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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
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venerdì 2 maggio 2014

UNICO OBBIETTIVO: LA TUTELA REGIONALE SULLE AREE DELLA BRUGHIERA


Il 24/04/014, l'Assessore Regionale all'Ambiente Claudia Terzi e i tecnici del settore Parchi hanno convocato ad un incontro i 24 Sindaci del proposto Parco Regionale della Brughiera.
All'incontro era presente, in qualità di invitato, il Comitato promotore.
Ai Sindaci presenti (l'amministrazione di Meda era purtroppo assente) sono state ribadite ufficialmente le disponibilità di Regione Lombardia di dare una tutela REGIONALE alle aree su cui da tempo, il Comitato, chiede l'istituzione di un Parco Regionale.
Purtroppo, come già comunicato in precedenti incontri, anche alla presenza di buona parte dei Sindaci, per ragioni economiche, Regione Lombardia, non istituirebbe un nuovo Parco bensì vorrebbe accorpare le aree ad un Parco già esistente.
Tra i Parchi Regionali già istituiti, quello più affine è sicuramente quello delle Groane, presente all'incontro con la sua Presidente Barbara Calzavara.

La notizia ha però suscitato tra alcune amministrazioni comunali presenti il solito atteggiamento "attendista" che purtroppo, è poco utile ai fini della concretizzazione della richiesta di tutela regionale che il Comitato porta avanti da anni e che ora pare avere la possibilità di concretizzarsi anche se in forma differente da quella che si auspicava.
E', infatti, il livello di TUTELA REGIONALE l'obbiettivo da raggiungere subito e senza ulteriori rimandi e indugi.
Che il Parco Regionale si chiami Brughiera o che si chiami Groane-Brughiera (o in altro modo) non è questa la sostanza del problema.

Ecco il comunicato diffuso dal Comitato per il Parco Regionale della Brughiera in merito all'incontro.

giovedì 1 settembre 2011

Intervista ad Arturo Calaminici, portavoce del Coordinamento Associazioni Parchi Lombardi sull'operato del coordinamento e sulla nuova legge regionale (pessima) sui Parchi.

Meda 01/09/011


Arturo Calaminici, portavoce del Coordinamento Associazioni Parchi Lombardi, di cui Sinistra e Ambiente di Meda è parte, ha rilasciato un’intervista alla stampa locale di cui sotto riportiamo il testo.

Il Coordinamento Associazioni Parchi Lombardi ha promosso il presidio e i contatti con le forze politiche d’opposizione in Consiglio Regionale (PD, SEL, IdV, UdC) al fine di bloccare o, perlomeno, di modificare nei suoi aspetti peggiori, la legge “ammazzaparchi”.


Arturo Calaminici, 
portavoce del Coordinamento
Domanda:
Arturo Calamici l’Associazione Amici Parco Nord e il Comitato No Eliporto pochi mesi fa hanno concluso una battaglia vittoriosa contro l’Eliporto al Parco Nord e dopo poco sono scesi di nuovo in trincea per una nuova “crociata”. Ci spieghi contro cosa, chiarendo subito che purtroppo questa volta non avete (abbiamo) vinto ma limitato le perdite?

Risposta:
Abbiamo costituito, per affrontare questa ultima difficile prova, un Coordinamento delle Associazioni Parchi Lombardi. Ed è a nome di questo promettente e già utilissimo strumento che rispondo all’intervista. “Crociata” definirei il tentativo della Giunta lombarda di imporre una ennesima versione della Legge Ammazzaparchi. La nostra, la chiamerei piuttosto “resistenza civile” e atto di responsabilità democratica. Abbiamo saputo sollecitare e organizzare la partecipazione di decine di associazioni e di tanti cittadini alle nostre manifestazioni e questo, assieme alla ferma opposizione della minoranza in consiglio regionale, ha portato a risultati importanti, che, seppure non annullano tutti gli effetti negativi della legge, pure, su alcuni punti qualificanti, li hanno contenuti radicalmente.

Domanda:
Cosa non vi piace di questa legge, ribattezzata “ammazza parchi”, approvata dal Consiglio Regionale nel luglio scorso dopo un primo stop dovuto a frizioni fra Lega e PDL?

R:
La proposta di legge avanzata dall’assessore Colucci era sbagliata nei presupposti e nelle finalità. Essa, assieme alla assai discutibile decisione di abolire i Consorzi dei Parchi, decisione contrastata da giuristi della portata di Gustavo Zagrebelski, prevedeva sostanzialmente il “commissariamento regionale” dei Parchi. Nella proposta originaria era infatti previsto che la Regione nominasse, senza possibilità di successiva revoca, direttamente propri rappresentanti nei Comitati di gestione dei parchi. La legge come alla fine è stata approvata, prevede invece che la Regione indichi sì un nome, ma che spetta alla assemblea del parco accettarlo ed eleggerlo, e con la possibilità eventualmente di revocarlo. Inoltre, la legge ora prevede che questo nome sia scelto tra le persone più qualificate presenti sul territorio del parco e tra coloro che hanno dimostrato di avere interesse e cura del parco stesso. Dunque, non mi sembra un piccolo risultato quello ottenuto su questo punto. Ciò nonostante l’idea di una presenza della Regione nella gestione quotidiana e minuta del parco è un’idea sbagliata alla radice, totalmente in contrasto con lo sbandierato federalismo della Lega e con il principio di sussidiarietà tanto caro a Formigoni.

Domanda:
Molti sostengono che la legge 86 del 30 novembre 1986 che governa i parchi andava comunque cambiata visto che aveva diversi decenni sulle spalle. Voi cosa proponevate?

R:
Certo, la legge 86, legge gloriosa dico io, è del 1983: una nuova legge quadro è necessaria, almeno per due motivi. In questi ultimi trent’anni è cambiato il mondo, ed in particolare sono cambiati il territorio, l’ambiente, il paesaggio: è cambiata la casa, la nostra casa comune, l’oikos. Ecologia, rimanda alla “casa”. Una possente opera di distruzione ha investito il territorio ed oggi non basta più salvare, cosa per altro assai difficile come abbiamo visto, le isole, le oasi, le aree naturali: dobbiamo mettere in questione la qualità complessiva del territorio ed utilizzare l’esperienza che abbiamo maturato nella costruzione dei parchi per proteggere meglio l’assieme complessivo del territorio. L’altro motivo per cui è giusto un riordino e quindi una riforma globale della legge sui parchi è il fatto che in questi decenni essa è stata sottoposta ad una continua manipolazione. La legge approvata a fine luglio è la sedicesima leggina di modifica, ed in questo guazzabuglio ormai non ci si raccapezza più.

Domanda:
Cosa cambia adesso per il nostro amatissimo Parco Nord? Dobbiamo aguzzare occhi e orecchie perché il rischio di una colata di cemento o di insediamenti di infrastrutture inopportune all’interno del nostro polmone verde sono molto più facili?

R:
Il punto più pernicioso della proposta di legge Colucci era quello per cui tutti gli ambiti urbanizzati interni ai parchi, sarebbero stati, con un sol tratto di penna, cancellati, tolti ai parchi, deperimetrati, come si dice. Una roba sconvolgente! Bene, quella norma siamo riusciti a farla togliere. E questo è il risultato di gran lunga maggiore ottenuto dall’opposizione, politica e civile, a quel disastroso progetto. Se fosse passata, sarebbe cambiata totalmente la geografia dei grandi parchi come il Parco Sud o il Ticino che da soli contengono all’interno del loro perimetro oltre un centinaio di comuni. Ma anche il Parco Nord non ne sarebbe uscito indenne. Basti pensare ai nuclei urbani di via Petrarca e di via Clerici: incuneati nel parco, ci saremmo trovati foreste di cemento, alte, svettanti, e incombenti sul parco.

Domanda:
Bolle qualche altra fregatura in pentola o potete prendervi un periodo di meritato riposo dopo queste due epiche battaglie?

R:
Nessun riposo. Dobbiamo dare solide fondamenta al nostro Coordinamento, allargandone la partecipazione, e dobbiamo alimentare il dibattito sulla condizione di gravissimo degrado dell’ambiente, sull’inesausta volontà di continuare a consumare territorio (la Regione Lombardia è in testa alla classifica delle regioni divoratrici di aree libere), sulla sconvolgente incuria e sugli scempi del paesaggio e dei beni culturali.
Siamo arrivati a un punto limite, oltre c’è l’abisso della perdita di identità del nostro Paese.

venerdì 29 luglio 2011

Presidio contro la legge Regionale ammazzaparchi e novità dal Consiglio Regionale

La mobilitazione del Coordinamento Associazioni Parchi Lombardi, in stretto collegamento con i gruppi consiliari di opposizione del Consiglio Regionale, ha sortito i primi effetti.
La maggioranza che governa la Regione Lombardia ha rivisto il Progetto di Legge 76 sui Parchi.
E' stata eliminata la parte riguardante la modifica dei confini dei Parchi ed è stata assoggettata al PARERE VINCOLANTE dei PARCHI la possibilità di derogare sui vincoli di tutela qualora si pianifichino opere pubbliche regionali che necessitino aree all'interno dei Parchi.
Rimane, purtroppo, aperta l'aspetto della struttura di governo dell'ente Parco Regionale.
Su questo punto, la Regione insiste nel voler una voce in capitolo, anche se con una posizione più "soft" (albo dei Presidenti dei Parchi, condivisione della scelta con le strutture gestionali del Parco e con il territorio).
La mobilitazione e la condivisione degli obiettivi con le minoranze in Consiglio, hanno portato ad un primo risultato.

E ancora una volta, Sinistra e Ambiente di Meda ha fatto la sua parte per TUTELARE l'AMBIENTE e IL TERRITORIO, lavorando e spendendosi con tutti gli altri gruppi del Coordinamento Associazioni Parchi.

Sotto le foto del presidio e il comunicato stampa del portavoce del Coordinamento Associazioni Parchi Lombardi Arturo Calaminici.

Gli aderenti a Sinistra e Ambiente al presidio









Artuto Calaminici illustra le novità al presidio





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Il Comunicato stampa




Parchi, Calaminici: 
abbiamo evitato il peggio, 
ma i parchi meritano molto di più

Il Coordinamento associazioni parchi lombardi ha sollevato nei mesi scorsi quattro questioni rispetto al progetto di legge regionale sui parchi. 
Due di queste questioni hanno trovato sostanziale accoglimento nella delibera approvata oggi dal consiglio regionale.
Una corregge la possibilità di estendere le deroghe per la realizzazione di opere pubbliche (oggi prevista solo per le opere comprese nella legislazione nazionale) anche a quelle inserite nella programmazione regionale.
L’altra correzione si riferisce alla possibilità di manomettere i confini dei parchi. 
Secondo il progetto di legge presentato originariamente, gli ambiti urbanizzati o produttivi interni ai parchi avrebbero potuto essere tolti dai parchi e rimesse sul mercato, col risultato di dare mano libera a nuove cementificazioni.
“Aver raggiunto l’obiettivo di correggere questi aspetti assai negativi e pericolosi  - afferma Arturo Calaminici, consigliere provinciale del Pd e referente del Coordinamento associazioni parchi lombardi - è un successo straordinario al quale siamo contenti di aver concorso come Coordinamento. 
Restano però altri due punti sui quali permane il nostro pieno dissenso. 
Il primo riguarda la volontà della Regione Lombardia di procedere allo scioglimento dei consorzi per dar luogo a non meglio precisati Enti Pubblici. 
In verità i consorzi dei parchi sono già enti pubblici (sono enti pubblici territoriali) e, secondo anche autorevoli giuristi, non dovrebbero essere sottoposti ad alcun scioglimento”.
“L’ultima dolente questione – continua Calaminici - concerne la nomina di rappresentanti regionali nei Consigli di Gestione dei parchi. 
Questa è l’attuazione rovesciata e beffarda del tanto sbandierato federalismo. 
La Regione, infatti, toglie spazio ai comuni e invade un ambito, quello amministrativo, che non è di sua competenza. 
Non c’è alcun motivo per cui la Regione debba ingerirsi nella gestione quotidiana e minuta dei parchi. Ci troviamo di fronte ad una concezione centralistica che fa anche strame del principio di sussidiarietà”.
“Insomma, siamo contenti, perché poteva andare assai peggio, ma non rassegnati. Pensiamo che una legge quadro sui parchi – conclude Calaminici - dopo trent’anni dalla precedente, sia necessaria, ma che essa debba essere affrontata con un impegno, un respiro culturale e una disponibilità al confronto ben diversi”.


Milano, 28 luglio 2011

venerdì 22 luglio 2011

Giovedì 28/07/011 presidio davanti alla REGIONE LOMBARDIA contro la legge regionale ammazzaparchi

DICIAMO LA NOSTRA sul PROGETTO DI LEGGE 76 della REGIONE LOMBARDIA che RIDIMENSIONA I PARCHI REGIONALI.

Giovedì 28/07/011, presidio 
davanti alla REGIONE LOMBARDIA 
per dire NO alla legge AMMAZZAPARCHI

domenica 17 luglio 2011

Fermiamo la Proposta di Legge Regionale che vuole ridimensionare i Parchi Regionali. SCRIVI UNA MAIL IN REGIONE LOMBARDIA

Il Progetto di Legge "ammazzaparchi" fa un ulteriore passo in avanti.

Per questo, il Coordinamento S.O.S Parchi Lombardi, (di cui Sinistra e Ambiente è parte), invita tutti ad una prima azione consistente nell'inviare una mail agli indirizzi sottoriportati, allegando la cartolina e se lo volete, aggiungendo un vostro pensiero per evitare la catalogazione come spam.


INDIRIZZI di INVIO:







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La situazione attuale
- a cura del Coordinamento S.O.S Parchi Lombardi

Peggio non poteva andare. 
La Commisione regionale ha licenziato il Progetto di Legge 76 che modifica (in modo rovinoso) la vigente legge sui parchi.
Il testo è rimasto, salvo minime rettifiche di limitati aspetti inessenziali, quello che era originariamente. Quello che era ancor prima della seduta di giugno del Consiglio, nel corso della quale, vi ricordate, era stato approvato l'emendamento che eliminava la pretesa della Regione di nominare propri rappresentanti nei futuri Consigli di Gestione.

Ebbene, in Commissione quel voto di Consiglio è stato cancellato (e questa è un'autentica bestemmia istituzionale e democratica!) ed è stata ripristinata la presenza dei rappresentanti-commissari regionali.

Pare che la proposta di Legge approderà in Consiglio a fine mese, probabilmente il 27 e 28 luglio: lunedì dovrebbe essere fissato il calendario e quindi sapremo esattamente quando.
Il testo, almeno per quello che si evince dall'andamento della Commissione di ieri, arriverebbe in Consiglio alquanto blindato. 
Però, non si può sapere, ci saranno molti voti segreti e quindi potrebbe esserci qualche sorpresa. 
Naturalmente, gli esiti saranno condizionati anche da tutto quello che sapremo fare fuori dal Palazzo.
Pista ciclabile nel Parco regionale delle Groane
Se non ora quando?
Vale anche per noi, vale anche per i parchi, la domanda che è risuonata nelle piazze italiane affollate di donne: se non ora quando?
Non abbiamo scelta: abbiamo (intendo il più largo fronte  civile e democratico che si è manifestato nella critica e nella proposta puntuali al Pdl) espresso le nostre ragioni, abbiamo evidenziato i rischi che quel testo dischiude rispetto alle aree protette, abbiamo sollevato il problema del degrado progressivo e inarrestabile a cui soggiacciono il territorio, l'ambiente e il paesaggio lombardi, il male che si continua a fare alla casa nostra, comune, di tutti. Niente! Ora non ci resta che farci sentire, che dare corpo (e animo) alle nostre ragioni. In modo fermo, in forme legali e democratiche, unitarie, ma forti e incisive. Prima che la legge sia approvata e, eventualmente, anche dopo. Senza rassegnazione, senza che ci mettiamo la coda tra le gambe, come loro vorrebbero.

Oasi LIPU nel Parco regionale delle Groane

Il Coordinamento,  
per parlare solo di noi, di quello che noi possiamo fare, del contributo che noi possiamo recare. Il Coordinamento, che ancora è solo allo stadio di idea, di pura possibilità che sta a noi decidere di cogliere, deve rapidamente materializzarsi e formarsi effettivamente. E' nel corso di questa battaglia, per la quale, del resto, è stato concepito, che deve mostrare di essere uno strumento utile, capace di dare al nostro impegno, quello quotidiano che sosteniamo con le nostre associazioni, quella forza e ampiezza di orizzonte senza il quale i nostri sacrifici rischiano di essere vanificati.
Questa proposta di legge è micidiale, e lo è per tutti. 
Non risolve alcuno dei nostri problemi e tutti li aggrava. 
Dobbiamo impegnarci assieme per fermarla.
Parco Regionale Valle del Lambro; il Lambro a Verano B.za foto d'epoca

Parco Regionale Valle del Lambro: il Lambro a Triuggio

Fermarla prima.
Dobbiamo fare lo sforzo di far emergere il dissenso che c'è, ed è vasto e plurale, nei confronti di questo progetto. Per cui la prima cosa è essere in tanti e uniti tra di noi, ma anche collegati e solidali con gli altri, per esempio le grandi associazioni: Legambiente, WWF, FAI, ecc., coi Comuni e i Sindaci, coi Parchi (inteso gli organismi di gestione che nel corso delle consultazioni si erano espressi in modo critico: su 24 presidenti di parchi regionali, ben 23 erano stati contrari). 
Abbiamo dieci giorni di tempo, pochi, pochissimi. 
Però potremo fare diverse cose.
A titolo di esempio: usare internet per mandare messaggi all'assessore e alle forze politiche, soprattutto quelle di maggioranza e in specie la Lega, sollecitare i sindaci e far approvare se è possibile in questo scorcio di tempo ordini del giorno chiari e precisi, preparare un grande sit-in per il giorno di discussione in Consiglio, e via inventando.
Tutto è possibile, ma una cosa sarebbe bene che non lo fosse: che noi vittimisticamente ci rassegnassimo senza tentare.

 Il Coordinamento S.O.S PARCHI LOMBARDI