Benvenuti !

BENVENUTI nel blog di SINISTRA e AMBIENTE.
Con questo blog, vogliamo aggiornare tutti sull'attività,
le proposte, le idee del gruppo.

Per chi volesse contattarci o inviarci materiale da pubblicare, cliccare QUI

La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

-------------------------------------------------




CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
Visualizzazione post con etichetta FLA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta FLA. Mostra tutti i post

lunedì 9 dicembre 2019

SINISTRA E AMBIENTE MEDA E LEGAMBIENTE SEVESO SCRIVONO ALLA FLA SUL CONVEGNO PER RENDERE NOTA UFFICIALMENTE L'INDAGINE SUL RISCHIO DIOSSINA



Sinistra e Ambiente di Meda e Legambiente di Seveso da tempo chiedevano alla FLA e agli enti interessati di concordare una forma partecipata di condivisione e diffusione dei risultati dell' "Indagine per la valutazione di rischio da esposizione a diossina TCDD residua dell’incidente ICMESA"  al fine di coinvolgere associazioni, gruppi e cittadini per renderli informati e consapevoli.
Dopo molto tempo e ulteriori solleciti tutto quanto era nei nostri auspici non è accaduto.
Il 9 ottobre 2019, una volta messi nella condizione di studiare il lavoro della FLA, reso disponibile da un Consigliere Regionale dopo accesso agli atti, decidevamo di pubblicare integralmente il Rapporto Finale datato Dicembre 2018.
Vedi:  INDAGINE DELLA FONDAZIONE LOMBARDIA PER L'AMBIENTE SUL RISCHIO DA ESPOSIZIONE ALLA DIOSSINA: SINISTRA E AMBIENTE di MEDA e LEGAMBIENTE SEVESO ROMPONO IL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI.
La FLA, Lunedi 16-12-019 dalle ore 9.00 presso la sua sede di Seveso, ha scelto la forma convegno per ufficializzare i contenuti del suo lavoro.
Sinistra e Ambiente e Legambiente di Seveso, dopo aver ricevuto l'invito ad essere presenti, hanno scritto una lettera al Direttore della FLA ribadendo che le loro richieste sono state purtroppo disattese.


Rassegna stampa:

Sui Seietrenta:




mercoledì 9 ottobre 2019

INDAGINE DELLA FONDAZIONE LOMBARDIA PER L'AMBIENTE SUL RISCHIO DA ESPOSIZIONE ALLA DIOSSINA: SINISTRA E AMBIENTE di MEDA e LEGAMBIENTE SEVESO ROMPONO IL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI


Dopo aver sollecitato la Fondazione Lombardia per l'Ambiente (FLA) a rendere noti i contenuti dell' "Indagine per la valutazione di rischio da esposizione a diossina TCDD residua dell’incidente ICMESA" a lei affidata da Regione Lombardia, dopo aver suggerito una restituzione trasparente e partecipata, abbiamo infine potuto leggere i documenti e i dati della ricerca grazie all’interessamento del Consigliere regionale dell'M5S Marco Fumagalli che li ha ottenuti da FLA tramite accesso agli atti.
Siamo, finalmente e grazie a un Consigliere regionale, stati messi nella condizione di studiare il lavoro della FLA, nella sua stesura finale datata Dicembre 2018, da tempo in possesso dei soggetti  interessati.
Un Consigliere regionale ha fatto dunque quello che avrebbe dovuto fare la Fondazione insieme a Regione Lombardia: mettere a disposizione gli esiti della ricerca finanziata con denaro pubblico. Perché non lo han fatto le Istituzioni e gli altri Enti , visto che il rapporto risale ormai a quasi un anno fa?
SINISTRA E AMBIENTE di MEDA e il CIRCOLO "LAURA CONTI di LEGAMBIENTE SEVESO ne divulgano ora i contenuti, pubblicando integralmente il Rapporto finale,  accompagnandolo con note di sintesi e con nostre considerazioni.

LE NOSTRE CONSIDERAZIONI

E' spiacevole dover evidenziare che, a cominciare  Regione Lombardia che lo ha commissionato, gli enti, gli uffici e le istituzioni interessate non abbiano ancora  dato alcuna  evidenza pubblica approfondita di merito e di dettaglio di questa ricerca, esattamente come nel 2003 per la precedente indagine.
Giudicandone importante la diffusione, nello scrivere sull'indagine della FLA, espicitiamo la metodologia seguita, i risultati delle 30 analisi chimiche programmate sulla base di considerazioni operative ed economiche tra Regione Lombardia, Fondazione Lombardia per l’Ambiente e ARPA Lombardia ed eseguite in un periodo temporale prolungatosi per i dinieghi ricevuti dai proprietari privati dei terreni dove erano previsti i campionamenti.
Pur essendo limitate al solo Top Soil (per FLA i primi 30 cm) anche con le analisi chimiche commissionate da FLA, si continua a trovare diossina oltre i limiti di legge in 14 punti su 25 localizzati in zona B.
Si tratta di valori di supero in zone ad uso verde pubblico e residenziale, comprendenti anche zone  agricole coltivate e parchi pubblici.
E' proprio la presenza di diossina in questi luoghi a preoccupare per i rischi di contaminazione delle essenze coltivate e della possibilità di entrare in contatto diretto con  il tossico nelle zone a verde pubblico.
Sarebbe stato auspicabile avere un numero maggiore di analisi chimiche per una copertura più estesa sul territorio, non limitandosi oltretutto a campionamenti del solo Top Soil.
Un poco carenti ci paiono poi le conclusioni finali che non aggiungono approfondimenti significativi alla relazione del 2003.

APPUNTI PER COMPRENDERE LA RICERCA DELLA FLA 

Per capire o contenuti del documento della FLA, serve ricordare che:
  • L'indagine, pur catalogando tutti i dati di caratterizazione del suolo esistenti nell'arco temporale dal 1995 al 2016 per tutte le zone (A,B,R) considera poi solo quelli delle aree della zona B (la zona A e la zona R non sono prese in considerazione perchè già lo studio del 2003 le escludeva)
  • Lo storico dei dati, identifica l'utilizzo del suolo in zona B e R (es. terreno agricolo, terreno incolto, giardino, giardino coltivato etc)
  • Il territorio indagato della zona B è stato suddiviso in 170 celle da 150x150 mt
  • Le nuove analisi chimiche effettuate sono limitate al Top Soil (TS) poichè, per FLA, "la valutazione del rischio, non può che riguardare l’inquinamento superficiale in quanto le caratteristiche chimico-fisiche della diossina (composto lipofilo, non volatile e non lisciviabile) non la rendono sostanzialmente disponibile alla migrazione verso possibili obiettivi sensibili se non attraverso il contatto dermico, la risospensione delle polveri o l’ingresso nella catena alimentare". 
  • Sono state acquisite cartografie e si sono inseriti i dati creando un "multilayer" utile oltre che ad individuare esattamente la posizione dei "dati storici" nel recente contesto urbano (mappe DUSAF sul Consumo di Suolo e sulle previsioni dei PGT) anche per valutare dove effettuare nuove  analisi chimiche nel Top Soil.
Nel merito del data base statistico dei risultati analitici complessivi, FLA scrive che sono a disposizione dati analitici in 495 punti di campionamento (90,66% di quelli disponibili) e ben 469 dati risultano georeferenziati (94,75% dei dati disponibili).
I dati analitici disponibili sono così distribuiti:

· 224 (45,25%) in zona B, 168 (33,94%) in zona R, 96 (19,39%) in zona A e 7 (1,41%) in zona esterna alla R;
· 177 (35,76%) a Seveso, 154 (31,11%) a Cesano Maderno, 77 (15,56%) a Meda, 61 (12,32%) a Desio, 24 (4,85%) a Bovisio Masciago e 2 (0,40%) a Barlassina.

Sul dettaglio sempre statistico dei risultati,
si sono rilevati superamenti della Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) della tabella “A” (10 ng/kg per siti ad uso verde pubblico/privato e residenziale ) in 241 campioni (48,69% dei campioni analizzati) con la seguente distribuzione:
· 175 (72,61%) in zona B, 49 (20,33%) in zona R, 16 (6,64%) in zona A e 1 (0,41%) in zona esterna alla R;
· 95 (39,42%) a Seveso, 87 (36,10%) a Cesano Maderno, 32 (13,28%) a Desio, 24 (9,96%) a Meda, 3 (1,24%) a Bovisio Masciago e 0 (0,00%) a Barlassina.

Per identificare quante e dove le analisi aggiuntive si rendevano necessarie nelle 170 celle, FLA ha prioritariamente deciso di localizzarle nell’ambito delle celle prive di analisi “storiche” e “recenti” che ricadono per il 100% della superficie in zona B (7 disponibili) e delle celle interessate solo da analisi “storiche” ma prive di analisi “recenti” (67 disponibili).

Ulteriori criteri di selezione che sono stati utilizzati per orientare la scelta, con riduzione dalle 74 celle preselezionate su base meramente statistica e degli 82 punti potenziali di campionamento ai 31 punti di campionamento finali sono i seguenti (in ordine di priorità):
· utilizzo di punti storici (per appurare, se possibile, il trend di contaminazione);
· presenza di aree a verde (a uso pubblico, privato o agricolo) di dimensione significativa;
· usi attuali pregiati del territorio (ad es. parchi pubblici, edilizia scolastica o sanitaria, ecc.) ovvero previsione di significative trasformazioni insediative.
Tra i criteri di esclusione applicato da FLA (complementare ai precedenti) c'è quello che riguarda le celle caratterizzate da un elevato tasso di urbanizzazione o con alta probabilità di rimaneggiamento “pesante” dei terreni.

LOCALIZZAZIONE DEFINITIVA DEI 31 PUNTI DI CAMPIONAMENTO

A seguito della localizzazione dei 31 nuovi punti di campionamento i Comuni hanno indicato quelli ricadenti in aree pubbliche dove è stato autorizzato l'accesso, attivando contatti con i proprietari delle aree private interessate dal piano di campionamento.
Proprio sulle aree private si sono registrate difficoltà e FLA non è riuscita ad eseguire l'intero piano di campionamento come previsto inizialmente a causa di mancate autorizzazioni all'accesso e ai campionamenti in 9 aree private.
FLA ha conseguentemente individuato nuovi punti di campionamento subito prossimi a quelli "non accessibili" e possibilmente in aree pubbliche, in modo da rendere più semplice l'ottenimento dell'autorizzazione all'accesso. Nell'ipotesi estrema in cui non erano identificabili aree pubbliche non coperte da punti "recenti" in zona B si sono individuate aree a verde pubblico in zona R.
La limitazione alle aree a verde pubblico si deve alla loro maggiore sensibilità in virtù della libera fruizione da parte della cittadinanza.
FLA ha quindi ritenuto giustificabile la "deroga" da zona B a zona R causata dall'impossibilità di individuare punti più "sensibili".
Sotto è allegata la localizzazione cartografica dei 31 punti di campionamento definitivi (25 in zona B e 6 in zona R)
NB. per scaricarla, aprirla prima in una nuova pagina cliccando sull'icona in alto a dx o qui

In particolare, i 31 punti di campionamento, 25 in zona B e 6 in zona R, sono così suddivisi:
7 punti a Seveso (5 in zona B e 2 in zona R): dei 6 punti inizialmente previsti, 2 non sono stati autorizzati e sostituiti con 2 punti in zona R (32_2017 e 33_2017); a questi si è aggiunto un quinto punto in zona B (31_2017) su richiesta del Comune;
9 punti a Cesano Maderno (6 in zona B e 3 in zona R): dei 9 punti inizialmente previsti, 3 non
sono stati autorizzati e sostituiti con 3 punti in zona R (34_2017, 35_2017 e 36_2017);
15 punti a Desio (14 in zona B e 1 in zona R): dei 15 punti inizialmente previsti, 4 non sono stati
autorizzati e sostituiti con 3 punti in zona B (37_2017, 38_2017 e 39_2017) e 1 punto in zona R (40_2017).

RISULTATI DELLE 31 ANALISI CHIMICHE
Il superamento della CSC (concentrazione soglia di contaminazione) per l’uso del suolo verde e residenziale (10 ngI-TEQ/kgSS), riguarda 14 punti su 25 in zona B (56%) e nessun punto in zona R (vedi tabella sopra).
I superamenti sono distribuiti nei comuni di Desio (10 punti su 14 in zona B, 71%), Seveso (3 punti su 5 in zona B, 60%) e Cesano Maderno (1 punto su 6 in zona B, 17%).
Ciò conferma una situazione di inquinamento diffuso sebbene a macchia di leopardo.
Soprattutto, aggiungiamo, seppur a distanza di 43 anni dalla fuoriuscita, si conferma ancor oggi, la presenza della Diossina, con predominanza della TCDD (vedi colonna TCDD/I-Teq), nei primi 30 cm di terreno.

TIPOLOGIA DEI SUOLI DOVE SI SONO SUPERATI I VALORI DI SOGLIA

I 14 superamenti in zona B della Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) per l'uso del suolo verde e residenziale fissata dalla norma in 10 ngI-TEQ/kgSS appartengono a suoli che sulla base dell'uso registrato all'atto del campionamento e della dettagliata analisi  possono essere suddivisi come segue:
 
       aree agricole attualmente incolte con presenza di arbusti (campione 28_2017);
       aree agricole attualmente adibite a prato (campioni 01_2017, 21_2017, 22_2017, 26_2017 e 27_2017);
       aree agricole attualmente coltivate (campioni 10_2017, 19_2017, 24_2017 e 25_2017);
       giardini pubblici attuali (campioni 02_2017, 18_2017 e 38_2017) o previsti (03_2017).
Le aree che secondo la FLA possono destare le maggiori preoccupazioni sono le aree agricole coltivate e i giardini pubblici.
Il documento della FLA, del dicembre 2018, ancora non lo contempla ma ora per le aree agricole coltivate (cereali nell'area di interesse) si dovrà applicare quanto previsto dal nuovo decreto 46 del  1° marzo 2019 Regolamento relativo agli interventi di bonifica, di ripristino ambientale e di messa in sicurezza, d’emergenza, operativa e permanente, delle aree destinate alla produzione agricola e all’allevamento, ai sensi dell’articolo 241 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152".
Questo recente decreto, nel regolamento attuativo, introduce nuovi e più severi limiti - 6 ng/kg SS WHO-TEQ per la Sommatoria di PCDD, PCDF + PCB Dioxin-Like (PCB-DL - per le aree destinate alla produzione agricola e all’allevamento.
NB. per scaricare il documento, aprirlo prima in una nuova pagina cliccando sull'icona in alto a dx o qui

Sui terreni agricoli e sui parchi pubblici dove è stata rilevata contaminazione (nel Top Soil) sono state evidenziate alcune preoccupazioni:
- nel caso delle produzioni di fieno per l'alimentazione animale i timori sono associati alle particelle di suolo che aderiscono all'erba anche dopo lo sfalcio piuttosto che alla materia vegetale in sè;
- nel caso dei giardini pubblici, preoccupa il contatto dei bambini con il suolo contaminato e l'ingestione involontaria di particelle di terreno.

LA CORRELAZIONE DEL NUOVO ELABORATO (2016-2018) SUL RISCHIO DI CONTAMINAZIONE RESIDUA DA DIOSSINA RISPETTO A QUELLO DEL 2003

La FLA ha riassunto il lavoro del 2003 comparandolo, con una disamina e con proprie valutazioni, con i riscontri di quello terminato a dicembre 2018.
La ricerca "Analisi di rischio relativa alla presenza di diossina residua nella zona B di Seveso" (analisi di rischio del 2003) aveva permesso di stimare la maggiore esposizione alle diossine cui erano soggetti i residenti della zona B rispetto a chi risiedeva altrove, in particolare in aree (teoricamente n.d.r) non inquinate, in relazione non solo al luogo di residenza (e quindi alla concentrazione di diossine cui erano esposti) ma anche rispetto ai loro stili e abitudini di vita quali l'attività lavorativa, la base della dieta, ecc..
Gli scenari da esposizione erano 3 (2 che consideravano soggetti residenti nella zona B e uno di riferimento):
• "Scenario centrale zona B": scenario con esposizione media della popolazione residente nella zona B e limitate attività a rischio (giardinaggio e coltivazione)
• "Scenario estremo zona B": scenario di esposizione riconducibile alla parte più a rischio della popolazione residente nella zona B con significative attività a rischio (coltivazione diretta di prodotti vegetali e allevamento di animali da cortile che entravano a far parte stabilmente della loro dieta);
• "Scenario centrale di riferimento": scenario con esposizione media della popolazione generale residente in aree comparabili con la zona B ma non coinvolte nella fuoriuscita del tossico.

Nell'analisi del rischio del 2003, le vie di esposizione considerate erano state molto più ampie di quelle oggi generalmente considerate nell'analisi di rischio sito-specifica di siti contaminati.
Allora le vie di esposizione esaminate erano:
• ingestione di particelle di suolo inquinato;
• contatto dermico con particelle di suolo inquinato;
• inalazione;
• ingestione d'acqua;
• ingestione di prodotti alimentari di provenienza esterna (carne, pesce, latte e prodotti derivati, uova, frutta e verdura, cereali e derivati;
• ingestione di prodotti alimentari provenienti direttamente dalla zona B vegetali, polli e uova, a seconda degli scenari).
La durata complessiva di esposizione simulata era stata pari a 70 anni, suddivisa per le vie di esposizione legate alla situazione di inquinamento specifico del suolo della zona B (contatto dermico, ingestione di suolo inquinato e di prodotti di derivazione locale) in due sottoperiodi:

• il primo di durata 30 anni, durante i quali si assumeva un'esposizione a livelli di diossine pari a quelli misurati nella zona B;
• il secondo di durata 40 anni, durante i quali si assumeva un'esposizione a livelli di diossine pari a quelli dello scenario centrale di riferimento (cioè a quelli che dovrebbero rappresentare i livelli di fondo).

I valori di esposizione risultati per i tre scenari erano stati i seguenti:

• "Scenario centrale zona B": 10 pgWHO-TEQ/kg peso corporeo/settimana;
• "Scenario estremo zona B" : 16-29 pgWHO-TEQ/kg peso corporeo/settimana;
• "Scenario centrale di riferimento": 9 pgWHO-TEQ/kg peso corporeo/settimana.

Nel 2003, il valore relativo allo "Scenario estremo zona B" risultava dunque superiore alla dose tollerabile settimanale (Tolerable Weekly Intake, TWI) stabilita dallo Scientific Committee on Food (SCF) della Commissione Europea nel maggio 2001 pari a 14 pgWHO- TEQ/kg peso corporeo/settimana.
La ricerca de 2003 evidenziava che "l'esposizione alle diossine dovuta alla dieta era di cruciale importanza e aveva una rilevanza tutt'altro che trascurabile anche nella popolazione generale, cioè esterna alla zona B e all'area di Seveso."
Si suggeriva pertanto l'adozione di cautele al consumo di prodotti alimentari provenienti direttamente dalla zona B, con particolare riguardo ai prodotti animali in generale considerata la caratteristica di bioaccumulo della diossina nei grassi animali.
Cautela anche rispetto ai prodotti vegetali appartenenti alla famiglia delle cucurbitacee - come cocomero, cetriolo, melone, zucca, zucchina che hanno dimostrato significative capacità di bioaccumulare diossina.

Nel finale dell'indagine FLA del 2016-2018, gli estensori riesaminando i punti conclusivi dell'analisi di rischio del 2003 esplicitano che : "l'adozione di opportune cautele sull'utilizzo dei terreni a scopo di allevamento, orticolo e agricolo è da confermarsi, con la raccomandazione che le eventuali restrizioni siano documentabili o, in assenza di documentazione certa, possano giustificarsi secondo il principio di precauzione.
Alla luce di quanto discusso nel presente paragrafo si ritiene di confermare gli esiti dell'analisi di rischio pubblicata nell'aprile 2003."

La relazione della FLA

NB. per scaricare il documento, aprirlo prima in una nuova pagina cliccando sull'icona in alto a dx o qui


Sinistra e Ambiente di Meda
Legambiente Circolo Laura Conti Seveso

Rassegna stampa:


Art de Il Giorno del 17-10-019




lunedì 17 giugno 2019

DOV'É FINITO LO STUDIO DELLA FLA SULLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA ESPOSIZIONE ALLA DIOSSINA TCDD RESIDUA ?



Con Delibera di Giunta Regionale X/5268 del giugno 2016 la Fondazione Lombardia per l’Ambiente e’ stata incaricata di svolgere una indagine di valutazione di rischio da esposizione a diossina TCDD residua dell’incidente ICMESA.
Per questa ricerca sono stati stanziati fondi pubblici: 100.000 euro da Regione Lombardia con un cofinanziamento FLA per altri 124.000 euro. (vedi qui come sono stati impegnati ndr).
La Fondazione ha svolto la ricerca e ne ha dato un iniziale e parziale riscontro al gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda e al circolo Laura Conti di Legambiente di Seveso nel corso dell'incontro dell'11 giugno 2018 .
I due gruppi ambientalisti hanno chiesto alla Fondazione Lombardia per l'Ambiente (FLA) di essere messi a parte dei contenuti dell'indagine di valutazione di rischio da esposizione a diossina TCDD residua dell'incidente ICMESA e di essere coinvolti con una metodologia partecipata di diffusione del lavoro e delle valutazioni dello studio di FLA.
Alla nostra ultima richiesta, del 4-2-2019 , la FLA aveva risposto con un rimando che coinvolgeva i referenti di Regione Lombardia "per fissare a breve una data utile per organizzare un incontro".
Da allora, dal 5 febbraio 2019, tutto tace.
A un ulteriore nostro sollecito del 26-03-2019, non v'è stata alcuna risposta da parte di FLA.
E' d'obbligo porsi e porre delle domande sull’atteggiamento sfuggente di Regione Lombardia e della FLA, con quest’ultima che poteva e può svolgere un ruolo importante sia rispetto all’Ente regionale (da cui ha ricevuto l'incarico per il lavoro) sia rispetto alle nostre precise richieste.
Decidere di "mimetizzare" l'indagine o comunque non darle la dovuta rilevanza pubblica la depotenzia intaccandone il principio di trasparenza.
Quale utilità può avere uno studio se resta confinato nei cassetti degli estensori e degli uffici tecnici regionali e se lo stesso non viene restituito alla Comunità e a chi s'è dichiarato interessato ad averne contezza?
Si vuole limitare la conoscenza ai soli addetti ai lavori e agli uffici degli Enti dove risulta sia già stato depositato?
Vi sono contenuti non divulgabili perchè possono ingenerare preoccupazione o semplicemente c'è qualcuno che con supponenza ritiene che i gruppi e le associazioni ambientaliste e i cittadini non siano in grado di comprenderne i contenuti?
Eppure, sia Sinistra e Ambiente di Meda sia il Circolo Laura Conti di Legambiente Seveso, con il loro lavoro congiunto, hanno dimostrato da tempo di saper leggere e valutare attentamente anche documenti tecnici complessi, riproponendoli con dettagli ed approfondimenti indispensabili per una buona, leggibile e credibile informazione.
Si vuole forse ripetere quanto già avvenuto nel 2003 dove analogo studio rimase per anni sconosciuto ai più?
Continuiamo a pensare che questo lavoro vada seguito con attenzione e i suoi contenuti debbano essere resi noti e nella disponibilità dei cittadini.

Seveso/Meda 15-6-2019

Sinistra e Ambiente di Meda
Legambiente circolo “Laura Conti” di Seveso






venerdì 8 febbraio 2019

SINISTRA E AMBIENTE DI MEDA E LEGAMBIENTE DI SEVESO CHIEDONO UN NUOVO INCONTRO ALLA FLA SULLO STUDIO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA ESPOSIZIONE ALLA DIOSSINA TCDD RESIDUA



Con la Fondazione Lombardia per l'Ambiente (FLA) il gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda e il circolo Laura Conti di Legambiente di Seveso s'era già incontrato (dopo richiesta) in data 11 giugno 2018 per raccogliere informazioni circa l'indagine di valutazione di rischio da esposizione alla diossina residua dell'incidente ICMESA di cui era stata incaricata la FLA ai sensi della Delibera di Giunta Regionale X/5268.
E' ormai trascorso il periodo temporale (fine 2018) entro cui i responsabili della FLA ci avevano annunciato sarebbe stato concluso il lavoro e definito il testo sul rischio da esposizione e quello sulla compatibilità d'uso dei suoli presi in considerazione a fini di eventuali prescrizioni per attività di pascolo animali da latte, orticolo (piante ipogee e a contatto del suolo), da allevamento domestico, agricolo (piante epigee), verde pubblico e privato, residenziale e commerciale/industriale.
Per questo, per avere aggiornamenti e accedere agli atti, abbiamo inoltrato alla FLA una nuova richiesta.
Come firmatari dell'istanza continuiamo infatti a pensare che questo studio vada seguito con attenzione e i suoi contenuti debbano essere resi noti.
Riteniamo che dati e valutazioni non possano e non debbano rimanere confinati all'interno della sola cerchia degli incaricati, degli uffici tecnici di Regione Lombardia, degli enti interessati.
Come pensavano e agivano Giulio Maccacaro, Luigi Mara e Laura Conti, anche noi agiamo affinchè il sapere sia diffuso e le informazioni siano messe a disposizione di tutti coloro che ne vogliano contezza.

Inviata a mezzo PEC Lunedì 04-02-019

Att.ne Direttore della FLA
Dott. Fabrizio Piccarolo

Da: Legambiente Seveso Circolo Laura Conti e da Sinistra e Ambiente Meda

Oggetto: richiesta di incontro e accesso alla documentazione sull’attività prevista 
nella DGR X5268

Buongiorno,
scriviamo la presente rispettivamente in qualità di rappresentanti del gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda e di Presidente del Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso.

A seguito di una nostra richiesta del 7-5-018, dove congiuntamente avevamo chiesto informazioni e aggiornamenti circa l'indagine di valutazione di rischio da esposizione a diossina TCDD residua dell'incidente ICMESA di cui era stata incaricata la FLA ai sensi della DGR X/5268, ci eravamo, in data 11-06-2018, incontrati presso i vs. uffici di Milano dove ci era stata illustrata l’attività in corso.
Nello stesso incontro, era stato enunciato che la FLA era in attesa dei risultati delle ultime analisi chimiche effettuate e stava predisponendo e impostando il testo sul rischio da esposizione cui sarebbe seguito il lavoro sulla compatibilità d'uso dei suoli presi in considerazione a fini di eventuali prescrizioni per attività di pascolo animali da latte, orticolo (piante ipogee e a contatto del suolo), da allevamento domestico, agricolo (piante epigee), verde pubblico e privato, residenziale e commerciale/industriale.
FLA ipotizzava il termine dell'attività di elaborazione testuale con presentazione all'istituzione regionale entro l'anno.
Durante l’incontro avevamo condiviso l’opportunità di una diversa metodologia di presentazione e diffusione rispetto al precedente studio del 2003 e ci siamo resi sin da subito disponibili come gruppi e associazioni ambientaliste del territorio a condividere un percorso partecipato di restituzione pubblica.

In qualità di portatori di interessi collettivi e di gruppi operanti sul territorio, proprio in funzione delle scadenze temporali allora evidenziate e in base a quanto concordato, siamo ora a chiedere un incontro di aggiornamento con la possibilità di avere accesso alla documentazione prodotta e per comprendere quali siano le metodologie scelte da FLA per la diffusione del lavoro in oggetto alla DGR X5268.

Certi di un positivo riscontro alla presente e alle nostre richieste,
cogliamo l'occasione per porgere i nostri saluti.

Alberto Colombo - gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda
Gemma Beretta - Presidente Circolo Legambiente "Laura Conti " di Seveso.

Seveso/Meda 04-02-2019

Alla richiesta la FLA ha risposto con un rimando che coinvolge i referenti di Regione Lombardia.


mercoledì 20 giugno 2018

SINISTRA E AMBIENTE DI MEDA E LEGAMBIENTE DI SEVESO HANNO INCONTRATO LA FLA SULLO STUDIO DI RISCHIO DA ESPOSIZIONE A DIOSSINA



Il 7 maggio 018 il gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda e il Circolo "Laura Conti" di Legambiente di Seveso hanno congiuntamente ed unitariamente chiesto informazioni e aggiornamenti alla Fondazione Lombardia per l'Ambiente (FLA) circa l'indagine di valutazione di rischio da esposizione alla diossina residua dell'incidente ICMESA di cui era stata incaricata la FLA ai sensi della DGR X/5268.
A seguito della disponibilità della FLA, negli uffici milanesi della Fondazione, in data 11 giugno 2018 si è tenuto un incontro tra i rappresentanti di Sinistra e Ambiente (Alberto Colombo) e Legambiente circolo Laura Conti di Seveso (Gemma Beretta) e la FLA, presente con il Direttore Dr. Fabrizio Piccarolo, il Prof. Antonio Ballarin Denti del Comitato Scientifico, il Dr Gianni Del Pero del Comitato Scientifico "Progetto Icmesa", l'Ing. Giuseppe Pastorelli - Resp Settore Rischio e componente del Comitato Scientifico "Progetto Icmesa" e la presenza del Dr. Nicola Di Nuzzo della Direzione Generale Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile di di Regione Lombardia.
Il primo quesito posto dai referenti delle associazioni ambientaliste ha riguardato le cause del ritardo nella consegna della ricerca, prevista nella DGR X/528 per dicembre 2017.
Il team della FLA ha  evidenziato che il ritardo è da attribuire alla metodologia di lavoro proposta e agli eventi “imprevisti” che si sono interposti tra la previsione e quanto riscontrato di fatto.
FLA ha infatti scelto di utilizzare un metodo di ricostruzione e confronto "storico" rispetto a quella che è stata la precedente "Analisi del Rischio relativa alla presenza di diossina residua nella zona B di Seveso" del 2003 - ce ne siamo occupati qui – campionando nuovamente il suolo, laddove possibile, negli stessi punti di allora e cercando di coprire le maglie della griglia 150x150 (del 1999) allora rimaste incomplete o scoperte.
Tuttavia, in molti punti “storici” oggi non esiste più verde ma cemento quindi non è stato possibile effettuare  il carotaggio; altri punti si trovano in zone di proprietà privata e qui in molti casi è stato lento e difficoltoso l’ottenimento del consenso a procedere da parte dei proprietari.
Due situazioni tutt’altro che irrilevanti e che dovrebbero far riflettere e forse avrebbero dovuto essere previsti da chi ha impostato la ricerca. In ogni caso, per certo, elementi che sono stati causa (a dire della Fla) di ritardi nell'iter dello studio con conseguente proroga nei tempi di consegna dell'elaborato finale.
Come nel 2003, anche ora lo studio della FLA riguarderà la sola zona B e utilizzerà anche le analisi dellaCaratterizzazione dei suoli della soc. Autostrada Pedemontana Lombarda considerate compatibili e in sovrapposizione alla griglia originale del 1999.
Su questo punto i referenti delle associazioni ambientaliste hanno evidenziato che è limitante occuparsi solo del rischio in zona B  e che sarebbe stato opportuno ampliare lo studio anche alla zona R, in particolare alle aree direttamente confinanti con il perimetro della B.
Il lavoro della FLA prenderà dunque in considerazione circa 30 nuovi punti di analisi di cui circa i 2/3 sono in sovrapposizione per confronto con  quelli identificati nella maglia del 1999 e nel rapporto del 2003.
I punti "storici" non ripetibili sono stati sostituiti predisponendo una decina di nuovi punti di campionamento suddivisi tra Seveso (2), Desio (5), Cesano Maderno (4).
Tutte le nuove analisi sono in fase di certificazione da parte del laboratorio ARPA.
Nell’incontro abbiamo sottolineato che sarebbe stato auspicabile avere un numero maggiore di campionamenti, visto che la stessa DGR X/528 definisce "indagini sul top soil, almeno in 50 punti dell’area vasta, a carico dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente(ARPA Lombardia)".
In questo momento FLA è in attesa dei risultati delle ultime analisi chimiche effettuate e sta predisponendo e impostando il testo sul rischio da esposizione cui seguirà il lavoro sulla compatibilità d'uso dei suoli presi in considerazione a fini di eventuali prescrizioni per attività di pascolo animali da latte, orticolo (piante ipogee e a contatto del suolo), da allevamento domestico, agricolo (piante epigee), verde pubblico e privato, residenziale e commerciale/industriale.
E' ipotizzato il termine dell'attività di elaborazione testuale con presentazione all'istituzione regionale entro l'anno.
Come gruppi operanti sul territorio, abbiamo chiesto una diversa metodologia di presentazione e diffusione rispetto al precedente studio del 2003. 
Metodologia che tenga conto anche di un coinvolgimento dei gruppi e delle associazioni ambientaliste oltrechè delle amministrazioni, con un'azione di trasparenza e restituzione pubblica.

Sinistra e Ambiente Meda
Legambiente Seveso circolo "Laura Conti".

La planimetria con le concentrazioni di diossina dell'indagine FLA del 2003