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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

sabato 15 maggio 2021

IL 23-05-021 PRESIDI SUL TERRITORIO DEI GRUPPI E DELLE ASSOCIAZIONI CHE CHIEDONO DI FERMARE IL COMPLETAMENTO DELLA PEDEMONTANA


I gruppi e le associazioni ambientaliste dopo il videoconfronto con i politici locali di sabato 8-5-021 sulla Pedemontana, promuovono un'altra iniziativa per comunicare la propria contrarietà al completamento dell'autostrada.

Si tratta di una serie di presidi che si terranno in più località lungo il progettato tracciato delle tratte B2, C e inizio D dell'infrastruttura. Qui puoi cliccare e vedere la mappa e aprire le descrizioni sui presidi.
L'evento sarà adeguatamente diffuso con diretta su FB e ad ogni presidio, i gruppi locali evidenzieranno le pesanti criticità di questa inutile, dispendiosa e impattante autostrada.

Per Meda e Seveso, Sinistra e Ambiente, Impulsi Sostenibilità e Solidarietà, Legambiente circolo Laura Conti di Seveso e Seveso Futura organizzeranno e saranno presenti al presidio nell'area libera di via della Roggia, via dei Vignee, via Senofonte - potenziale zona di ampliamento del Bosco delle Querce.
Questo spazio verrebbe totalmente compromesso dalle opere di viabilità complementare, dalla vasca di laminazione e, in fase realizzativa, dal cantiere.
Da non dimenticare: lì come altrove, il suolo è ancora contaminato dalla Diossina TCDD del disastro Icmesa del 1976. Su quest'area produrremo presto una scheda informativa correlata all'iniziativa del 23-05-021.


PEDEMONTANA: FERMIAMOLA.

Rieccoci con Pedemontana, un’autostrada che si aggiunge a strade già presenti e che poi porterà a chiedere altre strade.
In Brianza c'è molta ricchezza, ma un basso livello di qualità della vita, a causa dell'eccessiva urbanizzazione, del traffico caotico e della mortifera qualità dell’aria.
E' un modello di sviluppo da cambiare perché la Brianza non può e non deve essere un deserto di asfalto e cemento.
Sul tracciato dell’autostrada da completare, le criticità si sommano e le soluzioni non sono all’altezza.
Si pensa di affrontare il problema della Diossina TCDD, prodotta dal disastro dell'ICMESA e presente sulla tratta B2 (da Meda a Bovisio Masciago) con un Progetto Operativo di Bonifica “al risparmio”, insufficiente e comunque rischioso a causa della movimentazione di terreno contaminato.
Occupazione e devastazione di aree libere verdi e boscate di pregio interesseranno la tratta C (da Cesano Maderno a Vimercate) che nella prima parte attraversa pure un territorio particolarmente antropizzato. Lo stesso avverrà per la D (da Vimercate a Dalmine).
Non va dimenticato, per le tratte A e B1 già in esercizio, il bilancio economico insostenibile, con percorrenze ben lontane da quelle inizialmente previste e un resoconto ambientale disastroso con lo
sventramento del Bosco della Moronera a Lomazzo, il dimezzamento di quello della Battù a Lazzate e coi terreni agricoli distrutti. A questo va aggiunto il mancato completamento di tutte le compensazioni ambientali previste, alcune delle quali sono state ridotte o snaturate rispetto al progetto originale.
Dinanzi a tale rovinoso scenario, serve fermarsi, serve rinunciare al completamento dell’infrastruttura.
L'idea di Pedemontana è vecchia di 40 anni ed è da sempre sostenuta dagli interessi economici forti, rappresentati non solo dalle imprese legate alle costruzioni, ma anche da quelle che traggono profitto dalla costante urbanizzazione conseguente ad ogni nuova strada.
Pedemontana è ferma da tempo per mancanza di finanziamenti dagli investitori privati.
Regione Lombardia continua però a volerne ostinatamente il completamento, cercando, di attirare capitale privato con ambigue operazioni di supporto a mezzo di risorse pubbliche e sperando di attingere alla montagna di soldi in gioco anche per le infrastrutture.
In Brianza queste risorse economiche sarebbero molto più utili per realizzare infrastrutture non stradali, quali tramvie e metropolitane, per rafforzare la rete ferroviaria e la ciclabilità e per la scuola, per il welfare, per il sistema sanitario territoriale e la prevenzione.
Il dopo Covid sarà – ce lo auguriamo e operiamo per questo fine - un mondo diverso da quello di prima, anche in termini di mobilità e viabilità, si progetta il futuro guardando avanti e non indietro.
Pedemontana devasterebbe ulteriormente il territorio e aggiungerebbe problemi a problemi per l'ulteriore antropizzazione che essa induce. Non rappresenta la soluzione più adeguata ai bisogni di mobilità della Brianza, diversi secondo le aree.
Servono interventi differenti da quelli offerti da un'autostrada a pagamento, meno frequentata di quanto previsto anni fa e che congestionerà ulteriormente il traffico locale invece di alleggerirlo.
Chi si ostina a volere il completamento di questa impattante autostrada che ha un bilancio economico e ambientale disastroso, ci inganna perpetuando un modello di sviluppo sconsiderato e insostenibile e certo non vuole una vera transizione ecologica.

Si informa della possibilità di sottoscrivere la petizione “Fermiamo Pedemontana” su change.org e la petizione europea n. 0321/2020 ''No alla costruzione dell'A.P.L.''
 

Associazioni e gruppi ambientalisti per una mobilità sostenibile 
invitano i cittadini ai presidi
DOMENICA 23 MAGGIO 2021 DALLE ORE 9.00/10.00 
lungo il progettato tracciato autostradale:


1. SEVESO all’area verde prossima al Bosco delle Querce 
di via della Roggia, via dei Vignee, via Senofonte
2. BOVISIO MASCIAGO in via Cantù angolo corso Milano
3. DESIO presso parcheggio di via Michelini
in zona futuro svincolo di Pedemontana
4. BIASSONO 1 al sentiero delle Valli, 
svincolo tra futura autostrada e nuova SP6
5. BIASSONO 2 via Parco angolo via Madonna delle Nevi 
ad ovest del Lambro e della ferrovia MI/LC
6. ARCORE in Piazza Durini
7. VELASCA fraz. di Vimercate in Piazza Giordano Bruno
8. CARNATE in Via Gargantini sul sentiero di Passirano – Carnate
9. VIMERCATE/SULBIATE in Via Cascina Ca 
ingresso da via San Nazzaro di Vimercate

Ai presidi, gestiti dai gruppi locali, verranno illustrate 
le pesanti criticità indotte dall’autostrada

Promuovono:

Ass. Colli Briantei, Alternativa Verde Desio, Casa della Sinistra Seregno, 
Comitato Parco Groane Brughiera, Coordinamento No Pedemontana, 
Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Legambiente Biassono,
Legambiente circolo Gaia Usmate e Velate, Legambiente Seregno, 
Legambiente circolo Laura Conti di Seveso, Legambiente Desio, 
Lista per Biassono, Lista Altra Bovisio, Lista Passione Civica Cesano M,
Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi Sostenibilità e Solidarietà Meda, 
Gruppo Valle Nava Casatenovo, ImmaginArcore, Meltingpot Arcore, 
Monza per un Buon Clima, 
Fridays For Future Brianza, Fridays For Future Vimercate, Fridays For Future Bellusco
Seveso Futura, Sinistra per Desio, Un Parco per Bernareggio
 

martedì 4 maggio 2021

L' 8-5-021, SULLA PEDEMONTANA I GRUPPI E LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE SI INCONTRANO CON POLITICI E AMMINISTRATORI

Da aprile 2021, una serie di gruppi ed associazioni operanti sul territorio della Provincia di MB, tra cui anche i gruppi locali di SINISTRA E AMBIENTE di MEDA e LEGAMBIENTE CIRCOLO LAURA CONTI di SEVESO, hanno deciso di attivare momenti di confronto per identificare un percorso comune fatto di azioni ed eventi con lo scopo di informare e mostrare la contrarietà al completamento dell’autostrada Pedemontana Lombarda.
Una contrarietà argomentata e fondata sull'inefficacia di questa infrastruttura nel risolvere i problemi viabilistici della Brianza, sul rischio diossina TCDD del disastro Icmesa che ancora contamina le aree interferite dalla tratta B2 dell’autostrada e per l’occupazione e devastazione di spazi liberi e di aree verdi e boscate nella tratta C e D che il completamento comporterebbe.
Questi gruppi ed associazioni, anche con storie e pratiche differenti, intendono verificare la possibilità di un lavoro comune, augurandosi di riuscire a coinvolgere altre identità presenti sul territorio.
Tra le iniziative è programmato un momento di interlocuzione con partiti politici, alcuni dei quali presenti nell’assise regionale.

Per questo, sabato 8 maggio dalle ore 10, in videoconferenza pubblica, ripreso anche dalle pgine fb dei gruppi, si parlerà della Pedemontana con alcuni soggetti politici, auspicando un confronto anche con gli amministratori.

Lo scopo è di tenere alto il livello di attenzione su quest’inutile, dispendiosa ed impattante autostrada che Regione Lombardia continua ostinatamente a voler completare nonostante la sua realizzazione vada in direzione contraria alla necessità di un cambiamento radicale per la mobilità e ad una vera transizione ecologica.

L'elenco dei gruppi e delle associazioni che si stanno attualmente confrontando per definire momenti comuni di azione:

  • Associazione Colli Briantei
  • Lista per Biassono 
  • Legambiente Biassono
  • Legambiente Seveso
  • Legambiente Seregno
  • Legambiente Desio
  • Legambiente circolo GAIA Usmate Velate
  • Sinistra e Ambiente Meda
  • Impulsi Meda
  • Gruppo Valle Nava Casatenovo 
  • Sentieri e Cascine Casatenovo
  • Immaginarcore
  • Monza per un Buon Clima
  • Comitato Parco Groane Brughiera
  • Friday for Future Vimercate e MB
  • Coord. No Pedemontana
  • Seveso Futura
  • Comitato Ambiente di Bovisio Masciago
  • Lista Altra Bovisio
  • Lista Passione Civica Cesano M.
  • Alternativa Verde Desio
  • Sinistra per Desio
  • Un Parco per Bernareggio

Sul Giornale di Seregno dell'11-05-021 un servizio speciale che riprende i contenuti del videoconfronto sulla pedemontana.

Su MBNews un reportage dello stesso videoincontro che ha visto anche la partecipazione, come moderatore, del Direttore Matteo Speziali.

https://www.mbnews.it/2021/05/pedemontana-dibattido-plitico-sigle-ambientaliste/

domenica 11 aprile 2021

IL COLPEVOLE DISINTERESSE DEL SINDACO DI SEVESO CHE VUOLE LASCIARE LA GESTIONE DEL BOSCO DELLE QUERCE

Pochi giorni fa, il sindaco di Seveso Allievi, con il dissenso esplicito di una parte della sua maggioranza, ha espresso alla stampa locale la sua intenzione di affidare l'intera gestione (e i fondi) del Bosco delle Querce di Seveso e Meda (già Parco Naturale Regionale) all'ente Parco Regionale delle Groane.
Il pronunciamento di Allievi arriva dopo il recente e infelice tentativo di passare il monitoraggio delle vasche della diossina alla Regione. Regione che però, nel verbale del Comitato Tecnico Scientifico del Bosco delle Querce  (BdQ), chiede una verifica per probabile competenza della Provincia.
Prosegue quindi l'operazione di Allievi e della Lega per sganciarsi dalla responsabilità di conduzione di un'area verde che riveste aspetti di Memoria importantissimi essendo indissolubilmente legata al disastro diossina dell' ICMESA di Meda nel 1976.
Con la politica perseguita da Allievi si rischia la diluizione della memoria, la perdita dei presidi ambientali locali dedicati a un corretto esercizio di questo polmone verde.
Quello del sindaco di Seveso, con la complicità silente dell'amministrazione medese è un totale e colpevole disinteresse nel valorizzare e gestire questo luogo "simbolo",nel pianificare il corretto utilizzo dei fondi regionali stanziati, nel definire gli appropriati programmi di educazione ambientale. C'è un'unica volontà: quella di smantellare tutto per "cedere una Storia" ad altri. Non comprende o vuole ignorare il significato che ha il Bosco delle Querce.
È un'operazione miope e incondivisibile.
È invece importante che il governo del Bosco delle Querce e delle due vasche della diossina continui a rimanere in capo alle strutture locali, ripristinandone la loro efficienza.
Prima si torna a una corretta e efficace gestione, poi si dibatte con il territorio su prospettive future.
Dopo questa introduzione, curata da Sinistra e Ambiente per inquadrare l'argomento, pubblichiamo il comunicato elaborato congiuntamente da Sinistra e Ambiente di Meda e da Legambiente circolo "Laura Conti" di Seveso e dato alla stampa.

 
LA CUSTODIA DELLA MEMORIA DEL BOSCO DELLE QUERCE DI SEVESO E MEDA

Nel vuoto di gestione del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce che è la diretta conseguenza delle scelte fatte dal sindaco Allievi in questi due anni con lo smantellamento dei presidi ambientali e operativi per la sua gestione (se ne è parlato poco più di 15 giorni fa a proposito delle vasche con i rifiuti tossici della diossina che si trovano all’interno dell’area verde) il Sindaco stesso ora comunica alla stampa l’ipotesi di passarne in toto la gestione al Parco delle Groane.
Una intervista alla stampa è ben diversa da una interlocuzione – che sarebbe dovuta – con le associazioni ambientaliste del territorio e con la cittadinanza: una discussione aperta, coerente con la storia di questo luogo nato anche per l’impegno civico di una cittadinanza sconvolta dal danno ambientale del 1976 e altresì attenta a guidare dal basso e attivamente le scelte istituzionali. 
Memori della forza della cittadinanza sevesina che chiese a gran voce di non realizzare il forno inceneritore in quest’area, spingendo verso la più adeguata scelta di una bonifica, le amministrazioni Cassetta e Galbiati mantennero viva questa interlocuzione chiamando le associazioni del territorio a discuterne il futuro quando essa diventò finalmente proprietà di Regione Lombardia succedendo alla Givaudan La Roche che ne era prima titolare.
Governare una Città significa anche correre il rischio di un confronto leale e aperto e quindi assumersi le responsabilità delle scelte senza nascondersi dietro il formale rispetto delle procedure o, peggio, delegando ai tecnici – nel caso specifico al dirigente dell'area territorio del Comune – decisioni che sono politiche e che permettono ai cittadini e alle cittadine di giudicare l'operato di chi amministra.

Prima di cercare soluzioni per "esternalizzare" quello che le precedenti amministrazioni – in dialogo con la città – hanno gestito con cura e sguardo rivolto alle nuove generazioni – sarebbe doveroso conservare le buone pratiche consolidate con tanta fatica. 
Quel lavoro ha prodotto memoria condivisa: percorsi di educazione ambientale, una narrazione collettiva fissata su pannelli accessibili a tutti, un’ampia fruizione del Bosco delle Querce.
Quel lavoro, attento alle scadenze amministrative, ha confermato la presenza costante di ERSAF facendo del Bosco un luogo di ricostruita naturalità in città e, al contempo, un luogo di sperimentazione scientifica di biodiversità e un luogo di memoria.
Quel lavoro, con una struttura tecnica adeguatamente dimensionata, ha tutelato la salute della cittadinanza con il monitoraggio costante delle vasche che contengono i rifiuti contaminati dalla diossina. Ha permesso l’apertura di un centro visite – oggi chiuso non solo per il Covid ma per una irresponsabile scelta amministrativa – e ha contribuito ad accogliere giornalisti e visitatori da tutto il mondo confermando che Seveso è non solo il luogo del danno ma anche il segno di una possibile rinascita.
Quel lavoro ha contribuito a tenere vivo il senso di appartenenza di una comunità locale che, insieme alle associazioni e ai gruppi ambientalisti, ha saputo esprimere la sua forza nel grande abbraccio al Bosco delle Querce che, il 10 luglio del 2012, ci vide in più di 1000 a contrastare lo scellerato progetto di una autostrada all’interno dell’area del Parco.
Questo compito di tutela, trasmissione e custodia della memoria è dunque proprio della comunità locale e deve trovare adeguata espressione nella amministrazione che la governa.
Invece, in poco più di quattro mesi l’amministrazione Allievi ha inanellato una infelice serie di azioni: smantellamento dell’Ufficio ecologia con la conseguente drastica riduzione dell’operatività sulle attività inerenti il Bosco; mancata nomina della figura del direttore del BDQ, vacante da febbraio 2020; chiusura del Centro Parco allo Chalet; tentativo di delegare alla Regione la cura delle due vasche; accettazione supina del trasferimento della Fondazione Lombardia per l'Ambiente da Seveso e Milano e, da ultimo, ora, l’intenzione espressa sulla stampa locale di passare l’intera gestione del Bosco delle Querce al Parco delle Groane.
A tutto questo, si aggiunge l'assordante silenzio del Comune di Meda, nei cui confini si trova una porzione del Bosco delle Querce e una delle vasche. Il Sindaco di Meda, che è anche Presidente della Provincia, cosa pensa di tutto questo?

Seveso/Meda 11-04-2021

Sinistra e Ambiente Meda
Legambiente circolo “Laura Conti” Seveso
 
 
 


venerdì 2 aprile 2021

SOGLIA DI RIDUZIONE DEL CONSUMO DI SUOLO IN PROVINCIA DI MB: SERVE UNA VARIANTE AL PTCP PIÙ INCISIVA

Il 1 marzo 2021 si è tenuta la seconda Conferenza di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) della variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) che dovrà essere adeguato per recepire la soglia regionale di riduzione del consumo di suolo, così come definito nella LR 31/2014.
Questo adeguamento, previsto entro due anni dall’integrazione del Piano Territoriale Regionale (PTR), a sua volta avvenuta in ritardo di un anno (il 19 dicembre 2018 con pubblicazione sul BURL il 13 marzo 2019) arriva ben oltre la scadenza.
La Provincia non ha ancora approvato e adeguato il proprio PTCP e siamo solo nella fase di VAS: occorreranno ancora mesi prima di chiudere l'iter.
Dall'approvazione della L.R del 2014, sono passati quindi più di sei anni nel corso dei quali, gli immobiliaristi e i privati han potuto continuare a consumare suolo libero, in una Provincia che continua a mantenere il triste primato di territorio più cementificato d'Italia.
La documentazione della VAS evidenzia due dati importanti:
1) un fabbisogno di alloggi negativo (-5316), ovvero una eccedenza di offerta già al 2019 rispetto alla proiezione di crescita della popolazione al 2025. Questo significa che non c’è necessità di nuove superfici per l'edificazione di altri alloggi.

2) anche il fabbisogno di superfici per le altre funzioni, tipicamente il produttivo e il terziario presenta un segno “meno” nella simulazione di uno scenario sia basso che medio di crescita degli addetti e diventa positivo solo con uno scenario di crescita alto, situazione quest'ultima irreale sopratutto in questa fase di emergenza pandemica cui seguiranno certamente condizioni di contrazione del mercato. Anche in questo caso la realizzazione di nuova edificazione non è giustificata da reali esigenze.

 
È molto preoccupante la "fotografia" della Provincia di MB con ben il 54,90% di territorio occupato da aree antropizzate, il 33,19% da aree agricole, l'11,9% da zone boscate e ambienti seminaturali, lo 0,23% da corpi idrici, lo 0,04% da zone umide. L' Indice di Consumo di Suolo ha un valore medio provinciale del 53,90% ma con Lissone all'80,7%, Giussano all'80,3 %, Biassono al 75,3%, Nova Milanese al 71,7%, Sovico al 70,6 %, Bovisio Masciago al 70,25, Seregno al 70%, Cesano Maderno al 69,5% e molti Comuni oltre il 65%.
Per questo e altri indicatori, i Comuni sono stati raggruppati in 10 "Quadri Ambientali di Riferimento Provinciale" (QAP) suddivisi per livello di criticità (non critico con indice di CS <20%, poco critico con indice CS 20-35%, mediamente critico con indice CS 35-50%, critico con indice CS 50-65%, molto critico con indice CS <65%). 
-vedi anche il documento della Provincia qui
 

Nessun comune ha un livello non critico, solo 6 Comuni sono in fascia poco critica, 21 Comuni hanno un livello mediamente critico, 11 Comuni rientrano nel livello critico e 17 Comuni in quello molto critico.
Nonostante questi numeri, la Provincia ha fissato obiettivi quantitativi, al 2025, con soglie MASSIME di riduzione del 45% della superficie complessiva degli Ambiti di trasformazione (AT) a prevalenza residenziale e del 40% della superficie complessiva degli Ambiti di trasformazione (AT) per le altre destinazioni. Considerando però come riferimento gli AT vigenti al 2 dicembre 2014. Le soglie saranno poi definite e articolate tra i 10 QAP in cui sono raggruppati i Comuni.

ll dispositivo provinciale prevede però alcuni meccanismi di "premialità" per i Comuni: premialità che non è altro che un abbassamento della soglia stabilita di riduzione del consumo di suolo. Non si tratta di riduzione ma di possibilità di consumare di più.
Una scelta che i gruppi ambientalisti non condividono, considerato che le condizioni in cui versa il territorio provinciale, pesantemente edificato e antropizzato, non sono tali da consentire queste flessibilità che rendono meno stringente l'attuazione della norma.

La stima dei mq di riduzione del consumo di suolo, con le massime percentuale di riduzione, (45% e 40% rispettivamente) riferito su quelle che furono le previsioni di AT al dicembre 2014 sul residenziale, terziario, produttivo è di 4.150.000 mq.
Il criterio adottato di riferirsi agli AT non tiene purtroppo conto della scappatoia, scelta da molti Comuni, di inserire e prevedere l’edificabilità su suoli liberi anche nel Piano delle Regole (PdR), pur senza assoggettarli a Piano Attuativo.
È chiaro che, anche in questi casi, vengono inopinatamente consumate aree attualmente libere da edificazioni che non rientrano però nel computo della riduzione fissata. Questo aspetto va invece considerato e quantificato.
Per la Provincia, questa introduzione della soglia ha l’obiettivo di riduzione dell’indice di consumo di suolo nel 2025 del 1% (da 54% a 53%). Un valore irrisorio, decisamente insufficiente e puramente simbolico.
Attuare solamente un parziale rallentamento del consumo di suolo non può essere un risultato soddisfacente visti i livelli elevatissimi già raggiunti dalla nostra provincia.

Il coordinamento ambientalista Osservatorio PTCP di MB, di cui fanno parte comitati, associazioni e gruppi ambientalisti della Brianza, ha formulato e protocollato una serie di contributi, osservazioni e proposte ai fini di un apporto collaborativo al perfezionamento e alla semplificazione della variante.

Sotto, il contributo inviato alla Provincia di MB

 

 




mercoledì 24 marzo 2021

IL SEGNO POLITICO DI LAURA CONTI NELL'ATTUALITÀ

Il 31 marzo 2021 saranno 100 anni dalla nascita di Laura Conti.

A Laura Conti dobbiamo molto poichè le sue battaglie hanno posto le basi per un agire ambientalista mai disgiunto dalla politica, dalla lotta per la salute umana compatibile con la salute del resto del mondo animale e vegetale. Rileggere la sua azione ci permette di riportarci ai giorni nostri per individuare e indicare la via della transizione ecologica, necessaria per salvare il nostro pianeta portato sull'orlo della catastrofe da un modello di sviluppo insostenibile.
A 100 anni dalla sua nascita, il Circolo Legambiente di Seveso che porta il suo nome, in collaborazione con NATUR&, Musicamorfosi e Sinistra e Ambiente di Meda, si trova a ricordarla.

Angela Alioli ne parla con:
Valeria Fieramonte, autrice del libro La via di Laura Conti, Enciclopedia delle donne 2021, Luana Zanella (Esecutivo Federazione Verdi Italiani), Damiano Di Simine (Legambiente Lombardia), Carlo Monguzzi (Consigliero Comunale a Milano), Enzo Ferrara (Medicina Democratica), Laura Centemeri (sociologa e docente universitaria).
Modera Stefano Carbone.

Appuntamento il 31 marzo ore 18.00 in diretta dalla pagina Facebook del Circolo Legambiente "Laura Conti" di Seveso (https://www.facebook.com/legambienteseveso)

Sul Cittadino del 27-3-021



domenica 21 marzo 2021

PEDEMONTANA: LA REGIONE BUTTA ALTRO DENARO PUBBLICO PER IL COMPLETAMENTO DI UN' INFRASTRUTTURA INSOSTENIBILE


In questi giorni la maggioranza di Regione Lombardia ha varato un emendamento nell’ambito del progetto di legge denominato ‘Interventi a sostegno del tessuto economico lombardo’. L'emendamento consente l’acquisto delle azioni di Pedemontana prima detenute da Banca Intesa con un esborso di 62 milioni di euro.
La notizia ci raggiunge portata da Marco Fumagalli, Consigliere Regionale dell'M5S.
La società Autostrada Pedemontana Lombarda (APL), con un'operazione pagata con risorse pubbliche, sgrava dalla partecipazione diretta in Pedemontana Banca Intesa che prima deteneva l’8,03% del capitale sociale.
Con le azioni acquistate da Banca Intesa e con il controllo al 96% da parte di FNM (al 57,7 % di Regione Lombardia) della società Milano Serravalle (MISE), la società Autostrada Pedemontana Lombarda, dunque, è oggi quasi interamente a capitale pubblico.
Va da sé che con questa configurazione, il rischio impresa grava esclusivamente sull'ente regionale.
Questa operazione, come le precedenti, è attuata per cercare di rendere appetibile ai privati un finanziamento per il completamento dell'autostrada, cui mancano le tratte B2, C e D.
Altro denaro pubblico che, sempre con lo stesso scopo, si va a sommare

L'ostinazione con cui si persegue l'obiettivo di realizzare il completamento è forte. Gli attuali amministratori di Regione Lombardia e in particolare dalla Lega continuano a considerare questa autostrada come strategica e cercano un rilancio dell’opera anche in vista dell'arrivo di grandi finanziamenti per le infrastrutture dal Recovery Fund a cui  - in perfetto stile commedia dell’arte italiana - agganciare anche l'evento olimpico del 2026.
È una visione miope, che vuole privilegiare il trasporto su gomma, in un territorio dove la viabilità è problematica, applicando una ricetta vecchia, quella della costruzione di pesanti e impattanti arterie autostradali.
Una ricetta che comunque non può risolvere i problemi viabilistici ma che servirà solo ad attirare traffico veicolare aggiuntivo, rendendo più invivibile il territorio.
Addirittura sulle tratte A e B1 in esercizio, le percorrenze sono ben lontane da quelle inizialmente previste.
I transiti attuali (pre Covid) sono infatti attestati attorno ai 22.000 veicoli/giorno, un numero lontanissimo dalle 60.000 e più percorrenze stimate inizialmente dallo studio di fattibilità che giustificava necessità e redditività della Pedemontana.
Il completamento porterebbe a intercettare il traffico sull'attuale superstrada Milano-Lentate S.S (futura tratta B2) che attualmente supera i 100.000 veicoli/giorno. Un flusso veicolare che però non è a lunga percorrenza est-ovest ma in buona parte la somma di brevi percorrenze, un movimento cioè fatto di spostamenti locali.
Oltretutto, con l'esigenza di trasferimenti meramente territoriali, la realizzazione della tratta B2 (a pedaggio) sul sedime dell'attuale superstrada, provocherà una "fuga" alla ricerca di percorsi alternativi sulla viabilità comunale con incrementi di circolazione insostenibili. Questi numeri e questa situazione erano già evidenziati nello studio sul traffico, commissionato dalla provincia di MB e realizzato dalla soc. META e dall'Ing Debernardi nel 2016.
Già solo le considerazioni sull'analisi di viabilità e sulle percorrenze mostrano che non serviva (e non serve) una nuova autostrada di tale impatto e costo nel collegamento est/ovest. È folle fare un'autostrada solo per soddisfare spostamenti prevalentemente locali.
Se poi lo sguardo e l'analisi si amplia all'aspetto ambientale, le criticità e le ricadute, alcune delle quali già concretizzate, sono pesantissime e il "cahier des doléance" è corposo.
Ad Arcore in questi giorni
Con la realizzazione delle tratte A e B1 che perlopiù si è limitata al solo nastro d'asfalto con limitata viabilità complementare, si sono spazzate via intere aree verdi e agricole, il grande Bosco della Moronera a Lomazzo è stato sventrato, dimezzato quello della Battù a Lazzate. Poche le compensazioni ambientali realizzate, alcune completamente snaturate rispetto a un progetto di ricucitura del territorio.
Per la tratta B2 c'è l'invasività nel Bosco delle Querce, incombe il rischio della movimentazione del terreno ancora contaminato dalla Diossina TCDD del disastro Icmesa del 1976 con un Progetto Operativo di Bonifica "al risparmio" e insufficiente sotto molti aspetti. 
Sulla tratta C e D l'asfalto e le opere di viabilità complementare e accessoria occuperebbero e sventrerebbero aree agricole, boscate e di pregio, alcune ricomprese in ambiti di tutela.
In un territorio già fortemente urbanizzato, con traffico caotico, trasporto pubblico insufficiente, pessima qualità dell'aria, naturalità deturpata e assediata non serve un'autostrada, serve il potenziamento e l'efficientamento delle linee ferroviarie sia per i pendolari sia per le merci, spostando la priorità del trasporto su gomma al ferro, serve il ripristino e la realizzazione di tranvie e di nuove tratte di metropolitana, serve attenzione e salvaguardia del territorio.
Chi si ostina a volere il completamento di questa impattante autostrada che ha un bilancio economico e ambientale disastroso, ci inganna perpetuando un modello di sviluppo sconsiderato e insostenibile e certo non vuole una vera transizione ecologica. 
 
21-03-2021
 
Sinistra e Ambiente Meda
Circolo "Laura Conti" Legambiente Seveso
 

 

sabato 6 marzo 2021

IN CONSIGLIO COMUNALE A MEDA, LA MAGGIORANZA NON HA NESSUN DUBBIO SULLA CESSIONE DEL MONITORAGGIO DELLE VASCHE DELLA DIOSSINA


Il 4 marzo 2021 s'è tenuto a Meda il Consiglio Comunale dove si è discusso della Convenzione tra Regione Lombardia, i Comuni di Seveso e Meda e l'ERSAF per la gestione del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce.
Avevamo già trattato e denunciato in precedenza (qui e qui) l'assenza nella convenzione dell'assegnazione di risorse per il monitoraggio delle due vasche di Seveso e Meda (contenenti i materiali contaminati dalla diossina TCDD del disastro ICMESA del 1976) con analisi chimiche sulla falda e sul percolato.
Una assenza di fondi conseguente alla rinuncia dell'amministrazione sevesina nello svolgere questa preziosa attività e parte d'una azione costante di smantellamento dei presidi ambientali necessari ad un corretto utilizzo di quest'area, con un ufficio ecologia sevesino ormai presidiato da una sola persona, la mancanza di un direttore del Parco, la difficoltà nel gestire attività di educazione ambientale.
A Meda, il Consigliere di opposizione Paolo Tagliabue, ha accolto le nostre preoccupazioni, unendole alle sue e riportandole nell'assise.
Un'assise, con la maggioranza di Lega e F.I (assente FdI) purtroppo sorda e volutamente cieca rispetto alla realtà che prima ha respinto la richiesta di Paolo Tagliabue e dei consiglieri del PD di un rinvio del punto all'odg affinchè venisse definito con certezza chi si occuperà del monitoraggio delle vasche e del deposito di Cesano Maderno (dove furono sepolti gli animali abbattuti) e poi ha approvato la convenzione (10 favorevoli e 5 contrari) senza alcuna preoccupazione di merito rispetto all'azione di disinvestimento dal Bosco delle Querce come luogo della comunità.
Sull'argomento discusso nel CC di Meda, silenzio totale e nessun intervento da parte del sindaco Luca Santambrogio, evidentemente allineato alle infelici e discutibili scelte sevesine.
Con ogni probabilità, ha pesato la necessità di non creare una situazione critica per il sindaco di Seveso Allievi, già alle prese con un dissenso, esplicitato anche sulla stampa locale, di parte della sua maggioranza.

 L'intervento del Consigliere Paolo Tagliabue

Va altremodo evidenziato che nel verbale dell'ultimo Comitato Scientifico (tenutosi il 21-12-2020 e sotto pubblicato), appare chiara la volontà di rinuncia da parte dei rappresentanti sevesini, mentre non è certo che l'attribuzione di competenze gestionali sia in carico a Regione Lombardia o alla Provincia di Monza e Brianza.



lunedì 22 febbraio 2021

VASCHE DELLA DIOSSINA NEL BOSCO DELLE QUERCE (MA NON SOLO): AZIONI AMMINISTRATIVE POCO CONDIVISIBILI

E' stata ripresa dalla stampa locale la comunicazione di Sinistra e Ambiente di Meda sul mancato stanziamento da parte di Regione Lombardia nella DGR 4069 (e nell'allegato schema di convenzione) di risorse economiche assegnate al Comune di Seveso per il monitoraggio analitico e la manutenzione delle due vasche di Meda e Seveso, contenenti materiali contaminati dalla diossina TCDD e del deposito di Cesano Maderno - dove furono sepolte le carcasse degli animali abbattuti nel 1976.
Nello stesso articolo, Luca Allievi, sindaco di Seveso, ha rilasciato dichiarazioni dove dà evidenza che "l'attività di gestione tecnica e amministrativa delle vasche passerà a Regione Lombardia".
Informa anche circa l'esistenza di una lettera congiunta sua e del sindaco di Meda, Luca Santambrogio, alla Regione, dove però non è chiaro se questo passaggio di consegne sia stato da loro esplicitamente chiesto e se solo ratificato.
Allievi giudica questa decisione "una scelta oculata" anche se nella DGR 4069 non v'è traccia di definizioni di dettaglio ma si rimanda a generiche "successive determinazioni della competente Direzione Generale Ambiente e Clima" .

Qualche riflessione e valutazione è dunque d'obbligo perchè questa vicenda va inquadrata insieme ad altre infelici scelte amministrative che hanno ultimamente caratterizzato l'amministrazione sevesina rispetto all'operatività delle strutture del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.

Il Bosco delle Querce di Seveso e Meda è divenuto di proprietà di Regione Lombardia dopo essere stato acquisito alla originaria proprietaria, la ditta Hoffman- La Roche, responsabile del disastro diossina ed è oggi "Parco Naturale Regionale". 
Nella città di Seveso, grazie a un lavoro intenso delle associazioni ambientaliste, tra cui in particolare il Circolo Legambiente Laura Conti e Legambiente Lombardia, si  è investito molto sulla cura del Parco e sulla sua restituzione alla città e ai cittadini tenendo viva la memoria di questo luogo. 
Il Bosco delle Querce è stato teatro dell'unico progetto che la Fondazione Lombardia per l'Ambiente (FLA) ha finanziato a un soggetto del territorio, il Ponte della Memoria, percorso di comunità con il quale sono stati scritti e poi allestiti i Pannelli della Memoria che permettono oggi al visitatore di conoscere la storia del Bosco. Rispondendo alle sollecitazioni di queste realtà del territorio, la passata  Amministrazione Galbiati investi sull'ufficio Ecologia e Ambiente, che fu reso anche responsabile della Direzione del Bosco delle Querce anche per nome e conto del Comune di Meda. 
Lo chalet del parco, all'ingresso di via Ada Negri, divenne un centro visite dedicato alla conservazione della memoria del disastro Icmesa e alla storia della riparazione del danno. 
Erano in capo all' ufficio Ecologia e alla Direzione del Bosco anche le attività di monitoraggio chimico/analitico e la manutenzione delle vasche nonchè il presidio dell'area nel suo complesso con un lavoro di cura durato più di 15 anni svolto con risultati egregi. 
Oggi, senza alcuna logica, l'amministrazione Allievi - in accordo con l'amministrazione Santambrogio di Meda - rinuncia al monitoraggio sulle due vasche di Seveso e Meda.
C'è un'azione di disinvestimento dal Bosco come luogo della comunità. 
Infatti a Seveso non esiste più un ufficio Ecologia (praticamente dismesso dall'Amministrazione Allievi) e da più di un anno, nel silenzio della Amministrazione comunale di Meda non esiste nemmeno un incaricato per la direzione del Bosco delle Querce.
Anche il trasferimento degli uffici operativi della FLA da Seveso a Milano è stato accettato senza particolari obiezioni, lasciando all'amministrazione sevesina i soli costi elevati dell'edificio.
Questo disinvestimento sottende un disegno o è pura e semplice assenza di pensiero? 
Certo è che tutto questo sembra intersecarsi con le azioni di Regione Lombardia, o quantomeno dell'attuale assessore regionale all'ambiente Raffaele Cattaneo che già 10 anni fa fu protagonista del primo attacco frontale al Bosco delle Querce: una deroga sul vincolo di inedificabilità della legge regionale di tutela del Bosco per far passare l'impattante e inutile autostrada Pedemontana all'interno dell'area verde protetta.
Successivamente, la modifica al progetto definitivo dell'autostrada Pedemontana ridusse (da 8 ha a 2 ha) ma non annullò completamente l'invasività e lo sbancamento sull'area.

Questo, comunque, grazie alla pressione costante di un movimento cittadino che nel 2011 vide più di mille donne e uomini riuniti nel Bosco delle Querce per abbracciarlo e proteggerlo da quei poteri pubblici che sarebbero i primi deputati a farlo ma che, talvolta, rispondono a interessi che ignorano il bene comune. 
Perchè oggi le amministrazioni locali abdicano dal loro compito di cura dellle vasche nel Bosco delle Querce senza la certezza di chi assumerà questo compito? 
Il Sindaco Allievi dice che il monitoraggio e la manutenzione delle vasche saranno fatte da Regione Lombardia, ma al momento non esiste un atto che certifichi questa presa in carico, anche perchè l'art 16 della LR 26/2003 sembra rimandare questa competenza alla Provincia. 
Una situazione dunque  incerta, tutt’altro che risolta. 
Perchè allora questo disinvestimento o quanto meno questa leggerezza rispetto a un luogo della memoria e della cittadinanza?
 
Sinistra e Ambiente Meda
Legambiente Seveso - circolo Laura Conti. 

Sulla stampa:
 


venerdì 12 febbraio 2021

VASCHE DELLA DIOSSINA NEL BOSCO DELLE QUERCE DI MEDA E SEVESO: NELLA CONVENZIONE BIENNALE NON C'É IL FINANZIAMENTO PER I MONITORAGGI ANALITICI E LA MANUTENZIONE

La giunta regionale lombarda nella seduta del 21-12-2020, ha approvato, la delibera n 4069 comprendente lo schema di convenzione 2021-2022 per la gestione del Parco Regionale Naturale del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.

Un passaggio formale che ogni due anni assegna le risorse regionali per la gestione, il mantenimento e l'utilizzo di questa area naturale, ricostruita dall'intervento umano dopo il disastro dell'Icmesa di Meda.
Disastro che contaminò di diossina TCDD molte superfici di Meda, Seveso, Barlassina, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio.
Per il biennio 2021-2022 sono previsti 120.000 euro a favore del Comune di Seveso per la gestione e l'apertura del Parco Naturale del Bosco delle Querce e 160.000 euro all'Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste (ERSAF) per la gestione e manutenzione del verde.
Questa volta, rispetto agli anni passati, nel testo della convenzione, che dovrà successivamente passare per l'approvazione nei Consigli comunali di Meda e Seveso, manca però una parte.
E' quella relativa alle due vasche di Meda e di Seveso dove sono sepolti i materiali pesantemente  contaminati dalla diossina TCDD e dove in precedenza veniva affidato al Comune di Seveso, con uno stanziamento dedicato di 30.000 euro, il monitoraggio ambientale con analisi chimiche sul percolato e sulla falda e la manutenzione .
Nella DGR, nelle considerazioni, si rimanda la gestione delle due vasche e del deposito di Cesano Maderno a generiche "successive determinazioni della competente Direzione Generale Ambiente e Clima" .
Giusto porsi alcune domande:

Perchè questo finanziamento è stato eliminato dalla DGR e dalla Convenzione ?
Perchè il Comune di Seveso non è più incaricato dell'attività di controllo sulle due vasche?
Chi eseguirà ora questa preziosa attività ?
Se ne farà carico Regione Lombardia ?
Con quale struttura, con quali fondi e con quale frequenza ? 

Val la pena che in Commissione e in Consiglio Comunale a Meda e a Seveso, quando si discuterà la Convenzione, qualcuno proponga i nostri quesiti, chiedendo chiarimenti.

Qui la Delibera di Giunta n° 4096

Sotto lo schema di convenzione che dovrà passare nei Consigli Comunali di Meda e di Seveso

Articoli sulla stampa:



martedì 2 febbraio 2021

SUL PIANO ATTUATIVO DELL'AREA EX-MEDASPAN L'AMMINISTRAZIONE MEDESE NON VUOLE COMPLICAZIONI E RESPINGE CON SUPERFICIALITÀ LE NOSTRE OSSERVAZIONI


Una buona Amministrazione Comunale, per garantire l'interesse collettivo, dovrebbe attivarsi affinchè siano noti e conosciuti gli impatti che una nuova e grossa struttura comporta per il territorio cittadino onde poterne poi valutarne la sua reale utilità.
L'amministrazione di Meda rinuncia e si sottrae invece alla necessità di chiedere una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) su di un Piano attuativo che vuole insediare un complesso commerciale in un comparto dalle elevate criticità.
Per il Comune di Meda non serve alcun studio di valutazione preliminare che mostri gli effetti indotti da una simile struttura sui volumi di traffico (attuali e futuri) correlati con il superamento della linea ferroviaria FNM, la chiusura del passaggio a livello di via Seveso e con uno sguardo anche alle ricadute economiche sul tessuto dei negozi di prossimità.
La considerazione per la vivibilità della nostra città e per le nostre esistenze quotidiane dovrebbe però essere motivo per farla ritenere indispensabile. 
Cosa succederà in quell'area quando, con capitale privato, si insedierà un polo commerciale, struttura che, come quelle simili, genera traffico veicolare con una forte incidenza sul territorio e sull'ambiente ?
Basteranno la nuova rotatoria posta a qualche decina di metri da un incrocio e successivo passaggio a livello delle FNM e una bretellina (vincolata alle autorizzazioni da parte di FS) verso via Busnelli per risolvere i problemi di traffico ? Queste opere, seppure a carico della società MAK srl, prevedono espropri di terreni pubblici e privati, l’eliminazione di pezzi di giardini, la penalizzazioni degli accessi alle abitazioni e la loro effettiva efficacia, senza una Valutazione di Impatto Ambientale globale, non sarà soggetta a verifica.
Al momento non c'è neppure la certezza  totale che con i capitali pubblici di Regione Lombardia venga attuato il superamento della linea ferroviaria FNM con un sottopasso in via Seveso/Cadorna così come prevede la soluzione (con molte criticità)  approvata dall'amministrazione di Santambrogio.
Sottopasso che, una volta insediato il polo commerciale e secondo le intenzioni delle amministrazioni succedutesi, apparirebbe ineluttabile e risolutore, con buona pace dei sostenitori del sovrappasso che evitano di esprimersi sulle decisioni prese in ambito AT1, aggrappati alla realizzazione della bretellina (parte della viabilità dell'AT1), quale strada utile all'ipotesi  sovrappasso da loro perorata..
Per il Comune di Meda, capire e vagliare prima è dunque inutile! 
Così , con la Delibera di Giunta n° 10 del 20-01-2021, l'amministrazione medese ha approvato il piano attuativo della MAK srl per un polo commerciale sull'area ex- Medaspan.
Nello stesso atto, la giunta ha avallato anche le controdeduzioni che respingono le osservazioni inoltrate insieme da Sinistra e Ambiente e da Impulsi-Sostenibilità e Solidarità (unici gruppi ad averlo fatto, oltre ai proprietari di un'area limitrofa).
L'esecutivo  di Santambrogio ha scelto dunque la strada di una accettazione superficiale,  privilegiando l'aspetto economico dell'operazione a discapito di un interesse pubblico che per logica necessitava e necessita di approfondimento preventivo su un intervento che condizionerà pesantemente il futuro dell'area e dell'economia cittadina.
E' stato sottostimato l'impatto che combina aspetti sociali, economici e ambientali, preferendo porre l'enfasi su come la trasformazione dell'area possa rappresentare il futuro biglietto da visita per Meda.
L'interesse e il benessere pubblico esigerebbero la capacità di affrontare problemi complessi con strumenti adeguati di analisi e partecipazione, giungendo a soluzioni coraggiose e virtuose a beneficio di tutta la comunità . La crisi finanziaria prima, quella climatica e pandemica oggi dovrebbero indurre maggiori attenzioni allo sviluppo sostenibile a partire dai luoghi che abitiamo e frequentiamo.
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LE CONTRODEDUZIONI ALLE NOSTRE OSSERVAZIONI
La lettura delle controdeduzioni evidenzia come l'amministrazione medese agisca al fine di velocizzare e rendere semplice l'iter per edificare sull'area, non volendo prendere in considerazione ne le criticità del comparto ne quelle che genererà la realizzazione del polo commerciale.
E' stata infatti respinta la nostra richiesta di una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) adducendo la motivazione che una VIA, in quel caso di competenza regionale, per la struttura originariamente prevista nel Piano Attuativo della Pabel avente una superficie di vendita più grande dell'attuale (9990 mq), era stata precedentemente esclusa dagli uffici regionali
Regione Lombardia aveva però definito la necessità di un Accordo di Programma con FS, FNM, società proponente, Comune di Meda e la stessa Regione, soggetti interessati o con servizi nel comparto. Il tavolo dell' Accordo di Programma non ha mai chiuso formalmente i lavori e così ora si ricorre a queste improprie motivazioni per non assoggettare a VIA il secondo piano attuativo, quello della MAK che "spalma" i 7500 mq di superficie di vendita.
Una procedura di VIA, di scala gerarchica minore, che l'Amministrazione Comunale (e non Regione Lombardia) avrebbe comunque potuto avviare.
Singolare poi che nella controdeduzione si giudichi la riduzione di 2500 mq di SV e la viabilità accessoria elementi sufficienti a garantire un minore impatto rispetto al precedente soluzione, accontentandosi di ciò e escludendo di conseguenza "sulla parola" la necessità di una VIA, senza avere l'ombra di uno studio sull'impatto viabilistico nel comparto.
Scoraggiante la controdeduzione sulla bretellina (rientrante appieno nella fascia di rispetto ferroviaria): "Non sono state rilevate osservazioni da parte di FS" durante la precedente fase di Valutazione Ambientale Strategica. Questo già lo sapevamo, ma quel che abbiamo osservato era la mancanza di un dato di certezza rispetto alle autorizzazioni e qui l'amministrazione rimanda a tempi futuri, "prima della realizzazione saranno acquisite ai sensi di legge tutte le autorizzazioni necessarie", dando per scontato che esse siano positive.
La nostra terza osservazione sulla necessità di approfondimenti chimico-analitici sul livello di  concentrazione di sostanze collegate alla storia produttiva e all'allocazione dell'area in zona classificata R dopo il disastro della vicina ICMESA (supportati anche da un parere ARPA in merito), è considerata "superflua" perchè comunque analisi preliminari (poche e non per tutti i composti chimici e nemmeno validate da ARPA) "furono eseguite su iniziativa della Pabel" e l'amministrazione ritiene "illegittimo" prescriverne ulteriori. Questo senza nemmeno prendere in considerazione l'espressione di ARPA del 2015, da noi allegata all'osservazione. 
ARPA che andrebbe perlomeno coinvolta per monitorare e certificare le analisi chimiche per il Piano Scavi, proprio così come esplicitato nelle sue comunicazioni.
 
Sinistra e Ambiente e Impulsi-Sostenibilità e Solidarietà
 
Le prime 2 osservazioni di Sinistra e Ambiente e di Impulsi - Sostenibilità e Solidarietà con relative controdeduzioni

La terza osservazione con controdeduzione.


Sulla stampa, imperversa solo lo scontro su sovrappasso/sottopasso ed è finito in secondo piano la criticità più pesante, quella del Polo Commerciale. La riprende in un articolo Il Giornale di Seregno del 16-02-021, anche se va sottolineato che solo Sinistra e Ambiente ed Impulsi hanno chiesto, con osservazioni, una Valutazione di Impatto Ambientale.
Una VIA che l'amministrazione di Santambrogio non ha voluto avviare anche se ne aveva facoltà.


 

 

domenica 3 gennaio 2021

MEDA: LE CRITICITÀ DI UN COMPARTO URBANO DOVE È PREVISTO IL SOTTOPASSO FERROVIARIO E SU CUI PESA L'IPOTECA DI UN POLO COMMERCIALE

Nel consiglio comunale del 17-12-020, con i voti favorevoli della maggioranza formata da Lega Nord, Forza Italia, FdI e quelli del PD, l'astensione della Lista Civica Caimi Sindaco e i voti contrari di Polo Civico e Lega con Taveggia, sono stati approvati l'accordo e la bozza di convenzione con Regione Lombardia, Ferrovienord Spa, Concessioni Autostrade Lombarde (CAL) e Autostrada Pedemonrana Lombarda (APL) che affida a Ferrovienord Spa la progettazione esecutiva e la gestione dei lavori per realizzare il sottopasso ferroviario tra le vie Seveso e Cadorna.

Sottopasso alla linea ferroviaria FNM che comporterà anche lo spostamento di un tratto dell'alveo del Tarò/Certesa, la costruzione di un nuovo ponte e la chiusura del passaggio a livello ferroviario.
Il costo complessivo dell'intervento, pari a 11 milioni di euro sarà coperto da Regione Lombardia quale "anticipo" dei costi ancora formalmente in capo ad APL, per quella che ancora è  considerata come un'opera complementare della tratta B2 dell'autostrada Pedemontana.
Erano agli effetti 2 i sottopassi previsti ed approvati dal CIPE nell'ambito del progetto della Pedemontana: quello di via Cadorna/Seveso e quello di via Trieste.
E' noto a tutti che al momento non vi sono finanziamenti ne per ultimare l'infrastruttura ne per le opere ad essa complementari - per fortuna aggiungiamo noi, contrari al completamento di questa inutile e impattante autostrada.
Per questo, nell'accordo viene stabilito che Regione Lombardia anticipa la cifra necessaria, che  APL restituirà l'anticipo entro 24 mesi dalla sottoscrizione di un contratto di finanziamento della Tratta B2, prevedendo anche che nel caso di mancato reperimento di finanziamenti privati (Project Financing) o per effetto di decadenza, risoluzione o revoca della Convenzione Unica CAL/APL, la stessa APL verrà liberata dall'obbligo di restituzione a Regione Lombardia.
All'appello dei documenti richiamati nella bozza di convenzione mancano la Corografia con indicate la posizione dei manufatti in progetto, la Planimetria del progetto definitivo tratta B2 revisionato a giugno 2018 e il Profilo di progetto revisionato pure a giugno 2018.
Sono documentazioni importanti, elaborate da APLsu cui Ferrovienord dovrà lavorare per l'esecutivo ma che APL renderà disponibili solo dopo la firma della convenzione. Anche il conto economico risulta generico e privo di voci di dettaglio.
Una volta terminata la realizzazione e dopo il collaudo, il Comune di Meda diverrà proprietario del sottopasso e del nuovo ponte sul Tarò deviato, ne assumerà responsabilità e costi per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e con obblighi di riparazione o sostituzione dell’impianto di smaltimento acque meteoriche, degli impianti elettrici, delle lampade d’illuminazione, delle pavimentazioni e degli interventi necessari a garantire il regolare deflusso delle acque etc.
La progettazione e i lavori di realizzazione, collaudo con consegna dei manufatti, secondo il cronoprogramma allegato, dovrebbero concludersi dopo 3 anni e 8 mesi circa dalla firma della convenzione.
L'amministrazione comunale ha dunque fatto un passo formale decisivo, optando per un sottopasso costoso e in una zona particolarmente critica perche inclusa, anche se al limite, nell'area a rischio idrogeologico per esondazione del Tarò, con una progettazione ed esecuzione affidata a terzi.
Come avevamo scritto in un precedente articolo,  (I LIMITI DELLA POLITICA MEDESE SU SOTTOPASSO O SOVRAPPASSO) non gli hanno dunque fatto cambiare idea le poco incisive uscite mediatiche individuali sui social ne tantomeno l'azione di un solo gruppo consiliare svolta nell'assise istituzionale locale.
Purtroppo le problematiche dell'intero comparto compreso tra la tratta ferroviaria Milano-Como-Chiasso delle FS, la via Busnelli, le vie Seveso/Cadorna e lo svincolo della superstrada sono molteplici e non riguardano solo il sottopasso. 
Quasi nessuno ne sta parlando e scrivendo, mettendo in discussione ricette di un modello di
sviluppo superato che crea più problemi che opportunità, ma in questa porzione del territorio medese, ultimamente al centro di interventi, c'è anche la criticità del pianificato polo commerciale sull'area ex-Medaspan. E' un silenzio, probabilmente di convenienza, anche per chi perora la soluzione del sovrappasso per cui risulta utile la previsione della bretella via Cadorna/via Busnelli, inserita nel progetto del polo commerciale. 
Per evidenziare le negatività di questo progetto, ormai con Piano Attuativo adottato, Sinistra e Ambiente e il gruppo Impulsi-Sostenubilità e Solidarietà hanno presentato Osservazioni prima che sia approvato definitivamente, chiedendo una Valutazione di Impatto Ambientale.
L'insediamento della struttura commerciale su 4 anonimi edifici (che abbiamo analizzato e valutato su: AMBITO DI TRASFORMAZIONE AT1 EX-MEDASPAN: CAMBIA LA PROPRIETÀ, CAMBIA IL PIANO ATTUATIVO MA RESTANO TUTTE LE PERPLESSITÀ) con comune viabilità di accesso, in corrispondenza dell'attuale svincolo di entrata/uscita della superstrada Milano-Lentate (SS 35) porterà traffico veicolare e inquinamento atmosferico aggiuntivo che ancora nessuno sinora ha voluto quantificare e influirà pesantemente sui negozi di prossimità.

Come nostra abitudine, pubblichiamo la Delibera di Consiglio, con allegati l'Accordo, il Conto economico, il Cronoprogramma e la bozza di Convenzione.

giovedì 10 dicembre 2020

SINISTRA E AMBIENTE E IMPULSI PRESENTANO OSSERVAZIONI AL PIANO ATTUATIVO SULL' AREA EX MEDASPAN

Dopo aver attentamente analizzato la documentazione relativa al Piano attuativo 2020 sull'ambito di trasformazione AT1 dell'ex Medaspan adottato con delibera di giunta n° 137 il 9-11-020, i gruppi di Sinistra e Ambiente e di Impulsi-Sostenibilità e Solidarietà, hanno espresso le perplessità e contrarietà al piano attuativo e ora hanno presentato Osservazioni allo stesso.
Le Osservazioni dovranno essere accolte o respinte prima della fase di approvazione del Piano Attuativo.

L'osservazione principale argomenta e chiede che l'amministrazione avvii una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sull'insediamento di un polo commerciale nell'area ex Medaspan, anche ai sensi di quanto definito nell'Allegato B, punto 7 lettera b6 della LR 5/2010
Il furbo spacchettamento su più edifici non risolve l'impatto COMPLESSIVO di queste strutture sul traffico veicolare e sull'inquinamento atmosferico aggiuntivo oltrechè sull'impatto economico che ne deriverà per i negozi di vicinato.
Anche le criticità viabilistiche dell'area, con l'annosa vicenda del superamento della linea FNM, devono entrare a pieno titolo in una VIA.

La seconda osservazione riguarda la bretella da via Cadorna a via Busnelli voluta dall'amministrazione comunale nel 2017.
Per essere realizzata, da una prima lettura delle normative nazionali in essere, richiede con ogni probabilità l'autorizzazione di FS (secondo il DPR 753 del 11 luglio 1980 art. 58) poichè ricade per buona parte dentro la fascia di rispetto della linea ferroviaria Milano-Como-Chiasso.
Si chiede prioritariamente di definire l'iter autorizzativo.

Infine la terza osservazione, in cui si chiede che l'amministrazione comunale esiga l'elaborazione di un Piano di gestione e di utilizzo delle terre di scavo, un PIANO SCAVI con analisi chimiche dettagliate di caratterizzazione  per glo elementi e i composti che già nel 2015 Arpa suggeriva durante la fase di VAS.
Una VAS con uno studio ambientale che fu, a nostro avviso, decisamente insufficiente, con poche analisi chimiche, effettuate senza un protocollo e una modalità CONCORDATA con ARPA e pertanto non validabili da ARPA.
Per questo è necessario un Piano Scavi con analisi chimiche di caratterizzazione che vedano il coinvolgimento della stessa ARPA nel contradditorio e nella validazione.
Questo affinchè si tenga conto che l'area ex Medaspan è nel perimetro di quella che venne definita come "zona R o di rispetto" per il livello di contaminazione da diossina Tcdd fuoriuscita dall'Icmesa nel 1976, nonchè della pregressa attività della fabbrica Medaspan che produceva pannelli in compensato e truciolato con l'uso di formaldeide e solventi.
 
Sotto le osservazioni inoltrate congiuntamente da Sinistra e Ambiente e da Impulsi-Sostenibilità e Solidarietà.
 




sabato 21 novembre 2020

DARE NOMI AI LUOGHI, CONSERVARE LA MEMORIA


A Meda, in piena emergenza per il Covid 19, è stato attivato presso il centro sportivo di via Icmesa un punto per i tamponi veloci attuati restando a bordo del veicolo (drive through).
Il centro, operativo da una settimana, è gestito dai medici dell'Aeronautica Militare ed è rivolto esclusivamente alla popolazione scolastica.
A un nostro lettore assiduo, nonchè amico ambientalista, non è sfuggito IL LUOGO.
Dare i nomi ai luoghi era una consuetudine che ha accompagnato l'umanità occidentale fino alla fine della seconda guerra mondiale, un’abitudine che si sta perdendo ma che varrebbe la pena di far rivivere. I nomi delle vie, infatti, in genere non nominano la memoria del luogo ma sono segni di memoria universale. Non cosi via Icmesa che porta il nome della ditta che fu all’origine del grave danno ambientale che segnò il territorio di Seveso e Meda e degli altri comuni limitrofi nel 1976.
Massimiliano Fratter, storico, già direttore del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce, autore del libro sul disastro Icmesa "Memorie da sotto il bosco" (con Dvd), ha inviato la sua riflessione a Sinistra e Ambiente di Meda e a Legambiente di Seveso, invitando a collegare quello che oggi sembra essere casualmente abbinato.
 
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DARE NOMI AI LUOGHI, CONSERVARE LA MEMORIA

In questi giorni la stampa locale e diversi siti istituzionali hanno diffuso la notizia di un nuovo punto tamponi per il monitoraggio della diffusione della pandemia da coronavirus a Meda. 
E' sicuramente una notizia positiva per potenziare il tracciamento, uno degli elementi più importanti per il contenimento della più grave tragedia dalla fine della seconda guerra mondiale.
Il nuovo punto, riservato agli alunni e alle alunne delle scuole e al personale scolastico, si trova di fronte al Centro sportivo “Città di Meda” in via Icmesa.
E se la storia di una Comunità è fatta anche di simboli, è necessario evidenziare la contraddizione: il luogo che è stato l'origine del primo incidente industriale noto avvenuto in una fabbrica e che ha coinvolto la popolazione circostante diviene un sito per la prevenzione sanitaria.
A quasi 45 anni dal 10 luglio 1976 e dalla fuoriuscita della nube tossica composta da diossina e da altri veleni proprio dall'Icmesa, fabbrica di proprietà della multinazionale elvetica Givaudan a sua volta controllata dalla Hoffman-La Roche.
E' necessario dissipare ogni dubbio: il “Centro sportivo “Città di Meda” è uno spazio sicuro; i resti della fabbrica, il reattore che ha generato l'incidente e tutto il materiale contaminato sono confinati nelle due vasche di Meda e Seveso all'interno del Bosco delle Querce, dopo un immane lavoro di bonifica.
Appare certamente strano, per chi ha vissuto, approfondito e conosciuto la vicenda del luglio del '76 e delle sue conseguenze immaginare che via Icmesa sia oggi frequentata da medici, infermieri e personale sanitario. Per curare.
La Brianza – Meda in particolare – si è sempre contraddistinta per la sua cultura del fare. Del produrre.
Forse, qualche volta, sarebbe utile accompagnare l'agire alla riflessione come, in questo caso, sul valore simbolico della sede scelta e messa a disposizione alll'Azienda Territoriale Sanitaria.
Significherebbe “abitare” i luoghi della Città senza, purtroppo, dimenticarne la genesi.

Massimiliano Fratter

Meda/Seveso 21-11-2020