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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

sabato 26 febbraio 2011

Serata d'incontro con BANCA ETICA organizzata dal GAS ASSIEME di Meda

Vi segnaliamo un interessante iniziativa del GAS (Gruppo Acquisto Solidale) ASSIEME di Meda che il 3 marzo, alle ore 21.00 presso il circolo ACLI di P.za CAVOUR a MEDA organizza un incontro con BANCA ETICA, la prima banca d'azionariato diffuso in Italia, fondata e creata per una FINANZA DIFFERENTE, basata su principi di SOLIDARIETA' e di finanziamento a progetti di sviluppo SOLIDALI.


lunedì 14 febbraio 2011

Pedemontana e Bosco delle Querce: per il Ministro va tutto bene

L'area del Bosco delle Querce nel 1977
Lo scorso mese di ottobre l'on. Ermete Realacci ha presentato una interrogazione parlamentare per verificare l'opportunità di una revisione del progetto dell'autostrada Pedemontana Lombarda volta ad evitare lo sbancamento nel Bosco delle Querce. 

Mercoledì 9/2/2011 è intervenuto il Ministro Altero Matteoli che ha fornito la risposta che sotto pubblichiamo integralmente, con allegate mappe illustrative del progetto definitivo aggiornato inserite per meglio far comprendere LA REALTA'.

Appare evidente (non ci avrebbe stupito il contrario) che per il Governo E' TUTTO A POSTO ED IN ORDINE.
Diversa e differente è la nostra opinione, stante quanto EFFETTIVAMENTE previsto nel PROGETTO DEFINITIVO AGGIORNATO che è già stato distribuito a tutti gli Enti interessati ma ancora ufficialmente indisponibile per i cittadini  i gruppi e le associazioni che da tempo seguono la questione PEDEMONTANA.

Il nostro impegno PER TUTELARE E SALVAGUARDARE IL TERRITORIO proseguirà nonostante le "accomodanti" rassicurazioni di Matteoli.


Come SINISTRA e AMBIENTE di MEDA, vorremmo cogliere l'occasione per chiedere espressamente alle altre forze politiche medesi con cui ci siamo confrontati, (PD, Lista Buraschi, Uniti per Meda) di valutare INSIEME iniziative comuni utili al fine di riaprire la partita di TUTELA DEL BOSCO DELLE QUERCE. 

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La risposta del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti 



Il tracciato del Collegamento autostradale Dalmine - Como – Varese - valico del Gaggiolo e opere ad esso connesse, denominato autostrada Pedemontana Lombarda, il cui progetto definitivo già approvato dal CIPE con delibera n. 97/2009, attraversa lungo la tratta autostradale B2 una vasta area sottoposta a vincolo ambientale e precisamente il Parco del Bosco delle Querce nei Comuni di Meda, Seveso e Cesano Maderno in Provincia di Monza e Brianza.

Lo svincolo di Meda nel progetto definitivo aggiornato
La tratta autostradale B2, posizionata lungo la parte nord-est del perimetro del parco del Bosco delle Querce, si sovrappone al corridoio già esistente, la superstrada Milano-Meda (ex Strada Statale 35 "dei Giovi”), ampliandola e riqualificandola. Il progetto prevede l’aumento da due a tre corsie per senso di marcia e lo spostamento dell’asse stradale verso sud-ovest, in direzione del Parco per evitare di dover effettuare una deviazione della linea ferroviaria internazionale Milano-Como-Chiasso, posta immediatamente a nord della ex Strada Statale 35 e di dover demolire una numerosa serie di edifici residenziali disposti lungo il lato est della ex Strada Statale 35. L’allargamento delle carreggiate e lo spostamento dell’asse portano il nuovo tracciato autostradale ad interferire con le zone contrassegnate dalle lettere "A", "B" ed "R", che distinsero le aree ad alta, media e bassa contaminazione da sostanze inquinanti, principalmente diossine, depositatesi a seguito dell’incidente nello stabilimento ICMESA (Industrie Chimiche Meda Società Azionaria) che il 10 luglio 1976 provocò la fuoriuscita di una nube tossica.

La zona vincolata è perimetrata in base alla cartografia allegata alla delibera di Giunta regionale 28 maggio 1985, n° 52837 che individua le aree interessate da operazioni di bonifica e ripristino ambientale ai sensi della legge regionale n. 2 del 17 gennaio 1977. Su tale area si applica quanto disposto dall’articolo 1, comma 1, della legge regionale n° 60 del 27 maggio 1985 “Istituzione di vincoli e destinazioni d’uso ne1l’area bonificata ai sensi della legge regionale 17 gennaio 1977 n. 2": "A far data dall’entrata in vigore della presente legge nelle aree dei comuni di Seveso, Meda, Desio e Cesano Maderno, già interessate da operazioni di bonifica e ripristino ambientale ai sensi del L.R. 17 gennaio 1977, n. 2 è fatto divieto di qualsiasi attività edificatoria o di trasformazione del suolo e del sottosuolo, ad eccezione degli interventi necessari alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei manufatti realizzati nell'ambito della bonifica, nonché delle attività agronomiche conservative e migliorative per l’ambiente boschivo".

Successivamente la legge regionale n° 15 del 26 maggio 2008 "Infrastrutture di interesse concorrente statale e regionale" ha revocato per le aree in oggetto il vincolo di edificabilità, l’articolo 4, comma 9 difatti recita: “In deroga al divieto di cui all’articolo 1, comma 1, della legge regionale 27 maggio 1985, n. 60, nel Parco naturale del Bosco delle Querce sono ammesse le attività per la realizzazione del Collegamento autostradale Dalmine - Como - Varese - valico del Gaggiolo inerenti con la localizzazione della infrastruttura derivante dal progetto preliminare, approvato con delibera CIPE n. 77 del 29 marzo 2006, come modificato e ottimizzato dalla progettazione definitiva per minimizzare la portata delle interferenze nel Parco naturale del Bosco delle Querce. Le attività per la realizzazione dell’infrastruttura sono ammesse fermo restando il rispetto di quanto previsto dal decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152, Norme in materia ambientale, ai fini della salvaguardia delle condizioni ambientali, di efficacia e sicurezza oggi persistenti nell’area".

Relativamente alla zona B, nel 1984 fu effettuata una nuova valutazione del rischio per gli abitanti e sulla base dei risultati ottenuti furono gradualmente tolti i vincoli e le misure precauzionali inizialmente imposte, fino alla completa liberalizzazione del 1986.

Il progetto preliminare dell’autostrada Pedemontana Lombarda è stato approvato dal CIPE con delibera nl 77/2006 del 29 marzo 2006.

A tutela degli interventi di bonifica effettuati, per la tratta B2 interferente con le zone A, B, R sopra citate, il CIPE ha formulato specifiche prescrizioni da recepire in fase di progettazione definitiva.

Al fine di ottemperare alle prescrizioni formulate dal suddetto Comitato, la società Concessionaria, in sede di progettazione definitiva, ha fatto redigere un "Piano di indagini preliminari sull’area influenzata dall’incidente ICMESA sulle aree interessate dal tracciato dell’autostrada, allegato al progetto definitivo. Il Piano di indagini preliminari é stato approvato dagli Enti competenti (Regione, Provincia di Milano e ARPA in data 11 febbraio 2008; i sondaggi hanno avuto luogo tra aprile e maggio 2008, alla presenza di un tecnico ARPA, l’Agenzia ha infatti proceduto alla validazione dei risultati mediante analisi di campioni a scelta tra quelli individuati nel piano presso i propri laboratori.

L’area di studio considerata é stata determinata dall’inviluppo del sedime delle diverse ipotesi alternative di ottimizzazione del tracciato, estesa alle aree contermini che avrebbero potuto essere interessate da opere rovvisionali e aree di cantiere. Il piano di indagine ha tenuto conto delle tipologie di manufatti previste nelle diverse sezioni di progetto e della relatia profondità di intervento. L’indagine è stata focalizzata sulla caratterizzazione del terreno superficiale maggiormente soggetto a contaminazione, rappresentato dallo strato tra 0 e 15 cm di profondità e da1l’orizzonte di terreno non interessato dalle operazioni di bonifica
nella sua porzione meno profonda. In alcuni campioni sono stati invece prelevati a profondità maggiori per valutare eventuali fenomeni di trasporto verticale delle diossine per dilavamento.
Dall’analisi dei risultati del suddetto Piano di indagini preliminari emerse che 10 campioni, sui 127 analizzati, presentavano una concentrazione di inquinante superiore al limite industriale previsto. Per tale ragione fu deciso di approfondire le indagini svolte nell’intorno dei superamenti individuati, al fine di circoscrivere realmente le zone interessate dal superamento della soglia.

Il Piano di indagini integrative sull’area influenzata dal1’incidente ICMESA, anch’esso allegato al progetto definitivo, è stato redatto nell’agosto 2008 ed é stato approvato degli Enti competenti in data 10 settembre 2008. Le indagini sono state eseguite nell’ottobre 2008; anche i risultati del "Piano di indagini integrative" sono stati validati da ARPA. Tali Piani, complessivamente, hanno dimostrato che in zona 8 la concentrazione di inquinante ha superato il limite per le zone a verde c occasionalmente il limite industriale soprattutto in corrispondenza dello strato superficiale (0-15 cm). I sondaggi profondi effettuati in corrispondenza di questi superamenti hanno mostrato una situazione dl non contaminazione negli strati più profondi, portando ad escludere fenomeni di trasporto verticale delle diossine per dilavamento. In zona A, invece, i superamenti del limite industriale sono occorsi in corrispondenza dello strato al di sotto della scarifica avvenuta negli anni successivi all’incidente e la maggior parte dei campioni prelevati sono inferiori al limite verde. Questo testimonia che la bonifica realizzata sull’area del Bosco delle Querce é stata efficace, dal momento che non sussiste contaminazione superficiale nelle aree interne al Parco. Possibili rischi sono stati individuati per la movimentazione del terreno al di sotto del livello degli interventi di bonifica. A seguito dei risultati ottenuti, le terre e rocce da scavo dovranno essere evidentemente smaltite in discarica, secondo le normali procedure previste dalla normativa vigente, ad esempio l’articolo 5 del decreto ministeriale 3 Agosto 2005 “Definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica".

In ottemperanza alle prescrizioni CIPE, per la tutela delle vasche contenenti il materiale contaminato, nell’ambito della progettazione definitiva è stata anche realizzata una campagna di rilievi geoelettrici finalizzata ad individuare il corretto posizionamento della vasca di Meda, prossima ai rami dello svincolo autostradale. Non sono stati effettuati rilievi per l’individuazione della vasca di Seveso, lontana dal Collegamento autostradale e dalle viabilità connesse. Lo scopo delle indagini é state quello di evitare qualsiasi interferenza in fase di realizzazione e di esercizio del ramo di svincolo con la vasca esistente. In prossimità dell’area sono state pertanto realizzate quattro sezioni geoelettriche, che hanno evidenziato l’ottimo stato di conservazione ed efficienza del telo di impermeabilizzazione posto sul fondo della vasca nonché del telo e dello spessore di calcestruzzo posti a copertura della vasca.

Particolare dell'immissione a T che , in violazione alla prescr. CIPE n°2, E' ALL'INTERNO del Bosco delle Querce
La soluzione progettuale prevede la riqualifica del ramo di svincolo esistente, senza l’esecuzione, in fase di realizzazione, di scavi di dimensioni rilevanti, né di opere di fondazione che vadano a modificare l’attuale assetto strutturale della vasca; in fase di esercizio non si prevedono variazioni dei carichi cui è soggetta la vasca, che possano quindi comprometterne la stabilità.

In definitiva, il tracciato dello svincolo di Meda contenuto nel progetto definitivo risulta ottemperante alle prescrizioni CIPE impartite in sede di approvazione del progetto preliminare, evitando qualsiasi interferenza delle opere autostradali con le vasche contenenti materiale contaminato.

Durante la progettazione definitiva, al fine di limitare al massimo l’interferenza con le aree del Bosco delle Querce, il tracciato autostradale è stato ottimizzato prevedendo un profilo altimetrico il più possibile in rilevato e una riduzione in questo tratte da 110 a 100 km/h della velocità di percorrenza per diminuire lo spanciamento dell’asse autostradale a1l’interno del Parco. Riguardo alla viabilità di adduzione allo svincolo interne al Parco, esse sono tutte progettate in rilevato, per evitare movimentazione di terreni contaminati.

L’ottemperanza del progetto definitivo alle prescrizioni impartite dal CIPE in sede di approvazione del progetto preliminare, con particolare riferimento alle prescrizioni di carattere ambientale, é stata verificata dalla Commissione speciale per la valutazione di Impatto Ambientale, che ha trasmesso il proprio parere n. 328 del 29 luglio 2009 nell’ambito della Conferenza di servizi per l’approvazione del progetto definitive del collegamento autostradale, ai sensi e per g1i effetti dell’articolo 185 del decreto legislativo n. 163 del 2006.

Con l’approvazione del progetto definitivo, avvenuta durante la seduta del 6 novembre 2009, con delibera n. 97/2009 pubblicata sul Supplemento ordinario n. 34 alla Gazzetta ufficiale n. 40 in data 18 febbraio 2010, il CIPE ha inoltre impartite nuove prescrizioni da ottemperare durante la progettazione esecutiva e la fase di realizzazione. Tra queste non si registrano prescrizioni o raccomandazioni volte ad evitare lo sbancamento nel bosco delle Querce nel tratto in corrispondenza dello svincolo di Meda.

In merito alla tutela degli interventi e delle opere di bonifica già effettuati e alla tutela della salute pubblica e degli operatori durante la cantierizzazione, la delibera CIPE n. 97/2009 contiene già prescrizioni e raccomandazioni in tal senso, quali ad esempio le seguenti prescrizioni.

prescrizione 2: “tratta B2 - In corrispondenza del tratto compreso tra il km 6,058 e il km 6,203 la viabilità locale di superficie dovrà essere spostata sul lato Est del tracciato autostradale, la rotatoria e i relativi rami di adduzione dovranno essere posti al di fuori del perimetro del Parco delle Querce; 

prescrizione 3: "Tratta B2 · In corrispondenza dell’interferenza del tracciato con le aree influenzale dall’incidente ICMESA dei Comuni di Seveso, Meda, Cesano Maderno e Bovisio Masciago, dovranno essere realizzate ulteriori indagini dettagliate sui terreni interessati da contaminazione da diossina poiché nel corso delle indagini preliminari per la verifica della concentrazione residua sono stati riscontrati superamenti dei valori limite per questo parametro, ai fini della gestione secondo l’art. 5 del D. M 3 agosto 2005 ";

prescrizione 4: "Tratta B2 - Le aree di cantiere poste all’interno del perimetro del Parco delle Querce nella "zona A" dell'area contaminata dall’incidente ICMESA dovranno essere delocalizzate in siti esterni ai perimetro stesso "; 

prescrizione 11: "la realizzatore dell’infrastruttura dovrà adottare un Sistema di Gestione Ambientale dei cantieri secondo i criteri di cui alla norma ISO 14001 o al Sistema EMAS (Regolamento CE 761/2001) "; 

prescrizione 154: "In riferimento al piano di campionamento per la caratterizzazione delle terre e rocce da scavo, dovrà adottarsi uno specifico protocollo, dal concordare con ARPA prima dell'inizio delle attività di scavo, al fine di consentire i1 corretto svolgimento delle attività di controllo, vigilanza e validazione dei dati, con specifico riferimento agli approfondimenti per la fase operativa";

prescrizione 156: "La commercializzazione del materiale inerte proveniente dalla realizzazione dell'opera dovrà avvenire nel rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 35, commi 2 e 3, della legge regionale. 8 agosto 1998, n. 14, in materia di cave; in ogni caso dovranno essere rispettate le disposizioni di cui al decreto legislativo 152 del 2006 modificato dal decreto legislativo 4 del 2008, in materia di terre e rocce da scavo”;

prescrizione 169: "Nell’eventualità che i lavori coinvolgano l'area denominata “bosco delle Querce ", si prescrive che, prima di attuare qualsiasi nuovo intervento che possa interessare le vasche di deposito dei rifiuti le opere necessarie per il controllo ambientale della falda e dei depositi sopracitati, quali piezometri pozzetti di protezione, ecc sia acquisito il parere favorevole dell’ASL Monza Brianza"; 

prescrizione 208: “Lo stoccaggio di materiali o sostanze pericolose in fase di cantiere davrà avvenire secondo le disposizioni della normativa di riferimento in materia".

Per alcune prescrizioni sono già state identificate le modalità di ottemperanza. In particolare per l’arca di cantiere richiamata dalla prescrizione CIPE n. 4 é già stata individuata una localizzazione alternativa, al di fuori del perimetro del Parco. Pertanto, il progetto esecutivo relativo alla tratta B2 del Collegamelo autostradale, la cui redazione é prevista nel corso dell’anno 2011, sarà sviluppato nel rispetto del progetto definitivo approvato dal CIPE e di tutte le relative prescrizioni.

A garanzia del recepimento nel progetto esecutivo delle prescrizioni impartite dal CIPE, si evidenzia che ai sensi dell’articolo 169, comma l del decreto legislativo n. 163/2006 la Società Concessioni Autostradali Lombarde fa sapere che in qualità di soggetto aggiudicatore, verificherà che nello sviluppo del progetto esecutivo sia assicurato il rispetto delle prescrizioni impartite dal CIPE.

Inoltre, ai sensi del punto 3.3 della delibera CIPE n. 97/2009 il soggetto aggiudicatore, prima dell’inizio dei lavori, dovrà fornire assicurazioni al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sull’avvenuto recepimento nel progetto esecutivo delle prescrizioni allegate alla citata delibera nl 97/2009;

Ai sensi del medesimo punto 3.3 della delibera CIPE n. 97/2009 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti successivamente provvederà a dare comunicazione del recepimento nel progetto esecutivo delle prescrizioni allegate alla citata delibera n. 97/2009 alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica.

Infine, ai sensi dell’articolo 185, comma 7, del decreto legislativo n. 163/2006 la Commissione Valutazione di impatto ambientale procederà, prima dell’inizio dei lavori, a verificare la rispondenza del progetto esecutivo alle prescrizioni del provvedimento di compatibilità ambientale.

F.to il Ministro Altero Matteoli

giovedì 10 febbraio 2011

Attività del COMITATO PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA

Riceviamo dal COMITATO PER IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA (di cui SINISTRA e AMBIENTE è parte attiva) un comunicato che fa il resoconto e il punto relativo ad un incontro tenutosi con il Consigliere Regionale capogruppo del PD LUCA GAFFURI.

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RESOCONTO DELL’INCONTRO 
CHE SI E’ TENUTO 
IN REGIONE LOMBARDIA 
CON IL CONSIGLIERE LUCA GAFFURI

Martedì 01/02/2011 come comitato abbiamo avuto un incontro con il Consigliere Regionale Luca Gaffuri e altri tre suoi collaboratori.

In rappresentanza del Comitato erano presenti:
Erminio Clerici, Tiziano Grassi e Gianni Del Pero.

Sono state avanzate alcune richieste al Consigliere presente alla riunione con l’impegno suo di trasmetterle anche a Pippo Civati che era assente in quanto trattenuto in commissione Ambiente.

Ecco il dettaglio delle richieste avanzate che hanno trovato positivo riscontro tra i presenti all’incontro.

1 – Riproposizione in Consiglio Regionale del progetto di legge per l’ Istituzione del Parco Regionale della Brughiera così come formulato nel 1999 dal Presidente di Regione Lombardia Formigoni. 

Luca Gaffuri ha sottolineato il fatto che già stavano pensando di presentare la proposta aggiornandola alla legislazione attualmente in vigore relativamente ai Parchi Regionali, e che cercheranno anche altri sostenitori della proposta.

2 – Sensibilizzare i circoli locali del Partito Democratico sulla richiesta di Parco Regionale per i territori a verde della Brughiera affinché si possa raggiungere il più possibile i comuni soprattutto della provincia di Como, e che tali circoli si facciano promotori di incontri pubblici sulla difesa del territorio e per la salvaguardia delle aree della Brughiera.

Il Consigliere si è reso disponibile nell’organizzare a breve un incontro con i responsabili di circolo dei comuni interessati dai boschi della Brughiera in cui saremo invitati a partecipare e ad esporre le nostre considerazioni.

A tale proposito una prima occasione per mettere a punto questa iniziativa può essere l’incontro a Intimiano (CO) del 15/02/2011 dove si parlerà di Brughiera e di Pedemontana e dove forse sarà presente anche Luca Gaffuri.

Dopo alcune riflessioni sul futuro legislativo regionale non roseo per i Parchi si è concluso l’incontro.

                        IL PORTAVOCE       Tiziano Grassi                                  

 indirizzo mail: tiziano.grassi@alice.it
                                                                  

sabato 5 febbraio 2011

PEDEMONTANA e BOSCO delle QUERCE: interrogazione PD in Prov di MB e risposta dell'Assessore Giordano

Dopo gli incontri di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE con i Consiglieri Provinciali del PD, quest'ultimi, sulla scorta delle informazioni ricevute, hanno protocollato un'interrogazione all'Assessore Giordano sul tema PEDEMONTANA e BOSCO DELLE QUERCE.
Vi proponiamo la risposta scritta dell'Assessore alle Opere Pubbliche, Viabilità e Trasporti Giordano, che CONFERMA le nostre preoccupazioni in merito al MANCATO RECEPIMENTO delle PRESCRIZIONI CIPE relative alla tratta B2 e al BOSCO DELLE QUERCE.
L'Ass. Francesco Giordano

Singolare la risposta "bizantina" di Giordano che fa un uso spettacolare della lingua "italiota": si parla di "ottimizzazioni progettuali non sostanziali cioè formali" e quindi perchè le hanno fatte?

norme e prescizioni perentorie "parzialmente ottemperate"
l'appalto integrato è semplicemente "dare" l'incarico per fare progetto esecutivo e realizzazione opere nello stesso tempo al medesimo soggetto : dove sta scritto che questa tipologia di affidamento comporti che l'ottemperanza delle prescrizioni avvenga in fase esecutiva - in contrasto con la normativa sulle opere pubbliche ?

giovedì 27 gennaio 2011

27 gennaio GIORNO DELLA MEMORIA: la testimonianza del DEPORTATO ANGELO SIGNORELLI

Per non dimenticare 
Non dimenticate 

Vi chiedo una sola cosa: se sopravvivete a questa epoca non dimenticate. 
Non dimenticate né i buoni né i cattivi. 
Raccogliete con pazienza le testimonianze di quanti sono caduti per loro e per voi. 
Un bel giorno oggi sarà il passato e si parlerà di una grande epoca e degli eroi anonimi che hanno creato la storia. 
Vorrei che tutti sapessero che non esistono eroi anonimi. Erano persone, con un nome, un volto, desideri e speranze, e il dolore dell 'ultimo fra gli ultimi non era meno grande di quello del primo il cui nome resterà.  
Vorrei che tutti costoro vi fossero sempre vicini come persone che abbiate conosciuto, come membri della vostra famiglia, come voi stessi.

Julius Fucik eroe e dirigente della Resistenza cecoslovacca, impiccato a Berlino l’8 settembre 1943

Il Generale Dwight D. Eisenhower aveva ragione  
nell’ordinare che fossero fatti molti filmati e molte foto.

 

Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che,
quando il Supremo Comandante delle Forze Alleate
 Generale Dwight D. Eisenhower,
incontrò le vittime dei campi di concentramento,
ha ordinato che fosse fatto il maggior numero di foto possibili,
e fece in modo che i tedeschi delle città vicine
fossero accompagnati  fino a quei campi
e persino seppellissero i morti.

 
 
E il motivo, lui l’ha spiegato così:
 
'Che si tenga il massimo della documentazione,
che si facciano filmati , che si registrino i testimoni
 perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere
che tutto questo non è mai successo'.

 
'Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male,
è che gli uomini di bene non facciano nulla'.
(Edmund Burke)

Ricordiamo:

 



6 milioni di ebrei,
500 mila rom e sinti,
migliaia di testimoni di geova ed evangelici,
innumerevoli appartenenti alla comunità omosessuale
centinaia di migliaia di prigionieri politici e di partigiani
una parte dei 600 mila internati militari italiani 
20 milioni di russi,
10 milioni di cittadini
e 1900 religiosi
 
sono stati assassinati, massacrati, violentati,
 bruciati, morti di fame e umiliati,

 
Ora, più che mai, è fondamentale fare in modo che
il mondo non dimentichi mai.





Io so cosa vuol dire non tornare.
A traverso il filo spinato ho visto il sole scendere e morire.
Ho sentito lacerarmi la carne le parole del vecchio poeta:
“Possono i soli cadere e tornare,
a noi, quando la luce è spenta, una notte infinita è da dormire”.
Primo Levi

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Dal sito ANPI di Lissone

Martedì 7 dicembre 2010
Angelo Signorelli ci ha lasciati. Si è spento all'Ospedale S Gerardo dove era ricoverato per un improvviso aggravarsi delle sue condizioni di salute. Siamo tutti vicini al grande dolore della moglie Silvana.
 

 
Signorelli a 17 anni, da solo un mese operaio alla Falck di Sesto San Giovanni, partecipa ai grandi scioperi del marzo '44 e pochi giorni dopo viene arrestato di notte assieme al fratello; dopo due soste a San Vittore e a Bergamo viene deportato con gli ormai tragicamente noti carri bestiame a Mauthausen e quindi a Gusen dove è rimasto per 14 mesi.
 
 


Il suo racconto segue ahimè un itinerario già noto per tante altre testimonianze: lavoro durissimo, stenti, botte ad ogni minimo pretesto e, soprattutto, perdita di identità: per sopravvivere era indispensabile imparare il proprio numero di matricola e riconoscerlo agli appelli fatti dai kapò in tedesco o in polacco od anche in russo.
La liberazione lo trova in coma, assalito da una febbre violenta, poi la guarigione ed il ritorno in patria.


 
Il mio nome è IT 59141
Angelo Signorelli, monzese per lavoro, racconta i mesi vissuti a Mauthausen. L'unica sua colpa è stata l'aver partecipato a uno sciopero.
 
“ Mi chiamo Angelo Signorelli, sono nato il 17 agosto 1926 a Grumello del Monte, in provincia di Bergamo, da una famiglia contadina.
Nel 1936 ci trasferimmo a Monza in cerca di occupazione.
Mio padre trovò lavoro da operaio alle Acciaierie e Ferriere Lombarde Falck di Sesto San Giovanni, come più tardi, nel 1941, i miei due fratelli maggiori.
 
Entrai alla Falck anch'io, assunto come apprendista modellista. Facevo tirocinio, costruivo ancore in un reparto dove c'erano molti operai specializzati. Lavoravo di giorno e la sera andavo alle scuole professionali per imparare disegno meccanico, indispensabile per un buon operaio. Si facevano molti sacrifici, si aveva paura, spesso si tornava a casa sotto i raid aerei. Nel 1942 sentii per la prima volta la parola sciopero, di cui ignoravo il significato. Nel 1943 ci furono i primi scioperi che paralizzarono tutta l'industria, ma nell'agosto mi ammalai di tifo e fui ricoverato in ospedale a Monza.
Tornai al lavoro dopo una lunga convalescenza e capii subito che la situazione era peggiorata: il cibo nelle mense scarseggiava e tutte le conquiste delle lotte precedenti erano state annullate dall'inflazione. Bisognava fare qualcosa. Nel marzo 1944 partecipai con tutti i lavoratori al grande sciopero generale. L'obiettivo era la caduta della repubblica fascista di Salò e la liberazione dall'invasione nazista. Subito dopo, la notte dell'11 marzo, fui arrestato dalla polizia fascista insieme a mio fratello. Ci buttarono letteralmente giù dal letto. Mio fratello voleva cercare di scappare dalla finestra, ma poi non opponemmo resistenza, per evitare conseguenze ai nostri genitori. Ci portarono via in fretta e furia.
All'alba il rastrellamento degli altri operai che avevano scioperato con noi era finito. C'era gente di Monza e Sesto San Giovanni. Fummo portati in prefettura a Milano e lì, oltre a noi c'erano dipendenti della Falck, della Breda, della Pirelli, della Marelli e di altre ditte. Fummo tutti interrogati senza diritto di replica, accusati di organizzazione e istigazione di scioperi e atti di sabotaggio contro la repubblica fascista. Ci mandarono a dormire al carcere di San Vittore, su un pagliericcio. Dimostravo molto meno dei miei 17 anni, anche per la mia magrezza, ma un ispettore parlando con un altro gli disse: "macché minorenne, qui sono tutti uguali e seguiranno tutti la stessa sorte". Queste parole mi colpirono molto e mi rimasero impressi i loro volti.
Dopo due giorni fummo trasferiti tutti a Bergamo, in camion. Qui ci trovammo con altri operai rastrellati in giro per l'Italia, che si trovavano già lì da qualche giorno. Eravamo affamatissimi e come cibo ci davano una fetta di pane con del brodo per tutta la giornata.
Il 17 marzo fu il giorno della partenza, arrivarono anche i miei genitori da Monza e il cappellano militare di San Rocco, Don Lino Mandelli.
Incolonnati, scortati da una parte dalle SS e dall'altra dai fascisti, andammo a piedi alla stazione, minacciati e picchiati. Nessuno sapeva né che cosa avevamo fatto, né dove eravamo diretti. Eravamo spaventati. I parenti ci avevano portato viveri e la gente generosa di Bergamo ci regalò fiaschi di vino.
Fummo stipati a quaranta alla volta su carri-bestiame. Eravamo totalmente inconsapevoli della nostra sorte. Pensavamo di andare a lavorare da qualche parte. Noi di Monza eravamo fortunati, avevamo delle torte fatte dai nostri familiari e del vino e ci dividemmo tutto. Cercammo di staccare qualche asse di legno per scappare, ma ci avevano requisito tutta la roba personale a Milano. La notte faceva freddo, si soffriva la sete e al terzo giorno non riuscivamo nemmeno a parlare, tanto eravamo stremati. Durante una sosta al Tarvisio ci dissetammo mangiando neve.
Scoprimmo la nostra destinazione arrivando al campo di concentramento di Mauthausen.
Era un'enorme fortezza di pietra, tutta cintata con muri di tre metri e protetti da mitragliatrici. Fummo spogliati di tutto: soldi, orologi, anelli, fotografie. Tutto venne annotato dalle SS.
Fummo spogliati dei nostri abiti civili e rapati a zero. Completamente nudi entrammo in un salone a fare la doccia. Lì fui separato da mio fratello. Avevamo lunghi mutandoni di lana e pantaloni a righe. Ci misero in baracche isolate dal resto del campo, a Gusen I, sottocampo di Mauthausen, per la quarantena.
Non avevamo letti e dormivamo su un fianco, perché sdraiati non ci stavamo tutti e i kapò ci picchiavano. Al mattino eravamo indolenziti e infreddoliti. I kapò ci picchiavano per qualsiasi cosa e ci davano da mangiare una volta sola al giorno. Una volta rifiutammo la nostra razione di cibo, sempre zuppa di crauti, e furono guai, botte e insulti. Ci dissero che metà di noi sarebbe morta entro tre mesi.
Dopo qualche giorno completarono il nostro abbigliamento con berretto a strisce, maglia, calze, zoccoli di legno e la giacca a righe, con un numero di matricola per il riconoscimento. Mi avevano spogliato di tutto, ora al posto del nome avevo solo una matricola: IT 59141.
Durante la quarantena lavorammo alla costruzione di un altro campo, il Gusen II. Eravamo esposti ad ogni tipo di intemperie. Il lavoro cambiava da un giorno all'altro: scavavamo, spostavamo terra, facevamo i fossi per le tubazioni dell'acqua, costruivamo baracche e pozzi. Se pioveva o faceva freddo si intirizzivano le mani e i piedi scivolavano come burro sulla terra bagnata. La morte coabitava con noi, ero molto impaurito e sfiduciato. Cercavamo di resistere a tutto. Si pensava che sarebbe arrivata la Liberazione e che tutto sarebbe passato. Ormai anche la zuppa di crauti era diventata buona col passare del tempo: quando era servita calda, per un momento sembrava di rivivere.
Si prendevano botte per tutto: se non rifacevi bene il letto, se avevi preso i pidocchi, se non capivi bene i comandi in tedesco. Tutto poteva giustificare delle nerbate. Un giorno ne presi 42 perché avevo trovato il modo di rubare delle patate. L'idea era venuta a quelli che stavano in cucina, gli spagnoli. Così me ne davano metà, però cotte. Io le dividevo con gli altri miei compagni di sventura nella baracca. Eravamo soliti scavare di nascosto una buca profonda almeno 50 cm. per metterci le patate che arrivavano da fuori. Le coprivo col pagliericcio per non farle gelare.
Quando scoprirono che nascondevo 42 patate nelle mutande me ne chiesero il motivo. Dissi che non potevo mangiare il pane per malattia. Cominciarono a darmele, una nerbata per ogni patata. Ad un certo punto svenni per il dolore, mi rianimarono con una secchiata gelata d'acqua e continuarono a darmele. A volte uccidevano per molto meno, fui molto fortunato.
Non c'era limite all'orrore. Le persone anziane facevano fatica a stare dietro al lavoro, si indebolivano e non venivano curate, morivano come mosche. La vita stessa non aveva valore. Dopo gli ebrei, gli italiani erano considerati i peggiori. All'inizio ci si scontrava anche tra di noi prigionieri, si litigava coi francesi e i russi. Fui colpito da dissenteria assieme a un mio amico, Carmine Berera. Fummo portati in infermeria: io fui giudicato guaribile, ma il mio amico no. Fui curato subito e dopo tre giorni, grazie alla complicità di un giovane medico italiano, vidi per un attimo il mio amico in un'altra baracca. La stanza era squallida con un indescrivibile odore di sporcizia. Era proibito entrare. Erano tutti malati abbandonati a se stessi: portavano loro da mangiare, ma nessuno in realtà se ne curava, erano considerati a perdere. Ogni giorno arrivavano gli addetti, buttavano i cadaveri fuori dalla finestra, su carretti diretti al crematorio. Il mio amico dopo una settimana era ancora vivo, poi non ne seppi più nulla.
Le persone sparivano, uccise con punture di veleno o benzina. Certe notti c'era un'auto azzurra che faceva la spola tra i due campi di Gusen e Mauthausen e asfissiava le persone, per scaricarle infine al crematorio. Tanti morivano mentre lavoravano nella cava. Mi sono anche ammalato di scabbia e in totale sono stato ricoverato tre volte. Penso di essermi salvato per fortuna, per la mia giovane età e per il fatto di aver passato i mesi più rigidi a sistemare patate, dove comunque la temperatura era di dieci gradi sopra lo zero.
Volevamo sapere come andava la guerra e qualche notizia riusciva a trapelare. Quando si capì che a breve sarebbero arrivati gli americani, tememmo che i nazisti ci uccidessero tutti. Si diffuse il caos, cominciarono a bruciare documenti per nascondere le prove di quello che avevano compiuto. I tedeschi uccisero chi tentò di ribellarsi, fucilando alcune delle SS e i kapò che stavano ai forni crematori, per impedire che potessero rivelare qualcosa. C'erano morti ovunque.
Il 5 maggio 1945, verso sera, arrivarono gli americani e i tedeschi rimasti si arresero e si consegnarono. Alcuni di noi linciarono i propri aguzzini. Eravamo allo sbando, alla ricerca di cibo per le cucine del campo, mangiando quel che si trovava. Eravamo liberi, ma ancora non ce ne rendevamo conto e vagavamo per il campo come dei disperati. Alcuni miei amici andarono a piedi verso la città di Linz, cercando di tornare prima in Italia. Gli americani cominciarono a curarci nel campo, con l'aiuto della Croce Rossa.
Tornai in Italia solo il 27 giugno. Ero stato curato da una strana febbre che uccideva e sono sopravvissuto grazie alla penicillina degli americani. Mio fratello, che mi aveva visto ricoverare in condizioni disperate, tornò prima in Italia dai miei per non farli preoccupare. Quando arrivai fu una gioia, ma non potei tornare subito a una vita normale, feci delle cure speciali, non potevo mangiare che in bianco, mi fecero trasfusioni e punture ricostituenti. Ritornai al lavoro alla Falck solo nel dicembre 1945.
Ora, ogni giorno ripenso alle persone nel campo, a chi c'era e a chi non si sa che fine abbia fatto.
Dopo tante sofferenze non odio il popolo tedesco. Se un popolo partorisce dei mostri criminali, bisogna combatterli e impedire che si impadroniscano del potere.”

PER NON DIMENTICARE 





lunedì 24 gennaio 2011

RSA (Residenza Socio Assistenziale) di Arcore nel parco dei Colli Briantei? I primi pronunciamenti della Provincia di MB


INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE aveva inviato una lettera appello al Presidente della Provincia di MB, Dario Allevi e all'Assessore alla Pianificazione Territoriale e Parchi Antonino Brambilla per chiedere si  fermasse il progetto di una RSA (Residenza Socio Assistenziale) per anziani prevista IN UN'AREA BOSCATA del PARCO dei COLLI BRIANTEI in Comune di Arcore.
Si proponeva inoltre la localizzazione della stessa nell'ex area Falck, al fine di salvare il bosco e di realizzare ugualmente la struttura.
Ora dal Cittadino apprendiamo che la Prov di MB ha espresso, seppur timidamente, una sua prima opinione in merito. 
Continueremo pertanto a far pressioni e a proporre una dislocazione differente per la RSA.
Eccovi integralmente qui di seguito l’articolo de Il Cittadino di Sabato 22 Gennaio, pagina  13, sulla questione della Residenza per Anziani nel Parco di Colli Briantei.

Residenza anziani nei Colli briantei ? La Provincia dice no.
Non piace alla Provincia la residenza per anziani nel bosco. L'ente brianzolo non ha espresso alcun parere sul progetto, che non ha ancora visto, ma non darà via libera alla modifica del perimetro del Parco dei Colli briantei. Lo scrive il vicepresidente Antonino Brambilla nella risposta all'interpellanza presentata la scorsa settimana dal capogruppo del PD Domenico Guerriero.

L'ASSESSORE MONZESE "Non abbiamo ricevuto l'incartamento - afferma l'amministrazione provinciale - ma ci comporteremo come abbiamo fatto in altri casi". Vale a dire pronunciando un secco no. Nel documento Brambilla chiarisce che l'ente non ha partecipato alla conferenza dei servizi del 14 dicembre dedicata alla valutazione del'intervento in quanto per "una disfunzione del sistema informatico" non ha ricevuto la convocazione inviata per posta elettronica. La variante al piano regolatore approvata dal comune il 21 dicembre non richiede la verifica di compatibilità al PTCP (il documento urbanistico provinciale) ma "rimarrà  inefficace" finché la giunta brianzola non ridisegnerà i confini del Parco. E proprio questo atto potrebbe non arrivare.

LE PROSPETTIVE
"Esamineremo l'intervento sulla base della coerenza con gli obiettivi di salvaguardia delle aree non urbanizzate e di quelle inserite nei PLIS - aggiunge il vicepresidente - e dato, che, oltretutto c'è una delibera regionale che impedisce iniziative del genere nei parchi, non intendiamo dare parere favorevole alla modifica del perimetro dei Colli briantei"
Le sue parole sono accolte con sollievo dal Pd: "Prendiamo atto con soddisfazione del documento dell'assessore - commenta Guerriero - noi continueremo a segnalare situazioni simili. Ci sembra , però che il centrodestra non sia coerente: Nei comuni prende decisioni che poi la Provincia corregge".

sabato 22 gennaio 2011

Autostrada Pedemontana: nuove interrogazioni alla Prov. di Monza e Brianza e di Milano


Dopo la MEMORIA PROCEDURALE dei gruppi di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, dopo la consegna da parte di CAL alle Provincie e alle Amministrazioni Comunali del PROGETTO DEFINITIVO AGGIORNATO, ufficialmente ancora non accessibile ai cittadini, ma di cui conosciamo già i contenuti, le interlocuzioni e i contatti diretti e indiretti di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, hanno portato i Consiglieri del PD della Provincia di Monza e Brianza e il Consigliere della Provincia di Milano Massimo Gatti della Lista "UN'ALTRA PROVINCIA - PRC- PdCI" , a presentare in entrambi gli ambiti istituzionali due interrogazioni sulla "autostrada Pedemontana" che alleghiamo invitandovi alla lettura.

INSIEME IN RETE, insoddisfatta del fatto che le prescrizioni del CIPE sono state abilmente dribblate se non ignorate da CAL e Pedemontana nella stesura del progetto definitivo aggiornato, (vedi post precedente) continua a denunciare in tutte le sedi la totale mancanza di TRASPARENZA e l'ITER ANOMALO con cui si vuole di fatto ESTROMETTERE cittadini e associazioni privandole del legittimo ruolo di partecipazione e controllo sull'opera PUBBLICA.



L'interrogazione alla Prov. di Milano di Massimo Gatti (PRC-PdCI)



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L'interrogazione del Gruppo PD alla Prov. di MB




martedì 11 gennaio 2011

Nuovo progetto di PEDEMONTANA: che fine hanno fatto le PRESCRIZIONI del CIPE ?

In data 20 dicembre 2010, la Provincia di MB ha invitato tutti i Comuni compresi nella tratta B1 e B2 della PEDEMONTANA a ritirare 2 CD contenenti uno step progettuale nuovo dell'autostrada.

INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE è venuta in possesso di questi CD.
Li abbiamo analizzati e abbiamo scoperto che le PRESCRIZIONI del CIPE relative allo SVINCOLO di MEDA e al Bosco delle Querce, NON SONO STATE MINIMAMENTE INTEGRATE in questo step progettuale.

Ciò è molto grave, visto che la prescizione di SPOSTARE lo SVINCOLO di MEDA FUORI dall'area del Bosco delle Querce E' STATA TOTALMENTE IGNORATA, lo stesso dicasi rispetto agli ulteriori accertamenti prescritti dal CIPE relativamente alle concentrazioni di DIOSSINA nel terreno del Bosco delle Querce ed in sua prossimità.

Per questo, stiamo analizzando attentamente le tavole progettuali e l'iter previsto, interfacciandoci con l'avvocato che ci ha seguiti nella MEMORIA PROCEDURALE per valutare i passi da compiere.

Vi proponiamo prima la planimetria del vecchio progetto relativo allo SVINCOLO di MEDA , invasivo e causa di SBANCAMENTO del Bosco delle Querce e annessa prescrizione CIPE.

Il progetto di Pedemontana in corrispondenza del “Bosco delle Querce” prima della deliberazione delle prescrizioni CIPE che potete leggere qui sotto:


Ora aguzzate la vista e cercate i particolari che lo differenziano dal sottostante progetto definitivo “aggiornato” dopo la pubblicazione delle prescrizioni.


Quali sono le differenze?

Un UNICA differenza planimetrica + una omissione nella documentazione aggiuntiva che era richiesta dal CIPE

1)La rotatoria in basso a sinistra vienne trasformata in uno svincolo a "T" mantenendo tutti “i rami di adduzione” nel Bosco delle Querce a ridosso delle vasche.

2) Non viene detto nulla sulle concentrazioni di DIOSSINA nel terreno che sarà movimentato.


Ora abbiamo la certezza che le prescrizioni CIPE sono state disattese !!