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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
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sabato 7 febbraio 2026

APPROVATA A MEDA LA VARIANTE AL PGT: É INSODDISFACENTE E RISCHIA DI MODIFICARE PESANTEMENTE IL TESSUTO URBANO.

Durante il Consiglio comunale del 5 febbraio 2026 è stata approvata con nove voti favorevoli e tre contrari, la Variante al PGT di Meda.
Un passaggio importante che, purtroppo, non ha avuto l'attenzione che meritava da parte dei cittadini medesi, con una assise pressochè priva di pubblico e con i Consiglieri di maggioranza (alcuni assenti), certamente allineati con l'esecutivo, che hanno rinunciato a qualsivoglia loro contributo rimanendo totalmente silenti, senza alcuna volontà di dibattere nel merito delle scelte attuate nella Variante.
Un Consiglio Comunale con pochi interventi, con il Capogruppo e Consigliere d'opposizione, Marcello Proserpio, che ha argomentato sul contenuto delle osservazioni presentate congiuntamente dai gruppi Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico, Medaperta e ha motivato il parere su quelle della maggioranza e dei privati.
L'estensore della Variante arch. Marco Engel ha risposto alle delucidazioni chieste sempre da Proserpio e il sindaco Luca Santambrogio, con delega alla Pianificazione del Territorio ha perorato la bontà di questa variante facendosi carico della lettura delle controdeduzioni alle osservazioni presentate.

Il comunicato dei gruppi Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico, Medaperta 

UNA VARIANTE AL PGT CON ECCESSIVE PREMIALITÀ 
CHE RISCHIA DI SNATURARE IL TESSUTO URBANO CITTADINO
 
Durante il Consiglio Comunale del 5-2-2026 è stata approvata la Variante al PGT di Meda. 
Una Variante che ci lascia perplessi e insoddisfatti per i suoi contenuti e per cui Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico e Medaperta avevano presentato corpose e dettagliate osservazioni con cui s'è cercato di mutare i punti più indigesti di una pianificazione che rischia di andare a modificare pesantemente l'assetto urbano della città senza gover-nare le trasformazioni che sono già in corso, lasciando che siano il mercato e i singoli ad imporre le loro scelte a scapito del benessere comunitario.
 
Con le controdeduzioni alle osservazioni, la maggioranza di Santambrogio ha confermato che punta fortemente sull'uso dello strumento della "Rigenerazione Urbana" con l'applicazione delle massime premialità consentite, nel tentativo di avviare interventi edilizi su comparti ed aree dismesse. 
Le massime premialità non danno però garanzia di un corretto ed equilibrato utilizzo di questo strumento per evitarne un uso distorto con interventi impattanti.
 
La rigenerazione scelta non include gli aspetti sociali, culturali e la necessità di accompagnarla con cessioni per robuste porzioni di verde urbano. 
Il semplice e solo recupero di edifici non sarebbe certo diverso dalla ben conosciuta riqualificazione per operazioni di valorizzazione immobiliare, con la differenza che interventi di demolizione e ricostruzione con nuovi sedime, sagoma e destinazione funzionale sono classificati come "rigenerazione" e non come ristrutturazioni edilizie, contemplando aumenti volumetrici, consentendo la riduzione dei "contributi di edificazione" necessari per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria e servizi pubblici che, in caso di nuova costruzione, sarebbero invece stati richiesti integralmente. 
Pertanto andrebbero limitate e corrisposte alla sola ristrutturazione che, laddove possibile, diversamente salva le case, garantisce un’edilizia più equa mantenendo stabili i prezzi, stimola i mercati locali, sostiene gli studi di architettura e le imprese edili che sono nella stragrande maggioranza piccoli e medi, risparmia CO2, energia e rifiuti preservando ciò che esiste, valorizza i ricordi e la storia della comunità.
 
Nel centro storico è stata confermata la possibilità, ad esclusione di un numero estremamente ridotto di edifici ritenuti di valenza storica, culturale e artistica, della demolizione con ricostruzione fuori sagoma e sedime. 
Perché incoraggiare, soprattutto nel nucleo storico, il disegno di una città stravolta, completamente diversa da quella che si è formata e che i medesi conoscono? 
Certo, una cospicua parte del nucleo centrale e storico medese ha edifici abbandonati da anni che necessitano interventi e riqualificazioni. 
Riteniamo però che sarebbe preferibile dare nuovo valore e nuova vita a ciò che già esiste. Diversamente si rischia di modificare pesantemente l’esistente e il tessuto sociale perché interventi urbanisticamente ed architettonicamente difformi dall'attuale consolidato altereranno la cortina storica e saranno probabilmente più costosi perché nuovi e moderni, e pertanto accessibili alla sola fascia demografica più benestante.
 
Nella Variante al PGT non è stata minimamente considerata l'abbondanza di edifici non occupati che a Meda sono superiori alla media provinciale e che avrebbero dovuto essere richiamati nella Relazione del Documento di Piano e valutati per quantificare la stima dell'effettivo fabbisogno di nuovo residenziale. 
Nonostante si affermi che la curva demografica sia sostanzialmente stabile si prevede comunque, con la completa attuazione del Piano, un incremento della popolazione pari a circa 630 abitanti (2,5% in più rispetto al 2024) pari a circa 270 nuovi alloggi (2,33 è la media componenti famiglia – stima ISTAT 2011-18) senza tenere conto che esistono 2.069 abitazioni non occupate (Censimento Istat al 31/12/2021) su 11.994 complessive (una percentuale pari al 17%) e che dunque il saldo del fabbisogno è con questi numeri negativo. 
Addirittura il dato del “vuoto” aumenterebbe se si adottasse il metodo usato nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale che stima anche le offerte abitative delle previsioni dei PGT precedenti non attuate. 
Le nostre proposte cautelative per dimezzare le volumetrie a residenziale, previste negli ambiti e comparti di rigenerazione e da noi ritenute,coerentemente con la completezza dei dati disponibili, sovrastimate, sono state bocciate. 
Accoglierle e applicarle avrebbe costituito un significativo segnale di inversione di tendenza per la salvaguardia del nostro territorio.
 
Questa Variante al PGT omette politiche adeguate alle necessità abitative dei residenti con redditi medio-bassi. il così detto fabbisogno reale. 
Nella Relazione del Documento di Piano non c’è alcun cenno di politiche per l’edilizia residenziale pubblica e sociale come pure per l’accoglienza transitoria e l’housing sociale. 
Non risponde alla richiesta di sistemazione degli alloggi di edilizia pubblica non disponibili per incuria e degrado né ne prevede l’acquisizione di nuovi, anche attraverso lo strumento di “alloggi in stato di fatto” in cui i nuclei familiari assegnatari si impegnano a fare interventi di manutenzione. 
Non prendendo in considerazione come valore d’inclusione sociale negli ambiti di rigenerazione urbana l’accessibilità economica mediante quote di alloggi con prezzi di vendita e canoni di locazione concordati e/o calmierati, non viene incontro alle esigenze di quelle famiglie che non possono accedere al libero mercato ma non rientrano nei requisiti per accedere alle case dell’edilizia residenziale pubblica. 
L'amministrazione Santambrogio ha respinto la nostra richiesta di contemplare nella Relazione e nella Normativa l'Edilizia Residenziale Sociale prevedendone una quota negli interventi significativi laddove il residenziale supera il 25% della rigenerazione.
 
Anche le osservazioni tese a limitare variazioni in altezza e la possibilità di abbattere edifici e ricostruirli fuori sagoma e sedime non sono state accolte così come la richiesta di una valutazione attenta dell'incidenza degli sconti concessi sui contributi di edificazione. 
Sconti che possono creare un ammanco difficilmente ripianabili.
 
Bocciata pure la richiesta di escludere aumenti di volumetria con l’aggiunta di nuovi piani fuori terra se non per la realizzazione di servizi convenzionati ed esercizi di vicinato, consentiti con mantenimento di tale destinazione e divieto di trasformazione in uso residenziale. 
C’è dunque la rinuncia ad intervenire con indicazioni più stringenti sulla conversione del patrimonio sottoutilizzato e sulla trasformazione, in particolare dalle destinazioni produttivo/servizi alla destinazione residenziale, governando il superamento delle aree miste (zona San Giorgio) creando servizi e accorpando funzioni in modo da dare coerenza negli interventi in una visione complessiva.
 
Incondivisibile la dichiarazione d'impotenza della giunta e dell'ufficio tecnico sulla villa Besana su cui rinunciano alla conservazione dell'edificato esistente non essendo in grado di garantire un intervento pubblico.
 
Affrettata la volontà, espressa con una osservazione della maggioranza e pertanto accolta, di stimolare gli abbattimenti di edifici nell'area di rischio esondazione R4 con trasferimento di volumetrie altrove. Questa scelta ci pare priva di adeguati approfondimenti sia sul destino da dare alle superfici dove verrebbero consentiti gli abbattimenti (acquisizione pubblica ? altro ?) sia sull'allocazione delle volumetrie, considerando la saturazione urbanistica in cui versa Meda.
 
L'accorpamento delle aree ex Fornaci Ceppi e dell'attuale Campo Sportivo Busnelli nel cosiddetto Ambito di Rigenerazione ART1 con lo scopo probabile di uno scambio con cessione dell'area comunale del vecchio stadio di via Busnelli per un ampliamento industriale e corrispondente realizzazione di un nuovo impianto sportivo sull'ambito Fornaci, priverebbe quest'area di una superficie considerevole che verrebbe occupata dai servizi che un’infrastruttura del genere richiederebbe, snaturandone la vocazione e deprimendo una possibile e necessaria riqualificazione che tenga conto dell'archeologia industriale e della sua appartenenza al Parco Regionale Groane-Brughiera.
 
I progetti, seppur da noi condivisi, espressi nel Masterplan strategico paesaggistico-ambientale e le linee guida per il sistema del verde della città per ora rimangono al livello enunciativo, con la necessità della ricerca delle coperture economiche e senza una priorità definita, mentre le nostre richieste di indicare nei documenti della Variante le aree da accorpare al Parco Regionale Groane-Brughiera e al GruBria ha avuto solo una risposta di generica volontà attuativa, rimandata a futuri atti dedicati.
 
Questa Variante al PGT non rinuncia quindi a dare spazio ad una edificazione che, seppur formalmente, non consuma il residuo suolo libero, ma rischia di essere accessibile solo ai ceti abbienti e di modificare la configurazione dell'attuale tessuto urbano, senza apportare migliorie funzionali o di pregio architettonico.
 
Per queste ragioni e per conto di Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico, Medaperta, è stato espresso un voto contrario all'approvazione della Variante al PGT.
 
Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico, Medaperta 

Le osservazioni di Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico, Medaperta alla Variante al PGT con le controdeduzioni. 

 Della Variante al PGT ne abbiamo scritto su:

OSSERVAZIONI ALLA VARIANTE AL PGT MEDESE CHE É POCO CALIBRATA RISPETTO AD UN TERRITORIO FRAGILE E PESANTEMENTE ANTROPIZZATO.

 

SINISTRA E AMBIENTE-IMPULSI SULL'ADOZIONE DELLA VARIANTE AL PGT DI MEDA

 

 

sabato 23 luglio 2016

PRESENTATE LE OSSERVAZIONI DI SINISTRA E AMBIENTE ALLA VARIANTE AL PGT DI MEDA

Il 21-7-016 il gruppo di Sinistra e Ambiente ha protocollato le sue osservazioni alla variante al PGT di Meda.
Osservazioni puntuali su alcuni aspetti della Variante che meritano d'essere migliorati.
Serve comunque fare alcune precisazioni per non scordare la genesi di questa Variante e i suoi contenuti.
Si poteva fare di più sopratutto rispetto al CONSUMO DI SUOLO in una città dove ormai l'intera fascia pianeggiante esterna alla Brughiera risulta satura di edificazioni, molte delle quali vuote ed inutilizzate.
Proprio nella zona urbanizzata rimangono pochissimi fazzoletti liberi che comunque nel PGT del 2012 (vigente sino all'approvazione della Variante) sono utilizzati per previsioni di trasformazione.
Qui sta l'errore basilare le cui responsabilità sono tutte del Pd e dell'amministrazione di Caimi che volle, nel 2012, approvare il PGT così com'era, comprensivo degli Ambiti di Trasformazione (ATR) ignorando i suggerimenti e la posizione di Sinistra e Ambiente (allora parte della maggioranza) che invece ne chiedeva lo stralcio.
Questo mancato stralcio cui si tenta di porre rimedio ora nella Variante, ha in ogni caso comportato la perdita dell'area di via Piave (AC4) e le incertezze anche sul resto degli ATR.
E' evidente che Caimi e la sua amministrazione avevano e hanno fatto questa scelta anche per evitare di sottoporre a variante generale e connesso dibattito l'area ex Medaspan (AT1) dove con semplice variante PARZIALE dai criticabili contenuti per l'aspetto ambientale, l'impatto viabilistico e quello sul tessuto dei negozi di prossimità, hanno consolidato la scelta precostituita del centro commerciale con annesso albergo e servizi semplificando alla proprietà l'iter.
Tutto questo non si può dimenticare anche perchè l'AT1 dopo l'approvazione (con voto contrario di Sinistra e Ambiente) ora diventa parte della Variante Generale.
Oltretutto, la miopia dell'amministrazione s'è spinta sino a legarsi mani e piedi e a subordinare questa incondivisibile scelta sull'AT1 con la realizzazione della viabilità complementare fatta con i fondi inesistenti della Pedemontana.
Sinistra e Ambiente fu dunque lungimirante quando chiese, inascoltata da Caimi e dal Pd, l'approvazione del PGT del 20012 senza gli ATR e una discussione - purtroppo mai avvenuta- sulla viabilità locale INDIPENDENTE dal "pacchetto" pedemontana.

Nella valutazione complessiva di questa Variante, oltre ai contenuti tecnici, non si può dunque prescindere dalla cronaca delle scelte fin qui fatte dell'esecutivo di Caimi.
Sinistra e Ambiente, proprio per sua storia, non si limita però alle sole critiche politiche, ma ha sempre dato il suo contributo nel merito dei temi.
Così dopo averlo fatto in sede di Commissione Territorio e Ambiente suggerendo alcune modifiche poi implementate nelle norme attuative per l'applicazione della Perequazione, ha protocollato osservazioni di merito per conservare tutte le aree libere nell'urbanizzato come verde pubblico e per tutelare strutture ed edifici di antica formazione.
Eserciteremo evidentemente la stessa attenzione anche sul Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) che sommerà alle scelte urbanistiche della Variante quelle relative alla mobilità.


lunedì 9 maggio 2016

MEDA: UNA VARIANTE AL PGT "ZAVORRATA"

Esauriti gli incontri pubblici (pochi e solo quelli dovuti per adempiere formalmente alla Legge Regionale 12) la documentazione preliminare per la VARIANTE al PGT di Meda è stata illustrata dagli estensori nella Commissione Territorio e Ambiente.
Alcune prime considerazioni sono dunque possibili sui contenuti di questa Variante.

Carta delle strategie di Piano e della Rete Verde cittadina

Tabella degli Ambiti di Trasformazione (AT)
Nella Variante di PGT, alcune proposte di Sinistra e Ambiente formulate nel 2013 nel documento "ELEMENTI QUALIFICANTI DA CONSIDERARE PER LA VARIANTE DI PGT" sono state recepite, anche se in modo non completo, laddove chiedevamo l'azzeramento degli ambiti di trasformazione nelle aree verdi libere residue, la creazione di connessioni utilizzando questi spazi per corridoi di collegamento tra i Parchi esistenti e l'utilizzo dell'asta del Tarò per un attraversamento, attuato con il recupero e cessione di aree spondali allorquando verranno proposti interventi dalle proprietà entro la fascia di fiume.
Importante e da seguire l'introduzione dell'AT6 con la previsione di recupero dell'ex Fornace Ceppi di via S. Maria, senza incrementi volumetrici e in un contesto di servizi compatibili con e per il Parco della Brughiera.
Una previsione di recupero che è comunque una scommessa considerato che area ed edifici sono di proprietà privata e che sarà fondamentale anche il coinvolgimento dell'Ente Parco (speriamo quanto prima Regionale) e dove deve essere centrale il mantenimento della struttura di archeologia industriale del forno Hoffman.

La carta della disciplina delle aree con gli ambiti di trasformazione (AT)
Non è stata purtroppo azzerata la possibilità edificatoria che era propria dell'ambito di trasformazione AC2 di via S. Giorgio per il quale, nella Variante, l'amministrazione ha scelto di confermarlo nel Piano delle Regole con destinazione Produttiva per altri inutili capannoni, oltretutto in una zona residenziale.
Molto più logica sarebbe la destinazione di quest'area a verde di quartiere.
Nella Variante Generale, come previsto è compreso l'AT1 (ex Medaspan) che è stato oggetto di Variante Parziale dedicata e sulla cui destinazione d'uso volevamo ragionare in ambito complessivo dopo un accurata caratterizzazione dei terreni per verificarne la salubrità e per il loro recupero nell’assetto urbano.
Sull'AT1, come noto, l'amministrazione Caimi ha optato per una strada opposta, con la scelta precostituita del centro commerciale con annesso albergo e servizi semplificando alla proprietà l'iter con una Variante Parziale dai criticabili contenuti, sopratutto per quanto riguarda l'aspetto ambientale, l'impatto viabilistico e quello sul tessuto dei negozi di prossimità.
La scelta miope e negativa fatta nel 2012 dal PD di approvare il PGT così com'era, senza stralciare gli Ambiti di Trasformazione ha già prodotto danni. 
In particolare abbiamo perso l'area verde libera residua in Via Piave (ambito AC4) dove sorgeranno ennesimi tristi ed inutili capannoni.
La responsabilità di questo danno ambientale, di questo ulteriore consumo di suolo è con tutta evidenza attribuibile all'attuale amministrazione che ha voluto a tutti i costi approvare un PGT senza stralciare gli AT.
Nell’arco temporale dal 2012 ai giorni nostri, causa il ritardo con cui s’è proceduto all’elaborazione della Variante, s’è inserita la Legge Regionale 31 sul Consumo di Suolo che introduce un ulteriore ostacolo per le scelte della Variante al PGT medese.
Un articolo della LR 31 introduce una moratoria di 30 mesi dalla sua data d'entrata in vigore (2-12-014).
La moratoria vale per le previsioni di trasformazione presenti nei PGT approvati prima di tale data (quello di Meda il 23-6-012, con il voto contrario di Sinistra e Ambiente) e consente fino al maggio 2017 alle proprietà di presentare o il Piano Attuativo per la conferma dell'AT o di avere appigli per innescare contenziosi legali.
C’è dunque COMUNQUE un rischio reale di "attivazione" degli Ambiti di Trasformazione con potenziale rischio di nuovo consumo di suolo. Ecco un altro frutto avvelenato della scelta sbagliata della giunta Caimi e del PD che approvò nel 2012 il PGT comprensivo degli AT.Tornando ai contenuti della Variante, va evidenziato che l'amministrazione vorrebbe chiedere lo stralcio di alcune aree che il PTCP provinciale include negli Ambiti Agricoli Strategici (AAS), nella Rete Verde e negli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP).
Tra questi stralci, non ci convincono quelli relativi all'area del "Vecchio Mulino" (proprietà pubblica) e quella di un possibile, seppur stretto, corridoio verde tra la zona cave (prevista come ampliamento del PLIS Brughiera) e la porzione medese del Bosco delle Querce.
Da valutare poi attentamente quanto definito nel Piano delle Regole relativamente alla Disciplina d'Intervento sugli edifici del nucleo di antica formazione comprese alcune cascine.
In particolare, per le cascine, la disciplina poteva essere più tutelante ripetto all'integrità del corpo degli edifici.


Nel Piano dei Servizi sono state esplicitate le aree da acquisire al patrimonio pubblico per destinarle a standard di Verde Pubblico (vedi mappa sotto - aree azzurre).
Il meccanismo previsto per l'acquisizione è quello della PEREQUAZIONE.
Chi volesse aumentare le volumetrie concesse fino alle massime previste, dovrebbe "comprare" l'indice volumetrico (0,15 mq/mq pari a 0,45 m3/mq) assegnato a queste aree da acquisire al patrimonio pubblico.
Un meccanismo che andrebbe sicuramente affinato per evitare che le aree possano risultare solo parzialmente acquisibili a causa dell'incompleta copertura delle volumetrie "comperate" dai privati e cedute all'amministrazione.
Al proposito, riteniamo insufficiente l’inserimento nelle norme di attuazione della monetizzazione per superfici minori di 150 mq poiché detta monetizzazione non risulta vincolata in modo chiaro e univoco alla possibilità di utilizzarla esclusivamente per l’acquisizione pubblica delle aree libere.
La carta delle aree a standard
 
Insomma, una Variante, perlomeno nella versione sinora illustrata e che andrà in adozione il 23-05-016, che poteva essere più coraggiosa, che sconta un "peccato originale" che ne zavorra i contenuti e con un'impostazione che non tiene appieno conto della necessità di profondi e decisi cambiamenti per dare più spazi liberi e verdi alla porzione conurbata.
Le integrazioni, le migliorie e i perfezionamenti sono ancora possibili anche prima dell'adozione e poi della successiva approvazione  in Consiglio Comunale.
Il gruppo di Sinistra e Ambiente si riserva dunque la facoltà d'intervenire durante l'iter con una serie di osservazioni puntuali.
Potremo così verificare la reale volontà di questa amministrazione nel recepire o meno il nostro contributo utile a migliorare questa variante al PGT.

lunedì 13 ottobre 2025

OSSERVAZIONI ALLA VARIANTE AL PGT MEDESE CHE É POCO CALIBRATA RISPETTO AD UN TERRITORIO FRAGILE E PESANTEMENTE ANTROPIZZATO.

Il 3 luglio scorso il Consiglio Comunale adottava la Variante Generale al PGT vigente.
Ne avevamo scritto su:  SINISTRA E AMBIENTE-IMPULSI SULL'ADOZIONE DELLA VARIANTE AL PGT DI MEDA.
Precedentemente all'adozione, Sinistra e Ambiente insieme con il Partito Democratico e alla lista MedaAperta, quali componenti della coalizione che ha sostenuto nel 2022 Marcello Proserpio alla candidatura di sindaco, avevano presentato una serie di suggerimenti durante la fase di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Suggerimenti che non sono stati tenuti in debita considerazione da parte degli estensori del PGT e dalla maggioranza di Santambrogio che ha confermato i contenuti delle documentazioni e le ha portate in Consiglio Comunale per l'adozione.
Sono rimaste quindi immutate le nostre preoccupazioni e le nostre contrarietà rispetto ad una serie di contenuti della Variante al PGT che punta quasi esclusivamente sulla "Rigenerazione Urbana"e per questo, dopo l'adozione ed entro i termini previsti abbiamo presentato, con PD e MedaAperta, una corposa serie di puntuali osservazioni.
Questa Variante non affronta il tema di politiche abitative adeguate alle necessità dei residenti.
Mancano infatti interventi di edilizia residenziale pubblica e sociale e non si prevedono, nei vari ambiti e comparti di rigenerazione urbana, quote maggioritarie di alloggi con prezzi di vendita e canoni di locazione concordati e/o calmierati. 
Occorre poi soffermarsi sul rischio di stravolgimento del centro storico dove saranno ammessi interventi di demolizione e ricostruzione con aumenti di volume, modificando pure sagome e sedime degli edifici, consentendo un'alterazione dell’esistente e del tessuto sociale.

Gli interventi consentiti nel nucleo di antica formazione

Gli interventi potrebbero essere architettonicamente difformi dall'attuale consolidato con modifica della cortina storica e saranno con ogni probabilità, in quanto nuovi e moderni, accessibili alla sola fascia demografica più benestante. 
Abbiamo posto la questione che la sola ristrutturazione, laddove possibile, diversamente salva le case, garantisce un’edilizia più equa mantenendo stabili i prezzi, stimola i mercati locali, sostiene gli studi di architettura e le imprese edili che sono nella stragrande maggioranza piccoli e medi, risparmia CO2, energia e rifiuti preservando ciò che esiste, valorizza i ricordi e la storia della comunità. 
Nelle osservazioni abbiamo evidenziato che alcuni contenuti di questa variante sono rischiosi perché premiano la distorsione di una rigenerazione urbana spinta con le massime premialità consentite dalla legge regionale n. 18 del 26 novembre 2019 , alleggerendo i proponenti dalla responsabilità di restituzione della parte che interessa la comunità.

 

Una rigenerazione che non include gli aspetti sociali, culturali e la necessità di accompagnarla con cessioni per robuste porzioni di verde urbano.
Il semplice e solo recupero di edifici non sarebbe certo diverso dalla ben conosciuta riqualificazione per operazioni di valorizzazione immobiliare, con la differenza che interventi di demolizione e ricostruzione con nuovi sedime, sagoma e destinazione funzionale sono classificati come "rigenerazione" con significative premialità e non come ristrutturazioni edilizie.
Premialità che oltre agli aumenti volumetrici contemplano e consentono anche la riduzione dei "contributi di edificazione" necessari per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria e servizi pubblici che, in caso di nuova costruzione, sarebbero invece stati richiesti integralmente.

L’alluvione di lunedì 22 settembre che con l'esondazione del Tarò, gonfiato anche dalle dalle piene dei corsi d'acqua del reticolo idrico minore, ha messo in ginocchio Meda, ci obbliga ad ulteriori interrogazioni e riflessioni. 
Questo evento disastroso, unitamente a quelli degli anni precedenti, dà evidenza che i fenomeni metereologici violenti crescono in frequenza e con tempi sempre più ravvicinati e avvengono laddove nè il residuale suolo libero nè tantomeno la rete fognaria, non diversificata tra acque nere e bianche,  riescono ad intercettare le acque meteorologiche in accumulo, provenienti anche dalle aree collinari da cui scendono copiose. 
La piastra di cemento e asfalto che occupa la pianura dove l'antropizzazione è pressochè totale non lascia via di scampo poichè qualsivoglia area di possibile e naturale esondazione è urbanizzata.
Gli stessi aggiornamenti della componente geologica, idrogeologica e sismica, che integrano la Variante, sono stati premonitrici. 
Avvertono della fragilità di molte zone classificate a rischio molto elevato (R4) del territorio della nostra città che, per le frequenti e più abbondanti piogge, dovute ai cambiamenti climatici, le rende particolarmente vulnerabili a fenomeni come le alluvioni. 
Confidiamo che la discussione sia più ampia possibile e non unicamente centrata su quali interventi tecnici attuare che contemplino solo le vasche di laminazione che ormai ogni comune presente sull'asta del Tarò e del Seveso invoca.
Vasche quali costosi catini di cemento che consumano aree libere preziose. 
La loro localizzazione andrebbe valutata prendendo in considerazione le aree dismesse e qualora prevista in aree golenali, andrebbe rivista la loro configurazione orientandola ad un inserimento naturalistico.
Importante individuare le aree dove intervenire anche con azioni di  deimpermeabilizzazione del suolo.

Non compete al PGT occuparsi di questi interventi che risultano invece contemplati nel Piano d'Azione 2024 del Contratto di Fiume. 
Tuttavia al PGT e alla sua variante spetterebbe il compito di innescare e indirizzare un'inversione di tendenza rivedendo le previsioni di un modello di sviluppo divenuto, da tempo, insostenibile
Non è più possibile continuare pianificare supponendo e spingendo per una crescita urbanistica continua quando demografia e edifici vuoti indicano una realtà in costante decrescita.
I numeri presenti nei documenti della variante certificano infatti che sia il trend demografico sia quello delle attività produttive risulta sostanzialmente stabile.
Si consideri che a Meda esistono 2.069 abitazioni non occupate (Censimento Istat al 31/12/2021) su 11.994 complessive (17% - percentuale molto superiore rispetto alla media provinciale).
Serve dunque costruire meno, dimezzando le quote residenziali previste per l’ATR 2, e i CRU1 - CRU2 - CRU3 – CRU4, e che i circa 6500 mq liberi del lotto in via San Giorgio venga destinato a verde pubblico.
Occorre tutelare in tutti i modi gli spazi liberi, le aree verdi e agricole che sono anche preziosi per le capacità drenanti e va arrestato il consumo di suolo invertendo la prassi. 
Per questo nelle osservazioni abbiamo chiesto l'inserimento dell'ampliamento del Parco Regionale Groane-Brughiera con l'aggregazione della superficie prossima a via Angeli Custodi, già oggetto della Compensazione Ambientale PL 24 "Valle dei Mulini" e di inserire le aree agricole di Meda Sud nel perimetro del PLIS GruBria con l’ingresso di Meda nell’Ente Parco. 
Si acquisiscano definitivamente al patrimonio pubblico i prati stabili rimasti in via Indipendenza e in via Trieste su cui realizzare un Bosco in Città e si riqualifichino le annesse vie di scorrimento con viali alberati e con ciclabili.
Ovviamente queste azioni non sono esaustive ma costituirebbero un segnale di cambiamento per una città fortemente urbanizzata. 
Sinistra e Ambiente-Impulsi sostiene la proposta per la creazione di un Parco Fluviale e Territoriale del Seveso (incluso il sottobacino del Tarò) poichè la tutela dei residui spazi spondali e dei territori prospicenti è misura di prevenzione e riduzione del rischio idraulico

Le Osservazioni di Sinistra e Ambiente-Impulsi, PD e MedaAperta alla Variante al PGT di Meda.

giovedì 26 maggio 2016

SINISTRA E AMBIENTE SULLA VARIANTE AL PGT DI MEDA IN CC

In data 23-5-016 il Consiglio Comunale di Meda si è espresso sulla Variante al PGT.
La delibera di adozione è stata approvata con 10 voti favorevoli (8 cons. com Pd + il sindaco + Molteni del PdL/Ncd), 4 voti contrari (Meda per Tutti + Lista con Buraschi per Meda + 2 Lega) e l'astensione di Sinistra e Ambiente.
Il nostro gruppo dopo aver attentamente analizzato i contenuti della variante, ha ritenuto che per essa necessitano modifiche e integrazioni per migliorarla ma ha comunque espresso giudizi negativi sull'azione dell'esecutivo di Caimi, nel recente passato, in tema d'urbanistica.
Non siamo ancora nelle condizioni di una variante a consumo di suolo zero anche perchè uno degli Ambiti di Trasformazione (l'AC2 di via S. Giorgio) è stato "trasferito" nel piano delle regole con destinazione d'uso produttiva. Una scelta incomprensibile, sulle cui motivazioni l'amministrazione non ha dato chiarimenti.
Eppure quest'area sarebbe utile per la creazione d'uno spazio di verde pubblico in un quartiere saturo d'edifici.
Nonostante le nostre richieste è rimasta immutata la volontà di chiedere lo stralcio di zone allocate dalla Provincia di MB in ambito di Aree Agricole Strategiche, Rete Verde e Ambiti di Interesse Provinciale.
In particolare non ci convince questa decisione per quanto riguarda il " vecchio mulino" e per una striscia utile per un seppur esile corridoio verde a lato superstrada.
Qualche perplessità l'abbiamo anche rispetto a quanto consentito nella Disciplina d'Intervento nel centro storico sugli edifici di antica formazione e sui nuclei di quelle che erano le cascine medesi sarebbe auspicabile un livello di tutela maggiore sul corpo degli edifici.
Anche il meccanismo della perequazione, inserito per acquisire al pubblico le zone libere da destinare a verde deve essere affinato, così come deve essere più chiara la pianificazione per l'inclusione nell'area ora PLIS Brughiera (e speriamo quanto prima Parco Regionale Groane-Brughiera) del previsto ampliamento di 24 ha in zona cave, quello che era l'Area Connessione Ecologica (ACE) del Pgt 2012 vigente.
C'è poi la novità costituita dal recepimento delle mappe delle aree a rischio esondazione del Tarò/Certesa e connesso reticolo idrico del "Piano di Gestione del rischio Alluvioni nel distretto idrografico padano" con misure di salvaguardia che limiteranno alcune tipologie d'interventi edilizi con la presentazione di un piano di compatibilità per gli interventi nelle zone all'interno del perimetro di potenziale esondazione.
Tale mappatura comprende anche i sottopassi.
Su questo attendiamo la prossima elaborazione d'uno studio d'approfondimento. Studio che è stato affidato con determina n° 61 del 18-5-016.
Ortofoto aree a rischio alluvione a Meda
Non possiamo comunque tralasciare la responsabilità politica dell'amministrazione Caimi e del Pd che, approvando nel 2012 il PGT comprensivo degli Ambiti di Trasformazione, hanno consentito l'avvio del piano attuativo sull'AC4 con nuovi e inutili capannoni e, successivamente, con il ritardo nell'elaborazione della Variante, messo potenzialmente a rischio, per il subentro della moratoria della legge Regionale n° 31 del 2014, anche la salvaguardia delle aree libere laddove esistono le previsioni edificatorie degli AT presenti nel PGT 2012.
Incondivisibile è stata inoltre l'azione dell'amministrazione, acriticamente appoggiata dai consiglieri del Pd, di sottrarre alla Variante Generale l'area ex Medaspan (AT1) per destinarla con variante parziale e specifica (semplificazione utile alla proprietà) alla costruzione di un centro commerciale con annesso albergo e servizi.
Il giudizio politico rimane quindi comunque di una pessima gestione dell'azione nel campo della pianificazione del territorio.
L'astensione di Sinistra e Ambiente è determinata dal recepimento di alcune nostre indicazioni formulate nel 2013 mentre sugli altri punti di debolezza o di ambiguità, interverremo nella fase di presentazione delle osservazioni (consentita dal 23-6-016 al 23-7-016) con proposte puntuali.

Per dettagli sulla variante al PGT e sulle riflessioni di Sinistra e Ambiente vedi anche:

MEDA: UNA VARIANTE AL PGT "ZAVORRATA"

 

La mappa con le destinazioni d'uso

venerdì 19 ottobre 2012

Sull'iniziativa PER UNA VARIANTE AL PGT CHE FERMI IL CONSUMO DI SUOLO del 10/10/012


Pubblichiamo di seguito i commenti della stampa sull'iniziativa pubblica di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE e di SINISTRA E AMBIENTE sulla VARIANTE al PGT. 
Solo un appunto: non concordiamo pienamente con quanto illustrato nell'articolo di Corrado Marelli su Medinforma laddove si afferma "(l'incontro) non ha risposto alla domanda che ne costituiva il tema fondamentale: quali varianti verranno apportate al PGT (Piano di Governo del Territorio) approvato a giugno dal Consiglio Comunale per evitare il consumo di suolo che vi è consentito soprattutto dalla presenza delle zone AT (Are di Trasformazione)?".
L'incontro è stato un primo contributo per CHIEDERE UN'ANIMA AMBIENTALISTA ad una Variante al PGT di Meda che FERMI IL CONSUMO DI SUOLO. E' stato pertanto un piacere constatare che seppur variegato, (per appartenenza politica e per differenza di ruoli) il tavolo dei relatori abbia argomentato riflessioni e posizioni comuni.
Una risposta, anzi, più risposte e una serie di proposte dei relatori sono infatti arrivate.
In esse possiamo registrare un ampio comune denominatore composto da: gli esempi di quanto positivamente attuato da alcune amministrazioni brianzole che hanno rimesso in discussione i vecchi PGT, la volontà e il coraggio POLITICO di dire basta a questa situazione di scempio urbanistico, gli stimoli degli urbanisti a una pianificazione con visione più globale e con al centro l'ambiente, la vivibilità e la viabilità, il richiamo alla trasparenza e alla PARTECIPAZIONE nell'elaborare la Variante e le proposte percorribili per CAMBIARE l'attuale PGT medese.
Su questi aspetti sia il coordinamento INSIEME IN RETE sia SINISTRA E AMBIENTE continueranno a lavorare sul territorio e a "stimolare" l'operato della Giunta Caimi.

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Dal sito Medinforma

Quali varianti al PGT?

Giovedì 18 Ottobre 2012 11:00

L’incontro pubblico organizzato mercoledì 10 ottobre nell’auditorium della scuola media Anna Frank da Sinistra e Ambiente e dal Comitato "Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile", di cui Sinistra e Ambiente fa parte, non ha risposto alla domanda che ne costituiva il tema fondamentale: quali varianti verranno apportate al PGT (Piano di Governo del Territorio) approvato a giugno dal Consiglio Comunale per evitare il consumo di suolo che vi è consentito soprattutto dalla presenza delle zone AT (Are di Trasformazione)? Nonostante lo schieramento di tecnici urbanisti qualificati e di esponenti politici del PD con provate competenze nel settore ed incarichi attinenti, l’incontro è stato sostanzialmente snobbato. C’era più gente in sala Giunta all’incontro sui temi urbanistici, che vedeva come co-relatrice l’Assessore all’Urbanistica, Simona Buraschi, indetto solo una settimana prima dal Presidente del Consiglio Bruno Molteni fra i simpatizzanti di PdL, Lega e PD. L’impressione è stata che gli interessati abbiano inteso che questa volta la proposta proveniva da chi non gestisce il potere, quindi vi si esponevano non vere proposte, ma solo teorie.
Teorie ben fondate ed argomentate esposte da sette relatori.
Paolo Conte, urbanista portavoce del Comitato, ha illustrato la realtà della provincia di Monza e Brianza che risulta quella con il consumo di suolo in assoluto più alto d’Italia (la provincia di Napoli si classifica solo al secondo posto) ed una delle più densamente abitate (2.896 abitanti/kmq.).
All’interno della provincia, il nostro comune è fra quelli più densamente abitati e "consumati": se nel 1954 le aree edificate erano il 25,1% degli 832,31 ettari di superficie complessiva, nel 2007 questa percentuale aveva raggiunto il 69,2%, nel 2009 il 71,3% e con il nuovo PGT raggiungerà il 72,5% (a conferma che la cementificazione cresce). Con questa progressione della cementificazione diventa problematica persino la rigenerazione delle falde acquifere.
L’unico indirizzo urbanistico possibile è quindi il riutilizzo del costruito.
Arturo Lanzani, professore universitario di urbanistica, ha rilevato come in questi ultimi vent’anni il boom edilizio abbia provocato un consumo di suolo non accompagnato ad una crescita economica. E’ semmai cresciuto il patrimonio sottoutilizzato, dismesso e abbandonato, perché gli operatori hanno trovato più comodo e conveniente costruire ex novo su aree libere. Ma questa nuova edificazione ha generato una serie di danni da nuova urbanizzazione. Ha invitato quindi a pensare all’urbanizzazione come a un lago, secondo un’immagine proposta dall’economista Giorgio Ruffolo: una superficie (acquea) che non si espande perché quello che viene immesso è compensato da un pari deflusso. Ha quindi invitato a non aggiungere nuove aree da edificare, anzi a ridurle ("Non è vero che ci sono diritti acquisiti"), perché le aree di trasformazione sono in realtà delle aree di espansione. Per modificare la qualità dell’abitato, anche al patrimonio pubblico andrebbero applicati gli stessi concetti: non c’è bisogno tanto di nuove attrezzature, quanto di spazio di qualità davanti a quelle esistenti.
L’architetto urbanista Matteo Cappelletti ha illustrato esempi pratici di città europee: Waltrop (29.000 abitanti), confrontabile con Meda per dimensioni, La Chaux de Fonds (37.000 abitanti), con la organizzazione razionale degli spazi: centro storico, zona produttiva, verde pubblico, reti di collegamento; Monaco di Baviera, con un enorme parco interno alla città, la mobilità dolce della rete ciclopedonale, che determinano una diversa qualità della vita. A Meda ogni abitante dispone di 1 mq di verde urbano fruibile; a Vienna il rapporto è di 120 mq per abitante.
Alberto Colombo, consigliere comunale di Meda, ha trasferito gli inviti degli urbanisti in proposte concrete per la nostra città: destinare a verde urbano quelle che nel PGT sono inserite come Aree di Trasformazione in via Trieste, via Manzoni, via San Giorgio, via Tre Venezie, via Indipendenza/Lombardia/Piave ("si tratterebbe comunque di miserie rispetto al territorio urbanizzato"), realizzare un percorso ciclopedonale lungo il Tarò, mettere mano al PUT (Piano Urbano del Traffico), stipulare una convenzione per l'apertura al pubblico del Parco di Villa Traversi. Ha proposto anche un censimento degli edifici vuoti e inoccupati, per i quali ha affermato che l'Ufficio Tecnico comunale è all'anno zero.
Ma soprattutto ha invitato la Giunta ad abbandonare la vecchia abitudine di non coinvolgere i cittadini, ad uscire dalle stanze del Palazzo per aprire un confronto pubblico con i cittadini.
Sono seguiti gli interventi più "politici" di Vittorio Pozzati, consigliere PD alla Provincia di Monza e Brianza (Chi amministra decide del territorio e deve stabilire i limiti di occupazione del suolo, dimostrando la capacità di dire basta perchè è stato raggiunto il colmo), di Daniele Cassanmagnago, assessore alle Politiche di Governo del Territorio del Comune di Desio (In funzione del tipo di società che vogliamo, prendere in considerazione gli interessi diffusi prima di quelli particolari e consultare i cittadini costituiti in comitati di partecipazione), Claudio Colombo, avvocato e assessore all'urbanistica del Comune di Monza (Hanno revocato il PGT approvato dalla precedente amministrazione, perchè - ha ammonito - se il Comune rende edificabile un'area, poi è difficile tornare indietro. Si coglie un implicito invito al Comune di Meda a fare altrettanto).
L'invito alla partecipazione di Alberto Colombo ("Chiediamo di essere coinvolti da subito attivamente") è stato ripreso anche dai consiglieri comunali Vermondo Busnelli (Meda per Tutti) e Vilma Galimberti (Lista Buraschi), ma sembra caduto nel vuoto. Il Sindaco Gianni Caimi, intervenuto, ha affermato: "Abbiamo già iniziato la variante, lavorando con professionisti e proprietà". E l'Assessore all'Urbanistica Simona Buraschi ha precisato di avere già incontrato sessanta persone ed ha informato che sul PGT il PD organizzerà un incontro pubblico a novembre.
Evidentemente ognuno ha una propria declinazione del verbo partecipare.
Corrado Marelli
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Da Il Giornale di Seregno del 16/10/012


martedì 9 aprile 2013

A MEDA SI TORNA A PARLARE DI VARIANTE AL PGT


A Meda si torna a parlare, per ora solo a parlare, di VARIANTE AL PGT. 
Un gruppo di Consiglieri Comunali della Lega Nord ha infatti presentato una mozione che chiede l'attivazione della procedura di variante.
Siamo però ancora lontani da una visione di una variante che dia lo stop deciso al consumo di suolo ( a Meda molto alto - togliendo l'area del PLIS della Brughiera, si supera l'85%). 
In sostanza, i consiglieri leghisti propongono una ricetta con elementi ambigui: a Meda, le nuove edificazioni, per consumare meno suolo, devono svilupparsi verso l'alto.
Infatti, così recita la mozione:
"attuazione di una di politica di riduzione del consumo di suolo, mediante modifica degli articoli del Piano, prevedendo lo sviluppo verticale delle costruzioni, mantenendo le stesse volumetrie previste nello strumento urbanistico vigente, e regolamentando altezze differenziate a seconda della zona".
La soluzione "palazzi" non ci pare lo strumento idoneo per fermare il consumo di suolo.
Si sorvola sul fatto che buona parte delle nuove edificazioni non sono necessarie a fini abitativi o produttivi (e infatti poi restano vuote) ma puramente funzionali alla speculazione edilizia.
Non servono quindi nuovi palazzi ma serve la saturazione dell'esistente, che sarebbe più che sufficiente a rispondere alle esigenze abitative. 
Un censimento degli alloggi e dei capannoni industriali non utilizzati, sarebbe lo strumento utile a dare le dimensioni esatte di quanto da tempo andiamo ad affermare.
Sinistra e Ambiente aveva fatto inserire questo elemento nel programma del centrosinistra:
"Censire gli edifici invenduti e gli alloggi sfitti per valutare la reale esigenza di nuove edificazioni ed evitare ulteriore consumo del territorio, dando priorità alla saturazione dell’edificato non utilizzato."
Purtroppo, nemmeno l'allora Giunta di Caimi volle realizzare questo censimento che avrebbe dato e darebbe una fotografia esaudiente per comprendere se sono o meno giustificate le nuove edificazioni previste nel PGT medese e orientare le scelte urbanistiche relative alla variante.
Va ricordato che Sinistra e Ambiente voleva un PGT approvato con lo stralcio degli ATR (ambiti di trasformazione).
La passata giunta Caimi e il PD decisero invece di approvarlo così com'era, rimandando ad una successiva VARIANTE di piano eventuali modifiche.
Ora, alcuni consiglieri della Lega (attuale maggioranza)  ne chiedono l'avvio, seppur con contenuti differenti dalle proposte che Sinistra e Ambiente avanzò all'allora Giunta Caimi.
Ci chiediamo come mai, sulla Variante, non arrivino proposte da parte del PD, ora all'opposizione ?
Continuiamo a pensare che sul PGT ci si debba  sforzare, trovando momenti di confronto e di sintesi, per dare insieme risposte politiche di pianificazione adeguate che fermino la corsa al cemento e garantiscano tutele alle aree verdi medesi.
Con queste premesse, Sinistra e Ambiente avrebbe avanzato la proposta a Caimi e al PD, di impegnare l'amm. Taveggia ad avviare una VARIANTE al PGT, con linee guida da seguire comprensive di quelle da noi illustrate durante l'assemblea pubblica del 10 ottobre 2012.
Per questo, Sinistra e Ambiente aveva chiesto al Consigliere Caimi di considerare che siede in Consiglio Comunale in qualità di rappresentante di TUTTE le forze di coalizione (Sinistra e Ambiente, Italia dei Valori e Partito Democratico) e pertanto, di rapportarsi  anche con noi, ai fini dell'attività di Consiglio Comunale. Purtroppo, ad oggi, nessuna risposta ci è pervenuta.

sabato 25 agosto 2012

SINISTRA e AMBIENTE e la VARIANTE AL PGT


Sinistra e Ambiente continua a ritenere FONDAMENTALE per dare un segnale forte di DISCONTINUITA' e di ALTERNATIVA alla passata Giunta della Lega Nord, LO STOP AL CONSUMO DI SUOLO a MEDA.
Per questo, dopo le note vicende relative all'approvazione del PGT che ci hanno visti esprimere il nostro voto IN DISSENSO rispetto alle scelte della Giunta e della componente maggioritaria (il PD) della maggioranza che amministra Meda (PD, Sinistra e Ambiente e IdV), abbiamo posto nuovamente al PD e alla Giunta, la questione della COLLEGIALITA' sulle scelte che andranno fatte relativamente alla VARIANTE al PGT sugli AMBITI DI TRASFORMAZIONE.
Come gruppo politico che da anni opera in campo ambientale, ora facente parte DELLA MAGGIORANZA che amministra Meda, riteniamo, infatti,  di avere credibilità e competenza e, pertanto, vogliamo essere coinvolti e contribuire ATTIVAMENTE E FATTIVAMENTE alla stesura di questa variante. 
Determinante per questo, E' LA COLLEGIALITA' OPERATIVA della coalizione di maggioranza.
Sinistra e Ambiente è totalmente disponibile a dare il suo contributo e a confrontarsi sui passi e sui contenuti della variante al PGT. Vorremmo farlo in tempo utile, anche con la collaborazione di urbanisti che hanno dimostrato la loro sensibilità ambientale.
Ci auguriamo che questa volta il confronto operativo sia REALE e porti ad una sintesi condivisa da tutti.
Questa è l'unica strada percorribile per evitare il ripetersi degli errori passati e avere una maggioranza compatta e convinta sul da farsi.
Per questo, abbiamo chiesto e s'è tenuto il 23/07/012 un incontro con il PD, per noi, purtroppo non soddisfacente, cui è seguita da parte nostra una breve e coincisa risposta (che sotto riportiamo) a seguire  l'incontro stesso.

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Alla cortese attenzione di:

Sindaco
Giunta
Segreteria PD
Direttivo PD

Sul PGT e sulla necessità  di una urgente VARIANTE, Sinistra e Ambiente sta facendo la sua parte e vorrebbe dare il suo contributo quale componente a pieno diritto della maggioranza.

Nelle scorse settimane abbiamo sollecitato sia l'Assessore Buraschi sia la struttura politica del PD per un incontro che tratti la materia, sia dal punto di vista politico sia da quello tecnico, allo scopo di confrontarci quanto prima sul metodo e sul merito dei contenuti della VARIANTE.

Purtroppo, sinora, c'è stato un solo incontro con alcuni esponenti del PD ove, causa anche l'assenza dell'Assessore Buraschi, s'è solo sfiorato il tema, risultando in buona sostanza l'ennesima occasione persa.

Avremmo voluto entrare già  nel merito del come fare la variante, con un'analisi congiunta delle problematiche connesse e con una verifica dei passaggi istituzionali necessari.

Nel corso dell'incontro abbiamo ribadito che la VARIANTE e le scelte urbanistiche che si faranno con essa sono per noi importanti e dirimenti, sottolineando che le scelte fatte dovranno essere frutto di una collegialità  di tutti i gruppi facenti parte della maggioranza.

Avremmo, ancora una volta, preferito cominciare a definire, anche con l'Assessore, come organizzare i lavori della coalizione e come operare con la Commissione Territorio e Ambiente.
La partita è troppo delicata e non possiamo permetterci il ripetersi di una situazione come quella avvenuta con i Consigli comunali sul PGT.

A questo punto, riteniamo necessario che si convochi, al rientro dal periodo estivo, una riunione politico/tecnica sia di maggioranza sia della Commissione Territorio e Ambiente (di cui siamo alla Presidenza).
Vi chiediamo pertanto di calendarizzare un incontro con tutti i soggetti interessati e con competenza sulla Variante.

 
Cordialmente
Sinistra e Ambiente

sabato 7 giugno 2025

A MEDA SINISTRA E AMBIENTE-IMPULSI, PD E MEDAPERTA PRESENTANO SUGGERIMENTI E PROPOSTE PER LA VARIANTE AL PGT

A Meda, la maggioranza di Santambrogio ha avviato il percorso di Variante al PGT. 
Dopo la Conferenza di VAS tenutasi il 26-5-025, è stato possibile presentare suggerimenti e proposte.
La Variante al PGT interviene su aspetti importanti per la pianificazione urbanistica della città. 
La Variante punta molto sulla Rigenerazione Urbana, identificando 4 livelli di possibili interventi dove verranno applicate una serie di facilitazioni per chi se ne farà carico.
  • Livello 1 riguardante gli Ambiti di Rigenerazione nel nucleo di antica formazione individuato dal Piano delle Regole e rappresentato nella Carta delle previsioni di Piano, per il quale è demandata al Piano delle Regole la definizione della disciplina di intervento;
  • Livello 2 per gli Ambiti di Rigenerazione Territoriale e Urbana (ART e ARU) individuati nel Documento di Piano con disposizioni generali e specifiche precisate nelle “Schede di orientamento e promozione degli Ambiti di Rigenerazione urbana e territoriale” allegate ai Criteri tecnici di Attuazione. Nel Livello 2 sono considerati l'ART1 composto dalle fornaci di via S. Maria accorpate con lo stadio comunale di via Busnelli e l'ART2 di via Conciliazione, prospicente agli Orti Condivisi, con passate attività di lavorazione di inerti.
  • Livello 3 per i Comparti di Rigenerazione Urbana (CRU) da individuare e disciplinare nel Piano delle Regole, in ragione della collocazione e della dimensione dei comparti stessi. Comprende quelli che erano gli ambiti di trasformazione del precedente PGT non realizzati.
  • Livello 4 per i casi non individuati dagli elaborati del Piano con la possibilità di accedere alle incentivazioni per la rigenerazione di aree ed immobili sulla base di istanze dei privati proprietari seguendo le disposizioni dettate dal Piano delle Regole.
Gli Ambiti di Rigenerazione
Quello degli ambiti di Rigenerazione con le connesse facilitazioni applicate e definite nelle Norme Tecniche di Attuazione e nel Piano delle Regole è e sarà un capitolo delicato e da seguire con attenzione, proponendo osservazioni mirate rispetto al consentito per evitare che vi siano stravolgimenti del tessuto urbano con abbattimanti impropri (permessi anche nel centro storico) e aumenti di volumetrie eccessivi o incompatibili con l'omogeneità del comparto oggetto del piano di rigenerazione.
Nei documenti della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) propedeutica alla Variante al PGT è richiamato anche il Masterplan strategico paesaggistico-ambientale e le linee guida per il sistema del verde della città, come strumento propedeutico alla partecipazione a bandi di finanziamento e alle attività di pianificazione urbanistica comunale.
Il Masterplan propone uno schema progettuale fondato su “4 fiumi verdi e una soglia blu” ove verranno concentrate le iniziative di qualificazione e rinverdimento lungo 4 tracciati che scendono a valle dalla collina intersecandosi con il quinto elemento (la “soglia blu”) costituito dal torrente Tarò/Certesa. 
Per ciascuno dei “4 fiumi” sono identificate strategie generali di intervento e ipotesi con progettualità pubbliche e private orientate alla riqualificazione del territorio comunale.
Per alcuni di questi interventi, l'amministrazione prevede di utilizzare i fondi della Prescrizione 51 del CIPESS di Pedemontana.  
Nel merito, si è ancora in attesa di una formalizzazione su quanto recepito.
 
I suggerimenti protocollati il 3-6-2025 da Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico e Medaperta sono evidentemente di carattere generale e riguardano alcuni aspetti della Variante richiamati durante la conferenza di VAS.
Nella fase di adozione, entreremo più nel dettaglio con osservazioni più puntuali.