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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

lunedì 27 gennaio 2014

MONITORAGGIO DELLA MOZIONE REGIONALE SU PEDEMONTANA E DIOSSINA E PROGETTO TRATTA B1


In Regione Lombardia, in applicazione ad una comunicazione del Presidente Maroni sullo "Stato d'Attuazione degli adempimenti previsti dagli atti di indirizzo politico approvati dal Consiglio Regionale terzo trimestre 2013", è stata presentata dall'ufficio incaricato, la documentazione relativa all'attuazione di Mozioni, Ordini del Giorno e Risoluzioni approvate dal Consiglio Regionale.
Il Consigliere Regionale dell'M5S, Gianmarco Corbetta ci ha aggiornato in merito, inviandocene il testo. 
Fra gli atti monitorati, c'è anche la MOZIONE SU PEDEMONTANA del 17/09/013.
La Mozione IMPEGNAVA la Giunta Regionale, il Presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo ad attivarsi per una serie di azioni.
Il documento di monitoraggio sull'attuazione di questa Mozione è a dir poco scoraggiante (vedi l'estratto della parte che ci interessa allegato) risultando infatti un capolavoro di superficialità e inadempienza.


Come si evince, nulla si dice (contrariamente agli altri atti ove sono specificate le azioni intraprese per renderli operativi - il documento è di 65 pagine) quali passaggi ATTUATIVI sono stati fatti con ARPA, APL e società concessionaria.
Nella parte iniziale del documento si scrivono cose già risapute.
Giunta e Presidente del Consiglio Regionale, da cui ARPA dipende in quanto organo REGIONALE, secondo i dettami della mozione, dovevano impegnarsi a FAR FARE le cose richieste nella mozione, cioè, in particolare, investire la società concessionaria (e ARPA) della CARATTERIZZAZIONE del suolo dove passerà la pedemontana e dell'estensione delle analisi ambientali per la ricerca di TCDD anche Desio.
Su questi due punti, non c'è nulla, così come c'è il buio completo sull'analisi del rischio specifica PRIMA dell'apertura dei cantieri.
Nel documento si ribadisce che ulteriori accertamenti, in contradditorio con ARPA verranno fatti a progetto esecutivo approvato.
Al momento attuale, ne la Giunta ne il Presidente Cattaneo ha chiesto di farli PRIMA dell'elaborazione dell'esecutivo.
Insomma, nella sostanza Giunta e presidente del Consiglio, non hanno ancora dato rispondenza alla mozione.

Per questo, il Consigliere Regionale dell'M5S Corbetta,  ha scritto al Presidente della Commissione V Territorio e infrastrutture, una lettera di segnalazione e protesta. Nella lettera, oltre a rimarcare i punti della MANCATA RISPONDENZA alla Mozione, si riprende anche la DIFFIDA LEGALE dei gruppi di Insieme in Rete e dei Sindaci di Seveso e Desio.


Anche la Consigliera del PD Laura Barzaghi ha scritto una lettera a più soggetti regionali per protestare e denunciare la mancata attuazione della Mozione.


Ma nel frattempo, la Pedemontana non si ferma.
Ci risulta infatti, da informazioni a noi pervenute, che il progetto esecutivo della TRATTA B1 è pronto ed è stato ufficialmente inoltrato a tutte le Amministrazioni interessate.

La tratta B1 della pedemontana
La TRATTA B1 riguarda i Comuni di Fenegrò, Turate, Cirimido, Lomazzo, Rovellasca, Bregnano, Cermenate, Lazzate, Lentate sul Seveso.


mercoledì 22 gennaio 2014

UNA RIFORMA ELETTORALE PER POCHI ?

Apriamo con una vignetta de Il Manifesto volutamente provocatoria per alcune riflessioni in merito agli ultimi avvenimenti politici.

Il recente accordo per una nuova legge elettorale tra Renzi e Berlusconi è l'ennesimo schiaffo in faccia a chi ancora continua a credere che la politica, la buona politica, possa essere una strada per cercare di cambiare le cose in questo disastrato paese.
Lo è per varie ragioni.
Innanzi tutto per il blindarsi preventivamente, tentando di rendere subalterna qualsiasi discussione nel luogo deputato per trovare intese per la riforma elettorale, il Parlamento.
Nel nome del leaderismo, malattia nazionale conclamata e di un decisionismo d'immagine, due soggetti, in rappresentanza dei due attuali maggiori partiti, decidono di investirsi dell'autorità per accordarsi su di un testo che modificherà, se ratificato, l'attuale sistema elettorale.

Uno in particolare (Renzi), lo fa dimenticandosi volutamente che il suo interloqutore è stato condannato in via definitiva per reati fiscali, dichiarato decaduto dalla carica di senatore ed è pure in attesa di altri gradi di giudizio in altri processi in cui è imputato.
Per la politica e la convenienza di accordi, si lascia da parte non solo l'etica ma anche si ignora volutamente la realtà, oltretutto caricando il condannato Berlusconi, di una levatura che decisamente non merita. Ma si sa, questo non è un paese normale.
Per dovere di cronaca, va detto che il PD è stato al governo con il PdL a guida Berlusconi sino alla rottura tra l'attuale FI e l'NCD di Alfano, cioè in pratica sino alla decadenza.
Giudicavamo quella situazione indecente e indecente continuimo a giudicare i rapporti politici che si tengono con Berlusconi & C.
Si confeziona oltretutto un accordo per una futura legge che nel nome della "governabilità" vuole concentrare nelle mani di due soli partiti le prerogative di concorrere alla competizione elettorale con reali possibilità di raggiungere l'obbiettivo.
Come ? Semplice, con un "premio di maggioranza" (18% a chi raggiunge il 35%  dei consensi) e con delle "soglie di sbarramento" calibrate in modo tale da tagliar fuori i competitori minori dalla possibilità d'essere rappresentati in Parlamento. Soglie all'8% per chi corre da solo, al 5% per chi è in coalizione, ma con l'ulteriore soglia di coalizione al 12%.
Oltretutto, pur consentendo la  facoltà di coalizzarsi, ci sono tutti i presupposti perchè i partiti maggiori dettino pure le condizioni per coalizzarsi con loro (ricordate Veltroni e la sua teoria dell'autosufficenza ?)
Il tutto condito con le cosidette "liste bloccate" che impediscono la libera scelta dell'elettore nell'esprimere una preferenza rispetto al candidato.
Un vero e proprio capolavoro "cucito su misura" che cambia rispetto al "porcellum" la quota e la soglia di scatto del premio di maggioranza, con eventuale ballottaggio se non si raggiunge tale soglia ma che da forte garanzia di vittoria elettorale per i soli PD e PdL (con la possibilità d'un poco gradito - per chi ha fatto l'accordo - terzo incomodo, il Movimento Cinque Stelle).

Un capolavoro che nemmeno recepisce  le motivazioni con cui la Corte Costituzionale ha bocciato il cosiddetto "porcellum", (vedi articolo allegato) dimenticandosi pure che per l'altra proposta buttata sul tavolo, cioè trasformare l'attuale Senato in una "camera di non eletti direttamente" - Sindaci e Presidenti di Regione si presume,  serve modificare la Costituzione.
Insomma, una riforma elettorale che è inaccettabile perchè priva dei criteri di rappresentatività e di scelta dell'elettore GARANTITI DALLA COSTITUZIONE e che garantisce un bipolarismo basato sui nominati.
 
No, non sono proprio questi i contenuti di una sana riforma elettorale di cui ha bisogno il nostro Paese.

Questa situazione pone comunque, ora più di prima, chi si ritiene sinistra fuori dal perimetro del PD nell'obbligo di valutare e considerare il da farsi, cercando momenti di unità che superino sterili logiche di divisione, oggi purtroppo presenti in una sinistra molto frammentata che rischia sempre più di non essere rappresentata e di non avere voce in capitolo.

lunedì 13 gennaio 2014

PEDEMONTANA E DIOSSINA: I GRUPPI DI INSIEME IN RETE CON I SINDACI DI DESIO E SEVESO INOLTRANO UNA DIFFIDA LEGALE


Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, che dal 2007 segue l’iter di Pedemontana, in questi ultimi mesi si è attivato anche con una serie di incontri con i Sindaci delle tratte interessata da una delle criticità ambientali più rilevanti dell’intero tracciato della futura autostrada, la contaminazione da TCDD (diossina Icmesa).

Consultando lo studio legale Ribolzi Cocco e Salomoni di Milano, con il supporto del penalista Avv. Palumbo, Insieme in Rete, ha elaborato un’istanza giudiziaria di partecipazione al procedimento e di diffida nei confronti dei diversi soggetti responsabili o coinvolti nell’attuazione dell’opera.
 
La diffida è stata firmata da associazioni aderenti ad Insieme in Rete (WWF Regionale, Legambiente Seveso, La Puska di Lentate S/S) e da un cittadino (Alberto Colombo, a rappresentare Sinistra e Ambiente di Meda, pure di Insieme in Rete) ed è stata sottoscritta, per le specificità delle problematiche relative al tracciato ed emblematiche della storia ambientale del territorio attraversato da Pedemontana, anche dai Sindaci di Seveso e di Desio.
L’atto è stato indirizzato a Pedemontana-APL, CAL, Regione Lombardia e Osservatorio Ambientale, Provincia di MonzaBrianza, Ministero dell’Ambiente, Ministero delle Infrastrutture, CIPE, ARPA, Strabag e, per conoscenza, alla Prefettura di Monza e alle Preture di Monza e di Milano. 

La diffida ricorda ai soggetti interessati, la necessità di dare rispondenza alla prescrizione CIPE n° 3 che, in virtù delle già accertate contaminazioni basate sulle analisi del 2008, obbliga Pedemontana ad ulteriori analisi ambientali per la caratterizzazione, cioè la delimitazione areale dei terreni contaminati. Questo passaggio è propedeutico alla redazione del progetto esecutivo, anche per gli aspetti finanziari qualora si rendano necessari, come è presumibile, interventi di bonifica sulle aree contaminate attraversate dall'autostrada.



Su questa delicata questione, è stata inoltre approvata all’unanimità anche una mozione in Consiglio Regionale (mozione elaborata con il contributo di Insieme in Rete) che, oltre a rimarcare la necessità di queste analisi, chiede l'estensione delle stesse oltre che alla tratta B2 anche al territorio del Comune di Desio. 

Il coordinamento Ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

Il testo della Diffida:



Il 16/01/014 s'è tenuta presso il Centro Visite del Bosco delle Querce a Seveso, una conferenza stampa d'approfondimento.

Il tavolo della conferenza stampa  con da sx: Beretta (Ins.Rete), Butti (Sindaco di Seveso), 
Cassanmagnago (Asssessore Desio), Colombo (Ins. Rete), Del Pero (Ins. Rete), Grassi (Ins. Rete)
Sotto, il comunicato integrale diffuso.




domenica 5 gennaio 2014

PTCP: L'ASSALTO CONTINUA


Continuano a fioccare i ricorsi al TAR da parte delle amministrazioni comunali brianzole contro il PTCP della Provincia di MB.
Dopo  i ricorsi di  Concorezzo, Bernareggio, Cornate, Sulbiate, Triuggio e Usmate, si sono ora aggiunti Giussano e Vimercate.
Sono ricorsi "trasversali", nel senso che parliamo di amministrazioni sia di centrodestra sia di centrosinistra, purtroppo in questo caso accumunate da dichiarazioni difficilmente condivisibili (vedi articoli allegati).
Non è bello constatare l'uso disinvolto della rivendicazione della propria autonomia nell'avere il diritto di decidere "come e dove costruire nella provincia più cementificata d'Italia". (citazione tratta dal blog Brianza Centrale che condividiamo in pieno)
C'è un allergia viscerale a qualsivoglia tentativo di pianificazione che abbia una visione più amplia e globale, a partire dal livello provinciale.
Così si rivendica la "patria potesta localista", non considerando lo stato di "disastro urbanistico" in cui versa la Brianza monzese, ridotta (fatto salvo alcune residue zone) ad una piastra di cemento e asfalto, tant'è da risultare la PIU' CEMENTIFICATA D'ITALIA.


L'abbiamo già detto, in questo PCTP ci sono luci ed ombre.
Come gruppi ed associazioni ambientaliste de l'OSSERVATORIO PTCP DI MONZA E BRIANZA avremmo voluto regole più stringenti, più aree tutelate in modo più deciso e con questi obbiettivi, nella nostra più completa autonomia operativa e di giudizio, abbiamo interloquito con un alcuni Consiglieri Provinciali del PD sensibili al tema.
Questo ha indubbiamente consentito il miglioramento, sotto molti aspetti, del PTCP.

Abbiamo scelto la strada di esserci e continueremo ad essere presenti, proseguendo nel nostro rapporto con quei consiglieri che si sono dimostrati attenti alle nostre istanze, cercando di evitare che il PTCP sia depotenziato da ricorsi al TAR o da future richieste di modifiche o varianti  "al ribasso" da parte sia dei privati sia delle amministrazioni comunali.
Per questo, sin d'ora, chiediamo all'Istituzione Provincia di resistere in tutti i gradi di giudizio ai ricorsi.
Faremo altresì la nostra parte, con la nostra rappresentanza in sede del previsto Osservatorio Provinciale, per promuovere la necessità dello STOP AL CONSUMO DI SUOLO, utilizzando tutte le attribuzioni di cui è stato investito l'Osservatorio Provinciale.
In una Provincia, in un ambito territoriale dove si è superato ampiamente la soglia di tollerabilità dell'edificato, è fuori luogo continuare a pensare e a puntare sull'edilizia quale motore di sviluppo, sopratutto quando una fetta consistente di quanto recentemente costruito risulta vuoto ed inutilizzato e quindi, rispondente a fattori speculativi e non a reali bisogni insediativi.

Gli articoli su Giussano e Vimercate:


Piano regolatore. Il Comune contro la Provincia. Ricorso al Tar

di Marco Dozio da il Giorno del 29/12/013

LA PROVINCIA di Monza trascinata in tribunale dal Comune di Vimercate. Che ha scelto di ricorrere al Tar per bloccare gli effetti del Ptcp, il Piano regolatore provinciale mal digerito da una nutrita schiera di municipi, gelosi delle proprie prerogative in ambito di pianificazione territoriale. Ogni campanile vuole salvaguardare l’autonomia di decidere dove e come costruire. Senza subire le imposizioni di Palazzo Grossi che in sostanza ha vincolato tutte le aree verdi brianzole, nella speranza di arginare la cementificazione galoppante. «Ma noi siamo una realtà virtuosa. Nel Pgt abbiamo ridotto le aree edificabili di oltre mezzo milione di metri quadri», spiega il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Corrado Boccoli, argomentando le ragioni di un ricorso che vede Vimercate capofila di un dissenso ampio e trasversale, che nella Brianza orientale coinvolge Giunte di centrodestra (Concorezzo, Cornate, Bernareggio) e di centrosinistra (Usmate). Il punto è che il Ptcp rischia di mandare in fumo il nuovo quartiere ipotizzato nei campi tra la Bananina e l’ex Provinciale Sp2: un comparto di case e negozi che dovrebbe accogliere anche il trasloco e l’ampliamento dell’Esselunga. «Si tratta dell’ultimo e definitivo ambito di espansione della città», assicura Boccoli, che nell’elenco dei progetti bloccati dalla Provincia inserisce le 4 palazzine del piano di lottizzazione di Cascina Castellazzo. «Interventi piccoli e grandi rischiano di non partire nonostante sia già stata approvata la convenzione con gli operatori: in linea di principio il Ptcp afferma istanze condivisibili, in particolare l’esigenza di preservare le aree verdi, ma occorre trovare un equilibrio tra necessità di sviluppo e tutela ambientale». Per Boccoli è in ballo anche una questione più generale che riguarda l’interazione tra i diversi enti locali. Ovvero chi deve fare cosa. La Provincia, in altre parole, non avrebbe rispettato l’autorità dei Comuni commettendo un’invasione di campo. «Il Ptcp nei fatti ha ridotto le competenze assegnate per legge ai Comuni in termini di pianificazione urbana e ambientale».
L’unica speranza per ricomporre il dissidio, prima della sfida in tribunale, è affidata alla convocazione di un tavolo di confronto. «La Provincia non ci ha concesso il tempo necessario per impostare una concertazione, quindi siamo stati costretti a presentare il ricorso. Ma da parte nostra abbiamo la volontà, se sarà possibile, di trovare una soluzione alternativa all’aula giudiziaria: per questo motivo abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo di confronto». Eppure a scorrere il documento provinciale qualche elemento di sintonia tra Palazzo Trotti e Palazzo Grossi spunta qua e là. «Condividiamo pienamente la norma sull’eliminazione dei cartelloni pubblicitari dalle strade provinciali: è un passo in avanti nella direzione della tutela paesaggistica».

sabato 4 gennaio 2014

PEDEMONTANA E DIOSSINA: I SINDACI CHIEDONO LA CONVOCAZIONE DELL'OSSERVATORIO AMBIENTALE


I sette Sindaci (Seveso, Barlassina, Lentate S/S, Meda, Cesano Maderno per la tratta B2 + Desio e Bovisio Masciago per la tratta C) dei comuni sul cui territorio passerà la futura autostrada pedemontana, con connessi scavi e sbancamenti sulle aree ancora contaminate da TCDD  hanno inviato una lettera all'Assessore Regionale alle Infrastrutture e Viabilità Maurizio Del Tenno e agli altri soggetti interessati chiedendo la convocazione urgente dell'OSSERVATORIO AMBIENTALE di Pedemontana.
Quanto prima ne pubblicheremo il testo.

Che cos'è l'Osservatorio Ambientale Pedemontana ?

E' un soggetto costituito ai sensi della prescrizione n° 71 del CIPE che ha il compito di verificare la corretta applicazione del Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA).
Ha una serie di competenze, tra le quali la VERIFICA del  Piano di Monitoraggio Ambientale sull'infrastruttura IN OTTEMPERANZA ALLE PRESCRIZIONI DEL CIPE e SOVRAINTENDERE, SOTTO IL PROFILO AMBIENTALE alla attività di realizzazione delle opere.
L'Osservatorio si avvale del supporto tecnico di ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente)  che ha una serie di attibuzioni sulle VERIFICHE E CERTIFICAZIONE delle attività di monitoraggio e sull'idoneità delle stesse, in correlazione alle normative in essere.

Insomma, un organismo che può occuparsi di quanto prevede la prescrizione CIPE n° 3, dalle nostre informazioni ancora non ottemperata, sulle ulteriori analisi dettagliate relative alla caratterizzazione del suolo ancora contaminato da diossina (come rilevato dalla campagna certificata da ARPA del 2008).

Anche il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE da tempo chiede la CARATTERIZZAZIONE E LA MAPPATURA DELLA CONTAMINAZIONE da TCDD PRIMA dell'elaborazione di qualsivoglia progetto esecutivo dell'infrastruttura autostradale. 
L'abbiamo chiesto a gran voce ad Arpa, Provincia di MB (a mezzo di alcuni Cons. Prov. del PD), Consiglio Regionale Lombardo (supportati dai Gruppi Consigliari Regionali di M5S e PD), fornendo informazioni e contribuendo all'elaborazione della Mozione Regionale approvata e del Question Time in Parlamento e pure con incontri con alcuni dei Sindaci che ora riscrivono in merito.
Stiamo inoltre lavorando ad altre iniziative  sulla criticità TCDD.

Ecco quanto stabilisce Regione Lombardia rispetto ai compiti e alle attribuzioni dell'Osservatorio Ambientale Pedemontana



Il Comunicato dei Sindaci di Seveso, Cesano Maderno, Lentate S/S, Barlassina, Meda, Bovisio Masciago e Desio

PEDEMONTANA:
I SINDACI CHIEDONO LA CONVOCAZIONE URGENTE 
DELL’OSSERVATORIO AMBIENTALE

Martedì 31 dicembre, con una lettera inviata all’assessore alle Infrastrutture di Regione Lombardia Maurizio del Tenno, i Sindaci dei sette Comuni interessati dal passaggio dell’autostrada Pedemontana  nelle aree potenzialmente contaminate da diossina hanno chiesto la convocazione urgente dell’Osservatorio Ambientale previsto dall’accordo di programma per la realizzazione dell’infrastruttura.
La missiva inviata dai Sindaci di Seveso, Meda, Cesano Maderno, Desio, Bovisio Masciago, Lentate sul Seveso e  Barlassina ha ribadito la fondamentale importanza dell’effettuazione di ulteriori indagini ambientali relative alla presenza di diossine   (ed in particolare della TCDD prodotta dall’evento Icmesa del 1976) e in contraddittorio con Arpa prima della presentazione del progetto esecutivo, i cui tempi di redazione definitiva non sono ancora certi (le ultime notizie non ufficiali parlano dei primi mesi del 2014).   
Convocare l’Osservatorio Ambientale da parte di Regione Lombardia significa poi permettere alle amministrazioni comunali di evidenziare nuovamente le criticità ambientali presenti sulla tratta interessata dalla contaminazione da diossina per tutelare la salute pubblica dei cittadini e delle cittadine. 
La richiesta dei Sindaci rinnova la preziosa collaborazione dei Comuni su un tema così delicato come quello della Pedemontana e fa  seguito alle decisioni del Consiglio Regionale rispetto alle necessarie tutele di salute pubblica e ambientale in caso di sbancamenti di aree inquinate da diossina non bonificate e all’obbligo di imporre alla società concessionaria dell’autostrada la redazione di un piano di caratterizzazione imposto secondo i requisiti di legge e, a valle di questo, la bonifica delle aree inquinate con il corretto smaltimento delle terre in siti  idonei a riceverle.   
La lettera inviata all’Assessore del Tenno è l’ennesimo tentativo dei Sindaci di spiegare che l’effettuazione delle analisi preliminari prima della redazione definitiva del progetto esecutivo è un’azione fondamentale anche per la società che realizzerà l’opera vista la necessità di predisporre un piano economico certo per le opere di bonifica  anche perché, hanno sostenuto i Sindaci, fare ciò significherebbe agire in maniera  logica, di buon senso e “naturale in un paese normale”,  anche se la prescrizione Cipe n. 3 (quella che ha imposto ulteriori indagini nella zona interessata dall’evento Icmesa) non è esplicita  a tale proposito, cavillo questo su cui continua ad arroccarsi incomprensibilmente la società Pedemontana quando sostiene che le indagini saranno effettuate solo dopo la presentazione dell’esecutivo.  

martedì 24 dicembre 2013

MEDA E SEVESO: SUGGERIMENTI AMBIENTALISTI ALLA VARIANTE E AL PGT


I gruppi del coordinamento ambientalista de l'OSSERVATORIO PTCP, del COMITATO PER IL PARCO BRIANZA CENTRALE, di SINISTRA E AMBIENTE DI MEDA e del CIRCOLO LAURA CONTI DI LEGAMBIENTE SEVESO hanno protocollato, ai sensi dell'art 13 comma 2 della Legge Regionale 12/2005, i suggerimenti alle amministrazioni di Meda e Seveso, propedeutici all'elaborazione della VARIANTE GENERALE AL PGT (Piano di Governo del Territorio) di MEDA e al NUOVO PGT del Comune di Seveso.

MEDA:
I SUGGERIMENTI E LE PROPOSTE PRESENTATE 
dall' OSSERVATORIO PTCP e da BRIANZA CENTRALE



MEDA:
I SUGGERIMENTI E LE PROPOSTE PRESENTATE 
dalla LISTA SINISTRA E AMBIENTE DI MEDA



SEVESO: 
I SUGGERIMENTI AL NUOVO PGT PRESENTATI DALL'OSSERVATORIO PTCP 
E DAL CIRCOLO LAURA CONTI DI LEGAMBIENTE DI SEVESO

sabato 21 dicembre 2013

AGGIORNAMENTO SU PEDEMONTANA



Dopo l'incontro dei Sindaci della tratta B2 con la Soc. Pedemontana di martedì 10/12/013, nella Commissione Territorio e Ambiente di CESANO MADERNO tenutasi il 18/12/013, l'Assessore Vaghi ha comunicato quanto la soc APL (Autostrada Pedemontana Lombarda) ha loro riferito, in particolare relativamente all'iter del PROGETTO ESECUTIVO dell'autostrada.
Il Cittadino, nella pagina di Cesano, ne riporta la notizia.
Per la verità quest'informazione era stata anche preannunciata e diffusa con  declinazioni temporali variabili in passato anche in sede di Provincia di MB.
Prendiamone comunque atto.
Progetto esecutivo esistente, secondo quanto riferito da APL ai Sindaci.
Eppure .... eppure .....
Che ne è dell'adempimento alla prescrizione del CIPE n° 3 che prevede analisi ambientali di caratterizzazione dei terreni ancora contaminati da TCDD ?
L'adempimento, per logica propedeutico all'elaborazione del progetto esecutivo, non ci risulta attuato ne tantomeno che ARPA sia stata coinvolta nella validazione di qualsivoglia analisi.
Anche la mozione n° 72 su pedemontana, approvata dal Consiglio di Regione Lombardia in data 17/09/013 ci risulta tutt'ora inapplicata nella parte dispositiva tant'è che il Consigliere Regionale dell'M5S Gianmarco Corbetta, da noi informato in proposito, ha presentato con la collega Nanni un'interrogazione di cui alleghiamo il testo.

Il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE continua a ritenere quest'infrastruttura inutile e dannosa per il territorio e l'ambiente.
Per questo, visto anche l'alto grado di confusione gestionale, sarebbe opportuno per tutti fermarsi alla realizzazione della sola tratta A attualmente in fase di completamento.

INSIEME IN RETE sta valutando iniziative ed azioni che concretizzerà quanto prima.


mercoledì 18 dicembre 2013

ASSALTO AL PTCP PROVINCIALE


Il coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP (di cui Sinistra e ambiente è parte attiva), ha contribuito con le sue osservazioni, unite a quelle di altri gruppi, all'elaborazione del PTCP della Provincia di Monza e Brianza.
Alcune sono state accolte, altre no. Alcune aree sono state tutelate, altre meno, altre ancora non hanno ricevuto l'adeguata copertura per salvarle dal cemento. Insomma, questo PTCP ha luci ed ombre.
Cercare però di pianificare e di fermare il consumo indiscriminato di suolo che caratterizza la nostra Provincia (al primo posto in Italia, ancor prima di Napoli), pare essere inaccettabile per molti.
Così stiamo assistendo ad una serie di ricorsi al TAR da parte di molte amministrazioni comunali, che indipendentemente dall'appartenenza politica, ritengono troppo restrittive o lesive le normative del PTCP relative ai capitoli Aree Agricole Strategiche, Rete verde e Ambiti d'Interesse Provinciale.
Restrittive perchè non gli consentono di continuare a CEMENTIFICARE il territorio.

A BERNAREGGIO, all'amministrazione non piace che siano state accolte le richieste degli ambientalisti per la tutela del Paleoalveo e dell'area agricola a est di Bernareggio (leggi qui). Ora apprendiamo, grazie agli amici del blog Brianza Centrale, che la giunta ha stanziato 27.000 euro per ricorre contro il PTCP con la motivazione che "risulta gravemente lesivo degli interessi comunali".

Lesivo perché garantisce più tutela delle aree verdi rispetto al PGT? 
(cit. da Brianza Centrale)


Anche Confindustria dice la sua contro il PTCP, preannunciando un ricorso al TAR con la motivazione che il PTCP "lede diritti acquisiti".
Quali sono i diritti acquisiti cui si fa genericamente riferimento ? 
Ci risulta che i diritti acquisiti, in urbanistica, sono quelli dei Piani Attuativi approvati e VIGENTI, peraltro salvaguardati nel PTCP, visto che per la Provincia di MB queste situazioni vengono "fatte salve" in modo diversificato, all'interno dei vari meccanismi di tutela previsti dal PTCP.
Se un piano di sviluppo aziendale è parte di un piano attuativo già approvato e vigente negli strumenti urbanistici comunali prima della data d'adozione del PTCP, non c'è nessun rischio di stralcio.
Diverso il discorso se si chiede di andare oltre. In questo caso vengono applicati i contenuti previsti nelle Norme di Piano del PTCP, in funzione della classificazione data all'area in oggetto.

Tra le righe traspare, purtroppo, il solito ricatto occupazionale relativo "a piani di sviluppo e nuove assunzioni". Ci sarà forse qualche legame con la vicenda della rilocalizzazione della Cartonstrong di cui ci siamo occupati ? Vedi qui e qui.
E le aree dismesse con il loro riutilizzo ? Perchè non se ne parla mai ?
Come mai i cosidetti "piani di sviluppo" al di là di qualche sparuto caso, sono sempre su aree agricole ?
Sarà forse perchè un'area agricola costa pochissimo, mentre il riutilizzo di aree dismesse comporta, spesso, il rischio di BONIFICHE complicate e costose ?

Rispetto alla posizione di Confindustria, non ha tardato a pronunciarsi il Presidente della provincia Dario Allevi (vedi articolo sempre di MBNews).
Lo ha fatto però per "tranquillizzare" gli imprenditori, cercando altresì di deviare tatticamente e furbescamente il problema sul non ancora nato (perchè in attesa di delibera sulle modalità operative) OSSERVATORIO PROVINCIALE istituzionale della Provincia.
Non è che si tratta di un maldestro tentativo per coprirsi rispetto a volontà politiche che invece SONO PROPRIE della Giunta Provinciale ?
Resisterà la Provincia e resisterà Allevi ai ricorsi al TAR per difendere e confermare i gradi di tutela del PTCP o si cadrà nel solito vizio di "aprire" a concessioni e deroghe in nome delle "compatibilità economiche" ?

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Da MB News

Nuovo Ptcp, via libera al ricorso al Tar: Confindustria contro la Provincia

Nuovo Ptcp, via libera al ricorso al Tar: Confindustria contro la Provincia
E’ in un mare di guai il nuovo Piano territoriale di coordinamento della Provincia. Fra poche ore Confindustria Monza a Brianza dovrebbe depositare un ricorso al Tribunale amministrativo contro il documento fortemente voluto dalla giunta targata di centro destra guidata da Dario Allevi per mettere un freno al consumo di suolo. Sotto accusa sono finiti quei passaggi in cui, secondo l’associazione di categoria che rappresenta il mondo imprenditoriale brianzolo, intacca i diritti acquisiti delle aziende.
In altre parole, decine di aziende si sono lamentate perché i loro piani di espansione su aree confinanti ai loro insediamenti sarebbero stati bloccati dal Piano. Il dato di partenza del Piano evidenzia che in Brianza le aree urbanizzate hanno già raggiunto il 54% del territorio complessivo, pari a circa 219 kmq. Il consiglio provinciale ha confermato così la proposta formulata dalla giunta che prevede forme diversificate di tutela per il 92% della superficie restante.
Andrea Dell'Orto
Andrea Dell'Orto
Restano libere, pertanto, aree pari a 14,73 kmq, ovvero solo il 3,6% dell’intera superficie, nelle quali verranno comunque applicate le misure di compensazione territoriale previste per gli interventi a consumo di suolo. Tuttavia, questa strategia sta risultando indigesta al mondo imprenditoriale brianzolo. E Confindustria ha così deliberato la presentazione del ricorso entro il 23 dicembre, data ultima entro la quale espletare l’operazione di deposito. “Non abbiamo niente contro la Provincia – ha commentato il presidente, Andrea dell’Orto -. Collaboriamo su molti fronti e non abbiamo assolutamente nulla contro la linea verde del Piano. Tuttavia, riteniamo che in diversi punti interferisca con alcuni diritti acquisiti delle aziende, congelandone i piano di sviluppo e bloccando anche nuove assunzioni”.
Nel frattempo, la Provincia ha organizzato per mercoledì 18 dicembre all’Urban Center di Monza, a partire dalle 9.30, l’incontro di approfondimento sulla Pianificazione Territoriale della Brianza al quale sono invitati tutti i Comuni e le Associazioni di categoria interessate. Fino a questo momento sono stati presentati sei ricorso contro il Piano, ma molto probabilmente ne arriveranno parecchi altri proprio sul filo di lana.

Ricorso contro il Ptcp, Allevi: “La Provincia non ostacolerà lo sviluppo delle aziende”

Ricorso contro il Ptcp, Allevi: "La Provincia non ostacolerà lo sviluppo delle aziende"La Provincia non metterà i bastoni fra le ruote delle aziende che vogliono espandersi e creare nuovi posti di lavoro”. Con queste parole Dario Allevi, presidente della Provincia di Monza, ha commentato la decisione di Confindustria Monza e Brianza di presentare un ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro il nuovo Ptcp, il Piano territoriale di coordinamento che mette un freno al consumo di territorio.
In Brianza le aree urbanizzate hanno già raggiunto il 54% del territorio complessivo, pari a circa 219 kmq e il Consiglio provinciale ha confermato la proposta della giunta di centro destra che prevede forme diversificate di tutela per il 92% della superficie restante. Secondo decine di aziende, tuttavia, il documento limiterebbe diritti acquisiti e impedirebbe progetti di espansione che prevedono anche nuove assunzioni. Da qui, la decisione di dare via libera a un ricorso al Tar. Il documento non è stato ancora depositato. I termini scadono lunedì e le dichiarazioni di apertura rilasciate da Allevi potrebbero far fare retromarcia agli imprenditori.
I rapporti con Confidustria sono ottimi – ha aggiunto il presidente Allevi -. Credo che attraverso l’osservatorio sul Ptcp sia possibile effettuare degli approfondimenti e trovare un punto di incontro”.
Il messaggio è arrivato forte e chiaro all’orecchio del presidente di Confindustria, Andrea dell’Orto, che a sua volta ha ribadito la volontà di andare fino in fondo col ricorso, ma al tempo stesso ha annunciato una nuova riunione di giunta durante la quale verrà presa in considerazione la posizione di Allevi.

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Pioggia di ricorsi in Provincia contro il Piano territoriale

di Monica Guzzi da il Giorno

SEI RICORSI fanno tremare il Piano territoriale di coordinamento varato a luglio dalla Provincia. E c’è ancora una settimana di tempo per presentarne altri, poiché il termine scadrà lunedì prossimo.
Ce n’è abbastanza per far preoccupare Palazzo Grossi, che lancia un appello ai sindaci perché collaborino a frenare il consumo di suolo in Brianza e organizza un convegno (appuntamento domani all’Urban Center dalle 9.30 alle 12.30) per spiegare meglio la filosofia del Ptcp. «Crediamo molto in questo Piano, il primo studiato ad hoc per la Brianza - dicono in un comunicato il presidente Dario Allevi e l’assessore provinciale al Territorio Cristiano Crippa - e ci appelliamo ai comuni perché siano nostri alleati nel mettere in campo le azioni previste dal Piano a difesa del poco suolo libero rimasto, con un occhio di riguardo alla salvaguardia dell’attrattività e della competitività del nostro territorio». Il dato di partenza evidenzia che in Brianza le aree urbanizzate hanno già raggiunto il 54 per cento del territorio complessivo, pari a circa 219 chilometri quadrati.
Il Piano prevede forme diversificate di tutela per il 92 per cento della superficie restante: Plis (circa 48 chilometri quadrati), Ambiti agricoli strategici (circa 100), Rete verde di ricomposizione (circa 119), Ambiti di interesse provinciale (circa 21) e Parchi regionali (circa 67). Restano liberi 14,73 chilometri quadrati, solo il 3,6 per cento della superficie.

lunedì 16 dicembre 2013

PIANO INDUSTRIALE DI BEA: UN'ILLUSTRAZIONE E UNA DELIBERA POSTUMA

Il Cons. Comunale di Meda (foto Adriano Cattaneo)
Giovedì 19/12/013 si terrà a Meda il Consiglio Comunale con all'ordine del giorno L'ILLUSTRAZIONE del Piano Industriale di BEA sul forno inceneritore di Desio.


Un passaggio PURAMENTE INFORMATIVO, visto che l'Assemblea dei Sindaci soci del Consorzio s'è tenuta l'8/11/013 e ha già deliberato in proposito. 
Ricordiamo  che l'espressione favorevole di Meda, è stata decisa dal Sindaco senza nessuna convocazione PREVENTIVA ne della Commissione Territorio e Ambiente  ne tantomeno del Consiglio Comunale ai fini di un confronto.
Su questo, abbiamo scritto qui, illustrando con numeri e dati la nostra posizione.

Intanto, da REGIONE LOMBARDIA, arrivano notizie su indirizzi in materia di forni inceneritori che vanno in altra direzione.

In data 3 dicembre 013, il Consiglio Regionale ha approvato all'unanimità una risoluzione che, prendendo atto dei dati sulla produzione di rifiuti urbani (in diminuzione) e della SOVRACAPACITA' d'incenerimento dei rifiuti, fa i primi passi verso la dismissione di alcuni impianti, a partire da quelli meno efficienti,  sotto il profilo ambientale, quelli più vecchi per intenderci. L'impianto di DESIO è fra questi.
 
Sarà interessante capire le motivazioni di due scelte che vanno in direzione completamente opposta e le conseguenti operatività.
Intanto, eccovi il testo della risoluzione regionale. Interessante la parte finale e dispositiva.



Ma c'è dell'altro.
Dopo l'analisi che avverrà lunedì 16/12/013 in Commissione Istituzione e Bilancio, sempre nel Consiglio Comunale del 19/12/013, andrà in discussione e votazione anche una delibera, proposta dall'Assessore alla Programmazione e Bilancio Cecchetti, che chiede ai Consiglieri Comunali di CONFERMARE le scelte GIA' effettuate dal rappresentante medese nell'Assemblea dei Sindaci di BEA.
Sotto, la parte dispositiva della delibera.


Qual'è  il significato di questa delibera ?
Un bizantinismo politico o l'essersi tardivamente resi conto che quantomeno un passaggio istituzionale era necessario ? O entrambe le situazioni ?
Sicuramente si tratta di una delibera per una "conferma di mandato" su cui incide fortemente il punto che riguarda il riassetto strategico di BEA, la separazione tra patrimonio e gestione e l'entrata di UN PRIVATO  con quota non inferiore al 40% nella nuova società di gestione.
E' comunque una "CONFERMA POSTUMA" su una decisione e un espressione di voto, favorevole al piano industriale di BEA, già presa ed attuata dal delegato del Sindaco Caimi in sede di Assemblea dei soci BEA.
Prima s'è evitato un sano CONFRONTO PREVENTIVO sia nella Commissione deputata sia in Consiglio Comunale e ora si chiede l'ACCETTAZIONE e la CERTIFICAZIONE di quanto già deciso.
Un completo ribaltamento  delle dinamiche di discussione e di conseguente delega operativa.
Piccolo inciso:neppure a livello di Coalizione è stato affrontato l'argomento BEA e FORNO INCENERITORE.
Sarebbe stato opportuno farlo, considerato che non erano punti del programma comune e che da tempo sono note le perplessità e contrarietà di Sinistra e Ambiente in merito.

La richiesta di voto al Cons. Comunale è su una delibera che non cambierà nulla, un passaggio probabilmente utile ai soli fini della "copertura" amministrativa su quanto già deciso, un  atto che nulla ha a che vedere con processi di dialogo e condivisione.
Sinistra e Ambiente si esprimerà sull'argomento anche durante il previsto Consiglio Comunale.

L'articolo de il Cittadino del 28/12/013 sul tema


venerdì 13 dicembre 2013

I COORDINAMENTI AMBIENTALISTI INCONTRANO LE AMMINISTRAZIONI


Il coordinamento ambientalista OSSERVATORIO PTCP di Monza e Brianza e il COMITATO PER L'AMPLIAMENTO DEL PLIS BRIANZA CENTRALE da tempo collaborano e operano per la salvaguardia del territorio. 
Operatività che si è concretizzata tempo addietro con il monitoraggio costante e propositivo sul neonato PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale). Ora, s'è dato il via ad una serie d'incontri con le Amministrazioni Comunali, in alcuni casi con incontri propedeutici a PGT prossimi a venire, in altri con osservazioni ai PGT (vedi caso di LISSONE).
Recentemente, ci siamo incontrati con l'Amministrazione di MACHERIO.

Macherio: i coordinamenti ambientalisti 

hanno incontrato l'Amministrazione Comunale



In continuità con un primo confronto avuto nei giorni antecedenti le recenti elezioni amministrative, nei giorni scorsi, presso il Municipio di Macherio, su documentata richiesta dei coordinamenti dell'Osservatorio PTCP di Monza e Brianza e del Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale, i rappresentanti delle stesse aggregazioni di associazioni, circoli e gruppi ambientalisti si sono incontrati con l'Assessore al Territorio Arch. Massimo Tremolada ed il Sindaco di Macherio Mariarosa Redaelli. All'incontro era, inoltre, presente l'Assessore ai Lavori Pubblici Rino Caspani. La delegazione ambientalista era, invece, composta da: Gemma Beretta (Seveso), Gianni Casiraghi (Macherio), Alberto Colombo (Meda), Giorgio Majoli (Monza) Stefano De Grandi (Sovico) e Sergio Arienti (Desio).

Quantomai ampio ed approfondito l'indice degli argomenti trattati durante la riunione, riassunti, dai due coordinamenti ambientalisti in un documento che è stato consegnato, come pro memoria, agli amministratori macheriesi. Quanto, in seguito, detto lo si può così riassumere.

Innanzitutto è stato proposto che si proceda quanto prima alla variante del Piano di Governo del Territorio, approvato d'ufficio, il giugno scorso, dal Commissario Prefettizio Dott.sa Alessandra Lazzari. Un PGT che, secondo il punto di vista ambientalista, solo in parte è stato allineato con quanto indicato dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale – PTCP di Monza e Brianza, soprattutto in materia di consumo di suolo, nell'ambito della fascia di rispetto di Pedemontana. In questo senso, indicando come esempi i recenti, esemplari, percorsi di revisione degli strumenti urbanistici locali, attuati dalle vicine amministrazioni di Desio e Lissone, le associazioni ambientaliste hanno richiesto la definitiva cancellazione, dal Documento di Piano, degli inutili ambiti di trasformazione produttivi, previsti dal PGT sul confine con Biassono.

Parallelamente sono state richieste: la completa salvaguardia di tutti gli spazi aperti non edificati; l'introduzione di adeguate misure di compensazione ambientale preventiva; la riqualificazione del tessuto urbano esistente; il censimento e la puntuale classificazione delle aree urbanizzate (industriali e logistiche) dismesse e sottoutilizzate, con relativa costituzione di una apposita banca dati.

Un positivo apprezzamento è stato rivolto alla comunicazione che l'amministrazione Redaelli intende procedere con un sistematico censimento degli alloggi non utilizzati o sottoutilizzati, presenti sul territorio comunale.

Si è, inoltre, discusso sulla proposta di una consistente implementazione della rete dei percorsi della mobilità sostenibile, con una dozzina di suggerimenti, tra i quali i collegamenti ciclabili tra Macherio e Bareggia e quello verso la stazione ferroviaria di Macherio-Canonica, sul quale è emersa una significativa convergenza di vedute (anche in merito alla difficile reperibilità dei fondi, che potrebbe trovare un parziale sbocco attraverso un più puntuale monitoraggio di bandi e finanziamenti pubblici).

Sul fronte del Parco Regionale della Valle del Lambro l'attenzione è stata principalmente rivolta a perorare la futura estensione dei confini dell'area protetta a tutte le aree verdi confinanti con l'attuale perimetro. E' stato, inoltre, richiesto il completamento dei percorsi ciclopedonali approvati dall'ente parco. Infine, oltre ad una puntuale adesione alle politiche di difesa e di valorizzazione delle emergenze eco-ambientali, storico paesaggistiche e culturali del parco regionale (per le quali si sono ipotizzate possibili forme di collaborazione tra il comune e le associazioni del territorio), si è auspicato il più ampio confronto ed un maggiore coinvolgimento, dei cittadini e dei portatori di interesse, sulle politiche attuate dal parco regionale e la massima trasparenza rispetto alle posizioni assunte dal Comune di Macherio all'interno della Comunità del Parco.

Identica attenzione ed apertura è stata suggerita anche riguardo il proposto Parco Regionale della Brianza Centrale, per la cui istituzione l'Associazione Torrette Bini Dosso Boscone ed il Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale si battono da anni anche al fine di fermare l'indiscriminato saccheggio di aree agricole e naturali, attuato negli ultimi decenni, che ha regalato a Monza e Brianza il triste primato di provincia più urbanizzata d'Italia. In questo senso, s'intendono le richieste di una preventiva adesione all'esistente Plis Brianza Centrale (che, attuato, costituirebbe un primo livello di tutela dei territori) e dell'ampliamento dei confini del parco stesso a tutte le aree inedificate, situate ad ovest dell'attuale SP6 Monza-Carate, incluse, dal PTCP di Monza e Brianza, nella Rete Verde di ricomposizione paesaggistica e negli Ambiti di Interesse Provinciale, ivi comprese tutte le aree a standard e lo stesso Oratorio di Santa Margherita alle Torrette che, allo stato attuale, con le aree che lo circondano, è stato escluso, inspiegabilmente, dai confini del futuro parco. Queste ultime istanze, oltre a fermare il consumo di suolo, hanno come fine prioritario la salvaguardia di importanti corridoi ecologici: elementi strutturali, individuati dalla stessa pianificazione provinciale, davvero indispensabili per la conservazione e l'incremento della biodiversità all'interno del caotica urbanizzazione briantea.

In conclusione di serata si sono, da ultimo, affrontate le tematiche legate alle grandi opere: la Gronda Ferroviaria Seregno-Carnate-Bergamo e l'Autostrada Pedemontana.

In particolare, sulla seconda infrastruttura, i coordinamenti ambientalisti hanno richiesto la disponibilità dell'amministrazione macheriese ad appoggiare e sostenere la proposta dell'istituzione del Piano Territoriale Regionale d'Area di Pedemontana, presentata alla Regione Lombardia dal coordinamento regionale di “Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile” e da quattro associazioni ad esso aderenti (nell'ambito del previsto iter di revisione del PTR - Piano Territoriale Regionale), con l'obiettivo di fermare il consumo di suolo lungo le tratte realizzate dell'infrastruttura autostradale. C'è, infine, stata piena sintonia riguardo la completa attuazione delle opere e delle misure di compensazioni e ambientale e del progetto di mitigazione ambientale, secondo quanto stabilito dai progetti definitivi, approvati dal CIPE. Il tutto, ovviamente, solo nella malaugurata situazione che la tratta C dell'autostrada Pedemontana venga portata a suo compimento. In tal caso si è auspicato un coinvolgimento reciproco sugli stati d'avanzamento della progettazione e sulla realizzazione delle opere.

Osservatorio PTCP di Monza e Brianza
Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale


martedì 10 dicembre 2013

FINANZIAMENTO SVIZZERO PER UN CORRIDOIO FERROVIARIO MERCI SULLA MILANO-CHIASSO

Se ne parla sporadicamente, ma la Brianza è oggetto  anche d'un progetto ferroviario che riguarda la MILANO - CHIASSO di RFI.
Un progetto per "prolungare" in territorio italiano la potenzialità del trasporto merci su ferrovia, sviluppato in Svizzera e in fase di concretizzazione ormai prossima  con la tratta da Basilea a Chiasso attraverso il nuovo tunnel del Gottardo.
Alcune notizie erano circolate nei mesi passati per le preoccupazioni dei Comitati di quartiere di Monza, riprese dalla stampa locale. Dimensioni, lunghezza, frequenza dei convogli merci uniti al fatto che transiterebbero su una linea a prevalenza di trasporto passeggeri con necessità di complicati adeguamenti erano gli elementi delle preoccupazioni espresse.
"Ora, dalla televisione della Svizzera italiana (da vedere il notiziario al link) apprendiamo che il Consiglio Nazionale Svizzero ha approvato l'adeguamento della propria linea ferroviaria merci per il passaggio dei semirimorchi alti quattro metri.
Legge e decreto federale prevedono un finanziamento di 990 milioni di franchi, oltre un quarto dei quali (280 milioni per la precisione) destinato agli ampliamenti della sagoma di spazio libero necessari lungo la tratta Chiasso - Milano e nella sezione situata in territorio italiano della linea di Luino, tra Ranzo e Gallarate/Novara". (dal blog Brianza Centrale).
Per meglio approfondire, vi proponiamo (seppur non recente) anche l'articolo
"Milano-Chiasso, la Tav (merci) che nessuno conosce" apparso su Giornalettismo che ci aiuta a comprendere meglio.
Buona lettura

venerdì 6 dicembre 2013

CIAO MADIBA



NELSON MANDELA è morto ieri sera 5 dicembre 2013.

Un GRANDE UOMO ci ha lasciati. 
Un Uomo che ha lottato per la liberazione di un popolo dall'odioso regime dell'apartheid instaurato in Sudafrica. Un regime che applicava la segregazione razziale, negando i diritti alla popolazione di colore.
Un Governo formato da soli bianchi che applicava una feroce e continua repressione fatta di massacri e di carcere duro per chi osava ribellarsi.
Mandela ha pagato pesantemente la sua voglia di giustizia, passando ben 27 anni nelle prigioni sudafricane, molti dei quali trascorsi a Robben Islands in stato d'isolamento totale.
Liberato solo nel 1990, dopo gli accordi che legalizzarono l'African National Congress e consentirono elezioni a suffragio universale, venne eletto Presidente del Sudafrica dal 1994 al 1999.
Anche qui si distinse per essere un uomo che sapeva guardare avanti. Gestì la transizione del potere senza ne odio ne vendetta, con in testa l'obiettivo della riconciliazione nazionale, ma senza dimenticare che le nefandezze dell'apartheid dovevano essere giudicate.
Lo fece istituendo la Commissione per la Verità e la Riconciliazione.
Si congedò dalla Presidenza e non si ricandidò dimostrando anche in questo caso la sua levatura, di uomo non assetato di potere.
Certo, in Sudafrica, la società che lui sognava e voleva è ancora ben lontana dall'essere realizzata e i suoi successori si sono dimostrati poco all'altezza dello spessore di Mandela.

MADIBA ha dato se stesso per un mondo migliore.
Ciao MADIBA ci hai insegnato moltissimo.

«La mia sete di libertà personale si è trasformata nella sete più grande di libertà per la mia gente, perché potesse vivere la propria vita con dignità e rispetto di sé, ha animato la mia vita, trasformato un ragazzo impaurito in un uomo coraggioso… non riuscivo a godere nemmeno delle piccole e limitate libertà che mi erano concesse sapendo che la mia gente non era libera. La libertà è una sola: le catene imposte ad uno di noi pesano sulle spalle di tutti, e le catene del mio popolo erano anche le mie»
Nelson Mandela