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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

sabato 13 novembre 2021

NOTIZIE SULLA CANTURINA BIS: L'ENNESIMA STRADA PER CONSUMARE ALTRO TERRITORIO LIBERO

 

Della strada "Canturina bis", ipotesi di asse stradale esterno al centro abitato di Cantù che si dirige verso la Novedratese e il Marianese, ce ne eravamo occupati in :SULLE STRADE NEL PARCO CANTURINA BIS E TANGENZIALE OVEST A MARIANO MOLTO DEBOLE E POSSIBILISTA IL PRONUNCIAMENTO DELL'ENTE PARCO GROANE e su LA STRADA CANTURINA BIS E LA POSIZIONE DEI GRUPPI AMBIENTALISTI DEL TERRITORIO .
Recentemente la Provincia di Como, con il Verbale di Deliberazione n° 131 del 11/10/2021, ha formalizzato la sua scelta sulla collocazione del tracciato, esaminando e approvando un Documento di Fattibilità che comprendeva tre possibili soluzioni che si differenziano per la parte iniziale del tracciato compreso tra l'innesto sulla comunale Via Giovanni da Cermenate e Via Genova, entrambe ricadenti in comune di Cantù mentre la parte centrale compresa tra Via Piemonte e Via Lombardia (sempre a Cantù), ricalca pressoché esattamente il percorso previsto dagli strumenti urbanistici di Cantù e Figino Serenza, correndo totalmente all'interno della fascia destinata all'infrastruttura con la previsione di uno svincolo intermedio con Via Don Meroni in comune di Figino Serenza.

Per il tracciato iniziale erano disponibili le seguenti opzioni:

-   SOLUZIONE A, denominata "PGT Adattata"

con tracciato posizionato più a Nord, quasi totalmente in galleria naturale, senza intersezioni intermedie.

-   SOLUZIONE B, denominata "Gronda"

con tracciato più a Sud, perlopiù in galleria naturale o artificiale, con brevi tratti a cielo aperto che prevede la realizzazione di uno svincolo intermedio con la viabilità esistente in località Montesolaro del comune di Carimate.

-   SOLUZIONE C, denominata "Gronda no Parco"

Ipotesi intermedia, parte in galleria naturale e parte a cielo aperto, che prevede due svincoli intermedi (a Montesolaro e con Via Como di Figino Serenza) ed un tratto centrale in riqualifica della viabilità esistente (via Borgognone di Cantù).

La Provincia di Como ha optato per la soluzione B denominata "Gronda".

 
Le sue caratteristiche sono riassunte insieme a quelle delle altre ipotesi valutate nella tabella sotto.

La soluzione B denominata "Gronda", come le altre analizzate, ha costi stimati molto superiori rispetto a quelli previsti da Regione Lombardia per la realizzazione dell'opera. Nella DGR 3749 del 30/10/2020 “Programma degli interventi per la ripresa economica" - allegato 3. sono programmati €. 97.600.000 di cui 2.600.000 a carico della Provincia di Como ed €. 95.000.000 a carico della Regione Lombardia. L'assegnazione di questi finanziamenti risulta però demandata a successivi provvedimenti, ancora non formalizzati. Nei fatti le risorse economiche non sono ancora disponibili.
Dalle stime effettuate, il costo totale dell'intera Canturina bis, con l'opzione "Gronda", sarebbe di 195,5 milioni di euro, cifra doppia rispetto a quella teoricamente predisposta da Regione Lombardia.

In data 4-11-2021, l'ente comasco ha poi adottato una deliberazione "integrativa" della precedente dove si esplicita l'invio del documento di fattibilità delle alternative progettuali al Parco delle Groane e ai Sindaci dei Comuni interessati alla realizzazione dell’opera, affinchè si esprimano anch'essi sui tracciati alternativi della parte alta dell'infrastruttura. Dopo le consultazioni e l'acquisizione delle determinazioni, la Provincia procederà, attraverso apposito provvedimento, all’indizione della gara di affidamento del servizio di progettazione di fattibilità tecnica ed economica e i collegati approfondimenti geotecnici, urbanistici, ambientali, archeologici, economici. Quello con il Parco e con i Sindaci è un passaggio che con ogni probabilità doveva essere fatto preliminarmente alla decisione già deliberata e ora con "l'integrazione", il Presidente Bongiasca cerca di recuperare lo scivolone.

La Canturina bis, ha un impatto sull'ambiente ed in particolare sulle aree della Brughiera che sono entrate a far parte del Parco Regionale delle Groane.
Come si evince dalle cartografie pubblicate, l'ipotesi progettuale di tracciato entra negli ambiti tutelati del Parco Regionale in più punti. Nella sezione alta, la "Gronda" lo percorre con tratti in galleria naturale e in galleria artificiale. Non v'è in apparenza un effetto di rottura di continuità tra le superfici a Parco, ma gli scavi per galleria artificiale sbancherebbero e stravolgerebbero questa porzione di territorio, salvo poi tentarne un parziale ripristino con la copertura artificiale.
Decisamente peggio per quel che riguarda il settore basso del tracciato, quello definito "comune", dove per la maggior parte (fatto salvo due brevi porzioni) la strada corre in trincea o a raso, con la presenza di alcune rotonde.
Anche qui aree libere e verdi della Brughiera nel Parco Regionale verrebbero pesantemente compromesse.
Sulla Canturina bis si dovrebbe poi innestare, dopo la Novedratese, la tangenziale ovest di Mariano Comense per la quale l'amministrazione del Comune ha predisposto uno specifico studio di fattibilità delle alternative progettuali che anche in questo caso attraverseranno luoghi di pregio dentro il perimetro del Parco.
Il costo ambientale di questa infrastruttura è di gran lunga superiore ai suoi benefici.

Per informare in modo completo affinchè tutti abbiano la consapevolezza e la conoscenza dei danni che questa strada arrecherà, cercheremo di analizzare prossimamente i dettagli delle criticità e dello studio del traffico correlato.

La Canturina bis con le tre opzioni di tracciato nella parte "alta", cui segue la sezione comune e l'ipotesi della tangenziale ovest di Mariano Comense.  Evidenti i passaggi nelle aree verdi della Brughiera incluse nel Parco Regionale Groane. Cliccare sopra per ingrandire

mercoledì 13 ottobre 2021

SULL’ AUTOSTRADA PEDEMONTANA LOMBARDA GLI AMBIENTALISTI NON CAMBIANO OPINIONE E SCRIVONO AL MINISTRO CINGOLANI


I gruppi, le associazioni ambientaliste e le liste civiche organizzatrici dell’iniziativa #FermiamoPedemontana del maggio 2021 hanno scritto al Ministro Cingolani, per conoscenza al Presidente del Consiglio Draghi e al Ministro delle Infrastrutture Giovannini chiedendo un incontro ed evidenziando le motivazioni di contrarietà al completamento dell’autostrada Pedemontana Lombarda.
Il Ministero, cosiddetto della Transizione Ecologica, retto da Roberto Cingolani, ha purtroppo assunto recentemente un ruolo di rilievo nel consentire un passo in avanti nel finanziamento dell’infrastruttura.
A sorprendere sono state le inusuali motivazioni di sostegno all’autostrada, utilizzate dal Ministero e da una pluralità di soggetti istituzionali e non. Un'opera non connotata da elementi innovativi e incompatibile con l’ambiente è stata trasformata in intervento meritorio di appartenere alla transizione ecologica. Un ribaltamento della realtà.
Le associazioni, i gruppi ambientalisti e liste civiche della Brianza da anni impegnati sul territorio per rendere possibile una migliore qualità della vita contrastano la realizzazione di un’autostrada su questo territorio.
Con sforzo e serietà, questi soggetti hanno anche analizzato la documentazione tecnica, cercando di valutare i pro e i contro della Pedemontana Lombarda.
Di questa autostrada, le tratte A e B1, le tangenziali di Como e Varese finora realizzate e già in esercizio, con l’esborso di 1,2 Mld di denaro pubblico, hanno percorrenze lontane da quelle preventivate (22.000 veicoli giorno invece dei 60.000 ipotizzati). 
Il bilancio è poi disastroso per l’ambiente con lo sventramento del Bosco della Moronera a Lomazzo, il dimezzamento di quello della Battù a Lazzate e con terreni agricoli distrutti o frazionati. 
Delle previste compensazioni ambientali, alcune non sono ancora state realizzate, altre sono state ridotte o snaturate rispetto al progetto originale.
Il completamento delle due successive tratte, la B2 e la C (la D è stata temporaneamente stralciata) insisterebbe su un territorio fortemente urbanizzato, con il rischio che comporta l’attraversamento delle aree ancora contaminate dalla Diossina TCDD del disastro Icmesa del 1976 a Meda, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e dove v’è un progetto di bonifica insufficiente e al risparmio già approvato. 
Su entrambe le tratte B2 e C, la Pedemontana occuperebbe e distruggerebbe aree verdi e boscate, anche di pregio all’interno di Parchi e per questo coperte da tutele (PLIS GruBria, Parco Regionale Valle Lambro, PLIS Colli Briantei, PLIS della Molgora e PLIS del Rio Vallone – ora raggruppati nel Pane).
Sinistra e Ambiente ne ha dettagliato con le schede relative al Progetto Definitivo aggiornato 018/019 su: AUTOSTRADA PEDEMONTANA: LA REALTÀ DI UN'INFRASTRUTTURA INSOSTENIBILE ECONOMICAMENTE E AMBIENTALMENTE (ndr).
Un disastro per l’ambiente e gli ecosistemi che nessuno può negare e che non si può ignorare.
L’autostrada non produce poi soluzioni reali ai problemi viabilistici per i quali è stata pensata ormai decenni fa.
Come evidenziato da studi, analisi tecniche e proiezioni, il pedaggiamento di una arteria con un traffico di breve e media percorrenza comporterà il travaso di flussi sul sistema viario locale, esattamente il contrario di quanto viene affermato per giustificare l’avanzamento dell’opera. Non vi sarà dunque un alleggerimento del traffico locale bensì un incremento.
E’ stata dunque mera propaganda da parte degli ostinati fautori dell’infrastruttura, definire l'opera come una GreenHighway, sminuendo o negando l’impatto pesantissimo su un territorio che ha un bisogno estremo di preservare le aree verdi e libere assediate da cemento e asfalto.
Il progetto Pedemontana è andato incontro a grandi difficoltà perchè è sempre stato ritenuto non appetibile per i soggetti privati che avrebbero dovuto finanziarne la realizzazione con il Project Financing.
Per concretizzarla s’è dovuto ricorrere in extremis al concorso benevolo del Ministero della Transazione Ecologica che ha spinto, dopo la Brebemi anche per la Pedemontana, per concedere ulteriori risorse pubbliche. 
Del privato si continua a veder ben poco, considerando che le due autostrade continuano a produrre perdite e non profitti.
Le associazioni, i gruppi e liste civiche non si sono mai rassegnate a limitare il proprio ruolo a quello di una critica che comunque potrebbe risultare positiva se producesse un contenimento dei danni.
Nel corso degli anni siamo stati portatori di proposte alternative alla realizzazione di Pedemontana, indicando un approccio differente su trasportistica e mobilità con azioni e investimenti diversificati.
Non siamo soli in questa azione di critica e contrasto all’autostrada perchè nel tempo l'insofferenza all’antropizzazione e all'urbanizzazione del territorio è cresciuta così come è cresciuta la voglia di ecologia e naturalità nella qualità della vita.
Molte comunità del territorio ci sostengono e anche numerosi rappresentanti di istituzioni e forze politiche disapprovano e manifestano perplessità verso il completamento della Pedemontana.
E’ anacronistico e segno di un’incapacità in una corretta ed equilibrata gestione del territorio continuare imperterriti a proporre e a realizzare infrastrutture autostradali che il territorio lo divorano senza rispetto per la vita umana, animale e vegetale, portando per altro nuovo traffico veicolare senza nemmeno risolvere le criticità della locale rete viabilistica.
Certamente simili scelte si pongono fuori della tanto evocata “transizione ecologica”, obiettivo che tutti, dal Governo, ai Ministeri, alle Regioni, alle Provincie e ai Comuni dovrebbero perseguire con impegno e costanza.
 
Associazione Colli Briantei, Alternativa Verde Desio,
Legambiente circolo Laura Conti Seveso,
Legambiente Seregno, Legambiente circolo Gaia Usmate e Velate,
Coordinamento No Pedemontana, Comitato Ambiente Bovisio Masciago,
Casa della Sinistra Seregno, Sinistra e Ambiente Meda,
Impulsi Sostenibilità e Solidarietà Meda, Seveso Futura,
Un Parco per Bernareggio,
Passione Civica per Cesano, Gruppo Acquisti Solidali GAS Vitale Arcore,
ImmaginArcore

La lettera inviata al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, per conoscenza al Presidente del Consiglio Mario Draghi e al Ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini.

 

 Rassegna stampa:

 L'articolo de Il Giorno del 15-10-021 (cliccare sopra per leggerlo)




sabato 9 ottobre 2021

IN COSA CONSISTERÀ LA VARIANTE AL PGT DI MEDA ANNUNCIATA MA NON CHIARITA DALL' AMMINISTRAZIONE DI MEDA ?

 

E' apparso con data 11-10-2021 sul sito del Comune di Meda l'avviso pubblico di avvio del procedimento della valutazione ambientale strategica (VAS) in merito alla variante agli atti costituenti il Piano di Governo del Territorio (P.G.T.).
Di questa procedura ce ne eravamo accorti e occupati nel recente passato visto che il 14-7-2020 con determinazione n°58 dell'area Infrastrutture e Gestione del Territorio era stato affidato l'incarico  ad un raggruppamento temporaneo di professionisti facenti capo all'arch. Marco Engel e il dott. P.T Massimo Bianchi che dovevano elaborare sia una variante parziale al PGT sia un nuovo regolamento edilizio.
Dopo l'incarico, la Giunta, con la Delibera 74 del 17-6-2020, ha dato formale avvio alla variante.
Engel è lo stesso professionista che ha firmato la variante al PGT  nel 2016, ai tempi dell'amministrazione Caimi. Sinistra e Ambiente, allora presente in Consiglio Comunale, aveva presentato una serie di osservazioni, purtroppo tutte respinte.

Per cercare di comprendere, il 7 gennaio 2021, gli amici di IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ inoltravano una lettera al Sindaco di Meda, Luca Santambrogio e all'Assessore ai Lavori Pubblici – Programmazione del Territorio, Andrea Bonacina, chiedendo  informazioni sui contenuti di tale Variante al PGT non ricevendo tuttavia alcun riscontro in merito, nemmeno dopo un'ulteriore sollecitazione.
Eppure la richiesta di delucidazioni del gruppo IMPULSI era chiara (vedi sotto) e sicuramente degna di una risposta.

All'oggi, ci ritroviamo con l'avviso di avvio di procedimento di VAS e con un incontro che dovrà essere fissato per trattare i contenuti della stessa.  Nonostante  l'abbondante periodo temporale trascorso, non vi sono state però dichiarazioni da parte degli amministratori utili a far comprendere le indicazioni e gli indirizzi politici che saranno alla base della variante e su quali precisi  capitoli del PGT vigente andrà ad operare.

Decisamente la trasparenza e la volontà di informare adeguatamente non è nelle corde di questa amministrazione.

Cercheremo di seguire questo iter nei prossimi passaggi.



mercoledì 1 settembre 2021

SULLE STRADE NEL PARCO CANTURINA BIS E TANGENZIALE OVEST A MARIANO MOLTO DEBOLE E POSSIBILISTA IL PRONUNCIAMENTO DELL'ENTE PARCO GROANE


Torniamo a scrivere di "strade nel Parco" ed esattamente della Canturina bis e della tangenzialina di Mariano Comense di cui avevamo già trattato su: LA STRADA CANTURINA BIS E LA POSIZIONE DEI GRUPPI AMBIENTALISTI DEL TERRITORIO e su: MARIANO COMENSE: INSIEME, SERVE FERMARE L'ASFALTO NEL PARCO REGIONALE GROANE-BRUGHIERA.

Sul sito dell'Ente Parco Groane, sono stati pubblicati i documenti relativi alla proposta di Variante Generale al Piano Territoriale del Parco finalizzato alle aree di ampliamento della Brughiera, alla stesura delle norme del parco naturale e all'aggiornamento e adeguamento delle norme tecniche. Sarà possibile inoltrare osservazioni sino al 14-10-021 compreso.
Tra i documenti, nella Relazione Tecnica, sulle pagine riguardanti i Comuni della Brughiera entrati a far parte del Parco Regionale Groane, vengono sommariamente prese in esame entarmbe le ipotesi stradali.
Quello dell'Ente Parco Groane non è tuttavia una dichiarata contrarietà alla realizzazione delle due strade.
Rispetto alla "tangenziale ovest" di Mariano Comense, viene rimarcato la totale mancanza di un inserimento nello strumento di pianificazione (PGT), di un progetto di massima nonchè di dati conoscitivi che giustifichino l'opera.
Tuttavia "qualora si intendesse procedere alla sua realizzazione" si "dovrà valutare il passaggio in trincea" unitamente ad un'altra serie di interventi quali il mantenimento di corridoi ambientali per limitare l'interruzione di continuità tra aree e contemplare mitigazioni e compensazioni ambientali.
Viene evidenziato che il progetto definitivo dovrà essere sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale.

 

Sulla "Canturina bis" l'Ente Parco Groane recepisce il tracciato della strada "così come individuato dal PGT e dal Piano Territoriale di coordinamento provinciale (PTCP)".
Anche in questo caso, non c'è una valutazione di contrarietà ma "qualora si dovesse procedere con l'opera", si suggerisce nuovamente "laddove possibile", il passaggio in trincea, garantendo corridoi per evitare la frammentazione delle aree verdi e chiedendo mitigazioni e compensazioni ambientali.

Il parere espresso è dunque molto cauto e blando e contempla comunque la possibilità di avere due arterie dentro il Parco. Il suggerito tracciato in trincea attenuerebbe l'impatto visivo della presenza della strada, riducendo solo l'incidenza dell'impatto acustico. Senza una copertura come galleria artificiale, non sarebbe comunque garantita la continuità delle aree con una frattura delle aree insormontabile per la fauna.
L'impronta in trincea risulta poi più ampia con un maggior consumo di suolo, con scavi in profondità e con la possibilità di alterare il decorso delle acque superficiali

Di certo, nessuna mitigazione o compensazione ambientale potrà preservare il territorio e dare una patente di "green" a strade la cui utilità è dubbia e la cui realizzazione è scelta come "soluzione standard" ai problemi di viabilità, senza mai pensare ed agire per cambiare il sistema di trasporto.
E' ipocrita scrivere e raccontare della necessità di una transizione ecologica e poi proporre, accettare ed avallare soluzioni che consumano suolo, divorano l'ambiente e richiamano traffico ed edificazione aggiuntiva in un circolo distruttivo ininterrotto.


giovedì 29 luglio 2021

CONSUMO DI SUOLO E VARIANTE AL PTCP: PRESENTATE LE OSSERVAZIONI DEGLI AMBIENTALISTI DEL COORDINAMENTO OSSERVATORIO PTCP DI MB


Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB – unica istanza di collegialità di più gruppi e associazioni che si occupa dell’argomento Consumo di Suolo nella nostra cementificata provincia, insiste e ritorna con una serie di Osservazioni puntuali alla variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) che dovrà recepire l’adeguamento alla soglia regionale di riduzione del consumo di suolo secondo la Legge regionale 31/2014.
Dopo aver presentato contributi e suggerimenti nella fase preliminare dell’iter, abbiamo riscontrato che solo alcuni di essi, quelli utili a migliorare la comprensione e la completezza del documento sono stati, e solo in parte, recepiti.
Non è però mutato l’impianto generale dei contenuti della variante, con i suoi astrusi meccanismi di "premialità" per i Comuni che altro non è se non un abbassamento della soglia stabilita di riduzione del consumo di suolo. Laddove utilizzabile consentirebbe in pratica di consumare più suolo applicando solo parzialmente la soglia di riduzione regionale.
E’ una scelta non condivisibile e che non ci si può permettere per la pesante edificazione e antropizzazione in cui versa la nostra Provincia. Anche quest’anno, nel rapporto annuale ISPRA riferito al 2020, il territorio di Monza e Brianza con il 40,6% di suolo consumato risulta al primo posto tra le provincie italiane, con un incremento annuale 2019/2020 di 26,6 ettari.
Va inoltre considerato che molte amministrazioni inseriscono e prevedono edificabilità su suoli liberi anche nel Piano delle Regole (PdR) senza assoggettarli a Piano Attuativo. Per questo anche queste edificazioni devono essere interessate dalla riduzione fissata.
L’obiettivo che la Provincia s’è data con questa variante al PTCP di riduzione dell’indice di consumo di suolo nel 2025 del 1% (da 54% a 53%) continua ad apparirci come un valore irrisorio  insufficiente per sperare in un’inversione di tendenza.
Al suolo consumato concorrerà inoltre, se realizzata, il completamento dell’inutile e impattante autostrada Pedemontana Lombarda, il cui contributo negativo non pare al momento calcolato. 
In un momento in cui gli “annunci” sulla transazione ambientale si sprecano, uniti alle “speranze” nelle risorse stanziate nel PNRR dal Recovery Fund, è tempo di decidere politiche di intervento a favore dell’ambiente più coraggiose e serie, con destinazione di risorse certe e con la condivisione con tutti i gruppi e le associazioni che da anni, localmente e con una visione sovraccomunale, si battono per preservare gli spazi verdi e liberi rimasti in questa Brianza sempre più preda del cemento e dell’asfalto.

domenica 25 luglio 2021

BOSCO DELLE QUERCE: RACCOGLIERE LE MACERIE PER RIPARTIRE


Con la nomina del nuovo Commissario prefettizio a Seveso si chiude l'era Allievi.
E' necessario adesso ripartire raccogliendo le macerie generate dalle pessime scelte dell'ormai ex sindaco. Scelte che hanno inciso negativamente anche sulla conduzione del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.
Dopo più di 15 anni di buona gestione locale del Parco e delle vasche che contengono materiale contaminato da TCDD (compreso il deposito di Cesano Maderno) attraverso l'ufficio ecologia e ambiente del Comune di Seveso, il primo risultato ottenuto dall’uscente amministrazione è stato il ritorno della cura e della manutenzione delle vasche di Seveso, Meda e del deposito di Cesano Maderno a Regione Lombardia, tramite l'Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste (ERSAF). Questo passo indietro allontana nuovamente il controllo e la gestione esercitata dalla struttura locale.

Allievi e i suoi sodali possono quindi gioire. Hanno raggiunto l'obiettivo che si prefiggevano. Delegare ad altri una responsabilità che le precedenti amministrazioni avevano valutato opportuno riportare e mantenere a Seveso, gestendo il Bosco e le sue vasche tramite la competente struttura comunale.
Le dimissioni hanno, per ora, scongiurato un altro obiettivo dell’ex Sindaco di Seveso: quello di trasferire la gestione del Bosco delle Querce, compresi i finanziamenti regionali, al Parco delle Groane.
Per fortuna la Legge Regionale n. 16/2007, che affida la gestione stessa del Parco al Comune di Seveso in convenzione con il Comune di Meda, non è stata ancora modificata.

E da qui è necessario ripartire.

In questo momento, la gestione del Bosco è tornata a Regione Lombardia che ha incaricato ERSAF della gestione delle vasche. Riteniamo che questa soluzione debba essere transitoria. Che fare?
La cosa più semplice sembrerebbe ritornare a una organizzazione voluta dalle precedenti amministrazioni. Era un modello che funzionava, è stata una scelta opportuna distruggerlo? E’ stata una buona scelta lasciare vacante la direzione del Bosco delle Querce, chiudere il Centro visite di via Ada Negri, azzerare quasi definitivamente l’educazione ambientale che ha forgiato più di una generazione a Seveso e Meda?

Tutto questo non c’è più. Come ricostruire ora su queste macerie?

Le associazioni e i gruppi che hanno organizzato il 10 luglio al Bosco delle Querce hanno cominciato a discutere e ragionare su questo tema. Il terzo settore, nelle sue molteplici espressioni, continua a esserci dove l’istituzione ha tentennato. Ma il terzo settore non basta in questa che è, anche e soprattutto, una partita delle istituzioni alle quali chiediamo di collaborare e promuovere un concreto processo di valorizzazione del Parco e della sua Storia coinvolgendo i gruppi e le associazioni del territorio interessate e che vedono il Bosco delle Querce come opportunità. Di crescita. Civile. Ambientale. Sociale.

Qui è chiamato in causa il Comune di Seveso ma anche il Comune di Meda non deve più defilarsi.
Il Comune di Meda in tutti questi anni, e soprattutto nell'ultimo periodo, è stato un silente attore passivo. Perché - a Meda in troppi fanno finta di dimenticarsene - il Parco naturale Regionale si chiama “Bosco delle Querce di Seveso e Meda”. E l'Icmesa era, appunto, a Meda

I due comuni, insieme, sono chiamati a fare propria e rilanciare a Regione Lombardia la proposta di Ampliamento del Bosco delle Querce, includendo le aree di via della Roggia e quelle di via Redipuglia, così come proposto in una petizione ancora aperta da alcuni gruppi locali e così come deciso con l’unanimità dei voti in una mozione in Consiglio Comunale. La specificità del Bosco delle Querce, con la sua Storia, e con il mantenimento del simbolo che rappresenta, può essere anche il punto di partenza per pensare a un Parco Regionale che incorpori ciò che resta – purtroppo – delle aree verdi in un lembo di Brianza che è stato massacrato dal cemento e dall’urbanizzazione caotica. Anche questo è un percorso che può partire da un rinato Bosco delle Querce, fulcro di possibili ampliamenti e accorpamenti e la cui proposta deve nascere e crescere sul territorio, senza processi verticistici e con risorse aggiuntive da sommare a quelle che Regione Lombardia stanzia per il Bosco delle Querce. 
Di tutto questo pensiamo possano e debbano tenere conto tutti e tutte coloro che ambiscono a governare in futuro la citta di Seveso a partire dal prossimo appuntamento elettorale.

Seveso/Meda 22-7-021

Legambiente Seveso, Seveso Futura

 Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà Meda

sabato 17 luglio 2021

BOSCO DELLE QUERCE: BILANCIO E PROSPETTIVE PER IL FUTURO DOPO L'INIZIATIVA DEL 10-7-021

Nel vuoto lasciato dalla politica, le associazioni e i gruppi di Legambiente Seveso Circolo Laura Conti, Seveso Futura, Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi – Sostenibilità e Solidarietà hanno sopperito all’assenza delle istituzioni in un momento di confusione generato dalle recenti dimissioni del sindaco e, soprattutto, dalle sue dichiarazioni in merito alle vasche della diossina.
È il dato di fatto che emerge a pochi giorni di distanza dal 10 luglio 2021, esattamente 45 anni dopo la fuoriuscita della nube tossica dallo stabilimento Icmesa.


Sabato 10 luglio è stata avviata la campagna di raccolta firme per l'ampliamento del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda, raccolta firme che proseguirà con ulteriori iniziative su Seveso e Meda.
A causa di una serie di scelte incondivisibili della amministrazione guidata dal dimissionario Luca Allievi e a lui principalmente ascrivibili, il Bosco delle Querce si trova in una situazione di abbandono dove anche il valore simbolico e la memoria rischiano di essere persi per la totale assenza delle istituzioni locali.
Le responsabilità sono riconducibili ad Allievi e afferibili al suo periodo di governo.
Sono sue, infatti, le scelte di smantellare l'ufficio Ecologia del Comune che si occupava della gestione operativa delle vasche di Seveso e Meda contenenti materiali contaminati dalla diossina, chiudere il centro visite allo chalet compromettendo anche l'attività di educazione ambientale, lasciare vacante la Presidenza del Bosco delle Querce esplicitando di voler cedere la gestione operativa di questo polmone verde ad altri enti.
Allievi ha considerato la gestione operativa del Parco solo come un'incombenza fastidiosa, decidendo unilateralmente di rinunciare al ruolo dato all'ente territoriale capofila nella conduzione di una risorsa ambientale importantissima. E’ stata una scelta avventata che ora rischia di avere conseguenze gravi anche per le comunicazioni con cui ha accompagnato queste decisioni.
In questo contesto, l’evento organizzato nel parco regionale dalle associazioni e dai gruppi locali, lo scorso 10 luglio, è stato importante.
Un incontro prezioso che ha permesso un confronto sulle prospettive dell’area con persone che conoscono il parco e hanno contribuito alla sua creazione, alla sua crescita e al suo consolidamento”. E’ questo il bilancio dopo il confronto con Paolo Lassini, partecipe ai lavori fondativi del Bosco, Fabio Lopez di Ersaf, Barbara Meggetto presidente di Legambiente Lombardia e Gigi Ponti consigliere Pd di Regione Lombardia.
Si è ragionato sulle poco convincenti attuali politiche regionali in tema di parchi e su quelle auspicabili, commentando insieme le incomprensibili azioni di Allievi e identificando percorsi virtuosi per il Bosco delle Querce. È evidente che in questo vuoto di progettualità ambientale dell’istituzione locale, le associazioni e i gruppi di Seveso e Meda devono far sentire la propria voce e quella preoccupata e sconcertata dei cittadini incontrati.

Così, oltre a interloquire sui possibili ampliamenti, s’è cercato di delineare le affinità morfologiche e ambientali, identificando la possibile inclusione nel Bosco degli spazi facenti ora parte del PLIS GruBria, con ogni evidenza più consono ad un accorpamento rispetto al Parco Regionale Groane.
La progettualità sul Parco Naturale del Bosco delle Querce dovrà tener conto sia della necessità di ampliarlo inserendovi le aree di prossimità rimaste libere, sia del valore simbolico, di memoria per la comunità locale che conosce questo luogo indissolubilmente legato al disastro diossina del 1976, non escludendo il ripristino di una efficace gestione locale. Anche gli ampliamenti dovranno essere accompagnati da adeguati stanziamenti economici aggiuntivi a quelli attualmente definiti.
In ogni caso, qualsiasi scelta dovrà essere pensata ed attuata con il coinvolgimento, la partecipazione attiva e il consenso del territorio evitando metodi verticistici ed escludenti.
L’ampliamento del Bosco riguarderebbe due diverse aree del territorio sevesino: una a est che si estende tra le vie della Roggia, via Vignazzola, via dei Vignee e via del Tramonto, e una a ovest in zona via Redipuglia, via Masciadri.

Una proposta che riprende un progetto del 1993 sviluppato in uno studio curato dal dott. Mario di Fidio e promosso da Regione Lombardia dove si prevedeva anche una rinaturalizzazione dei luoghi prossimi al Bosco delle Querce. 
Le aree identificate per l'ampliamento vanno coperte dal livello di tutela regionale e, in particolare quella di via della Roggia va strappata alla disponibilità per l'autostrada Pedemontana che la comprometterebbe definitivamente, andando oltretutto a movimentare terreno che risulta ancora contaminato dalla diossina TCDD fuoriuscita dall'Icmesa 45 anni fa.

Legambiente Seveso, Seveso Futura, 
Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi Sostenibilità e Solidarietà Meda

martedì 6 luglio 2021

AUTOSTRADA PEDEMONTANA: LA REALTÀ DI UN'INFRASTRUTTURA INSOSTENIBILE ECONOMICAMENTE E AMBIENTALMENTE

Durante l'evento del 4-7-021 a Biassono s'è fatto il punto sull'iter della Pedemontana e sono state illustrate le azioni attuate da Regione Lombardia e dallo Stato per cercare di rendere "appetibile" un finanziamento privato all'insostenibile - economicamente e ambientalmente - autostrada.
Molte sono state anche le proroghe temporali concesse per permettere la ricerca di investitori privati così come i rinnovi della dichiarazione di pubblica utilità dell'infrastruttura.

Sull'argomento economico, il gruppo di Sinistra e Ambiente ha curato una scheda illustrativa AGGIORNATA successivamente al 31-8-021, data in cui sono stati reperiti finanziamenti da Cassa Depositi e Prestiti (CdP), Banca Europea degli Investimenti (BEI) e alcune banche private. In buona sostanza, ancora una volta il capitale pubblico sosterrà questa inutile e impattante autostrada.

 
Dopo aver analizzato il Progetto Definitivo 2018/2019 che ha modificato quello del 2009 senza passare dal CIPESS (Comitato Interministeriale Programmazione Economica e Sviluppo Sostenibile) qualificandolo come un semplice aggiornamento, proponiamo una scheda che, sommariamente, evidenzia le modifiche che sono state apportate, base da cui verrà elaborato da WeBuilt il Progetto esecutivo delle tratte B2 e C. 
Da notare che la Tratta D, quella da Vimercate a Filago/Osio Sotto (18,5 km) è stata al momento stralciata per ragioni economiche.
Ricordiamo che il completamento dell'autostrada sarà realizzato solo con il reperimento del finanziamento privato per cui è aperta una manifestazione d'interesse con scadenza al 31 Agosto 2021.
 
AGGIORNAMENTO del settembre 2021: il finanziamento è arrivato (vedi scheda).

Sempre dalla lettura dei documenti del Progetto Definitivo "aggiornato" 2018/2019, abbiamo condensato in un'ulteriore scheda le più evidenti criticità ambientali che si ingenereranno qualora l'autostrada dovesse essere completata.

 

L'articolo su MBNews con le interviste ad alcuni ambientalisti organizzatori della serata. Per leggerlo, cliccarci sopra.

venerdì 2 luglio 2021

10 LUGLIO 2021: A 45 ANNI DAL DISASTRO DIOSSINA, INIZIATIVA E PETIZIONE PER AMPLIARE IL BOSCO DELLE QUERCE DI SEVESO E MEDA



In occasione del 45° anniversario del disastro diossina, fuoriuscita dall'Icmesa di Meda il 10 luglio 1976, gruppi ed associazioni ambientaliste di Seveso e di Meda lanciano insieme una raccolta di firme per ampliare il Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce, creato con la bonifica e la rinaturalizzazione dei terreni contaminati della zona A.
La raccolta firme, promossa da Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso, Seveso Futura, e i gruppi medesi di Sinistra e Ambiente e di Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà, partirà sabato 10 luglio 2021 durante l'iniziativa congiunta che si terrà dalle ore10.00 in viale Redipuglia a Seveso.
In programma anche una visita guidata nel Bosco delle Querce, un dibattito sul futuro di quest'area verde che merita un destino differente da quello prospettato dal sindaco di Seveso Allievi, che vorrebbe cederne la gestione ad altri - sindaco che si è peraltro dimesso l' 1-7-021 per problemi con la sua maggioranza, attivando  i 30 giorni utili per confermare o meno le dimissioni.
Chiude l'iniziativa un concerto con i BandaKadabra, curato da Musicamorfosi.
La proposta di ampliamento del Bosco delle Querce prende in considerazione 2 aree sevesine. La prima, ad est, si estende tra le vie della Roggia/via Vignazzola/via dei Vignee/via del Tramonto, la seconda ad ovest, in zona via Redipuglia/via Masciadri.
Il Bosco delle Querce, è legato indissolubilmente al disastro diossina di 45 anni fa e la Memoria, la Storia e il Simbolo devono continuare ad essere rinnovati così come va evitato che un'inutile e impattante autostrada Pedemontana lo riduca di 2 ettari, compromettendo pesantemente con la viabilità complementare e una vasca di laminazione a servizio dell'autostrada anche l'area libera di via della Roggia.


AMPLIARE IL BOSCO DELLE QUERCE PER UN FUTURO MIGLIORE

Il degrado dell’ambiente e i fattori climalteranti obbligano ad interventi tempestivi per salvare il pianeta.
Si sono firmati accordi internazionali con l’impegno alla riduzione delle emissioni di CO2, alla rinuncia al carbone, al superamento dei combustibili fossili, all’incremento delle fonti rinnovabili.
Concretizzare con leggi e azioni questi propositi trova però ostacoli e ostruzionismi provenienti da settori del mondo economico, industriale, politico e così i tempi si dilazionano e si ha la sensazione che si tratti di cose distanti da noi e procrastinabili.
In Brianza c'è molta ricchezza ma il livello di qualità della vita è basso per l'eccessiva urbanizzazione, il traffico caotico e la mortifera qualità dell’aria. In questa porzione di mondo l’inquinamento è dunque di casa.
Esattamente 45 anni fa, il 10 luglio del 1976, dall’ICMESA di Meda, fabbrica del gruppo Givaudan/la Roche la fuoriuscita di una nube contenente sostanze tossiche ha sparso la diossina TCDD sul territorio di Seveso e Meda e di altri Comuni limitrofi, minando la salute di migliaia di persone e contaminando irreparabilmente prati, orti, cortili. Sempre nel nostro territorio, sulla superstrada Milano-Meda, nel tratto sevesino si stima passino circa 80mila autoveicoli al giorno. In circa 1,5 km, con questi transiti quotidiani “ci regaliamo” 36 tonnellate di CO2 e servirebbero spazi verdi alberati per compensare queste continue emissioni. CO2, di biossido di azoto e di polveri sottili sono causa di oltre 80.000 morti premature ogni anno in Italia (stime del rapporto del 23-11-2020 curato dall’ Agenzia Europea dell’Ambiente). In questa Brianza pesantemente urbanizzata abbiamo bisogno di più aree verdi e di tutelare gli spazi liberi rimasti, rinaturalizzandoli, per migliorare la qualità della vita.

Per questo, chiediamo che le amministrazioni comunali di Seveso e Meda si attivino presso Regione Lombardia per ampliare il Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda, un bosco creato dopo aver bonificato l’area A, quella a più alta contaminazione da diossina TCDD dell’Icmesa.

È un ampliamento possibile sull’area che si estende tra le vie della Roggia/via Vignazzola/via dei Vignee/via del Tramonto rimasta ancora libera dal cemento e in quella di via Redipuglia/via Masciadri. Queste superfici erano già state identificate come naturale completamento del Bosco delle Querce in uno studio/proposta di Regione Lombardia del 1993 curato dal dott. Mario di Fidio.
Un ampliamento che rafforzerebbe la memoria e il valore simbolico del Bosco delle Querce, un bosco che deve necessariamente continuare a tramandare l’insegnamento di quel tragico 10 luglio 1976.
L’area di via della Roggia risulta interessata dalle opere di viabilità di accesso e da una vasca di laminazione a servizio della progettata (e per ora priva di copertura economica) Autostrada Pedemontana Lombarda.
Noi però pensiamo che un futuro differente sia necessario per questo luogo, anche in considerazione del rischio che si correrebbe con gli scavi e la movimentazione del terreno che lì risulta ancora contaminato dalla diossina TCDD nello strato superficiale del suolo e in quello intermedio.

FIRMA ANCHE TU LA RICHIESTA D’ESPANSIONE 
DEL PARCO NATURALE REGIONALE DEL BOSCO DELLE QUERCE

Legambiente Seveso, 
Seveso Futura, 
Sinistra e Ambiente Meda, 
Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà Meda
 
Rassegna stampa
 
 



 


sabato 26 giugno 2021

#FERMIAMOPEDEMONTANA: INIZIATIVA AMBIENTALISTA A BIASSONO IL 4-7-2021


Continua l'attività congiunta dei gruppi e delle associazioni ambientaliste che condividono l'obiettivo e la pratica #FermiamoPedemontana. Tra loro anche i medesi di SINISTRA E AMBIENTE e di IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ.
Grazie agli amici di Legambiente Biassono che si sono occupati dell'organizzazione, domenica 4 luglio 2021, dalle ore 18.00 a Villa Monguzzi (via Cesana e Villa n°  34 a Biassono) si terrà un iniziativa/incontro per ritrovarci, discutere ed informare sull'insostenibile Autostrada Pedemontana Lombarda.

 4 luglio 2021: Invito ad Ambiente in Festa a Biassono.

Dopo le manifestazioni di dissenso del 23 maggio scorso, articolate nei presidi lungo tutto il tracciato della progettata Autostrada Pedemontana, le azioni per fermare la devastazione del nostro territorio prosegue. Altri soggetti hanno già dichiarato il loro interesse verso i contenuti di questa mobilitazione e altri, presa coscienza anche della sua inadeguatezza a risolvere i reali problemi di una mobilità sempre più critica, continuano ad aggiungersi e altri ne verranno.
Il prossimo appuntamento sarà a Biassono, il 4 luglio, a partire dalle ore 18 a Villa Monguzzi.
Si tratterà di un momento conviviale, dove racconteremo attraverso un video i momenti della manifestazione del 23 maggio, dove faremo informazione sulla reale insostenibilità della Pedemontana e ci confronteremo con i cittadini di un futuro diverso per il nostro ambiente, i nostri paesi, le nostre esigenze di nuova viabilità alternativa a questi vecchi modelli di pianificaziome territoriale, non più in grado di portare a soluzione le grandi criticità del nostro territorio.
Un ulteriore momento di mobilitazione è programmato per settembre. E questa volta manifesteranno la nostra contrarietà non già lungo il tracciato dell'autostrada, bensì davanti ai palazzi di chi, governando la Regione, continua a volere ostinatamente il completamento dell'infrastruttura.
La transizione ecologica, ma anche quella digitale non può essere la mera conferma di progetti superati, anacronistici e che divorano il territorio e l'ambiente.
Deve essere l'occasione storica per ripensare il modello organizzativo del nostro territorio, del suo ambiente naturale così come di quello urbanizzato.
Serve cambiare impostazione, serve un momento serio e di confronto per ricercare e definire soluzioni moderne più efficienti in termini di sostenibilità sia ambientale che economica, nonchè più efficaci nella capacità di risolvere vecchi problemi rinnovati dalla pandemia da Covid 19 che ha già profondamente trasformato le esigenze di mobilità fisica delle persone e aumentato al contempo quella delle merci.
Il vivere, lavorare, muoversi sul territorio della Brianza dovrà inevitabilmente essere ripensato sui modelli avanzati di una diffusa smart city dove l'infrastrutturazione digitale e ambientale consentirà l'accesso facilitato ai moderni servizi della rete web, a quelli ecosistemici della rete verde, ad una mobilità all'altezza dei tempi, che prescinde da un'opera autostradale insostenibile.

I promotori:

Ass. Colli Briantei, Alternativa Verde Desio, Casa della Sinistra Seregno, 
Comitato Parco Groane Brughiera, Coordinamento No Pedemontana, 
Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Legambiente Biassono, 
Legambiente circolo Gaia Usmate e Velate, 
Legambiente circolo Laura Conti di Seveso, 
Legambiente Seregno, Legambiente Desio, Lista per Biassono,
Lista Altra Bovisio, Lista Passione Civica Cesano M, 
Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi Sostenibilità e Solidarietà Meda,
Gruppo Valle Nava Casatenovo, ImmaginArcore, Meltingpot Arcore, 
Monza per un Buon Clima,
Fridays For Future Brianza Vimercate e Bellusco,Seveso Futura, 
Sinistra per Desio, Un Parco per Bernareggio.

venerdì 28 maggio 2021

POTENZIAMENTO LINEA FERROVIE NORD NODO SEVESO-MEDA-CAMNAGO: PARTE L'ITER SUL PROGETTO DEFINITIVO


Ci eravamo già occupati nel 2018 del progetto di potenziamento della linea Ferroviaria di Trenord al nodo di Seveso-Meda-Camnago.
Ci sono ora delle novità.
In data 18/5/2021 Regione Lombardia ha dato avviso e pubblicato la documentazione relativa all’avvio del procedimento di approvazione del progetto definitivo relativo all’intervento per la realizzazione dei raddoppi ferroviari nelle tratte Seveso-Meda e Seveso-Camnago e delle opere sostitutive del Passaggio a Livello PL in comune di Seveso (prog. km 20+297 – 21+426), sulle linee ferroviarie Milano - Seveso – Asso e Seveso - Camnago.
Gli interventi previsti ricadono nei territori dei comuni di Barlassina, Lentante sul Seveso, Meda e Seveso.
Si tratta del raddoppio della linea ferroviaria da Seveso a Meda, del prolungamento a doppio binario a partire da Seveso sino a Camnago, della chiusura dei due passaggi a livello posti prima (corso Montello) e dopo la stazione di Seveso (via Manzoni) con realizzazione di un sottopasso veicolare e di una passerella ciclo-pedonale.

SEVESO
Le soluzioni progettuali identificate sono state molto dibattute e hanno suscitato parecchie perplessità tra alcune forze politiche presenti in Consiglio Comunale. Rispetto alla precedente ipotesi, molto è cambiato. L'attuale soluzione prospetta un sottopasso a doppio senso di marcia realizzato con imbocco sulla via Zeuner (parallela alla linea ferroviaria) e passaggio sotto l'area della stazione stessa per sbucare in via R. Sanzio, dalla parte opposta. Evidentemente verrà ridisegnata la viabilità della zona poichè la chiusura dei due PL interromperà la continuità attuale di via Montello e di via Manzoni. Nel complesso ex Schwarzenbach un edificio dovrebbe essere demolito parzialmente e verrà creata una nuova viabilità d'accesso.

Il sottopasso a Seveso

La passerella ciclopedonale con rampe di accesso e ascensori dovrebbe invece collegare via Sanzio con via Corridoni consentendo anche l'accesso alla banchina centrale della stazione.
 
La passerella ciclopedonale a Seveso

Parte delle opere è in ambito "Comparti Storici, Centri Storici e Nuclei di antica formazione" e nella fascia di rispetto fluviale. Si rende pertanto necessario il parere preventivo della Commissione per il Paesaggio e quella dell'Ente competente.

CAMNAGO
Gli interventi di ampliamento del sedime ferroviario occuperanno parzialmente alcune aree parte della rete ambientale comunale e provinciale. Nel documento d'inquadramento generale Ferrovienord promette che  la progettazione dovrebbe minimizzarne l'uso di suolo. Nel cronoprogramma è evidenziata anche la chiusura del passaggio a lovello (PL) di via Leoncavallo in zona Farga.

MEDA
Per quanto riguarda il raddoppio da Seveso verso Meda, anche in questo caso, parte dell'ampliamento del sedime ferroviario occuperà parzialmente alcune superfici della rete ambientale comunale e provinciale.  Il raddoppio da Seveso all'ingresso stazione di Meda comporterà il rifacimento del sottopasso dell'attuale superstrada ex ss35, del sottopasso della linea ferroviaria Milano-Como-Chiasso e del sifone di bypass lì presente. In corrispondenza dei due sottopassi, la sede del tracciato ferroviario verrà variata.
Oltre a questo, l'allargamento della sede ferroviaria per posare il secondo binario necessiterà di spazio e per questo, in Piazza della Chiesa verrà ridotto il calibro dell'attuale carreggiata parallela alla sede ferroviaria, risagomata l'area di verde urbano e rivista la viabilità. Una serie di aree lungo il tracciato ferroviario attuale verranno espropriate.
La zona P.za della Chiesa con il progetto di riduzione della strada

Alla stazione di Meda verrà ampliato il fabbricato del magazzino merci esistente con un locale dedicato ai dispositivi di segnalazione.
Il prolungamento dell'edifici Magazzino alla stazione di Meda

Sotto, le mappe con l'allargamento della sede ferroviaria a Meda, con le aree da espropriare.

Nel cronoprogramma (vedi sotto) sono anche comprese le "opere sostitutive del Passaggio a Livello di via Cadorna a Meda" che includono lo spostamento dell'alveo del Tarò/Certesa per il sottopasso lì localizzato.
Qui puoi scaricare la relazione generale.

lunedì 17 maggio 2021

FERMIAMO PEDEMONTANA: 23 MAGGIO 2021 DALLE ORE 10 PRESIDIO AMBIENTALISTA A SEVESO IN VIA DELLA ROGGIA/VIA DEI VIGNEE


Il 23-05-021 i gruppi medesi di Sinistra e Ambiente, di Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà con Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso e l'Associazione Seveso Futura organizzano un presidio presso l'area libera compresa tra via della Roggia, via dei Vignee e la superstrada Milano - Meda - Lentate S.S.
Si tratta di uno degli spazi residui rimasti liberi dalla cementificazione ma minacciato dal completamento dell'autostrada Pedemontana Lombarda, qui denominata Tratta B2.
La Pedemontana passerà sul sedime dell'attuale superstrada, debitamente allargata con sbancamenti che riguarderanno per 2 ettari anche il Bosco delle Querce.
Nei campi di via della Roggia  v'è la previsione di realizzare la viabilità di accesso all'infrastruttura, una vasca di laminazione a servizio e di dislocare il cantiere.
Tutto questo comprometterebbe irrimediabilmente l'area e la possibilità di includerla nel Parco Regionale Naturale del Bosco delle Querce.
Oltretutto, come è noto, nei campi di via della Roggia (già zona B), così come nei vicini svincoli medesi della superstrada e su tutta la tratta B2 comprendente Meda, Seveso, Cesano Maderno e Bovisio Masciago, le analisi chimiche della Caratterizzazione dei suoli del 2016 e le precedenti analisi del 2008 e 2012 sui terreni interferiti dal percorso autostradale hanno fotografato uno stato di contaminazione diffusa da Diossina TCDD, quella del disastro Icmesa del 1976.
La Caratterizzazione del 2016 era stata fortemente voluta dai gruppi ambientalisti locali (allora riuniti nel coordinamento Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile) e aveva restituito per la tratta B2 ben 219 superamenti della soglia per l'uso a verde/residenziale (10 ng eq/kg) e 21 superamenti del limite per l'uso industriale (100 ng eq/kg) mentre ad inizio tratta C, a Desio, i valori di diossina TCDD, pur presenti erano al di sotto di tali soglie.
Nell'area di via della Roggia sono presenti superamenti di entrambe le soglie.
Ai sensi del DL 152/06, per realizzare la Pedemontana, allorquando passerà nelle zone inquinate dal potente tossico, dovrà essere attuata una bonifica. Per questo la soc Autostrada Pedemontana lombarda (APL) ha  predisposto un Progetto Operativo di Bonifica (POB), approvato da Regione Lombardia.
Del POB, Sinistra e Ambiente e Legambiente Seveso  hanno seguito tutti i passaggi dell'iter leggendone con attenzione i contenuti e divulgandoli. E' un Progetto Operativo di Bonifica "al risparmio" e insufficiente su più punti che non risolverà comunque il rischio legato alla movimentazione di terreno contaminato.
In alcuni appezzamenti dove pure v'è presenza di Diossina TCDD oltre i 10 ng eq/kg, essendo le stesse considerate ad uso industriale (così è classificato l'intero perimetro autostradale e quindi con soglia a 100 ng eq/kg) e non ad uso verde/residenziale, non vi sarà scarifica con asportazione del terreno così come su altri suoli contaminati nello strato superficiale (Top Soil) oggetto di obbligo bonifica non verrà applicata la "franchigia di sicurezza" con un'asportazione maggiore rispetto ai primi 20 cm.
L'autostrada Pedemontana è dunque un'infrastruttura che causerà la scomparsa delle residue aree verdi ancora presenti sulla tratta B2, con annesso rischio Diossina TCDD, che verrebbe rimessa in circolazione dagli scavi. La zona di via della Roggia è esemplificativa di quel che qui accadrà e ne tratteremo al presidio in loco.

La Tratta C da Bovisio Masciago a Vimercate sarà interessata da occupazione e devastazione di aree libere verdi e boscate di pregio alcune delle quali comprese in Parchi. Lo stesso avverrà per la D da Vimercate a Dalmine, anche se per ora questa tratta non è contemplata nell'affidamento d'incarico realizzativo a Webuild.

Dinanzi a tale rovinoso scenario, serve fermarsi, serve rinunciare al completamento dell’infrastruttura.

Oltre a quello di Seveso, gli altri presidi, organizzati il 23 maggio evidenzieranno il danno che la Pedemontana potrebbe infliggere al territorio brianzolo.

Sinistra e Ambiente e Legambiente Circolo Laura Conti Seveso

Breve Rassegna Stampa: