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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

martedì 25 novembre 2014

INSIEME IN RETE HA INCONTRATO A.R.P.A E C.A.L


da sx: Del Pero, Butti, Colombo e Corbetta
Il 24-11-014, presso il Centro Visite del Bosco delle Querce a Seveso, s'è tenuta la conferenza stampa promossa ed organizzata da INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE sugli aggiornamenti concernenti l'infrastruttura autostradale pedemontana.
Con i rappresentanti di Insieme in Rete Gianni Del Pero e Alberto Colombo, al tavolo dei relatori erano presenti il Sindaco di Seveso Paolo Butti e il Consigliere Regionale Gianmarco Corbetta.
Le comunicazioni di Insieme in Rete erano centrate sugli aspetti degli incontri del coordinamento ambientalista con ARPA e con Concessioni Autostradali Lombarde (CAL).

In particolare si sono riportate informazioni sul ruolo di ARPA, sulla caratterizzazione dei suoli contaminati da TCDD e sui contenuti del rapporto della Commissione di Valutazione Impatto Ambientale del Ministero dell'Ambiente ove vengono segnalate alcune mancate ottemperanze alle prescrizioni CIPE per la Tratta B1.

Alla conferenza stampa erano presenti anche Rosella Rivolta, Sindaco di Lentate Sul Seveso, Giuliano Soldà, Sindaco di Bovisio Masciago e l'Assessore Luca Vaghi per il Comune di Cesano Maderno.

I dettagli sono esplicitati nel comunicato di Insieme in Rete che proponiamo unitamente al corposo materiale relativo alle mancate rispondenze delle prescrizioni CIPE per la tratta B1 e ai dettagli sulle analisi di ARPA del 2008/09.

sabato 22 novembre 2014

UN CONSIGLIO COMUNALE SULLA PEDEMONTANA, LO CHIEDONO ALCUNI CONSIGLIERI


Venerdì 22-11-014, è stata protocollata la richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale sulla Pedemontana.
La richiesta è stata formulata ai sensi dell'art 21 del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, laddove è prevista la facoltà dei Consiglieri, almeno 1/5, di richiedere un Consiglio su argomenti specifici da loro considerati degni di essere discussi nell'assise.

La richiesta porta la firma di 5 consiglieri, tra i quali anche quello di Sinistra e Ambiente. Una composizione come si può notare, trasversale su di un testo di richiesta condiviso, con il preciso obiettivo che il tema venga seriamente affrontato nell'assise istituzionale.

Sinistra e Ambiente, per parte sua, ritiene infatti, non più ISTITUZIONALMENTE rimandabile una approfondita informazione ed un confronto nel merito di tutte le criticità connesse all'infrastruttura.

MEDA: PERCHE' IL PAES NON CI CONVINCE


Nel Consiglio Comunale del 20-11-014 s'è discusso del Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile (PAES) che è stato approvato con i voti di Pd e Lista Buraschi, l'astensione di Meda per Tutti (la Lega ha abbandonato l'aula).
Sinistra e Ambiente ha deciso di non partecipare alla votazione.
Le motivazioni le ha illustrate il nostro Consigliere Colombo nelle linee scritte del suo intervento che sotto riportiamo, intervento ripreso anche sommariamente nell'articolo de Il Cittadino (vedi in fondo).
Sulla vicenda PAES avevamo scritto anche qui .

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L'intervento del nostro Consigliere Comunale

Meda 20-11-2014

Il 28-11-2013 con delibera consiliare, veniva approvata l’adesione al PATTO DEI SINDACI.
E’ passato UN ANNO da quella data e, in prossimità della scadenza temporale entro cui va presentare il PIANO d’AZIONE per l’ENERGIA SOSTENIBILE per la riduzione di CO2, l’amministrazione ha inoltrato la documentazione del PAES in Commissione Territorio e Ambiente che l’ha analizzata nel corso di tre incontri.
A tutti non sfuggirà che questo processo è stato attivato “last minute”, con tempi ristretti, a ridosso d’una scadenza non rinviabile, per analisi approfondite atti a consentire proposte d’azione dettagliate per il PAES da parte dei componenti della Commissione.
Una tempistica più ampia avrebbe consentito incontri CONGIUNTI anche con l’assessorato al Bilancio, utili a misurare volontà e spazi per gli stanziamenti economici POSSIBILI per sostenere l’effettiva CONCRETIZZAZIONE delle azioni previste nel PAES.
IL TEMPO PER FARLO, dal 28-11-2013, C’ERA.
E’ evidente che con questa premesse e questa situazione, saggezza suggerirebbe di evitare perlomeno dichiarazioni “glorificanti”.

Purtroppo questo non è stato il solo ostacolo.
L’elaborazione del PAES, affidata come noto ad una società esterna ha mostrato quelle che non esitiamo a definire lacune metodologiche.
Sin dal primo incontro della Commissione Ter. e Amb, il gruppo di Sinistra e Ambiente ha evidenziato come la documentazione del piano ricalcasse, a volte troppo fedelmente, quello presentato nel Comune di Borgomanero, tanto dal riproporre in alcune schede, iniziative là tenutesi e dati riguardanti quel Comune e non quello di Meda.
Ce ne siamo accorti perché il gruppo di Sinistra e Ambiente ha fatto una lettura attenta del documento, che invece evidentemente altri soggetti deputati non hanno fatto PRIMA di portare quel documento in Commissione.
Insomma era difficile lavorare su materiale con tali refusi e sulla versione iniziale, abbiamo chiesto una sostanziale e robusta riscrittura.
La situazione s’è parzialmente riproposta nella seconda seduta, dove ancora la documentazione presentava richiami inappropriati al documento di Borgomanero.


Sinistra e Ambiente, nonostante le critiche avanzate, non s’è però sottratta ad un ruolo attivo e ha formulato proposte e richieste.
Lo ha fatto SENZA ALCUN PREGIUDIZIO, con un’analisi NEL MERITO del documento.
lo ha fatto soprattutto chiedendo e proponendo che si definisse un maggior dettaglio nelle schede delle azioni da intraprendere da qui al 2020 per evitare che il PAES resti, come molti altri piani, una PURA DICHIARAZIONE d’INTENTI.
In particolare abbiamo proposto:

  • una maggior definizione per stanziamenti economici dell’amministrazione (quelli EFFETTIVI, escludendo quelli ipotizzati per la partecipazione a bandi il cui esito è evidentemente non garantito) più corposi risultando quelli previsti su 5 anni (sino al 2020) a nostro avviso insufficienti.
  • l’indicazione di DATE per interventi d’istallazione di uno o più impianti fotovoltaici, in aggiunta agli esistenti, su edifici pubblici.
  • un chiaro impegno e una data per una nuova CASA DELL’ACQUA con relativo stanziamento (cifra questa abbordabile – 6500 euro- con convenzione con BRIANZACQUE)
  • un minimo crono programma d’intervento sulla sostituzione dei restanti semafori a lampada con quelli a led e sulla sostituzione dei punti luce dell’illuminazione pubblica con tecnologia a led
  • l’implementazione di una scheda per identificare azioni atte all’incremento della quota di raccolta differenziata
  • l’identificazione dei possibili incentivi fatti a base di sgravi fiscali su IMU e TASI per gli interventi di recupero energetico sulle abitazioni di privati
  • una temporizzazione di massima degli interventi da effettuare per il recupero energetico degli edifici comunali (bandi certi)
  • l’ampliamento della ZTL, attualmente prevista solo in pza Vittorio Veneto
  • la certezza d’uno stanziamento per PISTE CICLABILI (Meda è in una situazione IMBARAZZANTE in termini di km realizzati) SENZA RIMANDARE IL TUTTO ALL’ATTESA DEI FONDI DI PEDEMONTANA oltretutto con un incomprensibile richiamo alla greenway che non passa da Meda (la parte progettuale PIU’ VICINA e localizzata a Cesano, Bovisio Masciago, Limbiate e Ceriano Laghetto). Ai fondi di Pedemontana E’ LEGATA la realizzazione dei due progetti LOCALI di Compensazione ambientale (n15) con all’interno una ciclabile.
  • un attività finanziata (sarebbe una cifra decisamente sostenibile) per pubblicizzare il sito sul Patto dei Sindaci e lo sportello Green Point affinchè possano essere realmente conosciuti e operativi
Il risultato finale elaborato non ha implementato quanto sopra esplicitato ed è, purtroppo, per noi inadeguato, lontano dalle nostre aspettative e corre il rischia di configurarsi come un PAES d’obbligo, fatto di fretta, in vista della scadenza ravvicinata e obbligatoria per la presentazione.
Ma per noi ambientalisti, il PAES è e deve essere cosa seria, dove anche l’amministrazione comunale deve impegnare sue risorse, non solo con partecipazione a bandi di terzi.
Certo, il PAES è per sua natura un piano modificabile nel tempo.
Bene, proprio su questo verificheremo quale sarà l’atteggiamento futuro effettivo dell’amministrazione e se nei previsti momenti di verifica e monitoraggio l’esecutivo si ricorderà e terrà conto anche dei nostri suggerimenti e soprattutto se le previsioni verranno trasformate o meno in certezze.
Così, mentre abbiamo votato a favore dell’adesione al Patto dei Sindaci perché come ambientalisti ne condividiamo le finalità, ora ci risulta difficile sostenere convintamente il collegato piano d’azione perché contiene troppi punti d’incertezza e ha prospettive d’impegno a nostro avviso labili.
Per tutte le criticità prima evidenziate, il gruppo di Sinistra e Ambiente ha deciso di non partecipare alla votazione sul documento PAES.


Sinistra e Ambiente e il suo gruppo consiliare.

venerdì 21 novembre 2014

UNA BUONA NOTIZIA DA LISSONE


In passato, ci eravamo occupati qui della vicenda riguardante un ambito di trasformazione nel Comune di Lissone denominato AT7 che avrebbe comportato l'edificazione su di un'area verde per un volume edificabile pari a 72.520mc suddivisi su due lotti, a destinazione residenziale e terziario, con 4 edifici di 10 piani (altezza 32mt) sul lotto A e 6 edifici a 4 piani più due torri di 10 piani sul lotto B.
Una vera e propria colata di cemento.
In data 02/12/013, il Consiglio Comunale di Lissone, a maggioranza, aveva coraggiosamente dato mandato alla Giunta di Concetta Monguzzi di stralciare dal PGT questo progetto non approvandolo.
Lo aveva fatto sulla base di una proposta di Delibera dell'Assessore al Territorio con delega all'Urbanistica, Maria Rosa Corigliano.
La delibera prendeva in considerazione le linee d'indirizzo della variante al PGT, le indicazioni del PTCP provinciale e l' osservazione (elaborata in seno al coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP) presentata dal WWF LOMBARDIA e dal circolo A. LANGER di LEGAMBIENTE MONZA.
La società che aveva presentato il progetto aveva fatto ricorso al TAR.
Bene, possiamo dare una buona notizia.

Lo scorso 6 novembre 2014 il TAR della Lombardia ha respinto il ricorso presentato da Sofim Società Finanziaria S.p.a., Impresa Edile Fratelli Faletra S.r.l. e Pierluigi Bresciani, contro il Comune di Lissone.

giovedì 20 novembre 2014

INSIEME IN RETE SU MARONI E LA PEDEMONTANA


Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE, a seguire l'incontro dei Sindaci della Tratta B2 con il Presidente di Regione Lombardia Maroni, ha trasmesso i propri commenti in merito alla giornalista di MB News Giulia Santambrogio che li ha ripresi in un articolo sul giornale online della provincia di Mb.
L'articolo di MB News potete leggerlo cliccando qui .
Sotto, il testo integrale dei commenti di Insieme in Rete.


lunedì 10 novembre 2014

"IMPRECISIONI" NELLA RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE SULLA TANGENZIALINA A MEDA SUD


E' pervenuta, anche in questo caso "last minute" (06-11-014) cioè alla fine dei termini previsti dal regolamento comunale, la risposta dell'assessore Buraschi all'interrogazione formulata da Sinistra e Ambiente relativamente alla "tangenzialina di Meda Sud" - viabilità accessoria e complementare all'autostrada Pedemontana.

Una risposta che contiene molte imprecisioni.

A partire dal tentativo di far credere che si sia discusso e analizzato le opere complementari in Commissione Consiliare Territorio e Ambiente. La realtà è, purtroppo, differente visto che attendono ancora una risposta le sollecitazioni del nostro Consigliere Comunale, che è anche Presidente della Commissione, al Sindaco ed all’Assessore affinchè si rendano disponibili, in quella sede, a dettagliare e ad esaminare congiuntamente ai componenti della Commissione i progetti di opere complementari locali (compresa dunque la tangenzialina).

Contrariamente a quanto scrive l'Assessore Buraschi, non ci risulta che la proposta avanzata dall'Associazione Cittadini Quartiere Polo e dal Centro Promozione Brianza comporti la rinuncia alla realizzazione dello scavalcamento della linea FS Milano Chiasso e alla riqualificazione di Via Vignazzola, considerato che la proposta in oggetto non contempla l'eliminazione di tali previsioni progettuali.

Nella risposta, si parla di "progetto esecutivo di pedemontana". Un progetto "esecutivo" che però formalmente ancora non c'è, tant'è che nè la soc Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) nè Concessioni Autostradali Lombarde (CAL) lo definisco in tal modo, visto che le fasi di validazione ancora non sono state nè completate nè ufficializzate, e per alcuni contenuti neppure la progettazione "esecutiva" in quanto tale è stata elaborata (vedi, per l’appunto, gli aspetti della viabilità medese).
Ciò significa che esistono ancora spazi di confronto con APL sulla configurazione delle opere di viabilità accessoria e complementare, come del resto dimostrato dal tavolo tecnico tra i Comuni di Meda e Seveso con APL, al quale Meda ha chiesto una modifica all'accesso allo svincolo di Pedemontana di Meda, con l'aggiunta di una rotonda, all’interno del Parco Naturale del Bosco delle Querce ed in una zona dove ancora non è stata effettuata nessuna analisi del livello di contaminazione da Diossina TCDD. Il cosiddetto "miglioramento" dello svincolo, definito nel 2012, cui accenna l'Assessore aveva ed ha invece lo scopo di non intaccare il perimetro del Bosco delle Querce, non prevedeva tale modifica ed è stato il prodotto di un’attività intensa dei gruppi e delle associazioni ambientaliste.

Sinistra e Ambiente ha la conoscenza che le aree verdi su cui è previsto il transito della tangenzialina hanno gradi di tutela nel PTCP (l'abbiamo proprio evidenziato nella nostra interrogazione) e proprio per questo motivo, spezzarne la continuità con NUOVA VIABILITA' non può che essere un fattore negativo che non può essere ignorato o sminuito solo per il fatto che il vicino PLIS Brianza Centrale risulta essere "peraltro già attraversato da altre strade e collegamenti". Vero, ma queste strade e collegamenti erano preesistenti alla creazione del PLIS, la tangenzialina è strada “AGGIUNTIVA”.

Nel calderone delle “imprecisioni” o “maleinformazioni” evidenziamo il passaggio relativo alla richiesta di accorpamento dei territori di Brughiera al Parco Regionale delle Groane (che Sinistra e Ambiente aderente al Comitato per il Parco Regionale della Brughiera ha promosso direttamente, caldeggiando da tempo azioni concrete da parte della “nuova” amministrazione) con l'idea di chiedere l'ampliamento del PLIS Brianza Centrale alle aree verdi di Meda Sud.
Il Parco della Brughiera, che noi auspichiamo, ha rango Regionale mentre il Brianza Centrale è Parco Sovraccomunale, quindi non vi sarebbe alcun conflitto, anche per il fatto che le aree di Meda interessate sono contigue Plis Brianza Centrale e non alla Brughiera.
E’ pertanto al PLIS BRIANZA CENTRALE che quest’ultime aree libere di Meda Sud vanno accorpate, con un atto di richiesta e disponibilità in tal senso da parte dell’Amministrazione medese.

giovedì 6 novembre 2014

NUOVA "FIDUCIA" DI RENZI SULLO "SBLOCCA CEMENTO"

Ecco, ci siamo, uno dei PEGGIORI decreti del governo di Renzi, lo "Sblocca Italia" o meglio, il Rottama Italia o Sblocca Cemento come è più appropriato definirlo, è passato anche al Senato con il solito "voto di fiducia" per evitare qualsivoglia tentativo di modifica e per garantirela sua approvazione entro l'11-11-014.Un decreto che contribuirà sicuramente ad ulteriore consumo di suolo e a peggiorare la situazione ambientale del paese.
C’è fiducia nel «Rottama Italia»

Sblocca Italia. Via libera del Senato a cemento, trivellazioni e concessioni autostradali. M5S: «Decreto approvato con omissis». Sel: «Esautorato il parlamento»
I senatori di Sel espongono lo striscione del movimento "No Triv"




Fida­tevi di lui per­chè sbloc­cherà l’Italia. Quando la mini­stra per i rap­porti per il par­la­mento Maria Elena Boschi ha cer­ti­fi­cato la nuova richie­sta di fidu­cia del governo al Senato sul decreto del cemento, delle tri­vel­la­zioni e delle con­ces­sioni auto­stra­dali ai mono­po­li­sti del set­tore — lo «Sblocca Ita­lia» ribat­tez­zato «Rot­tama Ita­lia» da Altre­co­no­mia nel pam­phlet sca­ri­ca­bile online — ieri l’opposizione è esplosa. Senza avere biso­gno di riforme costi­tu­zio­nali, l’esecutivo Renzi eser­cita i suoi poteri di ecce­zione. La scusa è data dalla sca­denza del decreto pre­vi­sta per l’11 novem­bre. Nei fatti è l’anticipazione dei poteri com­mis­sa­riali che lo Sblocca Ita­lia pre­vede per met­tere il turbo alle grandi opere e negare i poteri di con­trat­ta­zione degli enti locali e delle comu­nità inte­res­sate alla tutela del ter­ri­to­rio e del patri­mo­nio e a un loro svi­luppo diverso. Risul­tato: il par­la­mento è stato esau­to­rato, l’opposizione messa a tacere, men­tre è stata posta la fidu­cia su un prov­ve­di­mento dove ci sono degli omissis.
La denun­cia è del sena­tore del Movi­mento 5 Stelle Luigi Gaetti secondo il quale «la mag­gio­ranza ha pre­sen­tato nello Sblocca Ita­lia la richie­sta di appro­vare una con­ven­zione sulle con­ces­sioni auto­stra­dali i cui docu­menti, gli schemi di con­ven­zione con i fondi stan­ziati sono stati secre­tati». In que­sto modo, il Senato è stato chia­mato «a espri­mersi su mate­rie che nep­pure il governo cono­sce, a sca­tola chiusa, pren­dere o lasciare». «Il governo, con lo Sblocca Ita­lia, rin­nova le con­ces­sioni auto­stra­dali senza indi­care per quale numero di anni. A meno che »due pun­tini« vogliano signi­fi­care un numero. Lo fa senza una gara, e que­sto è un regalo a chi quelle con­ces­sioni già le pos­siede, per­pe­tuando il regalo fatto già dal governo Ber­lu­sconi. La per­cen­tuale di gua­da­gno per lo Stato, sui pro­venti netti dei pedaggi, sarà solo del 2,4%».
Per le oppo­si­zioni «è un regalo al gruppo Gavio che ha in con­ces­sione diverse tratte auto­stra­dali del Nord Ita­lia» Il sena­tore M5S Ser­gio Puglia si è sdra­iato sui ban­chi del governo con le mani spor­che di inchio­stro. Alla fine della bagarre i Cin­que Stelle sono stati defe­riti. Era dal 1992 che i sena­tori non vota­vano una fidu­cia dal loro banco. La seduta è stata sospesa, per poi ripren­dere poco dopo. «Un intero ramo del par­la­mento è stato total­mente esau­to­rato» ha detto il capo­gruppo M5S Alberto Airola che ha accu­sato il pre­si­dente del Senato Piero Grasso «di gestione incom­pe­tente dell’aula» nella discus­sione avve­nuta nella mat­ti­nata di ieri. La rispo­sta del Par­tito Demo­cra­tico non si è fatta atten­dere. «L’atteggiamento dei Cin­que Stelle è inqua­li­fi­ca­bile, hanno impe­dito di votare la fidu­cia, un atto che ha con­no­tati squa­dri­stici, per­chè lo stanno facendo fisi­ca­mente». Que­sto è il parere del sena­tore Pd Miguel Gotor. secondo il quale i Cin­que Stelle avreb­bero impe­dito «l’esercizio della demo­cra­zia parlamentare».
Si sono fatti sen­tire i sena­tori di Sini­stra Eco­lo­gia e Libertà che hanno denun­ciato con eguale forza il «regalo ai con­ces­sio­nari delle auto­strade». «La pro­roga per le con­ces­sioni senza gara — ha detto Arturo Scotto — è un gio­chino che costerà all’Italia un’infrazione da parte dell’Unione Euro­pea per­chè è una norma che non rispetta il diritto comu­ni­ta­rio, non rispetta il mer­cato e nem­meno i con­su­ma­tori». Que­sto non è l’unico aspetto del cor­redo degli orrori con­te­nuto nello «Sblocca Ita­lia». Ci sono le tri­vel­la­zioni per il petro­lio auto­riz­zate in tutti gli angoli, e i mari, del paese. Un prov­ve­di­mento con­tro il quale si batte il coor­di­na­mento No Triv. Prima della sospen­sione della seduta, i sena­tori di Sel hanno fatto un blitz ed espo­sto uno stri­scione sim­bolo del movi­mento «No Triv».
«Con il Jobs Act e que­sto decreto Sblocca Ita­lia il governo state di fatto facendo carta strac­cia dei diritti e state sven­dendo il paese — ha gri­dato Lore­dana De Petris (Sel) — Invece di sal­va­guar­dare ambiente e ter­ri­to­rio, con que­sto testo state con­ti­nuando a distrug­gere l’Italia, oltre a quello che vi siete inven­tati con i rifiuti, tra disca­ri­che e ince­ne­ri­tori senza senso». Rea­zioni for­tis­sime che tra­du­cono le ten­sioni pro­dotte dalla deci­sione del governo di pro­ce­dere spe­dito sulla sua strada. In que­sto qua­dro andrebbe spie­gata la deci­sione di Renzi di non recarsi domani a Bagnoli, con­tra­ria­mente a quanto annun­ciato, anche per evi­tare di affron­tare una dura con­te­sta­zione. La com­mis­sione ambiente del Senato ha infine appro­vato un odg che impe­gna il governo a bloc­care le tri­vel­la­zioni nel canale di Sici­lia. Quella appro­vata ieri con 157 voti è la 29° fidu­cia accor­data al governo Renzi.

Intanto, mentre si pensa a rilanciare LA CEMENTIFICAZIONE, 
questo è lo stato del PAESE REALE:

 

martedì 4 novembre 2014

IL 9-11-014 AL PARCO SPINA VERDE


DOMENICA 9 NOVEMBRE 2014
AL PARCO SPINA VERDE
CON RITROVO ALLE ORE 8,30 A PARE' (CO)
PRESSO IL PARCHEGGIO DI VIA PISQUIREI.
CURATA DA: COMITATO PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA. 


Parco Regionale Spina Verde:
un percorso nella geologia
un tuffo nella Storia a 100 anni dalla Prima Guerra Mondiale

Nuova uscita de "Le Stagioni del Parco 2014"
  • ore 8.45 partenza dal parcheggio del Parco in via Pisquirei a Parè.
  • salita all'area umida di Parè con visita del biotopo, sconfinamento in Svizzera per visita del punto più a sud della Confederazione Elvetica, rientro sul percorso in territorio italiano (portarsi la CARTA DI IDENTITÀ' non scaduta!).
  • ripartenza verso Sorgenti del Seveso con visita (con assaggio dell'acqua della sorgente).
  • ripartenza verso Fortino della Prima Guerra Mondiale con visita e spiegazione.
  • Abbeveratoio della Prima  Guerra Mondiale
  • Salita al punto panoramico di Pin Umbrela che abbiamo recentemente riqualificato con un bellissimo balcone panoramico.
  • visita alle trincee in galleria del Pin Umbrela che il Parco ha riqualificato e messo in sicurezza lo scorso anno (portare torcia).
  • discesa al balcone panoramico del Monte Sasso
  • discesa e visita alle Trincee della Majocca (postazioni in bunker e galleria) riqualificato lo scorso anno.
  • rientro verso Chiesa di San Rocco (Cavallasca) e possibilità di rinfresco a prezzo concordato ore 13.00 circa presso il centro polifunzionale del Parco.
  • ore 14.30 ripartenza verso parcheggio di Parè
  • ore 15.00 parcheggio di Parè e chiusura giornata. Chi non si può fermare per l'eventuale rinfresco potrà avviarsi al parcheggio delle auto senza aspettare il resto del gruppo.
L'escursione sarà coordinata e guidata con l'aiuto delle Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) del Parco.

Per informazioni sul Parco Spina Verde visita il seguente Link:PARCO SPINA VERDE


venerdì 31 ottobre 2014

VARIANTE AL PGT: UNA RISPOSTA "SCOLASTICA" ALL'INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE


All'ultimo giorno utile (una risposta scritta, secondo il regolamento vigente, va data entro 15 gg dalla presentazione dell'interrogazione, altrimenti l'interrogazione passa in Consiglio Comunale) il 30-10-014 è arrivata la risposta dell'Assessore Buraschi all'interrogazione protocollata dal nostro Cons. Comunale in data 15-10-014 sulla VARIANTE AL PGT.

Però .... però la risposta contiene scarsissimi elementi per chiarire lo stato dell'iter della Variante.

Non chiedevamo un riassunto di quelli che sono i passaggi previsti dalla normativa, la Legge Regionale 12 del 2005, che conosciamo, così come già sappiamo dove trovare, nel sito del Comune, le documentazioni relative alla Variante.
Chiedevamo qualche elemento sui contenuti degli indirizzi, dati e recepiti dal professionista, volevamo capire a che punto erano i lavori di stesura e magari qualche data, anche se approssimativa.
Nella risposta non c'è nulla di tutto questo, solo dei rimandi.
Certo la VAS è in fase di redazione. Chiaro, è un documento "obbligatorio" se si fa una variante, lo dice la legge 12, così come ancora la legge 12 definisce le modalità di partecipazione .......... quando queste verranno attivate, ancora non è dato sapere, così come non è ancora dato sapere quali siano le linee guida della Variante.

Per finire, nessuna risposta al quesito se sugli Ambiti di Trasformazione, ATR, previsti dal PGT VIGENTE (approvato dal Pd) siano o meno stati depositati progetti.

Sotto, in sequenza, la risposta dell'Assessore e il testo della nostra interrogazione.




IL PAES, IL TAGLIA-COPIA-INCOLLA E LA NECESSITA' DI UN LAVORO SERIO


In data 29-10-014, si è riunita la Commissione Territorio e Ambiente per iniziare l'analisi del Piano d'azione per l'Energia Sostenibile (PAES), documento contenente le azioni da attivare da parte del comune di Meda nell'ambito del Patto dei Sindaci per la riduzione della CO2.
La stesura del PAES è stata assegnata il 17-07-014 con Determinazione n° 82 dall'Area Infrastrutture e Gestione del Territorio e impegno di spesa complessivo di euro 6737,33, ad una societa d'ingegneria (vedi testo determinazione).
Sinistra e Ambiente, ha letto molto attentamente quello che è il primo elaborato del PAES inoltrato dall'Amministrazione -in data 23-10-2014- ai componenti della Commissione e ha scoperto nella parte descrittiva del "Piano delle Azioni" alcune evidenti anomalie, frutto di un sistema di produzione del documento "singolare".
Il piano proposto è la riproposizione di quello elaborato per il Comune di Borgomanero (Novara) dalla stessa società anche lì incaricata del lavoro.
La riproposizione, purtroppo, si allarga anche alla produzione del documento che,  probabilmente per sviste da parte dell'estensore, non è stato "mondato" dai rifererimenti locali (quelli di Borgomanero) prima di proporlo a Meda.
Così, nella scheda INF07 relativa a Meda, (vedi sotto) appaiono descrizione che con Meda nulla c'entrano, perchè frutto di una incompleta cancellazione o di un  maldestro copia/incolla  rispetto alla scheda d'origine presente nel PAES di Borgomanero.

La seconda pagina della scheda INF07 di Meda con le incongruenze in rosso
La scheda di Borgomanero
Al proposito, vedi al parafrafo,"promotori" dove appaiono Legambiente e l'IT Leonardo da Vinci (che a Meda non ci sono) e al paragrafo "Tempi e Modalità d'implementazione" il richiamo ad una "settimana della mobilità sostenibile, avvenuta a settembre 2012, con appuntamento localizzato in Pza Martiri e corso Cavour" in realtà mai avvenuta a Meda ma fatta a Borgomanero, nelle zone richiamate che sono vie di Borgomanero e non di Meda.
Altri strafalcioni alla scheda INF04 laddove si fa cenno a 6 impianti fotovoltaici installati sugli edifici pubblici quando a Meda sono solo 4. Anche qui, i 6 impianti fotovoltaici menzionati sono a Borgomanero e nella scheda relativa a quella Città.
Alla scheda INFO09 si cita che il Comune intende realizzare degli incontri nelle scuole mirati alla conoscenza della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico. Gli incontri avverranno nelle scuole nel 2013. Non è un semplice errore di data, ma quello che prevedeva il PAES di Borgomanero la approvato il 27/05/2013.
Andiamo avanti e sulle schede relative alla quantificazione del risparmio energetico (RES01 e RES02) relative all'efficienza nell'illuminazione e alla sostituzione degli infissi, i dati per le ton/anno di CO2 risparmiate, corrispondono esattamente a quelle della scheda di ........... Borgomanero.
Peccato che Borgomanero abbia un numero di abitanti inferiore a Meda, con un numero di nuclei famigliari differenti oltre che con un numero di abitazioni diverse e quindi con esigenze e consumi non proprio assimilabili, in termini di efficientamento energetico, con quelli di Meda.

Come può la Commissione Territorio e Ambiente lavorare su di un documento con simili inesattezze ?
Il documento è stato controllato preventivamente da Assessore all'Ecologia e dall'ufficio Tecnico per garantirne la qualità, la conformità e adeguatezza rispetto al denaro pubblico speso ?

In sede di Commissione e in fase di apertura dei lavori, il Presidente A. Colombo (che è anche nostro Consigliere Comunale) ha preventivamente sollevato queste anomalie e le correlate domande e ha chiesto esplicitamente di elaborare un documento INTERAMENTE consono alla situazione medese su cui poi la Commissione potrà fare le sue analisi.

In aggiunta, da una prima lettura, risulta poi che alcuni aspetti delle criticità “energivore” di Meda, non siano state prese in considerazione, vedi il Palazzo Comunale, non definendone le azioni correttive da intraprendere.
Inoltre, in analogia con quanto previsto nel PAES di Borgomanero, nell’inventario dei consumi energetici e delle emissioni, l'amministrazione ha deciso di non includere le industrie medesi, visto la situazione di crisi attuale.
Capiamo la motivazione ma questo inficia la possibilità d'intervenire su quelle attività, anche medio-piccole, che impattano significativamente nei consumi energetici, e quindi avrebbero un’indubbia importanta nelle azioni di efficientamento.

Insomma, l’attenzione di Sinistra e Ambiente ha già messo in luce alcune carenze di metodologia e (speriamo) messo le basi per un lavoro serio. 
Tocca ora all’amministrazione decidere quale grado di attenzione e di impegno riservare all’elaborazione del PAES.
Già risulta però insufficiente l’arco temporale su cui la Commissione potrà lavorare sul PAES, considerata la complessità dell’analisi e la ravvicinata scadenza per la sua approvazione, decisa dalla Giunta per il 20-11-014.

NOTA; per vedere il documento PAES di Borgomanero e verificare le parti "riproposte" a Meda come da nostra descrizione: 
http://www.comune.borgomanero.no.it/pagina.aspx?IDpagina=636&IDarea=115 

giovedì 30 ottobre 2014

IL BEL PAESE ..... DEL CEMENTO E DEL VUOTO



Una marea di case VUOTE. E' quello che risulta dai rapporti ISTAT a seguire il censimento del 2011.
Un patrimonio e una volumetria INUTILIZZATA, edifici costruiti non per soddisfare le esigenze abitative, ma per mera speculazione, con un consumo di suolo da brivido.
Eppure, con il decreto Sblocca Italia il governo Renzi continua ad avvallare nuove edificazioni e, spesso, anche nei PGT i Sindaci non hanno il coraggio di stoppare questo obbrobrio, dando priorità alla saturazione del vuoto prima di consentire nuove edificazioni.

Un articolo de Il Manifesto che fa un'analisi impietosa della situazione italiana.


Il Belpaese affoga in un mare di case

Dati choc. 7 milioni di abitazioni vuote (una su quattro) e oltre 9 miliardi di metri cubi edificati invano... A dispetto del declino demografico e socioeconomico, nel Belpaese si continua a costruire. Ora grazie anche allo «Sblocca Italia», che arriva a strumentalizzare dissesti e tragedie per avallare nuove cementificazioni. E al Meridione il quadro peggiora.
Ormai ad ogni tem­po­rale un po’ più deciso si rischia il disa­stro; e non solo nelle situa­zioni come Genova in cui l’idiozia urba­ni­stica ha negato l’assetto eco­mor­fo­lo­gico, ma dap­per­tutto, in quel che resta del Belpaese.
Il com­bi­nato tra sur­plus di ener­gia e entro­pia atmo­sfe­rica da muta­zione cli­ma­tica e sfa­scio del ter­ri­to­rio da iper­ce­men­ti­fi­ca­zione gene­ra­liz­zata si rivela micidiale.
Il primo dato che emerge è la forte inten­si­fi­ca­zione del con­sumo di suolo; rad­dop­piato nell’ultimo ven­ten­nio. Il con­tral­tare di ciò — che signi­fica distru­zione di eco­si­stemi e assetti idro­geo­lo­gici e quindi dis­se­sti, oltre che per­dita di pae­sag­gio– è costi­tuito dall’abnorme quota di volumi vuoti – non solo resi­den­ziali – che sono stati rea­liz­zati nelle città e nei paesi italiani.
L’Istat che ha ormai con­cluso l’elaborazione dei dati del cen­si­mento 2011 mostra che siamo di fronte a un patri­mo­nio inu­ti­liz­zato di sva­riati milioni di stanze e di quasi 20 miliardi di metri cubi per volumetrie.
Gli appar­ta­menti inu­ti­liz­zati sono più di 7 milioni: in attesa del dato esatto rela­tivo ai vani, infatti, ipo­tiz­zando un’ampiezza media di 2,8 stanze per appar­ta­mento, si rive­lano ten­den­zial­mente esatte le stime degli osser­va­tori legati al Forum Sal­viamo il Pae­sag­gio (circa 20 milioni).

Un “salto” significativo
L’aumento di vuoto nel decen­nio è stato pari al 350%. Rife­ren­dosi ai dati del cen­si­mento 2001, qual­che anno fa la Fillea-Cgil, infatti, soste­neva «in Ita­lia abbiamo oltre 2 milioni di abi­ta­zioni vuote, solo a Roma sono circa l’8% dell’intero patri­mo­nio abi­ta­tivo, 82.812 immo­bili». Tut­ta­via più che il dato appa­riva già con­si­stente e signi­fi­ca­tivo il “salto” di ordine di grandezza.
«Il numero di stanze per abi­tante è nel nostro paese tra i più ele­vati. Pur tut­ta­via l’accesso alla casa rimane un pro­blema di non facile solu­zione per­lo­meno per i gio­vani e per gli immi­grati in ambiente urbano. Il para­dosso è che le nostre città pur essendo – se si eccet­tuano i qua­li­fi­cati cen­tri sto­rici e qual­che isola di buona edi­li­zia degli anni ’50 e ’60 – un enorme ammasso di case più che uno spa­zio urbano non sono in grado di dare rispo­sta alla domande di case a buon mer­cato (e non neces­sa­ria­mente a canone sociale)» – sot­to­li­nea­vano gli urba­ni­sti del poli­tec­nico di Milano Arturo Lan­zani e Gabriele Pasqui, nel 2011.

I numeri sono clamorosi
I dati con­clu­sivi for­niti oggi dall’Istat, rife­riti al cen­si­mento ultimo sono cla­mo­rosi: oggi il numero degli edi­fici pre­senti sul ter­ri­to­rio nazio­nale è pari a circa 14,5 milioni per poco più di 31 milioni di appar­ta­menti resi­den­ziali. In attesa di avere il dato netto circa le volu­me­trie e le stanze, appare accet­ta­bile la stima — assai pru­den­ziale — di almeno 18 miliardi di mc edi­fi­cati, di cui 15,5 mld (84,3%) di metri cubi resi­den­ziali; lad­dove il fab­bi­so­gno nazio­nale aggre­gato è di 6,2 mld di mc (siamo 62 milioni di per­sone, inclu­dendo una stima molto lar­gheg­giante anche degli immi­grati non censiti).
Le Regioni meri­dio­nali esa­spe­rano il qua­dro nazio­nale: la Cam­pa­nia pre­senta circa 1 milione di edi­fici, di cui 65.000 vuoti e inu­ti­liz­zati per una popo­la­zione di 5.760.000 abi­tanti, la Puglia rispet­ti­va­mente 1.100.000 e 54.200 per 4 milioni ca di abi­tanti, la Basi­li­cata 117.000 e 11.700 per 580.000 abi­tanti, la Sici­lia 1.722.000 e 132.000 per circa 5 milioni di abi­tanti, la Cala­bria 750.000 e 90.000 (1.250.000 e 420.000 alloggi) per poco meno di 2 milioni di abi­tanti (il 40% del patri­mo­nio resi­den­ziale è vuoto e in molti paesi dell’interno ormai esi­stono più case che abi­tanti !); la Sar­de­gna risente della cogenza del Piano Pae­sag­gi­stico, recen­tis­si­ma­mente ripri­sti­nata, e pre­senta “solo” 570.000 edi­fici, di cui 70.000 vuoti o inu­ti­liz­zati, per 1.640.000 abitanti.
Il dato rela­tivo agli appar­ta­menti vuoti – o scar­sa­mente uti­liz­zati– è stra­bi­liante: quasi un allog­gio su quat­tro è vuoto, con una ”punta” pre­sen­tata ancora dalla Cala­bria con una quota pari al 40%; seguono Sici­lia e Sar­de­gna con circa il 30% del patri­mo­nio abi­ta­tivo inu­ti­liz­zato, ancora in Pie­monte 1 allog­gio su 4 è vuoto, lad­dove in Veneto e Toscana il rap­porto è di uno su cin­que circa poco meno del Lazio (22%) e poco più della Lom­bar­dia (16%).

40 mila stanze di troppo
Per quanto riguarda le città, anche in attesa del dato finale , si pos­sono con­si­de­rare con­si­stenti le pro­ie­zioni par­ziali, che pre­sen­tano quote di vani vuoti supe­riori a 100.000 a Torino, Milano e Roma, poco meno a Napoli, decine di migliaia nelle città di Vene­zia , Padova, Bolo­gna, Firenze e Genova. In diverse città del sud il numero dei vani costruiti supera quello degli abi­tanti (ancora in Cala­bria, a Reg­gio, il “top” con 40.000 stanze in più dei resi­denti!), in molte aree interne, non solo meri­dio­nali, gli edi­fici sono più degli abitanti.
Emerge una con­si­de­ra­zione: solo fino a venti anni fa il dato forse più signi­fi­ca­tivo era il rap­porto abitanti/stanze; con il cen­si­mento 2001, per l’emergere della “cascata di case”, oltre alla rile­vanza di aspetti più socio­lo­gici, quale la ten­den­ziale forte cre­scita delle fami­glie mono­nu­cleari, è apparso con­si­stente par­lare in ter­mini di abitante/appartamento. Oggi diventa signi­fi­ca­tivo e ico­nico il rap­porto abitante/edificio.
In Pie­monte abbiamo poco più di 3 abi­tanti per edi­fi­cio, in Lom­bar­dia poco meno di 5, in Toscana poco più di 4, nel Lazio all’incirca 5.
Nelle regioni meri­dio­nali abbiamo addi­rit­tura meno di 3 abi­tanti per edi­fi­cio in Sar­de­gna e in Sici­lia, 2,5 in Cala­bria (!), 5 in Cam­pa­nia, 3,2 in Basi­li­cata, poco meno di 4 in Puglia, che è in linea con il dato medio nazionale.

Una ren­dita sem­pre più finanziaria
Ci siamo chie­sti a lungo per­ché nel nostro paese si con­ti­nuasse a costruire, a dispetto del declino demo­gra­fico (la quota di immi­gra­zione appare tut­tora rela­tiva) e socioeconomico.
La spie­ga­zione è stata for­nita dagli stu­diosi di mar­ke­ting immo­bi­liare: da tempo non si costrui­sce più per la domanda sociale (che infatti — nono­stante tutto il patri­mo­nio vuoto citato — resta in parte ine­vasa): la ren­dita fon­dia­ria, poi immo­bi­liare si è tra­sfor­mata sem­pre più in finan­zia­ria. I «nuovi vani» dove­vano costi­tuire le «basi con­crete» per «costru­zioni vir­tuali» di fondi d’investimento o rispar­mio gestito. A parte la quota di edi­fi­cato — «lavan­de­ria», ovvero fina­liz­zata al rici­clag­gio di capi­tale ille­gale, facil­mente intrec­ciata al primo.
La schi­zo­fre­nia delle poli­ti­che urba­ni­sti­che delle ultime fasi ha lar­ga­mente favo­rito tutto ciò, con acce­le­ra­zioni da parte del pre­sente governo.
A parte i goffi ten­ta­tivi di rein­ter­pre­tare i dis­se­sti da sfa­scio come «inef­fi­cienza buro­cra­tica per man­cata rea­liz­za­zione di opere» e stru­men­ta­liz­zare anche i disa­stri per segui­tare a sfa­sciare il ter­ri­to­rio, le poli­ti­che di tutela e atten­zione all’ambiente e al pae­sag­gio sono solo dichia­rate: in realtà si tenta di con­ti­nuare ad aggi­rarle per rea­liz­zare nuove “Grandi opere inu­tili” e cemen­ti­fi­ca­zioni; come dimo­strano lo «Sblocca Ita­lia» e il ddl Lupi, da can­cel­lare subito. Lad­dove ciò che è neces­sa­rio è costi­tuito dal recu­pero dell’enorme patri­mo­nio, degra­dato e inu­ti­liz­zato (con oppor­tuni stru­menti di accesso anche al patri­mo­nio pri­vato e equi pre­lievi fiscali, soprat­tutto sul vuoto, gran parte del quale è oggi esen­tasse per­ché «bene desti­nato alla vendita»).
Una poli­tica che inte­gri anche l’altra emer­genza asso­luta rap­pre­sen­tata dal risa­na­mento del ter­ri­to­rio nazio­nale; per cui ser­vono 50 miliardi di euro: altro che i tre dichia­rati — a fronte dei 200 milioni scarsi real­mente dispo­ni­bili — da Renzi.

venerdì 24 ottobre 2014

CON I LAVORATORI, PER LA DIGNITA' E CONTRO IL JOB ACT

Sinistra e Ambiente sta con i lavoratori e con i diritti del lavoro.
Anche noi pensiamo che il job act imposto da Renzi sia un decreto sul lavoro che non risolve ma peggiora la precarietà, un decreto che non creerà occupazione ma che renderà ancora più ricattabili i lavoratori.
Un decreto su cui non v'è stato alcuna volontà di confronto da parte del governo, un decreto dove i diritti dei lavoratori vengono utilizzati come merce di scambio per accreditare l'immagine di un premier in Europa.
Alla "leopolda" lasciamo andare chi fa politiche di destra o annunci ad effetto per i creduloni ........ 



giovedì 23 ottobre 2014

INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE SULLA TANGENZIALINA A MEDA SUD

Fermo restando il giudizio negativo di Sinistra e Ambiente sull''infrastruttura autostradale denominata "Pedemontana" che continuiamo a considerare inutile e d'impatto pesante per il territorio, non ci sottraiamo dal confronto con soggetti che sul tema, a partire dalle loro preoccupazioni, elaborano suggerimenti e chiedono risposte all'amministrazione.

Invitato in data 21-10-014 alla conferenza stampa dell'Associazione Cittadini Quartiere Polo e del Centro Promozione Brianza sulle problematiche connesse alle opere complementari di pedemontana localizzate proprio nel quartiere Polo (Meda Sud) con annesse legittime apprensione sui volumi di traffico indotti e aggiuntivi che interesseranno il quartiere, il Cons. Comunale di Sinistra e Ambiente ha raccolto quanto lì illustrato e successivamente ha presentato un'interrogazione per meglio comprendere la valutazione e le azioni dell'amministrazione medese rispetto ad una proposta fatta dai due gruppi per una differente soluzione progettuale per la "tangenzialina".
Tangenzialina che si configura, nel progetto definitivo della tratta B2 di pedemontana e nella definita "bozza di progetto esecutivo", come opera viaria impattante per il consumo di suolo e il tortuoso tragitto che spezzerebbe la continuità di un'area verde meritevole d'essere inserita nel PLIS Brianza Centrale con cui confina.
Sull' ampliamento del PLIS anche alle superfici medesi, sono altresì stati protocollati i suggerimenti e le proposte per la Variante al Pgt da parte del coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB e dall'Ass.Brianza Centrale (clicca qui per vederli).
La soluzione proposta dai cittadini del quartiere Polo meriterebbe un'analisi dettagliata e approfondita da parte dell'Amministrazione poichè consentirebbe un miglioramento rispetto all'attuale previsione progettuale per la possibilità di suddividere i volumi di traffico su due strade, per l'utilizzo di una viabilità già esistente da potenziare o riqualificare, per la riduzione del consumo di suolo e perchè permetterebbe di preservare un'area verde mantenendo la sua unità.
Una zona libera che, nel caso di un suo frazionamento e dell'attraversamento stradale, potrebbe correre evidenti rischi d'essere edificata. 
Meda, non necessita d'ulteriore cemento, il suo territorio è già urbanizzato a dismisura.

La tangenzialina a Meda Sud secondo il progetto di viabilità complementare a pedemontana
La soluzione proposta dall'associazione Cittadini Quartiere Polo e dal Centro Promozione Brianza
Sotto, l'interrogazione del cons. comunale di Sinistra e Ambiente


venerdì 17 ottobre 2014

INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE DI MEDA SULLA VARIANTE AL PGT



In data 15-10-014, il Consigliere Comunale di Sinistra e Ambiente, Colombo, ha protocollato a nome del gruppo un interrogazione relativa alla VARIANTE al PGT.
Scopo della mozione, ottenere informazioni  sullo stato dell'iter della Variante, considerato che il 30-05-014 è stato affidato l'incarico al raggruppamento temporaneo di professionisti denominato "Candiani125" rappresentato dal capogruppo Arch. Marco Daniele Engel.
Vi terremo evidentemente informati sulla risposta di Sindaco e Assessore.

giovedì 16 ottobre 2014

SBLOCCA ITALIA: UN DECRETO CONTRO L'AMBIENTE

Dove sono le cosidette "attenzioni" all'ambiente e alla green economy che Renzi sbandierava in un passato recente ? Semplicemente NON CI SONO.
Con lo Sblocca Italia, (clicca qui per il testo) Renzi e il suo Governo, nel nome della "semplificazione" delle procedure e del "riavvio dell'economia" generano un decreto nemico del territorio e dell'ambiente.
Un decreto dove si da priorità agli inceneritori (tutti da portare alla saturazione rispetto alla capacità autorizzata d'incenerimento), dove si programmano nuovi impianti in tutta la penisola, con cantieri sottoposti alle normative di deroga per i "siti di interesse nazionale", con buona pace delle politiche per la raccolta differenziata e il riutilizzo.
C'è poi il ricorso alle figure dei "commissari straordinari", alle deroghe sulle norme urbanistiche, vera e propria deregulation per l'edilizia, al pericolosissimo "silenzio=assenso".
Non mancano nemmeno le autorizzazioni prioritarie e facilitate per nuove trivellazioni anche offshore, il bel regalo ai concessionari privati delle autostrade, con il prolungamento delle concessioni senza alcun bando di gara etc. etc.
Insomma, siamo alle solite liturgie: per supportare fantasiosi meccanismi di rilancio dell'economia, si sacrificano e si svendono l'ambiente e il territorio.

Contro il decreto Sblocca Italia s'è tenuto un sit-in davanti a Montecitorio il 16-10-014:

Sul tema, alleghiamo ciò che scrive il Forum di Associazioni SALVIAMO IL PAESAGGIO

Un attacco all’ambiente senza precedenti e definitivo: è il cosiddetto Decreto “Sblocca Italia” varato dal Governo Renzi il 13 settembre scorso. Un provvedimento che condanna il Belpaese all’arretratezza di un’economia basata sul consumo intensivo di risorse non rinnovabili e concentrata in poche mani.

È un vero e proprio assalto finale delle trivelle al mare che fa vivere milioni di persone con il turismo; alle colline dove l’agricoltura di qualità produce vino e olio venduti in tutto il mondo; addirittura alle montagne e ai paesaggi sopravvissuti a decenni di uso dissennato del territorio.
Basti pensare che il Governo Renzi rilancia le attività petrolifere addirittura nel Golfo di Napoli e in quello di Salerno tra Ischia, Capri, Sorrento, Amalfi e la costiera Cilentana, dell’omonimo Parco Nazionale.
Si arriva al paradosso che le produzioni agricole di qualità, il nostro paesaggio e i tanti impianti e lavorazioni che non provocano inquinamento, compresi quelli per la produzione energetica da fonti rinnovabili quando realizzati in maniera responsabile e senza ulteriore consumo di territorio, non sono attività strategiche a norma di legge. Lo sono, invece, i pozzi e l’economia del petrolio che, oltre a costituire fonti di profitto per poche multinazionali, sono causa dei cambiamenti climatici e di un pesante inquinamento.
Mentre il mondo intero sta cercando di affrancarsi da produzioni inquinanti, il Governo Renzi per i prossimi decenni intende avviare la nostra terra su un binario morto dell’economia. Eppure l’industria petrolifera non ha portato alcun vantaggio ai cittadini ma ha costituito solo un aggravamento delle condizioni sociali ed ambientali rispetto ad altre iniziative legate ad un’economia diffusa e meno invasiva.
Nel Decreto la gestione dei rifiuti è affidata alle ciminiere degli inceneritori, mentre l’Italia dovrebbe puntare sulla necessaria riduzione dei rifiuti e all’economia del riciclo e del riutilizzo delle risorse. Tanti comuni italiani hanno raggiunto percentuali del 70-80% di raccolta differenziata coinvolgendo intere comunità di cittadini. Bruciare i rifiuti significa non solo immettere nell’ambiente pericolosissimi inquinanti producendo ceneri dannose alla salute e all’ambiente ma trasforma in un grande affare, concentrato in poche mani, quello che potrebbe essere una risorsa economica per molti.
Le grandi opere con il loro insano e corrotto “ciclo del cemento” continuano ad essere il mantra per questo tipo di “sviluppo” mentre interi territori aspettano da anni il risanamento ambientale. Chi ha inquinato deve pagare. Servono però bonifiche reali, non affidate agli stessi inquinatori e realizzate con metodi ancora più inquinanti; l’esatto opposto delle recenti norme con cui si cerca di mettere la polvere tossica sotto al tappeto. Addirittura il “sistema Mose” diventa la regola, con commissari e “general contractor” che gestiranno grandi aree urbane in tutto il Paese, partendo da Bagnoli.

Questo Decreto anticipa nei fatti le peggiori previsioni della modifica della Costituzione accentrando il potere in poche mani ed escludendo le comunità locali da qualsiasi forma di partecipazione alla gestione del loro territorio.

Il provvedimento si configura come un primo passaggio propedeutico alla piena realizzazione del piano complessivo di privatizzazione e finanziarizzazione dell’acqua e dei beni comuni che il Governo sembra voler definire compiutamente con la legge di stabilità.

Riteniamo che il Parlamento debba far decadere le norme di questo Decreto chiarendo che le vere risorse strategiche del nostro paese sono il nostro sistema agro-ambientale con forme di economia diffusa, dal turismo consapevole all’agricoltura, dalle rinnovabili diffuse alle filiere del riciclo e del riutilizzo.

Contrastare questo Decreto è un impegno affinché la bellezza del paese non sfiorisca definitivamente sacrificata sull’altare degli interessi di pochi petrolieri, cementificatori e affaristi dei rifiuti e delle bonifiche.