Serata interessante quella organizzata dalle Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) tenutasi il 22-02-023 presso la sede del Parco Regionale Groane-Brughiera a Solaro.
Da qualche anno non sono più così rari gli avvistamenti, non più soltanto in aree montuose, ma anche in alcune zone della Pianura Padana. Si tratta di Lupi solitari o di branchi che seguono le loro prede e la possibilità di cibarsi fino a ridosso delle aree urbanizzate.
Ecco che questo predatore, potrebbe anche arrivare nel nostro Parco delle Groane e della Brughiera e come già successo in altri luoghi, scatenare irrazionali e ingiustificate paure e strumentali polemiche.
Meglio dunque sapere, meglio conoscere le abitudini e il comportamento del Lupo, un animale che comunque non è un pericolo per l'uomo ed è un elemento importante e regolatore all'interno della catena alimentare dell'ecosistema.
Va sin da subito chiarito che il Lupo ha da sempre condiviso con l'Uomo gli stessi spazi e che si è ritirato in zone remote, di foresta e in alta montagna solo per sfuggire alle persecuzioni e salvare la propria esistenza.
É una specie intelligente e tra le maggiormenti adattabili della nostra fauna.
Le risorse "Wild" che necessitano al Lupo sono quelle relative al momento di incontro del branco a scopo anche riproduttivo che deve avvenire in un'area poco frequentata da altre specie, Uomo in primis.
Lupi solitari o in dispersione dal branco possono muoversi in più luoghi, inclusi grandi città, pianura agricola, colline urbanizzate, golene di fiumi, aree ad elevata concentrazione turistica.
Il Lupo, nelle aree in cui è insediato o in cui transita si ciba delle specie che trova e per quanto riguarda le aree di pianura di pecore, caprioli, cinghiali, minilepri, fagiani, nutrie e, laddove illegalmente scaricati, di scarti di macelleria, carcasse, rifiuti organici. Aggredisce anche cani da caccia e cani domestici.
In Italia si sta assistendo ad un fenomeno di espansione della presenza del Lupo verso le aree agricole, con recenti osservazioni di un branco localizzato nella golena del fiume Po. Presenze rilevate anche nei territori di Roma, Firenze, Bologna, Genova, Parma etc. Nel 2019 un Lupo è stato tratto in salvo dal Naviglio Grande di
Milano.
L' esistenza di rifugi, aree boscate e aree indisturbate anche molto piccole, potrebbe consentire la presenza di branchi anche in zone di pianura antropizzata ma con territori a disposizione del branco più contenuti.
Il Parco delle Groane-Brughiera, per le sue caratteristiche è potenzialmente un ambiente sub-idoneo alla presenza del Lupo.
Cosa può succedere qualora il Lupo arrivasse anche nel Parco Regionale Groane-Brughiera ?
Gli incontri tra il predatore e l'uomo saranno probabili e scateneranno irrazionali paure e la strumentalizzazione costruita per dimostrare l'incompatibilità della sua presenza. La probabilità che l'evento venga trasformato in un problema è alta.
I comportamenti illegali nell'abbandono dei rifiuti e nella cattiva gestione di animali d'allevamento o domestici faranno da contorno alle predazioni.
Sarà comunque essenziale e necessario un rapporto informativo costante con chi esercita attività di allevamento sul territorio, con chi pratica la caccia e con la cittadinanza.
Dopo aver partecipato a questa interessante serata, ci viene da aggiungere che, qualora il Lupo dovesse arrivare nel Parco Regionale Groane-Brughiera, avrà una vita difficile. Molti sono i pericoli che lui e non l'uomo dovrà affrontare, a partire dalle innumerevoli e frequentate arterie viabilistiche lì presenti con il rischio di investimenti costanti durante gli attraversamenti, la presenza di attività poco rispettose dell'ambiente, della fauna e della flora, una scarsa quantita di "cibo di qualità" costituita dalla selvaggina di grossa taglia poichè, per ora, di ungulati v'è stato solo qualche avvistamento. Sicuramente un suo arrivo, più completo per l'ecosistema se accompagnato dallo stabilizzarsi degli ungulati, costringerebbe anche a un salto di qualità nella tutela e gestione naturalistica di questo polmone verde.
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