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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
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lunedì 4 novembre 2019

DECRETO REGIONALE E DOCUMENTAZIONE DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI SUL PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA DI PEDEMONTANA

In data 11-10-2019 è stato emanato e successivamente pubblicato sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia (BURL) il Decreto 14639 della Direzione di Settore (DDS) Struttura Bonifiche avente oggetto l' ADOZIONE DELLA DETERMINAZIONE DI CONCLUSIONE POSITIVA DELLA CONFERENZA DI SERVIZI DECISORIA del 17-9-2019 riguardante il Progetto Operativo di Bonifica  elaborato da Autostrada Pedemontana Lombarda.
Il Decreto formalizza i contenuti della Conferenza dei Servizi del 17-9-019 disponendo che "tutte le osservazioni e prescrizioni impartite dalle Amministrazioni presenti in Conferenza di Servizi, per quanto non modificate e/o integrate dalla determinazione di conclusione della stessa ed evidenziate nei punti precedenti dovranno essere recepite dalla Società Autostrada Pedemontana Lombarda, attraverso la presentazione di un documento di aggiornamento del Progetto Operativo di Bonifica (P.O.B.) che sarà oggetto di valutazione da parte delle Amministrazioni interessate circa la congruità delle prescrizioni impartite; le eventuali difformità a quanto prescritto e approvato potranno eventualmente essere oggetto di una nuova indizione di Conferenza di Servizi".
Il Decreto definisce che i nuovi e più stringenti limiti (6 ng/kg invece degli attuali 10 ng/kg) previsti dal d.m. 46/2019, per le aree ad uso agricolo (alcune ricadono nei lotti del POB) non è applicabile per il procedimento di bonifica di APL in quanto lo stesso d.m 46/2019 prevede che:
”I procedimenti di bonifica e messa in sicurezza di aree agricole già avviati ai sensi della disciplina di cui alla parte quarta, titolo V, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e non conclusi alla data di entrata in vigore del presente regolamento restano disciplinati dalle relative disposizioni…..”.
Viene dunque confermato l’approccio metodologico già avviato e gli obiettivi indicati nel POB presentato da APL.. Nel testo del Decreto 14639 sono richiamati gli allegati con i pareri, le osservazioni e le prescrizioni della Provincia di Monza e Brianza, dei Comuni di Cesano Maderno, Bovisio Masciago, Seveso, Barlassina, Desio, di A.T.S. Brianza – Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria, di ARPA Lombardia – Dipartimenti di Milano e di Monza Brianza.
L'amministrazione di Meda, anche questa volta, s'è pronunciata separatamente dagli altri comuni esplicitando anch'essa parere favorevole condizionato al POB, in accordo con le osservazioni della Provincia di Monza e Brianza e di ARPA, ma dichiarandosi contraria all'estensione a priori dello scavo fino a 0,50 m. dal piano campagna nelle zone con Top Soil (primi 20 cm) inquinato da diossina.


PARERI, OSSERVAZIONI, RICHIESTE E PRESCRIZIONI 
ACQUISITI IN SEDE DI CONFERENZA DEI SERVIZI

Grazie alla collaborazione del Cons. Regionale dell'M5S, Marco Fumagalli, che ne ha fatto richiesta e al supporto di alcuni Consiglieri Comunali, abbiamo potuto verificare i contenuti degli allegati richiamati nel Decreto.

PARERE TECNICO DELLA PROVINCIA DI MB
Puntuali e dettagliate le osservazioni della Provincia di MB che ha chiesto:
  • revisioni e aggiornamenti di tabella e di planimetria a completamento della situazione aree contaminate
  • chiarimenti sulla fruibilità effettiva  di alcune aree contaminate e modalità di posa del geotessuto
  • adeguamenti ed obblighi da riportare nella documentazione dei PGT per la destinazione d'uso delle aree ove s'è applicata l'analisi di rischio
  • almeno due punti di analisi chimiche aggiuntive per definire se siano o meno stralciabili dall'attività di bonificale aree medesi in scarpata agli svincoli e sulla sponda Tarò.
  • per le terre contaminate, scavo con asportazione disgiunta tra il top soil e il terreno sottostante, con le due tipologie di rifiuto gestite separatamente e con analisi di omologa eseguita in ogni cella sia per il top soil che per lo strato di terreno “intermedio”.
  • chiarimenti sulle analisi preventive di omologa del rifiuto da stoccare (terra contaminata) effettuate da APL e giudicate poco corrispondenti alla realtà
  • per il collaudo di "avvenuta bonifica" l'esecuzione anche di collaudi di parete degli scavi a ridosso della strada (a mezzo campioni da analizzare) .
  • il riempimento degli scavi di bonifica con terra nuova "pulita" debitamente certificata.

PARERE DELLE AMMINISTRAZIONI
I Comuni di Seveso, Cesano Maderno e Bovisio Masciago (cui si sono uniti anche Barlassina e Desio che non hanno però aree interessate alla bonifica) hanno presentato un parere.
Tra le richieste, quella di assoggettare quella parte delle aree interessate da bonifica corrispondente ai terreni ad uso agricolo, al più stringente valore di soglia CSC del  DM 46/19 (6 ng/kg invece dei 10 ng/kg).
La richiesta non è però stata accettata in sede di Conferenza dei Servizi e il diniego risulta esplicitato  anche nel Decreto Regionale.
Sull'Analisi di Rischio e sul Modello Concettuale di Sito, le amministrazioni hanno rilevato la necessità di una verifica di congruenza rispetto alle varianti progettuali.
Le amministrazioni hanno chiesto un "franco di sicurezza" cioè una profondità di scavo maggiore (50 cm) sulle aree con contaminazione del top soil e iltre l'intermedio. La proposta non è stata accettata e si rimanda eventuale ulteriore scavo qualora si si evidenziassero situazioni di contaminazioni ulteriori rispetto alla quota prevista di 0,20 m. dal p.c..
Come avevamo già scritto nella lettera ai sindaci (vedi: PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA DI PEDEMONTANA: GLI AMBIENTALISTI SCRIVONO AI SINDACI ) sarebbe stato opportuno insistere con più decisione su una profondità di scavo maggiore rispetto ai previsti 20 cm laddove il Top Soil e l'intermedio risultano inquinati da Diossina così come su molti altri aspetti critici.
Per questo successivamente Sinistra e Ambiente e Legambiente Seveso hanno considerato eccessivamente trionfalistico il comunicato dell'amministrazione sevesina.


OSSERVAZIONI DELL'ATS BRIANZA
Le richieste dell'Unità Operativa Salute e Ambiente dell'ATS Brianza sono focalizzate sugli aspetti sanitari di competenza durante tutte le fasi della bonifica.
ATS chiede l'operatività continua dei presidi ambientali durante la lavorazione, lo scotico, la movimentazione e il caricamento del terreno contaminato onde contenere la diffusione di polvere nonchè la pulizia delle ruote dei mezzi impiegati ogniqualvolta vi sia transito di autocarri verso l'esterno delle aree di bonifica.
Anche ATS chiede di riportare i parametri ambientali espressi nell'Analisi di Rischio nonchè la situazione di potenziale contaminazione delle aree in oggetto, all'interno dei documenti dei PGT al fine di costituire vincolo edilizio.


VALUTAZIONI TECNICHE DI ARPA
ARPA dipartimento di Milano e di MB, dopo un'illustrazione di sintesi del Progetto Operativo di Bonifica presentato da APL, formula alcune osservazioni sullo stesso prescrivendo che le indagini integrative per le aree oggi escluse dal POB (A3, A5, A24 nel lotto 1 a Meda) siano effettuate in contradditorio con ARPA.
C'è poi riserva di valutazione circa il prelievo di campioni per il collaudo delle pareti degli scavi per la bonifica del Top Soil, sinora non considerato da APL.
Sulla prevenzione dell'aerodispersione delle polveri e sulla pulizia/lavaggio ruote dei mezzi che trasporteranno terreno contaminato, vengono chieste delucidazioni delle modalità che si intendono applicare.
Per il monitoraggio dell'aria "ante operam" cioè prima dell'intervento, per avere parametri per un confronto con quelli che si registreranno durante la fase dei lavori di bonifica, ARPA propone un'attività a campione sui primi lotti funzionali per verificare se l'operatività di bonifica causa modifiche allo stato "ante operam" e se si rende necessario intervenire con azioni di mitigazione.
Vi sono poi richieste di chiarimento sul Modello Concettuale di Sito e sugli esiti dell'Analisi di Rischio, non rilevando comunque  elementi ostativi a quanto elaborato da APL.


Continuiamo e continueremo a seguire con attenzione l'iter del DL 152  e tutto ciò che riguarda l'autostrada Pedemontana Lombarda e il connesso rischio diossina.

Pagina informativa curata da:
Sinistra e Ambiente di Meda
Circolo Laura Conti di Legambiente Seveso


lunedì 16 settembre 2019

PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA DI PEDEMONTANA: GLI AMBIENTALISTI SCRIVONO AI SINDACI

Dopo l'analisi attenta del Progetto Operativo di Bonifica sulle aree contaminate da diossina interferite dal tracciato della progettata autostrada Pedemontana, il lavoro congiunto di Sinistra e Ambiente di Meda e di Legambiente di Seveso si è arricchito di un ulteriore apporto tecnico elaborato da parte del Dr. Edoardo Bai dell'Associazione Medici per l’Ambiente - ISDE e Comitato Scientifico di Legambiente Lombardia (che alleghiamo).
Sulla base delle osservazioni espresse in questi testi, Sinistra e Ambiente di Meda, Legambiente di Seveso, Legambiente Lombardia e lo stesso Edoardo Bai, hanno scritto e inviato una lettera ai Sindaci dei Comuni della tratta B2 e inizio C della Pedemontana evidenziando le proprie perplessità e chiedendo loro di valutarle attentamente in sede di Conferenza dei Servizi.
Ai Sindaci è stato anche chiesto un particolare impegno, una elevata attenzione e una comunicazione trasparente e puntuale sull'argomento.

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La lettera ai sindaci.

COMUNE DI SEVESO
c.a. SINDACO Luca Allievi
comune.seveso@pec.it

COMUNE DI MEDA
c.a. SINDACO Luca Santambrogio
posta@cert.comune.meda.mi.it

COMUNE DI CESANO MADERNO
c.a. SINDACO Maurilio Longhin
protocollo@pec.comune.cesano-maderno.mb.it

COMUNE DI DESIO
c.a. SINDACO Roberto Corti
protocollo.comune.desio@legalmail.it

COMUNE DI BARLASSINA
c.a. SINDACO Piermario Galli
comune.barlassina@pec.regione.lombardia.it

COMUNE DI BOVISIO MASCIAGO
c.a. SINDACO Giovanni Sartori
comunebovisiomasciago@cert.legalmail.it

Oggetto:
Osservazioni di Legambiente, ISDE, Sinistra e Ambiente sul progetto operativo di bonifica relativo alla tratta B2 di Pedemontana.

In riferimento a quanto in oggetto, avendo preso visione del progetto operativo di bonifica presentato nel mese di luglio 2019 da APL a tutti gli enti preposti e a breve discusso in Conferenza dei Servizi, trasmettiamo due documenti nei quali vi sottoponiamo alcune puntuali osservazioni inerenti il suddetto progetto che brevemente riassumiamo qui riportandole.

E’ evidente che su molti aspetti, per ragioni economiche, il proponente ha cercato di limitare l'intervento di bonifica.
Per parte nostra, continuiamo a ritenere una follia la costruzione di una autostrada su terreni inquinati da diossina valutando che un'azione di bonifica comporta comunque un grande rischio legato alla movimentazione del terreno contaminato. In merito, dubitiamo che l'uso di acqua nebulizzata sia sufficiente ad eliminare la dispersione di polveri derivante dalla lavorazione di 71.000 tonnellate di terreno con diossina.
Precauzionalmente, non ci si dovrebbe poi limitare ad una scarificazione e asportazione di soli 20 cm laddove il Top Soil risulta inquinato. Una profondità di scavo maggiore garantirebbe più certezza di bonifica e più sicurezza.
Anche la mancata rimozione dello strato intermedio laddove questo, successivamente al Top Soil risulta contaminato, ci lascia perplessi. Infatti nelle zone dove si configura questa condizione, l'area di cantiere verrà isolata dalla contaminazione intermedia a mezzo di geotessuto, dopo aver asportato solo lo strato di Top Soil inquinato.
Dovrebbe altresì essere ormai chiara la situazione in cui versano le aree (A5 e A24) in prossimità degli svincoli medesi e quelle sempre a Meda, limitrofe al torrente Tarò, all'estremità nord del tracciato autostradale. Eppure c'è titubanza nell'effettuare qui un intervento di bonifica e si preferisce rimandare ad ulteriori approfondimenti analitici.
Non è nemmeno condivisibile il considerare che le aree al di fuori della pertinenza della Pedemontana potranno poi avere la destinazione d'uso che sarà decisa dal Comune . Occorrerebbe non consentirne l'utilizzo nelle aree dove la CSC di 10 ng Eq/kg risulta superato.
Continuano poi a mancare le cartografie ufficiali del progetto definitivo 2018, da mettere in correlazione diretta con il Progetto Operativo di Bonifica.
In particolare, sulla la valutazione del rischio elaborata da Pedemontana, si produce poi l'allegato documento istruttorio redatto a cura del Dr. Edoardo Bai, sulle cui considerazioni si concorda, evidenziando come la suddetta valutazione non possa essere ritenuta idonea e men che meno esaustiva, per la sua grave incompletezza in particolare relativamente alla fase più critica dell'intervento prospettato, ovvero gli scavi, le movimentazioni e il conferimento definitivo delle terre
contaminate, per la mancanza di specifiche e di corretti riferimenti nei parametri utilizzati nei calcoli prodotti relativamente alla valutazione del rischio sanitario per i residenti e gli operatori, mancando sostanziali valutazioni circa il rischio connesso con la fase di cantiere.
Alla luce di queste vistose carenze riteniamo che non possano essere considerate idonee le misure prospettate per l'attenuazione del rischio nella fase di cantiere, né che la valutazione di rischio consenta un'adeguata istruttoria da parte delle autorità e degli organismi tecnici preposti alla sua approvazione.
Inoltre, gli elementi che emergono relativamente alla persistenza dello stato di contaminazione degli orizzonti superficiali di terreno oggetto di analisi, con il rilevamento di concentrazioni eccedenti le soglie riportate nelle tabelle allegate al D. Lgs. 152/2006 e Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, 1 marzo 2019 n. 46, inducono a richiedere che ogni intervento nelle aree che hanno subito la contaminazione dal fall-out dell'evento del 10 luglio 1976, inclusa la realizzazione di nuove infrastrutture come nel caso di specie, debba essere ricompreso in un piano generale preordinato che definisca procedure, destinazioni e usi del suolo compatibili.
Data la delicatezza e la complessità della materia in questione, vi chiediamo di voler approfondire le criticità sopra evidenziate, trattate anche nei nostri allegati e di volerci informare in merito alla realizzazione della analisi del rischio sanitario (si veda allegato n. 2) e agli altri punti di criticità che sono stati rilevati nel progetto operativo di bonifica, evidenziati nell’allegato n. 1 alla presente.
Ritenendo essenziale e doveroso da parte dei Sindaci, responsabili ultimi della salute pubblica nei comuni da loro amministrati, chiediamo che l’intero iter connesso al DL 152/06 sia trattato nella massima trasparenza, con l’opportuna attenzione e con il dovuto livello di comunicazione nell’informare la cittadinanza di quanto in corso.

In attesa di vostro riscontro
Cordiali saluti

Gemma Beretta
Presidente del Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso

Alberto Colombo
portavoce di Sinistra e Ambiente di Meda

Barbara Meggetto
Presidente di Legambiente Lombardia

Edoardo Bai
Associazione Medici per l’Ambiente- ISDE e Comitato Scientifico di Legambiente Lombardia

Seveso/Meda, 13 settembre 2019

Allegati:
1 POB Osserv e Analisi all 1 x Amm.
2 Osserv. analisi di rischio sanitario-ambientale x Amm.

Il contributo con le osservazioni del Dr. Edoardo Bai


La rassegna stampa

https://photos.google.com/share/AF1QipMZ7Qh_4Mjfi79kbeDbCcbmeOHciETCTl1vtOgdQPosRNirXjBHAQPz631TiI0vCg/photo/AF1QipOgf8I96ieq413sS-zo_7Z9F1GD3_AgzXvGJ3sw?key=NUFpbDY3TjgxQlhISmNPV1hYT3Rvc0daX3g5MmN3

Il commento di Sinistra e Ambiente di Meda e di Legambiente di Seveso sul comunicato emesso dall'amministrazione sevesina dopo la Conferenza dei servizi del 17-9-019.




sabato 7 settembre 2019

PEDEMONTANA: ELABORATO IL PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA SULLE AREE CONTAMINATE DA DIOSSINA TCDD

A luglio 2019 è' stato inoltrato agli Enti interessati, da parte di Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), il PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA (POB) per le aree contaminate da Diossina TCDD interferite dal previsto tracciato dell'autostrada.
La stesura del progetto operativo di bonifica è stata affidata da APL alla società HPC Italia prendendo in considerazione e valutando le superfici “sorgenti di potenziale contaminazione” incluse nella perimetrazione, presentata da APL e approvata il 23-11-2017 con Decreto Regionale 14300 dalla DG Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile.
A mezzo accesso agli atti, i gruppi di Sinistra e Ambiente di Meda e il Circolo Laura Conti di Legambiente Seveso, sono entrati in possesso della copia dell'elaborato.
Non si tratta evidentemente ancora della versione documentale finale poichè questo lavoro dovrà essere discusso, valutato ed infine approvato in sede di  Conferenza dei Servizi che ci risulta fissata per il 17-9-019.
In attesa di questo passaggio determinante, pensiamo sia comunque importante scriverne per dare una corretta informazione sui contenuti, sugli obiettivi e sulle scelte contenute nel Progetto Operativo di Bonifica che, una volta assoggettate alle valutazioni della Conferenza dei Servizi, avranno una ricaduta importante sul nostro territorio.

QUALCHE IMMEDIATA E CRITICA VALUTAZIONE

Se risulta complicato valutare un documento tecnico sicuramente non di immediata e facile lettura è tuttavia fondamentale informare dei contenuti le Comunità coinvolte, poiché sarebbe devastante conoscere le decisioni prese in una Conferenza dei Servizi senza che i cittadini nemmeno sappiano nè conoscano come sarà quello che si prefigura come una proposta tecnica per la bonifica.
Certo è che su molti aspetti, il proponente ha cercato di limitare l'intervento di bonifica, evidentemente anche per ragioni economiche, pur preoccupandosi di sviluppare un "Piano della Comunicazione" atto a gestire rapporti mediatici per "ridurre il rischio politico e regolamentare nonchè per ridurre al minimo qualsiasi danno potenziale all'immagine di APL ".
Nel merito del progetto di bonifica presentato da APL a Regione Lombardia ecco le nostre prime considerazioni.
Continuiamo a ritenere una follia la costruzione di una autostrada su terreni inquinati da diossina e un'azione di bonifica comporta comunque un grande rischio legato alla movimentazione del terreno contaminato. In merito, dubitiamo che l'uso di acqua nebulizzata sia sufficiente ad eliminare la dispersione di polveri derivante dalla lavorazione di 71.000 tonnellate di terreno con diossina.
Precauzionalmente, non ci si dovrebbe poi limitare ad una scarificazione e asportazione di soli 20 cm laddove il Top Soil risulta inquinato. Una profondità di scavo maggiore garantirebbe più certezza di bonifica e più sicurezza. 
Anche la mancata rimozione dello strato intermedio laddove questo, successivamente al Top Soil risulta contaminato, ci lascia  perplessi. Nelle zone dove si configura questa condizione, l'area di cantiere verrà isolata dalla contaminazione intermedia a mezzo di un geotessuto, dopo aver asportato solo lo strato di Top Soil inquinato. 
Dovrebbe altresì essere ormai chiara la situazione in cui versano le aree (A5 e A24) in prossimità degli svincoli medesi e quelle sempre a Meda, limitrofe al torrente Tarò, all'estremità nord del tracciato autostradale. Eppure c'è titubanza nell'effettuare qui un intervento di bonifica e si preferisce
rimandare ad ulteriori approfondimenti analitici. 
Non è condivisibile l'affermazione che le aree al di fuori della pertinenza della Pedemontana potranno poi avere la destinazione d'uso che sarà  decisa dal Comune . Occorrerebbe non consentirne l'utilizzo almeno nelle aree dove il CSC di 10 ng Eq/kg risulta superato. 
Continuano a mancare le cartografie ufficiali del progetto definitivo 2018, da mettere in correlazione diretta con il Progetto Operativo di Bonifica. 
Ci aspettiamo quindi che la Conferenza dei Servizi imponga ad Autostrada Pedemontana Lombarda un Piano Operativo di bonifica più incisivo di quello presentato con ulteriori e precise osservazioni e disposizioni. 
E' questa una responsabilità degli Enti pubblici coinvolti: Regione Lombardia, Arpa, ATS, Provincia di Monza e Brianza e comuni interessati.
Un assenso acritico al piano di bonifica proposto da Pedemontana senza precise ed ulteriori prescrizioni sarebbe da considerarsi una gravissima irresponsabilità.
Sinistra e Ambiente di Meda e Legambiente di Seveso approfondiranno ulteriormente altri aspetti del Progetto Operativo di Bonifica avvalendosi anche del contributo di tecnici appositamente interpellati.

L'ANALISI DEL DOCUMENTO

- COSA C'E' NEL PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA (POB)
Il Progetto Operativo di Bonifica comprende un aggiornamento del Modello concettuale del Sito e del documento di Analisi del Rischio rispetto a quanto già definito ed approvato dagli Enti di Controllo.
Secondo l'estensore questi aggiornamenti sono conseguenti alle modifiche implementate nel progetto DEFINITIVO del 2018 e alle risultanze delle indagini integrative del febbraio 2019 eseguite in contraddittorio con ARPA.
Queste analisi integrative (ne abbiamo scritto qui) hanno evidenziato nei terreni al di sotto del manto stradale preesistente, valori di diossine sotto le soglie,  consentendo ad APL di escludere il suolo sottostante all'asfalto da azioni di bonifica.

Va rammentato che per Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) tutte le aree interne alla futura recinzione autostradale avranno destinazione d'uso di tipo commerciale/industriale e pertanto dovranno rispettare il limite di Colonna B (100 ng Eq/kg); le aree esterne alla recinzione autostradale ma a servizio dell'autostrada,  (Aree di mitigazioni a verde con libero accesso, aree di cantiere che saranno solo temporaneamente occupate da APL e aree oltre la recinzione stradale potenzialmente accessibili) avranno destinazione d'uso conforme agli strumenti urbanistici e pertanto dovranno rispettare il limite previsto da Colonna A (10 ng Eq/kg) se di tipo verde/residenziale o Colonna B (100 ng Eq/kg) se di tipo commerciale/industriale.

- LE AREE DA ASSOGGETARE A BONIFICA, QUELLE ANCORA IN VALUTAZIONE E QUELLE STRALCIATE RISPETTO ALLA PERIMETRAZIONE APPROVATA IL 23/11/2017
Secondo quanto definito nel Progetto Operativo di Bonifica (POB) gli interventi di bonifica sono stati suddivisi su 8 Lotti funzionali (1, 2, 2A, 3A, 3, 4, 5 e 6) che però, di fatto, corrispondono alla "delimitazione di sorgente di potenziale contaminazione".
Rispetto alla perimetrazione approvata precedentemente, costituita in origine da 6 lotti vi sono delle aggiunte e degli stralci.

• Sono stati aggiunti i lotti  2A e 3A delimitati intorno alle zone adibite ad aree tecniche di cantiere durante le lavorazioni stradali.
• Sono state stralciate le aree precedentemente denominate A17, A18, A30, A31, A32 localizzate nel lotto 3 della perimetrazione, nello svincolo di Barrucana con superamenti delle CSC di colonna A (10 ng Eq/kg). Lo stralcio è determinato dal cambio di destinazione d'uso delle aree.
Infatti, durante il tavolo tecnico convocato in Regione Lombardia su sollecitazione della Provincia di Monza e della Brianza e dei Comuni rappresentati, al fine di verificare il progetto definitivo stradale 2018, "lo svincolo di Barrucana viene confermato nella configurazione condivisa dai tavoli dell'Accordo di Programma, eliminando la fruibilità pubblica della collinetta a bosco al di sopra della galleria artificiale". Con l'interdizione al pubblico, dunque, la superficie sopra alla galleria, si configura come pertinenza autostradale a destinazione d'uso commerciale/industriale (100 ng Eq/kg) e non più a verde/residenziale come in precedenza.
E' quindi esclusa dalla bonifica avendo destinazione d'uso industriale/commerciale e un livello di contaminazione inferiore ai 100 ng Eq/kg.
• Stralciate le aree denominate A16, A21 e A35  a seguito della riperimetrazione del limite di intervento dell'opera stradale, tali aree nella nuova configurazione risultano al di fuori del perimetro di competenza di APL e pertanto non oggetto di intervento.
• Le aree denominate A1, A2, A7, A8, A23 e A34 sono state riperimetrate escludendo le porzioni pavimentate della strada SS35 a seguito degli esiti conformi delle indagini integrative effettuate nel febbraio 2019 per i punti di indagine su strada.
• Riperimetrate le aree denominate A6, A10 e A11 sin considerazione del nuovo confine di intervento dell'opera stradale.
• L'inclusione dello svincolo di Meda (Lotto 1) all'interno del progetto di riqualificazione stradale e la presenza del punto di indagine integrativo IND.INT. 17 non conforme (123 ng Eq/kg), hanno comportato una modifica sostanziale dell'area 1 che sarà sottoposta a bonifica.
• Le aree denominate A36, A37, A38, A39, A40, A41, A42, A43 e A44 sono state attivate nell'aggiornamento del Modello concettuale a seguito della riperimetrazione del confine di intervento dell'opera stradale.

Mappa con le aree di bonifica effettivamente considerate secondo il Progetto Operativo di Bonifica (POB) del giugno 2019
 (cliccare sopra per ingrandire)

Sotto, i dettagli sulle aree di intervento

Le elaborazioni di Analisi di Rischio sono state svolte in corrispondenza delle aree denominate A25, A28 (porzione 0,5 mt-1 mt da piano campagna), A33 (porzione 0,5 mt-1 mt da piano campagna) e A41 allo scopo di valutare il rischio sanitario e ambientale associato alle concentrazioni massime di diossina rilevate in tale aree e quindi valutarne il livello di contaminazione ai sensi del D.Lgs. 152/06. 
La porzione di terreno al di sopra di 0,5 m da p.c. per le aree A28 e A33 (AREE DI CANTIERE) verrà comunque rimossa con gli interventi di bonifica. L'Analisi di rischio, per la contaminazione presente nell'Intermedio (da 0,5 mt a 1 mt) ha dato risultati di rischio accettabili pertanto il terreno oltre lo 0,5 non verrà asportato. Durante il cantiere le aree A25 e A33 saranno temporaneamente pavimentate e a fine cantiere con pavimentazione rimossa, si porterà in loco almeno 0,5 mt di terreno pulito a copertura.
Per l'area A25 - zona verde di mitigazione acustica con duna è prevista la posa di un telo di geotessuto e la copertura con terreno conforme.
Dopo la bonifica con asportazione di suolo nell'area A38 contaminata nel Top Soil, sull'area A41- zona verde di mitigazione - a sud della Baruccanetta (contaminata nel resto da 0,2 a 1 mt) è invece prevista la posa del solo geotessuto.
La tabella Riassuntiva degli interventi da effettuare (Bonifiche, ulteriori analisi etc) - Cliccare sopra per ingrandire-

In alcune aree il Progetto Operativo di Bonifica prevede analisi chimiche aggiuntive per determinare quali azioni intraprendere.
Le motivazioni, un poco risibili, vanno tutte nella direzione di ridurre e limitare le aree da assoggettare alla bonifica poichè "risulterebbero operativamente difficili da gestire nell'ambito della bonifica (difficoltà di accesso in scarpata, presenza di un corso d'acqua che interferirebbe con le attività di scavo".
Si tratta nel dettaglio dell'Area A5 contaminata nel Top Soil e dell' A24 nell'intermedio, localizzate a Meda lungo il corso del Torrente Certesa, e della  la porzione dell'A3 (contaminata nel Top Soil) adiacente alla pista ciclabile esistente (Lotto 1, svincolo Meda).
Pertanto, l'estensore del POB propone indagini integrative finalizzate ad approfondire la presenza di effettiva contaminazione da Diossine (limite di riferimento Colonna A - destinazione d'uso verde / residenziale) per definire l'inclusione o l'esclusione delle aree A5, A24 e una porzione dell'Area A3, dagli interventi di bonifica.
- OBIETTIVI DELLA BONIFICA
L'asportazione di terreno contaminato da Diossine è finalizzato al raggiungimento degli obiettivi stabiliti cioè la raggiungimento dei valori di soglia stabiliti dalla normativa in funzione della destinazione d'uso delle aree.
I risultati minimi da ottenere nei terreni sono:

• Concentrazione di Soglia di Contaminazione (CSC) di Colonna A (10 ng Eq/kg) per le aree verdi di mitigazione accessibili al pubblico e per le aree a destinazione d'uso verde/residenziale ubicate oltre il confine della recinzione stradale;

• CSC di Colonna B (100 ng Eq/kg) per le aree di pertinenza della futura opera stradale e non accessibili al pubblico;

• Concentrazione di Soglia di Rischio (CSR) sanitario-ambientali per le aree di intervento soprastanti a sorgenti di contaminazione sottoposte ad Analisi di Rischio.

- VOLUMI DI TERRENO ASPORTATI E LORO ALLOCAZIONE
I volumi di terreno da asportare risultano calcolati in 39.668 m3 pari a 71.402 tonnellate.
Il terreno da asportare verrà sottoposto ad una caratterizzazione ai fini della classificazione del rifiuto per lo smaltimento in discarica.
Verranno al proposito prelevati 192 campioni di terreno da sottoporre ad analisi secondo maglie di campionamento 30x30 mt per le aree con contaminazione del Top Soil e di 25x25 mt per le aree interessate da una contaminazione del solo strato intermedio o da una contaminazione dello strato intermedio e del soprastante Top Soil. 


- INTERVENTI DI BONIFICA E PRECAUZIONI ADOTTATE
Dopo aver effettuato la caratterizzazione in banco dei terreni come rifiuto, verrà eseguita l'escavazione e il successivo invio ad impianto di smaltimento.
Tutti gli scavi saranno preceduti da un rilievo topografico plano-altimetrico finalizzato alla materializzazione in campo delle singole aree d'intervento.
Tutte le operazioni di scavo, realizzate con escavatore meccanico, saranno supervisionate da un operatore a terra che verificherà il rispetto delle geometrie progettuali di bonifica.
Sulle aree con contaminazione nel Top Soil, eventuali apparati radicali delle piante tagliate fino al piano campagna durante la fase di preparazione alla bonifica, verranno lasciate in loco.
Per le aree con contaminazione nel terreno intermedio, caratterizzate da profondità di scavo superiori, si prevede la rimozione degli apparati radicali in fase di scavo, la separazione degli stessi dal terreno e il deposito all'interno di cassoni scarrabili in attesa di essere smaltiti, previa opportuna caratterizzazione analitica come rifiuto.
L'avanzamento del fronte di scavo di ogni area di intervento seguirà la suddivisione delle maglie eseguita in fase di caratterizzazione in banco dei terreni come rifiuto, al fine di consentire la tracciabilità dei terreni scavati con le analisi di caratterizzazione dei rifiuti.
Il materiale scavato sarà direttamente caricato all'interno dei cassoni degli autocarri posizionati esternamente alle aree oggetto di bonifica, per il successivo conferimento a impianto.
Ogni autocarro sarà munito di teloni di copertura automatici, azionati al termine del riempimento e prima dell'uscita dall'area di cantiere. Qualora non sia possibile caricare direttamente i mezzi fuori dall'area di scavo, gli autocarri potranno entrare all'interno dell'area di scavo transitando esclusivamente su apposite piste provvisorie.
Tali viabilità provvisorie saranno realizzate mediante la posa di un geotessuto di separazione tra il terreno in sito e uno strato di frantumato da cava, opportunamente rullato e costipato. Al termine degli scavi di bonifica, il frantumato usato per la realizzazione delle piste di cantiere/basamenti aree di cantiere potrà essere impiegato nell'ambito degli interventi del cantiere stradale. Il geotessuto impiegato sarà invece oggetto di smaltimento.

Durante le attività di bonifica è previsto l'utilizzo di mezzi e procedure per ridurre l'eventuale produzione di polveri, mediante:

• Impiego di sistemi di abbattimento polveri con nebulizzatori (cannon fog) opportunamente posizionati in corrispondenza del fronte scavo, bagnatura di piste, lavaggio manuale di ruote dei mezzi con idropulitrice e spazzatura periodica del manto stradale;
• Predisposizione di reti per il contenimento polveri in prossimità degli scavi;
• Limitazione della velocità di avanzamento dei mezzi di trasporto;
• Sospensione delle attività di scavo nelle giornate ventose.
Per il controllo degli impatti ambientali generati dalle attività di scavo è previsto un opportuno Piano di Monitoraggio dell'aria ambiente.
In funzione delle condizioni meteo e dell'operatività di cantiere, gli scavi potranno  essere coperti con  teli in LDPE opportunamente fissati al ciglio e fondo scavo al fine di evitare fenomeni di dispersione delle polveri.
Al termine delle attività di escavazione, le aree di bonifica resteranno coperte sino alla ricezione degli esiti analitici dei campionamento di collaudo.

Per i terreni escavati dalle aree di bonifica non è previsto il deposito temporaneo. Verranno conferiti direttamente all'impianto  di stoccaggio. Per il deposito dei rifiuti di natura differente si potranno utilizzare cassoni scarrabili da ubicare all'interno delle aree tecniche di cantiere della bonifica.

Il materiale da gestire nell'attività di bonifica sarà costituito da:

1) Terreni contaminati;
2) Terreno anche contaminato delle attività di BonificaOrdigni Bellici (BOB) pari a 414 ton.
3) Teli in LDPE di copertura delle aree di scavo di bonifica e geotessuto alla base delle piste di cantiere;
4) Rifiuti biodegradabili derivanti dallo sfalcio dell'Area 1;
5) Legno derivante dalle attività di scavo delle aree intermedie (apparati radicali) in quantitativo ipotizzato di 308 Tonnellate.

- PIANO DI COLLAUDO DEGLI INTERVENTI EFFETTUATI
Una volta terminata la fase di scavo del terreno definito come perimetro della sorgente di potenziale contaminazione, dovrà esserne certificato il collaudo cioè il raggiungimento almeno dei valori limite di Concentrazione Soglia Contaminante (CSC) o laddove attivata l'analisi di rischio, le  Concentrazionei Soglia di Rischio (CSR)  previsti per il suolo.
La certificazione avverrà con una serie di analisi chimiche dette "campionamenti di collaudo" dei terreni dai fondi scavo e dalle pareti delle aree sottoposte a bonifica.
Si tratta di un totale di 615 campioni di collaudo.
Tutte le operazioni di verifica e collaudo finale dovranno essere condotte in accordo ed alla presenza di ARPA Lombardia.

Nel POB viene inoltre specificato che:

• non si prevede il prelievo dei campioni di parete per le aree sorgenti Top Soil;
• conseguentemente alla conformità delle analisi integrative eseguite nel 2019, è considerata "non contaminata" tutta la verticale al di sotto della strada SS35 antecedente all'incidente ICMESA non prevedendo prelievo dei campioni di parete nelle aree di scavo a ridosso della strada (Aree 23, 39, 36+40, 27A+27B, 34);
• gli obiettivi di bonifica di ciascuna area sono stati posti pari alla CSC di riferimento della destinazione d'uso del poligono di appartenenza (eccezione fatta per le aree per le quali è presente un valore di CSR);
• l'area 5+24 non è stata inserita in quanto soggetta ad indagine integrativa. Qualora le indagini risultassero non conformi per entrambe le aree, l'obiettivo di bonifica da traguardare per entrambe le sorgenti sarebbe la CSC di Colonna A, pari a 10 ngE/kg.

- COSTI
I costi stimati per la bonifica sono di 9.828.534 euro.

- COMUNICAZIONE MEDIATICA
Tra i documenti del Progetto Operativo di Bonifica è inserito anche un Piano della Comunicazione con un previsto stanziamento di 19.000 euro per un accompagnamento mediatico fatto da comunicazioni, realizzazione di materiali informativi e per una conferenza illustrativa sul territorio del Progetto Operativo di Bonifica (POB).
Oltre alle metodologie comunicative da applicare, il Piano della Comunicazione elenca gli "Stakeholders" o portatori di interesse, suddivisi per appartenenza e attribuzioni (es. istituzionali, Enti di controllo, Amministrazioni) ed identifica tra i contrari alla realizzazione dell'autostrada i gruppi di Sinistra e Ambiente di Meda e di Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso, oltrechè il coordinamento di Insieme in Rete. Di tutti i gruppi vengono descritte le attività.       .

Sinistra e Ambiente di Meda
Legambiente circolo Laura Conti di Seveso

Rassegna stampa:

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giovedì 11 luglio 2019

ANALISI INTEGRATIVE ALLA CARATTERIZZAZIONE: COME PREVISTO, DIOSSINA CON VALORI INFERIORI ALLE SOGLIE DI LEGGE SOTTO L'ASFALTO DELLA SUPERSTRADA MA NON ALTROVE

E' passato un po’ di tempo da quando li abbiamo richiesti, ma finalmente, con pazienza e un'attività di costruzione e mantenimento di buone relazioni, abbiamo potuto avere accesso ai dati relativi alle analisi chimiche integrative alla Caratterizzazione eseguite da Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) in contraddittorio con ARPA e localizzate nei Comuni di Meda, Seveso e Cesano Maderno.
La Caratterizzazione del 2016, unitamente alle precedenti indagini, aveva già certificato 129 superamenti del limite verde e 21 superamenti del limite industriale.
Le attuali analisi integrative sono state volute dalla società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), autorizzate il 31/8/2018 da Regione Lombardia e assoggettate ad un protocollo tecnico definito con ARPA. L'attività di prelievo dei campioni s'è tenuta nei giorni dal 5-2-019 all'8-2-019.
Il Consigliere Regionale Marco Fumagalli, del M5S, in un rapporto d'interlocuzione reciproca enel rispetto dei propri ruoli, si è reso disponibile per una richiesta di accesso agli atti e ora c'è contezza dei risultati, relazionati sia da ARPA sia dalla stessa APL.
Il gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda, insieme a Legambiente Circolo "Laura Conti" di Seveso li rende noti, come da sempre fa con il materiale in suo possesso.
Sono 19 i campioni che sono stati sottoposti ad analisi da parte di APL (15 provenienti dai punti inizialmente previsti + 1 punto aggiuntivo con stessa metodologia di prelievo + 1 altro punto con prelievo su tre livelli di suolo -Top-Soil, Intermedio, Profondo-) e successivi 4 campioni effettuati successivamente da ARPA per il contraddittorio.
Occorre ricordare che, per APL, lo scopo di queste analisi integrative era ed è quello di escludere il suolo sotto l'asfalto dell'attuale superstrada ex SS35 dalle aree perimetrate da sottoporre a bonifica. Tratti del sedime d'asfalto risultava infatti incluso nella perimetrazione (frutto di elaborazione secondo il principio geometrico dei "poligoni di Thiessen") poichè compreso tra due punti contaminati ai suoi lati o in sua prossimità.
Per maggiori dettagli, ce ne siamo occupati su: AGGIORNAMENTI SULL'INUTILE AUTOSTRADA PEDEMONTANA.
Come era prevedibile, nei 16 punti sotto l'asfalto, che ha fatto da barriera fisica, non sono stati registrati superamenti delle soglie di legge stabilite la categoria Dibenzidiossine e Furani, di cui fa parte la TCDD.
Altrettanto prevedibilmente il risultato è differente per il campionamento denominato IND.INT.17, effettuato direttamente sul terreno, localizzato nella zona degli svincoli di Meda.
Nel Top Soil cioè nei primi 20 cm di terreno, è stata rilevata una quantità di Diossina di 122,9 ng/kg, un valore addirittura superiore al livello industriale della tabella B, contemplato nel DL 152/06.
Si tratta della stessa area dove, già nel 2008 e successivamente con le analisi della Caratterizzazione, vennero rilevati livelli alti di presenza di Diossina, con un massimo pari a ben 547 ng/kg.


La tabella riassuntiva dei valori riscontrati
Nel panorama riguardante la presenza di Diossina TCDD nelle aree interferite dal tracciato autostradale e l'iter corrispondente all'applicazione del DL 152/06 per le zone contaminate,  continua ad essere sconosciuto il nuovo progetto definitivo 2018 (di cui è stato affidato ad aprile 2018, da APL, il servizio di verifica finalizzato alla validazione -vedi anche qui)  e a maggior ragione ancora non esiste un esecutivo.
Questi due progetti sono comunque imprescindibili per la stesura del Piano Operativo di Bonifica (messo a gara e affidato il 12/2/019 a HPC Italia) i cui contenuti sono ancora ignoti. Un Piano Operativo di Bonifica che dovrà essere approvato dalla Conferenza dei Servizi.
Oltre alla mancanza di fondi per il completamento dell'autostrada, molte sono quindi le incognite legate alla presenza di Diossina TCDD lungo il tracciato B2 da Meda a Bovisio Masciago.
A partire dalla stessa perimetrazione delle aree con le “sorgenti di potenziale contaminazione” da assoggettare a bonifica,  presentata da APL e approvata il 23-11-2017 con Decreto Regionale 14300 dalla DG Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile che si basa sui dati delle analisi chimiche e sul progetto Definitivo Revisionato del 27-4-2012 e non sul nuovo progetto definitivo ne tantomeno su un esecutivo che ancora non esiste.
La perimetrazione lascia altresì fuori molte zone dove i valori di TCDD superano i limiti delle Concentrazioni di Soglia di Contaminazione (CSC) e dove non è noto se avverrà o meno movimentazione di terra.
Continueremo ad operare e ad agire per la diffusione del sapere e perchè si rinunci al completamento di questa inutile, dispendiosa e impattante autostrada.

Meda/Seveso 11-07-2019

Sinistra e Ambiente Meda
Legambiente circolo Laura Conti Seveso

La rassegna stampa:

Da il Cittadino del 13-07-019
Da il Giornale di Seregno del 16-7-019
Da Il Giorno del 17-7-017


martedì 26 giugno 2018

PEDEMONTANA METTE A GARA IL PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA DELLE AREE CONTAMINATE DALLA TCDD

Il 21-6-018, sul sito di Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) è comparso l'avviso di una procedura di evidenza pubblica per un bando di gara come "Procedura aperta ex art. 60 del D.Lgs. 50/2016 per l’affidamento del Progetto Operativo di Bonifica e/o di messa in sicurezza, ai sensi del D.Lgs. 152/2006 e del coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, delle aree dell’incidente ICMESA contaminate da diossina ed interessate dal tracciato Autostradale Pedemontana".
Si tratta dell'avvio dell'iter per aggiudicare a partire dalla base d'asta di 137.257 euro l'elaborazione e l'affidamento di un Progetto Operativo di Bonifica e/o messa in sicurezza di quelle che sono state identificate come aree da assoggettare a tale obbligo ai sensi del D.Lgs 152, a seguito della Caratterizzazione e del Decreto Regionale 14300 del 16-11-017. (ce ne siamo occupati qui)
Il Capitolato Speciale d'Appalto ci consente una prima comprensione rispetto a ciò che, secondo APL, dovrà essere tenuto in considerazione nella stesura del Progetto Operativo di Bonifica.
Oltre a tutta la documentazione della Caratterizzazione e agli atti formalizzati e approvati da Regione Lombardia al tavolo tecnico del 28-2-2017 che sono divenuti esecutivi con il Decreto Regionale 14300, il Progetto dovrà considerare le risultanze dello studio di fattibilità commissionato da  APL alla soc. ST&A srl di Milano.
Le risultanze di questo studio non sono purtroppo al momento accessibili anche se nel Capitolato Speciale d'Appalto è scritto che con lo studio di fattibilità è stata stimata quantitativamente la terra contaminata, sono stati identificati  i siti di conferimento della stessa ed è stata specificata la necessità di indagini chimiche aggiuntive atte a definire/escludere aree risultate contaminate non direttamente ma per interpolazione dei poligoni di Thiessen (vedi qui).

Secondo il capitolato speciale di appalto, il Progetto Operativo di Bonifica dovrà dettagliare su:
  • quantificazione dei volumi di terreno contaminato sulla base delle risultanze della caratterizzazione, delle indagini integrative con valutazione critica di quanto stimato nel Progetto di Fattibilità Tecnico Economica;
  • eventuale proposta di integrazione delle indagini, da eseguire in fase di Progettazione Esecutiva dell’opera autostradale
  • aggiornamento del Modello Concettuale definitivo del sito; 
  • aggiornamento dell’analisi di rischio; 
  • rettificazione e regolarizzazione operativa dei poligoni di Thiessen al fine di definire le aree di scavo effettivamente eseguibili in fase operativa di bonifica; 
  • individuazione delle più opportune operazioni di bonifica ai sensi del D.Lgs. 152/2006
  • modalità operative di esecuzione dell’intervento di bonifica
  • piano degli Scavi; 
  • piano degli Smaltimenti (Modalità di gestione dei terreni contaminati con individuazione dei siti di conferimento, flussi e tracciabilità dei rifiuti, codici CER, quantitativi);  
  • modalità di gestione delle terre non contaminate prodotte nel sito di bonifica, anche in relazione al loro potenziale impatto rispetto alle aree limitrofe, esterne al cantiere autostradale, a destinazione verde/residenziale; 
  • suddivisione dell'intervento in più lotti funzionali; 
  • modalità di allestimento e gestione dei cantieri di bonifica; 
  • coordinamento delle attività di bonifica dei terreni con le attività di Bonifica degli Ordigni Bellici (BOB); 
  • coordinamento delle attività di bonifica con le problematiche di gestione/deviazione del traffico lungo l’asse dell’attuale superstrada Milano-Meda; 
  • individuazione delle principali modalità di gestione delle attività di bonifica in coordinamento con le attività di cantierizzazione dell’infrastruttura autostradale in merito alla sequenzialità/suddivisione in lotti dell’intervento di bonifica; 
  • valutazione delle attività di bonifica in relazione alla presenza di sottoservizi; 
  • definizione del protocollo di verifiche ambientali (campionamento ed analisi), finalizzate all’omologa dei terreni contaminati; 
  • definizione delle modalità di collaudo dell’intervento di bonifica; 
  • definizione del protocollo di monitoraggio delle polveri; 
  • individuazione delle "pratiche migliori" per il controllo della diffusione degli inquinanti/polveri in fase di scavo dei terreni e di trasporto degli stessi verso i siti di conferimento; 
  • definizione delle modalità di gestione di eventuali acque di lavorazione/lavaggio/ecc.; 
  • predisposizione di un cronoprogramma con la definizione di tutte le fasi. 
  • definizione del costo dell'intervento (computo metrico estimativo della bonifica e quadro economico)
Oltre a questi aspetti, nel bando di gara, sono affidate le azioni di comunicazione sulle attività in corso verso i Sindaci, le amministrazioni locali, le istituzioni, la cittadinanza e gli organi di informazione anche con incontri, riunioni e presentazione di elaborati.
Il Progetto Operativo di Bonifica dovrà essere poi presentato in Conferenza di Servizi con possibilità di revisione su richiesta degli Enti preposti.


Ora ci preme evidenziare alcune nostre preoccupazioni.
Il Progetto Operativo di Bonifica messo a gara, come tutte le documentazioni sinora prodotte da APL nell'ambito della Caratterizzazione, sarà basato sul PROGETTO DEFINITIVO DEL 2012.
Nelle linee guida risulta che il definitivo 2018 introdurrà modifiche rispetto al definitivo 2012.
Sino a che punto il Piano Operativo di Bonifica ne terrà conto ? Quale incidenza avranno ?
Su quest'aspetto c'è un passaggio nel Capitolato Speciale d'Appalto che recita:
"Si fa presente, inoltre, che il progetto stradale che dovrà essere utilizzato come base per lo sviluppo del Progetto Operativo di Bonifica potrà subire lievi modifiche rispetto al tracciato considerato negli elaborati di caratterizzazione e in quelli ad esso successivi."
Eppure, le modifiche SOSTANZIALI potrebbero comportare la riscrittura sia dell'ANALISI DI RISCHIO sia del MODELLO CONCETTUALE DI SITO, proprio a rispondenza di una prescrizione ARPA e ATS.
E ancora: cosa si prevede di fare nelle aree con livello di contaminazione inferiore al limite industriale (100 ng eq/kg) e quindi fuori dalla riperimetrazione della bonifica ma dove i lavori autostradali comporteranno comunque movimentazione di terreno con contenuto di diossina ? Si pensa o si vuole forse lasciare la terra lavorata ma inquinata dalla TCDD in loco ?
Che influenza avrà lo studio (tutto interno ad APL e non pubblico) di fattibilità tecnica/economica nell'orientare le scelte esplicitate nel progetto di bonifica ?
Continua a mancare il PROGETTO ESECUTIVO (ora previsto dopo la predisposizione del nuovo Definitivo 2018) ma è proprio sul Progetto ESECUTIVO che va verificata la congruenza delle  documentazioni prodotte da APL all'interno del procedimento avviato a rispondenza dell'art 242 del testo unico ambientale. Come possono dunque essere inserite in un procedimento avviato che ha  ufficializzato con il D.R 14300 determinate condizioni le riduzioni e le modifiche che ora APL persegue ?
Serve dunque continuare a seguire con attenzione tutti i passaggi connessi e conseguenti alla Caratterizzazione.
Serve ancora ribadire l'opportunità e la necessità che si rinunci al completamento di questa inutile ed impattante autostrada, visti i rischi che la contraddistinguono.

Sinistra e Ambiente - Meda
Legambiente circolo Laura Conti Seveso

lunedì 29 gennaio 2018

PEDEMONTANA: AFFIDATO DA APL UNO "STUDIO DI FATTIBILITA' TECNICO - ECONOMICO DELLA BONIFICA DELLE AREE EX ICMESA"

Mentre la situazione societaria di Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) si complica sempre di più, ora anche con rescissione del contratto con il colosso austriaco delle costruzioni Strabag, vincitore della gara d’appalto da 1 miliardo e mezzo per la realizzazione del secondo lotto dei lavori e le dimissioni del Presidente Federico D'Andrea, APL fa un altro passo per quanto concerne l'iter della Caratterizzazione dei suoli contaminati da Diossina TCDD interferiti dal tracciato autostradale.
Il 24-10-017 ha dato evidenza di un bando di gara per un "affidamento diretto di un incarico per la redazione di un progetto di fattibilità tecnico/economica della bonifica delle aree ex ICMESA".
In data 24-1-018 viene pubblicata la delibera di assegnazione dello studio alla soc. ST&A srl di Milano.


Insomma, anche qui, APL s'è rivolta altrove e non a Strabag.
Ci sono alcuni aspetti da evidenziare.
Il più importante è che l'area di "potenziale bonifica" per cui verrà redatto il progetto di fattibilità tecnica/economica (che non è il progetto operativo ndr) è evidentemente circoscritta alla planimetria della riperimetrazione che delimita le zone “sorgente di potenziale contaminazione“ da parte dell’inquinante TCDD nel Top Soil, nel livello Intermedio e nella sovrapposizione tra Top Soil e livello Intermedio, elaborata da APL, trasmessa e protocollata da Regione Lombardia il 22-9-2017.
Vedi post:  PEDEMONTANA E CARATTERIZZAZIONE DELLA CONTAMINAZIONE DA TCDD: UN DECRETO REGIONALE FORMALIZZA LA PERIMETRAZIONE DELLE AREE CONTAMINATE LUNGO IL TRACCIATO MA .……. NON C’E’ ANCORA ALCUN PROGETTO ESECUTIVO
C'è dunque un punto fermo ed è la planimetria della riperimetrazione.
Ma è un punto fermo, elaborato a partire delle risultanze della Caratterizzazione, ma su un progetto che non è l'esecutivo validato finale bensì il “Definitivo Revisionato del 27-4-2012”.
Non si ha ancora evidenza rispetto all'adempimento delle prescrizioni presenti nel verbale della Conferenza dei Servizi del 28-2-017.
Non è nemmeno ben chiaro cosa succederà nelle aree esterne alla riperimetrazione che hanno comunque terreno con livelli differenziato di inquinamento da diossina TCDD.
Insomma, la procedura legata alla Caratterizzazione non è poi così chiara e lineare.
Continueremo a seguirla con attenzione, anche se ci continuiamo ad auspicare che si rinunci al completamento di quest'inutile autostrada.

Sinistra e Ambiente - aderente al coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE

martedì 23 gennaio 2018

UN ARTICOLO DI MEDICINA DEMOCRATICA SULLA PEDEMONTANA, IL RISCHIO DIOSSINA TCDD E LA CARATTERIZZAZIONE


Dalla rivista edita da Medicina Democratica (sito https://www.medicinademocratica.org/wp/) abbiamo estrapolato una parte di un corposo articolo sull'uso dei rifiuti nelle costruzioni stradali "Utilizzo e abuso di rifiuti nella formazione di infrastrutture stradali".
E' il capitolo che l'autore, Marco Caldiroli, dedica all'autostrada pedemontana, scrivendo del rischio Diossina TCDD e della Caratterizzazione.
Caratterizzazione dei suoli fortemente voluta da coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva.
L'articolo pubblicato sul numero di maggio-agosto 2017 non è evidentemente aggiornato con gli ultimi accadimenti - di cui abbiamo scritto qui - ma il resto dell'analisi tecnica conferma i contenuti ripresi nel nostro lavoro e le preoccupazioni ivi espresse.
In particolare quelle relative al trattamento della terra inquinata fuori dalla perimetrazione con l'obbligo di bonifica.
Ci permettiamo di integrare un passaggio dell'articolo scrivendo che la LR 60/1985 è stata purtroppo derogata con l'art 9 della LR 15/2008 che consente il passaggio di un'autostrada anche nel Bosco delle Querce.
Con Medicina Democratica, la portavoce di Insieme in Rete ha avviato un'interlocuzione.


Qui invece potete trovare l'articolo completo, con focus anche su altre infrastrutture.

lunedì 15 gennaio 2018

PEDEMONTANA E CARATTERIZZAZIONE DELLA CONTAMINAZIONE DA TCDD: UN DECRETO REGIONALE FORMALIZZA LA PERIMETRAZIONE DELLE AREE CONTAMINATE LUNGO IL TRACCIATO MA .……. NON C’E’ ANCORA ALCUN PROGETTO ESECUTIVO


Dopo un dettagliato lavoro di analisi e studio che ci ha impegnati per più tempo anche in collaborazione con tecnici di settore, presentiamo una relazione di sintesi relativa agli ultimi documenti di Regione Lombardia e di Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) connessi all'iter della Caratterizzazione delle zone contaminate da Diossina TCDD interferite dal tracciato del progetto autostradale.
Lo facciamo perchè riteniamo questa partita troppo importante per l'ambiente e il territorio tanto da non dover rimanere appannaggio dei soli tecnici o confinata tra le mura degli uffici regionali.
Certo, potremmo essere incappati in alcune imprecisioni ma comunque riteniamo di aver dato un'illustrazione basata sulla lettura il più possibile genuina e attenta dei documenti ufficiali e ancora una volta, un contributo affinchè i riflettori restino accesi sul rischio Diossina TCDD e sull'inutile Pedemontana.

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Sul Bollettino Ufficiale Regione Lombardia (BURL) è stato pubblicato in data 23-11-017 ed è quindi operativo in tutti i suoi contenuti il DECRETO della Direzione Generale Ambiente, energia e territorio n°14300 riguardante l'iter della Caratterizzazione dei suoli contaminati da Diossina TCDD interferiti dal tracciato dell'Autostrada Pedemontana lombarda.
Il provvedimento approva il documento di Modello Concettuale di Sito e Analisi di Rischio unitamente alla proposta di riperimetrazione del sito elaborati da APL "secondo le risultanze conclusive della Conferenza dei Servizi del 28-2-2017".
Importante quindi ricordare i contenuti della richiamata Conferenza dei Servizi, che abbiamo riportato in : PEDEMONTANA E RISCHIO DIOSSINA: LA CONFERENZA DEI SERVIZI DEL 28-2-017 .
La planimetria della riperimetrazione delle aree è quella elaborata da APL, trasmessa e protocollata da Regione Lombardia il 22-9-2017.
Detta riperimetrazione evidenzia le aree che "potranno essere interessate dalle successive fasi procedurali".
Sono 6 aree identificate come "lotti funzionali"
  • Lotto 1 pari a 89.076 mq a Meda
  • Lotto 2 pari a 143.380 mq a Seveso
  • Lotto 3 pari a 168.917 mq tra Seveso e Cesano Maderno
  • Lotto 4 pari a 15.020 mq a Cesano Maderno
  • Lotto 5 pari a 18.061 mq a Cesano Maderno
  • Lotto 6 pari a 34.074 mq a Cesano Maderno
Si tratta di una superficie totale di 468.528 mq all'interno della quale sono delimitate le zone “sorgente di potenziale contaminazione“ da parte dell’inquinante TCDD nel Top Soil, nel livello Intermedio e nella sovrapposizione tra Top Soil e livello Intermedio.
Tutti questi lotti, nel caso di passaggio e realizzazione dell'autostrada Pedemontana, secondo il Decreto Regionale, dovranno essere assoggettati a quanto prevede l'art. 242 del DL 152, cioè alla Bonifica con intervento per singole aree o lotto funzionale.
Sempre secondo il Decreto Regionale "le rimanenti aree non individuate dai lotti funzionali sono escluse dalle procedure disposte dall'art. 242".
E' evidente che leggendo i documenti prodotti da APL costituiti dal Modello di Sito, dall' Analisi del Rischio e dalle mappe allegate, (vedi qui), in altri punti lungo il tracciato i valori di TCDD superano i limiti delle Concentrazioni di Soglia di Contaminazione (CSC).
In quegli elaborati, secondo APL, nelle aree in cui dovrebbe essere realizzata l'autostrada, l'asportazione di terreno fino ad almeno 0,8 mt (Bonifica Geotecnica) per i tratti in rilevato e fino alla profondità di "fondo scavo" per i tratti in trincea, costituirà opera di bonifica laddove il terreno è risultato contaminato.
Tuttavia, il richiamo nel Decreto regionale alle "risultanze conclusive della Conferenza dei Servizi del 28-2-2017" dovrebbe comportare anche il recepimento delle puntuali prescrizioni di ARPA e ATS formulate nella Conferenza dei Servizi del 28-2-017 (qui il verbale) così come le richieste dei Comuni interessati.
Tra queste prescrizioni, l’ATS chiede comunque un’Analisi del Rischio anche sulle aree oggetto di scotico a 0,8 mt, quelle definite da APL come Bonifica Geotecnica, mentre ARPA esplicita la necessità di un nuovo studio di Analisi del Rischio qualora vi siano variazioni significative rispetto alla documentazione progettuale finora presentata.

Al momento attuale, la riperimetrazione delle aree con le “sorgenti di potenziale contaminazione”, presentata da APL si basa sui dati delle analisi chimiche e su un progetto del tracciato che risulta però essere quello “Definitivo Revisionato del 27-4-2012” quindi non su un progetto esecutivo validato di cui ancora non si hanno notizie.
In buona sostanza, ancora nessuno conosce esattamente quale sarà la configurazione esecutiva strutturale dell’autostrada né l’esatto e finale posizionamento del tracciato né le tecnologie costruttive adottate, tutti fattori che potrebbero mutare l’uso delle aree e conseguentemente i volumi di movimentazione del terreno inquinato a varie concentrazioni. Il livello d’incertezza è quindi alto.
Nonostante questo la regione ha approvato una perimetrazione proposta da APL.
Evidentemente il rispetto totale di quanto riportato nel Verbale della Conferenza dei Servizi del 28-2-2017 potrà essere verificato solo negli step successivi (se ci saranno) poiché anche dopo il passaggio formale del Decreto regionale, continua a mancare agli atti qualsivoglia Progetto Esecutivo della tratta B2 oltre al correlato Piano Operativo di Bonifica.
Piano di bonifica che richiede, a nostro avviso, anche una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) corredata da una valutazione sul rischio sanitario.

In questa confusa situazione, l’unica certezza è che in aree interessate al tracciato autostradale è stata rilevata e certificata la presenza di Diossina TCDD e servirebbe dunque che le Amministrazioni interessate verifichino la compatibilità d’uso di quelle aree e, laddove necessario attuino azioni per tutelare la cittadinanza e prevenire il rischio d'esposizione al potente tossico. Questa sollecitazione d'intervento è già stata formalizzata il 3-7-017 da Insieme in Rete al Comune di Seveso e al suo Sindaco.
Oltre ad aver  da tempo e per tempo evidenziato il rischio diossina TCDD, continuiamo a pensare e ad operare affinché, nonostante l'ostinazione di chi vuole ad ogni costo quest'autostrada inutile ed impattante per ambiente e territorio, si rinunci al suo completamento senza ulteriore dispendio di risorse, consci che al territorio non servono faraoniche infrastrutture ma un nuovo modello di viabilità e di mobilità sostenibile che va adeguatamente pianificato.

SINISTRA E AMBIENTE Meda
– gruppo aderente ad Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile

Sotto il Decreto Regionale e a seguire la mappa di riperimetrazione dei "lotti funzionali" dove è presente contaminazione da Diossina TCDD.