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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

sabato 2 luglio 2011

Le critice di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE e dell'OSSERVATORIO PTCP alla Provincia di MB per il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale

Le lettere aperte inviate al Presidente della Prov. di MB Dario Allevi e all'Assessore Brambilla (vedi post sotto), sono state riprese dalla stampa.
Eccovi i due box de "Il Cittadino" di giovedì 7 luglio 011.



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Al centro l'Assessore Antonino Brambilla con a dx Diego Terruzzi (Lega) e gli estensori del PTCP
Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP): per ora quelle della Provincia di MB sono solo dichiarazioni d'immagine.
Insieme in Rete e i gruppi dell'Osservatorio PTCP, hanno scritto direttamente una lettera aperta al Presidente della Prov. di MB DARIO ALLEVI e all'Assessore ANTONINO BRAMBILLA.
Alle loro dichiarazioni di volontà di tutela dell'ambiente, non stanno seguendo fatti concreti, anzi .... localmente continua l'attacco all'ambiente e il consumo di suolo, vedi i casi di MACHERIO, SEREGNO, SEVESO, MONZA.

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LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI MB 
E ALL’ASSESSORE ALLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E PARCHI

A proposito di PTCP

Egr. sigg.

Dario Allevi, Presidente della Provincia di Monza e Brianza
Antonino Brambilla, Assessore alla Pianificazione Territoriale e Parchi

Come coordinamento di gruppi ed associazioni ambientaliste stiamo seguendo con estrema attenzione iter e contenuti di quello che sarà il futuro PTCP.

Le vostre dichiarazioni pubbliche sull’intenzione di salvaguardare le ormai scarse zone verdi della provincia e di preoccupazione per il CONSUMO di SUOLO che ha raggiunto livelli intollerabili, ci avevano fatto sperare in politiche ambientali più decise da parte della nuova Provincia.
Purtroppo, al momento, non possiamo dirci  soddisfatti poiché, rispetto alle intenzioni, si sono prodotti pochi fatti concreti ed inoltre, non è stata resa ancora disponibile, la documentazione riguardante il PTCP sulla quale sia possibile formulare pareri e/o proposte, anche per la mancanza a tutt’oggi, di uno strumento virtuale adeguato allo scopo così come indicato nel documento di scooping della VAS..
In un paio di incontri, di cui uno fatto direttamente nella sede provinciale, e successivamente in uno pubblico verbalizzato durante la prima riunione di VAS, proprio a voi avevamo chiesto un’attenzione e un recepimento sia delle nostre proposte relative ai criteri da utilizzare per la stesura del PTCP sia delle osservazioni preventive che molti gruppi ed associazioni aderenti all’OSSERVATORIO PTCP DI MONZA E BRIANZA, hanno inoltrato ai tecnici del FLA (Fondazione Lombardia Ambiente), direttamente coinvolti nella stesura del PTCP.
Osservazioni che non comprendiamo se siano state valutate dal pool di estensori del PTCP, se si siano perse, se siano state dimenticate o se non siano nemmeno state considerate.
Lo diciamo quale conseguenza dell’incontro con i tecnici tenutosi il  16/6/011.

Auspicavamo e crediamo tutt’ora in un PTCP che vada oltre i criteri meramente meccanicistici utilizzati nell’identificazione delle Aree Agricole Strategiche, in un’ottica che, al pari di altre tendenze europee e nord americane, guarda all’agricoltura come ad un settore dell’economia su cui puntare e sul quale investire – attraverso p.e. l’agricoltura di prossimità – e non come ad un settore marginale e in dismissione.
Abbiamo in mente un PTCP di ampio respiro per l’ambiente, un PTCP che contempli non solo le aree ove sono insediate aziende agricole ma anche:
1) Tutte le aree agricole attualmente esistenti, al di là della loro funzione produttiva, poiché, in un’ottica non statica, ma dinamica, del settore agricolo, è importante valorizzare non solo l’esistente, ma anche provare ad immaginare il futuro del comparto agricolo, immaginando queste aree all’interno di un mercato agricolo di prossimità ai grandi complessi urbani;
2) Tutte le aree libere, al di là della loro definizione, quando rappresentano tasselli importanti per la realizzazione o l'ampliamento della rete ecologica sovra locale
Più che di Aree Agricole Strategiche si deve quindi parlare e lavorare sulle AREE LIBERE STRATEGICHE

Ovviamente entrambe queste due tipologie di aree, strategiche solo per il fatto di essere ancora libere, quindi potenzialmente adattabili a progetti di recupero paesaggistico, devono possedere particolari caratteristiche che qui brevemente elenchiamo:

1)Aree agricole residuali (anche intercluse) comprensive delle aree incolte
2)Dorsale Verde Nord;
3)Rete ecologica P.T.R.;
4)R.E.R. e tutte le aree agricole ad esse contigue (secondo il concetto della continuità degli spazi aperti);
5)Parchi  locali  di  interesse  sovracomunale  -  PLIS  (anche  in via  di  costituzione  o  di ampliamento);
6) Aree agricole, forestali e zone umide dei parchi regionali non incluse nei parchi naturali;
7) Aree delle Compensazioni Ambientali di Pedemontana e loro teorica estensione
8)Aree delle Mitigazioni Ambientali di Pedemontana;
9) Parchi urbani recintati e non recintati;
10) Aree agricole e seminaturali del Parco di Monza;
11)Biotopi, ambiti forestali, zone umide e corsi d'acqua (comprese le fasce di rispetto legge Galasso) non inclusi nei PLIS e nei parchi regionali;
12)Aree agricole e/o parzialmente boscate che consentono la realizzazione di corridoi ecologici di interesse
13) Aree di cava da sottoporre a recupero ambientale;
14) Aree agricole attualmente degradate ma di cui è possibile e opportuno un recupero.

Gli ambiti agricoli strategici sinora identificati + in grigio i Parchi Regionali

L’elaborato della Provincia di MB, stando ai dati sinora conosciuti, s’è purtroppo, sinora limitato nella definizione degli AAS, ad un meccanico, e quindi statico, inserimento delle sole aree, indicate dalle amministrazioni comunali (indicazioni spesso viziate nel giudizio da futuribili oneri di urbanizzazione da effettuare proprio sulle aree libere che invece andrebbero inserite negli AAS. Ci risulta infatti che più di un comune della provincia non abbia segnalato nemmeno un’area agricola, il che si pare francamente poco probabile che questo possa corrispondere alla realtà); ove sono insediate aziende agricole interessate da contributi raccolti all’interno del SIAR; ed i PLIS, quest’ultimi nemmeno nella loro completezza territoriale poiché sono state escluse le zone al loro interno definite INCONGRUE.

Tutto questo però, dovrebbe essere solo un preliminare di una fase conoscitiva, e non diventare la base fondamentale sulla quale impostare l’individuazione di questi particolari ambiti. Fondamentale per la loro definizione puntuale, rimane infatti il rilievo territoriale fattagricole strategiche. Ad esempio, quelle con superficie inferiori ad 1 ettaro, che nella Brianza nord milanese, la quale, storicamente, possiede un frazionamento territoriale estremamente elevato, da sempre rappresentano una fetta importante del mondo agricolo brianzolo, non per questo povero dal punto di vista produttivo; oppure molte realtà agricole non contemplate all’interno del SIAR.

Un confronto con la proposta di AAS del PTCP – poi non portato a compimento – della vecchia Prov di Milano (confronto ovviamente limitato alla superficie territoriale che oggi interessa la nuova provincia di MB), evidenzia una evidente riduzione delle AAS pari al 5% (100,32 Kmq della Prov di MB contro 105,51 Kmq della vecchia Prov di Mi).

Speravamo, con la creazione della nuova provincia di Monza e Brianza, in un’ottica di sussidiarietà, che le allora previsioni fatte dalla provincia milanese, potessero, non essere confermate, ma addirittura ampliate, grazie alla minore estensione territoriale della provincia, ed ad una maggiore conoscenza puntuale del proprio territorio di riferimento.

Si continua invece in pratica ad avvallare nuove espansioni edilizie su terreni liberi quando le aree urbane sono piene di immobili di vario genere e natura VUOTI. 
E questo non siamo noi a dirlo, ma le statistiche ISTAT, che comparano impietosamente la scarsa crescita demografica della provincia con la sproporzionata, invece, disponibilità di vani vuoti potenzialmente disponibili.
Si continua quindi a CONSUMARE SUOLO per meri investimenti sul mattone (a volte anche poco chiari dal punto di vista legale, come le recenti inchieste giudiziarie hanno svelato) e per incassare i conseguenti oneri di urbanizzazione, che ben poco hanno a che fare con un governo del territorio attento a tutte queste dinamiche.

Al proposito è esemplificativo e non condivisibile lo stralcio dalle Aree Agricole Strategiche della zona ancora non edificata a Seveso, a est dell’attuale SS35 in zona via della Roggia.
Su tale area i gruppi locali di INSIEME IN RETE hanno avanzato la proposta d’inclusione nel Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce, proprio al fine di stoppare l’esasperato consumo di suolo.
L’avvallo che la Provincia di MB ha dato alle previsioni edificatorie del futuro PGT del comune di Seveso, è per noi ulteriore elemento di delusione e di critica, considerando che sull’area erano state presentate agli estensori del PTCP, schede illustrative ad hoc dai gruppi ambientalisti locali.
Emblematica è anche la vicenda legata al nuovo PGT della città di Monza che, dopo aver approvato il Piano alla fine del 2007 (attualmente vigente a tutti gli effetti di legge), con una variante generale, oggi intende edificare circa 300 ettari di aree ancora oggi agricole e libere da edificazioni, con centinaia di migliaia di metri cubi di residenziale e terziario. Il 70% di quelle previste come agricole dal PGT vigente ( 425 ha) vengono così rese edificabili!  

Tra queste aree ricordiamo quelle: della Cascinazza; del quartiere Sant’Albino e lungo il viale delle Industrie; del quartiere Casignolo e quelle del Parco del Villoresi, a San Fruttuoso. Ricordiamo che tutte queste sono collegate con PLIS e Parchi agricoli nei comuni contermini, costituendo così un sistema di corridoi naturali da considerarsi come ambiti strategici nel sistema verde dell’ hinterland monzese e milanese e quindi da inserirsi come tali nel nuovo PTCP.

Sul PTCP ci sentiamo pertanto di richiamare la vostra attenzione su questi elementi.
Sarebbe utile e auspicabile che il confronto desse vita a politiche ambientali, a partire dal PTCP, che tengano finalmente conto di queste preoccupazioni e implementino le proposte di chi da anni, lavora per la tutela dell’ambiente.
Questo sinora non è successo.
Quest’ opportunità non va sprecata. 

Cordiali saluti.
L'Osservatorio PTCP

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LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI MB
E ALL’ASSESSORE ALLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E PARCHI

SEREGNO e MACHERIO: due esempi di ULTERIORE CONSUMO di SUOLO

Egr. sigg.

Dario Allevi, Presidente della Provincia di Monza e Brianza
Antonino Brambilla, Assessore alla Pianificazione Territoriale e Parchi


Come coordinamento di gruppi ed associazioni ambientaliste stiamo seguendo con estrema attenzione iter e contenuti di quello che sarà il futuro PTCP.

Le vostre dichiarazioni pubbliche sull’intenzione di salvaguardare le ormai scarse zone verdi della provincia e di preoccupazione per il CONSUMO di SUOLO, che ha raggiunto livelli intollerabili, ci avevano fatto sperare in politiche ambientali più decise da parte della nuova Provincia.
Purtroppo, al momento, non possiamo dirci soddisfatti poiché, rispetto alle intenzioni, si sono prodotti pochi fatti concreti ed inoltre non è stata resa ancora disponibile la documentazione riguardante il PTCP, sulla quale sia possibile formulare pareri e/o proposte.

Non vorremmo che si continuassero ad avvallare nuove espansioni edilizie su terreni liberi quando le aree urbane sono piene di immobili di vario genere e natura VUOTI. E questo non siamo noi a dirlo, ma le statistiche ISTAT, che comparano impietosamente la scarsa crescita demografica della provincia con la sproporzionata, invece, disponibilità di vani vuoti potenzialmente utilizzabili.
Si continua quindi a CONSUMARE SUOLO per meri investimenti sul mattone (a volte anche poco chiari dal punto di vista legale, come le recenti inchieste giudiziarie hanno svelato) e per incassare i conseguenti oneri di urbanizzazione, che ben poco hanno a che fare con un governo del territorio attento a tutte queste dinamiche.

Sarebbe utile e auspicabile che il confronto desse vita a politiche ambientali, a partire dal PTCP, che tengano conto di queste preoccupazioni e implementino le proposte di chi, da anni, lavora per la tutela dell’ambiente. Questo sinora non è successo. Quest’opportunità non va sprecata.

Siamo convinti comunque che non si deve abbassare la guardia neanche sui piccoli interventi di erosione del verde, neanche su quelli che qualche amministratore definisce “microinterventi correttivi in frangia o in ambiti già compromessi” all’interno di un PLIS, perché anche i piccoli interventi, sommati fra di loro, vanno a diminuire la troppo scarsa quantità di suolo inedificato rimasto. Pensiamo anzi che, laddove è possibile, questa quantità debba essere aumentata, imponendo ad esempio una congrua quota di verde nel recupero delle aree dismesse.

Tutto ciò premesso, vogliamo segnalarvi quanto è successo nei comuni di Seregno e Macherio e che temiamo avvenga analogamente, e magari più massicciamente, in altri comuni attraversati da Pedemontana.

Seregno è toccata solo marginalmente da questa infrastruttura, tuttavia tre famiglie sono state espropriate delle loro case e l’Amministrazione Comunale con una recente delibera ha concesso loro il permesso di edificazione in terreni all’interno del PLIS Brianza Centrale.

Parallelamente a Macherio, nonostante alcune proposte alternative presentate preventivamente sia a Pedemontana che all'Amministrazione Comunale da parte delle associazioni locali aderenti al nostro coordinamento, nella seduta dello scorso 20 aprile, il Consiglio Comunale all'unanimità ha  concesso l'edificazione di sei abitazioni, di altrettante famiglie espropriate, nel cuore di un'area agricola e forestale (per buona parte inserita negli Ambiti Agricoli Strategici indicati dalla vostra amministrazione) che, fatto salvo quelle incluse nel perimetro del Parco della Valle del Lambro, risulta essere l'ultima rimasta inedificata sul territorio comunale. Un'area già, da alcuni anni, proposta come parco sovracomunale (Plis Alma Solis / ampliamento Plis Brianza Centrale), nonché ampiamente interessata sia dalle opere di compensazione ambientale di Pedemontana, sia dal passaggio di un corridoio primario della Rete Ecologica Regionale ed, infine, considerata la sua prossimità al tracciato autostradale, ci auguriamo inclusa negli ambiti di tutela del futuro Piano Territoriale Regionale d'Area.

Pur essendo solidali con queste famiglie e comprendendo le loro esigenze, pensiamo che queste soluzioni non siano corrette, in quanto privano la collettività di un bene molto prezioso, appunto perché ormai molto scarso, cioè il verde.

Pensiamo che nei territori comunali si potessero reperire terreni già edificabili secondo le norme vigenti o addirittura – meglio ancora – abitazioni in vendita già costruite, visto che dalle statistiche sappiamo che le abitazioni esistenti nei nostri comuni superano di gran lunga il fabbisogno della popolazione e per buona parte non sono utilizzate.

Riteniamo che il permesso a costruire in deroga alle norme vigenti concesso agli espropriati da Pedemontana sia un mezzo – a scapito della collettività – per ridurre il malcontento della popolazione per quest’opera e, probabilmente, per abbassare il livello degli indennizzi.
Riteniamo inaccettabili questi ulteriori costi ambientali che vanno a gravare su un territorio compromesso da decenni di edificazione selvaggia e che verrà devastato da un’opera di così grande impatto come la nuova autostrada.

E’ inutile che società Pedemontana si faccia un vanto delle “compensazioni ambientali” (che ancora non sappiamo con certezza quanto avranno veramente di “ambientale” e se e come verranno fatte), quando poi si erode ancora il verde per questi “effetti collaterali” che sono gli espropri.

Per questo chiediamo all’Amministrazione Provinciale di opporsi alle delibere del Comune di Seregno e del Comune di Macherio al fine di salvaguardare il PLIS “Brianza Centrale” e le aree
agricole e forestali di Macherio  da una nuova cementificazione, e questo anche in coerenza con le vostre recenti deliberazioni sul tema del consumo di suolo e della salvaguardia dei PLIS, deliberazioni che non solo approviamo ma che sosteniamo attivamente.

Qualora non fosse possibile annullare le delibere in questione, chiediamo che vengano reperite a Seregno nuove aree libere, di estensione almeno doppia, da inserire nel PLIS “Brianza Centrale” a compensazione di quelle destinate all’edificazione e, nello specifico di Macherio, che venga attuata definitivamente la salvaguardia delle aree agricole e forestali ad ovest di Via Bosco del Ratto e a nord dell'asse stradale costituito dalle vie Sant'Ambrogio, Cardinal Ferrari e da Viale Regina Margherita.

Cordiali saluti.
Paolo Conte
Portavoce di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE
Desio, 01/07/2011

Adesioni:
Osservatorio PTCP di Monza e Brianza
Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale
WWF Sezione Regionale Lombardia
Legambiente Lombardia
WWF Comitato Groane
Associazione Torrette Bini Dosso Boscone - Macherio
Circolo Legambiente e di Seregno
Circolo Legambiente "R. Giussani "di Desio
Circolo Legambiente "Alexander Langer " di Monza
Circolo Legambiente "Laura Conti" di Seveso
Associazione per i Parchi del Vimercatese
Sinistra ed Ambiente - Meda
Lista per Biassono
Associazione perla mobilità sostenibile " eQUIbici " - Lissone
Amici della Natura - Triuggio

martedì 14 giugno 2011

REFERENDUM: la VITTORIA della PARTECIPAZIONE

CE l'ABBIAMO FATTA: REFERENDUM una grande VITTORIA 
per la DEMOCRAZIA e i CITTADINI


L'obiettivo QUORUM sui REFERENDUM è stato raggiunto.
L'impegno profuso da migliaia di cittadini per INFORMARE sui 4 quesiti referendari ha fatto la differenza e ha sconfitto il tentativo del Governo di oscurarne i contenuti.
La gente ha detto a chiare lettere che vuole mantenere la GESTIONE PUBBLICA dell'ACQUA, ha seppellito IL NUCLEARE, una tecnologia PERICOLOSA per l'uomo e l'ambiente e ha affermato che TUTTI sono uguali dinanzi alla Legge, che non esistono "legittimi" impedimenti costruiti ad arte per evitare i processi al solo Berlusconi.
Dopo le Amministrative, un altro tassello per RIDARE voce alla DEMOCRAZIA.
Un tassello importante che mette uno stop alle privatizzazioni selvagge e all'arroganza di chi vuol decidere DA SOLO le politiche energetiche del Paese.
La gente comincia a comprendere la necessità e l'importanza di saper usare la propria testa, ridando spazio all'ascolto critico, alla corretta valutazione delle argomentazioni, alla lecita resistenza rispetto all'imbonimento televisivo e d'informazione a senso unico propinataci costantemente dai media servi dell'imperatore Silvio.

Un altro momento di GIOIA e SODDISFAZIONE !
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Brianza: quorum e una valanga di sì

Il quorum sui quattro quesiti referendari - acqua, nucleare e legittimo impedimento - è stato raggiunto. L'affluenza in Brianza si pone attorno al 55 per cento, mentre dai primi dati scrutinati i SI' si attestano tra il 91% e il 95%.

PROVINCIA DI MONZA E DELLA BRIANZA   54,78%

  1. AGRATE BRIANZA 59,99
  2. AICURZIO 61,83
  3. ALBIATE 57,14
  4. ARCORE 55,23
  5. BARLASSINA 50,66
  6. BELLUSCO 59,31
  7. BERNAREGGIO 56,89
  8. BESANA IN BRIANZA 56,91
  9. BIASSONO 51,18
  10. BOVISIO MASCIAGO 54,42
  11. BRIOSCO 54,72
  12. BRUGHERIO 56,67
  13. BURAGO DI MOLGORA 60,86
  14. BUSNAGO 55,66
  15. CAMPARADA 57,22
  16. CAPONAGO 58,47
  17. CARATE BRIANZA 51,42
  18. CARNATE 61,32
  19. CAVENAGO DI BRIANZA 61,94
  20. CERIANO LAGHETTO 59,98
  21. CESANO MADERNO 52,96
  22. COGLIATE 54,13
  23. CONCOREZZO 56,19
  24. CORNATE D'ADDA 57,53
  25. CORREZZANA 51,13
  26. DESIO 54,03
  27. GIUSSANO 49,31
  28. LAZZATE 53,13
  29. LENTATE SUL SEVESO 53,88
  30. LESMO 51,94
  31. LIMBIATE 55,21
  32. LISSONE 52,47
  33. MACHERIO 51,44
  34. MEDA 50,30
  35. MEZZAGO 63,65
  36. MISINTO 55,09
  37. MONZA 54,35
  38. MUGGIO' 58,63
  39. NOVA MILANESE 57,97
  40. ORNAGO 61,37
  41. RENATE 57,26
  42. RONCELLO 57,73
  43. RONCO BRIANTINO 61,38
  44. SEREGNO 48,65
  45. SEVESO 53,23
  46. SOVICO 55,26
  47. SULBIATE 62,93
  48. TRIUGGIO 55,63
  49. USMATE VELATE 60,17
  50. VAREDO 57,15
  51. VEDANO AL LAMBRO 51,38
  52. VEDUGGIO CON COLZANO 56,63
  53. VERANO BRIANZA 54,92
  54. VILLASANTA 55,00
  55. VIMERCATE 59,35
Anche a MEDA, raggiunto il QUORUM




venerdì 10 giugno 2011

Mafia al nord, la verità (tratto da l'Espresso)



Vi proponiamo un coraggioso articolo de L'ESPRESSO 
sulla  Mafia, il malaffare e le collusioni con il mondo politico brianzolo 
(a dispetto di quelli che ....)

 

Mafia al nord, la verità
di Fabrizio Gatti
Nella ricca Brianza, tra Desio, Lissone e Seregno, regnano Tony Pio e il clan Moscato: boss della 'ndrangheta che condizionano la politica, pagano tangenti, ottengono appalti, impongono il pizzo. 
E regolano i conti con il fuoco
(08 giugno 2011)

Povero geometra Perri. Nei bar del paese continuano a parlare di lui e non concedono riposo alla sua reputazione. Va bene per le sue macchine bruciate a Desio davanti a casa. Passi per l'attentato al suo ufficio che quasi vent'anni fa mandò a fuoco villa Tittoni Traversi, il gioiello rimaneggiato nel 1776 dall'architetto Giuseppe Piermarini. Ma l'ultima che gli hanno combinato è da pivelli del crimine. Fare il nome dell'assessore alle Società partecipate della nuovissima Provincia di Monza e Brianza, cioè il suo, tanto da costringerlo alle dimissioni, è una leggerezza da rubagalline.

Rosario Perri, 69 anni, pensionato, incensurato e benestante, deve comunque ringraziare quelle chiacchiere intercettate due anni fa dai carabinieri. Se Candeloro Pio, 47 anni, non ci avesse messo una parola, chissà cosa sarebbe successo al geometra promosso assessore.

A Seregno, il paesone subito dopo Desio lungo la strada che porta a nord, Candeloro Pio ha mascherato il suo nome spiccatamente calabrese. Si fa chiamare Tonino o Tony. Se lo ricordano bene, prima dell'arresto la scorsa estate, di fronte a quello che era il suo Tricky bar, in piazza Liberazione 20, un brutto quartiere alle spalle dell'abbazia dei frati olivetani. Lui fisico asciutto, fronte stempiata, nato a Melito Porto Salvo, Reggio Calabria, e sua moglie, Anna Saladino, nata a Seregno, 42 anni e tanta mondanità. Come quella sera di fine luglio 2009, quando per selezionare le tre candidate brianzole a Miss Italia la moglie di Tony Pio riunisce su un palco davanti al Tricky bar, come scrivono le cronache locali, l'assessore all'Ambiente del Comune, i vertici del Seregno calcio che sta tornando in serie D e sponsor famosi da prima serata tv.

Una vita alla Tony Soprano, il protagonista del celebre serial americano. Solo che non c'è finzione nei territori controllati dai Sopranos della Brianza. Il sangue è vero sangue. La 'ndrangheta è 'ndrangheta. Il cemento è cemento. Arrivare fin qui, attraversare Desio e Seregno vent'anni dopo, è come assaggiare il sapore della sconfitta. Niente a che vedere con l'eleganza antica del centro di Monza, la maestosità della Villa Reale, il parco, il Gran premio di Formula 1.

Il retrobottega del capoluogo della nuova Provincia ti accoglie subito oltre i cantieri per l'interramento della superstrada Milano-Lecco. Appaiono Muggiò, Lissone, Desio, Seregno, Giussano. Una volta erano paesi. Adesso sono incollati come un'unica, orribile periferia. Quindici chilometri senza uno straccio di verde.

La Brianza monzese non esiste più.

E' diventata una distesa di capannoni nuovi e condomini fotocopia di finto lusso. Zone industriali e isole residenziali. Le giunte comunali e la Regione Lombardia hanno lasciato costruireovunque. Centri commerciali e megaparcheggi. Carcasse di cemento prefabbricato da cui pendono striscioni con la scritta "Vendesi". Appartamenti che non trovano compratori. Persiane perennemente chiuse. Si stanno mangiando gli ultimi campi. Gli ultimi filari di bosco. E dove si continua a seminare frumento e orzo, gli agricoltori devono recintare i terreni. Altrimenti la notte entrano i camion e le ruspe per sotterrare i rifiuti industriali. Sono imprese legate alla 'ndrangheta brianzola. Smaltiscono così l'immondizia dell'economia ufficiale. A volte nemmeno la recinzione basta a fermarle. La più grande discarica finora scoperta è ancora lì, sotto sequestro tra Desio e Lissone. Una voragine accanto alla superstrada che d'inverno porta i milanesi a sciare.

Arcore e le feste del lunedì sera nella villa del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sono ad appena un quarto d'ora di macchina, al di là della valle del Lambro. Quella mattina di due anni fa in cui salva il geometra Perri, Tony Pio è sulla sua Smart con Natale Marrone, 43 anni, allora vicecoordinatore del Pdl a Desio. «Qua a Desio a quella minchia di Perri la possiamo fare qualche azione o no?», chiede Marrone: «Ha 67 anni, non è che gli devo far del male, però lo devo bloccare, fare dei lavoretti». Tony Pio si fa raccontare i dettagli. «A Desio poi nel 2010 mi serviranno i voti», dice Natale Marrone, «ma adesso invece... io gli ho detto delle cose e lui se ne sbatte. Allora adesso, siccome tu mi stai provando per vedere quanto io sono forte, adesso voglio fargli un'azione. Fargli prendere un po' di paura». Tony Pio ascolta. Alla fine spiega che con Perri non si può fare: «E' appoggiato, Natale, fidati». «Allora tu mi dici che conosci quelli che lo appoggiano ed è gente...». «Di fiducia», conclude il discorso Tony Pio.
Perri e Marrone fanno parte dello stesso partito. Scaramucce tra berluscones. Ma Perri è un pezzo che conta nel Pdl brianzolo. Lui alle prime elezioni per la Provincia di Monza nel 2009 non si candida nemmeno. Il suo nome è scontato. Il presidente Dario Allevi lo prende in giunta a scatola chiusa. Marrone, con la sua richiesta a Tony Pio, è uno dei pochi in Brianza a non conoscere il peso politico del geometra Perri. Una vita passata nel Comune di Desio. Capo dell'ufficio tecnico. Poi presidente del Parco delle Groane. Poi assessoreprovinciale. Una carriera già famosa in zona tra gli anni Ottanta e Novanta.
La casa di Giuseppe Moscato
La casa di Giuseppe Moscato

In contemporanea con quella di Natale Moscato, 67 anni, allora assessore socialista all'Edilizia e all'Urbanistica di Desio. Il fratello di Natale, Giuseppe Moscato, 69 anni, anche lui nato a Melito Porto Salvo, secondo la Procura di Milano che l'estate scorsa l'ha fatto arrestare con i 160 dell'operazione Infinito, sarebbe il capo della potente "locale" della 'ndrangheta. Un altro fratello, Saverio, è morto qualche mese fa a 60 anni. Natale Moscato finisce invece sui giornali nel 1990. Quando si scopre che ospita in casa suo zio. Niente di male. Se non fosse che lo zio, Natale Iamonte, è uno dei mammasantissima della 'ndrangheta nel mondo. E' venuto a Desio dal nipote a scontare il soggiorno obbligato. Natale Moscato, sempre considerato estraneo all'attività dello zio, non dà le dimissioni dal consiglio comunale. Si giustifica con questa breve lettera al Psi: «Se colpa esiste», scrive, «è quella di una famiglia che per innato senso di ospitalità non ha saputo negarsi di fronte al bisogno di aiuto di un parente in difficoltà».

Insieme, i fratelli Moscato, compreso l'imprenditore accusato di essere il capo 'ndrangheta, sono proprietari di una costellazione di almeno 15 società tra la Brianza e Milano: imprese di costruzione, vendita di materiale per l'edilizia, gestione di bar, agenzie immobiliari. Nelle intercettazioni ambientali dell'operazione Infinito, Saverio Moscato parla anche di un Perri: «Prende pure i soldi, Perri. Con cinquemila euro, tutti con la zucca così». E racconta di un altro politico che da Desio ha fatto molta strada: «Ci sono soldi anche per Ponzoni e pago», si confida Moscato con Giuseppe Sgrò, 33 anni, secondo le indagini il porta ordini di Tony Pio: «Quanto vuole, il 10 per cento, to'... I politicanti vedi che sono scemi, si accontentano di diecimila di telefono... Io per Ponzoni l'ultima volta che è andato su ho speso diecimila euro di matite... Omaggio per quando si vota Ponzoni... Ponzoni è con Formigoni culo e camicia. Formigoni muove centinaia di milioni di euro. Vorrei partecipare all'Expo...».

L'attentato a villa Tittoni Traversi nel 1993 archivia per sempre il Psi locale. Mentre il giovanissimo Massimo Ponzoni, 21 anni allora, «nel novembre 1993 è il fondatore del Club di Forza Italia a Desio », come spiega un'altra ordinanza del Tribunale di Milano che descrive l'alleanza tra alcuni imprenditori brianzoli e la 'ndrangheta. In pochi anni Ponzoni va a sedersi alla destra del padre, inteso come il padre politico della Regione Lombardia, il presidente Pdl Roberto Formigoni.

Ora è «consigliere segretario alla presidenza del consiglio regionale», dopo una stagione come assessore alla Polizia locale, assessore alla Qualità dell'ambiente e delegato regionale per la costituzione della Provincia di Monza e Brianza. Va detto che sia Perri sia Ponzoni hanno sempre smentito contatti e intrallazzi con i Sopranos della Brianza. Negli atti di inchiesta sulla 'ndrangheta vengono infatti soltanto nominati da boss e imprenditori che, secondo i due, parlerebbero a vanvera. A metà dicembre 2009 il geometra Rosario Perri è da poco assessore della nuova Provincia. Lo ricordano in molti alla festa natalizia del Pdl brianzolo. Ci sono Ponzoni, Formigoni, 140 invitati e il ministro Mariastella Gelmini, ospite d'onore. Di quella festa un giornale locale, "L'esagono", pubblica un collage di foto. 
Una ritrae Perri con il sindaco leghista di Seregno. 
Abbracciati e sorridenti. Dice la didascalia: «Giacinto Tatone Mariani e il geometra più famoso in Brianza»
Come dire: Lega e Pdl qui sono la stessa cosa. La loro forza è il voto cattolico. Tony Pio, il barista che ha salvato il geometra Perri, non è invece uno che si ispira alla preghiera del Padre nostro. Lui insomma i debiti non li rimette per niente. E nemmeno i crediti. Secondo le indagini, è il "capo società" della 'ndrangheta, cioè il vicario di zona del "capo locale" Giuseppe Moscato. Un giorno gli telefona il proprietario di una ditta di autotrasporti di Meda, Claudio Meroni, 45 anni. «Io adesso vengo giù a prendere i soldi». «Quali soldi?», chiede Tony Pio. «Come quali soldi? Gli assegni». «Adesso ti porto il camion», promette Tony Pio. Claudio Meroni insiste: «Ti porto il camion... Tu fino adesso l'hai usato, quei soldi lì me li devi dare». E Tony Pio risponde da copione: «Ascolta, vedi di non fare il buffone con me che ti spacco le corna... Parla per bene, con me parla signorsì... Se voglio io, vieni giù tu, hai capito?».

Meroni gli propone un incontro al bar di Seregno. Tony Pio gli dice di andare in un parcheggio di camion a Cesano Maderno. E' una trappola. Meroni non si presenta. Tony Pio è furibondo: «Parola d'onore che lo attacco dietro la macchina», dice a un affiliato. Due giorni dopo l'imprenditore chiama il capo società di Seregno. Gli chiede scusa. Vuole sapere se sarà ammazzato: «Mi fai andare a casa o no?». «Tu vai a casa, ci mancherebbe... Ma pensavi di farmi paura, Claudio?». Tony Pio lo manda a prendere e se lo fa consegnare al deposito dei camion. Più tardi parla con la moglie Anna. Viene ascoltato mentre racconta che è al piazzale e si è fratturato un dito «con quel cornuto lì».

L'imprenditore è stato massacrato di botte. «Eh, non riesce più a parlare», aggiunge Franco, un complice di Pio, «come al solito abbiamo dimostrato che siamo persone a posto». Sono le tre e venti del pomeriggio, mercoledì 7 ottobre 2009. Il giorno dopo, il sito Internet del Comune di Seregno annuncia i risultati di una promozione organizzata dall'assessore Pdl Nicola Viganò con l'associazione Amici del Tricolore: «Giovani e alcol: un tour control'abuso». Spiega Viganò: «Con questa campagna siamo entrati fisicamente nei locali, grazie alla collaborazione dei gestori».

E chi c'è tra i collaboratori del Comune? Il Tricky bar. 
Sicuramente l'assessore non sa che proprio in quelle ore il socio di Anna Saladino, nonché suo marito e capo società del crimine, sta mostrando in giro chi comanda a Norddi Monza. Seregno non era così. Qui oggi la 'ndrangheta può contare addirittura su due organizzazioni: la "locale" di Tony Pio, legata al clan Moscato- Iamonte di Desio e un'altra "locale" costituita a Seregno. Quando nel 2008 viene deciso l'omicidio di Nunzio Novella, il boss numero uno in Lombardia che vuole la secessione della 'ndrangheta, i mammasantissima della Calabria incaricano come killer proprio il capo di Seregno: Antonino Belnome, 38 anni, nato a Giussano da genitori calabresi.

Vent'anni fa, mentre Natale Iamonte si trasferisce a Desio a casa del nipote assessore, Seregno è ancora un paesone ingenuo, bigotto e ricco. Pieno di commercianti e artigiani. E terreni ancora liberi. Un giochetto semplice: trasformare la terra agricola in edificabile e guadagnarci sulla differenza al metro quadro. L'edilizia è sempre il motore. Sulla divisione dei cantieri si sono anche ammazzati in Brianza. Gli ultimi due imprenditori li hanno uccisi a mitragliate, a Vimercate nel 1990: Assunto Miriadi, 36 anni, e il suo socio, cugino e guardaspalle, Giovanni Tripodi, 30. Pure loro di Melito Porto Salvo. Spararono anche a Seregno. Contro tre costruttori, tre fratelli, una sera in centro. Loro risposero al fuoco e si salvarono.

Poi il silenzio. La 'ndrangheta ci guadagna comunque. Le basta imporre i propri camion, il calcestruzzo, i fornitori, le cave. Un possibile affare per i boss è proprio la cittadina di Tony Pio. 
Il Comune di Seregno sta discutendo il nuovo Piano di governo del territorio. Secondo le anticipazioni, si prevede di portare il numero degli abitanti da 43 a 60 mila. Si sa già che una parte degli ultimi terreni agricoli diventerà edificabile. Il giro d'affari l'ha calcolato un blog locale: sono almeno 5 mila appartamenti che, anche svendendoli a 200 mila euro l'uno, soltanto a Seregno fanno un un bel miliardo di torta da affettare. Nel frattempo volano accuse, denunce, esposti. E da inizio maggio all'ufficio tecnico quasi ogni settimana si fa vedere la Guardia di finanza. I militari hanno sequestrato delibere e documenti. Dopo l'operazione Infinito, le indagini continuano. Resta da svelare la rete finanziaria.

Si pensa che la 'ndrangheta alimenti le operazioni immobiliari con soldi sporchi, studi di progettazione, imprese. In tutta la Brianza girano spesso gli stessi nomi. Sotto questa pressione, i piccoli costruttori sono spacciati. La Procura ha finora scoperto a Seregno e dintorni tre arsenali di cui uno affidato al figlio di un panettiere, due casi di lupara bianca, 130 incendi e 70 avvertimenti messi a segno con esplosivi e armi. Come i piccoli attentati che ancora continuano, nei cantieri sull'autostrada Milano-Como.

Eppure la sicurezza è da anni in cima ai discorsi dei sindaci della Brianza. 
Ma se si va a leggere, le loro sono ordinanze ridicole. 
Contro gli stranieri. Contro il kebab. Contro il burka. 
Contro minareti inesistenti.

Certo, la 'ndrangheta è sfacciata. Poche ore dopo l'arresto di Tony Pio, a Seregno si riunisce la giunta comunale.
E all'ordine del giorno si ritrova una proposta: «Concessione del patrocinio con l'utilizzo del logo e altri interventi alla società Tricky bar sas per l'iniziativa Calabrisella mia». 
Oggi Tony e sua moglie Anna non sono più i titolari. Hanno ceduto la società, anche se con riserva di proprietà. Significa che possono riprendersi il bar quando vogliono. Il geometra Perri vive da pensionato a Desio. E si fa vedere poco in giro, al volante del suo Suv. Claudio Meroni lo hanno costretto al fallimento.

Dopo dieci anni di Lega nei Comuni, i brianzoli hanno invece scoperto l'infelice classifica delle aeree a più alta densità di cemento. Sono secondi in Italia: 2.057 abitanti per chilometro quadrato. Peggio di così c'è solo la provincia di Napoli.

giovedì 2 giugno 2011

Anche a Meda un Comitato Referendario Cittadino

Meda 01/06/011
A MEDA costituito
IL COMITATO PROMOTORE PER Il SI ai REFERENDUM


S’è costituito a Meda il Comitato Promotore in appoggio ai REFERENDUM del 12 e 13 giugno 2011.
Ne fanno parte un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze differenti in ambito di impegno sociale e politico,  oppure alla prima esperienza di impegno civile, comunque tutti semplici cittadini che condividono l’obiettivo di promuovere il SI ai quesiti referendari.
Il nostro è un Comitato che ha innanzi tutto  deciso di fare campagna per INFORMARE la cittadinanza medese sull’UTILITA’ di ANDARE A VOTARE per i REFERENDUM, denunciando allo stesso tempo il SILENZIO VOLUTO da parte degli organi d’informazione e di governo su questa importante scadenza.

Il REFERENDUM, infatti, è un momento fondamentale per la vita democratica di un Paese, un’occasione in cui il cittadino esercita il suo DIRITTO D’OPINIONE e DI SCELTA su normative e leggi emanate dall’esecutivo su materie di fondamentale importanza per il futuro del paese.
Il Comitato intende promuovere IL DIRITTO D’ESPRIMERSI di tutti i cittadini, perchè crede fermamente che LA PARTECIPAZIONE è il sale della DEMOCRAZIA.
Sui quesiti referendari il Comitato promuove 4 SI.
SI ai quesiti numero 1 e numero 2 sull’ACQUA PUBBLICA.
SI perché l’ACQUA è una RISORSA COLLETTIVA E INDISPENSABILE PER LA VITA UMANA e non può essere gestita PRIVATAMENTE da aziende che avranno al centro della loro strategia il solo profitto.
SI perché laddove i privati già gestiscono il servizio d’erogazione, i costi per il cittadino SONO RADDOPPIATI, proprio per la logica del mero profitto. SI perché un BENE COLLETTIVO deve essere gestito dalla collettività.
SI al quesito numero 3 sul NUCLEARE
Sul quesito numero 3 relativo al NUCLEARE, non abbiamo dubbi a dire che è IMPROPONIBILE pensare che l’ENERGIA NUCLEARE  possa costituire una risposta SICURA ai problemi energetici.
Prima di tutto perché E’ ESTREMAMENTE INSICURA  con rischi di incidenti elevati e disastrosi con contaminazioni durature dell’ambiente (vedi Chernobyl e Fukushima), produce SCORIE che emettono RADIOATTIVITA’ per migliaia di anni.
Scorie che possono solo essere trattate e stoccate in deposito con ulteriori rilasci radioattivi. Ha costi elevati perché nel costo del chilowattora vanno compresi i costi di smaltimento scorie e di smantellamento delle centrali a fine ciclo. Un SI convinto per stoppare la scelta nucleare.
SI al quesito numero 4 sul LEGITTIMO IMPEDIMENTO
SI anche al 4° quesito sul LEGITTIMO IMPEDIMENTO perché consideriamo che TUTTI i cittadini sono uguali dinanzi alla legge. Siamo pertanto per l’abrogazione di leggi che concedono privilegi a chi si nasconde dietro funzioni istituzionali per evitare di presentarsi dinanzi ai tribunali ove esistono inchieste a suo carico.
Per promuovere i SI ai 4 REFERENDUM, sono calendarizzati e si stanno già tenendo banchetti informativi e volantinaggi cittadini.
Il Comitato Referendario cittadino per il SI ai 4 REFERENDUM
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Sotto: immagini del banchetto informativo al mercato
di Meda Sud il 2/06/011



martedì 31 maggio 2011

Liberiamo l'Italia dal berlusconismo e dal razzismo !

« Una mattina mi son svegliato, o bella, ciao! 
bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato e ho trovato l'invasor.

O partigiano, portami via, o bella, ciao! bella, ciao! 

bella, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via, ché mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano, o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano tu mi devi seppellir.

Mi seppellirai lassù in montagna, o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Mi seppellirai lassù in montagna all'ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno o bella, ciao! 

bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E le genti che passeranno Ti diranno «Che bel fior!»

È questo il fiore del partigiano, o bella, ciao! 

bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
È questo il fiore del partigiano morto per la libertà! »

Giuliano Pisapia Sindaco di Milano
Luigi De Magistris Sindaco di Napoli
Massimo Zedda Sindaco di Cagliari
FINALMENTE !!!!

Da Milano, Napoli, Trieste, Cagliari, Pordenone, Novara, Crotone, Grosseto, Mantova, Pavia, e vicino a noi, Arcore, Desio, Limbiate, Rho, Gallarate notizie di un vento di cambiamento che da gioia e soddisfaziome.

Rosalba Colombo Sindaco di Arcore
Roberto Corti Sindaco di Desio

Pietro Romano Sindaco di Rho
Quando la SINISTRA e i PROGRESSISTI sono UNITI e i candidati sono ONESTI, VICINI ALLA GENTE e PARLANO CHIARO, si può battere anche il piduista pluriinquisito e la sua corte dei miracoli di razzisti e affaristi in salsa locale

Su questa strada bisogna continuare per LIBERARE IL PAESE dal berlusconismo e dal razzismo leghista.



CRONACA DA CANTU' PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA




Meda 30/05/11

Pensiamo di poter dire a nome di tutti ... grande soddisfazione per le due giornate di festa , di discussione e di ... fatica del 28 e 29 maggio a Cantù (CO), PER il PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA.

Documentazione, cartine e CD sul Parco distribuiti in abbondanza,  iniziative varie (mostra, lancio di paracaduti per bambini, biciclettata, passeggiate e aquilonata) con un ottima partecipazione di persone che hanno condiviso con noi la proposta di Parco Regionale della Brughiera e la necessità che l’argomento di TUTELA delle aree boschive e verdi della Brianza torni nelle priorità delle future amministrazioni comunali. 

Cantù meritava di ritornare al centro del Parco.

A Cantù centrale è stato il forte spirito unitario con le diverse realtà locali che hanno a cuore il futuro di aree di altissimo pregio ambientale come quelle che abbiamo visto nella passeggiata organizzata Domenica da Legambiente.

Purtroppo, da parte dell'amministrazione comunale registriamo un boicottaggio pressoché totale nei nostri confronti, a partire dai divieti di utilizzo di spazi Pubblici come villa Calvi e piazza Garibaldi, fino alla totale assenza di loro rappresentanti sia al nostro gazebo sia alle passeggiate, eludendo quindi anche un minimo confronto su queste tematiche. 

Dopo queste due intense giornate canturine, sicuramente deve proseguire il lavoro nelle istituzioni locali (Consiglio Comunale, Commissioni ecc.) da parte delle realtà politiche locali che hanno aderito e condiviso l'obiettivo del Parco Regionale della Brughiera.

Altro appuntamento (ancora tutto da costruire) potrebbe essere un convegno istituzionale da tenersi sempre in loco in autunno dove poter riproporre la questione chiamando in causa questa volta direttamente gli amministratori locali, provinciali e regionali.

Di strada da fare c'è né ancora e pure in salita, ma è l'unica che possiamo percorrere.
Non esistono scorciatoie più semplici per raggiungere l'obiettivo che ci siamo dati.

Nelle pagine seguenti le foto dei gazebo informativi a Cantù il 28/05/11 e quelle della passeggiata nei boschi con aquilonata del 29/05/11.

In coda l’articolo de “La Provincia” sull’evento.

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Gazebi e biciclettata PER IL PARCO REGIONALE 
a CANTU’ il 28/05/011















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Camminata e aquilonata nei boschi di Cantù 
PER IL PARCO REGIONALE il 29/05/011




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 L'articolo de "La Provincia" sull'iniziativa a Cantù