Il gruppo di SINISTRA e AMBIENTE opera a Meda, provincia di Monza e Brianza - MB.
Siamo un soggetto politico locale che lavora sul territorio, dicendo la nostra anche su vicende di politica nazionale ed estera.
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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare
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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA
A CAMBIARE IL PAESE
DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano:
se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà,
sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche. Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.
"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta. Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste. Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa." (da Il mondo secondo Fo)
Dopo l'incontro del 17-11-025 sulla Bonifica da Diossina sulla tratta B2 di Pedemontana dove Sinistra e Ambiente-Impulsi, Legambiente Seveso. Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio, Comitato Ambiente Bovisio e Cittadini per Lentate hanno ricevuto aggiornamenti, le attività nei lotti interessati sono proseguite.
Purtroppo, contrariamente alle dichiarazioni fatte dalla soc Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) e da Pedelombarda Nuova che si erano impegnate per un aggiornamento in tempo reale rispetto ai risultati dei collaudi di bonifica fatti in contradditorio con ARPA, ancora non si ha contezza di tutte le analisi chimiche e dei risultati raggiunti sulle aree sorgenti sottoposte alla procedura di collaudo.
Tuttavia, dagli scarni aggiornamenti sinora comunicati, alle non conformità su cui avevamo in precedenza relazionato, si sono aggiunte altre celle (15x15 mt) presenti nelle "aree sorgente" dove il contradditorio analitico tra i dati di ARPA e quelli di Pedelombarda Nuova (esecutore della realizzazione dell'autostrada Pedemontana lombarda) ha dato esito negativo per la presenza di valori di Diossine e Furani ancora superiori alla soglia dell'obiettivo di bonifica.
LOTTO 2 - SEVESO Area Sorg. 9B: NON RAGGIUNTO L'OBIETTIVO DI BONIFICA della tabella B di 100 ng/kg
LOTTO 3 - CESANO MADERNO Area Sorg.11: NON RAGGIUNTO L'OBIETTIVO DI BONIFICA della tabella A di 10 ng/kg
- Valori in ng/kg riscontrati da ARPA: 39,2 - Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA: 49 - 64 - 73
Area Sorg. 64.1: NON RAGGIUNTO L'OBIETTIVO DI BONIFICA della tabella A di 10 ng/kg
- Valori in ng/kg riscontrati da ARPA: 99,3 - 48,3 - 41 - Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA: 68 - 19 - 121 - 36 - 33
Rispetto ai dati del 17-11-025, oggi, su 17 Aree Sorgente oggetto del contradditorio di collaudo con ARPA, salgono da 12 a 15 quelle che non hanno raggiunto l'obiettivo di bonifica.
L'OPACITÀ E L'OSTRUZIONISMO DI PEDEMONTANA E PEDELOMBARDA NUOVA
Siamo ancora in attesa da parte di Pedemontana e Pedelombarda Nuova di ricevere dati ed informazioni chieste il 17-11-025. É trascorso più di un mese e le due società ancora non hanno dato ritorno rispetto alle nostre puntuali richieste di pur semplice documentazione relativa a:
Quantità di terreno classificato e smaltito come rifiuto in discariche per inerti
Quantità di terreno classificato e smaltito in discariche per rifiuti non pericolosi
Quantità di terreno classificato e smaltito in discariche per rifiuti pericolosi
Elenco degli impianti a cui sono stati conferiti, con specifica e quantitativi del tipo di rifiuto inviato
Slides del 17-11-025 illustranti la situazione della bonifica, possibilmente aggiornate, comprendendo anche i risultati degli ulteriori e successivi collaudi in contradditorio con ARPA.
Da tempo non v'è corrispondenza tra loro parole che assicurano trasparenza e le azioni conseguenti.
Verso le nostre richieste documentali è esercitata nei fatti un'opacità e un ostruzionismo strisciante che ci costringe a defatiganti ricerce a mezzo accesso agli atti presso altri enti.
GLI IMPIANTI DI CONFERIMENTO SINORA UTILIZZATI
Proprio da un ennesimo accesso agli atti ed in particolare dai Piani
di Smaltimento per il terreno contaminato asportato, al momento
risultano essere stati utilizzati i seguenti impianti di conferimento:
LOTTO 1 Meda - Aree sorg 1-2-3-4-42: invio a SERVIZI srl discarica di Marano Vicentino-Thiene
LOTTO 2 Seveso - Aree sorg 26A-12-9A-15-36-8A-39-45-27A-27B: invio a TECNOINERTI di Ghedi (BS) e in alternativa a EREDI COMP. NAZ di Cazzago S.M (BS)
LOTTO 2 Seveso -Aree sorg 12-40: invio a TECNOINERTI di Ghedi (BS) e per supero piombo nell'eluato sempre a TECNOINERTI con deroga o a BrixiaAmbiente di Maclodio (BS).
LOTTO 3 Cesano Maderno -Aree sorg 10-20-38-41-43-19B: invio a SERVIZI srl discarica di Marano Vicentino-Thiene o in alternativa a VITER 71 Saronno via Grieg 71
LOTTO 3 Cesano Maderno - Aree sorgente 37: invio a SERVIZI srl discarica di Marano Vicentino-Thiene o in alternativa a VITER 71 Saronno via Grieg 71
LOTTO 3 VAR Cesano Maderno - Aree sorg 30 - SC59.1-SC59.2: invio a SERVIZI srl discarica di Marano Vicentino-Thiene
LOTTO 3 VAR Cesano Maderno - Aree sorg SC.161-64.1: invio a SERVIZI srl discarica di Marano Vicentino-Thiene
LOTTO 3 VAR Cesano Maderno - Aree sorg 79.2-SC139.1-SC159.2-42-78.2: invio a SERVIZI srl discarica di Marano Vicentino-Thiene
LOTTO 3 VAR Cesano Maderno - Aree sorg 81-SC58.1-SC58.2-SC58.3-11: invio a SERVIZI srl discarica di Marano Vicentino-Thiene e a a VITER 71 Saronno via Grieg 71
LOTTO 3 VAR Cesano Maderno - Aree sorg 199.1-139.2-42-77-76.1-78.2-79.1-79.2-SC53: invio a VITER 71 Saronno via Grieg 71
LOTTO 4 Cesano Maderno - Area sorg 34 ovest: invio a SERVIZI srl discarica di Marano Vicentino-Thiene
LOTTO
4 Cesano Maderno - Area sorg 34 est: invio a SERVIZI srl discarica di
Marano Vicentino-Thiene o in alternativa a VITER 71 Saronno via Grieg
71
Nota: la soc VITER 71 di Saronno, dalla visura del sito on line, appare come un impianto di trattamento rifiuti e non come un sito di stoccaggio. Cercheremo di avere informazioni in merito.
I rifiuti vegetali sono stati inviati a Tecnogarden Service S.R.L. di Vimercate e Castelseprio.
Il 23-05-021 i gruppi medesi di Sinistra e Ambiente, di Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà con Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso e l'Associazione Seveso Futura organizzano un presidio presso l'area libera compresa tra via della Roggia, via dei Vignee e la superstrada Milano - Meda - Lentate S.S. Si tratta di uno degli spazi residui rimasti liberi dalla cementificazione ma minacciato dal completamento dell'autostrada Pedemontana Lombarda, qui denominata Tratta B2. La Pedemontana passerà sul sedime dell'attuale superstrada, debitamente allargata con sbancamenti che riguarderanno per 2 ettari anche il Bosco delle Querce. Nei campi di via della Roggia v'è la previsione di realizzare la viabilità di accesso all'infrastruttura, una vasca di laminazione a servizio e di dislocare il cantiere. Tutto questo comprometterebbe irrimediabilmente l'area e la possibilità di includerla nel Parco Regionale Naturale del Bosco delle Querce. Oltretutto, come è noto, nei campi di via della Roggia (già zona B), così come nei vicini svincoli medesi della superstrada e su tutta la tratta B2 comprendente Meda, Seveso, Cesano Maderno e Bovisio Masciago, le analisi chimiche della Caratterizzazione dei suoli del 2016 e le precedenti analisi del 2008 e 2012 sui terreni interferiti dal percorso autostradale hanno fotografato uno stato di contaminazione diffusa da Diossina TCDD, quella del disastro Icmesa del 1976. La Caratterizzazione del 2016 era stata fortemente voluta dai gruppi ambientalisti locali (allora riuniti nel coordinamento Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile) e aveva restituito per la tratta B2 ben 219 superamenti della soglia per l'uso a verde/residenziale (10 ng eq/kg) e 21 superamenti del limite per l'uso industriale (100 ng eq/kg) mentre ad inizio tratta C, a Desio, i valori di diossina TCDD, pur presenti erano al di sotto di tali soglie. Nell'area di via della Roggia sono presenti superamenti di entrambe le soglie. Ai sensi del DL 152/06, per realizzare la Pedemontana, allorquando passerà nelle zone inquinate dal potente tossico, dovrà essere attuata una bonifica. Per questo la soc Autostrada Pedemontana lombarda (APL) ha predisposto un Progetto Operativo di Bonifica (POB), approvato da Regione Lombardia. Del POB, Sinistra e Ambiente e Legambiente Seveso hanno seguito tutti i passaggi dell'iter leggendone con attenzione i contenuti e divulgandoli. E' un Progetto Operativo di Bonifica "al risparmio" e insufficiente su più punti che non risolverà comunque il rischio legato alla movimentazione di terreno contaminato. In alcuni appezzamenti dove pure v'è presenza di Diossina TCDD oltre i 10 ng eq/kg, essendo le stesse considerate ad uso industriale (così è classificato l'intero perimetro autostradale e quindi con soglia a 100 ng eq/kg) e non ad uso verde/residenziale, non vi sarà scarifica con asportazione del terreno così come su altri suoli contaminati nello strato superficiale (Top Soil) oggetto di obbligo bonifica non verrà applicata la "franchigia di sicurezza" con un'asportazione maggiore rispetto ai primi 20 cm. L'autostrada Pedemontana è dunque un'infrastruttura che causerà la scomparsa delle residue aree verdi ancora presenti sulla tratta B2, con annesso rischio Diossina TCDD, che verrebbe rimessa in circolazione dagli scavi. La zona di via della Roggia è esemplificativa di quel che qui accadrà e ne tratteremo al presidio in loco.
La Tratta C da Bovisio Masciago a Vimercate sarà interessata da occupazione e devastazione di aree libere verdi e boscate di pregio alcune delle quali comprese in Parchi. Lo stesso avverrà per la D da Vimercate a Dalmine, anche se per ora questa tratta non è contemplata nell'affidamento d'incarico realizzativo a Webuild.
Dinanzi a tale rovinoso scenario, serve fermarsi, serve rinunciare al completamento dell’infrastruttura.
Oltre a quello di Seveso, gli altri presidi, organizzati il 23 maggio evidenzieranno il danno che la Pedemontana potrebbe infliggere al territorio brianzolo.
Sinistra e Ambiente e Legambiente Circolo Laura Conti Seveso
Il 4 marzo 2021 s'è tenuto a Meda il Consiglio Comunale dove si è discusso della Convenzione tra Regione Lombardia, i Comuni di Seveso e Meda e l'ERSAF per la gestione del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce. Avevamo già trattato e denunciato in precedenza (qui e qui) l'assenza nella convenzione dell'assegnazione di risorse per il monitoraggio delle due vasche di Seveso e Meda (contenenti i materiali contaminati dalla diossina TCDD del disastro ICMESA del 1976) con analisi chimiche sulla falda e sul percolato. Una assenza di fondi conseguente alla rinuncia dell'amministrazione sevesina nello svolgere questa preziosa attività e parte d'una azione costante di smantellamento dei presidi ambientali necessari ad un corretto utilizzo di quest'area, con un ufficio ecologia sevesino ormai presidiato da una sola persona, la mancanza di un direttore del Parco, la difficoltà nel gestire attività di educazione ambientale. A Meda, il Consigliere di opposizione Paolo Tagliabue, ha accolto le nostre preoccupazioni, unendole alle sue e riportandole nell'assise. Un'assise, con la maggioranza di Lega e F.I (assente FdI) purtroppo sorda e volutamente cieca rispetto alla realtà che prima ha respinto la richiesta di Paolo Tagliabue e dei consiglieri del PD di un rinvio del punto all'odg affinchè venisse definito con certezza chi si occuperà del monitoraggio delle vasche e del deposito di Cesano Maderno (dove furono sepolti gli animali abbattuti) e poi ha approvato la convenzione (10 favorevoli e 5 contrari) senza alcuna preoccupazione di merito rispetto all'azione di disinvestimento dal Bosco delle Querce come luogo della comunità.
Sull'argomento discusso nel CC di Meda, silenzio totale e nessun intervento da parte del
sindaco Luca Santambrogio, evidentemente allineato alle
infelici e discutibili scelte sevesine.
Con ogni probabilità, ha pesato la necessità di non creare una situazione critica per il sindaco di Seveso Allievi, già alle prese con un dissenso, esplicitato anche sulla stampa locale, di parte della sua maggioranza.
L'intervento del Consigliere Paolo Tagliabue
Va altremodo evidenziato che nel verbale dell'ultimo Comitato Scientifico (tenutosi il 21-12-2020 e sotto pubblicato), appare chiara la volontà di rinuncia da parte dei rappresentanti sevesini, mentre non è certo che l'attribuzione di competenze gestionali sia in carico a Regione Lombardia o alla Provincia di Monza e Brianza.
A 44 anni dal disastro della diossina TCDD fuoriuscita dall'ICMESA, una videoconferenza è stata organizzata e proposta dal circolo di Legambiente di Seveso per ricordare il pensiero di Laura Conti, la Memoria e il tempo presente.
Hanno relazionato le docenti universitarie Laura Centemeri (Università di Marsiglia),
Monica Seger (Università William&Mary, Virginia) e Mariateresa
Muraca (Università degli Studi di Verona), insieme a Luana Zanella
(Esecutivo Federazione Verdi Italiani), Damiano di Simine (primo
presidente del circolo Legambiente “Laura Conti” di Seveso) e Alberto
Colombo (Sinistra e Ambiente di Meda).
LAURA CONTI partigiana, medico, ambientalista, politica e scrittrice, ha legato la sua storia e il suo agire alla drammatica vicenda del
10 luglio 1976 ove, la fuoriuscita di diossina TCDD dall'ICMESA di Meda
contaminò vaste porzioni del nostro territorio.
Le analisi, le ricerche e le pubblicazioni di Laura Conti sono state base e ispirazione per la consapevolezza e per le pratiche e le azioni ambientaliste per un Sapere diffuso che continuiamo a perseguire.
Il gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda, ha partecipato tra i relatori alla videoconferenza del 10-luglio 2020 proponendo la continuità tra la Memoria, gli scritti e i lavori di Laura Conti sull'ambiente e lo sviluppo insostenibile con il tempo presente.
Un presente dove ancora, in nome dello sviluppo ad ogni costo e del profitto, si vogliono esporre nuovamente cittadini e cittadine al rischio diossina, realizzando un'autostrada laddove il suolo risulta ancora contaminato dalla Diossina TCDD del 1976.
Sotto le slide su cui abbiamo impostato il nostro intervento.
Vi proponiamo inoltre un contributo interessante di Massimiliano Fratter, cittadino di seveso e storico che su quel periodo e sulle cause del disastro ha elaborato molto materiale documentale scrivendo anche un libro.
SEVESO, QUANDO LA
STORIA NON INSEGNA
C'ero.
Ero un bambino in quel “caldo sabato di luglio” del 1976.
Un altro secolo.
Un'altra storia. Forse. E ho tre ricordi nitidi. Il giorno dell'incidente con
il fischio - durato alcuni secondi - e l'odore. Insopportabile. E che inquinò
l'aria per alcune ore, almeno fino a sera.
Il
secondo frammento risale a 10 giorni dopo, quando la notizia della fuoriuscita
della nube tossica dall'Icmesa è ormai di dominio pubblico e i miei genitori
decidono di “evacuarmi” (la mia famiglia non dovette lasciare la casa) e mi
portano dagli zii a Meda (!) ma a nord della fabbrica che si trovava proprio al
confine tra i due paesi.
Il vento, al momento della rottura del disco di
sicurezza (sicurezza di chi??) del reparto “B” soffiava in direzione sud,
sud-est. La zona dove abitavano i miei zii non era stata colpita. O, almeno,
non il 10 luglio 1976 perché l'Icmesa produceva e inquinava dal 1948 (i lavori
di costruzione dello stabilimento erano terminati un anno prima) e non c'erano
all'interno dei suoi obsoleti impianti tecnici ventilatori che potessero
dirigere gli inquinanti da Meda verso Seveso. Perché farlo poi?
C'era il fiume
dove scaricare tutto quello che era possibile scaricare e alle lamentele della
popolazione o delle autorità si rispondeva, spesso, con il denaro o con la
minaccia dei licenziamenti. E il posto di lavoro era “sacro” nell'Italia post
seconda guerra mondiale, nell'Italia degli anni '50. Nell'Italia del boom
economico. Oggi.
In fondo quando morivano le pecore o gli animali si pagava e
di tosse non è mai morto nessuno. Questi italiani! Sempre pronti alla lamentela
invece di ringraziare chi aveva portato denaro e benessere! E comunque
all'Icmesa non si inquinava! Parola di Givaudan Hoffman La Roche! Proprietari
che vivevano in Svizzera.
Dove ordine e pulizia sono valori Sacri. E per gli
ansiosi da presunto inquinamento c'era sempre il Valium (marchio registrato!)
perché Hoffman la Roche teneva (e tiene ancora!) alla salute. E al profitto.
L'ultimo
mio ricordo è legato al periodo successivo e che non può essere collocato in un
periodo preciso. Almeno nella mia mente. Un ricordo fatto di divise e tute.
Erano quelle dei soldati chiamati a pattugliare la zona più contaminata, la
“famigerata” zona A (c'era poi una zona B – non evacuata – e una zona di
Rispetto, con tracce minori di diossina. Io vivevo in quest'ultima area ed ero
“rispettato” quindi!). E quelle degli addetti alla bonifica.
Crescevo e loro
erano lì, parte integrante del mio, del nostro, quotidiano e raccontavano,
evidenziavano, una normalità “altra”. Durata, complessivamente, quasi 10 anni e
che via via cercava di riportare la città ad una vita normale con la fine dei
lavori di bonifica che terminano con la nascita del Bosco delle Querce, avvenuta
nel 1983 e i lavori di costruzione del parco terminati tre anni dopo, nel 1986.
Sono
rimasto. E, poco più ventenne, siamo all'inizio degli anni '90 dell'altro
secolo, incontro un piccolo gruppo di donne e uomini che hanno deciso di
impegnarsi per il bene della Città “adottando” un'area degradata, il Fosso del
Ronchetto.7,5 ettari lontani dal Bosco
delle Querce ma che rappresentano il desiderio di prendersi cura della città
dove vivono. Seveso, appunto. Sono le socie e i soci del locale circolo di
Legambiente, dedicato a Laura Conti, medica e all'epoca dell'incidente
consigliera regionale in Lombardia e molto vicina alla Comunità.
Lei che arriva
da Milano per cercare di comprendere. Per aiutare. Per proporre. Amata dapochi. Avversata da molti. Lei, donna dalle
posizioni forti e dalle parole chiare su molti temi che la democristiana
Brianza bianca non vuole ascoltare. Di cui non si deve parlare. Meglio tacere.
E lasciar passare il tempo.
E dimenticare: “Un anniversario da dimenticare”.
Così “Il Cittadino”, il settimanale locale cattolico più letto all'epoca,
ricordava il ventesimo anniversario dell'incidente, il 10 luglio 1996. Le
amiche e gli amici del Circolo sostengono invece che la rielaborazione di ciò
che è accaduto nel 1976 e le sue conseguenze è un opportunità di crescita e di
cura di una Comunità ancora dolente.
Nonostante la voglia di rimozione.
Crediamo, perché anch'io mi iscrivo a Legambiente, che la Storia sia uno
strumento di sollievo e alla fine del secolo iniziamo ad elaborare un progetto
che diverrà poi la colonna portante di un percorso durato più di 15 anni. Nasce
il “Ponte della Memoria”. Iniziamo a ricostruire l'archivio sociale della
“vicenda Seveso”. Ascoltiamo storie. Raccogliamo storie. Raccontiamo la Storia.
Entriamo
al Bosco delle Querce. Il parco è aperto al pubblico dal 1996 ma quasi nessuno
lo frequenta. All'inaugurazione l'allora presidente regionale Roberto Formigoni
parla davanti al deserto (tranne le cosiddette Autorità e pochi obbligati non
c'è praticamente anima viva).
Il parco è una sorta di “non luogo”. Io stesso
che abito a poche centinaia di metri dall'ingresso non ci sono mai entrato.
Con
il “Ponte della Memoria” inizia un percorso di rielaborazione e
riappropriazione che porterà alla vera e propria apertura del Bosco nel 2004,
quando, davanti a centinaia di sevesine e sevesini (durante la giornata poi
continuo fu l'afflusso per visitare il percorso appena aperto), viene
inaugurato il percorso della Memoria all'interno del parco, undici pannelli per
non dimenticare. E sonotante le persone
che negli anni donano all'Archivio i propri documenti. Le scuole iniziano a
chiedere di essere accompagnate al Bosco per conoscere. E il progetto trova il
sostegno istituzionale del Comune di Seveso e della Fondazione Lombardia per l'Ambiente,
la Fondazione nata nel 1986 proprio per valorizzare l'esperienza di Seveso e
che, per la prima volta, sostiene economicamente un progetto per la Comunità.
Meglio tardi che mai.
Oggi,
dopo tanti anni dedicati allo studio e alla valorizzazione della Storia della
mia città, sono “lontano”.
Non
racconto più Seveso. E nemmeno il Bosco delle Querce. Altri, se vorranno,
potranno continuare. Non può esistere una narrazione esclusivamente individuale
di una Memoria collettiva. E nemmeno una sorta di unica “voce ufficiale”.
Certamente
c'è, a Seveso, ancora molto lavoro da fare affinché quanto seminato con il
Ponte della Memoria continui a dare buoni frutti.
Da coltivare e per compiere,
finalmente, altri passi in avanti e senza omertà o silenzi rispetto anche agli
angoli meno chiari della vicenda.
O a
quelli, volontariamente, taciuti anche dal sottoscritto – all'epoca
responsabile del Progetto - perché non si dovevano alterare alcuni equilibri
“sensibili”. Il Ponte era sostenuto dal Comune. Dalla Fondazione. La Brianza ha
cambiato colorema è solo un'apparenza
perché nella propria intimità è sempre rimasta Bianca. Cattolica.
Reazionaria.Ed è meglio non stimolare
nervi ancora scoperti come i risarcimenti o l'aborto (nel 1976 in Italia
l'aborto non era ancora legale ma nella Bianca Seveso furono autorizzati gli
aborti “a scopo terapeutico” con le donne che sceglievano questa strada
sottoposte ad un vero e proprio processo, quasi una tortura. Senza possibilità
di assoluzione.).
Tutto
è Passato. Andiamo avanti. Fino ad un certo punto perché il processo di
pacificazione non troverà pieno compimento fino a quando non si deciderà di
saturare tutte le ferite. Senza tacere. Con i contributi di tutti. Di tutte.
Senza
dimenticare il pericolo che, silenziosamente, incombe sulla Comunità: quello di
un'autostrada che vorrebbe passare dove oggi c'è il Bosco delle Querce.
Sbancare i terreni mai bonificati. Quelli un tempo classificati in “Zona B” e
dove, sotto, si trova la cancerogena diossina. Riportare a Seveso le tute
bianche visto che all'interno del cantiere si dovrà operare in sicurezza.
Quando
scrivo queste righe (giugno 2020) ci sono il progetto definitivo e la volontà
politica di Regione Lombardia ma, per fortuna, non ci sono ancora i fondi.
E,
nel frattempo,osservo il mio territorio
dove, nel bene e nel male, ci sono le mie radici.
La mia vita. E sono
preoccupato. E mi chiedo se tutto quello che abbiamo costruito negli anni sia
stato utile perché, se dovesse concretizzarsi lo scenario devastante
dell'autostrada Pedemontana Lombarda, dovremo rivivere la Storia.
Calerà il
buio. Tornerà per noi l'incubo. E sarà una tragedia. Tutta italiana questa
volta.
Massimiliano Fratter autore del libro "Memorie sotto il bosco"
Dopo molto tempo e ulteriori solleciti tutto quanto era nei nostri auspici non è accaduto.
Il 9 ottobre 2019, una volta messi nella condizione di studiare il lavoro della FLA, reso disponibile da un Consigliere Regionale dopo accesso agli atti, decidevamo di pubblicare integralmente il Rapporto Finale datato Dicembre 2018.
Vedi:INDAGINE DELLA FONDAZIONE LOMBARDIA PER L'AMBIENTE SUL RISCHIO DA ESPOSIZIONE ALLA DIOSSINA: SINISTRA E AMBIENTE di MEDA e LEGAMBIENTE SEVESO ROMPONO IL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI. La FLA, Lunedi 16-12-019 dalle ore 9.00 presso la sua sede di Seveso, ha scelto la forma convegno per ufficializzare i contenuti del suo lavoro.
Sinistra e Ambiente e Legambiente di Seveso, dopo aver ricevuto l'invito ad essere presenti, hanno scritto una lettera al Direttore della FLA ribadendo che le loro richieste sono state purtroppo disattese.
In data 11-10-2019 è stato emanato e successivamente pubblicato sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia (BURL) il Decreto 14639 della Direzione di Settore (DDS) Struttura Bonifiche avente oggetto l' ADOZIONE DELLA DETERMINAZIONE DI CONCLUSIONE POSITIVA DELLA CONFERENZA DI SERVIZI DECISORIA del 17-9-2019 riguardante il Progetto Operativo di Bonifica elaborato da Autostrada Pedemontana Lombarda.
Il Decreto formalizza i contenuti della Conferenza dei Servizi del 17-9-019 disponendo che "tutte le osservazioni e prescrizioni impartite dalle Amministrazioni presenti in Conferenza di Servizi, per quanto non modificate e/o integrate dalla determinazione di conclusione della stessa ed evidenziate nei punti precedenti dovranno essere recepite dalla Società Autostrada Pedemontana Lombarda, attraverso la presentazione di un documento di aggiornamento del Progetto Operativo di Bonifica (P.O.B.) che sarà oggetto di valutazione da parte delle Amministrazioni interessate circa la congruità delle prescrizioni impartite; le eventuali difformità a quanto prescritto e approvato potranno eventualmente essere oggetto di una nuova indizione di Conferenza di Servizi".
Il Decreto definisce che i nuovi e più stringenti limiti (6 ng/kg invece degli attuali 10 ng/kg) previsti dal d.m. 46/2019, per le aree ad uso agricolo (alcune ricadono nei lotti del POB) non è applicabile per il procedimento di bonifica di APL in quanto lo stesso d.m 46/2019 prevede che: ”I procedimenti di bonifica e messa in sicurezza di aree agricole già avviati ai sensi della disciplina di cui alla parte quarta, titolo V, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e non conclusi alla data di entrata in vigore del presente regolamento restano disciplinati dalle relative disposizioni…..”. Viene dunque confermato l’approccio metodologico già avviato e gli obiettivi indicati nel POB presentato da APL..
Nel testo del Decreto 14639 sono richiamati gli allegati con i pareri, le osservazioni e le prescrizioni della Provincia di Monza e Brianza, dei Comuni di Cesano Maderno, Bovisio Masciago, Seveso, Barlassina, Desio, di A.T.S. Brianza – Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria, di ARPA Lombardia – Dipartimenti di Milano e di Monza Brianza.
L'amministrazione di Meda, anche questa volta, s'è pronunciata separatamente dagli altri comuni esplicitando anch'essa parere favorevole condizionato al POB, in accordo con le osservazioni della Provincia di Monza e Brianza e di ARPA, ma dichiarandosi contraria all'estensione a priori dello scavo fino a 0,50 m. dal piano campagnanelle zone con Top Soil (primi 20 cm) inquinato da diossina.
PARERI, OSSERVAZIONI, RICHIESTE E PRESCRIZIONI ACQUISITI IN SEDE DI CONFERENZA DEI SERVIZI
Grazie alla collaborazione del Cons. Regionale dell'M5S, Marco Fumagalli, che ne ha fatto richiesta e al supporto di alcuni Consiglieri Comunali, abbiamo potuto verificare i contenuti degli allegati richiamati nel Decreto.
PARERE TECNICO DELLA PROVINCIA DI MB
Puntuali e dettagliate le osservazioni della Provincia di MB che ha chiesto:
revisioni e aggiornamenti di tabella e di planimetria a completamento della situazione aree contaminate
chiarimenti sulla fruibilità effettiva di alcune aree contaminate e modalità di posa del geotessuto
adeguamenti ed obblighi da riportare nella documentazione dei PGT per la destinazione d'uso delle aree ove s'è applicata l'analisi di rischio
almeno due punti di analisi chimiche aggiuntive per definire se siano o meno stralciabili dall'attività di bonificale aree medesi in scarpata agli svincoli e sulla sponda Tarò.
per le terre contaminate, scavo con asportazione disgiunta tra il top soil e il terreno sottostante, con le due tipologie di rifiuto gestite separatamente e con analisi di omologa eseguita in ogni cella sia per il top soil che per lo strato di terreno “intermedio”.
chiarimenti sulle analisi preventive di omologa del rifiuto da stoccare (terra contaminata) effettuate da APL e giudicate poco corrispondenti alla realtà
per il collaudo di "avvenuta bonifica" l'esecuzione anche di collaudi di parete degli scavi a ridosso della strada (a mezzo campioni da analizzare) .
il riempimento degli scavi di bonifica con terra nuova "pulita" debitamente certificata.
PARERE DELLE AMMINISTRAZIONI
I Comuni di Seveso, Cesano Maderno e Bovisio Masciago (cui si sono uniti anche Barlassina e Desio che non hanno però aree interessate alla bonifica) hanno presentato un parere.
Tra le richieste, quella di assoggettare quella parte delle aree interessate da bonifica corrispondente ai terreni ad uso agricolo, al più stringente valore di soglia CSC del DM 46/19 (6 ng/kg invece dei 10 ng/kg).
La richiesta non è però stata accettata in sede di Conferenza dei Servizi e il diniego risulta esplicitato anche nel Decreto Regionale.
Sull'Analisi di Rischio e sul Modello Concettuale di Sito, le amministrazioni hanno rilevato la necessità di una verifica di congruenza rispetto alle varianti progettuali.
Le amministrazioni hanno chiesto un "franco di sicurezza" cioè una profondità di scavo maggiore (50 cm) sulle aree con contaminazione del top soil e iltre l'intermedio. La proposta non è stata accettata e si rimanda eventuale ulteriore scavo qualora si si evidenziassero situazioni di contaminazioni ulteriori rispetto alla quota prevista di 0,20 m. dal p.c..
Come avevamo già scritto nella lettera ai sindaci (vedi: PROGETTO OPERATIVO DI BONIFICA DI PEDEMONTANA: GLI AMBIENTALISTI SCRIVONO AI SINDACI ) sarebbe stato opportuno insistere con più decisione su una profondità di scavo maggiore rispetto ai previsti 20 cm laddove il Top Soil e l'intermedio risultano inquinati da Diossina così come su molti altri aspetti critici.
OSSERVAZIONI DELL'ATS BRIANZA
Le richieste dell'Unità Operativa Salute e Ambiente dell'ATS Brianza sono focalizzate sugli aspetti sanitari di competenza durante tutte le fasi della bonifica.
ATS chiede l'operatività continua dei presidi ambientali durante la lavorazione, lo scotico, la movimentazione e il caricamento del terreno contaminato onde contenere la diffusione di polvere nonchè la pulizia delle ruote dei mezzi impiegati ogniqualvolta vi sia transito di autocarri verso l'esterno delle aree di bonifica.
Anche ATS chiede di riportare i parametri ambientali espressi nell'Analisi di Rischio nonchè la situazione di potenziale contaminazione delle aree in oggetto, all'interno dei documenti dei PGT al fine di costituire vincolo edilizio.
VALUTAZIONI TECNICHE DI ARPA
ARPA dipartimento di Milano e di MB, dopo un'illustrazione di sintesi del Progetto Operativo di Bonifica presentato da APL, formula alcune osservazioni sullo stesso prescrivendo che le indagini integrative per le aree oggi escluse dal POB (A3, A5, A24 nel lotto 1 a Meda) siano effettuate in contradditorio con ARPA.
C'è poi riserva di valutazione circa il prelievo di campioni per il collaudo delle pareti degli scavi per la bonifica del Top Soil, sinora non considerato da APL.
Sulla prevenzione dell'aerodispersione delle polveri e sulla pulizia/lavaggio ruote dei mezzi che trasporteranno terreno contaminato, vengono chieste delucidazioni delle modalità che si intendono applicare.
Per il monitoraggio dell'aria "ante operam" cioè prima dell'intervento, per avere parametri per un confronto con quelli che si registreranno durante la fase dei lavori di bonifica, ARPA propone un'attività a campione sui primi lotti funzionali per verificare se l'operatività di bonifica causa modifiche allo stato "ante operam" e se si rende necessario intervenire con azioni di mitigazione.
Vi sono poi richieste di chiarimento sul Modello Concettuale di Sito e sugli esiti dell'Analisi di Rischio, non rilevando comunque elementi ostativi a quanto elaborato da APL.
Continuiamo e continueremo a seguire con attenzione l'iter del DL 152 e tutto ciò che riguarda l'autostrada Pedemontana Lombarda e il connesso rischio diossina.
Pagina informativa curata da:
Sinistra e Ambiente di Meda
Circolo Laura Conti di Legambiente Seveso
Dopo aver sollecitato la Fondazione Lombardia per l'Ambiente (FLA) a rendere noti i contenuti dell' "Indagine per la valutazione di rischio da esposizione a diossina TCDD residua dell’incidente ICMESA" a lei affidata da Regione Lombardia, dopo aver suggerito una restituzione trasparente e partecipata, abbiamo infine potuto leggere i documenti e i dati della ricerca grazie all’interessamento del Consigliere regionale dell'M5S Marco Fumagalli che li ha ottenuti da FLA tramite accesso agli atti.
Siamo, finalmente e grazie a un Consigliere regionale, stati messi nella condizione di studiare il lavoro della FLA, nella sua stesura finale datata Dicembre 2018, da tempo in possesso dei soggetti interessati.
Un Consigliere regionale ha fatto dunque quello che avrebbe dovuto fare la Fondazione insieme a Regione Lombardia: mettere a disposizione gli esiti della ricerca finanziata con denaro pubblico. Perché non lo han fatto le Istituzioni e gli altri Enti , visto che il rapporto risale ormai a quasi un anno fa?
SINISTRA E AMBIENTE di MEDA e il CIRCOLO "LAURA CONTI di LEGAMBIENTE SEVESO ne divulgano ora i contenuti, pubblicando integralmente il Rapporto finale, accompagnandolo con note di sintesi e con nostre considerazioni.
LE NOSTRE CONSIDERAZIONI
E' spiacevole dover evidenziare che, a cominciare Regione Lombardia che lo ha commissionato, gli enti, gli uffici e le istituzioni interessate non abbiano ancora dato alcuna evidenza pubblica approfondita di merito e di
dettaglio di questa ricerca, esattamente come nel 2003 per la precedente indagine.
Giudicandone importante la diffusione, nello scrivere sull'indagine della FLA, espicitiamo la metodologia seguita, i risultati delle 30 analisi chimiche programmate sulla base di considerazioni
operative ed economiche tra Regione Lombardia, Fondazione Lombardia per
l’Ambiente e ARPA Lombardia ed eseguite in un periodo temporale prolungatosi per i dinieghi ricevuti dai proprietari privati dei terreni dove erano previsti i campionamenti.
Pur essendo limitate al solo Top Soil (per FLA i primi 30 cm) anche con le analisi chimiche commissionate da FLA, si continua a trovare diossina oltre i limiti di legge in 14 punti su 25 localizzati in zona B.
Si tratta di valori di supero in zone ad uso verde pubblico e residenziale, comprendenti anche zone agricole coltivate e parchi pubblici.
E' proprio la presenza di diossina in questi luoghi a preoccupare per i rischi di contaminazione delle essenze coltivate e della possibilità di entrare in contatto diretto con il tossico nelle zone a verde pubblico.
Sarebbe stato auspicabile avere un numero maggiore di analisi chimiche per una copertura più estesa sul territorio, non limitandosi oltretutto a campionamenti del solo Top Soil.
Un poco carenti ci paiono poi le conclusioni finali che non aggiungono approfondimenti significativi alla relazione del 2003.
APPUNTI PER COMPRENDERE LA RICERCA DELLA FLA
Per capire o contenuti del documento della FLA, serve ricordare che:
L'indagine, pur catalogando tutti i dati di caratterizazione del suolo esistenti nell'arco temporale dal 1995 al 2016 per tutte le zone (A,B,R) considera poi solo quelli delle aree della zona B (la zona A e la zona R non sono prese in considerazione perchè già lo studio del 2003 le escludeva)
Lo storico dei dati, identifica l'utilizzo del suolo in zona B e R (es. terreno agricolo, terreno incolto, giardino, giardino coltivato etc)
Il territorio indagato della zona B è stato suddiviso in 170 celle da 150x150 mt
Le nuove analisi chimiche effettuate sono limitate al Top Soil (TS) poichè, per FLA, "la valutazione del rischio, non può che riguardare l’inquinamento superficiale in quanto le caratteristiche chimico-fisiche della diossina (composto lipofilo, non volatile e non lisciviabile) non la rendono sostanzialmente disponibile alla migrazione verso possibili obiettivi sensibili se non attraverso il contatto dermico, la risospensione delle polveri o l’ingresso nella catena alimentare".
Sono state acquisite cartografie e si sono inseriti i dati creando un "multilayer" utile oltre che ad individuare esattamente la posizione dei "dati storici" nel recente contesto urbano (mappe DUSAF sul Consumo di Suolo e sulle previsioni dei PGT) anche per valutare dove effettuare nuove analisi chimiche nel Top Soil.
Nel merito del data base statistico dei risultati analitici complessivi, FLA scrive che sono a disposizione dati analitici in 495 punti di campionamento
(90,66% di quelli disponibili) e ben 469 dati risultano georeferenziati (94,75%
dei dati disponibili).
I dati analitici disponibili sono così distribuiti:
· 224 (45,25%) in zona B, 168 (33,94%) in zona R, 96 (19,39%) in zona A e 7 (1,41%) in zona esterna alla R;
· 177 (35,76%) a Seveso, 154 (31,11%) a Cesano Maderno, 77 (15,56%) a Meda, 61 (12,32%) a Desio, 24 (4,85%) a Bovisio Masciago e 2 (0,40%) a Barlassina.
Sul dettaglio sempre statistico dei risultati,
si sono rilevati superamenti della Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) della tabella “A” (10 ng/kg per siti ad uso verde pubblico/privato e residenziale ) in 241 campioni (48,69% dei campioni analizzati) con la seguente distribuzione:
· 175 (72,61%) in zona B, 49 (20,33%) in zona R, 16 (6,64%) in zona A e 1 (0,41%) in zona esterna alla R;
· 95 (39,42%) a Seveso, 87 (36,10%) a Cesano Maderno, 32 (13,28%) a Desio, 24 (9,96%) a Meda, 3 (1,24%) a Bovisio Masciago e 0 (0,00%) a Barlassina.
Per identificare quante e dove le analisi aggiuntive si rendevano necessarie nelle 170 celle, FLA ha prioritariamente deciso di localizzarle nell’ambito delle celle prive di analisi “storiche” e “recenti” che ricadono per il 100% della superficie in zona B (7 disponibili) e delle celle interessate solo da analisi “storiche” ma prive di analisi “recenti” (67 disponibili).
Ulteriori criteri di selezione che sono stati utilizzati per orientare la
scelta, con riduzione dalle 74 celle preselezionate su base meramente
statistica e degli 82 punti potenziali di campionamento ai 31 punti di campionamento finali sono i seguenti (in ordine di priorità):
· utilizzo di punti storici (per appurare, se possibile, il trend di contaminazione);
· presenza di aree a verde (a uso pubblico, privato o agricolo) di dimensione significativa;
· usi attuali pregiati del territorio (ad es. parchi pubblici, edilizia scolastica o sanitaria, ecc.) ovvero previsione di significative trasformazioni insediative.
Tra i criteri di esclusione applicato da FLA (complementare ai
precedenti) c'è quello che riguarda le celle caratterizzate da un
elevato tasso di urbanizzazione o con alta probabilità di rimaneggiamento
“pesante” dei terreni.
LOCALIZZAZIONE DEFINITIVA DEI 31 PUNTI DI CAMPIONAMENTO
A seguito della localizzazione dei 31 nuovi punti di campionamento i Comuni hanno indicato quelli ricadenti in aree pubbliche dove è stato autorizzato l'accesso, attivando contatti con i proprietari delle aree private interessate dal piano di campionamento.
Proprio sulle aree private si sono registrate difficoltà e FLA non è riuscita ad eseguire l'intero piano di campionamento come previsto inizialmente a causa di mancate autorizzazioni all'accesso e ai campionamenti in 9 aree private.
FLA ha conseguentemente individuato nuovi punti di campionamento subito prossimi a quelli "non accessibili" e possibilmente in aree pubbliche, in modo da rendere più semplice l'ottenimento dell'autorizzazione all'accesso. Nell'ipotesi estrema in cui non erano identificabili aree pubbliche non coperte da punti "recenti" in zona B si sono individuate aree a verde pubblico in zona R.
La limitazione alle aree a verde pubblico si deve alla loro maggiore sensibilità in virtù della libera fruizione da parte della cittadinanza.
FLA ha quindi ritenuto giustificabile la "deroga" da zona B a zona R causata dall'impossibilità di individuare punti più "sensibili".
Sotto è allegata la localizzazione cartografica dei 31 punti di campionamento definitivi (25 in zona B e 6 in zona R) NB. per scaricarla, aprirla prima in una nuova pagina cliccando sull'icona in alto a dx o qui
In particolare, i 31 punti di campionamento, 25 in zona B e 6 in zona R, sono così suddivisi:
• 7 punti a Seveso (5 in zona B e 2 in zona R): dei 6 punti inizialmente previsti, 2 non sono stati autorizzati e sostituiti con 2 punti in zona R (32_2017 e 33_2017); a questi si è aggiunto un quinto punto in zona B (31_2017) su richiesta del Comune;
• 9 punti a Cesano Maderno (6 in zona B e 3 in zona R): dei 9 punti inizialmente previsti, 3 non
sono stati autorizzati e sostituiti con 3 punti in zona R (34_2017, 35_2017 e 36_2017);
• 15 punti a Desio (14 in zona B e 1 in zona R): dei 15 punti inizialmente previsti, 4 non sono stati
autorizzati e sostituiti con 3 punti in zona B (37_2017, 38_2017 e 39_2017) e 1 punto in zona R (40_2017).
RISULTATI DELLE 31 ANALISI CHIMICHE
Il superamento della CSC (concentrazione soglia di contaminazione) per l’uso del suolo verde e residenziale (10 ngI-TEQ/kgSS), riguarda 14 punti su 25 in zona B (56%) e nessun punto in zona R (vedi tabella sopra).
I superamenti sono distribuiti nei comuni di Desio (10 punti su 14 in zona B, 71%), Seveso (3 punti su 5 in zona B, 60%) e Cesano Maderno (1 punto su 6 in zona B, 17%). Ciò conferma una situazione di inquinamento diffuso sebbene a macchia di leopardo.
Soprattutto, aggiungiamo, seppur a distanza di 43 anni dalla fuoriuscita, si conferma ancor oggi, la presenza della Diossina, con predominanza della TCDD (vedi colonna TCDD/I-Teq), nei primi 30 cm di terreno.
TIPOLOGIA DEI SUOLI DOVE SI SONO SUPERATI I VALORI DI SOGLIA
I 14 superamenti in zona B della Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) per l'uso del suolo verde e residenziale fissata dalla norma in 10 ngI-TEQ/kgSS appartengono a suoli che sulla base dell'uso registrato all'atto del campionamento e della dettagliata analisi possono essere
suddivisi come segue:
•aree agricole
attualmente incolte con presenza di arbusti (campione 28_2017);
•aree agricole
attualmente adibite a prato (campioni 01_2017, 21_2017, 22_2017, 26_2017 e 27_2017);
•aree agricole
attualmente coltivate (campioni 10_2017, 19_2017, 24_2017 e 25_2017);
•giardini pubblici
attuali (campioni 02_2017, 18_2017 e 38_2017) o previsti (03_2017).
Le aree che secondo la FLA possono destare le maggiori preoccupazioni sono le aree agricole coltivate e i giardini pubblici.
Il documento della FLA, del dicembre 2018, ancora non lo contempla ma ora per le aree agricole coltivate (cereali nell'area di interesse) si dovrà applicare quanto previsto dal nuovo decreto 46 del 1° marzo 2019 “Regolamento relativo agli interventi di bonifica, di
ripristino ambientale e di messa in sicurezza, d’emergenza, operativa e
permanente, delle aree destinate alla produzione agricola e
all’allevamento, ai sensi dell’articolo 241 del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152". Questo recente decreto, nel regolamento attuativo, introduce nuovi e più severi limiti - 6 ng/kg SS WHO-TEQ per la
Sommatoria di PCDD, PCDF + PCB Dioxin-Like (PCB-DL - per le aree destinate alla produzione agricola e all’allevamento. NB. per scaricare il documento, aprirlo prima in una nuova pagina cliccando sull'icona in alto a dx o qui
Sui terreni agricoli e sui parchi pubblici dove è stata rilevata contaminazione (nel Top Soil) sono state evidenziate alcune preoccupazioni:
- nel caso delle produzioni di fieno per l'alimentazione animale i timori sono associati alle particelle di suolo che aderiscono all'erba anche dopo lo sfalcio piuttosto che alla materia vegetale in sè; - nel caso dei giardini pubblici, preoccupa il contatto dei bambini con il suolo contaminato e l'ingestione involontaria di particelle di terreno.
LA CORRELAZIONE DEL NUOVO ELABORATO (2016-2018) SUL RISCHIO DI CONTAMINAZIONE RESIDUA DA DIOSSINA RISPETTO A QUELLO DEL 2003
La FLA ha riassunto il lavoro del 2003 comparandolo, con una disamina e con proprie valutazioni, con i riscontri di quello terminato a dicembre 2018.
La ricerca "Analisi di rischio relativa alla presenza di diossina residua nella zona B di Seveso" (analisi di rischio del 2003) aveva permesso di stimare la maggiore esposizione alle diossine cui erano
soggetti i residenti della zona B rispetto a chi risiedeva altrove, in
particolare in aree (teoricamente n.d.r) non inquinate, in relazione non
solo al luogo di residenza (e quindi alla concentrazione di diossine
cui erano esposti) ma anche rispetto ai loro stili e abitudini di vita
quali l'attività lavorativa, la base della dieta, ecc..
Gli scenari da esposizione erano 3 (2 che consideravano soggetti residenti nella zona B e uno di riferimento):
•
"Scenario centrale zona B": scenario con esposizione media della
popolazione residente nella zona B e limitate attività a rischio
(giardinaggio e coltivazione)
• "Scenario estremo zona B":
scenario di esposizione riconducibile alla parte più a rischio della
popolazione residente nella zona B con significative attività a rischio
(coltivazione diretta di prodotti vegetali e allevamento di animali da
cortile che entravano a far parte stabilmente della loro dieta);
•
"Scenario centrale di riferimento": scenario con esposizione
media della popolazione generale residente in aree comparabili con la
zona B ma non coinvolte nella fuoriuscita del tossico.
Nell'analisi del rischio del 2003, le vie di esposizione considerate erano state molto più ampie di quelle oggi generalmente considerate nell'analisi di rischio sito-specifica di siti contaminati.
Allora le vie di esposizione esaminate erano:
• ingestione di particelle di suolo inquinato;
• contatto dermico con particelle di suolo inquinato;
• inalazione;
• ingestione d'acqua;
• ingestione di prodotti alimentari di provenienza esterna (carne, pesce, latte e prodotti derivati, uova, frutta e verdura, cereali e derivati;
• ingestione di prodotti alimentari provenienti direttamente dalla zona B vegetali, polli e uova, a seconda degli scenari).
La durata complessiva di esposizione simulata era stata pari a 70 anni, suddivisa per le vie di esposizione legate alla situazione di inquinamento
specifico del suolo della zona B (contatto dermico, ingestione di suolo
inquinato e di prodotti di derivazione locale) in due sottoperiodi:
• il primo di durata 30 anni, durante i quali si assumeva un'esposizione a livelli di diossine pari a quelli misurati nella zona B;
• il secondo di durata 40 anni, durante i quali si assumeva un'esposizione a livelli di diossine pari a quelli dello scenario centrale di riferimento (cioè a quelli che dovrebbero rappresentare i livelli di fondo).
I valori di
esposizione risultati per i tre scenari erano stati i seguenti:
• "Scenario centrale zona B": 10 pgWHO-TEQ/kg peso corporeo/settimana;
• "Scenario estremo zona B" : 16-29 pgWHO-TEQ/kg peso corporeo/settimana;
• "Scenario centrale di riferimento": 9 pgWHO-TEQ/kg peso corporeo/settimana.
Nel 2003, il valore relativo allo "Scenario estremo zona B" risultava dunque superiore alla dose tollerabile settimanale (Tolerable Weekly Intake, TWI)
stabilita dallo Scientific Committee on Food (SCF) della Commissione
Europea nel maggio 2001 pari a 14 pgWHO- TEQ/kg peso corporeo/settimana.
La ricerca de 2003 evidenziava che "l'esposizione alle diossine dovuta alla dieta era di
cruciale importanza e aveva una rilevanza tutt'altro che trascurabile
anche nella popolazione generale, cioè esterna alla zona B e all'area di
Seveso."
Si suggeriva pertanto l'adozione di
cautele al consumo di prodotti alimentari provenienti direttamente dalla
zona B, con particolare riguardo ai prodotti animali in generale considerata la caratteristica di bioaccumulo della diossina nei grassi animali.
Cautela anche rispetto ai prodotti vegetali appartenenti alla famiglia delle
cucurbitacee - come cocomero, cetriolo, melone, zucca, zucchina che
hanno dimostrato significative capacità di bioaccumulare diossina.
Nel finale dell'indagine FLA del 2016-2018, gli estensori riesaminando i punti conclusivi dell'analisi di rischio del 2003 esplicitano che : "l'adozione di opportune cautele sull'utilizzo dei terreni a scopo di
allevamento, orticolo e agricolo è da confermarsi, con la
raccomandazione che le eventuali restrizioni siano documentabili o, in
assenza di documentazione certa, possano giustificarsi secondo il
principio di precauzione. Alla luce di quanto discusso
nel presente paragrafo si ritiene di confermare gli esiti dell'analisi
di rischio pubblicata nell'aprile 2003."
La relazione della FLA
NB. per scaricare il documento, aprirlo prima in una nuova pagina cliccando sull'icona in alto a dx o qui
Dopo l'analisi attenta del Progetto Operativo di Bonifica sulle aree contaminate da diossina interferite dal tracciato della progettata autostrada Pedemontana, il lavoro congiunto di Sinistra e Ambiente di Meda e di Legambiente di Seveso si è arricchito di un ulteriore apporto tecnico elaborato da parte del Dr. Edoardo Bai dell'Associazione Medici per
l’Ambiente - ISDE e Comitato Scientifico di Legambiente Lombardia (che alleghiamo).
Sulla base delle osservazioni espresse in questi testi, Sinistra e Ambiente di Meda, Legambiente di Seveso, Legambiente Lombardia e lo stesso Edoardo Bai, hanno scritto e inviato una lettera ai Sindaci dei Comuni della tratta B2 e inizio C della Pedemontana evidenziando le proprie perplessità e chiedendo loro di valutarle attentamente in sede di Conferenza dei Servizi.
Ai Sindaci è stato anche chiesto un particolare impegno, una elevata attenzione e una comunicazione trasparente e puntuale sull'argomento.
Osservazioni di Legambiente, ISDE, Sinistra e Ambiente sul progetto operativo di bonifica relativo alla tratta B2 di Pedemontana.
In riferimento a quanto in oggetto, avendo preso visione del progetto operativo di bonifica presentato nel mese di luglio 2019 da APL a tutti gli enti preposti e a breve discusso in Conferenza dei Servizi, trasmettiamo due documenti nei quali vi sottoponiamo alcune puntuali osservazioni inerenti il suddetto progetto che brevemente riassumiamo qui riportandole.
E’ evidente che su molti aspetti, per ragioni economiche, il proponente ha cercato di limitare l'intervento di bonifica.
Per parte nostra, continuiamo a ritenere una follia la costruzione di una autostrada su terreni inquinati da diossina valutando che un'azione di bonifica comporta comunque un grande rischio legato alla movimentazione del terreno contaminato. In merito, dubitiamo che l'uso di acqua nebulizzata sia sufficiente ad eliminare la dispersione di polveri derivante dalla lavorazione di 71.000 tonnellate di terreno con diossina.
Precauzionalmente, non ci si dovrebbe poi limitare ad una scarificazione e asportazione di soli 20 cm laddove il Top Soil risulta inquinato. Una profondità di scavo maggiore garantirebbe più certezza di bonifica e più sicurezza.
Anche la mancata rimozione dello strato intermedio laddove questo, successivamente al Top Soil risulta contaminato, ci lascia perplessi. Infatti nelle zone dove si configura questa condizione, l'area di cantiere verrà isolata dalla contaminazione intermedia a mezzo di geotessuto, dopo aver asportato solo lo strato di Top Soil inquinato.
Dovrebbe altresì essere ormai chiara la situazione in cui versano le aree (A5 e A24) in prossimità degli svincoli medesi e quelle sempre a Meda, limitrofe al torrente Tarò, all'estremità nord del tracciato autostradale. Eppure c'è titubanza nell'effettuare qui un intervento di bonifica e si preferisce rimandare ad ulteriori approfondimenti analitici.
Non è nemmeno condivisibile il considerare che le aree al di fuori della pertinenza della Pedemontana potranno poi avere la destinazione d'uso che sarà decisa dal Comune . Occorrerebbe non consentirne l'utilizzo nelle aree dove la CSC di 10 ng Eq/kg risulta superato.
Continuano poi a mancare le cartografie ufficiali del progetto definitivo 2018, da mettere in correlazione diretta con il Progetto Operativo di Bonifica.
In particolare, sulla la valutazione del rischio elaborata da Pedemontana, si produce poi l'allegato documento istruttorio redatto a cura del Dr. Edoardo Bai, sulle cui considerazioni si concorda, evidenziando come la suddetta valutazione non possa essere ritenuta idonea e men che meno esaustiva, per la sua grave incompletezza in particolare relativamente alla fase più critica dell'intervento prospettato, ovvero gli scavi, le movimentazioni e il conferimento definitivo delle terre
contaminate, per la mancanza di specifiche e di corretti riferimenti nei parametri utilizzati nei calcoli prodotti relativamente alla valutazione del rischio sanitario per i residenti e gli operatori, mancando sostanziali valutazioni circa il rischio connesso con la fase di cantiere.
Alla luce di queste vistose carenze riteniamo che non possano essere considerate idonee le misure prospettate per l'attenuazione del rischio nella fase di cantiere, né che la valutazione di rischio consenta un'adeguata istruttoria da parte delle autorità e degli organismi tecnici preposti alla sua approvazione.
Inoltre, gli elementi che emergono relativamente alla persistenza dello stato di contaminazione degli orizzonti superficiali di terreno oggetto di analisi, con il rilevamento di concentrazioni eccedenti le soglie riportate nelle tabelle allegate al D. Lgs. 152/2006 e Decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, 1 marzo 2019 n. 46, inducono a richiedere che ogni intervento nelle aree che hanno subito la contaminazione dal fall-out dell'evento del 10 luglio 1976, inclusa la realizzazione di nuove infrastrutture come nel caso di specie, debba essere ricompreso in un piano generale preordinato che definisca procedure, destinazioni e usi del suolo compatibili.
Data la delicatezza e la complessità della materia in questione, vi chiediamo di voler approfondire le criticità sopra evidenziate, trattate anche nei nostri allegati e di volerci informare in merito alla realizzazione della analisi del rischio sanitario (si veda allegato n. 2) e agli altri punti di criticità che sono stati rilevati nel progetto operativo di bonifica, evidenziati nell’allegato n. 1 alla presente.
Ritenendo essenziale e doveroso da parte dei Sindaci, responsabili ultimi della salute pubblica nei comuni da loro amministrati, chiediamo che l’intero iter connesso al DL 152/06 sia trattato nella massima trasparenza, con l’opportuna attenzione e con il dovuto livello di comunicazione nell’informare la cittadinanza di quanto in corso.
In attesa di vostro riscontro
Cordiali saluti
Gemma Beretta
Presidente del Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso
Alberto Colombo
portavoce di Sinistra e Ambiente di Meda
Barbara Meggetto
Presidente di Legambiente Lombardia
Edoardo Bai
Associazione Medici per l’Ambiente- ISDE e Comitato Scientifico di Legambiente Lombardia
Seveso/Meda, 13 settembre 2019
Allegati:
1 POB Osserv e Analisi all 1 x Amm.
2 Osserv. analisi di rischio sanitario-ambientale x Amm.
Il contributo con le osservazioni del Dr. Edoardo Bai
La rassegna stampa
Il commento di Sinistra e Ambiente di Meda e di Legambiente di Seveso sul comunicato emesso dall'amministrazione sevesina dopo la Conferenza dei servizi del 17-9-019.