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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

sabato 20 novembre 2010

INSIEME IN RETE s'incontra con gli estensori del PTCP provinciale

Insieme in Rete: 

"le aree libere ed agricole della Brianza 

devono essere salvaguardate" 

Densità abitativa nella Prov. di MB e superficie edificata
Venerdì 19/11/010, il coordinamento di Associazioni e Gruppi "Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile" s'è incontrato con il gruppo della Fondazione Lombardia  per l'Ambiente, gruppo tecnico di lavoro del PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale).


A loro e all'Assessore alla Pianificazione Territoriale della Provincia di MB Antonino Brambilla è stato presentato il documento che illustra le proposte della RETE per la stesura del PTCP, comprendente anche quello che la RETE intende utile normare per un PIANO d'AREA che tuteli le aree verdi limitrofe alla futura autostrada Pedemontana.


Breve resoconto dell'incontro


Alla presenza del Direttore settore Pianificazione e Parchi Morazzoni, del dirigente Grillini e di tre  collaboratrici di FLA, la RETE ha illustrato la comunicazione sotto allegata che anticipa un documento più corposo ed articolato con il quale si intende supportare la redazione del PTCP e la valutazione strategica.
Fondazione Lombardia per l'Ambiente, che ha da poco ricevuto l'incarico di elaborare VAS e PTCP, non era ancora particolarmente pronta sui contenuti e sul confronto. 
Ha però manifestatato ampia disponibilità ed interesse a trovare la forma migliore di collaborazione a partire dall'acquisizione delle informazioni di base sul sistema ambientale provinciale che, abbiamo sottolineato, essere disponibili e non trascurabili (tra queste dorsale verde, RER, masterplan del Politecnico ecc.) sino a verificare, vista la nostra conoscenza e competenza sul territitorio, il dettaglio delle azioni del PTCP e della loro valenza strategica.
Siamo quindi "invitati" al primo momento di lavoro comune che FLA intende allestire a breve.
I funzionari provinciali, invece, hanno cercato di giocare un po' in difesa sminuendo il ruolo della provincia rispetto alla volontà dei Comuni
Fatto loro presente che la tutela non è costituita di soli vincoli (più o meno reali e  dai parchi regionali...) ma dal riconoscimento del sistema ambientale, dorsale, corridoi, aree libere strategiche  per le quali è necessaria un'attenta pianificazione territoriale, guida per la redazione dei singoli PGT, hanno fatto un passo indietro. 
Crediamo però che dovranno essere continuamente e particolarmente stimolati per agire (la loro attenzione è aumentata di molto quando hanno saputo che avevamo già avuto contatto diretto con l'Ass. Brambilla).
Complessivamente un giudizio positivo - sempre in attesa che i proclami "ambientalisti" della Provincia si traducano in azioni concrete.

La delegazione di INSIEME IN RETE presente all'incontro


Le % di suolo urbanizzato (edificato) in prov. di MB

Le previsioni, OTTIMISTICHE, degli anni necessari a CONSUMARE le arre verdi ed agricole in Prov di MB

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IL DOCUMENTO SULLE LINEE GUIDA 
per un PTCP "DI TUTELA AMBIENTALE" proposto dalla RETE


Desio, 18 NOVEMBRE 2010

Egregio Dott. Antonino BRAMBILLA
Assessorato Pianificazione Territoriale e Parchi
Provincia Monza e Brianza
Via Tommaso Grossi 9
20052 Monza

p.c.
Fondazione Lombardia per l'Ambiente
Piazza Diaz, 7 20123 MILANO

In riferimento a: V.A.S. del P.T.C.P. della Provincia di Monza e della Brianza

Oggetto: 
Documento di presentazione ed inquadramento delle richieste di "Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile"

Scrivo in nome e per conto del coordinamento regionale "Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile" che è stato creato, dal novembre 2007, per affrontare insieme al meglio, condividendo competenze e responsabilità, le conseguenze di due eventi notevoli che caratterizzeranno e influenzeranno, lo sviluppo dei territori in cui abitiamo:
1) I nuovi piani di governo del territorio dei Comuni e delle Provincie lombarde;
2)Il progetto esecutivo dell'Autostrada Pedemontana Lombarda, che verrà realizzato dalla Società Pedemontana Lombarda. In particolare, pur mantenendo sin dalla fondazione del coordinamento una assoluta contrarietà nei riguardi dell'opera autostradale, guardiamo con interesse al progetto relativo alle compensazioni ambientali, connesse alla nuova infrastruttura, dopo aver seguito da vicino tutto l'iter che ha portato all'approvazione del progetto definitivo, anche con prescrizioni del CIPE.
Premesso questo, uno degli aspetti che più ci preoccupa e genera in noi allarmi, è il consumo di suolo nella Provincia di MB, che ha raggiunto percentuali elevatissime ed insostenibili e che la stessa Amministrazione Provinciale non ha mancato di rilevare. Questo PTCP deve essere quindi l'occasione per questa Amministrazione e per tutta la cittadinanza attiva disponibile, per passare dalle parole ai fatti nel contrasto del consumo di suolo.

Il nostro atteggiamento in questi anni è stato caratterizzato dal nostro coraggio di metterci in gioco, di cercare un rapporto continuativo con le Istituzioni (cosa che anche oggi chiediamo alla Provincia di MB), di partecipare, puntualizzando, anche sollevando delle contrarietà, ma sempre con un atteggiamento costruttivo (anche se qualche coraggioso NO a volte è necessario, soprattutto quando si stanno varcando dei limiti dai quali è difficile tornare indietro), cercando di andare al di là del problema formulando proposte e progetti nati "dal basso", dalla partecipazione della cosiddetta "cittadinanza attiva" di cui il coordinamento si considera parte integrante. Tale partecipazione, in tutti i processi che riguardano la pianificazione ed il governo del territorio, come il nuovo PTCP, è auspicata da tutte le più recenti normative anche europee in materia, a partire dalla Convenzione Europea del Paesaggio firmata a Firenze nel 2000 e legge dello stato dal 2006, passando per la L.R. 12/2005, sino ad arrivare alla Direttiva Europea del 2001 che ha istituito la VAS. Non intendiamo sprecare questa opportunità di partecipazione che ci è data ed è per questo che stiamo preparando un documento unitario con alcune richieste generali e puntuali, che riguarderà i territori che abitiamo (che conosciamo molto bene e che intendiamo rendere migliori) e che contribuirà a integrare quell'insieme di conoscenze comuni, definito dalla normativa "quadro conoscitivo" condiviso da TUTTE le componenti sociali, sul quale dovrebbero basarsi tutte le politiche di governo del territorio.

Tuttavia, preliminarmente alla stesura del documento sopra citato, intendiamo elencare quelle che riteniamo delle priorità, proprio sull'allarme lanciato anche dal Presidente della Provincia di Milano e che riguarda il consumo di suolo e la salvaguardia degli spazi liberi -agricoli e non - ancora esistenti.
Anzitutto intendiamo affermare due principi che tutti noi condividiamo:

1) Tutte le aree agricole attualmente esistenti, al di là della loro funzione produttiva, in un contesto attualmente altamente urbanizzato come quello della provincia di MB, si devono considerare STRATEGICHE;

2) Tutte le aree libere, al di là della loro definizione, quando rappresentano tasselli importanti per la realizzazione o l'ampliamento della rete ecologica sovra locale, devono essere considerate strategiche.  

Sono   quindi   da  noi   da   considerare   quali:   AREE LIBERE STRATEGICHE
Ovviamente entrambe queste due tipologie di aree, strategiche solo per il fatto di essere ancora libere, quindi potenzialmente adattabili a progetti di recupero paesaggistico, devono possedere particolari caratteristiche che qui brevemente elenchiamo:
                                                                                                                                    
1) Aree agricole residuali (anche intercluse) comprensive delle aree incolte, secondo il concetto delle green stepping stones;
2) Dorsale Verde Nord;
3) Rete ecologica P.T.R.;
4) R.E.R. e tutte le aree agricole ad esse contigue (secondo il concetto della continuità degli spazi aperti);
5) Parchi  locali  di  interesse  sovracomunale  -  PLIS  (anche  in via  di  costituzione  o di ampliamento);
6) Aree agricole, forestali e zone umide dei parchi regionali non incluse nei parchi naturali;
7) Aree delle Compensazioni Ambientali di Pedemontana e loro teorica estensione come indicato dal Masterplan del DiAP Politecnico di Milano "Un parco per la città infinita";
8)Aree delle Mitigazioni Ambientali di Pedemontana;
9) Parchi urbani recintati e non recintati;
10) Aree agricole e seminaturali del Parco di Monza;
11)Biotopi, ambiti forestali, zone umide e corsi d'acqua (comprese le fasce di rispetto legge Galasso) non inclusi nei PLIS e nei parchi regionali;
12) Aree agricole e/o parzialmente boscate che consentono la realizzazione di corridoi ecologici di interesse locale (da perimetrare e da puntualizzare a cura di questo PTCP);
13) Aree di cava da sottoporre a recupero ambientale;
14) Aree agricole attualmente degradate ma di cui è possibile e opportuno un recupero.

L'altro grande e difficile tema sul quale ci siamo confrontati e che quasi collima con quello delle aree libere ed agricole, se non altro perché le aree interessate sono praticamente coincidenti, è quello riguardante Pedemontana con le sue compensazioni e le sue mitigazioni, sulle quali intendiamo fornire il nostro contributo.
Purtroppo, ed i recenti PGT di alcune amministrazioni locali stanno lì a dimostrarlo, il sedime di Pedemontana fa gola a molti, se non adeguatamente governato, farà da volano a nuove (inutili) costruzioni, soffocando definitivamente il traffico della Brianza e vanificando persino l'auspicato miglioramento della mobilità della Media Brianza con cui si giustifica la costruzione della nuova infrastruttura.
La sua cieca realizzazione, se indifferente alle sollecitazioni ed alle richieste provenienti dai territori locali, rischia di generare dei "mostri". Mi riferisco qui allo sventramento del Bosco delle Querce per aumentare il raggio di curva dell'Autostrada, già portato all'attenzione della Provincia, che si potrebbe evitare semplicemente mantenendo l'attuale raggio di curvatura tra Barlassina e Meda e con un limite alla velocità degli autoveicoli in quel tratto di Autostrada; o al proliferare incontrollato della cosiddetta viabilità accessoria il cui chilometraggio già ora supera quello di Pedemontana stessa e che invece deve essere considerata un tutt'uno con l'Autostrada con cui "fa sistema"; o ancora al tema della tratta B2, e non ci riferiamo solo alla sottovalutazione del problema della diossina, ma anche al cambiamento di progetto "in corsa" solo per mere questioni economiche e di tempi di realizzazione e per cui la Società Pedemontana ha destinato ai comuni della tratta 60 mln di euro senza indicare dei vincoli circa
il loro utilizzo al miglioramento - vero - della vita e della salute di quei cittadini; o, infine, agli edifici di proprietà di privati cittadini che verranno abbattuti per la realizzazione di Pedemontana, che non possono, in un territorio come quello della provincia di MB già povero di spazi liberi, essere ricostruiti in aree che il progetto stesso di Pedemontana ha individuato come di compensazione ambientale"verde", o peggio, essere ricollocate all'interno di PLIS o parchi già esistenti, in entrambi i casi, territori liberi destinati a essere goduti da tutta la cittadinanza.
Se, come avevamo già chiesto anni fa, si fosse istituito da subito un piano d'area pedemontano molti di questi problemi non sussisterebbero e si sarebbero evitati i recenti scontri istituzionali fra amministrazioni provinciali e comunali, alla ricerca sciagurata di nuovi oneri di urbanizzazione.

Su questo tema, per evitare che Pedemontana diventi la nuova Milano-Bergamo - esempio ripreso anche dal Presidente della Provincia di MB - o la nuova Salerno-Reggio Calabria, con una cantierizzazione infinita (vedi sottopasso di Monza della SS 36), sarebbe necessario un piano d'area regionale che abbia un unico scopo:

"Individuare una fascia a ridosso dell'intero SISTEMA AUTOSTRADALE PEDEMONTANO, ovvero, TRACCIATO AUTOSTRADALE + TRACCIATI DI VIABILITA' COMPLEMENTARE O LOCALE, in cui venga impedito il proliferare di nuove costruzioni, con particolare riferimento e riguardo a specifiche tipologie edilizie o ad attività, che per loro natura determinano un forte richiamo di mobilità (per esempio, elenco indicativo e non esclusivo: centri commerciali, capannoni industriali, outlet, centri direzionali, grosse lottizzazioni residenziali, ecc.). Per tale fascia da individuarsi, che dovrà ricomprendere necessariamente le tipologie di aree sopra descritte, cioè, le AREE AGRICOLE STRATEGICHE e le AREE LIBERE STRATEGICHE, che sono attualmente già interessate ed interferite dal progetto riguardante il SISTEMA AUTOSTRADALE PEDEMONTANO, si dovrà inoltre sviluppare un piano paesistico di dettaglio con efficacia vincolante sulla pianificazione locale".

L'opera infatti servirebbe - questo è quanto affermano i suoi sostenitori - a migliorare il traffico dei cittadini lombardi amanti del trasporto su gomma. Il proliferare di nuove costruzioni (e di nuovo traffico) certamente non contribuisce a centrare l'obbiettivo specialmente con l'EXPO che bussa alle porte delle migliaia di imprese esistenti all'interno della nostra provincia, che tutto desiderano, tranne avere nuovo traffico, code ed ingorghi, durante quell'evento, che ricordiamolo, dovrebbe parlare di sostenibilità. Quale miglior biglietto da visita, invece, di un territorio caratterizzato da ampie zone verdi protette, risanate, ben progettate, rinaturalizzate e collegate da una rete di piste ciclabili efficiente?
Speriamo che la Provincia di MB che, pare, ha avuto dalla Regione Lombardia l'incarico di scrivere il documento propedeutico a tale piano d'area (essendo la provincia maggiormente impattata dalla nuova infrastruttura con il 60% dell'opera sul proprio territorio), non abbia paura ed abbracci in toto questa nostra proposta.

Noi ci siamo e vi chiediamo di farci partecipare con continuità a queste scelte.
Su questi aspetti, misureremo la volontà della Provincia di MB di mettere l'ambiente e la sua tutela al centro dell'azione politica e amministrativa, con azioni concrete che tengano conto di quanto espresso e proposto dalle associazioni e dai gruppi che, da anni, operano costantemente sul territorio

Distinti saluti,
Ph. D. Arch. Paolo Conte Coordinatore 
di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

giovedì 18 novembre 2010

Bosco delle Querce: mozione di SEL e PD in Regione Lombardia

Dopo il Parlamento, il rischio "sbancamento" del Bosco delle Querce 
approda anche in Regione Lombardia.

Chiara Cremonesi (SEL)

Giuseppe Civati (PD)
Enrico Brambilla (PD)
Il 17/11/010, con le firme dei Consiglieri Regionali CHIARA CREMONESI (Sinistra Ecologia e Libertà SEL), GIUSEPPE CIVATI e ENRICO BRAMBILLA (Partito Democratico PD) è stata depositata una mozione ove si chiede di EVITARE lo SBANCAMENTO del Bosco delle Querce di Seveso e Meda.
Il contatto costante con quelle forze e quelle figure politiche sensibili alle tematiche ambientali, dopo l'interrogazione parlamentare di ERMETE REALACCI (PD) - vedi post precedente sul blog - consente alle richieste di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE e dei due gruppi locali (SINISTRA e AMBIENTE di Meda e LEGAMBIENTE di Seveso) di raggiungere le assise istituzionali maggiori.

Noi continuiamo la battaglia per TUTELARE l'AMBIENTE.

Un sentito grazie a Chiara, Giuseppe ed Enrico.

SINISTRA e AMBIENTE


Il testo della mozione



PGT medese: serve un confronto sulle osservazioni


Meda: SINISTRA e AMBIENTE 
chiede un incontro di CONFRONTO su VAS e PGT

Il gruppo di Sinistra e Ambiente ha protocollato in data 18/11/010 presso il Comune di Meda una richiesta per un incontro ove gli estensori delle OSSERVAZIONI alla VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e al PGT (Piano di Governo del Territorio), possano ricevere risposte adeguate e dettagliate sulle proposte e le osservazioni protocollate precedentemente.

Ecco il testo della richiesta

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Meda, 17 novembre 2010

Ill.mo Sig. Sindaco dott. GIORGIO FIORENZO TAVEGGIA
agli assessori dott. FAUSTO VALTORTA, dott. LUCA SANTAMBROGIO
al dirigente di settore ing. DAMIANO CAMARDA
al segretario generale dott. SODANO
al direttore dott. CAPOZZA

OGGETTO:
 Conferenza di Valutazione finale della VAS 
del Piano di Governo del Territorio e osservazioni sulla VAS e il PGT

L’elaborazione e l’adozione prossima del PGT è un passaggio importantissimo per Meda in cui è FONDAMENTALE la partecipazione delle Associazioni, dei gruppi politici e dei cittadini nella sua fase di stesura, mantenendo un percorso che deve essere TRASPARENTE e appunto PARTECIPATIVO come specificato chiaramente anche nella L.R. 12.

In questa logica, SINISTRA e AMBIENTE ha presentato una serie di considerazioni e osservazioni sui documenti di VAS prodotti per il PGT di Meda.
Pensiamo che le nostre osservazioni, come quelle di altri soggetti, meritino una analisi e un confronto nel dettaglio, nonché risposte appropriate.
Questa esigenza nostra e, riteniamo, di tutti coloro che seguono con attenzione il tema potrebbe essere concretizzata anche con momenti pubblici dove possa esserci spazio per il confronto.

L’incontro Conferenza di Valutazione finale della VAS del Piano di Governo del Territorio da Voi fissata per il giorno 23 Novembre 2010 alle ore 10.00, proprio a causa della fascia oraria, NON CONSENTE una partecipazione complessiva di tutti i soggetti e/o cittadini che hanno presentato osservazioni o che sono interessati a seguire l’iter del PGT.
Siamo coscienti che questa Conferenza è soprattutto rivolta agli Enti e alle Istituzioni che, per legge, devono essere coinvolti nella stesura della VAS e organizzarla alla mattina risulta quindi più adeguato alle disponibilità dei funzionari e degli “addetti ai lavori”.

Tuttavia riteniamo altresì necessario organizzare un ulteriore incontro propedeutico per definire sia la VAS che il PGT tra l’Amministrazione di Meda e i soggetti che hanno presentato osservazioni e Vi chiediamo con la presente di fissarlo in  orario serale (o perlomeno in orario accessibile ai più), al fine di permettere un confronto ampio sul tema.

Fiduciosi di un accoglimento di questa nostra richiesta, rimaniamo in attesa di un Vs. riscontro.

Cordialmente

per Sinistra e Ambiente
Anna Caioli  -  Alberto Colombo

Meda, 17 novembre 2010 



lunedì 15 novembre 2010

BRIANZA: UN DESERTO DI ASFALTO e CEMENTO ?

Da tempo, il coordinamento di associazioni e gruppi INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE (di cui SINISTRA E AMBIENTE è parte attiva), lavora su tematiche di TUTELA dell'AMBIENTE e del TERRITORIO.
La RETE ha ripetutamente chiesto ANCHE nelle sedi istituzionali della Provincia di Monza e Brianza l'attuazione d'una SERIA POLITICA per stoppare l'ESASPERATO CONSUMO di suolo in Brianza. 
Lo ha fatto e continua a farlo sfruttando tutte le situazioni di confronto pubblico con la Provincia, in occasione di convegni da essa organizzati nonchè anche con un primo incontro con il Presidente DARIO ALLEVI.

Allevi ha rilasciato alla stampa dichiarazioni ove esprimeva preoccupazione per lo stato in cui versa la Brianza e per l'alto consumo di suolo.

Ma le dichiarazioni non sono più sufficienti.

Occorre che la Provincia, se veramente vuole tutelare gli ultimi lembi di VERDE e DI VIVIBILITA' , scriva un PCTP  (Piano di Coordinamento Territoriale Provinciale) ove si tenga conto della necessità di vincoli seri per governare un'urbanistica territoriale alla merce "degli interessi edificatori". 
Non bastano più interventi sui giornali ai soli fini dell'immagine, non bastano più interventi "spot"  serve una POLITICA AMMINISTRATIVA STRUTTURATA a TUTELA DELL' AMBIENTE.

Le occasioni per intervenire non mancano, a partire da quelle evidenziate dalla RETE:
  • Piano d'area lungo il tracciato di Pedemontana per bloccare edificazioni selvagge
  • Pronunciamento ed impegno a promuovere presso Regione Lombardia il PARCO REGIONALE della BRUGHIERA
  • Pronunciamento CONTRARIO  allo SBANCAMENTO nel BOSCO delle QUERCE  di Seveso e Meda
  • Parere Favorevole al suo AMPLIAMENTO sia a Seveso sia a Meda
  • Identificazione e tutela delle aree agricole e boscate della Provincia
Anche i Consiglieri del PD della Provincia di MB, con cui abbiamo un rapporto dialettico e di confronto sui problemi del territorio, evidenziano i devastanti progetti edificatori in Brianza.

Eccovi l'articolo de "Il Giorno" che riprende le loro segnalazioni.



SINISTRA e AMBIENTE
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Provincia, una colata di cemento sulla verde Brianza

 15/11/2010
da Il Giorno
articolo di  
MONICA GUZZI

 Dossier del Pd sull’urbanistica: secondo i primi calcoli sono in arrivo 6 milioni di metri cubi
MATTONI e centri commerciali fra Monza, Arcore, Brugherio, Bovisio Masciago, Concorezzo, Triuggio, Burago. Milioni di metri cubi - stando ai primi calcoli circa 6 milioni - capaci di far traballare l’equilibrio territoriale della Brianza, Provincia che già vanta percentuali tra le più alte in Italia in materia di consumo di suolo: 55 per cento, una cifra che con i piani di governo del territorio all’esame dei Comuni e con l’arrivo dell’autostrada Pedemontana rischia di salire al 65 per cento.
A DARE l’allarme è il Pd, che ha deciso di avviare un monitoraggio della situazione nei Comuni della nuova Provincia. Una sfida aperta alla Giunta provinciale di Dario Allevi, che negli ultimi mesi ha avviato una campagna in difesa del territorio sopravvissuto al cemento. Solo a parole, attacca il Partito democratico, per il quale «la giunta provinciale ha dichiarato guerra al mattone ma nei primi atti adottati ha dato il via libera alle colate di cemento previste dal Pgt di Bovisio Masciago, ad esempio, dove sono previste una torre alta di circa 17 piani al confine con il territorio comunale di Desio, all’interno del Parco sovracomunale del Grugnotorto Villoresi». Nel mirino anche un nuovo centro commerciale a ridosso con la Sp 527 Bustese. «Abbiamo avviato un monitoraggio e presentato interrogazioni in consiglio - dicono Domenico Guerriero, capogruppo Pd in Consiglio provinciale e Gigi Ponti, segretario provinciale -. Sul Pgt di Bovisio registriamo un primo via libera della giunta provinciale in evidente contrasto con le dichiarazioni di principio contro il consumo di suolo».
DOPO BOVISIO, la giunta provinciale dovrà esprimersi su altri piani, a partire da Monza, con un Pgt da 4 milioni di metri cubi di nuove residenze e centri commerciali e produttivi e il caso Cascinazza (nella foto). Ad Arcore nella bufera è finito il progetto Milano 4: 25 palazzi da tre piani, 400 appartamenti per un totale di 150mila metri cubi che ospiteranno 1.200 nuovi residenti nel Parco della Valle del Lambro. «Un investimento da 220 milioni che Idra, l’immobiliare della famiglia Berlusconi, ha già presentato alla giunta di centrodestra», sottolinea il Pd. A Brugherio è prevista invece la costruzione di un centro commerciale e di un parcheggio su due livelli, per 160mila metri quadrati in un’area attualmente destinata a verde attrezzato e aree agricole.
A Burago il Pgt è legato a un ricorso al Tar promosso da Legambiente contro l’aumento del 10 per cento del consumo di aree verdi per arrivare al 51 per cento del totale del territorio comunale.
Nel Pgt di Triuggio è previsto invece un piano di intervento integrato da 44mila metri cubi residenziali in cambio della cessione al Comune di Villa Don Bosco, mentre a Concorezzo, dove si prevede una crescita demografica da 15.000 a 16.500 persone, il consumo di suolo passa al 51 per cento. Non solo: «La realizzazione della nuova circonvallazione - denuinciano Ponti e Guerriero - taglierà due aree verdi che in un prossimo futuro potranno diventare edificabili».

giovedì 11 novembre 2010

Con gli immigrati

A 35 mt dal suolo, su una gru 
PER LA DIGNITA' DELL'UOMO !

Da più di una settimana, SEI UOMINI, SEI NOSTRI FRATELLI IMMIGRATI sono su un minuscolo terrazzino di una gru, alta 35 metri nel centro di Brescia.
Hanno scelto questa forma estrema di protesta per RIVENDICARE IL LORO DIRITTO DI ESSERI UMANI AD AVERE UN PERMESSO DI SOGGIORNO.
Denunciano la TRUFFA perpretata da questo governo RAZZISTA e del "ministro" Maroni ai danni degli IMMIGRATI con le spese di cui essi hanno dovuto farsi carico per una semplice domanda di sanatoria (500 euro) cui ancora, nella maggior parte dei casi, non è seguita risposta d'accettazione da parte delle "autorità" o nei peggiori casi, c'è stato il rifiuto per chi risulta clandestino.
Anche a Milano, un gruppo d'immigrati ha scelto di far sentire la propria voce insediandosi sulla CIMINIERA dell'ex CARLO ERBA.

Identiche le richieste per il permesso di soggiorno.

Sono lassù per LA DIGNITA' e PER I DIRITTI NEGATI.

Alle loro richieste, Maroni e il governo hanno saputo rispondere solo con un maldestro e VIOLENTO  tentativo della Polizia di rimuovere il presidio di solidarietà.

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Articoli tratti da Liberazione

Brescia, immigrati su una gru: 

la polizia carica i manifestanti 

e arresta leader protesta

 

La gru a Brescia

Brescia – Cariche sui manifestanti, arresti e fermi, città blindata e caccia all’uomo. Ecco la risposta dello Stato italiano a chi chiede rispetti per i diritti. 
E’ accaduto stamatina all’alba, in via San Faustino, presidio di solidarietà alla protesta degli immigrati che da dieci giorni occupano la gru del cantiere Metrobus per denunciare la sanatoria truffa.
Dopo lo sgombero da parte di polizia e carabinieri del presidio dei manifestanti che a terra esprimevano il loro sostegno alla protesta, le forze dell’ordine hanno blindato il quartiere. 
Alcune persone sono finite in manette. 
Le forze dell'ordine hanno creato un cordone in Piazza Cesare Battisti e in Piazza Loggia per non far transitare nessuno.
Dall’alto della gru i sei immigrati, accampati a oltre trenta metri altezza percorrono avanti e dietro il lungo braccio meccanico urlando slogan, sventolando i propri vestiti: "Non siamo animali, basta polizia".


Uno dei fratelli immigrati sulla gru
Fermati e anche alcuni esponenti di “Magazzino 47”, tra cui anche Umberto Gobbi, leader del centro sociale, che è stato arrestato. 
Tra i fermati anche due redattori di Radio Onda d’Urto, che segue la vicenda della protesta sin dal suo inizio.Questa la cronaca dei fatti pubblicata sul sito web dell'emittente antagonista bresciana.
Questa mattina verso le 6, decine di carabinieri e poliziotti sono intervenuti al presidio di solidarietà permanente agli immigrati sotto la gru di Piazzale Cesare Battisti per sgomberarlo. 

La polizia blocca le vie d'accesso

Sono stati fermati diversi migranti e antirazzisti presenti, come sempre da una settimana a questa parte, nel piazzale antistante al cantiere del metrobus. 
Tra questi anche due redattori di Radio Onda d’Urto.
Le forze di polizia avrebbero affermato che non è loro intenzione intervenire sulla gru, ma solo sgomberare il presidio permanente.
Successivamente sono stati perquisiti da parte delle forze di polizia anche i locali dell’oratorio di San Faustino, a pochi passi dalla gru, dove diversi migranti avevano trovato rifugio e ospitalità nell’ultima settimana.

Appaiono i primi striscioni sulla gru

Poi verso le 8.00 inizia l’azione di polizia nei dintorni della gru che opera fermi e arresti tra i manifestanti presenti in zona.
Dall’alto della gru i manifestanti iniziano il lancio dei pochi oggetti che hanno a disposizione nei confronti di poliziotti che sono entrati nel cantiere. 
In quel momento la cominciano le cariche sui manifestanti sotto la gru. 
A quel punto la polizia inizia a effettuare fermi tra i manifestanti.
Le cariche si ripetono anche nei dintorni e inizia caccia all’uomo nelle vie adiacenti.
Intanto si è formato un presidio sopontaneo nei pressi di Porta Trento.
Vengono fermati dalla polizia anche di semplici cittadini colpevoli solo di chiedere informazioni. “Ordini dal ministero dell’interno” dicono i funzionari di piazza. 
Alcuni funzionari nel frattempo cercano di allontanare i giornalisti che seguono le vicende sul posto.
Da via San Faustino la polizia porta via i cassonetti dell’immondizia e impedisce a chiunque di avvicinarsi mentre continuano le pressioni nei confronti dei giornalisti costretti ad allontanarsi.

Immigrati: protesta Milano, quarta notte sulla torre «Senza risposte non scendiamo»

 

Il presidio sotto la ciminiera
Il "ballatoio" della ciminiera presidiato

















Milano - Quarta notte in cima alla torre ex Carlo Erba di via Imbonati a Milano per cinque cittadini stranieri che, in solidarietà con le proteste di Brescia, chiedono il riconoscimento del permesso di soggiorno e più velocità nelle pratiche. 
CNRmedia ha raggiunto telefonicamente uno dei manifestanti, Marcelo. 
«Freddo e acqua si sopportano, - dice - siamo riusciti a mettere un po a posto per non fare entrare l'acqua, poi abbiamo tanti vestiti. 
Freddo e acqua non sono un problema per il momento. 
Certo, abbiamo qualche difficoltà di alto tipo. Ma il tempo per noi non è un problema. Sappiamo di trovarci davanti a un muro di gomma ma noi non ci fermiamo. 
E non scenderemo. 
Anzi, stiamo pensando a come addobbare la torre per Natale. 
Perché senza risposte noi da qui non scendiamo» ha concluso Marcelo.

lunedì 8 novembre 2010

Limbiate: l'AGORà delle buone pratiche

Sabato 06/11/010, il gruppo AMBIENTALISTA VERDE - ALTERNATIVA PER MEDA, componente di SINISTRA E AMBIENTE, ha aderito e partecipato all'iniziativa «L'agorà delle buone pratiche» delle FABBRICHE DI NICHI VENDOLA a Limbiate.
 

Erano presenti all'iniziativa (vedi manifesto) circa venti gruppi e associazioni che in BRIANZA si occupano di tematiche sociali, ambientali, animaliste e di promozione culturale. 

Circa un migliaio i cittadini che, dopo aver visitato gli stand di associazioni e gruppi, hanno assistito sia allo spettacolo teatrale della Compagnia degli Stracci sulla MAFIA in Brianza e in Lombardia e all'intervento finale di NICHI VENDOLA.

Noi c'eravamo perchè pensiamo utile partecipare a questi momenti per mostrare che esiste UN'ALTRA BRIANZA, diversa dal grigiore "sviluppista ed individualista", UN'ALTRA BRIANZA che ha valori ALTI e SOLIDALI, che vuole un rapporto con l'ambiente differente da quello della pura CEMENTIFICAZIONE.

Eccoci

.... con i nostri contenuti
Dinanzi al banchetto Carlo (CGIL), Alberto, Tiziano e Andrea (La Fabbrica di Nichi)

Di ALTO IMPEGNO CIVILE e di DENUNCIA la rappresentazione teatrale della COMPAGNIA degli STRACCI, che ha ripercorso tutti i passaggi delle inchieste brianzole sulla 'ndrangheta e evidenziato sia la collusione della criminalità organizzata con molti politici locali sia l'ipocrisia omertosa di chi, dal CENTRODESTRA si ostina a dichiarare inesistente o a sminuire il fenomeno MAFIA. 

Lo spettacolo teatrale de La Compagnia degli Stracci sulla MAFIA in Brianza
Sempre la Compagnia degli Stracci

D'alto spessore l'intervento di NICHI VENDOLA che ha toccato le corde della necessità d'uno scatto DI DIGNITA' della società, narcotizzata dal Berlusconismo.

Arriva Nichi Vendola, subito accolto dalla gente
Nichi Vendola
IL LAVORO, I DIRITTI DEI LAVORATORI e LE TUTELE SINDACALI, le SVERGOGNATE RICHIESTE di Marchionne; la NECESSITA' di dire BASTA alle forme di contratto PRECARIE, l'INDIGNAZIONE dinanzi AI LAVORATORI che MUOIONO per le INADEMPIENZE di SICUREZZA, la necessità DI TUTELARE L'AMBIENTE e di fermare SPECULAZIONI E DEVASTAZIONI AMBIENTALI, il DOVERE di tornare a fare CULTURA per CRESCERE, i VALORI di GIUSTIZIA SOCIALE e il riappropriarsi d'una MEMORIA COLLETTIVA per UN FUTURO DIFFERENTE i temi del suo appassionato intervento.

Gente attenta per Nichi Vendola
Un intervento fuori dagli schemi degli uomini di partito, un intervento PER PARLARE ALLA GENTE e per CONDIVIDERE con chi l'ascoltava preoccupazione, indignazione, denuncia ma anche VOGLIA DELLA SINISTRA di TORNARE AD ESSERE PROTAGONISTA, voglia della gente di RIPRENDERE a SPERARE.


Perchè "prima dei voti, I VOLTI", cioè LE PERSONE.

I presenti al banchetto e all'iniziativa
Alberto, Cesare, Tiziano, Giovanni (Verdi Ambientalisti - Alternativa per Meda)

mercoledì 3 novembre 2010

La Giunta Regionale Lombarda è CONTRO L'ACQUA PUBBLICA

Ci stanno provando, 
in barba alla VOLONTA' della gente

Nonostante 1.400.000 firme raccolte in Italia a sostegno del REFERENDUM contro la PRIVATIZZAZIONE dell'ACQUA, di  cui circa 250.000 in Lombardia, nonostante la mobilitazione dei Comitati Acqua della Lombardia e le oltre 7 mila e-mail inviate agli Assessori regionali, la Giunta Formigoni ha approvato il Progetto di Legge sulla gestione dell'acqua, che di fatto consegnerà ai privati la gestione dell'acqua di tutta la Lombardia!

La Giunta Formigoni con la solita mistificazione respinge le accuse di privatizzazione, intitolando il proprio comunicato stampa: “Riforma del servizio idrico: l’acqua rimane un bene pubblico”.

La verità è invece che l’affidamento della gestione dei servizi idrici (che nel comunicato appare solo alla fine con 2 righe) avverrà secondo i dettami del Decreto Ronchi, cioè tramite gara europea o tramite società miste pubblico-private, quindi di fatto sarà una vera e propria svendita degli acquedotti ai privati e alle multinazionali!

Inoltre le competenze in materia di servizio idrico vengono consegnate alle Province (ma resta l’ATO della città di Milano, ) e pertanto sottratte ai Comuni, i quali si dovranno accontentare di esprimere un parere alla loro Provincia.

Il progetto di legge passa ora al vaglio del Consiglio Regionale, che dovrà votarlo il prossimo 23 novembre.

L’invito è quindi quello di partecipare numerosi 
sabato 13 novembre (dalle ore 10) 
alla manifestazione a Milano in piazza Duca D’Aosta (Pirellone), 
organizzata dal Coordinamento Regionale dei Comitati Acqua, 
col sostegno della Cgil Lombardia.

lunedì 1 novembre 2010

Interrogazione Parlamentare sul Bosco delle Querce

IL RISCHIO SBANCAMENTO nel BOSCO delle QUERCE
approda in PARLAMENTO.

Il Parlamentare Ermete Realacci
A seguire gli appelli di INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, di LEGAMBIENTE di Seveso e SINISTRA e AMBIENTE di Meda, referenti locali della Rete stessa, - il Parlamentare del PD ERMETE REALACCI, che ringraziamo sentitamente per la disponibilità dimostrata, ha depositato un'interrogazione rivolta ai competenti Ministeri per avere ragguagli e sottolineare i pericoli cui sarebbero sottoposti ambiente e cittadini, qualora si decidesse di procedere allo SBANCAMENTO della porzione medese del Bosco delle Querce per "raddrizzare" l'attuale raggio di curvatura nel tratto tra Barlassina e Meda.
Aggiorneremo i nostri lettori quando i Ministeri chiamati in causa risponderanno all'interrogazione.

Il problema, avrebbe del resto possibilità risolutiva A COSTO ZERO. Basterebbe mantenere l'attuale raggio di curvatura, con un limite di velocità, per quella che sarà la futura autostrada (insediata sul sedime dell'attuale superstrada SS35) .
 
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L'area del Parco Bosco delle Querce
Il testo dell'interrogazione

Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Al Ministro della Salute 
 
Per sapere premesso che

    il 6 novembre 2009 il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha approvato il progetto definitivo del Sistema Viabilistico Pedemontano Lombardo per la costruzione di una nuova autostrada di 67 km, che collegherà le province di Bergamo, Monza e Brianza, Milano, Como, Varese e tramite il completamento del sistema tangenziale di Varese Nord si congiungerà con il valico svizzero del Gaggiolo;
 
    l'autostrada Pedemontana Lombarda è un'opera infrastrutturale annunciata da tempo e strategica per lo sviluppo delle zone nord-occidentali lombarde, che deve essere realizzata tenendo conto delle opportune esigenze di trasparenza nella gestione dei lavori e delle necessarie opere di mitigazione ambientale;
    
    il progetto esecutivo della Pedemontana Lombarda, oltre ad impattare fortemente sui boschi della Brianza e del Comasco, ultimi spazi verdi a nord della Provincia di Milano, interesserà la zona del "Bosco delle Querce", sita nei comuni di Seveso e Meda (MB). Il progettato sbancamento della area verde, che, ad oggi, consta di 42,8 ettari e 21.753 piante arboree completamente bonificata, è finalizzato ad ottenere un risparmio nei costi di costruzione e garantire una velocità ai veicoli non inferiore ai 130 km/h in tratto autostradale in questione;
 
    la citata delibera del Cipe, pubblicata nel supplemento ordinario n° 34 della G.U. n° 40 del 18 febbraio 2010, prevede alcune prescrizioni obbligatorie che interessano diverse aree contaminate da diossina e il terreno del "Bosco delle Querce", tra cui:
  • "Tratta B2 - in corrispondenza del tratto compreso tra il km 6,058 al km 6,203 la viabilità locale di superficie dovrà essere spostata sul lato Est del tracciato autostradale, la rotatoria e i relativi rami di adduzione dovranno essere posti al di fuori del perimetro del Parco delle Querce";
  • "Tratta B2 -in corrispondenza dell'interferenza del tracciato con le aree influenzate dall'incidente Icmesa dei Comuni di Seveso, Meda, Cesano Moderno e Bovisio Masciago dovranno essere realizzate ulteriori indagini dettagliate sui terreni interessati da contaminazione da diossina, poiché nel corso delle indagini preliminari per la verifica della concentrazione residua sono stati riscontrati superamenti dei valori limite per questo parametro, ai fini della gestione secondo l'art.5 dei D.M 3 agosto 2005";
  • "Tratta 132 (testuale, leggasi B2) - Le aree di cantiere poste all'interno del perimetro del Parco delle Querce nella "zona A" dell'area contaminata dall'incidente ICMESA dovranno essere delocalizzate in siti esterni al perimetro stesso";
  • "Tratta B2: La riduzione dei costi di realizzazione della tratta B2 prevista dal progetto definitivo rispetto a quanto stimato nell'ambito del progetto preliminare dovrà confluire nell'ambito del conto economico della tratta quale costo per misure compensative, Tali risorse economiche dovranno essere destinate ad opere o iniziative che interessino i Comuni di Seveso, Meda, Lentate sul Seveso, Cesano Moderno e Barlassina secondo una parametrazione che verrà concordata fra i Comuni medesimi e la Regione Lombardia, da presentarsi al Collegio di Vigilanza dell'Accordo di Programma per la realizzazione del Sistema Viabilistico Pedemontano Lombardo, e che riguardino: opere e interventi per la qualità ambientale, politiche di governo del traffico e opere ed interventi per la mobilita ivi inclusi l'abbassamento del piano del ferro delle linee FNM Milano Asso - Seveso - Camnago (per garantire una maggior permeabilità viaria e un'adeguata accessibilità al sistema autostradale) e opere/centri di interscambio per la mobilità sostenibile e ciclopedonale";
  • "nell'eventualità che i lavori coinvolgano l'area denominata "Bosco delle Querce", si prescrive che qualsiasi nuovo intervento che possa interessare le vasche di deposito dei rifiuti, le opere necessarie per il controllo ambientale della falda e dei depositi citati quali piezometri, pozzetti si protezione, ecc., sia acquisito il parere favorevole dell'ASL Monza-Brianza" ;
    il tracciato prevede inoltre successivi sbancamenti di terreni adiacenti la zona bonificata o in aree che recenti indagini hanno classificato ancora contaminate e non ancora bonificate;
 
    il 10 luglio 1976, dallo stabilimento Icmesa di Seveso, uscì infatti una nube altamente tossica, composta da tetraclorodibenzo-p-diossina, "TCDD", che contaminò il comune di Seveso con 54% del proprio territorio inquinato, Cesano Maderno il 52%, Meda il 20% e Desio il 18% e costringendo la popolazione dei territori interessati al domicilio coatto in altri luoghi;
 
    a seguito dell'incidente di Seveso, il 2 giugno 1977 il Consiglio Regionale della Lombardia approvò cinque programmi di intervento per bonificare il territorio inquinato. La realizzazione fu affidata all'Ufficio Speciale per Seveso. Abbandonata l'idea di costruire un forno inceneritore per eliminare il materiale inquinato, tra il 1981 e il 1984, furono costruite due vasche impermeabilizzate in cui depositare il materiale contaminato. Nel 1983 si decise di progettare, in quella che era la Zona "A" e dove si trovano le predette vasche, un parco, il futuro "Bosco delle Querce";    
    
    dall'anno 2000 il "Bosco delle Querce" è diventato definitivamente proprietà pubblica, acquisito dalla Regione Lombardia. Tale acquisizione assunse il segno di una vittoria di una comunità, di un'importante azione di tutela del territorio e la restituzione alla comunità di un'area così violentemente dal primo grave disastro ecologico europeo. La stessa Regione Lombardia con propria Legge n. 60/85 aveva sancito l'inviolabilità dell'area da qualsiasi attività edificatoria e di trasformazione al suolo. Nel 2005, con L.R. 21/2005, il Bosco delle Querce è diventato a tutti gli effetti parco naturale regionale;
 
    successivamente con L.R.     15/2008, art. 4, comma 9, la Regione Lombardia ha deciso di derogare alla precedente norma che imponeva il divieto assoluto di interventi all'interno del "Bosco delle Querce";

    se i Ministri interrogati non intendano verificare l'opportunità di una revisione del progetto dell'autostrada Pedemontana Lombarda che tenga conto delle obbligatorie prescrizione del CIPE volte ad evitare lo sbancamento nel Bosco delle Querce nella porzione medese dello stesso;
 
se non sia inoltre necessario provvedere alle necessarie tutele di salute pubblica ed ambientale in caso di sbancamenti di aree inquinate da diossina non bonificate.

Roma, 27 ottobre 2010
Ermete Realacci


domenica 31 ottobre 2010

Passeggiata nelle zone del PROPOSTO PARCO REGIONALE DELLA BRUGHIERA

Gli amici dell'associazione L'Ontano di MONTORFANO 
organizzano un'interessante iniziativa per meglio conoscere
LA BRUGHIERA BRIANTEA 
e la RISERVA NATURALE del Lago di Montorfano.
Sono aree all'interno del perimetro su cui proponiamo d'istituire  


sabato 23 ottobre 2010

SALVIAMO L'ACQUA PUBBLICA !

FERMIAMO LA PRIVATIZZAZIONE DELL' ACQUA !

di Roberto Fumagalli

Il 26 ottobre prossimo la Giunta Formigoni intende mettere nuovamente in votazione il Progetto di Legge sulla gestione dell'acqua, in applicazione del Decreto Ronchi di cui si è chiesto l'abrogazione attraverso il Referendum nazionale che ha raccolto oltre 1 milione e 400 mila firme, di cui ben 237 mila in Lombardia.

L'introduzione della nuova legge regionale porterà a consegnare ai privati la gestione dell'acqua.

Il Coordinamento Regionale dei Comitati Acqua invita a spedire, il giorno 25 ottobre 2010 una e-mail agli Assessori Regionali per dire NO alla privatizzazione dell'acqua in Lombardia.

Sotto sono riportati gli indirizzi e il testo dell'appello (se volete modificate l'oggetto, per evitare che cancellino l'email come spam).

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INDIRIZZI:

roberto_formigoni@regione.lombardia.it, marcello_raimondi@regione.lombardia.it, andrea_gibelli@regione.lombardia.it, giulio_decapitani@regione.lombardia.it, romano_colozzi@regione.lombardia.it, domenico_zambetti@regione.lombardia.it, stefano_maullu@regione.lombardia.it, massimo_buscemi@regione.lombardia.it, Giulio_Boscagli@regione.lombardia.it, raffaele_cattaneo@regione.lombardia.it, gianni_rossoni@regione.lombardia.it, romano_la_russa@regione.lombardia.it, Luciano_Bresciani@regione.lombardia.it, carlo_maccari@regione.Lombardia.it, Alessandro_Colucci@Regione.Lombardia.it, monica_rizzi@regione.lombardia.it, daniele_belotti@regione.lombardia.it

p.c. roberto@circoloambiente.org


OGGETTO: NO alla privatizzazione dell'acqua in Lombardia.

TESTO:

Agli Assessori della Giunta Regionale della Lombardia

Egregio Assessore,
ci riferiamo alle intenzioni della Giunta Regionale di approvare un Progetto di Legge inerente la gestione dei servizi idrici integrati (S.I.I.), in applicazione del cosiddetto Decreto Ronchi (art. 23 bis della Legge 133/2008, così come modificato dall'art. 15 della Legge 166/2009).
Le anticipazioni sui contenuti del PDL riguardo le modalità di affidamento dei S.I.I. ci preoccupano, poichè obbligherebbero alla privatizzazione della gestione dell'acqua.
Infatti con l'applicazione del Decreto Ronchi, l'affidamento della gestione dei S.I.I. a soggetti privati - ovvero a imprese italiane o straniere interessate solo a fare profitto - diventa la modalità ordinaria di assegnazione del servizio; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all'avanguardia a livello europeo.

Ricordiamo in questa occasione che a sostegno del Referendum per l'abrogazione del Decreto Ronchi e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, in Italia sono state raccolte 1 milione e 400 mila firme, delle quali ben 237 mila nella sola Lombardia (www.acquabenecomune.org).
Si rammenta inoltre che ben cinque Regioni hanno impugnato per incostituzionalità l'art. 23 bis (così come modificato dall'art. 15 del Decreto Ronchi), ritenendo la norma lesiva delle prerogative delle Regioni stesse in materia di servizio idrico.

E' inopportuno che vengano adottati provvedimenti fintanto che la Corte Costituzionale non si esprima sui ricorsi delle Regioni e sull'ammissibilità dei Referendum abrogativi sottoscritti da 1 milione e 400 mila cittadini.

Inoltre è utile ricordare che negli scorsi anni in Lombardia si è attivata una vasta mobilitazione popolare contro le precedenti Leggi Regionali in materia di servizi idrici, in particolare contro le L.R. n. 21/1998 e n. 18/2006, per le parti che imponevano la privatizzazione dell'erogazione dell'acqua. A sostegno di tali mobilitazioni si sono attivati i Comuni; nel 2007 ben 144 Consigli Comunali della Lombardia hanno deliberato contro la L.R. 18/2006; con la successiva L.R. 1/2009, "concordata" coi sindaci referendari, è stata reintrodotta la possibilità dell'affidamento diretto ad aziende totalmente pubbliche.

A tale proposito, ci preoccupa l'eventuale attribuzione delle competenze del governo dei S.I.I. alle Province, che di fatto esautorerebbe i Comuni (ovvero gli Enti più vicini ai cittadini) dalle decisioni su un bene vitale e di interesse per tutti i cittadini qual è l'acqua, cancellando il federalismo rappresentato dai Comuni stessi.

Alla luce di quanto sopra, si chiede di non approvare il suddetto Progetto di Legge per le parti in cui si applica il Decreto Ronchi (che di fatto consegnerà ai privati la gestione dell'acqua) e in cui si esautorano i Comuni delle decisioni in materia di governo dei servizi idrici.
Certi che prenderete in considerazione le nostre richieste, porgiamo distinti saluti.

COMITATO _________ oppure NOME COGNOME

rif.: Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l'Acqua Pubblica - email: roberto@circoloambiente.org