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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

giovedì 27 settembre 2012

Regolamento e Statuto: una sospensiva immotivata



Commissione Regolamento e Statuto: 
Sinistra e Ambiente non condivide la scelta del PD
di sospendere la modifica del Regolamento e dello Statuto

Lunedì 24/09/012 s'è riunita la Commissione Regolamenti e Statuto.
Detta Commissione è composta da 7 commissari, ognuno dei quali "pesa" quanto la composizione numerica del gruppo consigliare da lui rappresentato. Quindi: Santambrogio (Presidente di Commissione) rappresenta e pesa per i 3 consiglieri della Lega Nord, Daelli pesa per gli 8 consiglieri del PD, Colombo pesa 1 consigliere di Sinistra e Ambiente, stessa cosa per Cassina (IdV), Busnelli (Meda per Tutti), Galimberti (Lista Buraschi) e Molteni (PdL).
Compito della Commissione è occuparsi di modifiche ai regolamenti comunali, ivi compresi lo Statuto e il Regolamento del Consiglio Comunale.
Per collegiale scelta, la Commissione si stava occupando di una revisione sostanziale dello Statuto e del Regolamento Consigliare, redatti dalle passate amministrazioni. 
Statuto e Regolamento che, così come formulati, sono decisamente sbilanciati verso un'operatività amministrativa centrata sulla Giunta, con carenze notevoli rispetto alle prerogative dei Consiglieri Comunali e una regolamentazione poco "aperta" sulle Commissioni, sulla trasparenza e sui meccanismi atti a favorire la partecipazione della cittadinanza.
Dopo una serie d'incontri aventi come oggetto le modalità di lavoro, lunedì la Commissione ha discusso una proposta del PD per la sospensione dell'attività di modifica ai due capitolati (fatto salvo la correzione di errori macroscopici a Statuto e Regolamento affidata alla Segreteria Comunale). 
La proposta del PD è stata argomentata per l'attesa di un'annunciata nuova legge del Governo sul riordino degli Enti Locali. 
La preoccupazione, espressa dal Commissario del PD, di un lavoro che finirebbe inficiato dall'approvazione della nuova legge o dalla futuribile (e peraltro mai discussa) possibilità che Meda, con l'abrogazione della Provincia di MB, possa entrare nell'area metropolitana con regole gestionali differenti non ci ha convinto e non ci pare argomento sufficiente per cambiare gli intendimenti, le tempistiche, l’agenda e le modalità di lavoro che la Commissione stava costruendo.
Parte della Commissione ha quindi giudicato non condivisibile quanto proposto dal PD viste le tempistiche ignote di approvazione della nuova legge, fatto questo che si contrappone alla reale necessità di modificare almeno il Regolamento per ridefinire al meglio le attribuzioni delle componenti del Consiglio Comunale. 
S'è, nei fatti, concretizzato un palese arretramento d'intenti da parte del PD sia rispetto a quanto era stato concordato (e debitamente verbalizzato) tra tutti i membri dell'assise sia rispetto agli impegni formali presi in Consiglio Comunale. In merito, il giudizio di Sinistra e Ambiente non può che essere negativo.
In un tentativo di sintesi, la Commissione ha esaminato un'altra proposta: sospensione dei soli lavori di modifica/rifacimento dello Statuto e proseguio dell’analisi delle modifiche necessarie al Regolamento.
Nonostante i ripetuti appelli a valutare bene questa opportunità per apportare almeno modifiche migliorative al Regolamento fatti anche dal Consigliere di Sinistra e Ambiente, le 2 proposte contrapposte sono state messe in votazione.
Il risultato, visto i "pesi" attribuiti ai singoli Commissari è stato a favore della sospensiva del PD.
Contro tale proposta e a favore del proseguimento, hanno invece votato gli altri Commissari presenti (Sinistra e Ambiente, Italia dei Valori, Lista Buraschi, Meda per Tutti e Lega Nord), assente il PdL.
Così, l'attività del Consiglio Comunale continuerà normata dall'attuale regolamento, a nostro avviso incompleto, restrittivo, sbilanciato, con poca propensione alla trasparenza e al coinvolgimento.
Salvo ripensamenti, non sarà possibile modificare Regolamento e Statuto in Commissione sino a quando il PD non valuterà sia giunto il momento di chiudere questa "sospensiva".
Situazione questa che apre evidentemente la strada a richieste di modifiche del regolamento a mezzo mozioni, con il rischio di appesantire l'attività del Consiglio Comunale.

Abbiamo perso un'occasione di fare qualcosa di utile, positivo e necessario.

Sinistra e Ambiente Meda

martedì 18 settembre 2012

INSIEME IN RETE si guadagna l'editoriale de Il Cittadino


Proprio così, il coordinamento INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE si guadagna le attenzioni (negative) del Direttore de Il Cittadino.
Il suo, è il commento al nostro comunicato stampa di adesione alla manifestazione NO PEDEMONTANA del 30/09/012 a Desio. E' un commento negativo e anche un poco scontato nei nostri confronti. Il Cittadino è sempre stato tra i convinti assertori dell'autostrada Pedemontana e pertanto, quanto noi scriviamo, mettendo in discussione i presupposti di chi l'autostrada la vuole, non piace. Dispiace leggere cose così banali, senza nemmeno riportare in qualsiasi parte del numero del giornale il nostro comunicato, senza alcun approfondimento sul nostro che ha prodotto riflessioni ben più profonde e un'attività sul territorio  tesa ad una corretta informazione nonchè a far modificare gli aspetti peggiori di questo progetto che continuimo a ritenere inutile e accaparratore di risorse che andrebbero riversate in politiche di tutela dell'ambiente e di potenziamento ferroviario anzichè su faraoniche infrastrutture autostradali.
Chiaro, parlare dell'inutilità di un'infrastruttura disturba e disturba anche portare il dissenso nelle piazze.

Sotto l'editoriale de Il Cittadino di Sabato 15/09/012 e a seguire la risposta di INSIEME IN RETE.

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LETTERA APERTA

Gent.Le Direttore,

Abbiamo letto con attenzione il suo editoriale di Sabato 15 Settembre e desideriamo esprimere alcune nostre considerazioni.
Grazie alla sensibilità dei cittadini e dei media (o almeno di parte di essi), al lavoro di associazioni e comitati, finalmente il termine "eccesso di consumo di suolo", inteso nella sua accezione negativa, è diventato di uso comune. Per questo è importante l'attenzione che la sua testata riserva ed ha riservato al tema.
Del resto "il caso Brianza" è davvero emblematico. Come noto recenti dati hanno confermato quello che molti osservatori temevano: la nostra provincia ha sorpassato quella di Napoli per percentuale di suolo urbanizzato, un fenomeno grave che, comunque la si pensi sull'utilità e sui costi dell'opera, non potrà che aggravarsi con l'arrivo di Pedemontana: lapalissiano.
Nel suo editoriale Lei sostiene la tesi secondo cui, malgrado la crisi economica sia un dato di fatto incontrovertibile, bisognerebbe comunque rischiare ed investire miliardi di Euro, di soldi pubblici in opere come Pedemontana cogliendo l'occasione di sviluppo che essa porterebbe con sè (il condizionale l'abbiamo aggiunto noi).
Ecco, crediamo che la parola chiave del ragionamento sia proprio questa: "sviluppo".
Cosa intendiamo noi oggi per "sviluppo"?
I dati dicono che non esiste più una Brianza immersa nel verde e fatta da paesi "da connettere" tra loro, le foto aeree mostrano una realtà diversa. Basta dare uno sguardo al tracciato dell'autostrada: per evitare le case (che in qualche caso vengono anche abbattute), nella Brianza Centro-Occidentale, il nastro d'asfalto assomiglia ad una linea spezzata, fatta di "spigoli" e rettilinei improbabili sulla Milano Meda (per tacere sul silenzio assordante su come si intende affrontare nel merito il problema della bonifica della diossina - vedere i dati dei prelievi effettuati dalla stessa società - e dello sfregio vergognoso che regione Lombardia sta permettendo grazie ad una legge deroga su un proprio provvedimento di inedificabilità assoluta su un monumento ambientale mondiale come il Bosco delle Querce), e questo solo perché lo spazio semplicemente non c'è più.
La rete delle piccole medie imprese, ossatura dell'economia brianzola, oggi soffre e non certo perché manca l'ennesima autostrada. 
Non saranno 10 o 20 minuti risparmiati nel tragitto tra Vimercate e Malpensa a far recuperare questa produttività. 
Anzi, il nuovo onere - non dobbiamo dimenticare che su questa infrastruttura si pagherà uno dei pedaggi più cari d'Italia - ricadrà ancora una volta su tutti noi, imprese comprese. Siamo davvero sicuri che sia una Autostrada la risoluzione di tutti i problemi di viabilità? 
O sarà l'opera stessa ad alimentare il solito "sviluppo" di chi partecipa agli appalti dell'opera o di chi come d'incanto vede moltiplicarsi il valore fondiario di un terreno di proprietà situato nei pressi della bretella stradale?
Si noti che Pedemontana costerà (senza contare la immancabile lievitazione dei costi d'opera) circa 5 miliardi di Euro e di questi ben 1,2 miliardi di soldi pubblici.
La questione che ci poniamo è quindi: in un momento come questo non varrebbe la pena di indirizzare i fondi pubblici su interventi meno costosi, interventi mirati allo sviluppo della rete stradale esistente ed al miglioramento del trasporto pubblico locale? 
Non sarebbe anche questo "sviluppo"?
Le cosiddette "grandi opere" come la Pedemontana certamente portano con loro nuova (ma temporanea) occupazione, ma è dimostrato che si tratta di opere "Capital Intensive" (cioè a forte intensità di capitale) mentre invece, con gli stessi soldi, si potrebbero realizzare molte piccole e medie opere " Work intensive" (che sono, giustamente, molto evocate da chi ha responsabilità politica decisionale, ma che rimangono - purtroppo - solo evocate...), cioè a forte intensità di lavoro e, quindi produrre molta più occupazione, a parità di investimento pubblico e, aggiungiamo noi, lavoro più facilmente assegnabile alle imprese locali senza l'intermediazione del general contractor di turno. 
Facciamo finta per un attimo che del nostro territorio non ci importi nulla (mica si può esser tutti ambientalisti ovviamente); bene, chiediamoci quindi: l'opera conviene economicamente?
La risposta ce la danno i mercati stessi, in Europa gli investimenti su questo tipo di infrastrutture sono in netto calo. Notizia recentissima, infatti, è quella delle dimissioni dell'Amministratore delegato di Pedemontana Soresina, uscito di scena, sembra, a causa dell'estrema difficoltà nel reperire finanziamenti dai privati per finanziare TEM e appunto Pedemontana. Una tesi giornalistica, certo, alla quale però non facciamo fatica a credere. Tradotto in altri termini significa che quelli che prima avrebbero investito ad occhi chiusi sul nastro d'asfalto contando sugli introiti dei futuri pedaggi, oggi si tirano indietro; infatti è un po' difficile immaginare flussi di traffico in crescita con le industrie che chiudono, la benzina che aumenta, i capannoni sfitti, le case invendute ed i giovani che emigrano all'estero in cerca di lavoro.
Certo la politica può sempre metterci del suo e cercare di peggiorare ancora la situazione. Recente la proposta dell'ass. Raffaele Cattaneo di Regione Lombardia (è la terza volta che ci prova) che, invece di farsi latore di un serio piano d'area per Pedemontana per impedire che la Brianza venga intasata da urbanizzazioni selvagge lungo il nastro autostradale, va esattamente in direzione opposta, ovvero cerca di consentire ai privati la realizzazione di opere "lato autostrade" e questo per cercare di "invogliare" i privati "improvvisamente dileguatisi" ad investire nelle infrastrutture pesanti.
E in questo quadro di penuria finanziaria anche le (sacrosante, ma comunque insufficienti, data la situazione territoriale di partenza) compensazioni ambientali rischiano di restare solo sulla carta.
Diciamo subito che la sola idea di vedere un'altra Milano-Venezia, costellata di capannoni al posto dei boschi della Moronera, del Bosco delle Querce di Seveso, delle colline di Arcore o dei campi di asparagi di Mezzago ci fa rabbrividire.
Esiste un problema di mobilità nel Nord Milano? Certamente sì, e si risolverebbe con i soldi pubblici risparmiati su Pedemontana (anche qui non farebbe male una bella "spendig review" che qualcuno ha già invocato) che potrebbero essere investiti in soluzioni meno impattanti, più economiche e veloci da realizzare.
I progetti ci sono già, basterebbe riaprire qualche cassetto impolverato in Regione Lombardia.
Il reale sviluppo che abbiamo in mente, infatti, dovrebbe ripartire da quello che c'è, puntando sulla riqualificazione e sull'efficientamento della rete stradale esistente e del trasporto pubblico, per diminuire il traffico su gomma, potenziando al contempo le reti ferroviarie, in primis quelle mantenute in una situazione di quasi abbandono, per convogliare il traffico merci su ferrovia invece che su gomma. 
Ne guadagneremmo certamente anche in salute, dato che anche i dati relativi all'inquinamento non sono certo confortanti. 
Alla fine del XVIII secolo Watt inventò la macchina a vapore, una scoperta che avrebbe dato il via alla Rivoluzione industriale. Il carbone gli inglesi lo conoscevano già ovviamente, il merito dello scienziato fu quindi quello di "pensare" in modo diverso a qualcosa che era sotto i loro occhi da sempre. Anche il nostro territorio c'è già (ed in parte c'è ancora se preferisce) vorremmo che ci si pensasse in modo diverso, con occhi nuovi, creando reali e durature opportunità di sviluppo sostenibile e di lavoro (e poniamo l'accento su questa parola) perché qui nessuno vuole ritornare all'età della pietra. Anzi. 
Ringraziando Lei ed il Cittadino per l'attenzione dimostrata anche in passato ai nostri temi, auspichiamo che la vostra testata possa creare altri momenti di confronto aperto e costruttivo (come questo).
Certamente si tratta di temi di grande importanza per la Brianza ed i Brianzoli del prossimo futuro.

Cordialità

Paolo Conte
Portavoce di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

La lettera pubblicata da Il Cittadino sabato 22/09/012

giovedì 13 settembre 2012

Manifestazione NO PEDEMONTANA: INSIEME IN RETE C'E'.


INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE (coordinamento cui SINISTRA E AMBIENTE è parte attiva) aderisce e partecipa alla manifestazione contro la futura AUTOSTRADA PEDEMONTANA del 30/09/012 a Desio.
Lo facciamo per continuare a rimarcare la nostra CONTRARIETA' a questa infrastruttura. Lo facciamo sulla scorta di anni di lavoro intenso fatti per cercare di limitare IL DANNO su ambiente e vivibilità conseguente alla realizzazione dell'autostrada.
Ecco il comunicato di INSIEME IN RETE.



COMUNICATO STAMPA

PERCHE’ ADERIAMO ALLA MANIFESTAZIONE 
“NO PEDEMONTANA” DEL 30/09/12 
 

Monza, 07 settembre 2012.
Il 30 settembre 2012 a Desio (MB) a partire dalle ore 14 si svolgerà una manifestazione NO PEDEMONTANA promossa dal Comitato Beni Comuni che, figlio del Comitato per l’Acqua Pubblica vittorioso ai referendum dello scorso anno, sta raccogliendo sempre più composite e numerose adesioni di associazioni, gruppi e comitati che si ritroveranno insieme sotto questo denominatore comune.
Il nostro coordinamento dal 2007, prima in solitudine, e poi con sempre maggiore interesse e cercando di coinvolgere il maggior numero di forze sociali e politiche attente ed attive, si è misurato con parole e fatti (convegni, incontri, osservazioni, azioni legali, manifestazioni, carovane informative, assemblee pubbliche, comunicati stampa, ecc.) contro quest’opera occupandosi nel merito dei gravissimi rischi che essa porta con sé. In uno dei maggiori periodi di crisi economica del nostro Paese, in un’Italia completamente cambiata rispetto agli anni del boom economico in cui l’opera è stata concepita, questo progetto non risolverà i problemi legati alla mobilità, mentre sicuramente devasterà ulteriormente il nord Milano consumando ulteriore preziosissimo suolo – fra autostrada, opere viarie complementari e connesse e nuovi edifici in massima parte inutili e figli di logiche speculative spesso opache – dove invece la tendenza dovrebbe essere quella opposta.
Aderiamo quindi con principi concreti che hanno caratterizzato le nostre proposte e il nostro costante lavoro sul territorio e perché vogliamo continuare con maggiore forza le nostre battaglie che hanno contribuito a rendere l’opera meno impattante di quanto non sarebbe stata, senza il nostro impegno continuo ed attento.
Lo facciamo:
1.     Perché vogliamo continuare a dire con chiarezza a Regione Lombardia e ad Autostrada Pedemontana Lombarda, che le compensazioni ambientali che abbiamo difeso, seppure assolutamente insufficienti, devono essere non solo realizzate ma ampliate ancora ed ancora, perché GIA’ ORA – anche senza questa autostrada – sono necessarie, visto l’alto grado di urbanizzazione dell’area pedemontana.
2.     Perché vogliamo che Regione Lombardia realizzi un Piano d’Area per Autostrada Pedemontana con un unico articolo: “nessuna nuova costruzione dovrà essere costruita lungo l’asse di Pedemontana”. Altrimenti il paesaggio della Milano-Venezia da evocazione e spauracchio usato strumentalmente da alcuni politici, si trasformerà in realtà. Anche perché, a parte alcune isolate e recenti eccezioni, se lasciato ai nostri Sindaci il nostro territorio sarà svenduto per rimpinguare temporaneamente le casse comunali incassando gli oneri di queste inutili nuovi edifici che per lo più rimarranno sfitti, quando invece è dal suolo che dà nutrimento ed energia che si deve ripartire per rimettere in moto questo paese.
3.     Perché vogliamo che questo nuovo rinascimento ambientale parta proprio dal coinvolgimento dei territori e degli attori sociali che, come i gruppi del nostro coordinamento, si impegnano per e in esso in un ottica di rete sovralocale, che aspirano a guidare e a suggerire nuove forme sostenibili di governo del territorio basati su pochi ma chiari capisaldi: no al consumo di suolo, si alla fruizione degli spazi aperti anche con nuove forme di imprenditoria agricola che vedano insieme fra loro produttori e consumatori locali; no alla distruzione selvaggia del paesaggio urbano antico residuo, si all’efficienza energetica e al recupero delle aree dismesse anche agevolando nuove politiche dell’abitare nonché la loro restituzione per un uso a verde pubblico; no alla riduzione degli spazi aperti, si alla creazione di nuovi parchi regionali nella Brianza Centrale, nel Vimercatese e nella Brughiera Briantea e all'estensione dei parchi regionali esistenti (Groane, Valle del Lambro e Adda Nord) che porti ad una federazione dei parchi regionali e dei PLIS lombardi che realizzi concretamente e non solo sulla carta, la rete ecologica regionale in un ottica di un nuovo patto sociale e di nuova fruizione consapevole e corresponsabile da parte delle comunità locali.
4.     Perché vogliamo tutelare gli ultimi boschi pedemontani come il Bosco della Moronera, i boschi di Arcore ed, in particolare, salvare definitivamente il Bosco delle Querce di Seveso – monumento e sacrario mondiale della tragedia sociale ed ambientale legata alla diossina fuoriuscita dall’ICMESA nel 1976 – dallo sbancamento che provocherà la costruzione di Pedemontana, in barba alle prescrizioni del CIPE. Perché se il nostro impegno, anche tramite un legale, ha avuto come effetto la forte riduzione degli ettari sbancati dall’opera, non lo ha certo definitivamente scongiurato, e questo è un grave scandalo per l’Italia. Dopo aver infatti speso milioni di euro (e prima di lire) nella sua bonifica, ora svende (grazie all’ennesima legge regionale deroga) questo monumento vegetale, che era inedificabile, perché d’inciampo al “progresso”.
5.     Perchè non vogliamo che la tratta B2, colpita nel 1976 dalla nube tossica dell’ICMESA, venga nuovamente sconvolta con scavi all’interno delle ex aree A e B che, come testimoniato dai prelievi Certificati da ARPA eseguiti nell’aprile/giugno 2008, mostrano ancora una consistente presenza di diossina. Evidenziamo quindi la nostra preoccupazione derivante dal fatto che l’attuale progetto definitivo, ancora non ottempera alle vincolanti prescrizioni del CIPE e sul fatto che ci paiono sottovalutati i pericoli che possono derivare dalla movimentazione di terreno ancora CONTAMINATO da TCDD (diossina), nonché di altri terreni su cui il tracciato insiste dove nel tempo si sono evidenziate la presenza di discariche di rifiuti (talune delle quali abusive) che non ci capisce come si vogliano affrontare in un’ottica di trasparente tutela della salute pubblica.
6.     Perché si prendano subito provvedimenti radicali e innovativi in materia di infrastrutture. Se ci sono soldi, questi dovrebbero essere spesi per costruire – ORA e subito – quelle infrastrutture come ad esempio IL TRASPORTO SU FERRO (Pedemontana ferroviaria) E L’INTERSCAMBIO FERRO-GOMMA che permettano di mantenere stili di vita dignitosi in situazioni critiche: quindi occorrerebbe impegnarsi a migliorare il trasporto pubblico rendendo meno appetibile la macchina privata realizzando sistemi accessori di viabilità lenta (piste ciclabili);
7.     Perché in un momento di crisi economica come questo, tagliare o ridimensionare le grandi opere inutili è fondamentale, ed è fondamentale reinvestire questi fondi in tante piccole opere utili a questo paese ed alla sua economia capillare e diffusa che nella green economy sta vedendo uno dei pochi settori con segno positivo.
Per tutto questo noi ci siamo, perché la partecipazione nella gestione dei beni comuni è necessaria

martedì 11 settembre 2012

Lavoro: riprendiamoci l'Art.18

Finalmente un'iniziativa unitaria di chi sta a SINISTRA o perlomeno ha ancora interesse per ciò che succede nel campo dei DIRITTI dei lavoratori.
Un' iniziativa SUL LAVORO per abrogare con un REFERENDUM le odiose parti della legge Sacconi (art 8) che SNATURA la CONTRATTAZIONE e della Fornero che svuota l'ART. 18.
E finalmente chi è sensibile al disastro generato dai governi liberisti e presunti "tecnici" sul lavoro, si ritrova unito su di una proposta inizialmente della sola IdV, che ora apre a tutti per un Comitato referendario Unitario.



11/09/012

Pochi minuti fa sono stati depositati presso la Corte di Cassazione i referendum per i diritti dei lavoratori.
Ripristinare l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori,abrogato dalla riforma Fornero, e i diritti minimi e universali previsti dal contratto nazionale di lavoro, cancellati dal governo Berlusconi con l'art. 8 del decreto legge n.138 del 2011. Oltre al presidente dell'Idv, Antonio Di Pietro erano presenti, tra gli altri, il leader di Sel, Nichi Vendola, il segretario nazionale di Rifondazione comunista/Fds, Paolo Ferrero, il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, il segretario nazionale del Pdci/Fds, Oliviero Diliberto, i giuristi Pier Giovanni Alleva e Umberto Romagnoli, Gianni Rinaldini (Cgil), Francesca Re David (Fiom-Cgil) e Gian Paolo Patta (Partito del Lavoro/Fds). 
La raccolta delle firme partirà ad ottobre.


mercoledì 5 settembre 2012

Carotaggi per l'autostrada Pedemontana


Sinistra e Ambiente, Legambiente di Seveso e gli altri gruppi di INSIEME IN RETE continuano a seguire con attenzione la vicenda AUTOSTRADA PEDEMONTANA.
Ultimamente, la Soc. STRABAG, vincitrice dell'appalto, ha incaricato una sociatà ( la RCT srl di Peschiera Borromeo) di fare sia indagini GEOGNOSTICHE (effettuate in alcuni punti nel mese di luglio a Meda, Seveso e Lentate S/S) sia indagini AMBIENTALI.
Ora mentre le indagini geognostiche sono finalizzate a mappare la conformazione geologica del terreno ove verrà realizzata la futura autostrada e le relative opere complementari, LE INDAGINI AMBIENTALI, sono previste per rilevare la concentrazione di SOSTANZE CHIMICHE nel terreno, DIOSSINA COMPRESA - così come previsto dalla prescrizione CIPE n°3.
Orbene, a Meda, da parte di Sinistra e Ambiente (tramite il Cons. Com. Alberto Colombo) e a Seveso da Legambiente, a luglio sono state inoltrate richieste di accesso agli atti 
Entrambi i gruppi sono stati edotti dei punti (con cartografia) ove sono stati effettuati i carotaggi geognostici nei due comuni.
Ad agosto, s'è tenuto un successivo incontro tra Strabag e l'amministrazione di Seveso, con un resoconto sintetico  pubblicato sul sito del Comune di Seveso. 
E' probabile che l'incontro si sia ripetuto a Meda (su questo, purtroppo,  ci mancano informazioni dirette).
Per essere aggiornati relativamente allo spinoso aspetto dell'INDAGINE AMBIENTALE, abbiamo inoltrato come gruppi aderenti ad INSIEME IN RETE (a Seveso) e come rappresentanza consigliare di Sinistra e Ambiente (a Meda), richiesta di informazione più dettagliata in merito nonchè di accesso agli atti.
Eccovi i testi: