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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
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mercoledì 14 maggio 2025

PEDEMONTANA: IN CONSIGLIO REGIONALE UNA MOZIONE PER UN FONDO AGGIUNTIVO SULLE COMPENSAZIONI AMBIENTALI E PER MANTENERE LA TOTALITÀ DELLE COMPENSAZIONI FORESTALI SUL TERRITORIO

Il 12-5-025, i Consiglieri Regionali di Alleanza Verdi Sinistra, Onorio Rosati e del Partito Democratico Luigi Ponti, hanno dato seguito a quanto concordato con una serie di gruppi Ambientalisti (ne avevamo scritto qui) e hanno protocollato, quali primi firmatari insieme al resto del gruppo del PD, una Mozione in cui si impegna il Presidente e la Giunta ad istituire un fondo regionale per le Compensazioni Ambientali previste lungo le tratte B2 e C di Pedemontana.
Un fondo aggiuntivo rispetto alla quota finora definita e gestita direttamente dalla soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) a mezzo di Protocolli d'Intesa e Convenzioni con i Comuni.

Nella Mozione c'è anche la richiesta affinchè l'intera porzione delle monetizzazioni per le trasformazioni d'uso dei boschi  ai  sensi  dall’articolo  43  della  Legge  regionale  5/12/08, n.3, cioè dei disboscamenti attuati per realizzare l'autostrada, restino sul territorio e siano impiegate nei Comuni dove sono avvenuti i disboscamenti per interventi ambientali e di riforestazione.

Il testo della Mozione è stato scritto congiuntamente, su suggerimento ed in collaborazione con i gruppi Ambientalisti - tra loro Sinistra e Ambiente di Meda - delle tratte B2 e C che da tempo seguono le criticità generate da questa infrastruttura, da loro ritenuta inutile ed impattante.

Le attuali risorse economiche che Pedemontana ha a disposizione per concretizzare le Compensazioni Ambientali, essendo state stimate nel lontano 2009, risultano insufficienti a realizzarle nella loro completezza anche a causa degli aumenti dei costi per l'acquisizione delle aree.
Questo dato di fatto è emerso anche negli incontri tenuti dagli ambientalisti con i sindaci di Meda sul Progetto Locale 15, di Barlassina sul Progetto Locale 14 e di Macherio sul Progetto Locale 24.
Per questo c'è la necessità di un Fondo regionale aggiuntivo che raddoppi le cifre definite e che sia vincolato per interventi esclusivamente di ripristino ambientale quali piantumazioni, realizzazione di corridoi verdi, recupero di aree marginali etc.
Certamente questa integrazione unita a quella della totale disponibilità delle risorse derivanti dai disboscamenti non equilibra il danno inferto con la realizzazione dell'infrastruttura autostradale ma è un agire affinchè a disastro non si sommi altro disastro.
Una richiesta degli ambientalisti alla politica affinchè si intervenga riconoscendo le ferite aperte su di un territorio che subisce una pesante e irreversibile occupazione di aree verdi e pregiate con incremento del consumo di suolo in una Provincia già massacrata da cemento ed asfalto.

É evidente che per arrivare al risultato, la Mozione avrà bisogno del supporto dei gruppi che attualmente costituiscono la maggioranza in Regione Lombardia e che AVS e PD dovranno agire per trovare la necessaria condivisione sul testo della Mozione.

Ne seguiremo con attenzione l'iter per verificare quali altri gruppi politici la appoggeranno e il livello di attenzione esistente in Consiglio Regionale sulle criticità ingenerate dalla Pedemontana.

Il testo protocollato con le richieste dettagliate. 

Aggiornamento del 10 giugno 2025:


 

venerdì 11 aprile 2025

PEDEMONTANA: I GRUPPI DELLE TRATTE B2 E C PROPONGONO AI CONSIGLIERI REGIONALI DI ATTIVARSI PER OTTENERE PIÙ FONDI PER GLI INTERVENTI AMBIENTALI

Ambientalisti e Civici - tra cui Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda- che si stanno occupando delle tratte B2 e C di Pedemontana chiedono alla politica, ai Consiglieri Regionali, a Regione Lombardia di fare la loro parte affinchè al  territorio che sta subendo una pesante devastazione per la realizzazione dell'inutile e impattante Autostrada Pedemontana Lombarda, siano messe a disposizione più risorse per le Compensazioni Ambientali e che la monetizzazione per la trasformazione dei Boschi (leggi disboscamenti) resti nei luoghi interessati al fine di poter concretizzare robuste azioni di ricucitura ecologica.

Lo facciamo comunque consci che il danno subito non potrà mai essere riequilibrato ed è irreparabile.

Una serie di soggetti propone dunque che si porti all'attenzione del Consiglio Regionale una Mozione che chieda il raddoppio della quota per le Compensazioni Ambientali a mezzo della creazione di un fondo regionale nonchè l'utilizzo diretto presso i Comuni oggetto di disboscamento (a cominciare da Bernate di Arcore) dei fondi di Compensazione Forestale per interventi ambientali vasti, anche sovraccomunali.

PEDEMONTANA: LANCIAMO UNA SFIDA ALLA POLITICA

Raddoppio delle compensazioni ambientali (da 30 a 60 milioni di euro)
e mantenimento delle compensazioni forestali sul territorio.

Sono queste le richieste che le Associazioni ambientaliste ed i Comitati delle tratte B2 e C che si stanno occupando dei due temi, insieme al monitoraggio della Bonifica da Diossina, avanzano alla politica Lombarda.
Lo fanno attraverso la proposta alle forze politiche, partendo da AVS e PD, che su tutto questo stanno già lavorando, senza però escludere interlocuzioni con altri, di presentare in Consiglio Regionale una mozione sulle Compensazioni Ambientali che impegni la  Presidenza e la Giunta.
Per le tratte B2 e C è stato previsto uno stanziamento economico per le Compensazioni Ambientali con un valore complessivo pari a 30.5 milioni.
Finanziamento che ora risulta inadeguato e che va rivalutato di un pari ammontare rispetto a quanto stabilito nel 2009.
Molte amministrazioni presenti sulla tratta B2 e C hanno infatti evidenziato che la copertura economica per le Compensazioni Ambientali risulta ora insufficiente per coprire totalmente la loro realizzazione anche a causa dell’aumento dei costi di esproprio dei terreni da acquisire al patrimonio pubblico al fine di concretizzare quanto previsto nei progetti del Masterplan.
Le compensazioni vanno realizzate nella piena completezza di quanto previsto per garantirne le finalità e assumono un’importanza strategica cruciale nello sviluppo dell’intera area territoriale posta a Nord di Milano.
A Nord della metropoli, a differenza di quanto avviene a Sud della stessa, non è presente un parco di cintura che possa fornire una protezione organica ma solo singoli parchi non interconnessi tra loro e per questo le compensazioni assumono importanza oltremodo rilevante.

E’ oltretutto necessario definire un rafforzamento delle Compensazioni Ambientali, anche in considerazione del pesante impatto che l’Autostrada Pedemontana Lombarda sta già causando, con l’apertura dei primi cantieri, sulle aree libere e boscate anche di pregio, gli ecosistemi naturali e gli ecoservizi e che causerà con i lavori di costruzione a pieno regime, il successivo completamento e l’entrata in esercizio delle tratte B2 e C.
Gli extracosti stimati rispetto al Piano Economico e Finanziario per realizzare le tratte B2 e C dell’autostrada indicano di per se stessi la necessità di un adeguamento degli stanziamenti economici anche per gli interventi compensatori, al fine di garantire una copertura reale dei costi attuali dei progetti.
Su tale capitolo si deve poi tener conto degli aumenti intercorsi dal 2009 ad oggi per attuare gli espropri delle aree ove concretizzare le Compensazioni Ambientali.
Infine, qualora venga modificata la tratta D e rivisto il percorso della Greenway, un eventuale risparmio deve comunque confermare queste risorse come allocate al capitolo afferente le Compensazioni Ambientali.

Analizziamo ora il capitolo riguardante la richiesta di destinazione TOTALE della monetizzazione per la Trasformazione del Bosco, ai sensi dall’articolo 43 della Legge regionale 5 dicembre 2008, n.31, per interventi ambientali in prossimità e/o nei Comuni delle aree oggetto di trasformazione.
Ecco di cosa si tratta:
La realizzazione di Pedemontana comporta una devastazione imponente dei boschi (nel caso la trasformazione del bosco è un eufemismo per nascondere la distruzione reale e completa), e la normativa regionale in materia di Tutela e trasformazione del bosco, è regolata dall’articolo 43 della Legge regionale 5 dicembre 2008, n.31 Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale che prevede al comma 7:
"Gli interventi compensativi, le successive manutenzioni e il reperimento delle aree a tal fine necessarie sono a carico del richiedente l'autorizzazione alla trasformazione del bosco. Gli interventi possono essere realizzati anche dall'ente che ha rilasciato l'autorizzazione; in tal caso, il richiedente versa l'intero importo presunto corrispondente alla sommatoria dei costi di acquisto delle aree di intervento, di progettazione, di realizzazione e di successiva manutenzione degli interventi compensativi."

Il successivo comma 7bis recita:
"Le somme di cui al comma 7 sono destinate all'esecuzione degli interventi compensativi di cui al comma 3, assicurando la riserva del 20 per cento per interventi in aree in prossimità del bosco trasformato. Possono essere altresì destinate all'esecuzione, a cura dell'ente che ha rilasciato l'autorizzazione, di interventi selvicolturali di ricostituzione di boschi in aree con insufficiente coefficiente di boscosità gravemente danneggiati su superfici di almeno dieci ettari."
La previsione legislativa di cui al richiamato comma 7Bis che assicura una riserva del 20% delle somme derivanti dalle compensazioni per interventi in prossimità delle aree trasformate è da intendersi quale minimo e non esclude di destinare la totalità delle compensazioni ricevute.

Da qui deriva la richiesta di destinare TOTALMENTE, passando dal 20%  al 100%, la monetizzazione per la Trasformazione del Bosco, per interventi ambientali nei Comuni delle aree oggetto di trasformazione, in considerazione dell’eccezionalità e dell’uniformità del danno ricevuto.

Le Associazioni, i gruppi ambientalisti, le liste civiche delle tratte B2 e C:

Alternativa Verde Desio, Altra Bovisio Masciago,
Comitato Ambiente Bovisio Masciago,
Cittadini per Lentate, Gruppo Acquisti Solidali GAS Vitale Arcore,
Impulsi Sostenibilità e Solidarietà Meda,
ImmaginArcore, Legambiente circolo Gaia Usmate e Velate,
Legambiente Seveso circolo Laura Conti,
Lista Civica Altra Bovisio Masciago,
Comitato No Pedemontana Arcore,Camparada,Lesmo,Usmate,
Passione Civica per Cesano Maderno,
Sinistra e Ambiente Meda, Seveso Futura,
Un Parco per Bernareggio.

11 aprile 2025

Rassegna Stampa:




sabato 2 marzo 2019

LA REGIONE LOMBARDIA APPROVA LA CONFIGURAZIONE DEGLI AMBITI TERRITORIALI ECOSISTEMICI ROMPENDO CONTINUITÀ ECOLOGICHE E GEOMORFOLOGICHE DEL TERRITORIO DELLA BRUGHIERA


LA CRONACA
Nel quadro della “RIORGANIZZAZIONE DELSISTEMA LOMBARDO DI GESTIONE E TUTELA DELLE AREE REGIONALI PROTETTE E DELLE ALTRE FORME DI TUTELA PRESENTI SUL TERRITORIO”, la Giunta regionale con DGR n. 1124 del 28.12.2018  (vedi allegato a fondo pagina) ha approvato la definizione degli ambiti territoriali ecosistemici (ATE) così configurati :
  • 8 ambiti con un unico parco di riferimento (Adamello, Adda Nord, Adda Sud, Alto Garda Bresciano, Campo dei Fiori, Colli di Bergamo, Grigna Settentrionale, Mincio, Monte Netto, Oglio Nord, Oglio Sud, Orobie Bergamasche, Orobie Valtellinesi, Pineta di Appiano Gentile e Tradate, Serio, Spina Verde, Valle del Lambro, Valle del Ticino)
  • 2 ambiti con due parchi ricompresi (Monte Barro e Montevecchia e Valle del Curone – Groane e Bosco delle Querce.
E' stata rinviata a successiva determinazione la definizione dell’area interessata dal Parco Agricolo Sud Milano e dal Parco Nord Milano.
I PLIS per cui è stata riconosciuta l’autonomia gestionale con DGR 6735 del 19.06.2017 e 7357 del 13.11.2017, potranno proseguire la gestione autonoma fino al prossimo aggiornamento regionale.
In alternativa l’Ente gestore del PLIS potrà partecipare a processi di aggregazione, oppure affidare all’Ente gestore del parco di riferimento, tramite apposita convenzione, l’esercizio di tutte o parte delle proprie funzioni operative, gestionali e amministrative, mantenendo il regime originario di tutela.
Le riserve naturali e i monumenti naturali saranno integrati nei parchi regionali di riferimento, salvo eccezioni previste dalla legge.

SCADENZE E ADEMPIMENTI

Entro 4 mesi dall’approvazione della DGR 1124/2018:
i Parchi Locali di Interesse Sovraccomunale (PLIS) potranno affidare all’ente gestore del parco di riferimento, tramite apposita convenzione, l’esercizio di tutte o parte delle funzioni operative, gestionali e amministrative del PLIS, mantenendo il regime originario di tutela e previa deliberazione dei consigli comunali interessati;
le RISERVE NATURALI E MONUMENTI NATURALI potranno stipulare,  in caso di integrazione nei parchi delle riserve naturali e dei monumenti naturali, una o più convenzioni con l’ente gestore del parco di riferimento per ciascun ambito.

Entro 6 mesi dall’approvazione della DGR 1124/2018:
Gli Enti gestori dei parchi elaboreranno una proposta unitaria di programma di razionalizzazione dei servizi e una proposta, formulata anche per singoli ambiti territoriali, di progetto di riorganizzazione corredata di una proposta di aggregazione volontaria tra parchi e di integrazione nei parchi delle riserve naturali e dei monumenti naturali dell'ambito, oltre alle convenzioni sottoscritte per l'integrazione nei parchi delle riserve naturali e dei monumenti naturali.
L'ente parco dovrà specificare nella proposta di progetto di riorganizzazione se nell'ambito territoriale di riferimento vi siano siti di Rete Natura 2000 (SIC, ZPS, ZSC) gestiti da: ERSAF, Istituti scientifici legalmente riconosciuti come tali, Associazioni naturalistiche che forniscano adeguate garanzie sul piano organizzativo e tecnico. Tali siti continuano ad essere gestiti secondo le previsioni di cui alla L.R. 86/1983, salvo eventuali diverse valutazioni della Giunta regionale. Anche la gestione delle riserve naturali può essere affidata ad Ersaf, ad istituti scientifici legalmente riconosciuti come tali, ovvero ad associazioni naturalistiche che forniscano adeguate garanzie sul piano organizzativo e tecnico scientifico.

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UNA PRIMA VALUTAZIONE

Per quanto riguarda il territorio a noi circostante, da una prima lettura della Delibera di Giunta Regionale, risulta che nella configurazione degli Ambiti Territoriali Ecosistemici (ATE) il raggruppamento dei Comuni che ne fanno parte non è purtroppo stato modificato rispetto alla passata versione. 
Le aree a verde di 11 Comuni restano separate da quelle dei 13 della Brughiera a sud, ora comprese nel Parco Groane-Brughiera anche se insieme erano state individuate dalla LR n° 86 del 1983 come facenti parte dell’ambito D10 - BRUGHIERA COMASCA, .
Continuano ad essere compresi nell'ATE del Parco Valle Lambro i Comuni di: Alzate Brianza, Capiago Intimiano, Montorfano e Orsenigo mentre i Comuni di: Senna Comasco, Casnate con Bernate, Lipomo, Tavernerio, Grandate e l'Oasi del Bassone nell'ATE della Spina Verde.
Una suddivisione frutto di "pressioni politiche"  che ha ignorato criteri di similitudine ecosistemica e morfologica, di contiguità territoriale e di rispetto dei bacini idrografici.
Particolare mappa degli ATE (per ingrandire cliccare sopra)
Nelle  osservazioni formulate e protocollate il 4/12/018 in Regione dal Comitato Parco Regionale Groane-Brughiera
era stato chiesto un differente accorpamento e una riassegnazione di ambito almeno per i Comuni di Alzate Brianza, Capiago Intimiano, Montorfano, Orsenigo, Grandate, Casnate con Bernate, Senna Comasco e per l'Oasi del Bassone, includendoli nel perimetro dell’AMBITO TERRITORIALE ECOSISTEMICO - PARCO DELLE GROANE E DELLA BRUGHIERA - PARCO BOSCO DELLE QUERCE.
Tali osservazioni non sono state prese in considerazione da Regione Lombardia.
Stante la situazione, la configurazioni degli ATE così come definite nella DGR, sarà con ogni probabilità un'ostacolo a futuri ampliamenti del Parco Regionale Groane/Brughiera, secondo criteri di continuità geomorfologica, basata sull'originale proposta dell'ambito D10.
E' infatti evidente che accorpamenti di aree da tutelare, potranno avvenire con il/i Parchi Regionali già esistenti compresi negli ATE di appartenenza.
Questo potrebbe inoltre generare il rischio di forme gestionali differenziate su porzioni morfologicamente identiche del territorio. 

giovedì 19 ottobre 2017

TUTELA REGIONALE SULLE AREE DELLA BRUGHIERA: UN PRIMO PASSO ISTITUZIONALE IN REGIONE

Sono più di 30 anni che il Comitato per il Parco Regionale della Brughiera (di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva) si batte per conservare e tutelare il grande polmone verde della Brughiera, chiedendo a gran voce l'istituzione su queste aree di un Parco Regionale.
Dopo l'incontro/convegno dell'aprile 2016 sul futuro delle aree protette, tenutosi presso la sede del Parco Groane e conclusosi con l'Assemblea Programmatica e l'approvazione del documento per l'ampliamento del Parco Groane con parte della Brughiera (vedi qui), la Regione Lombardia ha finalmente dato inizio al processo Istituzionale.

Nella seduta del 17 ottobre 2017 la Giunta Regionale ha approvato la Proposta di Progetto di Legge (PdL) denominato "MODIFICHE E INTEGRAZIONI ALLA LEGGE REGIONALE 16 LUGLIO 2007, N. 16 (TESTO UNICO DELLE LEGGI REGIONALI IN MATERIA DI ISTITUZIONE DI PARCHI”). AMPLIAMENTO DEI CONFINI DEL PARCO REGIONALE DELLE GROANE E ACCORPAMENTO DELLA RISERVA NATURALE FONTANA DEL GUERCIO E DEL PARCO LOCALE DI INTERESSE SOVRACOMUNALE (PLIS) DELLA BRUGHIERA BRIANTEA"

E' il Progetto di Legge che amplia i confini del Parco Regionale delle Groane con l'inserimento delle aree di Brughiera di quei Comuni del Comasco (Cantù, Cermenate, Cucciago, Fino Mornasco, Vertemate con Minoprio) che hanno espresso con Delibera di Consiglio la loro volontà di entrare nel Parco Regionale delle Groane, accorpando anche il territorio compreso nel PLIS della Brughiera Briantea, composto da 8 Comuni - Cabiate, Carimate, Carugo, Figino Serenza, Lentate Sul Seveso, Meda, Mariano Comense, Novedrate - anch'essi deliberanti e la Riserva Naturale della Fontana del Guercio. Pur avendo deliberato, è stato purtroppo escluso purtroppo il Comune di Grandate perchè il suo territorio appare "troppo discontinuo e frammentato rispetto agli altri ambiti".
L'approvazione i Giunta Regionale è un passo importante ma che ancora non è formalmente completo poichè servirà anche un passaggio di analisi e approvazione prima nella deputata Commissione Agricoltura, Montagna Foreste e Parchi e successivamente in Consiglio Regionale.
C'è però, purtroppo, tutta una vasta zona della Brughiera nei Comuni di Alzate Brianza, Brenna, Capiago–Intimiano, Casnate con Bernate, Como, Lipomo, Montorfano, Orsenigo, Senna Comasco e Tavernerio che per ora non rientra nell'iter per la tutela regionale perchè, contraddicendo ciò che erano stati passati pronunciamenti, ora per svariate ragioni -localismi, indifferenza, scarsa sensibilità ambientale, difficoltà amministrative etc.- ha deciso di non condividere la realizzazione di questo grande Parco che vorremmo chiamare Groane -Brughiera.
Insomma, c'è comunque altra strada da fare per l'inclusione di tutte le superfici verdi.

https://photos.google.com/share/AF1QipMZ7Qh_4Mjfi79kbeDbCcbmeOHciETCTl1vtOgdQPosRNirXjBHAQPz631TiI0vCg/photo/AF1QipMezF9dbBok4NHRqOnXI4daZZU_kPZ-JyFvcu-0?key=NUFpbDY3TjgxQlhISmNPV1hYT3Rvc0daX3g5MmN3
La mappa del Parco Groane-Brughiera con le Groane in Verde, 
in azzurro i Comuni e il PLIS inclusi e in rosso le parti non accorpate 
per mancata adesione dei Comuni 
(cliccare sopra per ingrandire)

lunedì 13 giugno 2016

REGIONE LOMBARDIA: POCHE RISORSE E QUALCHE DUBBIO PER L'INDAGINE SUL RISCHIO DIOSSINA



In data 6-6-16, la Giunta di Regionale Lombardia ha deliberato lo "schema di accordo attuativo tra Regione Lombardia e Fondazione Lombardia per l'Ambiente (FLA) per l'indagine di valutazione di rischio da esposizione alla diossina residua dell'incidente ICMESA".
Per l’indagine Regione Lombardia ha previsto di mettere a disposizione proprie risorse umane per circa 150.000 euro mentre la Fondazione Lombardia per l’Ambiente (FLA) impegnerà personale proprio ed esterno per un costo complessivo di 224.000 euro di cui 100.000 saranno poi rimborsati dalla Regione.
L’indagine dovrebbe durare 8 mesi a partire dal ricevimento di tutti i dati relativi al Piano di Caratterizzazione dell’autostrada pedemontana.
Abbiamo cercato di approfondire per capire gli obiettivi di questo accordo tra Regione Lombardia e FLA per capire  concretamente quali le azioni si dovrebbero attuare e ci sono rimasti molti dubbi.
La Fondazione Lombardia per l’Ambiente dovrebbe valutare dati e analisi dei terreni per definire il rischio di esposizione della popolazione alla diossina residua.
Non ci è chiaro però come sia possibile stabilire quale sia il rischio di esposizione prendendo in considerazione il solo valore di presenza di diossina nel terreno.
Servirebbe anche definire quali attività saranno svolte sul terreno, o quali modalità di contatto la popolazione avrà sui terreni stessi.
Non basta solo il riferimento a generiche attività quotidiane, alcune delle quali addirittura non più praticate nella nostra zona ma serve includere e considerare dettagliatamente le attività di trasformazione del suolo.
Il rischio di esposizione è il prodotto di due fattori: la presenza della diossina, pericoloso composto cancerogeno e le potenziali condizioni di esposizione. Il tutto legato anche al periodo di esposizione oltreché alla eventuale esposizione pregressa.
Serve misurare queste componenti anche perché i dati chimico-analitici che si intendono acquisire appaiono insufficienti se rapportati alle superfici interessate.
I dati analitici saranno infatti quelli relativi ai risultati della Caratterizzazione sulle aree adiacenti la tratta dell'autostrada pedemontana lombarda, eventualmente implementati con "almeno 50 punti nell'area vasta", eseguiti dalla FLA e analizzati presso i laboratori di ARPA.
Quindi gli "eventuali nuovi campioni" concordati tra Regione, FLA e Arpa dovranno garantire ulteriore copertura per l'intera area vasta comprensiva delle zone A, B, R e esterne.
Parliamo quindi per un area di quasi 2000 ettari (solo per A, B e R) di 214 campioni certi (quelli del Piano di Caratterizzazione) e di un numero aggiuntivo “forse” da sommare in ogni caso insignificante (“almeno 50” – ma abbiamo dubbi che si vada oltre - . Normalmente, a detta dei tecnici, una caratterizzazione dei terreni richiede circa 50 campioni per ogni ettaro.
Oltre all'evidenza dell'incertezza, quello dei campionamenti previsti è quindi decisamente un numero insufficiente per ricostruire una caratterizzazione del suolo esaustiva.
C'è da chiedersi poi come ARPA coprirà i costi delle analisi chimiche visto che non risultano stanziamenti di fondi nel piano economico-finanziario del progetto.
Ma se poi arrivassimo a commentare i risultati analitici sulla conformità o meno rispetto ai limiti della normativa ambientale che ha come unica potenziale conseguenza la bonifica/messa in sicurezza, nel caso di superamento dei limiti, dimenticheremmo totalmente il rischio sanitario che ha come conseguenze misure di sicurezza nel contatto ai terreni ed ai loro prodotti, e nelle attività/scavi/movimentazioni che possono essere condotte tenuto conto che si sta trattando di rischio cancerogeno per un prodotto che è pericoloso a quantità infinitesimali, ben inferiori a quelli delle soglie ambientali.
E con grande probabilità il teorico obiettivo da perseguire sulla base dei risultati della valutazione di rischio, "verranno stabiliti criteri di eventuale modifica di destinazione d'uso dei suoli e/o specifiche prescrizioni per il loro utilizzo", rimarrà un frase senza significato in quanto se in alcune aree si rileverà, come probabile, diossina inferiore ai limiti ambientali non ci sarà alcun pregiudizio sull’utilizzo di tali terreni che invece manterranno un rischio notevolissimo per l’esposizione al composto tossico dei cittadini.
Insomma, uno studio potenzialmente importante che non viene adeguatamente finanziato e con criteri applicativi dubbi tali da ridurlo a un prodotto finale che potrebbe risultare parziale ed incompleto.
Non sono infatti chiari gli elementi concreti con i quali verrebbe quantificato il rischio sanitario della popolazione esposta e le eventuali conseguenze in termini di prevenzione del rischio sanitario.
L’ipotesi di revisione della destinazione d'uso del suolo è del tutto teorica, mentre le misure si sicurezza da adottare per le diverse attività in funzione della potenzialità di riemersione della diossina non saranno ricercate dato che si parte dalla solo quantificazione del tenore di diossina nei terreni (e non il suo potenziale reale di veicolazione verso la popolazione) con un numero di campioni, peraltro, assolutamente insufficiente per descrivere lo stato di contaminazione dell'area vasta.

Sotto, vi proponiamo il testo della Delibera di Giunta di Regione Lombardia.

lunedì 15 giugno 2015

MIGRANTI RICHIEDENTI ASILO: INFORMARE PER SMONTARE LE MISTIFICAZIONI


La rabbiosa canea contro i migranti e i profughi ha ormai raggiunto un livello disgustoso, a partire dall'utilizzo voluto di terminologie inappropriate, dove i vari Salvini, Maroni &C identificano tutti quanti con l'aggettivo falso di "clandestini".
Uomini e donne con una storia di sofferenze, di abbandono della propria terra a causa di guerre, regimi totalitari e anche miseria vengono disconosciuti nel loro essere parte di UN'UMANITA' che sta pagando a carissimo prezzo la propria provenienza. 
Contro di loro, "politici nostrani" e "governatori di regioni" si scatenano con uno sbraitare da sciacalli per il solo raccatto di voti.
Invece queste persone, come tutte quelle in difficoltà, meritano RISPETTO oltrechè la prevista (dalla Convenzione di Ginevra per i richiedenti asilo) assistenza.
La semina dell'odio verso i più deboli è oltretutto sempre costruita distorcendo o omettendo la verità e la realtà.
Così si alimentano le MISTIFICAZIONI sui migranti "accolti in alberghi di lusso", su una inesistente e cospicua diaria, su risorse "rubate" agli italiani, su "problemi di ordine pubblico" etc. etc.
Una catena infinita di FALSITA'.

Ci preme quindi fare della corretta informazione riguardo all'argomento richiedenti asilo, a partire da un focus sull'attuale situazione della Provincia di MB, dove dal tempo degli arrivi del 2012, sta lavorando positivamente una rete di Associazioni che opera nel sociale e che gestisce e dà supporto a tutti quei migranti richiedenti asilo che sono stati trasferiti nella nostra Provincia.

Un'attività coperta con i fondi messi a disposizione dal Ministero degli Interni, per la maggior parte coperti dalla Comunità Europea con le risorse del Fondo Asilo, migrazione e integrazione 2014-2020 (e precedentemente 2008-2013).
Questo fondo, suddiviso tra i Paesi UE, si compone di due parti:
  • Fondo Immigrazione e Asilo (3.869 milioni di euro per il periodo 2014-2020) per i differenti aspetti delle politiche comuni europee in materia di immigrazione e asilo.
  • Fondo per la Sicurezza Interna (4.648 milioni di euro per lo stesso periodo) a supporto la cooperazione in materia di sicurezza, inclusa la gestione dei confini esterni dell’Unione.
Per maggiori dettagli:

Un articolo de Il Cittadino del 13-06-015 riporta fedelmente la situazione nella Provincia di MB,  dove, dati alla mano, si sta dimostrando come è possibile gestire una buona accoglienza, quantificando e chiarendo altresì l'origine delle risorse disponibili.
Certo, c'è ancora molto da fare e se tutti i Comuni si rendessero disponibili a fare la loro parte con un'equa distribuzione ed inserimento dei profughi nel loro territorio, il rischio di sovraffollamento nei Centri di prima accoglienza sarebbe evitato e i progetti potrebbero essere migliorati.


La preghiera laica di Erri De Luca per i Migranti dispersi o morti in mare

martedì 9 giugno 2015

MARONI, ZAIA, TOTI: INDECENZA ISTITUZIONALE


Del tema profughi ce ne eravamo già occupati recentemente qui con una "fotografia" sulla Provincia di MB dove l'accoglienza è stata sinora degnamente gestita.
Torniamo sull'argomento perchè alcuni Presidenti regionali hanno in questi giorni perso il senso della "misura" su questo dramma che coinvolge migliaia di esseri umani, lasciandosi andare ad esternazioni indegne del ruolo che ricoprono.
Esternazioni utili ad una bieca campagna politica fatta sulla pelle altrui facendo puro SCIACALLAGGIO.
E' esattamente quello che Roberto Maroni, Luca Zaia e Giovanni Toti Presidenti della Regione Lombardia, del Veneto e della Liguria stanno facendo, chiedendo minacciando anche di non elargire più contributi ai Comuni che accoglieranno PROFUGHI sul loro territorio.
Lo fanno ignorando bellamente che accogliere i profughi, cioè esseri umani che fuggono dalle guerre e da regimi dittatoriali è un dovere sancito dalla Convenzione di Ginevra. Lo fanno per un meschino calcolo elettorale in vista dei prossimi ballottaggi delle elezioni amministrative, lo fanno per fare da grancassa mediatica alle posizioni xenofobe dei vari Salvini & C.
Eppure .... eppure ..... quando Maroni era Ministro degli Interni, proponeva, in tema accoglienza, un criterio di suddivisione tra le Regioni considerando anche il numero di abitanti di ciascuna regione. Disse allora il Maroni: «Ho proposto un piano per la distribuzione equa e con la sola esclusione dell’Abruzzo, dei rifugiati, con un criterio molto semplice ovvero in base al numero degli abitanti». 
Ora, facendo due calcoli con i dati del numero di profughi forniti dal Viminale e i rispettivi abitanti regione per regione, le percentuali di accoglienza risultanti mostrano che le regioni del nord hanno numeri inferiori rispetto a quelle del sud che attualmente si fanno carico di più profughi. (vedi tabella sotto).
Insomma, IPOCRISIA, FALSITA' SPECULAZIONI, SCIACALLAGGIO sono alla base di queste indecenti affermazioni dei tre Presidenti Regionali.

Tabella fonte nextquotidiano
 L'articolo de Il Manifesto

Secessi

Duemilacinquecento migranti trasferiti verso le regioni del nord. Salvini soffia sul fuoco: «Occuperemo le prefetture». Le minacce secessioniste di Maroni, Toti e Zaia non fermano i piani del governo. Renzi promette contributi ai Comuni che accoglieranno i profughi e apre un nuovo fronte con Bruxelles.


Immigrazione. Il solito affondo di Maroni & C. scatenta una polemica odiosa sulla pelle dei migranti. I presidenti di tre regioni governate dal centrodestra (Lombardia, Veneto e Liguria) minacciano una cosa impossibile da realizzare: il taglio dei fondi ai comuni che accettano il piano di accoglienza profughi del Viminale. Matteo Salvini ipotizza addirittura l'occupazione delle prefetture e il presidente del Consiglio prova almeno a rispondere per le rime. Nel frattempo i migranti continuano a sbarcare sulle nostre coste e non si è ancora spenta l'eco di Mafia Capitale.

Monta la pole­mica. E la nau­sea. Da una parte ci sono poli­tici dell’opposizione che alzano il tiro con­tro i pro­fu­ghi negando loro il minimo della vita — un acco­glienza digni­tosa — e dall’altra poli­tici di governo pale­se­mente inca­paci di gestire la situa­zione che repli­cano fin­gendo grande senso di respon­sa­bi­lità. Sullo sfondo lo scan­dalo di “Mafia Capi­tale”, con il tarif­fa­rio per essere umano per rim­pol­pare le tan­genti desti­nate ai pro­fes­sio­ni­sti dell’accoglienza, un’inchiesta che certo non fa gua­da­gnare punti all’Italia in vista del ver­tice euro­peo del 25 e 26 giu­gno. Lì si deci­derà come e se miglio­rare un piano di acco­glienza che è già un insulto all’umanità: 27 paesi si stanno pal­leg­giando 24 mila pro­fu­ghi in tutta Europa. E solo per caso il nuovo meschino affondo leghi­sta non capita men­tre ci sono altri cada­veri da ripe­scare nel Medi­ter­ra­neo: i migranti arri­vati ieri sono stati tutti sal­vati. 
Que­sta è l’unica buona noti­zia, anche se in ogni momento potrebbe acca­dere un disastro.
Non per que­sto sta­reb­bero zitti per­so­naggi come Roberto Maroni e Mat­teo Sal­vini, soprat­tutto a pochi giorni dai bal­lot­taggi per le ele­zioni comu­nali. 
Il primo, ancora ieri, ha minac­ciato il taglio dei fondi ai sin­daci lom­bardi pronti ad acco­gliere nuovi “clan­de­stini”. 
Che sia una pagliac­ciata — sono le pre­fet­ture cioè il governo a deci­dere dove siste­mare i pro­fu­ghi — non conta niente.
Infatti baste­reb­bero le parole del pre­fetto di Milano per archi­viare la pole­mica: “Milano attende le diret­tive e gli invii che il governo effet­tuerà secondo i cri­teri gene­rali”. Invece il dibat­tito, odioso, è aperto.
Se per il cen­tro­si­ni­stra si tratta di una pro­po­sta irrea­liz­za­bile e irre­spon­sa­bile, per la destra è una buona occa­sione per ricom­pat­tarsi all’insegna del più mise­ra­bile raz­zi­smo. 
I pre­si­denti delle tre regioni gover­nate dal cen­tro­de­stra (Lom­bar­dia, Ligu­ria e Veneto) affon­dano i colpi rite­nen­dosi tito­lari di un discorso che paga sem­pre. 
Ma anche la pre­si­dente della Regione Friuli, Ser­rac­chiani (Pd), ha espresso più o meno il mede­simo con­cetto nei con­fronti dei migranti: “Noi non li pren­diamo, devono pren­der­seli loro”. Brava, se non altro per­ché espli­cita un sentimento.
Di fronte all’arrivo di cento pro­fu­ghi a Genova, il neo pre­si­dente Gio­vanni Toti, smessa la maschera del pacioso mira­co­lato da Arcore, pro­mette che appena si inse­dierà stu­dierà mec­ca­ni­smi per disin­cen­ti­vare i sin­daci liguri ad acco­gliere i migranti. 
Luca Zaia, forte del suo Veneto a tra­zione leghi­sta, giura che non ci sono comuni dispo­sti all’accoglienza e azzarda che anche “alcune pre­fet­ture sono sulla posi­zione di dire no”. Se fosse preso sul serio, sarebbe un ini­zio di seces­sione (roba da cara­bi­nieri). Ma tant’è, ogni presa di posi­zione serve a tirare la volata al cam­pione del raz­zi­smo pop, Mat­teo Sal­vini. La cilie­gina è sua: “Se Renzi e Alfano pen­sano di pren­dere il nord come luogo di sog­giorno per i clan­de­stini hanno sba­gliato tutto! Siamo pronti a bloc­care le pre­fet­ture e pre­si­diare le strut­ture”. La spa­rata come sem­pre fun­ziona e pur­troppo non basta la bat­tuta dell’ex leghi­sta Fla­vio Tosi a chiu­dere il discorso: “La smet­tesse di fare il fan­fa­rone e Capi­tan Fracassa”.
Al di là dei soliti cori di ripro­va­zione, il pre­si­dente del Con­si­glio Mat­teo Renzi cerca almeno di dimo­strarsi all’altezza della verve degli avver­sari, rilan­ciando a sua volta. Prima con un argo­mento ragio­ne­vole che è sulla bocca di tutti: “La scelta di divi­dere i pro­fu­ghi in diverse regioni è una deci­sione di Maroni (quando era mini­stro, ndr) e adesso si è sve­gliato e dice il con­tra­rio”. Poi con un attacco che sem­bra una pro­messa (ma delle sue): “Dob­biamo dare incen­tivi a quei comuni che accol­gono i migranti”, ha dichia­rato dal G7 in Ger­ma­nia. La pre­si­dente della Camera, Laura Bol­drini, ha rispo­sto senza per­dere l’aplomb: “Chi ha ruoli isti­tu­zio­nali deve agire con senso di respon­sa­bi­lità. Quando ci sono momenti dif­fi­cili tutto il paese deve rispon­dere, coeso”. Eh già.
C’è poi una voce, tra le tante, che invoca una rispo­sta chia­mando in causa gli anti­raz­zi­sti che mai rie­scono ad imporsi all’attenzione della pub­blica opi­nione, nem­meno con una bagarre. Quella di don Ciotti: “Non si può ancora una volta gio­care sulla pelle e sulla dispe­ra­zione di tante per­sone. Molte parole sono di raz­zi­smo, offen­dono, tol­gono dignità alle per­sone” e per que­sto serve “un risve­glio che non lasci la parola solo alle voci che divi­dono, umi­liano e allon­ta­nano. 
Alziamo la nostra voce”. Que­sto è il punto. Sal­vini &Co. fanno rife­ri­mento a un elet­to­rato che esi­ste e che rischia di dila­gare pro­prio per­ché aiz­zato da un ceto poli­tico spre­giu­di­cato, men­tre là fuori non c’è nes­sun altro ceto poli­tico dispo­sto a fare altret­tanto per “lisciare il pelo” agli anti­raz­zi­sti smar­riti e depressi. Dice a sini­stra che l’antirazzismo non paga. Forse: ma fino ad ora, c’è qual­cosa che ha pagato a sinistra?



lunedì 18 maggio 2015

LA PEDEMONTANA, LA TRATTA B1, LA CARATTERIZZAZIONE E LE "GRANITICHE" (E OPPORTUNISTICHE) CERTEZZE DI CAIMI


In data 14-05-015, i Sindaci della Tratta B2 della Pedemontana sono stati chiamati in Regione Lombardia per "comunicazioni"  relative alla pedemontana. Come solito, è stata loro illustrata una situazione edulcorata ed ottimista. L'assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Sorte ha dato l'annuncio che la Tratta B1 verrà aperta a ottobre
Eppure avevano detto che la tratta B1 di pedemontana era "LA VARIANTE per EXPO".
L'avevano detto sparando la solita italica balla per giustificare l'avvio lavori fatto in fretta e furia e pure senza copertura economica completa, tanto che SOLO il nastro d'asfalto autostradale era ed E' economicamente coperto (non le connessioni viabilistiche).
Però ..... però ..... la apriranno ......... ad ottobre, QUANDO EXPO è terminato.
E non è finita, il closing finanziario è rinviato ..... al 2016. Peccato (per loro evidentemente). 
Che dicono Maroni, Cattaneo e Alfieri (Pd) che ostinatamente continuano a volere tutta la Pedemontana ? 
Che dice il ministro Delrio che l'ha confermata come opera strategica SENZA copertura economica ?
Eppure in questa situazione c'è qualcuno che crede ciecamente a quello che la giunta maroniana della Regione Lombardia ripete come un mantra: è il sindaco di Meda Gianni Caimi !
Lui. si dichiara infatti "ottimista" rimanendo solo, anche tra i sindaci della B2, a credere agli imbonitori che vogliono a tutti i costi questa inutile e devastante autostrada.
Sappiamo perchè Caimi e la sua giunta monocolore Pd  vuole fortissimamente questa autostrada. 
La vuole perchè ad essa sono legate le realizzazioni di viabilità locali complementari su cui non s'è voluto trovare altre soluzioni possibili e  perchè anche l'ambito di trasformazione AT1 dell'ex Medaspan (fortemente sponsorizzato dall'amministrazione medese) con tanto di centro commerciale, albergo e area benessere è legato, per la sua dislocazione geografica e per la convenienza realizzativa, all'esistenza dell'autostrada.
Ma questa "cieca fiducia" che arriva a fargli dire che "verranno stanziati 1 miliardo e ottocento milioni di euro per completare la pedemontana" è fondata su atti amministrativi FORMALI o è basata solo sulla pratica dell'"annuncio" mutuato dalle strategie prima berlusconiane e ora renziane?
Quando il sindaco si deciderà invece a dare il giusto peso di gravità alla criticità DIOSSINA e alla connessa questione della salute dei cittadini ? Quando prenderà atto che questo progetto autostradale è economicamente insostenibile, inutile e dannoso e impattante per ambiente e territorio ?

L'articolo de Il Cittadino del 16-05-015
Sempre in tema di pronunciamenti dell'amministrazione medese, siamo in grado di pubblicare, dopo accesso agli atti, il verbale della Conferenza dei Servizi del 09-04-015 sul tema della proposta di CARATTERIZZAZIONE del livello di contaminazione da TCDD delle aree dell'incidente ICMESA (ex zone A, B, R) su cui interferirà il percorso dell'autostrada pedemontana nella tratta B2.
Durante tale assise, i Comuni di Seveso, Desio, Barlassina, Cesano Maderno e Bovisio Masciago hanno elaborato, sia per proprio conto sia su espressione di un tecnico geologo di loro fiducia, pareri dettagliati ed approfonditi (da pag 15 a 32) per chiedere modifiche e integrazioni al Piano di Caratterizzazione.
Il sindaco di Meda Caimi è stato invece l'unico (vedi pag 33) a non sollevare la minima obiezione rispetto al proposto piano di caratterizzazione, un piano indubbiamente con molte lacune, tanto da meritarsi anche prescrizioni di ARPA (da pag. 10) e richieste di integrazione e osservazioni della Prov. di MB (da pag. 4 a 7).

giovedì 19 marzo 2015

PEDEMONTANA: MOZIONE IN REGIONE LOMBARDIA SULLE COMPENSAZIONI AMBIENTALI


Da tempo lo andiamo dicendo, evidenziandolo anche nei momenti informativi e di confronto sul territorio tenuti dal coordinamento ambientalista Insieme in Rete.
Chi si ostina a volere l'autostrada Pedemontana, che continuiamo a ritenere infrastruttura inutile e dannosa per ambiente e territorio, sta trascurando la realizzazione delle COMPENSAZIONI AMBIENTALI.
Non c'è infatti traccia di esse nè sulla tratta A, già aperta alla percorrenza nè sulla tratta B1, dove i lavori sono in una fase avanzata.
Stiamo parlando delle COMPENSAZIONI AMBIENTALI, già previste anche dalle prescrizioni del CIPE (la n° 9 in particolare), di cui il coordinamento ambientalista Insieme in Rete ha l'intera carrellata progettuale.
Non si può far finta di nulla e ferma restando la nostra contrarietà e il giudizio negativo, laddove l'autostrada è nei fatti (purtroppo) esistente, va chiesto che, come parziale "riduzione del danno" SIANO REALIZZATE LE PREVISTE COMPENSAZIONI AMBIENTALI.
Non solo. 
Va evitato che attorno al tracciato autostradale sia un fiorire di edificazioni selvaggie e capannoni.
Per questo, già il 1-10-013, un gruppo di Associazioni  e gruppi facenti parte del coordinamento ambientalista, aveva presentato un'osservazione comune nell'ambito della revisione del Piano Territoriale Regionale (PTR) per un PIANO D'AREA che impedisca l'inedificabilità ai lati delle tratte autostradali già realizzate.

Non si può pensare che alla devastazione del Bosco della Moronera, del Bosco del Battù e al consumo di aree verdi si sommi altro disastro con orrendo cemento ai lati dell'autostrada, così come è già ad esempio la Milano-Venezia.

Il gruppo dell'M5S in Regione Lombardia, con il Cons. Corbetta, ha raccolto questo allarme e ha presentato in Consiglio Regionale una mozione che alleghiamo sotto.
Vi terremo evidentemente aggiornati sull'iter della mozione.

Intanto, la tratta A, aperta al traffico, si sta dimostrando l'ennesimo FLOP, con un numero di veicoli in transito bassissimo (circa 18.000) invece dei 60.000 giornalieri previsti.
Questo nonostante non vi sia pedaggio per gli utenti (quota presa in carico da Regione Lombardia).
Quando verrà applicata la tariffazione (circa 3 euro per percorrere 15 km !) quali saranno i numeri delle percorrenze ? Dovremo attenderci un ulteriore finanziamento pubblico al gestore per coprire i mancati introiti ?
Insomma, Pedemontana come la Brebemi.

L'articolo sulla denuncia di Legambiente Lombardia:



lunedì 27 gennaio 2014

MONITORAGGIO DELLA MOZIONE REGIONALE SU PEDEMONTANA E DIOSSINA E PROGETTO TRATTA B1


In Regione Lombardia, in applicazione ad una comunicazione del Presidente Maroni sullo "Stato d'Attuazione degli adempimenti previsti dagli atti di indirizzo politico approvati dal Consiglio Regionale terzo trimestre 2013", è stata presentata dall'ufficio incaricato, la documentazione relativa all'attuazione di Mozioni, Ordini del Giorno e Risoluzioni approvate dal Consiglio Regionale.
Il Consigliere Regionale dell'M5S, Gianmarco Corbetta ci ha aggiornato in merito, inviandocene il testo. 
Fra gli atti monitorati, c'è anche la MOZIONE SU PEDEMONTANA del 17/09/013.
La Mozione IMPEGNAVA la Giunta Regionale, il Presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo ad attivarsi per una serie di azioni.
Il documento di monitoraggio sull'attuazione di questa Mozione è a dir poco scoraggiante (vedi l'estratto della parte che ci interessa allegato) risultando infatti un capolavoro di superficialità e inadempienza.


Come si evince, nulla si dice (contrariamente agli altri atti ove sono specificate le azioni intraprese per renderli operativi - il documento è di 65 pagine) quali passaggi ATTUATIVI sono stati fatti con ARPA, APL e società concessionaria.
Nella parte iniziale del documento si scrivono cose già risapute.
Giunta e Presidente del Consiglio Regionale, da cui ARPA dipende in quanto organo REGIONALE, secondo i dettami della mozione, dovevano impegnarsi a FAR FARE le cose richieste nella mozione, cioè, in particolare, investire la società concessionaria (e ARPA) della CARATTERIZZAZIONE del suolo dove passerà la pedemontana e dell'estensione delle analisi ambientali per la ricerca di TCDD anche Desio.
Su questi due punti, non c'è nulla, così come c'è il buio completo sull'analisi del rischio specifica PRIMA dell'apertura dei cantieri.
Nel documento si ribadisce che ulteriori accertamenti, in contradditorio con ARPA verranno fatti a progetto esecutivo approvato.
Al momento attuale, ne la Giunta ne il Presidente Cattaneo ha chiesto di farli PRIMA dell'elaborazione dell'esecutivo.
Insomma, nella sostanza Giunta e presidente del Consiglio, non hanno ancora dato rispondenza alla mozione.

Per questo, il Consigliere Regionale dell'M5S Corbetta,  ha scritto al Presidente della Commissione V Territorio e infrastrutture, una lettera di segnalazione e protesta. Nella lettera, oltre a rimarcare i punti della MANCATA RISPONDENZA alla Mozione, si riprende anche la DIFFIDA LEGALE dei gruppi di Insieme in Rete e dei Sindaci di Seveso e Desio.


Anche la Consigliera del PD Laura Barzaghi ha scritto una lettera a più soggetti regionali per protestare e denunciare la mancata attuazione della Mozione.


Ma nel frattempo, la Pedemontana non si ferma.
Ci risulta infatti, da informazioni a noi pervenute, che il progetto esecutivo della TRATTA B1 è pronto ed è stato ufficialmente inoltrato a tutte le Amministrazioni interessate.

La tratta B1 della pedemontana
La TRATTA B1 riguarda i Comuni di Fenegrò, Turate, Cirimido, Lomazzo, Rovellasca, Bregnano, Cermenate, Lazzate, Lentate sul Seveso.


sabato 21 dicembre 2013

AGGIORNAMENTO SU PEDEMONTANA



Dopo l'incontro dei Sindaci della tratta B2 con la Soc. Pedemontana di martedì 10/12/013, nella Commissione Territorio e Ambiente di CESANO MADERNO tenutasi il 18/12/013, l'Assessore Vaghi ha comunicato quanto la soc APL (Autostrada Pedemontana Lombarda) ha loro riferito, in particolare relativamente all'iter del PROGETTO ESECUTIVO dell'autostrada.
Il Cittadino, nella pagina di Cesano, ne riporta la notizia.
Per la verità quest'informazione era stata anche preannunciata e diffusa con  declinazioni temporali variabili in passato anche in sede di Provincia di MB.
Prendiamone comunque atto.
Progetto esecutivo esistente, secondo quanto riferito da APL ai Sindaci.
Eppure .... eppure .....
Che ne è dell'adempimento alla prescrizione del CIPE n° 3 che prevede analisi ambientali di caratterizzazione dei terreni ancora contaminati da TCDD ?
L'adempimento, per logica propedeutico all'elaborazione del progetto esecutivo, non ci risulta attuato ne tantomeno che ARPA sia stata coinvolta nella validazione di qualsivoglia analisi.
Anche la mozione n° 72 su pedemontana, approvata dal Consiglio di Regione Lombardia in data 17/09/013 ci risulta tutt'ora inapplicata nella parte dispositiva tant'è che il Consigliere Regionale dell'M5S Gianmarco Corbetta, da noi informato in proposito, ha presentato con la collega Nanni un'interrogazione di cui alleghiamo il testo.

Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE continua a ritenere quest'infrastruttura inutile e dannosa per il territorio e l'ambiente.
Per questo, visto anche l'alto grado di confusione gestionale, sarebbe opportuno per tutti fermarsi alla realizzazione della sola tratta A attualmente in fase di completamento.

INSIEME IN RETE sta valutando iniziative ed azioni che concretizzerà quanto prima.