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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

martedì 15 luglio 2014

MATERIALE E RASSEGNA STAMPA SULL'INIZIATIVA DEL 10 LUGLIO 014


Vi proponiamo una rassegna stampa sull'iniziativa congiunta di INSIEME IN RETE e dell'AMMINISTRAZIONE di SEVESO del 10-07-014.
All'incontro erano presenti il Sindaco di Desio R. Corti e l'Assessore Cassanmagnago, il Sindaco di Lentate R. Rivolta, il Sindaco di Barlassina P. Galli, l'Assessore di Bovisio (con delega del Sindaco) L. Tomaino, il Presidente del Cons. Com. di Cesano Maderno (con delega del Sindaco) M. Longhin e gli Assessori di Seveso Rivolta e Miotto, il Cons. Reg. G. Corbetta e l'ex Cons. della Prov. di MI M. Gatti oltrechè rappresentanti delle associazioni e la stampa invitata.

Le slide dell'intervento di INSIEME IN RETE


10-07-014 comincia l'incontro
I relatori: da sx Colombo e Beretta di Insieme in Rete,
il Sindaco di Seveso Butti, il Direttore del Parco Bosco delle Querce Fratter
Il Sindaco di Desio Corti

LA RASSEGNA STAMPA

Da MB News:
http://www.mbnews.it/2014/07/al-bosco-delle-querce-tra-diossina-e-pedemontana-cercando-rispose-che-non-arrivano/

Al Bosco delle Querce tra diossina e Pedemontana;
cercando rispose che non arrivano

Al Bosco delle Querce tra diossina e Pedemontana, cercando rispose che non arrivano
Da una parte, il ricordo di una catastrofe lontana 38 anni, ma non per questo meno dolorosa: il 10 luglio 1976 un incidente causa la fuoriuscita di una nube tossica di Tcdd dall’Icmesa, la fabbrica di Meda del gruppo Givaudan-Roche, legando per sempre il nome di Seveso a quello della diossina e del disastro ambientale. Dall’altra, la minaccia di Pedemontana, l’autostrada che dovrebbe attraversare proprio la ex zona di rispetto, tuttora inquinata, smuovendo la terra contaminata. A rischio la popolazione di Seveso, Meda, Cesano Maderno e Desio, che, secondo uno studio del 2003 coordinato dalla Fondazione Lombardia per l’Ambiente, potrebbe nei casi peggiori assorbire diossina fino al doppio del livello consentito.
Tra il pubblico, sindaci e assessori, ma anche ambientalisti e comuni cittadini
Tra il pubblico, sindaci e assessori, ma anche ambientalisti e comuni cittadini
Se ne è voluto parlare proprio al Bosco delle Querce, nato nel 1983 sopra la zona A, monito a non dimenticare quel “caldo sabato di luglio” dell’incidente: un incontro che è stato una sorta di “aperitivo della memoria“, come lo ha definito Emma Beretta, portavoce di Insieme in rete. «C’è un parallelismo tra il passato e l’oggi – ha ammonito il sindaco di Seveso Paolo Butti -. Negli archivi ci sono le tracce delle denunce fatte negli anni 1946 e 1953, alle quali erano sempre seguite generiche e banali rassicurazioni da pare dell’Icmesa. Proprio come oggi ci sono le denunce dei Comuni sulla pericolosità di Pedemontana: e anche queste non ricevono mai risposte chiare». Come se le istituzioni avessero la tendenza a passare sopra al territorio, senza coinvolgerlo nelle scelte e nelle riflessioni necessarie. «Una comunità non cresce se non fa i conti con il proprio passato – afferma Massimiliano Fratter, direttore del Bosco delle Querce, ricordando il valore simbolico del 10 luglio per i sevesini -. La storia è un dialogo senza fine tra passato e presente: e nell’affrontare un problema, nell’intervenire su un territorio, la storia non può essere ignorata – continua  -. Pedemontana invece non ci ha mai ascoltato, nemmeno all’inizio del progetto, quando dicevano “noi ci occupiamo di calcestruzzo”. Ma anche “occuparsi di calcestruzzo” può essere fatto al meglio solo conoscendo le situazioni». E l’assenza di risposte si è coniugata con il silenzio: «38 anni fa ci volle una settimana perché si parlasse dell’incidente – ricorda amaramente Alberto Colombo, di Insieme in rete -, oggi il periodo è ben più lungo. Tutti aspettiamo delle risposte che non arrivano».
«In merito a Pedemontana, il territorio e la Provincia hanno mantenuto una posizione coesa – sostiene il primo cittadino di Seveso -. Nonostante le diverse sfaccettature, tutti concordano sulla non realizzazione». Intanto, però, la Pedemontana avanza: «Come sindaco mi trovo a vivere un momento schizofrenico – ribatte Rosella Rivolta, sindaco di Lentate sul Seveso (in piedi nella foto di apertura, ndr) -. Tutti diciamo le stesse cose, esponiamo dubbi e perplessità, ma intanto la Pedemontana avanza: hanno aperto un campo base vicino a Lentate, senza che nemmeno l’amministrazione ne sapesse nulla. Un consulto legale è necessario». Una diffida, firmata il 13 gennaio 2014 dai sindaci e da Insieme in rete, in realtà, c’era già stata. Ma apparentemente non è servita a nulla: «Ad agosto cominceranno i primi lavori sulla superstrada, all’uscita di Meda – avvisa Gianni Del Pero di Insieme in rete -, ma nessuno lo dice e, di conseguenza, nessuno lo sa».
L’unico rappresentante regionale (M5S) presente, Gianmarco Corbetta, si mostra ottimista: «La Pedemontana qui non arriverà mai, economicamente è un progetto disastrato: lo sanno tutti, anche Maroni, ma non lo vuole ammettere. Anzi, insiste con la defiscalizzazione dell’opera: nel togliere, cioè, le tasse ai costruttori, cosa che a me non sembra né giusta né giustificabile -. E pronostica -: Si rimanderà la costruzione fino a quando non si costruirà una striscia di collegamento alla Milano-Meda». Conclusione per niente rassicurante: «Certo, ci fa piacere perché evitiamo il problema diossina – esordisce ironico Butti -, un po’ meno per tutta la cascata di problemi conseguenti. La Regione non dirà mai “non si finisce” – dichiara tornando serio -, perché non si prenderanno mai questa responsabilità. La sfida è metterli nelle condizioni di rispondere alle nostre domande sui loro piani».
Amministrazioni, ambientalisti e comuni cittadini chiedono risposte in difesa del loro territorio da quella che potrebbe essere l’ennesima e fatale ferita ambientale. Ma ancora non è chiaro a chi debbano rivolgersi per ottenerle.

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L'articolo de Il Cittadino del 12-07-014. Più evidenza ai Sindaci rispetto ai contenuti espressi da Insieme in Rete.


Da QUIBRIANZA:
http://quibrianza.it/seveso-butti-pedemontana-come-diossina-mai-risposte-chiare/

Seveso, Butti: “Pedemontana come la diossina, mai risposte chiare”

Pubblicato il 14 luglio 2014 da redazione
seveso anniversario diossina 2014Dopo 38 anni dal tristemente noto 10 luglio 1976, giorno della fuoriuscita della diossina dallo stabilimento Icmesa di Meda, è sì ancora il momento di ricordare quanto successo nei comuni di Seveso, Meda, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio, ma anche di guardare il presente che vede questo luogo minacciato dal possibile arrivo di una Autostrada la Pedemontana proprio sopra i territori contaminati, secondo i rilevamenti Arpa del 2008, con conseguente ripetersi dei rischi per la salute.
A questo proposito, giovedì 10, nel giorno dell’anniversario, all’interno del parco regionale Bosco delle Querce l’amministrazione comunale e il coordinamento ambientalista Insieme in Rete per uno sviluppo sostenibile hanno voluto organizzare un incontro pubblico, definito simpaticamente “un aperitivo della memoria” dalla moderatrice Gemma Beretta, portavoce del coordinamento.
“E’ possibile svolgere un parallelismo tra il passato e il presente – ha ricordato Paolo Butti, sindaco di Seveso -. Negli archivi sono presenti infatti numerose denunce dei cittadini a partire dal 1948 e l’Icmesa rassicurò sempre in modo generico come, con le dovute differenze, sta succedendo ora con la società Autostrada Pedemontana Lombarda, quando di fronte a preoccupazioni da parte dei Comuni non ci sono mai risposte chiare. Gli eventi si stanno svolgendo come se le istituzioni del gradino più alto vogliano passare sopra al territorio, senza alcun coinvolgimento. Noi non ci stiamo come amministrazioni locali e abbiamo intrapreso azioni legali”.
“Attraverso il progetto del Ponte della memoria e poi con l’archivio è stato qui possibile avviare un processo di rielaborazione storica – ha ricordato Massimiliano Fratter, direttore del parco, che si è concentrato sull’aspetto storico e sociale del 10 luglio -. La storia non può essere sottovalutata quando si progetta il territorio, qui invece è successo”.
Alberto Colombo di Insieme in Rete ha ricordato che, come gruppi ambientalisti, il 13 gennaio è stata presentata una diffida insieme ai sindaci di Seveso e Desio senza alcuna risposta. L’unico esponente regionale presente è sicuro: “Sono convinto che la Pedemontana non sarà realizzata qui – ha dichiarato Gianmarco Corbetta, consigliere del Movimento 5 Stelle, – la situazione finanziaria è molto a rischio e lo sanno anche loro, compreso Maroni, ma non hanno il coraggio di dirlo”.
All’iniziativa erano presenti diversi sindaci di comuni limitrofi come Rosella Rivolta di Lentate sul Seveso, Piermario Galli di Barlassina, Roberto Corti di Desio, e inoltre c’erano anche Maurilio Longhin, presidente del consiglio comunale di Cesano Maderno e Luca Tomaino, assessore all’Ambiente di Bovisio Masciago.

Da Il Giornale di Seregno del 15-07-014

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