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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
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giovedì 22 gennaio 2026

1976-2026 - 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA PRIMA PUNTATA: L'ICMESA DI MEDA INQUINÒ IL TERRITORIO SIN DAL SUO INSEDIAMENTO

Per la prima puntata nell'ambito del 50° anniversario del disastro Diossina fuoriuscita dall'Icmesa, fabbrica del gruppo Givaudan-Hoffmann-La Roche, vogliamo cominciare occupandoci delle vicende di questa unità produttiva a partire dal suo insediamento a Meda, nel 1945. 
Già da subito, con l'avvio delle produzioni di prodotti chimici di base, fu evidente l'impatto sull'ambiente causato da lavorazioni insalubri, da distruzione incontrollata dei residui, da scarichi e sversamenti che contaminarono le acque, il suolo e l'aria.

L'ICMESA, come anche molte altre imprese chimiche del territorio, svolse un'attività industriale in totale spregio della tutela della salute della cittadinanza accampando giustificazioni inesistenti e assumendo impegni che mai furono mantenuti, anche grazie ad una eccessiva tolleranza di chi doveva vigilare, controllare e far rispettare le normative su salute, lavorazioni pericolose e scarichi industriali. 

Il libro, scritto dallo storico sevesino Massimiliano Fratter"Seveso. Memorie da sotto il Bosco" edito da Auditorium, è parte importante del progetto "Ponte della Memoria" e dedica un capitolo intero agli anni dal 1945 al 1976, anni in cui l'ICMESA fu attiva.
É una ricostruzione dettagliata, frutto di un lavoro di ricerca documentale presso gli archivi dei Comuni e degli Enti territoriali. 
Una ricostruzione che evidenzia come l'attività dello stabilimento chimico di Meda causò inquinamento e preoccupazioni.

Proponiamo la parte che tratta dell'insediamento dell'ICMESA a Meda, nella versione integrale del libro, quale contributo di Storia e Memoria, suddividendola in due puntate.
La prima puntata, che qui alleghiamo, va dal 1945 sino all'avvio della produzione del 2,4,6-Triclorofenolo, un intermedio per diserbanti e disinfettanti.
La seconda puntata, di prossima pubblicazione, tratterà dell'impiantistica e delle lavorazioni per ottenere il Triclorofenolo.
Scelte e lavorazioni che portarono verso il disastro della fuoriuscita della nube contenente anche la diossina TCDD (2-3-7-8 tetraclorodibenzo-para-diossina) del 10 luglio 1976.

Su premesse e motivazioni della nostra attività divulgativa, affinchè il 50° anniversario del disastro diossina dell'ICMESA sia Memoria e non vuota giornata puramente celebrativa, ne abbiamo scritto in: 1976-2026: IL 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA NON PUÒ ESSERE SOLO CELEBRATIVO MA DEVE ESSERE MEMORIA VIVA E VERITIERA.

venerdì 19 dicembre 2025

MEDA: IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA UN ATTO DI INDIRIZZO PER L' UTILIZZO DEI FONDI DELLA PRESCRIZIONE 51 DEL CIPESS ANCHE PER INTERVENTI PER LA QUALITÀ AMBIENTALE COME DA PROPOSTA DI SINISTRA AMBIENTE-IMPULSI, PD MEDAPERTA

Un anno fa, il 10-10-024 e successivamente il 5-11-024, nell'incontro congiunto delle Commissioni Consigliari Territorio e Ambiente + Bilancio s'era trattato l'argomento dell'utilizzo dei fondi assegnati ai Comuni della Tratta B2 di Pedemontana (11,3 Mln di euro spettanti al Comune di Meda) secondo la Prescrizione 51 del CIPESS.
L'amministrazione medese aveva identificato alcuni interventi quali la deimpermeabilizzazione di aree di posteggio, la riqualificazione di via Indipendenza con inserimento di alberature, una nuova viabilità in prossimità del cimitero. Tutto con un costo ora stimato di più di 6 Mln di euro.
Sulla rimanente quota, Sinistra e Ambiente-Impulsi con Partito Democratico e Lista civica Medaperta, avevano presentato un documento in cui si chiedeva che questi fondi venissero utilizzati anche per "opere e interventi per la qualità ambientale" così come definito nella stessa prescrizione 51.
Questa possibilità di impiego era stata confermata anche dalla stessa soc. Autostrada Pedemontana Lombarda che deve mettere a disposizione la risorsa economica.

Il documento di Sinistra e Ambiente-Impulsi, PD, Medaperta elencava e proponeva una serie di interventi possibili con l'utilizzo dei circa 5 mln restanti:
  • Acquisizione delle aree verdi di via Indipendenza e di via Trieste per realizzazione del Bosco in città
  • Progettazione e realizzazione di itinerari ciclabili urbani (Green Lane)
  • Trasferimento di adeguata risorsa economica per l'integrale realizzazione della Misura Compensativa 15 (Valle dei Mulini)
  • Percorso ciclopedonale lungo l'asta del Tarò/Certesa 

Il 19-11-025, la Commissione Territorio e Ambiente aveva esaminato e fatto suo un testo in cui i commissari nonchè i rappresentanti di gruppi politici presenti nel Consiglio Comunale di Meda, si impegnano e impegnano la Giunta e il Sindaco ad utilizzare le risorse economiche della prescrizione 51 del CIPESS sia per le compensazioni viabilistiche sia per gli interventi per la qualità ambientale, accogliendo nel documento le proposte di Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico e Medaperta.

Il documento è quindi diventato un ATTO DI INDIRIZZO del Consiglio Comunale che impegna Sindaco e Giunta quale "INTESA TRA LE FORZE POLITICHE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI MEDA PER L'UTILIZZO DEI FONDI DELLA PRESCRIZIONE 51 DI PEDEMONTANA PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE DELLA CITTÀ" che è stato discusso durante la seduta consiliare del 18-12-2025 ed approvato con voto unanime da parte dei Consiglieri Comunali presenti.

Ora l'amministrazione medese invierà l'atto alla soc Autostrada Pedemontana Lombarda con cui dovrà definire la formalizzazione e l'iter degli interventi.

Come sempre Sinistra e Ambiente-Impulsi con un'azione costante cerca e cercherà d'essere attiva e propositiva anche sull'utilizzo dei fondi di Pedemontana della prescrizione 51 affinchè il territorio, che subisce e subirà il pesantissimo impatto di un'autostrada che continuiamo a ritenere inutile, li utilizzi al meglio per realizzare interventi ambientali di qualità.
Come scriviamo da sempre, al disastro causato dall'infrastruttura che comprometterà molti spazi liberi, non si può e non si deve sommare il disastro di interventi compensativi lontani dalle finalità di ricucitura ambientale.  

martedì 16 dicembre 2025

MEDA: IL DOCUMENTO INTEGRALE DELLO STUDIO IDROLOGICO E IDRICO DEL TORRENTE TARÒ

L'interessante incontro a Meda del 28-11-025 dove è stato presentato lo Studio Idrologico e Idrico del Torrente Tarò, è stato ripreso sia sui social sia sulla stampa locale.
Sinistra e Ambiente-Impulsi ne ha scritto dettagliatamente su: MEDA: LO STUDIO DI COMPATIBILITÀ IDROLOGICA E IDRAULICA DEL TARÓ GIUDICA INEFFICACI ALCUNE IPOTESI D'INTERVENTO
Eravamo anche presenti all'incontro dove abbiamo portato il punto di vista degli ambientalisti che ora rimarchiamo vista l'insistenza con cui qualche titolato sta cercando spazio chiedendo la conferma di alcuni interventi che nello studio di WISE sono stati invece giudicati ininfluenti rispetto ai volumi di piena del Tarò e del Reticolo Idrico Minore (RIM).
Ci riferiamo in particolare all'inutilità dell'ipotesi di area di laminazione sulla Val de Mez o Valle di Cabiate che oltre ad occupare un'area verde libera dentro nel Parco Regionale Groane-Brughiera, non modificherebbe ne mitigherebbe la portata idrica di piena di questa valletta affluente del Tarò.
Anche la ventilata proposta di un'area di laminazione nel prato di via Trento/Trieste è stata scartata sia per gli elevati costi di collegamento con l'alveo del Tarò sia per l'effetto modesto nella riduzione dei picchi di piena che lascerebbe invariata la portata in alveo.
Lo studio di WISE è indubbiamente una base con elementi tecnici che consentono di valutare e definire quelli che possono essere interventi utili in ambito comunale per cercare di mitigare i danni derivanti dalle esondazioni di un corso d'acqua ingabbiato da una urbanizzazione e un'antropizzazione eccessiva che ha occupato le sue aree di naturale esondazione.
Le parziali soluzioni alle disastrose tracimazioni non vanno ricercate modificando lo status dei pochi luoghi ancora rimasti liberi dal cemento, oltretutto interessati (area di via Trento) da positive proposte di acquisizione al patrimonio pubblico per piantumazioni per il "bosco urbano".
Lo sguardo va rivolto anche alle aree dismesse cittadine che vanno attentamente valutate se idonee per un inserimento di vasche di laminazione o vasche volano (a cura di Brianzacque) su una parte delle loro superfici.
Abbiamo anche trattato e scritto da tempo sulle previste e finanziate aree di laminazione ad Alzate sulla Roggia Vecchia e a Mariano Comense sul vallone del Tarò, localizzate in ambiti verdi pregiati e su cui interventi in puro stile ingegneristico senza una debita valutazione e un corretto inserimento ambientale causerebbero la perdita di due importanti ecosistemi.

Sotto, il documento integrale dello Studio di Compatibilità Idrologica e Idrica del Torrente Tarò

mercoledì 3 dicembre 2025

MEDA: LO STUDIO DI COMPATIBILITÀ IDROLOGICA E IDRAULICA DEL TARÓ GIUDICA INEFFICACI ALCUNE IPOTESI D'INTERVENTO

Il 28 novembre 2025 a Meda, nella sala consiliare, alla presenza di numerosi cittadini e cittadine, è stato illustrato lo Studio di Compatibilità Idrologica e Idraulica del torrente Tarò.
Studio commissionato dall'amministrazione Santambrogio alla soc WISE, presente alla serata con l'’ing. Giacomo Galimberti.
All'incontro, l'Unità Organizzativa Difesa del Suolo di Regione Lombardia con il geologo Roberto Cerretti s'è occupata di dare una visione sovracomunale rispetto agli accadimenti metereologici del 22-9-025 che con l'esondazione del fiume Seveso e del torrente Tarò/Certesa hanno provocato gravi danni in parecchi comuni della Brianza monzese e comasca.
Importante anche la presenza e la relazione di BrianzAcque, gestore del servizio idrico integrato che con l'ing Massimiliano Ferrazzini, direttore del settore Pianificazione e Progettazione, ha illustrato alcuni interventi in provincia di MB.

LA SITUAZIONE DEL BACINO DEL SEVESO
Il Seveso, che nasce a S. Fermo (CO), ha un percorso di 39 km su un territorio per il 47% impermeabilizzato con percentuale che sale al 54% (208,23 kmq su un totale di 381,5 kmq), considerando anche il tratto milanese tombinato e il cavo Redefossi.
Il tratto milanese tombinato ha una portata di 40 mc/sec significativamente inferiore rispetto all'apporto potenziale da monte di 150 mc/sec.
La presenza di 48 tra ponti e manufatti è causa di potenziali rigurgiti.
Le precipitazioni meteoriche del 22-9-025 sono state pari ad un massimo di 221 mm di pioggia su 48 ore in provincia di MB, 180 mm nel comasco e 132 mm in provincia di Milano.
Gli interventi più cospicui di Regione Lombardia sono indirizzati alla realizzazione di Vasche di Laminazione anche se, per ammissione dello stesso relatore, non saranno comunque risolutivi.
Per quanto concerne il bacino del Seveso, a Senago vi sono due vasche di laminazione di cui una già operativa (810.000 mc per 46 Mln di euro di costo) così come è conclusa e funzionante la vasca di laminazione nel Parco Nord per 250.000 mc, costata 31 Mln di euro.
Anche a Lentate è in costruzione una vasca di 828.000 mc (costo 26 Mln), per ora non completata causa un fermo lavori di 2 mesi poichè l'esondazione del Seveso ha invasato lo scavo arrivato a 350.000 mc.
Sono inoltre previsti interventi di laminazione nelle aree golenali di Carimate, Vertemate con Minoprio, Cucciago e Cantù per un totale di 508.900 mc e un costo di 14 milioni di euro interamente finanziati.

SOTTOBACINO DEL TORRENTE TARÓ/CERTESA
Ha una superficie di 72,4 kmq e comprende 19 Comuni tra le province di Como e Monza, un'asta di circa 20 km, un livello di urbanizzazione pari al 40% e ben 100 tra ponti e tratti tombinati 
Per il sottobacino del torrente Tarò/Certesa oltre alla vasca di Carugo, operativa da anni, sono previste due ulteriori opere idrauliche, una sulla Roggia Vecchia ad Alzate Brianza in zona stazione di Brenna (200.000 mc) e una a Mariano Comense in zona cascina Bice, nel Parco Groane Brughiera (2 vasche in caduta per un totale di 75.000 mc).
Il costo complessivo è di 12,6 Mln interamente finanziati.

I tempi di realizzazione dall'avvio lavori, al termine della progettazione in carico ad AIPO, sono quantificati 18 mesi con cantieri nel 2027 e 2028.

Altre azioni da attuare sono l'applicazione dell'Invarianza Idraulica, la Deimpermeabilizzazione del Territorio, la Gestione degli Sfioratori dei Depuratori.

IPOTESI DI INTERVENTI A MEDA CON VALUTAZIONE DI FATTIBILITÀ
Il Comune di Meda ha elaborato il Piano di Gestione del Rischio di alluvioni (PGRA) quale documento facente parte della Variante 2025 al PGT.
Il documento contiene la mappatura delle aree allagabili classificate in base agli scenari di livello di pericolosità e di rischio nonchè agli scenari di frequenza di allagabilità.
  

Lo studio di Compatibilità Idrologica e Idraulica del Torrente Tarò quale attività integrativa ha:
  • Mappato con laser scanner lo stato dell'alveo lungo i 3 km medesi per avere contezza dello stato delle sponde, delle opere in alveo quali ponti e tombinatue.
  • Definito il contributo delle portate di piena dei valletti minori confluenti nel Tarò  (Rio Valletto, Valle delle Brughiere, Valle di Cabiate).
  • Valutata l'aderenza delle simulazioni cartografiche con le esondazioni storiche e recenti di cui si ha documentazione.
  • Analizzato l'alluvione con esondazione del 22-9-025 assimilabile come evento T100 cioè con tempo di ritorno di 100 anni, evidenziando i punti critici di esondazione tra Cabiate e Meda dove è chiaro come sia le tombinature sia i ponti sul Tarò e sul reticolo idrico minore causino rigurgiti laterali per la loro insufficiente luce.
  • Preso in considerazione ipotesi di intervento strutturali a scala comunale definendo preliminarmente le incidenze sulla portata di piena del Tarò e la loro effettiva utilità.

Nel dettaglio sono stati presi in esame le ipotesi di una Vasca  o Area di Laminazione e di interventi locali sulla Valle di Cabiate o Val de Mez, di una Vasca o Area di Laminazione in via Trento/via Meda, dell'adeguamento ponti e tombature sul corso d'acqua.

 
Non è di alcuna utilità realizzare una vasca o area di laminazione dell' affluente denominato Valle di Cabiate (anche Val de Mez) poichè per la conformazione del terreno il bacino potrebbe contenere al massimo 1400 mc, ben lontani dai 5000 mc necessari per avere qualche risultato sul picco di piena. 
Il manufatto non andrebbe a modificare i volumi d'acqua che affluiscono nel Tarò.
Attuabile invece un'azione di riprofilatura dell'alveo mediante rimozione dei detriti attualmente presenti e l'utilizzo di barriere mobili impermeabili di contenimento presso la tombinatura e il ponte della Valle di Cabiate.
 
 
Non percorribile la localizzazione di un'area di laminazione in via Trento/via Meda, con volume stimato di 28.500 mc, i costi risultano alti sia per la sua distanza dall'alveo del Tarò sia per la necessità di posizionare un collegamento idraulico che passi sotto la ferrovia. 
La quantità d'acqua trattenuta avrebbe insignificante influenza sulla portata di piena del corso d'acqua.

 
Anche l'ipotesi di alzare alcuni ponti pare difficilmente attuabile poichè le normative impongono una distanza tra l'intradosso (parte sotto il ponte) e la quota idrica di almeno 1,50 mt. 
La campata, con questa altezza, non consente la loro costruzione per l'impossibilità di avere in loco  adeguate rampe di accesso.
Inoltre l'innalzamento dei ponti porterebbe un beneficio solo in prossimità del ponte ma peggiorerebbe la situazione di rischio a valle dello stesso.

UTILIZZO DELLE RISORSE STANZIATE DA REGIONE LOMBARDIA
Nel pacchetto di risorse economiche stanziate di Regione Lombardia per il dissesto idrogeologico, a Meda spettano 120mila euro per consolidare le sponde e le briglie stabilizzatrici del reticolo idrico minore e uno da 320mila euro per il ripristino delle spalle dei ponti sul torrente Tarò in viale Francia e in Via Luigi Rho e sul rio Valle di Cabiate (o Val de Mez) a seguito evento alluvionale del 22 settembre.
 
LE ATTIVITÀ DI BRIANZACQUE
Interessante l'intervento di Brianzacque che ha mostrato come sia necessario cambiare la gestione della rete fognaria, altro servizio che ha contribuito ad aumentare le criticità generate dall'alluvione.
L'impermeabilizzazione dei terreni ha modificato la loro capacità drenante e così mentre nelle campagne la pioggia viene assorbita per il 50% dai terreni, in città si scende al 10-15%.
Buona parte di questa acqua PULITA finisce poi nelle fognature che non sono in grado di incanalare verso i depuratori i volumi eccessivi, scaricandoli dai "troppo pieni", insieme alle acque nere, negli alvei fluviali o con i rigurgiti dai tombini.
 
BrianzAcque ha attivato alcuni interventi nell'ambito del progetto "Città Spugna".
  • Realizzazione di Vasche Volano per la gestione e il trattenimento temporaneo delle abbondanti acque meteoriche e il rilascio differenziato nelle condotte fognarie. C'è un' ipotesi di localizzarle in zona Piazza Cavour e via Como.
  • Volanizzazione in linea con sostituzione delle attuali condotte fognarie con ampi cassoni di scorrimento acque e con necessità di rifacimento manto stradale e sottoservizi.
  • Gestione in sito delle acque meteoriche con aiuole e spazi drenanti. Soluzioni applicabili nel progetto di riqualificazione di via Indipendenza, intervento non di breve realizzazione.
  • Parco dell'Acqua con captazione in area mercato (P.za Dozio) e infiltrazione nel bacino drenante di via Angeli Custodi.

LE VALUTAZIONI DI SINISTRA E AMBIENTE-IMPULSI
Indubbiamente apprezzabile l'esposizione attenta ed argomentata della soc WISE, che ha redatto lo Studio di Compatibilità Idrologica e Idraulica e ha applicato il principio di cautela nell'analisi valutativa onde evitare che si rincorrano realizzazioni inutili che non porterebbero alcun beneficio o miglioramento.
Corretto evitare un apporto semplicistico ed affrettato e scongiurare l'occupazione di aree libere e pregiate con interventi inefficaci e costosi, consumando altresì prezioso suolo sulle poche superfici rimaste libere dall'edificazione.
In ambito urbano, a Meda non possiamo permetterci di perdere l'area di Via Trento/via Meda, che è l'unico fazzoletto di verde rimasto tra i Comuni di Meda e Cabiate. 
Lo Studio di Compatibilità ha scartato l'ipotesi di una Vasca di Laminazione lì allocata perchè costosa e priva di benefici sull'onda di piena, ma anche una possibile Vasca Volano deve, a nostro avviso, trovare una collocazione differente.
Il prato con esiguo filare di via Trento/via Meda va mantenuto come tale, acquisendolo al patrimonio pubblico, così come previsto anche nella variante 2025 al PGT medese, per creare lì un Bosco Urbano conservando le attuali capacità drenanti.
Durante la serata, con un nostro intervento, abbiamo chiesto  all'amministrazione di valutare il posizionamento di vasche di laminazione e vasche volano considerando le aree dismesse cittadine, una cui porzione potrebbe essere adibita a tali opere idrauliche, indubbiamente di pubblica utilità.
Tra le soluzioni da ricercare, non va dimenticata la necessità di riparare alla errata scelta di avere, nel passato, convogliato nel collettore fognario di Largo Terragni le acque tombinate del torrente Ca’ Bianca e di quelle del Torrente di Cascina Burraschi, origine di una parte dei danni e disagi causati in quella parte di città.

Anche sulla fattibilità di abbattimento e ricostruzione di alcuni ponti è più che mai opportuno verificare e approfondire se l'intervento è attuabile e utile.

Rispetto agli interventi su scala sovracomunale e precisamente sulle Vasche di Laminazione a Alzate sulla Roggia Vecchia in aree libere e di pregio che sono formalmente fuori dal Parco Regionale Groane-Brughiera ma che sono geomorfologicamente parte integrante dello stesso e a Mariano Comense in località Cascina Bice nella piana del Tarò, questa entro i confini del Parco, abbiamo portato il punto di vista ambientalista.
Non possiamo permetterci di perdere superfici pregiate ed ecosistemi importantissimi per i quali abbiamo lottato affinchè fossero tutelati e preservati.
La preoccupazione è alta anche in considerazione del rischio di una progettazione che non tenga conto dell'inserimento naturalistico.
La nostra proposta affinchè siano realizzate applicando soluzioni naturali con costi inferiori, con il mantenimento e la protezione della biodiversità e degli ecosistemici, ha trovato il solo auspicio ma non l’impegno del rappresentante di Regione Lombardia né il sindaco Santambrogio ha voluto esprimersi a riguardo.

Non si può e non si deve puntare solo sulle Vasche di Laminazione per risolvere un problema derivante da una malagestione del territorio dove s'è permesso e ancora oggi si consente di edificare.
 
La conclusione della serata è purtroppo risultata insoddisfacente senza che si sia giunta a una sintesi. 
E’ mancato il tracciato di un quadro generale e di una strategia di coordinamento tra tutti i soggetti: Comuni, AIPO, Regione Lombardia e Provincie di Monza Brianza e Como sapendo che ogni singolo intervento deve essere inserito in un contesto sovracomunale e attentamente valutato per evitare che inneschi effetti negativi  a valle. 
Non sappiamo se altrove si è proceduto ad uno studio accurato del corso del Tarò come fatto per Meda. 
Il sindaco Santambrogio non si è assunto alcun impegno rispetto agli appelli dei cittadini né ha rimandato ad una seconda fase nemmeno delineata né per la quale ha indicato un ulteriore appuntamento pubblico di approfondimento e verifica.

sabato 22 novembre 2025

MEDA E MISURA COMPENSATIVA 15 "VALLE DEI MULINI": LA RISPOSTA ALL' INTERROGAZIONE EVIDENZIA RITARDI NELL'ITER

 

In data 7-11-025, Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico e Medaperta avevano protocollato un'interrogazione per avere un aggiornamento ufficiale sulla Compensazione Ambientale prevista a Meda ai sensi del Masterplan del 2009 di Pedemontana.

La risposta dell'amministrazione sulla Misura Compensativa 15 "Valle dei Mulini" è arrivata il 20-11-025, in forma scritta, con contenuti che deludono le nostre aspettative e che mostrano un ritardo nell'iter per concretizzarla.
Auspicavamo che dopo la firma tra Comune di Meda e soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) del Protocollo d'Intesa, siglato il 5-8-024, l'amministrazione Santambrogio avesse dato avvio all'affidamento dell'incarico per la progettazione, avendo altresì ricevuto 215.500 euro da APL allo scopo.
 
Purtroppo ancora non c'è ancora alcun incaricato per la progettazione e tantomeno un progetto della Misura Compensativa MC15 da valutare.
L'incarico è previsto nell'esercizio 2026 mentre la realizzazione è slittata al triennio 2026-2028.
 
Continueremo a monitorare con puntualità e interesse questo importante intervento ambientale.

 

Rassegna stampa:



lunedì 7 luglio 2025

SINISTRA E AMBIENTE-IMPULSI SULL'ADOZIONE DELLA VARIANTE AL PGT DI MEDA

Nella seduta di giovedì 3 luglio 2025, il Consiglio Comunale di Meda ha approvato con i voti favorevoli della maggioranza, l’adozione della variante generale al PGT.
Contrario il Polo Civico mentre i consiglieri del Pd si sono astenuti. 
Sinistra e Ambiente-Impulsi, componente della Coalizione che ha sostenuto nel 2022 la candidatura a sindaco di Marcello Proserpio, il 3-6-025 ha inoltrato con PD e MedaAperta suggerimenti e proposte per fornire alla discussione contenuti ed elementi migliorativi e di modifica affinché lo strumento di pianificazione comunale, con il quale si definisce lo sviluppo futuro della nostra città in tutti i suoi ambiti fondamentali, risponda effettivamente alle esigenze della comunità.
Sinistra e Ambiente-Impulsi è tuttavia critica e non soddisfatta del risultato dell’adozione perché di alcuni ar-gomenti importanti, nella Variante al PGT non vi è ancora traccia così come altri capitoli si possono prestare ad interventi che, se attuati, modificherebbero l'aspetto e il tessuto urbanistico cittadino, non sempre migliorandolo.

DIRITTO ALLA CASA
Del diritto all’accesso a un’abitazione adeguata, che è parte integrante dei diritti umani fondamentali, nella Variante al PGT 2025 non troverete traccia. 
In un’Italia, e Meda non fa eccezione, permeata di disuguaglianze, dove i poveri aumentano e sempre più famiglie si rivolgerebbero alle asfittiche graduatorie comunali se le loro istanze venissero soddisfatte, . 
La pressante domanda, testimonianza di un palese e forte disagio abitativo, di questa tipologia di alloggi troverebbe nell’emergenza abitativa e nell’edilizia sociale le adeguate soluzioni se non fosse per la perenne carenza di disponibilità nell’offerta. 
Da tempo non si producono politiche abitative adeguate al fabbisogno reale, e purtroppo questa Variante non è da meno.
Come non ci pare pienamente compresa la novità nella nostra Costituzione del principio di sussidiarietà che può cambiare il nostro modo di stare in questa società come cittadini autonomi, solidali e responsabili, alleati dell’amministrazione nel prendersi cura dei beni comuni.

CENTRO STORICO, ZONE RESIDENZIALI, PIANI DI RIGENERAZIONE
Se dipendesse dalla Variante, con le modifiche introdotte nel Piano delle Regole e nelle Norme Attuative, per ogni edificio della nostra città, esclusi quelli con valenza storica, culturale e artistica (un numero estremamente ridotto), è consentita anche la demolizione con ricostruzione fuori sagoma e sedime.

Perché incoraggiare, soprattutto nel nucleo storico, il disegno di una città stravolta, completamente diversa da quella che si è formata e che i medesi conoscono? 
Certo, una cospicua parte del centro storico ha edifici abbandonati da anni che necessitano interventi e riqualificazioni.
Riteniamo però che sarebbe preferibile dare nuovo valore e nuova vita a ciò che già esiste.

Diversamente si rischia di alterare pesantemente la morfologia esistente e il tessuto sociale perché interventi urbanisticamente ed architettonicamente difformi dall'attuale consolidato altereranno la cortina storica e saranno probabilmente accessibili alla sola fascia demografica più benestante.
Ricorrere alla soluzione dell'abbattimento nel centro storico e nel nucleo di antica formazione dovrebbe essere consentito solo quando l’edificio presenta danni strutturali gravi, problemi alle fondazioni o non sono praticabili alternative che garantiscano l’effettivo adeguamento e miglioramento delle prestazioni ambientali, ecologiche, energetiche e funzionali specialmente nei casi di patrimonio edilizio dismesso e ammalorato. 
Sappiamo che in genere la demolizione può divenire strumento motivato dal solo profitto economico. Secondo le logiche tradizionali di sviluppo urbano è più redditizio demolire e edificare nuove costruzioni più dense piuttosto che ristrutturare o mantenere l’edificio esistente.

La Variante al PGT punta molto sulla Rigenerazione, applicabile nel centro storico, utilizzata per cercare di avviare quelli che erano gli Ambiti di Trasformazione (AT) previsti nel PGT ma finora rimasti fermi e per gli edifici non utilizzati individuati nella carta degli immobili dismessi e in quelli proponibili se inutilizzati da almeno tre anni.

Agli ambiti di Rigenerazione urbana sono applicate delle facilitazioni riassumibili in:

  • maggiorazione del 20% sulle volumetrie,
  • contributo di costruzione ridotto del 50%,
  • riduzione del 30% della dotazione da destinare a servizi e spazi pubblici.

Sinistra e Ambiente-Impulsi ritiene che aumenti di volumetria andrebbero esclusi se non per la realizzazione di servizi convenzionati ed esercizi di vicinato. 
Richiamiamo il fatto che tutte le altre variazioni in altezza acconsentite non sempre rappresentano la soluzione ottimale per il contesto in cui sono previste e vada quindi valutato il progetto secondo le situazioni.
Seppur l’opinione corrente tenda a nasconderlo o a sottovalutarlo, si consideri quanto significativo sia l’impatto del settore edile sulle nostre vite e su quelle future. 
Rappresenta uno dei mercati più vitali dell’UE (circa il 19% del pil europeo), ma è anche, secondo la Commissione europea, uno dei principali responsabili delle emissioni di CO2 (circa il 36%) e del consumo energetico totale (40%) generando oltre il 35% dei rifiuti totali. 
Questo sistema funzionava in passato, quando le risorse sembravano infinite e le nuove costruzioni erano più economiche, veloci e facili da realizzare rispetto agli edifici esistenti.
Ma l'attuale carenza di materiali e l’aumento dei costi energetici per produrli ci dimostra che questo metodo non funziona più.

La ristrutturazione diversamente salva le case, garantisce un’edilizia più equa mantenendo stabili i prezzi, stimola i mercati locali, sostiene gli studi di architettura e le imprese edili che sono nella stragrande maggioranza piccoli e medi, risparmia energia preservando ciò che esiste, valorizza i ricordi e la storia della comunità.
La maggioranza di Santambrogio che amministra il nostro comune non ha tenuto in considerazione tutto questo, adottando scelte particolaristiche e con facilitazioni eccessive al solo scopo di stimolare l'avvio di interventi edilizi fermi da anni o mai partiti.
Premiare la distorsione di una rigenerazione urbana svuotata dalla responsabilità di restituzione della parte che interessa la comunità e che non include gli aspetti sociali, economici, culturali e anche di verde urbano è pericoloso.
Ridursi al solo recupero di aree non sarebbe certo diverso dalla semplice riqualificazione per operazioni di valorizzazione immobiliare.
Con l’importante differenza che interventi di demolizione e ricostruzione con nuovo sedime, sagoma e destinazione funzionale sono classificati come rigenerazione
L’esito è la riduzione dei necessari "contributi di edificazione" necessari per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria e servizi pubblici che, in caso di nuova costruzione, sarebbero stati richiesti integralmente. 
Giusto chiedere se sia stata fatta un’analisi per adeguare la base di calcolo dei "contributi di edificazione" e di modifica dei criteri di assegnazione in base alle aree per evitare un decremento eccessivo del gettito complessivo, ma anche di incidere negativamente sui processi di investimento e rispondere anche ai costi crescenti di manutenzione, soprattutto delle urbanizzazioni dell’area del centro storico.

AMBITI DI RIGENERAZIONE TERRITORIALE (ART)
Non condividiamo il metodo con il quale si è deciso di individuare un unico ambito di rigenerazione territoriale (ART1-Fornace Ceppi e nuovo stadio di calcio-) accorpando due comparti non contigui aventi finalità tra loro non coerenti, vicende e persino destini diversi.

Inserire all’interno dell’area degradata di via S.Maria un nuovo stadio di calcio che sostituisca quello storico situato in via Busnelli, priverebbe l’area di una superficie considerevole (quasi la metà considerando i servizi che un’infrastruttura del genere richiede) snaturandone la vocazione e deprimendo la necessaria riqualificazione.
Mentre il campo di calcio con tribune di proprietà comunale in via Busnelli con un uso da sempre, che continua ai giorni nostri, quale storico stadio di calcio non è certamente degradato e non dovrebbe rientrare nell’attività di rigenerazione urbana, ma semmai oggetto di riqualificazione. 
Diverso sarebbe il caso se questa non fosse più la sua destinazione. 
Se l’intento fosse quello di favorire l’insediamento di attività produttive (facile pensare alla confinante ditta Cassina) riteniamo si debbano adottare altri strumenti urbanistici più appropriati previsti nel PGT (indifferenza funzionale) usufruendo di tutti gli incentivi a disposizione. 
Ma perché si possa sostenere una simile eventualità dovrebbero essere resi noti i termini degli accordi che prevedono la cessione di un bene pubblico a favore di un privato.

MOBILITÀ SOSTENIBILE E AMBIENTE
Riteniamo insoddisfacenti la mancanza di un rimando, anche documentale, che riprenda lo sviluppo di una rete ciclopedonale cittadina che colleghi fra loro i Punti di Interesse (PDI) della vita quotidiana (Scuole, Stazione, Uffici Pubblici, Luoghi di cura e di culto, siti storici, quartieri etc) secondo le strategie del progetto sovraccomunale di Green Lane.
In questa variante, sul capitolo Ambiente, manca anche una chiara definizione di priorità di quelli che sono gli interventi definiti nel  "Masterplan strategico paesaggistico-ambientale e le linee guida per il sistema del verde della città".

Si tratta di un documento importante richiamato solo nel Rapporto Ambientale e nella Sintesi non Tecnica della documentazione di VAS.
Il Masterplan propone uno schema progettuale su “4 fiumi verdi e una soglia blu” ove attuare interventi di qualificazione e rinverdimento lungo 4 tracciati che scendono dalla collina intersecandosi con la “soglia blu” del torrente Tarò/Certesa. 
Per ciascuno dei “4 fiumi” sono identificate strategie generali di intervento e ipotesi da concretizzare con progettualità pubbliche e private orientate alla riqualificazione del territorio comunale.
Alcuni di questi interventi necessitano di ulteriore specificazione e fattibilità poichè legati alla possibilità di essere coperti dai finanziamenti della prescrizione 51 del CIPESS per Pedemontana.
Continueremo ad analizzare i documenti della variante al fine di formulare osservazioni puntuali da presentare successivamente al formale deposito  degli elaborati. 

sabato 14 giugno 2025

PARCO REGIONALE FLUVIALE E TERRITORIALE DEL SEVESO: SE NE DISCUTE A MEDA E QUESTO INFASTIDISCE L'AMMINISTRAZIONE SEVESINA.

Un pubblico attento ha seguito la serata sul progetto di Parco Regionale Fluviale e Territoriale del Seveso tenutasi a Meda l'11-6-025, organizzata da Legambiente circolo Laura Conti di Seveso in collaborazione con i gruppi ambientalisti locali e con il patrocinio dell'amministrazione comunale medese.
L'iniziativa aveva come corollario i pannelli della mostra illustrante le peculiarità del desiderato Parco.

I CONTENUTI DELL'INIZIATIVA
Molti i contributi e gli interventi durante la serata.

Arturo Calaminici ha raccontato l'esperienza degli Amici del Parco Nord e l'attività in corso da parte del Laboratorio Parco del Seveso, entità promozionale della proposta di grande Parco che raccoglie gruppi, associazioni e individui accumunati dal medesimo obiettivo.

Gemma Beretta di Legambiente Seveso ha condotto l'incontro offrendo spunti ed elementi su cui i relatori hanno potuto argomentare ed entrare nel merito.

 

Alberto Colombo ambientalista medese di Sinistra e Ambiente-Impulsi, ha spiegato le motivazioni per cui il Parco Regionale Fluviale e Territoriale del Seveso è una necessità poichè offre la possibilità, congiuntamente con gli interventi del Contratto di Fiume, di migliorare la qualità delle acque fluviali, di conservare e tutelare le residue aree spondali e di attivare progetti e realizzazioni di ingegneria ambientale per creare naturalità.
Per concretizzare il Parco, un ruolo importante lo riveste il Bosco delle Querce di Seveso e Meda ove, da tempo, le associazioni e i gruppi ambientalisti svolgono attività per rinnovarne il Significato e la Memoria e su cui si stanno spendendo Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda, Legambiente Seveso e Seveso Futura affinchè lo stesso sia ampliato a est.  
L'accorpamento tra Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce e il Parco Locale Sovraccomunale (PLIS) GruBria è quello tra due aree geomorfologicamente simili e con necessità di interventi di costruzione di naturalità e consentirebbe di far nascere il primo nucleo del Parco Regionale Fluviale e Territoriale del Seveso cui si possono includere i tracciati fluviali del Seveso e del suo affluente Certesa/Tarò unendo i territori in un ambito unico. 
 
 

Federica Gorini ha portato il suo contributo quale appartenente al CdA del GruBria, illustrando la configurazione del Grugnotorto-Villoresi-Brianza Centrale, la recente volontà e gli atti con cui il GruBria ha chiesto la trasformazione in Parco Regionale, auspicando un'unione con il Bosco delle Querce, già coperto della tutela regionale.
Ha evidenziato i passaggi istituzionali avviati e quelli programmati, ribadendo la volontà di proseguire nel cammino verso il Parco Regionale Fluviale e Territoriale.

Salvatore Scebba, per gli Amici del Parco Nord e il Laboratorio Parco Valle del Seveso, ha presentato la Petizione a supporto della richiesta di Parco e ha illustrato gli obiettivi e il ruolo fondamentale del coinvolgimento dei cittadini affinchè questa idea si realizzi.

NOTE STONATE DALL'AMMINISTRAZIONE DI SEVESO
Sicuramente stimolati dall'attività dei gruppi e delle associazioni che in numero cospicuo e convinto propongono e appoggiano l'istanza del Parco Fluviale e Territoriale del Seveso, l'amministrazione sevesina di Alessia Borroni, con la maggioranza che la sostiene (F.I, F.d.I, Lega, Viviamo Seveso) ha pensato bene di rilasciare, nello stesso giorno dell'iniziativa a Meda, una nota dove scrivono e vagheggiano di "Svendita del territorio".
Una comunicazione miope dove la maggioranza sevesina esprime "il proprio non interesse alla proposta di costituzione del "Parco Regionale Fluviale e Territoriale del Seveso", con un richiamo, che sa di fini propagandistici, a ciò che si prospetta per le "celebrazioni" del 50° anniversario del disastro diossina (nel 2026) e all'"arrivo di ingenti risorse" pari a 9 Mln di euro che sono poi una fantasiosa sommatoria in cui la maggioranza politica sevesina  ha inserito di tutto, compresi stanziamenti su altri capitoli che con l'ampliamento o l'attività del BdQ non hanno nulla a che fare e che comunque non si perderebbero.
Una nota che denota un travisamento della realtà.

I gruppi ambientalisti del territorio (Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda, Legambiente Seveso, Seveso Futura) sono i primi a volere che la Specificità, il Significato e la Memoria che il Bosco delle Querce riveste, indissolubilmente legato al disastro Diossina dell'ICMESA (gruppo Givaudan-La Roche), non si perda e venga continuamente rinnovata. 
Siamo stati, siamo e saremo impegnati affinchè le attività che nel Bosco vengono svolte, siano compatibili con il polmone verde. Un Bosco dove le associazioni e i gruppi ambientalisti hanno organizzato e promosso per primi, aderendo al progetto "INSIEME PER IL BOSCO", un lavoro collegiale di Significato e Memoria che deve continuare.
Il Bosco delle Querce non perderebbe la sua specificità se si aggrega al GruBria, considerando oltretutto che la sua gestione e i fondi dedicati, rimarrebbero comunque in capo, così come ora, alla struttura locale per interventi e progettualità.
Questa possibilità Borroni e la sua maggioranza  la conoscono bene essendo state coinvolte in diversi incontri anche istituzionali. 
Sarebbe quindi apprezzabile un diverso atteggiamento, differente dalla chiusura e dalla gratuita contrapposizione denigratoria nei confronti di chi da anni sta dando anima e cuore alla cura del territorio. 
Tanto più che il Bosco delle Querce è di Seveso e Meda, e la posizione più aperta e di disponibilità espressa dall'Amministrazione di Meda dovrà essere presa in esame e soppesata.
Quello della coalizione politica che esprime l'amministrazione sevesina è una posizione errata con considerazioni per nulla attinenti alla realtà.
 
RASSEGNA STAMPA:

 

Aggiornamenti:

Il Laboratorio del Seveso ha scritto una lettera aperta alla sindaca di Seveso Alessia Borroni che si è espressa, con la sua maggioranza, contro la costituzione del Parco Regionale Fluviale e Territoriale del Seveso.

 


lunedì 7 aprile 2025

Il 16-4-025, A MEDA, AMBIENTALISTI E CIVICI INFORMANO SU PEDEMONTANA, BONIFICA DA DIOSSINA, SBANCAMENTO DEL BOSCO DELLE QUERCE, COMPENSAZIONI AMBIENTALI

Il 16 aprile 2025 a Meda, presso la sala civica Radio in vicolo Comunale a partire dalle ore 21.00, Sinistra e Ambiente - Impulsi, Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio, Comitato Ambiente Bovisio e Cittadini per Lentate,  gruppi che presenziano e partecipano al Tavolo Permanente sui lavori di Bonifica da Diossina lungo la tratta B2 della Pedemontana,  promuovono ed organizzano un evento pubblico.
Durante la serata, si farà il punto sulla Bonifica, informando sul ruolo e sulle azioni dei gruppi che durante gli incontri del Tavolo Permanente hanno avanzato richieste, scritto note per evidenziare incongruenze rispetto ai documenti forniti e stanno monitorando con attenzione lo stato di avanzamento delle fasi degli interventi.
Nello stesso giorno, qualche ora prima, è stato convocato anche il Tavolo Permanente che vedrà anche la nostra presenza.
Pur avendo poco tempo a disposizione per un'analisi di dettaglio e conseguenti valutazioni, cercheremo di riportare i contenuti esplicitati al Tavolo anche nel nostro incontro pubblico.
Come sempre, il nostro agire,evita volutamente improvvidi, superficiali e imprecisi annunci dettati solo dalla volontà dell'apparire, cercando invece di dare informazioni complete e dettagliate frutto di un faticoso ma serio lavoro di lettura dei documenti ufficiali e della realtà.
In questi mesi, dal primo incontro operativo del Tavolo Permanente sui Lavori di Bonifica abbiamo lavorato con impegno con la nostra totale autonomia e indipendenza al solo fine di rendere consapevole la cittadinanza dei Comuni coinvolti dalle operazioni di bonifica da diossina.
All'assemblea medese sono stati invitati i sindaci dei Comuni della Tratta B2, e sarà occasione per dare ulteriori elementi ai presenti.

Il Tavolo Permanente sui Lavori di Bonifica da Diossina si è riunito per un momento preparatorio il 5/3/2024 e con incontri operativi il 9/7/2024, il 12/12/2024 ed è stato convocato per il pomeriggio del 16-4-025.
Ambientalisti e civiche hanno già tenuto un incontro pubblico il 18-10-024 a Seveso.
Durante gli incontri e nell'interlocuzione con i soggetti presenti abbiamo evidenziato:
  • Perplessità sul metodo di controllo misure di monitoraggio atmosferico non in tempo reale per le 9 Stazioni Ricettori e senza controllo gestione di ARPA. Solo lo strumento in cantiere garantisce un agire immediato ma deciso da chi gestisce la bonifica.
  • L'Analisi di Caratterizzazione in banco per classificare il terreno contaminato e identificare la tipologia di discarica ove stoccarlo, non prevede la presenza di ARPA per l’esecuzione di campioni in contradditorio.
  • Necessità di restituire un livello di informazione e consapevolezza sulla Bonifica alla cittadinanza, NOI LO STIAMO FACENDO. 
  • Ricerca di un metodo e una modalità che consenta una diffusione capillare delle informazioni sulle attività di Bonifica anche con confronti diretti con la cittadinanza, così come era inizialmente previsto nel Progetto Operativo di Bonifica al capitolo "Comunicazione".

Abbiamo avanzato le seguenti RICHIESTE:

  • Richiesta analisi chimiche Caratterizzazione in banco da fare in contradditorio con ARPA: purtroppo non accettata perché ritenute di sola competenza dell’esecutore della Bonifica.
  • Chiesto ed ottenuto documento PIANO DI MONITORAGGIO POLVERI E DIOSSINE DEFINIZIONE DEI LIMITI DI ATTENZIONE E DI INTERVENTO (elaborato sett2024)
  • Chiesti ed ottenuti dati disponibili Monitoraggio atmosfera “ante operam”
  • Segnalato mancanza certificazione ACCREDIA sui parametri diossine in atmosfera e al suolo per operatore  incaricato : esaudita solo per matrice suolo con incarico ad impresa certificata.
Inoltrato nostre note su:
  • Valori di soglia Diossine in aria giudicate alte per scelta limite normativa tedesca di 150 fg/m3 invece dei 40 fg/m3 consigliati dall’Ist Sup. Sanità
  • Soglie di intervento per contatore particellare di cantiere – Soglia di attenzione/Soglia di intervento- poco cautelativi
  • Gestione Rifiuti da Scavo:
  • Identificazione puntuale delle discariche di invio e delle loro autorizzazioni.

ULTIME RICHIESTE AVANZATE

  • Aggiornamento e risultanze delle analisi chimiche per la caratterizzazione in banco condotte nei primi lotti avviati;
  • Aggiornamento misure polveri e diossine del piano di monitoraggio dell’aria “in corso d’opera”
  • Stato della  messa in opera di una centralina “stazione ricettore” aggiuntiva presso il LOTTO 2 a Seveso, conseguente a disponibilità di Pedemontana;
  • Aggiornamento sul Piano degli Scavi e degli smaltimenti rifiuti per i lotti di bonifica;
  • Copia del Piano di Sicurezza e Coordinamento;
  • Misure previste per il contenimento dei rischi residuali del cantiere verso l’esterno, informazione, prevenzione, protezione per la popolazione residente o presente nelle aree circostanti la bonifica e loro applicazione pratica secondo i Piani Operativi di Sicurezza (P.O.S.);
  • Aggiornamento in merito all’attivazione degli altri cantieri per la bonifica;
  • Piano di gestione della viabilità derivante dal cantiere.