Benvenuti !

BENVENUTI nel blog di SINISTRA e AMBIENTE.
Con questo blog, vogliamo aggiornare tutti sull'attività,
le proposte, le idee del gruppo.

Per chi volesse contattarci o inviarci materiale da pubblicare, cliccare QUI

La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

-------------------------------------------------




CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

lunedì 1 dicembre 2025

Il BOSCO DELLE QUERCE INCONTRA I TESTIMONI DEL DISASTRO AMIANTO DELL'ETERNIT DI CASALE MONFERRATO

É stata una serata intensa e carica di emozioni quella tenutasi il 27-11-025 presso il Centro Visite del Bosco delle Querce di Seveso e Meda, parte del programma "Storie di riparazioni di territori e comunità" organizzata da FARE e Legambiente Seveso, con il contributo dei gruppi di Insieme per il Bosco e la moderazione del dott. Sergio Astori.
 
LA MEMORIA
Dopo le tragedie del Vajont, di Bophal, di Stava, il disastro Diossina dell'ICMESA ha incontrato i Testimoni della vicenda Eternit di Casale Monferrato.
Lì si è consumato e si consuma ancora oggi un vero e proprio crimine contro la salute dei lavoratori, allora occupati nella fabbrica dal 1973 proprietà (con altri impianti in Italia) della multinazionale svizzera Schweizerische Eternitwerke AG e contro gli abitanti della città piemontese.
A Casale Monferrato, ancora oggi SI CONTINUA A MORIRE per le conseguenze dell'inalazione di fibre di Amianto, minerale utilizzato in una lega con il cemento (marchio registrato Eternit) per la produzione di lastre, tubi, coperture isolanti, ondulati, serbatoi di contenimento etc.
Una fabbrica a cui si ambiva per entrare, per avere uno stipendio e un lavoro fisso, per le buone condizioni economiche e il welfare aziendale ma che era in realtà una trappola di morte.
L'attività industriale dell'Eternit inizia nel 1906, con un numero di dipendenti a Casale variabile nel tempo da 1000 a 2000 persone, termina nel 1986 con il fallimento chiesto dalla stessa proprietà e un successivo tentativo di riprendere l'attività sempre con manufatti in amianto. 
Ripresa cui si opposero cittadini e corpi sociali, con il sindaco Coppo che nel 1987 emanò un' ordinanza di divieto all'utilizzo di amianto nel territorio di Casale Monferrato sbarrando la strada a qualsiasi ipotesi di riapertura.

L' amianto lavorato a Casale era di due tipologie, il Crisotilo detto "bianco" estratto dalla miniera di Balangero e la Crocidolite  detta  "blu" importato dall'allora Unione Sovietica che cominciò ad essere utilizzata alla fine degli anni '50.
Ha causato la morte dei lavoratori che operavano totalmente privi di dispositivi di protezione, dei loro famigliari perchè semplicemente lavavano gli indumenti di lavoro intrisi di fibre di amianto, dei cittadini esposti per l’inquinamento ambientale provocato dalla frantumazione del materiale a cielo aperto, dal trasporto con mezzi scoperti e addirittura per la distribuzione alla popolazione del prodotto di scarto della lavorazione, il cosiddetto “polverino”, usato per stabilizzare terreni spianati o per coibentare sottotetti.
Una serie infinita di decessi per asbestosi e sopratutto per il mesotelioma pleurico, che colpiva e colpisce gli esposti dopo un lungo periodo di incubazione e latenza anche di trenta anni e che ancora oggi causa sul territorio casalese 50 morti all'anno.
A Casale Monferrato, a oggi, si contano più di 2500 vittime per malattie correlate all’esposizione da amianto.
Un dolore e una sofferenza continua per una comunità che non può mettere un punto, un termine a quella che è una vera e propria strage.
La produzione di eternit per varie applicazioni avveniva negli insediamenti produttivi a Priolo Gargallo in Sicilia, chiuso nel 1993, a Rubiera (Reggio Emilia), Cavagnolo (Torino), a Bagnoli (Napoli) e per la proprietà Fibronit a Broni (Pavia), Massa Avenza e Bari.
Tutte le fabbriche hanno lasciato dietro di sè una scia di morte che continua e la necessità di bonificare i luoghi.
In Italia, la Legge 257 del 27 marzo 1992, ha vietato l'estrazione, la produzione, l'importazione, l'esportazione e la commercializzazione di amianto e di prodotti che lo contengono a partire dal 1994.
L'amianto continua ad essere estratto e lavorato in altri Stati. 
La Russia è il primo produttore seguito da Cina, Kazakhstan, Brasile, Canada, Zimbabwe e Colombia. Ogni varietà di amianto è oggi bandita in 52 paesi.

LE TESTIMONIANZE
Basilari durante la serata i racconti di Nicola Pondrano che, giovane neoassunto venne accolto da un anziano operaio con un "Che ci sei venuto a fare quà dentro ? Anche tu sei venuto a morire ?" ed ebbe subito consapevolezza delle morti dei lavoratori di cui non si osava parlare.
Così, con coraggio, in qualità di delegato sindacale nel Consiglio di Fabbrica, sostenuto da padre Bernardino Zanella, un prete operaio, portò quelle morti da silenziose a dominio pubblico, divenendo poi dirigente dell'INCA CGIL e occupandosi delle vertenze contro l'INAIL per il riconoscimento delle malattie professionali.
Capillare fu l'attività sindacale interna alla fabbrica con assemblee per gruppi omogenei per raccogliere le testimonianze di chi stava male.
Bruno Pesce, già sindacalista CGIL e segretario della Camera del Lavoro di Casale ebbe, in tandem con Pondrano, la volontà di applicare l'autonomia territoriale della Camera del Lavoro per far emergere la nocività della fabbrica Eternit e delle sue lavorazioni.
Ottenne nel 1985 una approfondita indagine epidemiologica su tutti i lavoratori occupati in 35 anni, sui loro famigliari e sui cittadini.
Indagine che certificò i numerosi decessi per malattie, tumori polmonari e mesatelioma pleurico da asbesto.
Tre furono i principi su cui si mosse la CGIL di Casale: Giustizia, Bonifica e Ricerca.
Fu l'uscita del Sindacato dalle mura della Fabbrica per parlare con il Territorio per vertenze comuni sulla salute e l'ambiente compromesso.

Giuliana Busto, Presidente dell'Associazione dei Familiari e delle Vittime dell'amianto (AFeVa) ha raccontato di come cittadini e cittadine di Casale abbiano perso amici, parenti e abbiano la necessità che la Memoria non si spenga e venga continuamente rinnovata.
Per questo, laddove sorgeva la fabbrica Eternit, demolita e oggetto di una lunga e complicata bonificata è stato realizzato il Parco Eternot il cui nome sta a significare l'impegno della città di Casale Monferrato nella Lotta contro l'Amianto. 
Giuliana ha tenuto a precisare che Casale non può essere declinata come "la Città dell'Amianto" ma come "la Città della Lotta all'Amianto".

Mirella Bertana e Marco Scagliotti hanno parlato del dolore di chi ha perso una persona vicina a causa dell'Eternit, del rischio continuo cui è sottoposto il territorio e della volontà di risanamento e di Giustizia e hanno illustrato la collaborazione di AFeVA con le scuole e l'attività dell' aula interattiva e multimediale “Amianto Asbesto: il coraggio di conoscere, il bisogno di andare oltre” presso il Liceo Balbo di Casale Monferrato.
Dedicata a Paolo Mascarino, sindaco della città dal 1999 al 2009, che si occupò dell’attività di bonifica dello stabilimento Eternit, l’aula è utilizzata da studenti e gruppi, con il sito e i social ed è un archivio vivo, un luogo permanente di informazione, riflessione sull'amianto, la salute, la cura e ricerca, la giustizia, le bonifiche.

Bruno Ziglioli, professore associato di Storia contemporanea nell'Università di Pavia che si occupa di storia dell'ambiente, di storia urbana e di storia dell’antifascismo italiano e ha pubblicato "La mina vagante. Il disastro di Seveso e la solidarietà nazionale" e "Sembrava nevicasse. La Eternit di Casale Monferrato e la Fibronit di Broni: due comunità di fronte all'amianto" , ha relazionato sulla vertenza per la salute e l'ambiente di Casale, frutto dell'onda lunga delle lotte operaie che con l'ottenimento dello Statuto dei Lavoratori consentirono l'emergere della Consapevolezza Operaia e del rifiuto della monetizzazione del rischio sul lavoro.

 
PER CASALE E I SUOI MORTI DI AMIANTO, DA TEMPO SI ATTENDE GIUSTIZIA
Il primo processo contro la proprietà dell'Eternit è nel 2009, grazie alle indagini di Guariniello del tribunale di Torino.
Sotto accusa Stephan Schmidheiny, ex presidente del consiglio di amministrazione, e Louis De Cartier de Marchienne, direttore dell'azienda negli anni sessanta (De Cartier è morto nel 2013 a 92 anni) ritenuti responsabili delle morti per mesotelioma, per contatto con l'asbesto avvenute tra i dipendenti delle fabbriche Eternit.
Il 13 febbraio 2012 il tribunale di Torino condanna in primo grado De Cartier e Schmidheiny a 16 anni di reclusione per "disastro ambientale doloso permanente" e per "omissione volontaria di cautele antinfortunistiche", obbligandoli a risarcire circa tremila parti civili. 
Il 3 giugno 2013 la pena viene "parzialmente riformata" in appello e aumentata a diciotto anni con l'obbligo di risarcire la Regione Piemonte con 20 milioni di euro e il Comune di Casale Monferrato con 30,9 milioni di euro.
Purtroppo, il 19 novembre 2014 la Corte suprema di cassazione dichiara prescritto il reato di disastro ambientale, annullando le condanne e i risarcimenti in favore delle parti civili.
I cittadini e i lavoratori di Casale non si sono dati per vinti e hanno ottenuto una condanna in appello per  Schmidheiny di 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio colposo rispettivamente per lesioni colpose aggravate a danno di una parte delle 392 vittime al centro del filone principale del processo Eternit bis.
Ora si andrà in Cassazione per il ricorso dei legali di Schmidheiny.
 
CONCLUSIONI DELLA SERATA 
Le conclusioni, affidate a Sergio Astori, moderatore dell'incontro, psichiatra e psicoterapeuta, rimandano ad una Memoria da rinnovare, alla Presa in Carico, alla Generosità di chi decide di esserci, alla necessità di Denunciare e Lottare.
 

 

lunedì 24 novembre 2025

VARIANTE AL PTCP PROVINCIALE: IL COORDINAMENTO AMBIENTALISTA OSSERVATORIO PTCP DI MB CHIEDE CHE SIA SOTTOPOSTA ALLA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA (VAS)

La Provincia di Monza e Brianza con Decreto Dirigenziale n. 893 del 03/04/2025, ha avviato il procedimento di Verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) relativo alla variante del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) e ha prodotto il Rapporto Preliminare di verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica.

Nel rapporto, per la Provincia sussistono le condizioni per una procedura semplificata che eviti l'assoggettazione alla VAS.

L'Ente classifica la Variante e le modifiche da apportare ai documenti e alle norme del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale come semplici revisioni delle norme per garantire una maggiore adattività del piano, come aggiornamenti cartografici e normativi conseguenti a nuove disposizioni normative e a tematiche emergenti e come adempimento correlato agli impegni assunti dalla Provincia nell’ambito di protocolli d’intesa per gli Ambiti d'Interesse Provinciale (AIP).
In buona sostanza per la Provincia si tratta di modifiche minori la cui futura applicazione non avrà effetti significativi sull'ambiente e il patrimonio culturale

Il Coordinamento Ambientalista Osservatorio PTCP di MB, - di cui Sinistra e Ambiente di Meda è parte attiva, che aveva già presentato il 5-10-024 un contributo e suggerimenti propositivi per la Variante, dopo aver esaminato il Rapporto ha assunto valutazioni differenti rispetto agli intendimenti della Provincia e ha protocollato una serie di osservazioni argomentando e chiedendo che la Variante al PTCP sia sottoposta alla procedura di VAS.

Le osservazioni sono accompagnate da un comunicato per i media. 

 

La Variante 2025 al PTCP
rischia di aumentare il consumo di suolo e indebolire le tutele ambientali.
Va sottoposta a Valutazione Ambientale Strategica completa

L’Osservatorio PTCP di Monza e Brianza ha presentato alla Provincia una serie di osservazioni formali sulla “Variante 2025” al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), nell’ambito della procedura di verifica di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
La variante non è una semplice “modifica minore”: dall’analisi dei documenti emergono criticità rilevanti che, secondo il Coordinamento, non possono essere valutate attraverso un semplice screening e rendono necessaria una VAS completa, trasparente e partecipata.

Perché una VAS completa ?
Secondo l’Osservatorio, la Variante — presentata come un insieme di aggiornamenti cartografici e tecnici e di adattività — può produrre effetti significativi e cumulativi sull’ambiente, sul consumo di suolo e sulla sicurezza del territorio.
Le osservazioni riguardano in particolare:

1. Flessibilità normativa che rischia di indebolire le tutele
Il nuovo impianto proposto introduce margini di interpretazione ampi nelle aree tutelate, con il rischio di aprire la strada a deroghe e trasformazioni difficili da controllare.
L'intenzione di rendere la disciplina più "interpretabile" e "flessibile" rischia di ridurre la certezza delle norme di salvaguardia e di favorire deroghe.
Secondo l’Osservatorio, serve maggiore chiarezza e stabilità delle norme per evitare arretramenti nella tutela del territorio.

2. Possibili nuove edificazioni in zone sensibili
Le modifiche all’art. 11 potrebbero consentire nuovi interventi edilizi anche in ambiti geomorfologicamente fragili, come valloni, orli di terrazzo e scarpate, se questi ricadono all’interno delle aree urbanizzate.
In Brianza, dove molte zone sensibili sono già inglobate nella città, ciò potrebbe aumentare il rischio idraulico e il consumo di suolo nelle aree meno adatte.

3. Impianti a fonti rinnovabili in aree agricole strategiche e in rete ecologica
Pur accogliendo positivamente lo sviluppo delle energie rinnovabili, il Coordinamento segnala che la Variante non definisce criteri chiari per l’installazione di impianti in ambiti agricoli strategici o nei corridoi verdi. 
Non è quindi valutabile l’impatto dei diversi interventi. “Senza regole precise – si legge nel documento – anche un intervento positivo può produrre danni alla continuità ecologica”.

4. Servizi di Interesse Provinciale non definiti
La Variante introduce una nuova categoria di interventi, i SIP – Servizi di Interesse Provinciale, ma non ne definisce la tipologia. 
Non sono quindi valutabili in modo trasparente gli impatti di funzioni potenzialmente collocabili anche nella Rete Verde, che è l’ossatura ecologica del territorio, in contrapposizione con l’obiettivo di non comprometterne la funzionalità.

5. Compensazioni ambientali troppo generiche
Il nuovo articolo sulla compensazione ambientale-territoriale non indica criteri misurabili né standard minimi.
Senza indicatori chiari, la compensazione rischia di diventare “una formalità che non garantisce un reale equilibrio ecologico”. 
Servono inoltre meccanismi certi di applicazione delle compensazioni.

6. Partecipazione insufficiente
La messa a disposizione dei documenti per soli 30 giorni è considerata insufficiente per permettere un confronto pubblico consapevole su scelte che influenzeranno il territorio per decenni.
L’Osservatorio chiede un incontro pubblico e un ampliamento delle forme di partecipazione.

La richiesta finale: più trasparenza e più tutela del territorio
Alla luce delle criticità esposte, l’Osservatorio PTCP chiede alla Provincia di assoggettare la Variante 2025 a Valutazione Ambientale Strategica completa, così come previsto dalle norme europee e nazionali quando un piano può avere impatti rilevanti sull’ambiente.
“Non siamo contrari agli aggiornamenti del PTCP – precisa il Coordinamento – ma riteniamo che qualsiasi modifica alle tutele ambientali debba essere valutata con massima attenzione.
La Brianza è già una delle aree più consumate d’Italia: ogni passo avanti verso una maggiore flessibilità urbanistica deve essere accompagnato da garanzie solide e verificabili.”

Monza, 24-11-2025

Coordinamento Ambientalista OSSERVATORIO PTCP di MB

Le osservazioni protocollate alla Provincia di MB:

sabato 22 novembre 2025

MEDA E MISURA COMPENSATIVA 15 "VALLE DEI MULINI": LA RISPOSTA ALL' INTERROGAZIONE EVIDENZIA RITARDI NELL'ITER

 

In data 7-11-025, Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico e Medaperta avevano protocollato un'interrogazione per avere un aggiornamento ufficiale sulla Compensazione Ambientale prevista a Meda ai sensi del Masterplan del 2009 di Pedemontana.

La risposta dell'amministrazione sulla Misura Compensativa 15 "Valle dei Mulini" è arrivata il 20-11-025, in forma scritta, con contenuti che deludono le nostre aspettative e che mostrano un ritardo nell'iter per concretizzarla.
Auspicavamo che dopo la firma tra Comune di Meda e soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) del Protocollo d'Intesa, siglato il 5-8-024, l'amministrazione Santambrogio avesse dato avvio all'affidamento dell'incarico per la progettazione, avendo altresì ricevuto 215.500 euro da APL allo scopo.
 
Purtroppo ancora non c'è ancora alcun incaricato per la progettazione e tantomeno un progetto della Misura Compensativa MC15 da valutare.
L'incarico è previsto nell'esercizio 2026 mentre la realizzazione è slittata al triennio 2026-2028.
 
Continueremo a monitorare con puntualità e interesse questo importante intervento ambientale.

 

Rassegna stampa:



venerdì 21 novembre 2025

PEDEMONTANA E BONIFICA DA DIOSSINA: MOLTE CELLE DELLE AREE SORGENTI NON RAGGIUNGONO L'OBIETTIVO DI CONFORMITÀ

Il giorno 17-11-025 presso la sede di ARPA Monza s'è tenuto l'incontro del Tavolo Permanente sui lavori di Bonifica da Diossina della Tratta B2 di Pedemontana.
Presenti ARPA, Pedelombarda Nuova, soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), la D.G Ambiente e Clima di Regione Lombardia, i sindaci di Cesano Maderno, Seveso e Bovisio Masciago, un assessore di Barlassina e la nutrita delegazione di Sinistra e Ambiente-Impulsi Meda, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio, Comitato Ambiente Bovisio, Cittadini per Lentate.

L’incontro, come è stato sottolineato dalla direttrice di Arpa Monza in apertura dei lavori,  è stato esplicitamente chiesto dal coordinamento dei gruppi ambientalisti e liste civiche che è servito a fare il punto sia rispetto all'avanzamento dei lavori sui lotti interessati sia ad aggiornare rispetto all'attività di ARPA per definire il raggiungimento o meno dell'obiettivo di bonifica sulle aree sorgenti, suddivise in celle di 15x15 mt.

Come nostro stile rifuggiamo da una comunicazione immediata, superficiale e sommaria che non approfondisce e che vuole far passare solo informazioni generiche, mostrando una bonifica edulcorata, senza criticità, per diffondere ottimismo ma anche propaganda.
Preferiamo approfondire e dettagliare per informare con serietà e preparazione la cittadinanza.

LA SITUAZIONE AL 17-11-2025
 
Il 75% della superficie risulta scarificata con terreno contaminato scavato ed asportato. 
Riguardo al terreno asportato, abbiamo richiesto il dettaglio sui quantitativi classificati come rifiuto inerte, non pericoloso e pericoloso e l'elenco delle discariche in cui sono stati conferiti.
Della nostra richiesta, Pedelombarda Nuova ha preso nota impegnandosi a fornirci i ragguagli necessari.
Vedremo se saranno conseguenti. 
Secondo le dichiarazioni degli incaricati alla bonifica, durante le attività di lavorazione nei Lotti, finora non sono stati superati i limiti di diossina in aria e gli allarmi per valori alti di pulviscolo atmosferico del contatore particellare in loco sono stati debitamente gestiti con brevi fermi o utilizzo dei cannon fog.

Il 56% della superficie risulta essere stata campionata per il contraddittorio con ARPA per la verifica del raggiungimento degli obiettivi di bonifica.

Pedelombarda Nuova stima di arrivare in tempi brevi all'apertura dei cantieri sulle porzioni rimanenti, coprendo il 90% degli interventi mentre un 5% avrà tempi più lunghi sia per la localizzazione delle aree sorgenti sia per gli aspetti logistici. Si tratta con ogni evidenza delle piccole aree in sponda al Tarò/Certesa a Meda e di quella limitrofa alla Superstrada ma appena oltre il confine del Bosco delle Querce.

I RISULTATI DELLE ANALISI IN CONTRADDITORIO CON ARPA
PER IL RAGGIUNGIMENTO DELL'OBIETTIVO DI BONIFICA.

Sulla base di documentazione e di rapporti presenti ora anche sul sito di Pedemontana e delle comunicazioni ricevute il 17-11-025, alla data attuale, i Rapporti di Prova sulle analisi chimiche di ARPA e di Parte (Pedelombarda Nuova) per definire o meno se si è raggiunto l'obiettivo della bonifica hanno dato i sottoelencati risultati:

LOTTO 2 - SEVESO
 
Area Sorgente 6 : NON RAGGIUNTI GLI OBIETTIVI DI BONIFICA della Tabella A di 10ng/kg
  • Valori in ng/kg riscontrati da ARPA: 34,65 - 10,34
  • Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA: 7,1 - 6,4 - 7 - 4,2 - 3,6 - 0,7 - 0,8 (ultimo valore contestato per assenza di Rapporto di Prova)
    Cella 7 non campionata per presenza manufatto.

Area Sorgente 7: NON RAGGIUNTI GLI OBIETTIVI DI BONIFICA della Tabella B di 100 ng/kg

  • Valori in ng/kg riscontrati da ARPA: 45,7 - 179,3 - 31,72
  • Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA: 9,9 - 17,4 - 31,8 - 10,9 - 6,9 - 4,36 - 2,35

Area Sorgente 8 : NON RAGGIUNTI GLI OBIETTIVI DI BONIFICA della Tabella B di 100 ng/kg

  • Valori in ng/kg riscontrati da ARPA: 42,4 - 112,14 - 60,24 - 91,21 - 244,51 - 83,64    
  • Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA: 10,3 - 16,3 - 18,8 - 9,5 - 15,1- 22,9 - 13 - 7 - 10,9 - 18,9 - 9,5 - 27,8 - 11,9 - 10,2 - 12

Area Sorgente 13: NON RAGGIUNTI GLI OBIETTIVI DI BONIFICA della Tabella A di 10 ng/kg
Valori in ng/kg riscontrati da ARPA: 20,26 - 22,15 - 33,21
Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA: 34,62 - 40,6 - 25,6 - 23,5 - 41,5 - 33,6 - 38,6

LOTTO 3 - CESANO MADERNO

Area Sorgente 64.2: NON RAGGIUNTI GLI OBIETTIVI DI BONIFICA della Tabella A di 10 ng/kg

  • Valori in ng/kg riscontrati da ARPA: 63,1 -  50
  • Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA: 48 - 50 - 32

Area Sorgente 8: NON RAGGIUNTI GLI OBIETTIVI DI BONIFICA della Tabella A di 10 ng/kg

    Valori in ng/kg riscontrati da ARPA: 14,5
    Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA: 26 - 20 

Area Sorgente 8.1: NON RAGGIUNTI GLI OBIETTIVI DI BONIFICA della Tabella A di 10 ng/kg

  • Valori in ng/kg riscontrati da ARPA: 9,43
  • Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA: 21 - 18 - 44

Area Sorgente SC 58.3: NON RAGGIUNTI GLI OBIETTIVI DI BONIFICA della Tabella A di 10 ng/kg

  • Valori in ng/kg riscontrati da ARPA: 41,5 - 34,4 - 33,8
  • Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA: 23 - 24 - 53 - 56 - 70

Area Sorgente SC 59.1: NON RAGGIUNTI GLI OBIETTIVI DI BONIFICA della Tabella A di 10 ng/kg

  • Valori in ng/kg riscontrati da ARPA: 70,4
  • Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA: 45 - 48

Area Sorgente 30: OBIETTIVO CONFORMITÀ Tabella A di 10 ng/kg 
Disponibili solo valori in ng/kg delle analisi di PEDELOMBARDA NUOVA: 9,2 - 5,2 - 6 - 3,1 - 4,2 - 20 21 - 12,1 - 13,8 - 23 - 6,6 - 9 - 12,4 - 26 - 4,3 - 40 6,3 - 35 - 53
Già i valori di Parte indicano un non raggiungimento dell'obiettivo di bonifica.
In attesa dei risultati ARPA

Sul Lotto3 sono stati riscontrati anche 6 superamenti per i valori degli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) e si sta definendo con ARPA e la D.G Ambiente e Clima di Regione Lombardia come gestire le celle corrispondenti.

LOTTO 3 VAR - CESANO MADERNO

Area Sorgente SC53: OBIETTIVO di CONFORMITÀ Tabella A di 10 ng/kg
Disponibili solo valori in ng/kg delle analisi di PEDELOMBARDA NUOVA: 15 - 30 
Già i valori di Parte indicano un non raggiungimento dell'obiettivo di bonifica.
In attesa dei risultati ARPA

Area Sorgente 77: OBIETTIVO di CONFORMITÀ Tabella A di 10 ng/kg
Disponibili solo valori in ng/kg delle analisi di PEDELOMBARDA NUOVA: 28 - 45 - 13 - 19
Già i valori di Parte indicano un non raggiungimento dell'obiettivo di bonifica.
In attesa dei risultati ARPA

Area Sorgente 10: OBIETTIVO di CONFORMITÀ Tabella B di 100 ng/kg
Disponibili solo valori in ng/kg delle analisi di PEDELOMBARDA NUOVA: 18
In attesa dei risultati ARPA

LOTTO 4 - CESANO MADERNO

OBIETTIVO di CONFORMITÀ Tabella A di 10 ng/kg
E' ancora in fase di contraddittorio con ARPA anche se i valori dei campionamenti di Pedelombarda Nuova sono al limite del rilevabile.

LOTTO 5 - CESANO MADERNO

Area Sorgente 44: RAGGIUNTI GLI OBIETTIVI DI BONIFICA di Tabella A di 10 ng/kg

  • Valori in ng/kg riscontrati da ARPA: 4,38 - 1,33
  • Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA: 5,7 - 2,8 - 3,2 - 1,1

LOTTO 6 - CESANO MADERNO

Area Sorgente 22: RAGGIUNTI GLI OBIETTIVI DI BONIFICA di Tabella B di 100 ng/kg ma con ARPA che si riserva di rivedere gli esiti di Pedelombarda e di rifare le analisi.per la necessità di riscrivere una nuova nota tecnica di ARPA per precedenti errori (poi corretti) di analisi del laboratorio di parte.

  • Valori in ng/kg riscontrati da ARPA: 15,2 - 26 - 32
  • Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA: 10,5 - 4,1 - 7,9 - 17,9 - 11,2 - 11,5 - 25 - 15 - 19 - 23 - 13,5 - 24
Riassumendo: al 17-11-025, i valori di Diossine e Furani nelle celle sinora sottoposte al contradditorio di collaudo con ARPA, sono in molti casi superiori alle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) di tabella A (10 ng/kg) o B (100 ng/kg) pertanto 12 Aree Sorgente non hanno raggiunto l'obiettivo di bonifica, 2 lo hanno raggiunto, 2 sono in attesa dei riscontri di ARPA.
 
LE ATTIVITÀ SUPPLEMENTARI NECESSARIE 
PER RAGGIUNGERE L'OBIETTIVO DI BONIFICA
 
Nelle situazioni specifiche di mancato raggiungimento dell'obiettivo di bonifica, Pedemontana e Pedelombarda Nuova dovranno procedere ad uno scavo supplementare di 20 cm, con caratterizzazione analitica in banco per determinare la classificazione del terreno come rifiuto (inerte, non pericoloso, pericoloso), alla sua asportazione e stoccaggio in discarica autorizzata e successivamente attivare una nuova fase di collaudo con analisi chimiche svolte nuovamente in contraddittorio con ARPA.
Questa sequenza si ripeterà sino a quando i valori riscontrati non rientreranno nel valore di Tabella A o B che costituisce l'obiettivo di bonifica.
Stante l'elevato numero di analisi da effettuare, ARPA ha chiesto la collaborazione anche di altre agenzie regionali, appoggiandosi ai loro laboratori. 

Nell'attuale situazione, con le analisi di contraddittorio sinora effettuate, Pedelombarda Nuova ha stimato un asportazione aggiuntiva di terreno per lo scavo supplementare di 20 cm pari a circa 3500 mc pari a 6000 tonnellate.
Quantità che possono aumentare poichè molte aree sorgente attendono ancora il contraddittorio di collaudo sia per il lotto 2 di Seveso sia per il lotto 1 di Meda e anche perchè non è certo che l'ulteriore scarifica di 20 cm consenta di rientrare nei valori limite.

ALTROVE TROVATO L'AMIANTO

Parallelamente alla Bonifica da Diossina e in luoghi differenti da quelli dove è in atto, è risultato necessario attivare altre procedure di bonifica e rimozione di materiale poichè in alcuni luoghi sulla tratta B2 e C,  durante la fase di Bonifica Ordigni Bellici (BOB), è stata rinvenuta la presenza di amianto quale composto di eternit, sia in lastre sia mischiato al terreno.
In Comune di Barlassina, in un'area dove verrà realizzata  la viabilità complementare all'infrastruttura, è stata rilevata una significativa presenza di amianto nel terreno che dovrà essere conseguentemente rimosso.

Rassegna stampa:

Cliccare sopra per aprire l'articolo


martedì 18 novembre 2025

MEDA: INTERROGAZIONE DI SINISTRA E AMBIENTE-IMPULSI, PD, MEDAPERTA PER AVERE NOTIZIE AGGIORNATE SULLA COMPENSAZIONE AMBIENTALE 15 "VALLE DEI MULINI".

Il 7-11-2025 i gruppi medesi di Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico, Medaperta, a mezzo del Consigliere Comunale Marcello Proserpio, hanno protocollato un'interrogazione con argomento la Misura Compensativa MC 15 denominata "Valle dei Mulini" prevista nel Masterplan 2009 delle Compensazioni Ambientali di Pedemontana e localizzata tra via Angeli Custodi, Via delle Cave, via Canturina e via XXIV Maggio.
Da più tempo stiamo infatti seguendo con attenzione atti ed azioni che rigurdano la realizzazione delle Compensazioni Ambientali di Pedemontana sulle Tratte B2 e C.
Quella di Meda, prevista nel Masterplan del 2009, è stata confermata dall'amministrazione Santambrogio.
Dopo le prime notizie che riguardavano la firma del Protocollo d'Intesa tra Comune di Meda e soc. Autostrada Pedemontana Lombarda, il flusso di informazioni a riguardo è rimasto sospeso e vacuo.

Alcuni ragguagli sulla Misura compensativa MC 15 li avevamo ottenuti con precedenti incontri con il Sindaco Santambrogio e con una interrogazione con risposta il 9-11-023 che avevano confermato sia l'interlocuzione con la soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) per la sigla degli atti formali sia che il progetto e gli interventi successivi del WWF Insubria, assegnatario di fondi del Bilancio Partecipato (85.000 euro), non avrebbero interessato aree della Misura Compensativa MC 15 ma superfici limitrofe ubicate alle scuole A. Diaz e al Vecchio Mulino nonchè altre e differenti zone del  territorio medese.

Visto il tempo trascorso, s'è ritenuto necessario inoltrare all'amministrazione medese una serie di quesiti puntuali per avere formalmente una risposta che dia il quadro ufficiale e aggiornato dell'iter realizzativo della Misura Compensativa MC 15, un'importante intervento ambientale che va quanto prima concretizzato, visto e considerato che risulta disponibile la copertura economica per farlo.

Sotto il testo dell'interrogazione di cui attendiamo puntuale risposta dall'amministrazione medese.


 

giovedì 6 novembre 2025

L'ESONDAZIONE DEL TARÒ A MEDA, LA FRAGILITÀ DEL RETICOLO IDRICO E GLI INTERVENTI DA VALUTARE CON ATTENZIONE

Il reticolo idrico minore che confluisce nel Tarò a Meda
Prima di intervenire sull'argomento esondazione del Tarò del 22 settembre 2025, abbiamo atteso che passasse il periodo più critico dell'immediata emergenza per poter valutare e scrivere sull'accadimento con la possibilità di approfondimenti documentali e senza la frenesia di annunci o prese di posizione dettate da mero protagonismo o da pura polemica.
La violenza del fenomeno metereologico che ha causato l’esondazione che ha colpito duramente la nostra e altre città del bacino del Tarò/Certesa e del Seveso è stata presa a pretesto da istituzioni e enti coinvolti nella gestione, prevenzione e cura del territorio per autoassolversi. 
Si è detto e ripetuto che troppa è stata l’acqua precipitata (200 mm di pioggia tra le ore 3 e le ore 11) perché si potesse fare qualcosa per contrastarla, che il piano di emergenza comunale è risultato inadeguato rispetto alla portata di un evento simile altamente non prevedibile, che il processo di urbanizzazione risale a molti anni fa e così via. 
Ma si trascura che al mattino, dopo che per buona parte della notte si sono riversate copiose piogge, è mancato l’allarme che avrebbe quantomeno impedito l’accesso veicolare alle aree investite dalla piena e permesso di limitare i danni in quelle adiacenti.
Si ammette poi a denti stretti che in questi ultimi anni cresce la frequenza di questi violenti eventi atmosferici e si restringe lo spazio temporale tra di essi e che i cambiamenti climatici sono un'innegabile evidenza. 
Quanto accaduto ha interessato un’ampia zona considerata ora a rischio idrogeologico, dove negli anni si è autorizzato a cementificare ovunque saturando gli spazi liberi e dove persino l'alveo del Tarò nel Comune di Cabiate è stato ricoperto con un selciatone in pietre e cemento, rendendolo un canale a scorrimento veloce e compromettendo il delicato equilibrio tra urbano e naturale.
Si è messo così a rischio la salute e la sicurezza dei cittadini e dell’ambiente e danneggiato le attività economiche e sociali.

IL CONSUMO DI SUOLO HA SATURATO DI CEMENTO LE AREE DI NATURALE ESONDAZIONE E HA IMPERMEABILIZZATO LE SUPERFICI
L'antropizzazione non accenna ad arrestarsi pur a fronte del calo demografico e delle diverse leggi regionali che formalmente limitano il consumo di suolo ma che poi derogano, non conteggiandole, quelle trasformazioni con espansioni infrastrutturali (vedi per esempio il caso dell’autostrada Pedemontana) o permettono nuovi insediamenti o ampliamenti produttivi e il completamento edilizio offrendo comunque l'opportunità di prorogare piani attuativi mai partiti o rimasti fermi per anni. 
Il rapporto annuale sul 2024 del consumo di suolo in Italia, reso noto da Ispra il 24 ottobre 2025, continua a confermare la provincia di Monza e Brianza al primo posto nella classifica con quasi il 41% di suolo consumato e con ulteriori 47 ettari di superficie trasformata irreversibilmente negli ultimi dodici mesi. 
E’ dal 2006, data presa a riferimento per le proprie analisi e valutazioni dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, che tutti i Comuni, compreso quelli piccoli e piccolissimi in aree a bassa densità abitativa, hanno consumato suolo. 
Se così fan tutti non sorprende quindi che nel nostro caso non ci sia stata alcuna assunzione di responsabilità anche quando negli anni passati si è consentito l'edificazione di nuove costruzioni con piani interrati lungo l’asta del Tarò o nelle immediate vicinanze. 
Lo stesso poi s'è fatto nel 2016 realizzando il parcheggio sotterraneo di piazza della Repubblica e ancor prima con le costruzioni residenziali in sponda al Torrente Ry, in via Agrati. 
Solo da qualche anno questo non è più possibile, da quando sono stati individuati dal Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni 2022 gli ambiti con pericolosità idraulica R4 del torrente Tarò/Certesa.

LA VARIANTE AL PGT 
La variante al PGT offre ora un’occasione da non sprecare.
Se approvate, le osservazioni presentate da Sinistra e Ambiente-Impulsi con il PD e la lista MedaAperta (si legga a tal proposito l’articolo pubblicato il 13 ottobre) costituirebbero un significativo segnale di inversione di tendenza per la salvaguardia del nostro territorio.
Ovviamente non sarebbero esaustive ma riteniamo si debba tenerne conto nel dibattito che si è subito aperto all’indomani dell’esondazione per capire dove intervenire e come agire per riparare i danni e provare a mettere in sicurezza il territorio.

Alla discussione non intendiamo sottrarci con alcune argomentazioni e precisazioni che riepiloghiamo sapendo che mancano all’appello le risorse economiche dalla Regione mentre il governo nazionale ha approvato in questi giorni lo Stato di Emergenza per i Comuni delle Provincie di Monza e Brianza e Como danneggiati e ha stanziato la somma di 10 Mln di euro riservata però alla copertura delle sole spese sostenute dai Comuni per gestire l'emergenza. Una cifra probabilmente insufficiente mentre ben maggiori sono i danni materiali causati dall'esondazione del Tarò nel solo Comune di Meda che attendono ancora una qualche forma di risarcimento. 

ALCUNI PRIMI INTERVENTI NECESSARI
Indubbiamente sono necessari una serie di primi interventi che, anche se non risolutivi, possono mitigare la potenza devastante dei fenomeni di piena.
Serve intervenire il prima possibile per ripulire gli alvei del Tarò di competenza AIPO e del reticolo minore o secondario, di competenza comunale, per ripristinare gli argini danneggiati ed erosi. 
Occorre rivedere la struttura dei ponti di Via Val Seriana, Via Luigi Rho e Via Cadorna e laddove necessario incrementarne la luce e consentire, in caso di piena, maggiore fluidità alla corrente del Tarò sotto di essi evitando, come succede ora il fenomeno del rigurgito laterale.
Predisporre e installare una rete di misurazione, monitoraggio e allerta che comunichi i livelli raggiunti dal torrente. 
Programmare azioni periodiche comunali di manutenzione e pulizia sulle vallette che scendono dalla collina della Brughiera.

GLI INTERVENTI PREVISTI NEL PROGRAMMA D'AZIONE DEL CONTRATTO DI FIUME SEVESO
La ricetta comunemente caldeggiata e sostenuta da Regione Lombardia è quella delle Vasche di Laminazione.
Alcune di esse sono inserite nel Programma d'Azione del Contratto di Fiume Seveso (e suo bacino).
Due sono quelle previste e già finanziate per 12,644 milioni di euro complessivi che si aggiungerebbero a quella di 80.000 mc già esistente a Carugo in zona Cascina S. Ambrogio sulla Valle del Brenna.

La vasca di laminazione di Carugo durante la piena del 22-9-025
 
Una prima vasca di 200,000 mc è localizzata in Comune di Alzate Brianza, sulla Roggia Vecchia, affluente di sinistra del Tarò. 
Il progetto la colloca in prossimità della stazione di Brenna Alzate, in un'area golenale di campi a coltivo già soggetta ad allagamenti.
Siamo appena oltre il perimetro del Parco Regionale Groane Brughiera laddove c'è la bella campagna circondata dai pregiati boschi di Brenna-Alzate.
La seconda vasca è prevista a Mariano Comense in località Cascina Bice-vallone del Certesa/Tarò (dietro Cascina Mordina) ed è costituita da 2 invasi in linea della capacità rispettivamente di 50.000 e 25.000 mc in un’area finora non soggetta ad allagamenti.
Questa superficie è all'interno del Parco Regionale Groane-Brughiera.
Due luoghi dove gli spazi aperti fanno parte di un ecosistema che rischierebbe d'essere completamente snaturato qualora si ricorresse ad una soluzione prettamente ingegneristica costituita da bacini di raccolta in cemento con impermeabilizzazione del suolo.
I volumi di queste vasche sarebbero comunque insufficienti e non risolutivi rispetto a piene della portata di quella verificatasi il 22 settembre 2025.

Meglio pensare a soluzioni diversificate, non così impattanti, con costi inferiori e comunque ugualmente in grado di ridurre il rischio di disastri e al contempo adattarsi ai cambiamenti climatici, con il mantenimento e la protezione della biodiversità e degli ecosistemi.
L'intervento di Brianza Acque a Meda in via Giovanni XXIII
Attualmente a Meda si sta intervenendo con un progetto finanziato da Brianza Acque per ridurre in modo sostenibile le portate immesse in rete in tempo di pioggia con la realizzazione di una nuova fognatura bianca che si allaccia ai tratti di rete bianca attualmente esistenti nell’area della Piazza del mercato e che, percorrendo via Giovanni XXIII, raggiunge l’area verde situata al di là di via degli Angeli Custodi in cui le acque verranno trattate e infiltrate nel bacino drenante.
Nel Programma d’Azione del Contratto di fiume Seveso e del suo bacino, l’amministrazione di Meda ha incluso uno studio preliminare con l’obiettivo di individuare possibili aree di laminazione o di esondazione naturale del reticolo idrografico minore con l’ipotesi di creare opere di volume 5/10.000 mc con un costo stimato di 300.000 euro. L'intervento non è ancora finanziato.

L'area di laminazione prevista a Cabiate in località "La Busa"
Sempre per il bacino del Certesa/Tarò, in comune di Cabiate è previsto un intervento con briglie, rimodellamento morfologico per la realizzazione di un'area di laminazione di 5/10.000 mc in località "la Busa" con finanziamento già disponibile di 100.000 euro. 
E’ poco se rapportate all’estensione delle aree coinvolte e ai volumi di piena.

Tra le soluzioni va certamente considerata anche la de-impermeabilizzazione di piazze e parcheggi.
In merito però i pochi interventi pianificati a Arosio, Carugo e a Mariano Comense, sono privi di copertura economica.

PENSARE E VALUTARE CON ATTENZIONE GLI INTERVENTI POSSIBILI
Come mostrato, le vasche di laminazione attualmente previste andrebbero ad alterare lo status dei luoghi, sottraendo spazi liberi in aree pregiate che sono state conservate e tutelate grazie all'impegno di chi ha a cuore l'ambiente.
Meglio allora cercare, verificare e individuare altri siti da destinare a tale impiego.
Nel territorio di Meda e dei Comuni limitrofi numerose aree e comparti risultano dismessi da anni e/o con piani attuativi mai decollati.
Potrebbero essere presi in considerazione, previo studi valutativi di fattibilità, per localizzarvi gli impianti di contenimento e laminazione delle acque di piena.
Certamente serve una progettazione coordinata tra tutti i Comuni dell'asta del Certesa/Tarò che coinvolga figure con competenze allargate (ambientali, geologiche, idriche, ingegneristiche, fluviali etc) e serve prendere in considerazione sia interventi sostenuti di de-impermeabilizzazione sia l'utilizzo di aree dismesse che non possono più essere oggetto di soli piani privati di riqualificazione ad uso residenziale/commerciale ma devono contemplare anche il loro utilizzo quali luoghi per allocarvi bacini di laminazione. 

lunedì 3 novembre 2025

PEDEMONTANA E BONIFICA DA DIOSSINA: LA MANCATA TRASPARENZA E IL PREZIOSO MONITORAGGIO DEGLI AMBIENTALISTI E DELLE LISTE CIVICHE

Con una dettagliata nota informativa il 21-10-025, i gruppi Ambientalisti e le Liste Civiche -Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio Masciago, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Cittadini per Lentate -  hanno relazionato puntualmente la cittadinanza sui rapporti con cui ARPA ha certificato ad ottobre 2025 l'esito negativo a Cesano Maderno e a Seveso del collaudo di bonifica da diossina per due aree sorgente su tre esaminate.
Una situazione di cui i gruppi sono venuti a conoscenza, non perchè informati dai soggetti incaricati della bonifica e del suo controllo ma per il loro faticoso e continuo lavoro di monitoraggio in qualità di soggetti che da anni seguono con attenzione le criticità dell'autostrada Pedemontana.
Le documentazioni inerenti gli interventi di ARPA sono state ottenute tramite accesso agli atti presso enti coinvolti nella bonifica stessa e non dagli esecutori e controllori.
La nota degli ambientalisti e delle liste civiche che hanno per primi informato sul mancato raggiungimento degli obiettivi di bonifica è stata ripresa dalla stampa e ha costretto ad una replica Pedemontana, evidentemente preoccupata per la sua immagine e per il rischio che venisse adombrata la bontà delle azioni attuate per disinquinare. 
Una replica che ha classificato come "interventi allarmati" le riprese della stampa, confermando tuttavia tutti i contenuti della nota informativa di ambientalisti e civiche che fanno parte del Tavolo Permanente e la necessità di proseguire con l'asportazione del terreno, risultato ancora contaminato sul fondo scavo.

Eravamo e siamo informati, preparati e consci delle lacune del Piano Operativo di Bonifica laddove non sono state pienamente considerate le condizioni delle superfici contaminate dalle sostanze tossiche tra cui la pericolosa Tetraclorodibenzo-paradiossina (TCDD) del disastro ICMESA del 1976.
In occasione dell'approvazione dell'allora Progetto Operativo di Bonifica (POB), avevamo pertanto chiesto con una lettera ai Sindaci il 13-9-2019, di non limitarsi allo scavo dei 20 cm del Topo Soil, ma di definire nel protocollo d'intervento una maggiore profondità di scavo e di rimozione per avere una garanzia di decontaminazione più certa. 
Una richiesta che i Sindaci avevano fatto loro ma che non era stata accolta nella stesura finale del POB.

Ora due parole sulla sempre richiamata "trasparenza" ancora lontana dall'essere raggiunta e di cui abbiamo già avuto modo di denunciarne la carenza.
I gruppi ambientalisti e le liste Civiche non hanno chiesto ed ottenuto la costituzione del Tavolo Permanente sui lavori di Bonifica per finire ingabbiati quali sterili e subalterne presenze in una assise di mera immagine dove le informazioni rimangono confinate.
Il nostro ruolo è quello di essere parte attiva, di monitorare gli interventi, di segnalare incongruenze, di chiedere la documentazione ufficiale, analizzarla e restituirla con adeguata e corretta sintesi alla cittadinanza.
Sinora la tanto declamata "trasparenza" richiamata dalla soc. Autostrada Pedemontana Lombarda, dagli incaricati alla bonifica e dagli organismi di controllo continua ad essere solo virtuale, non è praticata nei fatti e ostacola un monitoraggio snello e al passo con gli interventi.
Importanti elaborati richiesti, i Piani di Smaltimento del terreno contaminato classificato quale rifiuto, ci sono stati negati così come non v'è stata informazione in tempo reale rispetto ai referti della analisi chimiche della caratterizzazione in banco.
Ora siamo costretti a rincorrere verbali, note tecniche e referti riguardanti la fase di collaudo di verifica di cui è incaricata ARPA e siamo convinti di aver dato dimostrazione della nostra serietà e capacità nella lettura di questi come degli altri elaborati riguardanti la bonifica da Diossina.
Del resto, anche questo accadimento come altri sarebbe rimasto confinato alle dinamiche dei soli enti interessati alla bonifica se i gruppi non lo avessero adeguatamente e con completezza reso pubblico.

Considerando che l'ultimo incontro del Tavolo Permanente s'è tenuto il 16-4-2025, gruppi ambientalisti e liste civiche della tratta B2 di Pedemontana hanno chiesto il 22-10-025 una nuova convocazione che la soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) ha fissato per il 17-11-2025.

lunedì 27 ottobre 2025

IL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO DEL PARCO GROANE-BRUGHIERA CONTEMPLA ......... ANCHE LA CANTURINA BIS E VASCHE DI LAMINAZIONE IN ZONA MORDINA

Come era prevedibile e smentendo ottimistici e passati annunci di chi si accontentava comunque dell'accoglimento da parte dell'Ente Parco Groane Brughiera delle osservazioni degli Ambientalisti per evitare che nel Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) del Parco fosse contemplata la strada Canturina bis (comprensiva anche della Tangenziale ovest di Mariano Comense), Regione Lombardia ha esercitato le sue prerogative e con DGR XII-5163 del 13-10-025 ha approvato la Variante del PTC del Parco Groane-Brughiera, modificandola in alcune sue parti rispetto alla versione approvata dall'Ente Parco.

LA CANTURINA BIS 
I contenuti documentali della Variante al PTC lasciano insoddisfatti i gruppi Ambientalisti (tra cui Sinistra e Ambiente di Meda) riuniti nel Coordinamento per una Mobilità Sostenibile NO Canturina bis che da tempo si batte contro la realizzazione della strada.
La Variante approvata tiene aperta la possibilità di costruire l'arteria stradale su superfici libere e boscate facenti parte del Parco Regionale Groane-Brughiera.
Il tracciato della Canturina bis con la sua fascia di rispetto, da Cantù a Mariano Comense è stato inserito nella planimetria di Piano tav 1A e tav 1B quale  "Opere infrastrutturali prioritarie di interesse regionale in progetto (artt. 20 c.4 e 102bis l.r. 12/2005". 

Dei 334 Milioni di euro necessari per realizzare l'intero tracciato, solo 95 mln sono stati confermati da Regione Lombardia nel mese di agosto 2024 identificando la possibilità di procedere per lotti funzionali (DGR XII/2965 del 5 agosto 2024) a partire dal lotto n.2 da Cantù a Figino Serenza (da via Genova a via Marche) il cui costo è stimato in 60,7 milioni di euro.
Nel luglio 2025, la Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche Claudia Maria Terzi, ha approvato lo schema di convenzione con la Provincia di Como, ente attuatore dell’opera coprendo il lotto centrale dell'infrastruttura per una cifra pari a 68,5 milioni di euro, comprensivo del contributo provinciale di 2,6 milioni di euro.

La Planimetria di Piano del Parco Regionale Groane-Brughiera comprensiva del tracciato della Canturina bis e con la localizzazione delle aree di laminazione a Mariano Comense

Un tracciato impattante che interesserebbe Zone di riqualificazione ambientale ad indirizzo agricolo, Zone di riqualificazione ambientale ad indirizzo naturalistico e Zone di tutela naturalistica (Bosco di Mirabello).

LE VASCHE DI LAMINAZIONE

Nella documentazione della Variante al PTC in qualità di "servizi sovraccomunali" sono stati anche localizzati gli invasi di laminazione dei fiumi Seveso, Pudiga e dei torrenti Guisa e Certesa/Terrò/Tarò, sia quelli già esistenti o in fase di lavorazione sia quelli in previsione.
Tra quelli in previsione sono stati considerati quelli di Mariano Comense sul Terrò/Certesa/Tarò, inserite nel Programma d'Azione del Contratto di Fiume Seveso.
Si tratta di due vasche rispettivamente da 25.000 mc e da 50.000 mc in località Cascina Bice-vallone del Certesa (dietro Cascina Mordina) a Mariano Comense. 

A quello di Mariano Comense si aggiunge l'intervento di Alzate con una vasca di laminazione con capacità pari a 200.000 mc sulla Roggia Vecchia, fuori Parco Groane-Brughiera e pertanto non considerata nel PTC ma in zona rurale libera ai margini di un'area naturalistica forestale pregiata, confinante con il Parco.

Sia l'intervento di Alzate sia quello di Mariano risultano finanziati con 12,644 milioni di euro complessivi.
Il loro posizionamento è previsto in aree golenali o rurali che però verrebbero completamente snaturate qualora si procedesse alla mera costruzione di bacini di raccolta e laminazione in cemento che modificherebbero pesantemente la naturalità dei luoghi.

I CAMPI FOTOVOLTAICI
Il PTC approvato dalla Giunta regionale consente oltretutto nel perimetro del Parco, la realizzazione di impianti fotovoltaici a terra e allo scopo sono state eliminate le classificazioni dei campi fotovoltaici fra le “attività incompatibili” in quanto non considerate più tali in normativa. 
Un cambiamento rischioso che può aprire la strada ad una occupazione del suolo poco compatibile con le finalità di un Parco che sono quelle di preservare la naturalità dei luoghi.


martedì 21 ottobre 2025

BONIFICA DA DIOSSINA: I DATI DI ARPA NON CONVALIDANO 2 DEI PRIMI 3 COLLAUDI

Con un accesso agli atti, Sinistra e Ambiente-Impulsi di Meda, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio Masciago, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Cittadini per Lentate hanno ottenuto una prima serie di documenti quali verbali, note tecniche e referti analitici delle iniziali attività di ARPA, svolte a partire dal 21-5-025, per il contradditorio relativo alla fase di collaudo di avvenuta bonifica di alcune celle o aree sorgenti presenti all'interno dei lotti interessati dalla bonifica da Diossina sulla tratta B2 di Pedemontana.
I documenti relazionano circa i primi interventi dove sia il soggetto di parte incaricato della bonifica sia ARPA acquisiscono campioni di terreno dalle superfici laddove è già avvenuta l'asportazione della porzione contaminata.
Campioni su cui eseguire proprie analisi chimiche e raccolti in tre aliquote:

  • aliquota A per le analisi chimiche assegnate al laboratorio di fiducia dell'impresa incaricata della bonifica,
  • aliquota B a disposizione di ARPA,
  • eventuale aliquota C per analisi in contradditorio.

I risultati analitici determinano se sul fondo scavo e sulle pareti la concentrazione di Diossine e Furani rientra o meno nel valore di soglia stabilito dalla normativa. 
Se il valore è sotto soglia, ARPA può certificare l'avvenuta bonifica della cella mentre se il valore risulta ancora sopra soglia, la bonifica con asportazione del terreno deve proseguire fino al raggiungimento dell'obiettivo.

LA SITUAZIONE: 
OBIETTIVI DI BONIFICA NON RAGGIUNTI IN 2 DEI PRIMI 3 INTERVENTI
Tra le aree sorgenti del Lotto2-2A anche la 13, appena sotto la 2B della vasca di laminazione
La comunicazione di ARPA è stata inviata alla Direzione Ambiente e Clima di Regione Lombardia, a Pedelombarda Nuova S.C.p.A., all'ATS della Brianza, alla soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), alla provincia di MB e per le relative competenze territoriali ai Comuni di Seveso e Cesano Maderno
Sull'area sorgente 13 del lotto 2 a Seveso, le analisi chimiche di Diossine e Furani di tutti i 7 campionamenti, compresivi di quelli di Parte, hanno mostrato il superamento del valore di soglia di 10 ng/kg per i siti ad uso verde pubblico/privato e residenziale (Colonna A delle CSC). 
Per i tre campionamenti di cui si fatta carico ARPA i valori analitici sono stati pari a 20,26 ng/kg, 33,21 ng/kg e 22,15 ng/kg.
Conseguentemente alle risultanze analitiche, ARPA ha dichiarato il NON RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI della bonifica restando in attesa di documentazione per il proseguio dell'intervento.
Durante l'intervento in loco, sono stati raccolti anche 38 campioni per l'area sorgente 9B. 

L'area sorgente 44
Sull'area sorgente 44 del lotto 5 a Cesano Maderno tutte le analisi chimiche effettuate sui 4 campionamenti (2 di Parte e 2 di ARPA) hanno mostrato il rispetto del valore di soglia di 10 ng/kg per i siti ad uso verde pubblico/privato e residenziale (Colonna A delle CSC).
Per i due campionamenti di ARPA i valori analitici sono stati di 4,38 ng/kg e 1,33 ng/kg. 
ARPA ha quindi formalizzato IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI di bonifica. 

Sull'area sorgente SC59.1 del Lotto 3 a Cesano Maderno le analisi chimiche di Diossine e Furani dei 2 campionamenti effettuati, hanno mostrato il superamento del valore di soglia di 10 ng/kg per i siti ad uso verde pubblico/privato e residenziale (Colonna A delle CSC). 
Per il campionamento di cui si è fatta carico ARPA è risultato un valore pari a 71,85 ng/kg. Conseguentemente ARPA ha formalizzato il NON RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI della bonifica restando in attesa di documentazione per il proseguio dell'intervento.

Le note tecniche "per aree sorgenti" verranno poi richiamate nella Relazione Finale per Lotti

NON CONFORMITÀ DEI LUOGHI
I Verbali di sopralluogo e campionamento dei terreni illustrano anche alcune situazioni anomale quali quella nell'area sorgente 30 del lotto 3 a Cesano Maderno dove la presenza di un cumulo di rifiuti in 
corrispondenza di alcune celle ha reso temporaneamente impossibile per ARPA procedere al prelievo di campioni di collaudo.
Gli addetti alla bonifica dovranno inviare ad ARPA documentazione preliminare alla rimozione del cumulo di rifiuti.

Nell'area sorgente SC59.2 il verbale evidenzia come "lo stato dei luoghi non risulta conforme al progetto approvato" e che ARPA "resta in attesa di comunicazione in merito al proseguo".

IL NOSTRO COMMENTO
Nonostante le difficoltà che incontriamo nell'ottenere in tempo reale la documentazione a causa delle indisponibilità di soggetti e organismi presenti al Tavolo, con fatica, impegno ed attenzione continuiamo a monitorare la bonifica che, come si evince dalla documentazione ufficiale, su alcune aree dovrà proseguire poichè per esse l'obiettivo di restituire un suolo con valori di Diossine e Furani entro i limiti di soglia legislativi non è ancora stato raggiunto.

Per avere un quadro completo della situazione occorrerà attendere che ARPA esegua i campionamenti e le analisi chimiche per il collaudo di bonifica anche sugli altri lotti dove si è conclusa la fase di asportazione del terreno contaminato. Per accedere a questa documentazione saremo obbligati a defatiganti richieste di accesso agli atti.

Siamo peraltro in attesa di informazioni e documentazione sulle analisi della caratterizzazione in banco e i connessi Piani di Smaltimento per le celle che sono ancora in questo stadio di lavorazione.
Al momento la soc. Autostrada Pedemontana Lombarda continua a non dare segnali concreti di effettiva trasparenza comunicativa e documentale.

RASSEGNA STAMPA

MBNews del 23-10-025. Cliccare sopra per leggere l'articolo
 

 

 


Un commento a questo articolo del Giornale di Seregno del 30-10-025 per la parte che riguarda la nota di risposta di ARPA.
Arpa asserisce di aver risposto ai richiedenti. In realtà nessuna risposta di ARPA è pervenuta ai gruppi ambientalisti che avevano inoltrato all'Agenzia una formale richiesta di accesso agli atti per avere i risultati analitici, i verbali e le note tecniche relativi alla fase di contradditorio per il collaudo di bonifica.
La documentazione in oggetto è arrivata per un accesso agli atti ad altro ente.