Fino a quando, fino a quando dovremo SOPPORTARE le IRRISPETTOSE AFFERMAZIONI e L'OPERATIVITA' SENZA ALCUNA CONDIVISIONE di chi governa questo povero paese ?
Dopo aver calato un pietoso velo (per ora) sul mortifero governo del megalomane imperatore d'arcore, ora dobbiamo subire un governo che E' DIRETTA EMANAZIONE DEI POTERI FORTI (BANCHE in primis), UN GOVERNO A FORTE VOCAZIONE NEOLIBERISTA, supportato da un arco di forze politiche che va dal PdL al PD, passando per CDU e FLI.
Il tutto nel nome del RIGORE e della CRISI ECONOMICA che ha investito il paese.
Orbene, sia chiaro, abbiamo ben presente la situazione e siamo convinti che è più che mai necessario intervenire per salvare il paese dalla catastofe.
E' PERO' INACCETTABILE che il rigore e i sacrifici, siano per l'ennesima volta A SENSO UNICO, cioè caricati sulle spalle dei lavoratori e dei pensionati, con il resto degli interventi che risultano essere pannicelli caldi.
Abbiamo SUBITO l'ennesimo innalzamento dell'età pensionabile, il blocco dell'adeguamento al costo della vita per le pensioni (con una soglia d'esenzione insufficente) e ora, RITORNA IL LEIT MOTIV dell'ATTACCO AI DIRITTI DEI LAVORATORI e all'art. 18.
Il tutto con un contorno di battute e affermazioni a dir poco IRRITANTI, fatte da MONTI, MARTONE e dalla FORNERO cioè da chi I PROBLEMI ECONOMICI NON LI HA MAI CONOSCIUTI.
"Il posto fisso è monotono", " chi a 28 anni non si è ancora laureato è uno sfigato", "se c'è l'accordo bene , ma noi andremo avanti", "l'art. 18 non può essere un tabù" è solo una breve illustrazione di alcune perle del governo dei TECNOCRATI di MONTI.
Orbene, ministri che DECIDERANNO di come sarà la futura esistenza di milioni di persone, IRRIDONO queste persone.
Perchè sostenere (in modo velato per carità) che l'articolo 18 e i diritti dei lavoratori "non sono più sostenibili" è irridere i lavoratori. E' MISTIFICARE una realtà fatta da cassa integrazione, mobilità e chiusure aziendali e SCARICARLA sui lavoratori, ritenendoli RESPONSABILI, a causa dei diritti faticosamente conquistati, della situazione di grave crisi.
Si MISTIFICA affermando che si vuole ridurre il precariato e presentando come unica soluzione l'eliminazione dei diritti con una proposta di "contratto d'ingresso" in cui, per tre anni, i lavoratori non avranno l'art. 18 e saranno per questo TOTALMENTE RICATTABILI e PRIVATI DI QUALSIASI DIGNITA'.
Che fa il PD, partito che era all'opposizione del Governo Berlusconi e che ora appoggia Monti ?
Accetta questo gioco al massacro o intende farsi sentire, PESARE e mettere finalmente dei paletti INVALICABILI ?
Riteniamo sia NECESSARIO fermare queste dannose fughe in avanti nel nome del neoliberismo prima che sia troppo tardi.
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Dal Blog de "Il popolo viola" alcune interessanti riflessioni
Quant’è monotona la figlia della Fornero: ha più di un posto fisso

Sì ok ma da questi tecnici e dalla loro arroganza chi ci salva? Chi ci salva da quel tal Michel Martone, superaccomandato viceministro al welfare, amico di Brunetta, Dell’Utri e Previsti, ormai celebre per la sua indegna uscita sugli sfigati che in qualsiasi altro Paese avrebbe comportato immediate dimissioni.
Chi ci salva da Monti che ieri a Matrix ci ha regalato un’altra preziosissima indicazione esistenziale: “Il lavoro fisso? Che monotonia” ha detto il senatore a vita.
E poi però, se vai a guardare bene, questi “tecnici” del governo al posto fisso ci tengono eccome. E mica solo per loro ma anche per i loro figli.
Vedi per esempio Elsa Fornero, ministro del lavoro: sua figlia, Silvia Deaglio, di anni 32, è ricercatrice in genetica medica, professore associato alla facoltà di Medicina dell’Università di Torino, il medesimo ateneo in cui insegnano, ad Economia, i suoi illustri genitori, mamma Elsa e papà Mario Deaglio. Un conflitto di interessi grande come una casa.
Ma non è finita: la figlia della Fornero è anche responsabile unità di ricerca, ruolo assegnatole dalla HuGeF, fondazione che ha come mission la ricerca di eccellenza e la formazione avanzata nel campo della genetica, genomica e proteomica umana.
La HuGeF è un’istituzione creata e finanziata dalla Compagnia di San Paolo, ente del quale la Fornero è stata vicepresidente dal 2008 al 2010 e per conto della quale è stata designata alla vicepresidenza della banca Intesa, carica lasciata solo dopo aver ricevuto la nomina ministeriale. Un altro conflitto di interessi grande come una casa.
Povera ragazza: chissà quanto si annoia.
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