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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

giovedì 2 giugno 2011

Anche a Meda un Comitato Referendario Cittadino

Meda 01/06/011
A MEDA costituito
IL COMITATO PROMOTORE PER Il SI ai REFERENDUM


S’è costituito a Meda il Comitato Promotore in appoggio ai REFERENDUM del 12 e 13 giugno 2011.
Ne fanno parte un gruppo di cittadini, provenienti da esperienze differenti in ambito di impegno sociale e politico,  oppure alla prima esperienza di impegno civile, comunque tutti semplici cittadini che condividono l’obiettivo di promuovere il SI ai quesiti referendari.
Il nostro è un Comitato che ha innanzi tutto  deciso di fare campagna per INFORMARE la cittadinanza medese sull’UTILITA’ di ANDARE A VOTARE per i REFERENDUM, denunciando allo stesso tempo il SILENZIO VOLUTO da parte degli organi d’informazione e di governo su questa importante scadenza.

Il REFERENDUM, infatti, è un momento fondamentale per la vita democratica di un Paese, un’occasione in cui il cittadino esercita il suo DIRITTO D’OPINIONE e DI SCELTA su normative e leggi emanate dall’esecutivo su materie di fondamentale importanza per il futuro del paese.
Il Comitato intende promuovere IL DIRITTO D’ESPRIMERSI di tutti i cittadini, perchè crede fermamente che LA PARTECIPAZIONE è il sale della DEMOCRAZIA.
Sui quesiti referendari il Comitato promuove 4 SI.
SI ai quesiti numero 1 e numero 2 sull’ACQUA PUBBLICA.
SI perché l’ACQUA è una RISORSA COLLETTIVA E INDISPENSABILE PER LA VITA UMANA e non può essere gestita PRIVATAMENTE da aziende che avranno al centro della loro strategia il solo profitto.
SI perché laddove i privati già gestiscono il servizio d’erogazione, i costi per il cittadino SONO RADDOPPIATI, proprio per la logica del mero profitto. SI perché un BENE COLLETTIVO deve essere gestito dalla collettività.
SI al quesito numero 3 sul NUCLEARE
Sul quesito numero 3 relativo al NUCLEARE, non abbiamo dubbi a dire che è IMPROPONIBILE pensare che l’ENERGIA NUCLEARE  possa costituire una risposta SICURA ai problemi energetici.
Prima di tutto perché E’ ESTREMAMENTE INSICURA  con rischi di incidenti elevati e disastrosi con contaminazioni durature dell’ambiente (vedi Chernobyl e Fukushima), produce SCORIE che emettono RADIOATTIVITA’ per migliaia di anni.
Scorie che possono solo essere trattate e stoccate in deposito con ulteriori rilasci radioattivi. Ha costi elevati perché nel costo del chilowattora vanno compresi i costi di smaltimento scorie e di smantellamento delle centrali a fine ciclo. Un SI convinto per stoppare la scelta nucleare.
SI al quesito numero 4 sul LEGITTIMO IMPEDIMENTO
SI anche al 4° quesito sul LEGITTIMO IMPEDIMENTO perché consideriamo che TUTTI i cittadini sono uguali dinanzi alla legge. Siamo pertanto per l’abrogazione di leggi che concedono privilegi a chi si nasconde dietro funzioni istituzionali per evitare di presentarsi dinanzi ai tribunali ove esistono inchieste a suo carico.
Per promuovere i SI ai 4 REFERENDUM, sono calendarizzati e si stanno già tenendo banchetti informativi e volantinaggi cittadini.
Il Comitato Referendario cittadino per il SI ai 4 REFERENDUM
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Sotto: immagini del banchetto informativo al mercato
di Meda Sud il 2/06/011



martedì 31 maggio 2011

Liberiamo l'Italia dal berlusconismo e dal razzismo !

« Una mattina mi son svegliato, o bella, ciao! 
bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato e ho trovato l'invasor.

O partigiano, portami via, o bella, ciao! bella, ciao! 

bella, ciao, ciao, ciao!
O partigiano, portami via, ché mi sento di morir.

E se io muoio da partigiano, o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E se io muoio da partigiano tu mi devi seppellir.

Mi seppellirai lassù in montagna, o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
Mi seppellirai lassù in montagna all'ombra di un bel fior.

E le genti che passeranno o bella, ciao! 

bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
E le genti che passeranno Ti diranno «Che bel fior!»

È questo il fiore del partigiano, o bella, ciao! 

bella, ciao! bella, ciao, ciao, ciao!
È questo il fiore del partigiano morto per la libertà! »

Giuliano Pisapia Sindaco di Milano
Luigi De Magistris Sindaco di Napoli
Massimo Zedda Sindaco di Cagliari
FINALMENTE !!!!

Da Milano, Napoli, Trieste, Cagliari, Pordenone, Novara, Crotone, Grosseto, Mantova, Pavia, e vicino a noi, Arcore, Desio, Limbiate, Rho, Gallarate notizie di un vento di cambiamento che da gioia e soddisfaziome.

Rosalba Colombo Sindaco di Arcore
Roberto Corti Sindaco di Desio

Pietro Romano Sindaco di Rho
Quando la SINISTRA e i PROGRESSISTI sono UNITI e i candidati sono ONESTI, VICINI ALLA GENTE e PARLANO CHIARO, si può battere anche il piduista pluriinquisito e la sua corte dei miracoli di razzisti e affaristi in salsa locale

Su questa strada bisogna continuare per LIBERARE IL PAESE dal berlusconismo e dal razzismo leghista.



CRONACA DA CANTU' PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA




Meda 30/05/11

Pensiamo di poter dire a nome di tutti ... grande soddisfazione per le due giornate di festa , di discussione e di ... fatica del 28 e 29 maggio a Cantù (CO), PER il PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA.

Documentazione, cartine e CD sul Parco distribuiti in abbondanza,  iniziative varie (mostra, lancio di paracaduti per bambini, biciclettata, passeggiate e aquilonata) con un ottima partecipazione di persone che hanno condiviso con noi la proposta di Parco Regionale della Brughiera e la necessità che l’argomento di TUTELA delle aree boschive e verdi della Brianza torni nelle priorità delle future amministrazioni comunali. 

Cantù meritava di ritornare al centro del Parco.

A Cantù centrale è stato il forte spirito unitario con le diverse realtà locali che hanno a cuore il futuro di aree di altissimo pregio ambientale come quelle che abbiamo visto nella passeggiata organizzata Domenica da Legambiente.

Purtroppo, da parte dell'amministrazione comunale registriamo un boicottaggio pressoché totale nei nostri confronti, a partire dai divieti di utilizzo di spazi Pubblici come villa Calvi e piazza Garibaldi, fino alla totale assenza di loro rappresentanti sia al nostro gazebo sia alle passeggiate, eludendo quindi anche un minimo confronto su queste tematiche. 

Dopo queste due intense giornate canturine, sicuramente deve proseguire il lavoro nelle istituzioni locali (Consiglio Comunale, Commissioni ecc.) da parte delle realtà politiche locali che hanno aderito e condiviso l'obiettivo del Parco Regionale della Brughiera.

Altro appuntamento (ancora tutto da costruire) potrebbe essere un convegno istituzionale da tenersi sempre in loco in autunno dove poter riproporre la questione chiamando in causa questa volta direttamente gli amministratori locali, provinciali e regionali.

Di strada da fare c'è né ancora e pure in salita, ma è l'unica che possiamo percorrere.
Non esistono scorciatoie più semplici per raggiungere l'obiettivo che ci siamo dati.

Nelle pagine seguenti le foto dei gazebo informativi a Cantù il 28/05/11 e quelle della passeggiata nei boschi con aquilonata del 29/05/11.

In coda l’articolo de “La Provincia” sull’evento.

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Gazebi e biciclettata PER IL PARCO REGIONALE 
a CANTU’ il 28/05/011















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Camminata e aquilonata nei boschi di Cantù 
PER IL PARCO REGIONALE il 29/05/011




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 L'articolo de "La Provincia" sull'iniziativa a Cantù


venerdì 20 maggio 2011

INIZIATIVA a CANTU' per rilanciare la proposta di PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA

Il Comitato per il PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA , di cui SINISTRA e AMBIENTE è parte, ha organizzato un'iniziativa a CANTÙ' (Como) nei giorni 28/05/011 e 29/05/011 con la sezione del PD canturino e la Lista Civica Lavori in Corso.
Perché a Cantù? Perché la città di Cantù si trova al centro del Parco stesso e perché a Cantù, la MIOPIA POLITICA della maggioranza PdL + Lega si oppone strenuamente alla proposta. Lo fa, evidentemente, per difendere "INTERESSI PARTICOLARI" sulle aree in oggetto.
Ricordiamo a tutti che i bellissimi prati e boschi di S. Naga erano al centro di un devastante progetto di campi da golf con annesso resort con alloggi. 
La Giunta si nasconde poi dietro la foglia di fico del PLIS sulle aree verdi. Peccato si tratti anche qui di un PLIS in taglio "consumo del territorio" giacché sono previste addirittura le asfaltature di strade sterrate di campagna.
La battaglia per il PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA CONTINUA.



Il percorso e il punto d’arrivo della biciclettata cittadina del 28/5/11 
FAVORE del PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA a Cantù (CO)
Il percorso pedestre nei boschi del canturino del 29/05/11
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Meda 19/05/011

  
COMUNICATO STAMPA
Iniziativa a Cantù nei giorni 28 e 29 maggio 2011

  CANTU’ PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA 

Alcuni mesi fa come Comitato per il Parco Regionale della Brughiera abbiamo iniziato un percorso di collaborazione con gruppi politici e associazioni ambientaliste locali di Cantù che come noi hanno a cuore il progetto del Parco Regionale.

Da subito ci si è trovati concordi nel ritenere fondamentali ed indispensabili per la vita e l’esistenza di un Parco, i territori ancora a verde che circondano come una “corona naturale” il nucleo edificato di questa città. Stiamo parlando di boschi e prati di alto pregio ambientale che interessano 24 Comuni delle province di Monza e Brianza e di Como inseriti negli anni novanta da Regione Lombardia, in un Parco Regionale da istituire in accordo con tutti questi Comuni e le loro Provincie. Nella proposta istitutiva del Parco, Cantù è il Comune con la maggior quota complessiva di territorio inserita nel parco: il 15%della superficie totale della Brughiera pari a circa 1.100 Ha. (Dati tratti dalla proposta di legge regionale).

Ad oggi, per precisa scelta dell’attuale Amministrazione Comunale, Cantù non ha più riconfermato la propria adesione (per altro ancora presente negli Atti Pubblici) alla proposta del Parco Regionale preferendo una scelta discutibile di gestione esclusivamente locale  proponendo un progetto ambiguo e chiamandolo furbescamente “Parco delle Cascine”. Progetto dove all’interno ci possa stare di tutto: confini modificabili in qualsiasi momento a seconda delle “necessità di qualcuno”, sfruttamento immobiliare di realtà storiche (Cascina Santa Naga ecc.), strade che si insinuano nei boschi, progetti di strutture incompatibili con un parco naturale tipo campi da golf, ecc..

Il Parco della Brughiera è caratterizzato da boschi, brughiere ma anche prati, campi coltivati, laghetti e piccole zone umide, riserve naturali indispensabili per salvaguardare un complesso e prezioso ecosistema per i 24 Comuni inseriti nei suoi confini:

Meda, Lentate sul Seveso, Cabiate, Mariano Comense, Novedrate, Carimate, Figino Serenza, Cantù, Carugo, Cermenate, Grandate, Vertemate con Minoprio, Cucciago, Fino Mornasco, Casnate con Bernate, Senna Comasco, Orsenigo, Brenna, Montorfano, Lipomo, Capiago Intimiano, Tavernerio, Alzate Brianza e Como.

Natura ma anche storia: in un suggestivo contesto forestale, l’Abbazia di Vertemate o l’antica chiesetta romanica di S. Adriano ad Olgelasca, sono alcuni degli esempi del patrimonio storico-architettonico che può essere oggetto di attenzione per un percorso culturale che parte dagli stessi nuclei abitati, come dalla cittadina di Cantù con il complesso monumentale di Galliano, posta al centro dell’anello verde del Parco.

Elementi di pregio ambientale, naturalistico, paesaggistico e storico, che ancora sopravvivono, consentono, mediante uno strumento di tutela Regionale, di mantenere ancora in vita l’identità secolare di un territorio che, ora più che mai, ha acquisito un enorme valore a causa di un’urbanizzazione che sembra non avere fine.

Ma anche cascine ed altri edifici della civiltà contadina, rogge, fornaci ed antiche strutture, che se opportunamente valorizzate e salvaguardate contribuiscono ad arricchire il nostro patrimonio storico-culturale.

PERCHE' UN PARCO REGIONALE NUOVO QUANDO ANCHE QUELLI 
GIA’ ISTITUITI SONO SOTTO ATTACCO DA NUOVE NORME LEGISLATIVE PENALIZZANTI  IN AGGUATO?
E’ PROPRIO NELLA DOMANDA CHE TROVIAMO LA RISPOSTA: I NOSTRI SFORZI DEVONO CONVERGERE NELLA DIREZIONE DELLA MASSIMA SALVAGUARDIA. SE NON RIUSCIAMO A FRENARE IL CONSUMO DELLE ULTIME AREE A VERDE RIMASTE IL NOSTRO FUTURO NON POTRA’ CHE ESSERE “GRIGIO CEMENTO”.

Questo territorio possiede tutte le caratteristiche ambientali, paesistiche e culturali previste dalla legge per la costituzione di un Parco Regionale.

La maggior parte di queste aree naturali è già riconosciuta, dall’attuale legge regionale lombarda, come Area di Rilevanza Ambientale (ARA). Attualmente, però, la gestione e l’uso di questo territorio sono definite dai piani regolatori comunali o dai PGT che, non essendo coordinati fra loro, non ne garantiscono sufficientemente la salvaguardia.

La creazione di un Parco Regionale introdurrebbe uno strumento di coordinamento con normative appropriate (Piano di Parco e Regolamento) ai quali i PGT comunali dovrebbero adeguarsi, permettendo una gestione armonica ed unitaria di tutto il territorio.

Inoltre la costituzione di un Parco Regionale, potrebbe fornire  regole uniformi anche per tutta una serie di attività e di interventi di grande rilievo sociale, regolamentandole su tutto il territorio interessato.

Consentirebbe anche l’uso, da parte dei Comuni inclusi nel territorio del Parco, di misure di incentivazione, dando ad essi la priorità per i finanziamenti Statali, Regionali ed Europei richiesti per la realizzazione di: restauri di centri storici, recupero di nuclei rurali, attività culturali connesse al Parco, attività sportive compatibili, strutture per l’utilizzo di energie alternative a basso impatto ambientale.

un parco in cerca di futuro da oltre vent’anni
Le Amministrazioni locali ed i cittadini hanno confermato la loro volontà di tutela e di valorizzazione di questi territori in diverse occasioni.

Il primo passo è avvenuto nella prima metà degli anni novanta, quando una petizione aveva raccolto 20.000 firme stimolando la costituzione del Comitato Regionale di Proposta  che definì la perimetrazione delle aree, la modalità di gestione e il regime di tutela da applicare al Parco Regionale della Brughiera.

L’elaborato del Comitato di Proposta venne trasmesso alla Giunta Regionale  - Direzione Generale Tutela Ambientale in data 3 giugno 1999.

Consisteva in una proposta di legge per l'istituzione del Parco con relativa relazione e cartografia.

Tale Proposta di Legge attende ancora di essere discussa.

Nella primavera del 2008 si è ricostituito il Comitato per il Parco Regionale della Brughiera.  Ne fanno parte associazioni, gruppi politici e singoli cittadini che operano in campo ambientale nelle province di Milano, Como e Monza-Brianza.

Dopo una nuova campagna informativa e promozionale, il 9 dicembre 2009 il Comitato ha protocollato in Regione Lombardia  – destinatario il Presidente della Giunta Regionale, on. Roberto Formigoni - altre 4.000 firme per una petizione che chiede il completamento dell’ iter legislativo per istituire finalmente il Parco Regionale della Brughiera.

Ovviamente il nostro impegno non poteva e non doveva finire con questa raccolta firme ma anzi questa ci è servita per portare a conoscenza di tante persone il valore il questo Parco e quanto poco è considerato dai loro/nostri Amministratori. In questa fase stiamo cercando a tutti i livelli (Comunale, Provinciale e Regionale) di rimarcare le “Ragioni del Parco”, anche con iniziative come questa che stiamo organizzando in collaborazione con le realtà sensibili alla salvaguardia della Brughiera.

IL PROGRAMMA DELLE GIORNATE A CANTU’

SABATO 28 MAGGIO :

MOSTRA  e AUDIOVISIVO  dal titolo “Il Parco Regionale della Brughiera”
presso il  Gazebo in largo XX Settembre dalle ore 10,00 alle 19,00


BICICLETTANDO...... biciclettata con partenza alle ore 16,30 da 5 punti diversi della città e arrivo in piazza Garibaldi ore 17,30 (vedi locandina dei percorsi).

GIOCHI.... IN ARIA per i più piccoli al Gazebo di piazza XX Settembre 
ore 17,30/19,00

DOMENICA 29 MAGGIO :

PASSEGGIATA NEI BOSCHI  organizzata da Legambiente Cantù con ritrovo
presso la chiesa S. Carlo località Fecchio alle ore 8,45 percorso di circa 10 Km.

PASSEGGIATA BREVE anche per bambini, stesso luogo di ritrovo ma alle ore 9,45
e arrivo per tutti presso la zona di Santa Naga con AQUILONATA finale ore 12,00.

il Portavoce Tiziano Grassi
indirizzo mail: tiziano.grassi@alice.it     

COMITATO  PER  IL PARCO  REGIONALE DELLA  BRUGHIERA
www.comitatoparcobrughiera.it

Cascina S. Naga a Cantù,dove passerà l'itinerario di Domenica 29/05/011

venerdì 13 maggio 2011

FANNO VERAMENTE SCHIFO !!!!


Domenica, una serie importanti di Comuni vanno al voto.
In questi giorni stiamo assistendo ad una campagna elettorale ove la DESTRA AFFARISTICA di SILVIO BERLUSCONI &C, non ci risparmia dalle solite FANFARONATE, dal solito TERRORISMO (questo si) MEDIATICO ove si raccontano barzellette e si MANIPOLA VOLUTAMENTE la realtà per piegarla ai propri desideri.

Così l'imperatore piduista e plurinquisito ha scelto, ancora una volta, di cercare d'instupidire gli elettori con i suoi triti e ritriti leit motiv sui GIUDICI ("cancro del paese", "persecutori" e via di questo passo), sulla SINISTRA ("si lava poco",  "ha organizzato un complotto contro di me" ma "io ho salvato il paese dal Comunismo" - maiuscolo lo scriviamo noi -etc. etc.).

Con l'IMBONITORE per eccellenza, c'è la sua "corte dei miracoli" fatta di servi, affaristi, razzisti, nostalgici del fascismo, inquisiti per vari reati (corruzione e associazione di stampo mafioso in primis), imprenditori accondiscendenti per interesse diretto etc. etc. (la lista, purtroppo, è molto lunga).

Un fattore li accumuna: IL TOTALE SPREGIO PER OGNI REGOLA DI CONVIVENZA DEMOCRATICA stabilite dalla COSTITUZIONE e dalle LEGGI che ancora sono in vigore nel PAESE DEI CACHI.
Così il "premier" corre in ogni comune per dare una mano ai suoi candidati di cartone.
E' pure capolista a Milano e Torino, anche se MAI si presenterà qualora eletto, in Consiglio Comunale. 
La sua è una candidatura FALSA, utile solo per far parlare d'altro e non dei problemi delle città in cui si vota.
Vuole un referendum , un plebiscito SU DI LUI, non concepisce una scelta ed una valutazione serena sull'operato delle amministrazioni uscenti da parte dei cittadini.

Se la MORATTI a Milano, in questi anni non ha fatto NULLA per la COLLETTIVITA' e TANTO, TANTISSIMO per le lobby d'interesse particolare che l'hanno sostenuta finora, non importa.
Perchè Letizia Mestizia è, prima di tutto, una pedina del silviopensierounico e, si muove come l'imperatore comanda.
Così, in difficoltà nella campagna elettorale, ha pensato bene di CALUNNIARE con UNA FALSA ACCUSA il candidato del centrosinistra GIULIANO PISAPIA.  
Secondo la Moratti, Pisapia sarebbe stato condannato per il furto di un veicolo utilizzato poi per il sequestro e il pestaggio di un giovane e poi amnistiato.
NULLA DI PIU' FALSO poichè PISAPIA fu ASSOLTO CON FORMULA PIENA cioè PER NON AVER COMMESSO IL FATTO.
Cosa che non si può dire per il grancapo piduista che, finora è uscito indenne dai numerosi processi in cui è inquisito solo grazie alla PRESCRIZIONE DEI TERMINI, alla scomparsa del reato in oggetto per le leggi AD PERSONAM da lui volute, MA NON PER ESSERE INNOCENTE.

La solita MANIPOLAZIONE dell'informazione in stile caso Boffo di cui la destra è maestra.
Lo stesso stile che regna sovrano nei paesi autoritari, dove i regimi si reggono oscurando o costruendo verità utili al mantenimento del potere assoluto.

DOBBIAMO MANDARE A CASA QUESTI MISTIFICATORI nonchè PERSONAGGI DA OPERETTA  TRAGICA. Cominciamo da Milano.

Per questo NOI STIAMO con la MILANO ONESTA 
che ha le MANI PULITE. 
Per questo noi stiamo con GIULIANO PISAPIA.


mercoledì 11 maggio 2011

COMITATO PER IL PARCO DI MONZA A. CEDERNA: torna la minaccia distributore NEL PARCO ! FIRMA LA PETIZIONE ON LINE

Dagli amici del Comitato Parco di Monza Antonio Cederna, riceviamo e pubblichiamo.
Il Comune di Monza e la giunta di destra PdL-Lega INSISTONO nel voler costruire un distributore multicarburanti NEL PARCO.
Non si tratta d'essere contrari a tale struttura che distribuirebbe anche GPL e METANO.
Il problema evidente E' LA SUA DISLOCAZIONE INACCETTABILE.
Si faccia, MA FUORI DAL PARCO DI MONZA !
Vi invitiamo pertanto ad aderire alla petizione on-line cliccando sul predisposto link.

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Newsletter di ParcoMonza.org


Un nuovo attacco al Parco di Monza!


Nello scorso febbraio abbiamo chiuso la petizione contro la costruzione di un distributore di carburanti nel Parco con 1449 adesioni e dopo che Provincia di Monza e Brianza, Ente Parco della Valle Lambro, Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano e Comune di Biassono avevano espresso parere negativo.
Ebbene, nonostante ciò, il Comune di Monza si è appellato al Consiglio dei Ministri ottenendo il consenso a procedere.

INACCETTABILE !!!
Mentre sono in corso altre azioni, quali un ricorso al TAR ed altri allo studio.
FACCIAMO SENTIRE ANCORA CON PIU' FORZA LA NOSTRA OPPOSIZIONE

e divulghiamo il più possibile questa e-mail

Per informazioni: inviaci una mail oppure telefona al 039 382147

martedì 10 maggio 2011

A Meda, sulla Pedemontana, facili entusiasmi poco aderenti alla realtà

L'8/05/011 è apparso su "Il Cittadino" l'articolo che riportiamo sotto.
Un articolo che pubblicizza la posizione del Comitato Polo (quartiere Meda Sud) rispetto alla futura autostrada Pedemontana.
Evidentemente, SINISTRA e AMBIENTE e il Coordinamento INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE non condividono i contenuti espressi dai portavoce del Comitato Polo. 
Nelle loro affermazioni, ci sono molte imprecisioni e inesattezze, nonchè una "forzata etichettatura" di un articolo che precedentemente lo stesso Cittadino aveva scritto riportando le posizioni di INSIEME IN RETE, espresse dal portavoce Paolo Conte.
Abbiamo ritenuto utile inviare alla stampa un nostro comunicato in merito.
Comunicato che senza alcuno spirito polemico, precisa l'aspetto sbancamento Bosco delle Querce che il gruppo del Polo, sbagliando, sottovaluta nonchè una serie di incoerenze ed imprecisioni contenute nelle affermazioni del Comitato Polo.

L'articolo su "Il Cittadino" di sabato 8/5/011
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Il nostro comunicato

Meda 09/05/011


PEDEMONTANA: un problema serio, 
un’opera complessa, 
non un pretesto per “etichettare” il nostro impegno.

Parlare a ragion veduta presuppone una conoscenza diretta delle questioni di cui si vuole trattare. Pedemontana, è sotto gli occhi di tutti, si sta rivelando una grossa questione da gestire. E’ proprio sulla capacità di gestione che INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, da anni, sta incalzando tutti gli attori istituzionali (regione Lombardia, province e comuni) e non (Società Pedemontana e Cal) coinvolti, per verificare se si sarà davvero in grado di gestire la Pedemontana e la sua realizzazione senza pesare sull’ambiente e i cittadini che subiranno l’opera. 
Nessun interesse particolare da parte nostra dunque, ma un lavorare per l’interesse collettivo. Pedemontana quindi non è uno scherzo sul quale fare discussioni leggere o sulla quale fare il tifo o la conta fra chi è pro e chi è contro. 
Il punto vero è un altro: garantire che l’Autostrada Pedemontana venga fatta secondo il principio del minor impatto possibile per l’ambiente ed il territorio. Perché questo si realizzi devono essere applicate le soluzioni tecniche migliori senza badare ai costi. 
Su quest’opera invece, pare che questo principio non valga. 
Ad oggi il progetto necessita di moltissime migliorie per minimizzare gli impatti, ma i fondi non paiono sufficienti per realizzarle.

In questa delicata fase, soggetti vari, tutti smaniosi di veder realizzata l’opera quanto prima, attuano volentieri la strategia del  nascondere sotto il tappeto i problemi per non disturbare il manovratore. 

Così si vuole sminuire una minaccia per il territorio qual è il rischio di sbancamento della porzione medese del Bosco delle Querce attuato per “raddrizzare” il curvone del tracciato della futura autostrada tra Barlassina e Meda.
Doppio rischio. 
Rischio per la riduzione della superficie boschiva e verde del Bosco delle Querce e rischio anche per la salute dei cittadini derivato dalla conseguente movimentazione di terreno ancora inquinato da DIOSSINA
Le zone inquinate da DIOSSINA

Inquinamento certificato dai rilievi effettuati da ARPA nel 2008 che hanno evidenziato ben 52 superamenti del limiti di legge (0,00001 mg/kg)  per le zone di accesso pubblico  a cui si sommano ulteriori 10 superamenti del limite (0,0001 mg/kg) per le zone industriali.

Qui inoltre la questione è paradossale. 
Per consentire ai veicoli alte velocità, su di un tracciato classificato come autostradale e POTER QUINDI FAR PAGARE IL PEDAGGIO AI CITTADINI LOMBARDI, regione Lombardia ha derogato sul vincolo di inedificabilità del Bosco delle Querce, vincolo imposto in origine dalla stessa Regione Lombardia che si era assunta l’obbligo di preservare un MONUMENTO VIVENTE MONDIALE che rappresenta fisicamente il riscatto da un dramma che non va dimenticato e che ancora oggi segna gran parte della nostra terra di Brianza. 
Il perimetro del Bosco delle Querce ricalca infatti quello della ex-Zona A (la più inquinata), che per molti ha rappresentato e rappresenta una ferita ancora aperta. 
1976 la fabbrica chimica ICMESA
Si deve perciò ricordare il disastro dell’ICMESA non solo come ricorrenza tragica, ma come monito per il futuro, perché non vengano ripetuti gli stessi errori. Il comportamento tenuto dalla regione su questo tema è di insensibilità totale. 

In un PAESE NORMALE, il tracciato che nel progetto definitivo di Pedemontana taglia e sbanca il Bosco verrebbe declassato e in quel tratto l’Autostrada diverrebbe Superstrada, limitando la velocità. Questo semplice accorgimento permetterebbe di salvaguardare questo MONUMENTO e la sua comunità VIVENTE.

Il risultato sarebbe il salvataggio del Bosco delle Querce dallo sbancamento, una velocità degli automezzi più contenuta e meno pericolosa, assenza di pedaggio. 
Un’opera insomma meno invasiva. Ma evidentemente è più facile derogare verso una via più semplice per denaro, con buona pace per le banche che finanziano l’opera e della politica che continua a privilegiare il trasporto su gomma rispetto a quello su ferro.

La vasca di Meda
Forse infastidisce che la pedemontana si stia configurando come l’autostrada della diossina e delle discariche visto che, oltre al rischio diossina nel Bosco delle Querce e nelle aree limitrofe, il tracciato va ad intersecarsi con le discariche ABUSIVE presenti in molte aree dove passerà l’autostrada.

Una Brianza quindi non idilliaca ma disseminata da discariche, da aree inquinate e soffocata da asfalto e cemento che già ora sono un problema e che, anche senza Pedemontana, la politica dovrebbe avere il coraggio e l’onore di affrontare e risolvere.

Per poter discutere le cose poi bisogna anzitutto vederle e conoscerle: la porzione medese del Bosco delle Querce viene dipinta da alcuni come una zona marginale, inaccessibile alla cittadinanza e pertanto inutile.
Un percorso nel Bosco delle Querce
Nulla di più falso. La parte medese del Bosco è accessibile e fruibile. 
Sicuramente necessita di un ponte sul torrente Tarò che dia continuità e ne migliori la fruibilità con la zona del Centro Sportivo, anch’esso nel perimetro del Parco Naturale Regionale. Siamo però ben lontani dall’avere una porzione di verde “residua”, inesistente per la gente, così come alcuni tentano di spacciarla. 
INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, sta lavorando anche in questa direzione.
Sul Bosco i gruppi locali del coordinamento della RETE (la lista civica di Sinistra e Ambiente a Meda ed il circolo di Legambiente “Laura Conti” a Seveso insieme a Legambiente Lombardia), hanno avanzato alle Istituzioni richiesta d’AMPLIAMENTO del Bosco delle Querce sia a Meda sia a Seveso, ed anche alla Provincia di Monza e Brianza nonché alla Regione Lombardia.
La Rete, insieme di gruppi, associazioni e cittadini che vanno dal territorio di Varese a quello di Como, Lecco e Monza e Brianza, ha fatto anche informazione corretta sulla Pedemontana con una serie di assemblee pubbliche (Road Shock) tenutesi in più comuni interessati al progetto.
Questo coordinamento mantiene tuttora un confronto serrato con la Soc. Pedemontana sul tracciato e sulle COMPENSAZIONI AMBIENTALI che vengono monitorate costantemente.

Esercitiamo pressioni continue affinché la prescrizione n°2 del CIPE che prevede svincoli e viabilità locale di superficie sia realizzata FUORI dall’area del Bosco delle Querce (ad EST dell’attuale tracciato) SIA ATTUATA INTEGRALMENTE.

E’ stata inoltrata anche una Memoria Procedimentale a cura di uno Studio Legale di Milano.
Nella partita sui corridoi ambientali e i collegamenti tra i Parchi, buona parte delle cose previste ha preso origine anche dalle nostre proposte, che sono state recepite in parte dalle prescrizioni avanzate dal CIPE al progetto definitivo dell’opera.

I gruppi della Rete sono promotori diretti della battaglia per l’ampliamento del Parco Brianza Centrale che, per chi non lo sapesse, esiste da ben 10 anni e per l’istituzione del Parco Regionale della Brughiera.

La Rete è poi impegnata sia sul PTCP della provincia di Monza e Brianza con un Osservatorio per contribuire alla riduzione del consumo di suolo sia sullo studio di un piano d’area su Pedemontana che impedisca che ai lati della strada si costruiscano una serie infinita di capannoni inutili (o utili solo per qualcuno) e vuoti.
 
INSIEME IN RETE NON è un comitato. E’ un coordinamento che ha fatto della TUTELA del Territorio e dell’ambiente il centro della sua azione che supera i localismi e predilige una visione d’insieme.

Un’azione che probabilmente infastidisce qualcuno (a cui evidentemente questi temi non interessano), ma su cui la Rete continuerà a impegnarsi perché ambiente e qualità della vita siano al centro della scelte e della buona politica in Brianza.

La mappa che riassume le problematiche del Bosco delle Querce