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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

venerdì 16 giugno 2017

SULLO IUS SOLI SI SCATENA LA CANEA LEGAIOL-FASCISTOIDE


Apriamo il post con questa bella immagine per dire che è tempo di garantire a chi lo vuole la possibilità di diventare Cittadino italiano senza affrontare tortuosi e complicati percorsi ad ostacoli.
E' tempo, eppure ogni qualvolta in questo "povero paese" (culturalmente parlando) si tratta un argomento direttamente o indirettamente legato agli immigrati o alle migrazioni, si alzano forte gli ululati legaiol-fascistoidi.
Tutto serve affinchè i soliti seminatori di odio razziale colgano l'attimo per gridare la loro "ossessione" e cercarsi una squallida visibilità che nulla ha a che fare con un sano confronto dialettico e di merito.
E' successo anche ieri, 15-6-017, al Senato dove era in discussione la calendarizzazionee per l'avvio della discussione sul nuovo testo di legge dello "Ius Soli temperato".
Dopo il passaggio alla Camera del 13 ottobre 2015 ora, finalmente, anche il Senato si appresta ad esaminarlo e discuterlo, pur se con un'avvio indegno che lascia presagire future difficoltà e inciampi.
La nuova normativa sull'ottenimento della Cittadinanza italiana da tempo attende d'essere approvata per conformarci ad una condizione di diritto più ampio rispetto ai meccanismi restrittivi della legge attualmente in vigore (la 91 del 1992).
Riguarderà principalmente i figli degli immigrati, in gran parte nati nel nostro Paese e qui inseriti.
Insomma prima di tutto una battaglia di Diritti e Civiltà.

Lega e fascisti scatenati contro lo ius soli

Alle 13,21 vola anche un «Vaffa» all’indirizzo del presidente del Senato Pietro Grasso, solo che questa volta il tradizionale insulto grillino non arriva dai banchi del Movimento 5 stelle bensì da un senatore leghista, Raffaele Volpi, che per questo si becca una sospensione – seppure temporanea – dal destinatario delle sue attenzioni. Nel frattempo parte la carica del Carroccio ai banchi del governo, con il capogruppo Gianmarco Centinaio letteralmente incollato agli scranni più alti tanto che ci vogliono ben sette-commessi-sette per riuscire a schiodarlo. E mentre le camice verdi scatenano la bagarre all’interno dell’aula fuori, per strada, le camice nere di Casapound e Forza Nuova si scontrano con la polizia: braccia tese e cartelli truculenti da una parte, manganelli e idranti dall’altra (62 i militanti di Forza nuova denunciati).
Che l’avvio della discussione sullo Ius soli temperato non sarebbe stata una passeggiata si sapeva. Così come si sapeva che il Carroccio avrebbe dato spettacolo sia con le solite urla che con una valanga di emendamenti al testo: 48.408 proposte di modifica destinate molto probabilmente a essere «cangurate», e quindi cancellate, nel giro di qualche giorno. 
La giornata però finisce anche con il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli costretta a ricorrere alle cure dell’infermeria dopo una brutta caduta («spinta dai leghisti», accusa il Pd, ma il Carroccio nega) e lo stesso Centinaio che a sua volta deve far ricorso al ghiaccio fornito dalla bouvette per tamponare almeno un po’ il dolore a una mano.
Se non fosse per l’ennesimo insulto al parlamento e perché in ballo ci sono le vite di un milione di ragazzi figli di immigrati, non varrebbe quasi la pena di parlare di quanto accaduto ieri, tanto le sceneggiate razziste dentro e fuori il Senato si assomigliano tutte. Ad accendere il cerino questa volta ci pensa il M5S, altro gruppo che non digerisce la riforma specie dopo l’ordine di scuderia impartito due giorni fa da Grillo. I senatori pentastellati chiedono di votare prima le pregiudiziali di costituzionalità sul decreto sui vaccini e poi, ma solo poi, lo Ius soli. È un modo per prendere tempo, magari anche facendo mancare il numero legale riuscendo così a impedire che la riforma venga incardinata in aula.
A questo punto però, interviene la senatrice Loredana De Petris. La capogruppo di Sinistra italiana parte al contrattacco e chiede di mettere ai voti l’inversione dell’ordine del giorno: prima l’avvio della discussione sulla cittadinanza e poi i vaccini. Proposta approvata dall’aula con il voto contrario di Lega, centrodestra e M5S (con l’eccezione però della senatrice Paola Taverna che non partecipa alla votazione). 
L’esito del voto è il gong che dà il via alla bagarre. Insieme alle urla leghiste spuntano cartelli con scritto «No allo Ius soli», «Prima gli italiani», «Stop all’invasione», mentre il presidente Grasso prova senza successo a imporre un po’ di ordine.
Il senatore Salvatore Torrisi, presidente della Commissione Affari costituzionali dove il provvedimento è rimasta ferma per quasi due anni, per un po’ ci prova pure a illustrare la legge ma poi – sommerso dalle urla – ci rinuncia e allega il testo scritto al disegno di legge. E’ a questo punto più o meno che, viste ignorate tutte le sue proteste, il leghista Volpi fa partire il suo «Vaffa» contro Grasso. Che reagisce espellendolo dall’aula. Ma a questo punto a insorgere è il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, che spiega a Grasso come il regolamento preveda che in caso di espulsione i lavori dell’aula vengano interrotti. Ora, a Calderoli si può dire tutto tranne che non conosca a perfezione il regolamento, quindi Grasso ci ripensa e, a sorpresa, decide di sospendere la sospensione. Cosa che fa sbottare Calderoli: «Un precedente così manco l’arbitro Moreno», dice il leghista.
Tra urla e spintoni alla fine però la riforma della cittadinanza viene incardinata, riuscendo così a mettere un primo importante paletto al suo iter. 
Difficile però che si possa arrivare a un voto prima dei ballottaggi, mentre appare ormai scontato che il governo blinderà la legge con il voto di fiducia, forte anche della tenuta della maggioranza. Riuscendo così a mettere finalmente in salvo una riforma attesa da anni.

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Dall Huffpost un articolo di Alfredo Somoza inquadra la situazione rispetto alla legge in vigore (la 91 del 1992) e le modifiche migliorative che verrebbero introdotte.

Lo Ius soli, un dibattito antistorico

Lo scontro in Parlamento attorno alla legge sulla cittadinanza è fondamentalmente antistorico. Lega Nord e neofascisti, con il silenzio complice de M5S, starebbero tentando di evitare il "pericolo" dell'introduzione dello Ius soli (diritto di suolo) per l'acquisizione della cittadinanza italiana (storicamente basata sullo Ius sanguinis, diritto di sangue). 
Diritto già esistente nel nostro ordinamento dal 1992! 
Sono infatti fermi a due questioni ormai superate dalla storia. La prima è che i due tipi di diritto, una volta utilizzati distintamente dai paesi d'immigrazione (soli) e di emigrazione (sanguinis), avevano come scopo rispettivamente formare cittadinanza e non perdere i legami con i propri cittadini. Oggi quasi tutti gli Stati (in Europa e in America) applicano un mix tra le due tradizioni. 
È cittadino chi è figlio di cittadino e chi nasce sul territorio della nazione. 
Non esiste più una distinzione netta, restano solo sfumature temporali. 
Forse i leghisti non si ricordano, visto che c'erano, e sicuramente i grillini non sanno perché la Prima Repubblica è sempre e comunque da condannare, che l'Italia fece la stessa scelta (il mix di diritto) nel lontano 1992, con l'adeguamento della legge della cittadinanza ai provvedimenti sull'immigrazione contenute nella cosiddetta "Legge Martelli" del 1990
La legge che regolava la situazione legale degli immigrati, estendeva il diritto di asilo a tutte le nazioni (prima l'Italia riconosceva solo i rifugiati da altri paesi europei) e introduceva i "flussi migratori", cioé la programmazione dell'immigrazione (cosa praticamente mai avvenuta).
Quindi dal 1992, in Italia esiste lo Ius soli. E qui veniamo al punto che i difensori dell'italianità ignorano. La formulazione esistente, cioè si può optare per la cittadinanza italiana al 18° anno (e solo fino al 19°) essendo nato in Italia e avendo vissuto regolarmente, è palesemente una discriminazione rispetto a chi è nato all'estero e può ottenere la cittadinanza dopo 10 anni ininterrotti di residenza. Cioè la legge in vigore dimezza i tempi per la concessione della cittadinanza a chi è nato all'estero rispetto a chi è nato sul suolo della Repubblica. 
La legge in discussione attualmente, il cosiddetto "Ius soli temperato", prevede un percorso allineato con il resto dell'Europa di 5 anni. Viene introdotto anche il cosiddetto "Ius culturae" che prevede la concessione della cittadinanza al minore che ha frequentato almeno 5 anni di scuola in Italia.
È di questo che stiamo parlando, non dell'introduzione di una nuova fonte di diritto, ma di un adeguamento temporale a ciò che esiste. La platea interessata, che comunque avrebbe avuto diritto alla cittadinanza al compimento del 18° anno (o dopo 10 anni di residenza) è di circa 850.000 ragazzi e ragazze.
Perché Lega Nord e neofascisti si oppongono con così tanta rabbia a questo provvedimento? Sono due le possibili risposte. La prima è che questi ragazzi eserciteranno il diritto di voto attivo e passivo. Difficilmente il loro consenso andrà a chi non li considera degni della cittadinanza. La seconda motivazione è più complessa. Finché esista la categoria "straniero", la xenofobia tipica dei movimenti di estrema destra è "tollerata" e mascherata.
Lo slogan "prima gli italiani" (o i francesi o gli spagnoli) regge fin quando la cittadinanza taglia in modo netto una società. Ma se la cittadinanza diventa diritto universale, bisogna trovare nuovi elementi di esclusione. Ovviamente a quel punto scatta la questione "etnica". Non ti posso più discriminare perché straniero, ma perché "oriundo"... 
Ecco che togliere l'alibi della cittadinanza all'estrema destra li svela per quello che sono: movimenti xenofobi. E non vale più il silenzio complice di chi in queste ore si sta astenendo per calcolo elettorale di piccolo cabotaggio. Si sta di qua o di là rispetto alle democrazie occidentali.

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