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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
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lunedì 1 maggio 2017

LA RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE SUI PIANI INTEGRATI D'INTERVENTO E SUGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE


L'interrogazione chiedeva informazioni precise circa lo stato degli iter dei Programmi Integrati d'Intervento (PII) e degli Ambiti di Trasformazione (AT) stralciati con la Variante al PGT ma ancora in regime di moratoria della LR 31 nonchè dell'AC4 di via Piave approvato con delibera di Giunta l'8-07-015 e avviato con ulteriore consumo di suolo.
La risposta evidenzia come la legislazione nazionale del passato Governo Renzi abbia, purtroppo, consentito il rinnovo dei termini per la loro validità anche per quei PII che erano in prossimità di scadenza per mancata sottoscrizione della Convenzione.
Si tratta di PII con alte volumetrie che andrebbero sicuramente rivisti e ridimensionati se non cancellati ma che con il decreto Sblocca Italia di Renzi hanno ottenuto una proroga e non sono decaduti.
Gli AT non confermati dalla Variante al PGT del 2016 non sono, per il momento, oggetto di richiesta di attivazione di istruttoria ma la moratoria della Legge Regionale 31 sul Consumo di Suolo che scadrebbe a giugno è purtroppo oggetto di manovre politiche per prorogarne di un anno la scadenza.
Brutte notizie per l'AC4 di via Piave dove a novembre 2016 è stata sottoscritta la Convenzione e dove la proprietà ha 10 anni per realizzare i capannoni lì previsti.
L'avvio di questo AT con CONSUMO DI SUOLO è piena responsabilità dell'amministrazione Caimi targata PD che nel 2012 approvò (voto contrario di Sinistra e Ambiente) il PGT della Lega, consentendo agli operatori dell'AC4 di presentare un Piano Attuativo PRIMA della Variante al PGT del 2016.

venerdì 4 novembre 2016

IL GIUDIZIO DI SINISTRA E AMBIENTE SULLA VARIANTE AL PGT MEDESE

Il Consiglio Comunale del 3-11-2016 in prosecuzione dei lavori sulle controdeduzioni dell’amministrazione ai pareri degli Enti Istituzionali e alle osservazioni di associazioni, gruppi e privati cittadini si è, al termine delle disamine, espresso sull’approvazione della Variante al PGT.
Nella Variante di PGT, alcune proposte di Sinistra e Ambiente formulate nel 2013 nel documento "ELEMENTI QUALIFICANTI DA CONSIDERARE PER LA VARIANTE DI PGT" sono state in una certa misura recepite.
Ci riferiamo in particolare all’azzeramento degli ambiti di trasformazione (AT) sulle aree verdi libere residue – azzeramento purtroppo non attuato nella sua completezza, alla creazione di connessioni e corridoi di collegamento tra questi spazi liberi e i Parchi esistenti, all’utilizzo dell'asta del Tarò per un attraversamento lento della città, attuato con recupero e cessione di aree spondali allorquando verranno proposti interventi dalle proprietà entro la fascia di fiume.
Importante e da seguire l'introduzione nella variante dell'AT6 con la previsione di recupero dell'ex Fornace Ceppi di via S. Maria, senza incrementi volumetrici e in un contesto di servizi compatibili con e per il Parco della Brughiera.
Una previsione di recupero che è comunque una scommessa giacché area e edifici sono di proprietà privata e che sarà fondamentale il coinvolgimento dell'Ente Parco (speriamo quanto prima Regionale) e dove deve essere centrale il mantenimento della struttura di archeologia industriale del forno Hoffman.

Il nostro gruppo dopo aver attentamente analizzato i contenuti della variante, ha ritenuto che per essa necessitano modifiche e integrazioni per migliorarla e ha presentato alcune OSSERVAZIONI proprio in questa direzione, purtroppo TUTTE RESPINTE anche se in linea con una visione della città con una decisa tutela del verde e del patrimonio storico-architettonico.

Purtroppo, non siamo ancora nelle condizioni di una variante a consumo di suolo zero anche perché uno degli Ambiti di Trasformazione (l'AC2 di via S. Giorgio) è stato "trasferito" nel piano delle regole con destinazione d'uso produttiva e così sacrificato ad altro cemento.
Una scelta incomprensibile, sulle cui motivazioni l'amministrazione non ha dato chiarimenti esaustivi.
Eppure quest'area, attualmente ancora libera, sarebbe utile per la creazione d'uno spazio di verde pubblico in un quartiere saturo d'edifici, proprio in una logica di SISTEMA collegata all’area di via Trieste che si prevede di acquisire alla proprietà pubblica a mezzo perequazione.
Oltretutto un insediamento produttivo in una zona mista, per un ennesimo capannone di cui Meda è particolarmente ricca (compresi quelli vuoti) rischia di accrescere le criticità e le incompatibilità tipiche tra residenziale e produttivo, già evidenziatesi nelle immediate vicinanze.

Nonostante le nostre richieste, è rimasta immutata la volontà di chiedere lo stralcio di zone allocate dalla Provincia di MB in ambito di Aree Agricole Strategiche e Rete Verde.
Sul punto, non ci convince l’ambiguità rispetto al mancato e integrale recepimento dei pareri della Provincia che ha respinto lo stralcio di aree dalla RETE VERDE, ragion per cui sarebbe stato utile ASSUMERE e implementare negli atti della variante la cartografia Provinciale di RETE VERDE, cosa che non è avvenuta.
Analogamente non è stato accolto il parere di esplicitare formalmente l’uso a VERDE PUBBLICO per le ex aree degli AT  da acquisire a Standard Pubblici con il meccanismo della perequazione (solo su una parte di essi è specificato nella documentazione agli atti).
Non sufficiente la quantificazione della COMPENSAZIONE AMBIENTALE prevista (50% a verde della parte IN LOCO a standard di un Piano Attuativo), lontana dall’impostazione originale di fondo della Provincia che prevedeva una compensazione 1:1 (bocciata dal TAR non per la quantità ma perché non spettava alla Provincia stabilirne la quota) applicabile anche per acquisire aree esterne a un piano attuativo.
Sui pareri prescrittivi della Regione, la richiesta di una norma ben precisa che vincoli l’apertura del centro commerciale sull’ex Medaspan al “superamento” della tratta ferroviaria in via Seveso è stata diluita in un solo richiamo nella scheda dell’AT1.

Abbiamo poi perplessità e contrarietà rispetto a quanto consentito nella Disciplina d'Intervento nel centro storico sugli edifici di antica formazione e sui nuclei di quelle che erano le cascine medesi dove la nostra osservazione per un livello di tutela più alto e stringente atto a mantenere il corpo degli edifici e le loro caratteristiche architettoniche è stata bocciata, considerando sufficiente il parere consultivo della Commissione per il Paesaggio che, a nostro avviso, non è automaticamente sinonimo di scontata garanzia.

Non possiamo inoltre tralasciare la responsabilità politica dell'amministrazione Caimi e del Pd che, approvando nel 2012 il PGT comprensivo degli Ambiti di Trasformazione, hanno consentito l'avvio del piano attuativo sull'AC4 per nuovi e inutili capannoni e, successivamente, con il ritardo nell'elaborazione della Variante e il conseguente subentro della moratoria della legge Regionale n° 31 del 2014, messo potenzialmente a rischio anche la salvaguardia delle aree libere laddove esistono le previsioni edificatorie degli Ambiti di Trasformazione (AT) presenti nel PGT vigente del 2012. Questa parte è stata oggetto di prescrizione di Regione Lombardia che ha chiesto e ottenuto l’inserimento negli atti di un rimando specifico.

Incondivisibile è stata l'azione dell'amministrazione, acriticamente appoggiata dai consiglieri del Pd, di sottrarre alla Variante Generale l'area ex Medaspan (AT1) per destinarla con variante parziale e specifica alla costruzione di un centro commerciale con annesso albergo e servizi.
S’è così tolta quest’area dalla possibilità d’un ragionamento d’ambito complessivo, semplificando alla proprietà l'iter con una Variante Parziale dai criticabili contenuti, con passaggi qualitativamente dubbi nel  rapporto ambientale per la parte riguardante le indagini chimiche a rispondenza del Dlgs 152/06 (ricerca TCDD e Solventi in particolare) e con un’analisi poco convincente sull’impatto viabilistico e sul tessuto dei negozi di prossimità.
C’è su questo comparto l’incognita del sottopasso con deviazione del Tarò che oltre a costituire elemento da sottoporre a verifica rispetto al RISCHIO ESONDAZIONE è a incertezza realizzativa elevatissima essendo legato alle inesistenti risorse economiche di Pedemontana.
Oltretutto, per Regione Lombardia, il sottopasso è condizione ineludibile per risolvere i problemi di viabilità che il centro commerciale indurrebbe.
Insomma, il centro commerciale con annesso albergo, fortemente voluto da questa amministrazione è al centro di più di un’incognita e si trascina appresso molti problemi.

Questa Variante che arriva dunque con tempistiche molto lunghe, poteva essere l’occasione di un intervento più coraggioso che, seppur con la zavorra della moratoria della LR 31, puntualmente definisse, su quel poco di zone libere che ci rimane nella parte fortemente urbanizzata di “pianura” una tutela completa, anche in considerazione del “vuoto” inteso come non utilizzo di molti edifici.
Proprio sulla quantificazione del “vuoto” di residenze e capannoni inutilizzati, l’amministrazione ha scelto la strada di rimandare, evitando l’avvio di un’indagine conoscitiva, magari anche imprecisa ma comunque utile ad orientare le scelte urbanistiche.
Sul centro storico permane un grosso interrogativo poiché l’idea di rivitalizzazione sconta ancora la mancata creazione di un polo d’interesse storico (Villa e Parco Traversi) con un’idea di accesso e fruibilità a misura di cittadino.
Questa variante presenta dunque ancora punti di debolezza, di ambiguità nonché scelte condizionate a futuri accadimenti o legate ad impattanti e criticabili progetti infrastrutturali sovracomunali (l’inutile autostrada Pedemontana Lombarda). Il capitolo dell’urbanistica medese rimane un libro aperto con grosse problematiche e incognite che non si esaurirà dunque con la vigenza di questa variante.

Il gruppo di Sinistra e Ambiente, con una valutazione globale e verificato anche il mancato recepimento delle sue osservazioni, tutte tese al miglioramento e non allo stravolgimento dell’impostazione della Variante ha espresso un voto di CRITICA ASTENSIONE.

Sinistra e Ambiente Meda


La carta delle previsioni di piano

sabato 23 luglio 2016

PRESENTATE LE OSSERVAZIONI DI SINISTRA E AMBIENTE ALLA VARIANTE AL PGT DI MEDA

Il 21-7-016 il gruppo di Sinistra e Ambiente ha protocollato le sue osservazioni alla variante al PGT di Meda.
Osservazioni puntuali su alcuni aspetti della Variante che meritano d'essere migliorati.
Serve comunque fare alcune precisazioni per non scordare la genesi di questa Variante e i suoi contenuti.
Si poteva fare di più sopratutto rispetto al CONSUMO DI SUOLO in una città dove ormai l'intera fascia pianeggiante esterna alla Brughiera risulta satura di edificazioni, molte delle quali vuote ed inutilizzate.
Proprio nella zona urbanizzata rimangono pochissimi fazzoletti liberi che comunque nel PGT del 2012 (vigente sino all'approvazione della Variante) sono utilizzati per previsioni di trasformazione.
Qui sta l'errore basilare le cui responsabilità sono tutte del Pd e dell'amministrazione di Caimi che volle, nel 2012, approvare il PGT così com'era, comprensivo degli Ambiti di Trasformazione (ATR) ignorando i suggerimenti e la posizione di Sinistra e Ambiente (allora parte della maggioranza) che invece ne chiedeva lo stralcio.
Questo mancato stralcio cui si tenta di porre rimedio ora nella Variante, ha in ogni caso comportato la perdita dell'area di via Piave (AC4) e le incertezze anche sul resto degli ATR.
E' evidente che Caimi e la sua amministrazione avevano e hanno fatto questa scelta anche per evitare di sottoporre a variante generale e connesso dibattito l'area ex Medaspan (AT1) dove con semplice variante PARZIALE dai criticabili contenuti per l'aspetto ambientale, l'impatto viabilistico e quello sul tessuto dei negozi di prossimità, hanno consolidato la scelta precostituita del centro commerciale con annesso albergo e servizi semplificando alla proprietà l'iter.
Tutto questo non si può dimenticare anche perchè l'AT1 dopo l'approvazione (con voto contrario di Sinistra e Ambiente) ora diventa parte della Variante Generale.
Oltretutto, la miopia dell'amministrazione s'è spinta sino a legarsi mani e piedi e a subordinare questa incondivisibile scelta sull'AT1 con la realizzazione della viabilità complementare fatta con i fondi inesistenti della Pedemontana.
Sinistra e Ambiente fu dunque lungimirante quando chiese, inascoltata da Caimi e dal Pd, l'approvazione del PGT del 20012 senza gli ATR e una discussione - purtroppo mai avvenuta- sulla viabilità locale INDIPENDENTE dal "pacchetto" pedemontana.

Nella valutazione complessiva di questa Variante, oltre ai contenuti tecnici, non si può dunque prescindere dalla cronaca delle scelte fin qui fatte dell'esecutivo di Caimi.
Sinistra e Ambiente, proprio per sua storia, non si limita però alle sole critiche politiche, ma ha sempre dato il suo contributo nel merito dei temi.
Così dopo averlo fatto in sede di Commissione Territorio e Ambiente suggerendo alcune modifiche poi implementate nelle norme attuative per l'applicazione della Perequazione, ha protocollato osservazioni di merito per conservare tutte le aree libere nell'urbanizzato come verde pubblico e per tutelare strutture ed edifici di antica formazione.
Eserciteremo evidentemente la stessa attenzione anche sul Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) che sommerà alle scelte urbanistiche della Variante quelle relative alla mobilità.


lunedì 9 maggio 2016

MEDA: UNA VARIANTE AL PGT "ZAVORRATA"

Esauriti gli incontri pubblici (pochi e solo quelli dovuti per adempiere formalmente alla Legge Regionale 12) la documentazione preliminare per la VARIANTE al PGT di Meda è stata illustrata dagli estensori nella Commissione Territorio e Ambiente.
Alcune prime considerazioni sono dunque possibili sui contenuti di questa Variante.

Carta delle strategie di Piano e della Rete Verde cittadina

Tabella degli Ambiti di Trasformazione (AT)
Nella Variante di PGT, alcune proposte di Sinistra e Ambiente formulate nel 2013 nel documento "ELEMENTI QUALIFICANTI DA CONSIDERARE PER LA VARIANTE DI PGT" sono state recepite, anche se in modo non completo, laddove chiedevamo l'azzeramento degli ambiti di trasformazione nelle aree verdi libere residue, la creazione di connessioni utilizzando questi spazi per corridoi di collegamento tra i Parchi esistenti e l'utilizzo dell'asta del Tarò per un attraversamento, attuato con il recupero e cessione di aree spondali allorquando verranno proposti interventi dalle proprietà entro la fascia di fiume.
Importante e da seguire l'introduzione dell'AT6 con la previsione di recupero dell'ex Fornace Ceppi di via S. Maria, senza incrementi volumetrici e in un contesto di servizi compatibili con e per il Parco della Brughiera.
Una previsione di recupero che è comunque una scommessa considerato che area ed edifici sono di proprietà privata e che sarà fondamentale anche il coinvolgimento dell'Ente Parco (speriamo quanto prima Regionale) e dove deve essere centrale il mantenimento della struttura di archeologia industriale del forno Hoffman.

La carta della disciplina delle aree con gli ambiti di trasformazione (AT)
Non è stata purtroppo azzerata la possibilità edificatoria che era propria dell'ambito di trasformazione AC2 di via S. Giorgio per il quale, nella Variante, l'amministrazione ha scelto di confermarlo nel Piano delle Regole con destinazione Produttiva per altri inutili capannoni, oltretutto in una zona residenziale.
Molto più logica sarebbe la destinazione di quest'area a verde di quartiere.
Nella Variante Generale, come previsto è compreso l'AT1 (ex Medaspan) che è stato oggetto di Variante Parziale dedicata e sulla cui destinazione d'uso volevamo ragionare in ambito complessivo dopo un accurata caratterizzazione dei terreni per verificarne la salubrità e per il loro recupero nell’assetto urbano.
Sull'AT1, come noto, l'amministrazione Caimi ha optato per una strada opposta, con la scelta precostituita del centro commerciale con annesso albergo e servizi semplificando alla proprietà l'iter con una Variante Parziale dai criticabili contenuti, sopratutto per quanto riguarda l'aspetto ambientale, l'impatto viabilistico e quello sul tessuto dei negozi di prossimità.
La scelta miope e negativa fatta nel 2012 dal PD di approvare il PGT così com'era, senza stralciare gli Ambiti di Trasformazione ha già prodotto danni. 
In particolare abbiamo perso l'area verde libera residua in Via Piave (ambito AC4) dove sorgeranno ennesimi tristi ed inutili capannoni.
La responsabilità di questo danno ambientale, di questo ulteriore consumo di suolo è con tutta evidenza attribuibile all'attuale amministrazione che ha voluto a tutti i costi approvare un PGT senza stralciare gli AT.
Nell’arco temporale dal 2012 ai giorni nostri, causa il ritardo con cui s’è proceduto all’elaborazione della Variante, s’è inserita la Legge Regionale 31 sul Consumo di Suolo che introduce un ulteriore ostacolo per le scelte della Variante al PGT medese.
Un articolo della LR 31 introduce una moratoria di 30 mesi dalla sua data d'entrata in vigore (2-12-014).
La moratoria vale per le previsioni di trasformazione presenti nei PGT approvati prima di tale data (quello di Meda il 23-6-012, con il voto contrario di Sinistra e Ambiente) e consente fino al maggio 2017 alle proprietà di presentare o il Piano Attuativo per la conferma dell'AT o di avere appigli per innescare contenziosi legali.
C’è dunque COMUNQUE un rischio reale di "attivazione" degli Ambiti di Trasformazione con potenziale rischio di nuovo consumo di suolo. Ecco un altro frutto avvelenato della scelta sbagliata della giunta Caimi e del PD che approvò nel 2012 il PGT comprensivo degli AT.Tornando ai contenuti della Variante, va evidenziato che l'amministrazione vorrebbe chiedere lo stralcio di alcune aree che il PTCP provinciale include negli Ambiti Agricoli Strategici (AAS), nella Rete Verde e negli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP).
Tra questi stralci, non ci convincono quelli relativi all'area del "Vecchio Mulino" (proprietà pubblica) e quella di un possibile, seppur stretto, corridoio verde tra la zona cave (prevista come ampliamento del PLIS Brughiera) e la porzione medese del Bosco delle Querce.
Da valutare poi attentamente quanto definito nel Piano delle Regole relativamente alla Disciplina d'Intervento sugli edifici del nucleo di antica formazione comprese alcune cascine.
In particolare, per le cascine, la disciplina poteva essere più tutelante ripetto all'integrità del corpo degli edifici.


Nel Piano dei Servizi sono state esplicitate le aree da acquisire al patrimonio pubblico per destinarle a standard di Verde Pubblico (vedi mappa sotto - aree azzurre).
Il meccanismo previsto per l'acquisizione è quello della PEREQUAZIONE.
Chi volesse aumentare le volumetrie concesse fino alle massime previste, dovrebbe "comprare" l'indice volumetrico (0,15 mq/mq pari a 0,45 m3/mq) assegnato a queste aree da acquisire al patrimonio pubblico.
Un meccanismo che andrebbe sicuramente affinato per evitare che le aree possano risultare solo parzialmente acquisibili a causa dell'incompleta copertura delle volumetrie "comperate" dai privati e cedute all'amministrazione.
Al proposito, riteniamo insufficiente l’inserimento nelle norme di attuazione della monetizzazione per superfici minori di 150 mq poiché detta monetizzazione non risulta vincolata in modo chiaro e univoco alla possibilità di utilizzarla esclusivamente per l’acquisizione pubblica delle aree libere.
La carta delle aree a standard
 
Insomma, una Variante, perlomeno nella versione sinora illustrata e che andrà in adozione il 23-05-016, che poteva essere più coraggiosa, che sconta un "peccato originale" che ne zavorra i contenuti e con un'impostazione che non tiene appieno conto della necessità di profondi e decisi cambiamenti per dare più spazi liberi e verdi alla porzione conurbata.
Le integrazioni, le migliorie e i perfezionamenti sono ancora possibili anche prima dell'adozione e poi della successiva approvazione  in Consiglio Comunale.
Il gruppo di Sinistra e Ambiente si riserva dunque la facoltà d'intervenire durante l'iter con una serie di osservazioni puntuali.
Potremo così verificare la reale volontà di questa amministrazione nel recepire o meno il nostro contributo utile a migliorare questa variante al PGT.

martedì 26 gennaio 2016

MEDA: l'AT1 (ex Medaspan) APPROVATO DA Pd e PdL


Nel Consiglio Comunale del 25-01-016, il PD, a supporto della giunta Caimi e con l'aiuto del fedele alleato Molteni del PdL/Ncd hanno "entusiasticamente" approvato la delibera del piano attuativo sulla Variante Parziale per l'ambito di trasformazione AT1 ex Medaspan dove è prevista la realizzazione di un CENTRO COMMERCIALE, di un albergo e connessi servizi.
Con il suo, ormai consueto "stile" che lo contraddistingue, il sindaco Caimi ha rimarcato la granitica certezza che quest'operazione porterà "benessere" e "occupazione" a Meda. 
Abbiamo anche appreso che lì, si proprio lì, "si farà anche cultura" e che gli ambientalisti sono ..... "affetti da una qualche patologia", si, insomma, sono malati, visto che insistono nell'indicare confusione nella VAS e a evidenziare analisi ambientali poco garantiste poichè fatte in modo incompleto e senza il coinvolgimento di ARPA nonchè ad avere seri dubbi per i problemi trasportistici e di viabilità che saranno ingenerati dalla realizzazione del centro commerciale nell'AT1.
Per saperne di più, leggete sotto il testo dell'intervento del nostro Consigliere Comunale.


25-01-016

Sul capitolo AT1 molti sono gli aspetti poco condivisibili.
Cominciamo dall’aspetto delle ANALISI AMBIENTALI proprie della procedura di VAS e dall’iter della VAS.
Come è noto ai più, Sinistra e Ambiente presentò nel CC del 29-10-015 una mozione che VENNE RESPINTA per analisi supplementari per la TCDD, la formaldeide e i solventi, tutti composti chimici legati alla “storia” dell’area.
Successivamente, Sinistra e Ambiente ha contattato ARPA e oltre a ricevere un parere sulle analisi ambientali da effettuare, ha scoperto che una comunicazione dell’Agenzia inviata in data 17-07-15, inspiegabilmente non risultava negli atti di VAS anche se pervenuta prima del termine di chiusura della stessa procedura prevista per il 25-07-015.  Insomma una procedura di VAS con un Parere Motivato del 25-07-015 e una Dichiarazione di Sintesi sempre del 25-07-015 che risultava comunque INCOMPLETA.
Ora poi con un nuovo Parere motivato, e una Dichiarazione di sintesi  definiti “finali”  s’è cercato di far “rientrare” quella comunicazione che faceva riferimento anche alle PROCEDURE DI CARATTERIZZAZIONE da ESPLICITARE NEL PIANO SCAVI che deve essere formulato (lo ricordiamo ai soggetti responsabili) PRIMA della Movimentazione del terreno e deve essere comunicato ad ARPA per verificare congiuntamente la corretta tipologia delle analisi da effettuare.

Ma queste “modifiche” ai documenti nella VAS sono avvenute in occasione della chiusura della fase di Osservazioni alla Variante Urbanistica.
Una procedura di VAS quindi quantomeno CONFUSA e che lascia MOLTI DUBBI sull’ITER SEGUITO.
Oltre a ciò, nel cc del 17-12-015 una serie poco chiara  di annunci dell’amministrazione dava evidenza di alcune analisi ambientali per la TCDD effettuate comunque ad ottobre e ora presentate come “indagini preliminari”.
Si tratta di 4 SONDAGGI che giudichiamo NON RAPPRESENTATIVI DELL’EFFETTIVA CONDIZIONE DEL SITO poiché 4 carotaggi  non sono sufficienti per la vastità dell’area da caratterizzare, e non sono neppure rappresentativi del primo sottosuolo ”naturale”, anche detto Top Soil, entro il qual si sarebbe potuta rinvenire la Diossina TCDD.
I sondaggi hanno infatti riguardato terreni da 0,5 fino a 2,5 metri di profondità.
In occasione dell’approvazione del Piano di Caratterizzazione dei terreni interessati dalla Pedemontana, a poca distanza dall’AT1, ARPA  ha ribadito quali siano le metodiche da utilizzare sia relativamente alle profondità da analizzare sia le modalità di prelievo dei terreni, nello specifico 5 aliquote progressive per ogni punto di indagine.
Quelle sull’AT1 sono invece analisi effettuate senza un protocollo e una modalità CONCORDATA con ARPA e pertanto non validabili da ARPA.
Eppure, in un sondaggio è stata rilevata, comunque, la presenza di diossina con un valore massimo di 2 ng/kg di TCDD, la diossina del disastro ICMESA del 1976.
Questo rinvenimento dice comunque che la Diossina TCDD (marchio di fabbrica dell'accidente ICMESA 1976) è presente nel sottosuolo dell'AT1.
In quantità esigua, apparentemente, tale da non richiedere l'attivazione delle procedure di bonifica dei terreni ma abbastanza per dovere adottare particolari misure di sicurezza, in fase di scavo, per prevenire l'aerodispersione della diossina. 

Non dimentichiamoci poi che nessuna indagine è stata ancora effettuata sulla eventuale presenza di residui di formaldeide, un cancerogene conclamato, il cui utilizzo nelle attività dell’Ex Medaspan è noto e certo.

MA NON E’ SOLO QUESTO.
Sul sito SILVIA di Regione Lombardia è stata pubblicata la documentazione relativa all’AVVIO DELLA PROCEDURA DI VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA’ a VIA. Entro il 28-02-016 si possono presentare CONTRIBUTI e OSSERVAZIONI.
Nel documento dello “STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE” lì presentato, il proponente PABEL al paragrafo “EVENTUALE INDAGINE AMBIENTALE DA ESEGUIRE IN CONTRADDITORIO CON ARPA”, scrive che “è facoltà dell’AMMINISTRAZIONE COMUNALE richiedere una apposita indagine ambientale ai sensi del D.Lgs 152/2006 IN CONTRADDITORIO CON ARPA”.

E’ esattamente quello che Sinistra e Ambiente con la sua mozione aveva richiesto e che "immotivatamente" il sindaco e il PD avevano respinto, con il sindaco che nella seduta consiliare del 29-10-2015 dichiarava TESTUALMENTE: “l’amministrazione comunale non ha il potere di intervenire chiedendo altri interventi”.
Quindi ci aspettiamo che l'amministrazione richieda l'indagine un’indagine in contraddittorio da sviluppare prima dell'approvazione del progetto esecutivo subordinando gli interventi da effettuare all'esito dell’indagine.
Allo stesso modo ci aspettiamo che, prima dell'avvio dei lavori, il comune vigili sulla effettiva redazione del "Piano Scavi" necessario ( come ribadito anche dai proponenti) ma addirittura fondamentale vista l'importante volumetria degli scavi ed i rischi ambientali potenziali legati a possibili contaminanti presenti

Vale comunque la pena di evidenziare altresì che nel documento dello “STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE” presentato in Regione per la procedura di verifica di assoggettabilità alla VIA non si fa purtroppo menzione della STORIA PREGRESSA dell’area, comprensiva della perimetrazione all’interno di quella che era la zona R per livello di contaminazione da TCDD del disastro ICMESA.
Un’ulteriore “DIMENTICANZA” ?

Passiamo ora ad altri aspetti di “criticità ambientale” che a nostro avviso sono stati sottostimati nel rapporto ambientale.
Parliamo dell’impatto viabilistico aggiuntivo che è stato oggetto anche delle comunicazioni di Provincia e Regione sulla variante AT1 al PGt  e che è stato ripreso anche nel rapporto ambientale.
Contrariamente a quanto ipotizzato nel rapporto ambientale, riteniamo che sia nel caso della presenza congiunta dell’autostrada pedemontana e del centro commerciale, sia con la sola costruzione del centro commerciale (anche in assenza della pedemontana) si andrà comunque a modificare pesantemente la situazione viabilistica medese con flussi di traffico aggiuntivo.
La situazione appare preoccupare anche Regione Lombardia laddove dovesse venire a mancare la realizzazione del sottopasso alla linea ferroviaria di Trenord tanto che la Regione chiede quale vincolo che “l’apertura della struttura commerciale”  avvenga solo dopo la realizzazione del sottopasso.
Non è condivisibile neppure l’analisi fatta sulle emissioni di inquinanti atmosferici che non considera adeguatamente la già PESANTE situazione attuale tanto dal riprendere per la qualità dell’aria dati della centralina di Meda vecchi e di un periodo favorevole mentre sarebbe stato più utile e corretto riferirsi a dati più aggiornati  oppure usare i valori medi annui, o ancora quelli dell'inverno precedente, decisamente più consoni alla critica situazione medese.
L’AT1 ed in particolare il centro commerciale con annesso traffico concorrerà inevitabilmente ad un incremento dell’inquinamento atmosferico cittadino.
Eppure questa criticità non è considerata nella cosidetta “dichiarazione di sintesi finale”.
Continuiamo poi a ritenere che la nostra città non abbia proprio bisogno di un centro commerciale, perché il territorio circostante è già saturo di tale strutture e l’offerta ormai supera la domanda, segno anche questo di pianificazioni poco attente alle reali esigenze del territorio.
Riguardo alla situazione specifica medese dove la realtà delle attività di negozi di vicinato risulta già fortemente minata tanto dall’aver registrato chiusure progressive in tutta l’area del CENTRO STORICO ANCHE PRECEDENTI AL 2005 – anno di partenza dei dati esplicitati nella VAS -, continuiamo a pensare che l’apertura di questo centro commerciale possa ulteriormente peggiorare la situazione a causa di una concorrenza difficilmente sostenibile.

Ora, una valutazione politica.
Risulta sempre più comprensibile il motivo per il quale la Giunta e il PD decisero di APPROVARE nel 2012 il PGT così com’era senza attuare gli stralci degli AMBITI DI TRASFORMAZIONE così come noi di Sinistra e Ambiente , allora parte della maggioranza, chiedevamo.
Fu un’operazione atta a MANTENERE la POSSIBILITA’ per POTER AGIRE CON LA GARANZIA DI UN AMBITO DI TRASFORMAZIONE COMUNQUE CONSOLIDATO COME PREVISIONE.
Questo ha facilitato indubbiamente i successivi passaggi per una VARIANTE PARZIALE che comunque parte da una situazione DI FATTO e non da una ridiscussione completa sul destino di un’area.
Al gruppo di Sinistra e Ambiente pare evidente che già allora c’erano intenzioni e volontà purtroppo NON ESPLICITATE sul COSA FARE SULL’AT1.
GRAVE che una componente della allora maggioranza come era Sinistra e Ambiente non ne sia stata minimamente messa a conoscenza. Grave perché significa  che il rapporto con noi era INTESO strumentalmente in funzione DEL SOLO BISOGNO “numerico” di apporto di voti.

Il nostro voto sarà di contrarietà al Piano Attuativo e all’intervento previsto sull’area AT1 ex Medaspan.

Il gruppo consiliare di Sinistra e Ambiente di Meda

martedì 12 gennaio 2016

AT1 ex Medaspan: CONFUSIONE SULL'ITER E SULLE ANALISI AMBIENTALI



Appare sempre più confusa e "stupefacente" la vicenda delle analisi ambientali collegate al Piano Attuativo dell'ambito di trasformazione AT1 ex Medaspan, oggetto di Variante PARZIALE al PGT, dove l'amministrazione intende dare il via libera all'insediamento di una "grande superficie di vendita", un albergo e servizi connessi.
Come ricorderete, Sinistra e Ambiente aveva chiesto a mezzo mozione, l'implementazione di analisi chimiche aggiuntive (certificate da ARPA) per la ricerca di TCDD, solventi e formaldeide.
Sinistra e Ambiente decideva allora di interpellare ARPA, ottenendo una risposta che evidenziava sia la necessità di approfondimenti analitici sia l'esistenza di una comunicazione di ARPA non richiamata negli atti di Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
Poi nel cc del 17-12-015, il sindaco Caimi annunciava che comunque delle analisi chimiche per la TCDD erano state effettuate dalla proprietà (e non da ARPA ndr) e che le stesse avevano dato esito negativo.
Il giorno seguente, il Consigliere di Sinistra e Ambiente inoltrava richiesta di delucidazioni e di accesso agli atti per comprendere in quale procedimento rientrassero tali analisi  e per ottenere i report delle analisi stesse.
La risposta arrivata dal  responsabile dell'Area Infrastrutture e Territorio complica ancora di più la comprensione dello stato di fatto perchè apprendiamo:
"le analisi di cui alla comunicazione resa dal Sindaco nella seduta di Consiglio comunale del 17-12-015, sono state eseguite dall'operatore nel quadro dell'attivazione DEL PROSSIMO PROCEDIMENTO DI VIA (Valutazione Impatto Ambientale ndr), di cui lo stesso (l'operatore privato ndr) sta approntando la documentazione che dovrebbe essere consegnata a breve."
Apprendiamo inoltre che le analisi NON SONO RICHIESTE DA ARPA (e non essendo state effettuate in contraddittorio con l’Agenzia per la Protezione dell'Ambiente, non potranno essere certificate dalla stesso Ente) e che la documentazione richiesta (e le analisi ndr) non è ancora "acquisita agli atti d'ufficio".
Dunque, il Sindaco di che parlava nel cc del 17-12-015 ?
Di documentazione ancora ufficialmente INESISTENTE perchè non agli atti.
Come poteva allora affermare che l'esito delle analisi per la ricerca di "diossina" avevano dato "esito negativo" ?

Oltretutto anche della procedura di Valutazione d'impatto Ambientale (VIA) non v'è alcuna EVIDENZA PUBBLICA dell'AVVIO DEL PROCEDIMENTO.

Sinistra e Ambiente ha immediatamente chiesto nuove e UFFICIALI chiarimenti sull'argomento il cui iter risulta sempre più confuso.
La risposta dell'Area Infrastrutture e Territorio alla nostra del 18-12-015

Sotto la nuova ed ulteriore richiesta di Sinistra e Ambiente sull'argomento:


sabato 19 dicembre 2015

AT1: LE INCONGRUENZE DI CAIMI


Torniamo ancora sull'AT1 (ex Medaspan), la richiesta di analisi chimiche aggiuntive, i documenti di ARPA non menzionati negli atti della procedura di VAS e ........ le comunicazioni del sindaco Caimi in apertura del Consiglio comunale del 17-12-015, parzialmente riprese anche dalla stampa.


Caimi ha infatti comunicato che, considerate le "richieste" di un Consigliere Comunale (indicibile per lui ma era quello di Sinistra e Ambiente ndr) e indipendentemente dalle richieste di ARPA, dopo le analisi ambientali già fatte - senza ben specificare che erano niente più che quelle standard e scambiando la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) cui è assoggettato l'AT1 con la VIA (Valutazione d'Impatto Ambientale) che è ben altra cosa -  sarebbero state effettuate anche analisi per la ricerca di "diossina" ad OTTOBRE con esito -dice il sindaco- negativo.
Vista la genericità della comunicazione del sindaco vien subito da chiedersi:
queste analisi da chi sono state richieste e con quale atto formale ? All'interno di quale procedimento ? Da chi sarebbero state effettuate ? E' stata coinvolta anche ARPA che ha certificato i risultati ?  Per quali parametri sono state effettuate ?  Per tutti quelli suggeriti da ARPA in questo tipo di situazioni e per la specificità ex Medaspan e quindi anche per  i congeneri delle diossine e i furani, per i solventi e per la formaldeide (composto che è recentemente passato nella categoria dei cangerogeni certi) ?
Tutte domande nel solco delle documentazioni ARPA in nostra disponibilità.

Preso atto delle dichiarazioni del sindaco, la sensazione è quella di un maldestro tentativo di correre ai ripari rispetto ad una serie di incongruenze ed anomalie del procedimento di VAS dove le indicazioni di ARPA e la attinente documentazione non risulta menzionata o allegata agli atti del procedimento pur essendo pervenuta il 17 di luglio, 7 giorni prima della conclusione della procedura ma anche prima della mozione presentata da Sinistra e Ambiente che è stata, a questo punto ancor di più incomprensibilmente bocciata, visto che poi le analisi richieste con la mozione "sarebbero state effettuate".

Ed era stato proprio il sindaco nel Consiglio Comunale del 29-10-15 (alla fine del fatidico mese di ottobre nel quale -a suo dire- sarebbero state effettuate le analisi) a lanciarsi in una serie di affermazioni "fuori misura" che ora, clamorosamente, lui stesso smentisce.
Quella sera apprendavamo basiti che il sindaco non aveva alcun potere per chiedere supplementi d'indagine mentre ora il sindaco si vanta di esserne artefice.
Diceva anche che le analisi effettuate erano più che sufficienti e che per ARPA ed ASL era tutto a posto, dimenticandosi di informare che invece a luglio ARPA aveva chiesto di approfondire, ma che di questo non si era tenuto conto, fino a quando Sinistra e Ambiente ha reso pubblica la nota di ARPA.
Disse pure che ulteriori analisi sarebbero state un ingiustificato onere per il privato, bollando infine la mozione come priva di fondamento scientifico.
Peccato, ma per fortuna, che ARPA dica tutt’altro.
Ora, il 17-12-15 il sindaco Caimi informa che ulteriori analisi sono state effettuate ad ....... ottobre, smentendo dunque ......... tutto quello detto da lui stesso il 29 Ottobre.
Ma di questo temiamo che non se ne sia neppure accorto, tutto preso come è nel contrastare le richieste di attenzione alle questioni ambientali avanzate da Sinistra e Ambiente.

Capire ESATTAMENTE cosa ci sia nel terreno dell'area ex Medaspan deve prevedere il coinvolgimento di ARPA ed è fondamentale per la tutela della Salute della cittadinanza di Meda e degli operatori che saranno, forse, chissà, chiamati a lavorare alla costruzione del centro commerciale e non può essere oggetto di annunci estemporanei o di un approccio pressapochista.

Sinistra e Ambiente continuerà a seguire con attenzione l'argomento e ha già chiesto (vedi sotto) un accesso agli atti per ottenere copia delle analisi effettuate per valutarle attentamente.


mercoledì 16 dicembre 2015

AT1 (ex Medaspan): DOV'E' FINITO IL DOCUMENTO DI ARPA ?

Il 15-12-015, il gruppo di Sinistra e Ambiente ha tenuto una conferenza stampa per illustrare alcune novità rispetto alla necessità di indagini chimico/ambientali supplementari sull'area ex- Medaspan.
Lo ha fatto portando a conoscenza anche la documentazione di ARPA.

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Sinistra e Ambiente ha ritenuto necessario approfondire la questione relativa all’effettuazione di ulteriori analisi chimiche per l'area ex Medaspan, ora interessata da un Piano Attuativo per l'insediamento di un centro commerciale o Grande Superficie di Vendita (GSV), di un albergo e relativi servizi.
Oltre ad essere stata interessata da attività produttive che richiedevano l’utilizzo di sostanze chimiche pericolose, l’area di intervento risulta anche compresa nel perimetro della zona R, così definita a causa della contaminazione prodotta dal disastro ICMESA del 1976.
Per questo, il 29 Ottobre 2015 abbiamo sottoposto al Sindaco e al Consiglio Comunale la richiesta di effettuare analisi cautelative supplementari per la ricerca di diossina TCDD, di solventi e di formaldeide, ma il Consiglio ha bocciato la nostra mozione.
Abbiamo quindi contattato il dipartimento di Monza e Milano di ARPA segnalando la problematica e chiedendo quale fosse in merito il coinvolgimento della Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente.

Così sì è potuto verificare che ARPA ha inviato il 17 Luglio 015 al Comune di Meda una comunicazione denominata: "relazione tecnica conferenza di valutazione relativa al rapporto ambientale e al documento del piano di governo del territorio- piano attuativo area di trasformazione AT1 del comune di Meda".
Purtroppo il Comune ha convocato la seconda conferenza di Valutazione Strategica relativa al piano il 14 Luglio, ben prima del termine di 60 giorni entro il quale gli Enti avrebbero potuto far pervenire le loro Osservazioni (24 luglio 015).
Forse per questo motivo, della comunicazione di ARPA non è stata fatta menzione nel documento di sintesi della VAS e negli atti di approvazione del Piano (vedi qui e qui).

Nel documento (riportato a fine post) comunque inviato da ARPA al protocollo comunale,  ma senza alcun recepimento formale nella procedura di VAS, oltre alle valutazioni sul Documento di Piano, ARPA si esprime anche in merito al rapporto ambientale prescrivendo alcune integrazioni.
Tra queste, sul capitolo suolo e sottosuolo, ARPA scrive che: 
"si rimanda comunque alla fase di scavo dell'area per un'indagine ambientale più accurata nel caso emergano fattori ambientali non individuati in questa fase preliminare".
Questa formulazione lascia già intendere l’esigenza di approfondimenti: il Piano Ambientale predisposto dalla parte proponente, PABEL s.r.l., non aveva “individuato” i fattori di rischio realmente gravanti sull’ambito e pertanto aveva limitato le analisi chimiche al minimo indispensabile, non prendendo in considerazione che l'area ex Medaspan fosse compresa dentro la zona R per livello di contaminazione da TCDD dell'ICMESA e che lì erano effettuate lavorazioni con l'uso di formaldeide e solventi.
Aspetti questi che avevamo sottolineato nella mozione, ed ancor prima come ambientalisti nelle Osservazioni alla VAS presentate dal WWF, senza che siano stati state presi in alcuna considerazione.

Con una mail nella quale comunicava l’inoltro a Sinistra e Ambiente del documento trasmesso a suo tempo al Comune, il Direttore di ARPA, Ing. Olivieri, precisava altresì :

"…si evidenzia che nell'ambito delle osservazioni inviate nel corso del procedimento di VAS …al Comune si  rinviava ad una successiva fase di scavo la necessità  di effettuare indagini ambientali più accurate.
Considerando che l'area ex Medaspan, oggetto di intervento di piano ricade in zona individuata a suo tempo come zona R, la scrivente Agenzia ritiene indispensabile la ricerca di tutti i parametri che potrebbero essere presenti sul suolo e sottosuolo. In particolare nello specifico appare evidente, per la presenza della Medaspan e dell'incidente occorso nelle aree limitrofe, che i parametri chimici da sottoporre a ricerca nei campioni di terreno in suolo e sottosuolo oltre a quelli usualmente ricercati sono da aggiungere i seguenti:  TCDD e furani, Alifatici clorurati cancerogeni e non cancerogeni, BTEXS e formaldeide, solventi.
I limiti di accettabilità  della formaldeide, non contemplata nella tabella 1 in allegato 5 al Titolo V della Parte quarta del D.Lgs.152/06 dovranno essere confrontati con quelli indicati dall'Istituto Superiore di Sanità  nel proprio parere Protocollo 22282 del 03 maggio 2006 (0,1 mg/Kg per i siti a destinazione verde residenziale e 2 mg/Kg per quelli a destinazione commerciale/Industriale."

Al di là di capire il motivo per il quale nell’elaborato di approvazione della VAS, il Comune di Meda abbia ritenuto di non citare le Osservazioni di ARPA, ne di tenere in considerazione le conseguenti richieste di approfondimenti analitici che derivavano dal documento ARPA e dalle Osservazioni WWF, sottolineiamo come le evidenze esplicitate dal Direttore di ARPA siano le stesse contenute nella mozione bocciata in Consiglio Comunale.
A questo punto Sinistra e Ambiente si attende che questa fase di indagine, richiamata anche da ARPA, sia tenuta nella debita considerazione da parte dell'amministrazione comunale, chiedendo a PABEL l'elaborazione di un Piano di gestione e di utilizzo delle terre di scavo (PIANO SCAVI) che preveda le determinazioni analitiche supplementari con il coinvolgimento di ARPA.

Il gruppo di SINISTRA E AMBIENTE di MEDA