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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
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giovedì 6 novembre 2025

L'ESONDAZIONE DEL TARÒ A MEDA, LA FRAGILITÀ DEL RETICOLO IDRICO E GLI INTERVENTI DA VALUTARE CON ATTENZIONE

Il reticolo idrico minore che confluisce nel Tarò a Meda
Prima di intervenire sull'argomento esondazione del Tarò del 22 settembre 2025, abbiamo atteso che passasse il periodo più critico dell'immediata emergenza per poter valutare e scrivere sull'accadimento con la possibilità di approfondimenti documentali e senza la frenesia di annunci o prese di posizione dettate da mero protagonismo o da pura polemica.
La violenza del fenomeno metereologico che ha causato l’esondazione che ha colpito duramente la nostra e altre città del bacino del Tarò/Certesa e del Seveso è stata presa a pretesto da istituzioni e enti coinvolti nella gestione, prevenzione e cura del territorio per autoassolversi. 
Si è detto e ripetuto che troppa è stata l’acqua precipitata (200 mm di pioggia tra le ore 3 e le ore 11) perché si potesse fare qualcosa per contrastarla, che il piano di emergenza comunale è risultato inadeguato rispetto alla portata di un evento simile altamente non prevedibile, che il processo di urbanizzazione risale a molti anni fa e così via. 
Ma si trascura che al mattino, dopo che per buona parte della notte si sono riversate copiose piogge, è mancato l’allarme che avrebbe quantomeno impedito l’accesso veicolare alle aree investite dalla piena e permesso di limitare i danni in quelle adiacenti.
Si ammette poi a denti stretti che in questi ultimi anni cresce la frequenza di questi violenti eventi atmosferici e si restringe lo spazio temporale tra di essi e che i cambiamenti climatici sono un'innegabile evidenza. 
Quanto accaduto ha interessato un’ampia zona considerata ora a rischio idrogeologico, dove negli anni si è autorizzato a cementificare ovunque saturando gli spazi liberi e dove persino l'alveo del Tarò nel Comune di Cabiate è stato ricoperto con un selciatone in pietre e cemento, rendendolo un canale a scorrimento veloce e compromettendo il delicato equilibrio tra urbano e naturale.
Si è messo così a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente e danneggiato le attività economiche e sociali.

IL CONSUMO DI SUOLO HA SATURATO DI CEMENTO LE AREE DI NATURALE ESONDAZIONE E HA IMPERMEABILIZZATO LE SUPERFICI
L'antropizzazione non accenna ad arrestarsi pur a fronte del calo demografico e delle diverse leggi regionali che formalmente limitano il consumo di suolo ma che poi derogano, non conteggiandole, quelle trasformazioni con espansioni infrastrutturali (vedi per esempio il caso dell’autostrada Pedemontana) o permettono nuovi insediamenti o ampliamenti produttivi e il completamento edilizio offrendo comunque l'opportunità di prorogare piani attuativi mai partiti o rimasti fermi per anni. 
Il rapporto annuale sul 2024 del consumo di suolo in Italia, reso noto da Ispra il 24 ottobre 2025, continua a confermare la provincia di Monza e Brianza al primo posto nella classifica con quasi il 41% di suolo consumato e con ulteriori 47 ettari di superficie trasformata irreversibilmente negli ultimi dodici mesi. 
E’ dal 2006, data presa a riferimento per le proprie analisi e valutazioni dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, che tutti i Comuni, compreso quelli piccoli e piccolissimi in aree a bassa densità abitativa, hanno consumato suolo. 
Se così fan tutti non sorprende quindi che nel nostro caso non ci sia stata alcuna assunzione di responsabilità anche quando negli anni passati si è consentito l'edificazione di nuove costruzioni con piani interrati lungo l’asta del Tarò o nelle immediate vicinanze. 
Lo stesso poi s'è fatto nel 2016 realizzando il parcheggio sotterraneo di piazza della Repubblica e ancor prima con le costruzioni residenziali in sponda al Torrente Ry, in via Agrati. 
Solo da qualche anno questo non è più possibile, da quando sono stati individuati dal Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni 2022 gli ambiti con pericolosità idraulica R4 del torrente Tarò/Certesa.

LA VARIANTE AL PGT 
La variante al PGT offre ora un’occasione da non sprecare.
Se approvate, le osservazioni presentate da Sinistra e Ambiente-Impulsi con il PD e la lista MedaAperta (si legga a tal proposito l’articolo pubblicato il 13 ottobre) costituirebbero un significativo segnale di inversione di tendenza per la salvaguardia del nostro territorio.
Ovviamente non sarebbero esaustive ma riteniamo si debba tenerne conto nel dibattito che si è subito aperto all’indomani dell’esondazione per capire dove intervenire e come agire per riparare i danni e provare a mettere in sicurezza il territorio.

Alla discussione non intendiamo sottrarci con alcune argomentazioni e precisazioni che riepiloghiamo sapendo che mancano all’appello le risorse economiche dalla Regione mentre il governo nazionale ha approvato in questi giorni lo Stato di Emergenza per i Comuni delle Provincie di Monza e Brianza e Como danneggiati e ha stanziato la somma di 10 Mln di euro riservata però alla copertura delle sole spese sostenute dai Comuni per gestire l'emergenza. Una cifra probabilmente insufficiente mentre ben maggiori sono i danni materiali causati dall'esondazione del Tarò nel solo Comune di Meda che attendono ancora una qualche forma di risarcimento. 

ALCUNI PRIMI INTERVENTI NECESSARI
Indubbiamente sono necessari una serie di primi interventi che, anche se non risolutivi, possono mitigare la potenza devastante dei fenomeni di piena.
Serve intervenire il prima possibile per ripulire gli alvei del Tarò di competenza AIPO e del reticolo minore o secondario, di competenza comunale, per ripristinare gli argini danneggiati ed erosi. 
Occorre rivedere la struttura dei ponti di Via Val Seriana, Via Luigi Rho e Via Cadorna e laddove necessario incrementarne la luce e consentire, in caso di piena, maggiore fluidità alla corrente del Tarò sotto di essi evitando, come succede ora il fenomeno del rigurgito laterale.
Predisporre e installare una rete di misurazione, monitoraggio e allerta che comunichi i livelli raggiunti dal torrente. 
Programmare azioni periodiche comunali di manutenzione e pulizia sulle vallette che scendono dalla collina della Brughiera.

GLI INTERVENTI PREVISTI NEL PROGRAMMA D'AZIONE DEL CONTRATTO DI FIUME SEVESO
La ricetta comunemente caldeggiata e sostenuta da Regione Lombardia è quella delle Vasche di Laminazione.
Alcune di esse sono inserite nel Programma d'Azione del Contratto di Fiume Seveso (e suo bacino).
Due sono quelle previste e già finanziate per 12,644 milioni di euro complessivi che si aggiungerebbero a quella di 80.000 mc già esistente a Carugo in zona Cascina S. Ambrogio sulla Valle del Brenna.

La vasca di laminazione di Carugo durante la piena del 22-9-025
 
Una prima vasca di 200,000 mc è localizzata in Comune di Alzate Brianza, sulla Roggia Vecchia, affluente di sinistra del Tarò. 
Il progetto la colloca in prossimità della stazione di Brenna Alzate, in un'area golenale di campi a coltivo già soggetta ad allagamenti.
Siamo appena oltre il perimetro del Parco Regionale Groane Brughiera laddove c'è la bella campagna circondata dai pregiati boschi di Brenna-Alzate.
La seconda vasca è prevista a Mariano Comense in località Cascina Bice-vallone del Certesa/Tarò (dietro Cascina Mordina) ed è costituita da 2 invasi in linea della capacità rispettivamente di 50.000 e 25.000 mc in un’area finora non soggetta ad allagamenti.
Questa superficie è all'interno del Parco Regionale Groane-Brughiera.
Due luoghi dove gli spazi aperti fanno parte di un ecosistema che rischierebbe d'essere completamente snaturato qualora si ricorresse ad una soluzione prettamente ingegneristica costituita da bacini di raccolta in cemento con impermeabilizzazione del suolo.
I volumi di queste vasche sarebbero comunque insufficienti e non risolutivi rispetto a piene della portata di quella verificatasi il 22 settembre 2025.

Meglio pensare a soluzioni diversificate, non così impattanti, con costi inferiori e comunque ugualmente in grado di ridurre il rischio di disastri e al contempo adattarsi ai cambiamenti climatici, con il mantenimento e la protezione della biodiversità e degli ecosistemi.
L'intervento di Brianza Acque a Meda in via Giovanni XXIII
Attualmente a Meda si sta intervenendo con un progetto finanziato da Brianza Acque per ridurre in modo sostenibile le portate immesse in rete in tempo di pioggia con la realizzazione di una nuova fognatura bianca che si allaccia ai tratti di rete bianca attualmente esistenti nell’area della Piazza del mercato e che, percorrendo via Giovanni XXIII, raggiunge l’area verde situata al di là di via degli Angeli Custodi in cui le acque verranno trattate e infiltrate nel bacino drenante.
Nel Programma d’Azione del Contratto di fiume Seveso e del suo bacino, l’amministrazione di Meda ha incluso uno studio preliminare con l’obiettivo di individuare possibili aree di laminazione o di esondazione naturale del reticolo idrografico minore con l’ipotesi di creare opere di volume 5/10.000 mc con un costo stimato di 300.000 euro. L'intervento non è ancora finanziato.

L'area di laminazione prevista a Cabiate in località "La Busa"
Sempre per il bacino del Certesa/Tarò, in comune di Cabiate è previsto un intervento con briglie, rimodellamento morfologico per la realizzazione di un'area di laminazione di 5/10.000 mc in località "la Busa" con finanziamento già disponibile di 100.000 euro. 
E’ poco se rapportate all’estensione delle aree coinvolte e ai volumi di piena.

Tra le soluzioni va certamente considerata anche la de-impermeabilizzazione di piazze e parcheggi.
In merito però i pochi interventi pianificati a Arosio, Carugo e a Mariano Comense, sono privi di copertura economica.

PENSARE E VALUTARE CON ATTENZIONE GLI INTERVENTI POSSIBILI
Come mostrato, le vasche di laminazione attualmente previste andrebbero ad alterare lo status dei luoghi, sottraendo spazi liberi in aree pregiate che sono state conservate e tutelate grazie all'impegno di chi ha a cuore l'ambiente.
Meglio allora cercare, verificare e individuare altri siti da destinare a tale impiego.
Nel territorio di Meda e dei Comuni limitrofi numerose aree e comparti risultano dismessi da anni e/o con piani attuativi mai decollati.
Potrebbero essere presi in considerazione, previo studi valutativi di fattibilità, per localizzarvi gli impianti di contenimento e laminazione delle acque di piena.
Certamente serve una progettazione coordinata tra tutti i Comuni dell'asta del Certesa/Tarò che coinvolga figure con competenze allargate (ambientali, geologiche, idriche, ingegneristiche, fluviali etc) e serve prendere in considerazione sia interventi sostenuti di de-impermeabilizzazione sia l'utilizzo di aree dismesse che non possono più essere oggetto di soli piani privati di riqualificazione ad uso residenziale/commerciale ma devono contemplare anche il loro utilizzo quali luoghi per allocarvi bacini di laminazione. 

lunedì 13 ottobre 2025

OSSERVAZIONI ALLA VARIANTE AL PGT MEDESE CHE É POCO CALIBRATA RISPETTO AD UN TERRITORIO FRAGILE E PESANTEMENTE ANTROPIZZATO.

Il 3 luglio scorso il Consiglio Comunale adottava la Variante Generale al PGT vigente.
Ne avevamo scritto su:  SINISTRA E AMBIENTE-IMPULSI SULL'ADOZIONE DELLA VARIANTE AL PGT DI MEDA.
Precedentemente all'adozione, Sinistra e Ambiente insieme con il Partito Democratico e alla lista MedaAperta, quali componenti della coalizione che ha sostenuto nel 2022 Marcello Proserpio alla candidatura di sindaco, avevano presentato una serie di suggerimenti durante la fase di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Suggerimenti che non sono stati tenuti in debita considerazione da parte degli estensori del PGT e dalla maggioranza di Santambrogio che ha confermato i contenuti delle documentazioni e le ha portate in Consiglio Comunale per l'adozione.
Sono rimaste quindi immutate le nostre preoccupazioni e le nostre contrarietà rispetto ad una serie di contenuti della Variante al PGT che punta quasi esclusivamente sulla "Rigenerazione Urbana"e per questo, dopo l'adozione ed entro i termini previsti abbiamo presentato, con PD e MedaAperta, una corposa serie di puntuali osservazioni.
Questa Variante non affronta il tema di politiche abitative adeguate alle necessità dei residenti.
Mancano infatti interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale e non si prevedono, nei vari ambiti e comparti di rigenerazione urbana, quote maggioritarie di alloggi con prezzi di vendita e canoni di locazione concordati e/o calmierati. 
Occorre poi soffermarsi sul rischio di stravolgimento del centro storico dove saranno ammessi interventi di demolizione e ricostruzione con aumenti di volume, modificando pure sagome e sedime degli edifici, consentendo un'alterazione dell’esistente e del tessuto sociale.

Gli interventi consentiti nel nucleo di antica formazione

Gli interventi potrebbero essere architettonicamente difformi dall'attuale consolidato con modifica della cortina storica e saranno con ogni probabilità, in quanto nuovi e moderni, accessibili alla sola fascia demografica più benestante. 
Abbiamo posto la questione che la sola ristrutturazione, laddove possibile, diversamente salva le case, garantisce un’edilizia più equa mantenendo stabili i prezzi, stimola i mercati locali, sostiene gli studi di architettura e le imprese edili che sono nella stragrande maggioranza piccoli e medi, risparmia CO2, energia e rifiuti preservando ciò che esiste, valorizza i ricordi e la storia della comunità. 
Nelle osservazioni abbiamo evidenziato che alcuni contenuti di questa variante sono rischiosi perché premiano la distorsione di una rigenerazione urbana spinta con le massime premialità consentite dalla legge regionale n. 18 del 26 novembre 2019 , alleggerendo i proponenti dalla responsabilità di restituzione della parte che interessa la comunità.

 

Una rigenerazione che non include gli aspetti sociali, culturali e la necessità di accompagnarla con cessioni per robuste porzioni di verde urbano.
Il semplice e solo recupero di edifici non sarebbe certo diverso dalla ben conosciuta riqualificazione per operazioni di valorizzazione immobiliare, con la differenza che interventi di demolizione e ricostruzione con nuovi sedime, sagoma e destinazione funzionale sono classificati come "rigenerazione" con significative premialità e non come ristrutturazioni edilizie.
Premialità che oltre agli aumenti volumetrici contemplano e consentono anche la riduzione dei "contributi di edificazione" necessari per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria e servizi pubblici che, in caso di nuova costruzione, sarebbero invece stati richiesti integralmente.

L’alluvione di lunedì 22 settembre che con l'esondazione del Tarò, gonfiato anche dalle dalle piene dei corsi d'acqua del reticolo idrico minore, ha messo in ginocchio Meda, ci obbliga ad ulteriori interrogazioni e riflessioni. 
Questo evento disastroso, unitamente a quelli degli anni precedenti, dà evidenza che i fenomeni metereologici violenti crescono in frequenza e con tempi sempre più ravvicinati e avvengono laddove nè il residuale suolo libero nè tantomeno la rete fognaria, non diversificata tra acque nere e bianche,  riescono ad intercettare le acque meteorologiche in accumulo, provenienti anche dalle aree collinari da cui scendono copiose. 
La piastra di cemento e asfalto che occupa la pianura dove l'antropizzazione è pressochè totale non lascia via di scampo poichè qualsivoglia area di possibile e naturale esondazione è urbanizzata.
Gli stessi aggiornamenti della componente geologica, idrogeologica e sismica, che integrano la Variante, sono stati premonitrici. 
Avvertono della fragilità di molte zone classificate a rischio molto elevato (R4) del territorio della nostra città che, per le frequenti e più abbondanti piogge, dovute ai cambiamenti climatici, le rende particolarmente vulnerabili a fenomeni come le alluvioni. 
Confidiamo che la discussione sia più ampia possibile e non unicamente centrata su quali interventi tecnici attuare che contemplino solo le vasche di laminazione che ormai ogni comune presente sull'asta del Tarò e del Seveso invoca.
Vasche quali costosi catini di cemento che consumano aree libere preziose. 
La loro localizzazione andrebbe valutata prendendo in considerazione le aree dismesse e qualora prevista in aree golenali, andrebbe rivista la loro configurazione orientandola ad un inserimento naturalistico.
Importante individuare le aree dove intervenire anche con azioni di  deimpermeabilizzazione del suolo.

Non compete al PGT occuparsi di questi interventi che risultano invece contemplati nel Piano d'Azione 2024 del Contratto di Fiume. 
Tuttavia al PGT e alla sua variante spetterebbe il compito di innescare e indirizzare un'inversione di tendenza rivedendo le previsioni di un modello di sviluppo divenuto, da tempo, insostenibile
Non è più possibile continuare pianificare supponendo e spingendo per una crescita urbanistica continua quando demografia e edifici vuoti indicano una realtà in costante decrescita.
I numeri presenti nei documenti della variante certificano infatti che sia il trend demografico sia quello delle attività produttive risulta sostanzialmente stabile.
Si consideri che a Meda esistono 2.069 abitazioni non occupate (Censimento Istat al 31/12/2021) su 11.994 complessive (17% - percentuale molto superiore rispetto alla media provinciale).
Serve dunque costruire meno, dimezzando le quote residenziali previste per l’ATR 2, e i CRU1 - CRU2 - CRU3 – CRU4, e che i circa 6500 mq liberi del lotto in via San Giorgio venga destinato a verde pubblico.
Occorre tutelare in tutti i modi gli spazi liberi, le aree verdi e agricole che sono anche preziosi per le capacità drenanti e va arrestato il consumo di suolo invertendo la prassi. 
Per questo nelle osservazioni abbiamo chiesto l'inserimento dell'ampliamento del Parco Regionale Groane-Brughiera con l'aggregazione della superficie prossima a via Angeli Custodi, già oggetto della Compensazione Ambientale PL 24 "Valle dei Mulini" e di inserire le aree agricole di Meda Sud nel perimetro del PLIS GruBria con l’ingresso di Meda nell’Ente Parco. 
Si acquisiscano definitivamente al patrimonio pubblico i prati stabili rimasti in via Indipendenza e in via Trieste su cui realizzare un Bosco in Città e si riqualifichino le annesse vie di scorrimento con viali alberati e con ciclabili.
Ovviamente queste azioni non sono esaustive ma costituirebbero un segnale di cambiamento per una città fortemente urbanizzata. 
Sinistra e Ambiente-Impulsi sostiene la proposta per la creazione di un Parco Fluviale e Territoriale del Seveso (incluso il sottobacino del Tarò) poichè la tutela dei residui spazi spondali e dei territori prospicenti è misura di prevenzione e riduzione del rischio idraulico

Le Osservazioni di Sinistra e Ambiente-Impulsi, PD e MedaAperta alla Variante al PGT di Meda.

lunedì 7 luglio 2025

SINISTRA E AMBIENTE-IMPULSI SULL'ADOZIONE DELLA VARIANTE AL PGT DI MEDA

Nella seduta di giovedì 3 luglio 2025, il Consiglio Comunale di Meda ha approvato con i voti favorevoli della maggioranza, l’adozione della variante generale al PGT.
Contrario il Polo Civico mentre i consiglieri del Pd si sono astenuti. 
Sinistra e Ambiente-Impulsi, componente della Coalizione che ha sostenuto nel 2022 la candidatura a sindaco di Marcello Proserpio, il 3-6-025 ha inoltrato con PD e MedaAperta suggerimenti e proposte per fornire alla discussione contenuti ed elementi migliorativi e di modifica affinché lo strumento di pianificazione comunale, con il quale si definisce lo sviluppo futuro della nostra città in tutti i suoi ambiti fondamentali, risponda effettivamente alle esigenze della comunità.
Sinistra e Ambiente-Impulsi è tuttavia critica e non soddisfatta del risultato dell’adozione perché di alcuni ar-gomenti importanti, nella Variante al PGT non vi è ancora traccia così come altri capitoli si possono prestare ad interventi che, se attuati, modificherebbero l'aspetto e il tessuto urbanistico cittadino, non sempre migliorandolo.

DIRITTO ALLA CASA
Del diritto all’accesso a un’abitazione adeguata, che è parte integrante dei diritti umani fondamentali, nella Variante al PGT 2025 non troverete traccia. 
In un’Italia, e Meda non fa eccezione, permeata di disuguaglianze, dove i poveri aumentano e sempre più famiglie si rivolgerebbero alle asfittiche graduatorie comunali se le loro istanze venissero soddisfatte, . 
La pressante domanda, testimonianza di un palese e forte disagio abitativo, di questa tipologia di alloggi troverebbe nell’emergenza abitativa e nell’edilizia sociale le adeguate soluzioni se non fosse per la perenne carenza di disponibilità nell’offerta. 
Da tempo non si producono politiche abitative adeguate al fabbisogno reale, e purtroppo questa Variante non è da meno.
Come non ci pare pienamente compresa la novità nella nostra Costituzione del principio di sussidiarietà che può cambiare il nostro modo di stare in questa società come cittadini autonomi, solidali e responsabili, alleati dell’amministrazione nel prendersi cura dei beni comuni.

CENTRO STORICO, ZONE RESIDENZIALI, PIANI DI RIGENERAZIONE
Se dipendesse dalla Variante, con le modifiche introdotte nel Piano delle Regole e nelle Norme Attuative, per ogni edificio della nostra città, esclusi quelli con valenza storica, culturale e artistica (un numero estremamente ridotto), è consentita anche la demolizione con ricostruzione fuori sagoma e sedime.

Perché incoraggiare, soprattutto nel nucleo storico, il disegno di una città stravolta, completamente diversa da quella che si è formata e che i medesi conoscono? 
Certo, una cospicua parte del centro storico ha edifici abbandonati da anni che necessitano interventi e riqualificazioni.
Riteniamo però che sarebbe preferibile dare nuovo valore e nuova vita a ciò che già esiste.

Diversamente si rischia di alterare pesantemente la morfologia esistente e il tessuto sociale perché interventi urbanisticamente ed architettonicamente difformi dall'attuale consolidato altereranno la cortina storica e saranno probabilmente accessibili alla sola fascia demografica più benestante.
Ricorrere alla soluzione dell'abbattimento nel centro storico e nel nucleo di antica formazione dovrebbe essere consentito solo quando l’edificio presenta danni strutturali gravi, problemi alle fondazioni o non sono praticabili alternative che garantiscano l’effettivo adeguamento e miglioramento delle prestazioni ambientali, ecologiche, energetiche e funzionali specialmente nei casi di patrimonio edilizio dismesso e ammalorato. 
Sappiamo che in genere la demolizione può divenire strumento motivato dal solo profitto economico. Secondo le logiche tradizionali di sviluppo urbano è più redditizio demolire e edificare nuove costruzioni più dense piuttosto che ristrutturare o mantenere l’edificio esistente.

La Variante al PGT punta molto sulla Rigenerazione, applicabile nel centro storico, utilizzata per cercare di avviare quelli che erano gli Ambiti di Trasformazione (AT) previsti nel PGT ma finora rimasti fermi e per gli edifici non utilizzati individuati nella carta degli immobili dismessi e in quelli proponibili se inutilizzati da almeno tre anni.

Agli ambiti di Rigenerazione urbana sono applicate delle facilitazioni riassumibili in:

  • maggiorazione del 20% sulle volumetrie,
  • contributo di costruzione ridotto del 50%,
  • riduzione del 30% della dotazione da destinare a servizi e spazi pubblici.

Sinistra e Ambiente-Impulsi ritiene che aumenti di volumetria andrebbero esclusi se non per la realizzazione di servizi convenzionati ed esercizi di vicinato. 
Richiamiamo il fatto che tutte le altre variazioni in altezza acconsentite non sempre rappresentano la soluzione ottimale per il contesto in cui sono previste e vada quindi valutato il progetto secondo le situazioni.
Seppur l’opinione corrente tenda a nasconderlo o a sottovalutarlo, si consideri quanto significativo sia l’impatto del settore edile sulle nostre vite e su quelle future. 
Rappresenta uno dei mercati più vitali dell’UE (circa il 19% del pil europeo), ma è anche, secondo la Commissione europea, uno dei principali responsabili delle emissioni di CO2 (circa il 36%) e del consumo energetico totale (40%) generando oltre il 35% dei rifiuti totali. 
Questo sistema funzionava in passato, quando le risorse sembravano infinite e le nuove costruzioni erano più economiche, veloci e facili da realizzare rispetto agli edifici esistenti.
Ma l'attuale carenza di materiali e l’aumento dei costi energetici per produrli ci dimostra che questo metodo non funziona più.

La ristrutturazione diversamente salva le case, garantisce un’edilizia più equa mantenendo stabili i prezzi, stimola i mercati locali, sostiene gli studi di architettura e le imprese edili che sono nella stragrande maggioranza piccoli e medi, risparmia energia preservando ciò che esiste, valorizza i ricordi e la storia della comunità.
La maggioranza di Santambrogio che amministra il nostro comune non ha tenuto in considerazione tutto questo, adottando scelte particolaristiche e con facilitazioni eccessive al solo scopo di stimolare l'avvio di interventi edilizi fermi da anni o mai partiti.
Premiare la distorsione di una rigenerazione urbana svuotata dalla responsabilità di restituzione della parte che interessa la comunità e che non include gli aspetti sociali, economici, culturali e anche di verde urbano è pericoloso.
Ridursi al solo recupero di aree non sarebbe certo diverso dalla semplice riqualificazione per operazioni di valorizzazione immobiliare.
Con l’importante differenza che interventi di demolizione e ricostruzione con nuovo sedime, sagoma e destinazione funzionale sono classificati come rigenerazione
L’esito è la riduzione dei necessari "contributi di edificazione" necessari per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria e servizi pubblici che, in caso di nuova costruzione, sarebbero stati richiesti integralmente. 
Giusto chiedere se sia stata fatta un’analisi per adeguare la base di calcolo dei "contributi di edificazione" e di modifica dei criteri di assegnazione in base alle aree per evitare un decremento eccessivo del gettito complessivo, ma anche di incidere negativamente sui processi di investimento e rispondere anche ai costi crescenti di manutenzione, soprattutto delle urbanizzazioni dell’area del centro storico.

AMBITI DI RIGENERAZIONE TERRITORIALE (ART)
Non condividiamo il metodo con il quale si è deciso di individuare un unico ambito di rigenerazione territoriale (ART1-Fornace Ceppi e nuovo stadio di calcio-) accorpando due comparti non contigui aventi finalità tra loro non coerenti, vicende e persino destini diversi.

Inserire all’interno dell’area degradata di via S.Maria un nuovo stadio di calcio che sostituisca quello storico situato in via Busnelli, priverebbe l’area di una superficie considerevole (quasi la metà considerando i servizi che un’infrastruttura del genere richiede) snaturandone la vocazione e deprimendo la necessaria riqualificazione.
Mentre il campo di calcio con tribune di proprietà comunale in via Busnelli con un uso da sempre, che continua ai giorni nostri, quale storico stadio di calcio non è certamente degradato e non dovrebbe rientrare nell’attività di rigenerazione urbana, ma semmai oggetto di riqualificazione. 
Diverso sarebbe il caso se questa non fosse più la sua destinazione. 
Se l’intento fosse quello di favorire l’insediamento di attività produttive (facile pensare alla confinante ditta Cassina) riteniamo si debbano adottare altri strumenti urbanistici più appropriati previsti nel PGT (indifferenza funzionale) usufruendo di tutti gli incentivi a disposizione. 
Ma perché si possa sostenere una simile eventualità dovrebbero essere resi noti i termini degli accordi che prevedono la cessione di un bene pubblico a favore di un privato.

MOBILITÀ SOSTENIBILE E AMBIENTE
Riteniamo insoddisfacenti la mancanza di un rimando, anche documentale, che riprenda lo sviluppo di una rete ciclopedonale cittadina che colleghi fra loro i Punti di Interesse (PDI) della vita quotidiana (Scuole, Stazione, Uffici Pubblici, Luoghi di cura e di culto, siti storici, quartieri etc) secondo le strategie del progetto sovraccomunale di Green Lane.
In questa variante, sul capitolo Ambiente, manca anche una chiara definizione di priorità di quelli che sono gli interventi definiti nel  "Masterplan strategico paesaggistico-ambientale e le linee guida per il sistema del verde della città".

Si tratta di un documento importante richiamato solo nel Rapporto Ambientale e nella Sintesi non Tecnica della documentazione di VAS.
Il Masterplan propone uno schema progettuale su “4 fiumi verdi e una soglia blu” ove attuare interventi di qualificazione e rinverdimento lungo 4 tracciati che scendono dalla collina intersecandosi con la “soglia blu” del torrente Tarò/Certesa. 
Per ciascuno dei “4 fiumi” sono identificate strategie generali di intervento e ipotesi da concretizzare con progettualità pubbliche e private orientate alla riqualificazione del territorio comunale.
Alcuni di questi interventi necessitano di ulteriore specificazione e fattibilità poichè legati alla possibilità di essere coperti dai finanziamenti della prescrizione 51 del CIPESS per Pedemontana.
Continueremo ad analizzare i documenti della variante al fine di formulare osservazioni puntuali da presentare successivamente al formale deposito  degli elaborati. 

lunedì 1 maggio 2017

LA RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE SUI PIANI INTEGRATI D'INTERVENTO E SUGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE


L'interrogazione chiedeva informazioni precise circa lo stato degli iter dei Programmi Integrati d'Intervento (PII) e degli Ambiti di Trasformazione (AT) stralciati con la Variante al PGT ma ancora in regime di moratoria della LR 31 nonchè dell'AC4 di via Piave approvato con delibera di Giunta l'8-07-015 e avviato con ulteriore consumo di suolo.
La risposta evidenzia come la legislazione nazionale del passato Governo Renzi abbia, purtroppo, consentito il rinnovo dei termini per la loro validità anche per quei PII che erano in prossimità di scadenza per mancata sottoscrizione della Convenzione.
Si tratta di PII con alte volumetrie che andrebbero sicuramente rivisti e ridimensionati se non cancellati ma che con il decreto Sblocca Italia di Renzi hanno ottenuto una proroga e non sono decaduti.
Gli AT non confermati dalla Variante al PGT del 2016 non sono, per il momento, oggetto di richiesta di attivazione di istruttoria ma la moratoria della Legge Regionale 31 sul Consumo di Suolo che scadrebbe a giugno è purtroppo oggetto di manovre politiche per prorogarne di un anno la scadenza.
Brutte notizie per l'AC4 di via Piave dove a novembre 2016 è stata sottoscritta la Convenzione e dove la proprietà ha 10 anni per realizzare i capannoni lì previsti.
L'avvio di questo AT con CONSUMO DI SUOLO è piena responsabilità dell'amministrazione Caimi targata PD che nel 2012 approvò (voto contrario di Sinistra e Ambiente) il PGT della Lega, consentendo agli operatori dell'AC4 di presentare un Piano Attuativo PRIMA della Variante al PGT del 2016.

venerdì 4 novembre 2016

IL GIUDIZIO DI SINISTRA E AMBIENTE SULLA VARIANTE AL PGT MEDESE

Il Consiglio Comunale del 3-11-2016 in prosecuzione dei lavori sulle controdeduzioni dell’amministrazione ai pareri degli Enti Istituzionali e alle osservazioni di associazioni, gruppi e privati cittadini si è, al termine delle disamine, espresso sull’approvazione della Variante al PGT.
Nella Variante di PGT, alcune proposte di Sinistra e Ambiente formulate nel 2013 nel documento "ELEMENTI QUALIFICANTI DA CONSIDERARE PER LA VARIANTE DI PGT" sono state in una certa misura recepite.
Ci riferiamo in particolare all’azzeramento degli ambiti di trasformazione (AT) sulle aree verdi libere residue – azzeramento purtroppo non attuato nella sua completezza, alla creazione di connessioni e corridoi di collegamento tra questi spazi liberi e i Parchi esistenti, all’utilizzo dell'asta del Tarò per un attraversamento lento della città, attuato con recupero e cessione di aree spondali allorquando verranno proposti interventi dalle proprietà entro la fascia di fiume.
Importante e da seguire l'introduzione nella variante dell'AT6 con la previsione di recupero dell'ex Fornace Ceppi di via S. Maria, senza incrementi volumetrici e in un contesto di servizi compatibili con e per il Parco della Brughiera.
Una previsione di recupero che è comunque una scommessa giacché area e edifici sono di proprietà privata e che sarà fondamentale il coinvolgimento dell'Ente Parco (speriamo quanto prima Regionale) e dove deve essere centrale il mantenimento della struttura di archeologia industriale del forno Hoffman.

Il nostro gruppo dopo aver attentamente analizzato i contenuti della variante, ha ritenuto che per essa necessitano modifiche e integrazioni per migliorarla e ha presentato alcune OSSERVAZIONI proprio in questa direzione, purtroppo TUTTE RESPINTE anche se in linea con una visione della città con una decisa tutela del verde e del patrimonio storico-architettonico.

Purtroppo, non siamo ancora nelle condizioni di una variante a consumo di suolo zero anche perché uno degli Ambiti di Trasformazione (l'AC2 di via S. Giorgio) è stato "trasferito" nel piano delle regole con destinazione d'uso produttiva e così sacrificato ad altro cemento.
Una scelta incomprensibile, sulle cui motivazioni l'amministrazione non ha dato chiarimenti esaustivi.
Eppure quest'area, attualmente ancora libera, sarebbe utile per la creazione d'uno spazio di verde pubblico in un quartiere saturo d'edifici, proprio in una logica di SISTEMA collegata all’area di via Trieste che si prevede di acquisire alla proprietà pubblica a mezzo perequazione.
Oltretutto un insediamento produttivo in una zona mista, per un ennesimo capannone di cui Meda è particolarmente ricca (compresi quelli vuoti) rischia di accrescere le criticità e le incompatibilità tipiche tra residenziale e produttivo, già evidenziatesi nelle immediate vicinanze.

Nonostante le nostre richieste, è rimasta immutata la volontà di chiedere lo stralcio di zone allocate dalla Provincia di MB in ambito di Aree Agricole Strategiche e Rete Verde.
Sul punto, non ci convince l’ambiguità rispetto al mancato e integrale recepimento dei pareri della Provincia che ha respinto lo stralcio di aree dalla RETE VERDE, ragion per cui sarebbe stato utile ASSUMERE e implementare negli atti della variante la cartografia Provinciale di RETE VERDE, cosa che non è avvenuta.
Analogamente non è stato accolto il parere di esplicitare formalmente l’uso a VERDE PUBBLICO per le ex aree degli AT  da acquisire a Standard Pubblici con il meccanismo della perequazione (solo su una parte di essi è specificato nella documentazione agli atti).
Non sufficiente la quantificazione della COMPENSAZIONE AMBIENTALE prevista (50% a verde della parte IN LOCO a standard di un Piano Attuativo), lontana dall’impostazione originale di fondo della Provincia che prevedeva una compensazione 1:1 (bocciata dal TAR non per la quantità ma perché non spettava alla Provincia stabilirne la quota) applicabile anche per acquisire aree esterne a un piano attuativo.
Sui pareri prescrittivi della Regione, la richiesta di una norma ben precisa che vincoli l’apertura del centro commerciale sull’ex Medaspan al “superamento” della tratta ferroviaria in via Seveso è stata diluita in un solo richiamo nella scheda dell’AT1.

Abbiamo poi perplessità e contrarietà rispetto a quanto consentito nella Disciplina d'Intervento nel centro storico sugli edifici di antica formazione e sui nuclei di quelle che erano le cascine medesi dove la nostra osservazione per un livello di tutela più alto e stringente atto a mantenere il corpo degli edifici e le loro caratteristiche architettoniche è stata bocciata, considerando sufficiente il parere consultivo della Commissione per il Paesaggio che, a nostro avviso, non è automaticamente sinonimo di scontata garanzia.

Non possiamo inoltre tralasciare la responsabilità politica dell'amministrazione Caimi e del Pd che, approvando nel 2012 il PGT comprensivo degli Ambiti di Trasformazione, hanno consentito l'avvio del piano attuativo sull'AC4 per nuovi e inutili capannoni e, successivamente, con il ritardo nell'elaborazione della Variante e il conseguente subentro della moratoria della legge Regionale n° 31 del 2014, messo potenzialmente a rischio anche la salvaguardia delle aree libere laddove esistono le previsioni edificatorie degli Ambiti di Trasformazione (AT) presenti nel PGT vigente del 2012. Questa parte è stata oggetto di prescrizione di Regione Lombardia che ha chiesto e ottenuto l’inserimento negli atti di un rimando specifico.

Incondivisibile è stata l'azione dell'amministrazione, acriticamente appoggiata dai consiglieri del Pd, di sottrarre alla Variante Generale l'area ex Medaspan (AT1) per destinarla con variante parziale e specifica alla costruzione di un centro commerciale con annesso albergo e servizi.
S’è così tolta quest’area dalla possibilità d’un ragionamento d’ambito complessivo, semplificando alla proprietà l'iter con una Variante Parziale dai criticabili contenuti, con passaggi qualitativamente dubbi nel  rapporto ambientale per la parte riguardante le indagini chimiche a rispondenza del Dlgs 152/06 (ricerca TCDD e Solventi in particolare) e con un’analisi poco convincente sull’impatto viabilistico e sul tessuto dei negozi di prossimità.
C’è su questo comparto l’incognita del sottopasso con deviazione del Tarò che oltre a costituire elemento da sottoporre a verifica rispetto al RISCHIO ESONDAZIONE è a incertezza realizzativa elevatissima essendo legato alle inesistenti risorse economiche di Pedemontana.
Oltretutto, per Regione Lombardia, il sottopasso è condizione ineludibile per risolvere i problemi di viabilità che il centro commerciale indurrebbe.
Insomma, il centro commerciale con annesso albergo, fortemente voluto da questa amministrazione è al centro di più di un’incognita e si trascina appresso molti problemi.

Questa Variante che arriva dunque con tempistiche molto lunghe, poteva essere l’occasione di un intervento più coraggioso che, seppur con la zavorra della moratoria della LR 31, puntualmente definisse, su quel poco di zone libere che ci rimane nella parte fortemente urbanizzata di “pianura” una tutela completa, anche in considerazione del “vuoto” inteso come non utilizzo di molti edifici.
Proprio sulla quantificazione del “vuoto” di residenze e capannoni inutilizzati, l’amministrazione ha scelto la strada di rimandare, evitando l’avvio di un’indagine conoscitiva, magari anche imprecisa ma comunque utile ad orientare le scelte urbanistiche.
Sul centro storico permane un grosso interrogativo poiché l’idea di rivitalizzazione sconta ancora la mancata creazione di un polo d’interesse storico (Villa e Parco Traversi) con un’idea di accesso e fruibilità a misura di cittadino.
Questa variante presenta dunque ancora punti di debolezza, di ambiguità nonché scelte condizionate a futuri accadimenti o legate ad impattanti e criticabili progetti infrastrutturali sovracomunali (l’inutile autostrada Pedemontana Lombarda). Il capitolo dell’urbanistica medese rimane un libro aperto con grosse problematiche e incognite che non si esaurirà dunque con la vigenza di questa variante.

Il gruppo di Sinistra e Ambiente, con una valutazione globale e verificato anche il mancato recepimento delle sue osservazioni, tutte tese al miglioramento e non allo stravolgimento dell’impostazione della Variante ha espresso un voto di CRITICA ASTENSIONE.

Sinistra e Ambiente Meda


La carta delle previsioni di piano

giovedì 20 ottobre 2016

IN CC LE OSSERVAZIONE E LE CONTRODEDUZIONI DEGLI ENTI ALLA VARIANTE AL PGT


Il Consiglio comunale di Meda con tre sedute programmate il 15, il 25, il 27 ottobre 016 si sta occupando delle controdeduzioni ai pareri di Provincia di MB, Regione Lombardia, Arpa e in modo similare delle controdeduzioni alle osservazioni di gruppi politici, associazioni e privati cittadini alla Variante al PGT.
Partiamo dai pareri della Provincia, della Regione e di Arpa che sono stati trattati nella seduta del 15-10-2016.
Documenti molto corposi quelli pervenuti, con indicazioni e note degli enti sui contenuti della Variante elaborata dall'amministrazione e a seguire puntuali prescrizioni e richieste di modifiche.
A queste l'amministrazione ha risposto con controdeduzioni che non accolgono nella loro completezza i pareri di questi enti.
Il gruppo di Sinistra e Ambiente s'è espresso facendo propri alcuni pareri della Provincia di MB, in particolare quello che chiedeva maggiore specificazione nella documentazione circa l'uso per spazi a verde pubblico nelle aree ex AT da acquisire con il meccanismodella perequazione.
L' amministrazione e la sua maggioranza consiliare hanno preferito mantenere un criterio più elastico che consenta in futuro di realizzare parcheggi o servizi pubblici che pur consumando suolo non li costringano a compensazioni ambientali.
Ingiustificato ci è parso inoltre il non tener conto del respingimento fatto dalla Provincia rispetto alla volontà della giunta Caimi di stralciare aree libere dalla Rete Verde del PTCP, non solo mantenendo nel documento di verifica di compatibilità con il PTCP gli stralci ma rifiutando pure il recepimento cartografico sulla porzione medese inserita in Rete Verde.
Dribblata anche la richiesta di quantificare la domanda abitativa. Certo, una richiesta impegnativa cui si poteva però dare risposta avviando un seppur imperfetto studio sulla quantificazione degli stabili residenziali e produttivi/commerciali vuoti, così come definito in un punto programmatico rimasto inapplicato.
Debole la parte della quantificazione delle Compensazioni Ambientali prevista per le trasformazioni soggette a piani attuativi o permessi di costruire convenzionati, situazioni che comportano consumo di suolo.
Si arriva solo ad un reperimento di verde per un 50% del consumato da utilizzare nella parte della dotazione a standard.
Sarebbe stato possibile definire un valore più alto, più vicino al rapporto 1:1 previsto dalla Provincia (valore cassato dal TAR non per la quantità ma perchè spetta ai Comuni definirla) e da utilizzare anche per le aree da acquisire.
Per quanto rigurda le prescrizioni regionali, c'è poca chiarezza sul recepimento del vincolo regionale sul superamento della linea FNM in via Seveso/Cadorna che condiziona la possibilità di apertura del centro commerciale (o grande superficie di vendita ) dell'AT1 ex Medaspan.
La richiesta regionale di una norma ad hoc inserita nel Piano delle Regole viene derubricata dall'amministrazione con un fugace riferimento al paragrafo contenente il parere della Regione nella parte dispositiva della scheda dell'AT1.
Non proprio la stessa cosa chiesta dalla Regione su di una prescrizione dirimente.
Attualmente l'AT1, è in fase di Accordo di Programma tra il Comune, Regione Lombardia e l'operatore privato.
Nella Variante è stato giocoforza recepire il richiamo al periodo di moratoria previsto nella legge Reg. 31/014 sugli Ambiti di Trasformazione (AT) del PGT 2012 vigente ora riazzonati come aree da acquisire a servizi e standard pubblci.
Questo consentirà, sino a fine maggio 2017, agli operatori privati di presentare comunque piani attuativi su quelle aree con il rischio che esse vengano dunque edificate.
Un frutto avvelenato generato dall'errore commesso da Caimi e dalla sua maggioranza Pd quando, nel 2012, decise di approvare il PGT senza stralciare gli AT così come chiedeva Sinistra e Ambiente.

ARPA ha invece ribadito quali siano gli obblighi di legge per gli ambiti oggetto di variante, in particolare le indagini ambientali ai sensi del DL 152/06 per verificare la qualità dei terreni e la compatibilità con la destinazione d'uso.
Un adempimento importante sopratutto per le aree dove nel passato erano insediate attività produttive che utilizzavano composti chimici pericolosi o dove la storia pregressa porta ad ipotizzare possibili contaminazioni del suolo.
Abbiamo evidenziato come l'amministrazione medese sull'argomento non abbia brillato per sensibilità ambientale e trasparenza tanto dal non coinvolgere ARPA nelle indagini ambientali sull'AT1 (così come richiesto da Sinistra e Ambiente con una mozione - respinta nel cc del 29-10-015)  oltretutto applicando metodologie dubbie e criticabili.

Per quanto sopra, il consigliere comunale di Sinistra e Ambiente ha respinto le controdeduzioni dell'amministrazione sui pareri della Provincia con votazione contraria e si è astenuto per le controdeduzioni sui pareri di Regione Lombardia e Arpa.

Le prossime sedute tratteranno le osservazioni controdedotte di gruppi politici, associazioni e singoli cittadini.
Sono 75 osservazioni che hanno generato 115 schede di controdeduzioni su cui il CC si esprimerà.

Le aree oggetto di osservazioni e controdeduzioni

sabato 23 luglio 2016

PRESENTATE LE OSSERVAZIONI DI SINISTRA E AMBIENTE ALLA VARIANTE AL PGT DI MEDA

Il 21-7-016 il gruppo di Sinistra e Ambiente ha protocollato le sue osservazioni alla variante al PGT di Meda.
Osservazioni puntuali su alcuni aspetti della Variante che meritano d'essere migliorati.
Serve comunque fare alcune precisazioni per non scordare la genesi di questa Variante e i suoi contenuti.
Si poteva fare di più sopratutto rispetto al CONSUMO DI SUOLO in una città dove ormai l'intera fascia pianeggiante esterna alla Brughiera risulta satura di edificazioni, molte delle quali vuote ed inutilizzate.
Proprio nella zona urbanizzata rimangono pochissimi fazzoletti liberi che comunque nel PGT del 2012 (vigente sino all'approvazione della Variante) sono utilizzati per previsioni di trasformazione.
Qui sta l'errore basilare le cui responsabilità sono tutte del Pd e dell'amministrazione di Caimi che volle, nel 2012, approvare il PGT così com'era, comprensivo degli Ambiti di Trasformazione (ATR) ignorando i suggerimenti e la posizione di Sinistra e Ambiente (allora parte della maggioranza) che invece ne chiedeva lo stralcio.
Questo mancato stralcio cui si tenta di porre rimedio ora nella Variante, ha in ogni caso comportato la perdita dell'area di via Piave (AC4) e le incertezze anche sul resto degli ATR.
E' evidente che Caimi e la sua amministrazione avevano e hanno fatto questa scelta anche per evitare di sottoporre a variante generale e connesso dibattito l'area ex Medaspan (AT1) dove con semplice variante PARZIALE dai criticabili contenuti per l'aspetto ambientale, l'impatto viabilistico e quello sul tessuto dei negozi di prossimità, hanno consolidato la scelta precostituita del centro commerciale con annesso albergo e servizi semplificando alla proprietà l'iter.
Tutto questo non si può dimenticare anche perchè l'AT1 dopo l'approvazione (con voto contrario di Sinistra e Ambiente) ora diventa parte della Variante Generale.
Oltretutto, la miopia dell'amministrazione s'è spinta sino a legarsi mani e piedi e a subordinare questa incondivisibile scelta sull'AT1 con la realizzazione della viabilità complementare fatta con i fondi inesistenti della Pedemontana.
Sinistra e Ambiente fu dunque lungimirante quando chiese, inascoltata da Caimi e dal Pd, l'approvazione del PGT del 20012 senza gli ATR e una discussione - purtroppo mai avvenuta- sulla viabilità locale INDIPENDENTE dal "pacchetto" pedemontana.

Nella valutazione complessiva di questa Variante, oltre ai contenuti tecnici, non si può dunque prescindere dalla cronaca delle scelte fin qui fatte dell'esecutivo di Caimi.
Sinistra e Ambiente, proprio per sua storia, non si limita però alle sole critiche politiche, ma ha sempre dato il suo contributo nel merito dei temi.
Così dopo averlo fatto in sede di Commissione Territorio e Ambiente suggerendo alcune modifiche poi implementate nelle norme attuative per l'applicazione della Perequazione, ha protocollato osservazioni di merito per conservare tutte le aree libere nell'urbanizzato come verde pubblico e per tutelare strutture ed edifici di antica formazione.
Eserciteremo evidentemente la stessa attenzione anche sul Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) che sommerà alle scelte urbanistiche della Variante quelle relative alla mobilità.


giovedì 26 maggio 2016

SINISTRA E AMBIENTE SULLA VARIANTE AL PGT DI MEDA IN CC

In data 23-5-016 il Consiglio Comunale di Meda si è espresso sulla Variante al PGT.
La delibera di adozione è stata approvata con 10 voti favorevoli (8 cons. com Pd + il sindaco + Molteni del PdL/Ncd), 4 voti contrari (Meda per Tutti + Lista con Buraschi per Meda + 2 Lega) e l'astensione di Sinistra e Ambiente.
Il nostro gruppo dopo aver attentamente analizzato i contenuti della variante, ha ritenuto che per essa necessitano modifiche e integrazioni per migliorarla ma ha comunque espresso giudizi negativi sull'azione dell'esecutivo di Caimi, nel recente passato, in tema d'urbanistica.
Non siamo ancora nelle condizioni di una variante a consumo di suolo zero anche perchè uno degli Ambiti di Trasformazione (l'AC2 di via S. Giorgio) è stato "trasferito" nel piano delle regole con destinazione d'uso produttiva. Una scelta incomprensibile, sulle cui motivazioni l'amministrazione non ha dato chiarimenti.
Eppure quest'area sarebbe utile per la creazione d'uno spazio di verde pubblico in un quartiere saturo d'edifici.
Nonostante le nostre richieste è rimasta immutata la volontà di chiedere lo stralcio di zone allocate dalla Provincia di MB in ambito di Aree Agricole Strategiche, Rete Verde e Ambiti di Interesse Provinciale.
In particolare non ci convince questa decisione per quanto riguarda il " vecchio mulino" e per una striscia utile per un seppur esile corridoio verde a lato superstrada.
Qualche perplessità l'abbiamo anche rispetto a quanto consentito nella Disciplina d'Intervento nel centro storico sugli edifici di antica formazione e sui nuclei di quelle che erano le cascine medesi sarebbe auspicabile un livello di tutela maggiore sul corpo degli edifici.
Anche il meccanismo della perequazione, inserito per acquisire al pubblico le zone libere da destinare a verde deve essere affinato, così come deve essere più chiara la pianificazione per l'inclusione nell'area ora PLIS Brughiera (e speriamo quanto prima Parco Regionale Groane-Brughiera) del previsto ampliamento di 24 ha in zona cave, quello che era l'Area Connessione Ecologica (ACE) del Pgt 2012 vigente.
C'è poi la novità costituita dal recepimento delle mappe delle aree a rischio esondazione del Tarò/Certesa e connesso reticolo idrico del "Piano di Gestione del rischio Alluvioni nel distretto idrografico padano" con misure di salvaguardia che limiteranno alcune tipologie d'interventi edilizi con la presentazione di un piano di compatibilità per gli interventi nelle zone all'interno del perimetro di potenziale esondazione.
Tale mappatura comprende anche i sottopassi.
Su questo attendiamo la prossima elaborazione d'uno studio d'approfondimento. Studio che è stato affidato con determina n° 61 del 18-5-016.
Ortofoto aree a rischio alluvione a Meda
Non possiamo comunque tralasciare la responsabilità politica dell'amministrazione Caimi e del Pd che, approvando nel 2012 il PGT comprensivo degli Ambiti di Trasformazione, hanno consentito l'avvio del piano attuativo sull'AC4 con nuovi e inutili capannoni e, successivamente, con il ritardo nell'elaborazione della Variante, messo potenzialmente a rischio, per il subentro della moratoria della legge Regionale n° 31 del 2014, anche la salvaguardia delle aree libere laddove esistono le previsioni edificatorie degli AT presenti nel PGT 2012.
Incondivisibile è stata inoltre l'azione dell'amministrazione, acriticamente appoggiata dai consiglieri del Pd, di sottrarre alla Variante Generale l'area ex Medaspan (AT1) per destinarla con variante parziale e specifica (semplificazione utile alla proprietà) alla costruzione di un centro commerciale con annesso albergo e servizi.
Il giudizio politico rimane quindi comunque di una pessima gestione dell'azione nel campo della pianificazione del territorio.
L'astensione di Sinistra e Ambiente è determinata dal recepimento di alcune nostre indicazioni formulate nel 2013 mentre sugli altri punti di debolezza o di ambiguità, interverremo nella fase di presentazione delle osservazioni (consentita dal 23-6-016 al 23-7-016) con proposte puntuali.

Per dettagli sulla variante al PGT e sulle riflessioni di Sinistra e Ambiente vedi anche:

MEDA: UNA VARIANTE AL PGT "ZAVORRATA"

 

La mappa con le destinazioni d'uso

lunedì 9 maggio 2016

MEDA: UNA VARIANTE AL PGT "ZAVORRATA"

Esauriti gli incontri pubblici (pochi e solo quelli dovuti per adempiere formalmente alla Legge Regionale 12) la documentazione preliminare per la VARIANTE al PGT di Meda è stata illustrata dagli estensori nella Commissione Territorio e Ambiente.
Alcune prime considerazioni sono dunque possibili sui contenuti di questa Variante.

Carta delle strategie di Piano e della Rete Verde cittadina

Tabella degli Ambiti di Trasformazione (AT)
Nella Variante di PGT, alcune proposte di Sinistra e Ambiente formulate nel 2013 nel documento "ELEMENTI QUALIFICANTI DA CONSIDERARE PER LA VARIANTE DI PGT" sono state recepite, anche se in modo non completo, laddove chiedevamo l'azzeramento degli ambiti di trasformazione nelle aree verdi libere residue, la creazione di connessioni utilizzando questi spazi per corridoi di collegamento tra i Parchi esistenti e l'utilizzo dell'asta del Tarò per un attraversamento, attuato con il recupero e cessione di aree spondali allorquando verranno proposti interventi dalle proprietà entro la fascia di fiume.
Importante e da seguire l'introduzione dell'AT6 con la previsione di recupero dell'ex Fornace Ceppi di via S. Maria, senza incrementi volumetrici e in un contesto di servizi compatibili con e per il Parco della Brughiera.
Una previsione di recupero che è comunque una scommessa considerato che area ed edifici sono di proprietà privata e che sarà fondamentale anche il coinvolgimento dell'Ente Parco (speriamo quanto prima Regionale) e dove deve essere centrale il mantenimento della struttura di archeologia industriale del forno Hoffman.

La carta della disciplina delle aree con gli ambiti di trasformazione (AT)
Non è stata purtroppo azzerata la possibilità edificatoria che era propria dell'ambito di trasformazione AC2 di via S. Giorgio per il quale, nella Variante, l'amministrazione ha scelto di confermarlo nel Piano delle Regole con destinazione Produttiva per altri inutili capannoni, oltretutto in una zona residenziale.
Molto più logica sarebbe la destinazione di quest'area a verde di quartiere.
Nella Variante Generale, come previsto è compreso l'AT1 (ex Medaspan) che è stato oggetto di Variante Parziale dedicata e sulla cui destinazione d'uso volevamo ragionare in ambito complessivo dopo un accurata caratterizzazione dei terreni per verificarne la salubrità e per il loro recupero nell’assetto urbano.
Sull'AT1, come noto, l'amministrazione Caimi ha optato per una strada opposta, con la scelta precostituita del centro commerciale con annesso albergo e servizi semplificando alla proprietà l'iter con una Variante Parziale dai criticabili contenuti, sopratutto per quanto riguarda l'aspetto ambientale, l'impatto viabilistico e quello sul tessuto dei negozi di prossimità.
La scelta miope e negativa fatta nel 2012 dal PD di approvare il PGT così com'era, senza stralciare gli Ambiti di Trasformazione ha già prodotto danni. 
In particolare abbiamo perso l'area verde libera residua in Via Piave (ambito AC4) dove sorgeranno ennesimi tristi ed inutili capannoni.
La responsabilità di questo danno ambientale, di questo ulteriore consumo di suolo è con tutta evidenza attribuibile all'attuale amministrazione che ha voluto a tutti i costi approvare un PGT senza stralciare gli AT.
Nell’arco temporale dal 2012 ai giorni nostri, causa il ritardo con cui s’è proceduto all’elaborazione della Variante, s’è inserita la Legge Regionale 31 sul Consumo di Suolo che introduce un ulteriore ostacolo per le scelte della Variante al PGT medese.
Un articolo della LR 31 introduce una moratoria di 30 mesi dalla sua data d'entrata in vigore (2-12-014).
La moratoria vale per le previsioni di trasformazione presenti nei PGT approvati prima di tale data (quello di Meda il 23-6-012, con il voto contrario di Sinistra e Ambiente) e consente fino al maggio 2017 alle proprietà di presentare o il Piano Attuativo per la conferma dell'AT o di avere appigli per innescare contenziosi legali.
C’è dunque COMUNQUE un rischio reale di "attivazione" degli Ambiti di Trasformazione con potenziale rischio di nuovo consumo di suolo. Ecco un altro frutto avvelenato della scelta sbagliata della giunta Caimi e del PD che approvò nel 2012 il PGT comprensivo degli AT.Tornando ai contenuti della Variante, va evidenziato che l'amministrazione vorrebbe chiedere lo stralcio di alcune aree che il PTCP provinciale include negli Ambiti Agricoli Strategici (AAS), nella Rete Verde e negli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP).
Tra questi stralci, non ci convincono quelli relativi all'area del "Vecchio Mulino" (proprietà pubblica) e quella di un possibile, seppur stretto, corridoio verde tra la zona cave (prevista come ampliamento del PLIS Brughiera) e la porzione medese del Bosco delle Querce.
Da valutare poi attentamente quanto definito nel Piano delle Regole relativamente alla Disciplina d'Intervento sugli edifici del nucleo di antica formazione comprese alcune cascine.
In particolare, per le cascine, la disciplina poteva essere più tutelante ripetto all'integrità del corpo degli edifici.


Nel Piano dei Servizi sono state esplicitate le aree da acquisire al patrimonio pubblico per destinarle a standard di Verde Pubblico (vedi mappa sotto - aree azzurre).
Il meccanismo previsto per l'acquisizione è quello della PEREQUAZIONE.
Chi volesse aumentare le volumetrie concesse fino alle massime previste, dovrebbe "comprare" l'indice volumetrico (0,15 mq/mq pari a 0,45 m3/mq) assegnato a queste aree da acquisire al patrimonio pubblico.
Un meccanismo che andrebbe sicuramente affinato per evitare che le aree possano risultare solo parzialmente acquisibili a causa dell'incompleta copertura delle volumetrie "comperate" dai privati e cedute all'amministrazione.
Al proposito, riteniamo insufficiente l’inserimento nelle norme di attuazione della monetizzazione per superfici minori di 150 mq poiché detta monetizzazione non risulta vincolata in modo chiaro e univoco alla possibilità di utilizzarla esclusivamente per l’acquisizione pubblica delle aree libere.
La carta delle aree a standard
 
Insomma, una Variante, perlomeno nella versione sinora illustrata e che andrà in adozione il 23-05-016, che poteva essere più coraggiosa, che sconta un "peccato originale" che ne zavorra i contenuti e con un'impostazione che non tiene appieno conto della necessità di profondi e decisi cambiamenti per dare più spazi liberi e verdi alla porzione conurbata.
Le integrazioni, le migliorie e i perfezionamenti sono ancora possibili anche prima dell'adozione e poi della successiva approvazione  in Consiglio Comunale.
Il gruppo di Sinistra e Ambiente si riserva dunque la facoltà d'intervenire durante l'iter con una serie di osservazioni puntuali.
Potremo così verificare la reale volontà di questa amministrazione nel recepire o meno il nostro contributo utile a migliorare questa variante al PGT.