiente Seveso in qualità di co-organizzatore e Sinistra e Ambiente di Meda.


Luigi Mara e Medicina Democratica: 
la stagione del modello operaio di lotta alle nocività

A 50 anni dal 1968, personaggi come Giulio Maccacaro, Ivar Oddone, Gastone Marri e Luigi Mara – che a molti oggi possono essere ignoti ma che furono precursori e protagonisti di quella memorabile stagione culturale – rimangono riferimenti fondamentali per ogni società industriale che voglia dirsi moderna, assieme ai modelli di sicurezza sul lavoro e di sanità pubblica da loro configurati. Le rivendicazioni di lotta per la salute collettiva assieme a quelle per il lavoro, restano fra le più meritevoli di attenzione da parte delle agenzie politiche nazionali e internazionali mentre i temi del disagio e della malattia, così come quelli delle nocività sul lavoro (cambiano i nomi, non la sostanza: oggi lo stress-lavoro-correlato, ieri l’alienazione) e nell’ambiente continuano a forgiare il mondo globale.
Rileggendo i testi dei tecnici che elaborarono negli anni ’60 e ’70 teorie e pratiche della sanità pubblica, prima ancora che si costituisse il Sistema Sanitario Nazionale in Italia (1978), e della sicurezza in fabbrica, si ritrova un carico di rimandi ai valori universali su cui si fondarono le lotte operaie e sindacali dagli anni ’60 a tutto il decennio successivo, e che furono esaminati pubblicamente sulle pagine della rivista Sapere negli anni di Giulio Maccacaro con l’attenzione focalizzata su salute, ambiente, prevenzione e cura.
Ritornare su questi temi per provare ad attualizzarli anche negli aspetti economici, sociali e giuridici, è fra le finalità del convegno La stagione del modello operaio di lotta alle nocività, che Medicina Democratica dedica al proprio fondatore Luigi Mara assieme a Epidemiologia e Prevenzione, Università di Milano, Fondazione Luigi Micheletti di Brescia, Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso e Centro Studi Sereno Regis di Torino.

Sabato 20 ottobre a Milano, nell’aula magna dall’Università Statale, ripercorrendo l’opera e il pensiero di Luigi Mara, si offrirà una riflessione storica sull’esperienza di Medicina Democratica – in continuità con i temi della prevenzione e della sanità a partire dall’ambiente di fabbrica contro ogni monetizzazione del rischio per salute e ambiente – e sulle lotte contro le nocività chimiche e l’amianto, correlando l’esperienza della competenza tecnica, catalizzata dal Gruppo di Prevenzione ed Igiene Ambientale del Consiglio di Fabbrica di Castellanza, con altre forme di mobilitazione collettiva sperimentate in Italia per la sicurezza sul lavoro, come quelle impostate da Ivar Oddone, Gastone Marri e Giovanni Berlinguer.
Punto cruciale del convegno sarà l’attualizzazione delle lotte di fronte agli scenari di grave precarietà e sfruttamento del lavoro, in Italia e nel mondo, con attenzione ai settori della logistica, della produzione agroalimentare e della cantieristica, dove sono più evidenti le condizioni di rischio e di subalternità di lavoratrici e lavoratori, soprattutto se appartenenti a minoranze di genere o di etnia. Un’occasione per rilanciare il dibattito anche sulle questioni del benessere collettivo, diffidando di ogni prospettiva di risoluzione individuale, anche perché i sistemi di sanità pubblica soffrono per problemi di sostenibilità politica e culturale prima ancora che finanziaria.
In medicina e per la sicurezza sul lavoro, come in molti settori della società moderna, la spersonalizzazione dei compiti e delle attività ha portato a percepire le disfunzioni, la mala-pratica e i conflitti di interesse non come problemi etici e sociali ma come inefficienze tecno-economiche. Occorre ribaltare la prospettiva, prefigurando il recupero di una dialettica culturale ormai assente, integrando nel discorso questioni come l’equità socio-economica, la sostenibilità del modello di produzione e consumo su scala industriale e le disfunzioni da questo introdotte: le patologie tumorali e degenerative, l’alienazione, l’individualismo, temi tutti capaci di definire una società con una concretezza che le forze politiche e culturali dominanti riescono appena a sfiorare.
Visti gli esiti e i limiti delle scelte tecnocratiche, per l’elaborazione di un quadro socio-culturale sui temi del lavoro, della salute e dalla malattia, si può ripartire da ciò che Maccacaro, Oddone, Marri e Mara pur nelle loro diverse visioni ponevano alla base di ogni discorso: l’affermazione di uguaglianza dei bisogni e il diritto alla solidarietà e al riconoscimento di dignità di ogni essere umano ovunque egli si trovi, sotto il nostro stesso campanile o altrove, nel mondo.
Su questi stessi temi, affrontati con continuità da più di 40 anni sulle pagine delle rivista Epidemiologia e Prevenzione e Medicina Democratica, sono sviluppati approfondimenti dalla Fondazione Luigi Micheletti di Brescia, che ha dedicato un ciclo biennale di incontri a Figure e interpreti del Sessantotto, cinquant’anni dopo, dal Centro Studi Sereno Regis di Torino, che propone percorsi sulla sociologia del lavoro e sulle emergenti condizioni di rischio nell’economia globalizzata e dal Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso con ottica attenta alla protezione dell’ambiente e alle questioni di genere.
Lo scorso 2 ottobre si è tenuto all’Ambasciata Italiana di Londra il seminario Giulio Alfredo Maccacaro: scientific foresight and social engagement of a distinguished Italian researcher, organizzato da Marco Delogu direttore dell’Istituto Culturale Italiano di Londra: con la partecipazione di Paolo Vineis e Rodolfo Saracci.

sabato 6 ottobre 2018

UN RICORDO DI MARIO PARMA, GIA' SINDACO DI CORNATE, FERMAMENTE CONTRARIO ALLA PEDEMONTANA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo uno scritto dell'amico Vittorio Pozzati (già Sindaco di Mezzago).
Un breve testo per ricordare la figura di Mario Parma, che è stato Sindaco dal 1995 al 2004 a Cornate d'Adda ed è recentemente deceduto (30-9-018) .
Parma fu uno del gruppo di Sindaci del vimercatese che con fermezza e solidi argomenti osò opporsi alla realizzazione dell'impattante autostrada Pedemontana Lombarda, mostrando che anche a livello Istituzionale si può e si deve far sentire la propria voce per tutelare il territorio, anche contro i faraonici progetti di devastanti infrastrutture, frutto di miopi e dubbie scelte governative.

Per Mario Parma
Da qualche giorno è venuto a mancare l’ex Sindaco di Cornate d’Adda, Mario PARMA.
Lo ricordo come un collega dalla personalità forte e determinata e punto di riferimento per tutti noi Sindaci all’epoca impegnati nel contrastare il progetto della Pedemontana Lombarda.
Queste poche righe per ricordare a tutti coloro che ancora sono impegnati su questo fronte che il Sindaco Parma è stata il primo a contestare il progetto ed ad impegnarsi in una battaglia lunga e faticosa, divenendo riferimento per gli amministratori del territorio del vimercatese, lecchese e dell’isola bergamasca.
Ricordo la decisa contestazione, le infinite riunioni, il lavoro sviluppato in collaborazione col Politecnico per offrire alternative al progetto pedemontano.
Da ultimo si è reso promotore di un ricorso alla Comunità Europea contro il progetto. Ricordo ancora che tutta questa ‘attività politica’ coinvolgeva in numerose assemblee e collaborazioni cittadini, associazioni e consigli comunali: quello che si può definire una autentica attività ‘partecipata’.
Parma è stato un Amministratore, tra gli altri meriti, essenziale per tutto questo e mi sembra doveroso ricordarlo a chi ancora è impegnato nella battaglia di contrasto a questo progetto che mantiene intatta tutta la sua inutilità e pericolosità per il territorio che abitiamo.

Vittorio Pozzati

martedì 22 maggio 2018

IL 28-5-018 a MOZZATE RICORDANDO L' AMBIENTALISTA AMBROGIO GUGLIELMETTI

Il 25 agosto 2014 ci lasciava Ambrogio Guglielmetti, rappresentante storico del Comitato Mozzatese “Salute e Ambiente” fino all'ultimo attivista attento alla vita politica e sociale, ambientalista generoso e appassionato sempre in prima linea nelle battaglie per la tutela del territorio mozzatese contro le discariche e le devastazioni portate dall'autostrada Pedemontana Lombarda.
Proprio per contrastare la devastante ed inutile autostrada, Ambrogio e il Comitato "Salute e Ambiente" di Mozzate erano entrati nel coordinamento Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile spendendosi con continuità in un lavoro continuo di denuncia ed informazione costante sulle criticità generate dall'infrastruttura.
Ambrogio se ne è andato quasi 4 anni fa ma ci ha lasciato una preziosa testimonianza del suo impegno e del suo amore per il suo Paese e per la Natura.
La moglie, Carla Contardi con il supporto della famiglia e con l'aiuto di Gemma Beretta, anch'essa appartenente ad Insieme in Rete, ha raccolto i suoi scritti e ha pubblicato un libro dove Ambrogio racconta Mozzate  - suo paese natale - negli anni, focalizzando storia, vita sociale e questioni ambientali.
Ciao Ambrogio, sei andato avanti ma ci continui a mostrare come una vita può essere ben spesa per la collettività, cercando un mondo migliore.

Ad un presidio dinanzi alla sede di Regione Lombardia, Ambrogio Guglielmetti è il terzo da sx

Sempre al presidio

martedì 12 settembre 2017

IL 22-9-017 NEL BOSCO DELLE QUERCE UN RECITAL PROMOSSO DA INSIEME IN RETE

Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE promuove e organizza il recital "TUTTI DORMONO SULLA COLLINA" del gruppo #abbracciebaci, tratto dall'antologia di Spoon River di Edgar Lee Master.
L'evento, ad ingresso gratuito, si terrà venerdì 22-9-017 a partire dalle ore 21.00 presso il Bosco delle Querce in via Ada Negri 1 a Seveso.
Fa parte dell’iniziativa ARCHIVIARE PEDEMONTANA e AMPLIARE IL BOSCO DELLE QUERCE avviata in occasione del quarantunesimo anniversario del disastro ICMESA.
Grazie alla disponibilità e alla recitazione di un gruppo di uomini e donne, in questa serata, rivivrà il paese immaginifico di Spoon River con i racconti dei dolori, degli amori, delle lotte, delle conquiste dei suoi abitanti.
Uno spunto per rammentare come la Memoria è cosa importante, sopratutto in un territorio che ha vissuto il dramma della contaminazione della Diossina TCDD dell'ICMESA e che ancora oggi corre il rischio che un'inutile e impattante autostrada, riporti in superficie il potente veleno.


La rassegna stampa:
Art Giorno 15-9-017. Cliccare sopra per lettura.
Articolo de Il Cittadino del 16-9-017
Articolo de Il Giornale di Seregno del 19-9-017

martedì 15 luglio 2014

MATERIALE E RASSEGNA STAMPA SULL'INIZIATIVA DEL 10 LUGLIO 014


Vi proponiamo una rassegna stampa sull'iniziativa congiunta di INSIEME IN RETE e dell'AMMINISTRAZIONE di SEVESO del 10-07-014.
All'incontro erano presenti il Sindaco di Desio R. Corti e l'Assessore Cassanmagnago, il Sindaco di Lentate R. Rivolta, il Sindaco di Barlassina P. Galli, l'Assessore di Bovisio (con delega del Sindaco) L. Tomaino, il Presidente del Cons. Com. di Cesano Maderno (con delega del Sindaco) M. Longhin e gli Assessori di Seveso Rivolta e Miotto, il Cons. Reg. G. Corbetta e l'ex Cons. della Prov. di MI M. Gatti oltrechè rappresentanti delle associazioni e la stampa invitata.

Le slide dell'intervento di INSIEME IN RETE


10-07-014 comincia l'incontro
I relatori: da sx Colombo e Beretta di Insieme in Rete,
il Sindaco di Seveso Butti, il Direttore del Parco Bosco delle Querce Fratter
Il Sindaco di Desio Corti

LA RASSEGNA STAMPA

Da MB News:
http://www.mbnews.it/2014/07/al-bosco-delle-querce-tra-diossina-e-pedemontana-cercando-rispose-che-non-arrivano/

Al Bosco delle Querce tra diossina e Pedemontana;
cercando rispose che non arrivano

Al Bosco delle Querce tra diossina e Pedemontana, cercando rispose che non arrivano
Da una parte, il ricordo di una catastrofe lontana 38 anni, ma non per questo meno dolorosa: il 10 luglio 1976 un incidente causa la fuoriuscita di una nube tossica di Tcdd dall’Icmesa, la fabbrica di Meda del gruppo Givaudan-Roche, legando per sempre il nome di Seveso a quello della diossina e del disastro ambientale. Dall’altra, la minaccia di Pedemontana, l’autostrada che dovrebbe attraversare proprio la ex zona di rispetto, tuttora inquinata, smuovendo la terra contaminata. A rischio la popolazione di Seveso, Meda, Cesano Maderno e Desio, che, secondo uno studio del 2003 coordinato dalla Fondazione Lombardia per l’Ambiente, potrebbe nei casi peggiori assorbire diossina fino al doppio del livello consentito.
Tra il pubblico, sindaci e assessori, ma anche ambientalisti e comuni cittadini
Tra il pubblico, sindaci e assessori, ma anche ambientalisti e comuni cittadini
Se ne è voluto parlare proprio al Bosco delle Querce, nato nel 1983 sopra la zona A, monito a non dimenticare quel “caldo sabato di luglio” dell’incidente: un incontro che è stato una sorta di “aperitivo della memoria“, come lo ha definito Emma Beretta, portavoce di Insieme in rete. «C’è un parallelismo tra il passato e l’oggi – ha ammonito il sindaco di Seveso Paolo Butti -. Negli archivi ci sono le tracce delle denunce fatte negli anni 1946 e 1953, alle quali erano sempre seguite generiche e banali rassicurazioni da pare dell’Icmesa. Proprio come oggi ci sono le denunce dei Comuni sulla pericolosità di Pedemontana: e anche queste non ricevono mai risposte chiare». Come se le istituzioni avessero la tendenza a passare sopra al territorio, senza coinvolgerlo nelle scelte e nelle riflessioni necessarie. «Una comunità non cresce se non fa i conti con il proprio passato – afferma Massimiliano Fratter, direttore del Bosco delle Querce, ricordando il valore simbolico del 10 luglio per i sevesini -. La storia è un dialogo senza fine tra passato e presente: e nell’affrontare un problema, nell’intervenire su un territorio, la storia non può essere ignorata – continua  -. Pedemontana invece non ci ha mai ascoltato, nemmeno all’inizio del progetto, quando dicevano “noi ci occupiamo di calcestruzzo”. Ma anche “occuparsi di calcestruzzo” può essere fatto al meglio solo conoscendo le situazioni». E l’assenza di risposte si è coniugata con il silenzio: «38 anni fa ci volle una settimana perché si parlasse dell’incidente – ricorda amaramente Alberto Colombo, di Insieme in rete -, oggi il periodo è ben più lungo. Tutti aspettiamo delle risposte che non arrivano».
«In merito a Pedemontana, il territorio e la Provincia hanno mantenuto una posizione coesa – sostiene il primo cittadino di Seveso -. Nonostante le diverse sfaccettature, tutti concordano sulla non realizzazione». Intanto, però, la Pedemontana avanza: «Come sindaco mi trovo a vivere un momento schizofrenico – ribatte Rosella Rivolta, sindaco di Lentate sul Seveso (in piedi nella foto di apertura, ndr) -. Tutti diciamo le stesse cose, esponiamo dubbi e perplessità, ma intanto la Pedemontana avanza: hanno aperto un campo base vicino a Lentate, senza che nemmeno l’amministrazione ne sapesse nulla. Un consulto legale è necessario». Una diffida, firmata il 13 gennaio 2014 dai sindaci e da Insieme in rete, in realtà, c’era già stata. Ma apparentemente non è servita a nulla: «Ad agosto cominceranno i primi lavori sulla superstrada, all’uscita di Meda – avvisa Gianni Del Pero di Insieme in rete -, ma nessuno lo dice e, di conseguenza, nessuno lo sa».
L’unico rappresentante regionale (M5S) presente, Gianmarco Corbetta, si mostra ottimista: «La Pedemontana qui non arriverà mai, economicamente è un progetto disastrato: lo sanno tutti, anche Maroni, ma non lo vuole ammettere. Anzi, insiste con la defiscalizzazione dell’opera: nel togliere, cioè, le tasse ai costruttori, cosa che a me non sembra né giusta né giustificabile -. E pronostica -: Si rimanderà la costruzione fino a quando non si costruirà una striscia di collegamento alla Milano-Meda». Conclusione per niente rassicurante: «Certo, ci fa piacere perché evitiamo il problema diossina – esordisce ironico Butti -, un po’ meno per tutta la cascata di problemi conseguenti. La Regione non dirà mai “non si finisce” – dichiara tornando serio -, perché non si prenderanno mai questa responsabilità. La sfida è metterli nelle condizioni di rispondere alle nostre domande sui loro piani».
Amministrazioni, ambientalisti e comuni cittadini chiedono risposte in difesa del loro territorio da quella che potrebbe essere l’ennesima e fatale ferita ambientale. Ma ancora non è chiaro a chi debbano rivolgersi per ottenerle.

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L'articolo de Il Cittadino del 12-07-014. Più evidenza ai Sindaci rispetto ai contenuti espressi da Insieme in Rete.


Da QUIBRIANZA:
http://quibrianza.it/seveso-butti-pedemontana-come-diossina-mai-risposte-chiare/

Seveso, Butti: “Pedemontana come la diossina, mai risposte chiare”

Pubblicato il 14 luglio 2014 da redazione
seveso anniversario diossina 2014Dopo 38 anni dal tristemente noto 10 luglio 1976, giorno della fuoriuscita della diossina dallo stabilimento Icmesa di Meda, è sì ancora il momento di ricordare quanto successo nei comuni di Seveso, Meda, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio, ma anche di guardare il presente che vede questo luogo minacciato dal possibile arrivo di una Autostrada la Pedemontana proprio sopra i territori contaminati, secondo i rilevamenti Arpa del 2008, con conseguente ripetersi dei rischi per la salute.
A questo proposito, giovedì 10, nel giorno dell’anniversario, all’interno del parco regionale Bosco delle Querce l’amministrazione comunale e il coordinamento ambientalista Insieme in Rete per uno sviluppo sostenibile hanno voluto organizzare un incontro pubblico, definito simpaticamente “un aperitivo della memoria” dalla moderatrice Gemma Beretta, portavoce del coordinamento.
“E’ possibile svolgere un parallelismo tra il passato e il presente – ha ricordato Paolo Butti, sindaco di Seveso -. Negli archivi sono presenti infatti numerose denunce dei cittadini a partire dal 1948 e l’Icmesa rassicurò sempre in modo generico come, con le dovute differenze, sta succedendo ora con la società Autostrada Pedemontana Lombarda, quando di fronte a preoccupazioni da parte dei Comuni non ci sono mai risposte chiare. Gli eventi si stanno svolgendo come se le istituzioni del gradino più alto vogliano passare sopra al territorio, senza alcun coinvolgimento. Noi non ci stiamo come amministrazioni locali e abbiamo intrapreso azioni legali”.
“Attraverso il progetto del Ponte della memoria e poi con l’archivio è stato qui possibile avviare un processo di rielaborazione storica – ha ricordato Massimiliano Fratter, direttore del parco, che si è concentrato sull’aspetto storico e sociale del 10 luglio -. La storia non può essere sottovalutata quando si progetta il territorio, qui invece è successo”.
Alberto Colombo di Insieme in Rete ha ricordato che, come gruppi ambientalisti, il 13 gennaio è stata presentata una diffida insieme ai sindaci di Seveso e Desio senza alcuna risposta. L’unico esponente regionale presente è sicuro: “Sono convinto che la Pedemontana non sarà realizzata qui – ha dichiarato Gianmarco Corbetta, consigliere del Movimento 5 Stelle, – la situazione finanziaria è molto a rischio e lo sanno anche loro, compreso Maroni, ma non hanno il coraggio di dirlo”.
All’iniziativa erano presenti diversi sindaci di comuni limitrofi come Rosella Rivolta di Lentate sul Seveso, Piermario Galli di Barlassina, Roberto Corti di Desio, e inoltre c’erano anche Maurilio Longhin, presidente del consiglio comunale di Cesano Maderno e Luca Tomaino, assessore all’Ambiente di Bovisio Masciago.

Da Il Giornale di Seregno del 15-07-014

venerdì 6 dicembre 2013

CIAO MADIBA



NELSON MANDELA è morto ieri sera 5 dicembre 2013.

Un GRANDE UOMO ci ha lasciati. 
Un Uomo che ha lottato per la liberazione di un popolo dall'odioso regime dell'apartheid instaurato in Sudafrica. Un regime che applicava la segregazione razziale, negando i diritti alla popolazione di colore.
Un Governo formato da soli bianchi che applicava una feroce e continua repressione fatta di massacri e di carcere duro per chi osava ribellarsi.
Mandela ha pagato pesantemente la sua voglia di giustizia, passando ben 27 anni nelle prigioni sudafricane, molti dei quali trascorsi a Robben Islands in stato d'isolamento totale.
Liberato solo nel 1990, dopo gli accordi che legalizzarono l'African National Congress e consentirono elezioni a suffragio universale, venne eletto Presidente del Sudafrica dal 1994 al 1999.
Anche qui si distinse per essere un uomo che sapeva guardare avanti. Gestì la transizione del potere senza ne odio ne vendetta, con in testa l'obiettivo della riconciliazione nazionale, ma senza dimenticare che le nefandezze dell'apartheid dovevano essere giudicate.
Lo fece istituendo la Commissione per la Verità e la Riconciliazione.
Si congedò dalla Presidenza e non si ricandidò dimostrando anche in questo caso la sua levatura, di uomo non assetato di potere.
Certo, in Sudafrica, la società che lui sognava e voleva è ancora ben lontana dall'essere realizzata e i suoi successori si sono dimostrati poco all'altezza dello spessore di Mandela.

MADIBA ha dato se stesso per un mondo migliore.
Ciao MADIBA ci hai insegnato moltissimo.

«La mia sete di libertà personale si è trasformata nella sete più grande di libertà per la mia gente, perché potesse vivere la propria vita con dignità e rispetto di sé, ha animato la mia vita, trasformato un ragazzo impaurito in un uomo coraggioso… non riuscivo a godere nemmeno delle piccole e limitate libertà che mi erano concesse sapendo che la mia gente non era libera. La libertà è una sola: le catene imposte ad uno di noi pesano sulle spalle di tutti, e le catene del mio popolo erano anche le mie»
Nelson Mandela



lunedì 24 giugno 2013

UN RICORDO DI FABRIZIO MALGRATI

Del nostro concittadino Fabrizio Malgrati, Sindaco negli anni dal 1964 al 1985, deceduto domenica 23 giugno, abbiamo un ricordo recente, che vogliamo condividere con voi lettori del blog.
Nel 2006, durante l'amministrazione Asnaghi, a Meda, si ventilava (e forse, purtroppo qualcuno ancora ci pensa) un progetto per la costruzione di un centro commerciale sull'area ex Medaspan. 
Sinistra e Ambiente era ed è fermamente contraria. Decidemmo allora di attivarci con una campagna di sensibilizzazione e di raccolta firme contro un'ipotesi che stava per concretizzarsi.
Fu, inizialmente con un poco di stupore e poi con piacevole condivisione, che al nostro fianco, ci trovammo Fabrizio Malgrati. 
Venne a trovarci di proposito ad uno dei nostri banchetti e con lui intavolammo un sereno confronto sui motivi che ci spingevano ad esplicitare una ferma contrarietà ad un centro commerciale a Meda, trovandoci ..... completamente d'accordo.
Così anche lui si impegnò in quella campagna, diffondendone le argomentazioni tra le persone di sua conoscenza.
Grazie anche al suo impegno, consegnammo circa un migliaio di firme in calce alla petizione che chiedeva all'amministrazione Asnaghi di rinunciare a quel progetto, mascherato come "opportunità" ma in realtà ennesima opera che avrebbe avuto un impatto alto e non sopportabile per Meda, sull'ambiente, la viabilità, la vivibilità, il traffico e il commercio minuto.
Dopo quel positivo incontro, altre volte ci ha cercato, fermandoci per strada, semplicemente per scambiare opinioni sia sulla politica locale sia su quella nazionale. 
Si, lui amava la politica, ma quella vera, quella alta, fatta di confronti serrati ma leali, non quella del mercimonio cui da tempo assistiamo.
Le nostre provenienze erano diverse, ma Fabrizio Malgrati non ci ha mai nascosto il riconoscimento e l'attenzione per il lavoro che da tempo facciamo sulle questioni ambientali, in una dinamica di reciproco rispetto.
Il nostro aderente ed ex Cons. Comunale Alberto Colombo, ha di lui un "ricordo fotografico" del 1973, cui è molto affezionato. 
Vi sono l'allora Sindaco Fabrizio Malgrati e l'Assessore Pietro Colli che si complimentano con lui durante la consegna di "borse di studio" agli alunni delle elementari meritevoli.
Ciao Fabrizio, il confronto e le chiaccherate con te ci mancheranno.

Foto d'archivio fam. Colombo


sabato 25 maggio 2013

DON ANDREA GALLO: UN FRATELLO ASSETATO DI GIUSTIZIA

"La cosa più importante è che si continui ad agire perché i poveri contino. Ci incontreremo ancora. Ci incontreremo sempre. In tutto il mondo, in tutte le chiese, le case, le osterie. Ovunque ci siano uomini che vogliono verità e giustizia." (Don Andrea Gallo)
Bella ciao don, che la terra ti sia lieve!

Scrivere sulla figura di Don Andrea Gallo è per noi quasi un obbligo. Un obbligo perchè è stato grande il contributo di Don Andrea sempre al fianco "degli ultimi", sempre attento e solidale con ogni fermento che avesse al centro rivendicazioni operaie, sociali o di diritti per tutti. Si perchè lui non si è mai risparmiato.
Lui, Uomo, Prete e Partigiano.
Giovanissimo, era stato staffetta partigiana nella brigata comandata dal fratello, ex tenente del genio e reduce di Russia. Il suo nome di battaglia era Nan, diminutivo di nasan, in genovese nasone.
I funerali di Don Gallo, circondato dall'affetto della sua gente
Un'esperienza che ha sempre rivendicato, insieme alla difesa della nostra COSTITUZIONE, spesso inapplicata e tradita.
Lui, prete di strada, sovente richiamato ed emarginato dalla gerarchia ecclesiale per le sue posizioni di totale apertura verso la comunità gay, lesbo e transessuale e sui temi del divorzio e dell'aborto.
Don Gallo, sempre con gli ultimi, sino a fondare e lavorare assiduamente nella Comunità di recupero per tossicodipendenti di S. Benedetto al Porto per cercare di ridare dignità alle persone che l'avevano smarrita.

La prima di copertina dell'agenda di Don Andrea Gallo...era un augurio
Sempre in prima fila nel rivendicare la necessità  di spazi sociali e per questo, molte volte al fianco dei centri sociali e nelle battaglie ambientaliste quali l'opposizione al TAV in Val di Susa. Profondamente pacifista, non mancò di dare il suo contributo partecipando anche al Genova Social Forum, per un mondo differente.
Sulla sua bara, la Bibbia aperta sul Qoelet, la Costituzione, sottolineata a penna nei punti preferiti, la bandiera della pace che avvolge l’estremità del feretro, il cappello nero appoggiato sul vessillo rossoblù del Genoa, la squadra del cuore e lo striscione del gruppo ‘Pé No Chão‘, gli “educatori di strada” di bambini e bambine delle favelas brasiliane.
Vi proponiamo un articolo de Il Manifesto su di lui e la sua biografia.


Ciao Andrea, con il tuo ESSERE UOMO, PRETE E CITTADINO ci hai insegnato molto.  
Noi lo sappiamo, sarai sempre con noi laddove si lotterà contro le ingiustizie.




sabato 30 marzo 2013

CIAO ENZO.

Ieri, 29/03/013, si è spento Enzo Jannacci.
Ciao Enzo e grazie per le tue canzoni, mai banali e piene di sensibilità, allegria e nostalgia.
Una in particolare mi ha sempre prodotto emozioni.

giovedì 7 marzo 2013

PER CAPIRE MEGLIO: LA FIGURA DI CHAVEZ


Non potevamo non dire nulla sulla scomparsa di una figura, il Presidente del Venezuela HUGO CHAVEZ, deceduto mercoledì 06/03/2013, perchè anche vicende lontane meritano d'essere trattate per meglio comprendere il mondo e la società. Una figura protagonista della recente storia del Venezuela e del Sudamerica. Un Presidente che, checchè ne dicano i suoi detrattori, spesso prigionieri di notizie a senso unico che lo dipingevano come un "dittatore" è stato in realtà ELETTO CON REGOLARI ELEZIONI (certificate pure da enti di controllo internazionali) per 4 volte, subendo un tentativo di colpo di stato organizzato da una frangia militare pilotata dalle oligarchie ricche del paese. Colpo di stato che fallì per la reazione dei venezuelani che lo riportarono nel suo ruolo e lo riconfermarono nelle successive elezioni.
Certo, spesso si incontrava anche con figure istituzionali di altri paesi dove la democrazia non è di casa e alcuni suoi commenti erano sopra le righe, in perfetta simbiosi con la figura tipicamente sudamericana da "caudillo". Ma non si possono tacere i suoi meriti (e quelli del movimento a lui ispirato) che ha strappato intere fasce sociali alla povertà, sottratto un paese al dominio delle multinazionali che controllavano direttamente le risorse petrolifere ed economiche ed erano servite da politici corrotti ne tantomeno la sua visione bolivariana (da Simon Bolivar eroe dell'indipendenza di molti paesi latinoamericani) che ha prodotto accordi e alleanze economiche differenti e lontane dai diktat liberisti dell'FMI (Fondo Monetario Internazionale).
Vi proponiamo un articolo de IL MANIFESTO di GIANNI MINA' che, senza fronzoli o retorica, aiuta a capire meglio la sua figura, la sua politica e la realtà venezuelana e uno scritto di EDOARDO GALEANO, giornalista e scrittore sudamericano.

domenica 15 aprile 2012

A ricordo di GUIDO BUSNELLI


Guido Busnelli al lavoro nella sua bottega artigiana (foto da Brianzapopolare)

Meda 13/04/012

Scrivo queste poche righe a ricordo di Guido Busnelli unendo miei ricordi personali con sentimenti che sono di tutto il gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda.

Ho conosciuto Guido Busnelli molti anni fa,  all’inizio della mia attività politica nei primi anni ’80.
Guido  era un individuo dalla forte personalità e dalle idee chiare, idee su cui cercava la tua condivisione.
Ricordo la sua spinta propositiva al dialogo verso quei gruppi giovanili impegnati a sinistra, sotto varie forme, nell’attività politica. C’era da parte sua un bonario tentativo di ricondurre tutti dentro un contenitore comune, l’allora PCI cui aderiva.
Tentativo che si scontrava inevitabilmente con le nostre differenti valutazioni e con il nostro impegno più “movimentista”.
Con Guido c’è sempre stato un rapporto leale, fatto anche di momenti di forte disaccordo per un diverso approccio alla politica.
Spesso ci si vedeva nel suo laboratorio, ove le discussioni coinvolgevano anche i suoi collaboratori. Era proprio questa una delle caratteristiche salienti di Guido: mettere sul piatto problemi e spunti di discussione cui non potevi sottrarti.
Penso al proposito che buona parte di chi s’è impegnato politicamente nella sinistra medese, sia sicuramente passato dal laboratorio di Guido. Era quasi una tappa obbligata.

L’appartenenza comune alla variegata Sinistra medese faceva si che ogni volta che ci si vedeva le discussioni spaziavano dalle questioni prettamente locali a quelle nazionali, fino alle sfumature e ai dettagli.
Chiaramente, così come c’erano differenze tra noi, spesso trovavamo anche forti convergenze nonché aspetti sociali e politici della vita medese dove operare insieme o dove il suo contributo era ben accetto.

Penso che Guido abbia dato molto alla politica, al sociale e anche alle persone.
Gli riconosco tutt’oggi di avermi spesso stimolato e spronato anche con le sue “provocazioni”. Così voglio continuare a ricordarlo, in modo schietto e diretto, proprio come piaceva a lui.
Ciao Guido, che la terra ti sia lieve.
Colombo Alberto
Portavoce di Sinistra e Ambiente