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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
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venerdì 5 dicembre 2025

IL PUNTO SULLE COMPENSAZIONI AMBIENTALI DOPO L'INCONTRO DEL 4-12-025 CON PEDEMONTANA

Il 4-12-2025, s'è tenuto l'incontro richiesto dai gruppi ambientalisti e dalle liste civiche delle Tratte B2 e C (Legambiente circolo “Laura Conti” Seveso, Legambiente Seregno, Legambiente circolo Gaia Usmate Velate, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Sinistra e Ambiente – Impulsi Meda, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano Maderno, Altra Bovisio Masciago, Immagina Arcore, No Pedemontana di Lesmo) con la soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) con a tema la situazione delle Compensazioni Ambientali sulle due tratte. 
Presenti anche i sindaci di Macherio, Redaelli e di Cesano Maderno, Bocca in qualità di coordinatori dei sindaci delle due tratte.
Era ed è necessario fare il punto per meglio monitorare ed informare sia rispetto ai progetti del Masterplan 2009 che sono stati confermati sia rispetto alle modifiche avanzate da alcuni Comuni.
A Pedemontana avevamo chiesto preliminarmente una illustrazione esaustiva con la suddivisione delle coperture economiche stabilite comune per comune, un dettaglio dei progetti accettati o modificati dalle amministrazioni e gli atti formali intercorsi.

I CRITERI ATTUATIVI PER LE COMPENSAZIONI AMBIENTALI
Il Masterplan 2009 definiva le tipologie d’intervento per configurare le Compensazioni Ambientali che comprendevano cinque fondamentali elementi verdi seppure nella loro più varia combinazione:
 
• prati • siepi • filari • boschi • percorsi ciclo-pedonali.
 
Questi "elementi verdi" dovevano essere utilizzati per le seguenti tipologie d'intervento:
Parco Urbano - Bosco Urbano - Agroambientale Urbano - Connessione - Forestale - Consolidamento Naturalità - Riqualificazione Paesaggio Agrario.

L' ISPRA nel 2015 - in un suo Manuale e Linee Guida 126/2015 - Ambiente Paesaggio e Infrastrutture - Volume IV" ha ampliato la casistica annoverando tra gli interventi quali Misure Compensative:

  • Riqualificazione ambientale e formazione di neo-ecosistemi
  • Riassetto urbanistico con la realizzazione di aree a verde, zone a parco, rinaturalizzazione degli argini di corsi d'acqua
  • Sistemi di drenaggio sostenibile (SuDS)
  • Formazione di zone umide
  • Ripristino di habitat naturali
  • Impianti di fitodepurazione per il miglioramento della qualità delle acque
  • Ripristini di aree degradate in genere
  • Interventi per la mobilità sostenibile
  • Strutture e attività per la didattica ambientale.

Il Masterplan del 2009 impostava un tentativo di ricucitura del territorio con interventi ambientali "di Sistema".

PERSA LA FINALITÀ DI SISTEMA DELLE COMPENSAZIONI AMBIENTALI
Come prevedibile, mentre alcune amministrazioni hanno confermato le Compensazioni Ambientali così come configurate nel Masterplan 2009, altre le hanno radicalmente cambiate.
All'oggi la finalità "di Sistema" è inficiata da scelte strettamente localiste di amministrazioni che hanno preferito puntare su progetti sparsi, poco attinenti alle finalità delle Compensazioni Ambientali.

Su un totale di 15 comuni delle Tratte B2 e C,

La tabella illustra la situazione.


IMPIEGO DEI FONDI DELLA MONETIZZAZIONE PER I DISBOSCAMENTI 
É di circa 10 Mln la cifra a disposizione di Regione Lombardia con cui CAL, APL, Provincia di MB e Comuni stanno interloquendo per evitare che venga assegnata a mezzo bandi e che finisca su interventi dispersi sul territorio.
E' previsto un incontro del Tavolo a gennaio 2026 per cercare di trovare una modalità d'impiego comune e attivare un organismo di coordinamento che si occupi anche della progettualità.
La Provincia di MB si è resa disponibile.
Queste risorse NON possono essere usate per acquisire le aree.

LE NOSTRE VALUTAZIONI
A nostro giudizio alcuni dei nuovi progetti di Compensazioni Ambientali in capo ai Comuni, sostitutivi di quelli del Masterplan 2009, non rispondono alle prime e genuine indicazioni per garantire le corrette finalità delle Compensazioni Ambientali.
Grave la rinuncia ad una Compensazione Ambientale sovraccomunale e di sistema come era il PL24 che coinvolgeva Lissone, Macherio e Sovico con Lissone che ha scelto di sfilarsi per ripiegare su interventi frazionati e dispersivi di dubbia utilità (riqualificazione del Parco Martini e del parco di via Pestalozzi) e con Macherio che, visto il venir meno di Lissone ha preferito, come annunciato dal sindaco Redaelli durante l'incontro, dare un incarico di studio progettuale confermando un solo intervento nel PL24 in prossimità dell'oratorio di S. Margherita, uno presso il Bosco dei Proverbi e altri 2 non meglio precisati su parchi pubblici.
Macherio vorrebbe non concentrate le sue risorse sull'acquisizione delle aree del PL24 di sua spettanza puntando anch'esso sulla dispersione degli interventi.
Nuovi progetti, a Bovisio Masciago e in altri Comuni (vedi tabella), prevedono riqualificazioni di piazze con verde (limitato peraltro) e non concorrono ad una ricucitura ambientale ma semplicemente a una rivisitazione progettuale dell'urbanizzato così come le depavimentazioni e le de-impermeabilizzazioni, anche se indubbiamente utili, avrebbero potuto trovare differente ambito realizzativo con copertura economica da altri capitoli quali i piani di "Città Spugna" di Brianzacque.
 
Continueremo a monitorare e a seguire l'iter delle Compensazioni Ambientali, interloquendo, laddove possibile, con le amministrazioni, anche con chi sta ancora conducendo valutazioni e con un'attenzione ai progetti che hanno mantenuto la configurazione originaria, affinchè siano effettivamente concretizzati.
Presto ci occuperemo anche del Fondo Integrativo definito negli assestamenti di Bilancio di Regione Lombardia. 
 

mercoledì 8 ottobre 2025

AMPLIAMENTO DEL BOSCO DELLE QUERCE DI SEVESO E MEDA: QUALCOSA SI MUOVE

Il Bosco delle Querce con le aree considerate per il suo ampliamento

Il 6-10-025, alla Commissione Territorio di Seveso è stata presentato lo studio del PIM per l'ampliamento del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.
Un ampliamento che da anni i gruppi di Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda, Legambiente Seveso e Seveso Futura chiedono e che è stato oggetto di mozioni sia dell'opposizione sia della  maggioranza, approvate in entrambi i casi dal Consiglio Comunale sevesino.
Un ampliamento necessario anche per il disastro che il passaggio dell'autostrada Pedemontana Lombarda sta già causando spazzando via molti spazi verdi e distruggendo ecosistemi sulle tratte B2 e C.
La proposta dei gruppi ambientalisti per un ampliamento considera sia le superfici ad ovest prossime alle vie Masciadri e Redipuglia dove è altresì localizzata una Compensazione Ambientale di Pedemontana (Progetto Locale 18) sia quelle ad est sulle aree libere prospicenti via della Roggia e via dei Vignee.

LE AREE DI AMPLIAMENTO
Il Documento d' Indirizzo e il Master Plan con la varia cartografia e documentazione tecnica presentata dal  PIM e da  da noi attentamente analizzata, recepisce le istanze, purtroppo escludendo dall'aggregazione al Bosco delle Querce (BdQ) le superfici che verranno occupate dall'autostrada Pedemontana Lombarda con la viabilità accessoria e con la vasca di laminazione.
Vasca di laminazione che si configura costruita con criteri prettamente ingegneristici come un bacino in cemento chiuso ed inaccessibile. 
L'ampliamento contemplato nello studio del PIM ha una superficie totale pari a 169.4400 mq.
Sottraendo i 2 ettari che andranno persi per il passaggio dell'autostrada Pedemontana Lombarda in quanto sbancati e disboscati con il taglio di più di 3200 alberi, con l'ampliamento il Bosco passerebbe dagli attuali 43 ettari a circa 58 ettari.

L'ampliamento includerà:

  • aree 1 e 2 individuate dal PGT vigente (art 34) e destinate alle Compensazioni Ambientali di Pedemontana (Progetto Locale 18)
  • aree 3 e 4 individuate dal PGT vigente (art 53) come Parchi e Giardini
  • area 5 individuata dal PGT vigente (art 33) come Spazio Aperto di Compensazione ecologica-ambientale 
  • aree 6 e 7 destinate all'attività agricola di interesse strategico dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP art. 6).

LE RISORSE UTILIZZATE
La cifra definita per le Compensazioni Ambientali pari a 1,78 mln sarà utilizzata per l'acquisizione dei terreni. 
In questa cifra confluisce anche la quota della Compensazione Ambientale del Progetto Locale 19 poichè quest'area risulta interessata dal (per ora ipotetico) potenziamento dell'infrastruttura ferroviaria della linea Saronno-Carnate.
In merito all'acquisizione dei terreni a mezzo di esproprio anche bonario, è stata definita prioritaria una serie di aree ad est il cui valore verrà determinato previa loro analisi valutativa. Buona parte delle aree a ovest sono invece già di proprietà comunale.
Altre superfici che non verranno al momento acquisite saranno comunque comprese nel perimetro a tutela regionale e sottoposte alla sua disciplina.
L'indennizzo per il cambio di destinazione d'uso e il disboscamento dei due ettari del BdQ, pari a 910.000 euro verrà utilizzato per creare nuovi ambienti con interventi sulle aree vegetative e quelle prative secondo un piano particolareggiato che andrà definito nei dettagli.

GLI INTERVENTI AMBIENTALI
Il Master Plan identifica azioni di messa a dimora di alberi e di arbusti per la creazione di nuovi ambiti boscati e/o il miglioramento di quelli esistenti, l'attenzione e il consolidamento dei prati, la creazione di piccole zone umide.

LA FRUIZIONE
Un capitolo a parte è quello dedicato alla fruizione.
Il Masterplan indica quali elementi per la fruizione le infrastrutture leggere e i percorsi tematici con sentieri naturalistici e pannelli didattici, i luoghi di osservazione faunistica, gli spazi di sosta e contemplazione, i percorsi sensoriali ed olfattivi, le strutture didattiche all'aperto, i percorsi fitneess e le aree giochi.
Per parte nostra, sulla fruizione andrà posta attenzione affinchè gli interventi non siano incompatibili con le finalità naturalistiche, invasivi e portatori di nuova antropizzazione. 
 
IL PONTE VERDE DI COLLEGAMENTO
La localizzazione del "Ponte Verde
Il "Ponte Verde" previsto nello studio PIM è localizzato in corrispondenza dell'attuale cavalcavia chiuso di via dei Vignee a Seveso. Ha una larghezza risibile pari a 10 mt e non può certo costituire un significativo corridoio faunistico di connessione.
La sua progettazione sarà in carico all soc. Autostrada Pedemontana lombarda e per la sua costruzione si utilizzeranno le risorse assegnate al Comune di Seveso con la prescrizione 51 della delibera 97/2009 del CIPESS (60 milioni da suddividere tra i Comuni della B2).

L'ITER
Dopo il passaggio illustrativo in Commissione Territorio, lo studio, composto dal Documento di Indirizzo e dal Masterplan, dovrà passare alla valutazione ed approvazione della giunta e del Consiglio Comunale di Seveso cui seguirà il passaggio nel Consiglio Comunale di Meda per avviare successivamente l'iter procedurale in Regione Lombardia ove sarà necessaria una legge che recepisca l'ampliamento anche modificando lo stato da Parco Naturale a Parco Regionale.
Il Parco, con la sua nuova configurazione, dovrà poi dotarsi di un Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) di cui è attualmente sprovvisto, che dovrà essere approvato con delibera di giunta regionale.
Tutto ciò senza perdere di vista la Memoria che il BdQ riveste e l'attività importante di quei gruppi e associazioni che la rinnovano accompagnandola con attività di educazione ambientale. 

LE NOSTRE PRIME OSSERVAZIONI E VALUTAZIONI

SULLE AREE DI AMPLIAMENTO
Positivo che si sia contemplata la possibilità d'estensione sia a est lungo via della Roggia che a ovest sulla fascia fluviale del Tarò/Certesa. 
Durante l'incontro di Commissione, il gruppo Seveso Futura ha tuttavia evidenziato il mancato inserimento di una superficie all'inizio di via dei Vignee laddove è presente lo scheletro di un edificio incompleto. Poco comprensibili e molto vaghe le risposte.
Si chiederà di considerare anche questo lotto che completerebbe la porzione di aree prossime a via dei Vignee da inserire nell'ampliamento.

SUL PONTE VERDE
Il suo calibro e la sua larghezza non appare sufficiente a dare una robusta continuità tra le aree dell'attuale Bosco delle Querce e quelle d'espansione in via della Roggia, consentendo un mero e risicato accesso ciclopedonale o per piccoli mezzi atti ad interventi manutentivi.
Al proposito l'intervento della sindaca Borroni, presente all'incontro, ha mostrato quanto poco decisa sia stata l'interlocuzione dell'amministrazione con Pedemontana nel chiedere l'avanzamento del tratto coperto della galleria artificiale "Seveso" della Pedemontana (che nel progetto definitivo aggiornato termina all'altezza di via Redipuglia), avanzamento che avrebbe dato la possibilità di creare continuità superando la frattura esistente per la presenza della superstrada nonchè futura autostrada.

SULLA VASCA DI LAMINAZIONE DI PEDEMONTANA
La presenza della vasca di laminazione e della viabilità complementare di Pedemontana riduce significativamente le aree libere di possibile inclusione al Bosco delle Querce.
Le sollecitazioni degli ambientalisti all'amministrazione affinche quest'ultima si facesse promotrice della ricerca di una soluzione differente da un brutale manufatto in grigio cemento e per un opera idraulica compatibile ed inserita nell'ambiente non è stata accolta con la dovuta e necessaria convinzione.
Il risultato sarà un ampio catino con fondo e sponde cementate, spesso vuoto, dove saltuariamente verranno raccolte le acque provenienti dall'autostrada. 
Una struttura i cui materiali costituenti impediranno qualsivoglia forma di vita e che non sarà parte dell'habitat su cui si vorrebbe intervenire per creare naturalità. 
Ben poco potranno fare semplici filari schermanti.

SULL'IMPORTANZA DI ESSERCI
La nostra attività che da anni si occupa di ambiente e il territorio con uno sguardo sovraccomunale si è presto dovuta occupare anche delle Compensazioni Ambientali della Pedemontana. 
Interventi che non leniranno nè equilibreranno il danno fatto e che si farà ma che vanno seguiti con la dovuta attenzione per evitare che vengano snaturati.
La difficile situazione in cui si viene a trovare il Bosco delle Querce che perderà 2 ettari e 3200 alberi per ampliare il sedime dell'attuale superstrada e trasformarla in autostrada Pedemontana ci ha portato a chiedere con forza sia la conferma della Compensazione Ambientale PL18 che l'apliamento del Bosco.
I primi passi della procedura per concretizzare l'ampliamento ci vede già come attenti protagonisti che individuano e promuovono un futuro accorpamento con il PLIS GruBria e la successiva nascita del Parco Fluviale e Territoriale del Seveso.

Per cercare di conservare le poche aree libere che restano in Brianza serve avere una strategia e una visione ampia.

mercoledì 27 novembre 2024

GLI AMBIENTALISTI INCONTRANO I SINDACI DI MEDA E SEVESO SUL DISBOSCAMENTO DI 2 ETTARI DEL BOSCO DELLE QUERCE: UNA DISTRUZIONE CAUSATA DA PEDEMONTANA E PER CUI SERVE AMPLIARE IL PARCO.

Il 20-11-2024, una nutrita delegazione dei gruppi di Sinistra e Ambiente-Impulsi, Legambiente circolo Laura Conti di Seveso e Seveso Futura ha incontrato il Sindaco di Meda Luca Santambrogio e la Sindaca di Seveso Alessia Borroni accompagnata dal suo tecnico l'arch. Stefano Elli.
Oggetto del colloquio, richiesto dai gruppi di Meda e Seveso, una verifica sulle attività e le intenzioni delle due amministrazioni rispetto alla gestione della monetizzazione delle compensazioni forestali per il disboscamento di due ettari del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce.
Bosco delle Querce che subirà questo incondivisibile sfregio per ampliare il sedime dell'attuale superstrada Milano-Meda-Lentate S/S e trasformarla in Autostrada Pedemontana.
L'occasione ha portato il confronto e l'approfondimento anche sulle Compensazioni Ambientali e sull'ampliamento del Bosco delle Querce, chiesto da tempo dai gruppi ambientalisti locali e oggetto di una, seppur timida, mozione votata all'unanimità nel Consiglio Comunale di Seveso del 29 luglio 2024.

Le informazioni raccolte mostrano l'intenzione del Comune di Seveso di dar corso alla richiesta di ampliamento anche se l'iter non è certo immediato.

Sotto il resoconto dell'incontro con i nostri giudizi e le richieste avanzate.


Rassegna stampa:



lunedì 30 settembre 2024

MEDA E SEVESO : COME VERRANNO UTILIZZATI I FONDI DI PEDEMONTANA PER GLI ALBERI CHE VERRANNO ABBATTUTI NEL BOSCO DELLE QUERCE ?

Da tempo i gruppi ambientalisti locali segnalano che la realizzazione della tratta B2 dell'Autostrada Pedemontana Lombarda, oltre che ad una bonifica delle aree contaminate dalla diossina, comporterà anche lo sbancamento e il disboscamento di una porzione del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.
La porzione, che nel primo progetto definitivo doveva riguardare 12 ettari, è stata ridotta nel 2012 a 2 ettari, con modifica dell'invasivo progetto.
Una modifica conseguente al pressing ambientalista esercitato dall'allora coordinamento Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile (comprendente Sinistra e Ambiente di Meda ndr) che con le allora amministrazioni comunali della tratta B2, alcuni partiti e gruppi politici avevano condiviso azioni collegiali.

In questi mesi, purtroppo, l'iter realizzativo dell'autostrada è ripartito e ha fatto ulteriori passi.
É stata avanzata da parte di Pedelombarda Nuova, ai sensi degli art 43 e 44 della L.R.31/2008, agli uffici regionali preposti e al Parco Regionale Bosco delle Querce presso l'ufficio Ecologia di Seveso, la "Richiesta di  Autorizzazione alla Trasformazione d'Uso di Aree Boscate in località Parco Regionale Bosco delle Querce." 

Detto in parole semplici, l'autorizzazione all'abbattimento degli alberi presenti nei 2 ettari del Bosco delle Querce e all'occupazione del relativo suolo per allargare il sedime dell'attuale Superstrada Milano-Meda e trasformarla in autostrada.
La Relazione Forestale che accompagna la richiesta, ottenuta con accesso agli atti, identifica sia la classificazione boschiva delle aree, sia il loro cambio di destinazione d'uso definitivo e/o temporaneo sia la quantificazione e la scelta del sistema compensativo.
Secondo il documento prodotto nell'aprile 2024 dalla soc. Autostrada Pedemontana Lombarda, complessivamente le formazioni vegetali censite presentano un valore naturalistico contenuto, "ma innalzato dalla sostanziale rarità di aree simili nel contesto territoriale assai antropizzato dell’alta pianura padana".
Per sottolineare la dura verità di questa frase, vogliamo ricordare che a causa della stessa Autostrada Pedemontana nel 2013 è stato sventrato e spezzato il bellissimo Bosco della Moronera, ultima foresta primaria del Nord Italia, inutilmente difeso a gran voce dagli stessi gruppi ambientalisti ricordati più sopra.

La tipologia di bosco oggi interessato dai tagli e dalle eradicazioni è assimilabile a un Quercio-carpineto dell’Alta Pianura
Per realizzare l'autostrada una superficie pari a 2,03 ettari di bosco sarà interessata dal cambio di destinazione d’uso. Di questi 2,03 ettari, 1,76 ha (86,70%) saranno interessati da trasformazione definitiva e i restanti 0,27ettari (13,30%) da trasformazione temporanea.

Per la Compensazione Forestale, il proponente (Pedemontana) ha scelto di monetizzare il taglio di alberi che effettuerà.

Le cifre che verranno versate ai Comuni di Meda e Seveso sono ottenute dall'applicazione dei sottodescritti parametri:

Costo unitario del soprassuolo: per le istanze di trasformazione presentate dal 1° gennaio 2023 ammonta a 3,0282 €/mq (d.d.g. n. 16542/2022).
Rapporto di compensazione: 1:4 (sia per trasformazione temporanea che definitiva)
Costo totale del soprassuolo: 3,0282 €/mq x 4 = 12,1128 €/mq
Costo unitario del soprassuolo: si fa riferimento al valore determinato dalla Commissione provinciale espropri di Monza e della Brianza, in particolare alla “Tabella dei Valori Agricoli Medi dei terreni, riferiti all’anno 2022, valevoli per l’anno 2023”, ai sensi dell’art.41 del D.P.R. 08.06.2001 n. 327 e s.m.i. e della L.R. Lombardia 04.03.2009 n. 3.

Costo unitario del suolo: i comuni di Meda e Seveso ricadono nella Regione Agraria n. 2, il valore da utilizzare è quello assegnato al Seminativo irriguo; pertanto, il valore unitario corrisponde a 7,33 €/mq.
Rapporto di compensazione: 1:4
Costo totale suolo: 7,33 €/mq x 4 = 29,32 €/mq
Costo totale unitario della compensazione: è dato dalla somma del costo totale del soprassuolo con il costo totale del suolo
Aumento del 20% per la monetizzazione: + 20% (4,14328)
L’importo dovuto per la compensazione del taglio boschi a seguito di esproprio permanente e trasformazione definitiva della porzione all’interno del Parco Naturale “Bosco delle Querce” è pari a € 875.309.
Per quanto riguarda la trasformazione temporanea la somma relativa alla compensazione è pari a € 35.588.
Complessivamente la compensazione è pari a € 910.897

Foto di repertorio di un taglio di alberi
Al Comune di Meda, con una trasformazione definitiva su 6606 mq spetterà una quota pari a  328.446 € cui si sommano altri 6.148 € per una trasformazione temporanea su 458 mq.
In totale Meda perderà una superficie boscata di 7064 mq monetizzata con 334.594 €.
Al Comune di Seveso, con una trasformazione definitiva su 10.999 mq spetteranno 547.463 € cui si sommano altri 29.440 € per una trasformazione temporanea su 2198 mq.
In totale Seveso perderà una superficie boscata di 13.197 mq monetizzata con 576.903 €.

Due ettari di superfici alberate con piante adulte del Bosco delle Querce verranno dunque disboscate con conseguente perdita di preziosi servizi ecosistemici per essere ricoperte di cemento e asfalto in cambio di una erogazione economica ai Comuni di Meda e Seveso.
La sottrazione di suolo libero si estenderà poi anche ai campi di via della Roggia a Seveso dove è prevista la costruzione di un'impattante vasca di laminazione, di due rotonde e della viabilità accessoria all'autostrada (vedi mappa sopra).

Consapevoli della perdita di verde che subiremo sulla tratta B2, così come sulla tratta C dove il danno sarà pesantissimo, i gruppi ambientalisti e le liste civiche già presenti al Tavolo Permanente sulla Bonifica da Diossina hanno il compito di chiedere e controllare che i versamenti ai comuni di Meda e Seveso siano utilizzati per nuove piantumazioni su aree da identificare, per i corridoi faunistici e per concretizzare la possibilità di espansione del Bosco delle Querce sulle zone di via della Roggia.
Una partita aggiuntiva rispetto al controllo da esercitare sulle Compensazioni Ambientali che ci vedrà impegnati e su cui non ci sottrarremo.
 
I gruppi ambientalisti e le civiche della tratta B2 di Pedemontana
 
Sinistra e Ambiente, Legambiente Seveso, Seveso Futura, 
Passione Civica per Cesano Maderno, Altra Bovisio Masciago, 
Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Cittadini per Lentate

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martedì 30 luglio 2024

A SEVESO UNA TIMIDA MOZIONE PER L'AMPLIAMENTO DEL BOSCO DELLE QUERCE. RESPINTI GLI EMENDAMENTI MIGLIORATIVI

 

Il 29-7-024, nel Consiglio Comunale di Seveso, la maggioranza (Lega nord, FdI, Forza Italia, Viviamo Seveso) ha portato una mozione per l'ampliamento del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda..
Una mozione il cui contenuto ci interessava poichè l'ampliamento del Bosco delle Querce di Seveso e Meda è stato proposto ed è stato oggetto di una serie di iniziative e di una campagna comunicativa congiunta da parte dei gruppi Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda, Legambiente di Seveso, Seveso Futura, con tanto di raccolta firme, così come da richiesta autonoma del PD di Seveso.
La mozione, ad una attenta lettura, ci è parsa però sommaria e in alcuni passaggi incompleta nonchè debole nella parte dispositiva.

Così come gruppi che sull'ampliamento hanno lavorato e lavorano insieme, abbiamo deciso a mezzo del Consigliere Comunale di Seveso Futura, Giorgio Garofalo, di presentare alcuni emendamenti che esplicitavano in modo chiaro le aree interessate all'ampliamento e che rafforzavano la sezione dispositiva finale.

Gli emendamenti evidenziavano e fissavano la richiesta e la possibilità dell'ampliamento sia ad est sulle aree prossime a via della Roggia sia ad ovest in via Eritrea, una puntualizzazione sulla cifra delle compensazioni forestali da impiegare esclusivamente per rimboschimento e la necessità di un ponte verde d'unione tra il Bosco delle Querce e l'area di via della Roggia a uso anche di corridoio ecologico e faunistico.
Emendamenti sensati che avrebbero meglio chiarito la volontà effettiva e l'impegno per l'ampliamento da richiedere a Regione Lombardia come Comune gestore del Bosco unitamente anche all'amministrazione medese.
Purtroppo la maggioranza della sindaca Borroni non ha voluto comprendere, giudicando queste migliorie "argomenti aggiuntivi" che esulavano dalle volontà dei proponenti la mozione ed escludendo inoltre che si potesse scrivere dell'estensione del Bosco anche sulle residue superfici ad ovest in via Eritrea, nell'area dove il Masterplan prevede una Compensazione Ambientale (Progetto Locale 18).
Rispetto alla richiesta del ponte verde, la sindaca dimostrava inoltre scarsa volontà di insistere con la soc Autostrada Pedemontana Lombarda per ottenerne la realizzazione, preoccupata di costi insostenibili che ricadrebbero sull'amministrazione sevesina.

La maggioranza è apparsa timorosa, quasi infastidita dagli emendamenti presentati, probabilmente perchè gli stessi l'avrebbero messa in una posizione dove serviva un maggiore e più consapevole impegno per ottenere l'ampliamento. Gli emendamenti sono stati respinti e la mozione è passata nella versione "soft" anche con il voto responsabile delle minoranza (PD, Lista Butti e Seveso Futura), pur critiche sul testo.
L'estensione del Bosco delle Querce era già nello studio del 1993, curato dal dott. Mario di Fidio e promosso da Regione Lombardia dove si prevedeva anche una rinaturalizzazione dei luoghi prossimi.
Un ampliamento ora più che mai dovuto considerando il sacrificio di 2 ettari e di centinaia di alberi del Parco Naturale Bosco delle Querce per ampliare il sedime dell'attuale superstrada (ex SS35) e farvi passare un'inutile e impattante autostrada: la Pedemontana Lombarda.
Ora staremo a vedere quali passi ufficiali saprà e vorrà intraprendere l'amministrazione sevesina per dare seguito ad una richiesta che da anni attende d'essere esaudita, anche quale parziale compensazione di un danno che sarà pesante per il polmone verde e l'ecosistema.

mercoledì 12 luglio 2023

10-7-023: LA MEMORIA DEL DISASTRO DIOSSINA DELL'ICMESA AL BOSCO DELLE QUERCE

Il 10 luglio 2023, giornata in cui si fa Memoria del disastro della Diossina dell'ICMESA,  quali gruppi locali del progetto INSIEME PER IL BOSCO, ideato da FARE e dal Circolo Legambiente “Laura Conti” di Seveso, abbiamo partecipato all'incontro presso il Centro Visite del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.
Un Bosco "creato" in quella che fu la zona A, quella maggiormente contaminata dalla Diossina TCDD, poi bonificata con asportazione del terreno inquinato, con riporto di terreno pulito e successiva piantumazione.
All'incontro erano presenti la sindaca di Seveso Alessia Borroni, Roberto Curati Comandante della Polizia Locale e dirigente del settore Ecologia, l'amministrazione di Meda con gli assessori Andrea Bonacina e Andrea Boga, Antonio Mambriani per l'Ente Regionale Servizi Agricoltura e Foreste (ERSAF), Umberto Tolino per la Fondazione Politecnico di Milano, Patrizia Colombo e Oriana Oliva per Legambiente Lombardia.


G
LI INTERVENTI DEI GRUPPI CHE HANNO LAVORATO PER IL BOSCO DELLE QUERCE
Dopo Beatrice Oleari di FARE che ha illustrato le attività svolte nel 2022/23 con INSIEME PER IL BOSCO, hanno preso parola i gruppi e le associazioni con Maurizio Zilio del circolo Laura Conti di Legambiente Seveso, Gemma Beretta di Natur&, Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente Meda e con Cristina Minà di Seveso Futura, approfondendo le tematiche espresse nei "Semi di Bosco".
 
Seme Respiro
É il seme che scopre i ritmi della Natura e del Bosco (macrocosmo) cui appartiene anche l'Essere Umano (microcosmo). Il rispetto della natura equivale al rispetto per sé stessi.

Seme Equilibri
Il Bosco delle Querce co-abita con la comunità umana. Vi deve essere comprensione della sua natura speciale e dei suoi fragili equilibri, del bisogno di cura, rispetto e tutela di questo luogo. Il Bosco non è un palcoscenico per le attività umane ma un ecosistema con cui interagire.

Seme Memoria

Un seme utile per ricostruire la storia del Bosco, creato dall'uomo e ineludibilmente legato al disastro della Diossina fuoriuscita dalla fabbrica ICMESA di Meda, proprietà della multinazionale svizzera Givaudan - La Roche. La Memoria è una linea del tempo che deve restituirci non solo la storia di un danno ambientale ma anche il rapporto tra il Bosco e la sua collettività.

Seme Evoluzione
É l'impegno a far crescere la consapevolezza della specificità e della storia del Bosco delle Querce.
É sensibilizzare ed agire per la sua cura, con la difesa e tutela dell’ambiente, della biodiversità, della buona gestione. É pensare al suo Futuro promuovendone l'ampliamento con l'estensione dei suoi confini diffondendo il significato che rappresenta e i suoi semi su tutto il territorio.

Seme Conoscenza
Frequentare il Bosco facendosi permeare dalla sua natura. Conoscere, sviluppare consapevolezza, ascolto e generare nuove sensibilità. C'è una storia che mostra la potenza della natura, che da un deserto compromesso dall'uomo, cresce, evolve e diventa un bene comune.

Su questi Semi, gli interventi hanno hanno riportato la necessità ineludibile di continuare a fare MEMORIA su ciò che è successo prima e dopo il 10 luglio 1976, ricostruendo la linea temporale che vide momenti alti di partecipazione della cittadinanza, arrivata a bocciare l'inadeguato insediamento di un forno inceneritore in loco ove bruciare i materiali contaminati e preferendo la strada d'una bonifica con stoccaggio nelle due vasche poi realizzate dentro quello che diverrà il Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce.



Le date significative per il Bosco delle Querce (clicca sopra per ingrandire)

É stata poi posta l'attenzione sul Bosco che va gestito non come divertimentificio o luogo a totale e subalterna disposizione alle attività dell'umano. Per questo all'apertura della porzione medese, fatto di per sè positivo poichè costringerà l'amministrazione medese ad un maggior impegno, deve seguire una gestione controllata che mantenga la vocazione Naturalistica dell'area utilizzando la sentieristica minimale esistente senza interventi o percorsi invasivi.

Anche l'evoluzione e il futuro di questo polmone verde è stato preso in considerazione e riportato dai gruppi durante l'incontro.
Va dato seguito alla possibilità di ampliamento del Bosco nella porzione sevesina in corrispondenza della zona ad ovest prospicente via Redipuglia/Masciadri e sopratutto ad est in via della Roggia, quest'ultima più ampia ma purtroppo interessata da opere complementari del progetto Pedemontana che se realizzata la ridurranno.
L'idea di ampliamento viene da lontano poichè già nel 1993 era caldeggiata dal dott. Mario Di Fidio in uno studio commissionato da Regione Lombardia.
Le amministrazioni di Meda e Seveso devono cogliere e impegnarsi per concretizzare questa possibilità.

L'area di ampliamento del Bosco delle Querce
 
Ampliamento e aggregazione del PLIS GRuBRia

domenica 28 novembre 2021

SULL' INCONTRO "BOSCO DELLE QUERCE QUALE FUTURO ?"

E' stato un incontro interessante quello del 27-11-2021 organizzato dal circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, Seveso Futura, Sinistra e Ambiente di Meda, Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà al Centro Visite del Bosco delle Querce con a tema un confronto sul futuro del polmone verde.
Due i filoni trattati: il primo sulla situazione gestionale del Bosco dopo lo smantellamento dei presidi ambientali attuato dall'ex sindaco Allievi cui sono seguite elezioni con l'insediamento della nuova amministrazione Borroni e il secondo sulle prospettive e le idee per un domani che preveda l'ampliamento del Bosco delle Querce e una sua configurazione più ampia. Non ignorato ma ben presente il rischio derivante dal completamento dell'autostrada Pedemontana Lombarda.
Di tutto questo abbiamo ragionato con Fabio Lopez Nunes consigliere ERSAF e con Arturo Lanzani Presidente del Parco Locale di Interesse Sovraccomunale (PLIS) GruBria.
Come organizzatori abbiamo ribadito la proposta che l'area ad est in via della Roggia venga accorpata al Bosco delle Querce sottolineando anche una evidente diversità geomorfologica ed ecosistemica del Bosco rispetto alle aree del Parco Regionale Groane-Brughiera a cui la legge regionale sui parchi consentirebbe l'accorpamento. E' giudicata da noi più consona e compatibile una inclusione del PLIS GruBria dentro i confini del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce.

Fabio Lopez, ricordando che la proprietà dell'area  (40 ettari) è di Regione Lombardia, ha confermato che, dopo la sigla anche del Comune di Seveso della Convenzione gestionale del BdQ (firmata dal commissario Prefettizio prima delle elezioni ndr) vi sia da parte della nuova amministrazione sevesina la volontà di riprenderne il governo. Indubbiamente la riapertura del Centro Visite a chi ne fa richiesta per iniziative va in questo senso. Come gruppi ambientalisti seguiremo con attenzione l'operare della Giunta di Alessia Borroni, continuando a chiedere il ripristino dell'operatività gestionale locale sul BdQ perchè ci sono ancora buone pratiche da riattivare per dare rispondenza alla convenzione con Regione Lombardia.
Con Lopez, focus anche sul monitoraggio delle vasche della diossina che come sapete è stato purtroppo ceduto, per volontà dell'allora sindaco Allievi, a Regione Lombardia. Quest'ultima, con delibera di Giunta n° 5296 del 27/9/021, ha a sua volta delegato ad ERSAF questa attività con uno stanziamento di 450.000 euro in due anni (100.000 euro nel 2021 e 350.000 euro nel 2022) per un piano riguardante:
●esecuzione degli interventi su strutture ed impianti necessari a garantire la sicurezza dei luoghi di lavoro e dei visitatori, con accertamenti e progettazioni propedeutiche;
●installazione di un sistema di monitoraggio del percolato ed eventuali interventi su sistema di monitoraggio acque sotterranee, con relativi monitoraggi e stato di fatto ambientale e di condizioni delle vasche;
●attività di studio, monitoraggio, progettazione propedeutiche agli interventi di manutenzione straordinaria eventualmente necessari. (testo tratto dalla DGR 5296).
Ersaf ha bandito una gara d'appalto per affidare le azioni definite nella DGR a un soggetto tecnico.
Sul futuro del Bosco delle Querce, Lopez ha fatto osservare che anche i corsi d'acqua, veri e propri corridoi ambientali in un'area densamente urbanizzata, con il loro recupero attuato a mezzo del "Contratto di Fiume" possono giocare un ruolo importante nel creare una trama del verde dando l'opportunità di unire più aree tutelate e consentendo momenti di confronti tra più enti.

Arturo Lanzani ha illustrato le similitudini tra il Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce (40 ha) e il territorio su cui è stato costituito il Parco Locale di Interesse Sovraccomunale GruBria (Grugnotorto-Villoresi-Brianza Centrale) -2000 ha - dove convivono prati stabili, attività agricole residue, porzioni inserite nell'urbanizzato (Parco Porada a Seregno), luoghi ambientalmente riqualificati come il Lago Nord di Paderno Dugnano ma anche zone degradate con cave, abusi edilizi e discariche. Nel PLIS GruBria vi sono dunque porzioni che devono essere recuperate e restituite alla naturalità, così come è stato per il Bosco delle Querce, che con l'intervento umano attuato con la bonifica dalla diossina TCDD, la piantumazione di specie arboree e gli attenti interventi ha assunto l'attuale configurazione.
Il PLIS GruBria, seppure con personale minimo e budget limitato, ha ottenuto 612.000 euro di finanziamento vincendo il Bando Regionale “Misure forestali per la pianura e la collina” da utilizzare per interventi di forestazione su 20 ettari.
Risulterebbe dunque interessante un progetto di incorporazione del PLIS nel Parco Regionale del Bosco delle Querce preoccupandosi di mantenerne l'alto valore simbolico e richiamando risorse regionali aggiuntive per una gestione di area più ampia. Il Bosco delle Querce potrà così essere da esempio per il recupero delle altre aree inquinate e degradate presenti e fungere da principio rigenerativo per il territorio.

Una parte consistente dell'incontro è stata rivolta ai disastri ambientali che l'autostrada Pedemontana Lombarda provocherà sul territorio con il dettaglio delle ricadute del suo passaggio in zona Bosco delle Querce dove si mangerà due ettari e comprometterà l'area di potenziale ampliamento di via della Roggia con due rotonde, l'accesso all'autostrada e un vasca di laminazione al servizio dell'autostrada. Il tutto su una superficie con una contaminazione da diossina TCDD presente e certificata dalle analisi della Caratterizzazione dei suoli con dati 2008, 2012 e 2016 e con un Piano di Bonifica insufficiente.

Le esposizioni di Lopez e di Lanzani hanno poi portato all'attenzione un'azione di "riduzione del danno" con richieste affinchè  nello spazio specifico dell'ampliamento,  le rotonde e l'accesso  - pressochè inutili - siano eliminate e che la vasca di laminazione sia realizzata secondo criteri di inserimento ambientale e non puramente ingegnieristici.
Un destino molto simile subirebbe  il PLIS GruBria che vedrebbe occupate dall'autostrada alcune porzioni di spazi liberi da Cesano Maderno a Desio. C'è l'idea di chiedere dunque  risorse aggiuntive  per un progetto di nuovo verde su questa fascia, a fianco di quello che sarà il suolo consumato dall'autostrada e in aggiunta alle compensazioni ambientali di Pedemontana, includendo lo spazio della progettata area di servizio di Desio (ora stralciata dal definitivo 2019 di Pedemontana) con un intervento di forestazione che escluda altri tipi di intervento.
Più in generale, in una Brianza martoriata dal cemento e dall'asfalto per Lopez e Lanzani serve una conferenza costitutiva di progettazione dell'ambiente  che coinvolga  vari soggetti e che intercetti le risorse economiche necessarie.

Giorgio Garofalo, Consigliere Comunale di Seveso Futura, ha illustrato i contenuti di una interrogazione, già protocollata, per avere risposte sui motivi della chiusura del passaggio pedonale con ponte sulla superstrada Milano-Meda (ex S.S.35) che consentiva l'accesso al Bosco da Baruccana di Seveso. Una chiusura che complica la fruizione del polmone verde ai cittadini di Baruccana.

Il Consigliere Regionale Gigi Ponti ha ripreso la necessità di uno scambio informativo e di un'azione coordinata sul capitolo Pedemontana. Ponti ha rilevato la necessità che siano anche i Comuni e non solo i capoluoghi di Provincia a poter accedere ai fondi del PNRR, utili per concretizzare investimenti sui capitoli ambientali locali.

La discussione è stata nel complesso interessante e abbiamo registrato preoccupazioni e molte posizioni contrarie al completamento di Pedemontana

Sui propositi espressi di "riduzione del danno" che causerebbe il completamento dell'autostrada Pedemontana, vogliamo qui essere chiari al fine di non essere fraintesi. Continuiamo infatti a ritenere l'autostrada pedemontana Lombarda un arteria inutile, dispendiosa ed impattante per il territorio e l'ambiente e pertanto insostenibile.
Abbiamo speso anni ed energie per contrastarla con mobilitazioni e informazione ai cittadini nonchè esaminando, commentando e criticando anche il contenuto dei suoi elaborati tecnici progettuali.
Non smettiamo tutt'ora di pensare e di agire affinchè non venga completata, nonostante siano stati, purtroppo, concessi i finanziamenti per farlo.
Recentemente abbiamo promosso e organizzato con più di 20 gruppi i presidi del 23-5-021 di #FermiamoPedemontana, inviato le comunicazioni al ministro Cingolani e alla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) con lo scopo di smantellare la falsa narrazione di una "greenhighway" e cercato contatti e condivisioni con il mondo politico.
Non ci tireremo indietro neppure dinanzi all'ineluttabilità di un disastro, voluto ostinatamente in particolare dagli attuali amministratori di Regione Lombardia con l'apporto di un ministro che di transizione ecologica si occupa ben poco e della solita componente trasversale degli "sviluppisti ad ogni costo."
Per questo non ci autoescluderemo da un dibattito e dalle valutazioni sull'identificazione di interventi di modifica progettuale di riduzione del danno che pure possono creare disturbo a chi ha granitiche certezze.


 

domenica 25 luglio 2021

BOSCO DELLE QUERCE: RACCOGLIERE LE MACERIE PER RIPARTIRE


Con la nomina del nuovo Commissario prefettizio a Seveso si chiude l'era Allievi.
E' necessario adesso ripartire raccogliendo le macerie generate dalle pessime scelte dell'ormai ex sindaco. Scelte che hanno inciso negativamente anche sulla conduzione del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.
Dopo più di 15 anni di buona gestione locale del Parco e delle vasche che contengono materiale contaminato da TCDD (compreso il deposito di Cesano Maderno) attraverso l'ufficio ecologia e ambiente del Comune di Seveso, il primo risultato ottenuto dall’uscente amministrazione è stato il ritorno della cura e della manutenzione delle vasche di Seveso, Meda e del deposito di Cesano Maderno a Regione Lombardia, tramite l'Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste (ERSAF). Questo passo indietro allontana nuovamente il controllo e la gestione esercitata dalla struttura locale.

Allievi e i suoi sodali possono quindi gioire. Hanno raggiunto l'obiettivo che si prefiggevano. Delegare ad altri una responsabilità che le precedenti amministrazioni avevano valutato opportuno riportare e mantenere a Seveso, gestendo il Bosco e le sue vasche tramite la competente struttura comunale.
Le dimissioni hanno, per ora, scongiurato un altro obiettivo dell’ex Sindaco di Seveso: quello di trasferire la gestione del Bosco delle Querce, compresi i finanziamenti regionali, al Parco delle Groane.
Per fortuna la Legge Regionale n. 16/2007, che affida la gestione stessa del Parco al Comune di Seveso in convenzione con il Comune di Meda, non è stata ancora modificata.

E da qui è necessario ripartire.

In questo momento, la gestione del Bosco è tornata a Regione Lombardia che ha incaricato ERSAF della gestione delle vasche. Riteniamo che questa soluzione debba essere transitoria. Che fare?
La cosa più semplice sembrerebbe ritornare a una organizzazione voluta dalle precedenti amministrazioni. Era un modello che funzionava, è stata una scelta opportuna distruggerlo? E’ stata una buona scelta lasciare vacante la direzione del Bosco delle Querce, chiudere il Centro visite di via Ada Negri, azzerare quasi definitivamente l’educazione ambientale che ha forgiato più di una generazione a Seveso e Meda?

Tutto questo non c’è più. Come ricostruire ora su queste macerie?

Le associazioni e i gruppi che hanno organizzato il 10 luglio al Bosco delle Querce hanno cominciato a discutere e ragionare su questo tema. Il terzo settore, nelle sue molteplici espressioni, continua a esserci dove l’istituzione ha tentennato. Ma il terzo settore non basta in questa che è, anche e soprattutto, una partita delle istituzioni alle quali chiediamo di collaborare e promuovere un concreto processo di valorizzazione del Parco e della sua Storia coinvolgendo i gruppi e le associazioni del territorio interessate e che vedono il Bosco delle Querce come opportunità. Di crescita. Civile. Ambientale. Sociale.

Qui è chiamato in causa il Comune di Seveso ma anche il Comune di Meda non deve più defilarsi.
Il Comune di Meda in tutti questi anni, e soprattutto nell'ultimo periodo, è stato un silente attore passivo. Perché - a Meda in troppi fanno finta di dimenticarsene - il Parco naturale Regionale si chiama “Bosco delle Querce di Seveso e Meda”. E l'Icmesa era, appunto, a Meda

I due comuni, insieme, sono chiamati a fare propria e rilanciare a Regione Lombardia la proposta di Ampliamento del Bosco delle Querce, includendo le aree di via della Roggia e quelle di via Redipuglia, così come proposto in una petizione ancora aperta da alcuni gruppi locali e così come deciso con l’unanimità dei voti in una mozione in Consiglio Comunale. La specificità del Bosco delle Querce, con la sua Storia, e con il mantenimento del simbolo che rappresenta, può essere anche il punto di partenza per pensare a un Parco Regionale che incorpori ciò che resta – purtroppo – delle aree verdi in un lembo di Brianza che è stato massacrato dal cemento e dall’urbanizzazione caotica. Anche questo è un percorso che può partire da un rinato Bosco delle Querce, fulcro di possibili ampliamenti e accorpamenti e la cui proposta deve nascere e crescere sul territorio, senza processi verticistici e con risorse aggiuntive da sommare a quelle che Regione Lombardia stanzia per il Bosco delle Querce. 
Di tutto questo pensiamo possano e debbano tenere conto tutti e tutte coloro che ambiscono a governare in futuro la citta di Seveso a partire dal prossimo appuntamento elettorale.

Seveso/Meda 22-7-021

Legambiente Seveso, Seveso Futura

 Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà Meda

sabato 17 luglio 2021

BOSCO DELLE QUERCE: BILANCIO E PROSPETTIVE PER IL FUTURO DOPO L'INIZIATIVA DEL 10-7-021

Nel vuoto lasciato dalla politica, le associazioni e i gruppi di Legambiente Seveso Circolo Laura Conti, Seveso Futura, Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi – Sostenibilità e Solidarietà hanno sopperito all’assenza delle istituzioni in un momento di confusione generato dalle recenti dimissioni del sindaco e, soprattutto, dalle sue dichiarazioni in merito alle vasche della diossina.
È il dato di fatto che emerge a pochi giorni di distanza dal 10 luglio 2021, esattamente 45 anni dopo la fuoriuscita della nube tossica dallo stabilimento Icmesa.


Sabato 10 luglio è stata avviata la campagna di raccolta firme per l'ampliamento del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda, raccolta firme che proseguirà con ulteriori iniziative su Seveso e Meda.
A causa di una serie di scelte incondivisibili della amministrazione guidata dal dimissionario Luca Allievi e a lui principalmente ascrivibili, il Bosco delle Querce si trova in una situazione di abbandono dove anche il valore simbolico e la memoria rischiano di essere persi per la totale assenza delle istituzioni locali.
Le responsabilità sono riconducibili ad Allievi e afferibili al suo periodo di governo.
Sono sue, infatti, le scelte di smantellare l'ufficio Ecologia del Comune che si occupava della gestione operativa delle vasche di Seveso e Meda contenenti materiali contaminati dalla diossina, chiudere il centro visite allo chalet compromettendo anche l'attività di educazione ambientale, lasciare vacante la Presidenza del Bosco delle Querce esplicitando di voler cedere la gestione operativa di questo polmone verde ad altri enti.
Allievi ha considerato la gestione operativa del Parco solo come un'incombenza fastidiosa, decidendo unilateralmente di rinunciare al ruolo dato all'ente territoriale capofila nella conduzione di una risorsa ambientale importantissima. E’ stata una scelta avventata che ora rischia di avere conseguenze gravi anche per le comunicazioni con cui ha accompagnato queste decisioni.
In questo contesto, l’evento organizzato nel parco regionale dalle associazioni e dai gruppi locali, lo scorso 10 luglio, è stato importante.
Un incontro prezioso che ha permesso un confronto sulle prospettive dell’area con persone che conoscono il parco e hanno contribuito alla sua creazione, alla sua crescita e al suo consolidamento”. E’ questo il bilancio dopo il confronto con Paolo Lassini, partecipe ai lavori fondativi del Bosco, Fabio Lopez di Ersaf, Barbara Meggetto presidente di Legambiente Lombardia e Gigi Ponti consigliere Pd di Regione Lombardia.
Si è ragionato sulle poco convincenti attuali politiche regionali in tema di parchi e su quelle auspicabili, commentando insieme le incomprensibili azioni di Allievi e identificando percorsi virtuosi per il Bosco delle Querce. È evidente che in questo vuoto di progettualità ambientale dell’istituzione locale, le associazioni e i gruppi di Seveso e Meda devono far sentire la propria voce e quella preoccupata e sconcertata dei cittadini incontrati.

Così, oltre a interloquire sui possibili ampliamenti, s’è cercato di delineare le affinità morfologiche e ambientali, identificando la possibile inclusione nel Bosco degli spazi facenti ora parte del PLIS GruBria, con ogni evidenza più consono ad un accorpamento rispetto al Parco Regionale Groane.
La progettualità sul Parco Naturale del Bosco delle Querce dovrà tener conto sia della necessità di ampliarlo inserendovi le aree di prossimità rimaste libere, sia del valore simbolico, di memoria per la comunità locale che conosce questo luogo indissolubilmente legato al disastro diossina del 1976, non escludendo il ripristino di una efficace gestione locale. Anche gli ampliamenti dovranno essere accompagnati da adeguati stanziamenti economici aggiuntivi a quelli attualmente definiti.
In ogni caso, qualsiasi scelta dovrà essere pensata ed attuata con il coinvolgimento, la partecipazione attiva e il consenso del territorio evitando metodi verticistici ed escludenti.
L’ampliamento del Bosco riguarderebbe due diverse aree del territorio sevesino: una a est che si estende tra le vie della Roggia, via Vignazzola, via dei Vignee e via del Tramonto, e una a ovest in zona via Redipuglia, via Masciadri.

Una proposta che riprende un progetto del 1993 sviluppato in uno studio curato dal dott. Mario di Fidio e promosso da Regione Lombardia dove si prevedeva anche una rinaturalizzazione dei luoghi prossimi al Bosco delle Querce. 
Le aree identificate per l'ampliamento vanno coperte dal livello di tutela regionale e, in particolare quella di via della Roggia va strappata alla disponibilità per l'autostrada Pedemontana che la comprometterebbe definitivamente, andando oltretutto a movimentare terreno che risulta ancora contaminato dalla diossina TCDD fuoriuscita dall'Icmesa 45 anni fa.

Legambiente Seveso, Seveso Futura, 
Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi Sostenibilità e Solidarietà Meda