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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

venerdì 9 giugno 2017

A MEDA, NELL'ATTIVITA' AMMINISTRATIVA DI FINE MANDATO A VOLTE SI VA DI FRETTA A VOLTE NO.

In questo periodo "elettorale" stiamo assistendo, ad un attivismo frenetico nel fare e nell'approvare da parte dell'amministrazione Caimi, in perfetta continuità con una rodata, tipica e negativa liturgia che è stata attuata anche dalle precedenti amministrazioni.
Tutto per cercare di recuperare e attirare consensi "last minute" o garantire situazioni poi difficilmente modificabili.
Così, sono stati portati nel Consiglio Comunale del 26-4-2017 argomenti complessi con "procedura d'urgenza": Piano Attuativo di via Pace e raccordo stradale sull'area ex- Medaspan funzionale al Centro Commerciale. Due atti consiliari, poi adottati, che nulla avevano d'urgente se non la mera necessità della maggioranza PD d'intestarsi provvedimenti e di cercare di blindare futuri sviluppi.
Analogamente si stanno attuando interventi sulla base di progetti qualitativamente dubbi come quello della riqualificazione o ripristino di via Pace nonchè i consueti interventi di asfaltature propedeutiche al periodo elettorale.
Per "fretta" invece hanno volutamente tralasciati alcuni passaggi.
Uno studio , elaborato dal PIM, importante per la nostra Città poichè sulla base delle analisi lì fatte deriveranno alcune scelte con l'obiettivo di migliorare (si spera) la viabilità e la vivibilità medese.
Orbene, l'amministrazione di Caimi non ha nemmeno pensato di organizzare, con la presenza degli estensori, un momento informativo di dettaglio in sede di Commissione Territorio e Ambiente che inquadrasse risultati, intenzioni e soluzioni identificate.
C'è solo la decisione di consentire OSSERVAZIONI allo stesso sino al 15-9-017.
Stessa cosa dicasi per il Progetto definitivo/esecutivo ESCO per il miglioramento energetico degli edifici di proprietà pubblica approvato con delibera di Giunta n° 154 del 24-5-017.
Un progetto complesso che sarebbe stato importante capire meglio e approfondire.
Si sono limitati a pubblicare la delibera e, guardacaso dopo la nostra richiesta di copia della documentazione completa del progetto definitivo-esecutivo, un riassunto di sintesi sul sito comunale.
Ricordate poi il Patto dei Sindaci per la riduzione della CO2 e il conseguente Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile (PAES) ?
Ne parlammo diffusamente per più tempo anche per "un figurone" per un maldestro "copia e incolla" che per elaborare il PAES prese in considerazione uno studio svolto in altra città invece che a Meda. (vedi anche: IL PAES, IL TAGLIA-COPIA-INCOLLA E LA NECESSITA' DI UN LAVORO SERIO e MEDA: PERCHE' IL PAES NON CI CONVINCE).
Orbene tra le parti dispositive del Patto dei Sindaci c'è l'obbligo di produrre ogni due anni una relazione sulla sua attuazione. 
All'oggi questa relazione, non è ancora noto se esista e quali siano i suoi contenuti e per questo ne abbiamo chiesta copia, sperando che sia stata effettivamente prodotta.
Insomma, in questo fine mandato, questa amministrazione, va veloce, non vuole perdere tempo con approfondimenti preferendo sommari "annunci".

Terminiamo con due argomenti di cui siamo stati promotori.
Raccontiamo del pannello della Memoria sul disastro del '76 dell'ICMESA di MEDA con fuoriuscita di diossina TCDD, da posizionare sul muro di mattoni, sopravvissuto all'abbattimento della fabbrica, in applicazione d'una mozione di Sinistra e Ambiente approvata dal CC il 27-7-016.
Dopo una successiva interrogazione, ecco che finalmente il pannello s'è materializzato e s'è identificato il luogo dove posizionarlo, all'ingresso del Centro Sportivo.
Ma sul muro ..... ancora non si vede e il mandato sta per finire.
Ecco, in questo caso, contrariamente ai precedenti, han preferito....... non aver fretta e attendere, attendere. 
Tanto è una delibera di Consiglio, mica di Giunta.
Situazione analoga per la Mozione di Sinistra e Ambiente richiedente un Regolamento per il Verde Urbano approvata nel CC del 15-12-2016 e diventata delibera consiliare.
Il tempo è passato, ma alla nostra interrogazione su cosa si stesse facendo per dare attuazione alla delibera, la risposta è stata che "si è aperto un tavolo di lavoro per individuare l'ambito di applicazione ed i contenuti dello strumento regolamentare .... etc. etc ..... la materia necessita approfondimenti perchè complessa e ..... il tavolo di lavoro non ha concluso l'attività di analisi e redazione" ma "il mandato termina l'11-6-2017" e quindi ........... l'amministrazione Caimi si augura di poter essere riconfermata per riprendere i lavori.
Dopo 6 mesi, un po' poco.

Insomma, c'è fretta e fretta.

lunedì 5 giugno 2017

SINISTRA E AMBIENTE: BILANCIO DI CINQUE ANNI IN CONSIGLIO COMUNALE

Quasi cinque anni di presenza di Sinistra e Ambiente in Consiglio Comunale durante il mandato di Caimi (PD) meritano qualche riga di valutazione e riflessione.
Con la presenza del nostro eletto, Alberto Colombo, abbiamo condotto una seria e chiara attività politica e consiliare senza mai rinunciare ad approfondire gli argomenti oggetto di delibera di Consiglio o di Giunta nonchè le determine, accompagnandole spesso con numerose interrogazioni ed esercitando una costante attività di controllo.
Abbiamo elaborato proposte sia, quando possibile, in sede delle Commissioni (esempio positivo il Regolamento dei Servizi Sociali cui Sinistra e Ambiente ha dato un proprio contributo integrandone il testo) sia in Consiglio Comunale con mozioni nostre o congiunte con altri gruppi.
Abbiamo sempre formulato idee e pareri, frutto del lavoro collegiale del nostro gruppo, purtroppo spesso inascoltati da una maggioranza, dalla quale siamo usciti nel luglio 2015, sorda e chiusa nel suo decisionismo supponente ma di frequente non all'altezza del governo della città.
Attenta è stata la nostra posizione sulla tardiva Variante al PGT che poteva e doveva essere più coraggiosa nella tutela del territorio e su cui abbiamo presentato una serie di osservazioni, purtroppo tutte respinte.
Respinte le nostre richieste e i nostri emendamenti in materia di Bilancio e tributi Comunali ove chiedevamo sgravi e condizioni di maggior favore per le situazioni sociali più deboli ed esposte.
Inascoltata la nostra richiesta di approfondimenti chimico-analitici seri sull'area dismessa ex-Medaspan coinvolgendo anche ARPA, così come inascoltate le nostre osservazioni sull'AT1 dove l'amministrazione e il sindaco Caimi in primis hanno testardamente proseguito approvando la realizzazione di un centro commerciale (con contorno di albergo e servizi) con un progetto che non tiene conto dell'impatto su viabilità e negozi di vicinato.
In Consiglio Comunale ci siamo occupati di Autostrada Pedemontana, chiedendo ed ottenendo con altri gruppi d'opposizione un CC ad hoc, fornendo informazioni puntuali e dirette, esigendo maggior coinvolgimento e trasparenza e contestando l'atteggiamento "proprietario" del sindaco. Il tutto sempre evidenziando i motivi della nostra contrarietà all'autostrada per la sua inutilità, l'impatto sul territorio e il rischio diossina sul tracciato.
Abbiamo parlato dei problemi e delle criticità del Forno Inceneritore di Desio e delle opache ed errate politiche industriali di Bea assecondate da Meda, socia al 7,34%.
Il nostro Cons. Com Alberto Colombo durante l'ultima seduta di Consiglio il 25-5-017
E' proseguita la nostra battaglia per una tutela Regionale sulle aree della Brughiera, cercando di stimolare l'amministrazione ad un atteggiamento più attivo, visto che spesso la stessa ha brillato per le assenze nei momenti importanti tra cui l'Assemblea Programmatica dove era stato approvato l'importante documento per l'ampliamento del Parco Groane con parte della Brughiera.
Oggetto di più azioni consiliari di Sinistra e Ambiente è stato il consumo di suolo, continuato a Meda con la previsione di inutili capannoni su alcune aree (via Piave, e via S. Giorgio) anche per gli errori e la responsabilità dell'esecutivo nell'approvare nel 2012 il PGT della Lega e una variante tardiva.
Stessa cosa dicasi per l'insostenibile livello d' inquinamento atmosferico, oggetto d'una mozione congiunta con altri gruppi (respinta) per chiedere un piano d'azione a Meda.
Abbiamo cercato di migliorare con un circostanziato documento il Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile (PAES), partito malamente con la proposizione di un testo che poco aveva a che fare con Meda perchè mutuato in maniera maldestra da un altro comune.
La miopia della Giunta di Caimi e della maggioranza PD, nonostante la pessima figura amministrativa, non hanno colto l'occasione e hanno preferito ignorare le nostre richieste.
Abbiamo sollecitato e definito linee d'azione per gli Orti Urbani, anche se continuiamo ad avere perplessità in quanto gli stessi sono stati localizzati in quella che fu la zona R del disastro ICMESA, senza aver mai fatto, come da noi richiesto e con il coinvolgimento dell’ARPA, analisi chimiche mirate che escludessero la presenza di TCDD.
Sulla farmacia comunale di via Indipendenza 104 avevamo suggerito migliorie concrete ad integrazione della convenzione che purtroppo non sono state recepite. 
Siamo stati molto attenti su tutti gli aspetti riguardanti la viabilità cittadina e i connessi e dubbi progetti dell'amministrazione per riqualificare Via Pace e per la realizzazione della ciclopedonale di viale Brianza zeppa di cricità.
Ci siamo occupati anche di rischio idrogeologico con più sopralluoghi che hanno dimostrato l'inutilità e le carenze di un intervento "last minute" in Val de Mez.
Il nostro consigliere ha chiesto e diffuso i verbali e il materiale delle attività svolte nel Parco Regionale Naturale del Bosco delle Querce per rendere tutti edotti dell'importanza di questo polmone verde.
Abbiamo fatto corretta informazione sugli aspetti riguardanti la presenza dei richiedenti asilo in Brianza, smontando gli stereotipi e le falsità diffuse dai seminatori di odio e di intolleranza.
Al momento seguiamo l'applicazione delle azioni conseguenti all'approvazione delle nostre mozioni sul pannello della Memoria sul muro dell'ICMESA e sul Regolamento del Verde Urbano.
Il nostro agire consiliare ha sempre avuto come base preparazione, approfondimento e proposte, così come abbiamo sempre cercato contatti e scambi informativi con gruppi, associazioni, rappresentanti politici e istituzionali anche di altri Comuni; il tutto allo scopo di non risultare né superficiali né autoreferenziali.
Anche nel periodo burrascoso e sofferto della nostra appartenenza alla Coalizione di maggioranza (ben presto ridotta al solo PD) non siamo stati "soldatini" a comando, ma il nostro Consigliere Comunale ha esercitato il suo mandato con la consapevolezza del suo importante ruolo, valutando sempre e comunque i contenuti di quanto veniva discusso in Consiglio Comunale, cercando di stimolare il dibattito e di cambiare uno “status quo” di mera e passiva ratifica da parte dei Consiglieri
Questo approccio non ci ha reso la vita facile, perchè entrare nel merito evitando le semplificazioni e le approssimazioni, non fa parte del sentire politico-amministrativo attuale.
Grossa delusione nel rapporto con la componente consiliare di maggioranza del PD, sempre ed acriticamente schierata con i desideri della Giunta, ignorando le potenzialità propositive del Consigliere Comunale in quanto tale.
Considerando anche la nostra esigua rappresentanza, pensiamo di avere fatto un lavoro egregio, mostrando altresì come si possa operare con credibilità e voglia di conoscere, approfondire e diffondere le nostre valutazioni su quanto si decideva nell'assise amministrativa.
Di tutta questa attività abbiamo dato totale informazione e con trasparenza sul nostro blog e sulla stampa.
Ora non avremo più una presenza consiliare e questo probabilmente ci penalizzerà nella visibilità mediatica, ma proseguiremo il nostro cammino di gruppo con la stessa attenzione che abbiamo avuto sinora auspicando d'aggregare al nostro lavoro altri cittadini interessati a fare politica e non a subirla.

Meda 5-6-017

Il gruppo di Sinistra e Ambiente con il suo Consigliere Comunale Alberto Colombo

venerdì 26 maggio 2017

IN BRIANZA SI VUOLE ANCORA CONSUMARE SUOLO


La Lista per Biassono, con il suo Consigliere Comunale Alberto Caspani, ha informato il coordinamento ambientalista de l'Osservatorio PTCP dell'avvenuta approvazione nel CC del 2-5-017 di un Masterplan concernente previsioni edificatorie sulla porzione biassonese di un'area sovraccomunale oggetto di piani di trasformazione.
Una prima ricerca a mezzo di accesso agli atti nei comuni interessati ha evidenziato che da circa un anno è stato attivato presso la Provincia di MB un tavolo di discussione ai fini della procedura d'intesa (art. 34) prevista nel Piano Territoriale di Cooordinamento Provinciale (PTCP) con i Comuni di Biassono, Vedano al Lambro, Lissone e Monza.
Oggetto della discussione, l'intenzione, riportata anche nei PGT, di operatori privati di edificare su aree ancora libere facenti parte degli Ambiti di Interesse Provinciale (AIP) nella fascia di confine dei comuni sopracitati.
Si sono tenuti già 3 incontri e sono risultate palesi le pressioni esercitate in particolare dalle amministrazioni di Vedano e di Biassono affinchè l'intesa sia concretizzata, possibilmente "al ribasso" (poche compensazioni ambientali, poca riduzione volumetrica e poche fasce di ricostruzione del verde).
A Biassono, a guida Lega Nord, la maggioranza ha dunque approvato il Masterplan che delinea le previsioni d'interventi consentiti sui terreni ricadenti nei confini comunali biassonesi.
Sono interventi preoccupanti. Si tratta di una colata di cemento costituita da capannoni ad uso produttivo industriale, commerciale e terziario direzionale con due torri di 10 piani e un certo grado di "libertà" nella configurazione dei lotti.
L'intervento, suddiviso in due fasi, dovrebbero sorgere a ridosso dell'ipotetica SP6, strada facente parte della viabilità complementare dell'autostrada Pedemontana Lombarda.
Sugli altri comuni i dettagli di quanto previsto negli AT non ci sono ancora noti.
Complessivamente per l'area AIP interessata si tratta nel complesso di 429.700 mq di CONSUMO DI SUOLO pari al 31% della superficie ancora non urbanizzata (1.391.644 mq su 1.939.440 totali) distribuiti come segue:
  • 129 000 mq su Vedano al Lambro rispetto ai 258.333 mq liberi
  • 257.036 mq su Biassono rispetto ai 293.875 mq liberi
  • 42.836 mq su Lissone rispetto agli 828.364 mq liberi
  • 0 mq su Monza dove sono previsti Servizi (che non fanno consumo di suolo ndr) su 11.072 mq liberi.
E' evidente che gli interventi più pesanti riguardano i Comuni di Biassono e di Vedano.
Il 26-5-017, per accendere i riflettori sull'ennesimo pericolo di consumo di suolo per questa zona della Brianza, già pesantemente urbanizzata e sulle debolezze costituite dalla normativa provinciale sugli AIP, il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP - di cui Sinistra e Ambiente è parte attiva - ha tenuto unitamente con la Lista per Biassono (che in CC s'è espressa contro il Masterplan) e la partecipazione della Lista LabMonza una conferenza stampa distribuendo il comunicato allegato.

I relatori ad inizio conferenza stampa a Biassono.
Il tavolo dei relatori

MasterplanBiassono+altri def by Sinistra E Ambiente on Scribd

Il Masterplan di Biassono completo: cemento a gogo.


sabato 20 maggio 2017

IL 20-5-017 INSIEME SENZA MURI, INSIEME CONTRO IL RAZZISMO E PER L'ACCOGLIENZA


Una manifestazione grande, una manifestazione allegra e viva. 80 mila ? 100 mila ? Di più ? Poco importa, tanti, veramente tanti e tutti con striscioni e bandiere per l'accoglienza e contro l'intolleranza e il razzismo.
Presenti associazioni, gruppi, centri sociali, cittadini italiani, profughi, migranti. 
Molte le comunità ormai da tempo integrate e tanti i giovani di seconda generazione, una folla trasversale e multicolore.
Tutti insieme per dare uno schiaffo alle infamie diffuse in questi giorni dai vari Maroni, Salvini & C e per dire ai seminatori di odio che c'è un'altro paese che è stanco delle loro farneticazioni.
Era urgente e giusto esserci anche per lanciare un segnale forte a chi si fa tentare da sirene "muscolari" e sforna l'orrendo decreto legge Minniti-Orlando chiedendo anche a paesi che ignorano i diritti umani di fermare i migranti alle loro frontiere.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 

 E tra questa moltitudine c'era anche la delegazione di Sinistra e Ambiente di Meda.


giovedì 18 maggio 2017

SABATO 20 MAGGIO 2017, CONTRO IL RAZZISMO, PARTECIPA ALLA MANIFESTAZIONE INSIEME SENZA MURI


Il giorno di SABATO 20 MAGGIO 017 a Milano con partenza del corteo alle 14.30 da Porta Venezia si terrà la manifestazione INSIEME SENZA MURI.
Un'iniziativa contro il razzismo, l'intolleranza e per l'accoglienza e l'inclusione.
Una risposta da dare a tutti coloro che stanno avvelenando la convivenza civile e abbassando in modo preoccupante il livello di umanità della nostra società.
Un evento utile anche per mostrare la contrarietà ai due decreti già convertiti in legge dei Ministri Minniti e Orlando su immigrazione e sicurezza che che con l’abolizione del secondo grado di giudizio per il riconoscimento del diritto di asilo, trattano diversamente e con un livello di tutela inferiore uomini e donne profughi cancellando per loro un livello di ricorso ad un provvedimento avverso.
Oltre ai razzisti e a chi vuol costruire muri, non ci piace quella classe politica che preferisce accarezzare il pelo a queste pulsioni, ricercando accordi e finanziando Stati affinchè fermino i migranti, anche con l'uso della forza, alle frontiere libiche piuttosto che turche invece di governare il fenomeno e avanzare politiche di accoglienza e di pace.
Si deve guardare alle vere cause che spingono una parte crescente dell’umanità a scappare dalle proprie terre: la rapina delle risorse naturali e delle terre da parte delle multinazionali, le devastazioni ambientali, le infinite guerre dell’occidente, i regimi dittatoriali e sanguinari omaggiati da nostri governi e con i quali si fanno lauti contratti di vendita di armi.

mercoledì 10 maggio 2017

MEDA, AMMINISTRATIVE 017: LA SCELTA DI SINISTRA E AMBIENTE

Quest’anno, all’appuntamento per le elezioni amministrative medesi dell’11 giugno, il gruppo di Sinistra e Ambiente non sarà presente con una propria lista e un proprio candidato.
Considerando, durante questo mandato, le vicissitudini della Coalizione con cui Sinistra e Ambiente è entrata in Consiglio Comunale nel 2012, appare evidente a tutti che una riedizione della stessa era nei fatti impossibile.
Nel corso di questi 5 anni il PD medese e l’esecutivo del sindaco uscente Gianni Caimi hanno spostato il loro baricentro politico proseguendo imperterriti con la negazione di scelte condivise e con decisioni unilaterali.
Tale situazione ci ha costretti a passare all’opposizione e, nonostante il nostro tentativo di essere comunque attivi e propositivi, ci siamo sempre scontrati con un atteggiamento di chiusura e di autosufficienza arrogante da parte del Pd e del sindaco, attivamente supportati in ciò dal ruolo del Presidente del Consiglio Comunale Bruno Molteni (PdL/Ncd) vero e proprio alleato di ferro di Caimi.
Lo stretto rapporto tra Caimi, Molteni e il PD ha permesso un ribaltone di alleanze: ciò che era nato ed era stato votato come centro-sinistra si è trasformato in un amministrazione di centro-destra.
E’ grazie a Molteni che il PD ha esautorato il ruolo delle Commissioni attraverso l’introduzione del voto pesato rendendole nei fatti puro strumento della maggioranza.
Maggioranza che è stata anche debitamente “coperta” da un agire disinvolto del Presidente del Consiglio Comunale poco garantista verso il ruolo dei Consiglieri e molto sbilanciato verso la giunta.
Davvero poche sono state le occasioni e le scelte che abbiamo potuto condividere in questi anni con l’amministrazione; moltissime invece quelle che ci hanno trovato in totale disaccordo:
  • l'approvazione del PGT targato Lega che ha consentito la perdita di alcune aree verdi e la successiva (e tarda) Variante che poteva e doveva essere più coraggiosa
  • il nuovo regolamento che ha blindato le commissioni impedendo discussioni vere e su argomenti importanti per Meda
  • il via libera alla realizzazione del centro commerciale sull’area ex Medaspan
  • il sostegno acritico alla realizzazione dell’autostrada Pedemontana e una gestione “proprietaria” da parte di Caimi di tutte le azioni amministrative collegate
  • l’adesione totale e subalterna ai piani di BEA nella gestione del forno inceneritore di Desio senza alcuna volontà di prevederne una futura dismissione con l’implementazione di nuove tecnologie nel trattamento dei rifiuti
  • la mancanza di politiche ambientali di spessore
  • dubbi progetti viabilistici
  • la totale latitanza nel progetto del nuovo parco regionale Groane-Brughiera
  • l’assenza d’una trasparenza puntuale sull’operare amministrativo
Più di tutto ci è pesato il metodo di governo da oligarchia ristretta che la giunta Caimi ha adottato in questi anni, in totale dissonanza dal programma elettorale in cui si affermava di volere una gestione condivisa e partecipata.
Non ci mancano dunque gli argomenti che hanno reso e rendono impensabile una riproposizione di alleanza o sostegno a questo PD che oltretutto ha scelto di presentare come candidato ancora Caimi mantenendo inalterato il metodo politico.
Abbiamo altresì toccato con mano quanto sia lontana dal nostro pensiero la pratica dell’agire politico nella realtà medese, ovvero la sua malattia di fondo: da tempo e sempre di più, molti percorrono trasversalmente la strada dell’apparire, del protagonismo individuale, della presentazione d’un prodotto preconfezionato cui si è chiamati alla mera e passiva accettazione.
Il tutto aggravato da individualismo protagonista, rancori, pregiudizi e pregiudiziali su gruppi e/o singole persone.
Ogni raggruppamento o soggetto politico ha costruito uno schieramento a sua totale immagine e non è stato attivato il benché minimo momento di confronto ufficiale con noi in tempo utile.
Qualcuno ha invece tentato la strada dei contatti singoli, nel maldestro tentativo di fare una campagna acquisti individuale.
Ecco, questo per noi non è cercare alleanze basandosi su un sano relazionarsi politico, bensì mutare, screditandolo, l’agire politico.
In aggiunta a tale pratica politica deformata e poco stimolante, la scelta d’una corsa in solitaria di Sinistra e Ambiente avrebbe comunque dovuto fare i conti con l’alta percentuale di consensi (attorno al 7/8%) necessari per entrare in Consiglio Comunale con un rappresentante.
Anche gli incontri con persone vicine alle nostre sensibilità hanno mostrato la necessità di approfondimenti e di continuità di dialogo con tempi più lunghi rispetto alla imminente scadenza elettorale.
Per questo, il gruppo di Sinistra e Ambiente ha deciso di non bruciare inutilmente candidature ed energie.

Un banchetto di Sinistra e Ambiente
Presidio antifascista a Meda
Alla manifestazione 
contro il razzismo a Limbiate
Di certo Sinistra e Ambiente non scomparirà: continueremo ad agire a Meda seguendo l’attività amministrativa oltre a quella dei coordinamenti ambientalisti in cui siamo parte attiva, ad essere presenti sul territorio con i nostri temi, le nostre progettualità e le nostre sensibilità ambientaliste e sociali.

Ci daremo altresì l’obiettivo di creare una “Sinistra e Ambiente” più solida e più allargata quale soggetto con contenuti di sinistra, sociali e ambientalisti, coinvolgendo anche altre persone cui chiederemo di lavorare insieme.
E’ del tutto evidente che, nelle prossime elezioni di giugno, agli elettori medesi mancherà l’unico riferimento di sinistra con una visione ambientalista che non è mai stata di pura facciata.
Altrettanto evidente è che nessuna forza politica o candidato attualmente presente nella competizione elettorale per amministrare Meda ci può rappresentare e che pertanto non faremo alcuna scelta tra questi candidati sindaci.

Il gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda

sabato 6 maggio 2017

RIFUGIATI: UNA SQUALLIDA E ODIOSA VICENDA DI CAPORALATO IN PROVINCIA DI COSENZA

Una squallida vicenda messa in luce dalla Procura di Cosenza. Una vicenda che vede, ancora una volta vittime, i richiedenti asilo.
Secondo l'accusa, chi era stato incaricato di gestire l'accoglienza in realtà, dopo averli stipati in strutture fatiscenti, lucrava su di loro mettendoli altresì a disposizione per il lavoro nero sottopagato.
Giusto chiedersi quali controlli effettui la Prefettura su chi vince i bandi per verificare il rispetto degli standard qualitativi e normativi e quali verifiche faccia quando assegna direttamente gruppi di richiedenti asilo a soggetti che dovrebbero gestire l'accoglienza.

Rifugiati sfruttati per lavori agricoli, 
14 arresti a Cosenza

Silvio Messinetti  Edizione del 06.05.2017

Il caporalato nel centro d’accoglienza. Un oliato sistema di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro migrante. Lo schiavismo «legalizzato» per mesi, nonostante fosse già noto che sui contrafforti della Sila, nel fazzoletto di altopiano tra Camigliatello, Casole Bruzio e Aprigliano, c’erano sodalizi criminali che lucravano sui migranti, approfittando di un sistema di accoglienza che fa acqua da tutte le parti.
Chi semina odio sulle Ong che salvano vite umane nel Mediterraneo, si facesse piuttosto un giro in Calabria in quella teoria di alberghi, residence, B&B, trasformati in ghetti per migranti, vilipesi, maltrattati, vessati, ed ora si scopre pure agenzie di collocamento per caporali e lavoratori in nero.
Non si tratta di Ong ma viceversa di sodalizi di speculatori foraggiati dallo Stato che affida (e rinnova) la gestione delle strutture.
Li chiamano «centri di accoglienza straordinari». Ma non accolgono, non proteggono, non tutelano.
Era l’estate scorsa quando una delegazione di LasciateCIEntrare ha ispezionato tutti i centri situati in Sila. 
Ecco com’era declinata l’accoglienza in salsa silana: ospiti costretti a dormire su materassi stesi sul pavimento, senza lenzuola né cuscini, la corrente elettrica assente, l’acqua calda, inesistente. I migranti mostravano irritazioni cutanee e lamentavano la mancanza di assistenza sanitaria. I fili dell’impianto elettrico erano scoperti e molti bagni privi di rubinetteria. Tutti gli abiti che i rifugiati indossavano erano stati donati dalla popolazione locale. 
E il pocket-money non veniva erogato dai gestori, nonostante questi ricevessero dal Viminale ben 35 euro al giorno per migrante.
L’inchiesta della procura di Cosenza che ieri ha portato all’arresto di decine di persone e al fermo di alcuni gestori dei centri d’accoglienza apre altri squarci, finora ignoti, sulla indegna condizione dei rifugiati. Una storia che lascia sgomenti.
Gli elementi raccolti dagli inquirenti hanno permesso di accertare che gli ospiti, senegalesi, nigeriani e somali, venivano prelevati da due strutture, il Santa Lucia e il Centro giovanile jonico di Camigliatello, e portati a lavorare in campi di patate e fragole o impiegati come pastori per badare agli animali da pascolo. 
In particolare, il presidente e i due responsabili della gestione dei Cas risultano accusati di aver illecitamente reclutato i rifugiati a loro affidati per essere impiegati in nero, in concorso con i titolari delle aziende agricole. 
Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, abuso d’ufficio e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. 
È il primo caso in Italia di applicazione della nuova legge sul caporalato. 
Durissimo il procuratore di Cosenza, Mario Spagnuolo: «E’ terribile che sia stata messa sotto i piedi la dignità delle persone che il nostro articolo 2 della Costituzione sancisce.
Con quale coraggio chiediamo aiuto agli altri se trattiamo così i nostri simili. 
Tutto nasce da una iniziale denuncia fatta da un migrante. C’è stato il coraggio di queste persone di denunciare e da quel momento si è sviluppata una attività di indagine che ha svelato l’esistenza di una vera e propria agenzia del caporalato». 
I migranti lavoravano per undici ore al giorno con paghe minime, 2 euro all’ora, per dieci ore al giorno. La tentata truffa è ipotizzata perché i Cas dislocavano i migranti nelle aziende pur incassando la quota che spetta per ogni migrante. E non finisce qui perchè il giro potrebbe allargarsi. 
«Ci sono indagini in corso e l’attività sta proseguendo», ha concluso l’aggiunto Marisa Manzini.

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Da Repubblica

Sfruttavano i rifugiati a 2 euro all'ora 
per il lavoro nei campi. 
Arrestati i capi di due Centri d'accoglienza di Cosenza

Avrebbero dovuto garantire ai loro ospiti, giovani richiedenti asilo africani, lezioni d'italiano e percorsi d'integrazione. Invece li mandavano a raccogliere patate e fragole con paghe irrisorie. I caporali accusati anche di tentata truffa aggravata: manipolavano i fogli presenza dei profughi per ottenere i fondi pubblici: i ragazzi risultavano presenti in classe mentre erano al lavoro


COSENZA. Avrebbero dovuto agevolarne l’integrazione dei richiedenti asilo e curare le loro ferite fisiche e psicologiche, ma si sono trasformati nei loro nuovi aguzzini. Scoperchia un quotidiano di miseria, sfruttamento e negazione di ogni basilare diritto l’inchiesta della procura di Cosenza, coordinata dal procuratore capo Mario Spagnuolo, dall’aggiunto Marisa Manzini e dal pm Giuseppe Cava, che ha portato venerdì in carcere i due responsabili di due centri d’accoglienza di Camigliatello silano, nel cosentino. Insieme a loro, per ordine del tribunale di Cosenza, 4 persone sono finite ai domiciliari, mentre in 8 sono state destinatarie di un provvedimento di obbligo di dimora.
Tutti sono a vario titolo accusati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, abuso d'ufficio e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, per aver costretto i rifugiati cui avrebbero dovuto fornito assistenza a lavorare ogni giorno, per oltre 10 ore, nelle aziende agricole della zona. Una storia di ordinario sfruttamento e caporalato nascosta tra le pieghe del sistema di accoglienza delegato ai privati.

Una trentina di ragazzi - senegalesi, nigeriani e somali, riconosciuti come vittime di guerre, persecuzioni e conflitti e per questo riconosciuti come rifugiati – venivano prelevati ogni mattina all’alba e messi a disposizione dei padroncini della zona, per essere impiegati come braccianti o pastori. Per loro, non c’era nessun corso d'italiano o programma di avviamento professionale, tanto meno l’assistenza psicologica che i centri si impegnano a garantire a coloro che in Italia trovano asilo o rifugio perché in fuga da Paesi in cui rischierebbero la vita. I trenta ragazzi ospiti dei due centri di Camigliatello silano in Italia hanno conosciuto solo nuove forme di sfruttamento.
Vestiti in maniera approssimativa nonostante il freddo inverno silano, i ragazzi erano obbligati a lavorare per oltre dieci ore al giorno nei campi di patate o di fragole come braccianti, o come pastori incaricati di badare agli animali al pascolo sull’altopiano silano. Un lavoro duro, pesante e retribuito meno di 15-20 euro al giorno. E ovviamente del tutto clandestino.
Formalmente, i ragazzi risultavano regolarmente presenti nei due centri di accoglienza, dove – recitano le carte – si svolgevano tutte le attività previste dai programmi di assistenza ai rifugiati. Ma era solo una menzogna. I ragazzi venivano di fatto doppiamente sfruttati. Come manodopera a basso costo nei campi e come pretesto per ottenere finanziamenti.
 

giovedì 4 maggio 2017

A PROPOSITO DI BLITZ SECURITARI


Il blitz delle forze dell'ordine del 2-5-017 in P.za Duca d'Aosta fuori della stazione centrale di Milano dove, con un dispiegamento massiccio di uomini e mezzi compresi un elicottero, agenti a cavallo, unità cinofile e blindati, sono stati "selezionati" per generici "controlli" solo persone "non di razza caucasica" ha dato un assaggio di quale sia l'approcio di semplificazione selettiva che rischia di fare danni pesanti senza oltretutto minimamente intaccare situazioni di illegalità e spaccio pur presenti nell'area stazione centrale.
Ad una situazione di degrado del luogo, determinata da molteplici cause, s'è risposto con un'azione di "rastrellamento", di selezione e controllo etnico, utile solo per tranquillizzare o peggio inseguire sul loro terreno gli urlatori razzisti cercando di dare un'immagine di forza e decisionismo.
I risultati però non sono stati all'altezza del dispiegamento:
- 52 trasferimenti in Questura per accertamenti
- ZERO arresti
- ZERO fermi
- 4 fogli di via per precedenti decreti di espulsione
- una decina di accertamenti d'identità in corso
e udite udite, 5 rilasci aggiuntivi del permesso di soggiorno per motivi umanitari
Come prevedibile, a consuntivo il "blitz" si è rivelato di pura natura mediatica piuttosto che capace di verificare presunte situazioni di irregolarità o di accertare reati.
Quest'intervento è poi servito da palcoscenico al solito Salvini, prontamente e misteriosamente presente con tanto di giornalisti al seguito, per sciacallare, inondando i social, la stampa on line e cartacea e le Tv con affermazioni che seminano odio e razzismo.
Un'operazione comunque parte di una deriva securitaria preoccupante.
E' evidente che il problema di una città vivibile e sicura non si risolve solo attraverso azioni di polizia, ma con interventi di accompagnamento all'inclusione sociale, in particolare nei confronti dei cittadini stranieri in attesa della definizione della loro richiesta di protezione internazionale.
Ha del resto poco senso il respingere le richieste di protezione generando così situazioni di clandestinità totale che non consentono esistenze dignitose con il rischio concreto che si alimentino e creino poi occasioni di degrado.
E' netta l'impressione che l'operazione di polizia sia figlia della "linea Minniti", un esordio "muscolare" laddove si evidenziano sacche di "degrado" e di marginalità sociale prodotte guardacaso da politiche di accoglienza e integrazione insufficienti o contradditorie.
Ecco, come molti altri cittadini, gruppi ed associazioni che hanno scritto in merito e i cui contenuti abbiamo anche ripreso in alcuni passaggi del post perchè li condividiamo, anche noi di Sinistra e Ambiente apparteniamo ad un'umanità diversa, non ci associamo alla gara di chi soffia più forte e con maggiore frequenza sul fuoco o ci butta benzina per aumentare odio, divisione, senso di paura, insicurezza.
Noi questa squallida gara non la giochiamo.

lunedì 1 maggio 2017

LA RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE SUI PIANI INTEGRATI D'INTERVENTO E SUGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE


L'interrogazione chiedeva informazioni precise circa lo stato degli iter dei Programmi Integrati d'Intervento (PII) e degli Ambiti di Trasformazione (AT) stralciati con la Variante al PGT ma ancora in regime di moratoria della LR 31 nonchè dell'AC4 di via Piave approvato con delibera di Giunta l'8-07-015 e avviato con ulteriore consumo di suolo.
La risposta evidenzia come la legislazione nazionale del passato Governo Renzi abbia, purtroppo, consentito il rinnovo dei termini per la loro validità anche per quei PII che erano in prossimità di scadenza per mancata sottoscrizione della Convenzione.
Si tratta di PII con alte volumetrie che andrebbero sicuramente rivisti e ridimensionati se non cancellati ma che con il decreto Sblocca Italia di Renzi hanno ottenuto una proroga e non sono decaduti.
Gli AT non confermati dalla Variante al PGT del 2016 non sono, per il momento, oggetto di richiesta di attivazione di istruttoria ma la moratoria della Legge Regionale 31 sul Consumo di Suolo che scadrebbe a giugno è purtroppo oggetto di manovre politiche per prorogarne di un anno la scadenza.
Brutte notizie per l'AC4 di via Piave dove a novembre 2016 è stata sottoscritta la Convenzione e dove la proprietà ha 10 anni per realizzare i capannoni lì previsti.
L'avvio di questo AT con CONSUMO DI SUOLO è piena responsabilità dell'amministrazione Caimi targata PD che nel 2012 approvò (voto contrario di Sinistra e Ambiente) il PGT della Lega, consentendo agli operatori dell'AC4 di presentare un Piano Attuativo PRIMA della Variante al PGT del 2016.

venerdì 28 aprile 2017

CENTRO COMMERCIALE SU AREA EX MEDASPAN: AFFANNOSA RICERCA DI UNA SOLUZIONE PER LA VIABILITA'


E' tornato nel Consiglio Comunale del 26-4-017, l'AT1, l'ambito di trasformazione ex Medaspan dove l'amministrazione Caimi ha fortemente voluto il Centro Commerciale con contorno di albergo e servizi.
E' tornato con una procedura "d'urgenza", ingiustificata dal punto di vista degli obblighi e delle scadenze temporali istituzionali e amministrative ma per scelta politica di Caimi e del PD che si sono voluti evidentemente intestare il merito, in vista dellla scadenza elettorale, di approvare una integrazione alla bozza di convenzione passata nel CC del 25-01-015 (voto contrario di Sinistra e Ambiente).
Per Caimi e il PD serve infatti dare una mano all'investitore privato perchè i lavori del tavolo regionale dell'accordo di programma hanno tempi più che mai incerti e sono complicati da una prescrizione di Regione Lombardia che vincola l'apertura del centro commerciale al superamento della linea ferroviaria FNM.
Superamento al momento impossibile visto che il previsto (e critico) sottopasso di via Cadorna-via Seveso con spostamento dell'alveo del Tarò non ha la copertura economica perchè compreso nelle opere complementari da realizzare a carico della soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) le cui casse sono da tempo vuote.
Sono crollate così le più rosee previsioni di Caimi e del PD che prevedevano la chiusura dell'iter in tempi rapidi, previsioni accompagnate da incauti annunci dai titoli roboanti.
Così, visto e considerato che la normativa prevede che la CONVENZIONE finale dell'AT1 (la bozza è stata approvata nel CC del 25-1-015) debba essere ratificato entro un anno dall'approvazione del Piano Attuativo, con la delibera portata in Consiglio il 26-4-017, per non correre rischi, agganciano i termini temporali alla pubblicazione dell'Accordo di Programma e non al Piano Attuativo.
Ma non si tratta solo di questo.
Per cercare di aggirare la severa prescrizione della Regione sul superamento della linea ferroviaria FNM, viene proposto e portato alla ratifica del CC un "raccordo" stradale che collega la rotonda di via Cadorna alla via Busnelli, passando per la viabilità d'accesso all'AT1.
Costi a carico del privato (stimati 935.000 euro) e catalogazione come Opera Pubblica e pertanto uso di aree di proprietà pubblica e privata a mezzo esproprio per la sua realizzazione.
Il "raccordo" con in rosso la percorrenza a doppio senso 
da via Cadorna a via Busnelli
Questa soluzione è quindi sicuramente e prioritariamente cercata per tentare d'uscire dall'impasse determinato dai problemi di viabilità e di traffico aggiuntivo indotto dalla allocazione di un centro commerciale su un area critica quale l'ex-Medaspan.
Appare inoltre evidente che il raccordo sconterà le limitazioni derivanti dal calibro di via Busnelli e sopratutto delle dimensioni inadeguate del ponte sotto le FS in direzione di Seveso.
Sul punto traffico, pur sbandierando l'esistenza di studi trasportistici sull'area elaborati  al tavolo dell'accordo di programma e se pur sollecitati più volte, l'amministrazione e il responsabile dell'ufficio Infrastrutture e Mobilità, non hanno saputo o voluto fornire alcun dato ne sul numero stimato dei veicoli intercettati dal raccordo ne sull'analisi del carico globale sul comparto.
Il gruppo di Sinistra e Ambiente, continuando a ritenere un errore la scelta di consentire la costruzione d'un centro commerciale sull'area ex Medaspan anche per le problematiche di traffico e circolazione da esso indotto e considerando la soluzione del raccordo poco efficace e comunque prioritariamente utile alla semplificazione della trattativa in corso in Regione, ha espresso conseguentemente un voto di contrarietà alla delibera.

POLIAMBULATORIO DI MEDA SUD: LE RISPOSTE INSODDISFACENTI E FUORVIANTI DI CAIMI


L'OdG del Consiglio Comunale del 26-4-017 comprendeva anche l'interrogazione di Sinistra e Ambiente sul Poliambulatorio del quartire Polo (Meda sud).
Un'interrogazione per ottenere informazioni dettagliate e precise per meglio comprendere la situazione attuale ma sopratutto le prospettive future relative alla permanenza, negli spazi di proprietà comunale, del Poliambulatorio a Meda Sud .
Un'interrogazione stimolata anche da alcuni cittadini del quartiere.
Il sindaco Gianni Caimi ha liquidato i quesiti, con la sua solita tracotanza, nello spazio di brevissimo tempo, senza dire nulla nel merito.
Buona parte della sua "mancata risposta" è stata dedicata  a parlare del Presidio Socio Sanitario Territoriale -Presst- nei locali della farmacia comunale di via Indipendenza 105, dimenticando volutamente che l'interrogazione non era sul Presst ma sul POLIAMBULATORIO DI MEDA SUD.
Addirittura, un poco irritato, ha affermato di aver già risposto in merito, in occasione della precedente interrogazione  di Sinistra e Ambiente.
La realtà e la verità è altra dato che ci siamo visti costretti a ritornare sull'argomento con un'interrogazione più mirata.
Nella sua telegrafica risposta verbale in CC, un unico passaggio correlato al Poliambulatorio di Meda Sud, la frase singolare e di ampia interpretazione secondo cui  il Poliambulatorio continuerà ad operare in base alla volontà dei medici presenti augurandosi comunque che gli stessi entrino "in rete". (la "rete" del PRESST ndr).
Un'affermazione ovvia e scontata che però non dice NULLA che sia utile a fugare i dubbi e le preoccupazioni di quei cittadini che vorrebbero solo rassicurazioni chiare e risposte dettagliate ed esaustive nel merito dei quesiti sollevati e non un supponente e fuorviante parlare d'altro.
Ecco, ancora una volta lo "stile" e il "metodo Caimi" s'è manifestato in tutta la sua arroganza. 

mercoledì 19 aprile 2017

INTERROGAZIONE SULLO STATO DEI PIANI D'INTERVENTO INTEGRATI E DEGLI AMBITI DI TRASFORMAZIONE


I gruppi consiliari di Sinistra e Ambiente, Lista Civica con Buraschi per Meda e Meda per Tutti da tempo vanno denunciando la mancanza di trasparenza e di puntuale e dettagliata informazione in materia di politica urbanistica da parte dell’amministrazione Caimi.
Così, si hanno notizie dell’avvio di alcuni vecchi Piani Attuativi (C.so Matteotti comparto ex- Eden e via Pace) solo dalla stampa e solo a mezzo di informazioni sommarie e frammentate invece di avere consueti e precisi aggiornamenti sui contenuti delle Convenzioni e sui dettagli progettuali in sede di deputata Commissione.
Per cercare di avere un quadro completo della situazione riguardante i Piani d’Intervento Integrati, lo stato dell’AC4 (via Piave) e per capire se sugli Ambiti di Trasformazione (AT) stralciati con la Variante del 2016 dal PGT ma ancora in regime di moratoria cioè comunque con possibilità che le proprietà chiedano l’avviamento dell’iter realizzativo presentando un Piano Attuativo, i tre gruppi consiliari hanno protocollato un’interrogazione comune.


Nota: la moratoria o "norma transitoria" prevista dalla LR 31 scade il 1 giugno del 2017.
E' giunta però formale notizia che la maggioranza in Regione Lombardia voglia prorogare la scadenza della "norma transitoria" di un anno.
In tale periodo resterebbe invariata la possibilità di presentare Piani Attuativi da parte dei privati sugli Ambiti di Trasformazione stralciati anche con variante, con rischio di nuovo consumo di suolo.

Da Repubblica del 15-4-017

Consumo di suolo

la Regione vuole una proroga salva-costruttori

ANDREA MONTANARI
LA Regione è pronta a prorogare di altri 12 mesi la norma transitoria che permette di realizzare i progetti edilizi già contenuti nei piani di governo del territorio, che erano previsti al momento dell'approvazione della nuova legge regionale sul consumo del suolo, che prometteva di riutilizzare solo le aree già edificate. La durata della norma transitoria passerà così da 30 a 42 mesi. Nei quali i costruttori potranno ancora realizzare i loro progetti. Senza incorrere delle maggiorazioni delle percentuali sugli oneri di urbanizzazione, che aveva introdotto il testo della legge 31 del 2014. Da un minimo a un massimo del trenta per cento per gli interventi che consumano suolo agricolo nello stato di fatto non compresi nel tessuto urbano consolidato e pari all'aliquota del cinque per cento per gli interventi che consumano suolo agricolo all'interno del tessuto urbano. La giunta regionale guidata da Roberto Maroni ha fretta. Tanto che ha chiesto e ottenuto dal Consiglio regionale la procedura d'urgenza, che è stata approvata a maggioranza a scrutinio segreto con 41 sì, 18 no e 1 astenuto. Le modifiche alla legge saranno oggi all'esame della commissione regionale Territorio presieduta da Angelo Sala della lista Maroni. Il via libera definitivo dell'aula è stato già fissato nella seduta del 16 maggio. Il governatore si difende sostenendo che il provvedimento raccoglie e fa proprie anche le sollecitazioni dell'Anci Lombardia. L'associazione dei comuni italiani presieduta dal sindaco di Monza e Brianza di centrosinistra, Roberto Scanagatti.
L'opposizione di centrosinistra è perplessa e le associazioni ambientaliste come Legambiente, che avevano già ironicamente definito le nuove norme "ammazza suolo" vanno all'attacco. «Il testo in vigore era già molto blando perché prevedeva una piccola riduzione del consumo del suolo solo sull'edilizia residenziale - protesta Damiano Di Simine di Legambiente Lombardia - Inoltre, mentre si dice che bisogna sostenere la rigenerazione urbana si continua a non dare gli strumenti ai comuni per farlo. Senza contare che si tolgono i disincentivi economici che erano stati introdotti per chi consumava nuovo suolo».
Non è d'accordo con le modifiche anche Gianmarco Corbetta del M5S, che spiega: «Stanno riscrivendo la legge contro il consumo del suolo per renderla più vaga, inoffensiva e aleatoria di quanto non lo sia oggi. Anche quel poco di positivo che c'era sarà stravolto con il risultato di rendere del tutto inutile il provvedimento. Maroni evidentemente si è pentito e lascia ai comuni la facoltà di edificare in completa libertà. Vogliono costruire ancora». Il Pd Jacopo Scandella aggiunge: «La legge sul consumo di suolo fa acqua da tutte le parti, ha creato confusione e ha fissato scadenze che la Regione stessa non è stata in grado di rispettare. Per noi il punto cardine è quello di permettere ai comuni di ridurre le previsioni di edificazione già pianificate, e oggi non è così. Comunque il testo della giunta difficilmente rimarrà così com'è, perché dovrà passare al vaglio di una maggioranza che si è dimostrata da sempre ostile a una vera battaglia contro il consumo di suolo».
La proroga concessa che inizialmente doveva limitarsi a 30 mesi dall'entrata in vigore delle nuove norme, infatti, doveva congelare i progetti già approvati, in attesa che le province e i comuni si adeguassero ai criteri per la limitazione del consumo di suolo.
Ma introduceva per i sindaci anche il paradossale divieto non solo di aumentare, ma anche di ridurre il consumo di suolo già occupato.

sabato 8 aprile 2017

PEDEMONTANA CON DI PIETRO IN PROVINCIA DI MB: CONFERMA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO

Il Pres. di APL Di Pietro e il Pres. della Prov. di MB Ponti (foto di A. Colombo)
Il 7-4-017 s'è tenuta l'assemblea dei sindaci della provincia di MB con l'audizione di Di Pietro,  Presidente uscente della società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL).
Ad assistere all'assise era presente anche una delegazione di INSIEME IN RETE formata dalla Portavoce Gemma Beretta, da Alberto Colombo e da Sergio Arienti.
Di Pietro ha illustrato il quadro della situazione per quanto concerne la situazione economica e l'iter realizzativo dell'infrastruttura autostradale.
Partiamo da una sua dichiarazione: "i lavori e l'apertura dei cantieri (per il completamento ndr) potrebbero essere domani o tra dieci anni."
Dietro questa frase c'è la continua incertezza anzi, la certezza, che ancora i fondi non ci sono.
Ancora nessuno, nonostante più bandi di gara, s'è fatto avanti per l'acquisto delle azioni di APL messe sul mercato per l'aumento del capitale.
Solo BAU Holding, società in cui è presente anche Strabag, s'è dichiarata interessata ad investire ma a condizione che si concretizzi il finanziamento delle banche.
Le banche, parte "teorica" del project financing stanno a guardare e attendono un preventivo intervento del sistema bancario PUBBLICO (si avete letto bene) per decidere se e come riattivare un loro interesse. 
Sistema bancario pubblico cioè Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e Cassa Depositi e Prestiti.
L'assemblea dei Sindaci del 7-4-017 (foto A. Colombo)
Per la BEI, dopo la bocciatura della richiesta di prestito precedente, APL ha attivato una nuova pratica e sta lavorando per inoltrare la "Valutazione Economica - Sociale".
Tramontata invece l'ipotesi di accedere in sede di Comunità Europea ai fondi del "piano Juncker" poichè lo stesso esclude finanziamenti ad infrastrutture autostradali.
Altro capitolo riguarda il "fondo di garanzia" di 450 milioni di euro concesso da Regione Lombardia per coprire gli ammanchi dei mancati pedaggi. Le banche private hanno chiesto esplicitamente di innalzarlo a 1,2 mld.
Altra "novità" l'ipotesi di lavoro che le tangenziali di Como e Varese rientrino nel piano di cessione della proprietà ad ANAS (in pratica una "nazionalizzazione"). 
Anche in questo caso ANAS dovrebbe però pagare ad APL una quota determinata dai pedaggi delle tangenziali che sono attualmente quantificati come entrate nel Piano Economico Finanziario (PEF), con cui si doveva pagare il completamento dell'autostrada.
Insomma, l'ossatura degli interventi economici su cui APL sta lavorando per cercare nuove entrate è tutta PUBBLICA poichè nessun privato vuol correre rischi. Con buona pace del Project Financing.
Per Di Pietro, i volumi di traffico sulle tratte realizzate "sono in aumento". Però non si esplicitano numeri, anzi, salta fuori che è stato elaborato dallo studio Righetti l'ennesima analisi sul traffico in funzione delle tariffe applicate per cercare un equilibrio tra entrate e incentivazione all'uso dell'autostrada. Segno che le percorrenze continuano ad essere basse.
Nota di colore: dopo aver cercato di stralciare la tratta D dal progetto e dal PEF, APL ha dovuto reinserirla perchè il CIPE ha bocciato lo stralcio.
Veniamo ora agli aspetti progettuali. Di Pietro ed APL hanno glissato sull'ipotesi delle "pedemontagne", rimandando il tutto ad incontri tecnici di dettaglio con le amministrazioni (un po' come nel 2010) e definendo che pedemontagne e ora anche riempimento delle cave è "sono solo un'idea per utilizzare al meglio la terra degli scavi riducendo gli oneri".
Totale approssimazione sulla questione DIOSSINA TCDD presente sulle aree della tratta B2.
Si sorvola sui costi di un intervento di bonifica dicendo che "potrebbero essere qualcosa di più di quanto inizialmente previsto cioè 4 milioni" ma si sottolinea che una bonifica, se la realizza APL, ad APL qualcuno dovrà pagarla.
Surreale la situazione degli espropri che sono bloccati per mancanza fondi così come sono ancora in attesa di saldo gli espropriati sulle tratte in esercizio.
I progetti esecutivi sono fermi e non sono ne validati ne approvati perchè alcuni di essi non corrispondono ai definitivi e hanno extracosti  (+ 300 milioni).
Da alcune sottolineature e domande dei sindaci tornano sotto i riflettori criticità, già evidenziati nel passato ma rimaste irrisolte.
A Lentate Sul Seveso, (fine tratta B1) lo svincolo verso la Novedratese continua e continuerà a restare solo sulla carta poichè la sua realizzazione non ha copertura economica  e trasla tra le opere da fare "quando e se ci saranno risorse" di fatto accorpato alla B2. 
Ecco confermarsi le nefaste previsioni e preoccupazioni che già avevamo espresso ai tempi della "favola B1 quale variante EXPO" SENZA però viabilità complementare e di raccordo.
Pesante anche la condizione di Triuggio, pur non interessata al passaggio di alcuna tratta dell'autostrada e dove però esiste ancora l'ipotesi d'interruzione della ferrovia Monza-Molteno-Lecco per il rialzo di 5 mt del piano del ferro utile per il transito dell'autostrada che interferirà con la ferrovia. Un'interruzione che dovrebbe essere coperta da servizio bus ma su di una linea che ora, rispetto al passato (si parla di 10 anni quasi dal tempo della approvazione del progetto definitivo), ha incrementato notevolmente il numero dei viaggiatori. Una interruzione che creerebbe disagi pesanti e problemi di viabilità per Triuggio, ha detto il Sindaco della cittadina briantea chiedendo una risposta tempestiva in merito.
Anche per Lissone (tratta C) risulterebbe inaccettabile la chiusura dell'attuale svincolo di S. Margherita della SS36 ma anche qui APL altro non sa fare che proporre "incontri tecnici" personalizzati. 
Alla richiesta poi di realizzare comunque e prima la viabilità complementare ed accessoria per sgravare la situazione della superstrada SS35 Milano-Lentate S/S, APL chiede addirittura alle amministrazioni di pianificare e pagare loro gli interventi anticipando fondi che ....... non ci sono.
La Sindaca di Lentate si è arrabbiata, la Sindaca di Lissone ha espresso rammarico e preoccupazione come hanno mostrato diffidenza i Sindaci di Seveso, Triuggio, Desio. 
Solo il Sindaco di Mezzago Giorgio Monti (tratta D) ha ricordato che nella precedente audizione di Delrio era stata prospettata una possibile soluzione politica di uscita dall'attuale empasse. 
Ecco, in questa disastrosa situazione, fatta di attendismo, proposte di incontri con le amministrazioni per tranquillizzare, servirebbe finalmente una DECISIONE POLITICA che prenda atto delle coperture economiche inesistenti, del fallimento del Project Financing, delle criticità ambientali, dei problemi aggiuntivi generati, dei volumi di traffico inesistenti, degli impatti negativi sulla viabilità, del rapporto costi/benerfici negativo, del bisogno di controvertire l'aumento del traffico automobilistico a favore della mobilità sostenibile.
Serve che tutti i Sindaci riprendano in mano il coraggio, che sembra mancare, di stare insieme e coordinarsi per richiamare, non APL ma direttamente Regione, Governo e Ministro Delrio, per l'avvio di un tavolo istituzionale vero che si faccia carico di una progettazione puntuale e concreta per risolvere i danni causati dalla monca autostrada e i problemi del territorio, rinunciando al completamento di quest'inutile infrastruttura attraverso il suo stralcio dalla legge Obiettivo.

Coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE