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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

giovedì 31 dicembre 2015

PM10: DAL GOVERNO SOLO BUONI PROPOSITI E BRICIOLE

Ritorniamo sull'inquinamento atmosferico.
Il 30-12-015 s'è tenuto un vertice tra il Ministro dell'Ambiente Gian Luca GALLETTI e i rappresentanti ANCI dei Comuni e i Presidenti di Regioni sull'emergenza ambientale per i superamenti da PM10.
Decisamente INSUFFICIENTI i provvedimenti decisi in un decalogo che perarltro  “non ha alcun valore giuridico” e “la titolarità – per applicarlo – spettarà ai soli sindaci“.
Scarsissime nel medio periodo (tre anni), le risorse programmate e disponibili pari a 405 milioni di euro, contro lo smog nelle grandi città  
Saranno così suddivisi: 35 milioni per la mobilità sostenibile casa-scuola, casa-lavoro, car e bike sharing, pedibus (approvate con il collegato ambientale); 50 milioni per la realizzazione di reti di ricarica elettrica (attraverso il Fondo Kyoto), 250 milioni per l’efficienza energetica in scuole, strutture sportive e condomini (attraverso il Fondo Kyoto), 70 milioni per riqualificazione degli edifici della pubblica amministrazione.

Insomma, dinanzi ad una situazione ambientale pesantissima dove c'è una correlazione diretta tra i cambiamenti climatici causati dall'azione dell'uomo e le concentrazioni mefitiche di inquinanti nell'atmosfera registriamo una risposta che mette a disposizione BRICIOLE.
Eccoli dunque i provvedimenti e le "azioni sinergiche programmate e coordinate" che anche l'Amministrazione Comunale  medese, nel suo ingiustificabile attendismo  aspettava, esimendosi dall'emettere ordinanze.
Certamente provvedimenti e risorse NON ALL'ALTEZZA DELLA PESANTE SITUAZIONE e che rimandano la palla ai sindaci.

Smog, dal governo solo briciole di buoni propositi e molto fumo

Inquinamento. Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti presenta un piano contro l'inquinamento che prevede poche misure non vincolanti per i sindaci (riduzione di 20kmh per le automobili e riscaldamento abbassato di 2 gradi) e annuncia una serie di provvedimenti a lungo termine da finanziare con meno di 500 milioni di euro spalmati su tre anni.  
Per le associazioni ambientaliste si tratta di un provvedimento del tutto insufficiente.

Luca Fazio
L’intervento strutturale più rilevante contro lo smog entrerà in vigore già oggi presso il centro islamico di Segrate, vicino a Milano, dove per il terzo giorno consecutivo il mezzo blocco del traffico si è rivelato un flop: “C’è una preghiera speciale per la pioggia e invitiamo anche altri centri a fare altrettanto”. C’è altro? In parte sì. In un’altra città parimenti inquinata, Roma, presso il ministero dell’Ambiente, ieri è stato siglato un protocollo sottoscritto dal ministro Gian Luca Galletti, dal presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini e dal presidente dell’Anci Piero Fassino. Per gli osservanti filo governativi che ci credono, questo è il decalogo anti inquinamento che prevede “misure d’urgenza” omogenee (scatteranno al settimo giorno di superamento delle soglie).
Buoni propositi e briciole di stanziamenti a parte, la sostanza è questa: dopo sette giorni di veleni verrà abbassato di due gradi il riscaldamento delle abitazioni e degli uffici e verranno ridotti di 20 km orari i limiti di velocità delle automobili (in città si inquinerà circolando a 30 km l’ora). 
In più, ci saranno sconti sui biglietti dell’autobus. 
Sia chiaro, non c’è nessuna legge che impone queste mezze misure. 
Sono solo inviti a fare e suggerimenti per i sindaci che rimangono liberi di non prendere alcuna decisione. 
Di più il ministro Galletti non può fare: “La titolarità delle decisioni resta in capo ai sindaci in quanto la legge dice che siano loro a dover fare queste azioni. Io come governo invito fortemente e auspico che gli enti locali mettano in campo le manovre che oggi abbiamo condiviso”.
Il protocollo, naturalmente, prevede anche una serie di provvedimenti sul lungo periodo che non costa niente annunciare per fare un titolo di giornale, tipo “potenziamento dei mezzi pubblici”. 
In sintesi, la riunione al vertice lascia anche ipotizzare l’incremento dell’efficienza energetica agevolando il passaggio a combustibili meno inquinanti, il rinnovo dei mezzi pubblici, la promozione di una rete di ricarica che supporti la riconversione elettrica delle automobili, naturalmente i soliti incentivi per la rottamazione delle vecchie auto (come se incrementare quel mercato non fosse una strategia inquinante del secolo scorso), il potenziamento di bike e car sharing e delle piste ciclabili. 
E ancora: nuove aree di pedonalizzazione, sincronizzazione dei semafori, aumento del verde e la “diffusione di buone pratiche agricole”. 
L’impressione è che ieri bastava alzare la mano per completare l’elenco e mettersi a posto la coscienza.
Il tutto — a sentire i sindaci del Pd entusiasti deve essere questa la vera rivoluzione — verrà gestito dal neonato Comitato di coordinamento ambientale, “una task force tra sindaci delle città metropolitane e presidenti delle regioni”. 
I soldi ci sono? Monetine, spalmate su tre anni: un fondo di 450 milioni di euro di investimenti previsti dalla legge di stabilità (la stessa prevede 4 miliardi di euro di sussidi all’autotrasporto e per gli investimenti in strade e autostrade). E non si farà baldoria con quei 12 milioni di euro “per le prime misure di sostegno” destinate ai comuni.
Il piano del governo piace o dispiace in base agli schieramenti politici. “Non è la prima volta che prendiamo provvedimenti per l’emergenza smog ma è la prima volta che si mette in campo una regia nazionale, è un salto di qualità” — dice il sindaco di Torino Piero Fassino. 
“Le misure e gli stanziamenti non sono sufficienti, servono degli zeri in più” — replica il governatore Roberto Maroni (vorrebbe 2 miliardi solo per la Lombardia). 
Prevedibile, invece, la delusione tra chi su questi temi è abituato a ragionare non solo in vertici improvvisati. A parte gli apprezzamenti di rito su alcune misure che “vanno nella direzione giusta”, Legambiente parla di provvedimento del tutto insufficiente. 
“Le risorse stanziate — spiega il vicepresidente Edoardo Zanchini — sono solo timidi segnali che non fanno cambiare concretamente le politiche nazionali sulla mobilità. 
La legge di stabilità non prevede neanche un euro per acquistare treni per i pendolari o realizzare nuove linee di tram o metropolitane. 
Si devono cambiare le priorità, mettere le aree urbane al centro delle politiche e garantire ai sindaci la possibilità di spendere risorse senza i limiti imposti dalla spending review”. 
Più netta la posizione dei Verdi: “La riunione ha partorito il nulla, il ministro farebbe meglio a dimettersi. 
Uno stanziamento di 12 milioni è offensivo, si tratta di una cifra che equivale al costo di un chilometro di autostrada. L’Italia ha bisogno di provvedimenti strutturali che si possono adottare solo con scelte economiche e strutturali”.

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