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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

domenica 21 novembre 2021

CANTURINA BIS: ANALISI E VALUTAZIONI SULLO STUDIO DEL TRAFFICO

Come nel nostro stile, quando ci occupiamo di una criticità ambientale sul territorio, cerchiamo di approfondire e di divulgare, commentandole, le documentazioni ufficiali, affinchè la consapevolezza, la conoscenza e la capacità di lettura si diffonda. Giusto condividere i contenuti documentali prodotti da e per gli organismi istituzionali, sforzandosi di farli comprendere anche per mostrarne i limiti, le criticità o le evidenze.

Questa volta scriviamo dello studio del traffico dell'ottobre 2021, propedeutico alla realizzazione della Canturina bis, che è stato commissionato da Regione Lombardia, Provincia di Como e dai Comuni di Cantù, Carimate, Figino Serenza e Mariano Comense.

LO STATO DI FATTO
Lo studio fotografa la situazione attuale all’interno dell’area presa in esame dove l’arteria più carica risulta la statale SS36 Valassina/strada del Lago di Como e dello Spluga con transiti di 80 mila veicoli bidirezionali al giorno, seguita dall'autostrada A9 e dalla statale dei Giovi (SS35).
La Strada Novedratese, importante arteria con andamento trasversale e di collegamento ha percorrenze di 30-35mila veicoli giornalieri.
La strada provinciale SP342 Varesina ha un transito di circa 20-40mila veicoli a seconda del tratto, più carica in prossimità della città di Como. Nell’ambito Canturino sulla SP36 Canturina e sulla via per Cascina Amata ci si avvicina ai 20mila veicoli bidirezionali. A nord di Cantù sulla SP36 diretta a Como si hanno circa 12 mila veicoli equivalenti al giorno. La SP34 per Asnago registra un flusso bidirezionale di circa 15 mila veicoli, mentre la SP27 per Cucciago e la SP38 per Alzate registrano volumi di traffico di poco inferiori ai 10 mila veicoli bidirezionali giornalieri.
All’interno dell’area di intervento, il volume di traffico complessivo ammonta a circa 1,6 milioni di veic.eq.km/giorno, con velocità medie leggermente superiori ai 40 km/h.
 
 

LO STATO DI FATTO DELLA FLUIDITÀ VEICOLARE ATTUALE
Le strade dell'ambito preso in esame sono state classificate partendo da quelle dove è stato rilevato un traffico scorrevole (categoria A) fino alle situazioni progressivamente più congestionate (categorie B, C, D) e a contesti di grave saturazione (E) o a casi limite di (quasi) paralisi (F, in cui il flusso supera la capacità della strada). Dai flussogrammi sotto, si evidenzia un complessivo buon livello di servizio su tutta la rete dell’ambito di studio, che per circa l’80% assume valori di rapporto flusso / capacità inferiore allo 0,75. Esistono fenomeni molto localizzati di criticità sulla SP32 Novedratese, sulla SP35 nel tratto di Cermenate e a nord sulla via Briantea e sulla viabilità di accesso a Como da sud.
Nel dettaglio dell’ambito Canturino i tratti a sud di Cantù della SP36 Canturina e della via per Cascina Amata raggiungono livelli di servizio pari a C/D e solo localmente nella viabilità urbana di Cantù si verificano fenomeni puntuali di congestione con livelli di servizio che per brevi tratti raggiungono rapporti flusso / capacità prossimi o superiori a 1.


GLI SCENARI DI RIFERIMENTO SIMULATI
Lo studio ha analizzato alcuni scenari di riferimento considerando per la domanda di trasporto due circostanze di crescita tendenziale media annua rispettivamente con volume di traffico del +1% (scenario alto, A) e del +0,5% (scenario basso, B).

Nello "Scenario di riferimento" vengono considerati gli interventi di infrastrutture stradali previsti e/o IPOTIZZATI nell’area di studio e più in generale quelli di interesse regionale costituiti da:

  • Autostrada A8 realizzazione quinta corsia tratto Arese- Lainate;
  • completamento del tratto autostradale Rho-Monza del sistema delle tangenziali di Milano;
  • Autostrada pedemontana tratti B1, B2 e C ed opere di collegamento con la rete esistente (infrastruttura pesantemente impattante per il territorio e l'ambiente ndr)
  • completamento della tangenziale di Como secondo il tracciato previsto da Grandate ad Albese, con itinerario a nord del lago di Montorfano (Progetto decisamente nefasto per l'Ambiente ndr)
LA PEDEMONTANA PEGGIORA LA VIABILITÀ LOCALE
Non può sfuggire che nel paragrafo appare l'apporto negativo che avrebbe il completamento dell'Autostrada Pedemontana Lombarda (in particolare la Tratta B2) il cui effetto sarebbe avverso per la viabilità locale poichè con l’eliminazione di alcuni svincoli e l’istituzione del pedaggio tra Cermenate e Cesano- Maderno (fine tratta B2), si verificherebbe "un effetto di espulsione del traffico verso la rete ordinaria piuttosto consistente". Con l'analisi della viabilità estesa in parte dei comuni in provincia di Monza e della Brianza la realizzazione della tratta B2 dell’Autostrada Pedemontana comporterà un peggioramento significativo delle condizioni generali di deflusso sulla rete stradale con la velocità di percorrenza che diminuirebbe di oltre il 6,3% rispetto allo scenario attuale, a fronte di uno scenario di riferimento dove, senza la realizzazione della tratta B2 la variazione della velocità subirebbe una riduzione di circa il 4,8% medio sulla rete. 
 
SCENARIO DI PROGETTO
Nello scenario di progetto è stato analizzato l'apporto che avrebbe la Canturina bis nella soluzione "PGT adattata" e in quella "Gronda" ma non quello nella configurazione "Gronda No Parco". Secondo le verifiche modellistiche dello studio del traffico, la realizzazione del nuovo collegamento "Canturina bis” dall’abitato di Cantù con collegamento alla SP32 di Novedrate, porterebbe benefici dal punto di vista del traffico sia per quanto riguarda l’ambito di studio provinciale, sia per l’ambito del canturino.

Gli indicatori funzionali evidenziano impatti piuttosto simili per le due varianti di tracciato considerate (PGT Adattata e Gronda). Gli scenari con crescita della domanda pari al 1% annuo, sono da considerarsi quasi analoghi a quelli dove è considerata la crescita dello 0,5% annuo.
Nell’ambito provinciale considerando l’indicatore dei tempi di percorrenza si registra una complessiva riduzione del 0,7% circa in entrambi gli scenari di progetto (circa 2.000 veicoli-ora/giorno), che si traduce in un risparmio dei tempi di spostamento.
Aumenta leggermente la velocità media sulla rete, parametro che indica, in maniera generalizzata, il grado di libero deflusso sulla rete. Si tratta di un incremento medio del 1% sulla rete dell’ambito di studio provinciale, più marcato e pari al 5% sul Canturino.

RISULTATI CONCLUSIVI DEFINITI NELLO STUDIO DEL TRAFFICO
Tenendo meramente in considerazione una risposta che contempla come unica soluzione l'incremento di strade per cercare di risolvere i problemi di viabilità sull'esistente sistema viario, i risultati non possono che mostrare un TEMPORANEO miglioramento sulla fluidificazione delle percorrenze con:
  • risparmi di tempo prossimi ai 2.000 veicoli equivalenti-ora/giorno a livello di rete provinciale 
  • un aumento delle velocità medie di deflusso nell'area canturina che passa da 42,5 a 44,6/44,7 km/h 
  • una riduzione generalizzata dei carichi veicolari sulla rete urbana di Cantù, ad eccezione delle due direttrici trasversali di adduzione, costituite da via Grandi/corso Europa e da via San Giuseppe/via Genova all’altezza di Vighizzolo; una riduzione dei carichi veicolari lungo l’asse di collegamento Cantù (via Lombardia)-Mariano Comense (via Como), ponendosi in continuità con la prevista tangenziale di quest’ultimo centro 
  • un impatto sostenibile e decrescente sui volumi di traffico interni ai centri abitati di Figino Serenza, Novedrate e Carimate, che risultano di norma decrescenti.
LE NOSTRE CONSIDERAZIONI
Una valutazione rispetto ai contenuti dello studio del traffico esaminato, in un rapporto costi/benefici sulla
Canturina bis, ci porta a fare alcune considerazioni. Nel Canturino, come altrove, c'è una effettiva e impellente necessità di togliere volumi di traffico veicolare privato dalle arterie stradali.
Ad una necessità di riduzione si risponde però sempre con un modello consolidato e fallimentare, quello della realizzazione di una strada supplementare che non riduce ma diluisce solo temporaneamente il traffico.
Restando in argomento trasportistico, dopo una fase iniziale di primo utilizzo, anche il parziale ed effimero beneficio complessivo che per la Canturina bis consiste in un incremento valutato delle velocità medie di deflusso nel comparto da 42,5 a 44,6/44,7 km/h e di riduzione di alcuni tempi di percorrenza con fluidificazione del traffico, rischierà, come su altre nuove arterie di essere presto annullato. Sempre si è verificato che questi "benefici" hanno breve durata poichè immancabilmente le nuove strade richiamano ben presto altro ulteriore traffico e, trascorso qualche tempo le situazioni di congestione o di saturazione si ripropongono nuovamente.
Va considerato inoltre il costo eccessivo per realizzare i nuovi nastri d'asfalto (per la Canturina bis 195 Mln di euro, anche se risultano solo previsioni di stanziamento da parte di Regione Lombardia pari a soli 95 Mln di euro + 2,7 Mln da parte della Provincia di Como). Capitali pubblici investiti che rischiano d'essere investiti malamente per soluzioni che non reggono nel tempo.
E’ la totale incapacità di immaginare una differente mobilità.
E' dunque tempo di smettere di affidarsi a nuovi nastri d'asfalto, serve una valutazione complessiva dei flussi di traffico, degli elementi attrattivi sul territorio, della distribuzione delle infrastrutture sociali e della presenza delle alternative date dai mezzi pubblici, dalle linee ferroviarie e dalla mobilità dolce.
Oggi le amministrazioni di Cantù e Mariano - con la supervisione della Provincia di Como e con i finanziamenti della Regione - hanno la possibilità di costruire un piano dei trasporti che sia davvero sostenibile e che contempli il potenziamento dell'offerta del trasporto pubblico per alleggerire il carico veicolare dalle strade, l'efficientamento dell'integrazione ferro-gomma nei pressi delle stazioni, il miglioramento del servizio ferroviario sulla Como-Lecco con orari coerenti e compatibili, con l’obiettivo di rendere questa tipologia di trasporto nuovamente competitiva.
Serve più attenzione anche nelle politiche di governo del territorio che vanno riviste. Non si può continuare a collocare strutture commerciali, della distribuzione e della logistica senza nemmeno porsi il problema del traffico supplementare, sia privato sia delle merci, che esse ingenerano. La pianificazione urbanistica deve considerare questo impatto ponendo dei limiti decisi a questa tipologia d’insediamenti.

E' poi centrale il giudizio rispetto all'impatto che una nuova infrastruttura ha sull'ambiente, la naturalità e il territorio, aspetto che affronteremo in un prossimo post informativo. Anche nel Canturino e nel Marianese alle situazioni di criticità viabilistica si devono dunque applicare soluzioni molteplici.

lunedì 15 novembre 2021

GLI AMBIENTALISTI SCRIVONO ANCHE ALLA BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI ILLUSTRANDO L'INSOSTENIBILITÀ DELLA PEDEMONTANA

Prima del termine della proroga al 31-8-2021 concessa dal CIPESS per chiuderne il piano finanziario, la BEI (Banca Europea per gli investimenti) ha formalizzato la sua volontà di concedere un finanziamento alla soc Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) con un documento pubblicato il 17 luglio 2021 sul suo sito. L’accordo è poi stato siglato proprio l’ultimo giorno utile, il 31-08-021.
La Banca europea per gli investimenti (BEI) è proprietà comune dei paesi dell’UE. Gli azionisti della Banca europea per gli investimenti sono i 27 Stati membri dell'Unione europea. Ogni Stato membro ha una quota nel capitale della Banca basata sul suo peso economico (PIL) all'interno dell'Unione europea.
La banca assume prestiti sui mercati dei capitali e eroga prestiti a condizioni favorevoli per progetti rientranti negli obiettivi dell’UE.
Nei fatti è un ente con volumi di capitali pubblici gestiti nella logica dell’Unione Europea. Tra i suoi obiettivi v’è anche l’attenzione e l’azione per investimenti “green” e di sostegno alle iniziative di contrasto ai cambiamenti climatici.
Arduo considerare l’autostrada Pedemontana Lombarda come un progetto degno di investimenti “green” eppure la BEI ha approvato la finanziabilità del progetto per il completamento dell’infrastruttura, pur accompagnando la decisione con un documento di raccomandazioni proprio rispetto all’impatto ambientale dell’opera.


Il documento della BEI datato 22-7-2021 lascia però intendere che non tutte le informazioni necessarie e opportune sono arrivate agli estensori.
Cosi le associazioni e i gruppi ambientalisti della Brianza – dopo la lettera del 12 ottobre 2021 al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani e per conoscenza al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi e al Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile Enrico Giovannini - hanno inviato una comunicazione anche alla Banca Europea degli Investimenti.
Werner Hoyer Presidente della BEI
Nella lettera sono evidenziati i punti critici non considerati che avrebbero invece dovuto essere attentamente e preventivamente valutati ai fini della decisione di concedere un finanziamento di 550 milioni di euro che va ad aggiungersi a quello in capo a Cassa Depositi e Prestiti – altro Ente di emanazione pubblica - e a alcune Banche commerciali private.
I gruppi fanno notare che sull’impatto della Pedemontana con l’ambiente, la BEI s’è limitata ad analizzare se vi fossero o meno interferenze con i Siti di Interesse Comunitario (SIC) che risultano lambiti ma non attraversati ne tantomeno compromessi dal tracciato di Pedemontana ma non ha spinto l’analisi sul complesso delle aree verdi che verrebbero pesantemente danneggiate.
Nella lettera, gli ambientalisti hanno riassunto i danni per il territorio già causati dalle tratte A, B1 e dalle tangenziali di Como e Varese in esercizio dal 2015 e puntualmente, gli impatti che causerebbe il completamento dell’autostrada con le tratte B2 e C.
Ne esce un quadro pesantissimo, di cui la BEI avrebbe dovuto tenere conto, comprensivo di rischi legati alle zone ancora con presenza di diossina TCDD nei suoli e al Piano di Bonifica insufficiente, di ambienti naturali di importanza e qualità non inferiore ai SIC che verrebbero distrutti, di ulteriore consumo di suolo, di incremento del traffico sulla viabilità locale con aumento di inquinamento atmosferico dovuto all’apporto di nuovi veicoli, di un costo realizzativo elevato e di assenza di una valutazione pubblica del rapporto costi/benefici.
Tutte evidenze per la quale questa autostrada non può essere definita e considerata minimamente “green” ne tantomeno rientrare nel campo della “finanza verde” riservata ad interventi ecologicamente e ambientalmente sostenibili. La tanto declamata transizione ecologica non può comprendere questo progetto.
Sulla base di questo, i gruppi ambientalisti pensano sia necessario che la BEI riveda la decisione di concedere il finanziamento alla società promotrice dell’Autostrada Pedemontana Lombarda.

Monza e Brianza 15-11-2021

Le Associazioni, i gruppi ambientalisti, le liste civiche:

Associazione Colli Briantei
Alternativa Verde Desio
Legambiente circolo Gaia Usmate e Velate
Legambiente Seregno aps -Seregno
Legambiente circolo Laura Conti -Seveso
Seveso Futura -Seveso
Coordinamento No Pedemontana
Comitato Ambiente Bovisio Masciago
Lista Civica Altra Bovisio Masciago
Casa della Sinistra Seregno
Sinistra e Ambiente Meda
Impulsi Sostenibilità e Solidarietà Meda
ImmaginArcore
Gruppo Acquisti Solidali GAS Vitale Arcore
Passione Civica per Cesano Cesano Maderno
Un Parco per Bernareggio

Il testo della lettera alla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) che è stato tradotto anche in inglese.

sabato 13 novembre 2021

NOTIZIE SULLA CANTURINA BIS: L'ENNESIMA STRADA PER CONSUMARE ALTRO TERRITORIO LIBERO

 

Della strada "Canturina bis", ipotesi di asse stradale esterno al centro abitato di Cantù che si dirige verso la Novedratese e il Marianese, ce ne eravamo occupati in :SULLE STRADE NEL PARCO CANTURINA BIS E TANGENZIALE OVEST A MARIANO MOLTO DEBOLE E POSSIBILISTA IL PRONUNCIAMENTO DELL'ENTE PARCO GROANE e su LA STRADA CANTURINA BIS E LA POSIZIONE DEI GRUPPI AMBIENTALISTI DEL TERRITORIO .
Recentemente la Provincia di Como, con il Verbale di Deliberazione n° 131 del 11/10/2021, ha formalizzato la sua scelta sulla collocazione del tracciato, esaminando e approvando un Documento di Fattibilità che comprendeva tre possibili soluzioni che si differenziano per la parte iniziale del tracciato compreso tra l'innesto sulla comunale Via Giovanni da Cermenate e Via Genova, entrambe ricadenti in comune di Cantù mentre la parte centrale compresa tra Via Piemonte e Via Lombardia (sempre a Cantù), ricalca pressoché esattamente il percorso previsto dagli strumenti urbanistici di Cantù e Figino Serenza, correndo totalmente all'interno della fascia destinata all'infrastruttura con la previsione di uno svincolo intermedio con Via Don Meroni in comune di Figino Serenza.

Per il tracciato iniziale erano disponibili le seguenti opzioni:

-   SOLUZIONE A, denominata "PGT Adattata"

con tracciato posizionato più a Nord, quasi totalmente in galleria naturale, senza intersezioni intermedie.

-   SOLUZIONE B, denominata "Gronda"

con tracciato più a Sud, perlopiù in galleria naturale o artificiale, con brevi tratti a cielo aperto che prevede la realizzazione di uno svincolo intermedio con la viabilità esistente in località Montesolaro del comune di Carimate.

-   SOLUZIONE C, denominata "Gronda no Parco"

Ipotesi intermedia, parte in galleria naturale e parte a cielo aperto, che prevede due svincoli intermedi (a Montesolaro e con Via Como di Figino Serenza) ed un tratto centrale in riqualifica della viabilità esistente (via Borgognone di Cantù).

La Provincia di Como ha optato per la soluzione B denominata "Gronda".

 
Le sue caratteristiche sono riassunte insieme a quelle delle altre ipotesi valutate nella tabella sotto.

La soluzione B denominata "Gronda", come le altre analizzate, ha costi stimati molto superiori rispetto a quelli previsti da Regione Lombardia per la realizzazione dell'opera. Nella DGR 3749 del 30/10/2020 “Programma degli interventi per la ripresa economica" - allegato 3. sono programmati €. 97.600.000 di cui 2.600.000 a carico della Provincia di Como ed €. 95.000.000 a carico della Regione Lombardia. L'assegnazione di questi finanziamenti risulta però demandata a successivi provvedimenti, ancora non formalizzati. Nei fatti le risorse economiche non sono ancora disponibili.
Dalle stime effettuate, il costo totale dell'intera Canturina bis, con l'opzione "Gronda", sarebbe di 195,5 milioni di euro, cifra doppia rispetto a quella teoricamente predisposta da Regione Lombardia.

In data 4-11-2021, l'ente comasco ha poi adottato una deliberazione "integrativa" della precedente dove si esplicita l'invio del documento di fattibilità delle alternative progettuali al Parco delle Groane e ai Sindaci dei Comuni interessati alla realizzazione dell’opera, affinchè si esprimano anch'essi sui tracciati alternativi della parte alta dell'infrastruttura. Dopo le consultazioni e l'acquisizione delle determinazioni, la Provincia procederà, attraverso apposito provvedimento, all’indizione della gara di affidamento del servizio di progettazione di fattibilità tecnica ed economica e i collegati approfondimenti geotecnici, urbanistici, ambientali, archeologici, economici. Quello con il Parco e con i Sindaci è un passaggio che con ogni probabilità doveva essere fatto preliminarmente alla decisione già deliberata e ora con "l'integrazione", il Presidente Bongiasca cerca di recuperare lo scivolone.

La Canturina bis, ha un impatto sull'ambiente ed in particolare sulle aree della Brughiera che sono entrate a far parte del Parco Regionale delle Groane.
Come si evince dalle cartografie pubblicate, l'ipotesi progettuale di tracciato entra negli ambiti tutelati del Parco Regionale in più punti. Nella sezione alta, la "Gronda" lo percorre con tratti in galleria naturale e in galleria artificiale. Non v'è in apparenza un effetto di rottura di continuità tra le superfici a Parco, ma gli scavi per galleria artificiale sbancherebbero e stravolgerebbero questa porzione di territorio, salvo poi tentarne un parziale ripristino con la copertura artificiale.
Decisamente peggio per quel che riguarda il settore basso del tracciato, quello definito "comune", dove per la maggior parte (fatto salvo due brevi porzioni) la strada corre in trincea o a raso, con la presenza di alcune rotonde.
Anche qui aree libere e verdi della Brughiera nel Parco Regionale verrebbero pesantemente compromesse.
Sulla Canturina bis si dovrebbe poi innestare, dopo la Novedratese, la tangenziale ovest di Mariano Comense per la quale l'amministrazione del Comune ha predisposto uno specifico studio di fattibilità delle alternative progettuali che anche in questo caso attraverseranno luoghi di pregio dentro il perimetro del Parco.
Il costo ambientale di questa infrastruttura è di gran lunga superiore ai suoi benefici.

Per informare in modo completo affinchè tutti abbiano la consapevolezza e la conoscenza dei danni che questa strada arrecherà, cercheremo di analizzare prossimamente i dettagli delle criticità e dello studio del traffico correlato.

La Canturina bis con le tre opzioni di tracciato nella parte "alta", cui segue la sezione comune e l'ipotesi della tangenziale ovest di Mariano Comense.  Evidenti i passaggi nelle aree verdi della Brughiera incluse nel Parco Regionale Groane. Cliccare sopra per ingrandire

mercoledì 13 ottobre 2021

SULL’ AUTOSTRADA PEDEMONTANA LOMBARDA GLI AMBIENTALISTI NON CAMBIANO OPINIONE E SCRIVONO AL MINISTRO CINGOLANI


I gruppi, le associazioni ambientaliste e le liste civiche organizzatrici dell’iniziativa #FermiamoPedemontana del maggio 2021 hanno scritto al Ministro Cingolani, per conoscenza al Presidente del Consiglio Draghi e al Ministro delle Infrastrutture Giovannini chiedendo un incontro ed evidenziando le motivazioni di contrarietà al completamento dell’autostrada Pedemontana Lombarda.
Il Ministero, cosiddetto della Transizione Ecologica, retto da Roberto Cingolani, ha purtroppo assunto recentemente un ruolo di rilievo nel consentire un passo in avanti nel finanziamento dell’infrastruttura.
A sorprendere sono state le inusuali motivazioni di sostegno all’autostrada, utilizzate dal Ministero e da una pluralità di soggetti istituzionali e non. Un'opera non connotata da elementi innovativi e incompatibile con l’ambiente è stata trasformata in intervento meritorio di appartenere alla transizione ecologica. Un ribaltamento della realtà.
Le associazioni, i gruppi ambientalisti e liste civiche della Brianza da anni impegnati sul territorio per rendere possibile una migliore qualità della vita contrastano la realizzazione di un’autostrada su questo territorio.
Con sforzo e serietà, questi soggetti hanno anche analizzato la documentazione tecnica, cercando di valutare i pro e i contro della Pedemontana Lombarda.
Di questa autostrada, le tratte A e B1, le tangenziali di Como e Varese finora realizzate e già in esercizio, con l’esborso di 1,2 Mld di denaro pubblico, hanno percorrenze lontane da quelle preventivate (22.000 veicoli giorno invece dei 60.000 ipotizzati). 
Il bilancio è poi disastroso per l’ambiente con lo sventramento del Bosco della Moronera a Lomazzo, il dimezzamento di quello della Battù a Lazzate e con terreni agricoli distrutti o frazionati. 
Delle previste compensazioni ambientali, alcune non sono ancora state realizzate, altre sono state ridotte o snaturate rispetto al progetto originale.
Il completamento delle due successive tratte, la B2 e la C (la D è stata temporaneamente stralciata) insisterebbe su un territorio fortemente urbanizzato, con il rischio che comporta l’attraversamento delle aree ancora contaminate dalla Diossina TCDD del disastro Icmesa del 1976 a Meda, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e dove v’è un progetto di bonifica insufficiente e al risparmio già approvato. 
Su entrambe le tratte B2 e C, la Pedemontana occuperebbe e distruggerebbe aree verdi e boscate, anche di pregio all’interno di Parchi e per questo coperte da tutele (PLIS GruBria, Parco Regionale Valle Lambro, PLIS Colli Briantei, PLIS della Molgora e PLIS del Rio Vallone – ora raggruppati nel Pane).
Sinistra e Ambiente ne ha dettagliato con le schede relative al Progetto Definitivo aggiornato 018/019 su: AUTOSTRADA PEDEMONTANA: LA REALTÀ DI UN'INFRASTRUTTURA INSOSTENIBILE ECONOMICAMENTE E AMBIENTALMENTE (ndr).
Un disastro per l’ambiente e gli ecosistemi che nessuno può negare e che non si può ignorare.
L’autostrada non produce poi soluzioni reali ai problemi viabilistici per i quali è stata pensata ormai decenni fa.
Come evidenziato da studi, analisi tecniche e proiezioni, il pedaggiamento di una arteria con un traffico di breve e media percorrenza comporterà il travaso di flussi sul sistema viario locale, esattamente il contrario di quanto viene affermato per giustificare l’avanzamento dell’opera. Non vi sarà dunque un alleggerimento del traffico locale bensì un incremento.
E’ stata dunque mera propaganda da parte degli ostinati fautori dell’infrastruttura, definire l'opera come una GreenHighway, sminuendo o negando l’impatto pesantissimo su un territorio che ha un bisogno estremo di preservare le aree verdi e libere assediate da cemento e asfalto.
Il progetto Pedemontana è andato incontro a grandi difficoltà perchè è sempre stato ritenuto non appetibile per i soggetti privati che avrebbero dovuto finanziarne la realizzazione con il Project Financing.
Per concretizzarla s’è dovuto ricorrere in extremis al concorso benevolo del Ministero della Transazione Ecologica che ha spinto, dopo la Brebemi anche per la Pedemontana, per concedere ulteriori risorse pubbliche. 
Del privato si continua a veder ben poco, considerando che le due autostrade continuano a produrre perdite e non profitti.
Le associazioni, i gruppi e liste civiche non si sono mai rassegnate a limitare il proprio ruolo a quello di una critica che comunque potrebbe risultare positiva se producesse un contenimento dei danni.
Nel corso degli anni siamo stati portatori di proposte alternative alla realizzazione di Pedemontana, indicando un approccio differente su trasportistica e mobilità con azioni e investimenti diversificati.
Non siamo soli in questa azione di critica e contrasto all’autostrada perchè nel tempo l'insofferenza all’antropizzazione e all'urbanizzazione del territorio è cresciuta così come è cresciuta la voglia di ecologia e naturalità nella qualità della vita.
Molte comunità del territorio ci sostengono e anche numerosi rappresentanti di istituzioni e forze politiche disapprovano e manifestano perplessità verso il completamento della Pedemontana.
E’ anacronistico e segno di un’incapacità in una corretta ed equilibrata gestione del territorio continuare imperterriti a proporre e a realizzare infrastrutture autostradali che il territorio lo divorano senza rispetto per la vita umana, animale e vegetale, portando per altro nuovo traffico veicolare senza nemmeno risolvere le criticità della locale rete viabilistica.
Certamente simili scelte si pongono fuori della tanto evocata “transizione ecologica”, obiettivo che tutti, dal Governo, ai Ministeri, alle Regioni, alle Provincie e ai Comuni dovrebbero perseguire con impegno e costanza.
 
Associazione Colli Briantei, Alternativa Verde Desio,
Legambiente circolo Laura Conti Seveso,
Legambiente Seregno, Legambiente circolo Gaia Usmate e Velate,
Coordinamento No Pedemontana, Comitato Ambiente Bovisio Masciago,
Casa della Sinistra Seregno, Sinistra e Ambiente Meda,
Impulsi Sostenibilità e Solidarietà Meda, Seveso Futura,
Un Parco per Bernareggio,
Passione Civica per Cesano, Gruppo Acquisti Solidali GAS Vitale Arcore,
ImmaginArcore

La lettera inviata al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, per conoscenza al Presidente del Consiglio Mario Draghi e al Ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini.

 

 Rassegna stampa:

 L'articolo de Il Giorno del 15-10-021 (cliccare sopra per leggerlo)




sabato 9 ottobre 2021

IN COSA CONSISTERÀ LA VARIANTE AL PGT DI MEDA ANNUNCIATA MA NON CHIARITA DALL' AMMINISTRAZIONE DI MEDA ?

 

E' apparso con data 11-10-2021 sul sito del Comune di Meda l'avviso pubblico di avvio del procedimento della valutazione ambientale strategica (VAS) in merito alla variante agli atti costituenti il Piano di Governo del Territorio (P.G.T.).
Di questa procedura ce ne eravamo accorti e occupati nel recente passato visto che il 14-7-2020 con determinazione n°58 dell'area Infrastrutture e Gestione del Territorio era stato affidato l'incarico  ad un raggruppamento temporaneo di professionisti facenti capo all'arch. Marco Engel e il dott. P.T Massimo Bianchi che dovevano elaborare sia una variante parziale al PGT sia un nuovo regolamento edilizio.
Dopo l'incarico, la Giunta, con la Delibera 74 del 17-6-2020, ha dato formale avvio alla variante.
Engel è lo stesso professionista che ha firmato la variante al PGT  nel 2016, ai tempi dell'amministrazione Caimi. Sinistra e Ambiente, allora presente in Consiglio Comunale, aveva presentato una serie di osservazioni, purtroppo tutte respinte.

Per cercare di comprendere, il 7 gennaio 2021, gli amici di IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ inoltravano una lettera al Sindaco di Meda, Luca Santambrogio e all'Assessore ai Lavori Pubblici – Programmazione del Territorio, Andrea Bonacina, chiedendo  informazioni sui contenuti di tale Variante al PGT non ricevendo tuttavia alcun riscontro in merito, nemmeno dopo un'ulteriore sollecitazione.
Eppure la richiesta di delucidazioni del gruppo IMPULSI era chiara (vedi sotto) e sicuramente degna di una risposta.

All'oggi, ci ritroviamo con l'avviso di avvio di procedimento di VAS e con un incontro che dovrà essere fissato per trattare i contenuti della stessa.  Nonostante  l'abbondante periodo temporale trascorso, non vi sono state però dichiarazioni da parte degli amministratori utili a far comprendere le indicazioni e gli indirizzi politici che saranno alla base della variante e su quali precisi  capitoli del PGT vigente andrà ad operare.

Decisamente la trasparenza e la volontà di informare adeguatamente non è nelle corde di questa amministrazione.

Cercheremo di seguire questo iter nei prossimi passaggi.



mercoledì 1 settembre 2021

SULLE STRADE NEL PARCO CANTURINA BIS E TANGENZIALE OVEST A MARIANO MOLTO DEBOLE E POSSIBILISTA IL PRONUNCIAMENTO DELL'ENTE PARCO GROANE


Torniamo a scrivere di "strade nel Parco" ed esattamente della Canturina bis e della tangenzialina di Mariano Comense di cui avevamo già trattato su: LA STRADA CANTURINA BIS E LA POSIZIONE DEI GRUPPI AMBIENTALISTI DEL TERRITORIO e su: MARIANO COMENSE: INSIEME, SERVE FERMARE L'ASFALTO NEL PARCO REGIONALE GROANE-BRUGHIERA.

Sul sito dell'Ente Parco Groane, sono stati pubblicati i documenti relativi alla proposta di Variante Generale al Piano Territoriale del Parco finalizzato alle aree di ampliamento della Brughiera, alla stesura delle norme del parco naturale e all'aggiornamento e adeguamento delle norme tecniche. Sarà possibile inoltrare osservazioni sino al 14-10-021 compreso.
Tra i documenti, nella Relazione Tecnica, sulle pagine riguardanti i Comuni della Brughiera entrati a far parte del Parco Regionale Groane, vengono sommariamente prese in esame entarmbe le ipotesi stradali.
Quello dell'Ente Parco Groane non è tuttavia una dichiarata contrarietà alla realizzazione delle due strade.
Rispetto alla "tangenziale ovest" di Mariano Comense, viene rimarcato la totale mancanza di un inserimento nello strumento di pianificazione (PGT), di un progetto di massima nonchè di dati conoscitivi che giustifichino l'opera.
Tuttavia "qualora si intendesse procedere alla sua realizzazione" si "dovrà valutare il passaggio in trincea" unitamente ad un'altra serie di interventi quali il mantenimento di corridoi ambientali per limitare l'interruzione di continuità tra aree e contemplare mitigazioni e compensazioni ambientali.
Viene evidenziato che il progetto definitivo dovrà essere sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale.

 

Sulla "Canturina bis" l'Ente Parco Groane recepisce il tracciato della strada "così come individuato dal PGT e dal Piano Territoriale di coordinamento provinciale (PTCP)".
Anche in questo caso, non c'è una valutazione di contrarietà ma "qualora si dovesse procedere con l'opera", si suggerisce nuovamente "laddove possibile", il passaggio in trincea, garantendo corridoi per evitare la frammentazione delle aree verdi e chiedendo mitigazioni e compensazioni ambientali.

Il parere espresso è dunque molto cauto e blando e contempla comunque la possibilità di avere due arterie dentro il Parco. Il suggerito tracciato in trincea attenuerebbe l'impatto visivo della presenza della strada, riducendo solo l'incidenza dell'impatto acustico. Senza una copertura come galleria artificiale, non sarebbe comunque garantita la continuità delle aree con una frattura delle aree insormontabile per la fauna.
L'impronta in trincea risulta poi più ampia con un maggior consumo di suolo, con scavi in profondità e con la possibilità di alterare il decorso delle acque superficiali

Di certo, nessuna mitigazione o compensazione ambientale potrà preservare il territorio e dare una patente di "green" a strade la cui utilità è dubbia e la cui realizzazione è scelta come "soluzione standard" ai problemi di viabilità, senza mai pensare ed agire per cambiare il sistema di trasporto.
E' ipocrita scrivere e raccontare della necessità di una transizione ecologica e poi proporre, accettare ed avallare soluzioni che consumano suolo, divorano l'ambiente e richiamano traffico ed edificazione aggiuntiva in un circolo distruttivo ininterrotto.


giovedì 29 luglio 2021

CONSUMO DI SUOLO E VARIANTE AL PTCP: PRESENTATE LE OSSERVAZIONI DEGLI AMBIENTALISTI DEL COORDINAMENTO OSSERVATORIO PTCP DI MB


Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB – unica istanza di collegialità di più gruppi e associazioni che si occupa dell’argomento Consumo di Suolo nella nostra cementificata provincia, insiste e ritorna con una serie di Osservazioni puntuali alla variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) che dovrà recepire l’adeguamento alla soglia regionale di riduzione del consumo di suolo secondo la Legge regionale 31/2014.
Dopo aver presentato contributi e suggerimenti nella fase preliminare dell’iter, abbiamo riscontrato che solo alcuni di essi, quelli utili a migliorare la comprensione e la completezza del documento sono stati, e solo in parte, recepiti.
Non è però mutato l’impianto generale dei contenuti della variante, con i suoi astrusi meccanismi di "premialità" per i Comuni che altro non è se non un abbassamento della soglia stabilita di riduzione del consumo di suolo. Laddove utilizzabile consentirebbe in pratica di consumare più suolo applicando solo parzialmente la soglia di riduzione regionale.
E’ una scelta non condivisibile e che non ci si può permettere per la pesante edificazione e antropizzazione in cui versa la nostra Provincia. Anche quest’anno, nel rapporto annuale ISPRA riferito al 2020, il territorio di Monza e Brianza con il 40,6% di suolo consumato risulta al primo posto tra le provincie italiane, con un incremento annuale 2019/2020 di 26,6 ettari.
Va inoltre considerato che molte amministrazioni inseriscono e prevedono edificabilità su suoli liberi anche nel Piano delle Regole (PdR) senza assoggettarli a Piano Attuativo. Per questo anche queste edificazioni devono essere interessate dalla riduzione fissata.
L’obiettivo che la Provincia s’è data con questa variante al PTCP di riduzione dell’indice di consumo di suolo nel 2025 del 1% (da 54% a 53%) continua ad apparirci come un valore irrisorio  insufficiente per sperare in un’inversione di tendenza.
Al suolo consumato concorrerà inoltre, se realizzata, il completamento dell’inutile e impattante autostrada Pedemontana Lombarda, il cui contributo negativo non pare al momento calcolato. 
In un momento in cui gli “annunci” sulla transazione ambientale si sprecano, uniti alle “speranze” nelle risorse stanziate nel PNRR dal Recovery Fund, è tempo di decidere politiche di intervento a favore dell’ambiente più coraggiose e serie, con destinazione di risorse certe e con la condivisione con tutti i gruppi e le associazioni che da anni, localmente e con una visione sovraccomunale, si battono per preservare gli spazi verdi e liberi rimasti in questa Brianza sempre più preda del cemento e dell’asfalto.

domenica 25 luglio 2021

BOSCO DELLE QUERCE: RACCOGLIERE LE MACERIE PER RIPARTIRE


Con la nomina del nuovo Commissario prefettizio a Seveso si chiude l'era Allievi.
E' necessario adesso ripartire raccogliendo le macerie generate dalle pessime scelte dell'ormai ex sindaco. Scelte che hanno inciso negativamente anche sulla conduzione del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.
Dopo più di 15 anni di buona gestione locale del Parco e delle vasche che contengono materiale contaminato da TCDD (compreso il deposito di Cesano Maderno) attraverso l'ufficio ecologia e ambiente del Comune di Seveso, il primo risultato ottenuto dall’uscente amministrazione è stato il ritorno della cura e della manutenzione delle vasche di Seveso, Meda e del deposito di Cesano Maderno a Regione Lombardia, tramite l'Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste (ERSAF). Questo passo indietro allontana nuovamente il controllo e la gestione esercitata dalla struttura locale.

Allievi e i suoi sodali possono quindi gioire. Hanno raggiunto l'obiettivo che si prefiggevano. Delegare ad altri una responsabilità che le precedenti amministrazioni avevano valutato opportuno riportare e mantenere a Seveso, gestendo il Bosco e le sue vasche tramite la competente struttura comunale.
Le dimissioni hanno, per ora, scongiurato un altro obiettivo dell’ex Sindaco di Seveso: quello di trasferire la gestione del Bosco delle Querce, compresi i finanziamenti regionali, al Parco delle Groane.
Per fortuna la Legge Regionale n. 16/2007, che affida la gestione stessa del Parco al Comune di Seveso in convenzione con il Comune di Meda, non è stata ancora modificata.

E da qui è necessario ripartire.

In questo momento, la gestione del Bosco è tornata a Regione Lombardia che ha incaricato ERSAF della gestione delle vasche. Riteniamo che questa soluzione debba essere transitoria. Che fare?
La cosa più semplice sembrerebbe ritornare a una organizzazione voluta dalle precedenti amministrazioni. Era un modello che funzionava, è stata una scelta opportuna distruggerlo? E’ stata una buona scelta lasciare vacante la direzione del Bosco delle Querce, chiudere il Centro visite di via Ada Negri, azzerare quasi definitivamente l’educazione ambientale che ha forgiato più di una generazione a Seveso e Meda?

Tutto questo non c’è più. Come ricostruire ora su queste macerie?

Le associazioni e i gruppi che hanno organizzato il 10 luglio al Bosco delle Querce hanno cominciato a discutere e ragionare su questo tema. Il terzo settore, nelle sue molteplici espressioni, continua a esserci dove l’istituzione ha tentennato. Ma il terzo settore non basta in questa che è, anche e soprattutto, una partita delle istituzioni alle quali chiediamo di collaborare e promuovere un concreto processo di valorizzazione del Parco e della sua Storia coinvolgendo i gruppi e le associazioni del territorio interessate e che vedono il Bosco delle Querce come opportunità. Di crescita. Civile. Ambientale. Sociale.

Qui è chiamato in causa il Comune di Seveso ma anche il Comune di Meda non deve più defilarsi.
Il Comune di Meda in tutti questi anni, e soprattutto nell'ultimo periodo, è stato un silente attore passivo. Perché - a Meda in troppi fanno finta di dimenticarsene - il Parco naturale Regionale si chiama “Bosco delle Querce di Seveso e Meda”. E l'Icmesa era, appunto, a Meda

I due comuni, insieme, sono chiamati a fare propria e rilanciare a Regione Lombardia la proposta di Ampliamento del Bosco delle Querce, includendo le aree di via della Roggia e quelle di via Redipuglia, così come proposto in una petizione ancora aperta da alcuni gruppi locali e così come deciso con l’unanimità dei voti in una mozione in Consiglio Comunale. La specificità del Bosco delle Querce, con la sua Storia, e con il mantenimento del simbolo che rappresenta, può essere anche il punto di partenza per pensare a un Parco Regionale che incorpori ciò che resta – purtroppo – delle aree verdi in un lembo di Brianza che è stato massacrato dal cemento e dall’urbanizzazione caotica. Anche questo è un percorso che può partire da un rinato Bosco delle Querce, fulcro di possibili ampliamenti e accorpamenti e la cui proposta deve nascere e crescere sul territorio, senza processi verticistici e con risorse aggiuntive da sommare a quelle che Regione Lombardia stanzia per il Bosco delle Querce. 
Di tutto questo pensiamo possano e debbano tenere conto tutti e tutte coloro che ambiscono a governare in futuro la citta di Seveso a partire dal prossimo appuntamento elettorale.

Seveso/Meda 22-7-021

Legambiente Seveso, Seveso Futura

 Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà Meda

sabato 17 luglio 2021

BOSCO DELLE QUERCE: BILANCIO E PROSPETTIVE PER IL FUTURO DOPO L'INIZIATIVA DEL 10-7-021

Nel vuoto lasciato dalla politica, le associazioni e i gruppi di Legambiente Seveso Circolo Laura Conti, Seveso Futura, Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi – Sostenibilità e Solidarietà hanno sopperito all’assenza delle istituzioni in un momento di confusione generato dalle recenti dimissioni del sindaco e, soprattutto, dalle sue dichiarazioni in merito alle vasche della diossina.
È il dato di fatto che emerge a pochi giorni di distanza dal 10 luglio 2021, esattamente 45 anni dopo la fuoriuscita della nube tossica dallo stabilimento Icmesa.


Sabato 10 luglio è stata avviata la campagna di raccolta firme per l'ampliamento del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda, raccolta firme che proseguirà con ulteriori iniziative su Seveso e Meda.
A causa di una serie di scelte incondivisibili della amministrazione guidata dal dimissionario Luca Allievi e a lui principalmente ascrivibili, il Bosco delle Querce si trova in una situazione di abbandono dove anche il valore simbolico e la memoria rischiano di essere persi per la totale assenza delle istituzioni locali.
Le responsabilità sono riconducibili ad Allievi e afferibili al suo periodo di governo.
Sono sue, infatti, le scelte di smantellare l'ufficio Ecologia del Comune che si occupava della gestione operativa delle vasche di Seveso e Meda contenenti materiali contaminati dalla diossina, chiudere il centro visite allo chalet compromettendo anche l'attività di educazione ambientale, lasciare vacante la Presidenza del Bosco delle Querce esplicitando di voler cedere la gestione operativa di questo polmone verde ad altri enti.
Allievi ha considerato la gestione operativa del Parco solo come un'incombenza fastidiosa, decidendo unilateralmente di rinunciare al ruolo dato all'ente territoriale capofila nella conduzione di una risorsa ambientale importantissima. E’ stata una scelta avventata che ora rischia di avere conseguenze gravi anche per le comunicazioni con cui ha accompagnato queste decisioni.
In questo contesto, l’evento organizzato nel parco regionale dalle associazioni e dai gruppi locali, lo scorso 10 luglio, è stato importante.
Un incontro prezioso che ha permesso un confronto sulle prospettive dell’area con persone che conoscono il parco e hanno contribuito alla sua creazione, alla sua crescita e al suo consolidamento”. E’ questo il bilancio dopo il confronto con Paolo Lassini, partecipe ai lavori fondativi del Bosco, Fabio Lopez di Ersaf, Barbara Meggetto presidente di Legambiente Lombardia e Gigi Ponti consigliere Pd di Regione Lombardia.
Si è ragionato sulle poco convincenti attuali politiche regionali in tema di parchi e su quelle auspicabili, commentando insieme le incomprensibili azioni di Allievi e identificando percorsi virtuosi per il Bosco delle Querce. È evidente che in questo vuoto di progettualità ambientale dell’istituzione locale, le associazioni e i gruppi di Seveso e Meda devono far sentire la propria voce e quella preoccupata e sconcertata dei cittadini incontrati.

Così, oltre a interloquire sui possibili ampliamenti, s’è cercato di delineare le affinità morfologiche e ambientali, identificando la possibile inclusione nel Bosco degli spazi facenti ora parte del PLIS GruBria, con ogni evidenza più consono ad un accorpamento rispetto al Parco Regionale Groane.
La progettualità sul Parco Naturale del Bosco delle Querce dovrà tener conto sia della necessità di ampliarlo inserendovi le aree di prossimità rimaste libere, sia del valore simbolico, di memoria per la comunità locale che conosce questo luogo indissolubilmente legato al disastro diossina del 1976, non escludendo il ripristino di una efficace gestione locale. Anche gli ampliamenti dovranno essere accompagnati da adeguati stanziamenti economici aggiuntivi a quelli attualmente definiti.
In ogni caso, qualsiasi scelta dovrà essere pensata ed attuata con il coinvolgimento, la partecipazione attiva e il consenso del territorio evitando metodi verticistici ed escludenti.
L’ampliamento del Bosco riguarderebbe due diverse aree del territorio sevesino: una a est che si estende tra le vie della Roggia, via Vignazzola, via dei Vignee e via del Tramonto, e una a ovest in zona via Redipuglia, via Masciadri.

Una proposta che riprende un progetto del 1993 sviluppato in uno studio curato dal dott. Mario di Fidio e promosso da Regione Lombardia dove si prevedeva anche una rinaturalizzazione dei luoghi prossimi al Bosco delle Querce. 
Le aree identificate per l'ampliamento vanno coperte dal livello di tutela regionale e, in particolare quella di via della Roggia va strappata alla disponibilità per l'autostrada Pedemontana che la comprometterebbe definitivamente, andando oltretutto a movimentare terreno che risulta ancora contaminato dalla diossina TCDD fuoriuscita dall'Icmesa 45 anni fa.

Legambiente Seveso, Seveso Futura, 
Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi Sostenibilità e Solidarietà Meda

martedì 6 luglio 2021

AUTOSTRADA PEDEMONTANA: LA REALTÀ DI UN'INFRASTRUTTURA INSOSTENIBILE ECONOMICAMENTE E AMBIENTALMENTE

Durante l'evento del 4-7-021 a Biassono s'è fatto il punto sull'iter della Pedemontana e sono state illustrate le azioni attuate da Regione Lombardia e dallo Stato per cercare di rendere "appetibile" un finanziamento privato all'insostenibile - economicamente e ambientalmente - autostrada.
Molte sono state anche le proroghe temporali concesse per permettere la ricerca di investitori privati così come i rinnovi della dichiarazione di pubblica utilità dell'infrastruttura.

Sull'argomento economico, il gruppo di Sinistra e Ambiente ha curato una scheda illustrativa AGGIORNATA successivamente al 31-8-021, data in cui sono stati reperiti finanziamenti da Cassa Depositi e Prestiti (CdP), Banca Europea degli Investimenti (BEI) e alcune banche private. In buona sostanza, ancora una volta il capitale pubblico sosterrà questa inutile e impattante autostrada.

 
Dopo aver analizzato il Progetto Definitivo 2018/2019 che ha modificato quello del 2009 senza passare dal CIPESS (Comitato Interministeriale Programmazione Economica e Sviluppo Sostenibile) qualificandolo come un semplice aggiornamento, proponiamo una scheda che, sommariamente, evidenzia le modifiche che sono state apportate, base da cui verrà elaborato da WeBuilt il Progetto esecutivo delle tratte B2 e C. 
Da notare che la Tratta D, quella da Vimercate a Filago/Osio Sotto (18,5 km) è stata al momento stralciata per ragioni economiche.
Ricordiamo che il completamento dell'autostrada sarà realizzato solo con il reperimento del finanziamento privato per cui è aperta una manifestazione d'interesse con scadenza al 31 Agosto 2021.
 
AGGIORNAMENTO del settembre 2021: il finanziamento è arrivato (vedi scheda).

Sempre dalla lettura dei documenti del Progetto Definitivo "aggiornato" 2018/2019, abbiamo condensato in un'ulteriore scheda le più evidenti criticità ambientali che si ingenereranno qualora l'autostrada dovesse essere completata.

 

L'articolo su MBNews con le interviste ad alcuni ambientalisti organizzatori della serata. Per leggerlo, cliccarci sopra.

venerdì 2 luglio 2021

10 LUGLIO 2021: A 45 ANNI DAL DISASTRO DIOSSINA, INIZIATIVA E PETIZIONE PER AMPLIARE IL BOSCO DELLE QUERCE DI SEVESO E MEDA



In occasione del 45° anniversario del disastro diossina, fuoriuscita dall'Icmesa di Meda il 10 luglio 1976, gruppi ed associazioni ambientaliste di Seveso e di Meda lanciano insieme una raccolta di firme per ampliare il Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce, creato con la bonifica e la rinaturalizzazione dei terreni contaminati della zona A.
La raccolta firme, promossa da Legambiente Circolo Laura Conti di Seveso, Seveso Futura, e i gruppi medesi di Sinistra e Ambiente e di Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà, partirà sabato 10 luglio 2021 durante l'iniziativa congiunta che si terrà dalle ore10.00 in viale Redipuglia a Seveso.
In programma anche una visita guidata nel Bosco delle Querce, un dibattito sul futuro di quest'area verde che merita un destino differente da quello prospettato dal sindaco di Seveso Allievi, che vorrebbe cederne la gestione ad altri - sindaco che si è peraltro dimesso l' 1-7-021 per problemi con la sua maggioranza, attivando  i 30 giorni utili per confermare o meno le dimissioni.
Chiude l'iniziativa un concerto con i BandaKadabra, curato da Musicamorfosi.
La proposta di ampliamento del Bosco delle Querce prende in considerazione 2 aree sevesine. La prima, ad est, si estende tra le vie della Roggia/via Vignazzola/via dei Vignee/via del Tramonto, la seconda ad ovest, in zona via Redipuglia/via Masciadri.
Il Bosco delle Querce, è legato indissolubilmente al disastro diossina di 45 anni fa e la Memoria, la Storia e il Simbolo devono continuare ad essere rinnovati così come va evitato che un'inutile e impattante autostrada Pedemontana lo riduca di 2 ettari, compromettendo pesantemente con la viabilità complementare e una vasca di laminazione a servizio dell'autostrada anche l'area libera di via della Roggia.


AMPLIARE IL BOSCO DELLE QUERCE PER UN FUTURO MIGLIORE

Il degrado dell’ambiente e i fattori climalteranti obbligano ad interventi tempestivi per salvare il pianeta.
Si sono firmati accordi internazionali con l’impegno alla riduzione delle emissioni di CO2, alla rinuncia al carbone, al superamento dei combustibili fossili, all’incremento delle fonti rinnovabili.
Concretizzare con leggi e azioni questi propositi trova però ostacoli e ostruzionismi provenienti da settori del mondo economico, industriale, politico e così i tempi si dilazionano e si ha la sensazione che si tratti di cose distanti da noi e procrastinabili.
In Brianza c'è molta ricchezza ma il livello di qualità della vita è basso per l'eccessiva urbanizzazione, il traffico caotico e la mortifera qualità dell’aria. In questa porzione di mondo l’inquinamento è dunque di casa.
Esattamente 45 anni fa, il 10 luglio del 1976, dall’ICMESA di Meda, fabbrica del gruppo Givaudan/la Roche la fuoriuscita di una nube contenente sostanze tossiche ha sparso la diossina TCDD sul territorio di Seveso e Meda e di altri Comuni limitrofi, minando la salute di migliaia di persone e contaminando irreparabilmente prati, orti, cortili. Sempre nel nostro territorio, sulla superstrada Milano-Meda, nel tratto sevesino si stima passino circa 80mila autoveicoli al giorno. In circa 1,5 km, con questi transiti quotidiani “ci regaliamo” 36 tonnellate di CO2 e servirebbero spazi verdi alberati per compensare queste continue emissioni. CO2, di biossido di azoto e di polveri sottili sono causa di oltre 80.000 morti premature ogni anno in Italia (stime del rapporto del 23-11-2020 curato dall’ Agenzia Europea dell’Ambiente). In questa Brianza pesantemente urbanizzata abbiamo bisogno di più aree verdi e di tutelare gli spazi liberi rimasti, rinaturalizzandoli, per migliorare la qualità della vita.

Per questo, chiediamo che le amministrazioni comunali di Seveso e Meda si attivino presso Regione Lombardia per ampliare il Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda, un bosco creato dopo aver bonificato l’area A, quella a più alta contaminazione da diossina TCDD dell’Icmesa.

È un ampliamento possibile sull’area che si estende tra le vie della Roggia/via Vignazzola/via dei Vignee/via del Tramonto rimasta ancora libera dal cemento e in quella di via Redipuglia/via Masciadri. Queste superfici erano già state identificate come naturale completamento del Bosco delle Querce in uno studio/proposta di Regione Lombardia del 1993 curato dal dott. Mario di Fidio.
Un ampliamento che rafforzerebbe la memoria e il valore simbolico del Bosco delle Querce, un bosco che deve necessariamente continuare a tramandare l’insegnamento di quel tragico 10 luglio 1976.
L’area di via della Roggia risulta interessata dalle opere di viabilità di accesso e da una vasca di laminazione a servizio della progettata (e per ora priva di copertura economica) Autostrada Pedemontana Lombarda.
Noi però pensiamo che un futuro differente sia necessario per questo luogo, anche in considerazione del rischio che si correrebbe con gli scavi e la movimentazione del terreno che lì risulta ancora contaminato dalla diossina TCDD nello strato superficiale del suolo e in quello intermedio.

FIRMA ANCHE TU LA RICHIESTA D’ESPANSIONE 
DEL PARCO NATURALE REGIONALE DEL BOSCO DELLE QUERCE

Legambiente Seveso, 
Seveso Futura, 
Sinistra e Ambiente Meda, 
Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà Meda
 
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sabato 26 giugno 2021

#FERMIAMOPEDEMONTANA: INIZIATIVA AMBIENTALISTA A BIASSONO IL 4-7-2021


Continua l'attività congiunta dei gruppi e delle associazioni ambientaliste che condividono l'obiettivo e la pratica #FermiamoPedemontana. Tra loro anche i medesi di SINISTRA E AMBIENTE e di IMPULSI-SOSTENIBILITÀ e SOLIDARIETÀ.
Grazie agli amici di Legambiente Biassono che si sono occupati dell'organizzazione, domenica 4 luglio 2021, dalle ore 18.00 a Villa Monguzzi (via Cesana e Villa n°  34 a Biassono) si terrà un iniziativa/incontro per ritrovarci, discutere ed informare sull'insostenibile Autostrada Pedemontana Lombarda.

 4 luglio 2021: Invito ad Ambiente in Festa a Biassono.

Dopo le manifestazioni di dissenso del 23 maggio scorso, articolate nei presidi lungo tutto il tracciato della progettata Autostrada Pedemontana, le azioni per fermare la devastazione del nostro territorio prosegue. Altri soggetti hanno già dichiarato il loro interesse verso i contenuti di questa mobilitazione e altri, presa coscienza anche della sua inadeguatezza a risolvere i reali problemi di una mobilità sempre più critica, continuano ad aggiungersi e altri ne verranno.
Il prossimo appuntamento sarà a Biassono, il 4 luglio, a partire dalle ore 18 a Villa Monguzzi.
Si tratterà di un momento conviviale, dove racconteremo attraverso un video i momenti della manifestazione del 23 maggio, dove faremo informazione sulla reale insostenibilità della Pedemontana e ci confronteremo con i cittadini di un futuro diverso per il nostro ambiente, i nostri paesi, le nostre esigenze di nuova viabilità alternativa a questi vecchi modelli di pianificaziome territoriale, non più in grado di portare a soluzione le grandi criticità del nostro territorio.
Un ulteriore momento di mobilitazione è programmato per settembre. E questa volta manifesteranno la nostra contrarietà non già lungo il tracciato dell'autostrada, bensì davanti ai palazzi di chi, governando la Regione, continua a volere ostinatamente il completamento dell'infrastruttura.
La transizione ecologica, ma anche quella digitale non può essere la mera conferma di progetti superati, anacronistici e che divorano il territorio e l'ambiente.
Deve essere l'occasione storica per ripensare il modello organizzativo del nostro territorio, del suo ambiente naturale così come di quello urbanizzato.
Serve cambiare impostazione, serve un momento serio e di confronto per ricercare e definire soluzioni moderne più efficienti in termini di sostenibilità sia ambientale che economica, nonchè più efficaci nella capacità di risolvere vecchi problemi rinnovati dalla pandemia da Covid 19 che ha già profondamente trasformato le esigenze di mobilità fisica delle persone e aumentato al contempo quella delle merci.
Il vivere, lavorare, muoversi sul territorio della Brianza dovrà inevitabilmente essere ripensato sui modelli avanzati di una diffusa smart city dove l'infrastrutturazione digitale e ambientale consentirà l'accesso facilitato ai moderni servizi della rete web, a quelli ecosistemici della rete verde, ad una mobilità all'altezza dei tempi, che prescinde da un'opera autostradale insostenibile.

I promotori:

Ass. Colli Briantei, Alternativa Verde Desio, Casa della Sinistra Seregno, 
Comitato Parco Groane Brughiera, Coordinamento No Pedemontana, 
Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Legambiente Biassono, 
Legambiente circolo Gaia Usmate e Velate, 
Legambiente circolo Laura Conti di Seveso, 
Legambiente Seregno, Legambiente Desio, Lista per Biassono,
Lista Altra Bovisio, Lista Passione Civica Cesano M, 
Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi Sostenibilità e Solidarietà Meda,
Gruppo Valle Nava Casatenovo, ImmaginArcore, Meltingpot Arcore, 
Monza per un Buon Clima,
Fridays For Future Brianza Vimercate e Bellusco,Seveso Futura, 
Sinistra per Desio, Un Parco per Bernareggio.