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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
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sabato 30 marzo 2024

APPROVATA LA CONVENZIONE 2024-2026 DI GESTIONE DEL BOSCO DELLE QUERCE MA CON DICHIARAZIONI DISCORDANTI DEI SINDACI DI MEDA E SEVESO SUI QUESITI LORO POSTI

In data 21-3-024 s'è tenuto a Meda e a seguire il 25-3-024 a Seveso,  il Consiglio Comunale che tra gli OdG aveva la delibera di "Approvazione dello schema di Convenzione tra Regione Lombardia, Comune di Seveso e Meda, l'Ente Regionale Servizi Agricoltura e Foreste (ERSAF) e Fondazione Lombardia per l'Ambiente (FLA), per la valorizzazione del Parco Naturale Regionale "Bosco delle Querce di Seveso e Meda" e degli immobili regionali annessi - triennio 2024/2026".  
Al centro della Convenzione v'è indubbiamente la ricorrenza, nel 2026, dei 50 anni dal disastro diossina dell'Icmesa e vengono esplicitate le linee guida per un Programma di azioni che dovrà essere organizzato per schede che descrivono le singole iniziative, secondo un modello che sarà proposto da Regione Lombardia. Ogni scheda potrà essere elaborata da uno o più soggetti sottoscrittori della convenzione, avvalendosi anche
del coinvolgimento di ulteriori soggetti nelle iniziative proposte.
In caso di più entità, dovrà essere indicato un capofila promotore dell’iniziativa.
La Convenzione suddivide la risorsa economica complessiva, pari a 420.000 euro, su tre anni destinando 180.000 euro ovvero 60.000 euro per ciascun annualità al Comune di Seveso e 240.000 euro ovvero 80.000 euro per ciascun anno all'ERSAF.
Con questi fondi, il Comune di Seveso, capofila gestionale, dovrà:

  • realizzare un polo culturale con funzione espositivo-narrativa con l'utilizzo dello Chalet (attuale Centro visite) con appropriate modalità gestionali
  • definire e regolamentare la destinazione d'uso delle aree del parco con loro vocazione in termini di fruizione
  • integrare il Parco nella programmazione del territorio comunale, con particolare riferimento al suo ruolo nella rete ecologica di livello comunale e provinciale;
  • produrre relazioni puntuali e specifiche sull'attività svolta a fini valutativi da parte della Direzione Generale Territorio e Sistemi Verdi di Regione Lombardia.

Il Comune di Meda potrà definire e realizzare iniziative nell'ambito del Programma di azioni.

ERSAF si occuperà come nelle precedenti convenzioni della gestione del verde, del supporto tecnico scientifico e della sperimentazione di manutenzioni compatibili con i nuovi scenari climatici.

Nella Convenzione, viene affidato un ruolo anche alla FLA (Fondazione Lombardia per l'Ambiente) che darà un supporto tecnico-scientifico a Regione Lombardia nell'iter di candidatura per il riconoscimento del Marchio del Patrimonio Europeo al Parco.
Fin qui, per sommi capi, i contenuti della Convenzione approvata nei due Consigli Comunali.

L'amministrazione di Meda durante il confronto, avvenuto in sede della Commissione Territorio e Ambiente del 6-3-024, ha confermato la volontà di mantenere sulla porzione di Bosco medese (8 ettari) la vocazione prettamente naturalistica senza percorsi invasivi artificiali e con cartellonistica illustrativa che però, a distanza di un anno dall'apertura ufficiale al pubblico dell'area, ancora non è stata predisposta.
Meda ha evidenziato l'intenzione di proporre eventi informativi sul disastro diossina delI'Icmesa del 1976 rivolti in modo particolare alle nuove generazioni e sta pensando ad una valorizzazione e ad un utilizzo del muro dell'Icmesa - unico manufatto della fabbrica rimasto, dove peraltro è già fissato un pannello esplicativo posizionato nel 2017 a seguito di una mozione di Sinistra e Ambiente approvata all'unanimità dal Consiglio Comunale.

LE CONTRADDIZIONI E LE DIFFERENZE NELLE RISPOSTE DEI SINDACI DI SEVESO E MEDA
Interessante mettere a nudo le contraddizioni emerse tra le due amministrazioni, sollecitate da quesiti e domande specifiche e puntuali, spesso identiche, poste durante le due assise dai Consiglieri Comunali.
Entrambe le registrazioni dei Consigli Comunali ne danno evidenza, unitamente alle risposte date in sede di Commissione Territorio e Ambiente di Meda.

Sulla Convenzione intercomunale tra Meda e Seveso relativa alla gestione del Bosco delle Querce scaduta nel 2018 e prevista dalla Legge Regionale che nel 2005 ha istituito il parco naturale regionale “Bosco delle Querce di Seveso e Meda:
la sindaca di Seveso Borroni pare non avere ben chiara la situazione e parla della Convenzione con Regione Lombardia evitando di rispondere al quesito sull'atto intercomunale e addirittura negandone l'esistenza;
Il sindaco di Meda Santambrogio, il 6-3-024, in sede di Commissione Territorio e Ambiente, ha dichiarato che si è al lavoro per una stesura aggiornata che contemplerà anche stanziamenti economici comuni per far fronte a interventi di manutenzione straordinaria.

Sulla necessità di nominare un Direttore del Bosco delle Querce:
per Borroni l'amministrazione di Seveso non ritiene necessario nominarlo;
per Santambrogio c'è una valutazione in atto per la nomina del dirigente sevesino dell'Area Sicurezza e Vigilanza di Seveso.

Sulla composizione del Comitato Tecnico Scientifico di gestione del Bosco delle Querce, la sindaca di Seveso ha comunicato l’intenzione di sostituire l’attuale componente con una figura dell’Ufficio Ecologia.
Una scelta che, si auspica, abbia requisiti e conoscenza adatta per continuare a fornire l’alta specializzazione e la competenza offerte fino ad ora all’interno del Comitato stesso.
Il sindaco di Meda ha confermato l'incarico con delega al Bosco delle Querce alla Consigliere Emanuela Colombo e all'arch. Francesca Scartiello quale rappresentante per Meda in seno al Comitato Tecnico Scientifico.
Nulla è invece emerso sul Percorso della Memoria i cui pannelli illustrativi, danneggiati da atti di vandalismo o ammalorati, attendono da almeno due anni un doveroso ripristino.
Sia a Meda che a Seveso, una parte significativa dei Consiglieri di opposizione ha rilanciato la richiesta, già avanzata dai gruppi ambientalisti del territorio, per un'azione delle amministrazioni che porti all'ampliamento del Bosco delle Querce sulle aree sevesine di via della Roggia, proprio in virtù di quanto previsto all'art 2  delle finalità della Convenzione: "rafforzare il ruolo di connessione ecologica del parco nel contesto territoriale".

LA NOSTRA VALUTAZIONE
Mentre l'attenzione dei gruppi e delle associazioni ambientaliste del territorio tiene viva la Memoria del Bosco delle Querce, vigila e stimola iniziative e attività compatibili e sostenibili per il luogo, da parte delle amministrazioni di Seveso e Meda c'è ancora un approccio poco consapevole e superficiale tanto da non impegnarsi a fondo nel darsi strumenti per una gestione efficace, rispettosa del Bosco e della sua vocazione
quale spazio di Memoria e di educazione ambientale.
Il rischio concreto è che il 50mo anniversario dal disastro Icmesa non venga colto come un’occasione imperdibile per valorizzare un’esperienza storico ambientale di rigenerazione unica al mondo e di continua operosità locale per ritornare a vivere il territorio ma solo come una vetrina di protagonismo personale poco utile o addirittura dannoso per le due Comunità di Seveso e Meda.

Sinistra e Ambiente-Impulsi Meda
Legambiente circolo "Laura Conti" Seveso

  Rassegna stampa:



 

mercoledì 28 febbraio 2024

SULLA COMUNITÀ ENERGETICA RINNOVABILI DI MEDA C'É ANCORA MOLTO DA FARE

Ci è stata formalizzata la risposta all'interrogazione sulla Comunità Energetica Rinnovabili inoltrata il 9 febbraio 2024 dal Consigliere Comunale Marcello Proserpio per conto dei gruppi Sinistra e Ambiente-Impulsi, Medaperta, PD.
Ai precisi quesiti posti, il riscontro ci consente di avere il panorama effettivo dell'iter, delle volontà dell'amministrazione e di fare il punto sulla CER medese, purtroppo ancora nello stadio dei passaggi formali contemplati nella Manifestazione d'Interesse di Regione Lombardia.

Attualmente, la proposta di CER vede l'adesione, quale ente promotore, dell' amministrazione e di 39 cittadini di cui 19 residenti nelle case comunali, con possibilità di ulteriori partecipazioni.
Non è ancora stata definita ne la forma associativa e giuridica ne lo statuto della CER che si doterebbe di un impianto fotovoltaico di produzione d'energia elettrica da realizzare sulla copertura della scuola primaria "A. Diaz" il cui costo stimato non è però quantificato nella risposta data.

Il 27-4-023 il Comune di Meda ha preso parte alla Manifestazione d'Interesse di Regione Lombardia per i progetti di Comunità Energetiche Rinnovabili e risulta inserito con N° pratica 4598113 nell'elenco dell'allegato A delle proposte progettuali ritenute meritevoli di accedere alla Fase 2.
Attualmente è ancora in corso la Fase 1 del Bando di Regione Lombardia.
Per accedere alla Fase 2 della Manifestazione di Interesse per la costituzione delle CER, è richiesto a ciascun proponente di redigere entro il 29 febbraio 2024 il Quadro Economico e il Piano Finanziario della CER oggetto di candidatura. Questo consentirà di poter quantificare e suddividere eventuali risorse economiche messe a disposizione da Regione Lombardia per le spese sostenute per interventi sul patrimonio pubblico.
Il Comune di Meda lo farà tramite piattaforma informatica Bandi di Regione Lombardia.

Proprio perchè la promozione e la realizzazione di una Comunità Energetica Rinnovabili cittadina fa parte della nostra proposta di amministrazione, è e sarà nostro compito continuare a seguire l'iter della proposta progettuale della CER affinchè la stessa sia coerente con i principi di socialità e ecosostenibilità e si concretizzi quanto prima.
Occorrono certamente altri elementi di conoscenza quali il costo e il contributo regionale per l'impianto fotovoltaico di produzione e la configurazione associativa che si darà alla CER.
Certamente le amministrazioni comunali, tra cui Meda, dovrebbero chiedere un incremento ragguardevole del fondo regionale poichè gli attuali 20 milioni di euro messi a disposizione da Regione Lombardia, da suddividere sul 2023 e sul 2024, sono una cifra decisamente esigua per avviare un numero significativo di Comunità Energetiche con fonti rinnovabili.
 
I gruppi di Sinistra e Ambiente-Impulsi, Medaperta, Partito Democratico.
 
Sotto, la risposta dell'amministrazione all'interrogazione sulla Comunità Energetica Rinnovabili di Meda.
 

lunedì 13 novembre 2023

LE RISPOSTE DEL SINDACO DI MEDA ALL' INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE-IMPULSI, MEDAPERTA E PD SULLA PEDEMONTANA

Il 9-11-023, durante il Consiglio Comunale, l'amministrazione di Meda ha risposto all'interrogazione su Pedemontana e le sue criticità, la viabilità accessoria, le Compensazioni Ambientali e il Piano Operativo di Bonifica nelle aree contaminate da Diossina TCDD che saranno interferite dal tracciato autostradale.
L'interrogazione, presentata il 15/9/023, dal Consigliere Marcello Proserpio per conto di Sinistra e Ambiente - Impulsi, Medaperta e Partito Democratico comprendeva 10 quesiti cui ha dato risposta direttamente il Sindaco Luca Santambrogio che ha anche la delega su  "Grandi opere e opere strategiche, Bilancio e partecipate, Fund raising, Viabilità, Mobilità".
Punto per punto andiamo a riassumere i contenuti delle risposte, con qualche commento e precisazione.

1) Progettazione Esecutiva

Il Progetto esecutivo risulta consegnato da Webuild a ottobre 2023, in ritardo rispetto al cronoprogramma, ed è in fase di validazione da parte di un ente terzo. Sono state concesse ai Comuni richiedenti, delle "ottimizzazioni".

2) Richieste dei Sindaci di migliorie e potenziamenti di Compensazioni Ambientali e mitigazioni
É stata concordata un'azione sincronizzata delle 5 amministrazioni della B2 + Bovisio Masciago con tavoli su "mitigazioni" (e non Compensazioni Ambientali ndr) aggiuntive.
Tavoli di confronto tra Comuni, tra Comuni e Provincia di MB e a seguire con CAL e APL.
C'è la prospettiva condivisa tra i Comuni della Tratta B2, di un coordinamento per avere una logica di tratta sulle mitigazioni.
Dalle dichiarazioni del Sindaco, risulta chiaro che pressochè nulla è stato chiesto in ambito di rafforzamento delle Compensazioni Ambientali e del connesso budget.
É stata avanzata una richiesta di esenzione del pedaggio per l'utilizzo breve e locale dell'autostrada.
Qui la narrazione si discosta però dalle dichiarazioni di APL che ha parlato solo di "possibilità, tutta da verificare nella sostenibilità economica, di sconti fino al 20%"

3) Compensazioni Ambientali
Santambrogio ha ribadito quanto già illustrato da lui durante l'incontro con Sinistra e Ambiente e Legambiente Seveso del 21-9-023.  
La cifra assegnata a Meda per le Compensazioni Ambientali è pari a 2,3 Mln di cui 1,7 Mln destinati al Progetto Locale (PL) 15 denominato "la Valle dei Mulini". Compensazione ambientale che l'amministrazione conferma anche se la cifra di 1,7 Mln andrà sicuramente rivalutata.
Con i rimanenti 600 mila euro o con quel che ne resta dopo l'aggiornamento costi, l'amministrazione intende coprire la spesa per la parte nel nostro Comune della ciclovia Milano-Meda, dal Parco Groane-Brughiera attraverso via Trieste verso il Parco della Porada che è parte del PLIS GruBria. 
Santambrogio, informa, come già fatto durante il precedente incontro, che il progetto del WWF Insubria, assegnatario di fondi del Bilancio Partecipato, non interesserà aree del PL 15 ma altre superfici anche in zone differenti sul territorio medese.
Solo una piccola porzione della superficie del PL 15 sarà interessata dall'intervento di drenaggio urbano in capo a BrianzaAcque, in zona scuola Diaz.
I contenuti della risposta di Santambrogio sull'oggetto del quesito, resi ora in seduta pubblica, convalidano pertanto il report di Sinistra e Ambiente e di Legambiente Seveso sulla riunione tenutasi il 21-9-023 pubblicate in: PEDEMONTANA: SINISTRA E AMBIENTE-IMPULSI E LEGAMBIENTE SEVESO HANNO INCONTRATO IL SINDACO DI MEDA.
Si dimostrano quindi pretestuose e totalmente infondate le asserzioni di chi, pregiudizialmente e per screditarci, giudicava impreciso e non veritiero quanto da noi scritto in precedenza.

4) Viabilità complementare e tangenzialina Meda-Seregno
Anche su questo quesito, viene confermato quanto già espostonel report conseguente all'incontro con Sinistra e Ambiente e Legambiente Seveso.
La tangenzialina Meda-Seregno è considerata dal Sindaco molto importante per Meda ed è stata oggetto di incontri tra le amministrazioni, il Parco GruBria e la soc Autostrada Pedemontana Lombarda (APL).
La soc. APL ha però definito irrealizzabile la proposta di modifica presentata da Seregno e dal Parco GruBria.
Per ridurne l'impatto, Meda prevede di spostare il manufatto in aderenza all'urbanizzato,eliminare una rotatoria e realizzare un sottopasso ciclopedonale al nuovo scavalco della linea ferroviaria Milano-Como-Chiasso, alfine di consentire un collegamento con il Parco GruBria.
Questa soluzione non ci soddisfa e la riteniamo insufficiente perchè consuma suolo, non preserva gli spazi liberi rimasti e non risolve le criticità viabilistiche indotte.

5) Ampliamento del Bosco delle Querce di Seveso e Meda e collegamento di continuità
La richiesta di ampliamento del Bosco delle Querce, includendone l'area di via della Roggia, risulta inserita in un verbale di incontro tra i Sindaci della B2 e la Provincia di MB, unitamente al collegamento ciclopedonale tra l'area di via della Roggia e il Bosco delle Querce a mezzo del ponte di via dei Vignee che però verrà abbattuto e non sarà quindi utilizzabile allo scopo. Il verbale riporta anche la richiesta di un collegamento in sponda Tarò.Regione Lombardia sembra disposta positivamente rispetto alla soluzione di un ponte verde con ciclopedonale di collegamento tra le due parti.
La risposta di Santambrogio non dà però evidenza su una volontà politica di perseguire convintamente l'ampliamento con una richiesta ufficiale da parte delle amministrazioni di Seveso e Meda a Regione Lombardia ne tantomeno di proporre ad APL il prolungamento della galleria artificiale "Seveso", lì prossima, onde consentire il collegamento a mezzo ponte verde tra le superfici d'ampliamento di via della Roggia e l'attuale perimetro del Bosco delle Querce.

6) Azioni congiunte dei Sindaci e riscontro sugli incontri in Provincia di MB
I cinque Comuni della tratta B2 Barlassina, Meda, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago + Lentate hanno concordato in sede provinciale, di incaricare il Centro Studi PIM per coordinare gli interventi sulla viabilità locale durante le fasi di cantierizzazione e realizzazione del tracciato autostradale.
 
7) Cronoprogramma
Il cronoprogramma di massima non è confermato e c'è un ritardo evidente su tutti gli step previsti. Santambrogio ipotizza l'avvio del Piano Operativo di Bonifica, primo adempimento precedente ai cantieri, a marzo 2024. Senza esecutivo non v'è inoltre il cronoprogramma riguardante gli interventi su Meda.
 
8) Documentazione del Piano Operativo di Bonifica (POB)
Sul Piano Operativo di Bonifica (POB) per la diossina TCDD e i Furani, l'amministrazione ha focalizzato solo le informazioni generali già note e la cronistoria dei passaggi formali relativi alla sua stesura e approvazione
Unico particolare aggiuntivo rispetto a quanto già noto per il POB - consegnato a Meda il 5/7/2019, sono le recenti analisi chimiche di approfondimento su alcune aree (sponde Tarò e scarpata svincoli) effettuate a Meda.
Nel POB sono identificate 37 aree contaminate di cui 23 nel top soil (primi 20 cm ) e 14 nell'intermedio (fino ad 1 metro di profondità). Le aree sono definite in 8 lotti funzionali di bonifica.
Il lotto 1 è quello che interessa il Comune di Meda nell'area dello svincolo.
Come già noto, il volume di terreno contaminato da asportare è di circa 40.000 m3, pari a 71800 t.
Sull'argomento, rimarchiamo che il gruppo di Sinistra e Ambiente ha seguito sia la Caratterizzazione dei Suoli sia l'intera fase di stesura del Piano Operativo di Bonifica, facendo osservazioni, informando in merito e pubblicandolo integralmente.
Il POB è a nostro giudizio insufficiente e le operazioni di bonifica non sono a rischio nullo per la cittadinanza e i lavoratori coinvolti.
Proprio perchè al corrente dei contenuti del POB, ci attendavamo una risposta più dettagliata da parte del Sindaco che è apparso poco informato sui particolari contenuti nei documenti tecnici e sulla loro applicazione.
 
9) Ruolo e attività dei Comuni coinvolti nella Bonifica
Meda intende agire in sinergia con tutti i Comuni interessati dalle attività sugli 8 lotti funzionali di bonifica con una comunicazione unica ed uniforme sulle tempistiche, le modalità e le precauzioni da attuare.
É stato sottolineato l'impegno ad un ruolo di supervisione sulle attività da parte delle amministrazioni.
Per parte nostra continuiamo a evidenziare la delicatezza che riveste la Bonifica, unitamente alla pericolosità associata alla movimentazione di terreno contaminato. Fattori che meritano una elevata attenzione e una trasparenza totale nella comunicazione con i cittadini e i gruppi ambientalisti che seguono dall'origine questa criticità.
 
10) Ruolo di ARPA durante la Bonifica
I Comuni chiederanno una presenza fissa di personale ARPA per monitorare le fasi di bonifica.
L'affermazione, sicuramente positiva e necessaria, non risponde però pienamente ad una sollecitazione da noi avanzata di tavoli d'informazione e aggiornamento costante che coinvolgano ARPA e le amministrazioni interessate, allo scopo di relazionare con continuità la cittadinanza sulle attività in atto e le possibili criticità.

La parte di Consiglio Comunale con l'intervento di Marcello Proserpio, illustrativo dell'interrogazione e le successive risposte del Sindaco Luca Santambrogio, si trova a partire dal minuto 1:43:29 al link della seduta in streaming del Consiglio Comunale del 9-11-023

Sinistra e Ambiente continuerà ad operare con gli altri gruppi del territorio per contrastare il completamento dell'Autostrada Pedemontana Lombarda, comunque occupandosi, con adeguato livello di conoscenza, delle criticità indotte sulle tratte e controllando gli interventi previsto nel progetto.

giovedì 30 marzo 2023

CICLABILI URBANE E GREEN LANE: GLI AMBIENTALISTI LOCALI INCONTRANO L'AMMINISTRAZIONE DI MEDA.

Nel capitolo ambientale del programma elettorale 2022 del gruppo medese di Sinistra e Ambiente-Impulsi v'era la promozione della mobilità sostenibile e l'agire per concretizzare una rete di piste ciclabili cittadine definite nell'ambito del progetto sovraccomunale "Green Lane".
Il 27-3-023, insiema ad altri gruppi con cui spesso ci coordiniamo, ci siamo confrontati sul tema con l'amministrazione di Meda, presente con il Sindaco e con l'assessore all'Urbanistica.

Ecco il report dell'incontro.


Sinistra e Ambiente-Impulsi, Legambiente Seveso, 
Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera
incontrano l’amministrazione di Meda per parlare di ciclabilità.

Lunedì 27-3-023, Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda presente con Alberto Colombo, Legambiente Seveso rappresentata dal Presidente Maurizio Zilio e da Gemma Beretta, il Comitato per il Parco Regionale Groane-Brughiera con il Presidente Tiziano Grassi si sono incontrati con il Sindaco di Meda, Luca Santambrogio e con l’Assessore con deleghe a Urbanistica e Ambiente, Andrea Boga.
 
L’incontro, chiesto dai gruppi ambientalisti aveva come oggetto un confronto sulla mobilità sostenibile a Meda e la creazione di una rete ciclabile cittadina che si implementi con il progetto “Green Lane – corsia o sentiero verde”.
Per questo, invitato dai gruppi locali, era presente anche Gianluca D’Amato del comitato promotore per la Green Lane che ha informato sulla sua storia e la sua configurazione.

I gruppi hanno illustrato la necessità di lavorare per la creazione di piste ciclopedonali che sul territorio del Comune di Meda colleghino tra loro i Punti di Interesse (PDI) della vita quotidiana quali scuole, uffici comunali, luoghi culturali e storici, luoghi di socialità. 
Il fine è quello di incentivare ed innescare l’uso della bicicletta per gli spostamenti brevi (4-5 km) desaturando una viabilità caotica per la prevalenza dell’auto.
In aggiunta ai punti di interesse della Green Lane a Meda riguardanti l’interscambio trasportistico e il patrimonio storico/culturale e ambientale già presi in considerazione e corrispondenti alla Stazione ferroviaria FNM, alla Villa Antona Traversi + Chiesa di San Vittore, ai Boschi della Brughiera con la Zoca dei Pirutit e alla Ciclovia Meda-Milano, anche le scuole secondarie superiori quali il liceo M. Curie, l’istituto commerciale Milani, il Centro di Formazione Professionale Terragni, costituiscono poli scolastici da rendere accessibili alla mobilità lenta.
Altri luoghi collegabili sono gli istituti delle scuole primarie e secondarie dell’obbligo (Anna Frank, Diaz, Traversi, S. Giuseppe, S.Giorgio, Tre Venezie) così come gli oratori, il centro sportivo, le chiese, il centro anziani, i parchi e le aree verdi etc.
Importante risulta l’utilizzo dell’asta spondale del Tarò/Certesa che può costituire un collegamento nord/sud.
Si tratta quindi di progettare, finanziare e realizzare ciclopedonali in sede propria che consentano una mobilità differente, meno impattante ed invasiva di quella costituita dall’uso costante dell’auto anche laddove se ne potrebbe fare a meno.
Avere percorsi che permettano gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola con l’uso della bicicletta in ambito urbano e interurbano anche per le incombenze quotidiane, evitando il ricorso all’auto privata, segnerebbe un primo passo per una transizione ecologica corretta, migliorando la qualità della vita.
L’”urban lane” medese complementerebbe la Green Lane, progetto a cui aderiscono ora 7 comuni - tra cui Meda. Progetto originariamente nato dal basso da una idea condivisa dalle associazioni del territorio a partire dal Comitato Associazione Sacra Famiglia di Cesano Maderno.
La Green Lane ha ricevuto alcuni finanziamenti provinciali per alcuni completamenti di collegamento e per la progettazione sovraccomunale.
Una pianificazione locale è possibile, approfittando dell’elaborazione del nuovo PGT e definendo un Piano cittadino delle Ciclabili, adeguatamente coperto da risorse finanziarie per concretizzare in tempi brevi la realizzazione dei percorsi identificati.
 
L’amministrazione s’è dichiarata aperta ed interessata ad agire per la ciclopedonabilità annunciando che opererà in fase di pianificazione sul Documento di Piano legato ad un Masterplan del Verde, dove verranno identificate “4 vie verdi” con tracciati ciclabili (via Trieste, via Cialdini, via Indipendenza, via Angeli Custodi) ed “una via azzurra” (il torrente Tarò/Certesa) e che questo documento sarà oggetto di prossima illustrazione e confronto. 
Da parte dei presenti, è stato chiesto un coinvolgimento per identificare i punti di interesse su cui costruire la ciclabilità comunale, annunciando attenzione ai contenuti del nuovo PGT e osservazioni allo stesso. 
 
Misureremo la reale volontà di questa amministrazione sulla base delle azioni e degli atti che attuerà per rendere Meda ambientalmente sostenibile.
 
Meda 28-3-023 
 
Sinistra e Ambiente-Impulsi Meda, 
Legambiente Circolo Laura Conti - Seveso, 
Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera

sabato 18 marzo 2023

COMUNITÀ ENERGETICHE RINNOVABILI A MEDA: UNA CONDIVISIBILE DELIBERA DI CONSIGLIO PER PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE D'INTERESSE REGIONALE

Il 16-3-023 abbiamo presenziato al Consiglio Comunale di Meda dove s'è discussa e approvata una delibera consigliare per  attivare una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) nella nostra città.
Dopo la serata di presentazione del 6-12-022, invero poco partecipata, s'è concretizzato un ulteriore passaggio.

MANIFESTAZIONE D'INTERESSE REGIONALE
Sulla CER,il Comune di Meda intende prioritariamente partecipare alla Fase 1 della Manifestazione d'Interesse lanciata da Regione Lombardia e dovrà, entro il 30-4-2023 presentare una proposta progettuale di comunità energetica da costituire nel territorio, sulla base delle indicazioni operative contenute nell'avviso regionale.

Qualora ritenuta meritevole, la proposta di CER sarà inserita in un apposito elenco, con possibilità, in funzione del punteggio ottenuto, di passare alla Fase 2, riservata alle candidature che abbiano superato la soglia minima di ammissibilità.
La Fase 2 della Manifestazione d'interesse regionale prevede specifiche misure di supporto economico per i soli nuovi impianti a fonte rinnovabile di proprietà dei soggetti pubblici della comunità energetica.
La dotazione regionale del supporto, purtroppo decisamente esigua, è pari a 20 Milioni di euro, suddivisi sul 2023 e sul 2024, utilizzabili per l'istallazione e l'avvio di impianti di produzione compresi nelle seguenti tipologie:

- Impianti solari fotovoltaici;
- Impianti idroelettrici;
- Impianti eolici;
- sistemi di accumulo;
- collettori solari termici;
- impianti aerotermici, geotermici, idrotermici e pompe di calore;
- impianti alimentati a biomassa (liquida, solida gassosa).

LA COSTITUZIONE DI UNA CER A MEDA
Il Comune di Meda, che riveste il ruolo di soggetto pubblico aggregatore, ha sinora raccolto l'adesione alla CER di una serie di cittadini affittuari delle case comunali e con questa iniziale configurazione parteciperà alla Manifestazione d'Interesse Regionale, avvalendosi del supporto dell'Agenzia Innova21 per la stesura della Relazione Tecnica.
La ricerca di adesioni alla CER, aperta anche a soggetti sociali ed imprese prosegue e proseguirà poichè l'adesione può avvenire anche dopo la costituzione formale della CER.
Gli affiliati alla CER possono essere i produttori di energia rinnovabile, i consumatori della stessa e chi è produttore e al contempo consumatore, mettendo a disposizione l'energia eccedente.
La massima potenza ammessa per una CER è pari ad 1 MegaWatt.
Per aggregarsi nella stessa CER, bisogna risiedere nell'area servita dalla rete elettrica collegata alla stessa cabina primaria.
Al momento, una piccola porzione di Meda risulta esclusa poichè sottesa ad una cabina primaria differente. Per recuperare anche quest'area, l'amministrazione interverrà presso il gestore della rete elettrica.

La produzione e l'autoconsumo di Energia Rinnovabile (fotovoltaica nel caso di Meda) porta con sè vantaggi ambientali con meno CO2 emessa, sociali per il coinvolgimento di soggetti, gruppi ed associazioni ed economici per le tariffe incentivate sull'energia prodotta in ambito CER che viene consumata. Tariffe incentivate stabilite dalla normativa e riconosciute dai gestori .
L'amministrazione medese ha inizialmente identificato per la CER, l'istallazione di un tetto fotovoltaico sulle scuole Diaz per il quale chiedere l'accesso al finanziamento della Fase 2 della Manifestazione d'Interesse.
La potenza dell'impianto fotovoltaico è ancora da quantificare in funzione del numero di aderenti alla CER e dei consumi dell'istituto scolastico.

TEMPISTICHE E SCADENZE
Nella seconda metà del 2023 dovrebbero essere definiti gli esiti del bando regionale e, in caso di risultato positivo, si passerà alla Fase 2 per la realizzazione dell'impianto fotovoltaico con il supporto economico regionale. Seguirà una necessaria campagna di informazione e sensibilizzazione per far crescere il numero di aderenti della CER.
Dovrà inoltre essere definita la struttura giuridica della CER, un passaggio importante che auspichiamo basata su principi solidaristici e di attenzione alle fasce deboli. 

IL PARERE DI SINISTRA E AMBIENTE-IMPULSI E DEGLI ALTRI GRUPPI DELLA COALIZIONE RAPPRESENTATI DAL CONSIGLIERE MARCELLO PROSERPIO
Il gruppo di Sinistra e Ambiente-Impulsi, sta seguendo e seguirà con attenzione l'azione dell'amministrazione per costituire una CER a Meda.
Abbiamo contribuito alla stesura dell'intervento del Consigliere Comunale Marcello Proserpio che per nome anche del nostro gruppo, del PD e di Meda Aperta s'è dichiarato favorevole all'approvazione della delibera consiliare sulla CER, dando suggerimenti e chiedendo un coinvolgimento e una promozione efficace per una partecipazione diffusa.

giovedì 22 dicembre 2022

SULL'INCONTRO MEDESE PER LE COMUNITÀ ENERGETICHE RINNOVABILI (CER)


Comunità Energetiche Rinnovabili:
un prezioso strumento di cittadinanza attiva

 

Il 6 dicembre 2022 si è tenuto un incontro pubblico dal titolo “Comunità Energetiche, dal dire al fare”. All’incontro Sinistra e Ambiente – Impulsi era presente per raccogliere informazioni e per valutarne i contenuti.
Se scopo della riunione, organizzata dall’amministrazione comunale di Meda, era quello di spiegare cosa siano le comunità energetiche rinnovabili e di fornire le informazioni necessarie per avviarle, si può certamente affermare che il risultato sia stato solo parzialmente conseguito.
Chi scrive ha dovuto ricorrere alla successiva ricerca e lettura di testi per integrare quanto nella serata è emerso faticosamente. Colpa in parte di una regia che ha previsto interventi che avrebbero dovuto introdurci nell’argomento ma che si sono invece distinti per la ripetizione di notizie già note e per la pochezza informativa per comprendere la novità della loro istituzione previste dalla Direttiva Europea RED II (2018/2001/UE) in cui alla Comunità Energetica Rinnovabile (CER) è affidato un ruolo da protagonista nel processo di trasformazione del sistema energetico europeo.
Impalpabile l’esposizione di Alessandro Corbetta della Lega, consigliere e componente della Commissione Ambiente di Regione Lombardia, che ha quantificato in 22 milioni di euro lo stanziamento regionale per le CER. Questo scarso finanziamento servirà per coprire le manifestazioni d’interesse che dovranno essere presentate entro l’anno. È stata comunque annunciata la proroga temporale fino ad aprile 2023.
Scontata la sola lettura di dati che ha fatto Pavarin di APA Confartigianato, priva però di un approfondimento per svelare le ragioni delle dinamiche e delle scelte economiche e geopolitiche che hanno determinato, a partire dal 2019, le impennate dei prezzi delle forniture di energia, insostenibili per famiglie ed imprese (fino a +986% per l’elettricità e +1065% per il gas rispetto al 2004).
Come se non fossimo in grado di comprenderne la gravità e non ci fossimo già mossi di conseguenza, ha concluso suggerendo ai presenti di verificare le condizioni economiche dei contratti che ognuno dei presenti ha stipulato con i distributori e in ultimo di abbassare le temperature delle nostre abitazioni. Inevitabile decidere di stare un poco più al freddo, ma poi, purtroppo si continua a basare il sistema energetico su fonti fossili che risentono di dinamiche non controllabili dai governi, esponendo i consumatori alle fluttuazioni del mercato su prodotti senza futuro in Europa. 
Necessario dare un’idea dell’ordine di grandezza degli interventi che il solo governo Draghi ha messo in atto per fronteggiare il caro bollette (dalla nota di aggiornamento al Def, pubblicata il 30 settembre 2022):
nel corso del 2021 e 2022 circa 62,6 miliardi (3,3 per cento del PIL) di cui 5,5 miliardi (0,3 per cento del PIL) per il 2021 e 57,1 miliardi (3,0 per cento del PIL) per il 2022, inclusivi dei 3,8 miliardi stanziati con la legge di bilancio per il 2022.
Le misure sono raggruppate in quattro categorie: contenimento dei costi delle bollette, bonus sociali per le utenze elettriche e del gas, crediti di imposta per le imprese, riduzione delle accise sui carburanti.
Tra le azioni volte a contrastare il generale aumento dei prezzi, quella più rilevante è senz'altro l'erogazione delle indennità una tantum (9,8 miliardi) a diverse categorie di lavoratori, pensionati e beneficiari di altre prestazioni sociali. A questi vanno aggiunti 9,1 miliardi (decreto Aiuti quater, ultimo trimestre 2022) più 21 miliardi (legge di Bilancio 2023) per i provvedimenti rinnovati dal governo Meloni fino al primo trimestre 2023.
Viene da chiedersi quali effetti si sarebbero prodotti se simili ingenti risorse fossero state investite in efficienza energetica e fonti rinnovabili.

L'attività della Provincia di MB

Inerenti a ltema della serata i contributi dell’architetto Antonio Infosini, dirigente della Provincia di Monza e Brianza, della dott.ssa Brogi e dell’ing. Bartolomeo in rappresentanza della cooperativa ènostra con cui la Provincia ha attivato un percorso per verificare la fattibilità di progetti di produzione, autoconsumo collettivo e individuale con la costituzione di comunità energetiche rinnovabili.
Per scelta della Provincia, la proposta è rivolta esclusivamente alle piccole-medie imprese del territorio per concretizzare nel breve-medio termine un risparmio sui costi energetici e nel medio-lungo termine l’incremento di impianti da fonti pulite e rinnovabili.
Lo studio di fattibilità si è concluso ipotizzando 4 diverse tipologie pilota (cluster) cui corrispondono diversi scenari d’investimento a seconda dei quali si produrranno benefici economici conseguenti.
Sono stati validati 20 progetti dei 32 presentati, nessuno dei quali nel nostro comune, non essendoci candidature di soggetti medesi. Sebbene quello del legno e arredamento non sia un comparto industriale particolarmente energivoro, lascia comunque perplessi il disinteresse delle aziende medesi a partecipare ad un progetto che offre loro indubbi vantaggi economici e ricadute positive anche in termini d’immagine.
Certo è che le comunità energetiche fanno appello a forme di alleanze e all’assunzione di responsabilità ambientale, economica e sociale che forse la cultura produttiva medese non dispone nella sua completezza. D’altronde per una nascente comunità energetica le imprese del territorio, che dispongono con abbondanza di ampie coperture sugli edifici su cui installare impianti, sono necessariamente una risorsa fondamentale.
Ma non solo alle aziende è rivolto l’invito alla costituzione delle Comunità Energetiche.

Come funzionano le CER
Come hanno esposto i relatori di énostra, tutti, che siano cittadini piuttosto che enti, scuole, cooperative, condomini o amministrazioni, possono apertamente e liberamente aderire in modo revocabile a queste entità giuridiche che permettono di produrre, condividere e consumare energia elettrica generata da nuovi impianti fotovoltaici (o da altri impianti di energia rinnovabile, per esempio geotermico), basta che si trovino in prossimità dei consumatori, tutti nella rete di distribuzione della cabina primaria.

Sebbene l’Italia abbia da subito recepito la direttiva UE in materia di sostenibilità energetica del 2018, con l’obiettivo entro il 2030 di produrre, anche mediante le CER, fino al 32% del fabbisogno di elettricità da fonti rinnovabili (aumentato al 45% con il recente programma RePowerEu), mancano ancora i decreti attuativi del decreto legislativo di fine 2021 e l’approvazione delle tabelle dei nuovi incentivi da parte dell'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera). Questo vuoto ritarda l'avvio delle CER.
Delle circa cento CER di cui si conosce l’esistenza, solo alcune unità sono al momento operative. Distribuiscono periodicamente ai loro aderenti benefici economici grazie al risparmio in bolletta e ai più sostanziosi incentivi statali. Un risparmio stimato intorno al 20%, dipendentemente dalla posizione geografica e dal rendimento dell’impianto, per ogni kilowattora prodotto.
La ripartizione del risparmio tra gli aderenti è stabilita liberamente da ciascuna comunità attraverso un contratto e spetta solo per quella parte di energia consumata nella stessa fascia oraria di produzione. Da ciò appare subito chiaro come queste realtà, la cui potenza complessiva non deve superare un megawatt (vale a dire 1 milione di watt che corrispondono per es. a 2500 pannelli FV da 400W ciascuno) con tutti gli utenti collegati alla stessa cabina primaria e che continuano a pagare per intero la bolletta al proprio fornitore di energia, possono essere solo frutto di un equilibrio di interessi diversi, come risultato di uno studio preliminare in cui vengono analizzati attentamente i consumi reali e i loro flussi.
Se sono evidenti i benefici economici stabili e importanti, tali da garantire un ritorno dell’investimento stimato in pochi anni, sono intuibili quelli ambientali con significativa diminuzione delle emissioni di CO2. Dei benefici sociali si stanno accorgendo le amministrazioni comunali promotrici dell’iniziativa.

Cosa sta facendo Meda
L’amministrazione medese segue due filoni.
Quello di puntare a CER con aziende locali che hanno impianti fotovoltaici installati di recente o che intendono installarli. Per ora le disponibilità son tutte da cercare e creare.
L’altra azione, che non ha riscosso successo, è rivolta alla creazione di una comunità energetica con le famiglie delle case di proprietà comunale, sui cui tetti vorrebbero installati pannelli fotovoltaici, a costo praticamente quasi zero, utilizzando i fondi messi a disposizione dalla Legge Regionale 2/2022.

Questa difficoltà, inspiegabile per il sindaco Santambrogio se non con ragioni comunicative, obbliga chiunque si dedichi alla cosa pubblica a qualche riflessione.
Com’è possibile che famiglie, presumibilmente in situazioni di povertà energetica, rinuncino alla possibilità di un risparmio sui consumi delle loro bollette e non forniscano il numero fondamentale della loro fornitura (il pod) per l’attivazione?
Noi ipotizziamo che qualsiasi comunità, non solo quelle energetiche, necessiti di tempo per essere costruita e che servano molteplici sforzi per facilitare la partecipazione e la consapevolezza di chi si vuole coinvolgere. Occorre dotarsi di strumenti adeguati e di una strategia a lungo termine che non ci pare abbiano questa amministrazione e la maggioranza che la sostiene.
Una maggioranza chiusa e indisposta al confronto, che appare inadeguata e impreparata ad affrontare seriamente temi come la transizione ecologica e le disuguaglianze sociali che sono tra loro intrecciati.
E’ il caso per esempio dell’emergenza abitativa che già ante Covid era in crescita preoccupante: rischia ora di divenire un fenomeno non più governabile con gli sfratti che incombono dopo la fine della moratoria (come scritto sui documenti dei Piani di Zona – Ambito territoriale di Seregno, cui Meda fa capo) a cui si deve aggiungere la cancellazione del governo Meloni dalla manovra del fondo sostegno all’affitto e di quello per morosità incolpevole.
É carente il numero di alloggi pubblici e le pessime condizioni di una parte di quelli comunali ne impediscono l’accessibilità e c'è la difficoltà per una parte sempre più numerosa delle famiglie medesi a fronteggiare le spese per l’affitto.
S'è sollecitato l’amministrazione a che ne riordinasse il sistema, aumentasse immediatamente l’offerta con la sistemazione dell’ex CFP per l’housing sociale (da questa giunta ulteriormente rimandata) e tracciasse, mettendola a disposizione, una mappatura puntuale degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per riqualificare e ridurre il fabbisogno energetico del patrimonio edilizio pubblico.
In tale situazione, le comunità energetiche rinnovabili e i fondi del PNRR sono per gli enti comunali indubbiamente un’opportunità e uno stimolo.
A Meda, giocare d’anticipo una partita in solitaria senza preventivamente confrontarsi e dialogare, ha fatto si che la CER non sia stata adeguatamente compresa.
Una buona amministrazione non deve solo curare gli aspetti tecnici e formali ma impegnarsi a creare un tessuto di relazioni solidali e collaboranti costituito da tutti coloro che abitano il territorio e che riconoscono la responsabilità di viverlo insieme. 
Enti e associazioni laiche e religiose che sviluppano temi sociali, ambientali, solidaristici, assistenziali e culturali nell’interesse generale delle comunità in cui operano possono esercitare un ruolo determinante di facilitazione, di garanzia e di coprogettazione.
Sono tre i motivi, coerenti con gli scopi istituzionali delle comunità energetiche, che ci spingono a suggerirne il loro coinvolgimento: le finalità che perseguono, il radicamento territoriale e infine i modelli di governance.
E’ tempo in cui le istanze locali possono fare la differenza purché trovino nuove forme di aggregazione dal basso in grado di attivare percorsi di cittadinanza.
Proponiamo quindi alla cittadinanza intera e a chi a vario titolo la rappresenta l’avvio di un processo partecipativo diffuso con l’apertura di uno sportello dedicato ad informare, ricercando la fattiva collaborazione del terzo settore, degli amministratori e delle proprietà d’immobili (residenziali, commerciali o industriali), e delle parrocchie, cui ricordiamo, il Comitato Scientifico e organizzatore delle Settimane sociali della Chiesa ha rivolto l’appello, lanciato a Taranto lo scorso anno e ripreso dalla Diocesi di Milano nel convegno del 15 ottobre scorso, a favore di «un rapido avvio dei processi necessari a sostenere la nascita di Comunità energetiche rinnovabili».

sabato 9 ottobre 2021

IN COSA CONSISTERÀ LA VARIANTE AL PGT DI MEDA ANNUNCIATA MA NON CHIARITA DALL' AMMINISTRAZIONE DI MEDA ?

 

E' apparso con data 11-10-2021 sul sito del Comune di Meda l'avviso pubblico di avvio del procedimento della valutazione ambientale strategica (VAS) in merito alla variante agli atti costituenti il Piano di Governo del Territorio (P.G.T.).
Di questa procedura ce ne eravamo accorti e occupati nel recente passato visto che il 14-7-2020 con determinazione n°58 dell'area Infrastrutture e Gestione del Territorio era stato affidato l'incarico  ad un raggruppamento temporaneo di professionisti facenti capo all'arch. Marco Engel e il dott. P.T Massimo Bianchi che dovevano elaborare sia una variante parziale al PGT sia un nuovo regolamento edilizio.
Dopo l'incarico, la Giunta, con la Delibera 74 del 17-6-2020, ha dato formale avvio alla variante.
Engel è lo stesso professionista che ha firmato la variante al PGT  nel 2016, ai tempi dell'amministrazione Caimi. Sinistra e Ambiente, allora presente in Consiglio Comunale, aveva presentato una serie di osservazioni, purtroppo tutte respinte.

Per cercare di comprendere, il 7 gennaio 2021, gli amici di IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ inoltravano una lettera al Sindaco di Meda, Luca Santambrogio e all'Assessore ai Lavori Pubblici – Programmazione del Territorio, Andrea Bonacina, chiedendo  informazioni sui contenuti di tale Variante al PGT non ricevendo tuttavia alcun riscontro in merito, nemmeno dopo un'ulteriore sollecitazione.
Eppure la richiesta di delucidazioni del gruppo IMPULSI era chiara (vedi sotto) e sicuramente degna di una risposta.

All'oggi, ci ritroviamo con l'avviso di avvio di procedimento di VAS e con un incontro che dovrà essere fissato per trattare i contenuti della stessa.  Nonostante  l'abbondante periodo temporale trascorso, non vi sono state però dichiarazioni da parte degli amministratori utili a far comprendere le indicazioni e gli indirizzi politici che saranno alla base della variante e su quali precisi  capitoli del PGT vigente andrà ad operare.

Decisamente la trasparenza e la volontà di informare adeguatamente non è nelle corde di questa amministrazione.

Cercheremo di seguire questo iter nei prossimi passaggi.



sabato 6 marzo 2021

IN CONSIGLIO COMUNALE A MEDA, LA MAGGIORANZA NON HA NESSUN DUBBIO SULLA CESSIONE DEL MONITORAGGIO DELLE VASCHE DELLA DIOSSINA


Il 4 marzo 2021 s'è tenuto a Meda il Consiglio Comunale dove si è discusso della Convenzione tra Regione Lombardia, i Comuni di Seveso e Meda e l'ERSAF per la gestione del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce.
Avevamo già trattato e denunciato in precedenza (qui e qui) l'assenza nella convenzione dell'assegnazione di risorse per il monitoraggio delle due vasche di Seveso e Meda (contenenti i materiali contaminati dalla diossina TCDD del disastro ICMESA del 1976) con analisi chimiche sulla falda e sul percolato.
Una assenza di fondi conseguente alla rinuncia dell'amministrazione sevesina nello svolgere questa preziosa attività e parte d'una azione costante di smantellamento dei presidi ambientali necessari ad un corretto utilizzo di quest'area, con un ufficio ecologia sevesino ormai presidiato da una sola persona, la mancanza di un direttore del Parco, la difficoltà nel gestire attività di educazione ambientale.
A Meda, il Consigliere di opposizione Paolo Tagliabue, ha accolto le nostre preoccupazioni, unendole alle sue e riportandole nell'assise.
Un'assise, con la maggioranza di Lega e F.I (assente FdI) purtroppo sorda e volutamente cieca rispetto alla realtà che prima ha respinto la richiesta di Paolo Tagliabue e dei consiglieri del PD di un rinvio del punto all'odg affinchè venisse definito con certezza chi si occuperà del monitoraggio delle vasche e del deposito di Cesano Maderno (dove furono sepolti gli animali abbattuti) e poi ha approvato la convenzione (10 favorevoli e 5 contrari) senza alcuna preoccupazione di merito rispetto all'azione di disinvestimento dal Bosco delle Querce come luogo della comunità.
Sull'argomento discusso nel CC di Meda, silenzio totale e nessun intervento da parte del sindaco Luca Santambrogio, evidentemente allineato alle infelici e discutibili scelte sevesine.
Con ogni probabilità, ha pesato la necessità di non creare una situazione critica per il sindaco di Seveso Allievi, già alle prese con un dissenso, esplicitato anche sulla stampa locale, di parte della sua maggioranza.

 L'intervento del Consigliere Paolo Tagliabue

Va altremodo evidenziato che nel verbale dell'ultimo Comitato Scientifico (tenutosi il 21-12-2020 e sotto pubblicato), appare chiara la volontà di rinuncia da parte dei rappresentanti sevesini, mentre non è certo che l'attribuzione di competenze gestionali sia in carico a Regione Lombardia o alla Provincia di Monza e Brianza.



lunedì 22 febbraio 2021

VASCHE DELLA DIOSSINA NEL BOSCO DELLE QUERCE (MA NON SOLO): AZIONI AMMINISTRATIVE POCO CONDIVISIBILI

E' stata ripresa dalla stampa locale la comunicazione di Sinistra e Ambiente di Meda sul mancato stanziamento da parte di Regione Lombardia nella DGR 4069 (e nell'allegato schema di convenzione) di risorse economiche assegnate al Comune di Seveso per il monitoraggio analitico e la manutenzione delle due vasche di Meda e Seveso, contenenti materiali contaminati dalla diossina TCDD e del deposito di Cesano Maderno - dove furono sepolte le carcasse degli animali abbattuti nel 1976.
Nello stesso articolo, Luca Allievi, sindaco di Seveso, ha rilasciato dichiarazioni dove dà evidenza che "l'attività di gestione tecnica e amministrativa delle vasche passerà a Regione Lombardia".
Informa anche circa l'esistenza di una lettera congiunta sua e del sindaco di Meda, Luca Santambrogio, alla Regione, dove però non è chiaro se questo passaggio di consegne sia stato da loro esplicitamente chiesto e se solo ratificato.
Allievi giudica questa decisione "una scelta oculata" anche se nella DGR 4069 non v'è traccia di definizioni di dettaglio ma si rimanda a generiche "successive determinazioni della competente Direzione Generale Ambiente e Clima" .

Qualche riflessione e valutazione è dunque d'obbligo perchè questa vicenda va inquadrata insieme ad altre infelici scelte amministrative che hanno ultimamente caratterizzato l'amministrazione sevesina rispetto all'operatività delle strutture del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.

Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda è divenuto di proprietà di Regione Lombardia dopo essere stato acquisito alla originaria proprietaria, la ditta Hoffman- La Roche, responsabile del disastro diossina ed è oggi "Parco Naturale Regionale". 
Nella città di Seveso, grazie a un lavoro intenso delle associazioni ambientaliste, tra cui in particolare il Circolo Legambiente Laura Conti e Legambiente Lombardia, si  è investito molto sulla cura del Parco e sulla sua restituzione alla città e ai cittadini tenendo viva la memoria di questo luogo. 
Il Bosco delle Querce è stato teatro dell'unico progetto che la Fondazione Lombardia per l'Ambiente (FLA) ha finanziato a un soggetto del territorio, il Ponte della Memoria, percorso di comunità con il quale sono stati scritti e poi allestiti i Pannelli della Memoria che permettono oggi al visitatore di conoscere la storia del Bosco. Rispondendo alle sollecitazioni di queste realtà del territorio, la passata  Amministrazione Galbiati investi sull'ufficio Ecologia e Ambiente, che fu reso anche responsabile della Direzione del Bosco delle Querce anche per nome e conto del Comune di Meda. 
Lo chalet del parco, all'ingresso di via Ada Negri, divenne un centro visite dedicato alla conservazione della memoria del disastro Icmesa e alla storia della riparazione del danno. 
Erano in capo all' ufficio Ecologia e alla Direzione del Bosco anche le attività di monitoraggio chimico/analitico e la manutenzione delle vasche nonchè il presidio dell'area nel suo complesso con un lavoro di cura durato più di 15 anni svolto con risultati egregi. 
Oggi, senza alcuna logica, l'amministrazione Allievi - in accordo con l'amministrazione Santambrogio di Meda - rinuncia al monitoraggio sulle due vasche di Seveso e Meda.
C'è un'azione di disinvestimento dal Bosco come luogo della comunità. 
Infatti a Seveso non esiste più un ufficio Ecologia (praticamente dismesso dall'Amministrazione Allievi) e da più di un anno, nel silenzio della Amministrazione comunale di Meda non esiste nemmeno un incaricato per la direzione del Bosco delle Querce.
Anche il trasferimento degli uffici operativi della FLA da Seveso a Milano è stato accettato senza particolari obiezioni, lasciando all'amministrazione sevesina i soli costi elevati dell'edificio.
Questo disinvestimento sottende un disegno o è pura e semplice assenza di pensiero? 
Certo è che tutto questo sembra intersecarsi con le azioni di Regione Lombardia, o quantomeno dell'attuale assessore regionale all'ambiente Raffaele Cattaneo che già 10 anni fa fu protagonista del primo attacco frontale al Bosco delle Querce: una deroga sul vincolo di inedificabilità della legge regionale di tutela del Bosco per far passare l'impattante e inutile autostrada Pedemontana all'interno dell'area verde protetta.
Successivamente, la modifica al progetto definitivo dell'autostrada Pedemontana ridusse (da 8 ha a 2 ha) ma non annullò completamente l'invasività e lo sbancamento sull'area.

Questo, comunque, grazie alla pressione costante di un movimento cittadino che nel 2011 vide più di mille donne e uomini riuniti nel Bosco delle Querce per abbracciarlo e proteggerlo da quei poteri pubblici che sarebbero i primi deputati a farlo ma che, talvolta, rispondono a interessi che ignorano il bene comune. 
Perchè oggi le amministrazioni locali abdicano dal loro compito di cura dellle vasche nel Bosco delle Querce senza la certezza di chi assumerà questo compito? 
Il Sindaco Allievi dice che il monitoraggio e la manutenzione delle vasche saranno fatte da Regione Lombardia, ma al momento non esiste un atto che certifichi questa presa in carico, anche perchè l'art 16 della LR 26/2003 sembra rimandare questa competenza alla Provincia. 
Una situazione dunque  incerta, tutt’altro che risolta. 
Perchè allora questo disinvestimento o quanto meno questa leggerezza rispetto a un luogo della memoria e della cittadinanza?
 
Sinistra e Ambiente Meda
Legambiente Seveso - circolo Laura Conti. 

Sulla stampa:
 


venerdì 12 febbraio 2021

VASCHE DELLA DIOSSINA NEL BOSCO DELLE QUERCE DI MEDA E SEVESO: NELLA CONVENZIONE BIENNALE NON C'É IL FINANZIAMENTO PER I MONITORAGGI ANALITICI E LA MANUTENZIONE

La giunta regionale lombarda nella seduta del 21-12-2020, ha approvato, la delibera n 4069 comprendente lo schema di convenzione 2021-2022 per la gestione del Parco Regionale Naturale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.

Un passaggio formale che ogni due anni assegna le risorse regionali per la gestione, il mantenimento e l'utilizzo di questa area naturale, ricostruita dall'intervento umano dopo il disastro dell'Icmesa di Meda.
Disastro che contaminò di diossina TCDD molte superfici di Meda, Seveso, Barlassina, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio.
Per il biennio 2021-2022 sono previsti 120.000 euro a favore del Comune di Seveso per la gestione e l'apertura del Parco Naturale del Bosco delle Querce e 160.000 euro all'Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste (ERSAF) per la gestione e manutenzione del verde.
Questa volta, rispetto agli anni passati, nel testo della convenzione, che dovrà successivamente passare per l'approvazione nei Consigli comunali di Meda e Seveso, manca però una parte.
E' quella relativa alle due vasche di Meda e di Seveso dove sono sepolti i materiali pesantemente  contaminati dalla diossina TCDD e dove in precedenza veniva affidato al Comune di Seveso, con uno stanziamento dedicato di 30.000 euro, il monitoraggio ambientale con analisi chimiche sul percolato e sulla falda e la manutenzione .
Nella DGR, nelle considerazioni, si rimanda la gestione delle due vasche e del deposito di Cesano Maderno a generiche "successive determinazioni della competente Direzione Generale Ambiente e Clima" .
Giusto porsi alcune domande:

Perchè questo finanziamento è stato eliminato dalla DGR e dalla Convenzione ?
Perchè il Comune di Seveso non è più incaricato dell'attività di controllo sulle due vasche?
Chi eseguirà ora questa preziosa attività ?
Se ne farà carico Regione Lombardia ?
Con quale struttura, con quali fondi e con quale frequenza ? 

Val la pena che in Commissione e in Consiglio Comunale a Meda e a Seveso, quando si discuterà la Convenzione, qualcuno proponga i nostri quesiti, chiedendo chiarimenti.

Qui la Delibera di Giunta n° 4096

Sotto lo schema di convenzione che dovrà passare nei Consigli Comunali di Meda e di Seveso

Articoli sulla stampa:



martedì 2 febbraio 2021

SUL PIANO ATTUATIVO DELL'AREA EX-MEDASPAN L'AMMINISTRAZIONE MEDESE NON VUOLE COMPLICAZIONI E RESPINGE CON SUPERFICIALITÀ LE NOSTRE OSSERVAZIONI


Una buona Amministrazione Comunale, per garantire l'interesse collettivo, dovrebbe attivarsi affinchè siano noti e conosciuti gli impatti che una nuova e grossa struttura comporta per il territorio cittadino onde poterne poi valutarne la sua reale utilità.
L'amministrazione di Meda rinuncia e si sottrae invece alla necessità di chiedere una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) su di un Piano attuativo che vuole insediare un complesso commerciale in un comparto dalle elevate criticità.
Per il Comune di Meda non serve alcun studio di valutazione preliminare che mostri gli effetti indotti da una simile struttura sui volumi di traffico (attuali e futuri) correlati con il superamento della linea ferroviaria FNM, la chiusura del passaggio a livello di via Seveso e con uno sguardo anche alle ricadute economiche sul tessuto dei negozi di prossimità.
La considerazione per la vivibilità della nostra città e per le nostre esistenze quotidiane dovrebbe però essere motivo per farla ritenere indispensabile. 
Cosa succederà in quell'area quando, con capitale privato, si insedierà un polo commerciale, struttura che, come quelle simili, genera traffico veicolare con una forte incidenza sul territorio e sull'ambiente ?
Basteranno la nuova rotatoria posta a qualche decina di metri da un incrocio e successivo passaggio a livello delle FNM e una bretellina (vincolata alle autorizzazioni da parte di FS) verso via Busnelli per risolvere i problemi di traffico ? Queste opere, seppure a carico della società MAK srl, prevedono espropri di terreni pubblici e privati, l’eliminazione di pezzi di giardini, la penalizzazioni degli accessi alle abitazioni e la loro effettiva efficacia, senza una Valutazione di Impatto Ambientale globale, non sarà soggetta a verifica.
Al momento non c'è neppure la certezza  totale che con i capitali pubblici di Regione Lombardia venga attuato il superamento della linea ferroviaria FNM con un sottopasso in via Seveso/Cadorna così come prevede la soluzione (con molte criticità)  approvata dall'amministrazione di Santambrogio.
Sottopasso che, una volta insediato il polo commerciale e secondo le intenzioni delle amministrazioni succedutesi, apparirebbe ineluttabile e risolutore, con buona pace dei sostenitori del sovrappasso che evitano di esprimersi sulle decisioni prese in ambito AT1, aggrappati alla realizzazione della bretellina (parte della viabilità dell'AT1), quale strada utile all'ipotesi  sovrappasso da loro perorata..
Per il Comune di Meda, capire e vagliare prima è dunque inutile! 
Così , con la Delibera di Giunta n° 10 del 20-01-2021, l'amministrazione medese ha approvato il piano attuativo della MAK srl per un polo commerciale sull'area ex- Medaspan.
Nello stesso atto, la giunta ha avallato anche le controdeduzioni che respingono le osservazioni inoltrate insieme da Sinistra e Ambiente e da Impulsi-Sostenibilità e Solidarità (unici gruppi ad averlo fatto, oltre ai proprietari di un'area limitrofa).
L'esecutivo  di Santambrogio ha scelto dunque la strada di una accettazione superficiale,  privilegiando l'aspetto economico dell'operazione a discapito di un interesse pubblico che per logica necessitava e necessita di approfondimento preventivo su un intervento che condizionerà pesantemente il futuro dell'area e dell'economia cittadina.
E' stato sottostimato l'impatto che combina aspetti sociali, economici e ambientali, preferendo porre l'enfasi su come la trasformazione dell'area possa rappresentare il futuro biglietto da visita per Meda.
L'interesse e il benessere pubblico esigerebbero la capacità di affrontare problemi complessi con strumenti adeguati di analisi e partecipazione, giungendo a soluzioni coraggiose e virtuose a beneficio di tutta la comunità . La crisi finanziaria prima, quella climatica e pandemica oggi dovrebbero indurre maggiori attenzioni allo sviluppo sostenibile a partire dai luoghi che abitiamo e frequentiamo.
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LE CONTRODEDUZIONI ALLE NOSTRE OSSERVAZIONI
La lettura delle controdeduzioni evidenzia come l'amministrazione medese agisca al fine di velocizzare e rendere semplice l'iter per edificare sull'area, non volendo prendere in considerazione ne le criticità del comparto ne quelle che genererà la realizzazione del polo commerciale.
E' stata infatti respinta la nostra richiesta di una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) adducendo la motivazione che una VIA, in quel caso di competenza regionale, per la struttura originariamente prevista nel Piano Attuativo della Pabel avente una superficie di vendita più grande dell'attuale (9990 mq), era stata precedentemente esclusa dagli uffici regionali
Regione Lombardia aveva però definito la necessità di un Accordo di Programma con FS, FNM, società proponente, Comune di Meda e la stessa Regione, soggetti interessati o con servizi nel comparto. Il tavolo dell' Accordo di Programma non ha mai chiuso formalmente i lavori e così ora si ricorre a queste improprie motivazioni per non assoggettare a VIA il secondo piano attuativo, quello della MAK che "spalma" i 7500 mq di superficie di vendita.
Una procedura di VIA, di scala gerarchica minore, che l'Amministrazione Comunale (e non Regione Lombardia) avrebbe comunque potuto avviare.
Singolare poi che nella controdeduzione si giudichi la riduzione di 2500 mq di SV e la viabilità accessoria elementi sufficienti a garantire un minore impatto rispetto al precedente soluzione, accontentandosi di ciò e escludendo di conseguenza "sulla parola" la necessità di una VIA, senza avere l'ombra di uno studio sull'impatto viabilistico nel comparto.
Scoraggiante la controdeduzione sulla bretellina (rientrante appieno nella fascia di rispetto ferroviaria): "Non sono state rilevate osservazioni da parte di FS" durante la precedente fase di Valutazione Ambientale Strategica. Questo già lo sapevamo, ma quel che abbiamo osservato era la mancanza di un dato di certezza rispetto alle autorizzazioni e qui l'amministrazione rimanda a tempi futuri, "prima della realizzazione saranno acquisite ai sensi di legge tutte le autorizzazioni necessarie", dando per scontato che esse siano positive.
La nostra terza osservazione sulla necessità di approfondimenti chimico-analitici sul livello di  concentrazione di sostanze collegate alla storia produttiva e all'allocazione dell'area in zona classificata R dopo il disastro della vicina ICMESA (supportati anche da un parere ARPA in merito), è considerata "superflua" perchè comunque analisi preliminari (poche e non per tutti i composti chimici e nemmeno validate da ARPA) "furono eseguite su iniziativa della Pabel" e l'amministrazione ritiene "illegittimo" prescriverne ulteriori. Questo senza nemmeno prendere in considerazione l'espressione di ARPA del 2015, da noi allegata all'osservazione. 
ARPA che andrebbe perlomeno coinvolta per monitorare e certificare le analisi chimiche per il Piano Scavi, proprio così come esplicitato nelle sue comunicazioni.
 
Sinistra e Ambiente e Impulsi-Sostenibilità e Solidarietà
 
Le prime 2 osservazioni di Sinistra e Ambiente e di Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà con relative controdeduzioni

La terza osservazione con controdeduzione.


Sulla stampa, imperversa solo lo scontro su sovrappasso/sottopasso ed è finito in secondo piano la criticità più pesante, quella del Polo Commerciale. La riprende in un articolo Il Giornale di Seregno del 16-02-021, anche se va sottolineato che solo Sinistra e Ambiente ed Impulsi hanno chiesto, con osservazioni, una Valutazione di Impatto Ambientale.
Una VIA che l'amministrazione di Santambrogio non ha voluto avviare anche se ne aveva facoltà.