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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
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mercoledì 5 aprile 2023

RADDOPPIO FERROVIARIO, SOTTOPASSO E AT1: LA COMPLESSITÀ DEGLI INTERVENTI ARRIVA IN CONSIGLIO COMUNALE A MEDA

Il 30-3-023 abbiamo presenziato al Consiglio Comunale di Meda dove il presidente di FerrovieNord Fulvio Caradonna e due tecnici hanno illustrato la situazione dell'iter per il raddoppio della linea ferroviaria da Seveso a Meda e per la realizzazione del sottopasso di via Seveso-via Cadorna, con la chiusura del corrispondente passaggio a livello.

RADDOPPIO FERROVIARIO
Dopo il primo bando di gara andato deserto, il successivo è stato aggiudicato ed il 3-3-2023 è stato stipulato il contratto e ora si è in fase di progettazione esecutiva, da completarsi entro 6 mesi. 
La durata dei lavori è quantificata in 35 mesi con inizio a settembre 2023 e termine nel 2026. 
Si tratta di lavori di ammodernamento del sistema e del raddoppio dei binari da Seveso a Meda e da Seveso a Camnago.
L'importo è pari a 44 Mln di euro di cui 15 Mln per la tratta Seveso-Meda.
Il raddoppio da Seveso all'ingresso stazione di Meda comporterà il rifacimento del sottopasso dell'attuale superstrada ex ss35, del sottopasso della linea ferroviaria Milano-Como-Chiasso con un manufatto a spinta, lo spostamento del collettore fognario con sifone di bypass lì presente. In corrispondenza dei due sottopassi, la sede del tracciato ferroviario verrà variata.
L'allargamento della sede ferroviaria per posare il secondo binario necessiterà di spazio ed in Piazza della Chiesa verrà ridotto il calibro dell'attuale carreggiata parallela alla sede ferroviaria, risagomata l'area di verde
urbano e rivista la viabilità. Una serie di aree lungo il tracciato ferroviario attuale verranno espropriate.
Alla stazione di Meda verrà ampliato il fabbricato del magazzino merci con l'aggiunta di un nuovo locale che ospiterà le apparecchiature di segnalamento.

 

SOTTOPASSO DI VIA CADORNA/VIA SEVESO
Riguardo al sottopasso, lo stesso sconta un pesante ritardo rispetto al precedente cronoprogramma approvato in sede di accordo fra Comune di Meda, Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), Concessione Autostrade Lombarde (CAL), Ferrovie Nord Milano e Regione Lombardia, definito con la delibera della Giunta regionale n. 4100 del 21-12-20 e successiva convenzione sottoscritta in data 21-05-2021 da tutti i soggetti.
L'accordo contempla la possibilità di modificare il cronoprogramma.
 
Regione Lombardia ha impegnato a bilancio una somma di 11 mln di euro per la realizzazione del manufatto.
Il sottopasso è stato scorporato dall'appalto integrato per il raddoppio della linea, anche se la sua realizzazione seguirà l'avvio dei lavori di raddoppio per poi procedere in parallelo.
L'illustrazione dei tecnici di FNM, le loro risposte ai quesiti posti a loro e al Sindaco dai Consiglieri Comunali non sono state totalmente soddisfacenti, essendo risultate poco dettagliate e con ampi margini di incertezza.
Come già abbiamo scritto in altri post, questi lavori avvengono in un comparto delicato e già congestionato per la viabilità e coinvolgono anche l'insediamento delle grandi strutture commerciali dell'ambito AT1 (ex Medaspan) che Sinistra e Ambiente non ha mai condiviso.

Sicuramente collegata e propedeutica ai lavori per il sottopasso e per il centro commerciale è la cosidetta bretellina (vedi immagine sopra) che dall'inizio di via Cadorna, dovrebbe passare sotto la rampa dello svincolo dell'uscita della superstrada Milano-Meda-Lentate rimanendo poi parallela alla linea FS Milano-Como-Chiasso per arrivare in via Busnelli.
Senonchè, i lavori non sono ancora iniziati perchè la strada ricade per buona parte dentro la fascia di rispetto ferroviaria e l'amministrazione ha chiesto la deroga per la sua realizzazione a F.S. Deroga che ancora non c'è anche se è stata annunciata una tempistica di un mese di attesa.

Per quanto riguarda il sottopasso, è in fase di elaborazione il progetto esecutivo che dovrebbe essere pronto a fine 2023 cui seguirà la validazione e l'indizione del bando di gara. Inizio lavori nel 2024 e fine lavori a maggio 2026.

Per far fronte al rischio idrogeologico in cui ricade il limite dell'area interessata dal sottopasso, la deviazione del Tarò/Certesa sarà attuata con l'allargamento dell'alveo, con uno scavo più profondo e con l'innalzamento della livella del nuovo ponte, aumentando così la portata idraulica nel tratto interessato.

Il sottopasso con 2,75 mt per corsia di marcia + 0,5 mt  di banchina sarà dotato di passerella pedonale (al momento su di un solo lato - vedi sezione nel documento sotto) ma non è ancora definito se a raso o rialzata e con ogni probabilità, le misure consentiranno il passaggio di soli pedoni o di biciclette accompagnate a mano.
Verrà realizzata anche una sottostante vasca di laminazione con raccolta acqua la cui manutenzione insieme a quella delle pompe estrattive sarà a carico dell'amministrazione medese.
Purtroppo non è stato dato alcun dettaglio sulla pendenza delle rampe di accesso e l'ampiezza delle corsie lascia qualche dubbio rispetto al passaggio in contemporanea di mezzi pesanti.
Non v'è stata risposta nemmeno sull'azione che si intende promuovere per gli altri 6 passaggi a livello lungo il tracciato medese di Ferrovie Nord.
Rispetto agli extracosti delle materie prime, Caradonna è stato molto evasivo, senza spiegare da quale normativa o automatismo contrattuale verrebbero coperti. Ha semplicemente affermato che Regione Lombardia si occuperà di far fronte ad eventuali aumenti del preventivato costo realizzativo del sottopasso e che FNM monitora con attenzione le variazioni dei prezzi di mercato a mezzo delle tabelle dei costi dei materiali, costantemente aggiornate da FS.
Durante il periodo di cantiere diurno e notturno, la viabilità sarà rivista affidandone l'analisi al centro studi PIM.

LE NOSTRE VALUTAZIONI
Il gruppo di Sinistra e Ambiente ha sempre considerato estremamente critica la viabilità nel comparto via Cadorna - via Piave - via Busnelli, svincolo superstrada Milano-Lentate sul Seveso. 
Una condizione venutasi altresì a complicare con la scelta di due amministrazioni succedutesi nel tempo (Caimi e Santambrogio)  di consentire la realizzazione di un polo commerciale sull'area ex Medaspan (AT1). Scelta poco oculata che richiamerà altro traffico veicolare nel comparto, a nostro avviso sottovalutato e non considerato in una analisi di proiezione sui volumi di traffico che non fa i conti con l'insediamento commerciale.
L'amministrazione ha scelto di attuare il superamento della linea ferroviaria con un sottopasso, dal costo elevato a carico della Regione, quale "anticipo" rispetto alla copertura economica che doveva essere coperta dalla soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL). La giunta Santambrogio non ha preso in considerazione l'ipotesi sovrappasso, perorata da altri gruppi politici e da alcuni cittadini, peraltro priva di una progettazione aggiornata con annessa quantificazione dei costi, .
Entrambi i manufatti portano con sè delle criticità e per questo Sinistra e Ambiente ha sempre chiesto trasparenza e valutazione attenta sulle scelte.
Questa richiesta non è stata soddisfatta e siamo arrivati a una illustrazione di massima da parte della società incaricata della progettazione del sottopasso solo dopo che il concordato cronoprogramma realizzativo è saltato e solo quando lo stesso sindaco Santambrogio s'è ritrovato a gestire una realtà fatta di soli annunci.
Addirittura Santambrogio ha chiesto a tutti i gruppi consiliari di votare un singolare e assurdo Odg, proposto dalla sola maggioranza, in cui il sindaco viene impegnato a "avere costanti aggiornamenti da parte di Ferrovie Nord sulla realizzazione del sottopasso di via Seveso/Cadorna e sul raddoppio dei binari nella tratta Seveso-Meda".
Un OdG che è stato poi approvato solo dalla maggioranza di Lega-F.I-FdI-Lista Civica Santambrogio Sindaco.
Noi pensiamo che su quest'intervento è meglio non avere fretta e valutare attentamente e in tempo utile le soluzioni tecniche definite negli elaborati di FNM.
Per una parte della nostra città, qualora partano i lavori e i cantieri di realizzazione, si preannuncia una situazione difficile visto la tipologia degli interventi che interesseranno una consistente porzione di Meda, comprendente l' AT1 ex Medaspan e l'intera viabilità che lo circonda.

martedì 2 febbraio 2021

SUL PIANO ATTUATIVO DELL'AREA EX-MEDASPAN L'AMMINISTRAZIONE MEDESE NON VUOLE COMPLICAZIONI E RESPINGE CON SUPERFICIALITÀ LE NOSTRE OSSERVAZIONI


Una buona Amministrazione Comunale, per garantire l'interesse collettivo, dovrebbe attivarsi affinchè siano noti e conosciuti gli impatti che una nuova e grossa struttura comporta per il territorio cittadino onde poterne poi valutarne la sua reale utilità.
L'amministrazione di Meda rinuncia e si sottrae invece alla necessità di chiedere una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) su di un Piano attuativo che vuole insediare un complesso commerciale in un comparto dalle elevate criticità.
Per il Comune di Meda non serve alcun studio di valutazione preliminare che mostri gli effetti indotti da una simile struttura sui volumi di traffico (attuali e futuri) correlati con il superamento della linea ferroviaria FNM, la chiusura del passaggio a livello di via Seveso e con uno sguardo anche alle ricadute economiche sul tessuto dei negozi di prossimità.
La considerazione per la vivibilità della nostra città e per le nostre esistenze quotidiane dovrebbe però essere motivo per farla ritenere indispensabile. 
Cosa succederà in quell'area quando, con capitale privato, si insedierà un polo commerciale, struttura che, come quelle simili, genera traffico veicolare con una forte incidenza sul territorio e sull'ambiente ?
Basteranno la nuova rotatoria posta a qualche decina di metri da un incrocio e successivo passaggio a livello delle FNM e una bretellina (vincolata alle autorizzazioni da parte di FS) verso via Busnelli per risolvere i problemi di traffico ? Queste opere, seppure a carico della società MAK srl, prevedono espropri di terreni pubblici e privati, l’eliminazione di pezzi di giardini, la penalizzazioni degli accessi alle abitazioni e la loro effettiva efficacia, senza una Valutazione di Impatto Ambientale globale, non sarà soggetta a verifica.
Al momento non c'è neppure la certezza  totale che con i capitali pubblici di Regione Lombardia venga attuato il superamento della linea ferroviaria FNM con un sottopasso in via Seveso/Cadorna così come prevede la soluzione (con molte criticità)  approvata dall'amministrazione di Santambrogio.
Sottopasso che, una volta insediato il polo commerciale e secondo le intenzioni delle amministrazioni succedutesi, apparirebbe ineluttabile e risolutore, con buona pace dei sostenitori del sovrappasso che evitano di esprimersi sulle decisioni prese in ambito AT1, aggrappati alla realizzazione della bretellina (parte della viabilità dell'AT1), quale strada utile all'ipotesi  sovrappasso da loro perorata..
Per il Comune di Meda, capire e vagliare prima è dunque inutile! 
Così , con la Delibera di Giunta n° 10 del 20-01-2021, l'amministrazione medese ha approvato il piano attuativo della MAK srl per un polo commerciale sull'area ex- Medaspan.
Nello stesso atto, la giunta ha avallato anche le controdeduzioni che respingono le osservazioni inoltrate insieme da Sinistra e Ambiente e da Impulsi-Sostenibilità e Solidarità (unici gruppi ad averlo fatto, oltre ai proprietari di un'area limitrofa).
L'esecutivo  di Santambrogio ha scelto dunque la strada di una accettazione superficiale,  privilegiando l'aspetto economico dell'operazione a discapito di un interesse pubblico che per logica necessitava e necessita di approfondimento preventivo su un intervento che condizionerà pesantemente il futuro dell'area e dell'economia cittadina.
E' stato sottostimato l'impatto che combina aspetti sociali, economici e ambientali, preferendo porre l'enfasi su come la trasformazione dell'area possa rappresentare il futuro biglietto da visita per Meda.
L'interesse e il benessere pubblico esigerebbero la capacità di affrontare problemi complessi con strumenti adeguati di analisi e partecipazione, giungendo a soluzioni coraggiose e virtuose a beneficio di tutta la comunità . La crisi finanziaria prima, quella climatica e pandemica oggi dovrebbero indurre maggiori attenzioni allo sviluppo sostenibile a partire dai luoghi che abitiamo e frequentiamo.
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LE CONTRODEDUZIONI ALLE NOSTRE OSSERVAZIONI
La lettura delle controdeduzioni evidenzia come l'amministrazione medese agisca al fine di velocizzare e rendere semplice l'iter per edificare sull'area, non volendo prendere in considerazione ne le criticità del comparto ne quelle che genererà la realizzazione del polo commerciale.
E' stata infatti respinta la nostra richiesta di una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) adducendo la motivazione che una VIA, in quel caso di competenza regionale, per la struttura originariamente prevista nel Piano Attuativo della Pabel avente una superficie di vendita più grande dell'attuale (9990 mq), era stata precedentemente esclusa dagli uffici regionali
Regione Lombardia aveva però definito la necessità di un Accordo di Programma con FS, FNM, società proponente, Comune di Meda e la stessa Regione, soggetti interessati o con servizi nel comparto. Il tavolo dell' Accordo di Programma non ha mai chiuso formalmente i lavori e così ora si ricorre a queste improprie motivazioni per non assoggettare a VIA il secondo piano attuativo, quello della MAK che "spalma" i 7500 mq di superficie di vendita.
Una procedura di VIA, di scala gerarchica minore, che l'Amministrazione Comunale (e non Regione Lombardia) avrebbe comunque potuto avviare.
Singolare poi che nella controdeduzione si giudichi la riduzione di 2500 mq di SV e la viabilità accessoria elementi sufficienti a garantire un minore impatto rispetto al precedente soluzione, accontentandosi di ciò e escludendo di conseguenza "sulla parola" la necessità di una VIA, senza avere l'ombra di uno studio sull'impatto viabilistico nel comparto.
Scoraggiante la controdeduzione sulla bretellina (rientrante appieno nella fascia di rispetto ferroviaria): "Non sono state rilevate osservazioni da parte di FS" durante la precedente fase di Valutazione Ambientale Strategica. Questo già lo sapevamo, ma quel che abbiamo osservato era la mancanza di un dato di certezza rispetto alle autorizzazioni e qui l'amministrazione rimanda a tempi futuri, "prima della realizzazione saranno acquisite ai sensi di legge tutte le autorizzazioni necessarie", dando per scontato che esse siano positive.
La nostra terza osservazione sulla necessità di approfondimenti chimico-analitici sul livello di  concentrazione di sostanze collegate alla storia produttiva e all'allocazione dell'area in zona classificata R dopo il disastro della vicina ICMESA (supportati anche da un parere ARPA in merito), è considerata "superflua" perchè comunque analisi preliminari (poche e non per tutti i composti chimici e nemmeno validate da ARPA) "furono eseguite su iniziativa della Pabel" e l'amministrazione ritiene "illegittimo" prescriverne ulteriori. Questo senza nemmeno prendere in considerazione l'espressione di ARPA del 2015, da noi allegata all'osservazione. 
ARPA che andrebbe perlomeno coinvolta per monitorare e certificare le analisi chimiche per il Piano Scavi, proprio così come esplicitato nelle sue comunicazioni.
 
Sinistra e Ambiente e Impulsi-Sostenibilità e Solidarietà
 
Le prime 2 osservazioni di Sinistra e Ambiente e di Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà con relative controdeduzioni

La terza osservazione con controdeduzione.


Sulla stampa, imperversa solo lo scontro su sovrappasso/sottopasso ed è finito in secondo piano la criticità più pesante, quella del Polo Commerciale. La riprende in un articolo Il Giornale di Seregno del 16-02-021, anche se va sottolineato che solo Sinistra e Ambiente ed Impulsi hanno chiesto, con osservazioni, una Valutazione di Impatto Ambientale.
Una VIA che l'amministrazione di Santambrogio non ha voluto avviare anche se ne aveva facoltà.


 

 

domenica 3 gennaio 2021

MEDA: LE CRITICITÀ DI UN COMPARTO URBANO DOVE È PREVISTO IL SOTTOPASSO FERROVIARIO E SU CUI PESA L'IPOTECA DI UN POLO COMMERCIALE

Nel consiglio comunale del 17-12-020, con i voti favorevoli della maggioranza formata da Lega Nord, Forza Italia, FdI e quelli del PD, l'astensione della Lista Civica Caimi Sindaco e i voti contrari di Polo Civico e Lega con Taveggia, sono stati approvati l'accordo e la bozza di convenzione con Regione Lombardia, Ferrovienord Spa, Concessioni Autostrade Lombarde (CAL) e Autostrada Pedemonrana Lombarda (APL) che affida a Ferrovienord Spa la progettazione esecutiva e la gestione dei lavori per realizzare il sottopasso ferroviario tra le vie Seveso e Cadorna.

Sottopasso alla linea ferroviaria FNM che comporterà anche lo spostamento di un tratto dell'alveo del Tarò/Certesa, la costruzione di un nuovo ponte e la chiusura del passaggio a livello ferroviario.
Il costo complessivo dell'intervento, pari a 11 milioni di euro sarà coperto da Regione Lombardia quale "anticipo" dei costi ancora formalmente in capo ad APL, per quella che ancora è  considerata come un'opera complementare della tratta B2 dell'autostrada Pedemontana.
Erano agli effetti 2 i sottopassi previsti ed approvati dal CIPE nell'ambito del progetto della Pedemontana: quello di via Cadorna/Seveso e quello di via Trieste.
E' noto a tutti che al momento non vi sono finanziamenti ne per ultimare l'infrastruttura ne per le opere ad essa complementari - per fortuna aggiungiamo noi, contrari al completamento di questa inutile e impattante autostrada.
Per questo, nell'accordo viene stabilito che Regione Lombardia anticipa la cifra necessaria, che  APL restituirà l'anticipo entro 24 mesi dalla sottoscrizione di un contratto di finanziamento della Tratta B2, prevedendo anche che nel caso di mancato reperimento di finanziamenti privati (Project Financing) o per effetto di decadenza, risoluzione o revoca della Convenzione Unica CAL/APL, la stessa APL verrà liberata dall'obbligo di restituzione a Regione Lombardia.
All'appello dei documenti richiamati nella bozza di convenzione mancano la Corografia con indicate la posizione dei manufatti in progetto, la Planimetria del progetto definitivo tratta B2 revisionato a giugno 2018 e il Profilo di progetto revisionato pure a giugno 2018.
Sono documentazioni importanti, elaborate da APLsu cui Ferrovienord dovrà lavorare per l'esecutivo ma che APL renderà disponibili solo dopo la firma della convenzione. Anche il conto economico risulta generico e privo di voci di dettaglio.
Una volta terminata la realizzazione e dopo il collaudo, il Comune di Meda diverrà proprietario del sottopasso e del nuovo ponte sul Tarò deviato, ne assumerà responsabilità e costi per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e con obblighi di riparazione o sostituzione dell’impianto di smaltimento acque meteoriche, degli impianti elettrici, delle lampade d’illuminazione, delle pavimentazioni e degli interventi necessari a garantire il regolare deflusso delle acque etc.
La progettazione e i lavori di realizzazione, collaudo con consegna dei manufatti, secondo il cronoprogramma allegato, dovrebbero concludersi dopo 3 anni e 8 mesi circa dalla firma della convenzione.
L'amministrazione comunale ha dunque fatto un passo formale decisivo, optando per un sottopasso costoso e in una zona particolarmente critica perche inclusa, anche se al limite, nell'area a rischio idrogeologico per esondazione del Tarò, con una progettazione ed esecuzione affidata a terzi.
Come avevamo scritto in un precedente articolo,  (I LIMITI DELLA POLITICA MEDESE SU SOTTOPASSO O SOVRAPPASSO) non gli hanno dunque fatto cambiare idea le poco incisive uscite mediatiche individuali sui social ne tantomeno l'azione di un solo gruppo consiliare svolta nell'assise istituzionale locale.
Purtroppo le problematiche dell'intero comparto compreso tra la tratta ferroviaria Milano-Como-Chiasso delle FS, la via Busnelli, le vie Seveso/Cadorna e lo svincolo della superstrada sono molteplici e non riguardano solo il sottopasso. 
Quasi nessuno ne sta parlando e scrivendo, mettendo in discussione ricette di un modello di
sviluppo superato che crea più problemi che opportunità, ma in questa porzione del territorio medese, ultimamente al centro di interventi, c'è anche la criticità del pianificato polo commerciale sull'area ex-Medaspan. E' un silenzio, probabilmente di convenienza, anche per chi perora la soluzione del sovrappasso per cui risulta utile la previsione della bretella via Cadorna/via Busnelli, inserita nel progetto del polo commerciale. 
Per evidenziare le negatività di questo progetto, ormai con Piano Attuativo adottato, Sinistra e Ambiente e il gruppo Impulsi-Sostenubilità e Solidarietà hanno presentato Osservazioni prima che sia approvato definitivamente, chiedendo una Valutazione di Impatto Ambientale.
L'insediamento della struttura commerciale su 4 anonimi edifici (che abbiamo analizzato e valutato su: AMBITO DI TRASFORMAZIONE AT1 EX-MEDASPAN: CAMBIA LA PROPRIETÀ, CAMBIA IL PIANO ATTUATIVO MA RESTANO TUTTE LE PERPLESSITÀ) con comune viabilità di accesso, in corrispondenza dell'attuale svincolo di entrata/uscita della superstrada Milano-Lentate (SS 35) porterà traffico veicolare e inquinamento atmosferico aggiuntivo che ancora nessuno sinora ha voluto quantificare e influirà pesantemente sui negozi di prossimità.

Come nostra abitudine, pubblichiamo la Delibera di Consiglio, con allegati l'Accordo, il Conto economico, il Cronoprogramma e la bozza di Convenzione.

giovedì 10 dicembre 2020

SINISTRA E AMBIENTE E IMPULSI PRESENTANO OSSERVAZIONI AL PIANO ATTUATIVO SULL' AREA EX MEDASPAN

Dopo aver attentamente analizzato la documentazione relativa al Piano attuativo 2020 sull'ambito di trasformazione AT1 dell'ex Medaspan adottato con delibera di giunta n° 137 il 9-11-020, i gruppi di Sinistra e Ambiente e di Impulsi-Sostenibilità e Solidarietà, hanno espresso le perplessità e contrarietà al piano attuativo e ora hanno presentato Osservazioni allo stesso.
Le Osservazioni dovranno essere accolte o respinte prima della fase di approvazione del Piano Attuativo.

L'osservazione principale argomenta e chiede che l'amministrazione avvii una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sull'insediamento di un polo commerciale nell'area ex Medaspan, anche ai sensi di quanto definito nell'Allegato B, punto 7 lettera b6 della LR 5/2010
Il furbo spacchettamento su più edifici non risolve l'impatto COMPLESSIVO di queste strutture sul traffico veicolare e sull'inquinamento atmosferico aggiuntivo oltrechè sull'impatto economico che ne deriverà per i negozi di vicinato.
Anche le criticità viabilistiche dell'area, con l'annosa vicenda del superamento della linea FNM, devono entrare a pieno titolo in una VIA.

La seconda osservazione riguarda la bretella da via Cadorna a via Busnelli voluta dall'amministrazione comunale nel 2017.
Per essere realizzata, da una prima lettura delle normative nazionali in essere, richiede con ogni probabilità l'autorizzazione di FS (secondo il DPR 753 del 11 luglio 1980 art. 58) poichè ricade per buona parte dentro la fascia di rispetto della linea ferroviaria Milano-Como-Chiasso.
Si chiede prioritariamente di definire l'iter autorizzativo.

Infine la terza osservazione, in cui si chiede che l'amministrazione comunale esiga l'elaborazione di un Piano di gestione e di utilizzo delle terre di scavo, un PIANO SCAVI con analisi chimiche dettagliate di caratterizzazione  per glo elementi e i composti che già nel 2015 Arpa suggeriva durante la fase di VAS.
Una VAS con uno studio ambientale che fu, a nostro avviso, decisamente insufficiente, con poche analisi chimiche, effettuate senza un protocollo e una modalità CONCORDATA con ARPA e pertanto non validabili da ARPA.
Per questo è necessario un Piano Scavi con analisi chimiche di caratterizzazione che vedano il coinvolgimento della stessa ARPA nel contradditorio e nella validazione.
Questo affinchè si tenga conto che l'area ex Medaspan è nel perimetro di quella che venne definita come "zona R o di rispetto" per il livello di contaminazione da diossina Tcdd fuoriuscita dall'Icmesa nel 1976, nonchè della pregressa attività della fabbrica Medaspan che produceva pannelli in compensato e truciolato con l'uso di formaldeide e solventi.
 
Sotto le osservazioni inoltrate congiuntamente da Sinistra e Ambiente e da Impulsi-Sostenibilità e Solidarietà.
 




lunedì 16 novembre 2020

AMBITO DI TRASFORMAZIONE AT1 EX-MEDASPAN: CAMBIA LA PROPRIETÀ, CAMBIA IL PIANO ATTUATIVO MA RESTANO TUTTE LE PERPLESSITÀ

La configurazione del nuovo Piano Attuativo sull'area ex-Medaspan - cliccare sopra per ingrandire

In data 13-10-020 s'è tenuto un incontro secretato della Commissione Territorio e Ambiente con argomento l'attuazione del piano sull'ambito di trasformazione AT1 (ex Medaspan) dove è prevista la realizzazione di un centro commerciale.
A distanza di un mese, il 9-11-020, è stata pubblicata sull'albo pretorio la delibera di Giunta di adozione del Piano Attuativo per quell'ambito di trasformazione con allegata documentazione. Come è nostra consuetudine, l'abbiamo analizzata per poi dare informazioni precise e dettagliate.
Dagli elaborati si comprende che alcune cose sono cambiate rispetto al progetto originale della Pabel approvato il 25-01-2016 dall'allora Giunta Caimi.
Innanzi tutto la proprietà è passata dalla Pabel spa, legata ad una catena di distribuzione trovatasi in difficoltà, alla società Officine Mak srl.
La Officine Mak srl, a dispetto del nome è una realtà che si occupa di attività immobiliari con finalità residenziale e commerciale. Questa società risulta incorporata nel gruppo Consonni Company.
Non sarà quindi evidentemente l'utilizzatore finale che si insedierà nell'area.
La nuova proprietà, subentra quindi come proponente del Piano Attuativo, variandolo.

L'AGGIORNAMENTO DEL PIANO ATTUATIVO

C'è una riduzione della capacità edificatoria in progetto che passa da mq. 25.455 di Superficie Lorda a Pavimento (SLP) a mq. 15.410 di SLP, con una suddivisione della componente commerciale.
Mentre il Piano attuativo del 2016 era costituito da un unico edificio con la parte destinata a Centro Commerciale avente una superficie di vendita pari a 9900 mq, l'attuale proposta di aggiornamento delle Officine Mek prevede tre medie strutture di vendita tra loro distinte e separate su tre edifici - piano terra con posteggi, primo piano e secondo piano (massima altezza di circa 15 mt) - più un quarto edificio con la struttura a piano terra.
Le tre strutture principali hanno un dimensionamento massimo di mq. 2.500 di Superficie di Vendita (SV) sia per settore merceologico alimentare sia per quello non alimentare.

E' previsto anche l'insediamento di funzioni complementari, compatibili ed accessorie quali attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, attività paracommerciali, di artigianato di servizi, terziarie, ludico-ricreative e per l’intrattenimento.

La tabella di confronto tra PA del 2016 e attuale PA
 
Scompare completamente dal progetto la struttura alberghiera, il centro del gusto e le attività complementari che l'amministrazione Pd di Caimi considerava caratterizzanti e che consentivano di edulcorare il "core businness" di un centro commerciale con grande struttura di vendita.

La suddivisione per lotti delle strutture

LA VIABILITÀ ACCESSORIA

Nel nuovo Piano Attuativo è compresa anche la viabilità di accesso con tre rotatorie, un sottopasso sulla rampa di accesso alla S.P 35 (superstrada), un ponte su Tarò e la bretella di aggiramento voluta dal 2017 dall'amministrazione comunale che dovrebbe essere realizzata dentro la fascia di rispetto ferroviaria e per la quale servirà, con ogni probabilità (ai sensi del DPR 753 del 11 luglio 1980 art. 58) autorizzazione da F.S.
E' previsto anche un tracciato ciclopedonale, seppur ridisegnato e ridimensionato rispetto al precedente Piano Attuativo.

La viabilità prevista

NECESSITÀ DI UNA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE E PRESCRIZIONI REGIONALI GIUDICATE DAL PROPONENTE COME "SUPERATE"

Officine Mak srl cerca di presentare le tre strutture di vendita come distinte ed autonome con funzionalità e gestioni separate, per evitare l' applicazione della LR 5/2010, che prevede l’assoggettamento a procedura di verifica di VIA (di competenza comunale) per la “costruzione di centri commerciali con superficie di vendita fino a 1.500 mq nei comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti o con superficie di vendita fino a 2.500 mq nei comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti”.
Tutto ciò anche se appare evidente il configurarsi di un complesso commerciale su cui sarebbe invece opportuno l'assoggettamento ad una Valutazione di Impatto Ambientale, visto e considerato il richiamo di traffico aggiuntivo e la sua ubicazione in una zona particolarmente critica di Meda nonchè per le ricadute sulla rete dei negozi di prossimità.
Il proponente oltretutto mantiene e si riserva altresì la facoltà all’allocazione di insediamenti di grande struttura di vendita espletando le procedure previste dall’art. 6 della LR 6/2010.
Riguardo invece alla prescrizione contenute nella DGRL n. X/4668 del 23.12.2015 con l’obbligo di sottoscrizione di un Accordo di Programma per la definizione degli interventi infrastrutturali correlati alla trasformazione dell’area “Ex Medaspan” e al vincolo prescrittivo di chiusura del passaggio a livello (di via Cadorna/Piave) e conseguente necessità di superamento della linea ferroviaria FNM per procedere all'apertura della grande struttura di vendita, il proponente li ritiene entrambi superati nonostante la Segreteria tecnica dell’Accordo di Programma non abbia ancora concluso i propri lavori.
L'interpretazione che dà è che l’aggiornamento del PA non contiene (contrariamente a quanto previsto nel PA del 2016)la previsione di allocazione in sito di una grande struttura di vendita, la cui attivazione era stata subordinata al vincolo prescrittivo della realizzazione di “opere sostitutive di chiusura dell’attuale passaggio a livello (...)”, da declinarsi anche in specifico Accordo di Programma.
Inoltre il proponente sostiene che la realizzazione delle nuove strutture di vendita e la loro apertura possono essere indipendenti da qualsivoglia opera di superamento della linea ferroviaria di FNM.
Al proposito, nella relazione tecnica, viene scritto che "il nuovo assetto dimensionale e distributivo contenuto nell’odierno aggiornamento del PA comporta una significativa riduzione dei flussi di traffico, rendendo, dunque, pienamente compatibile e sostenibile l’attivazione degli interventi in progetto anche in assenza della realizzazione del previsto sottopasso".

LA NOSTRA VALUTAZIONE, LE NOSTRE CONSIDERAZIONI

Rispetto a quanto più volte esplicitato e considerando la posizione presa quando - allora presenti in Consiglio Comunale come gruppo di Sinistra e Ambiente - bocciammo la variante parziale al PGT sull'area ex Medaspan dove la Pabel prevedeva l'insediamento di un centro commerciale con una superficie di grande vendita, annessi servizi e un albergo, le nostre perplessità permangono.
La nuova configurazione, anche se diminuisce la Superficie Lorda di Pavimento (SLP), mantiene la stessa natura e le stesse finalità progettuali.
L'immagine di ingresso nella città sarà comunque costituita da un anonimo centro commerciale, anzi, da un "complesso commerciale" configurato su altrettanto anonimi scatoloni di cemento, il primo dei quali, per la posizione e la funzione, supponiamo destinato alla ristorazione veloce. C'è anche una "piazza artificiale inserita tra questi cubi e annessi ampli e spalmati posteggi a servizio. Non certo un panorama edificante e un buon biglietto da visita per Meda.
Un progetto che di "qualitativo" ha dunque ben poco, che rimarca altre simili realizzazioni sparse per la Brianza. Oltretutto con una superficie a verde, un verde ricostruito e ben poco naturale, che risulta essere ridotta rispetto al precedente Piano Attuativo. Una struttura che recherà oltretutto danno alla rete dei negozi di prossimità della nostra città.
C'è poi l'aspetto viabilistico molto problematico nel comparto in cui questa struttura si trova inserita.
Il traffico aggiuntivo richiamato da questo polo commerciale ne aumenterà la criticità.
Anche la bretellina, chiesta ed ottenuta dall'amministrazione, mostra i suoi limiti, innestandosi su di una via dallo stretto calibro qual'è via Busnelli con un collo di bottiglia determinato delle dimensioni inadeguate del ponte con passaggio semaforizzato sotto le FS in direzione di Seveso. All'altro capo, in prossimità della rotatoria di via Cadorna, questa nuova arteria potrebbe interferire con il percorso ciclopedonale che conduce al quartire Polo (Meda sud).
Questo raccordo risulta poi insistere dentro l'area definita come fascia di rispetto della linea FS per cui saranno con ogni probabilità necessarie le debite autorizzazioni per la sua realizzazione.
Nel comparto, risulta ancora tutta da risolvere il "superamento" della linea FNM Milano-Asso che l'amministrazione intende attuare con la realizzazione del sottopasso in via Cadorna/Piave e con lo spostamento dell'alveo del Tarò.
Tempistiche incerte, che si protarranno negli anni e finanziamenti regionali per ora solo previsti.
Si rischia anche che la realizzazione di questa area commerciale si concretizzi indipendentemente dal superamento della linea ferroviaria e dalla chiusura del passaggio a livello.
Il proponente cerca infatti di dimostrare che ciò che si farà sull'area ex Medaspan avrà un'incidenza minima sul traffico corrispondente e che pertanto si potrà procedere con l'edificazione senza vincoli legati alle criticità viabilistiche esterne al perimetro dell'AT1.
E' un azzardo ma non è chiaro come l'amministrazione intenda muoversi per evitare questo azzardo.
Dai dati ricavati dal Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) e dalla realtà, questa zona del Comune di Meda risulta avere già volumi di traffico veicolare tra i più elevati, in entrambe le direzioni, tra quelli registrati nel nostro territorio, con una significativa presenza di veicoli pesanti.
Non è poi secondario che nè il progetto del sottopasso nè i suoi tempi di realizzazione sono nelle disponibilità dell'amministrazione, perchè totalmente demandati a Regine Lombardia e a FNM, come dimostrato nella risposta all'interrogazione del Polo Civico.
Questa situazione, unita alla solidità finanziaria, con un consistente avanzo di amministrazione accantonato negli anni precedenti (seppur in parte utilizzato per l'emergenza Covid19) non giustifica necessità immediata di incasso di oneri di urbanizzazione e suggerirebbe prudenza e attenta valutazione nelle decisioni da prendere. E' poco comprensibile la fretta mostrata nell'assecondare l'operazione dell'attuale proprietà dell'area ex Medaspan. Operazione che ripropone ancora una volta un modello di sviluppo non più sostenibile, opposto ad una sana pratica per la costruzione di comunità e in contrasto con la vocazione manifatturiera di Meda.
Si punta su un terziario commerciale che si sta sgretolando e che si fa concorrenza imponendo prezzi ingiusti ai produttori e riducendo i diritti e i salari dei lavoratori.
Stante il panorama, servirebbe indubbiamente un approfondimento che potrebbe esserci se  l'amministrazione comunale prescrivesse  una Valutazione di Impatto Ambientale  ai sensi dell'Allegato B, punto 7 lettera b6 della LR 5/2010 proprio in virtù delle tante incognite gravanti su questa realizzazione.

Sinistra e Ambiente di Meda + Impulsi Sostenibilità e Solidarietà

Sulla stampa:


sabato 10 ottobre 2020

I LIMITI DELLA POLITICA MEDESE SU SOTTOPASSO O SOVRAPPASSO

Sulla vicenda medese avente come argomento la scelta di un sottopasso o di un sovrappasso per il superamento della linea ferroviaria di Trenord, i gruppi di IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ e di SINISTRA E AMBIENTE hanno stilato delle riflessioni  comuni.
 

Con il Consiglio Comunale tenutosi tre mesi fa, il 25-6-2020, il Sindaco Luca Santambrogio e la sua maggioranza composta da Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia hanno, nei fatti, preso una decisione relativamente al superamento della linea FNM.
In quella sede, la maggioranza ha respinto contemporaneamente la mozione dei gruppi del PD e della Lista CAIMI Sindaco che avrebbe impegnato il Sindaco e la Giunta a convocare la Commissione Territorio e Ambiente con lo scopo di attivare un percorso di esame del sottopasso via Seveso-via Cadorna e l’interpellanza del Polo Civico che chiedeva di motivare le ragioni della scelta sulla base di due diverse opzioni, includendo il sovrappasso della linea FNM in zona stadio comunale di via Busnelli.
Nella stesso Consiglio, la maggioranza, ha approvato una variazione di bilancio per spese d'investimento di cui 2 Mln di euro sono destinati ad integrare le risorse che erano già previste a bilancio di previsione da Regione Lombardia (9 Mln di euro) per il sottopasso.
Dopo soli due mesi da quel momento, Regione Lombardia (la cui guida, guarda caso leghista, si distingue per inique disposizioni volte ad avvantaggiare sindaci esponenti di giunte dello stesso partito e di destra) ha rilanciato con la delibera di Giunta 3531 del 5 agosto 2020 e aggiunto al bilancio di previsione anche questi ultimi 2 milioni di euro inserendoli tra le risorse del Programma degli interventi per la ripresa economica (2020-2023). Il contributo regionale sarà però disponibile solo nel 2023.
Questi due milioni di euro, ai sensi della stessa DGR 3531, con ogni probabilità rischiano però di non essere effettivamente assegnati essendo l'intervento già coperto da un finanziamento pubblico, quello del Comune di Meda.
Del sottopasso esiste uno studio di fattibilità e un progetto definitivo che è collegato alle opere viabilistiche complementari di Pedemontana e il cui costo realizzativo verrebbe così "anticipato" integralmente da Regione (e Comune di Meda) semprechè vengano realmente messi a disposizione i fondi stanziati a bilancio.
Forte di questa situazione, l'amministrazione medese non ha consentito momenti di analisi, approfondimento e valutazione condivisa su quale soluzione scegliere. Nel frattempo, anche il PD medese s'è dichiarato soddisfatto degli atti di Regione Lombardia che hanno chiarito le sue "perplessità di ordine economico" - non quindi sulla soluzione sottopasso da adottare, in perfetta continuità con le decisioni dell'allora giunta Caimi.

Il sottopasso ha parecchie criticità: necessita dello spostamento dell'alveo del Tarò/Certesa, è al limite della zona mappata nel PGT come area a rischio idrogeologico per esondazione del Tarò e può essere scenario di allagamento in caso di forti e violente precipitazioni creando disagio se non pericolo oggettivo per gli automobilisti. Intercetta inoltre il "Sevesello", antica roggia tombinata e un collettore fognario, ha un costo realizzativo elevato (11 milioni di euro) e l’importante area di cantiere isolerebbe un’intera zona per lungo tempo.
A suo favore c'è la fase avanzata di progettazione con uno studio di fattibilità, un progetto definitivo  mentre non c'è l'esecutivo di cui dovrebbe occuparsene TreNord.
Le risorse economiche di 9 + 2 milioni sono state messe a bilancio regionale e comunale seppur con l'incertezza di assegnazione della tranche dei 2 milioni, comunque pianificata nel 2023.

Anche il sovrappasso ha le sue criticità, la principale delle quali è relativa alle superfici dove dovrebbe essere allocato, nel corridoio libero posto tra la linea RFI Milano-Chiasso, l'area ex Medaspan e il vecchio, ma ancora utilizzato campo sportivo comunale Busnelli. Tali superfici sono vincolate nell'attuale PGT medese come fascia di salvaguardia per il progetto di quadruplicamento della linea ferroviaria Milano-Chiasso. Per realizzare il sovrappasso sarebbe necessario ottenere una deroga da RFI. Sull'ipotesi di sovrappasso non esiste alcun progetto nemmeno nella fase preliminare, nè tantomeno una valutazione economica di massima.
Per entrambe le soluzioni, andrebbe meglio configurata la viabilità a ovest della linea Trenord, ma anche e soprattutto ad est per l’ipotesi sovrappasso.

L'amministrazione comunale con i gruppi politici di maggioranza che la compongono (Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d'Italia) s'è più volte pronunciata con decisione a favore della soluzione sottopasso, affermando che qualsivoglia criticità è tecnicamente risolvibile.
Sicuramente per il sottopasso l'avere uno studio di fattibilità, un progetto preliminare e l'appoggio di Regione Lombardia con lo stanziamento dei fondi a bilancio sono indubbi aspetti che favoriscono la posizione del sindaco Santambrogio, della sua Giunta e della sua maggioranza.

L'azione dei sostenitori del sovrappasso non è stata all'altezza di aprire un confronto vero e allargato. 
E' stata un'azione fatta di interrogazioni e mozioni in Consiglio Comunale da parte del consigliere di un gruppo di minoranza (Polo Civico per Meda) e da una campagna mediatica sui social e sulla stampa locale attuata da singoli che ha coinvolto individualmente anche alcune figure professionali operanti sul territorio al fine di presentare il sovrappasso quale soluzione migliore per Meda.
Certamente operazioni insufficienti a creare ripensamenti o a far crescere contraddizioni e dissensi all'interno della maggioranza e tra i sostenitori del sottopasso.
Chi preferisce il sovrappasso ha creato le condizioni per un'esposizione di alcune persone ma non ha modificato minimamente la volontà di scelta degli amministratori.
Serviva ben altro.
L'esperienza fatta da Sinistra e Ambiente nel coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE ci porta ad affermare che serviva una pratica e un'azione collegiale e non di singoli individui, spesso più attenti all'apparire che ad ampliare le adesioni e le condivisioni.
Serviva coinvolgere altri gruppi ed associazioni del territorio con cui mettere in comune un obiettivo.
Serviva spendere tempo ed energie per convincere, mediare e condividere azioni ed argomentazioni come soggetti collettivi.
Serviva mostrare che sul territorio esistono significative parti della cittadinanza che volevano capire e discutere prima di prendere decisioni definitive e pertanto essere coinvolte in un processo di conoscenza delle soluzioni in campo, in tutti i loro aspetti.
Non va nascosto infine che realizzare un sottopasso o un sovrappasso darà rispondenza alla prescrizione regionale del "superamento" della ferrovia, dando facoltà di apertura del centro commerciale la cui costruzione è prevista nell'ambito di trasformazione AT1 (ex Medaspan).
Un progetto, con tanto di piano attuativo, che non ci ha mai convinto perchè la consideriamo foriera di nuovo traffico veicolare aggiuntivo e causa di potenziale rischio per i negozi di prossimità ancora presenti a Meda.
In questo "scontro" si sono dunque ancora una volta rivelate tutte le debolezze e le malattie croniche della politica medese, fatta da decisionismo escludente, chiusura al confronto e individualismi sterili. Pratiche negative che bloccano la conoscenza condivisa e diffusa e la consapevolezza che consente di fare una scelta, vagliandola nella sua completezza.

IMPULSI - SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ + SINISTRA E AMBIENTE

giovedì 26 luglio 2018

PER L'AMMINISTRAZIONE DI MEDA IL CENTRO COMMERCIALE SI DEVE FARE AD OGNI COSTO

I recenti passi della giunta medese, aldilà delle passate espressioni di contrarietà quando la Lega era all'opposizione, svelano le attuali volontà fatte di atti amministrativi per consentire la realizzazione ad ogni costo del centro commerciale sull'area ex Medaspan.
Il 18-7-018 è stata pubblicata la Delibera di Giunta n° 159 (sotto visibile e scaricabile) che assume in toto le considerazioni e il parere del responsabile dell'Area Infrastrutture e Gestione del Territorio.
Considerazioni utili per la discussione al tavolo regionale che deve definire l'Accordo di Programma, base per avviare i lavori del centro commerciale con annessi servizi fortemente voluto dalla passata giunta Pd di Caimi e ora fatto proprio anche dalla giunta di Santambrogio.
Insomma, sul centro commerciale c'è trasversalità d'intenti.
L'amministrazione sta cercando, con il supporto del proprio ufficio tecnico, di superare la prescrizione di Regione Lombardia che condiziona la possibilità di apertura della struttura di grande distribuzione ad un precedente "superamento" della linea ferroviaria FNM.
Di fatto, tutti si sono resi conto che il sottopasso alla ferrovia (con spostamento dell'alveo del Tarò) da costruire con le risorse economiche messe a disposizione dalla soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) è e rimane una chimera vista la totale indisponibilità di fondi in cui versa la società.
Ecco allora che l'ufficio tecnico medese cerca di influenzare una modifica delle priorità per bypassare la prescrizione regionale e contemporaneamente evitare che la proprietà debba accollarsi uno studio di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).
Così, al centro delle attenzioni, si cerca di porre l'aspetto ambientale e non più l'aspetto trasportistico e della viabilità, già ora estremamente critica nel comparto di via Busnelli, via Piave, via Cadorna, degli svincoli della superstrada (con punte di 1513 veicoli/ora come rilevato nel Piano Generale del Traffico Urbano) e con evidente possibilità di aggravio qualora fosse realizzato il centro commerciale.
Si cerca quindi di far passare in primo piano la sola "riqualificazione" dell'area dismessa ex Medaspan a mezzo del pianificato (nel PGT) intervento privato della Pabel, estrapolandola dal contesto problematico della viabilità e dei flussi di traffico del comparto e considerando e facendo pesare la prevista trasformazione come miglioramento rispetto alle condizioni attuali.
L'intervento sull'area ex Medaspan, prevede il centro commerciale, un albergo con annessi posteggi e servizi e un ripristino a verde delle sponde del Tarò.
Proprio su questo punto, il responsabile dell'Area Infrastrutture e Mobilità si spinge a scrivere:
"ci si può rendere facilmente conto delle ricadute negative che attualmente sono determinate dalla non attuazione della trasformazione, ed in questo modo, a parere di questo Ente, la pesatura degli aspetti ambientali legati alla mancata riqualificazione possono determinare le decisioni di merito ai fini della dichiarazione di esclusione di VIA nel procedimento in atto e contestuale superamento dei vincoli trasportistici."
Nel parere di merito, l'Area Infrastrutture e Gestione del Territorio, insiste affinchè il progetto di grande struttura di vendita non sia assoggettato alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) perchè risulta di maggior preponderanza la riqualificazione ambientale rispetto al vincolo trasportistico e poichè, a suo dire, non sussistono incompatibilità con la tipologia di trasformazione prevista ne effetti negativi per l'ambiente.
Si vuole dunque ignorare che le criticità di una zona già a traffico veicolare intenso e consistente, con flussi e direzioni complesse e con la probabilità pressochè certa di un incremento dello stesso causato dalla presenza del centro commerciale, costituisca un problema che incide sulle condizioni ambientali che meriterebbe un'analisi approfondita proprio a mezzo della Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA).

Già poi il sottopasso potrà essere realizzato comunque ...... in un tempo successivo.
Intanto, meglio facilitare l'intervento del privato ..... per il resto si vedrà.
Un atteggiamento che ha sempre caratterizzato sin dall'origine l'intero iter di questa variante parziale trattata separatamente e non in variante generale  al PGT del 2012.

Sinistra e Ambiente ha sempre manifestato la contrarietà alla trita e ritrita ricetta d'insediare un centro commerciale sul'area dismessa ex Medaspan, denunciando le incongruenze e le anomalie dell'iter, le ricadute negative sulla rete dei negozi di prossimità, l'aggravarsi delle criticità relativamente al traffico veicolare e il connesso aumento dell'inquinamento atmosferico oltre alla soluzione poco praticabile di sottopasso con spostamento dell'alveo del Tarò in area a rischio idrogeologico.

Sotto la Delibera di Giunta con allegato parere del responsabile dell'Area Infrastrutture e Gestione del Territorio da leggere con attenzione.

venerdì 28 aprile 2017

CENTRO COMMERCIALE SU AREA EX MEDASPAN: AFFANNOSA RICERCA DI UNA SOLUZIONE PER LA VIABILITA'


E' tornato nel Consiglio Comunale del 26-4-017, l'AT1, l'ambito di trasformazione ex Medaspan dove l'amministrazione Caimi ha fortemente voluto il Centro Commerciale con contorno di albergo e servizi.
E' tornato con una procedura "d'urgenza", ingiustificata dal punto di vista degli obblighi e delle scadenze temporali istituzionali e amministrative ma per scelta politica di Caimi e del PD che si sono voluti evidentemente intestare il merito, in vista dellla scadenza elettorale, di approvare una integrazione alla bozza di convenzione passata nel CC del 25-01-015 (voto contrario di Sinistra e Ambiente).
Per Caimi e il PD serve infatti dare una mano all'investitore privato perchè i lavori del tavolo regionale dell'accordo di programma hanno tempi più che mai incerti e sono complicati da una prescrizione di Regione Lombardia che vincola l'apertura del centro commerciale al superamento della linea ferroviaria FNM.
Superamento al momento impossibile visto che il previsto (e critico) sottopasso di via Cadorna-via Seveso con spostamento dell'alveo del Tarò non ha la copertura economica perchè compreso nelle opere complementari da realizzare a carico della soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) le cui casse sono da tempo vuote.
Sono crollate così le più rosee previsioni di Caimi e del PD che prevedevano la chiusura dell'iter in tempi rapidi, previsioni accompagnate da incauti annunci dai titoli roboanti.
Così, visto e considerato che la normativa prevede che la CONVENZIONE finale dell'AT1 (la bozza è stata approvata nel CC del 25-1-015) debba essere ratificato entro un anno dall'approvazione del Piano Attuativo, con la delibera portata in Consiglio il 26-4-017, per non correre rischi, agganciano i termini temporali alla pubblicazione dell'Accordo di Programma e non al Piano Attuativo.
Ma non si tratta solo di questo.
Per cercare di aggirare la severa prescrizione della Regione sul superamento della linea ferroviaria FNM, viene proposto e portato alla ratifica del CC un "raccordo" stradale che collega la rotonda di via Cadorna alla via Busnelli, passando per la viabilità d'accesso all'AT1.
Costi a carico del privato (stimati 935.000 euro) e catalogazione come Opera Pubblica e pertanto uso di aree di proprietà pubblica e privata a mezzo esproprio per la sua realizzazione.
Il "raccordo" con in rosso la percorrenza a doppio senso 
da via Cadorna a via Busnelli
Questa soluzione è quindi sicuramente e prioritariamente cercata per tentare d'uscire dall'impasse determinato dai problemi di viabilità e di traffico aggiuntivo indotto dalla allocazione di un centro commerciale su un area critica quale l'ex-Medaspan.
Appare inoltre evidente che il raccordo sconterà le limitazioni derivanti dal calibro di via Busnelli e sopratutto delle dimensioni inadeguate del ponte sotto le FS in direzione di Seveso.
Sul punto traffico, pur sbandierando l'esistenza di studi trasportistici sull'area elaborati  al tavolo dell'accordo di programma e se pur sollecitati più volte, l'amministrazione e il responsabile dell'ufficio Infrastrutture e Mobilità, non hanno saputo o voluto fornire alcun dato ne sul numero stimato dei veicoli intercettati dal raccordo ne sull'analisi del carico globale sul comparto.
Il gruppo di Sinistra e Ambiente, continuando a ritenere un errore la scelta di consentire la costruzione d'un centro commerciale sull'area ex Medaspan anche per le problematiche di traffico e circolazione da esso indotto e considerando la soluzione del raccordo poco efficace e comunque prioritariamente utile alla semplificazione della trattativa in corso in Regione, ha espresso conseguentemente un voto di contrarietà alla delibera.

martedì 26 gennaio 2016

MEDA: l'AT1 (ex Medaspan) APPROVATO DA Pd e PdL


Nel Consiglio Comunale del 25-01-016, il PD, a supporto della giunta Caimi e con l'aiuto del fedele alleato Molteni del PdL/Ncd hanno "entusiasticamente" approvato la delibera del piano attuativo sulla Variante Parziale per l'ambito di trasformazione AT1 ex Medaspan dove è prevista la realizzazione di un CENTRO COMMERCIALE, di un albergo e connessi servizi.
Con il suo, ormai consueto "stile" che lo contraddistingue, il sindaco Caimi ha rimarcato la granitica certezza che quest'operazione porterà "benessere" e "occupazione" a Meda. 
Abbiamo anche appreso che lì, si proprio lì, "si farà anche cultura" e che gli ambientalisti sono ..... "affetti da una qualche patologia", si, insomma, sono malati, visto che insistono nell'indicare confusione nella VAS e a evidenziare analisi ambientali poco garantiste poichè fatte in modo incompleto e senza il coinvolgimento di ARPA nonchè ad avere seri dubbi per i problemi trasportistici e di viabilità che saranno ingenerati dalla realizzazione del centro commerciale nell'AT1.
Per saperne di più, leggete sotto il testo dell'intervento del nostro Consigliere Comunale.


25-01-016

Sul capitolo AT1 molti sono gli aspetti poco condivisibili.
Cominciamo dall’aspetto delle ANALISI AMBIENTALI proprie della procedura di VAS e dall’iter della VAS.
Come è noto ai più, Sinistra e Ambiente presentò nel CC del 29-10-015 una mozione che VENNE RESPINTA per analisi supplementari per la TCDD, la formaldeide e i solventi, tutti composti chimici legati alla “storia” dell’area.
Successivamente, Sinistra e Ambiente ha contattato ARPA e oltre a ricevere un parere sulle analisi ambientali da effettuare, ha scoperto che una comunicazione dell’Agenzia inviata in data 17-07-15, inspiegabilmente non risultava negli atti di VAS anche se pervenuta prima del termine di chiusura della stessa procedura prevista per il 25-07-015.  Insomma una procedura di VAS con un Parere Motivato del 25-07-015 e una Dichiarazione di Sintesi sempre del 25-07-015 che risultava comunque INCOMPLETA.
Ora poi con un nuovo Parere motivato, e una Dichiarazione di sintesi  definiti “finali”  s’è cercato di far “rientrare” quella comunicazione che faceva riferimento anche alle PROCEDURE DI CARATTERIZZAZIONE da ESPLICITARE NEL PIANO SCAVI che deve essere formulato (lo ricordiamo ai soggetti responsabili) PRIMA della Movimentazione del terreno e deve essere comunicato ad ARPA per verificare congiuntamente la corretta tipologia delle analisi da effettuare.

Ma queste “modifiche” ai documenti nella VAS sono avvenute in occasione della chiusura della fase di Osservazioni alla Variante Urbanistica.
Una procedura di VAS quindi quantomeno CONFUSA e che lascia MOLTI DUBBI sull’ITER SEGUITO.
Oltre a ciò, nel cc del 17-12-015 una serie poco chiara  di annunci dell’amministrazione dava evidenza di alcune analisi ambientali per la TCDD effettuate comunque ad ottobre e ora presentate come “indagini preliminari”.
Si tratta di 4 SONDAGGI che giudichiamo NON RAPPRESENTATIVI DELL’EFFETTIVA CONDIZIONE DEL SITO poiché 4 carotaggi  non sono sufficienti per la vastità dell’area da caratterizzare, e non sono neppure rappresentativi del primo sottosuolo ”naturale”, anche detto Top Soil, entro il qual si sarebbe potuta rinvenire la Diossina TCDD.
I sondaggi hanno infatti riguardato terreni da 0,5 fino a 2,5 metri di profondità.
In occasione dell’approvazione del Piano di Caratterizzazione dei terreni interessati dalla Pedemontana, a poca distanza dall’AT1, ARPA  ha ribadito quali siano le metodiche da utilizzare sia relativamente alle profondità da analizzare sia le modalità di prelievo dei terreni, nello specifico 5 aliquote progressive per ogni punto di indagine.
Quelle sull’AT1 sono invece analisi effettuate senza un protocollo e una modalità CONCORDATA con ARPA e pertanto non validabili da ARPA.
Eppure, in un sondaggio è stata rilevata, comunque, la presenza di diossina con un valore massimo di 2 ng/kg di TCDD, la diossina del disastro ICMESA del 1976.
Questo rinvenimento dice comunque che la Diossina TCDD (marchio di fabbrica dell'accidente ICMESA 1976) è presente nel sottosuolo dell'AT1.
In quantità esigua, apparentemente, tale da non richiedere l'attivazione delle procedure di bonifica dei terreni ma abbastanza per dovere adottare particolari misure di sicurezza, in fase di scavo, per prevenire l'aerodispersione della diossina. 

Non dimentichiamoci poi che nessuna indagine è stata ancora effettuata sulla eventuale presenza di residui di formaldeide, un cancerogene conclamato, il cui utilizzo nelle attività dell’Ex Medaspan è noto e certo.

MA NON E’ SOLO QUESTO.
Sul sito SILVIA di Regione Lombardia è stata pubblicata la documentazione relativa all’AVVIO DELLA PROCEDURA DI VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA’ a VIA. Entro il 28-02-016 si possono presentare CONTRIBUTI e OSSERVAZIONI.
Nel documento dello “STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE” lì presentato, il proponente PABEL al paragrafo “EVENTUALE INDAGINE AMBIENTALE DA ESEGUIRE IN CONTRADDITORIO CON ARPA”, scrive che “è facoltà dell’AMMINISTRAZIONE COMUNALE richiedere una apposita indagine ambientale ai sensi del D.Lgs 152/2006 IN CONTRADDITORIO CON ARPA”.

E’ esattamente quello che Sinistra e Ambiente con la sua mozione aveva richiesto e che "immotivatamente" il sindaco e il PD avevano respinto, con il sindaco che nella seduta consiliare del 29-10-2015 dichiarava TESTUALMENTE: “l’amministrazione comunale non ha il potere di intervenire chiedendo altri interventi”.
Quindi ci aspettiamo che l'amministrazione richieda l'indagine un’indagine in contraddittorio da sviluppare prima dell'approvazione del progetto esecutivo subordinando gli interventi da effettuare all'esito dell’indagine.
Allo stesso modo ci aspettiamo che, prima dell'avvio dei lavori, il comune vigili sulla effettiva redazione del "Piano Scavi" necessario ( come ribadito anche dai proponenti) ma addirittura fondamentale vista l'importante volumetria degli scavi ed i rischi ambientali potenziali legati a possibili contaminanti presenti

Vale comunque la pena di evidenziare altresì che nel documento dello “STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE” presentato in Regione per la procedura di verifica di assoggettabilità alla VIA non si fa purtroppo menzione della STORIA PREGRESSA dell’area, comprensiva della perimetrazione all’interno di quella che era la zona R per livello di contaminazione da TCDD del disastro ICMESA.
Un’ulteriore “DIMENTICANZA” ?

Passiamo ora ad altri aspetti di “criticità ambientale” che a nostro avviso sono stati sottostimati nel rapporto ambientale.
Parliamo dell’impatto viabilistico aggiuntivo che è stato oggetto anche delle comunicazioni di Provincia e Regione sulla variante AT1 al PGt  e che è stato ripreso anche nel rapporto ambientale.
Contrariamente a quanto ipotizzato nel rapporto ambientale, riteniamo che sia nel caso della presenza congiunta dell’autostrada pedemontana e del centro commerciale, sia con la sola costruzione del centro commerciale (anche in assenza della pedemontana) si andrà comunque a modificare pesantemente la situazione viabilistica medese con flussi di traffico aggiuntivo.
La situazione appare preoccupare anche Regione Lombardia laddove dovesse venire a mancare la realizzazione del sottopasso alla linea ferroviaria di Trenord tanto che la Regione chiede quale vincolo che “l’apertura della struttura commerciale”  avvenga solo dopo la realizzazione del sottopasso.
Non è condivisibile neppure l’analisi fatta sulle emissioni di inquinanti atmosferici che non considera adeguatamente la già PESANTE situazione attuale tanto dal riprendere per la qualità dell’aria dati della centralina di Meda vecchi e di un periodo favorevole mentre sarebbe stato più utile e corretto riferirsi a dati più aggiornati  oppure usare i valori medi annui, o ancora quelli dell'inverno precedente, decisamente più consoni alla critica situazione medese.
L’AT1 ed in particolare il centro commerciale con annesso traffico concorrerà inevitabilmente ad un incremento dell’inquinamento atmosferico cittadino.
Eppure questa criticità non è considerata nella cosidetta “dichiarazione di sintesi finale”.
Continuiamo poi a ritenere che la nostra città non abbia proprio bisogno di un centro commerciale, perché il territorio circostante è già saturo di tale strutture e l’offerta ormai supera la domanda, segno anche questo di pianificazioni poco attente alle reali esigenze del territorio.
Riguardo alla situazione specifica medese dove la realtà delle attività di negozi di vicinato risulta già fortemente minata tanto dall’aver registrato chiusure progressive in tutta l’area del CENTRO STORICO ANCHE PRECEDENTI AL 2005 – anno di partenza dei dati esplicitati nella VAS -, continuiamo a pensare che l’apertura di questo centro commerciale possa ulteriormente peggiorare la situazione a causa di una concorrenza difficilmente sostenibile.

Ora, una valutazione politica.
Risulta sempre più comprensibile il motivo per il quale la Giunta e il PD decisero di APPROVARE nel 2012 il PGT così com’era senza attuare gli stralci degli AMBITI DI TRASFORMAZIONE così come noi di Sinistra e Ambiente , allora parte della maggioranza, chiedevamo.
Fu un’operazione atta a MANTENERE la POSSIBILITA’ per POTER AGIRE CON LA GARANZIA DI UN AMBITO DI TRASFORMAZIONE COMUNQUE CONSOLIDATO COME PREVISIONE.
Questo ha facilitato indubbiamente i successivi passaggi per una VARIANTE PARZIALE che comunque parte da una situazione DI FATTO e non da una ridiscussione completa sul destino di un’area.
Al gruppo di Sinistra e Ambiente pare evidente che già allora c’erano intenzioni e volontà purtroppo NON ESPLICITATE sul COSA FARE SULL’AT1.
GRAVE che una componente della allora maggioranza come era Sinistra e Ambiente non ne sia stata minimamente messa a conoscenza. Grave perché significa  che il rapporto con noi era INTESO strumentalmente in funzione DEL SOLO BISOGNO “numerico” di apporto di voti.

Il nostro voto sarà di contrarietà al Piano Attuativo e all’intervento previsto sull’area AT1 ex Medaspan.

Il gruppo consiliare di Sinistra e Ambiente di Meda