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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

domenica 4 marzo 2012

TAV: quello che pochi raccontano

Siamo stati in Val di Susa e abbiamo capito

Abbiamo capito che in Val di Susa non è in gioco la realizzazione della ferrovia Torino-Lione, bensì un intero modello sociale

 

La baita
La baita Clarea del Movimento NO TAV
Siamo stati in Val di Susa ospiti degli abitanti della valle: insegnanti, agricoltori, pensionati, studenti e abbiamo visto:
Un luogo attraversato da due strade statali, un’autostrada, un traforo, una ferrovia, impianti da sci, pesanti attività estrattive lungo il fiume.
Persone che continuano a curare questo territorio già affaticato da infrastrutture ed attività commerciali e cercano di recuperare un rapporto equilibrato con l’ambiente e la propria storia.
Una comunità che crede nella convivialità e nella coesione sociale e coltiva forti rapporti intergenerazionali.
Abbiamo capito che in Val di Susa non è in gioco la realizzazione della ferrovia Torino-Lione, bensì un intero modello sociale. Un popolo unito e coeso, una comunità forte non può essere assoggettata a nessun interesse nè politico, nè economico. E’ interesse di tutti i poteri forti dividere, isolare, smembrare per poter meglio controllare e favorire interessi particolari.
Abbiamo capito perché tutto l’arco costituzionale vuole la TAV, non è difficile, basta guardare alle imprese coinvolte:

Cmc (Cooperativa Muratori e Cementisti), quinta impresa di costruzioni italiana, al 96esimo posto nella classifica dei principali 225 «contractor» internazionali che vanta un ex-amministratore illustre, Pier Luigi Bersani, si è aggiudicata l’incarico (affidato senza gara) di guidare un consorzio di imprese (Strabag AG, Cogeis SpA, Bentini SpA e Geotecna SpA) per la realizzazione del cunicolo esplorativo a Maddalena di Chiomonte. Valore dell’appalto 96 milioni di Euro.

il cantiere
Il cantiere
Rocksoil s.p.a società di geoingegneria fondata e guidata da Giuseppe Lunardi il quale ha ceduto le sue azioni ai suoi familiari nel momento di assumere l’incarico di ministro delle Infrastrutture e dei trasporti del governo Berlusconi dal 2001 al 2006. 
Nel 2002, la Rocksoil ha ricevuto un incarico di consulenza dalla società francese Eiffage, che a sua volta era stata incaricata da Rete Ferroviaria Italiana (di proprietà dello stato) di progettare il tunnel di 54 Km della Torino-Lione che da solo assorbirà 13 miliardi di Euro. Il ministro si è difeso dall’accusa di conflitto di interessi dicendo che la sua società lavorava solo all’estero.

Impregilo è la principale impresa di costruzioni italiana. È il general contractor del progetto Torino-Lione e del ponte sullo stretto di Messina. 
Impregilo appartiene a:
33% Argofin: Gruppo Gavio. Marcello Gavio è stato latitante negli anni 92-93 in quanto ricercato per reati di corruzione legati alla costruzione dell’Autostrada Milano-Genova. Prosciolto successivamente per prescrizione del reato.
33% Autostrade: Gruppo Benetton. Uno dei principali gruppi imprenditoriali italiani noto all’estero per lo sfruttamento dei lavoratori delle sue fabbriche di tessile in Asia e per aver sottratto quasi un milione di ettari di terra alle comunità Mapuche in Argentina e Cile.
33% Immobiliare Lombarda: Gruppo Ligresti. Salvatore Ligresti è stato condannato nell’ambito dell’inchiesta di Tangentopoli pattuendo una condanna a 4 anni e due mesi dopo la quale è tornato tranquillamente alla sua attività di costruttore.

Abbiamo capito che l’unico argomento rimasto in mano ai politico-imprenditori ed ai loro mezzi di comunicazione per giustificare un inutile progetto da 20 miliardi di euro mentre contemporaneamente si taglia su tutta la spesa sociale è la diffamazione. Far passare gli abitanti della Val di Susa come violenti terroristi. 
Mentre noi abbiamo visto nonni che preparavano le torte, appassionati insegnanti al lavoro, agricoltori responsabili, amministratori incorruttibili.
Abbiamo capito che questo è l’unico argomento possibile perchè ormai numerosi ed autorevoli studi, di cui nessuno parla, hanno già dimostrato quanto la TAV sia economicamente inutile e gravemente dannosa.
Questi i principali:
Interventi scientifici e studi relativi all’Alta Velocità Torino-Lione dei ricercatori del Politecnico di Torino: http://areeweb.polito.it/eventi/TAVSalute/

Analisi degli studi condotti da LTF in merito al progetto Lione-Torino, eseguiti da COWI, rinomato studio di consulenza che lavora stabilmente per le istituzioni europee: http://ec.europa.eu/ten/transport/priority_projects/doc/2006-04-25/2006_ltf_final_report_it.pdf

Analisi economica del Prof. Marco Ponti del Politecnico di Milano

Rapporto sui fenomeni di illegalità e sulla penetrazione mafiosa nel ciclo del contratto pubblico del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro:

Risultanze del controllo sulla gestione dei debiti accollati al bilancio dello Stato contratti da FF.SS., RFI, TAV e ISPA per infrastrutture ferroviarie e per la realizzazione del sistema “Alta velocità”:

Presentazione dell’Ingegnere Zilioli, in relazione a “EFFETTI TAV – STUDI EUROPEI/buone pratiche e cattivi esempi”

Ricerca del Politecnico di Milano sull’alta velocità in Italia che svela un buco di milioni di utenti.


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venerdì 2 marzo 2012

PEDEMONTANA:INSIEME IN RETE C'E'.

In data 13/02/012, la delegazione di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE composta dal portavoce Paolo Conte, Gemma Beretta di Legambiente Seveso, Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente di Meda, Gianni Casiraghi dell'Associazione Torrette Bini Dosso Boscone di Macherio e da Ambrogio Guglielmetti e altri amici del Comitato Mozzatese Salute e Ambiente,   s'è incontrata con il Direttore Tecnico della Soc. Pedemontana Umberto Regalia e con Barbara Vizzini che si occupa delle COMPENSAZIONI AMBIENTALI.
L'incontro era precedente al via libera all'opera arrivata dal TAR che ha respinto la richiesta di sospensiva di IMPREGILO contro STRABAG (vincitrice dell'appalto).
Vi proponiamo un breve resoconto d'aggiornamento.


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Nell'incontro, Regalia e Vizzini hanno illustrato lo stato dell’arte riguardo alle compensazioni ambientali: Pedemontana sta lavorando per definire gli accordi con i comuni, per arrivare alle Convenzioni, prima del prossimo giro elettorale che potrebbe  comportare una nuova revisione di tutto ciò che riguarda le compensazioni con il rischio di perdere completamente il senso di questo progetto.
L’obiettivo di Pedemontana è quello di chiudere i progetti delle compensazioni entro metà marzo, dare il via alle convenzioni con i comuni, concludendo il tutto entro il primo semestre dell’anno per arrivare alla gara d’aggiudicazione attorno alla metà dell’autunno.
Qui evidenziamo alcuni progetti di compensazione nei singoli comuni.

Rispetto al comasco ci sono state segnalate le seguenti variazioni.
Villa Guardia: solo modifiche di dettaglio, per come ci sono state descritte. davvero non significative.
Grandate: sono state apportate alcune modifiche in quanto nel progetto definitivo comparivano ancora due ambiti di compensazione che insistevano, il primo, sull'area di una nuova scuola ed, il secondo, sull'area di ampliamento del cimitero. Entrambi i progetti sembra fossero già previsti dagli strumenti urbanistici.
A Mozzate non ci sono ancora accordi. Secondo Pedemontana il Sindaco di Mozzate non si fa trovare, ma sembra che l’idea sia quella di modificare l’originario progetto di compensazioni, che prevedeva un andamento a macchia di leopardo.
Il Comune di Mozzate anziché i Progetti locali di compensazione n. 6 e 7 ha chiesto che venisse realizzato quanto previsto nel PGT, cioè una zona boscata, larga 20/30 metri, a corona delle nuove lottizzazioni previste, fascia lunga circa 2 Km. Il Comune avrebbe dovuto, per realizzare quanto sopra, attivarsi nelle procedure di esproprio delle nuove aree da piantumare. I desideri del Comune non sono al momento realizzabili perché per espropriare i terreni utili dovevano essere approvate tutte le “nuove zone di espansione”, che complessivamente sono 6/7 PL (Piani di Lottizzazione).
Nessuno piano è stato autorizzato e quindi tutta la proposta “affonda”, non se ne fa nulla. Per questo il Sindaco non si fa trovare da Pedemontana. Era una proposta irrealizzabile e quindi i Progetti Locali n. 6 e 7 saranno realizzati come proposti!

Diverse le variazioni attuate nei comuni del varesotto.
A Gazzada Schianno, parti delle ciclabili previste dal Progetto Locale 40 sono state, nel frattempo, realizzate dal comune ed in parte sono previsti altri interventi di riqualificazion e ambientale.
A Cassano Magnano si è deciso di modificare la compensazione ambientale progettata, che avrebbe riguardato un’area boschiva al limitare del tracciato autostradale, per investire sull’Oasi Boza utilizzando i soldi della compensazione per riqualificare e rendere più fruibile quest’area.
Similmente, ma in modo più grave, a Solbiate Olona si è deciso di modificare l’originario progetto che prevedeva l’ispessimento di un’area verde polmone tra l’area industriale e quella residenziale, deviando i soldi della compensazione a vantaggio di una ciclabile per rinforzare l’area molto fruita dell’Olona.
C’è una filosofia, per noi assolutamente non condivisibile, che tende a lasciare ai comuni la facoltà di mantenere aree verdi LIBERE dalle compensazioni e a disposizione dei locali PGT e a concentrare l’intervento sull’esistente. La compensazione non è vista come fattore utile a frenare il consumo di suolo.
Per la tratta B2 non ci sono variazioni di rilievo e anche a Seveso infine è rimasto il progetto originario che riguarda la Barruccanetta e la zona al limite del cimitero, non essendo stata accolta la richiesta di modifica apportata dal Comune di Seveso, a nostro avviso molto ambigua.
CONFERMATA ANCHE LA COMPENSAZIONE AMBIENTALE di MEDA così come progettualmente prevista.

Per Macherio, Vizzini dichiara che la proposta del comune dello spostamento delle Compensazioni sul tratto coperto di pedemontana è improponibile perché lì ci sono già le mitigazioni. Si dichiara però possibilista qualora Macherio avanzi altre proposte.

Ebbene se da un lato è confermato che parte dei fondi per le compensazioni ambientali non saranno usate per abbellire il tratto coperto sopra la galleria autostradale è, parimenti, vero che una parte delle compensazioni (l'ambito più significativo paesisticamente ed ecologicamente parlando, ovvero quella che interessava la grande area agricola a nord del viale alberato di pioppi prospiciente l'Oratorio di Santa Margherita) è oggetto di richieste del Comune tese a spostare la compensazione in altra area, lasciando scoperta da TUTELE AMBIENTALI questa zona di GRANDE PREGIO AMBIENTALE, ARCHITETTONICO e STORICO.
INSIEME IN RETE e i gruppi locali faranno la loro parte affinchè questa STRATEGICA compensazione sia confermata.
Relativamente ai comuni della tratta D, degna di nota e confermata la già conosciuta traslazione di una zona di impianto di nuovo bosco che interessa i Comuni di Mezzago e Sulbiate.

Su richiesta di Insieme in Rete Pedemontana aggiorna anche riguardo alle sorti del Bosco delle Querce
Pedemontana dichiara che sarebbe al vaglio del Ministero per l’ambiente il progetto che ottempera la prescrizione n. 2 del CIPE e che sono state suggerite anche migliorie del tracciato per quanto riguarda la parte nord del Bosco. 
QUESTO ASPETTO CONTINUERA' AD ESSERE SEGUITO CON LA MASSIMA ATTENZIONE DAI GRUPPI LOCALI (LEGAMBIENTE SEVESO e SINISTRA E AMBIENTE di MEDA e da INSIEME IN RETE.

Sullo svincolo di Lomazzo, dicono d’essere ancora in attesa del pronunciamento del Ministero dell’Ambiente relativamente al progetto da realizzare (In trincea o in sopraelevata).

Ora, stante l'attuale sblocco dell'attività sia progettuale sia di prossima cantieristica, CONTINUEREMO A PERORARE LE NOSTRE RICHIESTE RISOLUTIVE per LE CRITICITA' PROGETTUALI.


A PROPOSITO DI TAV

La Sacra di S. Michele con le cime innevate dell'Orsiera in Val di Susa
La cresta Dumontel all'Orsiera
Conosco molto bene la Val di Susa perchè l'ho percorsa in lungo e in largo nelle mie scorribande alpinistiche, sempre alla ricerca di qualche itinerario nuovo d'arrampicata su roccia o di scialpinismo. Il tutto nel nome di un alpinismo esplorativo che compensa con grandi soddisfazioni le levatacce notturne.
Le pareti della Rognosa d'Etiache
Il ghiacciaio dell'Agnel
E' una valle con una storia antica, circondata da vette - il Rocciamelone è la più elevata - e che offre possibilità per l'arrampicata sul calcare in Valle Stretta, sui torrioni di quarzite della Rognosa di Etiache, sul serpentino del gruppo dell'Orsiera immerso nel magnifico Parco Regionale dell'Orsiera- Rocciavrè, nonchè una serie d'itinerari di scialpinismo sulle cime della val di Thuras, sul Sommellier, sull'Ambin e via dicendo.
Una valle che ha dato anche un contributo notevole alla REPUBBLICA ITALIANA nata dalla RESISTENZA.  
Quì operavano le brigate "Stellina" di Giustizia e Libertà e le Brigate Garibaldi che pagarono con un sacrificio di sangue altissimo la RESISTENZA opposta ai nazifascisti (innumerevoli le lapidi di fucilati e caduti in scontri a fuoco).
In valle agiva come staffetta partigiana anche  ADA GOBETTI, moglie di PIERO GOBETTI, intellettuale torinese morto in seguito ad un feroce pestaggio dei fascisti.
Una valle che però, ai giorni nostri,  mostra in più aspetti LO SCEMPIO AMBIENTALE causato da scelte dissennate e interessate.

Al Sestriere, a Oulx, a Bardonecchia, a Cesana Torinese come al Monginevro spuntano come funghi gli orribili palazzi dei residence dei comprensori sciistici e i pendii e le valli limitrofe sono state deturpate da impianti sciistici abnormi, inseriti in un "divertimentificio industriale" che indigna chiunque sia sensibile all'ambiente. 
L'architettura tipica delle borgate è stata spazzata via da un vero e proprio caos urbanistico e architettonico unitamente ad un'impoverimento delle falde dovuto all'uso dei cannoni sparaneve per creare "artificialmente" la coltre bianca anche quando non c'è e dare soddisfazione ad un turismo "consumista".
A questi aspetti s'aggiunge un'autostrada costruita senza alcun rispetto per l'ambiente, senza nemmeno tentare soluzioni ingegneristiche meno impattanti, con viadotti ciclopici che deturpano il paesaggio e una colata di cemento e asfalto che ha segnato il territorio.
Un'autostrada scarsamente utilizzata (anche per l'alto costo) e dalla dubbia utilità, se non per la servitù automobilistica ai luoghi del turismo industriale sopra elencati ma fortemente voluta dalla fam. Agnelli che aveva nel Sestriere la sua "riserva".
Mi preme anche ricordare che la malavita organizzata e le relative connivenze politiche, hanno avuto un ruolo di primo piano in questo scempio, tant'è che negli anni '90  l'amministrazione di Oulx fu sciolta per infiltrazioni mafiose.
Ora, a tutto ciò , si vuole aggiungere un ennesimo sfregio, LA LINEA FERROVIARIA AD ALTA VELOCITA' TORINO-LIONE denominata TAV.

I Sindaci all'ultima manifestazione
Partiamo da una premessa: quello che sta accadendo in VAL DI SUSA NON E' UN PROBLEMA DI ORDINE PUBBLICO.
C'è un'intera comunità che NON VUOLE SUBIRE l'ennesima imposizione d'una devastazione ambientale in un territorio già fortemente compromesso. Non si tratta di pochi isolati facinorosi ma di un movimento di protesta ampio e composito che raccoglie persino i Sindaci dei comuni della valle.
Un movimento deciso che non vuole la TAV, opera che comporterebbe, secondo il progetto, lo scavo di un tunnel di più di 50Km con produzione inevitabile di materiale di risulta e scavo CONTENENTE AMIANTO.

Scritte sui pendii dei monti della ValSusa
Una delle particolarità della valle e di buona parte delle Alpi Cozie è infatti di avere un sottosuolo formato da rocce stratificate che tendono a sbriciolarsi e contengono elevate concentrazioni di fibre di amianto. Potete quindi immaginare l'immensa mole di depositi contenenti amianto (facilmente volatile) che si accumuleranno presso i cantieri.
Ma non è il solo aspetto critico. 
I costi previsti della TAV risultano già elevati e la previsione è quella di una lievitazione ulteriore, causata dal solto noto sistema I-TAGLIA dove, le varianti in corso d'opera alzano i costi, con profitti a tutto favore delle imprese.
Un'opera faraonica ad alto impatto ambientale, uno spreco di risorse attuato per soddisfare i desiderata di costruttori, banche e associazioni imprenditoriali e contro la gente. Il tutto quando la rete ferroviaria italiana versa in uno stato pietoso, il traffico merci  su rotaia è minimo, gli investimenti ridicoli o nulli e prendere un treno interregionale o suburbano è una vera e propria avventura. E' lì che dovrebbero essere indirizzati i capitali disponibili.
Non sono e non siamo i TALEBANI dell'ambientalismo, etichetta utilizzata a sproposito da tutti coloro che spesso distorcono le informazioni. C'è UNA SOLUZIONE LOGICA ED ATTUABILE che consentirebbe comunque un collegamento ferroviario con i paesi al di là delle Alpi.  Basterebbe POTENZIARE e RIAMMODERNARE l'attuale linea ferroviaria da Torino a Modane che passa in galleria al Frejus. Una linea storica, risalente a fine '800, ora SOTTOUTILIZZATA, usata cioè solo al 30% delle sue capacità.
Perchè non si opera allora in tal senso ?
Perchè con un Italia economicamente in ESTREMA DIFFICOLTA' non si opta per una soluzione con costi sopportabili ?
Perchè si MANIPOLA continuamente l'informazione e si NEGA questa logica e percorribile soluzione ?
Banale capirlo. TROPPI INTERESSI ruotano attorno alla realizzazione della TAV, troppi sponsor premono affinchè il solo progetto su un nuovo percorso sia preso in considerazione.
Anch'io, anche noi di SINISTRA E AMBIENTE riteniamo che questo modello DISSENNATO di sviluppo debba cambiare.

Le opere faraoniche quali la TAV e la miriade di autostrade - Pedemontana, Brebemi, Tem etc- non servono a migliorare la qualità della vita dei cittadini. Sono utili soltanto alla logica prevaricatoria di chi predilige i facili guadagni per i privati a fronte degli enormi sprechi di denaro pubblico.Sono le banche, la finanza e le grandi società che operano nel campo edilizio e delle infrastrutture a volere queste opere, anche attraverso i loro referenti presenti nel governo nazionale.
Quella dei valsusini NO TAV è una protesta legittima e civile, basata su obiezioni veritiere.
I NO TAV ai presidi
Lo Stato aveva il dovere di ascoltare. Ha invece scelto la strada della MILITARIZZAZIONE della valle, della repressione e dello spreco, senza tener minimamente in considerazione l'impatto ambientale dell'opera ne tantomeno le opinioni di chi la TAV la subirà e la sta già subendo.
Le dichiarazioni di appartenenti alla classe dirigente sull'utilità dell'opera si sprecano. NESSUNO DI LORO parla però delle criticità di questo progetto. NESSUNO DI LORO racconta però della totale mancanza di una seria VAS (Valutazione d'Impatto Ambientale) sul progetto. Parlano solo dell'impossibilità di tornare indietro, una litania continua che ha caratterizzato e caratterizza qualsivoglia progetto infrastrutturale in Italia. A loro va ricordato che LE RISORSE ECONOMICHE previste sono PUBBLICHE e non proprietà di pochi.
La militarizzazione della valle
L'arroganza del governo, le mistificazioni della stampa quasi tutta allineata nel tentativo di SCREDITARE la lotta della  valle è pura ingiustificabile.
Per questo anch'io sto con chi protesta contro la TAV, insieme a Sinistra e Ambiente.
Il saccheggio del territorio deve finire. Non si può continuare a considerare prioritarie le sole ragioni economiche e finanziarie distruggendo l'ambiente in cui viviamo.
Salviamo la Val di Susa dalla TAV.

Un alpinista, amante della Val di Susa 
nonchè ambientalista aderente a Sinistra e Ambiente

martedì 21 febbraio 2012

LE STAGIONI DEL PARCO: itinerari per IL PARCO REGIONALE

Il COMITATO PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA, cui SINISTRA e AMBIENTE aderisce, è diventato una ASSOCIAZIONE.
Per il 2012, al fine di far conoscere il territorio della BRUGHIERA e anche le bellezze naturali della BRIANZA, riparte l'iniziativa LE STAGIONI DEL PARCO.
Le visite e le camminate saranno illustrate con un'ASSEMBLEA PUBBLICA di cui sotto.



Il programma con tutte le uscite organizzate 
dal COMITATO PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA


Clicca sull'immagine per scaricare il programma

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lunedì 20 febbraio 2012

Grandi "manovre" attorno all'art 18



Ci risiamo.
Riprende a suonare la grancassa di coloro che vorrebbero abolire l'art.18 dello Statuto dei Lavoratori, articolo che, ricordiamolo, tutela i lavoratori dai LICENZIAMENTI ILLEGITTIMI E DISCRIMINATORI.
Questa volta però le sirene non provengono dai soliti di Confindustria o dal PdL bensì da alcuni dirigenti del PD.
WALTER VELTRONI in un'intervista a Repubblica (giornale di DE BENEDETTI che sponsorizza L'ABOLIZIONE di questa tutela CIVILE), auspica il "superamento del tabù art. 18".
A corollario, Veltroni ci mette un appoggio convinto all'operato del Governo Monti aggiungendo pure un "non regaliamo Monti alla destra". Dopo l'attacco all'art.18, la riflessione si sposta sull'operato del governo Monti che per Veltroni "ha fatto in tre mesi più di quanto abbiano fatto gli altri governi politici"
Subito, con lui, si schierano Fioroni e Letta mentre il responsabile PD del settore Economia e Lavoro STEFANO FASSINA critica in modo forte e deciso le affermazioni di Veltroni così come fa CESARE DAMIANO (ex sindacalista FIOM-CGIL).
C'è da rimanere stupefatti, per la scioltezza e noncuranza con cui Veltroni & C sorvolino completamente, dimostrando di vivere su un'altro pianeta, sulle drammatiche condizioni in cui vivono I LAVORATORI stretti nella morsa della crisi, con un'inarrestabile emorragia di posti di lavoro, costretti a vivere situazioni RICATTATORIE con la  DEMOCRAZIA che, spesso, si ferma FUORI DAI CANCELLI dell'azienda (vedi FIAT), oppure PRECARIZZATI a vita. 
Così si da carburante al leit motiv mistificatorio usato per giustificare l'abolizione d'una serie di diritti codificati per il lavoro nascondendo tutto dietro la parola "riforme".
Si vuole codificare la totale mercificazione del lavoro, privando il lavoratore anche dei dititti che gli consentono ancora un minimo di DIGNITA'.
E' pura mistificazione la contrapposizione tra colui che è precario e colui che è assunto a tempo indeterminato e ha il solo fine smantellare la rete dei diritti e del welfare.
Le risorse per conglobare la miriade di pseudocontratti precari in un unico contratto, non si devono trovare spremendo ancora una volta la parte debole del paese.
Ma il governo Monti pare aver scelto ancora la strada più facile ed iniqua.
Prova ne sono le proposte del Ministro FORNERO che vorrebbe altresì abolire la CIGS (pagata da imprese e lavoratori) a fronte di un generico SUSSIDIO di DISOCCUPAZIONE su cui, candidamente, si ammette non vi siano coperture finanziarie.
Lo scambio è indecente e improponibile così come improponibile è quello meno diritti ESSENZIALI per POCHE E AMBIGUE certezze occupazionali.
Pure i motivi per i quali i capitali stranieri non investono in Italia, non sono ne l'articolo 18 ne tantomeno i diritti, diversamente da quanto a più riprese affermato da Monti.
La verità è un'altra e si tace volutamente. 
LA CAUSA REALE DEI MANCATI INVESTIMENTI STRANIERI E' L'ALTO GRADO DI CORRUZIONE, INEFFICIENZA E CLIENTELISMO che caratterizza il nostro paese.
Si trovino lì le risorse per un nuovo welfare.


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La risposta di Fassina a Veltroni

Stefano Fassina
19 febbraio 2012

Caro Walter,

ti scrivo dopo aver letto la tua intervista oggi a Repubblica, senza alcuno spirito polemico, soltanto nel tentativo di evitare valutazioni politiche fact free.

Primo, "La patrimoniale" esiste soltanto nel linguaggio dei media. Al Lingotto non fu proposta una imposta patrimoniale ordinaria universale (su tutte le famiglie) ad aliquota minima e finalizzata a ridurre l'indebitamento netto, come le imposte patrimoniali introdotte dal Governo Monti (circa 12 miliardi di euro all'anno permanenti). Al Lingotto fu proposta, seppur in termini generici, un'imposta patrimoniale straordinaria, ad aliquota elevata, sul famoso 10% più ricco delle famiglie italiane, finalizzata ad abbattere il debito pubblico di decine di punti percentuali di Pil (secondo le voci dei proponenti, circa 300 miliardi di euro one-shot). La corrispondenza tra quanto approvato dal Parlamento a Dicembre scorso e quanto proposto al Lingotto è come tra il giorno e la notte.

Perché il Lingotto viene, ancora una volta, presentato come precursore dell'intervento di Monti? L’attuale governo ha scartato l'ipotesi Lingotto e tante altre simili, non perché "troppo di sinistra", come ripeti spesso, ma perché oggi tecnicamente non fattibile e comunque se fosse fattibile, sarebbe drammaticamente depressiva fino ad annullare gli sperati benefici sul livello del debito pubblico. Non a caso, non esistono esempi nella storia economica di simili interventi. Se proprio vogliamo giocare a riconoscere corrispondenze, dovremmo dire che "la patrimoniale di Monti" è in sintonia con l'emendamento del Pd presentato alla manovra di Ferragosto.

Secondo, le imposte patrimoniali ordinarie universali introdotte dal Governo Monti e da te particolarmente apprezzate consistono sostanzialmente di Ici (ora denominata Imu). Dei circa 12 miliardi di euro all'anno raccolti dalle imposte patrimoniali ordinarie approvate dal Parlamento in Dicembre, oltre 11 derivano dall'Ici, ossia imposte sulla casa, su tutte le case (anche se la detrazione prevista lascia fuori quelle di minor valore, molte meno però di quelle escluse dalla deduzione decisa dal governo Prodi nel 2007). Il miliardo residuo è dovuto alle imposte sulle auto di lusso, imbarcazioni di lusso, aereomobili e depositi in conto titoli. Sicuro che un governo progressista non avrebbe potuto fare meglio?

In generale, caro Walter, per valutare il tasso di riformismo del Governo Monti, dovremmo ricordare che il Decreto "Salva Italia", oltre al brutale ed iniquo intervento sulle pensioni di anzianità, in particolare delle donne, ha introdotto maggiori imposte per circa 40 miliardi all'anno. Oltre all'Ici, si tratta di imposte sui consumi (Iva e accise), Tarsu ed addizionali regionali all'IRPEF, le quali, come noto, sono proporzionali, non progressive, sulle relative basi imponibili, quindi colpiscono in misura più consistente i redditi più bassi e medi. A Varese, all'assemblea nazionale di ottobre 2010, all’unanimità abbiamo votato le proposte della segreteria del Pd che, in quanto progressive (e progressiste), vanno in direzione opposta.

A proposito, di riforma della politica, caro Walter, obiettivo che da sempre ti sta a cuore come a tanti di noi, la prima regola per un dirigente nazionale sarebbe quella di affermare la posizione del partito di cui è parte. La posizione del Pd sul mercato del lavoro e sull'art.18 è diversa dalla tua, ovviamente legittima, ma minoritaria nel partito e più vicina, invece, alla linea del "pensiero unico" e alle proposte del centrodestra (è una constatazione, un fatto, non un'inaccettabile accusa di intelligenza con il nemico). In un partito serio, in un passaggio di fase così delicato, prima di dire la propria posizione, si dovrebbe ricordare la posizione del partito, sopratutto quando essa è stata votata dagli organismi dirigenti e confermata più volte, da ultimo nel Forum Lavoro del 12 gennaio scorso.

Infine, permettimi di notare una singolare conseguenza della tua valutazione del Governo Monti. Senza nulla togliere alla funzione positiva finora svolta dal Governo Monti, gli esempi da te ricordati soltanto in Italia sono considerati “riformisti”. In qualunque altro Paese civile, la lotta all’evasione, la ricostruzione di un decente servizio pubblico radiotelevisivo, l’applicazione senza distorsioni dell’Imu sugli immobili ad uso commerciale delle chiese, sono denominatore comune dell’arco costituzionale. Se il programma del Governo Monti è l'orizzonte di una forza progressista come il Pd, allora delle due l'una: o il PdL, che insieme a noi sostiene il governo Monti, è diventato un partito progressista, oppure la tua valutazione è sbagliata. Se fosse giusta, dovremmo essere conseguenti. Alle prossime elezioni il Pd dovrebbe presentarsi insieme al PdL, oltre che al Terzo Polo: una sorta di partito unico del pensiero unico. La fine della politica, non solo della democrazia dell’alternanza.

Un abbraccio, Stefano.

domenica 19 febbraio 2012

A proposito di elezioni amministrative


Dopo una serie d'incontri con il Direttivo del PD di Meda, Sinistra e Ambiente ritiene utile informare i propri simpatizzanti e la cittadinanza sullo stato della discussione in corso.
Eccovi il comunicato inoltrato alla stampa.

Meda 15/02/012

Elezioni amministrative a Meda:
il punto relativamente agli incontri 
di SINISTRA e AMBIENTE 
e alle possibilità d’un lavoro di coalizione

Sinistra e Ambiente ha al centro delle sue riflessioni e delle sue scelte l’obiettivo fondamentale di costruire una proposta di ALTERNATIVA alle amministrazioni di PdL e Lega Nord che hanno amministrato la nostra città in questi anni.

Alternativa che significa presentare all’elettorato, alle prossime elezioni amministrative, un programma fortemente caratterizzato da decise politiche ambientali di tutela del territorio e degli ultimi residui spazi verdi, da un deciso stop al consumo indiscriminato di suolo esercitato a mezzo di una edificazione aggressiva e indotta.
Un programma  che contenga elementi etici e di legalità di cui l’intera Brianza ha fortemente bisogno, viste le recenti inchieste su malaffare e malapolitica che hanno portato all’incriminazione di Ponzoni, Brambilla &C e le infiltrazioni della ‘ndrangheta, nonché proposte su un welfare locale e un’attenzione al lavoro, alla cultura e all’accoglienza dei migranti.
In sintesi dobbiamo proporre soluzioni che fermino la devastazione del territorio e del tessuto sociale e coordinarci anche per una gestione sovraccomunale di queste tematiche.

Per questo, pur non condividendo tutt’ora il metodo scelto dal PD nell’identificazione del candidato Sindaco, abbiamo deciso responsabilmente di proseguire il confronto con il PD, per non lasciare nulla di intentato, per cercare una strada che consenta di costruire un’opportunità di cambiamento in senso progressista anche a Meda.
La partita è indubbiamente difficile e delicata, sin dalle premesse, costituite dalla necessità di creazione d’una coalizione o alleanza che dir si voglia che deve trovare elementi forti di condivisione e aggregazione.
Per avere l’opportunità di vincere, non ci si possono permettere analisi e proposte improvvisate, timide o addirittura rispondenti a sole logiche partito centriche.
Occorrono invece coraggio, coerenza e chiarezza in quel che si dice e si propone anche al fine di recuperare quella fetta di elettorato che, pur esprimendo istanze di sinistra e progressiste, è sfiduciato  e/o critico rispetto ad una politica lontana dalle sue reali esigenze.

Con il PD,  Sinistra e Ambiente sta portando avanti un confronto in modo trasparente caratterizzato anche da asprezza e franchezza nel dibattito, chiedendo di creare le condizioni per un percorso comune.
Sinistra e Ambiente ha posto la necessità di superare l’empasse conseguente al metodo di scelta unilaterale del candidato Sindaco e ha messo sul tavolo, con franchezza, una serie di proposte di lavoro congiunto da attuare con pari dignità, sui contenuti del programma, sul metodo di lavoro, sul dialogo con altri soggetti , sul ruolo di garanzia del candidato Sindaco.

La condivisione di queste proposte sarà evidentemente elemento determinante per le scelte di Sinistra e Ambiente che intende essere soggetto propositivo nelle politiche di tutela ambientale e sociali attuate sul territorio.

Sinistra e Ambiente

venerdì 10 febbraio 2012

SALVIAMO IL MANIFESTO !

Dopo LIBERAZIONE, la stampa italiana rischia di perdere un'altro giornale.
IL MANIFESTO, un GIORNALE STORICO, che è stato testimone di molte fasi storiche, che è stato stimolo per confronti e dibattiti di TUTTA LA SINISTRA, che ha formato la coscenza politica di moltissimi di noi, E' A RISCHIO CHIUSURA. 
La causa è il mancato rinnovo dei contributi pubblici all'editoria.
Una scelta del fu governo Berlusconi che l'attuale governo Monti non ha cambiato, proseguendo NEL SEGNO DELLA CONTINUITA' d'una politica che VUOLE AMMAZZARE LA LIBERA INFORMAZIONE fatta da tutti quei giornali INDIPENDENTI dai GRANDI EDITORI, in primis IL MANIFESTO, gestito da UNA COOPERATIVA.
Il MANIFESTO non è un giornale "finto". E' un quotidiano che vende su tutto il territorio nazionale ma che non ha mai fatto della PUBBLICITA' una sua forma d'introito fisso. 
Un giornale sicuramente DI SINISTRA ma INDIPENDENTE da poteri forti e partiti.

Noi non possiamo permettere che LA SINISTRA perda una così autorevole voce.

Pertanto facciamo nostro l'appello della redazione che chiede a tutti noi che ci sentiamo vicini o che condividiamo le acute analisi e la quotidiana E MAI BANALE informazione de IL MANIFESTO, di ACQUISTARLO OGNI GIORNO. 
Lo acquisti anche chi lo faceva saltuariamente, lo acquisti anche chi si arrabbiava per i suoi articoli "partigiani" PERCHE' QUESTA VOCE LIBERA NON PUO' e NON DEVE MORIRE.

La prima pagina di ieri 9/02/012. CLICCA E VAI AL SITO DE IL MANIFESTO

L'editoriale del 9/02/012
Senza fine

Siamo alla prova cruciale, al corpo a corpo con la nostra stessa vita materiale e politica. 
Il Manifesto andrà in liquidazione coatta amministrativa. Verranno funzionari di governo, che si sostituiranno al nostro consiglio di amministrazione. È una procedura cui siamo stati costretti dai tagli alla legge dell'editoria. 
Noi, come altre cento testate, nazionali e locali, non potremo chiudere il bilancio del 2011. Mario Monti e il ministro Passera potrebbero riuscire dove Berlusconi e Tremonti hanno fallito.  
Usiamo il condizionale perché non abbandoniamo il campo di battaglia e siamo ancora più determinati a combattere contro le leggi di un mercato che della libertà d'informazione farebbe volentieri un grande falò. 
La fine del manifesto sarebbe la vittoria senza prigionieri di un sistema che considera la libertà di stampa non un diritto costituzionale ma una concessione per un popolo di sudditi. La fisionomia della nostra testata, il suo carattere di editore puro, il nostro essere una cooperativa di giornalisti, hanno sempre costituito una felice anomalia, un'eresia, la testimonianza in carne e ossa che il mercato non è il monarca assoluto e le sue leggi non sono le nostre. 
Il compito che ci assumiamo e a cui vi chiediamo di partecipare è tutto politico. I tagli ai finanziamenti per l'editoria cooperativa e politica non sono misurabili «solo» in euro, in bilanci in rosso, in disoccupazione. 
Naturalmente, se avessimo la testa di un Marchionne sapremmo cosa fare per far quadrare i bilanci. Così come un vero mercato della pubblicità ci aiuterebbe a far quadrare i conti, e un aumento dei lettori nel nostro paese ci farebbe vivere in una buona democrazia. 
Ma è altrettanto evidente che le nostre difficoltà sono lo specchio della profonda crisi della politica, l'effetto di quella controrivoluzione che ha coltivato i semi dell'antipolitica, del «sono tutti uguali» fino a una sorta di pulizia etnica delle idee e dell'informazione. 
Care lettrici e cari lettori, siamo chiamati, noi e voi, a una sfida difficile e avvincente. Dovremo superare nemici visibili e trappole insidiose. 
Sappiamo come replicare alle politiche di questo governo, ma siamo profeti disarmati contro il successo del populismo, che urla contro il potere assumendone modi e fattezze. 
State con noi, comprateci tutti i giorni, abbiamo bisogno di ognuno di voi. Adesso che tutti hanno imparato lo slogan dei beni comuni, lasciateci la presunzione di avere rappresentato una delle sue radici, antica e disinteressata. Ed è per questo che nell'origine della nostra storia crediamo di vedere ancora una vita futura. 

mercoledì 8 febbraio 2012

PTCP Provinciale: prosegue il lavoro de l'OSSERVATORIO

Continua l'impegno dei gruppi e delle associazioni de l'OSSERVATORIO PTCP.
Sono cominciati i lavori della delegazione "tecnica" per stilare LE OSSERVAZIONI sul PTCP da inoltrare alla Provincia di MB.
LUNEDI' 13/02 l'OSSERVATORIO parteciperà ad un'ASSEMBLEA PUBBLICA sul tema del CONSUMO DI SUOLO a CARATE BRIANZA. Tra i relatori invitati, il nostro portavoce PAOLO CONTE.

lunedì 6 febbraio 2012

PER UNA MOBILITA' DIFFERENTE

Oggi, lunedì 6/02/012, un nutrito di persone aderenti ad una serie di associazioni e gruppi ambientalisti ha manifestato CONTRO l'INFINITA SERIE DI INUTILI e DEVASTANTI AUTOSTRADE previste nel programma del Governo e della Regione Lombardia.

Autostrade, autostrade,autostrade, solo questo sanno proporre !!
La presenza del Ministro CORRADO PASSERA ad un'assemblea di ASSOLOMBARDA, per sponsorizzare le stesse, è stata accolta da una vivace presenza e da un volantinaggio da parte di chi VUOLE UN DIFFERENTE SISTEMA DI SVILUPPO E DI MOBILITA'.
Come previsto, il Ministro, degno dell'ITAGLIETTA delle LOBBY dei POTERI FORTI è entrato da un'ingresso secondario, evitando qualsivoglia confronto.
Al presidio c'erano anche SINISTRA E AMBIENTE, INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE e il COMITATO PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA.
Noi continueremo a chiedere che NON SI BUTTINO SOLDI PUBBLICI per costruire autostrade.
Molto combattivi i lavoratori degli ex treni notte, che contestavano le politiche di TrenItalia che li ha licenziati sopprimendo il servizio dei treni notturni. Si facevano sentire e solidarizzavano con i loro colleghi che da più di 50 GIORNI stazionano per protesta sulla torre faro della stazione centrale.
Eccovi le foto del presidio.




Uno degli striscioni di SINISTRA e AMBIENTE




Fabrizio Gatti, Cons. Prov. di Milano di Per un'ALTRE PROVINCIA PRC-PdCI
Domenico Finiguerra, Sindaco di Cassinetta di Lugagnano, comune con un PGT a CONSUMO DEL SUOLO ZERO
I lavoratori dei treni notte LICENZIATI da TRENITALIA
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Il volantino
DICIAMO NO AI NUOVI PROGETTI DI GRANDE VIABILITA' NEI CAMPI DELLA LOMBARDIA,
PER UNA IDEA DIVERSA DI MOBILITA'

Caro Ministro Passera, cari Presidenti di Regione e Provincia, se non ve ne foste accorti, vogliamo cortesemente farvi notare che il disco delle autostrade lombarde si è rotto e ripete sempre lo stesso vecchio ritornello. E' ora di cambiare il disco prima che faccia altri danni. Anche perché - sotto sotto - non ci credete più neanche voi che per il rilancio dell'economia lombarda bisogna costruire autostrade in ogni angolo libero della nostra regione. E' anche per questo che non funziona il project financing, perchè il futuro non porterà l'aumento di traffico su cui facevate tanto affidamento, ma domanderà nuovi servizi per l'accesso alla mobilità. E se non aumenterà il traffico, non ci saranno abbastanza automobilisti da spennare per pagare le infrastrutture.
Le priorità sono altre, gli investimenti devono servire a recuperare il grave ritardo della Lombardia sulla mobilità collettiva. Ma se proprio non sapeste cosa fare dei miliardi impegnati dalle banche per finanziare i cantieri autostradali... beh, vi facciamo presente che ci sono migliaia di piccole e medie imprese in difficoltà per mancanza di liquidità.

L'ECONOMIA LOMBARDA E' MALATA E NON SARANNO LE NUOVE AUTOSTRADE A CURARLA: LA RICETTA E' SBAGLIATA, IL FARMACO E' SCADUTO!

I nuovi progetti di autostrade e altre grandi arterie regionali, grande feticcio dell'ultimo ventennio di politica lombarda, formano un nastro di asfalto lungo 650 km, a cui se ne aggiungono altrettanti di viabilità complementari. I costi solo per BreBeMi, TEEM, Pedemontana, hanno già raggiunto i 10 miliardi di euro considerando IVA e oneri finanziari, e finora chi sta pagando sono solo fondi pubblici: niente male, per quelle che avrebbero dovuto essere le prime autostrade finanziate dai privati!
Dove oggi ci sono i campi dell'agricoltura più produttiva d'Italia si snoderanno strisce di deserto d'asfalto per quasi 10.000 ettari, ed almeno il doppio sarà la campagna devastata da cave e cantieri, ma anche da capannoni, lottizzazioni, logistiche, centri commerciali che sorgeranno a ridosso di ogni svincolo. Decine di migliaia di ettari di campi devastati, persi per sempre, per inseguire il mito della continua crescita del traffico, invece di quello della mobilità efficiente. La sola BreBeMi è progettata per iniettare nel traffico di Milano 70.000 veicoli al giorno in più. A che pro? per imbottigliarli meglio?

Per la mobilità servono altre infrastrutture, altri servizi: quelli del trasporto collettivo, che non consuma suolo, non alimenta lo smog nè la congestione da traffico. Ma per questo serve una politica meno compiacente verso le lobby, meno  complice delle ecomafie, meno subalterna agli interessi di collegio elettorale.
FERMIAMO LA LOBBY DELLE AUTOSTRADE, 
PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!

Adesioni:
Altreconomia, Associazione Parco Sud, ASTROV Gorgonzola
Cambiamo Abbiategrasso-Le coccinelle, Cascina Isola Maria
CIA Confederazione Italiana Agricoltori MI-LO,
Circoli Legambiente di Franciacorta, Seveso e Cantù, 
Comitati Cives Seveso, Cesano M., Bovisio, Desio, 
Comitato Cremonese-Cremasco-Casalasco Salviamo il Paesaggio
Comitato Legnanese e Aresino Salviamo il Paesaggio
Comitato NO tangenziale Albairate,  
Comitato per il Parco Regionale della Brughiera,   
Coordinamento Comitati e Associazioni contro l'autostrada Broni – Mortara, 
Coordinamento nazionale Salviamo il Paesaggio
Coordinamento Interprovinciale per la Mobilità Sostenibile MI-BG, Coordinamento NO TEM,  
Coordinamento prov. Legambiente Bergamo, Brescia e Pavia, 
Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia
Coordinamento Comitati contro le Autostrade CR-MN e TIBRE
Coordinamento Nord Sud del Mondo, Eco-alba Albairate
Ecologisti Democratici della Lombardia, European Green Party, 
Ferma la Banca!, Genitori Anti Smog
Insieme in Rete per lo Sviluppo Sostenibile, Italia Nostra Milano Sud-Est
Legambiente Lombardia, LUCI Cremona, Presidio Permanente No TEM
Rete Civica Italiana, Sinistra e Ambiente di Meda, Slow Food Lombardia