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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
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"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

venerdì 7 ottobre 2016

PEDEMONTANA: CONTINUA LA COMMEDIA


Mercoledì 5-10-016 s'è tenuto l'annunciato incontro tra i sindaci dei Comuni della tratta B2 di Pedemontana e il Presidente della soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) Antonio Di Pietro, presenti anche i vertici di Concessioni Autostrade Lombarde (CAL).
I comunicati e i resoconti della stampa ci portano come ambientalisti del coordinamento INSIEME IN RETE ad un commento sui suoi esiti.


Meda/Seveso 8/10/2016

La Soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) con il suo attuale Presidente Antonio di Pietro e Concessioni Autostrade Lombarde (CAL), hanno portato un nuovo argomento per sostenere la tesi di proseguire con la realizzazione dell’autostrada: lo spauracchio delle penali da pagare agli appaltatori in caso di rinuncia al completamento dell’opera.
Un’argomentazione che omette il fatto che delle tratte B2, C e D non esiste nemmeno un progetto esecutivo, ragion per cui qualsiasi penale sarebbe sicuramente rapportabile allo stato dell’iter e quindi di gran lunga inferiore ai costi totali previsti per la realizzazione delle parti mancanti dell’autostrada.
Insomma quella fatta da APL e CAL nel consesso voluto dal Presidente della Provincia di Monza e Brianza è da ritenersi una forma di indebita pressione.

Nel complesso non stupisce che l’esito dell’incontro lasci i Sindaci della Tratta B2 del tutto insoddisfatti: il modo in cui è stato realizzato questo incontro e quanto emerso ha qualcosa di surreale.
In primo luogo è criticabile che siano stati coinvolti soltanto i Sindaci della Tratta B2.
Trattandosi di un appuntamento di livello provinciale ci saremmo aspettati la partecipazione di tutti i Sindaci. Sabato 8 ottobre su Repubblica il Sindaco di Mezzago ribadisce la contrarietà del suo Comune al proseguimento dell’autostrada, con una posizione coerente e condivisibile che avrebbe dovuto essere presa in considerazione.
Altri Sindaci della tratta C hanno posizioni simili e non sono stati invitati.
Questa impostazione mostra come lo sguardo sull’infrastruttura non sia mai di insieme e, infatti, non è mai presa in considerazione l’idea di fare un punto della situazione con tutti i Sindaci, compresi quelli delle tratte già in esercizio, laddove il territorio è stato letteralmente massacrato e dove i soldi residui dovrebbero servire a risarcire i danni piuttosto che ad avviare altrove inutili cantieri.

Nel merito poi dei contenuti dell’incontro, invece di ripetere il solito mantra dell’autostrada che si deve fare tutta e se si farà tutta sarà una “bella” autostrada andrebbe esplicitato che il Project Financing con cui molti si son riempiti la bocca è ormai un pallido ricordo e un totale fallimento per la mancanza del capitale privato.
La “commedia” raggiunge l’apice con APL che continua a promettere ai Comuni l’anticipo delle opere di viabilità locale e intercomunale connesse con risorse economiche che non ci sono e quindi chiedendo alle stesse Amministrazioni di coprirle preventivamente di tasca propria.
E’ noto che quando le società non riescono a mantenere i propri impegni, falliscono e pagano le conseguenze dei danni che hanno contribuito a realizzare, invece, in linea con l’italico sistema la Soc. Autostrada Pedemontana Lombarda chiede alla Regione “l’anticipo delle risorse a preventivo”.
Chiede cioè un altro intervento pubblico da sommare all’incentivo “virtuale” della defiscalizzazione per 800 milioni voluta dal governo.
Un’istanza che va nella direzione di buttare denaro PUBBLICO nella voragine, in aggiunta alla quota “dell’aiuto di Stato” della defiscalizzazione la cui legittimità è sotto esame della Commissione Europea per la Concorrenza.

Dai comunicati e dagli articoli, inoltre verifichiamo che il bilancio ambientale e la criticità Diossina TCDD sulla tratta B2 e inizio C sono spettri da non evocare mentre per quanto riguarda il territorio di Seveso e comuni limitrofi la questione dovrebbe stare al centro dell’attenzione e non solo perché la presenza di diossina TCDD potrebbe comportare una ulteriore e aggiuntiva previsione di spesa ma anche perché non basta ricordare il danno di 40 anni fa, ma bisogna essere molto solleciti e presenti per prevenire l’aggravamento della situazione perpetrando una scelta già sbagliata che riguarda appunto il passaggio di una autostrada in una zona così fortemente contaminata.

A questo punto la decenza imporrebbe di prendere atto della disastrosa situazione in cui ci troviamo – tempi non rispettati, pezzi di autostrada incompiuti, bassissimi volumi di traffico sulle tratte realizzate, costi realizzativi elevati, territorio pesantemente compromesso, aree verdi devastate, compensazioni ambientali abbandonate al loro destino - rinunciando al completamento di questa inutile e dispendiosa infrastruttura aprendo invece un confronto sul potenziamento del ferro e della viabilità esistente.
E’ nelle facoltà del Governo attuale riprendere in mano il progetto complessivo dell’opera e stralciarla in modo definitivo da quelle previste dalla Legge Obiettivo (creatura del Governo Berlusconi, ndr) per dare vita a qualcosa di più sensato e attento ai bisogni reali del territorio.

Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile

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Da QuiBrianza

Pedemontana, i sindaci incontrano 

Di Pietro ma restano tutte le incertezze

PEDEMONTANA - I sindaci della tratta B2, quella compresa tra Lentate sul Seveso e Cesano Maderno, mercoledì pomeriggio hanno incontrato Antonio Di Pietro, presidente di Pedemontana, nella sede della Provincia di Monza. Massima disponibilità.... se ci saranno i soldi
La disponibilità l'ha data, i soldi no. Li sta cercando anche lui. Antonio Di Pietro, presidente di Pedemontana, mercoledì pomeriggio ha incontrato i sindaci della tratta B2 (ovvero i Comuni di Lentate sul Seveso, Meda, Barlassina, Seveso e Cesano Maderno) nella sede della Provincia di Monza e Brianza per affrontare temi ancora irrisolti. La volontà di collaborare c'è, ma sia i Comuni sia Pedemontana hanno tremendamente bisogno di quattrini.

L'incontro si è svolto dopo la lettera inviata a Di Pietro da Gigi Ponti, in qualità di Presidente della Provincia di Monza e Brianza (ma anche sindaco di Cesano Maderno), in data 12 settembre per sollecitare un incontro urgente. Lo stesso Ponti si è fatto portavoce del disagio dei Comuni, evidenziando che Pedemontana invece di diventare una risorsa sta diventando un problema. Non solo viabilistico: soprattutto al momento sta mettendo in difficoltà la progettualità del territorio, con Pgt che restano "congelati" a causa dell'incertezza. Sul tavolo anche la necessità di realizzare opere viabilistiche prima dell'apertura del cantiere per evitare di pregiudicare la vivibilità dei nostri territori.

Di Pietro si è detto disponibile a valutare la possibilità di anticipare la realizzazione delle opere connesse rispetto alla tratta autostradale vera e propria, per ridurre gli impatti della cantierizzazione sulla viabilità locale: tuttavia potrà farlo solo se saranno disponibili le risorse finanziarie.

Ha infatti sottolineato che l'incognita principale è quella economico finanziaria, che pregiudica di fatto qualsiasi previsione temporale e attuativa, anche poiché sono andati deserti diversi bandi per coinvolgere nell’operazione gli istituti bancari. Mentre ulteriori ricognizioni sono ancora in corso, Pedemontana ha anticipato di aver richiesto un intervento di Regione Lombardia affinché vengano anticipate parte delle risorse a preventivo, mentre dal Governo è stata confermata la disponibilità alla defiscalizzazione dell’opera, pari a circa 800 milioni da spalmare nel corso della realizzazione. 

Alla porta della Lombardia bussano anche i sindaci chiedendo di stanziare quei soldi che mancano alla Provincia per farsi carico della manutenzione ordinaria e straordinaria della Milano-Meda, che ha preso in gestione il 19 marzo. Sono stati effettuati alcuni interventi, ma di certo non bastano per restituire completa sicurezza e dignità a una strada così trafficata.

Chiedere non costerà nulla. Ottenere sarà più difficile. Nel frattempo tutti i dubbi sulla Pedemontana e sulla Milano-Meda restano.

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Un articolo de Il Fatto che racconta dell'audizione di Di Pietro in Commissione Regionale Programmazione e Bilancio

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