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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)
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martedì 31 marzo 2015

A MEDA SI CONTINUA A CONSUMARE SUOLO

L'AC4 di via Piave
Avevamo trattato l'argomento sul nostro blog qui e relazionato sulla risposta alla nostra interrogazione.
L'iter del Piano attuativo per l'ambito di trasformazione AC4 di via Piave è ora arrivato all'ADOZIONE.
Con delibera di Giunta, n° 63 del 25-03-015, la proposta progettuale avanzata dalla proprietà è stata adottata.
A Meda dunque, SI CONTINUA INGIUSTIFICATAMENTE A CONSUMARE SUOLO. 
Su una delle ultime aree verdi è infatti prevista l'edificazione di TRE EDIFICI AD USO PRODUTTIVO e CAPANNONI su più livelli.
Eppure, le strutture simili VUOTE sono molte a Meda (innumerevoli cartelli vendesi/affittasi) e non vi è alcuna necessità di averne altre.
Certo, sull'AC4 i proprietari dovranno cedere delle superfici e farsi carico di realizzare parcheggi, aree a standard nonchè una zona di "Orti urbani" (una posizione poco felice, accanto ad una zona produttiva).
Secondo il testo della convenzione (da stipulare entro un anno, pena la decadenza del piano attuativo), la proprietà ha la facolta di realizzare gli edifici entro 10 anni dalla firma della stessa, anche per lotti funzionali in fasi temporali diverse mentre dovrà realizzare le opere di urbanizzazione entro tre anni.
Per Meda, il risultato è solo che si perderà un altro pezzo di suolo libero in un territorio dove ormai le aree inedificate si contano sulle dita di una mano.
Ecco dunque il primo frutto avvelenato di un PGT approvato dal PD senza lo stralcio degli Ambiti di Trasformazione.
La scelta attuata nel 2012 dalla giunta di Caimi espone al rischio che, qualora la proprietà chieda l'avvio, le previsioni edificatorie degli ATR si possano concretizzare.
Con l'AC4 questo è avvenuto.
E' altresì grave che nonostante le ripetute richieste fatte da più Consiglieri Comunali, dal gruppo di Sinistra e Ambiente e dal nostro Consigliere A.Colombo, in veste di Presidente della Commissione Territorio e Ambiente, nè il Sindaco Caimi nè l'Assessore Buraschi abbiano ritenuto opportuno dare una corretta  informazione relativamente agli iter sugli Ambiti di Trasformazione.
Se Meda perde un altro pezzo di area ancora libera, uno degli ultimi prati nella giungla di cemento e asfalto che ci circonda , lo dobbiamo anche alle scelte di questa amministrazione tutta targata PD, che non ha avuto il coraggio di approvare un PGT senza gli ATR, specie quelli sulle superfici verdi e libere.

Intanto, su quali comparti e in che modo la VARIANTE GENERALE AL PGT intenda agire, a distanza di mesi, ancora non è dato sapere.

Ci sarebbe ancora la possibilità, ma bisogna avere per l'appunto, coraggio, di cambiare orientamento, magari sfruttando la fase di osservazioni, per non arrivare alla proposta fatta per l'AC4.
C'è invece l'obbligo morale, in coerenza con il programma elettorale, di adottare quanto prima la variante al PGT con l'eliminazione di tutti gli altri ATR.

I numeri dell'AC4
Sotto, per saperne di più, il verbale di deliberazione con la documentazione tecnica allegata.



martedì 3 febbraio 2015

AMBITI DI TRASFORMAZIONE: PARTE L' AC4 ?


Quando noi del gruppo di Sinistra e Ambiente decidemmo di votare contro il PGT elaborato dalla passata Giunta di Taveggia, uno dei motivi che ci guidò in quella scelta fu la presenza degli Ambiti di Trasformazione (AT) previsti nel PGT che, se non stralciati, rischiavano di essere attivati dalle proprietà.

Per questa ragione chiedemmo l'accoglimento delle osservazioni che volevano lo stralcio degli ATR.

Il PD decise invece di approvare quel PGT così com'era, rimandando eventuali modifiche alla Variante Generale al PGT.
Ebbene, alla data in cui scriviamo, la Variante è partita, ma non essendo ancora stata nè adottata nè approvata, sugli ATR sono possibili richieste di attivazione a mezzo dei Piani Attuativi.

Ed è proprio quello che, in sordina e sottotraccia, sta succedendo.

Dopo la determina sull'AT1, in data 28-01-015 è stata pubblicata una Delibera di Giunta dove appare che la proprietà, a partire dalla data del 04-10-2013 con richiesta di attivazione della procedura, aveva già mosso i primi passi sull'AC4.

L'AC4 è l'area di via Piave, contigua all'altro ambito di trasformazione (AC3) di via Indipendenza.
l'AC4 ha un indice volumetrico di 1,5 metro cubo su metro quadro per un volume totale di 19.314 metri cubi.
La destinazione d'uso è "Produttivo".
La delibera di Giunta (che alleghiamo sotto) richiede solo di modificare la proposta di convenzione che è stata presentata.
Il progetto discende dalla fattibilità ammessa dal PGT vigente.


Si fa sempre più concreto il rischio della realizzazione degli ATR (o perlomeno di parte di essi) presenti nel PGT vigente, indipendentemente dalle scelte attuate con la Variante.
Un'opportunità consentita da questo PGT approvato dal PD così come era stato redatto dalla giunta leghista.
Ricordiamolo: il comparto AC3 e l' AC4 fanno parte di una delle ultime zone verdi nell'area urbana di Meda, dove, al netto del PLIS Brughiera, il consumo di suolo supera abbondantemente l'80%.

Il gruppo di Sinistra e Ambiente ha chiesto in più occasioni conto sullo stato procedurale degli ATR, lo ha fatto anche in occasione della presentazione della Variante, senza mai avere risposte di dettaglio.
Insomma, anche in questo caso, l'Amministrazione di Caimi si sta muovendo senza minimamente relazionare, nelle opportune sedi, su quanto sta avvenendo.

Certamente non siamo ancora in presenza di un piano attuativo adottato o approvato, ma l'iter è partito e questo può sottrarre aree alla revisione degli ambiti di trasformazione, vanificando l'obiettivo dichiarato nella variante di fermare il consumo di suolo. (vedi sotto)


domenica 22 febbraio 2015

AMBITI DI TRASFORMAZIONE AC4 e AT1: LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE ALL'INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE


Vista la "non disponibilità" del sindaco Caimi e dell'assessore Buraschi a relazionare sugli Ambiti di Trasformazione e la variante al PGT in sede di Commissione Territorio e Ambiente, il gruppo di Sinistra e Ambiente ha presentato alcune interrogazioni per avere informazioni in merito.
Il fatto che non si voglia rapportarsi in sede di Commissione, è già di per se stesso GRAVE e conferma l'atteggiamento ESCLUDENTE che l'esecutivo di Caimi applica nel suo operare.
La risposta dell' assessore all'interrogazione lascia molti punti oscuri ed è singolare per alcuni richiami.
Si fa infatti riferimento alle osservazioni al PGT del 2012 del PD - che con altre avrebbero consentito lo STRALCIO degli Ambiti di Trasformazione.
Peccato che le stesse furono BOCCIATE dallo stesso PD (il voto di Sinistra e Ambiente fu invece favorevole al loro accoglimento).
Risultato: nel 2012 venne APPROVATO DAL PD un PGT con gli ambiti di trasformazione e quindi LA POTENZIALE POSSIBILITA' DI CONSUMARE ALTRO SUOLO LIBERO.
Nulla si dice sul dettaglio del Piano Attuativo dell'AC4 in termini di VOLUMETRIE ne tantomeno sulle planimetrie degli edifici lì previsti, nascondendosi dietro il passaggio formale e burocratico della "non esistenza" di decisioni finali prese.
Però, però ........ è dall'ottobre 2013 che la proprietà ha chiesto l'avvio dell'iter e quindi esiste una proposta e una procedura avviata con relativa documentazione. Di quanto sta avvenendo si deve dunque sapere solo a Piano Attuativo APPROVATO ?
Oltretutto, ricordiamolo  ancora: l'iter per l'AC4, così come altri ambiti di trasformazione, può partire GRAZIE AL FATTO CHE IL PD HA APPROVATO il PGT dell'Amministrazione di Taveggia COSI COM'ERA.
C'è' quindi una responsabilità politica del Pd medese e dell'esecutivo di Caimi qualora l'avvio degli ATR e la loro successiva adozione e approvazione produca ulteriore CONSUMO DI SUOLO in una Meda già PESANTEMENTE URBANIZZATA.
Sull' AT1 (area ex Medaspan + campo sportivo PUBBLICO di via Busnelli), anche qui si continua a perseguire una gestione ESCLUSIVA e circoscritta su quello che si sta facendo e la risposta dell'assessore chiarisce ben poco.
Cosa si vuole fare sull'AT1 ? Con quali volumetrie ?
Domande legittime che continuano a non avere una risposta ufficiale.
Come gruppo consiliare di Sinistra e Ambiente abbiamo inoltrato anche una richiesta di ACCESSO AGLI ATTI sia sull'iter dell'AC4 sia sull'AT1.

L'interrogazione di Sinistra e Ambiente sugli Ambiti di Trasformazione AC4 e altri (AT1 in particolare)



La risposta dell'assessore alla pianificazione Territoriale e Lavori Pubblici Simona Buraschi.

15-02-20 Risposta Scritta Interrogazione Sinistra e Ambiente (AC4 e Altri ATR) by Sinistra E Ambiente

domenica 11 marzo 2018

MEDA: PARTE L'AC4 E SI CONSUMA ALTRO SUOLO LIBERO



A Meda, altro inutile cemento sta per essere spalmato sulle residue aree rimaste ancora libere seppure intercluse nell'urbanizzato.
Si tratta dell'ambito di trasformazione denominato AC4 dove è evidentemente arrivato a conclusione l'intero iter, comprensivo di Convenzione di attuazione del Piano Attuativo, la cui scadenza era già stata prorogata nel 2017.
E' il frutto di una scelta incondivisibile attuata dall'allora amministrazione Caimi e dal PD che la sosteneva.
Una scelta a cui il gruppo di Sinistra e Ambiente si è sempre opposto, votando contro il PGT del 2012 e presentando interrogazioni e osservazioni puntuali prima dell'approvazione del Piano Attuativo dell'AC4 da parte della giunta Caimi.
La cronistoria la si trova qui.
L'AC4 e collocato nella parte di spazio libero che si affaccia su via Piave ed è in continuità con l'altra area libera compresa tra via Indipendenza e via Lombardia.
Uno spazio dove sarebbe stato utile pianificare la creazione di un ambito di verde continuo per il quartiere, comprendendo entrambi i lotti e non solo la parte superiore come poi s'è definito nella Variante al PGT del 2017.
La parte verso via Piave nella pianificazione urbanistica - il PGT del 2012 approvato dal PD- è stata invece scientemente mantenuta edificabile.
Cosa è previsto ?
Come sempre altri inutili capannoni (3 per la precisione e di grandi dimensioni) che si vogliono edificare in un quartiere con una condizione mista di residenziale e produttivo, tipica del caos urbanistico medese.
Eppure l'intera nostra città è zeppa di capannoni e strutture ad uso produttivo VUOTE.

La localizzazione dell'area
La promozione
Il campo nella parte est
Sguardo verso la porzione est
La parte ovest

venerdì 23 giugno 2017

UNA PROROGA PER CONSENTIRE IL CONSUMO DI SUOLO DELL'AC4

Vi ricordate l'AC4 ?
L'Ambito di Trasformazione di via Piave dove nel 2013, la proprietà   avviò l'iter con la presentazione d'un Piano Attuativo per garantirsi la possibilità di edificazione.
Lo fece dopo l'approvazione da parte della maggioranza PD del PGT della Lega, e PRIMA dell'approvazione della tardiva Variante al PGT del 2016.
Dell'errore allora commesso da Caimi e dalla sua maggioranza, ne parlammo e scrivemmo diffusamente.
L'AC4 è una superficie dove è prevista la costruzione TRE EDIFICI AD USO PRODUTTIVO e CAPANNONI su più livelli. 
Strutture di cui Meda è satura, strutture di cui Meda non ha alcuna necessità visto che molte di esse restano vuote o vengono poi abbandonate o dismesse.
Ora c'è un aggiornamento.
Nel testo della Convenzione dell'AC4 esiste l'impegno all'esecuzione del Piano Attuativo "adempiendo a tutti le obbligazioni di cui alla Convenzione, nei modi e nei termini previsti in essa e nei suoi allegati".
La Convenzione stipulata tra le parti il 15-12-2016 prevede, all'art 10, che il progetto esecutivo per le opere d'urbanizzazione (vedi allegato alla delibera di Giunta) venisse  presentato ENTRO 6 mesi dalla sigla della Convenzione stessa.
Così non è stato.
E' evidente che l'attuale proprietà ha qualche difficoltà nel concretizzare l'intervento e la dilazione temporale risulta probabilmente anche utile qualora si voglia ricercare un operatore "più robusto" cui cedere il comparto e quanto lì pianificato.
Forse valeva la pena revocare la Convenzione per un obbligo non  mantenuto, come primo passo per una valutazione differente sull'impiego di quell'area, contigua a quella di via Indipendenza/via Lombardia (ex AC3) dove è prevista a mezzo perequazione (Variante al PGT) l'acquisizione al patrimonio pubblico per servizi e spazi verdi.
L'amministrazione di Caimi ha però deciso, giocando sul lessico, poichè il termine non è definito come "perentorio", di concedere alla proprietà una proroga di 4 mesi entro cui presentare il progetto esecutivo per le urbanizzazioni primarie.
Vedremo se tra 4 mesi seguiranno altre "proroghe", giusto per consentire il pianificato CONSUMO DI SUOLO.

lunedì 1 maggio 2017

LA RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE SUI PIANI INTEGRATI D'INTERVENTO E SUGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE


L'interrogazione chiedeva informazioni precise circa lo stato degli iter dei Programmi Integrati d'Intervento (PII) e degli Ambiti di Trasformazione (AT) stralciati con la Variante al PGT ma ancora in regime di moratoria della LR 31 nonchè dell'AC4 di via Piave approvato con delibera di Giunta l'8-07-015 e avviato con ulteriore consumo di suolo.
La risposta evidenzia come la legislazione nazionale del passato Governo Renzi abbia, purtroppo, consentito il rinnovo dei termini per la loro validità anche per quei PII che erano in prossimità di scadenza per mancata sottoscrizione della Convenzione.
Si tratta di PII con alte volumetrie che andrebbero sicuramente rivisti e ridimensionati se non cancellati ma che con il decreto Sblocca Italia di Renzi hanno ottenuto una proroga e non sono decaduti.
Gli AT non confermati dalla Variante al PGT del 2016 non sono, per il momento, oggetto di richiesta di attivazione di istruttoria ma la moratoria della Legge Regionale 31 sul Consumo di Suolo che scadrebbe a giugno è purtroppo oggetto di manovre politiche per prorogarne di un anno la scadenza.
Brutte notizie per l'AC4 di via Piave dove a novembre 2016 è stata sottoscritta la Convenzione e dove la proprietà ha 10 anni per realizzare i capannoni lì previsti.
L'avvio di questo AT con CONSUMO DI SUOLO è piena responsabilità dell'amministrazione Caimi targata PD che nel 2012 approvò (voto contrario di Sinistra e Ambiente) il PGT della Lega, consentendo agli operatori dell'AC4 di presentare un Piano Attuativo PRIMA della Variante al PGT del 2016.

sabato 11 luglio 2015

LA GIUNTA CAIMI RESPINGE L'OSSERVAZIONE DEGLI AMBIENTALISTI E APPROVA ALTRO CEMENTO SU MEDA

La localizzazione dell'AC4
Il 10-07-015 è stata pubblicata sull'albo pretorio del Comune di Meda la Delibera di Giunta n° 144 dell'8-07-015 in cui si RESPINGE controdeducendo, l'osservazione presentata dal coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB, dal WWF e da Sinistra e Ambiente.
Nella stessa delibera la Giunta HA APPROVATO il Piano attuativo sull'ambito di trasformazione AC4 di via Piave, così come era configurato nella Delibera di adozione.

Il Piano Attuativo approvato dalla Giunta Caimi
La giunta monocolore PD ha quindi TUTTA la responsabilità politica di concorrere a nuovo consumo di suolo a Meda, Comune già pesantemente urbanizzato e dove sono numerosi i capannoni e le strutture produttive anche di recente edificazione VUOTE.
Una responsabilità che arriva da lontano, dalla scelta fatta il 23-06-012 dalla Giunta e dai Consiglieri del PD di approvare il PGT (della precedente amministrazione Taveggia) SENZA stralciare gli Ambiti di trasformazione consentendo nei fatti la possibilità di presentare Piani Attuativi sugli stessi per poter edificare.

Certo, ora diranno che "s'è limitato per quanto possibile il consumo di suolo con la cessione di alcune aree", che "si sono diminuite le volumetrie" che "era facoltà della proprietà presentare un progetto e che non si poteva fare altrimenti", insomma, le solite giustificazioni.
Però tutto questo NON SAREBBE AVVENUTO se nel 2012 il PD avesse approvato il PGT STRALCIANDO gli ambiti di trasformazione così come proponeva Sinistra e Ambiente (vedi qui) e anche l'AC4 poteva avere una destinazione d'uso differente, in un contesto di verde urbano

Ora Meda avrà tre capannoni in più e un pezzo di area verde e libera in meno.

sabato 1 agosto 2015

PERCHE' SINISTRA E AMBIENTE HA VOTATO CONTRO IL PIANO ATTUATIVO PER L'AT1 (ex Medaspan)


Come da previsione, nel consiglio Comunale del 30-07-15, il Pd con 9 voti (8 consiglieri + il Sindaco) ha dato il via libera all'adozione del Piano Attuativo sull'AT1, ora denominato AT1-b-GSV in Variante Parziale al PGT.
Dopo il deposito degli atti che avverrà probabilmente attorno al 25-08-15, si avranno 30 giorni per la loro consultazione e altri successivi 30 giorni per le osservazioni.
Dopo le controdeduzioni sulle osservazioni, si ritornerà in consiglio comunale per il passaggio di approvazione.

Il gruppo di Sinistra e Ambiente ha espresso voto contrario rispetto all'adozione di questo piano attuativo.
Per meglio comprendere le nostre motivazioni si deve risalire alle origini e cioè all'approvazione del Pd medese, nel giugno 2012, del PGT predisposto dalla precedente amministrazione leghista, senza modifiche.
Decisione questa che ha garantito alla proprietà dell'area ex Medaspan di partire da una situazione a lei favorevole.
Se si fosse approvato il PGT stralciando gli Ambiti di Trasformazione (ATR), così come chiedeva Sinistra e Ambiente, anche il destino di quest'area sarebbe stato al centro di valutazioni di più ampio respiro, senza la zavorra delle previsioni sull'AT1, in un nuovo strumento urbanistico, come la Variante Generale.
Variante Generale che, forse, prima o poi vedrà la luce ma che ha già perso per strada sia al’AT1 che l’altro ambito di Via Piave, l’AC4.
Ma ormai ci pare probabile che quella scelta dell'esecutivo di Caimi e del Pd di approvare il PGT con gli Ambiti di Trasformazione fu fatta proprio per non azzerare le varie previsioni edificatorie, tra le quali una delle più ambite in termini speculativi è proprio l'AT1.
Qualche considerazione va fatta pure sull'iter di questa Variante parziale.
Sicuramente l'area dismessa ex Medaspan è un'area che va recuperata e riqualificata ma proprio per l'importanza della scelta da fare, il percorso doveva essere necessariamente più partecipato con il coinvolgimento della società civile, delle associazioni, dei portatori d'interesse, dei cittadini.
Se è infatti pur vero che la proprietà che investe può ben valutare come investire, l'amministrazione deve fare la sua parte per governare le proposte tenendo bene al centro l'utilità collettiva.
Nulla di tutto ciò è stato fatto.
Il progetto non è mai stato portato fuori dagli uffici, nessun confronto pubblico è stato fatto per tempo, solo "annunci" sulle intenzioni da parte del sindaco: "lì faremo unalbergo" e si è svicolato volutamente sulla presenza nella struttura di una "Grande Superficie di Vendita" ovvero di un centro commerciale.
Insomma una gestione "proprietaria" da parte dell'esecutivo e del sindaco senza la minima trasparenza.
Ricordiamo che sull'AT1 (e anche sull'AC4) il nostro Consigliere Colombo, quando era Presidente della Commissione Territorio e Ambiente, aveva chiesto oiù volte a Sindaco e Assessore di relazionare per cercare di innescare un confronto perlomeno in quell'assise Istituzionale ma Sindaco e Assessore non si sono mai resi disponibili a farlo.
Questa amministrazione ha evidentemente preferito il rapporto esclusivo con la proprietà per poi rendere pubblico i contenuti del piano attuativo solo e mera ottemperanza della L.R. 12.
Anche l'affermazione di aver attirato nuovi investitori è puramente un vuoto annuncio, visto che l'investitore è ancora e sempre quello dei precedenti progetti, datati 2005 e poi 2010.
Veniamo ora ai contenuti del piano attuativo ove ci sono alcuni tentativi di “colorarlo di verde”: i tetti “verdi” sono certamente una bella intuizione, che sfrutta anche la possibilità di ulteriori finanziamenti pubblici per politiche legate alla gestione delle acque; anche il recupero di una sponda del Tarò e le cessioni di aree al Comune per creare una fascia “verde” di prossimità è sicuramente un elemento positivo che va però verificato nella complessità dell’intervento e pesato in un bilancio benefici/criticità.
Abbiamo giudicato incompleto e insufficiente quella parte del Rapporto Ambientale della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che ha ignorato il fatto che l'area oggetto di trasformazione ricade nella zona di rispetto, zona R, classificata in base ai livelli di ricaduta e di contaminazione da TCDD (Diossina) del disastro ICMESA.
A scopo cautelativo e precauzionale, questo fattore di rischio andava approfondito con apposite analisi chimiche per definire o meno la presenza di TCDD e comportarsi di conseguenza.
Anche il probabile uso della Formaldeide nel ciclo produttivo dell'ex Medaspan (compensati e pannelli di truciolato) meritava una valutazione più approfondita per comprendere se l'area è o meno "pulita" o se è necessaria una bonifica, sapendo al dettaglio DA COSA si deve bonificare l'area.
Su questi aspetti trascurati, Sinistra e Ambiente ha presentato una mozione che ci auguriamo venga discussa quanto prima alla ripresa post feriale dell'attività consiliare.

Non ci ha convinto l'analisi sui flussi di traffico aggiuntivi ipotizzati rispetto all'area medese e riteniamo la zona ad alto rischio nel caso di incremento dei volumi di traffico, considerando la prossimità dello svincolo della superstrada, del ristretto ponte ferroviario di via Busnelli e dei passaggi a livello di Trenord.
Certo, il progetto considera (e spera) la realizzazione del sottopasso alla ferrovia di via Seveso/via Cadorna quale opera complementare di pedemontana.
Un sottopasso che prevede anche lo spostamento dell'alveo del torrente Tarò. Un sottopasso però ad alta incertezza realizzativa visto l'assenza di fondi per la Pedemontana.
Ci preoccupa molto l'aspetto "centro commerciale" presente nella struttura. Ci preoccupa perchè anche se si usano diciture e format differenti (centro del gusto ma anche galleria commerciale), c'è il rischio evidente che questa attività sia la pietra tombale definitiva sui pochi negozi di prossimità rimasti nel centro di Meda.
E' stato detto che nel "centro del gusto" si prevedono anche attività produttive di artigiani nel settore alimentare che lì si insedieranno.
Quindi, se lì si trasferiranno attività di piccolo commercio ora presenti in Meda avremo la chiusura delle loro attuali sedi mentre se saranno attività ex novo, aumenterà una concorrenza difficilmente sostenibile.
In ogni caso, si assisterà ad un mutamento del tessuto del commercio e della vendita di dettaglio con ulteriore svuotamento delle presenze.

Insomma, un progetto il cui fulcro è l'attività commerciale, distante dalle reali esigenze di Meda e del territorio che non ha bisogno di nuovo terziario e commerciale.


La planimetria della parte commerciale (10.000mq)
Il planivolumetrico del piano attuativo dell'AT1

lunedì 9 maggio 2016

MEDA: UNA VARIANTE AL PGT "ZAVORRATA"

Esauriti gli incontri pubblici (pochi e solo quelli dovuti per adempiere formalmente alla Legge Regionale 12) la documentazione preliminare per la VARIANTE al PGT di Meda è stata illustrata dagli estensori nella Commissione Territorio e Ambiente.
Alcune prime considerazioni sono dunque possibili sui contenuti di questa Variante.

Carta delle strategie di Piano e della Rete Verde cittadina

Tabella degli Ambiti di Trasformazione (AT)
Nella Variante di PGT, alcune proposte di Sinistra e Ambiente formulate nel 2013 nel documento "ELEMENTI QUALIFICANTI DA CONSIDERARE PER LA VARIANTE DI PGT" sono state recepite, anche se in modo non completo, laddove chiedevamo l'azzeramento degli ambiti di trasformazione nelle aree verdi libere residue, la creazione di connessioni utilizzando questi spazi per corridoi di collegamento tra i Parchi esistenti e l'utilizzo dell'asta del Tarò per un attraversamento, attuato con il recupero e cessione di aree spondali allorquando verranno proposti interventi dalle proprietà entro la fascia di fiume.
Importante e da seguire l'introduzione dell'AT6 con la previsione di recupero dell'ex Fornace Ceppi di via S. Maria, senza incrementi volumetrici e in un contesto di servizi compatibili con e per il Parco della Brughiera.
Una previsione di recupero che è comunque una scommessa considerato che area ed edifici sono di proprietà privata e che sarà fondamentale anche il coinvolgimento dell'Ente Parco (speriamo quanto prima Regionale) e dove deve essere centrale il mantenimento della struttura di archeologia industriale del forno Hoffman.

La carta della disciplina delle aree con gli ambiti di trasformazione (AT)
Non è stata purtroppo azzerata la possibilità edificatoria che era propria dell'ambito di trasformazione AC2 di via S. Giorgio per il quale, nella Variante, l'amministrazione ha scelto di confermarlo nel Piano delle Regole con destinazione Produttiva per altri inutili capannoni, oltretutto in una zona residenziale.
Molto più logica sarebbe la destinazione di quest'area a verde di quartiere.
Nella Variante Generale, come previsto è compreso l'AT1 (ex Medaspan) che è stato oggetto di Variante Parziale dedicata e sulla cui destinazione d'uso volevamo ragionare in ambito complessivo dopo un accurata caratterizzazione dei terreni per verificarne la salubrità e per il loro recupero nell’assetto urbano.
Sull'AT1, come noto, l'amministrazione Caimi ha optato per una strada opposta, con la scelta precostituita del centro commerciale con annesso albergo e servizi semplificando alla proprietà l'iter con una Variante Parziale dai criticabili contenuti, sopratutto per quanto riguarda l'aspetto ambientale, l'impatto viabilistico e quello sul tessuto dei negozi di prossimità.
La scelta miope e negativa fatta nel 2012 dal PD di approvare il PGT così com'era, senza stralciare gli Ambiti di Trasformazione ha già prodotto danni. 
In particolare abbiamo perso l'area verde libera residua in Via Piave (ambito AC4) dove sorgeranno ennesimi tristi ed inutili capannoni.
La responsabilità di questo danno ambientale, di questo ulteriore consumo di suolo è con tutta evidenza attribuibile all'attuale amministrazione che ha voluto a tutti i costi approvare un PGT senza stralciare gli AT.
Nell’arco temporale dal 2012 ai giorni nostri, causa il ritardo con cui s’è proceduto all’elaborazione della Variante, s’è inserita la Legge Regionale 31 sul Consumo di Suolo che introduce un ulteriore ostacolo per le scelte della Variante al PGT medese.
Un articolo della LR 31 introduce una moratoria di 30 mesi dalla sua data d'entrata in vigore (2-12-014).
La moratoria vale per le previsioni di trasformazione presenti nei PGT approvati prima di tale data (quello di Meda il 23-6-012, con il voto contrario di Sinistra e Ambiente) e consente fino al maggio 2017 alle proprietà di presentare o il Piano Attuativo per la conferma dell'AT o di avere appigli per innescare contenziosi legali.
C’è dunque COMUNQUE un rischio reale di "attivazione" degli Ambiti di Trasformazione con potenziale rischio di nuovo consumo di suolo. Ecco un altro frutto avvelenato della scelta sbagliata della giunta Caimi e del PD che approvò nel 2012 il PGT comprensivo degli AT.Tornando ai contenuti della Variante, va evidenziato che l'amministrazione vorrebbe chiedere lo stralcio di alcune aree che il PTCP provinciale include negli Ambiti Agricoli Strategici (AAS), nella Rete Verde e negli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP).
Tra questi stralci, non ci convincono quelli relativi all'area del "Vecchio Mulino" (proprietà pubblica) e quella di un possibile, seppur stretto, corridoio verde tra la zona cave (prevista come ampliamento del PLIS Brughiera) e la porzione medese del Bosco delle Querce.
Da valutare poi attentamente quanto definito nel Piano delle Regole relativamente alla Disciplina d'Intervento sugli edifici del nucleo di antica formazione comprese alcune cascine.
In particolare, per le cascine, la disciplina poteva essere più tutelante ripetto all'integrità del corpo degli edifici.


Nel Piano dei Servizi sono state esplicitate le aree da acquisire al patrimonio pubblico per destinarle a standard di Verde Pubblico (vedi mappa sotto - aree azzurre).
Il meccanismo previsto per l'acquisizione è quello della PEREQUAZIONE.
Chi volesse aumentare le volumetrie concesse fino alle massime previste, dovrebbe "comprare" l'indice volumetrico (0,15 mq/mq pari a 0,45 m3/mq) assegnato a queste aree da acquisire al patrimonio pubblico.
Un meccanismo che andrebbe sicuramente affinato per evitare che le aree possano risultare solo parzialmente acquisibili a causa dell'incompleta copertura delle volumetrie "comperate" dai privati e cedute all'amministrazione.
Al proposito, riteniamo insufficiente l’inserimento nelle norme di attuazione della monetizzazione per superfici minori di 150 mq poiché detta monetizzazione non risulta vincolata in modo chiaro e univoco alla possibilità di utilizzarla esclusivamente per l’acquisizione pubblica delle aree libere.
La carta delle aree a standard
 
Insomma, una Variante, perlomeno nella versione sinora illustrata e che andrà in adozione il 23-05-016, che poteva essere più coraggiosa, che sconta un "peccato originale" che ne zavorra i contenuti e con un'impostazione che non tiene appieno conto della necessità di profondi e decisi cambiamenti per dare più spazi liberi e verdi alla porzione conurbata.
Le integrazioni, le migliorie e i perfezionamenti sono ancora possibili anche prima dell'adozione e poi della successiva approvazione  in Consiglio Comunale.
Il gruppo di Sinistra e Ambiente si riserva dunque la facoltà d'intervenire durante l'iter con una serie di osservazioni puntuali.
Potremo così verificare la reale volontà di questa amministrazione nel recepire o meno il nostro contributo utile a migliorare questa variante al PGT.

mercoledì 19 aprile 2017

INTERROGAZIONE SULLO STATO DEI PIANI D'INTERVENTO INTEGRATI E DEGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE


I gruppi consiliari di Sinistra e Ambiente, Lista Civica con Buraschi per Meda e Meda per Tutti da tempo vanno denunciando la mancanza di trasparenza e di puntuale e dettagliata informazione in materia di politica urbanistica da parte dell’amministrazione Caimi.
Così, si hanno notizie dell’avvio di alcuni vecchi Piani Attuativi (C.so Matteotti comparto ex- Eden e via Pace) solo dalla stampa e solo a mezzo di informazioni sommarie e frammentate invece di avere consueti e precisi aggiornamenti sui contenuti delle Convenzioni e sui dettagli progettuali in sede di deputata Commissione.
Per cercare di avere un quadro completo della situazione riguardante i Piani d’Intervento Integrati, lo stato dell’AC4 (via Piave) e per capire se sugli Ambiti di Trasformazione (AT) stralciati con la Variante del 2016 dal PGT ma ancora in regime di moratoria cioè comunque con possibilità che le proprietà chiedano l’avviamento dell’iter realizzativo presentando un Piano Attuativo, i tre gruppi consiliari hanno protocollato un’interrogazione comune.


Nota: la moratoria o "norma transitoria" prevista dalla LR 31 scade il 1 giugno del 2017.
E' giunta però formale notizia che la maggioranza in Regione Lombardia voglia prorogare la scadenza della "norma transitoria" di un anno.
In tale periodo resterebbe invariata la possibilità di presentare Piani Attuativi da parte dei privati sugli Ambiti di Trasformazione stralciati anche con variante, con rischio di nuovo consumo di suolo.

Da Repubblica del 15-4-017

Consumo di suolo

la Regione vuole una proroga salva-costruttori

ANDREA MONTANARI
LA Regione è pronta a prorogare di altri 12 mesi la norma transitoria che permette di realizzare i progetti edilizi già contenuti nei piani di governo del territorio, che erano previsti al momento dell'approvazione della nuova legge regionale sul consumo del suolo, che prometteva di riutilizzare solo le aree già edificate. La durata della norma transitoria passerà così da 30 a 42 mesi. Nei quali i costruttori potranno ancora realizzare i loro progetti. Senza incorrere delle maggiorazioni delle percentuali sugli oneri di urbanizzazione, che aveva introdotto il testo della legge 31 del 2014. Da un minimo a un massimo del trenta per cento per gli interventi che consumano suolo agricolo nello stato di fatto non compresi nel tessuto urbano consolidato e pari all'aliquota del cinque per cento per gli interventi che consumano suolo agricolo all'interno del tessuto urbano. La giunta regionale guidata da Roberto Maroni ha fretta. Tanto che ha chiesto e ottenuto dal Consiglio regionale la procedura d'urgenza, che è stata approvata a maggioranza a scrutinio segreto con 41 sì, 18 no e 1 astenuto. Le modifiche alla legge saranno oggi all'esame della commissione regionale Territorio presieduta da Angelo Sala della lista Maroni. Il via libera definitivo dell'aula è stato già fissato nella seduta del 16 maggio. Il governatore si difende sostenendo che il provvedimento raccoglie e fa proprie anche le sollecitazioni dell'Anci Lombardia. L'associazione dei comuni italiani presieduta dal sindaco di Monza e Brianza di centrosinistra, Roberto Scanagatti.
L'opposizione di centrosinistra è perplessa e le associazioni ambientaliste come Legambiente, che avevano già ironicamente definito le nuove norme "ammazza suolo" vanno all'attacco. «Il testo in vigore era già molto blando perché prevedeva una piccola riduzione del consumo del suolo solo sull'edilizia residenziale - protesta Damiano Di Simine di Legambiente Lombardia - Inoltre, mentre si dice che bisogna sostenere la rigenerazione urbana si continua a non dare gli strumenti ai comuni per farlo. Senza contare che si tolgono i disincentivi economici che erano stati introdotti per chi consumava nuovo suolo».
Non è d'accordo con le modifiche anche Gianmarco Corbetta del M5S, che spiega: «Stanno riscrivendo la legge contro il consumo del suolo per renderla più vaga, inoffensiva e aleatoria di quanto non lo sia oggi. Anche quel poco di positivo che c'era sarà stravolto con il risultato di rendere del tutto inutile il provvedimento. Maroni evidentemente si è pentito e lascia ai comuni la facoltà di edificare in completa libertà. Vogliono costruire ancora». Il Pd Jacopo Scandella aggiunge: «La legge sul consumo di suolo fa acqua da tutte le parti, ha creato confusione e ha fissato scadenze che la Regione stessa non è stata in grado di rispettare. Per noi il punto cardine è quello di permettere ai comuni di ridurre le previsioni di edificazione già pianificate, e oggi non è così. Comunque il testo della giunta difficilmente rimarrà così com'è, perché dovrà passare al vaglio di una maggioranza che si è dimostrata da sempre ostile a una vera battaglia contro il consumo di suolo».
La proroga concessa che inizialmente doveva limitarsi a 30 mesi dall'entrata in vigore delle nuove norme, infatti, doveva congelare i progetti già approvati, in attesa che le province e i comuni si adeguassero ai criteri per la limitazione del consumo di suolo.
Ma introduceva per i sindaci anche il paradossale divieto non solo di aumentare, ma anche di ridurre il consumo di suolo già occupato.

venerdì 30 ottobre 2015

INDAGINI CHIMICHE D'APPROFONDIMENTO SULL'AT1: RESPINTA DAL PD LA MOZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE


La mozione di Sinistra e Ambiente che impegnava Sindaco e Giunta a richiedere, con approcio cautelativo, un approfondimento con indagini chimiche mirate sull'area dismessa ex Medaspan, ora oggetto del Piano attuativo presentato dalla società PABEL spa per la realizzazione d'una struttura commerciale + albergo + servizi in iter di Variante parziale, E' STATA BOCCIATA dalla maggioranza del PD durante il Cons. Comunale del 29-10-015.
Le indagini chimiche richieste prevedevano la ricerca di solventi e composti clorati in funzione dell'attività svolta e dei prodotti lavorati nell'allora Medaspan (pannelli di compensato e truciolato con uso di formaldeide come collante) nonchè la ricerca di Diossina TCDD, diossine e furani, questo in considerazione del fatto che l'area ex Medaspan risulta dentro il perimetro della allora zona R (rispetto) così classificata in base al livello di contaminazione da diossina TCDD del disastro ICMESA del 1976.
Ricordiamolo: il rapporto ambientale s'è limitato a prendere atto, ritenendole esaustive, di una serie di analisi standard (idrocarburi e metalli pesanti) eseguiti da un laboratorio privato su incarico della Pabel.

L'indirizzo alla maggioranza Pd sulla linea da tenere l'ha data il sindaco Gianni Caimi con un intervento a dir poco "stupefacente".
Abbiamo appreso che non è nei poteri del Sindaco chiedere questi supplementi d'indagine, che analisi chimiche ambientali sono state comunque effettuate per definire se e come bonificare l'area, che per ARPA ed ASL è tutto a posto, che quello di Sinistra e Ambiente è un accanimento visto che "risposte tecniche" sono già state date in sede di Commissione, che questi ulteriori approfondimenti sarebbero un ONERE per il privato e che la mozione non aveva alcun fondamento scientifico.

Una serie continua di imprecisioni. Veniva e viene da chiedersi se tutto ciò era "vero" e se avessimo ben compreso.

L'amministrazione ha la facoltà di chiedere approfondimenti e pure di chiedere il coinvolgimento di ARPA.
Farlo o non farlo dipende dalla volontà politica.
Dal rapporto ambientale si evince chiaramente che le analisi chimiche sinora effettuate sono quelle standard relative ai soli metalli pesanti e idrocarburi.
Questo significa che non è stata presa in considerazione nella sua completezza la "storia" dell'area tenendo conto della tipologia e della composizione dei prodotti lì lavorati nonchè degli accadimenti che determinarono la contaminazione da TCCD dell'area a causa del disastro ICMESA del 1976.
ICMESA che si trovava proprio dinanzi alla Medaspan, sull'altro lato dell'attuale superstrada.
Non si è nemmeno tenuto conto che lì vicino, nel 2008 (vedi mappa sotto), furono rilevati dei superamenti del limite INDUSTRIALE nei carotaggi effettuati da APL correlati con il tracciato dell'autostrada Pedemontana (dati validati da ARPA).
Alle precedenti sollecitazioni di Sinistra e Ambiente in commissione si è risposto evasivamente senza dettagliare e anche un'indicazione/suggerimento con contenuti identici, formalizzato da parte del WWF in sede di VAS, non è stata presa in considerazione.
Grave poi preoccuparsi principalmente dell'onere per il privato quando si sta parlando di qualcosa attinente la verifica di conformità  della destinazione d'uso dell'area.
Se sull'area risultassero contaminazioni da TCDD superiori alle soglie (CSC) previste per legge, sarebbero necessarie valutazioni di compatibilità per capire la fattibilità dell'intervento.
Certamente gli approfondimenti analitici sarebbero un onere per il privato  così come un eventuale bonifica. Bonifica che però sarebbe d'obbligo se si vuole realizzare l'intervento e allo stesso tempo garantire sicurezza e salute per i cittadini.
Noi non facciamo allarmismo e la mozione chiedeva semplicemente l'applicazione di un principio PRECAUZIONALE e non pregiudiziale: sappiamo che l'area ha un potenziale fattore di rischio, verifichiamo dunque se esiste o meno contaminazione.
Del resto, si trova solo quello che si cerca.
Forsechè l'interesse del privato è PRIORITARIO ?
Esilarante poi dire che la mozione non ha fondamenti scientifici. C'è per caso stata una "commissione scientifica" che l'ha valutata ? Ha il sindaco competenze in merito ?
Respingendo la mozione, l'amministrazione e il Pd medese hanno dato un'ulteriore prova (dopo l'approvazione dell'AC4) della loro scarsissima attenzione all'ambiente.
Evidentemente è più importante per loro procedere celermente con l'approvazione della Variante Parziale sull'AT1 con relativa Grande Superficie di Vendita (o Centro Commerciale 2.0) e annessi albergo, area sportiva etc senza scontentare i desiderata del privato.
Insomma, serve non disturbare eccessivamente.

L'AT1, la ex zona R e i superi soglia per la Diossina TCDD del 2008 per la pedemontana

sabato 9 maggio 2015

OVUNQUE, IN ITALIA, SI CONTINUA A CONSUMARE SUOLO


Il 6 maggio 2015, l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione Ambientale) ha presentato il rapporto sul CONSUMO DI SUOLO in Italia.
La relazione integrale la trovi qui.
Una relazione e una serie di tabelle e mappe di tutto il territorio nazionale con dettagli su Regioni, Provincie e singoli Comuni che restituiscono una fotografia DRAMMATICA rispetto al CONSUMO DI SUOLO.
Continua infatti il trend di crescita relativo all'urbanizzazione e cementificazione delle aree verdi libere.
Nel 2014 il consumo di suolo su MEDIA NAZIONALE è arrivato al 7% rispetto al 2,7% del 1950. S'è consumato 21.000 Kmq (7%) del nostro paese, in crescita anche rispetto all'anno precedente. Il dato potrebbe anche essere addirittura sottostimato come ammesso dall'ISPRA stessa.
Tra il 2008 e il 2013 si sono consumati 55 ettari al giorno !
Impressionante la percentuale di territorio delle regioni che risulta alterato dal consumo di suolo, con la punta del 68,9% per la Puglia, del 65,3% per l'Emilia Romagna e percentuali altissime per quasi tutte le regioni italiane.

La Provincia di Monza e Brianza continua ad essere al primo posto con il 34,7% di SUOLO CONSUMATO davanti a quella di Napoli con il 29,5% e a quella Milano con il 26,4% (dati 2012).
Numeri che sono evidentemente frutto di una media. A tutti è noto che ad esempio, nella Prov. di MB esiste una zona (la est) con aree agricole e verdi che compensa la ovest dove l'urbanizzazione è elevatissima.
Nella classifica dei Comuni italiani, Lissone risulta al 7° posto con il 64% di suolo consumato.
Tra tutte le tabelle ce n'è una decisamente preoccupante che mostra come nelle Regioni, si continui a consumare suolo persino nelle AREE DI PERICOLOSITA' IDRAULICA con la LIGURIA che si aggiudica questo triste primato.
S'è costruito anche in prossimità del mare, nella fascia dei 300mt, con LIGURIA e MARCHE che superano il 40% di terreno impermeabilizzato. Tenete altresì conto che alcune fasce costiere sono caratterizzate anche da formazioni collinari a dirupo sul mare per cui, il dato del 40% va letto come un'impermeabilizzazione/edificazione pressochè su tutte le aree fronte mare pianeggianti o di facile accesso.

Per stare sul locale, ricordiamo che ANCHE A MEDA SI CONTINUA A CONSUMARE SUOLO!
Vedi al proposito i nostri articoli sull'ambito di trasformazione AC4.

Il "belpaese" è sempre più un DESERTO DI ASFALTO E CEMENTO !


Per approfondire, vi proponiamo un articolo di LUCA MARTINELLI tratto da ALTRAECONOMIA:


Le coste italiane sono oasi di cemento: il 19,4% per cento dei litorali entro i 300 metri dal mare è stato impermeabilizzato, con una punta del 40 per cento in Liguria. Questo dato, tratto dal Rapporto sul consumo di suolo 2015 dell’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (ISPRA, www.isprambiente.gov.it/it), evidenzia come le aree costiere abbiano quasi triplicato il dato nazionale, che stima un consumo complessivo di suolo pari al 7 per cento del territorio nazionale.     

Michele Munafò è il responsabile della ricerca ISPRA sul consumo di suolo: “Lungo le coste sono stati impermeabilizzati quasi 500 chilometri quadrati, e sinceramente non mi aspettavo un dato così alto. Ricordo che le aree costiere al di là dell’aspetto produttivo, legato alla fertilità dei suoli, sono molto importanti dal punto di vista paesaggistico, oltre a rappresentare spesso aree delicatissime, che dovrebbero essere salvaguardate.
Guardare a che cosa accade nei primi 300 metri, poi, significa considerare un’area poco più ampia della battigia”.

Se si allarga anche alla fascia dai 300 ai mille metri, il dato del consumo di suolo continuerà ad impressionarci: 16%, più del doppio della media nazionale.

Il rapporto ISPRA, però, evidenzia l’attacco del cemento anche nei confronti di altre aree fragili, cioè -ricorda Munafò- “quelle che tendenzialmente dovrebbero non essere consumabili, perché protette o vincolate, come le aree entro i 150 metri dai corsi d’acqua, aree delicate, tutelate dalla legge Galasso, fondamentali per l’equilibrio idrologico, per prevenire fenomeni di dissesto. È molto significativo, guardando alla cronaca dei ‘disastri’ degli ultimi anni, il dato della Liguria, dove oltre al 40% dalla costa e cementificio anche il suolo consumato in aree a pericolosità idraulica, pari al 30 per cento del totale. L’acqua da qualche parte deve pur andare” spiega Munafò.

I dati nazionali evidenziano come siano stati spazzati via complessivamente 34mila ettari all’interno di aree protette, e siano stati impermeabilizzati il 9 per cento delle zone a pericolosità idraulica e il 5 per cento delle rive di fiumi e laghi.

Se un’indicazione positiva si può trarre, da questo rapporto, è che la velocità media del consumo di suolo si è leggermente ridotta, passando da 8 metri quadrati al secondo a 6-7 metri quadrati al secondo, in media, tra il 2008 e il 2013.
“Gran parte del consumo di suolo, il 60 per cento, va ad impattare su aree agricole coltivate, andando a provocare perdita di suolo -spiega Munafò-. Ma non è trascurabile nemmeno il dato relativo al consumo di suolo che riguarda le aree aperte urbane, pari al 22 per cento, perché vanno perse zone che hanno una importanza fondamentale per la resilienza urbana, per la qualità dell’ambiente urbano, per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Ribaltando il punto di vista -continua il ricercatore dell’ISPRA- quel 60 per cento è quasi poco: a partire dal disegno di legge depositato nel 2012 dall’allora ministro Mario Catania si è sempre parlato di interventi legislativi per fermare il consumo di suolo agricolo, ma oggi evidenziamo come il 40 per cento dell’impermeabilizzazione riguardi aree naturali, aree boscate e aree libere urbane”.

Tra le cause di degrado del suolo, il rapporto ISPRA 2015 indica le strade, che rappresentavano a fine 2013 circa il 40 per cento del totale del territorio consumato. “Questo dato è da sempre sottostimato, perché difficile da documentare -spiega Munafò-: quando parliamo di strade non facciamo riferimento infatti solo a quelle dal più elevato impatto, come le autostrade, ma anche al reticolo di strade minori, comprese quelle sterrate, che nella loro globalità incidono molto. Sono linee sottili, e storicamente non sono mai state prese in considerazione, ma gli effetti di una infrastruttura lineare sulle funzioni eco-sistemiche del suolo o sulla frammentazione degli habitat vengono amplificati a parità di superficie rispetto a costruzioni compatte. Le strade, poi, evocano anche una tendenza alla dispersione insediativa, a un nuovo sviluppo urbano tendenzialmente a bassa densità, che letteralmente ‘amplifica' i dati sul consumo di suolo. Gli effetti su ciò che c’è intorno, infatti, sono importantissimi, e per la prima volta abbiamo cercato di stimarli con una elaborazione: abbiamo misurato un’area di 100 metri intorno a ogni porzione ‘consumata’, e l’area ‘impattata’ da questo consumo di suolo potenziale è il 55% dell’intero territorio.
Ciò significa -conclude Munafò- che più della metà del territorio è disturbato, direttamente o indirettamente, dal consumo di suolo, e risente delle presenza di infrastrutture o edifici a piccola distanza. Questo è tipico dei Paesi poco pianificati dell’area del Mediterraneo, dove non c’è delimitazione netta tra città e campagna, e la dispersione di edifici e infrastrutture provoca effetti dirompenti”.

di Luca Martinelli - 5 maggio 2015

giovedì 26 maggio 2016

SINISTRA E AMBIENTE SULLA VARIANTE AL PGT DI MEDA IN CC

In data 23-5-016 il Consiglio Comunale di Meda si è espresso sulla Variante al PGT.
La delibera di adozione è stata approvata con 10 voti favorevoli (8 cons. com Pd + il sindaco + Molteni del PdL/Ncd), 4 voti contrari (Meda per Tutti + Lista con Buraschi per Meda + 2 Lega) e l'astensione di Sinistra e Ambiente.
Il nostro gruppo dopo aver attentamente analizzato i contenuti della variante, ha ritenuto che per essa necessitano modifiche e integrazioni per migliorarla ma ha comunque espresso giudizi negativi sull'azione dell'esecutivo di Caimi, nel recente passato, in tema d'urbanistica.
Non siamo ancora nelle condizioni di una variante a consumo di suolo zero anche perchè uno degli Ambiti di Trasformazione (l'AC2 di via S. Giorgio) è stato "trasferito" nel piano delle regole con destinazione d'uso produttiva. Una scelta incomprensibile, sulle cui motivazioni l'amministrazione non ha dato chiarimenti.
Eppure quest'area sarebbe utile per la creazione d'uno spazio di verde pubblico in un quartiere saturo d'edifici.
Nonostante le nostre richieste è rimasta immutata la volontà di chiedere lo stralcio di zone allocate dalla Provincia di MB in ambito di Aree Agricole Strategiche, Rete Verde e Ambiti di Interesse Provinciale.
In particolare non ci convince questa decisione per quanto riguarda il " vecchio mulino" e per una striscia utile per un seppur esile corridoio verde a lato superstrada.
Qualche perplessità l'abbiamo anche rispetto a quanto consentito nella Disciplina d'Intervento nel centro storico sugli edifici di antica formazione e sui nuclei di quelle che erano le cascine medesi sarebbe auspicabile un livello di tutela maggiore sul corpo degli edifici.
Anche il meccanismo della perequazione, inserito per acquisire al pubblico le zone libere da destinare a verde deve essere affinato, così come deve essere più chiara la pianificazione per l'inclusione nell'area ora PLIS Brughiera (e speriamo quanto prima Parco Regionale Groane-Brughiera) del previsto ampliamento di 24 ha in zona cave, quello che era l'Area Connessione Ecologica (ACE) del Pgt 2012 vigente.
C'è poi la novità costituita dal recepimento delle mappe delle aree a rischio esondazione del Tarò/Certesa e connesso reticolo idrico del "Piano di Gestione del rischio Alluvioni nel distretto idrografico padano" con misure di salvaguardia che limiteranno alcune tipologie d'interventi edilizi con la presentazione di un piano di compatibilità per gli interventi nelle zone all'interno del perimetro di potenziale esondazione.
Tale mappatura comprende anche i sottopassi.
Su questo attendiamo la prossima elaborazione d'uno studio d'approfondimento. Studio che è stato affidato con determina n° 61 del 18-5-016.
Ortofoto aree a rischio alluvione a Meda
Non possiamo comunque tralasciare la responsabilità politica dell'amministrazione Caimi e del Pd che, approvando nel 2012 il PGT comprensivo degli Ambiti di Trasformazione, hanno consentito l'avvio del piano attuativo sull'AC4 con nuovi e inutili capannoni e, successivamente, con il ritardo nell'elaborazione della Variante, messo potenzialmente a rischio, per il subentro della moratoria della legge Regionale n° 31 del 2014, anche la salvaguardia delle aree libere laddove esistono le previsioni edificatorie degli AT presenti nel PGT 2012.
Incondivisibile è stata inoltre l'azione dell'amministrazione, acriticamente appoggiata dai consiglieri del Pd, di sottrarre alla Variante Generale l'area ex Medaspan (AT1) per destinarla con variante parziale e specifica (semplificazione utile alla proprietà) alla costruzione di un centro commerciale con annesso albergo e servizi.
Il giudizio politico rimane quindi comunque di una pessima gestione dell'azione nel campo della pianificazione del territorio.
L'astensione di Sinistra e Ambiente è determinata dal recepimento di alcune nostre indicazioni formulate nel 2013 mentre sugli altri punti di debolezza o di ambiguità, interverremo nella fase di presentazione delle osservazioni (consentita dal 23-6-016 al 23-7-016) con proposte puntuali.

Per dettagli sulla variante al PGT e sulle riflessioni di Sinistra e Ambiente vedi anche:

MEDA: UNA VARIANTE AL PGT "ZAVORRATA"

 

La mappa con le destinazioni d'uso