Il circolo Legambiente Laura Conti di Seveso e Sinistra e Ambiente di Meda, gruppi che da anni si
occupano della tutela e della conservazione del territorio e che insieme ad altri soggetti locali hanno partecipato, organizzato e promosso attività per la Memoria storica e naturalistica del Bosco delle Querce, hanno scritto una lettera al Presidente Mattarella.
La lettera è frutto di riflessioni condivise con i soggetti del territorio che hanno animato il progetto Insieme per il Bosco a partire dal 2023 e con quei gruppi ambientalisti e quelle liste civiche che partecipano al Tavolo Permanente sui lavori di Bonifica da Diossina della tratta B2 della Pedemontana.
Illustra al Presidente il loro agire, la loro pratica politica e le condizioni di un territorio che continua a subire scelte che vanno ad impattare e a compromettere la residua naturalità rimasta nella Brianza nord/occidentale.
Proprio il Bosco delle Querce sarà oggetto di uno sbancamento di 2 ettari con l'abbattimento di 3200 alberi e con la riduzione delle superfici del suo potenziale ampliamento per consentire la realizzazione di un'inutile autostrada: la Pedemontana Lombarda.
Il 50° anniversario non può essere un momento puramente celebrativo ove la Storia, il Dolore e la Memoria di ciò che avvenne dal 10 luglio 1976 (da seguire con la dettagliata ricostruzione a puntate su questo blog) venga annacquata, rimossa o non considerata nel nome di un presente che la seppellisce.
É quello che sta succedendo nella narrativa promossa in particolare dall'amministrazione sevesina di Borroni e da Regione Lombardia che nelle iniziative ufficiali sorvolano sulla ricostruzione degli eventi e sulla definizione delle responsabilità del disastro del 1976 e ignorano la violazione e i danni che il Bosco delle Querce subirà per realizzare l'autostrada Pedemontana Lombarda.
Il 50° anniversario non può essere avulso dal presente che non è fatto solo da una narrazione di resilienza positiva poichè anche il presente continua ad essere caratterizzato da un modello di sviluppo ad ogni costo che va a farci perdere irreversibilmente Natura e preziosi servizi ecosistemici, peggiorando la qualità della vita.
É un presente che necessita di politiche ambientali decise che ancora non ci sono.
Il testo della lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che è stata sottoscritta anche da Seveso Futura e da singoli cittadini e cittadine.
Le scriviamo da Seveso e Meda, dal territorio che presto Lei pregerà della Sua presenza rendendo tangibile l’attenzione dello Stato per questo lembo della Brianza tanto ferita dal danno ambientale e alla salute causato 50 anni fa dal disastro diossina dell’ICMESA.
Quella ferita oggi persiste ma è cambiata.
Attorno alle vasche che custodiscono i materiali contaminati, oggi cresce il Bosco delle Querce: un parco realizzato sopra il dolore, diventato nel tempo un luogo vivo, frequentato da famiglie, scuole, cittadini.
I suoi sentieri raccontano una storia che non può essere dimenticata e che è base delle attività che lì si svolgono fatte da cura, educazione ambientale, ricerca scientifica e partecipazione civica.
Il dramma ha generato Memoria collettiva, consapevolezza civile, responsabilità pubblica.
Questo cambiamento non è accaduto per caso.
La Memoria collettiva è conservata nel Bosco delle Querce dai Pannelli del Ponte della Memoria, un’opera di narrazione condivisa dalla comunità locale su come Seveso ha subito il danno e su come ha reagito.
Il percorso fu fortemente voluto al principio di questo millennio da una piccola ma significativa realtà del territorio: il Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso, costituitosi nei primi anni Novanta e attivo proprio qui, nel cuore del disastro.
La storia di questo processo di resistenza e di cura della memoria è narrata dalla sociologa Laura Centemeri nel libro Ritorno a Seveso (Mondadori, 2006).
In questi ultimi anni, i gruppi facenti parte di “Insieme per il Bosco”, hanno rilanciato nel tempo presente l’intento del Ponte della Memoria e il Bosco ha cominciato a ospitare attività dedicate alla biodiversità, giornate di cura del territorio, eventi culturali, laboratori artistici, gemellaggi tra le comunità che hanno subito disastri quali il Vajont, Bhopal, Stava, Casale Monferrato, iniziative per le famiglie, momenti di educazione e di sensibilizzazione ambientale, momenti di Memoria su quello che comportò la fuoriuscita della diossina dall’ICMESA.
Anche in questo caso è una sociologa, Emanuela Macelloni, a narrare nei suoi articoli apparsi su Secondo Welfare (https://www.secondowelfare.it/author/emanuela-macelloni/) il significato, i dettagli, il movente di questi percorsi.
La cura della Memoria ha reso il Bosco delle Querce un Bene Comune da custodire e nel 2011 un coordinamento di associazioni e gruppi ambientalisti chiamato Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile guidò un percorso di resistenza al progetto scellerato dell’Autostrada Pedemontana Lombarda che avrebbe eroso 12 dei 43 ettari complessivi del Bosco.
Le diverse azioni politiche intraprese convogliarono in un grande Abbraccio del Bosco delle Querce proprio nella data del 10 luglio nel quale confluirono più di 1000 donne e uomini.
Un anno dopo Regione Lombardia deliberò la modifica del tracciato dell’Autostrada portandola per la maggior parte – ma non del tutto purtroppo - al di fuori del confine del Bosco delle Querce.
Quest'anno il momento simbolico dell'anniversario del 10 luglio 2026 vedrà la Sua pregiata presenza e per questo ci permettiamo di scriverLe prima, affinchè possa Lei stesso verificare quanto Le diciamo e ne possa tenere conto.
Questi 3200 alberi sono tanta vita in un momento in cui la salvezza del pianeta potrebbe essere legata alla sua riforestazione.
Anche le compensazioni ambientali, previste con l’ampliamento su superfici a oriente e a occidente del Bosco, saranno compromesse poiché una loro porzione significativa verrà occupata da opere complementari all’autostrada Pedemontana.
Queste compensazioni ambientali saranno comunque solo una goccia nel mare di asfalto e cemento che in questi anni ha letteralmente seppellito la Brianza, oggi prima tra le provincie italiane per consumo di suolo.
Per far passare l’autostrada è altresì in corso una bonifica dei terreni ancora contaminati dalla diossina TCDD del disastro del 1976 e questo è fonte di ulteriori preoccupazioni e attenzioni.
Il territorio dove viviamo è sventrato, i cantieri sono aperti da mesi, siamo impegnati in un percorso di monitoraggio intenso dei lavori in corso e siamo sempre più contrariati dagli accadimenti poiché ancora una volta le comunità subiranno una decisione non condivisa: quella di realizzare un’autostrada che impatterà pesantemente su ambiente e vivibilità.
Per questo il nostro agire continuerà ad essere quello di un fattivo lavoro di cultura, di riconversione, di custodia, di protezione dell’ambiente naturale che tante, troppe volte è stato e viene violato.
La Sua presenza oggi qui è un segno importante di attenzione e riconoscimento per una vicenda che ha segnato la storia del Paese che non può essere dimenticata poiché deve essere monito e riferimento per le politiche ambientali, così come è accaduto con l’emanazione europea della Direttiva Seveso, giunta alla sua terza edizione.
Nel rispetto di questa storia, auspichiamo che Lei voglia aiutarci a mettere le premesse perché proprio qui venga realizzato un progetto di riqualificazione ambientale del territorio e della natura, oggi sostenuto anche a livello internazionale dalla Nature Restoration Law.
È il progetto del Parco Fluviale e Territoriale del Seveso che dovrebbe comprendere un Bosco delle Querce ampliato che abbraccia e si unisce con tutti quei lembi di territorio che sono sopravvissuti alla cementificazione, restituire a verde il greto dei corsi d’acqua che confluiscono verso l’area metropolitana, tutelare gli ecosistemi e la biodiversità rimasta nella terra di Brianza.
Per i gruppi e le associazioni ambientaliste del territorio:
Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso
Sinistra e Ambiente di Meda
Seveso e Meda 11 giugno 2026



Nessun commento:
Posta un commento