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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

sabato 30 maggio 2015

IMPRESENTABILI NEL CUORE DI ........ EXPO

Nel "FANTASTICO MONDO di EXPO" succede ormai di tutto.
Così dopo il lunghissimo elenco di personaggi indagati per corruzione, turbativa d'asta etc. etc. ora tocca anche alla Presidente di EXPO Diana Bracco finire sotto la lente degli inquirenti per ....... evasione fiscale.

Due articoli de Il Manifesto sull'argomento e ....... un gran finale a fondo post.

L’impresentabile nel cuore dell’Expo

Lo scandalo. La presidente della rassegna, Diana Bracco, indagata per evasione fiscale: sequestrato 1 milione di euro. I pm: «Lavori in ville e yacht figurano come acquisti di macchinari per le sue aziende». La difesa: «Già definito il ravvedimento operoso con l'Agenzia delle Entrate, non c’è nulla di penale»

Diana Bracco, presidente di Expo 2015 Spa
Un’altra bella tegola sull’immagine dell’Expo, e chissà che non possa ripor­tare in piazza i mila­nesi (sarebbe il caso) dopo le pro­te­ste con­tro le deva­sta­zioni dei black block. Que­sta volta a essere “deva­stati”, almeno secondo quanto ipo­tiz­zano gli inqui­renti, sareb­bero i conti dell’erario, a causa di una maxi eva­sione fiscale di circa 1 milione di euro. Diana Bracco, pre­si­dente di Expo 2015 Spa, è inda­gata per eva­sione fiscale e appro­pria­zione inde­bita in qua­lità di pre­si­dente del cda della Bracco spa. L’indagine è stata chiusa ed è stato effet­tuato un seque­stro da circa 1 milione di euro. L’ipotesi è che le fat­ture false siano ser­vite in rela­zione a lavori su case pri­vate e barche.
In sostanza, sareb­bero state pre­sen­tate come fat­ture a carico della mul­ti­na­zio­nale far­ma­ceu­tica di cui Bracco è pre­si­dente e ad (e quindi con regimi fiscali riser­vati alle imprese) docu­menti che invece face­vano capo a lavori pri­vati. Come si legge in un comu­ni­cato del pro­cu­ra­tore della Repub­blica Edmondo Bruti Libe­rati, nell’ambito dell’inchiesta con­dotta dal Nucleo Poli­zia Tri­bu­ta­ria della Guar­dia di finanza e coor­di­nata dal pro­cu­ra­tore aggiunto Fran­ce­sco Greco e dal pm Gior­dano Bag­gio, «è stato noti­fi­cato avviso di con­clu­sione delle inda­gini» a carico di Diana Bracco, di Pie­tro Mascherpa, pre­si­dente del Cda di Bracco Real Estate srl, e di due archi­tetti dello stu­dio Archi­labo in Monza, Marco Pol­la­stri e Simona Calcinaghi.
Bracco e Mascherpa sono accu­sati di eva­sione fiscale attra­verso l’emissione di fat­ture false e di appro­pria­zione inde­bita. Dalle inda­gini «è emerso che fat­ture» per oltre 3 milioni di euro, con­fluite nella con­ta­bi­lità e nelle dichia­ra­zioni fiscali «pre­sen­tate dalle società del gruppo Bracco per i periodi di impo­sta dal 2008 al 2013», erano rife­rite «all’esecuzione di for­ni­ture o di pre­sta­zioni rese presso locali in uso alle mede­sime società ma effet­ti­va­mente rea­liz­zate presso immo­bili e natanti di pro­prietà, ovvero nella dispo­ni­bi­lità» di Diana Bracco e del marito defunto Roberto De Silva.
Lo scorso 5 marzo, si legge ancora nel comu­ni­cato, la Guar­dia di finanza ha ese­guito un decreto di seque­stro pre­ven­tivo emesso dal gip Roberta Nun­nari nei con­fronti di Diana Bracco per 1 milione e 42 mila euro «cor­ri­spon­dente all’importo totale dell’imposta com­ples­si­va­mente evasa per effetto dell’utilizzo delle pre­dette fat­ture». Nella nota si legge infine che lo scorso 21 mag­gio «sono stati depo­si­tati» in Pro­cura da parte della Gdf «i ver­bali di con­sta­ta­zione delle cor­re­late vio­la­zioni di carat­tere amministrativo».
«Non c’è stata alcuna frode fiscale — replica il legale della pre­si­dente Bracco, Giu­seppe Bana — Si tratta di con­te­sta­zioni riguar­danti l’inerenza all’attività di impresa di fat­ture, situa­zione non rile­vante sotto il pro­filo penale, già defi­nita con l’Agenzia delle Entrate con il rav­ve­di­mento ope­roso». «Siamo solo al ter­mine delle inda­gini pre­li­mi­nari — con­clude Bana — e non è stata ancora for­mu­lata la richie­sta di rin­vio a giudizio».
Cebion, Xama­mina, Euclo­rina i mar­chi più noti dei far­maci Bracco, dif­fusi in 100 paesi. Il fat­tu­rato con­so­li­dato del gruppo è di 1 miliardo di euro.
Sono cin­que gli immo­bili di pro­prietà di Diana Bracco, da Ana­ca­pri e Vence, in Pro­venza, dove sareb­bero stati effet­tuati i lavori con­te­stati. E ancora, case a Merate (Lecco), a Nizza Mon­fer­rato (Asti) e a Megeve (Alta Savoia). Secondo le accuse, le fat­ture per lavori di ristrut­tu­ra­zione e riqua­li­fi­ca­zione degli sta­bili che fanno parte del patri­mo­nio per­so­nale di Diana Bracco veni­vano emesse con false cau­sali, facen­doli risul­tare, ad esem­pio, come acqui­sti di mac­chi­nari e mate­riale per aziende del gruppo Bracco.
In que­sto modo, si legge nel prov­ve­di­mento dei pm, sareb­bero state indi­cati «nelle dichia­ra­zioni dei red­diti e Iva delle società Bracco Spa, Bracco Ima­ging Spa, Bracco Real Estate Srl, Spin Spa e Ceber Srl» rela­tive agli anni d’imposta tra il 2008 e il 2013 «ele­menti pas­sivi fit­tizi per com­ples­sivi euro 3.064.435 con un’imposta evasa com­ples­siva ai fini Ires e Iva di euro 1.042.114,70».
«C’è un pos­si­bile danno di imma­gine che deve essere valu­tato — ha com­men­tato il sin­daco di Milano Giu­liano Pisa­pia — Un conto è se c’è un rav­ve­di­mento attivo, un altro se ci sono risvolti penali, che il suo legale, che è di gran­dis­sima espe­rienza, ha escluso».


Sempre dal Manifesto, l'articolo con IL LUNGO ELENCO DEGLI INDAGATI

Milano, le indagini che turbano 

gli umori degli expottimisti

Expo 2015. Ritratto di un «grande evento» a partire dalle inchieste giudiziarie, i patteggiamenti, le multe. Dalla "Cupola degli appalti" in poi


Per il sin­daco di Milano Giu­liano Pisa­pia, l’indagine per eva­sione fiscale che coin­volge la pre­si­dente di Expo Spa 2015 Diana Bracco è «un pro­blema di imma­gine che deve essere valu­tato». Que­sta frase è stato l’unico dub­bio apparso in una gior­nata dei dati di Fede­ral­ber­ghi secondo la quale l’Expo sarà visi­tata da 1,9 milioni di per­sone (erano 20 solo pochi mesi fa). «Stime abba­stanza rea­li­sti­che» ha con­fer­mato l’ad Expo Giu­seppe Sala che sostiene un aumento del 16% del Pil mila­nese nei primi 27 giorni di Expo. «Non c’è mai stata nel pas­sato un’apertura di una Expo così entu­sia­stica» ha riba­dito Pisa­pia. Parole che suo­nano per­lo­meno for­zate dopo la noti­zia dell’indagine su Bracco, vice-presidente per la Ricerca e Inno­va­zione per Confindustria.
A quasi un mese dall’esordio, sull’esposizione uni­ver­sale dedi­cata al culto con­tem­po­ra­neo del cibo si rial­lun­gano invece le ombre di un anno fa quando la pro­cura di Milano spiccò man­dati di arre­sto per Angelo Paris, diret­tore della pia­ni­fi­ca­zione acqui­sti della Expo 2015, per gli ex par­la­men­tari Gian­ste­fano Fri­ge­rio (Dc) e Luigi Grillo (Forza Ita­lia), per Primo Gre­ganti, ex Pci e già coin­volto in Mani Pulite, per Ser­gio Catozzo (Udc Ligu­ria) e l’imprenditore vicen­tino Enrico Mal­tauro. Ai domi­ci­liari finì Anto­nio Rognoni, ex Dg di Infra­strut­ture Lom­barde, già arre­stato per un’altra inchie­sta sugli appalti pub­blici più impor­tanti in Lom­bar­dia, anche rela­tivi all’Expo.
Nell’ottobre 2014 Anto­nio Acerbo era finito agli arre­sti domi­ci­liari per cor­ru­zione e tur­ba­tiva d’asta e si era dimesso da respon­sa­bile del Padi­glione Ita­lia di Expo. Un mese prima si era dimesso da com­mis­sa­rio Expo per le vie d’acqua per cor­ru­zione e tur­ba­tiva d’asta. Ad aprile 2015 sono state accet­tate sei richie­ste di pat­teg­gia­mento pre­sen­tate dagli inda­gati della cosid­detta «Cupola degli appalti» che avrebbe influito sulle gare di Expo, Sogin e nella sanità Lom­barda. Grillo ha accet­tato una pena di due anni e otto mesi e una multa di 50 mila euro. Fri­ge­rio una pena di tre anni e quat­tro mesi, Gre­ganti tre anni e una multa da 10 mila euro, Mal­tauro due anni e 10 mesi, Catozzo tre anni e due mesi e un risar­ci­mento a Expo da 50 mila euro. Due anni e sei mesi a Paris e un risar­ci­mento a Expo da 100 mila euro. L’ex sub-commissario Expo Acerbo ha pat­teg­giato tre anni.
Prima dell’inizio di Expo sem­brava essere così tor­nata la nor­ma­lità sulla quale veglia il com­mis­sa­rio anti-corruzione di Raf­faele Can­tone. Ma così non è stato. C’è un altro capi­tolo, signi­fi­ca­tivo, delle inda­gini che riguar­dano il gover­na­tore della Lom­bar­dia Roberto Maroni, accu­sato di indu­zione inde­bita per un con­tratto di col­la­bo­ra­zione con Expo affi­dato a una sua ex collaboratrice.
Pole­mi­che ci sono state a seguito della nomina di Dome­nico Aiello, avvo­cato difen­sore di Maroni in que­sta inchie­sta, nel Cda di Expo a 8 giorni dalla sua inau­gu­ra­zione. In caso di un even­tuale rin­vio a giu­di­zio di Maroni e del diret­tore gene­rale di Expo Chri­stian Malan­gone, Aiello si tro­verà nel dop­pio ruolo di mem­bro del Cda e difen­sore della per­sona con­tro la quale Expo potrebbe deci­dere di rivalersi.
A sua volta, come atto dovuto, l’azienda è inda­gata in base alla legge 231 del 2001 sulla respon­sa­bi­lità ammi­ni­stra­tiva per reati com­messi dai pro­pri diri­genti nell’interesse azien­dale. Quella di Diana Bracco non è l’unico pro­blema di imma­gine che turba gli umori expottimisti.

Tanto per concludere in "italica filosofia":

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