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La Meda e la Brianza che amiamo e che vogliamo tutelare

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CRONACHE DA CHI SI IMPEGNA A CAMBIARE IL PAESE DEI CACHI E DEI PIDUISTI.
"Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente,
ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere,
se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?"
Antonio Gramsci-politico e filosofo (1891-1937)
OMAGGIO ALLA RESISTENZA.
Ciao Dario, Maestro, indimenticabile uomo, innovativo, mai banale e sempre in prima fila sulle questioni sociali e politiche.
Ora sei di nuovo con Franca e per sempre nei nostri cuori.

"In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta.
Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po' le teste.
Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa."

(da Il mondo secondo Fo)

venerdì 30 gennaio 2026

BONIFICA DA DIOSSINA SULLA TRATTA B2 DI PEDEMONTANA: QUALCHE AGGIORNAMENTO

In qualità di gruppi ambientalisti e liste civiche (Sinistra e Ambiente-Impulsi, Legambiente Seveso, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio, Comitato Ambiente Bovisio, Cittadini per Lentate) presenti al Tavolo Permanente sulla Bonifica da Diossina sulla Tratta B2 di Pedemontana, torniamo a informare in merito ad alcuni aggiornamenti.
Attualmente quasi tutte le aree contaminate a Meda (Lotto1), Seveso (Lotto 2, 2A) e Cesano Maderno (Lotto 3, 3A, 4, 5 e 6) sono state scarificate nello strato superficiale dei primi 20 cm (TOP SOIL) e laddove previsto, nello strato INTERMEDIO sino a 50 cm o sino a 120 cm.

Oltre a quanto già da noi precedentemente pubblicato su: 

BONIFICA DA DIOSSINA: MENTRE ALTRE AREE SORGENTE NON RAGGIUNGONO L'OBIETTIVO DI COLLAUDO, PEDEMONTANA E PEDELOMBARDA NUOVA CONTINUANO AD ESSERE RETICENTI NELL' ESAUDIRE LE RICHIESTE DOCUMENTALI

 

PEDEMONTANA E BONIFICA DA DIOSSINA: MOLTE CELLE DELLE AREE SORGENTI NON RAGGIUNGONO L'OBIETTIVO DI CONFORMITÀ

 

BONIFICA DA DIOSSINA: I DATI DI ARPA NON CONVALIDANO 2 DEI PRIMI 3 COLLAUDI

le analisi ARPA e di Parte nel LOTTO 3A a Cesano Maderno, hanno evidenziato il NON RAGGIUNGIMENTO DELL'OBIETTIVO DI BONIFICA di 10 ng/KG su altre due aree sorgenti.

Nel dettaglio: 

Area sorgente 19A:  NON RAGGIUNTI GLI OBIETTIVI DI BONIFICA della Tabella A di 10 ng/kg

  • Valori in ng/kg riscontrati da ARPA: 37
  • Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA: 9,6 - 11,7

Area Sorgente 33NON RAGGIUNTI GLI OBIETTIVI DI BONIFICA della Tabella A di 10 ng/kg

  • Valori in ng/kg riscontrati da ARPA ancora non disponibili 
  • Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA: 75 - 98 - 90 - 11,6  - 26,8 24 - 29,6 - 26,7  - 12,9 - 29 - 15 - 16,2 - 27,4 - 15,9 - 19 - 22,1 - 17,8 - 17 - 19,2 - 13,8 - 12,4 - 10,9 - 17,5 - 29.4 - 16,7 - 15 - 16,2 - 27,4 - 15,9 - 19 - 22,1 - 17,8 - 17 - 19,2 - 13,8 - 12,4 - 10,9 - 17,5 - 29,4 16,7.
2 non conformità che vanno a sommarsi a quelle certificate precedentemente.

LE QUANTITÀ DI TERRENO CONTAMINATO ASPORTATO
In data 12 gennaio 2026, a distanza di quasi 2 mesi dalla nostra formale richiesta, ci è giunto il riscontro dalla soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) con le tabelle relative alla quantità di terreno sinora avviato a smaltimento per tipologia di discarica e connesso elenco degli impianti utilizzati, suddiviso in base ai due operatori incaricati dell'intervento di bonifica.
I dati coprono le operazioni di bonifica sino al 30-11-025.
Nel frattempo c'è stata qualche ulteriore asportazione di terreno contaminato sul Lotto 1 a Meda. 

UNA ULTERIORE NOSTRA NOTA A PEDEMONTANA
L'informazione ha confermato quanto già in nostra conoscenza grazie ai Piani di Smaltimento ottenuti con accesso agli atti presso altro soggetto e ci ha spinti a chiedere ulteriori delucidazioni con una nota inoltrata a Pedemontana in data 23-01-2026.

Nella nota abbiamo chiesto un approfondimento sul destino del terreno classificato per “Discarica Non Pericolosi” pari a 7.917,82 tonnellate, inviato alla soc. VITER S.r.l. che, dal suo sito on line,  risulta titolare di due impianti a Saronno (VA), uno in via H. Grieg 87 (per Rifiuti Speciali Pericolosi e non)  e uno in via H. Grieg 71 (per Rifiuti Speciali Non Pericolosi) dove, secondo il Piano di Smaltimento, è stato inviato il terreno. 
Entrambi i siti risultano però adibiti PER IL TRATTAMENTO e non per lo stoccaggio

Abbiamo inoltre ritenuto opportuno far rilevare e rimarcare alcune incongruenze concentrate nell'operatività del Lotto 1 di Meda per l'assenza di alcuni presidi precauzionali precedentemente dichiarati dalla soc Autostrada Pedemontana Lombarda durante gli incontri pubblici illustrativi della Bonifica.

Inoltre, a fronte del rilevante numero di celle e di conseguenza di aree sorgenti che non hanno raggiunto l’obiettivo di bonifica, sono stati chiesti ragguagli specifici rispetto ai piani di intervento e al crono programma operativo su queste aree.

giovedì 22 gennaio 2026

1976-2026 - 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA PRIMA PUNTATA: L'ICMESA DI MEDA INQUINÒ IL TERRITORIO SIN DAL SUO INSEDIAMENTO

Per la prima puntata nell'ambito del 50° anniversario del disastro Diossina fuoriuscita dall'Icmesa, fabbrica del gruppo Givaudan-Hoffmann-La Roche, vogliamo cominciare occupandoci delle vicende di questa unità produttiva a partire dal suo insediamento a Meda, nel 1945. 
Già da subito, con l'avvio delle produzioni di prodotti chimici di base, fu evidente l'impatto sull'ambiente causato da lavorazioni insalubri, da distruzione incontrollata dei residui, da scarichi e sversamenti che contaminarono le acque, il suolo e l'aria.

L'ICMESA, come anche molte altre imprese chimiche del territorio, svolse un'attività industriale in totale spregio della tutela della salute della cittadinanza accampando giustificazioni inesistenti e assumendo impegni che mai furono mantenuti, anche grazie ad una eccessiva tolleranza di chi doveva vigilare, controllare e far rispettare le normative su salute, lavorazioni pericolose e scarichi industriali. 

Il libro, scritto dallo storico sevesino Massimiliano Fratter"Seveso. Memorie da sotto il Bosco" edito da Auditorium, è parte importante del progetto "Ponte della Memoria" e dedica un capitolo intero agli anni dal 1945 al 1976, anni in cui l'ICMESA fu attiva.
É una ricostruzione dettagliata, frutto di un lavoro di ricerca documentale presso gli archivi dei Comuni e degli Enti territoriali. 
Una ricostruzione che evidenzia come l'attività dello stabilimento chimico di Meda causò inquinamento e preoccupazioni.

Proponiamo la parte che tratta dell'insediamento dell'ICMESA a Meda, nella versione integrale del libro, quale contributo di Storia e Memoria, suddividendola in due puntate.
La prima puntata, che qui alleghiamo, va dal 1945 sino all'avvio della produzione del 2,4,6-Triclorofenolo, un intermedio per diserbanti e disinfettanti.
La seconda puntata, di prossima pubblicazione, tratterà dell'impiantistica e delle lavorazioni per ottenere il Triclorofenolo.
Scelte e lavorazioni che portarono verso il disastro della fuoriuscita della nube contenente anche la diossina TCDD (2-3-7-8 tetraclorodibenzo-para-diossina) del 10 luglio 1976.

Su premesse e motivazioni della nostra attività divulgativa, affinchè il 50° anniversario del disastro diossina dell'ICMESA sia Memoria e non vuota giornata puramente celebrativa, ne abbiamo scritto in: 1976-2026: IL 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA NON PUÒ ESSERE SOLO CELEBRATIVO MA DEVE ESSERE MEMORIA VIVA E VERITIERA.

sabato 17 gennaio 2026

A MEDA CAMBIA ANCORA IL PIANO ATTUATIVO SULL' AT1 DELL' AREA EX MEDASPAN

Il gruppo di Sinistra e Ambiente ha sempre sostenuto che l'inserimento di strutture commerciali sull'area ex Medaspan, nell'Ambito di Trasformazione AT1 avrebbe costituito un grosso problema per la viabilità del comparto, per i negozi di vicinato medesi e una pesante modifica del corollario urbanistico cittadino.

Dopo la prima approvazione del Consiglio Comunale il 25-1-2016, con il voto contrario di Sinistra e Ambiente, della prima stesura del "Piano Attuativo “Area di Trasformazione AT1 in variante agli atti del PGT allora vigente", l'operatore OFFICINE MAK (succeduto alla PABEL avendo acquisito da essa l'area) aveva proposto il 3-11-020 un aggiornamento del Piano attuativo che comportava una riduzione delle volumetrie e una nuova configurazione del comparto (ne abbiamo scritto in AMBITO DI TRASFORMAZIONE AT1 EX-MEDASPAN: CAMBIA LA PROPRIETÀ, CAMBIA IL PIANO ATTUATIVO MA RESTANO TUTTE LE PERPLESSITÀ).

La modifica era stata adottata dalla Giunta il 9-11-020 poi approvata dalla stessa il 20-1-021 respingendo le osservazioni avanzate da Sinistra e Ambiente-Impulsi, con la richiesta di una Valutazione Impatto Ambientale e ne era seguita la stipula della Convenzione aggiornata il 25-5-021.
Atti confermati anche nella prima variante normativa del PGT approvata in CC il 4 aprile 2022 e nell'adozione del 3 luglio 2025 dell'attuale Variante Generale ancora in iter.

All'oggi la configurazione dell'AT1 cambia di nuovo.

L'operatore OFFICINE MAK, anche con BENNET divenuto proprietario nel 2021 di porzioni delle aree comprese nell'AT1, hanno presentato all’amministrazione con nota prot. 32317 del 29/12/2025, documentazione per un'ulteriore proposta di variante del Piano Attuativo “AT1 – EX Medaspan”, dove si apportano modifiche alle previsioni progettuali relative alle strutture commerciali previste, si chiede l'aggiornamento del quadro economico delle opere di urbanizzazione e di intervenire sulla Convenzione per adeguarne gli aspetti negoziali.

I numeri dell'ennesima variante al Piano Attuativo dell'AT1 ex Medaspan (tabella curata da Sinistra e Ambiente)

OFFICINE MAK/BENNET intendono ridurre la Superficie Lorda di Pavimento che scende a mq. 10.801 rispetto ai 15.410 mq della Convenzione 2021, con rinuncia alla Grande Struttura di Vendita articolata nel format distributivo del Centro Commerciale.
Non si modifica però la vocazione a commerciale ripiegando sulla realizzazione di due Medie Strutture di Vendita autonome ed indipendenti tra loro, nei lotti 4 e 5 (proprietà Bennett spa), mentre nei lotti 2 e 3 (proprietà Officine Mak srl) opta per tre Medie Strutture di Vendita la cui somma delle superfici di vendita non eccede il limite della media struttura di vendita, oltre ad una struttura di somministrazione nel Lotto 1 (proprietà Isotta srl).
La rinuncia alla realizzazione della grande struttura di vendita è elemento che comporta la rinegoziazione di alcune opere pubbliche e di urbanizzazione originariamente previste nella Convenzione 2021.

Le modifiche al Piano Attuativo dell'AT1 comporteranno:
  • la soppressione della “piazza sospesa” non più realizzabile;
  • la soppressione della pista ciclabile posta a cavaliere tra i Lotti 2 e3, che non aveva un collegamento con l’esterno del comparto e, quindi, di scarsa fruibilità pubblica;
  • la soppressione del sottopasso sotto la rampa dello svincolo d'entrata/uscita dell'attuale superstrada Milano-Meda-Lentate già previsto per collegare l’ambito alla rotatoria di Via Cadorna con soppressione del tratto stradale in aderenza al cimitero, perché ritenuto non più necessario in rapporto alla riduzione del carico urbanistico;
  • la ridefinizione del perimetro delle superfici a verde pubblico a ovest del comparto, sull’asse del Torrente Tarò;
  • la modifica della rotatoria posta a sud del comparto per collegare le nuove attività commerciali in progetto;
  • la modifica della strada parallela/bretella alla linea ferroviaria, fino al collegamento con Via Busnelli;
  • la modifica alla viabilità interna dell'AT1 con l’eliminazione del tracciato viario originariamente previsto attorno ai Lotti 4 e 5.
Piano Attuativo del 2021

La nuova configurazione dell'Ambito di Trasformazione AT1
con riduzione SLP e con modifiche sulla viabilità accessoria del Piano Attuativo 2025

La determina 12026 dell'Ufficio Area Infrastruttura e Gestione del Territorio del 9-1-026, ha approvato e definito le opere di urbanizzazione primaria da realizzare costituite da:

1) realizzazione nuova rotatoria su Via Cadorna, funzionale all’ingresso all’AT1dimensionata sulla stima dei flussi di traffico attesi;
2) apprestamento nuovo asse di collegamento con via Busnelli, parallelo al rilevato ferroviario FS,
con innesto alla viabilità interna all’AT1con una seconda nuova rotatoria per smistamento dei flussi veicolari ed il passaggio dei mezzi pesanti;
3) ridisegno di Via Generale Giardino, con declassamento a bretella di accesso per la proprietà privata;
4) ridisegno di Via Generale Giardino, con declassamento a bretella di accesso per la proprietà privata
confinante con le aree oggetto di Piano Attuativo;
5) realizzazione percorso ciclopedonale di collegamento nord - sud lungo le sponde del torrente
Tarò, con prevista prosecuzione oltre il perimetro del Piano Attuativo, a nord lungo via Cadorna e via
Seveso in direzione del centro storico, a sud lungo il nuovo asse parallelo alla ferroviaria, in direzione
di via Busnelli;
6) approntamento di percorso ciclopedonale di attraversamento del torrente Tarò verso Via Busnelli;

Viene definito anche un termine massimo per la conclusione dei lavori entro la data del 31/12/2026, dando la massima priorità all’apertura al transito della viabilità di collegamento tra la via Cadorna e la via Busnelli, anche in modalità anticipata e provvisoria.

Dal 31/01/2026 al 14/02/2026 è possibile presentare osservazioni in carta libera in triplice copia all’Ufficio Protocollo o a mezzo di posta elettronica certificata all'indirizzo: posta@cert.comune.meda.mi.it.

IL NOSTRO COMMENTO
Non abbiamo cambiato ne cambieremo la nostra valutazione su di una scelta urbanistica che abbiamo ritenuto e continuiamo a ritenere sbagliata.
L'ennesima riduzione della superficie lorda di pavimento (SLP) non modifica nei fatti la configurazione e la destinazione d'uso dell'area dove le strutture commerciali lì previste costituiscono un fattore attrattivo e generativo di traffico aggiuntivo che impatterà su un comparto dove da tempo la viabilità è pesantemente critica.
Non pensiamo che la modifica della prevista bretellina di collegamento via Cadorna-via Busnelli possa dare soluzione significativa nel fluidificare il traffico anche perchè rispetto al progetto precedente sposta in avanti, verso l'incrocio semaforico e il passaggio a livello FNM, il punto di separazione tra le direttrici oltre ad innestarsi su di una via dallo stretto calibro qual'è via Busnelli.
L'unica nota positiva interessa l'area libera in prossimità del cimitero recentemente piantumata che verrà preservata, non essendo più interessata dal collegamento stradale tra la bretellina e via Cadorna.
La viabilità accessoria all'AT1 con la bretella verso via Busnelli e la ciclabile
Nel panorama di saturazione veicolare del comparto, rimane poi intatto il problema del superamento della linea ferroviaria FNM per la mancata realizzazione di qualsivoglia intervento dedicato.
Sono passati anni ma ancora non si intravede nessun avvio dei lavori sul dispendioso progetto di sottopasso la cui realizzazione è ritornata in capo alla soc. Autostrada Pedemontana Lombarda.
Un progetto contestato e con molti aspetti problematici, trovandosi al limitare dell'area considerata a rischio idraulico per esondazioni del Certesa/Tarò. 
In questa ennesima variante che rincorre le esigenze dettate dal mercato, la dotazione a verde e di ciclabili è in riduzione rispetto al Piano Attuativo approvato nel 2021 e minimale anche se considerata come uno step di un collegamento lungo l'asta del Tarò/Certesa.
Riguardo gli aspetti qualitativi del progetto, lo standard per punti di vendita di tali dimensioni è fatto da anonimi cubi di cemento incorniciati da grigi posteggi, esterni e interrati per la struttura medese, con un debole arredo urbano.
Un progetto con caratteristiche "qualitative" scarse (vedi immagine del rendering), che riprende e ripropone le architetture tipiche di simili realizzazioni di cui la Brianza è inflazionata: una piastra di cemento e asfalto per la solita ricetta di un polo commerciale vero e proprio, pur se frazionato su più strutture.

sabato 10 gennaio 2026

1976-2026: IL 50° ANNIVERSARIO DEL DISASTRO DIOSSINA NON PUÒ ESSERE SOLO CELEBRATIVO MA DEVE ESSERE MEMORIA VIVA E VERITIERA.

Il 2026 è l'anno in cui ricorre il 50° anniversario del disastro diossina, fuoriuscita il 10 luglio 1976 dall'ICMESA, azienda chimica di Meda, allora proprietà della multinazionale svizzera Givaudan-Hoffman-La Roche.
E' l'anniversario di un evento che non fu un "incidente" ma un disastro colpevole conseguente a scelte di una multinazionale attuate al solo fine di incrementare il proprio profitto.
Una ricorrenza per cui servirà continuare a dire e a diffondere una corretta e approfondita informazione per non assecondare l'affermarsi di una narrazione strumentale, edulcorata e puramente celebrativa. Era già avvenuto in occasione dei 40 anni su cui eravamo intervenuti con le nostra valutazioni e critiche.
Anche per il 50° sarà importante proporre con convinzione i contenuti veritieri di una Memoria che deve essere preservata e rinnovata a vantaggio del tempo presente.

L'aspetto celebrativo già si annuncia e meglio sarà prepararsi e diffidare dei contenuti portati da presenze che non hanno mai operato per diffondere una  Memoria basata su fatti oggettivi, da chi vorrà, in tale occasione, autonominarsi e accreditarsi come esperto, da chi nell'evento cercherà esclusivamente un momento di protagonismo e visibilità, da chi si allineerà a una narrazione annacquata che rimuove un passato di sofferenze e di responsabilità cancellate e un presente dove per far passare l'inutile e impattante autostrada Pedemontana Lombarda si tacita sia lo sbancamento di 2 ettari del Bosco delle Querce sia una bonifica, funzionale al transito autostradale, che sta risultando più complicata del previsto.
Sarà necessario raccontare la storia, gli accadimenti, le omissioni, gli errori, le minimizzazioni, le mobilitazioni, le informazioni  che caratterizzarono il 1976 e gli anni successivi dove si dipanarono le azioni e gli interventi dei protagonisti di una vicenda complicata che ebbe e che ha tutt'ora conseguenze per il territorio brianzolo contaminato dalla  nube di composti chimici tra cui la 2,3,7,8 tetraclorodibenzo-p-diossina (TCDD).

LA CONTINUITÀ DI UN LAVORO SULLA MEMORIA 
Chi da anni sul territorio fa un'intensa e faticosa attività ambientalista non ha atteso questo momento celebrativo per rammentare e attualizzare costantemente ciò che avvenne il 10 luglio 1976.
Già nel corso di questi anni, per non annacquare quella Memoria, il punto di vista ambientalista ha messo al centro il Significato e la Storia del Bosco delle Querce di Seveso e Meda, polmone verde creato con un intervento di ingegneria ambientale successivo alla bonifica delle aree maggiormente contaminate (Zona A).
Il progetto INSIEME PER IL BOSCO ha ravvivato una narrazione reale di questo luogo, rafforzato anche da importanti  iniziative parallele degli ambientalisti del territorio (Sinistra e Ambiente-Impulsi, Legambiente circolo Laura Conti Seveso, Seveso Futura) che da tempo e che ogni 10 luglio propongono momenti qualificati di informazione.

INSIEME PER IL BOSCO, consesso di gruppi e associazioni di Seveso e Meda, ha proposto e concretizzato:
- Vajont (esondazione bacino della diga della SADE)
Bophal (isocianato di metile fuoriuscito dall'impianto chimico della Union Carbide)
Stava (esondazione bacino di decantazione della Miniera di Prestavel della Fluormine)
Casale Monferrato (lavorazione dell'Amianto nello stabilimento Eternit). 

Per dare il nostro contributo quale gruppo Ambientalista che ha al suo interno individui che vissero il periodo difficile dalla fuoriuscita della Diossina, su questo blog, proporremo nel tempo una serie di articoli informativi per restituire una Storia e una Memoria completa e corretta di quegli anni.


 

sabato 20 dicembre 2025

BONIFICA DA DIOSSINA: MENTRE ALTRE AREE SORGENTE NON RAGGIUNGONO L'OBIETTIVO DI COLLAUDO, PEDEMONTANA E PEDELOMBARDA NUOVA CONTINUANO AD ESSERE RETICENTI NELL' ESAUDIRE LE RICHIESTE DOCUMENTALI

Dopo l'incontro del 17-11-025 sulla Bonifica da Diossina sulla tratta B2 di Pedemontana dove Sinistra e Ambiente-Impulsi, Legambiente Seveso. Seveso Futura, Passione Civica per Cesano, Altra Bovisio, Comitato Ambiente Bovisio e Cittadini per Lentate hanno ricevuto aggiornamenti, le attività nei lotti interessati sono proseguite.

Purtroppo, contrariamente alle dichiarazioni fatte dalla soc Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) e da Pedelombarda Nuova che si erano impegnate per un aggiornamento in tempo reale rispetto ai risultati dei collaudi di bonifica fatti in contradditorio con ARPA, ancora non si ha contezza di tutte le analisi chimiche e dei risultati raggiunti sulle aree sorgenti sottoposte alla procedura di collaudo.

Tuttavia, dagli scarni aggiornamenti sinora comunicati, alle non conformità su cui avevamo in precedenza relazionato, si sono aggiunte altre celle (15x15 mt) presenti nelle "aree sorgente"  dove il contradditorio analitico tra i dati di ARPA e quelli di Pedelombarda Nuova (esecutore della realizzazione dell'autostrada Pedemontana lombarda) ha dato esito negativo per la presenza di valori di Diossine e Furani ancora superiori alla soglia dell'obiettivo di bonifica.

LOTTO 2 - SEVESO
Area Sorg. 9B: 
NON RAGGIUNTO L'OBIETTIVO DI BONIFICA della tabella B di 100 ng/kg

- Valori in ng/kg riscontrati da ARPA:
23,9 -97,1 - 93,9 - 94,1 - 43,5 - 14.02 - 61,9 - 52,3 - 23,8 - 18,8 - 85,7 - 59,9 - 73,7
- Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA:
117,6 - 117,4 - 106,4 - 107,6 - 110,4 - 111,8 - 101

LOTTO 3 - CESANO MADERNO
Area Sorg.11
NON RAGGIUNTO L'OBIETTIVO DI BONIFICA della tabella A di 10 ng/kg

- Valori in ng/kg riscontrati da ARPA: 39,2
- Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA: 49 - 64 - 73

Area Sorg. 64.1: 
NON RAGGIUNTO L'OBIETTIVO DI BONIFICA della tabella A di 10 ng/kg
 
- Valori in ng/kg riscontrati da ARPA: 99,3 - 48,3 - 41
- Valori in ng/kg riscontrati da PEDELOMBARDA NUOVA: 68 - 19 - 121 - 36 - 33
 
Rispetto ai dati del 17-11-025, oggi, su 17 Aree Sorgente oggetto del contradditorio di collaudo con ARPA, salgono da 12 a 15 quelle che non hanno raggiunto l'obiettivo di bonifica.
 
L'OPACITÀ E L'OSTRUZIONISMO DI PEDEMONTANA E PEDELOMBARDA NUOVA
Siamo ancora in attesa da parte di Pedemontana e Pedelombarda Nuova di ricevere dati ed informazioni chieste il 17-11-025.
É trascorso più di un mese e le due società ancora non hanno dato ritorno rispetto alle nostre puntuali richieste di pur semplice documentazione relativa a:
  • Quantità di terreno classificato e smaltito come rifiuto in discariche per inerti
  • Quantità di terreno classificato e smaltito in discariche per rifiuti non pericolosi
  • Quantità di terreno classificato e smaltito in discariche per rifiuti pericolosi
  • Elenco degli impianti a cui sono stati conferiti, con specifica e quantitativi del tipo di rifiuto inviato
  • Slides del 17-11-025 illustranti la situazione della bonifica, possibilmente aggiornate, comprendendo anche i risultati degli ulteriori e successivi collaudi in contradditorio con ARPA.
Da tempo non v'è corrispondenza tra loro parole che assicurano trasparenza e le azioni conseguenti.
Verso le nostre richieste documentali è esercitata nei fatti un'opacità e un ostruzionismo strisciante che ci costringe a defatiganti ricerce a mezzo accesso agli atti presso altri enti.

GLI IMPIANTI DI CONFERIMENTO SINORA UTILIZZATI
Proprio da un ennesimo accesso agli atti ed in particolare dai Piani di Smaltimento per il terreno contaminato asportato, al momento risultano essere stati utilizzati i seguenti impianti di conferimento:

LOTTO 1 Meda - Aree sorg 1-2-3-4-42: invio a SERVIZI srl discarica di Marano Vicentino-Thiene

LOTTO 2 Seveso - Aree sorg 26A-12-9A-15-36-8A-39-45-27A-27B: invio a TECNOINERTI di Ghedi (BS) e in alternativa a EREDI COMP. NAZ di Cazzago S.M (BS)

LOTTO 2 Seveso -Aree sorg 12-40: invio a TECNOINERTI di Ghedi (BS) e per supero piombo nell'eluato sempre a TECNOINERTI con deroga o a BrixiaAmbiente di Maclodio (BS).

LOTTO 3 Cesano Maderno -Aree sorg 10-20-38-41-43-19B:  invio a SERVIZI srl discarica di Marano Vicentino-Thiene o in alternativa a VITER 71 Saronno via Grieg 71

LOTTO 3 Cesano Maderno - Aree sorgente 37: invio a SERVIZI srl discarica di Marano Vicentino-Thiene o in alternativa a VITER 71 Saronno via Grieg 71

LOTTO 3 VAR Cesano Maderno - Aree sorg 30 - SC59.1-SC59.2: invio a SERVIZI srl discarica di Marano Vicentino-Thiene

LOTTO 3 VAR Cesano Maderno - Aree sorg  SC.161-64.1: invio a SERVIZI srl discarica di Marano Vicentino-Thiene

LOTTO 3 VAR Cesano Maderno - Aree sorg 79.2-SC139.1-SC159.2-42-78.2: invio a SERVIZI srl discarica di Marano Vicentino-Thiene

LOTTO 3 VAR Cesano Maderno - Aree sorg 81-SC58.1-SC58.2-SC58.3-11: invio a SERVIZI srl discarica di Marano Vicentino-Thiene e a a VITER 71 Saronno via Grieg 71

LOTTO 3 VAR Cesano Maderno - Aree sorg 199.1-139.2-42-77-76.1-78.2-79.1-79.2-SC53: invio a VITER 71 Saronno via Grieg 71

LOTTO 4 Cesano Maderno - Area sorg 34 ovest: invio a SERVIZI srl discarica di Marano Vicentino-Thiene

LOTTO 4 Cesano Maderno - Area sorg 34 est: invio a SERVIZI srl discarica di Marano Vicentino-Thiene o in alternativa a VITER 71 Saronno via Grieg 71 
 
Nota: la soc VITER 71 di Saronno, dalla visura del sito on line, appare come un impianto di trattamento rifiuti e non come un sito di stoccaggio. Cercheremo di avere informazioni in merito.
 
I rifiuti vegetali sono stati inviati a Tecnogarden Service S.R.L. di Vimercate e Castelseprio.
 

venerdì 19 dicembre 2025

MEDA: IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA UN ATTO DI INDIRIZZO PER L' UTILIZZO DEI FONDI DELLA PRESCRIZIONE 51 DEL CIPESS ANCHE PER INTERVENTI PER LA QUALITÀ AMBIENTALE COME DA PROPOSTA DI SINISTRA AMBIENTE-IMPULSI, PD MEDAPERTA

Un anno fa, il 10-10-024 e successivamente il 5-11-024, nell'incontro congiunto delle Commissioni Consigliari Territorio e Ambiente + Bilancio s'era trattato l'argomento dell'utilizzo dei fondi assegnati ai Comuni della Tratta B2 di Pedemontana (11,3 Mln di euro spettanti al Comune di Meda) secondo la Prescrizione 51 del CIPESS.
L'amministrazione medese aveva identificato alcuni interventi quali la deimpermeabilizzazione di aree di posteggio, la riqualificazione di via Indipendenza con inserimento di alberature, una nuova viabilità in prossimità del cimitero. Tutto con un costo ora stimato di più di 6 Mln di euro.
Sulla rimanente quota, Sinistra e Ambiente-Impulsi con Partito Democratico e Lista civica Medaperta, avevano presentato un documento in cui si chiedeva che questi fondi venissero utilizzati anche per "opere e interventi per la qualità ambientale" così come definito nella stessa prescrizione 51.
Questa possibilità di impiego era stata confermata anche dalla stessa soc. Autostrada Pedemontana Lombarda che deve mettere a disposizione la risorsa economica.

Il documento di Sinistra e Ambiente-Impulsi, PD, Medaperta elencava e proponeva una serie di interventi possibili con l'utilizzo dei circa 5 mln restanti:
  • Acquisizione delle aree verdi di via Indipendenza e di via Trieste per realizzazione del Bosco in città
  • Progettazione e realizzazione di itinerari ciclabili urbani (Green Lane)
  • Trasferimento di adeguata risorsa economica per l'integrale realizzazione della Misura Compensativa 15 (Valle dei Mulini)
  • Percorso ciclopedonale lungo l'asta del Tarò/Certesa 

Il 19-11-025, la Commissione Territorio e Ambiente aveva esaminato e fatto suo un testo in cui i commissari nonchè i rappresentanti di gruppi politici presenti nel Consiglio Comunale di Meda, si impegnano e impegnano la Giunta e il Sindaco ad utilizzare le risorse economiche della prescrizione 51 del CIPESS sia per le compensazioni viabilistiche sia per gli interventi per la qualità ambientale, accogliendo nel documento le proposte di Sinistra e Ambiente-Impulsi, Partito Democratico e Medaperta.

Il documento è quindi diventato un ATTO DI INDIRIZZO del Consiglio Comunale che impegna Sindaco e Giunta quale "INTESA TRA LE FORZE POLITICHE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI MEDA PER L'UTILIZZO DEI FONDI DELLA PRESCRIZIONE 51 DI PEDEMONTANA PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE DELLA CITTÀ" che è stato discusso durante la seduta consiliare del 18-12-2025 ed approvato con voto unanime da parte dei Consiglieri Comunali presenti.

Ora l'amministrazione medese invierà l'atto alla soc Autostrada Pedemontana Lombarda con cui dovrà definire la formalizzazione e l'iter degli interventi.

Come sempre Sinistra e Ambiente-Impulsi con un'azione costante cerca e cercherà d'essere attiva e propositiva anche sull'utilizzo dei fondi di Pedemontana della prescrizione 51 affinchè il territorio, che subisce e subirà il pesantissimo impatto di un'autostrada che continuiamo a ritenere inutile, li utilizzi al meglio per realizzare interventi ambientali di qualità.
Come scriviamo da sempre, al disastro causato dall'infrastruttura che comprometterà molti spazi liberi, non si può e non si deve sommare il disastro di interventi compensativi lontani dalle finalità di ricucitura ambientale.  

martedì 16 dicembre 2025

MEDA: IL DOCUMENTO INTEGRALE DELLO STUDIO IDROLOGICO E IDRICO DEL TORRENTE TARÒ

L'interessante incontro a Meda del 28-11-025 dove è stato presentato lo Studio Idrologico e Idrico del Torrente Tarò, è stato ripreso sia sui social sia sulla stampa locale.
Sinistra e Ambiente-Impulsi ne ha scritto dettagliatamente su: MEDA: LO STUDIO DI COMPATIBILITÀ IDROLOGICA E IDRAULICA DEL TARÓ GIUDICA INEFFICACI ALCUNE IPOTESI D'INTERVENTO
Eravamo anche presenti all'incontro dove abbiamo portato il punto di vista degli ambientalisti che ora rimarchiamo vista l'insistenza con cui qualche titolato sta cercando spazio chiedendo la conferma di alcuni interventi che nello studio di WISE sono stati invece giudicati ininfluenti rispetto ai volumi di piena del Tarò e del Reticolo Idrico Minore (RIM).
Ci riferiamo in particolare all'inutilità dell'ipotesi di area di laminazione sulla Val de Mez o Valle di Cabiate che oltre ad occupare un'area verde libera dentro nel Parco Regionale Groane-Brughiera, non modificherebbe ne mitigherebbe la portata idrica di piena di questa valletta affluente del Tarò.
Anche la ventilata proposta di un'area di laminazione nel prato di via Trento/Trieste è stata scartata sia per gli elevati costi di collegamento con l'alveo del Tarò sia per l'effetto modesto nella riduzione dei picchi di piena che lascerebbe invariata la portata in alveo.
Lo studio di WISE è indubbiamente una base con elementi tecnici che consentono di valutare e definire quelli che possono essere interventi utili in ambito comunale per cercare di mitigare i danni derivanti dalle esondazioni di un corso d'acqua ingabbiato da una urbanizzazione e un'antropizzazione eccessiva che ha occupato le sue aree di naturale esondazione.
Le parziali soluzioni alle disastrose tracimazioni non vanno ricercate modificando lo status dei pochi luoghi ancora rimasti liberi dal cemento, oltretutto interessati (area di via Trento) da positive proposte di acquisizione al patrimonio pubblico per piantumazioni per il "bosco urbano".
Lo sguardo va rivolto anche alle aree dismesse cittadine che vanno attentamente valutate se idonee per un inserimento di vasche di laminazione o vasche volano (a cura di Brianzacque) su una parte delle loro superfici.
Abbiamo anche trattato e scritto da tempo sulle previste e finanziate aree di laminazione ad Alzate sulla Roggia Vecchia e a Mariano Comense sul vallone del Tarò, localizzate in ambiti verdi pregiati e su cui interventi in puro stile ingegneristico senza una debita valutazione e un corretto inserimento ambientale causerebbero la perdita di due importanti ecosistemi.

Sotto, il documento integrale dello Studio di Compatibilità Idrologica e Idrica del Torrente Tarò

venerdì 5 dicembre 2025

IL PUNTO SULLE COMPENSAZIONI AMBIENTALI DOPO L'INCONTRO DEL 4-12-025 CON PEDEMONTANA

Il 4-12-2025, s'è tenuto l'incontro richiesto dai gruppi ambientalisti e dalle liste civiche delle Tratte B2 e C (Legambiente circolo “Laura Conti” Seveso, Legambiente Seregno, Legambiente circolo Gaia Usmate Velate, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Sinistra e Ambiente – Impulsi Meda, Seveso Futura, Passione Civica per Cesano Maderno, Altra Bovisio Masciago, Immagina Arcore, No Pedemontana di Lesmo) con la soc. Autostrada Pedemontana Lombarda (APL) con a tema la situazione delle Compensazioni Ambientali sulle due tratte. 
Presenti anche i sindaci di Macherio, Redaelli e di Cesano Maderno, Bocca in qualità di coordinatori dei sindaci delle due tratte.
Era ed è necessario fare il punto per meglio monitorare ed informare sia rispetto ai progetti del Masterplan 2009 che sono stati confermati sia rispetto alle modifiche avanzate da alcuni Comuni.
A Pedemontana avevamo chiesto preliminarmente una illustrazione esaustiva con la suddivisione delle coperture economiche stabilite comune per comune, un dettaglio dei progetti accettati o modificati dalle amministrazioni e gli atti formali intercorsi.

I CRITERI ATTUATIVI PER LE COMPENSAZIONI AMBIENTALI
Il Masterplan 2009 definiva le tipologie d’intervento per configurare le Compensazioni Ambientali che comprendevano cinque fondamentali elementi verdi seppure nella loro più varia combinazione:
 
• prati • siepi • filari • boschi • percorsi ciclo-pedonali.
 
Questi "elementi verdi" dovevano essere utilizzati per le seguenti tipologie d'intervento:
Parco Urbano - Bosco Urbano - Agroambientale Urbano - Connessione - Forestale - Consolidamento Naturalità - Riqualificazione Paesaggio Agrario.

L' ISPRA nel 2015 - in un suo Manuale e Linee Guida 126/2015 - Ambiente Paesaggio e Infrastrutture - Volume IV" ha ampliato la casistica annoverando tra gli interventi quali Misure Compensative:

  • Riqualificazione ambientale e formazione di neo-ecosistemi
  • Riassetto urbanistico con la realizzazione di aree a verde, zone a parco, rinaturalizzazione degli argini di corsi d'acqua
  • Sistemi di drenaggio sostenibile (SuDS)
  • Formazione di zone umide
  • Ripristino di habitat naturali
  • Impianti di fitodepurazione per il miglioramento della qualità delle acque
  • Ripristini di aree degradate in genere
  • Interventi per la mobilità sostenibile
  • Strutture e attività per la didattica ambientale.

Il Masterplan del 2009 impostava un tentativo di ricucitura del territorio con interventi ambientali "di Sistema".

PERSA LA FINALITÀ DI SISTEMA DELLE COMPENSAZIONI AMBIENTALI
Come prevedibile, mentre alcune amministrazioni hanno confermato le Compensazioni Ambientali così come configurate nel Masterplan 2009, altre le hanno radicalmente cambiate.
All'oggi la finalità "di Sistema" è inficiata da scelte strettamente localiste di amministrazioni che hanno preferito puntare su progetti sparsi, poco attinenti alle finalità delle Compensazioni Ambientali.

Su un totale di 15 comuni delle Tratte B2 e C,

La tabella illustra la situazione.


IMPIEGO DEI FONDI DELLA MONETIZZAZIONE PER I DISBOSCAMENTI 
É di circa 10 Mln la cifra a disposizione di Regione Lombardia con cui CAL, APL, Provincia di MB e Comuni stanno interloquendo per evitare che venga assegnata a mezzo bandi e che finisca su interventi dispersi sul territorio.
E' previsto un incontro del Tavolo a gennaio 2026 per cercare di trovare una modalità d'impiego comune e attivare un organismo di coordinamento che si occupi anche della progettualità.
La Provincia di MB si è resa disponibile.
Queste risorse NON possono essere usate per acquisire le aree.

LE NOSTRE VALUTAZIONI
A nostro giudizio alcuni dei nuovi progetti di Compensazioni Ambientali in capo ai Comuni, sostitutivi di quelli del Masterplan 2009, non rispondono alle prime e genuine indicazioni per garantire le corrette finalità delle Compensazioni Ambientali.
Grave la rinuncia ad una Compensazione Ambientale sovraccomunale e di sistema come era il PL24 che coinvolgeva Lissone, Macherio e Sovico con Lissone che ha scelto di sfilarsi per ripiegare su interventi frazionati e dispersivi di dubbia utilità (riqualificazione del Parco Martini e del parco di via Pestalozzi) e con Macherio che, visto il venir meno di Lissone ha preferito, come annunciato dal sindaco Redaelli durante l'incontro, dare un incarico di studio progettuale confermando un solo intervento nel PL24 in prossimità dell'oratorio di S. Margherita, uno presso il Bosco dei Proverbi e altri 2 non meglio precisati su parchi pubblici.
Macherio vorrebbe non concentrate le sue risorse sull'acquisizione delle aree del PL24 di sua spettanza puntando anch'esso sulla dispersione degli interventi.
Nuovi progetti, a Bovisio Masciago e in altri Comuni (vedi tabella), prevedono riqualificazioni di piazze con verde (limitato peraltro) e non concorrono ad una ricucitura ambientale ma semplicemente a una rivisitazione progettuale dell'urbanizzato così come le depavimentazioni e le de-impermeabilizzazioni, anche se indubbiamente utili, avrebbero potuto trovare differente ambito realizzativo con copertura economica da altri capitoli quali i piani di "Città Spugna" di Brianzacque.
 
Continueremo a monitorare e a seguire l'iter delle Compensazioni Ambientali, interloquendo, laddove possibile, con le amministrazioni, anche con chi sta ancora conducendo valutazioni e con un'attenzione ai progetti che hanno mantenuto la configurazione originaria, affinchè siano effettivamente concretizzati.
Presto ci occuperemo anche del Fondo Integrativo definito negli assestamenti di Bilancio di Regione Lombardia. 
 

mercoledì 3 dicembre 2025

MEDA: LO STUDIO DI COMPATIBILITÀ IDROLOGICA E IDRAULICA DEL TARÓ GIUDICA INEFFICACI ALCUNE IPOTESI D'INTERVENTO

Il 28 novembre 2025 a Meda, nella sala consiliare, alla presenza di numerosi cittadini e cittadine, è stato illustrato lo Studio di Compatibilità Idrologica e Idraulica del torrente Tarò.
Studio commissionato dall'amministrazione Santambrogio alla soc WISE, presente alla serata con l'’ing. Giacomo Galimberti.
All'incontro, l'Unità Organizzativa Difesa del Suolo di Regione Lombardia con il geologo Roberto Cerretti s'è occupata di dare una visione sovracomunale rispetto agli accadimenti metereologici del 22-9-025 che con l'esondazione del fiume Seveso e del torrente Tarò/Certesa hanno provocato gravi danni in parecchi comuni della Brianza monzese e comasca.
Importante anche la presenza e la relazione di BrianzAcque, gestore del servizio idrico integrato che con l'ing Massimiliano Ferrazzini, direttore del settore Pianificazione e Progettazione, ha illustrato alcuni interventi in provincia di MB.

LA SITUAZIONE DEL BACINO DEL SEVESO
Il Seveso, che nasce a S. Fermo (CO), ha un percorso di 39 km su un territorio per il 47% impermeabilizzato con percentuale che sale al 54% (208,23 kmq su un totale di 381,5 kmq), considerando anche il tratto milanese tombinato e il cavo Redefossi.
Il tratto milanese tombinato ha una portata di 40 mc/sec significativamente inferiore rispetto all'apporto potenziale da monte di 150 mc/sec.
La presenza di 48 tra ponti e manufatti è causa di potenziali rigurgiti.
Le precipitazioni meteoriche del 22-9-025 sono state pari ad un massimo di 221 mm di pioggia su 48 ore in provincia di MB, 180 mm nel comasco e 132 mm in provincia di Milano.
Gli interventi più cospicui di Regione Lombardia sono indirizzati alla realizzazione di Vasche di Laminazione anche se, per ammissione dello stesso relatore, non saranno comunque risolutivi.
Per quanto concerne il bacino del Seveso, a Senago vi sono due vasche di laminazione di cui una già operativa (810.000 mc per 46 Mln di euro di costo) così come è conclusa e funzionante la vasca di laminazione nel Parco Nord per 250.000 mc, costata 31 Mln di euro.
Anche a Lentate è in costruzione una vasca di 828.000 mc (costo 26 Mln), per ora non completata causa un fermo lavori di 2 mesi poichè l'esondazione del Seveso ha invasato lo scavo arrivato a 350.000 mc.
Sono inoltre previsti interventi di laminazione nelle aree golenali di Carimate, Vertemate con Minoprio, Cucciago e Cantù per un totale di 508.900 mc e un costo di 14 milioni di euro interamente finanziati.

SOTTOBACINO DEL TORRENTE TARÓ/CERTESA
Ha una superficie di 72,4 kmq e comprende 19 Comuni tra le province di Como e Monza, un'asta di circa 20 km, un livello di urbanizzazione pari al 40% e ben 100 tra ponti e tratti tombinati 
Per il sottobacino del torrente Tarò/Certesa oltre alla vasca di Carugo, operativa da anni, sono previste due ulteriori opere idrauliche, una sulla Roggia Vecchia ad Alzate Brianza in zona stazione di Brenna (200.000 mc) e una a Mariano Comense in zona cascina Bice, nel Parco Groane Brughiera (2 vasche in caduta per un totale di 75.000 mc).
Il costo complessivo è di 12,6 Mln interamente finanziati.

I tempi di realizzazione dall'avvio lavori, al termine della progettazione in carico ad AIPO, sono quantificati 18 mesi con cantieri nel 2027 e 2028.

Altre azioni da attuare sono l'applicazione dell'Invarianza Idraulica, la Deimpermeabilizzazione del Territorio, la Gestione degli Sfioratori dei Depuratori.

IPOTESI DI INTERVENTI A MEDA CON VALUTAZIONE DI FATTIBILITÀ
Il Comune di Meda ha elaborato il Piano di Gestione del Rischio di alluvioni (PGRA) quale documento facente parte della Variante 2025 al PGT.
Il documento contiene la mappatura delle aree allagabili classificate in base agli scenari di livello di pericolosità e di rischio nonchè agli scenari di frequenza di allagabilità.
  

Lo studio di Compatibilità Idrologica e Idraulica del Torrente Tarò quale attività integrativa ha:
  • Mappato con laser scanner lo stato dell'alveo lungo i 3 km medesi per avere contezza dello stato delle sponde, delle opere in alveo quali ponti e tombinatue.
  • Definito il contributo delle portate di piena dei valletti minori confluenti nel Tarò  (Rio Valletto, Valle delle Brughiere, Valle di Cabiate).
  • Valutata l'aderenza delle simulazioni cartografiche con le esondazioni storiche e recenti di cui si ha documentazione.
  • Analizzato l'alluvione con esondazione del 22-9-025 assimilabile come evento T100 cioè con tempo di ritorno di 100 anni, evidenziando i punti critici di esondazione tra Cabiate e Meda dove è chiaro come sia le tombinature sia i ponti sul Tarò e sul reticolo idrico minore causino rigurgiti laterali per la loro insufficiente luce.
  • Preso in considerazione ipotesi di intervento strutturali a scala comunale definendo preliminarmente le incidenze sulla portata di piena del Tarò e la loro effettiva utilità.

Nel dettaglio sono stati presi in esame le ipotesi di una Vasca  o Area di Laminazione e di interventi locali sulla Valle di Cabiate o Val de Mez, di una Vasca o Area di Laminazione in via Trento/via Meda, dell'adeguamento ponti e tombature sul corso d'acqua.

 
Non è di alcuna utilità realizzare una vasca o area di laminazione dell' affluente denominato Valle di Cabiate (anche Val de Mez) poichè per la conformazione del terreno il bacino potrebbe contenere al massimo 1400 mc, ben lontani dai 5000 mc necessari per avere qualche risultato sul picco di piena. 
Il manufatto non andrebbe a modificare i volumi d'acqua che affluiscono nel Tarò.
Attuabile invece un'azione di riprofilatura dell'alveo mediante rimozione dei detriti attualmente presenti e l'utilizzo di barriere mobili impermeabili di contenimento presso la tombinatura e il ponte della Valle di Cabiate.
 
 
Non percorribile la localizzazione di un'area di laminazione in via Trento/via Meda, con volume stimato di 28.500 mc, i costi risultano alti sia per la sua distanza dall'alveo del Tarò sia per la necessità di posizionare un collegamento idraulico che passi sotto la ferrovia. 
La quantità d'acqua trattenuta avrebbe insignificante influenza sulla portata di piena del corso d'acqua.

 
Anche l'ipotesi di alzare alcuni ponti pare difficilmente attuabile poichè le normative impongono una distanza tra l'intradosso (parte sotto il ponte) e la quota idrica di almeno 1,50 mt. 
La campata, con questa altezza, non consente la loro costruzione per l'impossibilità di avere in loco  adeguate rampe di accesso.
Inoltre l'innalzamento dei ponti porterebbe un beneficio solo in prossimità del ponte ma peggiorerebbe la situazione di rischio a valle dello stesso.

UTILIZZO DELLE RISORSE STANZIATE DA REGIONE LOMBARDIA
Nel pacchetto di risorse economiche stanziate di Regione Lombardia per il dissesto idrogeologico, a Meda spettano 120mila euro per consolidare le sponde e le briglie stabilizzatrici del reticolo idrico minore e uno da 320mila euro per il ripristino delle spalle dei ponti sul torrente Tarò in viale Francia e in Via Luigi Rho e sul rio Valle di Cabiate (o Val de Mez) a seguito evento alluvionale del 22 settembre.
 
LE ATTIVITÀ DI BRIANZACQUE
Interessante l'intervento di Brianzacque che ha mostrato come sia necessario cambiare la gestione della rete fognaria, altro servizio che ha contribuito ad aumentare le criticità generate dall'alluvione.
L'impermeabilizzazione dei terreni ha modificato la loro capacità drenante e così mentre nelle campagne la pioggia viene assorbita per il 50% dai terreni, in città si scende al 10-15%.
Buona parte di questa acqua PULITA finisce poi nelle fognature che non sono in grado di incanalare verso i depuratori i volumi eccessivi, scaricandoli dai "troppo pieni", insieme alle acque nere, negli alvei fluviali o con i rigurgiti dai tombini.
 
BrianzAcque ha attivato alcuni interventi nell'ambito del progetto "Città Spugna".
  • Realizzazione di Vasche Volano per la gestione e il trattenimento temporaneo delle abbondanti acque meteoriche e il rilascio differenziato nelle condotte fognarie. C'è un' ipotesi di localizzarle in zona Piazza Cavour e via Como.
  • Volanizzazione in linea con sostituzione delle attuali condotte fognarie con ampi cassoni di scorrimento acque e con necessità di rifacimento manto stradale e sottoservizi.
  • Gestione in sito delle acque meteoriche con aiuole e spazi drenanti. Soluzioni applicabili nel progetto di riqualificazione di via Indipendenza, intervento non di breve realizzazione.
  • Parco dell'Acqua con captazione in area mercato (P.za Dozio) e infiltrazione nel bacino drenante di via Angeli Custodi.

LE VALUTAZIONI DI SINISTRA E AMBIENTE-IMPULSI
Indubbiamente apprezzabile l'esposizione attenta ed argomentata della soc WISE, che ha redatto lo Studio di Compatibilità Idrologica e Idraulica e ha applicato il principio di cautela nell'analisi valutativa onde evitare che si rincorrano realizzazioni inutili che non porterebbero alcun beneficio o miglioramento.
Corretto evitare un apporto semplicistico ed affrettato e scongiurare l'occupazione di aree libere e pregiate con interventi inefficaci e costosi, consumando altresì prezioso suolo sulle poche superfici rimaste libere dall'edificazione.
In ambito urbano, a Meda non possiamo permetterci di perdere l'area di Via Trento/via Meda, che è l'unico fazzoletto di verde rimasto tra i Comuni di Meda e Cabiate. 
Lo Studio di Compatibilità ha scartato l'ipotesi di una Vasca di Laminazione lì allocata perchè costosa e priva di benefici sull'onda di piena, ma anche una possibile Vasca Volano deve, a nostro avviso, trovare una collocazione differente.
Il prato con esiguo filare di via Trento/via Meda va mantenuto come tale, acquisendolo al patrimonio pubblico, così come previsto anche nella variante 2025 al PGT medese, per creare lì un Bosco Urbano conservando le attuali capacità drenanti.
Durante la serata, con un nostro intervento, abbiamo chiesto  all'amministrazione di valutare il posizionamento di vasche di laminazione e vasche volano considerando le aree dismesse cittadine, una cui porzione potrebbe essere adibita a tali opere idrauliche, indubbiamente di pubblica utilità.
Tra le soluzioni da ricercare, non va dimenticata la necessità di riparare alla errata scelta di avere, nel passato, convogliato nel collettore fognario di Largo Terragni le acque tombinate del torrente Ca’ Bianca e di quelle del Torrente di Cascina Burraschi, origine di una parte dei danni e disagi causati in quella parte di città.

Anche sulla fattibilità di abbattimento e ricostruzione di alcuni ponti è più che mai opportuno verificare e approfondire se l'intervento è attuabile e utile.

Rispetto agli interventi su scala sovracomunale e precisamente sulle Vasche di Laminazione a Alzate sulla Roggia Vecchia in aree libere e di pregio che sono formalmente fuori dal Parco Regionale Groane-Brughiera ma che sono geomorfologicamente parte integrante dello stesso e a Mariano Comense in località Cascina Bice nella piana del Tarò, questa entro i confini del Parco, abbiamo portato il punto di vista ambientalista.
Non possiamo permetterci di perdere superfici pregiate ed ecosistemi importantissimi per i quali abbiamo lottato affinchè fossero tutelati e preservati.
La preoccupazione è alta anche in considerazione del rischio di una progettazione che non tenga conto dell'inserimento naturalistico.
La nostra proposta affinchè siano realizzate applicando soluzioni naturali con costi inferiori, con il mantenimento e la protezione della biodiversità e degli ecosistemici, ha trovato il solo auspicio ma non l’impegno del rappresentante di Regione Lombardia né il sindaco Santambrogio ha voluto esprimersi a riguardo.

Non si può e non si deve puntare solo sulle Vasche di Laminazione per risolvere un problema derivante da una malagestione del territorio dove s'è permesso e ancora oggi si consente di edificare.
 
La conclusione della serata è purtroppo risultata insoddisfacente senza che si sia giunta a una sintesi. 
E’ mancato il tracciato di un quadro generale e di una strategia di coordinamento tra tutti i soggetti: Comuni, AIPO, Regione Lombardia e Provincie di Monza Brianza e Como sapendo che ogni singolo intervento deve essere inserito in un contesto sovracomunale e attentamente valutato per evitare che inneschi effetti negativi  a valle. 
Non sappiamo se altrove si è proceduto ad uno studio accurato del corso del Tarò come fatto per Meda. 
Il sindaco Santambrogio non si è assunto alcun impegno rispetto agli appelli dei cittadini né ha rimandato ad una seconda fase nemmeno delineata né per la quale ha indicato un ulteriore appuntamento pubblico di approfondimento e verifica.

lunedì 1 dicembre 2025

Il BOSCO DELLE QUERCE INCONTRA I TESTIMONI DEL DISASTRO AMIANTO DELL'ETERNIT DI CASALE MONFERRATO

É stata una serata intensa e carica di emozioni quella tenutasi il 27-11-025 presso il Centro Visite del Bosco delle Querce di Seveso e Meda, parte del programma "Storie di riparazioni di territori e comunità" organizzata da FARE e Legambiente Seveso, con il contributo dei gruppi di Insieme per il Bosco e la moderazione del dott. Sergio Astori.
 
LA MEMORIA
Dopo le tragedie del Vajont, di Bophal, di Stava, il disastro Diossina dell'ICMESA ha incontrato i Testimoni della vicenda Eternit di Casale Monferrato.
Lì si è consumato e si consuma ancora oggi un vero e proprio crimine contro la salute dei lavoratori, allora occupati nella fabbrica dal 1973 proprietà (con altri impianti in Italia) della multinazionale svizzera Schweizerische Eternitwerke AG e contro gli abitanti della città piemontese.
A Casale Monferrato, ancora oggi SI CONTINUA A MORIRE per le conseguenze dell'inalazione di fibre di Amianto, minerale utilizzato in una lega con il cemento (marchio registrato Eternit) per la produzione di lastre, tubi, coperture isolanti, ondulati, serbatoi di contenimento etc.
Una fabbrica a cui si ambiva per entrare, per avere uno stipendio e un lavoro fisso, per le buone condizioni economiche e il welfare aziendale ma che era in realtà una trappola di morte.
L'attività industriale dell'Eternit inizia nel 1906, con un numero di dipendenti a Casale variabile nel tempo da 1000 a 2000 persone, termina nel 1986 con il fallimento chiesto dalla stessa proprietà e un successivo tentativo di riprendere l'attività sempre con manufatti in amianto. 
Ripresa cui si opposero cittadini e corpi sociali, con il sindaco Coppo che nel 1987 emanò un' ordinanza di divieto all'utilizzo di amianto nel territorio di Casale Monferrato sbarrando la strada a qualsiasi ipotesi di riapertura.

L' amianto lavorato a Casale era di due tipologie, il Crisotilo detto "bianco" estratto dalla miniera di Balangero e la Crocidolite  detta  "blu" importato dall'allora Unione Sovietica che cominciò ad essere utilizzata alla fine degli anni '50.
Ha causato la morte dei lavoratori che operavano totalmente privi di dispositivi di protezione, dei loro famigliari perchè semplicemente lavavano gli indumenti di lavoro intrisi di fibre di amianto, dei cittadini esposti per l’inquinamento ambientale provocato dalla frantumazione del materiale a cielo aperto, dal trasporto con mezzi scoperti e addirittura per la distribuzione alla popolazione del prodotto di scarto della lavorazione, il cosiddetto “polverino”, usato per stabilizzare terreni spianati o per coibentare sottotetti.
Una serie infinita di decessi per asbestosi e sopratutto per il mesotelioma pleurico, che colpiva e colpisce gli esposti dopo un lungo periodo di incubazione e latenza anche di trenta anni e che ancora oggi causa sul territorio casalese 50 morti all'anno.
A Casale Monferrato, a oggi, si contano più di 2500 vittime per malattie correlate all’esposizione da amianto.
Un dolore e una sofferenza continua per una comunità che non può mettere un punto, un termine a quella che è una vera e propria strage.
La produzione di eternit per varie applicazioni avveniva negli insediamenti produttivi a Priolo Gargallo in Sicilia, chiuso nel 1993, a Rubiera (Reggio Emilia), Cavagnolo (Torino), a Bagnoli (Napoli) e per la proprietà Fibronit a Broni (Pavia), Massa Avenza e Bari.
Tutte le fabbriche hanno lasciato dietro di sè una scia di morte che continua e la necessità di bonificare i luoghi.
In Italia, la Legge 257 del 27 marzo 1992, ha vietato l'estrazione, la produzione, l'importazione, l'esportazione e la commercializzazione di amianto e di prodotti che lo contengono a partire dal 1994.
L'amianto continua ad essere estratto e lavorato in altri Stati. 
La Russia è il primo produttore seguito da Cina, Kazakhstan, Brasile, Canada, Zimbabwe e Colombia. Ogni varietà di amianto è oggi bandita in 52 paesi.

LE TESTIMONIANZE
Basilari durante la serata i racconti di Nicola Pondrano che, giovane neoassunto venne accolto da un anziano operaio con un "Che ci sei venuto a fare quà dentro ? Anche tu sei venuto a morire ?" ed ebbe subito consapevolezza delle morti dei lavoratori di cui non si osava parlare.
Così, con coraggio, in qualità di delegato sindacale nel Consiglio di Fabbrica, sostenuto da padre Bernardino Zanella, un prete operaio, portò quelle morti da silenziose a dominio pubblico, divenendo poi dirigente dell'INCA CGIL e occupandosi delle vertenze contro l'INAIL per il riconoscimento delle malattie professionali.
Capillare fu l'attività sindacale interna alla fabbrica con assemblee per gruppi omogenei per raccogliere le testimonianze di chi stava male.
Bruno Pesce, già sindacalista CGIL e segretario della Camera del Lavoro di Casale ebbe, in tandem con Pondrano, la volontà di applicare l'autonomia territoriale della Camera del Lavoro per far emergere la nocività della fabbrica Eternit e delle sue lavorazioni.
Ottenne nel 1985 una approfondita indagine epidemiologica su tutti i lavoratori occupati in 35 anni, sui loro famigliari e sui cittadini.
Indagine che certificò i numerosi decessi per malattie, tumori polmonari e mesatelioma pleurico da asbesto.
Tre furono i principi su cui si mosse la CGIL di Casale: Giustizia, Bonifica e Ricerca.
Fu l'uscita del Sindacato dalle mura della Fabbrica per parlare con il Territorio per vertenze comuni sulla salute e l'ambiente compromesso.

Giuliana Busto, Presidente dell'Associazione dei Familiari e delle Vittime dell'amianto (AFeVa) ha raccontato di come cittadini e cittadine di Casale abbiano perso amici, parenti e abbiano la necessità che la Memoria non si spenga e venga continuamente rinnovata.
Per questo, laddove sorgeva la fabbrica Eternit, demolita e oggetto di una lunga e complicata bonificata è stato realizzato il Parco Eternot il cui nome sta a significare l'impegno della città di Casale Monferrato nella Lotta contro l'Amianto. 
Giuliana ha tenuto a precisare che Casale non può essere declinata come "la Città dell'Amianto" ma come "la Città della Lotta all'Amianto".

Mirella Bertana e Marco Scagliotti hanno parlato del dolore di chi ha perso una persona vicina a causa dell'Eternit, del rischio continuo cui è sottoposto il territorio e della volontà di risanamento e di Giustizia e hanno illustrato la collaborazione di AFeVA con le scuole e l'attività dell' aula interattiva e multimediale “Amianto Asbesto: il coraggio di conoscere, il bisogno di andare oltre” presso il Liceo Balbo di Casale Monferrato.
Dedicata a Paolo Mascarino, sindaco della città dal 1999 al 2009, che si occupò dell’attività di bonifica dello stabilimento Eternit, l’aula è utilizzata da studenti e gruppi, con il sito e i social ed è un archivio vivo, un luogo permanente di informazione, riflessione sull'amianto, la salute, la cura e ricerca, la giustizia, le bonifiche.

Bruno Ziglioli, professore associato di Storia contemporanea nell'Università di Pavia che si occupa di storia dell'ambiente, di storia urbana e di storia dell’antifascismo italiano e ha pubblicato "La mina vagante. Il disastro di Seveso e la solidarietà nazionale" e "Sembrava nevicasse. La Eternit di Casale Monferrato e la Fibronit di Broni: due comunità di fronte all'amianto" , ha relazionato sulla vertenza per la salute e l'ambiente di Casale, frutto dell'onda lunga delle lotte operaie che con l'ottenimento dello Statuto dei Lavoratori consentirono l'emergere della Consapevolezza Operaia e del rifiuto della monetizzazione del rischio sul lavoro.

 
PER CASALE E I SUOI MORTI DI AMIANTO, DA TEMPO SI ATTENDE GIUSTIZIA
Il primo processo contro la proprietà dell'Eternit è nel 2009, grazie alle indagini di Guariniello del tribunale di Torino.
Sotto accusa Stephan Schmidheiny, ex presidente del consiglio di amministrazione, e Louis De Cartier de Marchienne, direttore dell'azienda negli anni sessanta (De Cartier è morto nel 2013 a 92 anni) ritenuti responsabili delle morti per mesotelioma, per contatto con l'asbesto avvenute tra i dipendenti delle fabbriche Eternit.
Il 13 febbraio 2012 il tribunale di Torino condanna in primo grado De Cartier e Schmidheiny a 16 anni di reclusione per "disastro ambientale doloso permanente" e per "omissione volontaria di cautele antinfortunistiche", obbligandoli a risarcire circa tremila parti civili. 
Il 3 giugno 2013 la pena viene "parzialmente riformata" in appello e aumentata a diciotto anni con l'obbligo di risarcire la Regione Piemonte con 20 milioni di euro e il Comune di Casale Monferrato con 30,9 milioni di euro.
Purtroppo, il 19 novembre 2014 la Corte suprema di cassazione dichiara prescritto il reato di disastro ambientale, annullando le condanne e i risarcimenti in favore delle parti civili.
I cittadini e i lavoratori di Casale non si sono dati per vinti e hanno ottenuto una condanna in appello per  Schmidheiny di 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio colposo rispettivamente per lesioni colpose aggravate a danno di una parte delle 392 vittime al centro del filone principale del processo Eternit bis.
Ora si andrà in Cassazione per il ricorso dei legali di Schmidheiny.
 
CONCLUSIONI DELLA SERATA 
Le conclusioni, affidate a Sergio Astori, moderatore dell'incontro, psichiatra e psicoterapeuta, rimandano ad una Memoria da rinnovare, alla Presa in Carico, alla Generosità di chi decide di esserci, alla necessità di Denunciare e Lottare.