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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
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mercoledì 28 febbraio 2024

SULLA COMUNITÀ ENERGETICA RINNOVABILI DI MEDA C'É ANCORA MOLTO DA FARE

Ci è stata formalizzata la risposta all'interrogazione sulla Comunità Energetica Rinnovabili inoltrata il 9 febbraio 2024 dal Consigliere Comunale Marcello Proserpio per conto dei gruppi Sinistra e Ambiente-Impulsi, Medaperta, PD.
Ai precisi quesiti posti, il riscontro ci consente di avere il panorama effettivo dell'iter, delle volontà dell'amministrazione e di fare il punto sulla CER medese, purtroppo ancora nello stadio dei passaggi formali contemplati nella Manifestazione d'Interesse di Regione Lombardia.

Attualmente, la proposta di CER vede l'adesione, quale ente promotore, dell' amministrazione e di 39 cittadini di cui 19 residenti nelle case comunali, con possibilità di ulteriori partecipazioni.
Non è ancora stata definita ne la forma associativa e giuridica ne lo statuto della CER che si doterebbe di un impianto fotovoltaico di produzione d'energia elettrica da realizzare sulla copertura della scuola primaria "A. Diaz" il cui costo stimato non è però quantificato nella risposta data.

Il 27-4-023 il Comune di Meda ha preso parte alla Manifestazione d'Interesse di Regione Lombardia per i progetti di Comunità Energetiche Rinnovabili e risulta inserito con N° pratica 4598113 nell'elenco dell'allegato A delle proposte progettuali ritenute meritevoli di accedere alla Fase 2.
Attualmente è ancora in corso la Fase 1 del Bando di Regione Lombardia.
Per accedere alla Fase 2 della Manifestazione di Interesse per la costituzione delle CER, è richiesto a ciascun proponente di redigere entro il 29 febbraio 2024 il Quadro Economico e il Piano Finanziario della CER oggetto di candidatura. Questo consentirà di poter quantificare e suddividere eventuali risorse economiche messe a disposizione da Regione Lombardia per le spese sostenute per interventi sul patrimonio pubblico.
Il Comune di Meda lo farà tramite piattaforma informatica Bandi di Regione Lombardia.

Proprio perchè la promozione e la realizzazione di una Comunità Energetica Rinnovabili cittadina fa parte della nostra proposta di amministrazione, è e sarà nostro compito continuare a seguire l'iter della proposta progettuale della CER affinchè la stessa sia coerente con i principi di socialità e ecosostenibilità e si concretizzi quanto prima.
Occorrono certamente altri elementi di conoscenza quali il costo e il contributo regionale per l'impianto fotovoltaico di produzione e la configurazione associativa che si darà alla CER.
Certamente le amministrazioni comunali, tra cui Meda, dovrebbero chiedere un incremento ragguardevole del fondo regionale poichè gli attuali 20 milioni di euro messi a disposizione da Regione Lombardia, da suddividere sul 2023 e sul 2024, sono una cifra decisamente esigua per avviare un numero significativo di Comunità Energetiche con fonti rinnovabili.
 
I gruppi di Sinistra e Ambiente-Impulsi, Medaperta, Partito Democratico.
 
Sotto, la risposta dell'amministrazione all'interrogazione sulla Comunità Energetica Rinnovabili di Meda.
 

domenica 28 novembre 2021

SULL' INCONTRO "BOSCO DELLE QUERCE QUALE FUTURO ?"

E' stato un incontro interessante quello del 27-11-2021 organizzato dal circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, Seveso Futura, Sinistra e Ambiente di Meda, Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà al Centro Visite del Bosco delle Querce con a tema un confronto sul futuro del polmone verde.
Due i filoni trattati: il primo sulla situazione gestionale del Bosco dopo lo smantellamento dei presidi ambientali attuato dall'ex sindaco Allievi cui sono seguite elezioni con l'insediamento della nuova amministrazione Borroni e il secondo sulle prospettive e le idee per un domani che preveda l'ampliamento del Bosco delle Querce e una sua configurazione più ampia. Non ignorato ma ben presente il rischio derivante dal completamento dell'autostrada Pedemontana Lombarda.
Di tutto questo abbiamo ragionato con Fabio Lopez Nunes consigliere ERSAF e con Arturo Lanzani Presidente del Parco Locale di Interesse Sovraccomunale (PLIS) GruBria.
Come organizzatori abbiamo ribadito la proposta che l'area ad est in via della Roggia venga accorpata al Bosco delle Querce sottolineando anche una evidente diversità geomorfologica ed ecosistemica del Bosco rispetto alle aree del Parco Regionale Groane-Brughiera a cui la legge regionale sui parchi consentirebbe l'accorpamento. E' giudicata da noi più consona e compatibile una inclusione del PLIS GruBria dentro i confini del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce.

Fabio Lopez, ricordando che la proprietà dell'area  (40 ettari) è di Regione Lombardia, ha confermato che, dopo la sigla anche del Comune di Seveso della Convenzione gestionale del BdQ (firmata dal commissario Prefettizio prima delle elezioni ndr) vi sia da parte della nuova amministrazione sevesina la volontà di riprenderne il governo. Indubbiamente la riapertura del Centro Visite a chi ne fa richiesta per iniziative va in questo senso. Come gruppi ambientalisti seguiremo con attenzione l'operare della Giunta di Alessia Borroni, continuando a chiedere il ripristino dell'operatività gestionale locale sul BdQ perchè ci sono ancora buone pratiche da riattivare per dare rispondenza alla convenzione con Regione Lombardia.
Con Lopez, focus anche sul monitoraggio delle vasche della diossina che come sapete è stato purtroppo ceduto, per volontà dell'allora sindaco Allievi, a Regione Lombardia. Quest'ultima, con delibera di Giunta n° 5296 del 27/9/021, ha a sua volta delegato ad ERSAF questa attività con uno stanziamento di 450.000 euro in due anni (100.000 euro nel 2021 e 350.000 euro nel 2022) per un piano riguardante:
●esecuzione degli interventi su strutture ed impianti necessari a garantire la sicurezza dei luoghi di lavoro e dei visitatori, con accertamenti e progettazioni propedeutiche;
●installazione di un sistema di monitoraggio del percolato ed eventuali interventi su sistema di monitoraggio acque sotterranee, con relativi monitoraggi e stato di fatto ambientale e di condizioni delle vasche;
●attività di studio, monitoraggio, progettazione propedeutiche agli interventi di manutenzione straordinaria eventualmente necessari. (testo tratto dalla DGR 5296).
Ersaf ha bandito una gara d'appalto per affidare le azioni definite nella DGR a un soggetto tecnico.
Sul futuro del Bosco delle Querce, Lopez ha fatto osservare che anche i corsi d'acqua, veri e propri corridoi ambientali in un'area densamente urbanizzata, con il loro recupero attuato a mezzo del "Contratto di Fiume" possono giocare un ruolo importante nel creare una trama del verde dando l'opportunità di unire più aree tutelate e consentendo momenti di confronti tra più enti.

Arturo Lanzani ha illustrato le similitudini tra il Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce (40 ha) e il territorio su cui è stato costituito il Parco Locale di Interesse Sovraccomunale GruBria (Grugnotorto-Villoresi-Brianza Centrale) -2000 ha - dove convivono prati stabili, attività agricole residue, porzioni inserite nell'urbanizzato (Parco Porada a Seregno), luoghi ambientalmente riqualificati come il Lago Nord di Paderno Dugnano ma anche zone degradate con cave, abusi edilizi e discariche. Nel PLIS GruBria vi sono dunque porzioni che devono essere recuperate e restituite alla naturalità, così come è stato per il Bosco delle Querce, che con l'intervento umano attuato con la bonifica dalla diossina TCDD, la piantumazione di specie arboree e gli attenti interventi ha assunto l'attuale configurazione.
Il PLIS GruBria, seppure con personale minimo e budget limitato, ha ottenuto 612.000 euro di finanziamento vincendo il Bando Regionale “Misure forestali per la pianura e la collina” da utilizzare per interventi di forestazione su 20 ettari.
Risulterebbe dunque interessante un progetto di incorporazione del PLIS nel Parco Regionale del Bosco delle Querce preoccupandosi di mantenerne l'alto valore simbolico e richiamando risorse regionali aggiuntive per una gestione di area più ampia. Il Bosco delle Querce potrà così essere da esempio per il recupero delle altre aree inquinate e degradate presenti e fungere da principio rigenerativo per il territorio.

Una parte consistente dell'incontro è stata rivolta ai disastri ambientali che l'autostrada Pedemontana Lombarda provocherà sul territorio con il dettaglio delle ricadute del suo passaggio in zona Bosco delle Querce dove si mangerà due ettari e comprometterà l'area di potenziale ampliamento di via della Roggia con due rotonde, l'accesso all'autostrada e un vasca di laminazione al servizio dell'autostrada. Il tutto su una superficie con una contaminazione da diossina TCDD presente e certificata dalle analisi della Caratterizzazione dei suoli con dati 2008, 2012 e 2016 e con un Piano di Bonifica insufficiente.

Le esposizioni di Lopez e di Lanzani hanno poi portato all'attenzione un'azione di "riduzione del danno" con richieste affinchè  nello spazio specifico dell'ampliamento,  le rotonde e l'accesso  - pressochè inutili - siano eliminate e che la vasca di laminazione sia realizzata secondo criteri di inserimento ambientale e non puramente ingegnieristici.
Un destino molto simile subirebbe  il PLIS GruBria che vedrebbe occupate dall'autostrada alcune porzioni di spazi liberi da Cesano Maderno a Desio. C'è l'idea di chiedere dunque  risorse aggiuntive  per un progetto di nuovo verde su questa fascia, a fianco di quello che sarà il suolo consumato dall'autostrada e in aggiunta alle compensazioni ambientali di Pedemontana, includendo lo spazio della progettata area di servizio di Desio (ora stralciata dal definitivo 2019 di Pedemontana) con un intervento di forestazione che escluda altri tipi di intervento.
Più in generale, in una Brianza martoriata dal cemento e dall'asfalto per Lopez e Lanzani serve una conferenza costitutiva di progettazione dell'ambiente  che coinvolga  vari soggetti e che intercetti le risorse economiche necessarie.

Giorgio Garofalo, Consigliere Comunale di Seveso Futura, ha illustrato i contenuti di una interrogazione, già protocollata, per avere risposte sui motivi della chiusura del passaggio pedonale con ponte sulla superstrada Milano-Meda (ex S.S.35) che consentiva l'accesso al Bosco da Baruccana di Seveso. Una chiusura che complica la fruizione del polmone verde ai cittadini di Baruccana.

Il Consigliere Regionale Gigi Ponti ha ripreso la necessità di uno scambio informativo e di un'azione coordinata sul capitolo Pedemontana. Ponti ha rilevato la necessità che siano anche i Comuni e non solo i capoluoghi di Provincia a poter accedere ai fondi del PNRR, utili per concretizzare investimenti sui capitoli ambientali locali.

La discussione è stata nel complesso interessante e abbiamo registrato preoccupazioni e molte posizioni contrarie al completamento di Pedemontana

Sui propositi espressi di "riduzione del danno" che causerebbe il completamento dell'autostrada Pedemontana, vogliamo qui essere chiari al fine di non essere fraintesi. Continuiamo infatti a ritenere l'autostrada pedemontana Lombarda un arteria inutile, dispendiosa ed impattante per il territorio e l'ambiente e pertanto insostenibile.
Abbiamo speso anni ed energie per contrastarla con mobilitazioni e informazione ai cittadini nonchè esaminando, commentando e criticando anche il contenuto dei suoi elaborati tecnici progettuali.
Non smettiamo tutt'ora di pensare e di agire affinchè non venga completata, nonostante siano stati, purtroppo, concessi i finanziamenti per farlo.
Recentemente abbiamo promosso e organizzato con più di 20 gruppi i presidi del 23-5-021 di #FermiamoPedemontana, inviato le comunicazioni al ministro Cingolani e alla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) con lo scopo di smantellare la falsa narrazione di una "greenhighway" e cercato contatti e condivisioni con il mondo politico.
Non ci tireremo indietro neppure dinanzi all'ineluttabilità di un disastro, voluto ostinatamente in particolare dagli attuali amministratori di Regione Lombardia con l'apporto di un ministro che di transizione ecologica si occupa ben poco e della solita componente trasversale degli "sviluppisti ad ogni costo."
Per questo non ci autoescluderemo da un dibattito e dalle valutazioni sull'identificazione di interventi di modifica progettuale di riduzione del danno che pure possono creare disturbo a chi ha granitiche certezze.


 

lunedì 24 agosto 2020

AUTOSTRADA PEDEMONTANA: IL CASO LOZZA E LE COMPENSAZIONI AMBIENTALI SNATURATE



LOZZA è un comune in Provincia di Varese con circa 1260 abitanti, una superficie di 1,71 km q.
Ben il 50 % del suo territorio è occupato e martoriato da due cave insediate complessivamente su 86.000 mq (0,86 kmq).
Nel piccolo comune passa ed è in esercizio da 5 anni la prima tratta della tangenziale di Varese, compresa nel progetto dell’Autostrada Pedemontana Lombarda.
Insieme alla realizzazione della tangenziale e nel quadro del progetto globale della Pedemontana, erano e sono previste le Compensazioni Ambientali, interventi che, nell’intento iniziale, avrebbero dovuto essere un tentativo di parziale ricucitura ambientale dei territori danneggiati dal passaggio dell’autostrada e delle due tangenziali, quella di Varese e quella di Como. Attualmente, dopo che gli elaborati sono stati discussi con i Comuni, probabilmente anche con l’avvicendarsi di diverse amministrazioni, ben poco e’ rimasto dei progetti originali, al punto che difficilmente si potrebbero definire questi interventi quali “opere di compensazione ambientale”.
Come gruppi ambientalisti che da anni si occupano dell’Autostrada Pedemontana Lombarda, tentando di contrastare l’assurda ostinazione a voler realizzare e completare un’infrastruttura inutile, dispendiosa e pesantemente impattante per il territorio, cerchiamo comunque anche di monitorare l’andamento e la concretizzazione di queste Compensazioni Ambientali, per verificarne la qualità e la loro effettiva attuazione.
Per Lozza, le compensazioni ambientali inizialmente definite erano il Progetto Locale 41 che coinvolge anche i comuni di Varese, Vedano Olona, Malnate e Morazzone e il P.L. 41 bis riguardante il recupero delle cave De Luis e Premazzi.
Il PL 41 è un intervento localizzato lungo l’asta dei fiumi Olona e Lanza, attorno al tracciato della ferrovia dismessa della Valmorea. Comprende due ambiti principali di intervento: uno lineare, centrato sul percorso ciclabile della Valmorea, ed uno areale che interessa la piana agricola fra Lozza, Vedano e Castiglione Olona.
L’intervento sulla piana di Lozza prevedeva il proseguimento del percorso ciclabile lungo il tracciato della vecchia ferrovia, che trova un punto critico nel superamento dello snodo di Lozza e poi corre lungo il rettifilo della piana fino a rientrare a sud nella valle dell’Olona.
Sempre analizzando il progetto, un primo intervento è la realizzazione di un doppio filare con una fascia a prato lungo la strada nord sud che incanala la visuale lungo il tracciato storico. Il secondo intervento è la creazione di un nuovo bosco nella porzione nord della piana ad ispessire la fascia di mitigazioni del tracciato autostradale e la vista dei capannoni esistenti a sud di Lozza. 
Per Vedano Olona è prevista la riqualificazione di porzioni dei boschi sulla sponda est dell’Olona fra il fiume e l’abitato.
La misura compensativa PL 41 bis sulle cave consisteva nel ripristino della vegetazione delle aree di cava Premazzi (di circa 28.000 mq) e De Luis (di circa 58.000 mq). Nell’ipotesi progettuale iniziale v’era il riempimento delle cave con materiale di riporto o proveniente dagli scavi di APL, il recupero ambientale per una superficie di circa 37.000 mq, di cui 24000 a nuovo bosco e 10000 mq a prato arborato e due percorsi ciclo pedonali per una futura fruibilità di circa 500 metri per la ex cava Premazzi e di 300 metri per la ex cava De Luis.
Questi erano i contenuti delle Compensazione ambientali riguardanti il comune di Lozza, inizialmente definiti nella fase di progettazione della Pedemontana.
Ben diverso appare il progetto ora approvato e finanziato per Lozza, anche se viene ripresentato come Compensazione Ambientale conseguente alla realizzazione della tangenziale di Varese, opera viabilistica complementare all’autostrada Pedemontana.
Infatti, a fronte del mutamento del territorio causato dalla realizzazione della tangenziale, l'Amministrazione è intervenuta nell’iter progettuale e procedurale chiedendo e scegliendo di eseguire le seguenti opere:
Illuminazione pubblica viale del cimitero, Drenaggio idrico nelle vie Brianza e Veneto, Parcheggio V.le Brianza, Marciapiede in v.le Piave, Parcheggio in via Montello, Impianto fotovoltaico, Percorsi ciclo pedonali.
Il tutto con un esborso per la soc. Autostrada Pedemontana Lombarda decisamente contenuto pari a un milione e mezzo di euro. La cancellazione di 1500 mq di bosco per realizzare le ciclabili non verrà compensata poiché non è prevista, nel progetto elaborato dal Comune e da APL, alcuna nuova piantumazione.

Siamo ben lontani da quanto era stato definito nei progetti di Compensazione ambientale. 

24-08-020

Alternativa Verde – Desio
Sinistra e Ambiente - Meda
Circolo Laura Conti Legambiente Seveso

sabato 11 luglio 2020

A PROPOSITO DI 10 LUGLIO 1976, LA MEMORIA E IL PRESENTE, LAURA CONTI, L'AMBIENTALISMO, IL RISCHIO DIOSSINA E LA PEDEMONTANA

A 44 anni dal disastro della diossina TCDD fuoriuscita dall'ICMESA, una videoconferenza è stata organizzata e proposta dal circolo di Legambiente di Seveso per ricordare il pensiero di Laura Conti, la Memoria e il tempo presente.
Hanno relazionato le docenti universitarie Laura Centemeri (Università di Marsiglia), Monica Seger (Università William&Mary, Virginia) e Mariateresa Muraca (Università degli Studi di Verona), insieme a Luana Zanella (Esecutivo Federazione Verdi Italiani), Damiano di Simine (primo presidente del circolo Legambiente “Laura Conti” di Seveso) e Alberto Colombo (Sinistra e Ambiente di Meda).
LAURA CONTI partigiana, medico, ambientalista, politica e scrittrice, ha legato la sua storia e il suo agire alla drammatica vicenda del 10 luglio 1976 ove, la fuoriuscita di diossina TCDD dall'ICMESA di Meda contaminò vaste porzioni del nostro territorio.
Le analisi, le ricerche e le pubblicazioni di Laura Conti sono state base e ispirazione per la consapevolezza e per le pratiche e le azioni ambientaliste per un Sapere diffuso che continuiamo a perseguire.

Il gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda, ha partecipato tra i relatori alla videoconferenza del 10-luglio 2020 proponendo la continuità tra la Memoria, gli scritti e i lavori di Laura Conti sull'ambiente e lo sviluppo insostenibile con il tempo presente.
Un presente dove ancora, in nome dello sviluppo ad ogni costo e del profitto, si vogliono esporre nuovamente cittadini e cittadine al rischio diossina, realizzando un'autostrada laddove il suolo risulta ancora contaminato dalla Diossina TCDD del 1976.
Sotto le slide su cui abbiamo impostato il nostro intervento.


Vi proponiamo inoltre un contributo interessante di Massimiliano Fratter, cittadino di seveso e storico che su quel periodo e sulle cause del disastro ha elaborato molto materiale documentale scrivendo anche un libro.


SEVESO, QUANDO LA STORIA NON INSEGNA

C'ero. Ero un bambino in quel “caldo sabato di luglio” del 1976.
Un altro secolo. Un'altra storia. Forse. E ho tre ricordi nitidi. Il giorno dell'incidente con il fischio - durato alcuni secondi - e l'odore. Insopportabile. E che inquinò l'aria per alcune ore, almeno fino a sera.
Il secondo frammento risale a 10 giorni dopo, quando la notizia della fuoriuscita della nube tossica dall'Icmesa è ormai di dominio pubblico e i miei genitori decidono di “evacuarmi” (la mia famiglia non dovette lasciare la casa) e mi portano dagli zii a Meda (!) ma a nord della fabbrica che si trovava proprio al confine tra i due paesi. 
Il vento, al momento della rottura del disco di sicurezza (sicurezza di chi??) del reparto “B” soffiava in direzione sud, sud-est. La zona dove abitavano i miei zii non era stata colpita. O, almeno, non il 10 luglio 1976 perché l'Icmesa produceva e inquinava dal 1948 (i lavori di costruzione dello stabilimento erano terminati un anno prima) e non c'erano all'interno dei suoi obsoleti impianti tecnici ventilatori che potessero dirigere gli inquinanti da Meda verso Seveso. Perché farlo poi? 
C'era il fiume dove scaricare tutto quello che era possibile scaricare e alle lamentele della popolazione o delle autorità si rispondeva, spesso, con il denaro o con la minaccia dei licenziamenti. E il posto di lavoro era “sacro” nell'Italia post seconda guerra mondiale, nell'Italia degli anni '50. Nell'Italia del boom economico. Oggi. 
In fondo quando morivano le pecore o gli animali si pagava e di tosse non è mai morto nessuno. Questi italiani! Sempre pronti alla lamentela invece di ringraziare chi aveva portato denaro e benessere! E comunque all'Icmesa non si inquinava! Parola di Givaudan Hoffman La Roche! Proprietari che vivevano in Svizzera.
Dove ordine e pulizia sono valori Sacri. E per gli ansiosi da presunto inquinamento c'era sempre il Valium (marchio registrato!) perché Hoffman la Roche teneva (e tiene ancora!) alla salute. E al profitto.
L'ultimo mio ricordo è legato al periodo successivo e che non può essere collocato in un periodo preciso. Almeno nella mia mente. Un ricordo fatto di divise e tute. 
Erano quelle dei soldati chiamati a pattugliare la zona più contaminata, la “famigerata” zona A (c'era poi una zona B – non evacuata – e una zona di Rispetto, con tracce minori di diossina. Io vivevo in quest'ultima area ed ero “rispettato” quindi!). E quelle degli addetti alla bonifica. 
Crescevo e loro erano lì, parte integrante del mio, del nostro, quotidiano e raccontavano, evidenziavano, una normalità “altra”. Durata, complessivamente, quasi 10 anni e che via via cercava di riportare la città ad una vita normale con la fine dei lavori di bonifica che terminano con la nascita del Bosco delle Querce, avvenuta nel 1983 e i lavori di costruzione del parco terminati tre anni dopo, nel 1986.
Sono rimasto. E, poco più ventenne, siamo all'inizio degli anni '90 dell'altro secolo, incontro un piccolo gruppo di donne e uomini che hanno deciso di impegnarsi per il bene della Città “adottando” un'area degradata, il Fosso del Ronchetto.  7,5 ettari lontani dal Bosco delle Querce ma che rappresentano il desiderio di prendersi cura della città dove vivono. Seveso, appunto. Sono le socie e i soci del locale circolo di Legambiente, dedicato a Laura Conti, medica e all'epoca dell'incidente consigliera regionale in Lombardia e molto vicina alla Comunità. 
Lei che arriva da Milano per cercare di comprendere. Per aiutare. Per proporre. Amata da  pochi. Avversata da molti. Lei, donna dalle posizioni forti e dalle parole chiare su molti temi che la democristiana Brianza bianca non vuole ascoltare. Di cui non si deve parlare. Meglio tacere. E lasciar passare il tempo. 
E dimenticare: “Un anniversario da dimenticare”. Così “Il Cittadino”, il settimanale locale cattolico più letto all'epoca, ricordava il ventesimo anniversario dell'incidente, il 10 luglio 1996. Le amiche e gli amici del Circolo sostengono invece che la rielaborazione di ciò che è accaduto nel 1976 e le sue conseguenze è un opportunità di crescita e di cura di una Comunità ancora dolente. 
Nonostante la voglia di rimozione. Crediamo, perché anch'io mi iscrivo a Legambiente, che la Storia sia uno strumento di sollievo e alla fine del secolo iniziamo ad elaborare un progetto che diverrà poi la colonna portante di un percorso durato più di 15 anni. Nasce il “Ponte della Memoria”. Iniziamo a ricostruire l'archivio sociale della “vicenda Seveso”. Ascoltiamo storie. Raccogliamo storie. Raccontiamo la Storia.
Entriamo al Bosco delle Querce. Il parco è aperto al pubblico dal 1996 ma quasi nessuno lo frequenta. All'inaugurazione l'allora presidente regionale Roberto Formigoni parla davanti al deserto (tranne le cosiddette Autorità e pochi obbligati non c'è praticamente anima viva).
 Il parco è una sorta di “non luogo”. Io stesso che abito a poche centinaia di metri dall'ingresso non ci sono mai entrato.
Con il “Ponte della Memoria” inizia un percorso di rielaborazione e riappropriazione che porterà alla vera e propria apertura del Bosco nel 2004, quando, davanti a centinaia di sevesine e sevesini (durante la giornata poi continuo fu l'afflusso per visitare il percorso appena aperto), viene inaugurato il percorso della Memoria all'interno del parco, undici pannelli per non dimenticare. E sono  tante le persone che negli anni donano all'Archivio i propri documenti. Le scuole iniziano a chiedere di essere accompagnate al Bosco per conoscere. E il progetto trova il sostegno istituzionale del Comune di Seveso e della Fondazione Lombardia per l'Ambiente, la Fondazione nata nel 1986 proprio per valorizzare l'esperienza di Seveso e che, per la prima volta, sostiene economicamente un progetto per la Comunità. Meglio tardi che mai. 
Oggi, dopo tanti anni dedicati allo studio e alla valorizzazione della Storia della mia città, sono “lontano”.
Non racconto più Seveso. E nemmeno il Bosco delle Querce. Altri, se vorranno, potranno continuare. Non può esistere una narrazione esclusivamente individuale di una Memoria collettiva. E nemmeno una sorta di unica “voce ufficiale”.
Certamente c'è, a Seveso, ancora molto lavoro da fare affinché quanto seminato con il Ponte della Memoria continui a dare buoni frutti. 
Da coltivare e per compiere, finalmente, altri passi in avanti e senza omertà o silenzi rispetto anche agli angoli meno chiari della vicenda.
O a quelli, volontariamente, taciuti anche dal sottoscritto – all'epoca responsabile del Progetto - perché non si dovevano alterare alcuni equilibri “sensibili”. Il Ponte era sostenuto dal Comune. Dalla Fondazione. La Brianza ha cambiato colore  ma è solo un'apparenza perché nella propria intimità è sempre rimasta Bianca. Cattolica. Reazionaria.  Ed è meglio non stimolare nervi ancora scoperti come i risarcimenti o l'aborto (nel 1976 in Italia l'aborto non era ancora legale ma nella Bianca Seveso furono autorizzati gli aborti “a scopo terapeutico” con le donne che sceglievano questa strada sottoposte ad un vero e proprio processo, quasi una tortura. Senza possibilità di assoluzione.).
Tutto è Passato. Andiamo avanti. Fino ad un certo punto perché il processo di pacificazione non troverà pieno compimento fino a quando non si deciderà di saturare tutte le ferite. Senza tacere. Con i contributi di tutti. Di tutte.
Senza dimenticare il pericolo che, silenziosamente, incombe sulla Comunità: quello di un'autostrada che vorrebbe passare dove oggi c'è il Bosco delle Querce. 
Sbancare i terreni mai bonificati. Quelli un tempo classificati in “Zona B” e dove, sotto, si trova la cancerogena diossina. Riportare a Seveso le tute bianche visto che all'interno del cantiere si dovrà operare in sicurezza.
Quando scrivo queste righe (giugno 2020) ci sono il progetto definitivo e la volontà politica di Regione Lombardia ma, per fortuna, non ci sono ancora i fondi. 
E, nel frattempo,  osservo il mio territorio dove, nel bene e nel male, ci sono le mie radici. 
La mia vita. E sono preoccupato. E mi chiedo se tutto quello che abbiamo costruito negli anni sia stato utile perché, se dovesse concretizzarsi lo scenario devastante dell'autostrada Pedemontana Lombarda, dovremo rivivere la Storia. 
Calerà il buio. Tornerà per noi l'incubo. E sarà una tragedia. Tutta italiana questa volta.
Massimiliano Fratter autore del libro "Memorie sotto il bosco"

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Alleghiamo anche i link a documenti di riferimento ripresi e citati durante la videoconferenza.

Qui il documento sull'intitolazione del circolo Legambiente di Seveso a Laura Conti

Qui l'articolo di "L’ambientalismo operaio visto da Seveso" di Laura Centemeri sulle lotte a Seveso per il Sapere diffuso.

Qui il lavoro di Mariateresa Muraca su Laura Conti.

Sinistra e Ambiente - Meda


martedì 23 giugno 2020

IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP E I COMITATI MONZESI IN CONFERENZA STAMPA PER AVERE MONZA NEL PLIS GRUBRIA


Il 23-06-020, applicando le precauzioni di distanziamento, s'è tenuta a Monza la conferenza stampa del Coordinamento ambientalista Osservatorio Ptcp di MB e dei Comitati monzesi per promuovere l'adesione di Monza (con le aree verdi  del Villoresi, di S. Fruttuoso e del Casignolo) al PLIS Grugnotorto - Villoresi - Brianza Centrale (GRuBRia).
da sx: Maddalena Viola (Legambiente Circolo di Monza), Giorgio Majoli (coord. Osservatorio Ptcp), 
Alberto Colombo (Sinistra e Ambiente Meda e coord. Osservatorio PTCP di MB ), 
Giacomo Correale (Comitato via Boito e Comitati di Monza).
Alla stampa è stato consegnato il comunicato unitario ed è stata data l'informazione che la petizione on-line ha raccolto l'adesione di 1076 cittadini che vogliono Monza nel PLIS GRuBRia.
La petizione, con l'elenco dei sottoscrittori, è stata protocollata presso gli uffici del Comune di Monza affinchè Sindaco, Giunta e Consiglieri comunali ne prendano visione.



La rassegna stampa:




giovedì 14 maggio 2020

IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB CONTRARIO AI CONTENUTI DEL PIANO INTEGRATO D’INTERVENTO DELL’AREA EX-SCHIATTI A LENTATE SUL SEVESO

Tra le attività del coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP di MB, soggetto al quale aderiscono 15 associazioni, gruppi e comitati della Brianza (tra loro Sinistra e Ambiente di Meda), vi è anche quella di analizzare (laddove possibile) e valutare procedimenti di politica urbanistica dei Comuni del territorio.
L'OSSERVATORIO PTCP ha dunque protocollato una serie di osservazioni al Piano d'Intervento Integrato, riguardante l'area ex tessitura Schiatti nel Comune di Lentate sul Seveso.
Le osservazioni saranno, unitamente ad altre presentate dai gruppi di opposizione, dal locale Comitato Schiatti e da singoli cittadini, valutate e discusse in Commissione e in  Consiglio Comunale in occasione dell'iter di approvazione.
E' un PII che non convince, adottato in fretta e furia dalla Giunta della sindaca Laura Ferrari con contenuti che, se approvati e realizzati, inciderebbero pesantemente sulla configurazione urbanistica di Lentate sul Seveso.
Quella dell'Osservatorio PTCP è stata un'attività generosa di analisi approfondita e senza primogeniture di sigle. Chi ci ha lavorato ha scelto la collegialità evitando la presentazione di osservazioni distinte e separate da parte dei gruppi ambientalisti.

Sotto il comunicato del coordinamento.

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IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB
CONTRARIO AI CONTENUTI DEL PIANO INTEGRATO D’INTERVENTO (PII)
SULL’AREA EX-SCHIATTI A LENTATE SUL SEVESO

Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB (soggetto al quale aderiscono 15 associazioni, gruppi e comitati della Brianza), è stato coinvolto per valutazioni su di un Piano Integrato d’Intervento (PII) elaborato in fretta e furia dalla giunta di Lentate sul Seveso. Si tratta del PII riguardante l’area dismessa ex Schiatti, dove era attiva un’industria tessile nata nei primi anni del ‘900 e ora realtà concreta di archeologia industriale segnalata come tale, nel 2015, dal FAI (Fondo Ambiente Italiano).
Il sito è posto in posizione centrale e potrebbe costituire una cerniera, attraverso alcuni percorsi ciclabili, anche col Parco delle Groane e alcuni edifici pubblici, salvaguardando gli immobili per l’indiscutibile valore storico, testimoniale, urbanistico e sociale.
Purtroppo nulla di queste peculiarità è stato oggetto di ispirazione nell’elaborazione della proposta del PII adottato (con esigua maggioranza) dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 22 del 19 marzo 2020. 
Tutto viene demolito per fare spazio al solito capannone commerciale sede dell’ennesimo supermercato. Viene inserita anche una Residenza Socio Assistenziale (RSA) con un progetto altrettanto anonimo che potrebbe essere realizzato identico altrove, ma non così in un nucleo di antica formazione.
Scompare la memoria storica e nulla di quegli edifici viene mantenuto e salvaguardato.
Il progetto adottato creerebbe un “non luogo” incapace di cogliere gli aspetti storici, urbanistici e sociali, collocandovi una funzione commerciale inutile e dannosa soprattutto per il piccolo commercio di vicinato che ancora permane in quella parte del comune.
Il progetto non è nemmeno stato sottoposto alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) così come richiesto dalla Provincia di MB.
Abbiamo pertanto elaborato e protocollato 9 osservazioni che dovranno essere vagliate dall’amministrazione e discusse in sede di Consiglio Comunale.
Due osservazioni chiedono di non approvare il PII, così come adottato, per l’incompatibilità del PII stesso rispetto al valore storico e architettonico della struttura tenendo invece in considerazione le richieste puntuali  dal locale Comitato Area Schiatti, promotore di  una petizione online.
Altre due osservazioni riguardano gli aspetti agronomici e la tutela del verde lì esistente. 
Si fa richiesta di una dettagliata relazione agronomica con una perizia sulle condizioni degli alberi presenti e la valutazione della qualità del patrimonio arboreo nonché la conservazione delle essenze esistenti e la loro valorizzazione per l’importanza ambientale e storica.
L’inserimento nel PII di una nuova media struttura di vendita (in una zona già satura di tali strutture) desta ulteriori preoccupazioni: per la viabilità, per l’inquinamento acustico e atmosferico da traffico indotto e per le ricadute negative sui negozi di prossimità. 
Questo ci ha portato a formulare tre osservazioni che sollecitano relazioni d’approfondimento su queste criticità, non trattate nella documentazione del PII adottato.
Importanti le ultime due osservazioni con la richiesta di annullamento della deliberazione del CC n. 22/2020,  il riavvio del procedimento assoggettando il progetto a Valutazione Ambientale Strategica (VAS). 
E’ stata infatti riscontrata la mancata stesura della (VAS) pur richiesta dalla Provincia di MB e anche ai sensi della LR 12/2005 che lo prevede qualora, come avvenuto nel caso in esame, si attuino varianti al Documento di Piano che è atto costitutivo del Piano di Governo del Territorio (PGT) vigente.

13-05-2020

IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP  DI MB

Email: osservatorio.ambientalista.mb@gmail.com

martedì 31 marzo 2020

PER I GRUPPI AMBIENTALISTI, A MARIANO NESSUNA TANGENZIALE DEVE DETURPARE IL PARCO GROANE-BRUGHIERA

L'area prossima a Cascina Belvedere dove è previsto il passaggio della tangenziale
(foto di sfondo di Viaggiare in Brianza)
Prosegue l'azione dei gruppi ambientalisti del territorio (tra loro i medesi di Sinistra e Ambiente e di Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà) che si oppongono al progetto della tangenziale di Mariano Comense il cui tracciato passa nelle aree libere incluse nel Parco Regionale Groane-Brughiera.
E' una strada fortemente voluta dall'amministrazione a trazione leghista e contro la cui realizzazione auspichiamo cresca la contrarietà della gente.
I gruppi e le associazioni ambientaliste rilanciano con un comunicato contrario alla tangenziale nel Parco ove sono evidenziati i mancati interventi sulle criticità viabilistiche reali di Mariano e con una nota danno solidarietà a chi ha esposto uno striscione, su proprietà privata,  celermente fatto rimuovere dalla polizia locale con tanto di sanzione
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Mariano Comense, 30 marzo 2020

TANGENZIALE DI MARIANO

“NON RESTEREMO A GUARDARELA DISTRUZIONE DI UN PEZZO DEL PARCO
PER COSTRUIRE UNA STRADA INUTILE!”

Come gruppi e associazioni vogliamo ribadire la nostra contrarietà a questo progetto per le tante motivazioni già più volte espresse.
L’amministrazione di Mariano Comense insiste con una costante campagna mediatica per promuovere e far passare la bontà di questo progetto, considerandolo indispensabile per togliere traffico veicolare di passaggio dal centro cittadino riducendo l’inquinamento dell’aria.
Se non fosse tragica la situazione che Mariano si presta ad affrontare, sarebbe ridicolo anche solo pensare che costruire nuove strade diminuisca l’utilizzo e il passaggio delle auto e soprattutto che passando con una tangenziale in un Parco Regionale, si vuole tutelare l’ambiente!!!!!  
Ma c’è veramente qualcuno che ci crede?
E’ risaputo, anche negli ambiti accademici che studiano i fenomeni di urbanizzazione, che costruire nuove strade innesca anche un processo di incentivazione al traffico privato veicolare. Soprattutto in territori congestionati e altamente urbanizzati come i nostri, interventi come questo non portano automaticamente quel beneficio di “respiro” per la città che viene tanto sbandierato dai politici che amministrano il Comune di mariano. Certo, un bel “respiro”... però carico di polveri sottili PM 10!
Costruire nuove strade, senza intervenire sulla rete viaria esistente con interventi di manutenzione o con progetti per rendere i percorsi più fluidi e senza una concreta politica di investimento sul trasporto pubblico, è un vero e proprio sperpero di risorse pubbliche che invece DEVONO essere dirottate su altri capitoli di spesa delle Amministrazioni Comunali!
  • Perché non si vuole affrontare in modo strutturale il trasporto pubblico nei nostri comuni?
  • Come mai sul territorio di Mariano Comense passano diverse linee di bus della ASF Autolinee (C80, C81, C82 ...) utilizzate quasi esclusivamente dagli studenti mentre i cittadini non sono coinvolti in una campagna di promozione per utilizzare questi mezzi durante la settimana compreso la domenica per spostarsi anche verso gli altri comuni?
  • Come mai non si attiva un serio progetto per incentivare l’utilizzo di altre forme di trasporto eco-sostenibile per esempio partendo dalla messa in sicurezza delle vie cittadine per promuovere l’utilizzo della bicicletta con spazi di parcheggio protetti ecc..?
  • Come mai il progetto per mettere in sicurezza il collegamento tra la stazione ferroviaria di Mariano Comense e il plesso scolastico dell’Istituto Jean Monnet, è ancora solo lettera morta in uno sperduto documento del PGT di Mariano? Perché, invece di “sperperare” milioni di euro in una tangenziale inutile, non viene attivato nessun finanziamento per opere come questa che veramente potrebbero risolvere i problemi di congestionamento da traffico nella città, incentivando anche l’utilizzo dei mezzi pubblici o una mobilità dolce?
  • Come mai gli Amministratori non si attivano con le Ferrovie Nord Milano per ridurre i tempi di chiusura dei passaggi a livello cittadini che generano grossi disagi e inquinamento dell’aria?
  • Come mai si sceglie di mantenere il passaggio del traffico in paese costruendo una nuova strada e non si studia invece a livello intercomunale una soluzione per adeguare e sfruttare meglio le potenzialità trasportistiche della Novedratese con interventi migliorativi sul tracciato che si trova poco più a nord?
Sono queste le domande a cui la scelta di costruire una tangenziale in un Parco Regionale non dà alcuna risposta!!!

Chiediamo inoltre all’ente Parco Regionale delle Groane e della Brughiera Briantea una urgente, esplicita e pubblica presa di posizione su questo progetto insensato che investe una porzione del Parco Regionale di grande valore ambientale e a ridosso del nucleo rurale della Cascina Belvedere. Un progetto che prevede un nuovo ponte sulla Roggia Vecchia e uno sul torrente Terrò quando invece i corsi d’acqua dovrebbero essere lasciati liberi da costruzioni che possono modificarne le condizioni di scorrimento durante i fenomeni temporaleschi e alluvionali a cui negli ultimi anni siamo soggetti.
Sempre al Parco (ma anche agli amministratori di Mariano Comense) facciamo presente che il progetto di tangenziale impatta in modo devastante anche con il sentiero storico della Meda - Montorfano; lungo tale sentiero recentemente è stata completata dal Parco la nuova cartellonistica che individua a Mariano un nuovo percorso dello stesso (dopo il tratto che passa davanti alla Cascina Belvedere) proprio per evitare di attraversare la Novedratese al ponte del Lottolo, punto molto pericoloso. Trovato un sistema per permettere ai cittadini di godersi in sicurezza i nostri magnifici luoghi della Brughiera, ci ritroviamo subito dopo a dover contrastare un nuovo e devastante progetto stradale nel Parco.... sembra che al peggio non ci sia mai fine!
Una decisione amministrativa come questa dimostra grande disprezzo per gli ultimi ambiti a verde rimasti e di recente inserimento in un Parco Regionale il quale deve essere difeso e tutelato nella sua unicità territoriale e non compromesso da inutili interventi che consumano ancora suolo.

Parlano tutti di voler “rivalutare la cultura locale della Brianza storica”, ma nel concreto si lasciano crollare le bellissime cascine come la Belvedere e in più ci si passa davanti con una tangenziale di ipotizzata grande percorrenza senza il minimo rimorso.

E’ questa la “promozione dei luoghi naturali e della cultura locale della Brianza”?

NOI NON SIAMO D’ACCORDO! Pensiamo che siano altri i problemi seri da risolvere per la mobilità a Mariano Comense.

Le associazioni firmatarie:

Amici della Brughiera - Mariano
Circolo Arci Noerus - Como
Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” - Alzate Brianza
Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera
Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale
Comitato Stop al consumo di Territorio - Mariano
Circolo Legambiente di Cantù - Green Station
Circolo Legambiente Laura Conti - Seveso
Legambiente Seregno
Fridays for Future - Como
Fridays for Future - Desio
Gruppo naturalistico della Brianza - Canzo
Il Gambero - Capiago Intimiano

L’Ontano - Montorfano
Associazione Marianoduepuntozero
WWF Lombardia
WWF Insubria
Sinistra e Ambiente - Meda
Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà - Meda

Il tracciato della tangenziale
Venerdì 27-3-020 alcuni cittadini marianesi hanno esercitato il loro legittimo diritto di opinione esponendo, in una proprietà privata, uno striscione contro la realizzazione della tangenziale.
Dopo poco tempo, probabilmente a seguito di qualche segnalazione, la polizia locale giunta sul posto ha fatto rimuovere lo striscione e ha pesantemente sanzionato chi lo ha esposto.
Una reazione decisamente spropositata. 
Forse chi vuole la tangenziale ad ogni costo teme che il dissenso su questo progetto stradale possa dilagare in città. 

L'articolo da La Provincia
Il comunicato di solidarietà con i cittadini sanzionati per lo striscione

SOLIDARIETÀ A CHI ESPRIME CONTRARIETÀ ALL'ASFALTO NEL PARCO

In questi giorni abbiamo assistito ad una brutta vicenda che ha coinvolto dei cittadini di Mariano Comense che hanno manifestato il loro disaccordo rispetto alla volontà dell’amministrazione di realizzare la tangenziale esponendo, nella loro proprietà, uno striscione con la scritta “NO ALLA STRADA NEL PARCO”.
Non appena la notizia si è diffusa, è intervenuta la Polizia Locale, che ha fatto rimuovere lo striscione e sanzionato il responsabile.
Esprimiamo la nostra solidarietà ai cittadini che hanno voluto solo affermare il loro diritto di libertà di parola su un tema così importante come quello della tutela del verde all’interno di un Parco Regionale.

Le associazioni firmatarie:
Circolo Arci Noerus - Como, Amici della Brughiera - Mariano,
Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” - Alzate Brianza, 
Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera, Comitato Stop al consumo di Territorio - Mariano,
Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale, Legambiente Seregno,
Circolo Legambiente di Cantù - Green Station, Circolo Legambiente Laura Conti - Seveso,
Fridays for Future - Como, Fridays for Future - Desio, Il Gambero - Capiago Intimiano,
Gruppo naturalistico della Brianza - Canzo, WWF Lombardia, WWF Insubria,
L’Ontano - Montorfano, Associazione Marianoduepuntozero,
Sinistra e Ambiente - Meda, Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà - Meda

Mariano Comense, 30 marzo 2020

mercoledì 11 marzo 2020

PETIZIONE PER AVERE MONZA NEL PARCO GRUGNOTORTO-VILLORESI-BRIANZA CENTRALE

Una petizione dei gruppi e delle associazioni del coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB (di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva) chiede che Monza concretizzi la sua adesione al Parco Locale di Interesse Sovraccomunale Grugnotorto-Villoresi-Brianza Centrale (GruBria).
Firma anche tu.

Per firmare, clicca sull'immagine o qui.

venerdì 6 marzo 2020

COMITATI LOCALI, GRUPPI AMBIENTALISTI E OSSERVATORIO PTCP DI MB CHIEDONO CHE MONZA CONCRETIZZI LA SUA ADESIONE AL PLIS GRUBRIA

Il 24-10-2016, Monza, con la deliberazione n° 77 approvata in Consiglio Comunale con 23 favorevoli, 1 contrario e 6 astenuti chiedeva l'entrata nel PLIS del Grugnotorto - Villoresi identificando con apposita cartografia allegata alla delibera, alcune aree libere da aggregare alla superficie del PLIS Grugnotorto - Villoresi.
Le aree monzesi aggregate nel 2016 al PLIS Grugnotorto-Villoresi
Per Monza veniva anche definita e attribuita la quota annuale di adesione.
La decisione veniva poi avallata dalla Provincia di MB in data 9 marzo 2017.
A distanza di tre anni, il PLIS Grugnotorto-Villoresi si è accorpato con il PLIS Brianza Centrale dando origine al nuovo PLIS GruBria.
Purtroppo, nel frattempo, Monza non ha mai versato al Plis Grugnotorto-Villoresi le quote annuali  previste.
Anche il percorso che ha portato alla nascita del GruBria non è stato seguito e ne tantomeno partecipato dall'attuale amministrazione di Monza, e la passata adesione è rimasta inapplicata e sospesa.
Per questo, i comitati cittadini, i gruppi e le associazioni ambientaliste della Provincia monzese e del Coordinamento Osservatorio PTCP di MB con un comunicato chiedono che l'amministrazione monzese concretizzi quanto prima l'adesione e la partecipazione nel PLIS GruBria.
Tra i firmatari, sono presenti anche SINISTRA E AMBIENTE e IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ di Meda che condividono e auspicano un'azione collegiale per inserire le aree monzesi nel GruBria, ricordando inoltre che anche all'amministrazione medese è stata avanzata una richiesta di aggregazione di superfici libere di Meda Sud e di adesione al Plis.

Il comunicato:

La petizione da firmare:

PETIZIONE PER AVERE MONZA NEL PARCO GRUGNOTORTO-VILLORESI-BRIANZA CENTRALE

Rassegna stampa






sabato 29 febbraio 2020

MARIANO COMENSE: INSIEME, SERVE FERMARE L'ASFALTO NEL PARCO REGIONALE GROANE-BRUGHIERA

La neonata tutela sulla Brughiera, concretizzatasi con la L.R 39 del 28-12-2017 con l'accorpamento al Parco Regionale Groane di una parte delle aree verdi e boscate (escluse quelle di comuni di Alzate Brianza, Brenna, Capiago Intimiano, Casnate con Bernate, Como, Lipomo, Montorfano, Orsenigo, Senna Comasco e Tavernerio che si sono chiamati fuori non aderendo) comincia a subire i primi attacchi alla sua integrità ambientale.
Il Comune di Mariano, guidato dalla giunta  di Giovanni Alberti (Lega+FdI+Forza Italia) sta perseguendo con ostinazione il progetto di una strada ad uso di tangenziale il cui tracciato ad ovest entrerebbe nelle aree verdi e boscate del Parco Regionale Groane - Brughiera.
Roboanti in merito le affermazioni sulla stampa del sindaco marianese che considera questa sia una soluzione per portare il traffico fuori dall'abitato sia un'opera utile a .... "riqualificare il Parco".
L'amministrazione marianese ha già affidato la progettazione ancora in fase di stesura e in questi giorni, con il primo incontro, ha illustrato le sue volontà anche all'Ente Parco Groane-Brughiera che sarà il principale soggetto dell'iter autorizzativo.
I gruppi e le associazioni ambientaliste del territorio - compresa Sinistra e Ambiente che è parte del Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera hanno già dato alla stampa un primo comunicato che esprime un parere negarivo e l'opposizione al progetto.
In questa difficile partita, serve costruire unità d'intenti, senza primogeniture o smanie di protagonismo, per una complessa battaglia a difesa dell'ambiente.
Serve ampliare il fronte dei contrari, gestendo collegialmente iniziative e momenti mediatici prossimi a venire, coinvolgendo la cittadinanza.

Il tracciato della tangezialina di Mariano

Il primo comunicato di una serie di gruppi ambientalisti del territorio:


LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE DICONO DI NO 
ALLA TANGENZIALINA OVEST DI MARIANO COMENSE.
MARIANO MERITA DI MEGLIO E CHIEDE LA SOLUZIONE 
DEI PROBLEMI DI VIABILITA’ URBANA 
SENZA SACRIFICARE IL PARCO REGIONALE GROANE - BRUGHIERA.
Non sono ancora passati due anni dalla costituzione del parco Regionale delle Groane e Brughiera che Mariano Comense già conferma di volerne tagliare un pezzo! L’amministrazione di Mariano è intenzionata a costruire una nuova strada che andrà ad intaccare pesantemente le aree verdi del parco.
La “Strada del parco”, di cui è stato anticipato il tracciato di 5 km da via per Cabiate, passando dal Cimitero e da Via Sant’Agostino raggiungerà da Via Cattabrega la Novedratese, passando nelle aree verdi del Parco senza alcun rispetto è stata “battezzata” dal Sindaco Alberti al quale è stata attribuita l'incredibile e insensata dichiarazione: IN ACCORDO CON IL PARCO DELLE GROANE SI CHIAMERA' "STRADA DEL PARCO"!
Addirittura? Non possiamo però pensare ad uno scherzo, essendo certi che il Parco delle Groane e della Brughiera non abbiano mai avallato questa "scelta".
Realizzare nuove strade, ormai lo sappiamo, è il modo più semplice per creare traffico. Pensare di risolvere un problema di viabilità sovraccomunale e provinciale, con ripercussioni nell'attraversamento urbano di Mariano, è il risultato di una visione miope che non riesce ad affrontare i reali problemi della mobilità urbana di Mariano, a partire da quelli relativi ai plessi scolastici. Sacrificare aree di pregio paesaggistico e ambientale del Parco Regionale delle Groane e della Brughiera è una scelta doppiamente incoerente per un comune che ha tutelato con passione il suo territorio ed è riuscito ad ottenere il Parco dopo un'attesa di oltre trent'anni. Avere poi il coraggio di chiamarla con lo spregevole ossimoro "Strada del Parco" qualcosa di inaudito!
Mariano non ha bisogno di altre strade. Quelle che ci sono hanno bisogno di una manutenzione straordinaria, che da troppo tempo non viene effettuata; una strada non manutenuta è causa di “traffico”, rallentamenti, con emissioni di inquinanti concentrate, e incidenti.
Mariano ha gravi problemi di viabilità urbana: si deve risolvere il problema dei passaggi a livello che sono causa di interminabili code; code che generano anch’esse gravi problemi per la qualità dell’aria della Città.
Mariano ha un gravissimo problema legato agli attraversamenti, anche della provinciale, degli studenti del Jean Monnet. E’ necessario e urgente progettare un percorso protetto parallelo alla ferrovia dalla stazione all’Istituto, anche con un sottopassaggio della provinciale. Un intervento semplice e poco costoso ma effettivamente risolutivo di questo problema.
E invece si vorrebbero spendere milioni di euro per una strada inutile in quanto non risolverebbe alcun problema di mobilità, anzi creerebbe ulteriore traffico ma con la devastazione del Parco delle Groane e della Brughiera: uno scempio che i cittadini di Mariano e della Brianza tutta non possono permettersi.
E’ nostra intenzione organizzare nel mese di marzo un primo incontro pubblico sull’argomento al quale invitiamo a partecipare tutti i cittadini e tutti gli amanti della Brughiera.
Mariano 22.02.2020

Comitato Parco Groane-Brughiera
(composto da Gruppo Naturalistico della Brianza, l'Ontano di Montorfano, Sinistra e Ambiente di Meda, Lavori in corso di Cantù, La Puska di Lentate S/S, WWF, Brianza Domani di Meda)
Amici della Brughiera di Mariano
Fridays for Future Como
Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” Alzate Brianza