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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

lunedì 12 settembre 2016

RAPPORTO 2016 SUI PROFUGHI IN PROVINCIA DI MB SEGUITI DAL NO PROFIT

 
E' un periodo dove assistiamo, anche in Brianza, ad un'ostilità ingiustificata nei confronti dei richiedenti asilo accompagnata da manifestazioni di intolleranza, debitamente alimentate dai soliti e ben noti "imprenditori della paura" che spargono mistificazioni (non ultima quella generata dalle fantasie di un hub per 500 profughi a Seveso !!) giusto per garantirsi visibilità.
Per questo, per fare chiarezza, informazione, smontare le panzanate e cercare di far comprendere che con i profughi si debba e sia giusto fare accoglienza vera, vogliamo qui parlare di un modello interessante, proprio nella nostra Brianza, quello gestito da più di venti gruppi, enti e associazioni no profit unite nell' RTI Bonvena (Accoglienza in esperanto) .

Un sistema gestionale trasparente che Bonvena, dopo essersi aggiudicata il bando della Prefettura di MB nel 2016, così come nel 2014 e nel 2015 ha deciso di portare a conoscenza dei cittadini diffondendo un rapporto e un'analisi sui profughi da essa accolti all'interno del progetto gestionale.
Parliamo (al 31 maggio 2016) di 878 richiedenti protezione internazionale provenienti da oltre 20 nazioni.
Tra i richiedenti, 177 arrivano dalla Nigeria, 119 dal Mali, 106 dal Gambia, 102 dal Pakistan, 91 dal Senegal, 69 dal Bangladesh e 60 dal Ghana.
Sono invece solo 13 le donne, spesso però con sulle spalle un percorso di pesantissimo sfruttamento anche di natura sessuale.
 
Un modello che lavora sull'accoglienza solidale e non sul mero assistenzialismo, tanto dall'aver creato dall'aprile 2014 il fondo Hope che mette a disposizione risorse per azioni non richieste dal bando ministeriale ma che sono utili a dare ulteriori possibilità quali tirocini formativi, sostegno ai progetti individuali, formazione e istruzione.
In Brianza, i richiedenti protezione vengono dapprima ospitati in due hub (Monza e Agrate) per un periodo il più possibile breve poi inviati nelle strutture comunitarie (Camparada, Carnate, Limbiate, Lissone, Triuggio) dove vengono affinati gli interventi di accoglienza.
Sin dall'inizio si avviano i corsi di Italiano.
La terza fase dell'accoglienza è il trasferimento nelle abitazioni affittate nel mercato privato o messi a disposizione.
Si tratta di inserimenti di piccoli gruppi, costantemente seguiti dal case manager e dai volontari locali dell'associazione di riferimento.
Un'altra caratteristica è la rete di rapporti e collaborazione con enti esterni a Bonvena per i servizi di mediazione culturale, di supporto legale e di assistenza al lavoro  (ARCI, Sindacati etc) nonchè con enti formativi.
Importante l'avvio di attività di volontariato sul territorio cui i profughi hanno partecipato. Volontariato svolto con vari enti, Comuni compresi.
Il rapporto illustra anche le tre forme di protezione possibile accordabile ai profughi (Status di Rifugiato, Protezione Sussidiaria, Protezione Umanitaria) conseguente alla storia e alla condizione del richiedente. Il diritto di ricevere protezione è per chi fugge dalle numerose guerre e per chi subisce persecuzioni di varia natura che mettano a rischio la sua incolumità.
Prendetevi una pausa e leggetelo: è un antidoto contro il pregiudizio.

IV REPORT Dal Mare e Dalla Terra_22 Giugno 2016 by Sinistra E Ambiente on Scribd

venerdì 9 settembre 2016

SULL'INCONTRO CON L'ASSESSORE DOPO IL TAGLIO DEI TIGLI DI VIA SEVESO A MEDA


Il gruppo di Sinistra e Ambiente ha partecipato il 7/9/016 con Legambiente Circolo Laura Conti, WWF Lombardia e Comitato per il Parco Regionale della Brughiera all'incontro con l'assessore all'Urbanistica e Lavori Pubblici Simona Buraschi avente come argomento il taglio dei tigli di via Seveso a Meda.
Ne è nato un report scritto insieme da tutti i gruppi ambientalisti che vi proponiamo.


Qualche altra nostra nota e valutazione aggiuntiva.
C'è stata la la netta sensazione d’una cieca e acritica fiducia del livello amministrativo rispetto a decisioni prese dai tecnici. Decisioni che per questa situazione meritavano invece maggiore attenzione e approfondimento prima di agire.
E' stato chiaro a tutti i presenti una situazione confusa nei contenuti delle risposte date e il tentativo di evitare la contestazione rispetto all’avventatezza dell’intervento.
Troppo generiche le informazioni ricevute rispetto alle “rimostranze di alcuni proprietari” (non dei residenti ndr) per i problemi causati dalla vicinanza agli edifici degli alberi che hanno innescato l'azione di taglio e rimozione.
Come scritto nella relazione comune, anche la promessa ri-piantumazione si sta derubricando ad una modesta valutazione sulle tipologie vegetative da mettere a dimora che con ogni probabilità non rientreranno nemmeno nella categoria degli alberi di basso fusto ma in quella degli “arbusti e siepi”.
Certo, ora che c’è stato il taglio dell'esistente (i tigli), qualsivoglia nuova piantumazione deve ora rispettare quanto stabilito dal Codice Civile.
Quindi abbiamo perso tigli d’alto fusto e la ri-piantumazione sarà probabilmente di essenze di categoria inferiore dal punto di vista delle dimensioni e della qualità.
S’è capito inoltre che l’ultima potatura stagionale di quegli alberi è avvenuta nel 2014 (dopo averne saltate alcune) e che successivamente non vi sono stati altri interventi.
In questa situazione, l’ipotesi -che sarebbe stata quasi certamente letale per gli alberi- era quella, anch'essa discutibile, della capitozzatura (ad agosto !!!) evidentemente non attuabile.
Certo è che se sugli alberi non si fanno interventi costanti, poi si arriva alle condizioni limite.
Le regole del Codice Civile non possono essere le sole linee guida in casi simili.
Andavano e vanno considerati anche i fattori di beneficio derivanti dall’esistenza di viali con alberi d’alto fusto, magari cercando faticosamente altre soluzioni, compresa quella di rivendicare una norma derogabile: l’usucapione, dopo 20 anni, del diritto di servitù e quindi a mantenere l'albero a distanza inferiore a quella definita nel Codice Civile.
L’incontro ha evidenziato una incompatibilità tra le giustificazioni che hanno portato l’amministrazione ad agire così drasticamente e quanto, da tempo, le associazioni e i gruppi ambientalisti chiedono in tema di sensibilità ambientali.

mercoledì 7 settembre 2016

A MEDA, ANCHE L'OZONO (O3) E' OLTRE I LIMITI


Non solo il PM10 e il Benzo(a)pirene (ce ne siamo occupati qui) caratterizzano negativamente l'aria di Meda.
Anche l'Ozono, tra i composti chimici monitorati dalla stazione di rilevamento degli inquinanti atmosferici di via Gagarin a Meda, da più tempo è oltre la soglia del "valore obiettivo" di 120 µg/m³ da non superarsi per più di 25 volte all'anno.
A Meda il "valore obiettivo" è stato valicato dall'inizio dell'estate 35 volte (in 45 giorni!).
Per 26 giorni l'Ozono era sopra il livello di attenzione e per 5 GIORNI ADDIRITTURA SOPRA AL LIVELLO DI ALLARME di 240 µg/m³.

L'Ozono (formula chimica O3) è un gas presente nella stratosfera essenziale per la vita sulla terra grazie alla sua capacità di assorbire i raggi ultravioletti, dannosi per la salute umana e l'equilibrio ecologico del pianeta. Purtroppo, da tempo, l'immissione in atmosfera di gas CFC e consimili ha provocato una diminuzione dello strato di Ozono nella stratosfera (il buco d'Ozono) e questo ha consentito il passaggio degli ultavioletti e concorso all'aumento della temperatura terrestre.
Quando presente nella parte bassa dell'atmosfera (troposfera) l'Ozono è invece dannoso per la salute poichè è un forte ossidante per gli esseri viventi e la vegetazione.

In 5 degli ultimi 10 giorni a Meda abbiamo avuto il SUPERAMENTO della SOGLIA di INFORMAZIONE, (180 µg/m³), livello oltre il quale sussiste un RISCHIO PER LA SALUTE UMANA in caso di ESPOSIZIONE DI BREVE DURATA per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione (bambini, persone sane che svolgono attività fisica all'aperto, persone con malattie respiratorie, persone con suscettibilità all'ozono).
Il supero della soglia di informazione impone di assicurare comunicazioni adeguate e tempestive.

Il livello di ALLARME (240 µg/m³) costituisce invece il livello oltre la quale sussiste un RISCHIO PER LA SALUTE IN CASO DI ESPOSIZIONE DI BREVE DURATA per la popolazione nel suo complesso.
Il raggiungimento dei 240 µg/m³ impone di adottare PROVVEDIMENTI IMMEDIATI.

Il Sindaco è il soggetto deputato a intervenire in merito in entrambe le situazioni in quanto responsabile della salute dei cittadini.
In attesa di avere una qualsivoglia azione da parte dell'amministrazione, proponiamo il vademecum di ARPA su cosa fare.

mercoledì 31 agosto 2016

SULL' INGIUSTIFICATO TAGLIO DI ALBERI IN VIA SEVESO

Seppur con un poco di ritardo dovuto alla pausa estiva, non possiamo esimerci dal commentare amaramente il taglio dei tigli di via Seveso abbattuti dall'Amministrazione Comunale di Caimi in data 13-08-016.
Si tratta di una dozzina di alberi lì dimoranti da  circa 35-40 anni, a quanto ci risulta sani e dalle dimensioni tali da non dare preoccupazione rispetto alla loro stabilità nel rapporto tra la superficie di chioma e l'apparato radicale.
Appare inoltre decisamente una "furbata" la scelta del 13 agosto come data per il taglio, probabilmente per evitare qualsivoglia clamore, azione o richiesta di confronto e ripensamento da parte dei cittadini.
Alcuni hanno parlato di distanza dai confini delle abitazioni vicine insufficiente.
Già ma perchè solo ora ci si accorge di ciò ?
Abbiamo la netta impressione che l'amministrazione abbia in modo superficiale e semplicistico, scelto la strada più economica per limitare i costi derivanti da una corretta manutenzione del verde.
Per consentire una crescita equilibrata di un albero in un ambiente urbano servono infatti interventi programmati di potatura, normalmente consistenti in operazioni di spuntatura, speronatura, diradamento, taglio di ritorno. Vedi http://www.treeclimbing.it/alberi/torino.html
Il tutto eseguito nel periodo adatto durante il riposo vegetativo dell'albero, orientativamente compreso fra dicembre e marzo.
Tralasciando la prima parte delle affermazioni dell'Assessore alle Attività Produttive, all'Ambiente e all'Economia Sostenibi, Claudio Salimbeni sulla sua pagina fb, affermazioni che non ci risultano aderenti alla realtà visto che buona parte dei residenti si è giustamente risentita per il taglio effettuato e non per altro, egli scrive anche che  "L'ipotesi era di potare le piante per abbassarle ma i tecnici incaricati ci hanno suggerito di procedere all'abbattimento totale perché la potatura totale le avrebbe comunque portate sicuramente a morte. Inoltre, in questo caso, bisognava reintervenire nuovamente per rimuovere i tronchi con ulteriore spesa".
Premesso che sarebbe interessante sapere (e vederne i contenuti) se i "tecnici incaricati" hanno steso una relazione scritta per capire gli elementi su cui basavano le valutazioni che hanno portato a questa drastica scelta, da quanto scrive Salimbeni risulta però evidente che PRECEDENTI e ORDINARI interventi di potatura non sono stati con ogni probabilità predisposti e effettuati nei periodi adatti da chi di competenza, tanto dal ritrovarsi dinanzi ad alberi dove una potatura ne avrebbe determinato la morte.
Difficile aspettarsi qualcosa di diverso perchè se si sceglie di potare "totalmente" un albero ad agosto, nel pieno del suo ciclo vegetativo, il risultato non può che essere nefasto.
Opportuno sarebbe dunque considerare anche il rispetto di una costante, puntuale, continua  e corretta manutenzione degli alberi tra i compiti e gli obiettivi che concorrono a far raggiungere quel "premio di risultato" dirigenziale generosamente elargito ogni anno. 
Insomma invece di una cura e di una manutenzione parsimoniosa delle piante per goderne dei benefici, quest'amministrazione ha scelto una soluzione disastrosa, privandoci, con il taglio degli alberi oltrechè delle azioni positive da essi esercitate, anche di una parte rara di arredo di verde urbano, sempre più scarso, sempre meno di qualità.
Certo, ora hanno già raccontato che ci sarà una ripiantumazione, ma passeranno anni, decenni prima che un alberello messo a dimora dia gli stessi benefici di un esemplare d'alto fusto.
Sarà in ogni caso una fase di "allevamento" da seguire con attenzione evitando lo stato d'abbandono, magari per "risparmiare".
Ci permettiamo di sottolineare  che le casse comunali, dopo l'inasprimento fiscale con le aliquote applicate alle imposte portate al massimo livello e il conseguente avanzo positivo, consentono (e consentivano) anche la cura del verde.
lo ribadiamo, il taglio di via Seveso è totalmente ingiustificato e alimenta in noi qualche ..... sospetto sulle reali motivazioni: risparmio, semplificazione degli interventi e .... posteggi più ampi.
Senza particolari illusioni, visto e considerato che il danno irreparabile è già stato fatto, tutti i gruppi ambientalisti della zona hanno inviato la sottoelencata mail agli amministratori medesi:
All'attenzione Sindaco Gianni Caimi
e Assessore all'ambiente Claudio Salimbeni
e Assessore urbanistica e lavori pubblici Simona Buraschi
Oggetto : richiesta di incontro per chiarimenti su taglio alberi in via Seveso a Meda

Apprendiamo che in data 13 agosto 2016 sono stati abbattuti i tigli che si trovavano a lato sedime di via Seveso a Meda. La notizia ci sorprende e ci allarma perché l'abbattimento ci appare ingiustificato e sacrifica alberi di medio / alto fusto parte di un arredo urbano vegetale utile per la qualità della vita della comunità medese.
Attendiamo vostro riscontro alla presente.
Gemma Beretta, Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso
Alberto Colombo, Sinistra e Ambiente di Meda
Gianni del Pero, WWF Lombardia
Tiziano Grassi, Comitato per il Parco Regionale della Brughiera Briantea



sabato 6 agosto 2016

DOVE SONO LE COMPENSAZIONI AMBIENTALI DELLA PEDEMONTANA ?


Come sapete, da tempo il coordinamento INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE si occupa dell'inutile, impattante e dispendiosa autostrada Pedemontana Lombarda.
Tra gli aspetti seguiti vi è anche quello relativo ai progetti di COMPENSAZIONE AMBIENTALE (da non confondere con le compensazioni viabilistiche ne tantomeno con le mitigazioni).
Le Compensazioni Ambientali comprendevano una serie di interventi e di progetti locali per un valore complessivo pari a 100 milioni di euro di cui 35 milioni di euro destinati alla Greenway (90 km di lunghezza) e 65 milioni di euro per le opere a verde.
Si tratta di 374 ettari totali interessati dalle compensazioni ambientali di cu 65 ettari per la Greenway e 309 ettari per i 28 progetti locali.
La realizzazione di questi progetti locali di Compensazione Ambientale, dovevano, laddove possibile, andare di pari passo con la costruzione dell'Autostrada o perlomeno partire a fine lavori delle tratte in essere. Dovevano costituire una parziale ricucitura del territorio dove questo risultava compromesso dal passaggio dell'autostrada.
Attualmente sono in esercizio la tratta A, la tratta B1 e le tangenziali di como e Varese.
E le Compensazioni Ambientali ?
In Regione Lombardia, il 14-4-2015, il Consiglio ha approvato all'unanimità una mozione (deliberazione X/677) che dispone di “attivare un tavolo tecnico-politico tra Regione e società Autostrada Pedemontana Lombarda con la finalità di sollecitare e verificare periodicamente l’effettiva realizzazione di tutte le opere di mitigazione e compensazione ambientale previste per le tratte A e B1, la Tangenziale di Varese e il primo lotto della Tangenziale di Como” e “prevedere l’attivazione di un sistema di monitoraggio con la finalità di verificare con cadenza trimestrale lo stato di avanzamento” delle Compensazioni Ambientali nonchè di promuovere l’elaborazione di uno strumento di pianificazione strategica “che preveda la definizione di una ampia fascia di inedificabilità sui due lati dell’infrastruttura”.
Orbene, detto "tavolo tecnico di verifica" si è riunito UNA SOLA VOLTA ai primi di agosto 2015 dopodichè non ci sono più stati incontri, tantomeno trimestrali.

Il Consigliere Regionale Gianmarco Corbetta con cui, nel rispetto dei reciproci ruoli e delle rispettive autonomie, INSIEME IN RETE interloquisce sull'argomento Pedemontana, ha sollecitato ad inizio 2016 e successivamente, anche su nostra richiesta, la convocazione del tavolo tecnico di verifica "trimestrale" sulle Compensazioni Ambientali.
A seguire le sue sollecitazioni, dopo mesi, a luglio l'assessore alle Infrastrutture e Mobilità Alessandro Sorte ha inviato alla Commissione Regionale Territorio e Ambiente un breve resoconto sullo stato di avanzamento delle Compensazioni Ambientali.
Dunque nessun incontro per dettagliare lo stato delle procedure e i contenuti dei progetti (quindi Regione inadempiente rispetto agli impegni presi con la deliberazione X/677) ma solo alcune informazioni generiche riportate poi in due tabelline dove risulta che LE COMPENSAZIONI AMBIENTALI NELLE TRATTE IN ESERCIZIO SONO ANCORA LONTANE DALL'ESSERE CONCRETIZZATE perchè gli iter hanno dinamiche d'una lentezza esasperante.
Dei progetti in carico ad APL solo quello di Solbiate Olona ha fatto un passo in avanti.
Sono invece tre le convenzioni sottoscritte con APL per i progetti gestiti direttamente dai Comuni.
Purtroppo dalle informazioni estrapolate ancora non è chiaro se le risorse economiche necessarie SIANO EFFETTIVAMENTE DISPONIBILI.


Insomma, l'autostrada (tratta A, B1 e tangenziali di Como e Varese) è in esercizio da mesi con un impatto che per il territorio e l'ambiente è stato pesantissimo (distruzione del Bosco della Moronera e del Bosco della Battù oltrechè di aree verdi e agricole di pregio) ma per le Compensazioni Ambientali .......... si attende.
Già, del resto hanno speso gli unici fondi disponibili (quelli pubblici) per il solo nastro d'asfalto d'una infrastruttura dalle percorrenze insignificanti.
La mancata realizzazione delle Compensazioni Ambientali, è uno dei punti che Insieme in Rete ha trattato nella relazione inviata al Ministro Delrio.

giovedì 4 agosto 2016

PESANTE PRONUNCIAMENTO DELL'ANAC SUL BANDO PER IL TURBOGENERATORE DEL FORNO INCENERITORE DI DESIO

Delle anomalie e dei conseguenti esposti all'ANAC fatti da alcuni soggetti e organismi di controllo rispetto al bando di Brianza Energia Ambiente (BEA) per l'assegnazione dei lavori per il rifacimento del turbogeneratore del forno inceneritore di Desio (costo 7,5 mln di euro) ne abbiamo parlato più volte nei post
L'ANAC DICE LA SUA SUL BANDO BEA PER IL TURBOGENERATORE
ULTERIORI NOVITA' SUL BANDO BEA PER LA TURBINA DEL FORNO INCENERITORE DI DESIO
SUL BANDO GARA DI BEA PER LA TURBINA DEL FORNO INCENERITORE QUALCUNO NUTRE SERI DUBBI
e abbiamo con costanza informato e esplicitato - inascoltati - le nostre perplessità in Consiglio Comunale, criticando anche l'opacità dell'amministrazione Caimi sull'argomento (Meda è socia di BEA con il 7,34%).
Ora, dopo l'esposto, il primo pronunciamento dell'Anac del 2 marzo, le controdeduzioni di BEA e la successiva audizione di BEA il 6 luglio è giunto in questi giorni il pronunciamento definitivo dell'ANAC stessa.
E' un pronunciamento pesante per chi ha redatto il bando, definito il vincitore (la società COMEF srl - unica partecipante - ) e, purtroppo, ha deciso di avviare ugualmente i lavori sul turbogeneratore indipendentemente dall'analisi dell'esposto in atto.
Con la delibera definitiva ANAC ha ora stabilito la "non conformità" della procedura.

Per cercare di dare ulteriori particolari, riprendiamo alcuni dettagli riportati nel blog del Consigliere Regionale dell'M5S Gianmarco Corbetta:
"Le controdeduzioni formulate dalla Brianza Energia Ambiente spa non appaiono idonee a superare tutti i contestati profili di legittimità."
Sono ben dieci le gravi criticità confermate da Anac e che vengono raggruppate sotto tre tipologie di violazioni: a) violazione della concorrenza, b) violazione del principio di economicità, c) violazione del procedimento di gara.
Nel documento si ritrovano sostanzialmente tutte le irregolarità che avevamo evidenziato pubblicamente in più occasioni.
Violazioni della concorrenza

  • Comef non era in possesso di tutte le attestazioni richieste dal bando per comprovare i requisiti tecnici necessari per svolgere i lavori.
  • Nel bando vengono richieste esperienze pregresse non in linea con l’oggetto del bando stesso.
  • La documentazione di gara difetta della definizione dei necessari requisiti in ordine all’affidamento del servizio di progettazione.
Violazioni del principio di economicità

  • Aggiudicazione ad un importo superiore a quello posto a base di gara (le offerte dovevano essere al ribasso).
  • Contrasto nelle indicazioni offerte al mercato in merito ai valori della potenza elettrica della turbina e della produzione di energia termica.
  • Errato procedimento di valutazione dell’offerta pervenuta, tale da produrre svantaggi alla stazione appaltante e non in grado di determinare la qualità della prestazione offerta.
  • Acquisizione del 10% del capitale di Bea Gestioni da parte Comef che non ha effettuato un’offerta in aumento contrariamente a quanto previsto dalle condizioni di gara.
  • La gara per l’affidamento di servizi di ingegneria relativi alla sostituzione del turbogeneratore dell’inceneritore – indetta dalla BEA Gestioni SpA in un secondo momento e per un valore di 360 mila euro – risulta sprovvista di adeguata motivazione essendo i servizi in oggetto già inclusi tra le prestazioni aggiudicate alla Comef s.r.l.
Violazioni del procedimento di gara

  • Violazione delle norme relative alle nomine dei Commissari di gara.
A fronte di tutte queste violazioni, l’Autorità Nazionale Anticorruzione delibera:

  • la non conformità della procedura aperta per la selezione del socio privato di minoranza della società Bea Gestioni spa, lotto 2, ai principi di concorrenza ed economicità di cui all’art. 2 del d. lgs. 163/2006 (…)
  • la non conformità del procedimento di gara alla normativa applicabile in ragione della duplice violazione dell’art. 84 d.lgs. 163/2006 (…)
Invita pertanto Bea a “porre in essere ogni intervento risolutorio delle distorsioni riscontrate” e a “valutare il ricorrere dei presupposti per un eventuale annullamento in autotutela dei provvedimenti assunti, compatibilmente con lo stato del procedimento e il principio di economicità”.
Dispone infine l’invio degli atti alla Procura della Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Monza per i profili di competenza.
Bea è ora tenuta ad informare l’Autorità, entro 30 giorni, degli “eventuali provvedimenti conseguenti che intende adottare”.


Sarà interessante vedere quale soluzione BEA sceglierà di applicare, ossia se darà applicazione piena alla delibera di Cantone oppure se legherà la sua scelta rispetto allo stato di avanzamento dei lavori.
Certo è che questo pronunciamento dell'ANAC mostra tutte le gravi responsabilità di chi ha tecnicamente redatto il bando e di chi ne ha sostenuto politicamente e ad ogni costo la sua legittimità.

Nel merito, anche il gruppo di maggioranza de "Altra Bovisio Masciago" ha prodotto un comunicato:

In data 5-8-016 la delibera dell'ANAC è sul suo sito:  
delibera 775 del 20 luglio 2016 e la puoi scaricare anche da qui

venerdì 29 luglio 2016

ORTI URBANI A MEDA: UN PO' DI MEMORIA


Dopo un po' di tempo torniamo sulla vicenda degli ORTI URBANI CONDIVISI a Meda.
Lo facciamo sulla scia di alcuni articoli (sotto) della stampa che informano circa l'assenza di partecipanti al Bando Pubblico del Comune di Meda per l'assegnazione degli orti urbani, deciso con Delibera di Giunta n°36 del 17-2-2016 .

Purtroppo è successo ciò che si poteva prevedere e cioè che il prodotto preconfezionato può anche non raccogliere favori. 
Sin dall'inizio questa vicenda è stata trattata con un atteggiamento di autosufficienza supponente da parte dell'amministrazione di Caimi e dell'assessorato competente.
Anche l'incarico affidato all'Agenzia Innova 21  in data 16-9-015 e la successiva determina di assunzione d'impegno di spesa verso Innova 21  datata 1-12-2015 avevano in sè i presupposti per questo risultato negativo.
L'intero iter  che ha generato il Bando, comprensivo delle linee guida affidate ad Innova 21, non ha infatti minimamente tenuto conto di un'aspetto magari faticoso ma essenziale: il coinvolgimento sin dall'inizio dei gruppi, delle associazioni e dei singoli che dovevano avere un ruolo RICONOSCIUTO di soggetti attivi e propositivi nella realizzazione del progetto. Una "concertazione" che avrebbe permesso anche di chiarire preventivamente molti punti trascurati nel Bando quali quelli connessi agli eventuali  supporti economici, alle responsabilità e alle coperture assicurative.
Questo era esattamente nelle indicazioni e nei contenuti della MOZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE PER GLI ORTI URBANI CONDIVISI che, con miopia, venne bocciata dal PD nel cc del 3-4-014 pur essendo allora il nostro gruppo ancora nella coalizione di maggioranza.

Così scrivevamo il 21-2-2014 sul nostro blog argomentando la mozione:

"non chiediamo ne vogliamo un'asettica regolamentazione delle finalità, modalità d'utilizzo e assegnazione elaborato dal solo livello Istituzionale e Amministrativo.
Vogliamo che questa fase sia preceduta da un tavolo concertativo partecipato dai soggetti interessati (singoli, gruppi, associazioni) e che siano loro ad identificare le linee guida su cui lavorerà poi il livello Istituzionale per elaborare gli atti dispositivi necessari.
E debbono poi essere i singoli, i gruppi e le associazioni interessate a farsi promotori e protagonisti della vita e dell'attività di questi e in questi orti condivisi"

Tutto questo non è stato preso in considerazione, così come non è stata presa in considerazione, per criterio precauzionale,  la nostra richiesta di analisi chimiche d'approfondimento sull'area destinata ad orti urbani, risultata compresa nella zona R del disastro diossina TCCD dell'ICMESA del 1976.

Dopo il Bando andato deserto per evidenti motivi - magari considerare le proposte di Sinistra e Ambiente, caro sindaco e caro assessore avrebbe giovato - gli articoli sulla stampa sembrano evidenziare un approcio più diretto con alcuni soggetti individuali ma non è comunque comprensibile se qualche associazione già esistente sia o meno coinvolta e se le finalità sociali siano o meno confermate o modificate.
Agurandoci futuri sviluppi che in qualche modo tengano conto delle indicazioni espresse da Sinistra e Ambiente e delle criticità dell'area scelta per gli orti urbani, continueremo a seguire con attenzione la vicenda.

giovedì 28 luglio 2016

A MEDA APPROVATA IN CC LA MOZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE PER UNA MEMORIA DEL DISASTRO ICMESA


Il 27-7-016, nell'ultimo Consiglio Comunale prima della pausa estiva, è stata discussa e approvata all'unanimità dei presenti (Sinistra e Ambiente, Pd, Meda per Tutti, Lega Nord e PdL/Ncd) la mozione di Sinistra e Ambiente sulla Memoria del disastro causato dall'ICMESA (azienda del gruppo Hoffmann- La Roche) con la fuoriuscita della diossina TCDD il 10 luglio 1976. (Delibera Consiliare n° 24 del 27-7-016)
La mozione chiedeva la collocazione di un pannello illustrativo presso il muro della fabbrica all'entrata del Centro Sportivo di Meda.
Un pannello in continuità e a completare IL PERCORSO DELLA MEMORIA AL BOSCO DELLE QUERCE già presente nella porzione sevesina del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce e l'acquisizione della mostra prodotta dallo stesso Parco sul disastro del 1976.
La proposta di Sinistra e Ambiente era anche quella di una collocazione permanente di questa mostra presso i locali della Biblioteca di Meda -Medateca-  affinchè la sua visibilità stimolasse la volontà d'approfondimento sull'argomento.
Quest'idea sembra al momento non applicabile a causa della situazione logistica dei locali della Medateca.
Nella discussione, Sinistra e Ambiente ha pertanto accettato alcuni emendamenti presentati dal Pd tenendo conto di questo fattore.
La mostra  “Scatti di Memoria per raccontare una Storia. Seveso. Dall’incidente del 1976 al Bosco delle Querce” verrà dunque acquisita dal Comune di Meda e utilizzata in occasione di eventi pubblici sull'argomento.
Positivo anche l'emendamento concordato che impegna l'amministrazione a implementare le pubblicazioni sul disastro diossina dell'ICMESA presenti in Medateca.
Seguiremo con attenzione l'elaborazione di testo e immagini per il pannello da collocare presso il muro della fabbrica ICMESA all'entrata del centro sportivo di Meda.

Nel suo intervento di presentazione e di argomentazione della mozione, il consigliere comunale di Sinistra e Ambiente Alberto Colombo ha ripreso quanto scritto su: MOZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE PER UNA MEMORIA SUL DISASTRO ICMESA ANCHE A MEDA

"Quest'anno, il 10 luglio 2016, saranno trascorsi 40 anni dal disastro ICMESA, la fabbrica chimica da cui fuoriuscì la tetraclorodibenzoparadiossina (TCDD), il pericolosissimo composto che ancora oggi contamina il suolo di molte aree nei comuni ove si ebbe la ricaduta di quella nube sprigionatasi dal reattore A101 del reparto B. Per noi, non una celebrazione, ma il ricordo vivo di una sciagura ambientale che, spenti i riflettori delle commemorazioni ufficiali, non può e non deve essere dimenticata o rimossa e non deve finire lentamente nell'oblio.

La storia scritta su questo disastro ambientale e sui suoi effetti è corposa e controversa e purtroppo, ancora oggi il territorio subisce nefaste conseguenze con un rinnovato rischio che deriverebbe dalla movimentazione del terreno, laddove è ancora inquinato dalla TCDD, qualora venisse completata l'autostrada pedemontana con la realizzazione della tratta B2 e C.

Autostrada che attraverserebbe proprio le zone A, B e R dove insiste la presenza di TCDD oltre i limiti normativi.

Presenza del potente tossico accertata con le analisi chimiche del 2008 oggi in fase d'approfondimento con il piano di Caratterizzazione a campionamenti più fitti e su una superficie più ampia.

Il disastro Icmesa è quindi tutt'altro che un evento passato ma è qualcosa con cui la memoria collettiva deve rapportarsi e che deve continuamente costituire un elemento di consapevolezza anche nell'agire attuale.

Per questo, importante è il percorso del "Ponte della Memoria" nella porzione sevesina del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce, bosco creato dopo una laboriosa bonifica su quella che era la zona A, quella a più alta contaminazione.

Il "Ponte della Memoria" è un percorso sulla storia di quel disastro fatto di pannelli illustrativi, frutto di una condivisa elaborazione progettuale nel Comune di Seveso, utili alla comprensione degli eventi.

Eppure, eppure, la fabbrica ICMESA era insediata sul territorio del Comune di Meda.

Per questo ci pare giunto il momento per cercare d'avviare il completamento del "Ponte della Memoria" a partire dal posizionamento di un pannello illustrativo proprio a Meda, laddove sorgeva la fabbrica dell'ICMESA di cui è rimasto il muro perimetrale.

Una richiesta sicuramente minimale, per non dimenticare e per fare un primo passo verso una progettualità responsabile e accorta sull'accessibilità alla porzione medese del Bosco delle Querce, anch'esso parte di quel monumento naturale che tale deve rimanere e dove, non dimentichiamolo, nella prima vasca, coperta e impermeabilizzata (l'altra è a Seveso),  giace in sicurezza il materiale ad alta contaminazione da TCDD della bonifica.

Pensare di dare una continuità anche a Meda con quanto sinora realizzato a Seveso con il "Ponte della Memoria" sarebbe un intervento tangibile e duraturo, oltre le celebrazioni di rito.

Nella mozione, si chiede anche di trasmettere e coltivare la memoria anche alle giovani generazioni, a partire da coloro che per informarsi o per studiare frequentano la biblioteca civica medese, la Medateca, acquisendo e installando permanentemente lì la mostra “Scatti di Memoria per raccontare una Storia. Seveso. Dall’incidente del 1976 al Bosco delle Querce” realizzata dalla Direzione del Parco Regionale del Bosco delle Querce."

Ecco il testo definitivo della mozione approvata nel cc del 27-7-016:


sabato 23 luglio 2016

PRESENTATE LE OSSERVAZIONI DI SINISTRA E AMBIENTE ALLA VARIANTE AL PGT DI MEDA

Il 21-7-016 il gruppo di Sinistra e Ambiente ha protocollato le sue osservazioni alla variante al PGT di Meda.
Osservazioni puntuali su alcuni aspetti della Variante che meritano d'essere migliorati.
Serve comunque fare alcune precisazioni per non scordare la genesi di questa Variante e i suoi contenuti.
Si poteva fare di più sopratutto rispetto al CONSUMO DI SUOLO in una città dove ormai l'intera fascia pianeggiante esterna alla Brughiera risulta satura di edificazioni, molte delle quali vuote ed inutilizzate.
Proprio nella zona urbanizzata rimangono pochissimi fazzoletti liberi che comunque nel PGT del 2012 (vigente sino all'approvazione della Variante) sono utilizzati per previsioni di trasformazione.
Qui sta l'errore basilare le cui responsabilità sono tutte del Pd e dell'amministrazione di Caimi che volle, nel 2012, approvare il PGT così com'era, comprensivo degli Ambiti di Trasformazione (ATR) ignorando i suggerimenti e la posizione di Sinistra e Ambiente (allora parte della maggioranza) che invece ne chiedeva lo stralcio.
Questo mancato stralcio cui si tenta di porre rimedio ora nella Variante, ha in ogni caso comportato la perdita dell'area di via Piave (AC4) e le incertezze anche sul resto degli ATR.
E' evidente che Caimi e la sua amministrazione avevano e hanno fatto questa scelta anche per evitare di sottoporre a variante generale e connesso dibattito l'area ex Medaspan (AT1) dove con semplice variante PARZIALE dai criticabili contenuti per l'aspetto ambientale, l'impatto viabilistico e quello sul tessuto dei negozi di prossimità, hanno consolidato la scelta precostituita del centro commerciale con annesso albergo e servizi semplificando alla proprietà l'iter.
Tutto questo non si può dimenticare anche perchè l'AT1 dopo l'approvazione (con voto contrario di Sinistra e Ambiente) ora diventa parte della Variante Generale.
Oltretutto, la miopia dell'amministrazione s'è spinta sino a legarsi mani e piedi e a subordinare questa incondivisibile scelta sull'AT1 con la realizzazione della viabilità complementare fatta con i fondi inesistenti della Pedemontana.
Sinistra e Ambiente fu dunque lungimirante quando chiese, inascoltata da Caimi e dal Pd, l'approvazione del PGT del 20012 senza gli ATR e una discussione - purtroppo mai avvenuta- sulla viabilità locale INDIPENDENTE dal "pacchetto" pedemontana.

Nella valutazione complessiva di questa Variante, oltre ai contenuti tecnici, non si può dunque prescindere dalla cronaca delle scelte fin qui fatte dell'esecutivo di Caimi.
Sinistra e Ambiente, proprio per sua storia, non si limita però alle sole critiche politiche, ma ha sempre dato il suo contributo nel merito dei temi.
Così dopo averlo fatto in sede di Commissione Territorio e Ambiente suggerendo alcune modifiche poi implementate nelle norme attuative per l'applicazione della Perequazione, ha protocollato osservazioni di merito per conservare tutte le aree libere nell'urbanizzato come verde pubblico e per tutelare strutture ed edifici di antica formazione.
Eserciteremo evidentemente la stessa attenzione anche sul Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU) che sommerà alle scelte urbanistiche della Variante quelle relative alla mobilità.


martedì 12 luglio 2016

MEDA: LE DIFFICOLTA' DEL SINDACO CHE VUOLE LA PEDEMONTANA


Il sindaco di Meda Gianni Caimi, forse per evitare l'offuscamento, ma comunque in totale isolamento dagli altri sindaci della tratta B2 ed inizio C, ha deciso anch'egli di scrivere al Ministro alle Infrastrutture Delrio.
Evidentemente il ritorno mediatico della relazione del coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE a Delrio sulle criticità, i disastri e gli sprechi della Pedemontana Lombarda lo hanno ispirato.
Sulla relazione di Insieme in Rete, anche Sinistra e Ambiente ha lavorato molto quale componente attiva del coordinamento.
Caimi il 5-7-016 scrive a Delrio con un obiettivo però differente.
Non chiede infatti la rinuncia al completamento dell'autostrada Pedemontana perchè, con ostinata volontà e in modo miope, alla realizzazione di questa infrastruttura lui e la sua amministrazione si sono legati mani e piedi.
La lettera di Caimi a Delrio serve per innescare ancora una volta la richiesta dell'esecuzione delle opere di viabilità complementare per Meda, comprese nei fondi - inesistenti - per il completamento della Pedemontana.
Per questo, in quel testo, oltrechè chiedere a Delrio l'attivazione del promesso tavolo sulla Pedemontana, tra le righe indica la facoltà del Governo per "un contributo al superamento delle criticità" trattandosi di un'opera strategica.
Insomma, anche se più sfumate, permangono le "granitiche certezze" di Caimi & C. sulla "strategicità" dell'autostrada continuando a non tener conto dell'attuale situazione che invece conferma l'inutilità di questa impattante infrastruttura (vedi rapporto a Delrio di Insieme in Rete).
Nella sua comunicazione a Delrio, sul rischio diossina poi, nemmeno una parola.
Del resto l'amministrazione Caimi ha un bisogno disperato che la pedemontana riparta perchè ad essa sono legate le opere di viabilità complementare costituite dalle due tangenzialine, quella nel quartiere Meda Sud e quella ad inizio via Manzoni e i due sottopassi alla linea ferroviaria di via Trieste e di via Seveso.
E' sopratutto quello di via Seveso/via Cadorna ad interessare Caimi perchè alla sua costruzione (con problematico spostamento dell'alveo del Tarò e rischio idrogeologico connesso) è vincolato il progetto da lui fortemente voluto del Centro Commerciale sull'area ex-Medaspan, (approvato in cc il 25-01-016 da Pd e PdL/NcD con il voto contrario e motivato di Sinistra e Ambiente) attualmente in fase di Piano Attuativo con il coinvolgimento anche di Regione Lombardia.
Ed è proprio Regione Lombardia ad avere introdotto il 23-12-2015 una prescrizione particolarmente indigesta per l'amministrazione Caimi: 
"In qualsiasi caso la realizzazione delle opere sostitutive di chiusura dell'attuale passaggio a livello sulla linea FNM (il sottopasso ndr) costituisce presupposto vincolante la possibilità di apertura della grande struttura di vendita in quanto interventi preordinati al miglioramento di standard di funzionalità e sicurezza ferroviaria/stradale già oggi compromessi che verrebbero ulteriormente penalizzati dall'incremento di carico veicolare atteso a regime sull'itinerario via Seveso/via Cadorna ".
Ci piace ricordare a Caimi che Sinistra e Ambiente, quando era in maggioranza, aveva chiesto più volte di svincolare le ipotesi di soluzione per la viabilità locale e sovraccomunale e per il superamento della linea ferroviaria delle Nord da quanto previsto nel "pacchetto pedemontana", proprio per l'incertezza totale e la inesistente credibilità rispetto alla reale necessità dell'infrastruttura autostradale.
Nella sua "indiscutibile volontà" l'amministrazione Caimi non ha mai permesso un approfondimento e un confronto nel merito che consentisse d'evidenziare soluzioni meno impattanti e con coperture economiche più certe.


martedì 5 luglio 2016

VELOSTAZIONE E CAR SHARING: LA RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE

Una risposta che lascia ancora molti dubbi sulla certezza e sulle tempistiche realizzative dei due progetti perchè nel caso del Car Sharing, la società Sems srl (società del gruppo FNM) che si era dichiarata interessata alla gestione del servizio, all'oggi non ha ancora firmato la prevista convenzione e la risposta alla nostra interrogazione purtroppo non chiarisce i motivi di dettaglio se non quelli di una generica riorganizzazione interna.

Sulla Velostazione, la sua realizzazione è legata alla TERZA FASE (o terzo lotto) dei lavori di completamento della stazione ferroviaria di Meda.
Nella risposta l'amministrazione scrive che l'approntamento della Velostazione partirà "al termine dei lavori svolti all'interno della stazione" e formalizza a fine anno 2016 l'aggiudicazione lavori e 6-8 mesi nel 2017 per le attività di cantiere.
Date non proprio immediate e con qualche incognita a nostro avviso sulla effettiva fruibilità delle risorse economiche utili alla chiusura lavori della terza fase poichè le tabelle di Regione Lombardia allegate alla Delibera di Giunta Regionale X/4423 prevedono finanziamenti nel 2016 e nel 2018 di non proprio chiara copertura poichè sempre nella DGR X/4423, la Giunta di Regione Lombardia subordina l'erogazione di fondi "anche a seguito degli effettivi trasferimenti statali" il che costituisce un elemento di incertezza.
Sarebbe stato interessante avere l'informazione completa e provata per capire se la Velostazione ricade nei finanziamenti effettivamente previsti e stanziati per il 2016 o se esiste anche la possibilità d'uno slittamento al 2018.
Come viene fatto notare, l'Amministrazione non ha impegnato risorse economiche per i due progetti, completamente a carico di Ferrovie Nord e di Regione Lombardia da cui dipendono quindi finanziamenti, tempistiche e certezza realizzativa.

La risposta esaudisce dunque solo in parte le domande di Sinistra e Ambiente poichè sarebbero necessarie maggiori informazioni di dettaglio sulla effettiva disponibilità dello stanziamento fondi da parte di Regione Lombardia.
Informazioni che l'Amministrazione potrebbe dare su questo e su altri argomenti in sede di Commissione Territorio e Ambiente così come chiesto più volte, dal gruppo di Sinistra e Ambiente.
Richiesta che non è mai stata presa in considerazione dall'esecutivo di Caimi.

Per il testo dell'interrogazione:
INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE SULLA VELOSTAZIONE E IL CAR SHARING A MEDA

Sotto la risposta  degli assessori interessati

venerdì 1 luglio 2016

IL NEGAZIONISMO SUL DISASTRO DIOSSINA COMPIE 40 ANNI !

A Bruxelles, giusto per ......minimizzare e negare
In un convegno a Bruxelles presso il Comitato delle Regioni a tema “Rischio tecnologico e resilienza: esperienze a confronto a 40 anni dall’incidente di Seveso”, alla presenza anche del sindaco di Seveso Paolo Butti, il Presidente del Consiglio della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, ha infililato nel suo intervento di apertura dei lavori una serie di incondivisibili affermazioni che negano o modificano la reatà dei fatti.

“Oggi celebriamo, a pochi giorni dalla data del 40° anniversario, la “giusta memoria” del drammatico incidente di Seveso che il 10 luglio del 1976 colpì l’intera comunità lombarda. I giornali dell’epoca parlavano di una catastrofe irreparabile, e in un clima di vera e propria disperazione, ci fu addirittura chi arrivò a chiedere l’aborto obbligatorio per tutte le donne di Seveso. L’allarmismo, come si scoprì più tardi, dati alla mano, fece più danni della diossina stessa creando una crescita delle malattie cardiovascolari dovute allo stress. La prima voce che si levò in difesa della vita e contro la disperazione e la morte, fu quella della Chiesa e dell’Arcivescovo Giovanni Colombo, che chiamò a raccolta le persone facendo dell’ufficio decanale un punto di riferimento per affrontare l’emergenza con spirito costruttivo e tipicamente improntato ai valori propri della migliore tradizione lombarda. La lezione di allora ci insegna che nelle situazioni di emergenza, la cosa più importante è sempre quella di  mettere al centro le persone, che vanno ascoltate per poi prendere le decisioni corrette, come ci insegna il principio della sussidiarietà”.

Una dichiarazione che sorvola e volutamente dimentica come nell'arco di trent'anni nei Comuni colpiti dalla ricaduta della diossina TCDD dell'ICMESA di Meda il monitoraggio sanitario abbia rilevato un aumento significativo di una serie di patologie di tumori (pancreas, vescica, pleura, linfomi Hodgkin) e leucemie e che tra gli esposti nel cui sangue c'è la TCDD, secondo gli studi del Prof. Mocarelli, il fattore di rischio tumorale è quasi doppio rispetto ai non esposti.
Insomma, secondo Cattaneo, pare sia invece tutta colpa di chi ha fatto "dell'allarmismo" provocando di conseguenza ansia e aumento delle malattie cardiovascolari.
Ritorna poi il tormentone sugli aborti con Cattaneo che propina la sua verità dogmatica, semplificatrice, a senso unico e con contenuti irrispettosi verso quelle donne che soffrirono attanagliate dal dubbio, in una situazione di pericolo oggettivo, se portare o meno a termine le loro gravidanze ricorrendo all'aborto terapeutico. 
Raffaele Cattaneo è lo stesso personaggio che quando fu Assessore alle Infrastrutture in Regione Lombardia, nel 2008,  fece promulgare la legge deroga sul precedente vincolo di totale salvaguardia del Bosco delle Querce.
Una deroga che consente tutt'ora il passaggio dell'autostrada pedemontana nel Bosco delle Querce di Seveso e Meda, proprio zona A bonificata e ricostruita a parco verde.
E' sempre lui che  con Maroni vuole ostinatamente completare l'inutile autostrada pedemontana passando nelle zone contaminate dalla Diossina dell'ICMESA.
Insomma, un soggetto dall'inesistente sensibilità ambientale ma che ora si arroga un diritto di riscrivere in poche battute la storia del disastro del 1976.
Inquieta che i momenti delle "celebrazioni" dei 40 anni dal disastro della diossina dell'ICMESA, sia quelli locali sia quelli ad un livello istituzionale superiore, stiano facendo emergere una subdola operazione per una "artificiale pacificazione" con l'aggiunta di una componente di pesante minimizzazione, di mistificazione della realtà e di negazionismo.
Ne avevamo trattato anche nel post  SEVESO +40: LA MEMORIA ....... CORTA .

CARATTERIZZAZIONE: IL RAPPORTO FINALE DEL GEOLOGO DEL PERO


Si sono conclusi in questi giorni di fine giugno i sondaggi del Piano di Caratterizzazione per definire il livello di contaminazione da diossina TCDD nelle zone A-B-R interferite dal tracciato del progetto dell'autostrada Pedemontana Lombarda.
Puntuale è arrivato il rapporto finale del geologo Gianni Del Pero, già pubblicato anche sui di alcuni comuni, incaricato da Barlassina, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio (Meda esclusa) di seguire l'attività dei sondaggi.
Anche questa volta pubblichiamo questa relazione per i cittadini di Meda che risultano esclusi da questi passaggi informativi a causa di una incondivisibile decisione dell'amministrazione Caimi che, lo ricordiamo, non ha aderito all'affidamento dell'attività di controllo al geologo Del Pero.
Come si evince dal rapporto, è già iniziata la fase di analisi chimica dei campioni (con un primo gruppo già validato da ARPA).
Anche la FLA è tra gli soggetti cui è stato inviato il rapporto, in considerazione della Delibera di Giunta Regionale che ha disposto uno "schema di accordo attuativo tra Regione Lombardia e Fondazione Lombardia per l'Ambiente (FLA) per l'indagine di valutazione di rischio da esposizione alla diossina residua dell'incidente ICMESA" dove verranno presi in considerazione le analisi chimiche della Caratterizzazione.
Sull'argomento della DGR 5268, abbiamo espresso le nostre perplessità sul post:
REGIONE LOMBARDIA: POCHE RISORSE E QUALCHE DUBBIO PER L'INDAGINE SUL RISCHIO DIOSSINA
Sotto vi proponiamo il resoconto conclusivo del geologo Del Pero. 
Prossimamente si aprirà la fase di massima attenzione sull'esito delle analisi chimiche e delle successive decisioni che Regione Lombardia prenderà anche in funzione della situazione economica disastrosa in cui versa il progetto autostradale.

giovedì 30 giugno 2016

INSIEME IN RETE SCRIVE AL MINISTRO DELRIO

I relatori Gemma Beretta, Alberto Colombo, Gianni del Pero
Il 30-06-016, il coordinamento ambientalista Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile ha presentato e illustrato alla stampa (presenti anche i sindaci di Seveso e di Lentate) i contenuti di una dettagliata relazione inviata al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti GRAZIANO DELRIO.
Un rapporto che mette a fuoco le numerose criticità collegate al progetto dell'autostrada Pedemontana Lombarda sia nelle tratte già in esercizio (A, B1 e tangenziali di Como e Varese) sia per quanto riguarda il progetto di completamento relativo alla tratta B2 e inizio C.
Sergio Arienti informa sui ripristini territoriali non attuati
Una comunicazione dettagliata con valutazioni e richieste chiare e precise: si rinunci al completamento di questa devastante, inutile e dispendiosa infrastruttura autostradale, si realizzino le previste Compensazioni Ambientali per le tratte in essere si apra un tavolo di discussione e verifica sulla mobilità sostenibile, sul ferro e la viabilità locale che necessita di potenziamenti.
Dopo gli scritti dei Sindaci della tratta B2 e della tratta A anche i gruppi e le associazioni di Insieme in Rete intervengono con una comunicazione a Delrio, mettendo però al centro oltre alla viabilià, le sensibilità e le criticita' ambientali, compresa la presenza della diossina TCDD e la necessità di evitare altri danni al territorio.
Prezioso il supporto e la consulenza ricevuta da Anna Donati di Green Italia che era stata ospite di  Insieme in Rete all'iniziativa del 18-3.016.

Sotto, il testo della lettera-rapporto al Ministro Delrio e a seguire il comunicato divulgato durante la conferenza stampa.





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