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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

venerdì 20 maggio 2011

INIZIATIVA a CANTU' per rilanciare la proposta di PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA

Il Comitato per il PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA , di cui SINISTRA e AMBIENTE è parte, ha organizzato un'iniziativa a CANTÙ' (Como) nei giorni 28/05/011 e 29/05/011 con la sezione del PD canturino e la Lista Civica Lavori in Corso.
Perché a Cantù? Perché la città di Cantù si trova al centro del Parco stesso e perché a Cantù, la MIOPIA POLITICA della maggioranza PdL + Lega si oppone strenuamente alla proposta. Lo fa, evidentemente, per difendere "INTERESSI PARTICOLARI" sulle aree in oggetto.
Ricordiamo a tutti che i bellissimi prati e boschi di S. Naga erano al centro di un devastante progetto di campi da golf con annesso resort con alloggi. 
La Giunta si nasconde poi dietro la foglia di fico del PLIS sulle aree verdi. Peccato si tratti anche qui di un PLIS in taglio "consumo del territorio" giacché sono previste addirittura le asfaltature di strade sterrate di campagna.
La battaglia per il PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA CONTINUA.



Il percorso e il punto d’arrivo della biciclettata cittadina del 28/5/11 
FAVORE del PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA a Cantù (CO)
Il percorso pedestre nei boschi del canturino del 29/05/11
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Meda 19/05/011

  
COMUNICATO STAMPA
Iniziativa a Cantù nei giorni 28 e 29 maggio 2011

  CANTU’ PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA 

Alcuni mesi fa come Comitato per il Parco Regionale della Brughiera abbiamo iniziato un percorso di collaborazione con gruppi politici e associazioni ambientaliste locali di Cantù che come noi hanno a cuore il progetto del Parco Regionale.

Da subito ci si è trovati concordi nel ritenere fondamentali ed indispensabili per la vita e l’esistenza di un Parco, i territori ancora a verde che circondano come una “corona naturale” il nucleo edificato di questa città. Stiamo parlando di boschi e prati di alto pregio ambientale che interessano 24 Comuni delle province di Monza e Brianza e di Como inseriti negli anni novanta da Regione Lombardia, in un Parco Regionale da istituire in accordo con tutti questi Comuni e le loro Provincie. Nella proposta istitutiva del Parco, Cantù è il Comune con la maggior quota complessiva di territorio inserita nel parco: il 15%della superficie totale della Brughiera pari a circa 1.100 Ha. (Dati tratti dalla proposta di legge regionale).

Ad oggi, per precisa scelta dell’attuale Amministrazione Comunale, Cantù non ha più riconfermato la propria adesione (per altro ancora presente negli Atti Pubblici) alla proposta del Parco Regionale preferendo una scelta discutibile di gestione esclusivamente locale  proponendo un progetto ambiguo e chiamandolo furbescamente “Parco delle Cascine”. Progetto dove all’interno ci possa stare di tutto: confini modificabili in qualsiasi momento a seconda delle “necessità di qualcuno”, sfruttamento immobiliare di realtà storiche (Cascina Santa Naga ecc.), strade che si insinuano nei boschi, progetti di strutture incompatibili con un parco naturale tipo campi da golf, ecc..

Il Parco della Brughiera è caratterizzato da boschi, brughiere ma anche prati, campi coltivati, laghetti e piccole zone umide, riserve naturali indispensabili per salvaguardare un complesso e prezioso ecosistema per i 24 Comuni inseriti nei suoi confini:

Meda, Lentate sul Seveso, Cabiate, Mariano Comense, Novedrate, Carimate, Figino Serenza, Cantù, Carugo, Cermenate, Grandate, Vertemate con Minoprio, Cucciago, Fino Mornasco, Casnate con Bernate, Senna Comasco, Orsenigo, Brenna, Montorfano, Lipomo, Capiago Intimiano, Tavernerio, Alzate Brianza e Como.

Natura ma anche storia: in un suggestivo contesto forestale, l’Abbazia di Vertemate o l’antica chiesetta romanica di S. Adriano ad Olgelasca, sono alcuni degli esempi del patrimonio storico-architettonico che può essere oggetto di attenzione per un percorso culturale che parte dagli stessi nuclei abitati, come dalla cittadina di Cantù con il complesso monumentale di Galliano, posta al centro dell’anello verde del Parco.

Elementi di pregio ambientale, naturalistico, paesaggistico e storico, che ancora sopravvivono, consentono, mediante uno strumento di tutela Regionale, di mantenere ancora in vita l’identità secolare di un territorio che, ora più che mai, ha acquisito un enorme valore a causa di un’urbanizzazione che sembra non avere fine.

Ma anche cascine ed altri edifici della civiltà contadina, rogge, fornaci ed antiche strutture, che se opportunamente valorizzate e salvaguardate contribuiscono ad arricchire il nostro patrimonio storico-culturale.

PERCHE' UN PARCO REGIONALE NUOVO QUANDO ANCHE QUELLI 
GIA’ ISTITUITI SONO SOTTO ATTACCO DA NUOVE NORME LEGISLATIVE PENALIZZANTI  IN AGGUATO?
E’ PROPRIO NELLA DOMANDA CHE TROVIAMO LA RISPOSTA: I NOSTRI SFORZI DEVONO CONVERGERE NELLA DIREZIONE DELLA MASSIMA SALVAGUARDIA. SE NON RIUSCIAMO A FRENARE IL CONSUMO DELLE ULTIME AREE A VERDE RIMASTE IL NOSTRO FUTURO NON POTRA’ CHE ESSERE “GRIGIO CEMENTO”.

Questo territorio possiede tutte le caratteristiche ambientali, paesistiche e culturali previste dalla legge per la costituzione di un Parco Regionale.

La maggior parte di queste aree naturali è già riconosciuta, dall’attuale legge regionale lombarda, come Area di Rilevanza Ambientale (ARA). Attualmente, però, la gestione e l’uso di questo territorio sono definite dai piani regolatori comunali o dai PGT che, non essendo coordinati fra loro, non ne garantiscono sufficientemente la salvaguardia.

La creazione di un Parco Regionale introdurrebbe uno strumento di coordinamento con normative appropriate (Piano di Parco e Regolamento) ai quali i PGT comunali dovrebbero adeguarsi, permettendo una gestione armonica ed unitaria di tutto il territorio.

Inoltre la costituzione di un Parco Regionale, potrebbe fornire  regole uniformi anche per tutta una serie di attività e di interventi di grande rilievo sociale, regolamentandole su tutto il territorio interessato.

Consentirebbe anche l’uso, da parte dei Comuni inclusi nel territorio del Parco, di misure di incentivazione, dando ad essi la priorità per i finanziamenti Statali, Regionali ed Europei richiesti per la realizzazione di: restauri di centri storici, recupero di nuclei rurali, attività culturali connesse al Parco, attività sportive compatibili, strutture per l’utilizzo di energie alternative a basso impatto ambientale.

un parco in cerca di futuro da oltre vent’anni
Le Amministrazioni locali ed i cittadini hanno confermato la loro volontà di tutela e di valorizzazione di questi territori in diverse occasioni.

Il primo passo è avvenuto nella prima metà degli anni novanta, quando una petizione aveva raccolto 20.000 firme stimolando la costituzione del Comitato Regionale di Proposta  che definì la perimetrazione delle aree, la modalità di gestione e il regime di tutela da applicare al Parco Regionale della Brughiera.

L’elaborato del Comitato di Proposta venne trasmesso alla Giunta Regionale  - Direzione Generale Tutela Ambientale in data 3 giugno 1999.

Consisteva in una proposta di legge per l'istituzione del Parco con relativa relazione e cartografia.

Tale Proposta di Legge attende ancora di essere discussa.

Nella primavera del 2008 si è ricostituito il Comitato per il Parco Regionale della Brughiera.  Ne fanno parte associazioni, gruppi politici e singoli cittadini che operano in campo ambientale nelle province di Milano, Como e Monza-Brianza.

Dopo una nuova campagna informativa e promozionale, il 9 dicembre 2009 il Comitato ha protocollato in Regione Lombardia  – destinatario il Presidente della Giunta Regionale, on. Roberto Formigoni - altre 4.000 firme per una petizione che chiede il completamento dell’ iter legislativo per istituire finalmente il Parco Regionale della Brughiera.

Ovviamente il nostro impegno non poteva e non doveva finire con questa raccolta firme ma anzi questa ci è servita per portare a conoscenza di tante persone il valore il questo Parco e quanto poco è considerato dai loro/nostri Amministratori. In questa fase stiamo cercando a tutti i livelli (Comunale, Provinciale e Regionale) di rimarcare le “Ragioni del Parco”, anche con iniziative come questa che stiamo organizzando in collaborazione con le realtà sensibili alla salvaguardia della Brughiera.

IL PROGRAMMA DELLE GIORNATE A CANTU’

SABATO 28 MAGGIO :

MOSTRA  e AUDIOVISIVO  dal titolo “Il Parco Regionale della Brughiera”
presso il  Gazebo in largo XX Settembre dalle ore 10,00 alle 19,00


BICICLETTANDO...... biciclettata con partenza alle ore 16,30 da 5 punti diversi della città e arrivo in piazza Garibaldi ore 17,30 (vedi locandina dei percorsi).

GIOCHI.... IN ARIA per i più piccoli al Gazebo di piazza XX Settembre 
ore 17,30/19,00

DOMENICA 29 MAGGIO :

PASSEGGIATA NEI BOSCHI  organizzata da Legambiente Cantù con ritrovo
presso la chiesa S. Carlo località Fecchio alle ore 8,45 percorso di circa 10 Km.

PASSEGGIATA BREVE anche per bambini, stesso luogo di ritrovo ma alle ore 9,45
e arrivo per tutti presso la zona di Santa Naga con AQUILONATA finale ore 12,00.

il Portavoce Tiziano Grassi
indirizzo mail: tiziano.grassi@alice.it     

COMITATO  PER  IL PARCO  REGIONALE DELLA  BRUGHIERA
www.comitatoparcobrughiera.it

Cascina S. Naga a Cantù,dove passerà l'itinerario di Domenica 29/05/011

venerdì 13 maggio 2011

FANNO VERAMENTE SCHIFO !!!!


Domenica, una serie importanti di Comuni vanno al voto.
In questi giorni stiamo assistendo ad una campagna elettorale ove la DESTRA AFFARISTICA di SILVIO BERLUSCONI &C, non ci risparmia dalle solite FANFARONATE, dal solito TERRORISMO (questo si) MEDIATICO ove si raccontano barzellette e si MANIPOLA VOLUTAMENTE la realtà per piegarla ai propri desideri.

Così l'imperatore piduista e plurinquisito ha scelto, ancora una volta, di cercare d'instupidire gli elettori con i suoi triti e ritriti leit motiv sui GIUDICI ("cancro del paese", "persecutori" e via di questo passo), sulla SINISTRA ("si lava poco",  "ha organizzato un complotto contro di me" ma "io ho salvato il paese dal Comunismo" - maiuscolo lo scriviamo noi -etc. etc.).

Con l'IMBONITORE per eccellenza, c'è la sua "corte dei miracoli" fatta di servi, affaristi, razzisti, nostalgici del fascismo, inquisiti per vari reati (corruzione e associazione di stampo mafioso in primis), imprenditori accondiscendenti per interesse diretto etc. etc. (la lista, purtroppo, è molto lunga).

Un fattore li accumuna: IL TOTALE SPREGIO PER OGNI REGOLA DI CONVIVENZA DEMOCRATICA stabilite dalla COSTITUZIONE e dalle LEGGI che ancora sono in vigore nel PAESE DEI CACHI.
Così il "premier" corre in ogni comune per dare una mano ai suoi candidati di cartone.
E' pure capolista a Milano e Torino, anche se MAI si presenterà qualora eletto, in Consiglio Comunale. 
La sua è una candidatura FALSA, utile solo per far parlare d'altro e non dei problemi delle città in cui si vota.
Vuole un referendum , un plebiscito SU DI LUI, non concepisce una scelta ed una valutazione serena sull'operato delle amministrazioni uscenti da parte dei cittadini.

Se la MORATTI a Milano, in questi anni non ha fatto NULLA per la COLLETTIVITA' e TANTO, TANTISSIMO per le lobby d'interesse particolare che l'hanno sostenuta finora, non importa.
Perchè Letizia Mestizia è, prima di tutto, una pedina del silviopensierounico e, si muove come l'imperatore comanda.
Così, in difficoltà nella campagna elettorale, ha pensato bene di CALUNNIARE con UNA FALSA ACCUSA il candidato del centrosinistra GIULIANO PISAPIA.  
Secondo la Moratti, Pisapia sarebbe stato condannato per il furto di un veicolo utilizzato poi per il sequestro e il pestaggio di un giovane e poi amnistiato.
NULLA DI PIU' FALSO poichè PISAPIA fu ASSOLTO CON FORMULA PIENA cioè PER NON AVER COMMESSO IL FATTO.
Cosa che non si può dire per il grancapo piduista che, finora è uscito indenne dai numerosi processi in cui è inquisito solo grazie alla PRESCRIZIONE DEI TERMINI, alla scomparsa del reato in oggetto per le leggi AD PERSONAM da lui volute, MA NON PER ESSERE INNOCENTE.

La solita MANIPOLAZIONE dell'informazione in stile caso Boffo di cui la destra è maestra.
Lo stesso stile che regna sovrano nei paesi autoritari, dove i regimi si reggono oscurando o costruendo verità utili al mantenimento del potere assoluto.

DOBBIAMO MANDARE A CASA QUESTI MISTIFICATORI nonchè PERSONAGGI DA OPERETTA  TRAGICA. Cominciamo da Milano.

Per questo NOI STIAMO con la MILANO ONESTA 
che ha le MANI PULITE. 
Per questo noi stiamo con GIULIANO PISAPIA.


mercoledì 11 maggio 2011

COMITATO PER IL PARCO DI MONZA A. CEDERNA: torna la minaccia distributore NEL PARCO ! FIRMA LA PETIZIONE ON LINE

Dagli amici del Comitato Parco di Monza Antonio Cederna, riceviamo e pubblichiamo.
Il Comune di Monza e la giunta di destra PdL-Lega INSISTONO nel voler costruire un distributore multicarburanti NEL PARCO.
Non si tratta d'essere contrari a tale struttura che distribuirebbe anche GPL e METANO.
Il problema evidente E' LA SUA DISLOCAZIONE INACCETTABILE.
Si faccia, MA FUORI DAL PARCO DI MONZA !
Vi invitiamo pertanto ad aderire alla petizione on-line cliccando sul predisposto link.

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Newsletter di ParcoMonza.org


Un nuovo attacco al Parco di Monza!


Nello scorso febbraio abbiamo chiuso la petizione contro la costruzione di un distributore di carburanti nel Parco con 1449 adesioni e dopo che Provincia di Monza e Brianza, Ente Parco della Valle Lambro, Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano e Comune di Biassono avevano espresso parere negativo.
Ebbene, nonostante ciò, il Comune di Monza si è appellato al Consiglio dei Ministri ottenendo il consenso a procedere.

INACCETTABILE !!!
Mentre sono in corso altre azioni, quali un ricorso al TAR ed altri allo studio.
FACCIAMO SENTIRE ANCORA CON PIU' FORZA LA NOSTRA OPPOSIZIONE

e divulghiamo il più possibile questa e-mail

Per informazioni: inviaci una mail oppure telefona al 039 382147

martedì 10 maggio 2011

A Meda, sulla Pedemontana, facili entusiasmi poco aderenti alla realtà

L'8/05/011 è apparso su "Il Cittadino" l'articolo che riportiamo sotto.
Un articolo che pubblicizza la posizione del Comitato Polo (quartiere Meda Sud) rispetto alla futura autostrada Pedemontana.
Evidentemente, SINISTRA e AMBIENTE e il Coordinamento INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE non condividono i contenuti espressi dai portavoce del Comitato Polo. 
Nelle loro affermazioni, ci sono molte imprecisioni e inesattezze, nonchè una "forzata etichettatura" di un articolo che precedentemente lo stesso Cittadino aveva scritto riportando le posizioni di INSIEME IN RETE, espresse dal portavoce Paolo Conte.
Abbiamo ritenuto utile inviare alla stampa un nostro comunicato in merito.
Comunicato che senza alcuno spirito polemico, precisa l'aspetto sbancamento Bosco delle Querce che il gruppo del Polo, sbagliando, sottovaluta nonchè una serie di incoerenze ed imprecisioni contenute nelle affermazioni del Comitato Polo.

L'articolo su "Il Cittadino" di sabato 8/5/011
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Il nostro comunicato

Meda 09/05/011


PEDEMONTANA: un problema serio, 
un’opera complessa, 
non un pretesto per “etichettare” il nostro impegno.

Parlare a ragion veduta presuppone una conoscenza diretta delle questioni di cui si vuole trattare. Pedemontana, è sotto gli occhi di tutti, si sta rivelando una grossa questione da gestire. E’ proprio sulla capacità di gestione che INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, da anni, sta incalzando tutti gli attori istituzionali (regione Lombardia, province e comuni) e non (Società Pedemontana e Cal) coinvolti, per verificare se si sarà davvero in grado di gestire la Pedemontana e la sua realizzazione senza pesare sull’ambiente e i cittadini che subiranno l’opera. 
Nessun interesse particolare da parte nostra dunque, ma un lavorare per l’interesse collettivo. Pedemontana quindi non è uno scherzo sul quale fare discussioni leggere o sulla quale fare il tifo o la conta fra chi è pro e chi è contro. 
Il punto vero è un altro: garantire che l’Autostrada Pedemontana venga fatta secondo il principio del minor impatto possibile per l’ambiente ed il territorio. Perché questo si realizzi devono essere applicate le soluzioni tecniche migliori senza badare ai costi. 
Su quest’opera invece, pare che questo principio non valga. 
Ad oggi il progetto necessita di moltissime migliorie per minimizzare gli impatti, ma i fondi non paiono sufficienti per realizzarle.

In questa delicata fase, soggetti vari, tutti smaniosi di veder realizzata l’opera quanto prima, attuano volentieri la strategia del  nascondere sotto il tappeto i problemi per non disturbare il manovratore. 

Così si vuole sminuire una minaccia per il territorio qual è il rischio di sbancamento della porzione medese del Bosco delle Querce attuato per “raddrizzare” il curvone del tracciato della futura autostrada tra Barlassina e Meda.
Doppio rischio. 
Rischio per la riduzione della superficie boschiva e verde del Bosco delle Querce e rischio anche per la salute dei cittadini derivato dalla conseguente movimentazione di terreno ancora inquinato da DIOSSINA
Le zone inquinate da DIOSSINA

Inquinamento certificato dai rilievi effettuati da ARPA nel 2008 che hanno evidenziato ben 52 superamenti del limiti di legge (0,00001 mg/kg)  per le zone di accesso pubblico  a cui si sommano ulteriori 10 superamenti del limite (0,0001 mg/kg) per le zone industriali.

Qui inoltre la questione è paradossale. 
Per consentire ai veicoli alte velocità, su di un tracciato classificato come autostradale e POTER QUINDI FAR PAGARE IL PEDAGGIO AI CITTADINI LOMBARDI, regione Lombardia ha derogato sul vincolo di inedificabilità del Bosco delle Querce, vincolo imposto in origine dalla stessa Regione Lombardia che si era assunta l’obbligo di preservare un MONUMENTO VIVENTE MONDIALE che rappresenta fisicamente il riscatto da un dramma che non va dimenticato e che ancora oggi segna gran parte della nostra terra di Brianza. 
Il perimetro del Bosco delle Querce ricalca infatti quello della ex-Zona A (la più inquinata), che per molti ha rappresentato e rappresenta una ferita ancora aperta. 
1976 la fabbrica chimica ICMESA
Si deve perciò ricordare il disastro dell’ICMESA non solo come ricorrenza tragica, ma come monito per il futuro, perché non vengano ripetuti gli stessi errori. Il comportamento tenuto dalla regione su questo tema è di insensibilità totale. 

In un PAESE NORMALE, il tracciato che nel progetto definitivo di Pedemontana taglia e sbanca il Bosco verrebbe declassato e in quel tratto l’Autostrada diverrebbe Superstrada, limitando la velocità. Questo semplice accorgimento permetterebbe di salvaguardare questo MONUMENTO e la sua comunità VIVENTE.

Il risultato sarebbe il salvataggio del Bosco delle Querce dallo sbancamento, una velocità degli automezzi più contenuta e meno pericolosa, assenza di pedaggio. 
Un’opera insomma meno invasiva. Ma evidentemente è più facile derogare verso una via più semplice per denaro, con buona pace per le banche che finanziano l’opera e della politica che continua a privilegiare il trasporto su gomma rispetto a quello su ferro.

La vasca di Meda
Forse infastidisce che la pedemontana si stia configurando come l’autostrada della diossina e delle discariche visto che, oltre al rischio diossina nel Bosco delle Querce e nelle aree limitrofe, il tracciato va ad intersecarsi con le discariche ABUSIVE presenti in molte aree dove passerà l’autostrada.

Una Brianza quindi non idilliaca ma disseminata da discariche, da aree inquinate e soffocata da asfalto e cemento che già ora sono un problema e che, anche senza Pedemontana, la politica dovrebbe avere il coraggio e l’onore di affrontare e risolvere.

Per poter discutere le cose poi bisogna anzitutto vederle e conoscerle: la porzione medese del Bosco delle Querce viene dipinta da alcuni come una zona marginale, inaccessibile alla cittadinanza e pertanto inutile.
Un percorso nel Bosco delle Querce
Nulla di più falso. La parte medese del Bosco è accessibile e fruibile. 
Sicuramente necessita di un ponte sul torrente Tarò che dia continuità e ne migliori la fruibilità con la zona del Centro Sportivo, anch’esso nel perimetro del Parco Naturale Regionale. Siamo però ben lontani dall’avere una porzione di verde “residua”, inesistente per la gente, così come alcuni tentano di spacciarla. 
INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, sta lavorando anche in questa direzione.
Sul Bosco i gruppi locali del coordinamento della RETE (la lista civica di Sinistra e Ambiente a Meda ed il circolo di Legambiente “Laura Conti” a Seveso insieme a Legambiente Lombardia), hanno avanzato alle Istituzioni richiesta d’AMPLIAMENTO del Bosco delle Querce sia a Meda sia a Seveso, ed anche alla Provincia di Monza e Brianza nonché alla Regione Lombardia.
La Rete, insieme di gruppi, associazioni e cittadini che vanno dal territorio di Varese a quello di Como, Lecco e Monza e Brianza, ha fatto anche informazione corretta sulla Pedemontana con una serie di assemblee pubbliche (Road Shock) tenutesi in più comuni interessati al progetto.
Questo coordinamento mantiene tuttora un confronto serrato con la Soc. Pedemontana sul tracciato e sulle COMPENSAZIONI AMBIENTALI che vengono monitorate costantemente.

Esercitiamo pressioni continue affinché la prescrizione n°2 del CIPE che prevede svincoli e viabilità locale di superficie sia realizzata FUORI dall’area del Bosco delle Querce (ad EST dell’attuale tracciato) SIA ATTUATA INTEGRALMENTE.

E’ stata inoltrata anche una Memoria Procedimentale a cura di uno Studio Legale di Milano.
Nella partita sui corridoi ambientali e i collegamenti tra i Parchi, buona parte delle cose previste ha preso origine anche dalle nostre proposte, che sono state recepite in parte dalle prescrizioni avanzate dal CIPE al progetto definitivo dell’opera.

I gruppi della Rete sono promotori diretti della battaglia per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale che, per chi non lo sapesse, esiste da ben 10 anni e per l’istituzione del Parco Regionale della Brughiera.

La Rete è poi impegnata sia sul PTCP della provincia di Monza e Brianza con un Osservatorio per contribuire alla riduzione del consumo di suolo sia sullo studio di un piano d’area su Pedemontana che impedisca che ai lati della strada si costruiscano una serie infinita di capannoni inutili (o utili solo per qualcuno) e vuoti.
 
INSIEME IN RETE NON è un comitato. E’ un coordinamento che ha fatto della TUTELA del Territorio e dell’ambiente il centro della sua azione che supera i localismi e predilige una visione d’insieme.

Un’azione che probabilmente infastidisce qualcuno (a cui evidentemente questi temi non interessano), ma su cui la Rete continuerà a impegnarsi perché ambiente e qualità della vita siano al centro della scelte e della buona politica in Brianza.

La mappa che riassume le problematiche del Bosco delle Querce


lunedì 2 maggio 2011

Verano Brianza: fascisti nostalgici dichiarati nelle liste della coalizione PdL-Lega

A Verano Brianza, un candidato per le elezioni amministrative locali, sulla sua pagina di Facebook inneggia al Duce, vorrebbe "legnare" Gino Strada perchè pacifista .......... e via di questo passo con altre amenità.
Vi proponiamo la denuncia pubblica fatta dai rappresentanti locali di SEL (Sinistra Ecologia e Libertà) e dalla candidata nella lista Viviverano.

La spazzatura ideologica di Aldeghi, poteva trovare spazio solo nella coalizione di destra PdL-Lega, che oltremodo lo coprono e difendono.


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Davide Aldeghi
Viene rabbia, non solo indignazione, ma tanta rabbia e voglia di denunciare e continuare a impegnarsi e mobilitarsi contro chi in camicia “grigia”, ossia le nuove camicie nere degli ipocriti, utilizza la democrazia e la libertà conquistata con la Liberazione e costata tanti morti, per sparare stupidaggini, ignobili menzogne e continuare ad alimentare odio e divisioni. 
Davide Aldeghi, omettiamo per scelta di anteporre al suo nome la parola “signor”, perché a nostro avviso non lo merita, si candida ad amministrare il comune di Verano Brianza nella lista “Popolo delle libertà/Lega Nord - per Verano Elli sindaco”, quindi a giurare sulla Costituzione italiana. Non sembra però conoscerne i fondamenti storici, oppure per scelta la disconosce perché la considera avversa, quindi per coerenza dovrebbe comunque evitare di giurare sulla stessa.

Particolare della pagina Facebook di Aldeghi: la sua spazzatura ideologica


 
Le pagine Facebook di Aldeghi
Nella sua pagina di Facebook, probabilmente convinto di essere al sicuro da occhi indiscreti, se non solo dei suoi “amici” nostalgici, Aldeghi, accanto al proprio manifesto elettorale con foto e simbolo pubblica la frase “Duce sei sempre nel mio cuore” con tanto di manifesto di Forza Nuova; dopo aver manifestato il desiderio di “prendere a legnate” il fondatore di Emergency, Gino Strada –ai suoi occhi colpevole di difendere i diritti umani e di essere tenacemente contro la guerra-, Aldeghi si vanta per aver partecipato alla presentazione del libro su Beppe Niccolai promossa dall’associazione “Avamposto della tradizione” che cita come esempi il dittatore spagnolo Francisco Franco, il dittatore teocratico iraniano Komeyni, Ezra Pound, Evola e il generale nazista Leon Degrelle, autore del libro Hitler per mille anni, di cui Hitler disse " Se io avessi avuto un figlio mi sarebbe piaciuto che fosse come voi" comandante maggiore delle Waffen SS, il reparto noto nella storia per quanto tragicamente narrato nel film “Schindler’s List”.
 
Non a caso questo personaggio per il 25 aprile, Festa della Liberazione,  scrive “il 25 aprile è lutto nazionale”, pubblicando un manifesto a lutto per chiarire meglio il concetto. In maniera del tutto ipocrita, non confessa apertamente il suo credo nazifascista, ma parla di foibe e stragi ad opera dei partigiani.
 
I costituenti hanno deciso la festa del 25 aprile sulla base di fatti storici che Aldeghi di fatto contrasta.
La vittoria sul nazifascismo fu proclamata dal Cln e dal comando angloamericano il 3 maggio 1945, la liberazione di Roma da parte delle truppe angloamericane e di reparti di partigiani avvenne un anno prima il 4 giugno 1944, ma i costituenti decisero di celebrare con il 25 aprile, giorno della liberazione di Milano da parte delle Brigate Partigiane, la vittoria insurrezionale del popolo italiano, attraverso la resistenza prima solo politica contro la tirannia fascista, poi armata e politica, contro gli occupanti nazifascisti, occupanti perché i repubblichini di Salò erano nient’altro che un governo fantoccio collaborazionista con gli occupanti nazisti. Quindi una grande vittoria di tutto il popolo italiano, donne e giovani di cui molti studenti, uomini e anziani, professionisti, preti e tanti lavoratori che, al di là di ogni divisione ideologica, politica e sociale si unirono e combatterono per riconquistare la democrazia e la libertà.
E’ evidente che i fatti storici e gli ideali su cui i costituenti hanno deciso la festa del 25 aprile siano contrastati da Aldeghi.
 
Il candidato della lista “Pdl/Lega Nord per Verano Elli sindaco”, se solo avesse la voglia, potrebbe scoprire dal sito nazionale dell’Anpi che i partigiani d’Italia, scrivono così di quel triste periodo in cui una parte del nostro Paese era diventata strategica quindi obiettivo contrapposto dei fronti occidentale e orientale, quindi della triste pagina delle foibe “…perpetrato dai servizi segreti Titini, in molti casi appoggiati anche da comportamenti delatori di gruppi partigiani filorussi e filotitini che portarono alla persecuzione in modo sistematico di ogni possibile opposizione in chiave nazionale e ideologica, arrestando, deportando nelle carceri e nei campi di prigionia (tra i quali va ricordato quello di Borovnica), infoibando o comunque sopprimendo in tutta la Venezia Giulia occupata, nella zona di Trieste, nel Goriziano e nel Capodistriano, migliaia di avversari, in prevalenza italiani (non solo fascisti, ma anche esponenti del Cln che si opponevano all'annessione slava) e pure sloveni e croati”.
 
La differenza fra gli attuali nazifascisti, come Aldeghi, e chi si batte per la libertà e la democrazia, motivo per cui festeggia il 25 aprile, è il voler essere non solo impegnati nella battaglia contro ogni forma di neofascismo e totalitarismo autoritario, ma anche informati e curiosi, propensi al confronto chiaro e pulito, nella ricerca continua della verità, anche quando può rappresentare una pagina non limpida per una parte nobile della nostra storia, ossia dei partigiani e della Resistenza.
 
Il signor Enrico Elli, candidato sindaco per la lista Pdl/Lega, ha presenziato alla titolazione del giardino di Via XXV Aprile a Sandro Pertini, segretario generale del Comitato di Liberazione Nazionale e Presidente della Repubblica, per poi partecipare a tutto il corteo commemorativo fino all’omaggio ai caduti per la Liberazione; ci piacerebbe conoscere come pensa di condividere la sua coerenza con la presenza in lista di un candidato come Aldeghi che invece manifesta valori e ideali e riferimenti a esempi nazifascisti e totalitari neganti i principi della democrazia, della libertà.
Nel programma della lista che candida Elli sindaco si dice ”gli ideali e le ampie prospettive permangono e si tramutano in azioni se è assicurato un ambito di educazione”.
Come Letizia Moratti ha preteso –in caso fosse eletto- le dichiarate dimissioni di Lassini, autore di ignobili manifesti a Milano, per coerenza il candidato sindaco del Popolo delle libertà/Lega Nord di Verano Brianza, Elli Enrico, dovrebbe analogamente allontanare Aldeghi dalla lista che guida, dopo aver appreso il pensiero politico e ideologico di Aldeghi, -perché vogliamo sperare che Elli non ne fosse a conoscenza-.
 
Chi sarà eletto per amministrare il Comune di Verano Brianza dovrà giurare proprio sulla Costituzione Italiana, che all’art. 54 recita – tanto per chi inneggia all’odio e alla violenza nazifascista, quanto per chi si prefigge l’obiettivo dell’indipendenza di una qualsivoglia parte d’Italia -:
 
“Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.”
 
 
Maria Grazia Magro, referente Sel di Verano Brianza
Antonio Chiodo, referente Sel di Verano Brianza e volontario di Emergency
Luca Natale, Sel di Verano Brianza e referente per il Comitato Acqua
Gaia Citterio, Indipendente - candidata nella lista Viviverano
Luca Radaelli, coordinatore Sel circolo alta Brianza

sabato 16 aprile 2011

VITTORIO ARRIGONI: piangiamo e ricordiamo un pacifista, un compagno, un uomo generoso

Vittorio Arrigoni con i pescatori palestinesi

Avevamo proposto proprio su questo blog i suoi resoconti sull'arrivo della FREEDOOM FLOTILLA con gli aiuti per GAZA, sul criminale assalto alla stessa da parte degli Israeliani.
Abbiamo seguito i suoi reportage tra lo scoppio delle bombe dell'operazione "piombo fuso"  condotta da Israele che massacrò di nuovo i Palestinesi.
Una terribile notizia ci ha raggiunti ieri mattina.
VITTORIO è stato ASSASSINATO.
Affidiamo i nostri sentimenti ad un articolo de il Manifesto che ben rispecchia il nostro dolore infinito.

Una vittima della barbarie

Vittorio e i bambini palestinesi
Restiamo umani anche nei momenti più difficili, soleva ripetere Vittorio Arrigoni a sua madre e a noi.
Questo, adesso, è il più difficile. Non solo per la sua morte orribile, epilogo tragico, però degno e glorioso, di una vita piena e bellissima. Vittorio, militante orgogliosamente filo-palestinese e ferocemente critico - dalla sua postazione di testimone oculare - delle nefandezze israeliane a Gaza, non ha avuto neanche la ventura di cadere per mano delle truppe di occupazione, come fu per la pacifista americana Rachel Corrie schiacciata da un bulldozer israeliano nel 2003.
Vittorio è caduto per mano palestinese, e questo rende ancor più orrenda la sua fine. 
E più grande la nostra rabbia.
Non staremo qui a riproporre il giochino del cui prodest. 
Anche se l'a chi giova ha una sua logica irresistibile, e a chi giovi la scomparsa in un inferno come Gaza di un testimone scomodo come Vittorio non c'è bisogno di dirlo.
Non staremo qui neanche ad abbaiare alla luna per quei siti israeliani che da tempo mettevano Vittorio (con tanto di foto) in testa alla lista degli «anarchici-comunisti» da «liquidare»; né a scandalizzarci per il sarcasmo (dis-umano?) con cui viene salutato gioiosamente il suo assassinio: «Arrivederci Arrigoni. 
Questa è la classica gratitudine araba».
Neppure ci soffermeremo sulla ridda di proclami dei diversi gruppi e gruppuscoli presenti a Gaza per dichiararsi estranei a quell'indecenza: salafisti, jihadisti, qaedisti...
«Per quale colpa è morto Vittorio Arrigoni?», scrive uno di loro.
Già, per quale colpa è morto Vittorio Arrigoni, rivoluzionario pacifista e scomodo (scomodo fino alla morte) testimone oculare?
L'ha ucciso la barbarie.
La barbarie dell'islamismo radicale.
Quello dei salafiti, jihadisti o qaedisti che pensano di rispondere agli attacchi dei «crociati» tagliando teste e strangolando «infedeli» come Vittorio; e quello dei «rispettabili» sauditi che siedono in tanti consigli d'amministrazione del civile occidente.
La barbarie di un lager a cielo aperto come quello che Israele ha aperto a Gaza e al suo milione e mezzo di abitanti, con l'appoggio di Stati uniti ed Europa, e dei loro clienti arabi (adesso in graticola).
La barbarie di quella «logica della guerra» denunciata ieri dai visionari naives di Emergency, che «toglie vita e dignità ai cittadini del mondo, da Gaza a Tel Aviv, da Kabul a Misurata, da Haiti a Lampedusa». La «stessa logica che ha ucciso Vittorio».
La barbarie delle «guerre umanitarie» che di umanitario - e di umano - non hanno nulla se non il tentativo di perpetuare dominio e sopraffazione - economica, politica, culturale, razziale - apparentemente «naturali».
In queste ore e nei prossimi giorni ascoltiamo la litania delle condoglianze generalizzate per la barbara morte di Vittorio. «Che non sia invano», che «serva a rilanciare il processo di pace», che «faccia cessare la violenza»... Una litania insopportabile, falsa, ipocrita.

Più seria l'Unicef: «La morte di Vittorio, assurda, atroce, perché colpisce un portatore di pace, non sia l'ennesima luce a intermittenza che risveglia ciclicamente la comunità internazionale svelando e poi oscurando il dramma collettivo di una popolazione che ogni giorno si fa sempre più insostenibile e ingiusto e che alimenta odio, rancore e morti inutili senza mai arrivare a soluzioni concrete».
Parole peraltro destinate a restare senza effetto. Vittorio avrà un bel funerale, poi tutto continuerà come prima.
Ci saranno altri Vittorio, nel mondo, e in Palestina.
La morte barbara di Vittorio sollecita alcune domande. 
Tutti (tutti) sanno che fino a quando non si troverà una soluzione minimamente accettabile ed equa del nodo Israele-Palestina non ci sarà pace in Medio Oriente.
Ma come mai la «primavera araba», che va dal Magreb al Mashreq e scende nell'Africa sub-sahariana, non tocca la Palestina (e Israele)? 
Come mai la «guerra umanitaria» o la «no-fly zone» o qualsiasi altro marchingegno della volenterosa «comunità internazionale» non arriva mai in Palestina (e Israele)?
Per queste domande (e risposte) Vittorio si è battuto. 

Per questo è stato barbaramente ucciso.

Un uomo GENEROSO, 
un UOMO che credeva nella possibilità 
di cambiare le bruttezze di questo mondo.

Ciao VITTORIO, non ti dimenticheremo.

RESTIAMO UMANI

giovedì 7 aprile 2011

IMMIGRAZIONE: L'IPOCRISIA RAZZISTA della LEGA, del PdL e del "governo" (minuscolo) itaGLIano.

La Guardia alla Frontiera

IMMIGRAZIONE: UN DRAMMA USATO A FINI ELETTORALI 
PER STRAPPARE CONSENSI



La vicenda dei recenti sbarchi a Lampedusa di immigrati provenienti da Tunisia, Libia e altri paesi dell'Africa ci ha mostrato ancora una volta L'IMMENSA IPOCRISIA della maggioranza LEGA NORD- PdL che "governa" (si fa per dire) il nostro paesucolo.
L'imperatore sceicco di Arcore, dopo aver detto in piena crisi libica che " non riteneva utile DISTURBARE Gheddafi" altro non ha saputo promettere nel suo stile che:

1) l'acquisto di una villa a Lampedusa ( poi rapida retromarcia e niente  acquisto)
2) un casinò ( o un casino - più consono per le sue voglie) per risollevare l'economia dell'isola
3) il trasferimento "entro 48 ore" dei migranti (della serie "grandi promesse" come a l'Aquila, a Napoli per la monnezza e via dicendo).


Il Bossi, ( "ministro" ??? ) schiumando altro non ha saputo dire (pardon ringhiare) che "fora di ball" e " svuotiamo le vasche, chiudiamo i rubinetti" (non sapevamo facesse l'IDRAULICO - mestiere forse a lui più consono).

Il Frattini, ministro (di cosa non lo sa nemmeno lui), prima incensava la "volontà riformista" di DITTATORI quali erano BEN ALI' in Tunisia e GHEDDAFI in Libia.
Poi s'è accorto che qualcosa è cambiato e allora ..........lì a rincorrere disperatamente gli eventi.


MA FINO A IERI, DOV'ERANO e CHE FACEVANO COSTORO ?

Semplice, appoggiavano i PEGGIORI REGIMI del nord Africa poichè i satrapi locali collaboravano con loro nel bloccare il flusso degli immigrati verso il suolo patrio.
E ora ???

Semplice, la loro ricetta è la solita: RAZZISMO a gogo, diffusione  di notizie MISTIFICATORIE che accumunano i migranti ad un problema d'ordine pubblico e INCAPACITA' TOTALE nel dare risposte ISTITUZIONALI.
Che dire: solo un esempio: la TUNISIA , paese di 10 milioni di abitanti, con una situazione politicamente ancora instabile, HA SAPUTO ACCOGLIERE DEGNAMENTE più di 100.000 profughi dalla Libia.
La "loro" itaglietta , con 60 milioni di abitanti e una ricchezza INFINITAMENTE superiore a quella della Tunisia, NON VUOLE accogliere 10.000 migranti , di cui buona parte solo in transito verso altri paesi europei.

Ma si sa, per Lega e PdL, questo è solo un elemento di propaganda politica per mascherare la loro ASSENZA TOTALE sui problemi reali.
Del resto, si sa, come raccoglierebbero consensi se non con la campagna "paura dell'altro" ??





BOSCO delle QUERCE: NO allo SBANCAMENTO della PEDEMONTANA

Le dichiarazioni alla stampa dei gruppi e delle associazioni locali facenti parte di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE relativamente a PEDEMONTANA e BOSCO delle QUERCE.

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BOSCO DELLE QUERCE: 
LO SBANCAMENTO E’ INACCETTABILE

"Non possiamo accettare sbancamenti e riduzioni del territorio del Bosco delle Querce: ci aspettiamo che Pedemontana non solo non manometta la foresta sorta sull'area inquinata, ma che le compensazioni permettano di estendere l'area protetta, tanto a Seveso quanto a Meda, su tutte le aree ancora libere da edificazione: dopo che la Pedemontana sarà stata realizzata, ci aspettiamo che il Bosco delle Querce risulti più grande, più tutelato e più fruibile di quanto non sia oggi.
Per questo, i gruppi locali aderenti a INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, hanno da tempo identificato e proposto ampliamenti del Bosco delle Querce alle Amministrazioni Comunali, alla Prov. di MB e alla stessa Regione Lombardia .

Pedemontana non può brutalizzare un territorio che ha già subito la violenza dell'inquinamento, dell'evacuazione, degli espropri: ora il Bosco è un patrimonio dell'intera comunità di Seveso e della Lombardia, non vogliamo che venga nuovamente espropriato". Con queste parole Gemma Beretta, presidente del Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, argomenta la decisione condivisa con le realtà che fanno capo al coordinamento Insieme in Rete per uno sviluppo sostenibile di giocare ogni carta in proprio possesso per evitare lo sbancamento del Bosco delle Querce.
Tra queste realtà ambientaliste, Legambiente Lombardia, il Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, WWF Lombardia, l’Associazione La Puska – Onlus di Lentate sul Seveso e il cittadino Alberto Colombo (in nome e per conto di Sinistra e Ambiente di Meda) hanno firmato una memoria procedimentale curata dallo Studio Legale Ribolzi di Milano che punta diritto al cuore del progetto. 

“La memoria afferma l’avv. Giovanni Cocco - ha l’obiettivo di invitare gli Enti competenti a verificare se la prescrizione n. 2 del CIPE, relativa al Bosco delle Querce è stata rispettata, e, in caso contrario a intervenire, dando, in ogni caso, riscontro su questo aspetto. Nella memoria viene è quindi evidenziato che la prescrizione del CIPE sopra indicata risulterebbe non ancora ottemperata, nonostante debba comportare una sensibile variazione di cui tener conto sin d’ora (e non nella progettazione “di dettaglio”): infatti, traslando – come chiede il CIPE - alcuni tratti di viabilità, nuove aree dovrebbero essere interessate dai lavori”. Proprio il contrario di quanto affermato da Umberto Regalia, direttore di Pedemontana, nell’ambito della Commissione Ambiente della Provincia di Monza e Brianza.
“Del resto ha ragione Regalia – osserva Iolanda Negri dell’Associazione la Puska di Lentate sul Seveso - che l’ottemperanza di questa prescrizione non eviterà il danno più grosso: il tracciato di Pedemontana, comunque, prevede lo sbancamento del Bosco e nessuna autorità politica istituzionale ha preso parola per opporsi a questo forsennato progetto”. Questa situazione, oltre al danno ambientale per la riduzione del Bosco che è Parco Naturale Regionale, con lo sbancamento previsto, comporterà per  la cittadinanza di Meda e Seveso un rischio sanitario, sinora volutamente sottaciuto.
“Queste aree e quelle occupate dal futuro tracciato autostradale, risultano, infatti, ancora inquinate da DIOSSINA. Ne fanno testo le analisi e i carotaggi svolti dal 2008 da ARPA che identificano ben 52 superamenti dei valori limite di TCDD (DIOSSINA) per  le aree ad uso PUBBLICO e 10 campionamenti pure superiori al limite per siti ad uso industriale.
Tali sforamenti sono stati rilevati sia in aree del Bosco delle Querce (ex zona A) sia in aree prospicienti l’attuale sedime della superstrada (ex zona B e di rispetto), nonché futuro tracciato dell’autostrada Pedemontana”, dice Alberto Colombo di Sinistra e Ambiente di Meda.

Oltretutto, all’oggi, non si hanno notizie di ulteriori analisi di approfondimento così come chiesto dalla  prescrizione CIPE N°3. Anche queste, come ricordato da Regalia, sono demandate all’azienda che vincerà l’appalto! In altri termini: “quando le ruspe saranno accese e non si potrà dire più nulla” è la comune riflessione.
"Siamo estremamente preoccupati per gli scavi e la movimentazione di terreni”, afferma Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia. “La scelta di Pedemontana di incidere il Bosco sembra un’operazione di bieco opportunismo, che fa leva fatto che il Bosco, notoriamente, è un'area bonificata con grande investimento di soldi pubblici, evitando in questo modo di intervenire nei terreni ancor più contaminati. 

Quella bonifica – che, come ci ricordano i dati sopra esposti è una bonifica continua e quindi per nulla compiuta -  fu fatta per restituire un territorio sicuro alla comunità di Seveso e Meda, non certo per offrirlo in pasto al primo costruttore di autostrade!".

6 aprile 2011


sabato 26 marzo 2011

Continua l'impegno di INSIEME IN RETE sul Bosco delle Querce

Continua la battaglia di gruppi, associazioni e liste civiche riunite nel Coordinamento "INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE" per la tutela del BOSCO DELLE QUERCE, contro l'annunciato sbancamento dello stesso per far passare la futura autostrada pedemontana. 
Sbancamento che, oltre ad un danno ambientale, comporterebbe un RISCHIO PER LA SALUTE DEI CITTADINI a causa delle concentrazioni fuori norma di DIOSSINA ancora presenti nel terreno.

Vi proponiamo un articolo de "Il Cittadino" del 26/03/2011 che riprende le attività e il comunicato sottoriportato diffuso da INSIEME IN RETE a seguire la MEMORIA PROCEDIMENTALE presentata ai soggetti interessati da parte di un noto avvocato, su incarico della RETE stessa.



Questa Pedemontana non s'ha da fare. 

(Della serie: quelli che le autostrade non le sanno fare...)

Comunicato di "Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile"

Il nostro coordinamento ha da sempre definito Pedemontana un’opera inutile che provoca un danno non reversibile al territorio. Anche sulle compensazioni ambientali, da noi monitorate, ma giudicate sin dalla prima ora insufficienti, la società si sta muovendo in maniera poco trasparente evitando costantemente il confronto con la cittadinanza attiva. Allo stesso modo sta succedendo con il tracciato, non solo con la società civile, ma anche con le amministrazioni comunali locali, che non sono state minimamente coinvolte nell’adeguamento parziale alle prescrizioni del CIPE sul progetto definitivo, confezionato da CAL per poter iniziare la gara attualmente in corso per la progettazione del progetto esecutivo al quale sono stati demandati tutti i problemi ancora irrisolti che tale progetto porta con se. In quest’ottica, le proposte di migliorie all’ambiente portate avanti costantemente dal nostro coordinamento in tutte le istanze possibili, servivano esclusivamente a rendere ecologicamente meno impattante questo progetto. Ma sono state ignorate dalla Società. Persino il CIPE si è dimostrato più lungimirante, accogliendo alcune nostre osservazioni al progetto definitivo.

Tuttavia, una serie di atti e informazioni che ci giungono attraverso la stampa e dagli incontri con Pedemontana, mettono sempre meglio in luce la chiara impossibilità di mettere in campo risorse economiche sufficienti per realizzare seriamente, come si fa in tutto il resto d’Europa, la “più moderna autostrada d’Europa” come viene presentato tale progetto dai vertici di Pedemontana. E che tali risorse siano scarse lo afferma il vice Ministro on. Castelli.

Proprio a causa di queste scarse risorse CAL e Soc. Pedemontana consentiranno ai comuni di modificare, noi temiamo al ribasso ed a scapito della qualità progettuale, le opere di compensazione e di mitigazione ambientale, e ancor più grave, non c’è alcuna sicurezza che la “corta coperta economica” che regge l’intero progetto, sarà sufficiente per garantire contemporaneamente la realizzazione delle opere di compensazione e la contestuale corretta effettuazione delle obbligatorie bonifiche delle discariche abusive e dei siti inquinati toccati dall’autostrada (vedi discariche abusive di Desio, Bosco delle Querce di Seveso e tutte le aree B connesse con la diossina – TCDD - del disastro dell’ICMESA del 1976).

Siamo molto preoccupati che tutto questo farà si che la “Pedemontana” diventerà un altro eco mostro, devastante per il nostro già martoriato territorio. Tutto questo poi è ancora più grave, in quanto tale progetto si realizzerà senza nemmeno la presenza di un piano d’area regionale che, quantomeno, limiti la realizzazione di nuove (inutili) costruzioni lungo il suo tracciato. La regione qui tace, lasciando alle sole provincie, in primis quella di Monza e Brianza, la responsabilità di gestirne, senza averne gli strumenti, l’intera partita. Lo spettro della Milano-Bergamo, evocato infatti dal Presidente di questa provincia, è tutt’altro che irreale. In quanto alla cantierizzazione di tale progetto, se pensiamo che non si riesce a gestire al meglio nemmeno il sottopasso della SS 36, diventato ormai una “fabbrica del Duomo”, l’altro spettro da noi evocato della Salerno-Reggio Calabria ci fa sempre più paura. Vedendo tutti gli apparati impiegati attorno a questo inutile carrozzone che è Pedemontana, ci sarebbe da ridere, se non venisse da piangere immaginando ciò che ci aspetta…
Il progetto dell’autostrada peraltro, nelle ultime modifiche effettuate “in corsa” durante il progetto definitivo, non prevede un ampliamento a tre corsie per il tratto Cesano Maderno/Lentate sul Seveso (tratta B2) ma lascia le due corsie attuali a sopportare anche l’inevitabile aumento di traffico, con l’aggravante di un pesante pedaggio da pagare anche per i residenti.

Riteniamo quindi giunto il momento di denunciare questo preoccupante stato di cose:
  • si millantano soldi che non ci sono, tanto che per riuscire ad ottenere dal Governo anche quei pochi, la Società sarà probabilmente costretta ad aumentare ulteriormente le tariffe dei futuri pedaggi;
  • si aggirano o si ignorano le prescrizioni del CIPE, distinguendo in maniera assolutamente arbitraria e senza spiegarne i criteri di scelta, fra principali e non, e scegliendo quali applicare e quali demandare sine die al progetto esecutivo;
  • si manda in gara un progetto che lascia irrisolte tutte le questioni nodali che il CIPE ha messo a nudo: dalla presenza di diossina (TCDD) nelle zone B e lungo il tracciato della Milano-Meda; allo sbancamento del Bosco delle Querce; all’attraversamento del bosco della moronera;
  • si sconfessano o si rimandano ulteriormente decisioni già concordate, soprattutto quelle prese con i comuni attraversati;
  • c’è un alto rischio d’infiltrazione della ‘ndrangheta nella realizzazione dell’opera che ci preoccupa, viste le ultime inchieste della magistratura, specialmente in Brianza, riguardanti la gestione illecita dei rifiuti ed il ciclo del cemento e del relativo movimento terra.
Chiediamo pertanto, per tutelare la salute di tutti i cittadini di operare una “cura dimagrante” togliendo dal progetto autostrada Pedemontana il tratto riguardante Cesano Maderno/Lentate sul Seveso (tratta B2) e l’intera tratta D, tra Osio e Vimercate da sempre riconosciuta come la meno necessaria invitando la società ad utilizzare i notevolissimi risparmi, qualora volesse comunque proseguire nell’assurda, quanto inutile realizzazione di Pedemontana, per migliorare il progetto nelle altre tratte e per realizzare tutte quelle opere di sostenibilità ambientale fondamentali e indispensabili per un’infrastruttura così impattante.

La questione vera per la vivibilità della Lombardia del nord però, e non solo per il modo dell’ambientalismo, ma per il singolo cittadino amante della propria terra, non è (o non è più almeno), essere o meno a favore di Pedemontana, ma constatare con tristezza che la Lombardia non è in grado di progettare un’autostrada “normale” come si fa in tutti i paesi europei, favorendo l’intermodalità con le ferrovie (Pedemontana infatti non è intermodale e non dialoga con nessuna delle innumerevoli ferrovie che intercetta), confrontandosi (e non nascondendosi) con il territorio, cercando di favorire il bene comune, minimizzando gli impatti, compensando il disagio (ambientale ed economico), tutelando la salute pubblica, da questa nuova grossa impresa che sarà Pedemontana, il più grande cantiere dell’ultimo secolo, del quale dubitiamo però, viste le premesse, che possa concludersi entro il 2015…

sabato 12 marzo 2011

COMPENSAZIONI AMBIENTALI di PEDEMONTANA: le novità

08 marzo 2011

PRESENTATO ALLA PROVINCIA MONZA E BRIANZA
 il Progetto definitivo aggiornato 
delle compensazioni 
e delle misure ambientali gestite dai Parchi

DIMINUISCE ANCORA 
IL VERDE DELLE COMPENSAZIONI !

La relatrice arch Barbara Vizzini (Soc. Pedemontana)
Il resoconto dei rappresentanti di
INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE presenti all'incontro

Le misure compensative sono invariate. Gli enti Parco (Regionali e PLIS) interessati da misure compensative devono presentare il progetto a Pedemontana che finanzierà il tutto. Ovviamente tali interventi dovranno essere congrui con la cifra offerta, altrimenti il rimanente deve metterli il comune o il parco.

Le novità stanno in alcuni punti:

1) Misure compensative sono diventate anche i "risparmi" sui progetti locali.
Se il comune invece che 10 spende 9, l'1 diventa misura compensativa da destinare al comune stesso.
Conclusione: tutti andranno al ribasso con interventi qualitativamente bassi. Come i Comuni spenderanno questo  delta non si sa...

2) ci sono ancora 6 mesi  prima che il progetto delle compensazioni vada in gara, ed i comuni stanno contrattando con la Società ulteriori le modifiche che temiamo peggiorative.
La Vizzini ha introdotto un concetto "pericoloso". Secondo lei il CIPE, più che il progetto definitivo delle compensazioni, avrebbe approvato una  "modalità operativa" che la Società sta attuando con i comuni per operare modifiche.

3) Questione economica: i soldi delle compensazionid derivano dal matricione degli impatti, ci sono quindi disequilibri, fra il matricione presentato ed il progetto definitivo del tracciato: ergo, se ora tu sei meno impattato o più impattato ti spetteranno più o meno soldi (secondo il teorema Vizzini).
Confermato inoltre che non ci sono per le bonifiche per le DISCARICHE ABUSIVE (comprese quelle della 'NDRANGHETA).
 
LE MODIFICHE SULLE COMPENSAZIONI AMBIENTALI
(clicca per visualizzare)

LAZZATE

LENTATE SUL SEVESO

BARLASSINA

MEDA

SEVESO

DESIO

LISSONE

MACHERIO

BIASSONO

VIMERCATE

BELLUSCO

SULBIATE

MEZZAGO

domenica 27 febbraio 2011

Comunicato di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE sulle dichiarazioni di ALLEVI.

Pubblichiamo il comunicato stampa di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE emesso in occasione delle dichiarazioni pubbliche del Presidente della Provincia di MB Allevi.

Al Presidente Allevi, che in occasione del convegno sul Lambro, ricorda l'evento ICMESA di Seveso e la conseguente formulazione della DIRETTIVA SEVESO in campo ambientale, facciamo notare IL SUO SILENZIO ASSORDANTE sul MANCATO RECEPIMENTO (da parte di CAL e Soc. Pedemontana) delle PRESCRIZIONI CIPE a TUTELA DEL BOSCO DELLE QUERCE.

Che dice la PROVINCIA di MB sulle scelte scellerate di Regione Lombardia che si OSTINA a voler SBANCARE la porzione medese del Bosco delle Querce per far passare l'autostrada Pedemontana ? 
FINORA NULLA !!