Il Consiglio dei ministri ha deciso le date in cui si terranno i 4 Referendum sul lavoro promossi dalla CGIL e quello sulla Cittadinanza italiana promosso da +Europa e da altri soggetti.
IL Decreto elezioni ha fissato che il primo turno delle amministrative si terrà in due giorni, domenica 25 e lunedì 26 maggio, mentre per i referendum si voterà nelle date dei ballottaggi, l’8 e 9 giugno, a scuole chiuse.
Non è stata quindi accolta la richiesta dei promotori referendari di un accorpamento con il primo turno delle Elezioni Amministrative, opzione che avrebbe garantito una maggiore partecipazione rispetto alla soluzione scelta dal governo.
É la conferma che l’esecutivo non ha intenzione di favorire la partecipazione e che subdolamente crea impedimenti affinchè i Referendum non raggiungano il quorum del 50%+1 degli aventi diritto al voto.
IL Decreto elezioni ha fissato che il primo turno delle amministrative si terrà in due giorni, domenica 25 e lunedì 26 maggio, mentre per i referendum si voterà nelle date dei ballottaggi, l’8 e 9 giugno, a scuole chiuse.
Non è stata quindi accolta la richiesta dei promotori referendari di un accorpamento con il primo turno delle Elezioni Amministrative, opzione che avrebbe garantito una maggiore partecipazione rispetto alla soluzione scelta dal governo.
É la conferma che l’esecutivo non ha intenzione di favorire la partecipazione e che subdolamente crea impedimenti affinchè i Referendum non raggiungano il quorum del 50%+1 degli aventi diritto al voto.
L’arroccamento del governo, mostra il tentativo di ostacolare la proposta di abrogazione di quel che resta del Jobs Act e la sua avversione alla prospettiva di rendere più accettabili le tempistiche per l’accesso ai diritti di cittadinanza per le persone con background di altra provenienza.
Per le pressioni esercitate, il Consiglio dei ministri ha poi approvato il 13-3-025 la bozza del decreto Elezioni, che reintroduce la possibilità di voto per i cittadini fuori sede nei referendum dell’8 e 9 giugno 2025. Il sistema ricalcherà quello già sperimentato alle elezioni europee del 2024 e sarà esteso non solo agli studenti, ma anche ai lavoratori e a chi si trova lontano dal comune di residenza per motivi di cura.
Per le pressioni esercitate, il Consiglio dei ministri ha poi approvato il 13-3-025 la bozza del decreto Elezioni, che reintroduce la possibilità di voto per i cittadini fuori sede nei referendum dell’8 e 9 giugno 2025. Il sistema ricalcherà quello già sperimentato alle elezioni europee del 2024 e sarà esteso non solo agli studenti, ma anche ai lavoratori e a chi si trova lontano dal comune di residenza per motivi di cura.
Parte dunque la Campagna per i 5 Referendum il cui primo obiettivo è il superamento del quorum partecipativo.
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La scheda informativa sui 5 Referendum |
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