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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

mercoledì 6 luglio 2011

Iniziativa il 10/07/011 di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE contro lo sbancamento del Bosco delle Querce da parte della futura autostrada Pedemontana e a favore dell'ampliamento

SINISTRA E AMBIENTE , aderente ad INSIEME in RETE
è impegnata in prima fila, nell'organizzazione 
e nella promozione dell'EVENTO
per la TUTELA e L'AMPLIAMENTO 
del BOSCO DELLE QUERCE di Seveso e MEDA.




10 luglio 2011 dalle ore 16.00 
nel PARCO NATURALE REGIONALE 
del BOSCO delle QUERCE, 
in Via Ada Negri a Seveso (zona chalet):

ABBRACCIARE IL BOSCO DELLE QUERCE
un’iniziativa pubblica e un gesto simbolico
per dire no allo sbancamento, sì all’ampliamento

La fabbrica chimica ICMESA di Meda
Perché
Il 10 luglio 1976 una reazione chimica incontrollata liberò in pochissimo tempo grandi quantità di gas tossici.
"Una nube rossastra coprì il sole all'intera zona compresa tra Meda e Desio: gli abitanti chiusero le finestre, l'odore era solo un po' più acre del solito, sarebbe passato. Invece non passava: permaneva, s'infiltrava nel terreno, inquinava le acque e le piante, uccideva gli animali. E arrivò alle persone, provocò intossicazioni, si manifestò sulla pelle come cloracne" 
("Il topo Seveso" a cura del comitato Maistatazitta).
Nella zona più contaminata le case sono state abbattute e la terra inquinata avvolta da vasche speciali su cui oggi sorge il Bosco delle Querce.
Campionamenti sul terreno inquinato da DIOSSINA durante la bonifica
La vasca di Meda in allestimento (fine anni '70)
Il bosco si estende per 43 ettari e nasconde, sotto due colline artificiali, delle vasche speciali, dove sono interrati i resti delle case, le carcasse degli animali abbattuti e la terra asportata durante la bonifica. 
Oggi nostri amministratori - incauti e superficiali - vogliono costruire un’autostrada, la Pedemontana, che passerà anche per il Bosco delle Querce.

Il progetto di Autostrada Pedemontana prevede lo SBANCAMENTO della porzione medese del Bosco al fine di “raddrizzare” il curvone tra Barlassina e Meda.
Oltre alla conseguente RIDUZIONE della superficie del Bosco, sussiste anche un rischio per la salute dei cittadini poiché i terreni sia del Bosco sia delle aree limitrofe, risultano ancora inquinati da DIOSSINA (rilievi della stessa soc. Pedemontana e dell'Arpa del 2008 vedi sotto).

Le conclusioni dei prelievi della Soc. Pedemontana

Le conclusioni dei campionamenti dell'ARPA nel 2008
Noi riteniamo che l’autostrada sia inutile e che il movimento di quella terra, ancora contaminata da diossina, sia pericoloso per la nostra salute.
Riteniamo che il Bosco delle Querce di Seveso e Meda sia un monumento da rispettare, a memoria di un danno che gli umani hanno inferto a se stessi e alla natura e che non si deve mai più ripetere (e che continuamente si ripete).

Per tutta risposta ai nostri potenti amministratori noi non possiamo fare che quello che sappiamo.
Noi sappiamo e cerchiamo d’informare la gente.
Noi vogliamo e cerchiamo di perorare LA TUTELA e L’AMPLIAMENTO di quest’area verde.
Noi sappiamo danzare, suonare e abbracciare, conosciamo il linguaggio dell’arte e dell’affetto e con questo linguaggio vogliamo dire che il bosco va protetto.
Vorremmo essere in tanti per srotolarci e abbracciare l'intero bosco.

 Bosco che vorremmo anche AMPLIARE verso le aree agricole di Seveso a est dell’attuale SS35 e a Meda nell’area prospiciente il Centro Sportivo, così come già richiesto alle Amministrazioni locali, alla Provincia di Monza Brianza e alla Regione Lombardia.


La mappa riassuntiva delle criticità del Bosco delle Querce e degli AMPLIAMENTI chiesti dalla RETE

Il laghetto nel Bosco delle Querce
 Insieme in Rete per uno Sviluppo Sostenibile, il coordinamento che raccoglie attorno a un medesimo impegno di cura e di tutela del territorio del Nord Milano e della provincia di Como e Varese, lancia l’appello per un’iniziativa di massa che attiri l’attenzione pubblica su quanto sta per accadere al Bosco delle Querce di Seveso e Meda.
L’evento che si intende realizzare vuole essere culturale, artistico e politico per raggiungere capillarmente donne e uomini del territorio su cui insiste il Bosco delle Querce, attirare l’attenzione mediatici, delle istituzioni e degli enti cui è affidata la partita Pedemontana.

Quando:
Domenica 10 luglio 2011 a partire dalle ore 16 
fino alle ore 20 con ritrovo in via Ada Negri, Seveso.

Il Bosco delle Querce oggi
Chi:
L’evento nasce su motivazione spontanea di alcune donne e uomini che sentono la gravità di quanto sta accadendo e vogliono assumere in prima persona la tutela del luogo che è il Bosco delle Querce.  Il coinvolgimento di altri e altre, a partire dalle reti associative e dai gruppi politici, consegue come una catena umana che troverà espressione in manifestazioni artistiche offerte da alcuni e nella disponibilità a partecipare a un unico grande abbraccio che circonderà il perimetro del Bosco (300 persone attese permetteranno di abbracciare la vasca di Meda che rischia lo sbancamento).
A oggi hanno dato la disponibilità a intervenire gratuitamente con la propria rete di artisti le realtà: 
- Gruppo di danza contemporanea ORA E’,
- Musicamorfosi

Cosa
L’evento prevede nel Bosco delle Querce nella zona dietro lo chalet uno spazio con gazebi e banchetti informativi delle realtà promotrici e degli aderenti all’iniziativa.
Qui sono previsti interventi d’illustrazione sulle criticità indotte dalla futura autostrada Pedemontana sull’area del Bosco delle Querce.
Sarà in funzione anche una zona rinfresco gestita da un partner del mercato equo e solidale. 
Le donne e gli uomini che arrivano dall’ingresso di via A. Negri saranno accolti a accompagnati nella zona dietro lo chalet dove gli artisti offriranno la propria performance (danza, canto, tamburi).

Alle 18 chi preside all’evento raccoglie i partecipanti e ci si dirige insieme verso la vasca di Meda dove viene realizzato il grande abbraccio.

Promuove ed organizza:
Hanno sinora aderito e saranno presenti all’iniziativa:
Associazione Xapurì di Lentate sul Seveso
Comitato per l’Ambiente di Bovisio Masciago
Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici italiani di Monza e Brianza
La Gazzetta di Baruccana
Legambiente Lombardia
Giovani Democratici di Monza e Brianza
Partito Democratico di Seveso, Meda e Provincia di Monza e Brianza
Sinistra Ecologia e Libertà di Monza e Brianza
WWF Lombardia
Seveso/Meda, 22 giugno 2011

UNA AUTOSTRADA INUTILE E DANNOSA: LA VARESE-COMO-LECCO che devasterebbe la BRUGHIERA

L'Assessore Cattaneo
All' "Assessore al cemento e all'asfalto" (leggi RAFFAELE CATTANEO) e alla maggioranza di FORMIGONI non bastava la PEDEMONTANA che attraversa la parte bassa della Brianza.
Sensibili alle sirene delle lobby dei poteri forti (Confindustria, Confcommercio, Compagnia delle Opere, Banche) eccoli che approvano una delibera per far ripartire lo studio progettuale della "Pedemontana alta".
L'ennesima opera autostradale che DEVASTERA' (se realizzata) i BOSCHI DELLA BRUGHIERA COMASCA.
Quei boschi che vorremmo tutelati nel PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA.
Sotto il comunicato diffuso alla stampa del Comitato di cui SINISTRA e AMBIENTE è parte attiva e propositiva.


Comunicato stampa


UNA AUTOSTRADA INUTILE E DANNOSA:
LA VARESE-COMO-LECCO

LA NOTIZIA

Nella seduta della Giunta di Regione Lombardia del 08/06/2011 sotto il titolo “Adempimenti ai sensi dell’art.10 bis della L.R. 9/2001” (titolo decisamente criptico, forse per non far trapelare troppo la notizia...), l’Assessore Regionale alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo ha proposto e ottenuto l’approvazione dei suoi colleghi di maggioranza ad impegnare €. 400.000,00 di denaro pubblico dei cittadini lombardi per verificare la fattibilità del progetto autostradale Varese-Como-Lecco (VA-CO-LC).
Già da tempo girava un progetto riguardo questa inutile opera che le Camere di Commercio e le Associazioni Imprenditoriali si erano inventate spacciandola per l’unica soluzione possibile a tutti i “nostri” problemi di spostamento da Varese a Lecco (?!?!). Fino ad oggi, tuttavia, si trattava solo di una proposta fuori da qualsiasi interesse pubblico di Regione Lombardia, tranne l’attenzione dell’Assessore Cattaneo. Con questo atto, invece, è stato dichiarato che la VA-CO-LC  vede il coinvolgimento attivo di Regione Lombardia!

Si sprecano con noncuranza (oltretutto in un periodo di recessione come questo) ben €. 400.000,00 tolti dalle casse pubbliche per valutare un progetto non richiesto dal territorio e dalle sue comunità, ma solo dalle Associazioni imprenditoriali, dalla Camera di Commercio e dalla Compagnia delle Opere.
Il tracciato della "Pedemontana alta" nelle sue due versioni: in tunnel sotto il Montorfano e in trincea nei boschi della brughiera

FERMAMENTE CONTRARI AL PROGETTO

Fin dalla nascita questa “proposta” è stata fortemente contrastata dalle realtà locali: Amministrazioni comunali, associazioni di cittadini e associazioni ambientaliste; la stessa provincia di Como, nonostante sia governata da una compagine politica come quella in Regione Lombardia, ha votato in Consiglio contro tale proposta e per di più non l’ha inserita nel proprio Piano di Governo Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP).
I motivi principali di questa posizione contraria stanno soprattutto nel fatto che per la parte comasca si prevede di far passare in superficie il tracciato autostradale a 4 corsie, investendo centri abitati e splendide zone di alto valore ambientale, le ultime sopravvissute,  quale la brughiera tra Senna Comasco, Capiago/Intimiano, Orsenigo e Albese con Cassano, per poi investire anche il Parco della valle del Lambro.
Una delle principali motivazioni addotte dai proponenti della VA-CO-LC risiede in una precedente scelta, sempre calata dall’alto e non condivisa con il territorio, prevista da Autostrada Pedemontana Lombarda: la tangenziale di Como, 1° e 2° lotto e quella di Varese 1° e 2°lotto.
Già pensare a tracciati stradali divisi in due metà, dove l’una non ha senso senza l’altra, sembra stato fatto apposta. Infatti per entrambi i progetti il 1° lotto è stato finanziato con il via libera del CIPE, mentre il 2° lotto (per Como previsto in galleria, a nord del Monte Orfano) guarda caso è risultato troppo costoso e non realizzabile, anche se per il momento resta inserito nel progetto definitivo di Pedemontana come opera connessa.
Partendo da questo stralcio, le Associazioni Imprenditoriali decidono quindi di proporre una nuova autostrada che ovviamente per “pagarsi” dovrà essere a pedaggio (e i cittadini si troverebbero a pagare anche questa opera). Il ragionamento è semplice: visto che il 1°lotto di Como e Varese vengono realizzati  entrambi, perché non unire e far passare altrove i tracciati e prolungare tutto fino a Lecco??
Da un errore di Pedemontana, quindi, per aver pensato e progettato due tangenziali importantissime ma irrealizzabili, ora la proposta scellerata di Regione Lombardia è quella di sostenere un passaggio in superficie di una autostrada a sud del comune di Montorfano, che distruggerebbe parti importanti di territorio rimasto a verde di cui da decenni si chiede l’inserimento in un unico Parco Regionale della Brughiera; senza dimenticare che Comuni come Capiago/Intimiano, Orsenigo e altri hanno difeso per anni questo territorio verde, non sfruttando queste aree per l’espansione dei propri centri abitati.  
Oltre al danno...la beffa: si preserva il territorio per il suo alto valore ambientale per le future generazioni per poi essere costretti a cederlo per la costruzione di una autostrada, peraltro definita inutile da più parti.
Stessa sorte toccherebbe ad altri Comuni attraversati dal tracciato assurdo della VA-CO-LC nella zona di Beregazzo con Figliaro e Binago che taglierebbe in due la parte nord del Parco Pineta,  diventato da poco Parco naturale!! Poi passerà in aderenza all’Oasi naturale del Bassone di Como: un’area umida importantissima per la fauna del nostro territorio !
Una delle aree della brughiera che verrebbe devastata dall'autostrada "Pedemontana alta"
Insomma... nessun riguardo nei confronti degli ultimi spazi rimasti intatti della Brianza!!!

Come Comitato per il Parco Regionale della Brughiera siamo stati - e a maggior ragione lo siamo tuttora - contrari a progetti come la VA-CO-LC calati dall’alto sulle realtà locali e che considerano le nostre bellissime zone a verde della brughiera come territori da devastare per costruire autostrade, rotatorie, capannoni, ecc.

COSA SI DEVE FARE

Riteniamo che per risolvere i veri problemi viabilistici dei nostri Comuni non servano interventi colossali e nuove strade che avrebbero come effetto un ULTERIORE aumento del numero delle auto in circolazione. A questo proposito è importante ricordare che a circa 15 km  a sud della VA-CO-LC passerà l’autostrada Pedemontana, mentre a meno di 10 km a nord c'è un collegamento Grandate -Varese attraverso la Svizzera di lunghezza 32 km  contro i 28 km di quella ora proposta.
E’ invece indispensabile concentrare risorse, competenze e conoscenze di ogni Ente comunale, provinciale e regionale per studiare un potenziamento dei tracciati esistenti, con eventuali modifiche o deviazioni, ma sempre nel rispetto delle comunità locali nonché degli ultimi territori di alto valore ambientale. La soluzione alla congestione del traffico non deve e non può stare solo nel concentrare sforzi, idee e risorse nel trasporto privato e su gomma. E’ fondamentale rivolgere lo sguardo e gli investimenti finanziari anche nel trasporto pubblico, che nei nostri territori segna il passo ed è in forte e costante affanno per mancanza di finanziamenti e volontà di espansione da parte di quegli Enti che a tal scopo dovrebbero impegnarsi.

La linea ferroviaria Como-Lecco che attraversa la Brughiera

Non solo: ci sono linee ferroviarie quasi abbandonate come la Como-Lecco che, se potenziate e/o raddoppiate, di certo aiuterebbero la decongestione del traffico lungo questa direttrice.

La tanto sbandierata “mobilità sostenibile”, ormai sulla bocca di tutti, deve passare da questo genere di interventi, se davvero vogliamo risolvere qualcosa.

COME RISOLVERE I DANNI PROVOCATI AL TERRITORIO 
DALLA NEGLIGENZA DI ALTRI

Fatte queste precisazioni, per noi fondamentali, ci rendiamo conto come Comitato che il problema della tangenziale di Como (realizzabile per metà già nei prossimi anni) causerebbe un gravissimo disagio in zona svincolo di Acquanegra e nel comune di Senna Comasco e dintorni, sulla cui rete viaria locale si riverserebbe il traffico da e per l’autostrada A9 Milano-Como-Chiasso.
Come già detto, scelte scellerate e calate dall’alto; ma anche decisioni mai assunte in decenni, da parte di Como, che sarebbero servite a moderare sia le espansioni edificatorie sia ad individuare passaggi più agevoli per assi viari nuovi o potenziati meglio adatti a deviare il traffico di transito fuori città. Così ora ci si trova a dover dare una risposta “tecnica” al problema degli abitanti che vivono nella zona investita dall’arrivo della tangenziale.

Prati e boschi in zona Grillo
Sicuramente, a nostro parere, la soluzione a tale problema non è un’autostrada a pagamento, a 4 corsie, come la VA-CO-LC , ma nemmeno soluzioni emergenziali che vanno “in deroga” al buon senso urbanistico e ambientale
A nostro avviso solo i Comuni, con l’aiuto della Provincia di Como, possono trovare la chiave per risolvere questa gravissima situazione. Certo è però che i finanziamenti per qualsiasi proposta non possono che arrivare dalla Provincia, dalla Regione o dal Ministero dei trasporti: il peso economico di questo problema non può essere solo locale, ma le scelte per la sua soluzione è fondamentale che lo siano.
Per questo motivo i Comuni che si batteranno contro proposte devastanti per il territorio troveranno il nostro Comitato al loro fianco e, per quanto possibile, cercheremo anche di sottoporre qualche nostra proposta per la soluzione del problema. Dobbiamo dire basta a progetti viabilistici come la CO-VA-LC che hanno solo lo scopo di consumare gli ultimi ambiti a verde e favorire ulteriori speculazioni edificatorie lungo il tracciato (nuove zone residenziali, centri commerciali, aree di servizio, capannoni industriali, ecc.) come già siamo abituati a vedere lungo strade come questa.
Anche i cittadini, le comunità locali, le associazioni, i Comuni hanno il diritto di proporre e decidere su opere così impattanti, proposte dai soliti grandi gruppi economico-finanziari.

ISTITUIRE SUBITO
IL PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA:
IL TEMPO DEI RIPENSAMENTI E' FINITO!

E’ inaccettabile che in Brianza, già così congestionata da un’espansione edificatoria fine a se stessa (residenze e capannoni vuoti, invenduti) ogniqualvolta si parli di risolvere i problemi del traffico, generati dal continuo costruire, la sola risposta calata puntualmente dall’alto sia: “costruiamo nuove autostrade a 4 corsie!!”
Non importa se queste passano nei centri abitati.
Non importa se distruggono parchi o corridoi ecologici fondamentali per la sopravvivenza di un ambiente salubre. 
Non importa se i nuovi tracciati vengono studiati come se la Brianza fosse un deserto disponibile per ogni occasione.
Una cosa è certa: se quelle che ci prospettano di continuo sono e saranno le uniche proposte che verranno realizzate senza alcuna reazione da parte nostra, tra non molto ci troveremo, sì, in un deserto, ma di cemento e asfalto.


E’ per questo motivo che il nostro Comitato, con il sostegno di Associazioni, di cittadini, ma anche di Amministrazioni pubbliche, chiediamo da molti anni, a gran voce e a tutti i livelli istituzionali, l’istituzione del Parco regionale della Brughiera, da troppo tempo fermo in Regione Lombardia.

Questo è l’unico strumento legislativo attualmente a disposizione dei Comuni, che ha la possibilità di fare scudo contro proposte scellerate come la VA-CO-LC; ma serve soprattutto il consenso dei Comuni e la “costruzione collettiva” di un sentimento di appartenenza alle ultime zone a verde rimaste nel territorio in cui oggi viviamo noi e in cui domani hanno il diritto di  vivere altri.




Tiziano Grassi
Presidente del Comitato per il Parco Regionale della Brughiera.
tel. 348 3164844
e-mail: tiziano.grassi@alice.it
web: www.comitatoparcobrughiera.it

martedì 5 luglio 2011

Rassegna Stampa sull'iniziativa del 10/7/011 al Bosco delle Querce

Articolo tratto da "Il Giornale di seregno" del 5/7/011 pagina di Seveso

Articoli tratti da "Il Cittadino" pagina di Meda e della provincia del 2/7/011

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Articolo tratto da MBNews del 7/07/011

Seveso, un abbraccio per proteggere il Bosco delle Querce da Pedemontana
Ambiente
Scritto da Lucilla Sala   
Giovedì 07 Luglio 2011
Iniziativa_Abbracciare-Bosco-Querce2Uniti in un unico lungo abbraccio per salvare il Bosco delle Querce. Questa l'iniziativa simbolica, promossa da 'Insieme in Rete per uno sviluppo sostenibile", che si terrà domenica 10 luglio per proteggere il Parco (nato in seguito al disastro della diossina del 10 luglio 1976) dall'"attacco" della Pedemontana, l'autostrada che sbancherà un'area del Bosco raddrizzando la curva tra Barlassina e Meda dell'attuale superstrada.
L’allarme lanciato dalle associazioni e dai partiti (veramente in molti hanno aderito all’iniziativa) è chiaro e ben spiegato nel volantino dell’iniziativa che evidenzia i punti critici del  progetto di Autostrada Pedemontana. A rischio non c’è solo  il bosco, che si estende per 43 ettari e che fra l’altro nasconde sotto due colline artificiali delle vasche speciali contenenti i resti del disastro della fabbrica chimica Icmesa  ma anche la salute dei cittadini, perché movimentando i terreni si porterà in superficie la diossina presente (secondo rilevazioni Arpa 2008).

Bosco-delle-Querce'Insieme in Rete' è anche propositiva e parla anche di alternative. «La soluzione più logica sarebbe lasciare le cose così come sono mantenendo l'attuale raggio di curvatura e inserendo un limite di velocità - dichiara Alberto Colombo, rappresentante del gruppo di Sinistra e Ambiente di Meda - In questo modo si ridurrebbe l'impatto ambientale e si eviterebbe di esporre la popolazione ad un rischio diossina. Un'altro aspetto importante è la proposta di un ampliamento del parco nelle residue zone verdi adiacenti che confinano con il Bosco in modo da mitigare gli effetti negativi dell'autostrada».
E sulla storia del parco fa il punto Gemma Beretta del Circolo Legambiente Laura Conti di Seveso
«Il Bosco è stato acquisito da Regione Lombardia a partire dal 2000 ma con grande stupore dal 2008 la Giunta Regionale ha deciso di derogare l'inviolabilità del Bosco. Non avremmo mai pensato che il pericolo dello sbancamento potesse arrivare dall'Istituzione pubblica cioè da Regione Lombardia. Fermare lo sbancamento è possibile è stato ribadito anche da Pedemontana però è necessaria la volontà politica – continua Beretta - L'idea di chiamare la gente a partecipare ad un abbraccio e ad un cammino simbolico che ripercorra il confine inviolabile del Bosco è un modo per chiedere agli amministratori di cambiare strada».
Il ritrovo per i partecipanti è previsto alle ore 16.00 in via Ada Negri a Seveso in zona chalet. Alle ore 18.00 sarà realizzato un abbraccio collettivo al bosco, circondando i preziosi alberi con una catena umana. L'evento proseguirà fino alle ore 20.00 con diverse iniziative: dialoghi in libertà, armonie, danze, ristoro equosolidale e spazi infomativi. Per maggiori informazioni 345.8800674.
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Il 10 luglio 011, dalle ore 16.00 
in via Ada Negri a Seveso (zona chalet) 
VIENI ANCHE TU 
a chiedere 
la TUTELA DEL BOSCO DELLE QUERCE.
NO ALLO SBANCAMENTO, 
SI ALL'AMPLIAMENTO

sabato 2 luglio 2011

Le critice di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE e dell'OSSERVATORIO PTCP alla Provincia di MB per il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale

Le lettere aperte inviate al Presidente della Prov. di MB Dario Allevi e all'Assessore Brambilla (vedi post sotto), sono state riprese dalla stampa.
Eccovi i due box de "Il Cittadino" di giovedì 7 luglio 011.



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Al centro l'Assessore Antonino Brambilla con a dx Diego Terruzzi (Lega) e gli estensori del PTCP
Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP): per ora quelle della Provincia di MB sono solo dichiarazioni d'immagine.
Insieme in Rete e i gruppi dell'Osservatorio PTCP, hanno scritto direttamente una lettera aperta al Presidente della Prov. di MB DARIO ALLEVI e all'Assessore ANTONINO BRAMBILLA.
Alle loro dichiarazioni di volontà di tutela dell'ambiente, non stanno seguendo fatti concreti, anzi .... localmente continua l'attacco all'ambiente e il consumo di suolo, vedi i casi di MACHERIO, SEREGNO, SEVESO, MONZA.

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LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI MB 
E ALL’ASSESSORE ALLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E PARCHI

A proposito di PTCP

Egr. sigg.

Dario Allevi, Presidente della Provincia di Monza e Brianza
Antonino Brambilla, Assessore alla Pianificazione Territoriale e Parchi

Come coordinamento di gruppi ed associazioni ambientaliste stiamo seguendo con estrema attenzione iter e contenuti di quello che sarà il futuro PTCP.

Le vostre dichiarazioni pubbliche sull’intenzione di salvaguardare le ormai scarse zone verdi della provincia e di preoccupazione per il CONSUMO di SUOLO che ha raggiunto livelli intollerabili, ci avevano fatto sperare in politiche ambientali più decise da parte della nuova Provincia.
Purtroppo, al momento, non possiamo dirci  soddisfatti poiché, rispetto alle intenzioni, si sono prodotti pochi fatti concreti ed inoltre, non è stata resa ancora disponibile, la documentazione riguardante il PTCP sulla quale sia possibile formulare pareri e/o proposte, anche per la mancanza a tutt’oggi, di uno strumento virtuale adeguato allo scopo così come indicato nel documento di scooping della VAS..
In un paio di incontri, di cui uno fatto direttamente nella sede provinciale, e successivamente in uno pubblico verbalizzato durante la prima riunione di VAS, proprio a voi avevamo chiesto un’attenzione e un recepimento sia delle nostre proposte relative ai criteri da utilizzare per la stesura del PTCP sia delle osservazioni preventive che molti gruppi ed associazioni aderenti all’OSSERVATORIO PTCP DI MONZA E BRIANZA, hanno inoltrato ai tecnici del FLA (Fondazione Lombardia Ambiente), direttamente coinvolti nella stesura del PTCP.
Osservazioni che non comprendiamo se siano state valutate dal pool di estensori del PTCP, se si siano perse, se siano state dimenticate o se non siano nemmeno state considerate.
Lo diciamo quale conseguenza dell’incontro con i tecnici tenutosi il  16/6/011.

Auspicavamo e crediamo tutt’ora in un PTCP che vada oltre i criteri meramente meccanicistici utilizzati nell’identificazione delle Aree Agricole Strategiche, in un’ottica che, al pari di altre tendenze europee e nord americane, guarda all’agricoltura come ad un settore dell’economia su cui puntare e sul quale investire – attraverso p.e. l’agricoltura di prossimità – e non come ad un settore marginale e in dismissione.
Abbiamo in mente un PTCP di ampio respiro per l’ambiente, un PTCP che contempli non solo le aree ove sono insediate aziende agricole ma anche:
1) Tutte le aree agricole attualmente esistenti, al di là della loro funzione produttiva, poiché, in un’ottica non statica, ma dinamica, del settore agricolo, è importante valorizzare non solo l’esistente, ma anche provare ad immaginare il futuro del comparto agricolo, immaginando queste aree all’interno di un mercato agricolo di prossimità ai grandi complessi urbani;
2) Tutte le aree libere, al di là della loro definizione, quando rappresentano tasselli importanti per la realizzazione o l'ampliamento della rete ecologica sovra locale
Più che di Aree Agricole Strategiche si deve quindi parlare e lavorare sulle AREE LIBERE STRATEGICHE

Ovviamente entrambe queste due tipologie di aree, strategiche solo per il fatto di essere ancora libere, quindi potenzialmente adattabili a progetti di recupero paesaggistico, devono possedere particolari caratteristiche che qui brevemente elenchiamo:

1)Aree agricole residuali (anche intercluse) comprensive delle aree incolte
2)Dorsale Verde Nord;
3)Rete ecologica P.T.R.;
4)R.E.R. e tutte le aree agricole ad esse contigue (secondo il concetto della continuità degli spazi aperti);
5)Parchi  locali  di  interesse  sovracomunale  -  PLIS  (anche  in via  di  costituzione  o  di ampliamento);
6) Aree agricole, forestali e zone umide dei parchi regionali non incluse nei parchi naturali;
7) Aree delle Compensazioni Ambientali di Pedemontana e loro teorica estensione
8)Aree delle Mitigazioni Ambientali di Pedemontana;
9) Parchi urbani recintati e non recintati;
10) Aree agricole e seminaturali del Parco di Monza;
11)Biotopi, ambiti forestali, zone umide e corsi d'acqua (comprese le fasce di rispetto legge Galasso) non inclusi nei PLIS e nei parchi regionali;
12)Aree agricole e/o parzialmente boscate che consentono la realizzazione di corridoi ecologici di interesse
13) Aree di cava da sottoporre a recupero ambientale;
14) Aree agricole attualmente degradate ma di cui è possibile e opportuno un recupero.

Gli ambiti agricoli strategici sinora identificati + in grigio i Parchi Regionali

L’elaborato della Provincia di MB, stando ai dati sinora conosciuti, s’è purtroppo, sinora limitato nella definizione degli AAS, ad un meccanico, e quindi statico, inserimento delle sole aree, indicate dalle amministrazioni comunali (indicazioni spesso viziate nel giudizio da futuribili oneri di urbanizzazione da effettuare proprio sulle aree libere che invece andrebbero inserite negli AAS. Ci risulta infatti che più di un comune della provincia non abbia segnalato nemmeno un’area agricola, il che si pare francamente poco probabile che questo possa corrispondere alla realtà); ove sono insediate aziende agricole interessate da contributi raccolti all’interno del SIAR; ed i PLIS, quest’ultimi nemmeno nella loro completezza territoriale poiché sono state escluse le zone al loro interno definite INCONGRUE.

Tutto questo però, dovrebbe essere solo un preliminare di una fase conoscitiva, e non diventare la base fondamentale sulla quale impostare l’individuazione di questi particolari ambiti. Fondamentale per la loro definizione puntuale, rimane infatti il rilievo territoriale fattagricole strategiche. Ad esempio, quelle con superficie inferiori ad 1 ettaro, che nella Brianza nord milanese, la quale, storicamente, possiede un frazionamento territoriale estremamente elevato, da sempre rappresentano una fetta importante del mondo agricolo brianzolo, non per questo povero dal punto di vista produttivo; oppure molte realtà agricole non contemplate all’interno del SIAR.

Un confronto con la proposta di AAS del PTCP – poi non portato a compimento – della vecchia Prov di Milano (confronto ovviamente limitato alla superficie territoriale che oggi interessa la nuova provincia di MB), evidenzia una evidente riduzione delle AAS pari al 5% (100,32 Kmq della Prov di MB contro 105,51 Kmq della vecchia Prov di Mi).

Speravamo, con la creazione della nuova provincia di Monza e Brianza, in un’ottica di sussidiarietà, che le allora previsioni fatte dalla provincia milanese, potessero, non essere confermate, ma addirittura ampliate, grazie alla minore estensione territoriale della provincia, ed ad una maggiore conoscenza puntuale del proprio territorio di riferimento.

Si continua invece in pratica ad avvallare nuove espansioni edilizie su terreni liberi quando le aree urbane sono piene di immobili di vario genere e natura VUOTI. 
E questo non siamo noi a dirlo, ma le statistiche ISTAT, che comparano impietosamente la scarsa crescita demografica della provincia con la sproporzionata, invece, disponibilità di vani vuoti potenzialmente disponibili.
Si continua quindi a CONSUMARE SUOLO per meri investimenti sul mattone (a volte anche poco chiari dal punto di vista legale, come le recenti inchieste giudiziarie hanno svelato) e per incassare i conseguenti oneri di urbanizzazione, che ben poco hanno a che fare con un governo del territorio attento a tutte queste dinamiche.

Al proposito è esemplificativo e non condivisibile lo stralcio dalle Aree Agricole Strategiche della zona ancora non edificata a Seveso, a est dell’attuale SS35 in zona via della Roggia.
Su tale area i gruppi locali di INSIEME IN RETE hanno avanzato la proposta d’inclusione nel Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce, proprio al fine di stoppare l’esasperato consumo di suolo.
L’avvallo che la Provincia di MB ha dato alle previsioni edificatorie del futuro PGT del comune di Seveso, è per noi ulteriore elemento di delusione e di critica, considerando che sull’area erano state presentate agli estensori del PTCP, schede illustrative ad hoc dai gruppi ambientalisti locali.
Emblematica è anche la vicenda legata al nuovo PGT della città di Monza che, dopo aver approvato il Piano alla fine del 2007 (attualmente vigente a tutti gli effetti di legge), con una variante generale, oggi intende edificare circa 300 ettari di aree ancora oggi agricole e libere da edificazioni, con centinaia di migliaia di metri cubi di residenziale e terziario. Il 70% di quelle previste come agricole dal PGT vigente ( 425 ha) vengono così rese edificabili!  

Tra queste aree ricordiamo quelle: della Cascinazza; del quartiere Sant’Albino e lungo il viale delle Industrie; del quartiere Casignolo e quelle del Parco del Villoresi, a San Fruttuoso. Ricordiamo che tutte queste sono collegate con PLIS e Parchi agricoli nei comuni contermini, costituendo così un sistema di corridoi naturali da considerarsi come ambiti strategici nel sistema verde dell’ hinterland monzese e milanese e quindi da inserirsi come tali nel nuovo PTCP.

Sul PTCP ci sentiamo pertanto di richiamare la vostra attenzione su questi elementi.
Sarebbe utile e auspicabile che il confronto desse vita a politiche ambientali, a partire dal PTCP, che tengano finalmente conto di queste preoccupazioni e implementino le proposte di chi da anni, lavora per la tutela dell’ambiente.
Questo sinora non è successo.
Quest’ opportunità non va sprecata. 

Cordiali saluti.
L'Osservatorio PTCP

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LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI MB
E ALL’ASSESSORE ALLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E PARCHI

SEREGNO e MACHERIO: due esempi di ULTERIORE CONSUMO di SUOLO

Egr. sigg.

Dario Allevi, Presidente della Provincia di Monza e Brianza
Antonino Brambilla, Assessore alla Pianificazione Territoriale e Parchi


Come coordinamento di gruppi ed associazioni ambientaliste stiamo seguendo con estrema attenzione iter e contenuti di quello che sarà il futuro PTCP.

Le vostre dichiarazioni pubbliche sull’intenzione di salvaguardare le ormai scarse zone verdi della provincia e di preoccupazione per il CONSUMO di SUOLO, che ha raggiunto livelli intollerabili, ci avevano fatto sperare in politiche ambientali più decise da parte della nuova Provincia.
Purtroppo, al momento, non possiamo dirci soddisfatti poiché, rispetto alle intenzioni, si sono prodotti pochi fatti concreti ed inoltre non è stata resa ancora disponibile la documentazione riguardante il PTCP, sulla quale sia possibile formulare pareri e/o proposte.

Non vorremmo che si continuassero ad avvallare nuove espansioni edilizie su terreni liberi quando le aree urbane sono piene di immobili di vario genere e natura VUOTI. E questo non siamo noi a dirlo, ma le statistiche ISTAT, che comparano impietosamente la scarsa crescita demografica della provincia con la sproporzionata, invece, disponibilità di vani vuoti potenzialmente utilizzabili.
Si continua quindi a CONSUMARE SUOLO per meri investimenti sul mattone (a volte anche poco chiari dal punto di vista legale, come le recenti inchieste giudiziarie hanno svelato) e per incassare i conseguenti oneri di urbanizzazione, che ben poco hanno a che fare con un governo del territorio attento a tutte queste dinamiche.

Sarebbe utile e auspicabile che il confronto desse vita a politiche ambientali, a partire dal PTCP, che tengano conto di queste preoccupazioni e implementino le proposte di chi, da anni, lavora per la tutela dell’ambiente. Questo sinora non è successo. Quest’opportunità non va sprecata.

Siamo convinti comunque che non si deve abbassare la guardia neanche sui piccoli interventi di erosione del verde, neanche su quelli che qualche amministratore definisce “microinterventi correttivi in frangia o in ambiti già compromessi” all’interno di un PLIS, perché anche i piccoli interventi, sommati fra di loro, vanno a diminuire la troppo scarsa quantità di suolo inedificato rimasto. Pensiamo anzi che, laddove è possibile, questa quantità debba essere aumentata, imponendo ad esempio una congrua quota di verde nel recupero delle aree dismesse.

Tutto ciò premesso, vogliamo segnalarvi quanto è successo nei comuni di Seregno e Macherio e che temiamo avvenga analogamente, e magari più massicciamente, in altri comuni attraversati da Pedemontana.

Seregno è toccata solo marginalmente da questa infrastruttura, tuttavia tre famiglie sono state espropriate delle loro case e l’Amministrazione Comunale con una recente delibera ha concesso loro il permesso di edificazione in terreni all’interno del PLIS Brianza Centrale.

Parallelamente a Macherio, nonostante alcune proposte alternative presentate preventivamente sia a Pedemontana che all'Amministrazione Comunale da parte delle associazioni locali aderenti al nostro coordinamento, nella seduta dello scorso 20 aprile, il Consiglio Comunale all'unanimità ha  concesso l'edificazione di sei abitazioni, di altrettante famiglie espropriate, nel cuore di un'area agricola e forestale (per buona parte inserita negli Ambiti Agricoli Strategici indicati dalla vostra amministrazione) che, fatto salvo quelle incluse nel perimetro del Parco della Valle del Lambro, risulta essere l'ultima rimasta inedificata sul territorio comunale. Un'area già, da alcuni anni, proposta come parco sovracomunale (Plis Alma Solis / ampliamento Plis Brianza Centrale), nonché ampiamente interessata sia dalle opere di compensazione ambientale di Pedemontana, sia dal passaggio di un corridoio primario della Rete Ecologica Regionale ed, infine, considerata la sua prossimità al tracciato autostradale, ci auguriamo inclusa negli ambiti di tutela del futuro Piano Territoriale Regionale d'Area.

Pur essendo solidali con queste famiglie e comprendendo le loro esigenze, pensiamo che queste soluzioni non siano corrette, in quanto privano la collettività di un bene molto prezioso, appunto perché ormai molto scarso, cioè il verde.

Pensiamo che nei territori comunali si potessero reperire terreni già edificabili secondo le norme vigenti o addirittura – meglio ancora – abitazioni in vendita già costruite, visto che dalle statistiche sappiamo che le abitazioni esistenti nei nostri comuni superano di gran lunga il fabbisogno della popolazione e per buona parte non sono utilizzate.

Riteniamo che il permesso a costruire in deroga alle norme vigenti concesso agli espropriati da Pedemontana sia un mezzo – a scapito della collettività – per ridurre il malcontento della popolazione per quest’opera e, probabilmente, per abbassare il livello degli indennizzi.
Riteniamo inaccettabili questi ulteriori costi ambientali che vanno a gravare su un territorio compromesso da decenni di edificazione selvaggia e che verrà devastato da un’opera di così grande impatto come la nuova autostrada.

E’ inutile che società Pedemontana si faccia un vanto delle “compensazioni ambientali” (che ancora non sappiamo con certezza quanto avranno veramente di “ambientale” e se e come verranno fatte), quando poi si erode ancora il verde per questi “effetti collaterali” che sono gli espropri.

Per questo chiediamo all’Amministrazione Provinciale di opporsi alle delibere del Comune di Seregno e del Comune di Macherio al fine di salvaguardare il PLIS “Brianza Centrale” e le aree
agricole e forestali di Macherio  da una nuova cementificazione, e questo anche in coerenza con le vostre recenti deliberazioni sul tema del consumo di suolo e della salvaguardia dei PLIS, deliberazioni che non solo approviamo ma che sosteniamo attivamente.

Qualora non fosse possibile annullare le delibere in questione, chiediamo che vengano reperite a Seregno nuove aree libere, di estensione almeno doppia, da inserire nel PLIS “Brianza Centrale” a compensazione di quelle destinate all’edificazione e, nello specifico di Macherio, che venga attuata definitivamente la salvaguardia delle aree agricole e forestali ad ovest di Via Bosco del Ratto e a nord dell'asse stradale costituito dalle vie Sant'Ambrogio, Cardinal Ferrari e da Viale Regina Margherita.

Cordiali saluti.
Paolo Conte
Portavoce di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE
Desio, 01/07/2011

Adesioni:
Osservatorio PTCP di Monza e Brianza
Comitato per l'ampliamento del Parco Brianza Centrale
WWF Sezione Regionale Lombardia
Legambiente Lombardia
WWF Comitato Groane
Associazione Torrette Bini Dosso Boscone - Macherio
Circolo Legambiente e di Seregno
Circolo Legambiente "R. Giussani "di Desio
Circolo Legambiente "Alexander Langer " di Monza
Circolo Legambiente "Laura Conti" di Seveso
Associazione per i Parchi del Vimercatese
Sinistra ed Ambiente - Meda
Lista per Biassono
Associazione perla mobilità sostenibile " eQUIbici " - Lissone
Amici della Natura - Triuggio