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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
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sabato 27 settembre 2025

AD ARCORE GLI AMBIENTALISTI ILLUSTRANO IL LORO AGIRE E SI CONFRONTANO CON GLI AMMINISTRATORI PER RIDISEGNARE UN TERRITORIO CHE PEDEMONTANA STA GIÀ DEVASTANDO

Serata utile quella tenutasi as Arcore in Villa Borromeo il 25-9-025 con a tema PEDEMONTANA: RIDISEGNIAMO IL TERRITORIO COMPROMESSO. 
Il sindaco di Arcore, Maurizio Bono, ha raccolto la proposta di Circolo Gaia Legambiente Usmate Velate, Circolo Laura Conti Legambiente Seveso, Seveso Futura, Associazione Colli Briantei, GAS Vitale, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Altra Bovisio Masciago, Comitato No Pedemontana Arcore-Camparada-Lesmo-Usmate Velate, Cittadini per Lentate, Alternativa Verde Desio, Sinistra e Ambiente – Impulsi Meda, Passione Civica Cesano Maderno, ImmaginArcore e Prospettiva Civica Arcore promuovendo congiuntamente l'incontro pubblico.

Introduzione curata da Gemma Beretta del circolo Laura Conti di Legambiente Seveso che ha ricordato come i gruppi ambientalisti e le liste civiche presenti abbiano intrapreso da tempo un lavoro comune finalizzato a ridisegnare il territorio compromesso dalla Pedemontana, muovendosi lungo diverse direttrici, seppur consapevoli che nulla tornerà come prima e che la realizzazione dell'autostrada distrugge, ha già distrutto e distruggerà ambienti ed ecosistemi residui della Brianza.
Ha sottolineato che questo rapporto con le amministrazioni comunali disponibili è una prima ri-partenza, un tentativo di invertire la rotta rispetto alla direzione che prima la Legge Obiettivo - di ormai lontana memoria e successivamente il famigerato elenco delle "Opere Strategiche"  - ha imposto a tutta l'Italia con una progettazione calata dall'alto e con una forzata realizzazione a tappe (non importa finirle, importa iniziarle) delle cosiddette "grandi opere" lì pianificate. Infrastrutture che si impongono sui territori, incuranti della madre terra e di chi la conosce da vicino - le amministrazioni locali, la cittadinanza -, e così come scritto dal collettivo Wu Ming 1 in Un viaggio che non promettiamo breve. Venticinque anni di lotte No TAV ,"... il progetto di una "grande opera", prima ancora della sua messa in pratica, asserviva la politica locale e blindava l'informazione, restringeva l'orizzonte dei discorsi, aumentava il controllo sociale; e quando il progetto era messo in pratica, anche quando l'opera restava incompiuta, riconfigurava gli spazi, cambiava traiettorie e spostamenti, peggiorava la qualità della vita, sfilacciava il tessuto della convivenza".

É quello che vogliamo con determinazione cominciare a controvertire.

TRATTA C: LA BARRIERA VERDE
Il sindaco Bono ha messo al centro del suo intervento la soddisfazione di un lavoro con gli ambientalisti e l'avvio con i comuni di Arcore, Usmate Velate, Camparada, Lesmo e con il Parco Regionale Valle Lambro dell'iter per concretizzare gli interventi della proposta Barriera Verde.
Barriera Verde di cui Marco Monguzzi dell'Ass. Colli Briantei ha illustrato i contenuti, quale compensazione ambientale aggiuntiva, di cui presto si siglerà tra i soggetti interessati una Convenzione per la progettazione, volontà confermata anche nell'intervento dal Pres. del Parco Reg. Valle Lambro, Marco Ciceri che ha definito lungimiranti i 4 comuni che han fatto squadra su di una progettazione condivisa invece di presentare richieste isolate.
 

TRATTA B2: LA BONIFICA DA DIOSSINA
Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente - Impulsi di Meda ha illustrato il lavoro impegnativo degli ambientalisti e delle liste civiche della tratta B2 con la loro presenza al Tavolo sui lavori di Bonifica da Diossina. Un ruolo difficile ma importante, svolto con impegno e conoscenza e con l'obiettivo di monitorare gli interventi di decontaminazione e di informare costantemente la cittadinanza, superando anche gli ostacoli posti dalla soc. Autostrada Pedemontana Lombarda che pratica una trasparenza solo di facciata, negando nella pratica documentazione utile agli ambientalisti del Tavolo.

  

TRATTE B2 E C: LE COMPENSAZIONI AMBIENTALI
Sulle Compensazioni Ambientali, per conto di tutti i gruppi, Colombo ha chiesto ai sindaci di considerare la visione "di sistema" esplicitata nel Masterplan 2009 e che la loro realizzazione sia coerente con le finalità di utilizzo dei fondi per acquisizione aree libere, per interventi di ingegneria ambientale, riforestazione, di ricucitura ecologica e per creare habitat naturali ed ecosistemi e non per interventi frammentati o peggio ancora per posteggi, rifacimenti piazze, attrezzature sportive.

Sono stati illustrate Compensazioni Ambientali significative che sono state confermate e altre che invece sono a rischio per le scelte miopi di amministratori che hanno optato per soluzioni differenti, frazionate e sparse nei confini comunali e poco utili per creare sistemi ambientali. 
La richiesta ambientalista di creare un fondo integrativo per le Compensazioni Ambientali per aumentare i 30,5 Mln di euro attualmente nelle disponibilità di Pedemontana, è stata ripresa dai Consiglieri Regionali Onorio Rosati di AVS e Gigi Ponti del PD, presenti alla serata che hanno confermato lo stanziamento di 9 Mln di euro nel bilancio previsionale regionale del  2026 e l'impegno a cercare ulteriori risorse per incrementare questa cifra.
Anche per gli indennizzi per i disboscamenti si sta andando nella direzione auspicata di mantenerli per interventi in loco, laddove i disboscamenti sono stati effettuati. 
 

TRATTE B2 E C: LA DORSALE VERDE
Alberto Colombo (Sinistra e Ambiente Meda) e Isabella Sangalli (Circolo Gaia di Legambiente Usmate-Velate) hanno raccontato della proposta di una Dorsale Verde di Parchi che preservi ciò che rimane delle superfici libere in una Brianza dove il consumo di suolo è al 41% e dove l'urbanizzato e l'antropizzazione sono le caratteristiche prevalenti.

Due le proposte su cui si stanno spendendo gli ambientalisti affinchè la realizzazione della Pedemontana non sia il volano per ulteriori insediamenti in sua prossimità: IL PARCO FLUVIALE E TERRITORIALE DEL SEVESO e il PARCO REGIONALE DELLA BRIANZA EST. 

Il PARCO FLUVIALE E TERRITORIALE DEL SEVESO comprenderebbe a ovest le superfici del Bosco delle Querce di Seveso e Meda già con tutela regionale, del PLIS GruBria, del Parco Nord, unitamente alle aree spondali del fiume Seveso e del suo affluente Tarò (Certesa).

Il PARCO REGIONALE DELLA BRIANZA EST raggrupperebbe il PLIS del PA.NE. (Parco Agricolo Nord-Est), il PLIS dei Colli Briantei.

 

Massimo Stucchi del Comitato No Pedemontana Lesmo-Camparada-Arcore ha posto l'attenzione su di un'autostrada che in attesa del proseguimento con la tratta D (o D breve che sarà), terminerà a Vimercate,  riversando sul comprensorio un volume di traffico difficilmente sostenibile.

domenica 27 ottobre 2024

UN PARCO FLUVIALE E TERRITORIALE NEL MEDIO BACINO DEL FIUME SEVESO

Il 26-10-024, a Milano, presso l'auditorium Teresa Sarti Strada, s'è tenuto un interessante incontro a più voci avente per oggetto la costituzione del "Parco Fluviale e Territoriale del Seveso" organizzato dall'Associazione Amici Parco Nord.

Un convegno con Raffaella Vimercati - Presidente Associazione Amici Parco Nord, Anita Pirovano - Presidente Municipio 9 di Milano, Gianfranco Cermelli e Daniela Gasparini - Associazione Amici Parco Nord, Arturo Lanzani - Presidente Parco Grubria, Marzio Marzorati - Presidente Parco Nord Milano e con i contributi di Gigi Ponti - Consigliere Regione Lombardia, Francesco Vassallo - Vice Sindaco Città Metropolitana di Milano e con Gianluca Comazzi - Assessore al Territorio e Sistemi Verdi Regione Lombardia.
Quali invitati, Sinistra e Ambiente di Meda e il circolo Legambiente "Laura Conti" di Seveso hanno seguito attentamente l'incontro.


LE BASI DEL CONFRONTO E DELLA PROPOSTA
In data 25 luglio 2024, il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che sostiene la proposta di creare il Parco Fluviale del Seveso, affidandone la progettazione e realizzazione al Contratto di Fiume.

C'è in premessa la necessità di potenziare i depuratori del suo bacino per avere acque pulite e di agire per il governo delle sempre più frequenti ondate di piena conseguenti alla crisi climatica lavorando per avere superfici drenanti e filtranti su tutto il bacino del Seveso.

La proposta di Parco fluviale e Territoriale, che per concretizzarsi dovrà seguire un lungo percorso di confronto e di atti amministrativi, apre comunque alcune opportunità.
Tra di esse quella di considerare il fiume Seveso come risorsa, con un progetto di rigenerazione ambientale e territoriale accompagnandolo con un Parco Regionale che unisca aree con una conformazione e una vocazione simile e cioè i residui spazi liberi circondati dall'urbanizzato su cui serve intervenire per recuperarli, migliorarne lo stato con piantumazioni, corridoi verdi e faunistici, ciclabili di collegamento e con appropriati interventi di ingegneria ambientale per creare luoghi di naturalità.

Nella parte del bacino del medio Seveso, in un territorio pesantemente antropizzato, da Meda a Niguarda esiste un sistema dei Parchi costituito da:

In prossimità di questi Parchi si trovano ambiti da tutelare costituiti da aree intorno al fiume Seveso e al suo affluente torrente Certesa/Tarò e da aree di connessione tra i due corsi d'acqua e le superfici dei tre Parchi.

Su questo aspetto, sul creare un Parco Fluviale che sia anche un Parco in un contesto metropolitano, ha lavorato e relazionato con un suo contributo, Arturo Lanzani, urbanista e docente al Politecnico nonchè attuale Presidente del PLIS GruBria.
Sotto, le slide con cui ha accompagnato il suo intervento.

 

La configurazione del Parco Fluviale e Territoriale del Fiume Seveso altro non potrà essere che un'aggregazione e una fusione di Parchi già esistenti poichè la legge regionale non consente nuove istituzioni.
Evidentemente l'ipotesi di aggregazione ad un Parco Regionale esistente non potrà prescindere da un congruo dimensionamento sia del personale sia dei fondi messi a disposizione della costituente entità per consentirgli di operare.
Sarà necessario costituire un tavolo di concertazione che comprenda le strutture gestionali dei tre Parchi, Regione Lombardia ed i Comuni interessati, i gruppi e le associazioni, con proposte che definiscano anche possibili ampliamenti.

Dopo questo convegno, è previsto un prossimo appuntamento dedicato alle Associazioni e ai Gruppi del territorio interessato che vorranno e potranno contribuire all’avvio del progetto, vista la loro conoscenza e le attività svolte sul campo.
Questo lavoro collegiale dovrà tenere conto delle peculiarità di tutti i Parchi coinvolti.
Per il Bosco delle Querce di Seveso e Meda, simbolo e Memoria del disastro della Diossina del 1976 - in questo momento minacciato pesantemente dal passaggio dell' Autostrada Pedemontana Lombarda che ne sbancherà  due ettari con circa 3000 alberi tagliati - va data continuità al suo ruolo di testimonianza con il "Ponte della Memoria" e con la lungimirante e faticosa progettazione ambientale per la restituzione  alla Collettività di un Bene Comune per il quale i gruppi e le associazioni ambientaliste locali cercano tuttora di proporre attività in linea con la Storia del luogo.
Una pratica che non può finire dispersa o annacquata.
Il messaggio e l'esempio di costruzione di naturalità insieme alla lavorio costante per mantenere viva la consapevolezza del danno e della necessità  della rigenerazione operata nel contesto sevesino e medese dalle realtà ambientaliste locali può essere modello in questa Brianza massacrata dal cemento e dall'asfalto.

giovedì 2 maggio 2024

I COSTI DEL SUOLO PERDUTO: IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP MONZA BRIANZA SCRIVE AI 55 SINDACI DELLA PROVINCIA, MEDA COMPRESA

A sostegno della campagna nazionale del Forum Salviamo il Paesaggio, il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di Monza e Brianza ha scritto a tutti i 55 Sindaci dei Comuni della provincia ricordando gli impietosi dati sul consumo di suolo, in continuo aumento da anni nonostante i presunti intenti di riduzione, e i costi pubblici generati da questo consumo, completamente ignorati.
Basandosi sui dati ufficiali registrati dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) tra il 2006 e il 2022, le lettere riportano, nello specifico di ogni comune, quanto suolo è stato consumato nel 2022 e l'andamento del consumo dal 2006 al 2022 oltre ad un valore economico generato in questi 16 anni dalla perdita di servizi ecosistemici (stoccaggio e sequestro di carbonio, produzione agricola e di legname, impollinazione, regolazione del microclima e assorbimento acque meteoriche, protezione dall'erosione, ecc.) e le previsioni di perdita dal 2024 e per ogni anno a venire.

L'intento è quello di far riflettere gli amministratori, sia nei comuni che andranno al voto a giugno che negli altri, per cambiare strategia: non basta ridurre le previsioni urbanistiche, sovradimensionate in passato, per fermare l'avanzata di cemento e asfalto. Le ingenti perdite dovute all'aumento dell'impermeabilizzazione del suolo non sono solo un debito ecosistemico e ambientale ma anche economico-finanziario. Un "bilancio" che è drammaticamente negativo.
Ancora prima in Italia per percentuale di suolo consumato nel 2022 (40,72%), nella provincia di Monza e Brianza, secondo il rapporto ISPRA 2023, sono stati consumati nel 2022 (ultimo anno rilevato) 16.521,91 ettari.

I comuni che dal 2021 al 2022 hanno registrato un maggior incremento netto di consumo, ovvero di aumento della copertura artificiale del suolo al netto delle rinaturalizzazioni, sono Carate Brianza e Bovisio-Masciago con un valore oltre i 3 ettari, quindi superiori a 30.000 mq, rispettivamente 3,7 e 3,63 ettari. Desio, Monza, Lentate sul Seveso, Caponago e Arcore superano i 2 ettari di aumento.  
Solo Veduggio con Colzano, Renate e Mezzago non hanno aumentato il consumo.

In termini di percentuale di superficie artificiale complessiva, Lissone e Muggiò restano i comuni con le percentuali più alte di suolo già  consumato (rispettivamente 71,39% e 61,94%) insieme ad altri 14 comuni della provincia che superano la soglia simbolica del 50% di suolo consumato (Nova Milanese, Varedo, Verano Brianza, Villasanta, Cesano Maderno, Brugherio, Bovisio-Masciago, Seregno, Giussano, Meda, Biassono, Sovico, Vedano al Lambro e Desio)

I dati ufficiali di ISPRA, che, lo ricordiamo, è un Ente dello Stato che svolge istituzionalmente attività  di consulenza e supporto tecnico-scientifico per il ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, sono disponibili a questo link: https://www.snpambiente.it/wp-content/uploads/2023/10/consumo_suolo_estratto_dati_2023_anni_2006-2022.xlsx

Un apposito Gruppo di Lavoro del Forum Salviamo il Paesaggio ha ripreso i dati dando loro una forma e un valore economico-finanziario.
I risultati sono disponibili a questo link: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/wp-content/uploads/2024/02/ForumCostiServiziEcosistemiciXRegioniComuni.zip

Il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di MB

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I DATI E LA MAIL INVIATA ALL'AMMINISTRAZIONE DI MEDA:
Il conteggio del Consumo di Suolo a Meda nel 2022 e le connesse perdite ecosistemiche sono quantificate nella lettera inviata al sindaco Santambrogio, agli assessori e ai Consiglieri Comunali.
A Meda, il consumo di suolo nel 2022 è stato di 0,98 ettari e la quantità di suolo libero consumata dal 2006 al 2022 è stata pari a 14,17 ettari
Secondo un calcolo su scala nazionale del valore della perdita di servizi eco sistemici accumulata nel periodo 2006-2022, la perdita addebitabile ammonta a 27.947.480,00 €
Il bilancio ambientale di Meda dovrebbe quindi registrare, dal 2024 e per ogni anno a seguire, una perdita di servizi eco sistemici pari a 1.246.960,00 €
Per ogni successivo accertamento di consumo di suolo la perdita aumenterà di 88.000,00 Euro/Ettaro/anno (valore medio tra 79.000 e 97.000 Euro/ettaro.
Sotto il testo inviato

La tabella della Provincia di Monza e Brianza:



sabato 11 dicembre 2021

CANTURINA BIS: I CONTENUTI DELLA RELAZIONE URBANISTICA-AMBIENTALE-PAESAGGISTICA MOSTRANO L'IMPATTO PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE

Dopo aver letto, analizzato e commentato lo studio del traffico propedeutico al progetto della Canturina bis, abbiamo deciso di mettere a disposizione le informazioni relative al documento "Relazione Urbanistica Ambientale Paesaggistica delle alternative progettuali". Un elaborato corposo di cui ci soffermeremo sui paragrafi più importanti e significativi. Il progetto di Canturina bis ricade nell'ambito territoriale di quattro Comuni:Cantù, Carimate,Figino Serenza e Mariano Comense.
In qualità di intervento definito di "interesse pubblico" e sovracomunale, non verrà con ogni probabilità, considerato ai fini dell'applicazione della della soglia regionale di riduzione del consumo di suolo secondo la LR 31/2014. 
 
Interferenza con la Rete Ecologica Provinciale (REP).
La funzione primaria della REP è quella di consentire il flusso riproduttivo tra le popolazioni di organismi viventi che abitano un territorio, ostacolando in tal modo i processi di estinzione locale, l’impoverimento degli ecosistemi e la riduzione dei livelli di biodiversità.
Il tracciato della Canturina bis, interferisce con la Rete Ecologica Provinciale in particolare e per la maggior parte con le zone tampone di primo livello (BZP) e le aree sorgenti di biodiversità di secondo livello (CAS). Il tratto di raccordo tra il progetto di Canturina e viale Lombardia, al confine tra Mariano Comense e Cantù, interessa un area di corridoio ecologico di primo livello (ECP).

La Canturina bis e le Aree Agricole Strategiche classificate nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP)

I tracciati di progetto della “Canturina bis” interessano particelle “agricole” cosi come definite dal Sistema Informativo Agricoltura Regione Lombardia (SIARL). Tra queste, il documento evidenzia il passaggio nella zona dei vivai tra Cantù e Mariano Comense o quelle di confine tra aree agricole e altri usi del suolo come la zona tra la frazione Mirabello e Figino Serenza, le zone di via Cattabrega / via Belvedere e Via Segantini a Mariano, che "necessiteranno di specifiche attenzioni progettuali e d’interventi di mitigazione".

Interferenze con superfici boscate catalogate secondo il Piano di Indirizzo Forestale (PIF)

L'ipotesi progettuale della Canturina bis, pur tenendosi al limite delle superfici boscate, andrebbe ad occuparne alcune classificate tali dal Piano di Indirizzo Forestale (PIF). L'attraversamento avverrebbe a mezzo galleria (prevalentemente artificiale) o con passaggio "a raso". L’ambito boscato di maggiore estensione nell’area di progetto è il bosco che afferisce al Laghetto Moscatelli; qui il tracciato del progetto di Canturina bis è con la tipologia a raso e al suo limitare. Le aree boscate interessate sono tipicamente Robinieti, Pinete e Querceti. I tre tracciati ipotizzati (PGT Adattato, Gronda No Parco, Gronda) nella parte alta dell'arteria stradale precedono un tratto in galleria artificiale che necessiterà quindi comunque di scavo e che altererà la naturalità.

Interferenza con i Vincoli Ambientali e Paesaggistici e con il Parco Regionale Groane (e Brughiera)

I vincoli paesaggistici presenti sul territorio intercettati dal progetto riguardano gli ambiti dei torrenti e prevedono la preventiva acquisizione del parere/autorizzazione paesaggistica da parte dell’autorità competente per la realizzazione dell’opera. Per quanto concerne le aree del Parco delle Groane nella porzione della Brughiera interessate dal progetto della Canturina bis e dalla sua prosecuzione con la tangenziale ovest di Mariano, esse sono considerate "di frangia" cioè comprese tra superfici nel Parco e gli ambiti urbanizzati o liberi esterni ad esso. Sono aree comunque con valori ambientali definiti nei capitoli del PIF (boschi), SIARL (aree agricole) e aree ripariali di alcuni torrenti (Serenza, Terrò). I tracciati interferiscono anche con alcuni tratti di sentieri/strade agricole.

Fattibilità geologica

Le mappe del corridoio territoriale di passaggio della Canturina bis mostrano la presenza anche di aree con classi di fattibilità geologica 3 e 4 cioè rispettivamente con consistenti e con gravi limitazioni. Le classi 4 con gravi limitazioni interessano in particolar modo gli ambiti dei corsi fluviali del reticolo idrico, seppur con dimensione areale limitata e circoscritta alle sponde dell’alveo.
Le nostre considerazioni.
Le interferenze e le criticità analizzate ora e lo studio del traffico che abbiamo illustrato precedentemente, mostrano che gli impatti ambientali causati dal tracciato sono numerosi e ancora una volta, come per altre strade proposte, insostenibili. La Canturina bis interesserà aree agricole e boscate, torrenti e habitat protetti all’interno del Parco Regionale delle Groane- Brughiera.
Come sempre, l'approcio alla soddisfazione delle sole esigenze del trasporto su gomma con nuova viabilità ha costi elevati. Per la Canturina bis, comprensiva della tangenziale ovest di Mariano Comense, sono stimati 240 milioni di euro nel caso dell'opzione "PGT Adattata" , 196 milioni con l'opzione "Gronda" e 174 milioni per la "Gronda no Parco".
Sarebbe comunque una soluzione di "diluizione" dei volumi di traffico, che reggerebbe per un breve periodo temporale.
Sono altre le strade da perseguire. Occorre togliere il traffico dalle strade e non diluirlo. Per fare questo si devono favorire le alternative all’auto. Perché si parla di mobilità sostenibile e poi non si fa nulla di concreto quando se ne ha l’opportunità? Perché non si pianifica di investire risorse sostanziose per potenziare il trasporto pubblico? Migliorare le coincidenze e sistemare le stazioni fatiscenti? I treni e gli autobus dovrebbero essere la scelta più efficiente ed economica per gli spostamenti quotidiani. Costruire nuove strade favorirà solo l’immissione di nuovi veicoli, in un circolo vizioso senza via d’ uscita.
Per questo abbiamo aderito al Coordinamento per la mobilità sostenibile - No Canturina bis formato da 26 gruppi ed associazioni e partecipiamo alle azioni e alle iniziative di contrasto all'ennesima strada che danneggia l'ambiente.

domenica 21 novembre 2021

CANTURINA BIS: ANALISI E VALUTAZIONI SULLO STUDIO DEL TRAFFICO

Come nel nostro stile, quando ci occupiamo di una criticità ambientale sul territorio, cerchiamo di approfondire e di divulgare, commentandole, le documentazioni ufficiali, affinchè la consapevolezza, la conoscenza e la capacità di lettura si diffonda. Giusto condividere i contenuti documentali prodotti da e per gli organismi istituzionali, sforzandosi di farli comprendere anche per mostrarne i limiti, le criticità o le evidenze.

Questa volta scriviamo dello studio del traffico dell'ottobre 2021, propedeutico alla realizzazione della Canturina bis, che è stato commissionato da Regione Lombardia, Provincia di Como e dai Comuni di Cantù, Carimate, Figino Serenza e Mariano Comense.

LO STATO DI FATTO
Lo studio fotografa la situazione attuale all’interno dell’area presa in esame dove l’arteria più carica risulta la statale SS36 Valassina/strada del Lago di Como e dello Spluga con transiti di 80 mila veicoli bidirezionali al giorno, seguita dall'autostrada A9 e dalla statale dei Giovi (SS35).
La Strada Novedratese, importante arteria con andamento trasversale e di collegamento ha percorrenze di 30-35mila veicoli giornalieri.
La strada provinciale SP342 Varesina ha un transito di circa 20-40mila veicoli a seconda del tratto, più carica in prossimità della città di Como. Nell’ambito Canturino sulla SP36 Canturina e sulla via per Cascina Amata ci si avvicina ai 20mila veicoli bidirezionali. A nord di Cantù sulla SP36 diretta a Como si hanno circa 12 mila veicoli equivalenti al giorno. La SP34 per Asnago registra un flusso bidirezionale di circa 15 mila veicoli, mentre la SP27 per Cucciago e la SP38 per Alzate registrano volumi di traffico di poco inferiori ai 10 mila veicoli bidirezionali giornalieri.
All’interno dell’area di intervento, il volume di traffico complessivo ammonta a circa 1,6 milioni di veic.eq.km/giorno, con velocità medie leggermente superiori ai 40 km/h.
 
 

LO STATO DI FATTO DELLA FLUIDITÀ VEICOLARE ATTUALE
Le strade dell'ambito preso in esame sono state classificate partendo da quelle dove è stato rilevato un traffico scorrevole (categoria A) fino alle situazioni progressivamente più congestionate (categorie B, C, D) e a contesti di grave saturazione (E) o a casi limite di (quasi) paralisi (F, in cui il flusso supera la capacità della strada). Dai flussogrammi sotto, si evidenzia un complessivo buon livello di servizio su tutta la rete dell’ambito di studio, che per circa l’80% assume valori di rapporto flusso / capacità inferiore allo 0,75. Esistono fenomeni molto localizzati di criticità sulla SP32 Novedratese, sulla SP35 nel tratto di Cermenate e a nord sulla via Briantea e sulla viabilità di accesso a Como da sud.
Nel dettaglio dell’ambito Canturino i tratti a sud di Cantù della SP36 Canturina e della via per Cascina Amata raggiungono livelli di servizio pari a C/D e solo localmente nella viabilità urbana di Cantù si verificano fenomeni puntuali di congestione con livelli di servizio che per brevi tratti raggiungono rapporti flusso / capacità prossimi o superiori a 1.


GLI SCENARI DI RIFERIMENTO SIMULATI
Lo studio ha analizzato alcuni scenari di riferimento considerando per la domanda di trasporto due circostanze di crescita tendenziale media annua rispettivamente con volume di traffico del +1% (scenario alto, A) e del +0,5% (scenario basso, B).

Nello "Scenario di riferimento" vengono considerati gli interventi di infrastrutture stradali previsti e/o IPOTIZZATI nell’area di studio e più in generale quelli di interesse regionale costituiti da:

  • Autostrada A8 realizzazione quinta corsia tratto Arese- Lainate;
  • completamento del tratto autostradale Rho-Monza del sistema delle tangenziali di Milano;
  • Autostrada pedemontana tratti B1, B2 e C ed opere di collegamento con la rete esistente (infrastruttura pesantemente impattante per il territorio e l'ambiente ndr)
  • completamento della tangenziale di Como secondo il tracciato previsto da Grandate ad Albese, con itinerario a nord del lago di Montorfano (Progetto decisamente nefasto per l'Ambiente ndr)
LA PEDEMONTANA PEGGIORA LA VIABILITÀ LOCALE
Non può sfuggire che nel paragrafo appare l'apporto negativo che avrebbe il completamento dell'Autostrada Pedemontana Lombarda (in particolare la Tratta B2) il cui effetto sarebbe avverso per la viabilità locale poichè con l’eliminazione di alcuni svincoli e l’istituzione del pedaggio tra Cermenate e Cesano- Maderno (fine tratta B2), si verificherebbe "un effetto di espulsione del traffico verso la rete ordinaria piuttosto consistente". Con l'analisi della viabilità estesa in parte dei comuni in provincia di Monza e della Brianza la realizzazione della tratta B2 dell’Autostrada Pedemontana comporterà un peggioramento significativo delle condizioni generali di deflusso sulla rete stradale con la velocità di percorrenza che diminuirebbe di oltre il 6,3% rispetto allo scenario attuale, a fronte di uno scenario di riferimento dove, senza la realizzazione della tratta B2 la variazione della velocità subirebbe una riduzione di circa il 4,8% medio sulla rete. 
 
SCENARIO DI PROGETTO
Nello scenario di progetto è stato analizzato l'apporto che avrebbe la Canturina bis nella soluzione "PGT adattata" e in quella "Gronda" ma non quello nella configurazione "Gronda No Parco". Secondo le verifiche modellistiche dello studio del traffico, la realizzazione del nuovo collegamento "Canturina bis” dall’abitato di Cantù con collegamento alla SP32 di Novedrate, porterebbe benefici dal punto di vista del traffico sia per quanto riguarda l’ambito di studio provinciale, sia per l’ambito del canturino.

Gli indicatori funzionali evidenziano impatti piuttosto simili per le due varianti di tracciato considerate (PGT Adattata e Gronda). Gli scenari con crescita della domanda pari al 1% annuo, sono da considerarsi quasi analoghi a quelli dove è considerata la crescita dello 0,5% annuo.
Nell’ambito provinciale considerando l’indicatore dei tempi di percorrenza si registra una complessiva riduzione del 0,7% circa in entrambi gli scenari di progetto (circa 2.000 veicoli-ora/giorno), che si traduce in un risparmio dei tempi di spostamento.
Aumenta leggermente la velocità media sulla rete, parametro che indica, in maniera generalizzata, il grado di libero deflusso sulla rete. Si tratta di un incremento medio del 1% sulla rete dell’ambito di studio provinciale, più marcato e pari al 5% sul Canturino.

RISULTATI CONCLUSIVI DEFINITI NELLO STUDIO DEL TRAFFICO
Tenendo meramente in considerazione una risposta che contempla come unica soluzione l'incremento di strade per cercare di risolvere i problemi di viabilità sull'esistente sistema viario, i risultati non possono che mostrare un TEMPORANEO miglioramento sulla fluidificazione delle percorrenze con:
  • risparmi di tempo prossimi ai 2.000 veicoli equivalenti-ora/giorno a livello di rete provinciale 
  • un aumento delle velocità medie di deflusso nell'area canturina che passa da 42,5 a 44,6/44,7 km/h 
  • una riduzione generalizzata dei carichi veicolari sulla rete urbana di Cantù, ad eccezione delle due direttrici trasversali di adduzione, costituite da via Grandi/corso Europa e da via San Giuseppe/via Genova all’altezza di Vighizzolo; una riduzione dei carichi veicolari lungo l’asse di collegamento Cantù (via Lombardia)-Mariano Comense (via Como), ponendosi in continuità con la prevista tangenziale di quest’ultimo centro 
  • un impatto sostenibile e decrescente sui volumi di traffico interni ai centri abitati di Figino Serenza, Novedrate e Carimate, che risultano di norma decrescenti.
LE NOSTRE CONSIDERAZIONI
Una valutazione rispetto ai contenuti dello studio del traffico esaminato, in un rapporto costi/benefici sulla
Canturina bis, ci porta a fare alcune considerazioni. Nel Canturino, come altrove, c'è una effettiva e impellente necessità di togliere volumi di traffico veicolare privato dalle arterie stradali.
Ad una necessità di riduzione si risponde però sempre con un modello consolidato e fallimentare, quello della realizzazione di una strada supplementare che non riduce ma diluisce solo temporaneamente il traffico.
Restando in argomento trasportistico, dopo una fase iniziale di primo utilizzo, anche il parziale ed effimero beneficio complessivo che per la Canturina bis consiste in un incremento valutato delle velocità medie di deflusso nel comparto da 42,5 a 44,6/44,7 km/h e di riduzione di alcuni tempi di percorrenza con fluidificazione del traffico, rischierà, come su altre nuove arterie di essere presto annullato. Sempre si è verificato che questi "benefici" hanno breve durata poichè immancabilmente le nuove strade richiamano ben presto altro ulteriore traffico e, trascorso qualche tempo le situazioni di congestione o di saturazione si ripropongono nuovamente.
Va considerato inoltre il costo eccessivo per realizzare i nuovi nastri d'asfalto (per la Canturina bis 195 Mln di euro, anche se risultano solo previsioni di stanziamento da parte di Regione Lombardia pari a soli 95 Mln di euro + 2,7 Mln da parte della Provincia di Como). Capitali pubblici investiti che rischiano d'essere investiti malamente per soluzioni che non reggono nel tempo.
E’ la totale incapacità di immaginare una differente mobilità.
E' dunque tempo di smettere di affidarsi a nuovi nastri d'asfalto, serve una valutazione complessiva dei flussi di traffico, degli elementi attrattivi sul territorio, della distribuzione delle infrastrutture sociali e della presenza delle alternative date dai mezzi pubblici, dalle linee ferroviarie e dalla mobilità dolce.
Oggi le amministrazioni di Cantù e Mariano - con la supervisione della Provincia di Como e con i finanziamenti della Regione - hanno la possibilità di costruire un piano dei trasporti che sia davvero sostenibile e che contempli il potenziamento dell'offerta del trasporto pubblico per alleggerire il carico veicolare dalle strade, l'efficientamento dell'integrazione ferro-gomma nei pressi delle stazioni, il miglioramento del servizio ferroviario sulla Como-Lecco con orari coerenti e compatibili, con l’obiettivo di rendere questa tipologia di trasporto nuovamente competitiva.
Serve più attenzione anche nelle politiche di governo del territorio che vanno riviste. Non si può continuare a collocare strutture commerciali, della distribuzione e della logistica senza nemmeno porsi il problema del traffico supplementare, sia privato sia delle merci, che esse ingenerano. La pianificazione urbanistica deve considerare questo impatto ponendo dei limiti decisi a questa tipologia d’insediamenti.

E' poi centrale il giudizio rispetto all'impatto che una nuova infrastruttura ha sull'ambiente, la naturalità e il territorio, aspetto che affronteremo in un prossimo post informativo. Anche nel Canturino e nel Marianese alle situazioni di criticità viabilistica si devono dunque applicare soluzioni molteplici.

sabato 13 novembre 2021

NOTIZIE SULLA CANTURINA BIS: L'ENNESIMA STRADA PER CONSUMARE ALTRO TERRITORIO LIBERO

 

Della strada "Canturina bis", ipotesi di asse stradale esterno al centro abitato di Cantù che si dirige verso la Novedratese e il Marianese, ce ne eravamo occupati in :SULLE STRADE NEL PARCO CANTURINA BIS E TANGENZIALE OVEST A MARIANO MOLTO DEBOLE E POSSIBILISTA IL PRONUNCIAMENTO DELL'ENTE PARCO GROANE e su LA STRADA CANTURINA BIS E LA POSIZIONE DEI GRUPPI AMBIENTALISTI DEL TERRITORIO .
Recentemente la Provincia di Como, con il Verbale di Deliberazione n° 131 del 11/10/2021, ha formalizzato la sua scelta sulla collocazione del tracciato, esaminando e approvando un Documento di Fattibilità che comprendeva tre possibili soluzioni che si differenziano per la parte iniziale del tracciato compreso tra l'innesto sulla comunale Via Giovanni da Cermenate e Via Genova, entrambe ricadenti in comune di Cantù mentre la parte centrale compresa tra Via Piemonte e Via Lombardia (sempre a Cantù), ricalca pressoché esattamente il percorso previsto dagli strumenti urbanistici di Cantù e Figino Serenza, correndo totalmente all'interno della fascia destinata all'infrastruttura con la previsione di uno svincolo intermedio con Via Don Meroni in comune di Figino Serenza.

Per il tracciato iniziale erano disponibili le seguenti opzioni:

-   SOLUZIONE A, denominata "PGT Adattata"

con tracciato posizionato più a Nord, quasi totalmente in galleria naturale, senza intersezioni intermedie.

-   SOLUZIONE B, denominata "Gronda"

con tracciato più a Sud, perlopiù in galleria naturale o artificiale, con brevi tratti a cielo aperto che prevede la realizzazione di uno svincolo intermedio con la viabilità esistente in località Montesolaro del comune di Carimate.

-   SOLUZIONE C, denominata "Gronda no Parco"

Ipotesi intermedia, parte in galleria naturale e parte a cielo aperto, che prevede due svincoli intermedi (a Montesolaro e con Via Como di Figino Serenza) ed un tratto centrale in riqualifica della viabilità esistente (via Borgognone di Cantù).

La Provincia di Como ha optato per la soluzione B denominata "Gronda".

 
Le sue caratteristiche sono riassunte insieme a quelle delle altre ipotesi valutate nella tabella sotto.

La soluzione B denominata "Gronda", come le altre analizzate, ha costi stimati molto superiori rispetto a quelli previsti da Regione Lombardia per la realizzazione dell'opera. Nella DGR 3749 del 30/10/2020 “Programma degli interventi per la ripresa economica" - allegato 3. sono programmati €. 97.600.000 di cui 2.600.000 a carico della Provincia di Como ed €. 95.000.000 a carico della Regione Lombardia. L'assegnazione di questi finanziamenti risulta però demandata a successivi provvedimenti, ancora non formalizzati. Nei fatti le risorse economiche non sono ancora disponibili.
Dalle stime effettuate, il costo totale dell'intera Canturina bis, con l'opzione "Gronda", sarebbe di 195,5 milioni di euro, cifra doppia rispetto a quella teoricamente predisposta da Regione Lombardia.

In data 4-11-2021, l'ente comasco ha poi adottato una deliberazione "integrativa" della precedente dove si esplicita l'invio del documento di fattibilità delle alternative progettuali al Parco delle Groane e ai Sindaci dei Comuni interessati alla realizzazione dell’opera, affinchè si esprimano anch'essi sui tracciati alternativi della parte alta dell'infrastruttura. Dopo le consultazioni e l'acquisizione delle determinazioni, la Provincia procederà, attraverso apposito provvedimento, all’indizione della gara di affidamento del servizio di progettazione di fattibilità tecnica ed economica e i collegati approfondimenti geotecnici, urbanistici, ambientali, archeologici, economici. Quello con il Parco e con i Sindaci è un passaggio che con ogni probabilità doveva essere fatto preliminarmente alla decisione già deliberata e ora con "l'integrazione", il Presidente Bongiasca cerca di recuperare lo scivolone.

La Canturina bis, ha un impatto sull'ambiente ed in particolare sulle aree della Brughiera che sono entrate a far parte del Parco Regionale delle Groane.
Come si evince dalle cartografie pubblicate, l'ipotesi progettuale di tracciato entra negli ambiti tutelati del Parco Regionale in più punti. Nella sezione alta, la "Gronda" lo percorre con tratti in galleria naturale e in galleria artificiale. Non v'è in apparenza un effetto di rottura di continuità tra le superfici a Parco, ma gli scavi per galleria artificiale sbancherebbero e stravolgerebbero questa porzione di territorio, salvo poi tentarne un parziale ripristino con la copertura artificiale.
Decisamente peggio per quel che riguarda il settore basso del tracciato, quello definito "comune", dove per la maggior parte (fatto salvo due brevi porzioni) la strada corre in trincea o a raso, con la presenza di alcune rotonde.
Anche qui aree libere e verdi della Brughiera nel Parco Regionale verrebbero pesantemente compromesse.
Sulla Canturina bis si dovrebbe poi innestare, dopo la Novedratese, la tangenziale ovest di Mariano Comense per la quale l'amministrazione del Comune ha predisposto uno specifico studio di fattibilità delle alternative progettuali che anche in questo caso attraverseranno luoghi di pregio dentro il perimetro del Parco.
Il costo ambientale di questa infrastruttura è di gran lunga superiore ai suoi benefici.

Per informare in modo completo affinchè tutti abbiano la consapevolezza e la conoscenza dei danni che questa strada arrecherà, cercheremo di analizzare prossimamente i dettagli delle criticità e dello studio del traffico correlato.

La Canturina bis con le tre opzioni di tracciato nella parte "alta", cui segue la sezione comune e l'ipotesi della tangenziale ovest di Mariano Comense.  Evidenti i passaggi nelle aree verdi della Brughiera incluse nel Parco Regionale Groane. Cliccare sopra per ingrandire

sabato 9 ottobre 2021

IN COSA CONSISTERÀ LA VARIANTE AL PGT DI MEDA ANNUNCIATA MA NON CHIARITA DALL' AMMINISTRAZIONE DI MEDA ?

 

E' apparso con data 11-10-2021 sul sito del Comune di Meda l'avviso pubblico di avvio del procedimento della valutazione ambientale strategica (VAS) in merito alla variante agli atti costituenti il Piano di Governo del Territorio (P.G.T.).
Di questa procedura ce ne eravamo accorti e occupati nel recente passato visto che il 14-7-2020 con determinazione n°58 dell'area Infrastrutture e Gestione del Territorio era stato affidato l'incarico  ad un raggruppamento temporaneo di professionisti facenti capo all'arch. Marco Engel e il dott. P.T Massimo Bianchi che dovevano elaborare sia una variante parziale al PGT sia un nuovo regolamento edilizio.
Dopo l'incarico, la Giunta, con la Delibera 74 del 17-6-2020, ha dato formale avvio alla variante.
Engel è lo stesso professionista che ha firmato la variante al PGT  nel 2016, ai tempi dell'amministrazione Caimi. Sinistra e Ambiente, allora presente in Consiglio Comunale, aveva presentato una serie di osservazioni, purtroppo tutte respinte.

Per cercare di comprendere, il 7 gennaio 2021, gli amici di IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ inoltravano una lettera al Sindaco di Meda, Luca Santambrogio e all'Assessore ai Lavori Pubblici – Programmazione del Territorio, Andrea Bonacina, chiedendo  informazioni sui contenuti di tale Variante al PGT non ricevendo tuttavia alcun riscontro in merito, nemmeno dopo un'ulteriore sollecitazione.
Eppure la richiesta di delucidazioni del gruppo IMPULSI era chiara (vedi sotto) e sicuramente degna di una risposta.

All'oggi, ci ritroviamo con l'avviso di avvio di procedimento di VAS e con un incontro che dovrà essere fissato per trattare i contenuti della stessa.  Nonostante  l'abbondante periodo temporale trascorso, non vi sono state però dichiarazioni da parte degli amministratori utili a far comprendere le indicazioni e gli indirizzi politici che saranno alla base della variante e su quali precisi  capitoli del PGT vigente andrà ad operare.

Decisamente la trasparenza e la volontà di informare adeguatamente non è nelle corde di questa amministrazione.

Cercheremo di seguire questo iter nei prossimi passaggi.



mercoledì 1 settembre 2021

SULLE STRADE NEL PARCO CANTURINA BIS E TANGENZIALE OVEST A MARIANO MOLTO DEBOLE E POSSIBILISTA IL PRONUNCIAMENTO DELL'ENTE PARCO GROANE


Torniamo a scrivere di "strade nel Parco" ed esattamente della Canturina bis e della tangenzialina di Mariano Comense di cui avevamo già trattato su: LA STRADA CANTURINA BIS E LA POSIZIONE DEI GRUPPI AMBIENTALISTI DEL TERRITORIO e su: MARIANO COMENSE: INSIEME, SERVE FERMARE L'ASFALTO NEL PARCO REGIONALE GROANE-BRUGHIERA.

Sul sito dell'Ente Parco Groane, sono stati pubblicati i documenti relativi alla proposta di Variante Generale al Piano Territoriale del Parco finalizzato alle aree di ampliamento della Brughiera, alla stesura delle norme del parco naturale e all'aggiornamento e adeguamento delle norme tecniche. Sarà possibile inoltrare osservazioni sino al 14-10-021 compreso.
Tra i documenti, nella Relazione Tecnica, sulle pagine riguardanti i Comuni della Brughiera entrati a far parte del Parco Regionale Groane, vengono sommariamente prese in esame entarmbe le ipotesi stradali.
Quello dell'Ente Parco Groane non è tuttavia una dichiarata contrarietà alla realizzazione delle due strade.
Rispetto alla "tangenziale ovest" di Mariano Comense, viene rimarcato la totale mancanza di un inserimento nello strumento di pianificazione (PGT), di un progetto di massima nonchè di dati conoscitivi che giustifichino l'opera.
Tuttavia "qualora si intendesse procedere alla sua realizzazione" si "dovrà valutare il passaggio in trincea" unitamente ad un'altra serie di interventi quali il mantenimento di corridoi ambientali per limitare l'interruzione di continuità tra aree e contemplare mitigazioni e compensazioni ambientali.
Viene evidenziato che il progetto definitivo dovrà essere sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale.

 

Sulla "Canturina bis" l'Ente Parco Groane recepisce il tracciato della strada "così come individuato dal PGT e dal Piano Territoriale di coordinamento provinciale (PTCP)".
Anche in questo caso, non c'è una valutazione di contrarietà ma "qualora si dovesse procedere con l'opera", si suggerisce nuovamente "laddove possibile", il passaggio in trincea, garantendo corridoi per evitare la frammentazione delle aree verdi e chiedendo mitigazioni e compensazioni ambientali.

Il parere espresso è dunque molto cauto e blando e contempla comunque la possibilità di avere due arterie dentro il Parco. Il suggerito tracciato in trincea attenuerebbe l'impatto visivo della presenza della strada, riducendo solo l'incidenza dell'impatto acustico. Senza una copertura come galleria artificiale, non sarebbe comunque garantita la continuità delle aree con una frattura delle aree insormontabile per la fauna.
L'impronta in trincea risulta poi più ampia con un maggior consumo di suolo, con scavi in profondità e con la possibilità di alterare il decorso delle acque superficiali

Di certo, nessuna mitigazione o compensazione ambientale potrà preservare il territorio e dare una patente di "green" a strade la cui utilità è dubbia e la cui realizzazione è scelta come "soluzione standard" ai problemi di viabilità, senza mai pensare ed agire per cambiare il sistema di trasporto.
E' ipocrita scrivere e raccontare della necessità di una transizione ecologica e poi proporre, accettare ed avallare soluzioni che consumano suolo, divorano l'ambiente e richiamano traffico ed edificazione aggiuntiva in un circolo distruttivo ininterrotto.


domenica 25 luglio 2021

BOSCO DELLE QUERCE: RACCOGLIERE LE MACERIE PER RIPARTIRE


Con la nomina del nuovo Commissario prefettizio a Seveso si chiude l'era Allievi.
E' necessario adesso ripartire raccogliendo le macerie generate dalle pessime scelte dell'ormai ex sindaco. Scelte che hanno inciso negativamente anche sulla conduzione del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.
Dopo più di 15 anni di buona gestione locale del Parco e delle vasche che contengono materiale contaminato da TCDD (compreso il deposito di Cesano Maderno) attraverso l'ufficio ecologia e ambiente del Comune di Seveso, il primo risultato ottenuto dall’uscente amministrazione è stato il ritorno della cura e della manutenzione delle vasche di Seveso, Meda e del deposito di Cesano Maderno a Regione Lombardia, tramite l'Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste (ERSAF). Questo passo indietro allontana nuovamente il controllo e la gestione esercitata dalla struttura locale.

Allievi e i suoi sodali possono quindi gioire. Hanno raggiunto l'obiettivo che si prefiggevano. Delegare ad altri una responsabilità che le precedenti amministrazioni avevano valutato opportuno riportare e mantenere a Seveso, gestendo il Bosco e le sue vasche tramite la competente struttura comunale.
Le dimissioni hanno, per ora, scongiurato un altro obiettivo dell’ex Sindaco di Seveso: quello di trasferire la gestione del Bosco delle Querce, compresi i finanziamenti regionali, al Parco delle Groane.
Per fortuna la Legge Regionale n. 16/2007, che affida la gestione stessa del Parco al Comune di Seveso in convenzione con il Comune di Meda, non è stata ancora modificata.

E da qui è necessario ripartire.

In questo momento, la gestione del Bosco è tornata a Regione Lombardia che ha incaricato ERSAF della gestione delle vasche. Riteniamo che questa soluzione debba essere transitoria. Che fare?
La cosa più semplice sembrerebbe ritornare a una organizzazione voluta dalle precedenti amministrazioni. Era un modello che funzionava, è stata una scelta opportuna distruggerlo? E’ stata una buona scelta lasciare vacante la direzione del Bosco delle Querce, chiudere il Centro visite di via Ada Negri, azzerare quasi definitivamente l’educazione ambientale che ha forgiato più di una generazione a Seveso e Meda?

Tutto questo non c’è più. Come ricostruire ora su queste macerie?

Le associazioni e i gruppi che hanno organizzato il 10 luglio al Bosco delle Querce hanno cominciato a discutere e ragionare su questo tema. Il terzo settore, nelle sue molteplici espressioni, continua a esserci dove l’istituzione ha tentennato. Ma il terzo settore non basta in questa che è, anche e soprattutto, una partita delle istituzioni alle quali chiediamo di collaborare e promuovere un concreto processo di valorizzazione del Parco e della sua Storia coinvolgendo i gruppi e le associazioni del territorio interessate e che vedono il Bosco delle Querce come opportunità. Di crescita. Civile. Ambientale. Sociale.

Qui è chiamato in causa il Comune di Seveso ma anche il Comune di Meda non deve più defilarsi.
Il Comune di Meda in tutti questi anni, e soprattutto nell'ultimo periodo, è stato un silente attore passivo. Perché - a Meda in troppi fanno finta di dimenticarsene - il Parco naturale Regionale si chiama “Bosco delle Querce di Seveso e Meda”. E l'Icmesa era, appunto, a Meda

I due comuni, insieme, sono chiamati a fare propria e rilanciare a Regione Lombardia la proposta di Ampliamento del Bosco delle Querce, includendo le aree di via della Roggia e quelle di via Redipuglia, così come proposto in una petizione ancora aperta da alcuni gruppi locali e così come deciso con l’unanimità dei voti in una mozione in Consiglio Comunale. La specificità del Bosco delle Querce, con la sua Storia, e con il mantenimento del simbolo che rappresenta, può essere anche il punto di partenza per pensare a un Parco Regionale che incorpori ciò che resta – purtroppo – delle aree verdi in un lembo di Brianza che è stato massacrato dal cemento e dall’urbanizzazione caotica. Anche questo è un percorso che può partire da un rinato Bosco delle Querce, fulcro di possibili ampliamenti e accorpamenti e la cui proposta deve nascere e crescere sul territorio, senza processi verticistici e con risorse aggiuntive da sommare a quelle che Regione Lombardia stanzia per il Bosco delle Querce. 
Di tutto questo pensiamo possano e debbano tenere conto tutti e tutte coloro che ambiscono a governare in futuro la citta di Seveso a partire dal prossimo appuntamento elettorale.

Seveso/Meda 22-7-021

Legambiente Seveso, Seveso Futura

 Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà Meda

sabato 21 novembre 2020

DARE NOMI AI LUOGHI, CONSERVARE LA MEMORIA


A Meda, in piena emergenza per il Covid 19, è stato attivato presso il centro sportivo di via Icmesa un punto per i tamponi veloci attuati restando a bordo del veicolo (drive through).
Il centro, operativo da una settimana, è gestito dai medici dell'Aeronautica Militare ed è rivolto esclusivamente alla popolazione scolastica.
A un nostro lettore assiduo, nonchè amico ambientalista, non è sfuggito IL LUOGO.
Dare i nomi ai luoghi era una consuetudine che ha accompagnato l'umanità occidentale fino alla fine della seconda guerra mondiale, un’abitudine che si sta perdendo ma che varrebbe la pena di far rivivere. I nomi delle vie, infatti, in genere non nominano la memoria del luogo ma sono segni di memoria universale. Non cosi via Icmesa che porta il nome della ditta che fu all’origine del grave danno ambientale che segnò il territorio di Seveso e Meda e degli altri comuni limitrofi nel 1976.
Massimiliano Fratter, storico, già direttore del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce, autore del libro sul disastro Icmesa "Memorie da sotto il bosco" (con Dvd), ha inviato la sua riflessione a Sinistra e Ambiente di Meda e a Legambiente di Seveso, invitando a collegare quello che oggi sembra essere casualmente abbinato.
 
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DARE NOMI AI LUOGHI, CONSERVARE LA MEMORIA

In questi giorni la stampa locale e diversi siti istituzionali hanno diffuso la notizia di un nuovo punto tamponi per il monitoraggio della diffusione della pandemia da coronavirus a Meda. 
E' sicuramente una notizia positiva per potenziare il tracciamento, uno degli elementi più importanti per il contenimento della più grave tragedia dalla fine della seconda guerra mondiale.
Il nuovo punto, riservato agli alunni e alle alunne delle scuole e al personale scolastico, si trova di fronte al Centro sportivo “Città di Meda” in via Icmesa.
E se la storia di una Comunità è fatta anche di simboli, è necessario evidenziare la contraddizione: il luogo che è stato l'origine del primo incidente industriale noto avvenuto in una fabbrica e che ha coinvolto la popolazione circostante diviene un sito per la prevenzione sanitaria.
A quasi 45 anni dal 10 luglio 1976 e dalla fuoriuscita della nube tossica composta da diossina e da altri veleni proprio dall'Icmesa, fabbrica di proprietà della multinazionale elvetica Givaudan a sua volta controllata dalla Hoffman-La Roche.
E' necessario dissipare ogni dubbio: il “Centro sportivo “Città di Meda” è uno spazio sicuro; i resti della fabbrica, il reattore che ha generato l'incidente e tutto il materiale contaminato sono confinati nelle due vasche di Meda e Seveso all'interno del Bosco delle Querce, dopo un immane lavoro di bonifica.
Appare certamente strano, per chi ha vissuto, approfondito e conosciuto la vicenda del luglio del '76 e delle sue conseguenze immaginare che via Icmesa sia oggi frequentata da medici, infermieri e personale sanitario. Per curare.
La Brianza – Meda in particolare – si è sempre contraddistinta per la sua cultura del fare. Del produrre.
Forse, qualche volta, sarebbe utile accompagnare l'agire alla riflessione come, in questo caso, sul valore simbolico della sede scelta e messa a disposizione alll'Azienda Territoriale Sanitaria.
Significherebbe “abitare” i luoghi della Città senza, purtroppo, dimenticarne la genesi.

Massimiliano Fratter

Meda/Seveso 21-11-2020




 

lunedì 16 novembre 2020

AMBITO DI TRASFORMAZIONE AT1 EX-MEDASPAN: CAMBIA LA PROPRIETÀ, CAMBIA IL PIANO ATTUATIVO MA RESTANO TUTTE LE PERPLESSITÀ

La configurazione del nuovo Piano Attuativo sull'area ex-Medaspan - cliccare sopra per ingrandire

In data 13-10-020 s'è tenuto un incontro secretato della Commissione Territorio e Ambiente con argomento l'attuazione del piano sull'ambito di trasformazione AT1 (ex Medaspan) dove è prevista la realizzazione di un centro commerciale.
A distanza di un mese, il 9-11-020, è stata pubblicata sull'albo pretorio la delibera di Giunta di adozione del Piano Attuativo per quell'ambito di trasformazione con allegata documentazione. Come è nostra consuetudine, l'abbiamo analizzata per poi dare informazioni precise e dettagliate.
Dagli elaborati si comprende che alcune cose sono cambiate rispetto al progetto originale della Pabel approvato il 25-01-2016 dall'allora Giunta Caimi.
Innanzi tutto la proprietà è passata dalla Pabel spa, legata ad una catena di distribuzione trovatasi in difficoltà, alla società Officine Mak srl.
La Officine Mak srl, a dispetto del nome è una realtà che si occupa di attività immobiliari con finalità residenziale e commerciale. Questa società risulta incorporata nel gruppo Consonni Company.
Non sarà quindi evidentemente l'utilizzatore finale che si insedierà nell'area.
La nuova proprietà, subentra quindi come proponente del Piano Attuativo, variandolo.

L'AGGIORNAMENTO DEL PIANO ATTUATIVO

C'è una riduzione della capacità edificatoria in progetto che passa da mq. 25.455 di Superficie Lorda a Pavimento (SLP) a mq. 15.410 di SLP, con una suddivisione della componente commerciale.
Mentre il Piano attuativo del 2016 era costituito da un unico edificio con la parte destinata a Centro Commerciale avente una superficie di vendita pari a 9900 mq, l'attuale proposta di aggiornamento delle Officine Mek prevede tre medie strutture di vendita tra loro distinte e separate su tre edifici - piano terra con posteggi, primo piano e secondo piano (massima altezza di circa 15 mt) - più un quarto edificio con la struttura a piano terra.
Le tre strutture principali hanno un dimensionamento massimo di mq. 2.500 di Superficie di Vendita (SV) sia per settore merceologico alimentare sia per quello non alimentare.

E' previsto anche l'insediamento di funzioni complementari, compatibili ed accessorie quali attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, attività paracommerciali, di artigianato di servizi, terziarie, ludico-ricreative e per l’intrattenimento.

La tabella di confronto tra PA del 2016 e attuale PA
 
Scompare completamente dal progetto la struttura alberghiera, il centro del gusto e le attività complementari che l'amministrazione Pd di Caimi considerava caratterizzanti e che consentivano di edulcorare il "core businness" di un centro commerciale con grande struttura di vendita.

La suddivisione per lotti delle strutture

LA VIABILITÀ ACCESSORIA

Nel nuovo Piano Attuativo è compresa anche la viabilità di accesso con tre rotatorie, un sottopasso sulla rampa di accesso alla S.P 35 (superstrada), un ponte su Tarò e la bretella di aggiramento voluta dal 2017 dall'amministrazione comunale che dovrebbe essere realizzata dentro la fascia di rispetto ferroviaria e per la quale servirà, con ogni probabilità (ai sensi del DPR 753 del 11 luglio 1980 art. 58) autorizzazione da F.S.
E' previsto anche un tracciato ciclopedonale, seppur ridisegnato e ridimensionato rispetto al precedente Piano Attuativo.

La viabilità prevista

NECESSITÀ DI UNA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE E PRESCRIZIONI REGIONALI GIUDICATE DAL PROPONENTE COME "SUPERATE"

Officine Mak srl cerca di presentare le tre strutture di vendita come distinte ed autonome con funzionalità e gestioni separate, per evitare l' applicazione della LR 5/2010, che prevede l’assoggettamento a procedura di verifica di VIA (di competenza comunale) per la “costruzione di centri commerciali con superficie di vendita fino a 1.500 mq nei comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti o con superficie di vendita fino a 2.500 mq nei comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti”.
Tutto ciò anche se appare evidente il configurarsi di un complesso commerciale su cui sarebbe invece opportuno l'assoggettamento ad una Valutazione di Impatto Ambientale, visto e considerato il richiamo di traffico aggiuntivo e la sua ubicazione in una zona particolarmente critica di Meda nonchè per le ricadute sulla rete dei negozi di prossimità.
Il proponente oltretutto mantiene e si riserva altresì la facoltà all’allocazione di insediamenti di grande struttura di vendita espletando le procedure previste dall’art. 6 della LR 6/2010.
Riguardo invece alla prescrizione contenute nella DGRL n. X/4668 del 23.12.2015 con l’obbligo di sottoscrizione di un Accordo di Programma per la definizione degli interventi infrastrutturali correlati alla trasformazione dell’area “Ex Medaspan” e al vincolo prescrittivo di chiusura del passaggio a livello (di via Cadorna/Piave) e conseguente necessità di superamento della linea ferroviaria FNM per procedere all'apertura della grande struttura di vendita, il proponente li ritiene entrambi superati nonostante la Segreteria tecnica dell’Accordo di Programma non abbia ancora concluso i propri lavori.
L'interpretazione che dà è che l’aggiornamento del PA non contiene (contrariamente a quanto previsto nel PA del 2016)la previsione di allocazione in sito di una grande struttura di vendita, la cui attivazione era stata subordinata al vincolo prescrittivo della realizzazione di “opere sostitutive di chiusura dell’attuale passaggio a livello (...)”, da declinarsi anche in specifico Accordo di Programma.
Inoltre il proponente sostiene che la realizzazione delle nuove strutture di vendita e la loro apertura possono essere indipendenti da qualsivoglia opera di superamento della linea ferroviaria di FNM.
Al proposito, nella relazione tecnica, viene scritto che "il nuovo assetto dimensionale e distributivo contenuto nell’odierno aggiornamento del PA comporta una significativa riduzione dei flussi di traffico, rendendo, dunque, pienamente compatibile e sostenibile l’attivazione degli interventi in progetto anche in assenza della realizzazione del previsto sottopasso".

LA NOSTRA VALUTAZIONE, LE NOSTRE CONSIDERAZIONI

Rispetto a quanto più volte esplicitato e considerando la posizione presa quando - allora presenti in Consiglio Comunale come gruppo di Sinistra e Ambiente - bocciammo la variante parziale al PGT sull'area ex Medaspan dove la Pabel prevedeva l'insediamento di un centro commerciale con una superficie di grande vendita, annessi servizi e un albergo, le nostre perplessità permangono.
La nuova configurazione, anche se diminuisce la Superficie Lorda di Pavimento (SLP), mantiene la stessa natura e le stesse finalità progettuali.
L'immagine di ingresso nella città sarà comunque costituita da un anonimo centro commerciale, anzi, da un "complesso commerciale" configurato su altrettanto anonimi scatoloni di cemento, il primo dei quali, per la posizione e la funzione, supponiamo destinato alla ristorazione veloce. C'è anche una "piazza artificiale inserita tra questi cubi e annessi ampli e spalmati posteggi a servizio. Non certo un panorama edificante e un buon biglietto da visita per Meda.
Un progetto che di "qualitativo" ha dunque ben poco, che rimarca altre simili realizzazioni sparse per la Brianza. Oltretutto con una superficie a verde, un verde ricostruito e ben poco naturale, che risulta essere ridotta rispetto al precedente Piano Attuativo. Una struttura che recherà oltretutto danno alla rete dei negozi di prossimità della nostra città.
C'è poi l'aspetto viabilistico molto problematico nel comparto in cui questa struttura si trova inserita.
Il traffico aggiuntivo richiamato da questo polo commerciale ne aumenterà la criticità.
Anche la bretellina, chiesta ed ottenuta dall'amministrazione, mostra i suoi limiti, innestandosi su di una via dallo stretto calibro qual'è via Busnelli con un collo di bottiglia determinato delle dimensioni inadeguate del ponte con passaggio semaforizzato sotto le FS in direzione di Seveso. All'altro capo, in prossimità della rotatoria di via Cadorna, questa nuova arteria potrebbe interferire con il percorso ciclopedonale che conduce al quartire Polo (Meda sud).
Questo raccordo risulta poi insistere dentro l'area definita come fascia di rispetto della linea FS per cui saranno con ogni probabilità necessarie le debite autorizzazioni per la sua realizzazione.
Nel comparto, risulta ancora tutta da risolvere il "superamento" della linea FNM Milano-Asso che l'amministrazione intende attuare con la realizzazione del sottopasso in via Cadorna/Piave e con lo spostamento dell'alveo del Tarò.
Tempistiche incerte, che si protarranno negli anni e finanziamenti regionali per ora solo previsti.
Si rischia anche che la realizzazione di questa area commerciale si concretizzi indipendentemente dal superamento della linea ferroviaria e dalla chiusura del passaggio a livello.
Il proponente cerca infatti di dimostrare che ciò che si farà sull'area ex Medaspan avrà un'incidenza minima sul traffico corrispondente e che pertanto si potrà procedere con l'edificazione senza vincoli legati alle criticità viabilistiche esterne al perimetro dell'AT1.
E' un azzardo ma non è chiaro come l'amministrazione intenda muoversi per evitare questo azzardo.
Dai dati ricavati dal Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) e dalla realtà, questa zona del Comune di Meda risulta avere già volumi di traffico veicolare tra i più elevati, in entrambe le direzioni, tra quelli registrati nel nostro territorio, con una significativa presenza di veicoli pesanti.
Non è poi secondario che nè il progetto del sottopasso nè i suoi tempi di realizzazione sono nelle disponibilità dell'amministrazione, perchè totalmente demandati a Regine Lombardia e a FNM, come dimostrato nella risposta all'interrogazione del Polo Civico.
Questa situazione, unita alla solidità finanziaria, con un consistente avanzo di amministrazione accantonato negli anni precedenti (seppur in parte utilizzato per l'emergenza Covid19) non giustifica necessità immediata di incasso di oneri di urbanizzazione e suggerirebbe prudenza e attenta valutazione nelle decisioni da prendere. E' poco comprensibile la fretta mostrata nell'assecondare l'operazione dell'attuale proprietà dell'area ex Medaspan. Operazione che ripropone ancora una volta un modello di sviluppo non più sostenibile, opposto ad una sana pratica per la costruzione di comunità e in contrasto con la vocazione manifatturiera di Meda.
Si punta su un terziario commerciale che si sta sgretolando e che si fa concorrenza imponendo prezzi ingiusti ai produttori e riducendo i diritti e i salari dei lavoratori.
Stante il panorama, servirebbe indubbiamente un approfondimento che potrebbe esserci se  l'amministrazione comunale prescrivesse  una Valutazione di Impatto Ambientale  ai sensi dell'Allegato B, punto 7 lettera b6 della LR 5/2010 proprio in virtù delle tante incognite gravanti su questa realizzazione.

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