Dopo l'evento del 4 luglio 2026 sul Sapere Operaio e la Nocività, anche la serata, sempre organizzata dal Coordinamento di gruppi ed associazioni INSIEME PER LA MEMORIA E IL FUTURO DEL BOSCO DELLE QUERCE, tenutasi a meda il 23-9-026 con il patrocinio delll'amministrazione medese e della Fondazione Monza e Brianza, ha raccolto un'ottima presenza di cittadini e cittadine interessati all'argomento sulla salute dei viventi dopo il disastro della diossina dell'ICMESA del 10 luglio 1976.
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| Beatrice Oleari di Fare e Gemma Beretta di Legambiente Seveso |
Beatrice Oleari di FARE e Gemma Beretta di Legambiente circolo Laura conti di Seveso che hanno illustrato il lavoro e le attività proposte come INSIEME PER LA MEMORIA E IL FUTURO DEL BOSCO DELLE QUERCE, coordinamento composto da gruppi ambientalisti, associazioni e singoli individui che hanno già operato unitariamente a Seveso con i programmi di INSIEME PER IL BOSCO negli anni precedenti.
Tutte le iniziative, avviate ormai da 4 anni, hanno seguito due filoni ben definiti: far vivere con attività compatibili e non impattanti il Bosco delle Querce facendo comprendere il significato di questo luogo indissolubilmente legato al disastro della Diossina dell'ICMESA del 1976 e rinnovare con eventi mirati la Memoria, senza alcun annacquamento in occasione del 50° anniversario di quella tragedia.
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| Al centro Luigi Losa della Fondazione monza e brianza |
Gli incontri proposti a Meda per il 50° anniversario hanno raccolto il patrocinio dell'amministrazione e della
Fondazione Monza e Brianza che era presente ed è intervenuto con il suo VicePresidente
Luigi Losa, già giornalista de Il Cittadino che all'epoca e sin dai primi giorni, scrisse una serie di articoli, anche per il Corriere della Sera, sulla drammatica vicenda.
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| L'intervento del Sindaco di Meda Luca Santambrogio (a sx) |
Il Sindaco
di Meda, Luca Santambrogio, portando i suoi saluti ha evidenziato l'importanza di questi incontri poichè diffondono un'informazione più dettagliata e specifica su quegli eventi tragici, informazione che rischierebbe di perdersi se ci si limitasse ai passaggi dei media in occasione del 50° anniversario. Ha dato merito ai gruppi di Insieme per la Memoria e il Futuro del Bosco per l'attività svolta.
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| Alberto Colombo |
Alberto Colombo, ambientalista medese ha relazionato in merito agli effetti della diossina sui viventi, a partire dai più di 3000 animali domestici deceduti nei primi giorni cui fece seguito l'abbattimento di 76.000 capi di bestiame presenti negli allevamenti per impedire che la TCDD entrasse nel ciclo alimentare.
Ha informato sulle campagne di monitoraggio sanitario effettuate dal 1976 in avanti, riprendendo da esse i dati sugli effetti acuti con i casi di cloracne, sull'aumento dei fattori d'incidenza per una serie di patologie, dalle malattie cardiovascolari alle leucemie, ai linfomi non-Hodgkin, ai tumori etc. nonchè sulle conseguenze sulla salute generativa e mentale, sul sistema riproduttivo e su quello generativo, con il dramma delle interruzioni di gravidanza.
Tutti aspetti e dati delicati e anche controversi, poco trattati in eventi pubblici e ripresi solo in consessi medici o su riviste specializzate ma che meritano maggiore diffusione e approfondimento, così come s'è cercato di fare durante la serata.
Sotto le slide che hanno accompagnato il suo intervento.
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| Dario Consonni |
Dario Consonni, medico del lavoro e ricercatore dell'IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano ha illustrato i risultati dei monitoraggi epidemiologici fino al 2013 in cui appare un aumento di alcune tipologie di tumori anche se non con numeri eclatanti.
Aumento che a suo avviso non modifica particolarmente la mortalità nelle già aree A,B,R su cui sono stati condotti i cosidetti studi di coorte che hanno interessato 218.682 persone.
La sua è stata una relazione basata esclusivamente sull'evidenza degli studi di cui si è occupato direttamente.
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| La sintesi degli studi epidemiologici presentati da Dario consonni |
Sotto le slide proposte da Dario Consonni sul monitoraggio epidemiologico degli esposti alla diossina TCDD.
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| Tullio Quaianni |
Tullio Quaianni già medico del lavoro e dirigente del Servizio Prevenzione e Salute Ambienti di Lavoro della ASL di Monza, s'è focalizzato sulla sua esperienza, ripercorrendo anche i punti controversi che riguardano la fuoriuscita di diossina dall'ICMESA.
Oltre alle reticenze dell'ICMESA-Givudan-Hoffman-La Roche ha sottolineato le assenze, dimenticanze, tolleranze, delle diverse autorità (Sindaco, Ufficiale Sanitario, Medico Provinciale, CRIAL) che avrebbero dovuto vigilare e intervenire preventivamente prima dell’inizio della nuova produzione del Triclorofenolo.
Il panorama legislativo nel 1976 consentiva attività di controllo applicando le normative vigenti quali il Testo Unico LL. SS. del R.D. del 1934 articoli 216 e 217, la Costituzione della Repubblica con gli articoli 32 e 41, il Codice Penale articoli 674 e la Legge 615 del 1966 sull' inquinamento atmosferico.
Anche le fasi post fuoriuscita della Diossina furono come è noto caratterizzate da molti errori, omissioni e scelte politiche più che tecniche.
Furono e sono oggetto di perplessità la mappatura delle aree contaminate che escluse alcune porzioni in Comuni limitrofi, il quantitativo della TCDD fuoriuscita, la prevalenza o l'oscillazione dei venti che determinò la ricaduta delle sostanze tossiche.
Quaianni ha ricordato come il lavoro degli operatori sanitari non fu semplice e non sempre fu facilitato. Spesso infatti l'Ufficio Speciale e Regione Lombardia imposero metodologie e tempi non condivisi dai sanitari, ignorando anche un confronto di merito.
Dubbi anche rispetto al metodo di confronto epidemiologico della coorte monitorata prendendo come riferimento la popolazione di Comuni prossimi che potevano anch'essi aver subito la contaminazione da TCDD e su una serie di categorie di lavoratori che pur essendo stati operativi nelle zone contaminate non sono poi stati adeguatamente monitorati.
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| Giusi Bonacina |
Giusi Bonacina, allora ostetrica alla Mangiagalli ha completato le relazioni raccontando la sua esperienza nell'ambito della ricerca
Seveso Women's Health Study (SWHS), un progetto italo-statunitense avviato nel 1996 con una collaborazione tra l'Università della California - Berkeley, il Center for Behavioral Epidemiology (ora CERCH) e il gruppo di lavoro dell'Ospedale di Desio guidato dal prof. Paolo Mocarelli.
La ricerca fu coordinata da Brenda Eskenazi per comprendere l'impatto dell'inquinante TCDD sulla salute riproduttiva con particolare attenzione al corpo femminile.
Il finanziamento dello studio potè contare anche sul contributo dei reduci della guerra in Vietnam, interessati a capire le conseguenze sulla salute causate da un'esposizione alle diossine in quanto anch'essi erano venuti a contatto con l
'agente orange, un potente defoliante contenente diossine con cui l'esercito americano irrorò per via aerea le foreste vietnamite.
Il monitoraggio, fino al 2016, ha analizzato la salute di 981 donne che nel 1976 avevano un'età compresa tra 0 e 40 anni, vivevano nelle zone A e B i cui campioni di siero ematico erano stati conservati nel corso degli anni dall'equipe di Mocarelli e di cui era stata quantifica la concentrazione di diossina TCDD.
La relatrice ha parlato con grande emozione del contributo delle donne intervistate, alcune delle quali profondamente toccate dalla tragedia vissuta.
In sala era presente una di queste donne che ha espresso gratitudine per aver finalmente avuto informazioni su questa ricerca e su dove leggerne gli esiti.
Gli articoli scientifici di Brenda Eskenazi sono reperibili anche in rete mentre un articolo di dettaglio sulla ricerca e i suoi esiti si trova al link:
https://stacks.cdc.gov/view/cdc/8054 e lo riportiamo sotto.
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| Pubblico numeroso e attento alle relazioni. |
NOTA SULLO STUDIO Seveso Women's Health Study (SWHS)
Nella coorte dello studio SWHS, i livelli di TCDD nel siero hanno mostrato un significativo binomio con l'incidenza di tumori di qualsiasi tipo, a distanza di oltre 30 anni.
Lo studio, condotto esclusivamente su donne, ha arricchito le evidenze epidemiologiche secondo cui la TCDD è un cancerogeno multisito.
Tra le donne, nel cui siero v'erano concentrazioni significative di diossina TCCD, è stato evidenziato un aumento del rischio di tumore al seno e di neoplasie del sistema linfatico ed emopoietico come i linfomi non-Hodgkin.
Rispetto alle alterazioni endocrine e riproduttive, lo studio ha provato legami con l'insorgenza di endometriosi, irregolarità del ciclo mestruale e un ritardo dell'età fertile o menopausa precoce.
È stato evidenziato un impatto negativo e duraturo sulla funzionalità della ghiandola tiroidea sia nelle madri che nei figli esposti in utero.
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